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	<title>Goffredo Palmerini, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>USCITO IL NUMERO DI PRIMAVERA DELLA RIVISTA “D’ABRUZZO”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 12:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L'Aquila Capitale Italiana Della Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[numero speciale]]></category>
		<category><![CDATA[rivista trimestrale “D’Abruzzo”]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo Cultura e Ambiente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1787" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo.jpg 1787w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo-209x300.jpg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo-715x1024.jpg 715w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo-768x1100.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo-1072x1536.jpg 1072w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo-1430x2048.jpg 1430w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo-1170x1676.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/copertina-153-DAbruzzo-585x838.jpg 585w" sizes="(max-width: 1787px) 100vw, 1787px" /></p>
<p>È dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026 L’AQUILA – È uscito il numero 153 della rivista trimestrale “D’Abruzzo” Turismo Cultura e Ambiente &#8211; Primavera 2026, disponibile nelle edicole&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026</strong></p>
<p>L’AQUILA – È uscito il numero 153 della rivista trimestrale “<em>D’Abruzzo” </em>Turismo Cultura e Ambiente <em>&#8211; </em>Primavera 2026, disponibile nelle edicole della regione e acquistabile online sul sito <a href="http://www.dabruzzo.it">www.dabruzzo.it</a> dell’editore Menabò e in versione epub su Amazon. Numero che ospita un servizio Speciale di 16 pagine dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026, aperta dal testo di <strong>Pierluigi Biondi</strong>, Sindaco dell’Aquila, i contributi di <strong>Lucia Arbace</strong> e <strong>Federica Zalabra</strong>, entrambi sul ritorno al Castello cinquecentesco, dopo i restauri dai gravi danni inferti dal sisma 2009, delle esposizioni del Museo Nazionale d’Abruzzo (MuNDA), e un avvincente Itinerario di rinascita di <strong>Massimo Alesii</strong> tra alcune meraviglie monumentali e architettoniche dell’Aquila e nel magnifico borgo di Fontecchio, uno dei castelli fondatori della città.</p>
<p>Nella sezione Mostre l’articolo di <strong>Alessandro Gabriele</strong> sull’esposizione di Michelangelo Pistoletto a Pescara e a commento il contributo di <strong>Francesca Rapini</strong>; nella sezione Itinerari e Natura l’articolo di <strong>Angela Ciano</strong> “Ippovia del Gran Sasso”, un viaggio a cavallo che racconta la rinascita dell’Abruzzo, “Il monte Salviano” di <strong>Franco Persia</strong> sulla particolare e ricca biodiversità della Riserva naturale marsicana e “Il canto dell’ululone” di <strong>Carlo D’Aurizio</strong>. E ancora “La zanna del Mammuth torna a casa” di <strong>Americo Orlando</strong>, “Vivere nella tradizione” di <strong>Deborah Ferrante</strong> sull’attività casearia a Farindola. Nella sezione Personaggi il contributo di <strong>Pablo dell’Osa</strong> “Il neorealismo pittorico di Fulvio Muzi”, il contributo di <strong>Maria Cristina Ricciardi</strong> “Il linguaggio della visione” sull’artista Goffredo Civitarese, a 10 anni dalla scomparsa, e il contributo di <strong>Antonio Corrado</strong> “I viaggiatori lenti” alla riscoperta delle aree interne. Concludono il numero la rubrica Gastronomia a firma di <strong>Carla de Iuliis</strong>, Novità editoriali a cura di <strong>Viviana Farinelli</strong> e le News a cura di <strong>Francesca Rapini</strong>.</p>
<p>Per questo numero Speciale della rivista, dedicato a L’Aquila Capitale italiana della Cultura &#8211; come lo saranno anche i tre successivi del 2026 – il direttore <strong>Gaetano Basti</strong> ha chiesto a me di scrivere l’Editoriale. Una richiesta che ho accolto con piacere, anzi l’ho ritenuta un vero privilegio. Se può essere d’interesse, con l’assenso del direttore, invio qui il testo dell’Editoriale e l’immagine di copertina della rivista.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-120561 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-727x1024.jpg" alt="" width="577" height="813" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-727x1024.jpg 727w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-213x300.jpg 213w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-768x1082.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-1090x1536.jpg 1090w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-1453x2048.jpg 1453w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-1920x2706.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-1170x1649.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-585x824.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Speciale-LAquila-1-scaled.jpg 1817w" sizes="(max-width: 577px) 100vw, 577px" /></p>
<p>***</p>
<p><strong>EDITORIALE</strong></p>
<p>L’Aquila è Capitale italiana della Cultura nel 2026. Non è un titolo che la trasforma: è uno specchio che la rivela. Poche città al mondo possono vantare un’origine così singolare. Fondata nel 1254 da una settantina di Castelli, ciascuno chiamato a edificare un quartiere al massimo della bellezza, L’Aquila nacque come progetto urbano armonico e non per aggregazioni casuali. Fu il primo atto di civiltà condivisa tra i suoi abitanti. Mai era successo nella storia dell’urbanesimo europeo. Un evento simile – fatte le debite proporzioni – sarebbe accaduto solo nel 1703 con la nascita di San Pietroburgo. Questa dunque la sua prima, irripetibile modernità.</p>
<p>Per tre secoli la città esercitò un ruolo rilevante &#8211; seconda città del regno dopo Napoli &#8211; forte dei suoi commerci europei della lana e dello zafferano, dell’originalità della sua <em>governance</em> civile e politica, del forte legame tra la <em>Civitas nova</em> e i Castelli fondatori nella reciprocità di diritti e doveri dei cittadini dentro e fuori le mura. Fino alla frattura del 1528, quando la rivolta contro i dominatori spagnoli provocò la più grave conseguenza, lo smembramento feudale della città demaniale, recidendo il cordone ombelicale con il Contado e l’inizio d’una lunga decadenza.</p>
<p>La storia dell’Aquila, però, è una continua sequela di resurrezioni, non solo dai disastrosi terremoti, ma anche dagli sconvolgimenti politici e dalle tragedie delle guerre. Come dopo la dittatura fascista e la seconda Guerra mondiale, per parlare dei tempi recenti. Con l’Italia della Repubblica, libera e democratica, nei suoi primi anni il Gruppo Artisti Aquilani ridà voce a una comunità che aveva fame di cultura, con una visione da cui genera l’inizio della fioritura delle istituzioni culturali che ancor oggi la distinguono: musica, teatro, cinema, arti visive, alta formazione. L’Aquila si è sempre caratterizzata come città con alto indice d’investimento in cultura, in rapporto agli abitanti un’eccellenza in Italia, non solo per fruizione, quanto soprattutto per creatività e produzione culturale. Non un ornamento, ma una vocazione autentica.</p>
<p>Oggi la vocazione si manifesta in un sistema culturale, scientifico e di alta formazione tra i più ricchi d’Italia: Società dei Concerti, Orchestra Sinfonica Abruzzese, Solisti Aquilani, Teatro Stabile d’Abruzzo, Istituto Cinematografico dell’Aquila con i suoi archivi, Università dell’Aquila, Conservatorio, Accademia di Belle Arti, la scuola speciale superiore Gran Sasso Science Institute, i Laboratori INFN, la Scuola della Guardia di Finanza, e una costellazione di Cori e associazioni culturali. L’Aquila non distribuisce cultura: la produce, la genera, la rinnova.</p>
<p>Accanto alla dimensione artistica, la città custodisce un patrimonio spirituale che la rende unica: la Perdonanza, il primo giubileo della cristianità concesso nel 1294 da Celestino V, riconosciuta dall’Unesco patrimonio dell’umanità. Papa Francesco, in visita pastorale il 28 agosto 2022, definì L’Aquila “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e della Pace”. È un riconoscimento che non appartiene al passato, ma al destino stesso della città: un mandato morale di respiro universale.</p>
<p>C’è poi la città rinata dalle rovine del sisma del 2009. Oggi L’Aquila si presenta con una ricostruzione avanzata e luminosa: palazzi, chiese, monumenti, mura urbiche, piazze che tornano a splendere come uno dei centri storici più vasti e preziosi d’Italia. L’Aquila è davvero uno scrigno di meraviglie: una città che ha trasformato la ferita in forza, la tragedia in rinascita. C’è infine il suo straordinario contesto naturalistico e ambientale, con l’anfiteatro delle sue montagne.</p>
<p>Essere Capitale italiana della Cultura significa offrire al Paese e al mondo non un corposo calendario di eventi, oltre 300, ma un’esperienza vitale che intriga totalmente. Nel corso del 2026 L’Aquila propone ai visitatori un’accoglienza calorosa, insieme alla rivelazione della sua identità più profonda: la grazia delle sue architetture, la vitalità delle sue istituzioni culturali, la potenza dei suoi valori spirituali. Una città che non mostra ciò che ha organizzato, ma ciò che è. Una città che, ancora una volta, ha scelto di rinascere davanti agli occhi del mondo.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Goffredo Palmerini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Mario Fratti, un gigante del teatro e della cultura italiana, a New York e nel mondo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/17/mario-fratti-un-gigante-del-teatro-e-della-cultura-italiana-a-new-york-e-nel-mondo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mario-fratti-un-gigante-del-teatro-e-della-cultura-italiana-a-new-york-e-nel-mondo</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 01:48:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Mario Fratti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1.png 700w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1-300x214.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1-585x418.png 585w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p>
<p>Esce in questi giorni il volume “Ricordando Mario Fratti, voci e memorie”, un libro di testimonianze sul grande drammaturgo aquilano: sarà presentato a L’Aquila il 30 aprile 2026, presso la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/17/mario-fratti-un-gigante-del-teatro-e-della-cultura-italiana-a-new-york-e-nel-mondo/">Mario Fratti, un gigante del teatro e della cultura italiana, a New York e nel mondo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1.png 700w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1-300x214.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-1-585x418.png 585w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></p><p class="s9"><strong><em><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Esc</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">e in questi giorni il volume </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Ricordando Mario Fratti, voci e memorie”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">un libro di testimonianze sul grande drammaturgo aquilano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> sarà presentato a L’Aquila il 30 aprile 2026, presso la storica Libreria </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Colacchi</span></span></em></strong></p>
<p class="s4"><b><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont15">Goffredo Palmerini</span></span></b></p>
<p class="s13"><span class="s14">L’AQUILA – Uscirà nei prossimi giorni</span><span class="s14"> il volume </span><span class="s15">&#8220;Ricordando Mario Fratti, voci e memorie &#8211; Testimonianze ed interviste al grande drammaturgo aquilano&#8221;</span><span class="s14"> (</span><span class="s14">One</span><span class="s14"> Group Edizioni), realizzato a cura </span><span class="s14">di chi </span><span class="s14">qui </span><span class="s14">scrive </span><span class="s14">raccogliendo testimonianze e ricordi su </span><span class="s16">Mario Fratti </span><span class="s14">da personalità del mondo istituzionale, accademico, teatrale e culturale, sia in Italia che all&#8217;estero. </span><span class="s14">La presentazione del volume </span><span class="s14">si terrà</span><span class="s14"> a L’Aquila il </span><span class="s16"><b>30 aprile</b>, </span><span class="s16">alle </span><span class="s16">ore <b>17:30</b></span><span class="s14">, presso la </span><span class="s14">storica </span><b><span class="s16">Libreria </span><span class="s16">Colacchi</span></b><span class="s14"> (Corso Vittorio Emanuele II, 5)</span><span class="s14">. R</span><span class="s14">icorrendo il </span><span class="s14">terzo anniversario della scomparsa di </span><span class="s16">Mario Fratti</span><span class="s14">, </span><span class="s14">la presentazione </span><span class="s14">intende essere non solo un evento significativo, ma un vero e proprio tributo verso il grande drammaturgo aquilano quando </span><span class="s14"><strong>L’Aquila</strong>, sua c</span><span class="s14">ittà natale è </span><strong><span class="s16">Capitale italiana della Cultura</span></strong><span class="s14">. </span></p>
<p class="s19"><strong><span class="s17">Queste le testimonianze presenti nel volume, che reca la Prefazione del</span> <span class="s18">Prof.</span> <span class="s18">Anthony Julian </span><span class="s18">Tamburri</span><span class="s17">, Preside del Calandra </span><span class="s17">Institute</span><span class="s17"> di New York (City </span><span class="s17">University</span><span class="s17"> New York):</span><span class="s18">Paola </span><span class="s18">Inverardi</span> <span class="s17">(Rettrice del</span><span class="s17"> Gran Sasso Science </span><span class="s17">Institute</span><span class="s17">), </span><span class="s18">Pierluigi Biondi</span> <span class="s17">(Sindaco dell’Aquila), </span><span class="s18">Biagio Tempesta</span> <span class="s17">(ex Sindaco dell&#8217;Aquila)</span><span class="s17">, </span><span class="s18">Massimo </span><span class="s18">Cialente</span> <span class="s17">(ex Sindaco dell&#8217;Aquila),</span> <span class="s18">Liliana Biondi</span> <span class="s17">(</span><span class="s17">saggista e </span><span class="s17">critica letteraria</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Giuseppe Di </span><span class="s18">Pangrazio</span> <span class="s17">(ex </span><span class="s17">P</span><span class="s17">residente Consiglio Regionale d&#8217;Abruzzo</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Stefania </span><span class="s18">Pezzopane</span> <span class="s17">(ex </span><span class="s17">Presidente Provincia dell&#8217;Aquila e Teatro Stabile d&#8217;Abruzzo</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Letizia </span><span class="s18">Airos</span> <span class="s18">Soria</span><span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; giornalista</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Gabriele Lucci</span> <span class="s17">(</span><span class="s17">scrittore, direttore artistico</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Laura Benedetti</span> <span class="s17">(Washington</span><span class="s17"> – </span><span class="s17">docent</span><span class="s17">e </span><span class="s17">Georgetown </span><span class="s17">University</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Franco Narducci</span> <span class="s17">(a</span><span class="s17">ttore e regista teatrale</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Josephine</span> <span class="s18">Buscaglia</span><span class="s18"> Maietta</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; docente</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Mino Sferra</span> <span class="s17">(</span><span class="s17">attore e regista)</span><span class="s17">,</span> <span class="s18">Mariza</span> <span class="s18">Bafile</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; giornalista e scrittrice</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Lucilla </span><span class="s18">Sergiacomo</span> <span class="s17">(</span><span class="s17">scrittrice e critica letteraria</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Roberta Gargano</span> <span class="s17">(</span><span class="s17">Teatro Stabile d&#8217;Abruzzo, giornalista</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Stefano Vaccara</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; giornalista</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Valentina Fratti</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; regista teatrale</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Rosemary Serra</span><span class="s17">(</span><span class="s17">docente </span><span class="s17">Università di Trieste),</span> <span class="s18">Tiziano Bedetti</span> <span class="s17">(c</span><span class="s17">ompositore</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Giovanna </span><span class="s18">Chiarilli</span> <span class="s17">(g</span><span class="s17">iornalista e scrittrice</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Emanuela Medoro</span> <span class="s17">(g</span><span class="s17">ià docente e traduttrice</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Maria Fosco</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; dirigente Queens College</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Monia</span><span class="s18"> Manzo</span> <span class="s17">(a</span><span class="s17">ttrice e saggista</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Silvia Giampaola</span> <span class="s17">(a</span><span class="s17">ddetta culturale </span><span class="s17">Maeci</span><span class="s17">, attrice</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Marisa Mastracci</span> <span class="s17">(a</span><span class="s17">ttrice e regista teatrale</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Milena Petrarca</span> <span class="s17">(a</span><span class="s17">rtista</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Joseph Sciame</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; già docente</span> <span class="s17">St. </span><span class="s17">John’s</span> <span class="s17">University</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Pasqualina Petrarca</span> <span class="s17">(d</span><span class="s17">ocente e giornalista</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Giulia </span><span class="s18">Bisinella</span><span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; attrice</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Lucia Patrizio </span><span class="s18">Gunning</span> <span class="s17">(</span><span class="s17">Londra, docente</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Laura </span><span class="s18">Caparrott</span><span class="s18">i</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; regista e attrice</span><span class="s17">),</span><span class="s18">Laura Lamberti</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; attrice</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Margherita </span><span class="s18">Peluso</span><span class="s17">(a</span><span class="s17">ttrice</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Piero Picozzi</span> <span class="s17">(New York</span> <span class="s17">&#8211; promoter</span><span class="s17">),</span> <span class="s18">Sara Morante</span><span class="s17">(Berlino</span><span class="s17"> &#8211;</span><span class="s17"> attrice</span><span class="s17">).</span></strong></p>
