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	<title>Gianni Dell&#039;Aiuto, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Danni e da social effetto Dunning-Kruger. Il blocco di AstraZeneca: una lezione da apprendere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Dell'Aiuto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 20:30:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>22, marzo 2021 – Siamo proprio sicuri che il blocco del vaccino di AstraZeneca sia stato dovuto soltanto a ragioni precauzionali ovvero siano stati altri i fattori scatenanti? In primo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/03/22/danni-e-da-social-effetto-dunning-kruger-il-blocco-di-astrazeneca-una-lezione-da-apprendere/">Danni e da social effetto Dunning-Kruger. Il blocco di AstraZeneca: una lezione da apprendere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/coronavirus-4833616_1920-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p>22, marzo 2021 – Siamo proprio sicuri che il blocco del vaccino di AstraZeneca sia stato dovuto soltanto a ragioni precauzionali ovvero siano stati altri i fattori scatenanti? In primo luogo, viene da porre in evidenza come molte testate giornalistiche abbiano immediatamente titolato, senza che vi fosse alcun riscontro scientifico o evidenza da autopsia che, nei giorni successivi, non sono giunte. Sul punto riflettiamo anche di come il presidente dell’EMA, European Medicines Agency, non solo ribadì la convinzione che i benefici superassero gli effetti collaterali ma come non risultassero correlazioni tra i vaccini e gli incidenti. Le notizie successive sembrano confermare l’assunto.</p>
<p>Non possiamo escludere che la sospensione dei vaccini sia dovuta anche a obiettive ragioni precauzionali: non si scherza con la vita e sarebbe comprensibile, ma in questa infodemia (l’eccesso incontrollato di informazioni non verificate), sorgono sospetti che la scelta di sospendere la campagna vaccinale possa essere stata dettata da ragioni di opportunità politica e per seguire gli umori di pancia del momento.</p>
<p>La vicenda pone un importante quesito perché dovremmo muovere dalla circostanza che tutte, e si ribadisce tutte, le case produttrici forniscano garanzie e non vi sia traccia nelle più autorevoli ricerche scientifiche di controindicazioni, il popolo, specialmente quello della rete diffonde costanti dubbi sull’efficacia dei vaccini, del loro contenuto, degli effetti collaterali, del poco tempo trascorso dall’insorgere della pandemia alla vaccinazione quando per il cancro ancora non si è trovata la cura. La maggior parte ben possono essere classificate come follie e deliri, ma in rete circolano fin troppi messaggi che accusano governi e stati di voler vendere dati a Big Pharma e così via. Pregiudizi, preconcetti, paure, sono tutti elementi che, mossi da una massa enorme di utenti, ben possono incidere su decisioni importanti a livello governativo o magari internazionale. Chissà che qualche primo ministro o candidato a qualche incarico importante non possa decidere sul possibile calo di voti.</p>
<p>Resta tuttavia indubbio il peso della rete e dei social nell’intero contesto al punto di far riflettere sulla già richiamata necessità di prevedere forme di controllo anche perché sorgono dubbi, e stavolta fondati, di quanti commenti e like possano essere veri e non frutto di programmi di intelligenza artificiale deputati a diffondere notizie fake mediante la creazione di profili falsi. Una spiegazione che soddisfa molto di più rispetto a quella secondo cui è in corso un programma di sterminio dell’umanità: basterebbero semplicemente delle bombe o un attacco chimico mirato.</p>
<p>Ma quanto oggi sia potente la portata dei social lo dimostrano anche altri casi come la morte di una donna che rifiutò la chemio per curarsi con il metodo Hamer, che aveva già cagionato decessi di pazienti che si affidavano a metodi naturali quali, addirittura, impacchi di ricotta e ortiche o il caso del bambino deceduto per otite che i genitori curarono con cure omeopatiche.</p>
<p>L’esempio del vaccino è significativo e si vuole portare ad esempio di come la rete possa diventare elemento di destabilizzazione anche su situazioni che devono essere caratterizzate dalla certezza quali la scienza che, come più volte ribadito, non può essere democratica e quindi decisa dalle maggioranze del momento. I social, che hanno concesso l’assoluta libertà di esprimere il loro pensiero sono armi in mano a chiunque decida di sparare e l’effetto di simili colpi è quello denominato di Dunning-Kruger, una distorsione cognitiva che porta i poco esperti di un settore a sopravvalutare le proprie abilità ergendosi ad esperto: uno dei principali problemi della rete.</p>
