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	<title>Gaia Lammardo, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Carlo III: il futuro della monarchia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2022 16:46:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/EDDAD9E1-3BA1-451F-8E24-D61DBFE9F96F.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/EDDAD9E1-3BA1-451F-8E24-D61DBFE9F96F.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/EDDAD9E1-3BA1-451F-8E24-D61DBFE9F96F-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/EDDAD9E1-3BA1-451F-8E24-D61DBFE9F96F-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Tanto grande è l’eredità di Carlo e la sua tarda proclamazione sarà la sua fortuna, godrà di ciò che sua madre ha costruito, perché tutti sappiamo che non ci sarà&#8230;</p>
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<p>In questi giorni abbiamo assistito ad un evento di grande portata storica quale quello della morte della regina d’Inghilterra Elisabetta II, un cambiamento che inevitabilmente ha segnato la memoria non solo del Regno Unito ma di tutto il mondo. E, in attesa di dare l’ultimo saluto all’unica monarca inglese che gran parte della popolazione mondiale abbia mai conosciuto, non si può far meno di chiederci: il principe Carlo sarà mai all’altezza della madre?</p>
<p>Una prima e sostanziale differenza, che mostra la lunga distanza che Carlo dovrà percorrere per poter provare ad eguagliare sua madre, è nel primo discorso da re.</p>
<p>Un discorso nel quale ha giurato di assolvere il suo compito, ma che riuscirà a portare a termine solo grazie all’appoggio della sua regina consorte e della sua famiglia. E il suo popolo? È quest’ultimo che farà di lui un grande monarca, così come è stato per Elisabetta II prima di lui. Una regina che è stata devota al suo regno fin dal suo primo discorso da reggente e che così recitava: “<em>Non avrò la forza di portare a termine questa risoluzione da sola se non vi unirete a me con me, come ora vi invito a fare: so che il vostro appoggio sarà immancabilmente dato.” </em></p>
<p>Questa è stata la grandezza di Elisabetta che, per amore della corona e dei suoi sudditi, ha messo da parte il suo ruolo di moglie, madre e nonna. Che ha chiesto aiuto al suo popolo per rendere grande la sua monarchia e che per 70 anni l’ha supportata anche nei momenti più bui del suo regno.</p>
<p>Una donna che ha sapientemente delineato il suo ruolo di regina, ma che allo stesso tempo si è mostrata come la “mamma”, così l’hanno definita gli inglesi, di tutti i suoi popoli. Ben consapevole del ruolo politico che rivestiva, ma anche porto sicuro per i suoi sudditi laddove le istituzioni non arrivavano ad essere. Questo è infatti il vero compito della monarchia britannica e che molto spesso può fare invidia alle democrazie di tutto il mondo.</p>
<p>Tanto grande è l’eredità di Carlo e la sua tarda proclamazione sarà la sua fortuna, godrà di ciò che sua madre ha costruito, perché tutti sappiamo che non ci sarà mai un’altra Elisabetta II.</p>
<p>Le sorti della corona sono in mano ad un uomo che, malgrado l’assenza di devozione nonostante gli insegnamenti della madre, avrebbe potuto salvarsi con accanto una donna quale Diana. L’abdicazione di Charles III in favore di suo figlio William sarebbe forse stata la scelta più ovvia, oltre che utile.</p>
<p>Dunque il Regno Unito attende di scoprire quale sarà la direzione di marcia del nuovo re. La partenza forse non è stata delle migliori, ma a questo punto speriamo che “Dio salvi il Re”.</p>
</div>
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		<title>È iniziata l’invasione Russa: in Ucraina è guerra</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/02/24/e-iniziata-linvasione-russa-in-ucraina-e-guerra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=e-iniziata-linvasione-russa-in-ucraina-e-guerra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Feb 2022 18:46:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>È guerra tra Russia e Ucraina: nella notte il presidente Putin ha ordinato l’attacco. E intanto l&#8217;Ucraina impone la legge marziale nel paese. Il presidente ucraino invita a non lasciarsi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/08AC3338-9B83-4227-B718-08097E2C9F6D-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>È guerra tra Russia e Ucraina: nella notte il presidente Putin ha ordinato l’attacco. E intanto l&#8217;Ucraina impone la legge marziale nel paese. Il presidente ucraino invita a non lasciarsi prendersi dal panico.</em></p>
<p>Sono iniziati nella notte i bombardamenti russi, che hanno dato avvio all’operazione militare di Putin in Ucraina. L’attacco è stato lanciato alle 6 del mattino dallo stesso presidente russo in diretta tv, che ha annunciato l’operazione militare affermando di dover proteggere il Donbass.</p>
<p>Non solo sul confine, ma fino a Odessa, Kharvik, Mariupol, Leopoli e anche nella capitale Kiev, dove a lanciare l’allarme sono state le sirene all’interno della città. Inoltre i russi avrebbero tentato di prendere il controllo dell’aeroporto.</p>
<p>Vladimir Putin, nell’annunciare in tv l’autorizzazione a operazioni militari, ha lanciato un appello ai soldati ucraini affinché depongano le armi. Il capo del Cremlino ha anche intimato ai Paesi stranieri di evitare interferenze, altrimenti le ripercussioni saranno immediate con conseguenze mai viste prima nella storia.</p>
<p>Ferma la reazione della comunità internazionale e del presidente americano Joe Biden che ha definito l’attacco “inaccettabile e ingiustificabile”, ma soprattutto un pretesto per dare avvio al blitz.</p>
<p>Non è ancora del tutto chiaro cosa stia accadendo nel paese ora, sembrerebbero esserci alcuni morti e feriti. Esplosioni sono state avvertite in numerose città del paese, compresa la capitale Kiev, dove sono anche scattate le sirene antiaeree, provocando la fuga dei cittadini nei rifugi anti bombardamento. Kiev afferma inoltre di aver abbattuto un caccia russo nell’Est.</p>
<p>“L’Ucraina si difenderà e vincerà. Il mondo può e deve fermare Putin: il momento di agire è ora”: così ha esordito il ministro degli Esteri ucraino <strong>Kuleba</strong> dopo l’annuncio dell’operazione militare della Russia. “Putin ha lanciato un’invasione su larga scala dell’Ucraina: le nostre pacifiche città sono sotto attacco, questa è una guerra di aggressione”, aggiunge Kuleba.</p>
<p>E intanto l’Ucraina impone la legge marziale nel paese. Il presidente ucraino invita a non lasciarsi prendersi dal panico.</p>
<p>Kiev ha anche invitato la comunità internazionale ad “agire immediatamente”. “Solo azioni unite e forti possono fermare l’aggressione dell’Ucraina da parte di Vladimir Putin”, aggiunge il ministero.</p>