<p class="s21"><span class="s20"><b>Mario Fratti</b></span><span class="s2"> (L’Aquila, 5 luglio 1927 – New York, </span><span class="s2">15 </span><span class="s2">aprile 2023) è stato uno dei più importanti drammaturghi italiani del Novecento e del nuovo millennio, una figura che ha saputo conquistare la scena mondiale con una voce unica: </span><strong><span class="s20">europea </span></strong><span class="s2">nelle radici,</span><strong><span class="s20"> americana </span></strong><span class="s2">nel ritmo,</span><strong><span class="s20"> universale </span></strong><span class="s2">nella visione morale</span><span class="s2">. Autore di </span><span class="s2">oltre </span><strong><span class="s20">nov</span><span class="s20">anta opere</span></strong><span class="s2">, tradotte in </span><span class="s20">ventuno lingue</span><span class="s2"> e rappresentate in più di </span><span class="s20">seicento teatri</span><span class="s2"> nei cinque continenti, Fratti è stato anche </span><span class="s2">critico teatrale, professore universitario, intellettuale cosmopolita</span><span class="s2">, punto di riferimento della comunità culturale italoamericana.</span> <span class="s2">La sua fama internazionale è testimoniata da una costellazione di riconoscimenti: </span><strong><span class="s20">sette Tony Award</span></strong><span class="s2"> &#8211;</span> <span class="s2">p</span><span class="s2">remi</span><span class="s2">o</span><span class="s2"> che nel teatro equival</span><span class="s2">e</span><span class="s2"> a</span><span class="s2">ll’</span><span class="s2">Oscar del cinema</span><span class="s2"> &#8211; </span><span class="s2">otto Drama Desk Awards, il Selezione </span><span class="s2">O’Neill</span><span class="s2">, il Richard </span><span class="s2">Rogers</span><span class="s2">, l’Outer </span><span class="s2">Critics</span><span class="s2">Awar</span><span class="s2">d, l’Heritage and Culture Award, il Magna Grecia </span><span class="s2">Award </span><span class="s2">ed altri.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Nato a</span><span class="s2"> L</span><span class="s2">’Aquila, laureato </span><span class="s2">in Lingue e Letterature </span><span class="s2">a Ca’ </span><span class="s2">Foscari</span><span class="s2"> di Venezia</span><span class="s2">, </span><span class="s20">Fratti</span><span class="s2"> inizia come giornalista</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> poeta</span><span class="s2"> e drammaturgo</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Anche un romanzo nei primi anni Cinquanta, </span><span class="s2">pubblicato però solo nel 2013 &#8211; </span><span class="s22">Diario proibito,- L’Aquila anni Quaranta</span><span class="s2"> (</span><span class="s2">Graus</span><span class="s2">Edizioni) &#8211; per la durezza degli argomenti trattati, ambientato tra la fine del regime fascista e primi anni dell’Italia liberata. </span><span class="s2">Il suo primo dramma, </span><span class="s22">Il nastro</span><span class="s2"> (1959), vince un premio RAI ma non viene trasmesso per la crudezza del tema. La svolta arriva nel 1962</span><span class="s2">. A</span><span class="s2">l Festival </span><span class="s2">dei Due Mondi</span><span class="s2">,</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Spoleto, il suo atto unico </span><span class="s22">Suicidio</span><span class="s2"> colpisce </span><strong><span class="s20">Lee </span><span class="s20">Strasberg</span></strong><span class="s2">, il leggendario direttore dell’Actors Studio. </span><span class="s2">Strasberg</span><span class="s2"> lo invita a New York, lo dirige, lo introduce nell’ambiente teatrale più innovativo del mondo.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Nel 1963 Fratti si trasferisce stabilmente nella Grande Mela. Insegna </span><span class="s2">due anni </span><span class="s2">alla </span><strong><span class="s20">Columbia </span><span class="s20">University</span></strong><span class="s2"> e </span><span class="s2">poi </span><span class="s2">all’</span><span class="s20"><b>Hunter College</b></span><span class="s2"> della City </span><span class="s2">University</span><span class="s2"> di New York. D</span><span class="s2">iventa critico teatrale, frequenta i luoghi nevralgici della cultura newyorkese, e sopr</span><span class="s2">attutto scrive instancabilmente drammi e commedie</span><span class="s2">.</span><span class="s2"> “</span><span class="s20"><b>Azione, chiarezza, conflitto ben risolto</b></span><span class="s2">”, </span><span class="s2">così</span><span class="s2"> sintetizza la sua </span><span class="s2">drammaturgia</span><span class="s2">.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Fratti diventa subito un “caso” singolare negli </span><span class="s20">Stati Uniti</span><span class="s2">, si impone subito come uno straordinario ponte tra due mondi. Analizzando le sue opere </span><strong><span class="s20">Paul </span><span class="s20">Thomas </span><span class="s20">Nolan</span></strong><span class="s2">, docente e c</span><span class="s2">ritic</span><span class="s2">o,</span><span class="s2">ha definito la sua carriera un </span><span class="s22">unicum</span><span class="s22">.</span> <span class="s2">Fratti è riuscito dove altri giganti europei </span><span class="s2">–</span> <span class="s2">da Brecht a</span><span class="s2"> Sartre</span><span class="s2"> a </span><span class="s2">Beckett </span><span class="s2">per esempio &#8211;</span><span class="s2"> non erano riusciti: </span><span class="s20"><strong>fondere la tradizione drammatica europea</strong> <strong>con la società americana</strong></span><span class="s2">, creando un linguaggio nuovo, diretto, incisivo, capace di parlare a</span><span class="s2">d</span><span class="s2"> entrambi i continenti.</span><span class="s2"> Fratti h</span><span class="s2">a portato </span><span class="s2">infatti </span><span class="s2">negli Stati Uniti non solo </span><span class="s2">il suo straordinario </span><span class="s2">talento</span><span class="s2">di autore teatrale</span><span class="s2">, ma </span><span class="s2">anche </span><strong><span class="s20">umanità, curiosità, indignazione morale, tolleranza</span></strong><span class="s2">, qualità </span><span class="s2">e sensibilità </span><span class="s2">che gli hanno permesso di leggere l’America dall’interno</span><span class="s2">,</span><span class="s2"> senza rinunciare allo sguardo critico dell’intellettuale europeo.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">La sua scrittura è asciutta, tagliente, priva di orpelli</span><span class="s2">:</span><span class="s2"> una drammaturgia dell’azione, nutrita da una forte tensione etica. Nei suoi testi emergono</span><span class="s2"> fortemente </span><span class="s2">la denuncia politica e sociale</span><span class="s2">, </span><span class="s2">il disagio profondo della società americana</span><span class="s2">, </span><span class="s2">la critica alle responsabilità del potere</span><span class="s2"> e, soprattutto, </span><span class="s2">l’imprevedibilità</span><span class="s2">,</span> <span class="s2">una costante delle sue opere, cifra d</span><span class="s2">ella sua drammaturgia. </span><strong><span class="s20">Harold Pinter</span></strong><span class="s2">, Premio Nobel per la Letteratura</span><span class="s2">, drammaturgo inglese</span> <span class="s2">che </span><span class="s2">certo </span><span class="s2">non regalava complimenti, definì il </span><span class="s2">dramma </span><span class="s22">Cecità</span><span class="s2">“sintetico ed eloquente”. È forse la definizione più precisa del</span><span class="s2">lo stile drammaturgico di Fratti</span><span class="s2">.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Il nome </span><span class="s2">di </span><span class="s20"><b>Fratti</b></span> <span class="s2">è legato anche a uno dei musical più celebri della storia recente</span><span class="s2">, uno dei grandi successi a Broadway</span><span class="s2">: </span><span class="s22">Nine</span><span class="s2">, ispirato a </span><span class="s22">8½</span><span class="s2"> di Fellini. Il musical debutta nel 1982, </span><span class="s2">resta due anni di fila in teatro, </span><span class="s2">vince </span><span class="s2">il</span><span class="s2"> Tony Award, viene </span><span class="s2">prodotto</span><span class="s2"> più volte</span><span class="s2">negli </span><span class="s2">States</span><span class="s2"> fino al celebre revival con </span><span class="s20"><b>Antonio Banderas</b></span><span class="s2">. È la prova definitiva della sua capacità di trasformare la materia cinematografica europea in un linguaggio teatrale americano di enorme presa.</span><span class="s2"> Il musical ha poi avuto diverse fortunate produzioni anche fuori degli Stati Uniti.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Nonostante il successo planetario, </span><strong><span class="s20">Fratti</span></strong><span class="s2"> ha </span><span class="s2">tuttavia </span><span class="s2">conservato una </span><span class="s2">semplicità schietta,</span> <span class="s2">una disponibilità umana che colpiva chiunque lo incontrasse</span><span class="s2">, uno spiccato senso della solidarietà</span><span class="s2">. </span><span class="s2">E un forte attaccamento alla sua terra natale. </span><span class="s2">Ha sempre dichiarato con orgoglio la sua origine: </span><span class="s22">“Sono nato all’Aquila”</span><span class="s2">, ripeteva in ogni intervista, in ogni conferenza, in ogni teatro del mondo.</span> <span class="s2">È stato </span><span class="s2">davvero </span><span class="s2">un </span><strong><span class="s20">ambasciatore della cultura italiana</span></strong><span class="s2"> negli Stati Uniti, protagonista </span><span class="s2">in ogni </span><span class="s2">event</span><span class="s2">o del mondo culturale nella Grande Mela</span><span class="s2">.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">La critica internazionale lo colloca accanto ai grandi del teatro del Novecento: </span><span class="s2">Arthur Miller, Tennessee Williams, Pirandello, Betti, Ionesco</span><span class="s2">. </span><span class="s20">Jean Servato</span><span class="s2"> scrisse che Fratti è </span><span class="s2">un </span><span class="s22">“</span><span class="s22">testimone attento, meticoloso, inimitabile del suo tempo, nel cuore del ciclone America</span><span class="s22">”</span><span class="s2">.</span> <span class="s2">La sua </span><span class="s2">produzione drammaturgica</span><span class="s2"> continua a</span><span class="s2">d</span><span class="s2"> essere rappresentata, studiata, tradotta. La sua figura rimane un ponte tra </span><strong><span class="s20">Italia</span><span class="s2"> e </span><span class="s20">Stati Uniti</span><span class="s2">, tra </span><span class="s20">L’Aquila</span><span class="s2"> e </span><span class="s20">New York</span></strong><span class="s2">, tra la tradizione e la modernità.</span><span class="s2"> La sua opera letteraria si distingue per la forte connotazione </span><span class="s2">etica e civile, per la scelta della difesa degli svantaggiati e degli ultimi nella società.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Quando </span><span class="s2">nel 1963</span><span class="s2"> parte</span> <span class="s2">da </span><strong><span class="s20">Venezia </span></strong><span class="s2">per </span><strong><span class="s20">New York</span></strong><span class="s2">, </span><span class="s2">non pensando di restarci molto ma solo il tempo di assistere alla sua opera messa in scena da </span><strong><span class="s20">St</span><span class="s20">r</span><span class="s20">asberg</span></strong><span class="s2">,</span><span class="s2"> Fratti </span><span class="s2">è</span><span class="s2"> un uomo gentile, </span><span class="s2">con una enorme curiosità, </span><span class="s2">con lo sguardo di chi ha già visto molto </span><span class="s2">ma</span><span class="s2"> vuole ancora vedere </span><span class="s2">altro</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Forse n</span><span class="s2">on immagina</span><span class="s2"> neanche del tutto</span><span class="s2"> che quel viaggio lo condurrà nel cuore della scena teatrale mondiale, né che il suo nome, nato tra le antiche </span><span class="s2">architetture </span><span class="s2">del capoluogo abruzzese</span><span class="s2"> co</span><span class="s2">ntornato da</span> <span class="s2">splendide </span><span class="s2">montagne</span><span class="s2">, diventerà familiare nei teatri </span><span class="s2">di New York e </span><span class="s2">di </span><span class="s2">tutto il mondo</span><span class="s2">.</span> <span class="s2">Eppure in lui c’è già tutto: la disciplina dello studioso, la curiosità del giornalista, la </span><span class="s2">grazia del poeta, la lucidità di un autore con profondo senso della giustizia e della moralità sociale</span><span class="s2">. E soprattutto la convinzione, quasi ostinata, che il teatro sia un luogo di verità.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">L</span><span class="s2">’incontro di <strong>Fratti</strong> a </span><span class="s20">Spoleto</span><span class="s2"> con </span><strong><span class="s20">Lee </span><span class="s20">Strasberg</span></strong> <span class="s2">genera nel grande regista una vera e propria folgorazione, galeotto è </span><span class="s2">il dramma</span> <span class="s22">Suicidio</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Strasberg</span><span class="s2"> lo mette in scena a </span><strong><span class="s20">New York</span></strong><span class="s2">, vuole </span><span class="s2">presente </span><span class="s2">l’autore</span><span class="s2">, lo invita all’Actors Studio. È l’inizio di una metamorfosi</span><span class="s2">.</span><span class="s2"> Fratti, fino a quel momento un promettente autore italiano</span><span class="s2"> &#8211;</span> <span class="s2">ma </span><span class="s2">in</span><span class="s2"> un</span><span class="s2">’Italia e in una</span><span class="s2"> società </span><span class="s2">non ancora pronte</span><span class="s2"> a recepire la forza e la </span><span class="s2">denuncia sociale</span><span class="s2"> della sua creatività</span><span class="s2"> &#8211;</span><span class="s2">, </span><span class="s2">diventa </span><span class="s2">subito </span><span class="s2">un drammaturgo internazionale. </span><strong><span class="s20">New York</span></strong><span class="s2"> lo accoglie come si accolgono gli spiriti affini: </span><span class="s2">all’inizio</span> <span class="s2">con </span><span class="s2">circospezione</span><span class="s2">, </span><span class="s2">subito dopo</span><span class="s2"> con entusiasmo, infine con rispetto</span><span class="s2"> e </span><span class="s2">grande </span><span class="s2">considerazione per la sua arte drammaturgica</span><span class="s2">.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Alla </span><b><span class="s20">Columbia </span><span class="s20">University</span></b><span class="s2">,</span><span class="s2"> e </span><span class="s2">poi per quasi un trentennio </span><span class="s2">all</span><span class="s20">’<b>Hunter College</b></span><span class="s2">, Fratti non è solo un docente</span><span class="s2"> insigne</span><span class="s2">: è un maestro. Parla ai suoi studenti con la stessa limpidezza con cui scrive. Non impone, suggerisce. Non pontifica, accompagna. La sua lezione più importante è sempre la stessa: </span><span class="s22">“Il teatro è azione. La parola deve camminare.”</span> <span class="s2">E lui, quelle parole, le fa correre.</span><span class="s2"> La sua scrittura è uno sguardo morale. </span><span class="s2">La sua drammaturgia è un bisturi: taglia, incide, rivela. </span><span class="s20">Fratti </span><span class="s2">osserva l’</span><strong><span class="s20">America</span></strong><span class="s2"> con l’attenzione di un antropologo e la sensibilità di un europeo cresciuto tra la guerra e la ricostruzione. Nei suoi testi c’è la denuncia politica, la fragilità umana, l’ironia sottile, la compassione. Non giudica: mostra. Non urla: suggerisce. Non consola: inquieta.</span></p>
<p class="s21"><span class="s2">Con il musical </span><strong><span class="s22">Nine</span></strong><span class="s2">, tratto dalla sua commedia </span><span class="s22">Six</span><span class="s22"> Passionate </span><span class="s22">Women</span><span class="s2">, </span><span class="s2">conquista </span><strong><span class="s20">Broadway</span></strong><span class="s2">. È il trionfo, ma </span><span class="s20">Fratti</span><span class="s2"> non cambia. Continua a scrivere ogni giorno, con la stessa disciplina di sempre, seduto alla sua scrivania </span><span class="s2">nella bella casa </span><span class="s2">di </span><span class="s20">Manhattan</span><span class="s2">, circondato da libri, </span><span class="s2">opere d’arte, cineserie, </span><span class="s22">poster</span><span class="s2"> e locandine delle sue opere, </span><span class="s2">ritagli</span><span class="s2"> di giornale</span><span class="s2">, lettere, fotografie.</span> <span class="s2">Chi lo ha conosciuto ricorda soprattutto la sua gentilezza. La sua ironia lieve. La sua capacità </span><span class="s2">di ascoltare. Il suo amore per </span><strong><span class="s20">L</span><span class="s20">’Aquila</span></strong><span class="s2">, che portava con sé come un talismano. </span><span class="s2">Ne </span><span class="s2">parlava </span><span class="s2">sempre </span><span class="s2">in pubblico, in ogni </span><span class="s2">evento</span><span class="s2">, in ogni intervista</span><span class="s2">.</span><span class="s2"> Era un modo per restare ancorato alla sua origine, per non dimenticare da dove veniva la sua voce.</span></p>
<p class="s25"><strong><span class="s20">Fratti</span></strong><span class="s2"> è stato un </span><span class="s2">portentoso </span><span class="s2">ambasciatore del</span><span class="s2">l’immenso patrimonio culturale</span> <span class="s2">italiano</span><span class="s2">. </span><span class="s2">Lo ha presentato e promosso dovunque:</span><span class="s2"> università, musei, centri culturali, radio, </span><span class="s2">televisioni, e </span><span class="s2">teatri</span><span class="s2"> naturalmente</span><span class="s2">. Ha costruito ponti, aperto dialoghi, sostenuto giovani artisti</span><span class="s2">. Ha</span><span class="s2"> raccontato l’Italia con affetto e lucidità. </span><span class="s2">H</span><span class="s2">a portato l’America dentro il teatro europeo, con uno sguardo che nessun altro aveva: interno e insieme distaccato, partecipe e critico, affettuoso e severo.</span><span class="s2">Oggi, la sua opera continua a vivere: nei teatri, nelle università, nelle biblioteche, nelle memorie di chi lo ha incontrato. Ma soprattutto vive nella sua lezione più grande: </span><span class="s20">il teatro è un atto di verità, e la verità non ha confini.</span></p>
<p class="s21"><strong><span class="s20">Mario Fratti</span></strong><span class="s2"> ha attraversato l’oceano con una valigia di </span><span class="s2">idee</span><span class="s2"> e con il rilevante scrigno di sensibilità umanistica proprio della cultura italiana ed europea</span><span class="s2">. Ha lasciato un continente e ne ha conquistato un altro. E alla fine, come accade ai grandi, è tornato a casa</span><span class="s2">. N</span><span class="s2">on fisicamente, ma nella memoria della sua città, della sua terra, della sua gente.</span> <span class="s2">Il suo nome, oggi, appartiene al mondo. Ma la sua voce resta profondamente, irrimediabilmente aquilana</span><span class="s2">, </span><span class="s2">anche se la sua eco è universale</span><span class="s2">.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Apr 2026 07:36:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[L’Aquila]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="457" height="343" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg 457w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6 </em><em>aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il </em><em>dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Scrivo questa nota in una mattinata di sole, con il cielo terso e d’un azzurro intenso<img decoding="async" class="size-medium wp-image-119758 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-585x387.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn.jpg 619w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
tutto aquilano. All’orizzonte alto l’azzurro combacia con il bianco splendente della cospicua<br />
coltre di neve che ricopre sua Maestà, il Gran Sasso d’Italia, fedele custode della nostra terra. È<br />
un giorno particolare, come dal 2009 ogni 6 aprile. È il giorno della memoria, del dolore per le<br />
309 vittime del terremoto, ma anche il giorno della riflessione sulla rinascita della nostra<br />
indomita città. Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo<br />
pasquale, il Lunedì dell’Angelo, che ricorda l’angelo apparso alle donne nel sepolcro, come<br />
racconta il Vangelo di Marco<br />
“Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove<br />
Gesù era stato sepolto, con degli oli aromatici per imbalsamarne il corpo. Vi trovarono il grande<br />
masso che chiudeva l&#8217;accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e<br />
cercavano di capire cosa fosse successo, quando videro un giovane vestito di bianco che disse<br />
loro: &amp;quot;Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il<br />
luogo dove l&#8217;avevano deposto.&#8221;E aggiunse:&#8221;Ora andate ad annunciare questa notizia agli<br />
Apostoli&#8221;ed esse si precipitarono a raccontare l&#8217;accaduto agli altri.”<br />
Questa coincidenza è anche una buona notizia per la nostra città. L’Aquila, nei quasi otto secoli<br />
della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata<br />
ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6<br />
aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il<br />
dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.<br />
Un’Era che chiama tutti gli Aquilani a nuove responsabilità nel progettare e costruire il futuro,<br />
anche in memoria di coloro che in quella tragica notte di 17 anni fa persero la vita. Abbiamo il<br />
dovere dell’impegno, generoso e solidale, per il Bene comune, per assicurare alla nostra città,<br />
oltre la rinascita materiale, una forte rinascita immateriale e morale, sui valori civili e sui<br />
valori universali che hanno finora connotato, e devono ancora connotare, la nostra storia<br />
civica. È questa l’indole degli Aquilani, è questo il segreto della resilienza aquilana.<br />
Noi Aquilani abbiamo il privilegio straordinario di custodire la Bolla della Perdonanza,<br />