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		<title>Pagheresti per ricevere pubblicità? Lo stai già facendo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gianni Dell'Aiuto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Feb 2021 17:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[carosello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/1485816451_carosello-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/1485816451_carosello-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/1485816451_carosello-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/1485816451_carosello-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>I più giovani non possono ricordare Carosello né ciò che ha rappresentato per almeno due generazioni di Italiani. A letto dopo Carosello era un mantra per i bambini; non vederlo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>I più giovani non possono ricordare Carosello né ciò che ha rappresentato per almeno due generazioni di Italiani. A letto dopo Carosello era un mantra per i bambini; non vederlo era una punizione peggiore di un odierno “Ti tolgo internet per una settimana.”<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-38509" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/carosello-cynar-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Carosello era il modo gentile e educato con cui la pubblicità entrava nelle case degli italiani con i volti rassicuranti degli attori e dei personaggi dei cartoni animati dell’epoca: Calimero, Gatto Silvestro, Macario, Totò, Gino Bramieri, Nino Manfredi e Ernesto Calindri solo per dirne alcuni. Anche famosi registi come Fellini, Pasolini e addirittura Sergio Leone erano dietro alle macchine da presa.</p>
<p>Carosello era un format in cui si susseguivano filmati di circa due minuti e solo gli ultimi trenta secondi erano dedicati al prodotto; la prima parte era una storia per attirare l’attenzione di un pubblico per il quale il programma era un amico con cui rilassarsi la sera, dopo o durante la cena, con la famiglia. Un programma per tutte le età</p>
<p>quando la RAI aveva un solo canale ed era in bianco e nero. Improponibile al giorno d’oggi: chi starebbe a guardare due minuti filati di pubblicità? Pochi secondi di spot sono anche troppi e la pubblicità non si guarda in poltrona.</p>
<p>Le aziende si sono adattate ai nuovi schemi, ai contesti e agli strumenti dai quali l’utente moderno non riesce a staccarsi e che sono il veicolo per portare messaggi pubblicitari facendo pagare l’utente stesso che, dopo, comprerà quel prodotto che gli è comparso sulla schermata del tablet o dello smartphone.</p>
<p>La pubblicità non è più quella di una volta che usava un cartellone sulla strada più trafficata sperando che qualcuno lo<img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-38510" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/681521619aa76533dbcec3942257381d-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /> notasse per poi entrare nel negozio più vicino; oggi è il cliente che fornisce alle aziende tutti gli elementi necessari per farsi individuare, profilare e, quando chiederà qualcosa allo strumento digitale che ha sempre in mano, un sistema di intelligenza artificiale gli farà quasi magicamente apparire sullo schermo quello che il navigatore crede sia la soluzione migliore per lui.</p>
<p>Invece il prodotto consigliato è il frutto di un’analisi incrociata fatta di click, preferenze, dati di navigazione, precedenti ordini e ricerche fatte in precedenza. Da questa analisi, in poche frazioni di secondo, viene rilevato chi è l’autore della ricerca e possono iniziare le offerte da parte dei motori di ricerca per essere i primi a comparire sulla schermata che, quasi sempre, è quella di Google.</p>
<p>Il cliente non è però consapevole che, con questo sistema, ha pagato due volte: in euro o dollari il prodotto acquistato e, prima ancora, con i suoi dati personali, il privilegio di ricevere l’offerta personalizzata. Premessa: i dati personali sono la benzina del motore di internet e, al contempo, un bene che vale più dell’oro e del petrolio: altrimenti perché vi sarebbero così tanti furti di dati?</p>
<p>Per capire l’ulteriore pagamento effettuato dal cliente è opportuno sapere che una sentenza del TAR del Lazio ha stabilito come l’adesione ad un social non sia un gesto concesso a titolo gratuito dalle piattaforme: si tratta di un vero e proprio contratto che l’utente conclude con i vari Facebook Instagram e che paga con i propri dati personali. Non solo dati identificativi, ma anche le preferenze, le interazioni, i like, la partecipazione a gruppi per non parlare delle foto da cui si può capire lo stile di abbigliamento, le vacanze preferite, gli animali domestici e non solo. Quel click con cui si chiede di dichiara voler andare avanti nella navigazione è la risposta affermativa alla domanda se sono state “lette, comprese e accettate” le condizioni di navigazione e le modalità di trattamento dati: spesso, anche quelli dei propri familiari. Non sei controllato da Internet: sei tu che lo hai permesso con un click: non dimentichiamolo. Il GDPR, la nuova normativa europea sulla protezione dati, ha portato a qualche piccolo passo avanti ma, al momento, sembra che solo una piccola parte delle aziende italiane si siano adeguate, con buona pace della privacy. Intanto rimpiangiamo la vecchi pubblicità di una volta e accontentiamoci di offerte seriali h 24 nell’arco di tutta la giornata.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F02%2F28%2Fpagheresti-per-ricevere-pubblicita-lo-stai-gia-facendo%2F&amp;linkname=Pagheresti%20per%20ricevere%20pubblicit%C3%A0%3F%20Lo%20stai%20gi%C3%A0%20facendo%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F02%2F28%2Fpagheresti-per-ricevere-pubblicita-lo-stai-gia-facendo%2F&#038;title=Pagheresti%20per%20ricevere%20pubblicit%C3%A0%3F%20Lo%20stai%20gi%C3%A0%20facendo%21" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/28/pagheresti-per-ricevere-pubblicita-lo-stai-gia-facendo/" data-a2a-title="Pagheresti per ricevere pubblicità? Lo stai già facendo!"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/28/pagheresti-per-ricevere-pubblicita-lo-stai-gia-facendo/">Pagheresti per ricevere pubblicità? Lo stai già facendo!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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