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		<title>Il Carnevale della rivincita: Viareggio torna a splendere sui Viali a Mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 07:48:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carnevale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Torna nel periodo canonico la 149esima edizione del Carnevale di Viareggio, quest’anno in veste di simbolo di rinascita dopo due anni di pandemia. “Basta un giorno così a cancellare 120&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/DB625979-2BE1-4D88-9910-09F8A322CC55-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Torna nel periodo canonico la 149esima edizione del Carnevale di Viareggio, quest’anno in veste di simbolo di rinascita dopo due anni di pandemia.</em></p>
<p>“Basta un giorno così a cancellare 120 giorni stronzi” cantavano gli 883. Di giorni purtroppo ne sono passati 700 ed oltre, tuttavia sono bastati il Carnevale e il sole che baciava la città di Viareggio a far dimenticare all’Italia intera due anni di mancato divertimento.</p>
<p>Ma andiamo per ordine. Viareggio ieri si è svegliata abbracciata da un caldo giorno primaverile, una giornata meravigliosa, ma con un compito importantissimo: ospitare la sfilata dei giganteschi carri di cartapesta che ogni anno colorano e animano la città, ma che vedeva la sua assenza nel periodo canonico da ormai quasi due anni.</p>
<p>Viareggio ieri aveva un compito: essere l’emblema di un Paese intero che vuole lasciarsi alle spalle paure, timori e angosce della pandemia. Ovviamente nessuna ansia da prestazione: la città ha dato il meglio di sé, dando effettivamente il via ad una lunga serie di grandi spettacoli che da tanto, troppo tempo, mancano ad alleggerire i cuori degli italiani.</p>
<p>Un Carnevale della rivincita dunque, la rivincita su un virus maledetto che tuttavia ieri non ha vinto sulla voglia dei viareggini e degli italiani di tornare a festeggiare in libertà. Una manifestazione pur sempre con capienza ridotta, ma con tantissima voglia di ricominciare.</p>
<p>Un Carnevale che, ricorda nella cerimonia di apertura la presidente Maria Lina Marcucci, esiste grazie anche all’aiuto della politica, senza la quale “il Carnevale di Viareggio avrebbe vissuto momenti inimmaginabili”. Infatti nella Legge di Bilancio approvata a Roma è stata avallata l’assegnazione di un contributo pari ad un milione di euro a valere sul Fondo Unico per lo Spettacolo, per la tutela e la valorizzazione della funzione svolta dai carnevali storici, che abbiano una riconoscibile identità storica e culturale, per la conservazione e la trasmissione delle tradizioni storiche e popolari nell’ambito della promozione dei territori.</p>
<p>Una manovra dunque che ha permesso, a molti carnevali d’Italia, di diffondere nuovamente nel paese un’ondata di divertimento, fortemente voluta dal ministro Franceschini, che ieri, con un messaggio inviato al sindaco Giorgio del Ghingaro e alla presidente del Carnevale di Viareggio, ha ribadito l’importanza di questa manifestazione. “<em>Alla vigilia del suo centocinquantenario, il Carnevale di Viareggio ritrova nel 2022 la propria dimensione reale – ha scritto il ministro della cultura – un momento di gioia al quale quest’anno partecipa idealmente l’intero Paese. Insieme a Burlamacco e Ondina, simboli storici della manifestazione, il corteo dei carri mascherati torna a percorrere la passeggiata a mare nel periodo canonico di questa festa che, in Italia, rappresenta una tradizione culturale meritevole di essere sostenuta. Proprio per questo motivo ho fortemente voluto l’istituzione di un fondo specifico per i carnevali storici, risorse destinate a questo patrimonio immateriale dei nostri territori che sono state messe a bando pochi giorni fa”.</em></p>
<p>E così, dopo il triplice sparo di cannoni, ha preso avvio la 149esima edizione del Carnevale di Viareggio, che ha visto i giganti di cartapesta sfilare lungo i Viali a Mare accompagnati da una numerosa folla di spettatori in maschera, che, tra balli e musica, hanno donato la speranza di rinascita ad un paese intero.</p>
<p>Allo scadere dei due anni dall’inizio della pandemia, Viareggio e la sua tradizione delle maschere si sono trasformati nel simbolo della rinascita, un punto di partenza da dove l’Italia può e deve ripartire.</p>
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		<title>Il futuro del cinema in stand by: incassi deboli e il pressing dello streaming</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jan 2022 23:21:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[streaming]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/A0EFF11C-AE75-44B1-B1F7-A8F4DCE7CD65.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/A0EFF11C-AE75-44B1-B1F7-A8F4DCE7CD65.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/A0EFF11C-AE75-44B1-B1F7-A8F4DCE7CD65-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/A0EFF11C-AE75-44B1-B1F7-A8F4DCE7CD65-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il futuro del cinema è in ginocchio, messo a dura prova da un notevole abbassamento degli incassi ai botteghini e dalla presenza di un pubblico ridotto ai minimi storici nelle&#8230;</p>
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<p>La quarta ondata di Covid, nonché la doppia pandemia Delta-Omicron continuano a fare terra bruciata per le industrie dei paesi. Così come tanti anche il settore cinematografico si piega e accusa i colpi dell’emergenza sanitaria che da ormai due anni mette in ginocchio tutti.</p>
<p>A fine dicembre la Cinetel ha messo a disposizione i dati dei botteghini e delle presenze in sala per l’anno 2021 rivelatosi un vero e proprio bagno di sangue e dunque se si considerano correttamente solo i dati sul periodo maggio-dicembre, i mesi in cui le sale cinematografiche sono state riaperte, il mercato ha registrato rispettivamente circa il 51% e il 53%  in meno rispetto alla media del periodo 2017-2018-2019 (è opportuno ricordare che nel 2020 le sale sono state chiuse da fine ottobre in poi e quindi non è stato possibile considerare questo anno nella media). I cinema restano aperti ma il pubblico non c’è e i film neppure. Tanti i titoli in sospeso, cambiamenti in vista e ripensamenti sulle date di uscita quasi fosse tutto un gioco di strategia.</p>