recante il messaggio universale di perdono che 732 anni fa Celestino V affidò alla città il 29<br />
agosto 1294 nel giorno in cui fu incoronato pontefice. E di rinnovarlo ogni anno all’intera<br />
umanità celebrando la Perdonanza. L’Aquila è “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e<br />
della Pace”, come papa Francesco la definì il 28 agosto 2022 quando venne ad aprire la Porta<br />
Santa della Basilica di Collemaggio. È il prezioso lascito di Celestino, denso di valori più che<br />
mai attuali specie per quanto il mondo sta drammaticamente vivendo. Proprio noi Aquilani<br />
abbiamo il dovere di proclamarlo e riaffermarlo con forza, sempre, ancor più nell’anno che<br />
vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura<br />
Quanto mai attuale il bisogno di Pace in questo tempo martoriato da terribili guerre, immani<br />
distruzioni e innumerevoli vittime innocenti, nei conflitti alle porte dell’Europa – Ucraina,<br />
Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran e paesi del Golfo -, ma anche negli altri cinquanta conflitti<br />
disseminati nel mondo che papa Francesco chiamava “terza Guerra mondiale a pezzi”.<br />
L’umanità sta vivendo uno dei periodi più bui ed incerti della sua storia, per le brutalità e i<br />
massacri nelle aree di guerra, ma anche per lo strame che si sta facendo del diritto<br />
internazionale e delle organizzazioni sovranazionali. Sono messi in discussione, ed elusi nella</p>
<p>loro funzione, gli Organismi mondiali di garanzia che per 80 anni hanno presieduto<br />
all’ordinato procedere dell’umanità, mentre vanno crescendo autoritarismi, autocrazie e<br />
“democrature”, con la tendenza alla predilezione del “capo”, al posto delle democrazie liberali.<br />
Gravi le responsabilità di Putin e Netanyahu, che la Corte Penale internazionale ha accusato di<br />
crimini contro l’umanità. Altrettanto gravi sono le responsabilità di Trump per la sua politica<br />
bellicista, sfociata nella guerra all’Iran accanto a Israele, che sta portando a una<br />
pericolosissima destabilizzazione dell’area mediorientale, ma non solo, e di una perniciosa<br />
crisi dell’economia e dell’ordine mondiale. Tutto questo mentre alla Casa Bianca, in un rito<br />
blasfemo, Dio viene arruolato agli esiti della guerra, mentre il primo Papa americano denuncia<br />
incessantemente le guerre. Nella via crucis del Venerdì santo al Colosseo papa Leone,<br />
portando la croce carica “di tutte le sofferenze del mondo”, ricorda che ogni autorità dovrà<br />
rispondere davanti a Dio del potere ricevuto: il potere di giudicare ma anche il potere di<br />
avviare una guerra o di terminarla. C’è da sperare, proprio coltivando la cristiana “Speranza<br />
che non delude”, in una cessazione delle ostilità e nel faticoso ritorno della Pace. Una missione<br />
affidata a tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>Goffredo Palmerini</p>
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		<title>LE MADRI COSTITUENTI ABRUZZESI: FILOMENA DELLI CASTELLI E MARIA AGAMBEN FEDERICI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/11/le-madri-costituenti-abruzzesi-filomena-delli-castelli-e-maria-agamben-federici/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-madri-costituenti-abruzzesi-filomena-delli-castelli-e-maria-agamben-federici</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 11:38:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Convegno Madri costituenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="927" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1.jpg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1-300x174.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1-1024x593.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1-768x445.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1-1536x890.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1-1170x678.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.2-1-585x339.jpg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Successo del convegno promosso dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Pescara &#160; PESCARA – Un successo il convegno organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Pescara&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/11/le-madri-costituenti-abruzzesi-filomena-delli-castelli-e-maria-agamben-federici/">LE MADRI COSTITUENTI ABRUZZESI: FILOMENA DELLI CASTELLI E MARIA AGAMBEN FEDERICI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Successo del convegno promosso dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Pescara</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PESCARA – Un successo il convegno organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell’<strong>Ordine degli Avvocati di Pescara</strong> per la <strong>Giornata Internazionale della Donna</strong>, nell’80° anno del voto alle donne, della nascita della Repubblica e dell’elezione dell’Assemblea Costituente. È stato un doveroso ed emozionante tributo alle due Madri costituenti abruzzesi, <strong>Filomena Delli Castelli e Maria Agamben Federici</strong>, nel fare memoria del loro contributo alla elaborazione della nostra Costituzione. L’incontro si è svolto nella mattinata di martedì 10 marzo, con una significativa partecipazione, presso l’Aula Riunioni “Giovanni Di Biase” del Tribunale di Pescara.</p>
<p>L’evento ha inteso rendere omaggio a due figure centrali della storia istituzionale italiana e abruzzese, le Onorevoli</p>
<p><strong>Filomena Delli Castelli</strong> e <strong>Maria Agamben Federici</strong>, protagoniste nell’<strong>Assemblea Costituente </strong>e testimoni dell’impegno femminile nella costruzione della Repubblica e della Carta costituzionale. Dopo i saluti istituzionali dell’Avv. <strong>Daniela Terreri</strong>, Vice-Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Pescara, dell’Avv. <strong>Chiara Sabatini</strong>, Segretaria della Fondazione Forum Aterni, dell’Avv. <strong>Marco Pellegrini</strong>, Presidente del Comitato Pari Opportunità presso l’Ordine degli Avvocati di Pescara, e del <strong>Prof. Carlo Fonzi</strong>, Presidente dell’Istituto Abruzzese di Storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea.  <img decoding="async" class="alignnone wp-image-118560 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3-1024x632.jpg" alt="" width="1024" height="632" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3-1024x632.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3-300x185.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3-768x474.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3-1536x948.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3-1170x722.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3-585x361.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.3.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Sono seguiti gli interventi dell’Avv. <strong>Chiara Sabatini</strong>, Vice Presidente del Comitato Pari Opportunità presso l’Ordine degli Avvocati di Pescara, che ha illustrato il ruolo delle 21 donne dell’Assemblea Costituente; dell’Ing. <strong>Antonio Delli</strong> <strong>Castelli</strong>, nipote della parlamentare, sul contributo reso dall’<strong>On. Filomena Delli Castelli </strong>in seno all’Assemblea Costituente, poi come Deputata nella prima e seconda Legislatura, quindi come Sindaca di Montesilvano dal 1951 al 1955, infine come docente e giornalista Rai di illuminata visione culturale e sociale; infine la relazione del giornalista e scrittore <strong>Goffredo Palmerini</strong> sul contributo dell’<strong>On. Maria Agamben Federici </strong>nella Costituente e nella storia politica italiana. Ha moderato l’incontro l’Avv. <strong>Francesca Chichiricò</strong>, Segretaria del Comitato Pari Opportunità presso l’Ordine degli Avvocati di Pescara. L’iniziativa ha rappresentato un intenso momento di riflessione, con l’obiettivo di custodire e trasmettere la memoria di donne che, con competenza e determinazione, hanno contribuito a scrivere le fondamenta della nostra <strong>Repubblica </strong>e a promuovere l’effettiva partecipazione femminile alla vita politica e istituzionale del Paese. Se può essere d’interesse, qui di seguito il testo della relazione svolta da <strong>Goffredo Palmerini</strong>.</p>
<p>***</p>
<p><strong>LE 21 DONNE DELL’ASSEMBLEA COSTITUENTE </strong></p>
<p><strong>E UN FOCUS SU MARIA AGAMBEN FEDERICI<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-118558" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4-1024x632.jpg" alt="" width="1024" height="632" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4-1024x632.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4-300x185.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4-768x474.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4-1536x948.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4-1170x722.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4-585x361.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Convegno-Madri-costituenti.4.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></strong></p>
<p>Mi piace iniziare questo intervento sulla lunga marcia delle donne nelle Istituzioni della Repubblica, e delle Abruzzesi in particolare, ricordando il loro contributo nella <strong>Liberazione dell’Italia dal nazifascismo</strong>. Non soltanto, dunque, il contributo reso dalla gloriosa <strong>Brigata Maiella</strong>, l’unico reparto di “patrioti della libertà” insignito di Medaglia d’oro al valor militare, ma anche quello di uomini e donne abruzzesi impegnati nella <strong>Resistenza umanitaria</strong>, attraverso la quale fu dato soccorso e protezione agli ebrei e, dopo l’8 settembre 1943, a militari italiani e ai quasi tremila prigionieri alleati evasi dal Campo di concentramento n.78 nei pressi di Sulmona o da altre strutture di detenzione in Abruzzo, nel clima di sbandamento e in assenza di ordini seguito alla notizia dell’armistizio. L’Abruzzo ha vissuto la guerra e il fronte, lungo la <strong>linea Gustav</strong>, per ben 9 mesi, da settembre 1943 a giugno ’44. La guerra vi ha ristagnato, con tutte le sue tragedie e le sue vittime. In quei mesi gli uomini della <strong>Resistenza umanitaria</strong>, a rischio della propria vita, guidarono attraverso i <strong>sentieri della Maiella</strong> quei militari oltre il fronte, affinché potessero ricongiungersi a <strong>Casoli</strong> ai reparti dell’<strong>VIII Armata</strong> alleata. Le donne, anch’esse a rischio dei rastrellamenti tedeschi e della loro stessa vita, si adoperavano nella protezione dei prigionieri evasi e nel dividere con loro <em>“il pane che non c’era”</em>.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-large wp-image-118561" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Donne-Assemblea-Costituente-1-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Donne-Assemblea-Costituente-1-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Donne-Assemblea-Costituente-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Donne-Assemblea-Costituente-1-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Donne-Assemblea-Costituente-1-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Donne-Assemblea-Costituente-1-585x329.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Donne-Assemblea-Costituente-1.png 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Ne lasciò una testimonianza toccante, di questa assistenza umanitaria al femminile, il filosofo <strong>Guido Calogero</strong>, che in quei mesi era a <strong>Scanno</strong>: “[…] <em>Le donne continuavano tranquillamente a dare il loro pugno di farina. Questa alta serenità femminile è stata una delle caratteristiche della reazione ai tedeschi e dell’aiuto agli alleati. Noi conoscevamo la fermezza delle donne italiane di fronte ai metodi polizieschi del fascismo, agli arresti e ai processi e agli interrogatori di loro stesse e dei loro congiunti. Ma potevamo credere che tali fossero solo le donne che erano riuscite a raggiungere un alto grado di educazione politica, appartenessero a famiglie di operai “sovversivi” o di intellettuali antifascisti. Il periodo dell’occupazione tedesca ci ha insegnato di che cosa sono capaci le nostre donne, anche soltanto per uno spontaneo senso di difesa della vita e della dignità umana contro ogni prepotenza. […]</em>”</p>
<p>Illuminanti queste parole nel descrivere quel contributo delle <strong>donne abruzzesi</strong> alla cacciata dell’invasore tedesco e alla riconquista della libertà. Mi piace, in questo esempio della nostra terra d’Abruzzo, vedere tutti i prodromi dell’Italia libera e democratica e l’inizio della lunga marcia delle donne nelle Istituzioni della Repubblica. Dopo l’avvenuta Liberazione, il <strong>2 giugno 1946</strong> l’Italia votò il referendum istituzionale: Monarchia o Repubblica. Scelse la Repubblica, con quasi 2 milioni di voti in più. Nello stesso giorno si votò per eleggere l’<strong>Assemblea Costituente</strong>. Quel giorno in cui s’esercitò il suffragio universale votarono anche le donne, la prima volta nella storia d’Italia, e finalmente poterono essere elette in Parlamento. Su 556 deputati dell’Assemblea furono elette 21 donne: 9 della Democrazia cristiana, 9 del Partito comunista, 2 del Partito socialista e 1 dell’Uomo qualunque.</p>
<p>Ricordiamole con i loro nomi, che sono incisi nella storia della nostra Repubblica: Adele Bei, Bianca Bianchi, Laura Bianchini, Elisabetta Conci, Maria De Unterrichter, Filomena Delli Castelli, Maria Federici, Nadia Gallico, Angela Gotelli, Angela Maria Guidi, Leonilde Iotti, Teresa Mattei, Angelina Merlin, Angiola Minella, Rita Montagnana, Maria Nicotra, Teresa Noce, Ottavia Penna, Elettra Pollastrini, Maria Maddalena Rossi, Vittoria Titomanlio. Cinque di esse entrarono nella <strong>Commissione Speciale dei 75</strong> che avrebbe redatto il progetto di Costituzione, poi discusso e approvato dall’Assemblea: <strong>Maria Federici </strong>(Dc),<strong> Nilde Iotti </strong>(Pci),<strong> Lina Merlin </strong>(Psi),<strong> Teresa Noce </strong>(Pci),<strong> Ottavia Penna </strong>(L’Uomo qualunque) che presto rinunciò e fu sostituita da<strong> Angela Gotelli </strong>(Dc). Sotto la presidenza di <strong>Meuccio Ruini</strong> la <strong>Commissione dei 75</strong> elabora bozza di Carta costituzionale, poi discussa in aula dall’Assemblea e definitivamente approvata il 22 dicembre ‘47. Promulgata il 27 dicembre dal Capo provvisorio dello Stato <strong>Enrico De Nicola</strong>, la <strong>Costituzione</strong> entra in vigore il 1° gennaio 1948.</p>
<p>“<em>Alcune di loro</em> – annota una pubblicazione del Senato sulle 21 <strong>Madri costituenti </strong>&#8211; <em>divennero grandi personaggi, altre rimasero a lungo nelle aule parlamentari, altre ancora, in seguito, tornarono alle loro occupazioni. Tutte, però, con il loro impegno e le loro capacità, segnarono l’ingresso delle donne nel più alto livello delle istituzioni rappresentative. Donne fiere di poter partecipare alle scelte politiche del Paese nel momento della fondazione di una nuova società democratica. Per la maggior parte di loro fu determinante la partecipazione alla Resistenza. Con gradi diversi di impegno e tenendo presenti le posizioni dei rispettivi partiti, spesso fecero causa comune sui temi dell’emancipazione femminile, ai quali fu dedicata, in prevalenza, la loro attenzione. La loro intensa passione politica le porterà a superare i tanti ostacoli che all’epoca resero difficile la partecipazione delle donne alla vita politica.</em></p>
<p>Due le <strong>Madri costituenti abruzzesi</strong> elette il 2 giugno di 80 anni fa: <strong>Maria Agamben Federici</strong> (L’Aquila, 1899 – Roma, 1984) e <strong>Filomena Delli Castelli</strong> (Città Sant’Angelo, 1916 – Pescara, 2010). Assai significativo è dunque l’omaggio che il Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Pescara dedica, nella ricorrenza della <strong>Giornata internazionale della Donna</strong>, alle due donne abruzzesi dell’<strong>Assemblea Costituente</strong>. Rilevante fu il loro contributo nella stesura della Carta costituzionale, in Aula e nella Commissione Speciale dei 75.</p>
<p>Di<strong> Filomena Delli Castelli</strong>, Madre costituente e poi Deputata per la Democrazia Cristiana nelle prime due Legislature,<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-118554 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Filomena-delli-Castelli.jpg" alt="" width="372" height="357" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Filomena-delli-Castelli.jpg 512w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Filomena-delli-Castelli-300x288.jpg 300w" sizes="(max-width: 372px) 100vw, 372px" /> Sindaca di Montesilvano dal 1951 al 1955, tra le prime donne ad essere eletta sindaco, è stato già detto nell’intervento precedente svolto dall’Ing. <strong>Antonio Delli Castelli</strong>, figlio del fratello della parlamentare. L’opera sapiente e lungimirante dell’<strong>On. Delli Castelli, </strong>talvolta di frontiera, alla guida del comune di <strong>Montesilvano</strong>, fu davvero illuminata e, in forza dei suoi principi, continuò poi nella vita di docente e di giornalista Rai.</p>
<p>A me spetta ricordare il contributo reso da <strong>Maria Federici</strong>, che operò nella terza sotto-Commissione, relativa ai diritti e doveri economico-sociali. Significativa fu la sua azione per il riconoscimento di pari diritti alle donne, anche nell’<strong>accesso</strong> <strong>alla Magistratura</strong>, fino ad allora escluso. La Federici si chiedeva come fosse possibile che quegli stessi Costituenti, che in una comune visione avevano sancito nell’<strong>art. 3 la pari dignità sociale e l’eguaglianza di tutti i cittadini dinanzi alla legge</strong>, potessero assumere posizioni ancora discriminatorie nei confronti della metà della popolazione italiana. “<em>Ed è sorprendente constatare</em> – sottolineava in un convegno <strong>Gabriella Luccioli</strong> &#8211; <em>che personalità così illuminate non percepirono la gravità dei pregiudizi che annebbiavano il loro pensiero, impedendo di vedere che proprio quei principi di eguaglianza, pari dignità e solidarietà solennemente sanciti nei primi articoli della Carta erano stati offesi in passato in infiniti modi da una legislazione che aveva relegato le donne ai margini della vita sociale, del mondo del lavoro e all’interno della famiglia e che la sede costituente offriva un’occasione storica irrinunciabile perché quei valori e quei principi si traducessero finalmente nel riconoscimento  dei diritti delle donne.”</em></p>
<p>Dopo un lungo dibattito, segnato dagli appassionati interventi delle Madri costituenti<strong> Federici, Mattei </strong>e<strong> Rossi</strong>, si giunse finalmente all’approvazione dell’<strong>art. 51</strong>, che nel suo primo comma dispone che<strong> </strong>“<em>Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge.” U</em>na formulazione di compromesso, raggiunta dopo l’approvazione di un ordine del giorno presentato dalla Federici il 26 novembre 1947 e sottoscritto anche da Filomena Delli Castelli, Maria Maddalena Rossi, Teresa Mattei, Vittoria Titomanlio. Il principio sancito all’art.51 avrebbe avuto il giusto esito solo nel 1963, con l’accesso effettivo delle donne ad ogni ruolo della Giurisdizione.</p>
<p>Rilevante, dunque, il contributo della <strong>Federici</strong> nella <strong>Commissione dei 75</strong>, sull’accesso delle donne in Magistratura, sulle tematiche e sulle garanzie economico-sociali per l’assistenza alla famiglia, sul diritto all’affermazione della personalità del cittadino, sul diritto di associazione e ordinamento sindacale, sul diritto di proprietà nell’economia. Pure rilevante il suo ruolo in Assemblea plenaria con incisivi interventi in aula sui rapporti etico-sociali, sui rapporti economici e politici, sull’ordinamento giudiziario, su diritti e sui doveri dei cittadini. Come più in generale, nella vita pubblica, l’incisiva sua attenzione alla questione femminile e al ruolo delle donne in ogni ambito della società.</p>
<p>“<em>[&#8230;]</em> <em>Il primo passo della liberazione della donna</em> – annotava tra l’altro la<strong> Federici</strong> in una sua memoria riportata nel volume <em>“Scritti e interventi di Maria Federici”</em> curato dall’<strong>On. Alberto Aiardi </strong>– <em>poté essere compiuto soltanto per volontà</em> <em>del governo del Comitato di Liberazione Nazionale che estendendo alle donne</em>, <em>nel 1945, il diritto di voto, dette alle stesse la possibilità di farsi protagoniste della lotta della loro emancipazione nella sede più adatta: la Costituente. Gli anni 1946 e 1947 restano perciò come quelli in cui le questioni femminili, per l’innanzi dibattute in sedi modeste, limitate e pive di ogni potere decisionale, trovarono le attese soluzioni. Tuttavia il progresso della donna lungo il corso della elaborazione della Carta costituzionale non fu breve né semplice. Rimane nella storia di quegli anni, documentata dai resoconti delle discussioni e dagli atti delle sedute, una traccia, che si rileva con disagio, dell’atteggiamento di non pochi uomini, peraltro di grande ingegno e cultura e di esperta dottrina giuridica, i quali ostacolarono, in qualche caso con fermezza, il processo di promozione socio-giuridica della donna. [&#8230;] Si è perciò indotti a dire, in una visione retrospettiva della vicenda, che la donna non avrebbe nella Costituzione il posto che di fatto vi ha, se non ci fosse stato alla Costituente quel gruppo di donne che il suffragio universale e l’esercizio dell’elettorato passivo, oltre che attivo, aveva portato nell’aula di Montecitorio. La presenza delle donne alla Costituente è risultata infatti incisiva e determinante in modo particolare per le questioni femminili, senza peraltro voler con questa affermazione sminuire il contributo da esse dato alle questioni generali [&#8230;].”</em></p>
<p>Ancora qualche annotazione sulla sua vita istituzionale, politica e sociale. <strong>Anna Maria Agamben </strong>nasce a <strong>L’Aquila</strong> il 19<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-118555 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Maria-Agamben-Federici.png" alt="" width="361" height="445" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Maria-Agamben-Federici.png 510w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Maria-Agamben-Federici-243x300.png 243w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" /> settembre 1899, da <strong>Alfredo </strong>e <strong>Nicolina Auriti</strong>, primogenita di 4 figli di una famiglia benestante, armene le origini paterne. Laureata in lettere all’Università di Roma La Sapienza, docente e giornalista, <strong>Maria Agamben</strong> sposa nel 1926 <strong>Mario Federici</strong>, anch’egli aquilano, drammaturgo e affermato critico letterario, tra le personalità più insigni della cultura abruzzese del Novecento. Insofferente alle limitazioni culturali imposte dal regime fascista, la coppia nel 1929 lascia l’Italia per stabilirsi all’estero, dapprima a <strong>Sofia</strong>, poi al <strong>Cairo</strong> e infine a <strong>Parigi</strong>, dove Maria insegna negli <strong>Istituti italiani di Cultura</strong>.</p>
<p>A <strong>Parigi</strong>, in particolare, lei vive uno dei periodi più fecondi della sua vita, venendo a contatto con gruppi di esuli italiani in fuga dalla dittatura fascista e maturando la sua formazione influenzata dal pensiero cristiano sociale – soprattutto di <strong>Emmanuel Mounier</strong> e <strong>Jacques Maritain</strong> – che avrebbe connotato profondamente la filosofia e la politica dello scorso secolo. Rafforza inoltre le sue idee sulla giustizia sociale e sul ruolo pienamente paritario della donna nella società, che costituiranno il caposaldo della suo pensiero. Cattolica impegnata, profonda fede nei valori di libertà e democrazia, la <strong>Federici</strong> sviluppa i suoi propositi d’impegno affondandone le radici nel valore della libertà, della giustizia sociale e del ruolo essenziale della donna, non solo nella famiglia, ma anche in politica e nella società.</p>
<p>Al rientro in Italia, nel 1939, <strong>Maria Federici</strong> avvia un intenso impegno sociale e d’apostolato laico. A <strong>Roma</strong> è attiva nella <strong>Resistenza </strong>nell’Associazione Piazza Bologna, organizzando un centro d’assistenza per profughi, reduci e perseguitati politici. Presto si rivela come un forte esempio d’emancipazione femminile. <strong>Nell’agosto 1944 viene eletta delegata al</strong><strong> Congresso di fondazione delle ACLI</strong> (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) e, in questa veste, l’anno seguente organizza il Convegno nazionale per lo studio delle condizioni del lavoro femminile, un importante momento di confronto per le donne cattoliche. L’anno dopo <strong>–</strong> <strong>contraria alla partecipazione delle donne cattoliche</strong> <strong>all’</strong><strong>UDI </strong><strong>(Unione Donne Italiane) </strong>e convinta sostenitrice della necessità della loro autonomia – partecipa anche ai lavori per la fondazione del <strong>CIF</strong> (Centro Italiano Femminile), che si radica ben presto su tutto il territorio nazionale. <strong>Maria Federici</strong> ne è la presidente sino al 1950, orientando l’attività del CIF in una serie di iniziative in favore degli sfollati, dei reduci e particolarmente dell’infanzia, con colonie estive, scuole e mense.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>LE ROSSE PERGAMENE PREMIANO I POETI CHE HANNO RESO OMAGGIO ALLA FIGURA FEMMINILE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2026 09:12:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[le rosse pergamene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/PERGAMENE.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/PERGAMENE.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/PERGAMENE-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Liliana Biondi premio 2026 &#8220;Una donna per la Cultura&#8221;, a Mario Narducci e Pierfranco Bruni il premio per la Poesia ROMA – Liliana Biondi, Mario Narducci e Pierfranco Bruni sono stati&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/04/le-rosse-pergamene-premiano-i-poeti-che-hanno-reso-omaggio-alla-figura-femminile/">LE ROSSE PERGAMENE PREMIANO I POETI CHE HANNO RESO OMAGGIO ALLA FIGURA FEMMINILE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Liliana Biondi premio 2026 &#8220;Una donna per la Cultura&#8221;, a </strong><strong>Mario Narducci e Pierfranco Bruni il premio per la Poesia </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">ROMA – <strong>Liliana Biondi</strong>, <strong>Mario Narducci</strong> e <strong>Pierfranco Bruni</strong> sono stati scelti tra i poeti premiati nei 25 anni de LE ROSSE PERGAMENE e proposti alla giuria da <strong>ANNA MANNA</strong>, ideatrice ed organizzatrice del premio nel quarto di secolo che ha cambiato il mondo. Non è stata semplice la scelta. I più bei nomi della cultura italiana, infatti, sono passati tra gli applausi del <strong>Premio “Le Rosse Pergamene”</strong>, negli ultimi anni diventato un vero e proprio progetto culturale con grandi sviluppi nel web. La scelta viene non a caso annunciata per la ricorrenza dell’<strong>8 Marzo</strong> dedicata alla Donna.</p>
<div id="attachment_118186" style="width: 610px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-118186" class="size-full wp-image-118186" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/a-carla-fendi-consegna-de-la-rossa-pergamena-nella-biblioteca-della-camera-dei-deputati.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/a-carla-fendi-consegna-de-la-rossa-pergamena-nella-biblioteca-della-camera-dei-deputati.jpg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/a-carla-fendi-consegna-de-la-rossa-pergamena-nella-biblioteca-della-camera-dei-deputati-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/a-carla-fendi-consegna-de-la-rossa-pergamena-nella-biblioteca-della-camera-dei-deputati-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/a-carla-fendi-consegna-de-la-rossa-pergamena-nella-biblioteca-della-camera-dei-deputati-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /><p id="caption-attachment-118186" class="wp-caption-text">a Carla Fendi consegna de la rossa pergamena nella biblioteca della camera dei deputati</p></div>
<p style="font-weight: 400;">Il Premio per la<strong> Poesia 2026 </strong>viene tributato a due grandi poeti:<strong> MARIO NARDUCCI</strong> viene insignito per la sua poetica dedicata all&#8217;amore matrimoniale, come protagonista di vita e di impegno, <strong>PIERFRANCO BRUNI</strong> per i suoi versi che esaltano la donna come Madre, nel ricordo costante della sua famiglia e di tutti gli affetti familiari. L’amore, dunque, che supera i limiti della vita quotidiana per aprirsi all’Amore come dialogo infinito. L’amore delle anime nel rispetto reciproco, nella comprensione dei difetti e delle difficoltà, in un incontro psichico, mentale, sincero.</p>
<p style="font-weight: 400;">Inoltre, è tributato il <strong>Premio “Una donna per la Cultura”</strong>, una scelta che vuole sottolineare l&#8217;importante ruolo femminile nella diffusione della cultura. È <strong>LILIANA BIONDI</strong> l’insignita per il 2026, docente universitaria, scrittrice, donna di grande impegno letterario, una presenza luminosa nella città dell&#8217;Aquila e nel panorama culturale italiano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel venticinquennale di fondazione del <strong>Premio “Le Rosse Pergamene”</strong>, così la deciso la Giuria presieduta da <strong>CORRADO CALABRO&#8217;</strong> e composta da <strong>Anna Manna, Daniela Fabrizi, Anna Marras, Maria Rita Magnante, Clara Di Stefano, Rosa Giordano</strong>. Qui di seguito i profili biografici dei premiati.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>MARIO NARDUCCI</strong> è nato all’Aquila il 23 febbraio 1938. È rimasto vedovo dopo 46 anni di matrimonio con l’insegnante <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-118185 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/mario-narducci-101560-300x226.jpg" alt="" width="300" height="226" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/mario-narducci-101560-300x226.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/mario-narducci-101560-585x440.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/mario-narducci-101560.jpg 654w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Mariolina Mei, di Urbino, con la quale ha avuto tre figli che gli hanno regalato cinque nipoti. Giornalista professionista, ha lavorato per “Il resto del Carlino”, “La Gazzetta del Popolo”, “Avvenire” e “Il Popolo”, seguendo per quest’ultimo quotidiano, come Vaticanista e inviato speciale, i viaggi apostolici dell’ultimo scorcio del Pontificato di Paolo VI e per 10 anni quelli del Pontificato di Giovanni Paolo II, raccontati poi nel volume, esaurito, “Le ragioni dell’anima” (Calderini, Bologna, 1989). Ha fondato e dirige il periodico di Lettere, Arti e Presenza culturale “Novanta9”, al quale collaborano docenti dell’Università dell’Aquila e di Urbino. Nelle elezioni amministrative del 1970 è stato eletto Consigliere comunale di Urbino. E’ stato Direttore Responsabile di “TVUno” (l’emittente aquilana per la quale conduceva il Venerdì Culturale “Linea Aquilana”); Direttore Responsabile del mensile “L’Eco di San Gabriele” (200 mila copie) organo del Santuario omonimo sito alle falde del Gran Sasso; Direttore Responsabile, per un decennio, del periodico dell’Arcidiocesi dell’Aquila “Presenza”; Responsabile cultura dell’ANSA Abruzzo. Per 38 anni ha diretto la Rivista di spiritualità del Santuario di Santa Gemma Galgani in Lucca; Direttore responsabile del settimanale satirico JU ZIRE’ dell’Aquila. Attualmente conduce per l’Emittente LaQTV dell’Aquila la trasmissione culturale del sabato sera, “Novanta9”. È presidente dell’Istituto di Abruzzesistica e Dialettologia, con il quale promuove iniziative culturali a largo raggio, e promotore dei Premi L’Aquila “Zirè d’oro” intitolati ad Angelo Narducci, direttore storico di Avvenire, poeta, Parlamentare europeo nella prima legislatura. È stato membro di Commissione negli esami di iscrizione all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, è conferenziere in varie regioni d’Italia soprattutto per quanto attiene ai temi di cultura religiosa e della pace. È stato Presidente Regionale delle ACLI abruzzesi e Delegato Provinciale dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme, di cui è Commendatore, Presidente regionale del Masci, Movimento Adulti Scout, nonché per due legislature Vice Presidente del CREI (Consiglio Regionale Emigrazione e Immigrazione). Ha pubblicato, per la poesia, “La ragazza di un mese” (Ceti, Teramo, 1965, Prefazione di Luigi Marra e Giuseppe Porto), “Se insiste la speranza” (Cannarsa, Lanciano, 1991, Prefazione di Vito Moretti), “sdrucciolo dei Poeti” (Lo Zirè, L’Aquila,  1992, Prefazione di ValerioVolpini),” Il deserto e i giorni” – Poesie per il tempo quaresimale (L’Arca,L’Aquila, 2003,  con saggi e contributi critici di Alda Merini, Paolo Giuntella, Pasquale Maffeo, Claudio Bottini, Giuseppe Molinari), “Le offese stagioni” (Confronto, Fondi, 2007, Presentazione di Anna Maria Giancarli, contributo critico di Pasquale Maffeo, Vincitore del Premio Nazionale Libero De Libero 1998), “Tempo di Passione” – Lamento per L’Aquila ferita” ( Iaed Edizioni, L’Aquila 2010, con saggi e contributi critici di Liliana Biondi, Anna Maria Lenti, Gastone Mosci,  Angelo Paoluzi, Fabio Maria Serpilli e disegni originali di Domenico Colantoni, Teofilo Masulli, Maria Giovanna Narducci, Augusto Pelliccione, Massimina Pesce, Vincenzo Tiboni), “L’Amore che resta”, IAED 2012, “Quando piovono i cieli”, IAED 2015, Poesie per l’Avvento, con saggi introduttivi di Pio Cerocchi, P. Claudio Bottini, Gastone Mosci,la Badessa delle Clarisse dell’Aquila Madre Rosa Maria Tufaro, “I giorni che sconvolsero l’Europa dell’Est”- il primo viaggio di Papa Wojtyla in Polonia, IAED EDIZIONI 2020, “Via delle buone novelle”,  racconti in quarantena &#8211; IAED edizioni 2022. È Presidente e componente di Giuria di prestigiosi premi letterari nazionali. È componente di giuria del Premio internazionale “Poesia onesta” di Falconara Marittina, promosso da Versante.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>PIERFRANCO BRUNI</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-115008 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-300x191.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-768x488.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-585x372.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura. È Presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero. Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi. Incarichi in capo al Ministero della Cultura: Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024; Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro; Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse. È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”. Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro. Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni. Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LILIANA BIONDI</strong> è nata a L’Aquila, si è laureata con lode nel 1972 presso l’Università degli Studi dell’Aquila, dove poi ha <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-118184 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/LILIANA-BIONDI-ALLA-TRECCANI-268x300.jpg" alt="" width="268" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/LILIANA-BIONDI-ALLA-TRECCANI-268x300.jpg 268w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/LILIANA-BIONDI-ALLA-TRECCANI.jpg 505w" sizes="(max-width: 268px) 100vw, 268px" />svolto attività di ricerca e di docenza in <em>Critica letteraria e Letterature comparate</em> dal 1974 al 2016. Ha insegnato inoltre <em>Italiano</em> all’Isef di Cassino fino al 1998; e <em>Sociologia dei fatti religiosi</em> presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose “Spes et Ratio” dell’Aquila fino al 2024. Le sue ricerche spaziano dal Trecento alla letteratura contemporanea. Oltre a monografie su Ludovico Antonio Antinori, Ignazio Silone e Laudomia Bonanni, conta molteplici curatele e saggi presenti in volumi miscellanei, atti di convegno e riviste nazionali ed internazionali. Le più recenti: tre su Ignazio Silone, una sul commediografo italo statunitense Mario Fratti, sono edite rispettivamente sulle riviste «Tempo Presente» (Roma, n. 508, 2023; e n. 520, 2024); «Frontiere» (Foggia, n. 40, 2024) e in due volumi editi rispettivamente nel 2025 (Rubbettino) e 2026 (OneGroup); ha prefato recentemente la riedizione del poema in ottava rima, <em>La vita della Beata Cristina </em>di don Enrico Fiorenza (Fondazione Carispaq, 2025) edito per la prima volta nel 1912. È inoltre prefatrice e presentatrice di numerosi testi di poesia, di prosa, di teatro. Studiosa da lunghi anni di Ignazio Silone e di Laudomia Bonanni, è dal 1990 membro del Direttivo del Centro Studi Ignazio Silone di Pescina, e dal 1994 membro della Giuria del Premio Internazionale Ignazio Silone; dal 2007 è membro della Giuria del Premio Letterario Internazionale di poesia <em>L’Aquila-Bper</em>. Dal 2003, presiede la Giuria del Premio Letterario Nazionale “Cavallari di Pizzoli”.  Componente di giuria in vari altri premi letterari nazionali, è socia da anni della Deputazione Abruzzese di Storia Patria; è stata Presidente del Comitato Aquilano della Società Dante Alighieri; è socia ed è stata Presidente del Soroptimist International Club dell’Aquila; è socia della storica Società Aquilana dei Concerti Barattelli e per anni è stata membro del Consiglio d’Amministrazione. Approdata alla poesia per caso, sue poesie sono presenti su <em>Calendart</em> (dal 2018 al 2026), e su varie riviste dal 2002 a tutt’oggi. Attrice dilettante di teatro dialettale recita con compagnie cittadine (Piccola Brigata, Guitti, Torrione); da sei anni è autrice di testi in dialetto aquilano in poesia e in prosa che interpreta nel fortunato Festival tutto aquilano di “Sant’Agnese”. Nel 2008 è stata insignita dell’Onorificenza di Commendatore dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana” e nel 2022 le è stata conferita la Cittadinanza onoraria dal Comune di Pescina. Dal 2003 ad oggi ha ricevuto vari premi: gli ultimi due: nel 2022, a Roma, il Premio d’Eccellenza “Città del Galateo-Antonio De Ferraris” per la critica letteraria; 2025, Premio alla carriera “Associazione Versante” di Falconara Marittima.</p>
<p>Photocover: da sinistra: Anna Manna, Pierfranco Bruni, Mario Narducci, Liliana Biondi</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F04%2Fle-rosse-pergamene-premiano-i-poeti-che-hanno-reso-omaggio-alla-figura-femminile%2F&amp;linkname=LE%20ROSSE%20PERGAMENE%20PREMIANO%20I%20POETI%20CHE%20HANNO%20RESO%20OMAGGIO%20ALLA%20FIGURA%20FEMMINILE" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F04%2Fle-rosse-pergamene-premiano-i-poeti-che-hanno-reso-omaggio-alla-figura-femminile%2F&#038;title=LE%20ROSSE%20PERGAMENE%20PREMIANO%20I%20POETI%20CHE%20HANNO%20RESO%20OMAGGIO%20ALLA%20FIGURA%20FEMMINILE" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/04/le-rosse-pergamene-premiano-i-poeti-che-hanno-reso-omaggio-alla-figura-femminile/" data-a2a-title="LE ROSSE PERGAMENE PREMIANO I POETI CHE HANNO RESO OMAGGIO ALLA FIGURA FEMMINILE"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/04/le-rosse-pergamene-premiano-i-poeti-che-hanno-reso-omaggio-alla-figura-femminile/">LE ROSSE PERGAMENE PREMIANO I POETI CHE HANNO RESO OMAGGIO ALLA FIGURA FEMMINILE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>PRESENTATO IN SENATO IL VOLUME “IL PALAZZO DI ABRANTES” CURATO DALL’AMB. GAETANO CORTESE</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/31/presentato-in-senato-il-volume-il-palazzo-di-abrantes-curato-dallamb-gaetano-cortese-1/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=presentato-in-senato-il-volume-il-palazzo-di-abrantes-curato-dallamb-gaetano-cortese-1</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Jan 2026 12:46:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Amb. Gaetano Cortese]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo di Abrantes]]></category>
		<category><![CDATA[presentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Senato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1426" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-300x209.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1024x713.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-768x535.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1536x1070.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1920x1337.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1170x815.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-585x407.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Un appuntamento istituzionale alla Sala Nassiriya del Senato per la presentazione del volume Il Palazzo di Abrantes, curato dall’Ambasciatore Gaetano Cortese ROMA &#8211; Nella Sala Nassiriya del Senato della Repubblica,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/31/presentato-in-senato-il-volume-il-palazzo-di-abrantes-curato-dallamb-gaetano-cortese-1/">PRESENTATO IN SENATO IL VOLUME “IL PALAZZO DI ABRANTES” CURATO DALL’AMB. GAETANO CORTESE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1426" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-300x209.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1024x713.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-768x535.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1536x1070.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1920x1337.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-1170x815.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2297-585x407.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p><em>Un appuntamento istituzionale alla Sala Nassiriya del Senato per la presentazione del volume Il Palazzo di Abrantes, curato dall’Ambasciatore Gaetano Cortese</em></p>