<p>Ciò non ha messo a repentaglio solo gli incassi delle case e delle sale cinematografiche ma ha creato scompiglio nei rapporti tra le produzioni e gli attori stessi. Infatti è stato proprio lo streaming il terzo protagonista di questa pandemia. Quest’ultimo, reduce da molteplici lockdown, ha cavalcato sulla cresta dell’onda guadagnandosi il primato come mezzo di trasmissione più in voga per tutte le prime visioni. In un lungo periodo che ha visto le sale cinematografiche inaccessibili, le case di produzione si sono affidate a questo mezzo potentissimo, quale lo streaming, per permettere alle persone di non privarsi dell’unico svago culturale che era in qualche modo praticabile. Ma ha dato anche la possibilità alle produzioni di non mandare in malora mesi (talvolta anni) di duro lavoro, concedendo loro l’uscita dei film anche in situazione di emergenza sanitaria. Dunque un intervento decisivo quello delle piattaforme di streaming, ma che alla riapertura delle sale cinematografiche continua ad essere il mezzo preferito, penalizzando non poco quest’ultime. La principali aziende infatti stanno dando la precedenza ai loro servizi in streaming in modo da spingere la crescita. Questa strategia ha implicazioni finanziarie considerevoli soprattutto per attori i quali vogliono assicurarsi che la crescita dello streaming non li danneggi. Dunque sono stati loro stessi i primi a mettere in atto una vera e propria rivolta contro il gigante dello streaming, penalizzati dal fatto che gran parte del loro guadagno derivi proprio dal “bonus botteghino”: più quest’ultimo incassa maggiore sarà il bonus per l’attore. Polemica inappropriata visto il momento? Forse, fatto sta che è stato proprio il colosso di Disney a dover sborsare la quota maggiore: venti milioni di dollari di risarcimento all’attrice di The Black Widow, che nell’azione legale intrapresa sosteneva che secondo gli accordi con la Marvel Entertainment veniva garantita l’uscita del film esclusivamente in sala e il suo compenso era basato in larga parte sulla performance del film al botteghino. Chiaramente così non è stato e la pellicola è stata da subito trasmessa anche sulla piattaforma Disney, vedendosi costretta a risarcire l’attrice.</p>
<p>Penalizzante e allo stesso tempo confortante la performance dello streaming che però non sembra spaventare troppo i produttori nostrani e così ad esempio Riccardo Tozzi, fondatore di Cattleya ed ex presidente Anica, va oltre: “Il pubblico, quando sarà finita questa peste, tornerà al cinema e saremo più o meno sui 100 milioni di biglietti come l’Italia ha sempre avuto, quello che cambia è la composizione del pubblico e il sistema complessivo: siamo viziati dall’abbondanza di film e serie in casa, saremo chiamati ad uscire ed andare in sala quando sentiremo che c’è l’evento, l’originalità, l’avvenimento che ti ci porta. Per me non è questione di finestre, più o meno lunghe perché tanto sappiamo che prima o poi arrivano, ma di film che ci fanno uscire dalla porta.”</p>
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		<title>Il ricordo di Giuseppe Fava: il giornalista siciliano che difendeva la verità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jan 2022 10:39:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Fava]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Sicilia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="297" height="170" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5A71C2BF-7012-45B8-B4F9-73C5AAEDF219.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Ricorre oggi il 38esimo anniversario dell’omicidio di stampo mafioso del giornalista siciliano Giuseppe Fava, morto la sera del 5 gennaio del 1984. “Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul&#8230;</p>
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<p>“Mi rendo conto che c’è un’enorme confusione sul problema della mafia. I mafiosi stanno in Parlamento, i mafiosi a volte sono ministri, i mafiosi sono banchieri, i mafiosi sono quelli che in questo momento sono ai vertici della nazione. Non si può definire mafioso il piccolo delinquente che arriva e ti impone la taglia sulla tua piccola attività commerciale, questa è roba da piccola criminalità, che credo abiti in tutte le città italiane, in tutte le città europee. Il fenomeno della mafia è molto più tragico ed importante…” (Giuseppe Fava).</p>
<p>Un enorme coraggio distingueva il giornalista siciliano, che, proprio nella sua ultima intervista concessa ad Enzo Biagi, rilasciò queste importanti dichiarazioni elargendo un vero e proprio attacco agli “intoccabili” coloro “che erano ai vertici” e che nessuno mai avrebbe pensato e potuto attaccare pubblicamente. <em> </em></p>
<p>Gli costò cara questa intervista, ma la verità è che Giuseppe Fava da sempre fu considerato un personaggio “scomodo”, un intellettuale che non aveva paura di raccontare la verità e di condannare malversazione e criminalità. Un giornalista a 360 gradi, un vero e proprio professionista dell’informazione, che nemmeno la cacciata dal suo giornale di esordio Il Giornale del Sud gli fece smettere di praticare egregiamente il suo mestiere. Sollevare il dubbio, esercitando il libero pensiero o invitando al dialogo, o proporre percorsi alternativi alle opinioni dominanti: questo era l’obiettivo di Giuseppe Fava, che lo rendeva un libero pensatore e dunque “meritevole”, per Cosa Nostra, di una fine tragica che lo trasportasse in una damnatio memoriae.</p>
<p>Dunque, nel giorno dell’anniversario della sua morte, lo ricordiamo come colui che ebbe il coraggio di denunciare il malaffare pagando con la vita il suo impegno antimafia. Inoltre, su iniziativa della Fondazione Giuseppe Fava, il giornalista e scrittore siciliano verrà ricordato con l’assegnazione del Premio Nazionale Giornalistico a lui intitolato “Nient’altro che la verità. Scritture e immagini contro le mafie”.</p>
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		<title>Torna l’antiquariato: tra sensazioni e suggestioni l’arte di commerciare frammenti di storia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 17:58:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[antiquariato]]></category>
		<category><![CDATA[Mercante in fiera]]></category>
		<category><![CDATA[Parma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/99887252-DA03-4245-A5F7-BD7223F8F23E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/99887252-DA03-4245-A5F7-BD7223F8F23E.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/99887252-DA03-4245-A5F7-BD7223F8F23E-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/99887252-DA03-4245-A5F7-BD7223F8F23E-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>L’antiquariato, alchimia di odori e suggestive visioni,  dopo mesi di emergenza sanitaria torna a splendere affascinando i visitatori. Per comprendere meglio lo spirito che anima la passione per il commercio&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’antiquariato, alchimia di odori e suggestive visioni,  dopo mesi di emergenza sanitaria torna a splendere affascinando i visitatori. Per comprendere meglio lo spirito che anima la passione per il commercio dei pezzi d’epoca e del loro valore, ne abbiamo parlato con Carlo e Francesco Ciarnese, due affermati antiquari e in questi giorni espositori a Mercante in Fiera a Parma.</em></p>