<p class="s10"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ROMA &#8211; </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Nella <strong>Sala Nass</strong></span></span><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">iriya</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> del </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Senato della Repubblica</span></span></strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, su iniziativa del <strong>Sen</strong></span></span><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Giulio Terzi di Sant’Agata</span></span></strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> stato presentato il volume su </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il Palazzo di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Abrantes</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">&#8211; Istituto Italiano di Cultura</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> a </span></span><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Madrid</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, curato dall’</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ambasciatore</span></span> <strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Gaetano Cortese</span></span></strong> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">per la </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">prestigiosa Collana dell’Editore Carlo Colombo di Roma dedicata alla valorizzazione del patrimonio architettonico ed artistico delle rappresentanze diplomatiche italiane nel mondo.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">La preziosa opera </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">è il risulta</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">to di una lunga ed approfondita </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ricerca portata avanti da diversi anni dal </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Prof</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Calogero </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Bellanca</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> dell’Universit</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">à La </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Sapienza di Roma e dalla </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Prof</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">. <strong>Susana Mora Alonso </strong></span></span><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Munoyerro</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ocente presso l’Universit</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">à</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> Politecnico di Madrid</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> per r</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">icostruire la lunga e laboriosa </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">storia del Palazzo</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> che è stato</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">sede dell’A</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">mbasciata italiana a </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Madrid</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> dal 1888 fino al 1939, allorquando la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Madrid si è trasferita al </span></span><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Palazzo dei Marchesi di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Amboage</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, mentre </span></span><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Palazzo </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Abrantes</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> è diven</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">tata</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> sede dell’Istituto Italiano di Cultura.</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">La nuova iniziativa editoriale su</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ll’Istituto Italiano di Cultura completa in tal modo </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">la precedente pubblicazione sulla nostra Ambasciata d’Italia a </span></span><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Madri</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">d</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il Palazzo dei Marchesi di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Amboage</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">curata</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">dell’ambasciatore </span></span><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Gaetano Cortese</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ed</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> edita nel 2021.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Dopo gli </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">indirizzi di saluto del </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Sen</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span><strong><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> Giulio Terzi</span></span></strong><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, del Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale,</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">mbasciatore <b>Riccardo </b></span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Guariglia</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, dell’ambasciatore d’Italia </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a Madrid, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Giuseppe Buccino Grimaldi</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, della d</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">irettrice per</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">“chiara fama”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">dell’Istituto Italiano </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di Cultura </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di Madrid, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Elena Fontanella</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, hanno preso la parola i Professori </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Bellanca</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Munoyerro</span></span></b><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> per sottolineare</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">il lungo percorso delle ricerche che hanno portato alla definitiva ricostruzione storica del </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Palazzo </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Abrantes</span></span></b><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> dalle sue origini ad oggi.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">L’ambasciatore </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Gaetano Cortese</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ha concluso la presentazione </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">del libro evidenziando come le Rappresentanze</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> diplomatiche italiane all’estero </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">costituiscano</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> la prima carta da visita dell’Italia,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">un patrimonio architettonico ed artistico </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">– quello </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">delle Ambasciate, Residenze ed Istituti Italiani di Cultura </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">&#8211; </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">che va sempre salvaguardato</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> per r</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">iaffermare la centralità della c</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ultura del nostro Paese a livello mondiale.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Ad una richiesta del </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">moderatore</span></span> <b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Carlo </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Rebecchi</span></span></b><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">già Caporedattore dell’ANSA, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">di conoscere la prossima pubblicazione,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">l’ambasciatore </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Cortese</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> ha risposto di avere finalizzato, d’intesa con l’amb</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">asciatore d’Italia in Svizzera, </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Gian Lorenzo </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Cornado</span></span></b><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, il libro sulla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Berna</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, dal titolo </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">La Villa dei Marchesi Paulucci di </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Calboli</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a ricordo dei colleghi ambasciatori </span></span><b><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Raniero</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Giacomo </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Paulucci di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Calboli</span></span></b><span class="s7"><span class="bumpedFont15"><b>che</b> hanno segnato la storia della diplomazia italiana, già propri</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">etari fino agli inizi del 1900 </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">de</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">l terreno e degli immobili &#8211; oggi </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Cancelleria e Residenza </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">&#8211; </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">acquisiti dallo Stato italiano.</span></span></p>
<p class="s10"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">All’event</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">o hanno partecipato personalità </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">del mondo politico, diplomatico, accademico, culturale ed</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">esponenti della stampa e dell’informazione.</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">Erano presenti anche l’</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ambasciatore di Spagna </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">a Roma,</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Miguel Angel Fernandez Palacios</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">, il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Prof</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> <b>Eugenio Gaudi</b></span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>o</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">già </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Magnifico Rettore dell’Universit</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">à La Sapienza di Roma, </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">ed il Presidente del Centro Studi Federico II, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"><b>Giuseppe Di Franco</b></span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F31%2Fpresentato-in-senato-il-volume-il-palazzo-di-abrantes-curato-dallamb-gaetano-cortese-1%2F&amp;linkname=PRESENTATO%20IN%20SENATO%20IL%20VOLUME%20%E2%80%9CIL%20PALAZZO%20DI%20ABRANTES%E2%80%9D%20CURATO%20DALL%E2%80%99AMB.%20GAETANO%20CORTESE" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F31%2Fpresentato-in-senato-il-volume-il-palazzo-di-abrantes-curato-dallamb-gaetano-cortese-1%2F&#038;title=PRESENTATO%20IN%20SENATO%20IL%20VOLUME%20%E2%80%9CIL%20PALAZZO%20DI%20ABRANTES%E2%80%9D%20CURATO%20DALL%E2%80%99AMB.%20GAETANO%20CORTESE" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/31/presentato-in-senato-il-volume-il-palazzo-di-abrantes-curato-dallamb-gaetano-cortese-1/" data-a2a-title="PRESENTATO IN SENATO IL VOLUME “IL PALAZZO DI ABRANTES” CURATO DALL’AMB. GAETANO CORTESE"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/31/presentato-in-senato-il-volume-il-palazzo-di-abrantes-curato-dallamb-gaetano-cortese-1/">PRESENTATO IN SENATO IL VOLUME “IL PALAZZO DI ABRANTES” CURATO DALL’AMB. GAETANO CORTESE</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Scomparso Silvano Palmerini: l’imprenditore aquilano aveva 83 anni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/22/scomparso-silvano-palmerini-limprenditore-aquilano-aveva-83-anni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scomparso-silvano-palmerini-limprenditore-aquilano-aveva-83-anni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 21 Dec 2025 23:12:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Silvano Palmerini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="661" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-1024x574.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-768x431.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-1170x656.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-585x328.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>L’AQUILA- Ho appreso con profonda tristezza la notizia della morte dell’imprenditore Silvano Palmerini, figura di spicco nel panorama economico e sociale aquilano. La sua scomparsa lascia un grande vuoto non solo nella&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1179" height="661" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-1024x574.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-768x431.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-1170x656.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1721-585x328.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p><p>L’AQUILA- Ho appreso con profonda tristezza la notizia della morte dell’imprenditore <strong>Silvano Palmerini</strong>, figura di spicco nel panorama economico e sociale aquilano. La sua scomparsa lascia un grande vuoto non solo nella comunità, ma anche nella nostra famiglia, legata da vincoli di parentela e di affetto alla sua. Il padre di Silvano, <strong>Luigi</strong>, era cugino di primo grado di mia madre <strong>Lina</strong>, oltre che parente di mio padre <strong>Vinicio</strong>. Tra lo zio Luigi e mia madre esisteva un rapporto di confidenza e vicinanza quasi fraterno. Da questo legame è nata una lunga amicizia e il rispetto reciproco tra le nostre famiglie, che ha riguardato tutti i figli di zio Luigi e zia Pietta: <strong>Irma</strong>, <strong>Osvaldo</strong>, <strong>Silvano</strong>, <strong>Corradino</strong> e <strong>Teresa</strong>.</p>
<p><strong>Silvano</strong> <strong>Palmerini</strong> era nato il 18 novembre 1942 ad<strong> Asmara</strong>, in<strong> Eritrea</strong>, dove i genitori si erano trasferiti negli anni Trenta a lavorare nelle attività civili e nei cantieri di costruzioni avviati dal regime fascista nella sciagurata avventura coloniale nell’Africa Orientale Italiana. Poi nel 1943 la famiglia era rientrata in Italia, con le navi che rimpatriavano i lavoratori civili e le loro famiglie, a seguito della brutta piega che aveva preso in quegli anni per l’Italia la guerra in Etiopia, fino alla sconfitta subita a fine 1941, anche se reparti militari italiani ancora operavano con azioni di guerriglia.</p>
<p>Negli anni Sessanta, <strong>Silvano</strong> e i fratelli <strong>Osvaldo </strong>e <strong>Corradino</strong>, crearono un’impresa di impianti termici e idrosanitari, che operò per diversi anni. Successivamente ciascuno intraprese un percorso autonomo, dando vita a proprie aziende nel settore degli impianti, delle reti idriche e delle costruzioni stradali ed edili. Silvano, in particolare, ha saputo distinguersi per oltre mezzo secolo di attività, coniugando <strong>esperienza, qualità e visione imprenditoriale</strong>. Da queste radici nacque a L’Aquila il <strong>Gruppo Palmerini</strong>, articolato in più società (I Platani Srl, COGEA Srl, Pal Impianti e Tecnopolo d’Abruzzo), capaci di operare con rapidità ed efficienza in diversi ambiti delle costruzioni: opere pubbliche e private, prefabbricati in calcestruzzo, strade, fognature, acquedotti, metanodotti e opere di urbanizzazione, gestione e servizi di strutture industriali.</p>
<p>Il Gruppo ha saputo garantire affidabilità e qualità, tanto da ottenere commesse delicate dalla <strong>NATO</strong>, e ha operato in numerose province italiane (<strong>Torino, Milano, Padova, Ravenna, Parma, Ancona, Macerata, Foligno, Rieti, Roma</strong>). Dopo il sisma del 6 aprile 2009, <strong>Silvano</strong> e le sue aziende hanno avuto un ruolo importante nella <strong>ricostruzione dell’Aquila e dei Comuni del cratere</strong>, contribuendo con competenza e serietà alla rinascita del territorio.</p>
<p><strong>Silvano Palmerini</strong> lascia un’eredità fatta di <strong>lavoro, serietà e visione imprenditoriale</strong>, ma soprattutto di rapporti umani profondi e autentici. La sua figura rimarrà un punto di riferimento nel mondo dell’imprenditoria aquilana. Il <strong>Gruppo Palmerini</strong> ormai da alcuni anni era affidato al figlio <strong>Luigi</strong>, mentre la figlia <strong>Giuseppina</strong> aveva assunto la conduzione dell’Hotel delle Rose, a <strong>Paganica</strong>, che dopo il sisma del 2009 aveva accolto nell’emergenza numerosi ospiti. Dopo alcuni anni di fermo, la struttura attualmente è in corso di restauro e presto tornerà agibile. Ai figli <strong>Luigi</strong> e <strong>Giuseppina</strong>, alle famiglie di <strong>Osvaldo</strong>, <strong>Irma</strong>, <strong>Corradino</strong> e <strong>Teresa</strong>, ai parenti più prossimi, l’affettuosa vicinanza della mia famiglia.</p>
<p><strong>Goffredo Palmerini</strong></p>
<p>L’Aquila, 17 dicembre 2025</p>
<h5 class="wp-block-heading">Goffredo</h5>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F22%2Fscomparso-silvano-palmerini-limprenditore-aquilano-aveva-83-anni%2F&amp;linkname=Scomparso%20Silvano%20Palmerini%3A%20l%E2%80%99imprenditore%20aquilano%20aveva%2083%20anni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F22%2Fscomparso-silvano-palmerini-limprenditore-aquilano-aveva-83-anni%2F&#038;title=Scomparso%20Silvano%20Palmerini%3A%20l%E2%80%99imprenditore%20aquilano%20aveva%2083%20anni" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/22/scomparso-silvano-palmerini-limprenditore-aquilano-aveva-83-anni/" data-a2a-title="Scomparso Silvano Palmerini: l’imprenditore aquilano aveva 83 anni"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/22/scomparso-silvano-palmerini-limprenditore-aquilano-aveva-83-anni/">Scomparso Silvano Palmerini: l’imprenditore aquilano aveva 83 anni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>A Roma il 19 novembre, nella Biblioteca Casanatense, il recital di Ugo De Vita tratto dal romanzo Il Demiurgo di Gabriella Izzi Benedetti</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/16/a-roma-il-19-novembre-nella-biblioteca-casanatense-il-recital-di-ugo-de-vita-tratto-dal-romanzo-il-demiurgo-di-gabriella-izzi-benedetti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=a-roma-il-19-novembre-nella-biblioteca-casanatense-il-recital-di-ugo-de-vita-tratto-dal-romanzo-il-demiurgo-di-gabriella-izzi-benedetti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2025 10:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/LETTERATURA.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/LETTERATURA.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/LETTERATURA-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/LETTERATURA-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>ROMA &#8211; Il Ministero dei Beni culturali ospita, nella prestigiosa Biblioteca Casanatense in Via di S. Ignazio 52 a Roma, il recital di Ugo De Vita tratto dal romanzo Il&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA &#8211; Il Ministero dei Beni culturali ospita, nella prestigiosa <strong>Biblioteca Casanatense </strong>in Via di S. Ignazio 52 a<strong> Roma</strong>, il recital di <strong>Ugo De Vita</strong> tratto dal romanzo <em>Il Demiurgo</em> di <strong>Gabriella Izzi Benedetti</strong>. L’evento si terrà <strong>mercoledì</strong> <strong>19 novembre</strong> dalle ore <strong>17:00</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-112716 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Roma-Biblioteca-Casanatense-300x195.png" alt="" width="300" height="195" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Roma-Biblioteca-Casanatense-300x195.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Roma-Biblioteca-Casanatense-1024x665.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Roma-Biblioteca-Casanatense-768x499.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Roma-Biblioteca-Casanatense-1170x760.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Roma-Biblioteca-Casanatense-585x380.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Roma-Biblioteca-Casanatense.png 1280w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>La messa in scena è alla sua terza realizzazione, dopo <strong>Firenze</strong> e <strong>Vasto</strong>, accolto con grande entusiasmo per la suggestione di un racconto che mette in guardia dai pericoli della scienza, quando essa oltrepassa i valichi dell&#8217;etica e crea nell&#8217;essere umano la tentazione di gestire la vita e le menti altrui.</p>
<p>Con ottimi attori di contorno e lo straordinario violino del M° <strong>Fabio Consiglio</strong> (Accademia musicale di Santa Cecilia), <strong>Ugo</strong> <strong>De Vita</strong>, attore e regista di grande professionalità, riesce a creare un&#8217;atmosfera di suspence e di riflessione da un romanzo che affascina per la scrittura trascinante e poetica e per l&#8217;intelaiatura intrigante di fatti e personaggi. Introdurrà l&#8217;evento <strong>Cristiana Aresti</strong>, direttrice della Biblioteca, interverranno lo storico dell&#8217;arte <strong>Claudio Strinati</strong> e l&#8217;Autrice.</p>
<p><strong>Gabriella Izzi Benedetti </strong>è nata a Vasto e vive a Firenze, città del marito. Laurea in Lettere presso l’Università degli Studi di<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-112714 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gabriella-Izzi-Benedetti-300x211.jpg" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gabriella-Izzi-Benedetti-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gabriella-Izzi-Benedetti.jpg 533w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> Genova, è stata docente di Lettere e Storia presso Istituti inferiori e superiori. Fa parte del Comitato Scientifico del Centro per l’UNESCO di Firenze ed è Presidente della Società Vastese di Storia Patria “Luigi Marchesani”. L’Accademia il Machiavelli l’ha designata Ambasciatrice della cultura italiana in Europa. Collabora con riviste culturali e di attualità. È presente in antologie, testi di Letteratura contemporanea e in Dizionari. Numerosi i riconoscimenti e premi che le sono stati conferiti per l’attività letteraria e culturale. È fortemente impegnata nella tutela del patrimonio storico e monumentale, del patrimonio naturalistico e ambientale e sulle problematiche sociali. È un’autrice feconda, la sua produzione letteraria comprende liriche, romanzi, racconti, saggi e testi teatrali.</p>
<p><strong>Gabriella Izzi Benedetti</strong> ha pubblicato: <em>Momenti</em>, liriche (Cannarsa, 1988); <em>L’anno delle meduse</em>, racconti (Ibiskos, 1990); <em>Prima che il cerchio si chiuda</em>, liriche (La Versiliana 1991); <em>Luigi Marchesani, un medico, uno storico, un archeologo</em>, monografia (Cannarsa 1992-1995<em>); Inseguendo le stelle</em>, testo teatrale (La Scena Illustrata, fasc. IV, 1994); <em>Nell’ora della prima neve</em>, romanzo (Polistampa, 1996); <em>L’isola felice</em>, racconti (Marchesani, 1998); <em>1844-Nascita dello Spedale Comunale di Vasto</em>, da un ms. del dottor fisico Luigi Marchesani, saggio in collaborazione con Puccio Benedetti (Il Nuovo 1999); <em>Il telaio impazzito</em>, romanzo (Bastogi, 2000); <em>Il Dramma della Passione nel Medioevo</em>, saggio (Bulzoni, 2002); <em>Guida alla lettura della Storia di Vasto di L. Marchesani</em>, in collaborazione con Puccio Benedetti (Il Nuovo, 2003); <em>Il Demiurgo</em>, romanzo (Bulzoni, 2004); <em>Krónos</em>, liriche (Marsilio, 2005); <em>Tempo d’autunno</em>, romanzo (Polistampa, 2008); <em>Artisti vastesi nel mondo</em>, saggio (Il Torcoliere, 2009) <em>L’evoluzione della scienza e dell’etica in medicina</em>, in collaborazione con G.B. Muraro, saggio (Menabò, 2011); <em>Aspetti letterari del settecento italiano</em>, <em>dal carteggio Giuseppe Tiberii &#8211; Giuseppe Pelli Bencivenni</em>, saggio (Bulzoni, 2013); <em>Dai Collegia alle Società di Mutuo soccorso; l’evoluzione del corporativismo attraverso i secoli</em>, saggio (SOMS, 2014); <em>Puccio Benedetti, il suo contributo agli ideali UNESCO</em>, saggio (Il Torcoliere 2014); <em>Il lato oscuro, </em><em>romanzo (Albatros, 2017);</em><em> Ogni tuo respiro,</em> <em>è stato il mio respiro,</em><em> racconto autobiografico</em> <em>(Albatros, 2018);</em><em> Oltre il Neorealismo. Arte e</em> <em>vita di Roberto Rossellini in un dialogo col figlio</em> <em>Renzo</em>, intervista a Renzo Rossellini (Mauro Pagliai Editore, 2020);<em> Il percorso</em> <em>artistico di Cesare Giuliani</em><em>, saggio</em> <em>(Cannarsa, 2022);</em> <a href="https://opac.sbn.it/risultati-ricerca-avanzata/-/opac-adv/index/16/ITICCUCFI1090580?fieldvalue%5B1%5D=gabriella+izzi+benedetti&amp;fieldaccess%5B1%5D=Keywords%3A1016&amp;fieldstruct%5B1%5D=ricerca.parole_tutte%3A4%3D6&amp;struct%3A1001=ricerca.parole_almeno_una%3A%40or%40"><strong><em>Questioni sociosanitarie e diritti femminili nell&#8217;ottica progressista di Luigi Marchesani, </em></strong><strong>saggio (Mondo nuovo Edizioni, 2022); </strong></a> <em>Antiqua minima</em><em>, racconti (Mondo nuovo Edizioni, 2024). </em></p>
<p><em> </em>Infine, alcune tra le sue pubblicazioni condivise con altri autori: <em>Archivi vastesi</em> (Associazione Culturale San Michele); <em>L’Abruzzo nel Medioevo</em> (Ediars); <em>L’impegno narrativo</em> (Bastogi); <em>I giorni che sconvolsero Vasto – La frana del 1956</em> (Cannarsa); <em>Cesare Ruffato, testimonianze critiche</em> (Marsilio); <em>Come in uno specchio, Valeria Moricone</em> (QuattroVenti); <em>La voce dei poeti</em> (Il Fiorino); <em>Novelle per il terzo millennio</em> (Bastogi); <em>Luciano Tosone pittore secondo Paolo Levi</em> (Napoli); <em>Racconti di Natale</em> (La Versiliana).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F16%2Fa-roma-il-19-novembre-nella-biblioteca-casanatense-il-recital-di-ugo-de-vita-tratto-dal-romanzo-il-demiurgo-di-gabriella-izzi-benedetti%2F&amp;linkname=A%20Roma%20il%2019%20novembre%2C%20nella%20Biblioteca%20Casanatense%2C%20il%20recital%20di%20Ugo%20De%20Vita%20tratto%20dal%20romanzo%20Il%20Demiurgo%20di%20Gabriella%20Izzi%20Benedetti" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F16%2Fa-roma-il-19-novembre-nella-biblioteca-casanatense-il-recital-di-ugo-de-vita-tratto-dal-romanzo-il-demiurgo-di-gabriella-izzi-benedetti%2F&#038;title=A%20Roma%20il%2019%20novembre%2C%20nella%20Biblioteca%20Casanatense%2C%20il%20recital%20di%20Ugo%20De%20Vita%20tratto%20dal%20romanzo%20Il%20Demiurgo%20di%20Gabriella%20Izzi%20Benedetti" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/16/a-roma-il-19-novembre-nella-biblioteca-casanatense-il-recital-di-ugo-de-vita-tratto-dal-romanzo-il-demiurgo-di-gabriella-izzi-benedetti/" data-a2a-title="A Roma il 19 novembre, nella Biblioteca Casanatense, il recital di Ugo De Vita tratto dal romanzo Il Demiurgo di Gabriella Izzi Benedetti"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/16/a-roma-il-19-novembre-nella-biblioteca-casanatense-il-recital-di-ugo-de-vita-tratto-dal-romanzo-il-demiurgo-di-gabriella-izzi-benedetti/">A Roma il 19 novembre, nella Biblioteca Casanatense, il recital di Ugo De Vita tratto dal romanzo Il Demiurgo di Gabriella Izzi Benedetti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>REPORTAGE DAGLI STATES: LE GIORNATE A NEW YORK E QUELLE IN TEXAS</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 12:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Palmerini]]></category>
		<category><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Studenti]]></category>
		<category><![CDATA[Texas]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio New York]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/new-york-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Racconto di viaggio di un gruppo di studenti universitari dell’Aquila e del loro parroco don Federico di Goffredo Palmerini &#160; L’AQUILA – Settembre, andiamo, è tempo di migrare! Siamo infatti&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Racconto di viaggio di un gruppo di studenti universitari dell’Aquila e del loro parroco don Federico</strong></h3>
<p>di <strong>Goffredo Palmerini</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA – <em>Settembre, andiamo, è tempo di migrare!</em> Siamo infatti andati dall’Aquila, da dove iniziava il <strong>Tratturo Magno</strong>, ma non verso il Tavoliere pugliese dove per secoli hanno migrato i nostri pastori e le loro greggi percorrendo <em>“un erbal fiume silente”</em>, come l’immaginifica creatività di <strong>D’Annunzio</strong> poetava. Siamo andati invece in <strong>America</strong>, trasvolando l’oceano, in una migrazione di appena due settimane (dal 10 al 24 settembre), non certo come di quelle sui bastimenti che tanti italiani hanno affrontato nella Grande Emigrazione, ma con un comodo volo di 9 ore da Roma a New York. Undici studenti universitari aquilani e fuori sede, un gruppo simbolico in rappresentanza dei tanti giovani che frequentano la Parrocchia Universitaria “San Giuseppe Artigiano” dell’Aquila, insieme alla loro guida spirituale, il parroco <strong>don Federico Palmerini</strong>, hanno voluto fare questa esperienza per conoscere direttamente il fenomeno migratorio riguardante una tra le rotte più seguite dalla nostra emigrazione, dopo quelle del <strong>Brasile</strong> e dell’<strong>Argentina</strong>, appunto gli <strong>Stati Uniti</strong>, dove le varie generazioni degli emigrati italiani con gli italo-discendenti costituiscono oggi una cospicua comunità di oltre 18 milioni di oriundi. Una comunità che dopo le sofferenze ed i pregiudizi patiti all’inizio delle due ondate migratorie nei due secoli precedenti ha saputo riscattarsi ed affermarsi in tutti i campi, conquistando stima e prestigio, insieme al rispetto della società americana. Traguardi di successo, costati prove durissime alle generazioni precedenti, che oggi sono talmente evidenti da trovare consacrazione, come tra alcuni giorni accadrà, negli eventi del <strong>Columbus Day</strong>, in tutti gli States ma soprattutto a <strong>New York</strong>, nella celebre Parata sulla Quinta Avenue, dove ogni anno si palesa la più grande manifestazione dell’orgoglio italiano in America.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La missione negli <strong>Stati Uniti</strong> del gruppo universitario dell’Aquila si è dispiegata in 6 giorni nella Grande Mela e gli altri 8 in <strong>Texas</strong>. Gli undici studenti universitari (Matteo, dell’Aquila; Matteo, Mattia, Giuseppe e Corrado di Vasto; ⁠Monica di Montesilvano; ⁠Cornelia di Pordenone; ⁠Mattia, Luca e Margherita di Torino; ⁠Giacomo di Chieti) e il loro parroco <strong>don Federico</strong> hanno chiesto a chi scrive di accompagnarli, almeno a <strong>New York</strong>, anche per promuovere e organizzare qualche incontro significativo che li avvicinasse al tema dell’emigrazione. Ho accettato di buon grado, anticipando questa volta a settembre l’annuale visita d’ottobre a New York o in altre città degli States, perché mese celebrativo della cultura italiana. Siamo così partiti ed arrivati quasi alla stessa ora, loro con un volo Delta, chi scrive con ITA. Questo reportage esce alcuni giorni dopo il loro rientro, giusto il tempo di raccogliere appunti del viaggio e le loro emozioni, se possono interessare qualche lettore. La prima settimana a <strong>New York</strong> la racconto in prima persona, avendola vissuta quasi del tutto insieme al gruppo. Il 15 settembre, mentre loro volavano a <strong>Houston</strong>, chi scrive rientrava in Italia per un impegno culturale a <strong>Gorizia</strong>, dove il 19 settembre si sarebbe tenuto il Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo”. La settimana in <strong>Texas</strong> è invece il racconto <em>“de relato”</em>, attraverso le annotazioni e le esperienze vissute dal gruppo, riportate a mo’ di diario di viaggio da <strong>don Federico</strong>. Ecco dunque, giorno per giorno, il racconto della missione in America.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Mercoledì 10 settembre</strong>, intorno alle 14 l’arrivo al JFK Airport. Grande fila agli sportelli dell’immigrazione, un’ora e mezza per le pratiche d’ingresso. Il gruppo dei dodici vanno in metro verso il loro alloggio, a <strong>East Harlem</strong>, presso il convento <strong>Our Lady of Mount Carmel</strong>, una buona sistemazione, trovata dopo diversi altri tentativi grazie alla segnalazione di <strong>don Luigi Portarulo</strong>, uno dei sacerdoti della Cattedrale di St. Patrick. Per chi scrive è stato meno agevole l’arrivo al 145W della 55^ Strada, per via dei lavori in corso sull’autostrada d’accesso all’aeroporto, due ore abbondanti di taxi. All’arrivo l’abbraccio di <strong>Piero Picozzi</strong>, mio ospite e fraterno amico, con il quale condivido l’amicizia affettuosa verso <strong>Mario Fratti</strong>, il grande drammaturgo d’origine aquilana scomparso due anni fa, ed ora la custodia della sua memoria. Piero mi ha aspettato sulla porta fino al mio arrivo, rinviando un appuntamento di lavoro, segno di premura e di amicizia davvero commendevole che mi commuove. Mi dà le chiavi della casa e va al suo appuntamento. Lascio in casa il mio bagaglio e subito approfitto per una passeggiata rilassante tra il verde e l’ombra del <strong>Central Park</strong>, animato come sempre di varia umanità. Ristora camminare per il parco, il cuore verde di New York che ti fa subito immergere nell’atmosfera della città e delle sue innumerevoli stimolazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_110037" style="width: 510px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110037" class="wp-image-110037" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-300x156.jpg" alt="" width="500" height="259" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-300x156.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-1024x531.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-768x398.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-1170x607.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili-585x303.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/4.2-Al-Russ-Berrie-Pavilion-con-il-Prof.-Accili.jpg 1533w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><p id="caption-attachment-110037" class="wp-caption-text">Al Russ Berrie Pavilion con il Prof. Accili</p></div>
<p><strong>Giovedì 11 settembre</strong>. Nella mattinata il gruppo dei dodici sceglie la suggestiva passeggiata sull’<strong>High</strong> <strong>Line</strong>, la vecchia ferrovia di New York diventata un parco lineare sopraelevato che si snoda per circa tre chilometri tra il Meatpacking District, Chelsea e l&#8217;Hudson Yards, un’attrazione unica per aree verdi e scorci panoramici sulla città. Nel pomeriggio, alle 14:30, l’incontro con <strong>Domenico Accili</strong>, medico endocrinologo, professore ordinario della <strong>Columbia University</strong>. Lo avevo concordato con lui più di due mesi fa, in ragione dei suoi molteplici suoi impegni. Arriviamo con qualche minuto d’anticipo al Centro di ricerca dove ci aspetta. Il <strong>prof. Accili</strong>, aquilano d’origine – per essere amico di famiglia lo chiamo confidenzialmente Mimmo – ci accoglie con grande cordialità. In una sala riunioni ha fatto preparare per noi un buffet di dolci, caffè e bevande. Poi, chiesto ai giovani città d’origine e le facoltà dove seguono gli studi a <strong>L’Aquila</strong>, Mimmo ci racconta la sua storia professionale e la sua particolare <strong>“emigrazione”</strong> negli Stati Uniti. Laureato all&#8217;Università Cattolica di Roma, ha seguito presso il Policlinico Gemelli la formazione in Medicina interna. Venuto negli Stati Uniti con una borsa di studio Fogarty presso l&#8217;Istituto nazionale del diabete e delle malattie renali digestive di <strong>Bethesda</strong>, nel Maryland, è diventato direttore della Sezione Genetica e azione ormonale del prestigioso National Institutes of Health. Dal 1999, chiamato dalla <strong>Columbia University</strong>, insegna presso il College of Physicians &amp; Surgeons e come medico curante presso il <strong>Columbia Presbyterian Hospital</strong>.  Fin dal suo arrivo, nel 1998, la <strong>Columbia University</strong> lo incaricò di creare un Centro di ricerca utilizzando una donazione della <strong>Fondazione Russel Berrie</strong>. Ed è così che il <strong>prof. Accili</strong> fece nascere, a cominciare dalla costruzione della struttura, il <strong>Russ Berrie Medical Centre</strong>, centro di ricerca e cura tra i più prestigiosi al mondo nel campo della diabetologia e della scienza dell&#8217;alimentazione, il quale Centro ogni anno continua ad avere il sostegno economico dalla Fondazione per un’entrata pari a un terzo del suo bilancio. Mimmo ha illustrato le qualità e l&#8217;eccellenza del Centro che egli stesso fondò 25 anni fa su incarico della Columbia, facendolo diventare un’eccellenza mondiale. Ha poi ricordato i suoi anni a <strong>L&#8217;Aquila</strong> e <strong>Roma</strong>, poi in Usa a <strong>Bethesda</strong>. Quindi l&#8217;assunzione come professore alla <strong>Columbia University</strong> e primario nel più grande ospedale policlinico privato di New York. Ha quindi dialogato con gli studenti, rispondendo alle loro domande. Poi ha fatto domande sulla sua città, <strong>L&#8217;Aquila</strong>, e sulla sua ricostruzione. Egli è figlio di un politico, il <strong>Sen. Achille Accili</strong>, che tanto ha dato alla nostra città e all&#8217;Abruzzo, Senatore della Repubblica per ben 5 legislature e Sottosegretario di Stato. Ho ricordato ai giovani universitari che proprio al <strong>Sen. Accili </strong>si deve la statizzazione dell’Università dell’Aquila, che ha consentito lo sviluppo successivo dell’ateneo portandolo ai 27mila studenti prima del terremoto del 2009. È stato un incontro davvero ricco di informazioni utili e soprattutto di emozioni. Il prof. Accili, con il suo talento il riconosciuto prestigio negli States e nel mondo, onora <strong>L&#8217;Aquila</strong>, l&#8217;<strong>Abruzzo</strong> e l&#8217;<strong>Italia</strong>. Abbiamo concluso l’incontro con un abbraccio e una foto ricordo. Nel resto del pomeriggio tutto il gruppo ha fatto una lunga scarpinata per il Central Park, sulla Quinta Avenue, una visita alla Cattedrale di St. Patrick, al Rockfeller Center e a Times Square. Nel frattempo alcuni hanno gustato a <strong>Broadway</strong> il musical <em>Harry Potter</em>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Venerdì 12 settembre</strong>, mattinata alla Statua della Libertà e visita ad <strong>Ellis Island</strong>, un’immersione nella storia dell’emigrazione italiana negli States attraverso gli archivi di quello che fu la struttura dove gli immigrati venivano registrati, verificati e tenuti in quarantena, prima di raggiungere le loro destinazioni. Oppure talvolta rispediti al paese d’origine, se giudicati inidonei, fatto che non di rado portava diverse persone al suicidio. Alle ore 16 tutti all&#8217;<strong>Istituto</strong> <strong>Italiano di Cultura</strong>, in Park Avenue, per l&#8217;incontro con <strong>Valentina Fratti</strong>, nella Sala-museo che l&#8217;Istituto ha dedicato a</p>
<div id="attachment_110035" style="width: 730px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110035" class="wp-image-110035 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti-.jpg" alt="" width="720" height="528" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti-.jpg 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti--300x220.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.3-Claudio-Pagliara-direttore-IIC-con-Goffredo-Palmerini-e-Valentina-Fratti--585x429.jpg 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /><p id="caption-attachment-110035" class="wp-caption-text">Claudio Pagliara, direttore IIC, con Goffredo Palmerini e Valentina Fratti</p></div>
<p><strong>Mario Fratti</strong>, il grande drammaturgo aquilano scomparso il 15 aprile 2023, uno dei più grandi autori di teatro al mondo. Abbiamo parlato con la figlia <strong>Valentina</strong>, autrice e regista teatrale, della drammaturgia del padre, delle tematiche sociali e dell&#8217;imprevedibilità delle sue opere, che ne hanno costituito il successo negli Stati Uniti e in tutto il mondo. <strong>Fratti</strong> arrivò a</p>
<div id="attachment_110068" style="width: 450px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110068" class=" wp-image-110068" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-300x203.jpg" alt="" width="440" height="298" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-300x203.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-1024x694.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-768x521.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-1536x1042.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-1170x793.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura-585x397.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/5.1-Con-Valentina-Fratti-allIstituto-Italiano-di-Cultura.jpg 1600w" sizes="(max-width: 440px) 100vw, 440px" /><p id="caption-attachment-110068" class="wp-caption-text">Con Valentina Fratti all&#8217;Istituto Italiano di Cultura</p></div>