<p>Orgoglio del panorama fieristico italiano e non solo, Mercante in Fiera riparte dopo mesi difficili causati dalla pandemia. Qui l’antiquariato ed anche altro, trova la sua massima espressione: oggetti di valore inestimabile, di tutte le epoche, affascinano i visitatori, che ritrovano in un pezzo del passato l’antico splendore di un’epoca trascorsa.</p>
<p>La fiera in questione, quella di Parma, come da tradizione si è trasformata in una vera e propria cittadella antiquaria nella quale oltre mille espositori, provenienti da tutte le piazze, esibiscono le proprie scoperte a decine di migliaia di visitatori, professionisti, collezionisti e cultori della memoria.</p>
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<figure class="wp-block-media-text__media"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-37934 size-full" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1-1024x768.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/240793728_3056125011338229_3292667734232951589_n-1.jpg 1440w" alt="Boutique Art Gallery San Francesco all’interno dell’Hotel Renaissance Tuscany “Il Ciocco” Resort &amp; Spa”, Barga (LU)" width="1024" height="768" /></figure>
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<p>Dunque una vera e propria cultura quella dell’antiquariato, che ci distingue oltremodo per la bellezza dei pezzi che in queste fiere si è soliti trovare e che con orgoglio ne affermiamo l’appartenenza all’Arte italiana. Una cultura tuttavia anche difficile da comprendere, una forma d’arte particolare che merita un’importante attenzione e la cui conoscenza spesso si tramanda di generazioni come una qualsiasi tradizione.</p>
</div>
</div>
<p>Per capirne la sua natura e la sua bellezza, ne abbiamo parlato con due antiquari oggi espositori qui a Parma, padre e figlio, Carlo e Francesco Ciarnese, che l’antiquariato lo vivono da sempre e che rappresenta la loro più grande passione.</p>
<p><em>Cos’è per voi l’antiquariato e come definireste la sua importanza soprattutto in chiave nazionale?</em></p>
<p>F: L’antiquariato è la massima espressione del collezionismo: l’attenta ricerca di un oggetto passato, ma allo stesso tempo vicino e concreto, fanno sì che l’opera individuale dell’artista appartenga non solo alla storia ma a tutti coloro che possono percepirla come passione o predilezione. Tuttavia per comprenderne la sua importanza bisogna capire che l’antiquariato gioca un ruolo fondamentale nell’economia della nostra penisola: un giro d’affari annui di circa 600 milioni di dollari contro i 60 miliardi mondiali, che colloca l’Italia in settima posizione tra i paesi principali per la vendita di opere d’arte e affini, ma indubbiamente anche per la provenienza, d’altronde il nostro paese è esso stesso arte, erede di una vocazione all’antiquariato e al collezionismo.</p>
<p><em>Una cultura la vostra, che si tramanda di padre in figlio: c’è differenza tra l’antiquariato del passato e quello del presente?</em></p>
<p>C: L’antiquariato non possiede vere e proprie differenze ma più correttamente possiamo dire che ha subito delle “mutazioni”, così come è mutata la nostra generazione. Il cambio generazionale ha fatto sì che, con l’evolversi di mode su determinate opere, stili e prezzi di mercato, trasformasse alcuni aspetti e dogmi del “Vecchio Antiquario”, che ora è sempre più alla ricerca di opere che vanno di pari passo alla richiesta dei collezionisti, oggi più esigenti e scrupolosi.</p>
<p><em>L’antiquariato è per voi soprattutto una vocazione…una passione. Come definireste questa vostra sensibilità artistica ?</em></p>
<p>C: La mia passione per l’antico nasce durante la mia gioventù, in particolare nel periodo in cui mi dedicavo da giornalista all’arte e a tutte le sue forme, per poi interessarmi al collezionismo di pitture antiche e “Old master” e infine fare di questa passione una vera e propria professione. Dunque la definirei quasi una devozione, che la maggior parte delle volte mi permette di riconoscere il valore di un oggetto semplicemente con una sensazione… se non è amore questo.</p>
<p>F: Io definirei questa passione come un amore nei confronti di mio padre: lui mi ha permesso di conoscere questo mondo, mi ha iniziato all’antiquariato in età molto giovane facendo si che io amassi l’arte fin da subito. Mi ha trasmesso tutto il suo sapere, che io poi ho ampliato con gli studi diventando critico ed esperto in arte antica. L’antiquariato è una forma d’arte non facile da comprendere, è istinto e tecnica allo stesso tempo. Per riconoscere il prestigio di un oggetto servono entrambi: l’istinto, che matura con il tempo, compensa la tecnica, che a sua volta è fondamentale per collocare il pezzo nel tempo.</p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-37930" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/WhatsApp-Image-2021-10-06-at-13.57.36-1024x674.jpeg" sizes="(max-width: 667px) 100vw, 667px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/WhatsApp-Image-2021-10-06-at-13.57.36-1024x674.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/WhatsApp-Image-2021-10-06-at-13.57.36-300x197.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/WhatsApp-Image-2021-10-06-at-13.57.36-768x505.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/WhatsApp-Image-2021-10-06-at-13.57.36.jpeg 1284w" alt="Gli antiquari Carlo e Francesco " width="667" height="438" /><figcaption><sub>I due antiquari Carlo e Francesco</sub></figcaption></figure>
<p><em>L’emergenza sanitaria, che ormai ci trasciniamo da quasi due anni, ha inciso o no sul commercio dell’antiquariato?</em></p>
<p>C: Il Covid ha portato ad un vero e proprio stallo nel commercio dell’arte: l’antiquariato è un lavoro incentrato principalmente sui rapporti interpersonali quali fiere, rassegne, dialogo con collezionisti e pubblico. Il nostro sito, <a href="https://www.artgallerysanfrancesco.com/" data-type="URL" data-id="https://www.artgallerysanfrancesco.com/">Art Gallery San Francesco</a>, ci ha dato un sostegno non indifferente, ma pensare di basare tutto sull’internet è surreale: l’arte va vista dal vivo, toccata con mano, vanno ascoltate le emozioni che essa stessa trasmette.</p>
<p><em>La stagione delle fiere sta ripartendo e per prima Mercante in Fiera ha inaugurato il grande ritorno, com’è ritornare dopo un così lungo periodo di stop causato dall’emergenza sanitaria?</em></p>
<p>F: Dopo quasi un anno e mezzo di stop è emozionante per noi tornare a fare antiquariato in una manifestazione quale Mercante in Fiera di Parma, soprattutto per il legame affettivo che mio padre possiede per questa rassegna: una delle prime mostre dove iniziò a esporre e commerciare le sue opere ormai 40 anni fa. Abbiamo notato un pubblico molto preparato e attento, puntiglioso su ciò che desidera e questo per noi è motivo di orgoglio, vedere spettatori preparati e avidi di arte fa credere in una ripartenza importante per tutto il settore dell’antiquariato.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-37931" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/23fecc8f-efc9-4b19-a573-e904f540d817-1024x523.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/23fecc8f-efc9-4b19-a573-e904f540d817-1024x523.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/23fecc8f-efc9-4b19-a573-e904f540d817-300x153.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/23fecc8f-efc9-4b19-a573-e904f540d817-768x392.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/10/23fecc8f-efc9-4b19-a573-e904f540d817.jpg 1284w" alt="Il corner di Art Gallery San Francesco presso Mercante in Fiera a Parma" width="1024" height="523" /><figcaption><sub>Il corner di Art Gallery San Francesco presso Mercante in Fiera a Parma</sub></figcaption></figure>
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		<title>A vent’anni dagli attacchi terroristici negli USA: il ricordo dell’11 settembre 2001</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/09/11/a-ventanni-dagli-attacchi-terroristici-negli-usa-il-ricordo-dell11-settembre-2001/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-ventanni-dagli-attacchi-terroristici-negli-usa-il-ricordo-dell11-settembre-2001</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Sep 2021 16:27:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Era l’11 settembre 2001 quando due aerei di linea si schiantarono contro le torri gemelle, causando il giorno più cupo nella storia degli Stati Uniti. Altri due precipitarono contro la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/09/11/a-ventanni-dagli-attacchi-terroristici-negli-usa-il-ricordo-dell11-settembre-2001/">A vent’anni dagli attacchi terroristici negli USA: il ricordo dell’11 settembre 2001</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/09/september-11-2001-3671435_1280-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Era l’11 settembre 2001 quando due aerei di linea si schiantarono contro le torri gemelle, causando il giorno più cupo nella storia degli Stati Uniti. Altri due precipitarono contro la sede del Pentagono e in Pennsylvania. Il mandante: Al Qaeda.</em></p>
<p>Vent’anni sono passati ormai da quel terribile 11 settembre del 2001 dove a morire furono migliaia di innocenti. Molteplici attacchi terroristici, uno alle Torri Gemelle di New York, un altro contro la sede del pentagono e in Pennsylvania, hanno cambiato la vita dell’Occidente.</p>
<p>Sono le 8 e mezza di mattina circa negli Stati Uniti, una giornata apparentemente normale per tutti i cittadini americani, ignari del fatto che di li a poco tre attacchi terroristici simultanei sconvolgeranno i loro animi mietendo migliaia di vittime. Due aerei di linea si abbattono sulle torri del World Trade Center, a Manhattan, contemporaneamente un altro volo di linea si schianta contro la sede del Pentagono a Washington, mentre un terzo precipita in un campo a Shanksville in Pennsylvania. A morire sono quasi 3000 civili.</p>
<p>New York quella mattina è avvolta in una nube di fumo, uno sfrecciare di auto e sirene sono gli unici rumori e suoni che per giorni si sentiranno nella metropoli.</p>
<p>Il mondo intero osserva incredulo ciò che sta accadendo. È ora di pranzo in Italia, un momento di relax per le persone, che però in quel momento seguono ininterrottamente la vicenda e si stringono virtualmente al dolore di quei poveri innocenti.</p>
<p>Oggi, dopo vent’anni, viene spontaneo ricordare o chiedersi cosa in quel momento ognuno di noi stesse facendo, ricordo mia madre mentre cullava mia sorella di pochi mesi nel tentativo di farla stare buona e dunque capire cosa stesse accadendo dall’altra parte del mondo, come fosse importante incorniciare quell’attimo della nostra vita, come lo avessimo vissuto in prima persona, ma dove a rimetterci quel giorno furono purtroppo tanti cittadini americani.</p>
<p>Nell’arco di vent’anni il terrore di quel giorno non ha mai abbandonato le nostre menti, ha rivoluzionato il nostro modo di vivere la giornata, altri attacchi terroristici ci hanno avvolto le menti nel terrore, tanto da infondere un sentimento di angoscia ogniqualvolta prendiamo una metropolitana, o ci godiamo una serata di musica in un teatro.</p>
<p>La memoria dell’11 settembre quest’anno ha anche un valore doppio, dal momento che la guerra scoppiata in Iraq e Afghanistan immediatamente dopo gli attentati, con l’obbiettivo di sradicare e radere al suolo ogni gruppo terroristico globale, si è rivelata dopo vent’anni solo un grande fallimento. Un fallimento economico, ma soprattutto un fallimento sociale perché come sempre a rimetterci sono sempre i civili e gli innocenti. La guerra contro “il nemico invisibile” post 11 settembre e la conseguente ritirata degli Usa dall’Afghanistan dunque non ha liberato il mondo dalla minaccia terroristica, ma ha consolidato la sua affermazione, dando di fatto spazio a gruppi estremisti per rafforzarsi e radicalizzarsi ancora di più.</p>
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		<title>A Messina l’imprenditoria si colora di rosa: apre il nuovo Yogorino, un locale con gestione tutta al femminile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2021 22:01:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Anna Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[Imprenditoria]]></category>
		<category><![CDATA[Messina]]></category>
		<category><![CDATA[yogurteria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/121381A1-159A-4662-A5CE-AAAEDA4A641F.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/121381A1-159A-4662-A5CE-AAAEDA4A641F.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/121381A1-159A-4662-A5CE-AAAEDA4A641F-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/121381A1-159A-4662-A5CE-AAAEDA4A641F-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>L’imprenditrice in questione è Anna Egitto, una donna giovane e grintosa, che con l’affermazione di un desiderio ha realizzato un sogno importante: la gestione di una yogurteria nel cuore della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/21/a-messina-limprenditoria-si-colora-di-rosa-apre-il-nuovo-yogorino-un-locale-con-gestione-tutta-al-femminile/">A Messina l’imprenditoria si colora di rosa: apre il nuovo Yogorino, un locale con gestione tutta al femminile</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L’imprenditrice in questione è Anna Egitto, una donna giovane e grintosa, che con l’affermazione di un desiderio ha realizzato un sogno importante: la gestione di una yogurteria nel cuore della Messina antica, precisamente sul Corso Cavour, ma soprattutto di mettersi in gioco come leader.</p>