<p><strong>New York</strong> nel 1963 per assistere alla rappresentazione del suo dramma <em>&#8220;Suicidio&#8221;,</em> che <strong>Lee Strasberg</strong> aveva messo in scena. Iniziò da quel fatto la sequela di successi delle sue opere teatrali che lo portarono a vincere ben <strong>7</strong> <strong>Tony Award</strong> &#8211; nel teatro come gli Oscar per il cinema &#8211; specie con il famosissimo musical <em>&#8220;Nine&#8221;.</em> <strong>Mario Fratti</strong> appena dopo il suo arrivo a New York fu subito chiamato dalla <strong>Columbia University</strong> ad insegnare Storia del teatro, poi per 27 anni è stato docente dell&#8217;Hunter College della City University of New York (Cuny). <strong>Mario Fratti</strong> amava tanto <strong>L&#8217;Aquila</strong>, dove era nato il 5 luglio 1927. A <strong>New York</strong> è stato talmente famoso che bastava dire <strong>Mario</strong> che tutti pensavano a lui o all’altro Mario, <strong>Cuomo</strong>, anch’egli d’origine italiana, Governatore dello Stato di New York. Finito l&#8217;incontro è arrivato il nuovo direttore dell&#8217;Istituto di Cultura, <strong>Claudio Pagliara</strong>, giornalista RAI e responsabile della sede di corrispondenza per gli Stati Uniti. Le altre ore della sera hanno consentito la visita alla <strong>Grand Central Station</strong>, artistica stazione cuore delle linee ferroviarie della Grande Mela, insieme alla Pennsylvania Station. Infine una capatina alla <strong>Public Library</strong> di New York, la più grande biblioteca del mondo.</p>
<p><strong>Sabato 13 settembre</strong>. Nella mattinata <strong>don Federico</strong> ha concelebrato Messa nella chiesa parrocchiale di Sant’Ignazio di Loyola, su Park Avenue, dove poi il gesuita che ha presieduto la celebrazione &#8211; <strong>Padre James Casciotti</strong>, genitori originari di <strong>Carpineto Romano</strong>, paese di Leone XIII &#8211; e una signora della parrocchia, <strong>Gerardina Rizzo</strong>, con genitori emigrati napoletani, hanno offerto a tutto il gruppo una gustosa colazione. È seguita la visita al <strong>Ground Zero Memorial</strong>, che ricorda le 2.750 vittime delle Torri Gemelle, quindi la visita ai Musei d’arte moderna <strong>MoMA</strong> e <strong>Guggenheim</strong>.</p>
<p><strong>Domenica 14 settembre</strong>. Nella mattinata ci siamo dati appuntamento a Little Italy, alla <strong>Old Cathedral St. Patrick</strong>. Gran fermento a <strong>Mulberry Street</strong>, la strada posteriore alla chiesa, lato dell’abside. Già piena di bancarelle di merce italiana, <em>food street</em> con varie preparazioni alimentari e leccornie del Belpaese. La comunità italiana, e quella napoletana in particolare, si prepara a festeggiare San Gennaro, il 19 settembre, anche con questa specie di fiera o mercato rionale che impegna in tutta la sua lunghezza Mulberry Street. La percorriamo tutta, fino a <strong>China Town</strong>, poi torniamo indietro, abbiamo appuntamento con <strong>don Luigi Portarulo</strong> alle 11 per un incontro di saluto, poi per la Messa domenicale. La Basilica di St. Patrick, meglio conosciuta come <strong>St. Patrick&#8217;s Old Cathedral</strong>, è una chiesa parrocchiale cattolica, ex cattedrale dell&#8217;arcidiocesi di <strong>New York</strong>, situata nel quartiere di Little Italy a Lower Manhattan. Costruita tra il 1809 e il 1815 su progetto di <strong>Joseph-François Mangin</strong> in stile neogotico, fu sede dell&#8217;arcidiocesi fino all&#8217;inaugurazione nel 1879 dell&#8217;attuale Cattedrale di San Patrizio sulla Fifth Avenue. Le liturgie vi vengono celebrate in inglese, italiano, spagnolo e cinese. La chiesa, al 260-264 di Mulberry Street, ha l&#8217;ingresso principale su Mott Street. Old St. Patrick è stata dichiarata nel 1966 punto di riferimento di New York City e il complesso della cattedrale è stato aggiunto nel 1977 al Registro nazionale dei luoghi storici. È stata elevata a Basilica minore da Papa <strong>Benedetto XVI</strong> nel giorno di San Patrizio, il 17 marzo 2010.</p>
<p>Vicino alla vecchia <strong>Cattedrale di St. Patrick</strong> c’è la chiesa del <strong>Preziosissimo Sangue</strong> e le due parrocchie, che si sono fuse in una, condividono sacerdoti e personale amministrativo. La costruzione della chiesa del Preziosissimo Sangue fu completata nel 1904. A partire dalla fine del XIX secolo, gli immigrati italiani in cerca d’i una vita migliore in America iniziarono ad arrivare a <strong>New York</strong> in gran numero. Le ondate di immigrati che si stabilirono a Lower Manhattan all&#8217;inizio del Novecento e formarono il quartiere poi chiamato <strong>Little Italy</strong>. Non fu affatto facile la vita per gli immigrati nella loro nuova terra. Le famiglie erano stipate in case sovraffollate, squallide, spesso antigeniche. Agli immigrati italiani, evitati dai newyorkesi affermati che li consideravano gente inferiore, non era permesso pregare nelle chiese della città, ma venivano relegati in spazi improvvisati negli scantinati per le celebrazioni religiose. Considerando la precaria situazione di questi immigrati, nel 1888 il Vaticano decretò l&#8217;istituzione di una Parrocchia italiana per servire la popolazione in rapida crescita. Un gruppo di <strong>Padri Scalabriniani</strong> fu incaricato di formare la Parrocchia nazionale italiana del Preziosissimo Sangue. Tre anni dopo, essi acquistarono un terreno a Baxter Street e iniziarono la costruzione della chiesa. Subito dopo l&#8217;apertura al culto, vari gruppi chiesero il permesso alle autorità ecclesiastiche di ammettere nella chiesa statue di santi relative alle loro città e paesi italiani. Gli immigrati da Napoli e campani, assai numerosi tra i residenti di Mulberry Street, portarono a <strong>New York</strong> la loro</p>
<div id="attachment_110052" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110052" class="wp-image-110052 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1024x636.jpg" alt="" width="1024" height="636" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1024x636.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-300x186.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-768x477.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1536x953.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1920x1192.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-1170x726.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street-585x363.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/6-New-York-fiera-di-San-Gennaro-a-Mulberry-Street.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-110052" class="wp-caption-text">New York, fiera di San Gennaro a Mulberry Street</p></div>
<p>devozione a San Gennaro, martire romano del terzo secolo e patrono di Napoli, la cui festa canonica è il 19 settembre. I frati Francescani, succeduti agli Scalabriniani, dotarono la chiesa d’una reliquia del sangue essiccato di San Gennaro. Iniziò così la Festa di San Gennaro. Nel corso degli anni l&#8217;evento è cresciuto fino ad includere una processione della statua per le strade di Little Italy, seguita da una fiera di strada, che attualmente dura undici giorni.</p>
<p>Torniamo ora alla visita di oggi 14 settembre alla <strong>Old Cathedral St. Patrick</strong> del gruppo degli universitari dell’Aquila con don Federico. Alle 11:30 vi incontriamo <strong>don Luigi Portarulo</strong>, inviato due anni fa dal Vaticano, dove prestava il suo servizio pastorale, per rafforzare la Parrocchia italiana di New York. Don Luigi ci dice che molta della sua attività è dedicata ai giovani, con ottimi risultati, anche per la sua giovane età. Il sacerdote è nato a <strong>Bernalda</strong>, città in provincia di Matera che è gemellata con <strong>L&#8217;Aquila</strong>. È molto lietamente sorpreso quando chi scrive, per molti anni amministratore e vicesindaco dell’Aquila, gli dice di aver contribuito a far nascere nel 1981 il gemellaggio tra le due città ed essere stato più volte a Bernalda nella festa del patrono San Bernardino, che è anche compatrono dell’Aquila. Poi don Federico gli parla dell’attività della Parrocchia Universitaria, invitandolo a visitare <strong>L’Aquila</strong>, magari in agosto nei giorni della Perdonanza celestiniana, il giubileo istituito da Celestino V nel 1294 quando fu incoronato papa a L’Aquila. Alle 12 tutti ci rechiamo in Cattedrale per la Messa. La celebrazione è presieduta da don Luigi, concelebranti don Federico e <strong>P. Enzo Del Brocco</strong>, passionista di origini ciociare, attualmente Rettore di un Istituto teologico a Chicago, dove si formò <strong>papa Leone XIV</strong>. Nell’omelia, P. Enzo ha richiamato il piacere dell’incontro con don Federico, pronipote di <strong>P. Umberto Palmerini</strong>, per molti anni Segretario Generale della Congregazione dei Passionisti a Roma, che è stato uno dei suoi maestri. Quante casualità talvolta s’incrociano, dico a P. Enzo salutandolo dopo la celebrazione. Come pure singolare è l’incontro del tutto casuale, in chiesa, con <strong>Marzia Bortolin</strong>, già funzionaria dell’<strong>ENIT</strong> a New York e amica cara, con la quale finita la Messa scambio parole di sorpresa e di cordialità.</p>
<p>È l’una passata, chiamo<strong> Maria Fosco</strong> per avvisarla che arriveremo con mezz’ora di ritardo al club Orsogna MAS, dove siamo attesi per le 2 pomeridiane. Dirigente del <strong>Queens College</strong> e vicepresidente de <strong>IAM</strong> (Italian American Museum), Maria è soprattutto un’esponente di punta della comunità italiana di New York. Nata negli States e figlia di emigrati abruzzesi, conserva ed alimenta le radici culturali della famiglia originaria di Orsogna, bel borgo in provincia di Chieti. Non esiste a <strong>New York</strong> un’associazione degli Abruzzesi, troppo dispersiva è la metropoli. Esistono invece due associazioni di Orsognesi entrambe situate nel quartiere di <strong>Astoria,</strong> nel distretto di Queens. A cavallo del 1943 ed i primi anni del dopoguerra molti emigrati lasciarono <strong>Orsogna</strong>, distrutta dai bombardamenti durante la terribile battaglia di Ortona tra Alleati e Tedeschi, sulla <strong>linea Gustav</strong> che spaccava in due l’Abruzzo arrivando fino al Tirreno, sotto Gaeta. Avendo le case distrutte, una marea di Orsognesi venne a New York, dove nel quartiere di Astoria già esisteva l’associazione di mutuo soccorso <strong>Orsogna Mutual Aid Society</strong>. Attualmente in Astoria si stimano oltre diecimila Orsognesi di varie generazioni, quando Orsogna in Abruzzo ne conta 4.161.</p>
<p>Ho scelto di programmare con <strong>Maria Fosco</strong> e con il presidente del club Orsogna MAS, <strong>Tony Ferrari</strong>, un incontro con la delegazione di studenti universitari dall’Aquila per consentire loro di conoscere l’emigrazione abruzzese dal vivo di una comunità. Il club ha approntato una conviviale per accoglierci. Arriviamo quasi alle 3 al club, ci stanno aspettando il presidente Ferrari e una cinquantina di soci. Ci vengono subito incontro <strong>Maria Fosco</strong> e il compagno <strong>Sante Auriti,</strong> che è stato uno dei migliori ebanisti della fabbrica di pianoforti <strong>Steinway &amp; Sons</strong>, con sede nel quartiere di Astoria. <strong>Tony Carlucci</strong>, past president del club, ha preparato il pranzo insieme a tre collaboratori. La struttura è di proprietà del club, molto ampia con diversi locali, tra cui un bar e una vasta sala da 200 posti a sedere. C’è un grande cortile, con un campo da bocce e un pergolato dal quale pendono grappoli d’uva bianca matura. È una giornata calda, hanno preparato i tavoli sotto all’ombra della veranda. Il <strong>presidente Ferrari</strong> ci dà il suo saluto di accoglienza, <strong>don Federico</strong> recita una preghiera di benedizione, <strong>Maria</strong> scatta foto di continuo, il pranzo viene servito. Un’agape davvero fraterna, nel corso della quale si raccontano storie di vita. Prima del brindisi porto il mio saluto ai nostri corregionali, molte volte sono stato in visita da loro. Parole di ringraziamento, non solo per l’ospitalità affettuosa, quanto soprattutto per l’onore che hanno reso e rendono all’Abruzzo e all’Italia nei vari campi di attività dove si sono conquistati rispetto e stima. Finito il pranzo c’è la finale di bocce tra due coppie di gioco, miste uomo-donna. Gara molto tirata ed appassionante, che si conclude con l’ovazione alla coppia vincitrice. Alcuni giovani universitari giocano poi con i soci del club, con gli anziani, molto curiosi di conoscere dettagli dei loro studi e delle loro provenienze ma anche di raccontarsi. Il gruppo pensava di poter stare nel club un paio d’ore, invece sono le 8 di sera quando salutiamo i nostri ospiti con un abbraccio. Nel lungo pomeriggio numerosi i canti abruzzesi elevati al cielo dai giovani, con un sorprendente <strong>Tony Ferrari</strong> tenore che si cimenta in <em>“Nessun dorma”</em> dalla Turandot di Puccini, insieme a Corrado e persino a chi scrive. È stata per tutti un’esperienza davvero emozionante, documentata dalle foto e dai video che <strong>Maria</strong> con grande perizia ha realizzato. Mentre prendo la metro per tornare a casa, il gruppo di giovani vuole invece godersi tutti gli scampoli della serata sul <strong>ponte di Brooklyn</strong>. In notturna c’è una magnifica vista del profilo di <strong>Manhattan</strong> con i suoi grattacieli svettanti, che fa da <em>pendant</em> con il panorama dall’alto ammirato ieri dalla balconata dell’Empire State Building.</p>
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<div id="attachment_110039" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110039" class="wp-image-110039 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1920x1440.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/9-New-York-Columbus-Circle.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-110039" class="wp-caption-text">New York &#8211; Columbus Circle</p></div>
<p><strong>Lunedì 15 settembre.</strong> Questa sera riparto dal JFK Airport per rientrare in Italia e a L&#8217;Aquila. Non poteva però mancare il mio omaggio a <strong>Cristoforo Colombo</strong>, come quasi tutti gli anni faccio venendo al monumento dedicato al grande navigatore genovese, all&#8217;angolo sud-ovest del Central Park, per la cerimonia di Proclamation del <strong>Columbus Day</strong>. Quest&#8217;anno sono venuto a <strong>New York</strong> un mese prima del 12 ottobre, giorno della scoperta dell&#8217;America, ma non voglio mancare l&#8217;omaggio in forma strettamente personale e non istituzionale come succede invece in ottobre. <strong>Columbus Circle</strong> oggi si presenta splendente, in una bella giornata di sole con un cielo terso senza l&#8217;ombra d’una nuvola, come d&#8217;altronde è stato in tutti e 6 i giorni passati qui nella Grande Mela. Oggi <strong>don Federico</strong> con il gruppo degli 11 universitari parte per <strong>Houston</strong>, per completare in <strong>Texas</strong> la loro missione negli States. Auguro loro un&#8217;altra bella esperienza, come lo sarà certamente, diversa da quella vissuta intensamente e con grandi emozioni qui a New York, che è un universo singolare e del tutto speciale, in termini culturali, politici e sociali. <strong>New York</strong> è New York, l&#8217;America è un&#8217;altra cosa. Ringrazio tutte le straordinarie persone che abbiamo incontrato, a partire dal prof. <strong>Domenico Accili</strong>, l&#8217;amico e concittadino Mimmo, la carissima <strong>Valentina Fratti</strong>, <strong>Maria Fosco</strong> e <strong>Tony Ferrari</strong> e gli amici abruzzesi dell’Orsogna MAS, <strong>don Luigi</strong>, <strong>Padre Enzo</strong> passionista, <strong>don Claudio</strong> che ha una parrocchia a Brooklyn, <strong>Josephine Maietta</strong> con il suo programma “Sabato italiano” a <strong>Radio Hofstra</strong>, infine il caro e fraterno amico <strong>Piero Picozzi</strong> con cui ho passato sei giorni d’amicizia fraterna, nel ricordo, attraverso aneddoti e storie vissute insieme, del nostro indimenticabile amico <strong>Mario Fratti</strong>. Ringrazio Piero anche per la sua cucina prelibata e per i suoi eccellenti vini italiani, egli sommelier e rappresentante dell’eccellenza vinicola italiana a New York. C’è infine da riferire sulla missione in <strong>Texas</strong>, <em>de relato</em>, attraverso la cronistoria di viaggio dal 15 al 24 settembre, che <strong>don Federico</strong> ha preparato dopo il rientro del gruppo a L’Aquila.</p>
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<p>Atterrati nel tardo pomeriggio a <strong>Houston</strong> – come annota <strong>don Federico Palmerini</strong> nel diario di viaggio – si sono diretti verso <strong>College Station</strong> dove si trova una tra le più grandi università americane: la <strong>Texas A&amp;M</strong>, attualmente con circa 80.000 studenti e un Campus che si estende per circa 22 km<sup>2</sup>. Accanto al campus sorge la <strong>Parrocchia di St. Mary</strong> (che fa parte della diocesi di <strong>Austin</strong>), con il relativo Student Center cattolico, all’interno della quale operano con il loro apostolato le <strong>Apostole della Vita Interiore</strong>, consacrate che collaborano anche con la Parrocchia Universitaria dell’Aquila. <strong>Don Federico</strong> è ospite nella canonica della Parrocchia, dove vivono il parroco <strong>father Will Straten</strong>, ed il viceparroco <strong>father Fernando Ricaud</strong>, presbiteri diocesani. Gli 11 ragazzi del gruppo sono ospiti di tre famiglie della parrocchia.</p>
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<div id="attachment_110047" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110047" class="wp-image-110047 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/14-La-nuova-grande-chiesa-di-St.Mary-a-College-Station.jpg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-110047" class="wp-caption-text">La nuova chiesa di St.Mary, a College Station</p></div>
<p><strong>Martedì 16 settembre </strong>– Visita al Campus universitario, guidati da studenti locali, e al Centro cattolico per gli studenti, il <strong>St. Mary’s</strong>, che quotidianamente accoglie centinaia di giovani universitari con sale studio, spazi di socialità e ricreativi, occasioni di crescita umana e spirituale, luoghi e momenti di preghiera. Alle 17:30 la Messa feriale a <strong>St. Mary’s</strong>, nella nuova chiesa costruita due anni fa, che attualmente dispone di circa 1600 posti a sedere (mediamente ogni giorno partecipano alla Messa feriale circa 300-400 ragazzi). Nella chiesa antica di St. Mary’s, vicino alla nuova, si tiene ogni giorno l’adorazione eucaristica da mattina a sera, con giovani che si alternano nella preghiera, con un turno settimanale di un’ora di adorazione. Alle 19:00 il gruppo aquilano partecipa ad uno degli incontri del percorso <strong>OCIA</strong>, cioè il percorso di catecumenato per giovani non battezzati o non cattolici che chiedono di ricevere i sacramenti dell’iniziazione cristiana (se non cristiani) o di completarla (se di altre confessioni cristiane, soprattutto di matrice protestante). In questi ultimi anni, ogni anno almeno un centinaio di giovani chiede di entrare a far parte della <strong>Chiesa cattolica</strong>.</p>
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<p><strong>Mercoledì 17 settembre </strong>– Giornata ad <strong>Austin</strong>, capitale del Texas, in visita all’<strong>University of Texas</strong>, guidati da studenti locali, e poi visita dell’<strong>University Catholic Center</strong>, con Messa e pranzo con gli studenti del Centro. Nel pomeriggio, visita in città, al <strong>Capitol Building</strong> e, successivamente, alla stupenda realtà del <strong>Community First Village</strong>, villaggio in cui, ai senza tetto che lo desiderano, dopo un cammino di accompagnamento, è data la possibilità di trovare una casa, un lavoro e vivere in comunità.</p>
<p><strong>Giovedì 18 settembre</strong> &#8211; I nostri giovani universitari dell’Aquila vivono un <em>“Day-in- the- life paired up with American students”</em>, cioè sono abbinati ciascuno con uno studente della <strong>Texas A&amp;M</strong>, in base al proprio corso di studi, frequentando le lezioni e visitando laboratori e dipartimenti affini al proprio percorso accademico. Nella serata i nostri giovani, ognuno nelle proprie famiglie ospitanti, ha preparato una cena italiana.</p>
<p><strong>Venerdì 19 settembre </strong>– Giornata a <strong>Houston</strong>: il gruppo dell’Aquila visita il <strong>centro spaziale NASA</strong>.</p>
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<p><strong>Sabato 20 settembre </strong>– Alle 11:00 la Messa celebrata da <strong>don Federico</strong> nella Parrocchia italiana di St. Anthony’s a <strong>Bryan</strong>, città accanto a <strong>College Station</strong>. La gran parte dei parrocchiani sono di origine siciliana, ma non parlano più l’italiano. Dopo la Messa il pranzo preparato dalla Parrocchia e dal diacono permanente <strong>Bill</strong>, architetto di origini palermitane, a base di <em>sfincione</em> palermitano, corleonese e cannoli siciliani. Nel pomeriggio, benedizione di don Federico al <strong>Festival Italiano</strong> che annualmente si tiene a <strong>Bryan</strong> (https://www.destinationbryan.com/festa-italiana/). In serata, presso la casa delle <strong>Apostole,</strong> evento di <em>“Italian Cooking”</em> con studenti da <strong>St. Mary’s</strong> che, guidati dai nostri giovani, hanno preparato e consumato insieme cibi italiani, e poi trascorso la serata cantando musica italiana e americana.</p>