<div class="wp-block-image is-style-default">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-36747" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/cfcbecdc-ebd8-4fae-8800-a97fc7af24e0.jpg" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/cfcbecdc-ebd8-4fae-8800-a97fc7af24e0.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/cfcbecdc-ebd8-4fae-8800-a97fc7af24e0-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/cfcbecdc-ebd8-4fae-8800-a97fc7af24e0-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/cfcbecdc-ebd8-4fae-8800-a97fc7af24e0-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/cfcbecdc-ebd8-4fae-8800-a97fc7af24e0-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/cfcbecdc-ebd8-4fae-8800-a97fc7af24e0-80x60.jpg 80w" alt="" width="433" height="324" /><figcaption><sub>A destra Anna Egitto nel suo locale, con sua sorella</sub></figcaption></figure>
</div>
<p>Un sogno ambizioso, soprattutto in un periodo come quello che stiamo vivendo, ma che con la forza di volontà e la caparbietà quale quella di Anna si è visto concretizzarsi, anche se con non poche difficoltà. Un’attività nata in particolare anche grazie al progetto “Io resto al Sud” che, sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali (tra i 18 e 55 anni) in alcune regioni del Sud, quali <strong>Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia</strong> e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (<strong>Lazio, Marche, Umbria</strong>).</p>
<p>Il suo locale, inaugurato il 15 luglio 2021, ad oggi offre la produzione di frozen yogurt, crepes, waffle, pancake, ma è anche specializzato nella creazione di torte particolari: cheesecake, mouse allo yogurt, tiramisù.</p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-36748" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-1024x768.jpg" sizes="(max-width: 390px) 100vw, 390px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-1536x1152.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/8aa3f10d-8838-4e39-b486-80ef6ca740d1.jpg 2048w" alt="" width="390" height="292" /></figure>
<p><em>Da cosa è nata la tua voglia di metterti in proprio e in che modo il progetto “Io resto al Sud” ti ha aiutata nella realizzazione di questa attività?</em></p>
<p>Dopo 7 anni di lavoro da dipendente in un locale, in cui mi occupavo della produzione di gelati e di granite, ha cominciato a crescere in me la voglia di mettermi in proprio. Insoddisfatta del ruolo di dipendente, ma desiderosa di approcciarmi in questo settore come leader, complice anche la passione ereditata da mio padre che da giovane anche lui ha lavorato in questo ambito, ho deciso di intraprendere una mia strada e alla fine del 2019 sono venuta a conoscenza del progetto “Io resto al Sud”. Dopo aver aderito al programma del business plan, all’interno del quale dichiaravo le mie esperienze e indicavo la scelta del franchising Yogorino con il quale volevo avviare la mia attività, ho ottenuto un esito positivo da parte del bando Invitalia che, mi ha permesso di finanziare il mio progetto e dunque di avviare subito inizio a tutte le procedure burocratiche.</p>
<p><em>Il periodo pandemico in cui viviamo ha secondo te influito sull’avvio della tua attività e come quest’ultima si inserisce nel rilancio dell’economia locale?</em></p>
<p>Io ho avuto fin da subito una risposta molto positiva da parte della clientela, soprattutto perché il franchising Yogorino a Messina è presente già da molti anni, nonostante il mio locale sia situato in centro città e non in una località di mare. Potrebbe sembrare un punto a sfavore, ma ritengo che, in stagioni diverse da quella dell’estate, attività come queste possano essere d’aiuto per il rilancio dell’economia locale, pandemia permettendo.</p>
<p><em>Dunque, qualora il Covid dovesse bloccarci nuovamente hai già preventivato come comportarti?</em></p>
<p>Assolutamente si! Oltre al servizio d’asporto di cui già gode il mio locale, fornisco anche la consegna a domicilio che a settembre intensificherò appoggiandomi ad alcune piattaforme di delivery.</p>
<p><em>Infine, tra gli aiuti finanziari e gestionali, chi ti ha maggiormente sostenuto e fatto credere in questo progetto?</em></p>
<p>Mi sono approcciata al progetto “Io resto al Sud” perché credo nella mia terra, nelle mie radici e nell’imprenditoria nella mia città. Inoltre se sono qui oggi è grazie al supporto della mia famiglia, di mia nonna e della mia migliore amica, che mi hanno sempre esortato a credere nelle mie potenzialità.</p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized is-style-default"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-36752" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/f0d63c3b-5a51-4900-a478-880090097352-1.jpg" sizes="(max-width: 336px) 100vw, 336px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/f0d63c3b-5a51-4900-a478-880090097352-1.jpg 863w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/f0d63c3b-5a51-4900-a478-880090097352-1-262x300.jpg 262w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/08/f0d63c3b-5a51-4900-a478-880090097352-1-768x881.jpg 768w" alt="" width="336" height="384" /><figcaption><sup>Serata inaugurale 15 luglio 2021 con Anna Egitto, titolare del locale e Mimma Cucinotta, Direttore Responsabile di Paese Italia Press.</sup></figcaption></figure>
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		<title>I talebani riprendono Kabul: cosa accadrà alle donne afghane?</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/16/i-talebani-riprendono-kabul-cosa-accadra-alle-donne-afghane/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-talebani-riprendono-kabul-cosa-accadra-alle-donne-afghane</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Aug 2021 20:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Afghane]]></category>
		<category><![CDATA[Kabul]]></category>
		<category><![CDATA[regime islamico]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il paese è pronto a sprofondare indietro nel passato e le prime voci che si presume verranno spente saranno quelle delle donne, che in queste ore si appellano al mondo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/CFA44A27-473C-4D26-A253-EE4FE391A2DF-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Il paese è pronto a sprofondare indietro nel passato e le prime voci che si presume verranno spente saranno quelle delle donne, che in queste ore si appellano al mondo intero sperando in una salvezza.</em></p>
<p>Kabul è di nuovo in mano ai talebani. Dopo vent’anni l’intero Afghanistan torna ad essere un emirato islamico. Il presidente afghano ha lasciato il Paese, fuggendo in Uzbekistan. In meno di un mese, gli estremisti hanno riconquistato il potere e hanno portato avanti un’avanzata città per città. L’ex presidente dell’Afghanistan Ghani ha spiegato in un messaggio su Facebook di essere fuggito «per evitare un massacro» a cominciare dalla capitale Kabul. La sua fuga ha accelerato la caduta di Kabul e ha fatto scatenare il caos nella capitale.</p>
<p>Una caduta rapidissima, come altrettanto rapida è stata la fuga degli Usa dal paese Afghano, favorendo di fatto l’insediamento dei Talebani. C’è chi definisce tutto questo un errore strategico dell’amministrazione di Biden, ma già le precedenti presidenze Usa non hanno vigilato abbastanza o, come asserito da diversi analisti nelle ultime ore, avrebbero favorito il ritorno del sistema talebano. L’Occidente colpevolmente indifferente ha reso preda facile l’Afghanistan rispetto all’insediamento del regime talebano, peraltro da tempo in amicizia con la Cina. Una tragedia annunciata dunque il ritorno dell’orrore talebano.</p>
<p>Il regime filoamericano, che in vent’anni vantava di aver istruito la popolazione a reagire ad una nuova incursione dei talebani, ha fornito loro armi e preparazione militare, ma non ha trasmesso loro i valori importanti come il diritto di voto universale e il diritto allo studio, conquistati a fatica ma a tratti neanche troppo voluti. Quei valori che, se diffusi tra la popolazione, probabilmente avrebbero fermato l’avanzata del regime talebano. Pertanto vera atrocità di questa vicenda è le conseguenze che l’istaurazione del regime islamico comporterà, compreso il consenso di cui presto godrà tra la popolazione afghana. L’Afghanistan non ha scelto vent’anni fa un’istituzione occidentale ed effettivamente non l’ha scelta neanche oggi.</p>
<p>Dunque il paese è pronto a sprofondare indietro nel passato e le prime voci che si presume verranno spente saranno quelle delle donne, che in queste ore si appellano al mondo intero sperando in una salvezza.</p>
<p>A colpire è un video pubblicato da una ragazza sconosciuta che in lacrime chiede aiuto affinché siano difese dai talebani, che nel frattempo promettono di non fare loro del male ma contemporaneamente in città vengono coperti murales pubblicitari di abbigliamento femminile, che ritraggono modelle afghane.</p>
<p>Il ritorno al passato è già ufficiale con l’occupazione da parte dei Talebani della sede dell’Università, dove hanno issato la loro bandiera bianca con scritte coraniche: l’istruzione da sempre è stato il principale obiettivo di questi oppositori che dichiarano di aver messo fine alla guerra, ma che di fatto ne hanno appena scatenata una più grande.</p>
<p>Durante il regime islamico alle donne veniva vietato di uscire di casa, non potevano lavorare tantomeno studiare. Sempre coperte dal burqa, non potevano neanche incrociare lo sguardo maschile o avere contatti con esso di nessun tipo. Dovevano essere invisibili e soprattutto inudibili, tanto che nel 1997 venne vietato in Afghanistan anche il rumore dei tacchi. Furono “spente” del tutto. Con la cacciata dei talebani nel 2001, queste restrizioni si erano affievolite e le donne hanno potuto studiare ed esercitare dei mestieri ottenendo anche il diritto di voto.</p>
<p>Tutto cancellato in poche ore. Le notizie agghiaccianti che giungono parlano di vere e proprie perquisizioni, casa per casa, in cerca di donne nubili da dare in sposa ai soldati dell’esercito del regime islamico. Già costrette a non uscire di casa, se non in compagnia di un uomo. Disperate chiedono aiuto ai paesi occidentali, chiedono loro di non abbandonarle nelle mani di uomini che in queste ore le stanno rivendicando come bottino di guerra per l’esercito vincitore.</p>
<p>“I diritti delle donne e le libertà conquistate passo dopo passo in questi venti anni, pure solo quella di potersi istruire, credo che tutto questo sia drammaticamente in forse” ha dichiarato il giornalista Toni Capuozzo a <a href="https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/il-dramma-delle-donne-in-afghanistan-tony-capuozzo-lecito-aspettarsi-il-peggio_36934655-202102k.shtml" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Morning News</a>, dunque ”È lecito aspettarsi il peggio”.</p>
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		<title>Gli alberi: il futuro di città più sostenibili</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/28/gli-alberi-il-futuro-di-citta-piu-sostenibili/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gli-alberi-il-futuro-di-citta-piu-sostenibili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gaia Lammardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 07:48:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Alberi]]></category>
		<category><![CDATA[verdecittà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/city-990841_1920-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/city-990841_1920-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/city-990841_1920-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/city-990841_1920-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La presenza di alberi e piante sul suolo urbano è chiaramente una presenza naturale, ma che spesso viene data per scontata, sta all’uomo dunque volerla e progettarla. Fortunatamente, dopo decenni&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La presenza di alberi e piante sul suolo urbano è chiaramente una presenza naturale, ma che spesso viene data per scontata, sta all’uomo dunque volerla e progettarla. Fortunatamente, dopo decenni di desertificazione e di taglio forzato del verde per dar spazio al “grigio” urbano, questo tema si sta diffondendo sempre di più, soprattutto nell’ambito delle strategie di sviluppo sostenibile.</em></p>
<p>Fin dall&#8217; antichità il destino degli uomini è stato spesso associato a quello degli alberi con legami talmente stretti, quasi ancestrali, che è lecito chiedersi che cosa ne sarà di un’umanità che brutalmente sta spezzando questi legami. Dunque si intende fin da subito l’importanza essenziale e fisiologica che gli alberi all’interno dei boschi hanno sull’intera umanità. Tuttavia spesso non si percepisce, o non la si vuole comprendere, l’essenzialità che questi hanno soprattutto all’interno delle città in termini di qualità di vita nonché di sostenibilità.</p>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35355" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/download-2.jpg" sizes="(max-width: 441px) 100vw, 441px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/download-2.jpg 335w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/download-2-300x135.jpg 300w" alt="" width="441" height="199" /></figure>
<p>Gli alberi, come tutti sappiamo, hanno molteplici benefici ambientali e un impatto ancora più grande lo danno all’interno delle città: mitigano il clima, migliorano la qualità dell’aria, riducono il deflusso delle acque piovane e ospitano la fauna selvatica. Ancora, utilizzando gli alberi in città, è possibile moderare l’aumento di temperatura che avviene spostandosi dalle zone rurali a quelle urbane, causato dalla copertura del suolo e dagli edifici. Gli alberi influenzano la velocità e la direzione del vento. Più compatto è il fogliame sull’albero o sul gruppo di alberi, più efficace è la funzione frangivento. Gli alberi rallentano o assorbono le precipitazioni, il nevischio e la grandine, offrendo protezione a persone, automobili ed edifici. Intercettano l’acqua e ne conservano una parte, riducendo così il deflusso delle acque piovane. Gli alberi, gli arbusti e il tappeto erboso migliorano la qualità dell’aria. Le foglie filtrano l’aria che respiriamo, eliminando la polvere e altre particelle, assorbono l’anidride carbonica dei gas serra durante la fotosintesi e, successivamente, la immagazzinano nelle strutture permanenti. Le foglie assorbono anche altri inquinanti atmosferici – come ozono, monossido di carbonio e biossido di zolfo – e rilasciano ossigeno.</p>
<p>Dunque è grazie ad essi che è possibile ricostruire nelle zone urbanizzate un ambiente più naturale, che migliorino la qualità della vita dei cittadini, ma soprattutto che donino alla città un ripristino dell’equilibrio naturale anche per il benessere delle generazioni future.</p>
<p>Ancora più banalmente all’ombra di un albero spesso sostiamo, ci si riprende dopo un lungo percorso sotto il sole, ci si dedica ad un hobby con molto più interesse, concilia la lettura di un buon libro, nonché, pratica ormai sempre più diffusa, favorisce lo studio per i ragazzi che uniscono l’utile al dilettevole. Pertanto tutti benefici, che molto spesso chi vive in città, non si accorge di avere, dando notevolmente per scontata la presenza di alberi sul suolo urbano.</p>
<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35353" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/verdecitta-1024x576.jpg" sizes="(max-width: 499px) 100vw, 499px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/verdecitta-1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/verdecitta-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/verdecitta-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/verdecitta-678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/06/verdecitta.jpg 1200w" alt="" width="499" height="280" /></figure>
<p>Per sensibilizzare l’opinione pubblica all’importanza che il verde ha nelle nostre città è nato infatti il progetto <strong>Verdecittà</strong>, finanziato dal <strong>MiPAAF</strong> e coordinato dal <strong>CREA</strong> (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e per l’Analisi dell’Economia Agraria), con il supporto scientifico del <strong>CONAF</strong> (Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e Forestali) e della <strong>Fiera di Padova</strong>, con l’intento di educare sia sui benefici che un verde urbano scientificamente pianificato e gestito apporta alla collettività, sia sull’eccellenza del florovivaismo <em>made in Italy</em>. Lo scopo è quello di creare una vera e propria “cultura del verde”, coinvolgendo cinque piazze italiane, Bologna, Palermo, Roma, Torino e Padova tra giugno e settembre, che saranno trasformate all’insegna del verde dagli esperti agronomi del CONAF, in collaborazione con i Comuni, realizzate su misura della città ospitante e coniugando la bellezza della natura con le ultime evidenze scientifiche in materia di salute e sostenibilità. Cinque piazze verranno trasformate, grazie ad aree verdi temporanee dove verranno messe a dimora specie arboree, ornamentali, piante aromatiche e fiori. Si tratta di vere e proprie installazioni, progettate e allestite da specialisti del verde su misura della città che le ospita. Infatti, per ottenere i massimi benefici ambientali, occorre scegliere con attenzione le piante più adatte ad ogni contesto. E, proprio per sostenere l’idea di città sempre più verdi e vivibili, tutte le piante utilizzate, al termine della manifestazione, saranno donate al Comune ospite.</p>
<p>La presenza di alberi e piante sul suolo urbano è chiaramente una presenza naturale, ma che spesso viene data per scontata, sta all’uomo dunque volerla e progettarla. Fortunatamente, dopo decenni di desertificazione e di taglio forzato del verde per dar spazio al “grigio” urbano, questo tema si sta diffondendo sempre di più, soprattutto nell’ambito delle strategie di sviluppo sostenibile. Dunque se la domanda di verde delle città corrisponde ad una molteplicità di esigenze, che vanno dalla  mitigazione degli eventi estremi climatici alla creazione di una rete ecologica urbana, passando per il contrasto alle allergie ma tenendo anche conto della necessità di piante pollinifere, “le risposte possono venire dalla produzione, che deve essere preparata per questi usi e ha bisogno di una programmazione, perché non si possono improvvisare gli alberi”, ha sostenuto <strong>Renato Ferretti</strong>, consigliere del CONAF e coordinatore scientifico di VerdeCittà.<br />
“Per avere buoni alberi – ha spiegato Ferretti -, questi devono essere allevati 10/12 anni in vivaio. Bisogna che i produttori abbiano un <strong>programma pluriennale</strong> su cui contare e non si può mettere tutto a gara. Solo così potremo fare progetti contestualizzati, con la scelta delle specie adatte, ma anche le indicazioni agronomiche per le migliori condizioni di impianto e il programma delle cure colturali per il primo quinquennio».<br />
Molta dedizione bisognerebbe donare ad alberi e piante, usufruendo della sua bellezza e contemporaneamente dei molteplici benefici che donano. Inserire, quindi, il verde nei contesti urbani, pubblici o privati, è fondamentale in un’ottica di salvaguardia ambientale ma soprattutto di benessere collettivo.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F06%2F28%2Fgli-alberi-il-futuro-di-citta-piu-sostenibili%2F&amp;linkname=Gli%20alberi%3A%20il%20futuro%20di%20citt%C3%A0%20pi%C3%B9%20sostenibili" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F06%2F28%2Fgli-alberi-il-futuro-di-citta-piu-sostenibili%2F&#038;title=Gli%20alberi%3A%20il%20futuro%20di%20citt%C3%A0%20pi%C3%B9%20sostenibili" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/28/gli-alberi-il-futuro-di-citta-piu-sostenibili/" data-a2a-title="Gli alberi: il futuro di città più sostenibili"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/28/gli-alberi-il-futuro-di-citta-piu-sostenibili/">Gli alberi: il futuro di città più sostenibili</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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