<div id="attachment_110045" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-110045" class="wp-image-110045 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1024x768.jpg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1536x1152.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2-585x439.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/16-Bryan-Messa-con-italo-americani-Parrocchia-S.Antonio-Padova-2.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-110045" class="wp-caption-text">Bryan, Messa con italo americani Parrocchia S.Antonio Padova</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Domenica 21 settembre </strong>– Alle 8:45 Messa a St. Mary’s. Alla prima Messa domenicale sono presenti circa 2000 persone, come ogni domenica. Poi la partenza per <strong>San Antonio</strong>, dove il gruppo aquilano è rimasto fino al 23 mattina, anche lì ospiti di famiglie della <strong>Parrocchia della Santissima Trinità</strong>, di cui è originaria una delle Apostole. Quindi la visita al downtown di San Antonio, con i resti della <strong>fortezza di Alamo</strong> ed il <strong>Riverwalk</strong>.</p>
<p><strong>Martedì 23 settembre </strong>– Partenza da San Antonio per <strong>Caldwell</strong>, dove il gruppo degli universitari aquilani trascorre la giornata presso il ranch di una famiglia messicana, <strong>Jorge</strong> e <strong>Beatriz Zermeno</strong>. Un ranch di circa 1600 ettari, dove annualmente vengono allevati a pascolo circa 1000 vitelli da carne. Il gruppo è ospitato, con pranzo messicano, in un salone nuovo di zecca, realizzato per eventi e cerimonie. Là nel salone è stata celebrata la Messa con la famiglia ospitante. Al rientro, momento di condivisione dei giovani italiani sull’esperienza vissuta. Dalle riflessioni condivise dai giovani universitari del gruppo dell’Aquila ecco un significativo sintetico florilegio.</p>
<p><em>“In questi giorni abbiamo </em><em>alternato le migliori risate alle riflessioni più serie ed impegnative”.</em></p>
<p><em>“Mi sono sentito a casa a migliaia di chilometri di distanza dalla mia famiglia, in particolare grazie agli italoamericani di origine abruzzese”.</em></p>
<p><em>“Chi ci ha ospitato vedeva in noi non solo persone da accogliere, perché era mosso da un amore trascendente, non ordinario”.</em></p>
<p><em>“Sono stato provocato positivamente nella mia fede, soprattutto dal senso di comunità respirato al St. Mary’s Centre e dalla gratuità dell’amore ricevuto”.</em></p>
<p><em>“Ho visto la realtà superare le mie aspettative, perché ho potuto confrontarmi con modi diversi di vivere la fede, la famiglia, l’università”.</em></p>
<p><em>“Le porte e i cuori che in molti ci hanno aperto sono frutto di una fede vissuta ‘carnalmente’ “.</em></p>
<p><em>“Partendo, sono andato oltre le mie paure, e oggi mi accorgo che ne è valsa davvero la pena, perché questa esperienza lascerà ricordi indelebili in me”.</em></p>
<p><em>“Il nostro viaggio, anche in mezzo a qualche disavventura, ha avuto una svolta dalla capacità di aiutarsi reciprocamente, ciascuno con ciò che poteva e sapeva fare”.</em></p>
<p><em>“Le premesse di questo viaggio erano tutte negative, ma ho ricevuto man mano tutto ciò di cui avevo davvero bisogno”.</em></p>
<p><em>“Mi sono sorpreso di come, nonostante le difficoltà dovute alla lingua, sono riuscito a comunicare in modo bello con le persone con cui sono stato in contatto in questi giorni”.</em></p>
<p><em>“Rispetto ad una precedente esperienza fatta negli USA, ho potuto cogliere il cammino di crescita che il Signore mi ha fatto fare in questi anni, e anche quanto di bello il Signore ci ha donato attraverso questo popolo che ci ha accolto”.</em></p>
<p><em>“Sono stato provocato fortemente dalla intensa vita di preghiera dei giovani di St. Mary, che scandiscono la loro quotidianità attraverso una profonda cura della relazione con il Signore”.  </em></p>
<p><strong>Mercoledì 24 settembre </strong>– Alle 8:30 <strong>don Federico</strong> celebra Messa nella cappella della <strong>Casa delle Apostole</strong>, con loro, i nostri giovani e le famiglie ospitanti. Ringraziamenti e saluti, non senza forti emozioni e commozione per l’esperienza vissuta in <strong>Texas</strong> davvero in fraternità. Alle 15:30 la partenza del volo Delta da Houston ad Amsterdam e quindi per Roma Fiumicino. Tutto bene il viaggio, le giornate e il rientro a L’Aquila. <strong>Deo gratias</strong>!</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Evento brillante ed insigniti di rango a Gorizia al Premio Città del Galateo 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Goffredo Palmerini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Sep 2025 09:58:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/10-Il-Comitato-donore-del-Premio-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/10-Il-Comitato-donore-del-Premio-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/10-Il-Comitato-donore-del-Premio-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/10-Il-Comitato-donore-del-Premio-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Successo per la XII edizione del Premio nella Capitale europea della Cultura 2025 GORIZIA – Un vero successo il XII Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo”, dedicato al grande umanista salentino Antonio&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Successo per la XII edizione del Premio nella Capitale europea della Cultura 2025</em></p>
<p>GORIZIA – Un vero successo il <strong>XII Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo”</strong>, dedicato al grande umanista salentino <strong>Antonio de Ferrariis</strong>, tenutosi il <strong>19 settembre</strong> a <strong>Gorizia -Capitale Europea della Cultura 2025</strong>, città simbolo di incontro e dialogo interculturale. Il titolo di Capitale europea sarebbe spettato alla città di <strong>Nova Gorica</strong>, ma le autorità della città slovena hanno scelto di condividerlo con <strong>Gorizia </strong>e farlo diventare transfrontaliero. Hanno così risarcito definitivamente un passato doloroso, connotato dalla cortina di ferro realizzata nel 1947 con la cessione alla <strong>Jugoslavia</strong>, in seguito al <strong>trattato di Parigi</strong>, di parte della Venezia Giulia, e che divise la città tra due mondi contrapposti, l’Occidente da un lato e il blocco dei Paesi a regime comunista dall’altro. Una situazione cessata nel 2004 con l’ingresso della <strong>Slovenia</strong> nell’Unione Europea, in virtù del quale, con il <strong>trattato di Schengen</strong>, nel 2007 le città di <strong>Gorizia</strong> e <strong>Nova Gorica</strong> poterono finalmente abbattere la barriera divisoria che le separava da 60 anni. Per la loro posizione le due città sull’Isonzo sono ora un esempio di dialogo e punto di congiunzione tra culture romanze, slave e germaniche.</p>
<p>La XII edizione del Premio ha scelto non casualmente <strong>Gorizia</strong> come palcoscenico ideale per ospitare la manifestazione, in un territorio ricco di storia e di apertura culturale, proprio nello spirito del <strong>Galateo</strong>, l’umanista salentino <strong>Antonio De Ferrariis</strong> (Galatone, 1444 – Lecce, 1517), uomo dall’ingegno multiforme e dalla grande apertura al dialogo tra culture diverse. Il Premio che gli è intitolato è negli anni diventato sempre più prestigioso, caratterizzandosi come una vetrina internazionale nel solco della cultura e del dialogo, della pace e del merito. In linea con il contesto goriziano e con l’identità europea, l’edizione 2025 ha assunto un forte valore simbolico: promuovere l’eccellenza culturale come strumento di riconciliazione, di unità e dialogo tra i popoli. Lo hanno sottolineato nei loro saluti i Sindaci di Gorizia, <strong>Rodolfo Ziberna</strong>, e di Nova Gorica, <strong>Samo Turel</strong>, emblematicamente l’uno accanto all’altro sul palcoscenico dell’Auditorium della Cultura Friulana, pronunciando due intensi discorsi, cui sono seguiti gli interventi delle Autorità presenti, poi di <strong>Regina Resta</strong>, Presidente dell’associazione <strong>Verbumlandiart </strong>organizzatrice del Premio, quindi della Madrina dell’evento, <strong>Marisa Manzini</strong>, Sostituto Procuratore generale di Catanzaro, dal che la manifestazione, aperta dagli inni nazionali italiano, sloveno ed europeo, eseguiti dal Coro dell’Accademia lirica Santa Croce di Trieste, diretto dal <strong>M°Alessandro Svab</strong>, ha davvero preso il via.</p>
<p>Aprendo la cerimonia di premiazione la Presidente del Comitato d’onore, <strong>Maria Pia Turiello</strong>, ha illustrato la natura del Premio, sottolineando tra l’altro: “<em>[…] Questo Premio nasce per custodire e trasmettere i valori universali del </em><strong><em>Galateo</em></strong><em>, l’opera immortale di </em><strong><em>Antonio De Ferrariis</em></strong><em>, umanista salentino che ha saputo tradurre nel linguaggio del suo tempo l’essenza della convivenza civile, del rispetto reciproco, della cultura come ponte tra le differenze. Il Galateo non è soltanto un trattato di buone maniere, ma un manifesto di civiltà, di armonia sociale e di bellezza etica, oggi più che mai attuali in un mondo che cerca nuovi equilibri. Celebrarlo a Gorizia significa esaltare la vocazione di una città di confine, crocevia di popoli, culture e lingue, capace di trasformare la sua storia in esempio di dialogo e di unità europea. È qui che il Premio trova un terreno fertile per ricordare come l’incontro tra identità diverse non sia minaccia, ma risorsa preziosa. Il riconoscimento che oggi conferiamo non è solo un tributo alla memoria del Galateo, ma un impegno collettivo a coltivare gentilezza, sapere, bellezza e responsabilità come strumenti di crescita personale e sociale. Valori che ci guidano nel consegnare questo Premio a personalità che, con il loro impegno e il loro esempio, incarnano e diffondono gli stessi principi che animarono Antonio De Ferrariis. Con gratitudine e fiducia, auguro a tutti che questa celebrazione possa essere occasione di riflessione e di rinnovata consapevolezza: il Galateo non appartiene al passato, ma al futuro delle nostre comunità.”</em></p>
<p><strong>Mirella Cristina</strong>, già parlamentare nella XVIII legislatura, conduce con grazia ed efficienza la cerimonia di premiazione, iniziando la chiamata degli insigniti per la consegna dei <strong>Premi d’Eccellenza alla Carriera</strong>, un riconoscimento a personalità che, con il loro percorso, hanno lasciato un segno profondo nella società e nella cultura. I Premi, realizzati singolarmente dall’artista <strong>Tommaso Filieri </strong>di Galatone, sono opere uniche, segni d’arte che diventano memoria viva. Di seguito gli insigniti con le rispettive motivazioni, per sintesi, del riconoscimento conferito, alla cui consegna si alternano i membri del Comitato d’onore <strong>Regina Resta, Goffredo Palmerini, Graziano Perria, Hafez Haidar, Eugenio Bisceglia, Maria Pia Turiello, Francesco Lenoci, Roberto Sciarrone, Francesco Nigri, Hebe Munoz, Enrico Casartelli </strong>e<strong> Mirjana Dobrilla.</strong></p>
<p><strong>ESTER FEDULLO – Prefetto di Gorizia</strong><br />
“Per una carriera segnata da responsabilità alte e delicate, vissute sempre con spirito di dialogo e attenzione alla coesione sociale.”<br />
<strong>LUIGI DI RUSCIO – Questore di Gorizia</strong><br />
“Per l’alto senso dello Stato, le indagini di rilievo e l’umanità nel servizio alla collettività.”<br />
<strong>MARISA MANZINI – Sostituto Procuratore Generale Catanzaro</strong><br />
“Per la competenza giuridica e il coraggio civile nella lotta contro la criminalità organizzata.”<br />
<strong>RODOLFO ZIBERNA – Sindaco di Gorizia</strong><br />
“Per l’impegno a favore della città e per averla guidata fino al titolo di Capitale Europea della Cultura.”<br />
<strong>SAMO TUREL – Sindaco di Nova Gorica</strong><br />
“Per la visione europea che ha reso Nova Gorica protagonista della Capitale della Cultura 2025.”<br />
<strong>ALESSANDRO SVAB – Musica</strong><br />
“Per l’eccellenza artistica e l’impegno nella diffusione del belcanto come veicolo di pace e inclusione.”<br />
<strong>LIBRERIA EDITRICE GORIZIANA – Editoria</strong><br />
“Per l’opera editoriale e culturale che ha dato vita al Festival internazionale <em>èStoria</em>, punto di riferimento europeo.”</p>
<p><strong>AMBASCIATORE GAETANO CORTESE – Diplomazia</strong><br />
Per la carriera diplomatica di altissimo livello e per l’opera di valorizzazione del patrimonio artistico delle sedi diplomatiche italiane nel mondo quale autore di preziosi volumi.”<br />
<strong>GIANVITTORIO GALEOTA – Avvocatura</strong><br />
“Per la dedizione alla difesa dei diritti e lo spirito di servizio verso la collettività.”<br />
<strong>SALVATORE LA MOGLIE – Saggistica</strong><br />
“Per opere di analisi rigorosa e divulgazione di qualità.”<br />
<strong>GIUSEPPE VULTAGGIO – Arte e Poesia</strong><br />
“Per l’armonia tra parola e immagine, in un dialogo creativo che arricchisce la cultura contemporanea.”<br />
<strong>ROBERTO CARCANGIU – Alta Cucina Italiana</strong><br />
“Per aver trasformato l’arte culinaria in cultura condivisa, coniugando gusto, salute e sostenibilità.”<br />
<strong>ENRICO BERTOLINO – Teatro</strong><br />
“Per una carriera che ha unito ironia intelligente e impegno sociale, facendo della comicità un veicolo di solidarietà.”</p>
<p>L’<strong>On. Mirella Cristina </strong>passa quindi ai <strong>Premi distintivi d’Eccellenza</strong>, conferiti a Personalità italiane e straniere che hanno saputo distinguersi nei campi della cultura, della ricerca, dell’arte e dell’impegno civile, chiamando sul palco gli insigniti delle varie sezioni del Premio, mentre <strong>Maria Pia Turiello</strong> ne illustra le relative motivazioni.</p>
<p><strong>PACE E DIRITTI UMANI</strong><br />
<strong>FILIPPO GIORGI</strong> – Accademico dei Lincei, docente e scienziato, insignito con ICTP del Premio Nobel per la Pace 2007, per il rilevante contributo scientifico e di ricerca nella climatologia e per l’impegno globale nella tutela dell’ambiente.<br />
<strong>RENATO ONGANIA</strong> – Per la testimonianza attiva di valori di pace, attraverso l’esplorazione, la scrittura e la promozione culturale internazionale.</p>
<p><strong>LETTERATURA ITALIANA – SAGGISTICA E POESIA</strong><br />
<strong>DAVIDE FOSCHI</strong> – Per aver saputo incarnare, con straordinaria coerenza e sensibilità, la figura dell’artista totale: pittore, poeta, intellettuale e visionario. Per la profondità della sua ricerca, la forza visionaria del suo linguaggio, il contributo alla rinascita di valori universali e il costante dialogo tra arte, uomo e trascendenza. Fondatore e promotore di progetti culturali, autore del <em><strong>Manifesto del Metateismo</strong></em><em>e del</em><em><strong>Manifesto per un Nuovo Rinascimento</strong></em>.</p>
<p><strong>LETTERATURA STRANIERA – POESIA</strong><br />
<strong>ALFREDO PÉREZ ALENCART</strong> (Perù) – Per la vasta e significativa produzione poetica e l’intensa e qualificata attività internazionale in sostegno del valore della Parola attraverso la poesia nonché per il suo impegno instancabile di promozione della letteratura iberoamericana nel mondo, organizzando e coordinando con autorevolezza prestigiosi reading internazionali, tra cui il Festival Internazionale dei Poeti Iberoamericani di Salamanca, creando così veri e propri ponti tra popoli e lingue attraverso la Poesia.<br />
<strong>ARSLAN BAYIR</strong> (Turchia) – Per una produzione letteraria che coniuga lirismo e riflessione sociale, testimoniando con la poesia un impegno culturale aperto al dialogo internazionale.</p>
<p><strong>ISTRUZIONE</strong><br />
<strong>GEORG MEYR</strong> – Per la dedizione alla formazione universitaria e alla ricerca in Scienze Politiche e Sociali, guidando generazioni di studenti con rigore accademico e apertura internazionale.</p>
<p><strong>RICERCA E SICUREZZA NUCLEARE</strong><br />
<strong>MARINO MAZZINI</strong> – Per l’ideazione e la guida del progetto RAM-Glioma, nato in memoria del piccolo <strong>Antonio Maria Romanello</strong>, scomparso a soli 9 anni per un tumore cerebrale. Il progetto, fondato sulla BNCT – una terapia innovativa che mira a distruggere selettivamente le cellule tumorali attraverso l’uso di boro e neutroni. Senza fondi pubblici, ma con la forza della visione e della solidarietà, <strong>il Prof. Marino Mazzini</strong> ha unito ingegneri, medici e scienziati in una rete volontaria di eccellenze. In lui si premia il valore della scienza che si fa gesto d’amore, e l’impegno corale di chi, nel nome di un bambino e dell’umanità intera, ha scelto di non arrendersi.</p>
<p><strong>BNCT, una speranza mirata contro i tumori cerebrali</strong><br />
Scrivo queste importanti notizie ricavandole dalla conversazione che ho avuto con l’<strong>ing. Vincenzo Romanello</strong>, papà del bambino <strong>Antonio Maria</strong>, scomparso il 7 aprile 2021. I tumori cerebrali aggressivi, come il glioblastoma, restano tra le patologie più difficili da trattare: le cellule malate si insinuano nel tessuto sano rendendo la chirurgia spesso incompleta, mentre la barriera emato-encefalica (che separa cervello e sangue) limita l’efficacia di molti farmaci. Non sorprende, quindi, che i progressi terapeutici siano stati storicamente lenti. La <strong>Terapia per Cattura Neutronica del Boro</strong> (BNCT, <em>Boron Neutron Capture Therapy</em>) offre un cambio di paradigma: un composto con boro si accumula preferenzialmente nelle cellule tumorali; un fascio di neutroni innesca poi una reazione sul <strong>boro-10</strong> presente nella cellula, liberando a brevissimo raggio particelle (tipicamente particelle alfa) ad alta energia che distruggono la cellula malata, risparmiando il più possibile il tessuto cerebrale circostante. È un approccio “a livello di singola cellula” che mira a superare i limiti delle terapie convenzionali.</p>
<p>L’idea risale al 1936, quando Gordon Locher ipotizzò di sfruttare l’elevata affinità del boro per i neutroni a scopo terapeutico. I primi studi clinici tra anni ’50 e ’60, soprattutto negli USA, ebbero esito modesto: i composti di boro disponibili (es. borace) erano poco selettivi e i fasci di neutroni termici penetravano poco nei tessuti, con effetti collaterali significativi. La ricerca proseguì soprattutto in<strong> Giappone</strong>, dove furono sviluppati <strong>farmaci al boro più selettivi</strong> (come la borofenilalanina, BPA) e <strong>fasci neutronici epitermici</strong> più adeguati, grazie al progresso della tecnologia nucleare. L’efficacia della BNCT dipende dal rapporto di concentrazione del boro-10 tra tumore e tessuto sano: valori attorno a <strong>1:3</strong> sono utili ma non sempre risolutivi. Circa vent’anni fa, studi preclinici italiani mostrarono che <strong>una pre-infusione di dopamina nei ratti</strong> poteva spingere questo rapporto fino a <strong>1:10 e oltre</strong>, ampliando la finestra terapeutica. Nonostante il potenziale, il filone fu interrotto per mancanza di finanziamenti.</p>
<p>Tra i protagonisti di quella stagione figura il<strong> prof. Marino Mazzini</strong> (Università di Pisa), che anni dopo raccontò all’<strong>ing. </strong><strong>Vincenzo Romanello</strong> – all’epoca direttore scientifico del centro di ricerca nucleare di <strong>Řež</strong> (Repubblica Ceca) – storia e prospettive rimaste incompiute. Nonostante la disponibilità di una sorgente neutronica adeguata, i tentativi di riavviare il progetto non andarono in porto. La svolta arrivò nel modo più doloroso: la <strong>scomparsa del bambino Antonio Maria Romanello</strong>, morto a 9 anni per un tumore cerebrale in soli nove mesi dalla diagnosi. In sua memoria, l’ing. Romanello contattò nuovamente il <strong>prof. Mazzini</strong> per riprendere la sperimentazione su modelli animali.</p>
<p>Da quell’incontro è nato <strong>RAM-Glioma</strong> – un progetto spontaneo e non finanziato, il cui nome unisce l’immagine dell’ “ariete” (<em>ram</em> in inglese) alle iniziali di <strong>Antonio</strong> – che riunisce fisici, ingegneri, medici e docenti universitari con l’obiettivo di riaprire la strada alla <strong>sperimentazione clinica</strong>. Nel solco della valorizzazione dell’impegno etico e culturale, promossa dal <strong>Premio Città del Galateo</strong> a Gorizia, <strong>RAM-Glioma</strong> testimonia come il dolore possa farsi <strong>ricerca concreta</strong>. La BNCT non è una promessa facile: è una <strong>linea di avanzamento</strong> che merita di essere riaccesa, con rigore e responsabilità, per offrire <strong>nuove possibilità</strong> a pazienti che oggi ne hanno poche.</p>
<p><strong>IMPRENDITORIA ITALIANA</strong><br />
<strong>VENICA &amp; VENICA</strong> (<strong>Ornella Venica</strong>) – Alla famiglia <strong>Venica &amp; Venica</strong> per l’impegno autentico e costante nella tutela dell’ambiente, della biodiversità e della comunità, incarnando con passione e dedizione il valore etico della sostenibilità. La loro filosofia produttiva, radicata nella tradizione e al contempo proiettata all’innovazione, unisce rigore scientifico e sensibilità umana, trasformando il lavoro in vigna in un percorso di rispetto, ascolto e custodia del territorio.</p>
<p><strong>IMPRENDITORIA STRANIERA</strong><br />
<strong>VLADIMIR HRISTOVSKI</strong> (Macedonia) – Per la promozione editoriale e culturale, sostenendo la diffusione di opere e autori a livello internazionale.<br />
<strong>HASSANE YARTI &amp; HOUSSEINE YARTI</strong> (Marocco) – Per il lavoro di editori, promotori e traduttori che costruiscono ponti linguistici e culturali tra Africa, Europa e mondo arabo.</p>
<p><strong>GIORNALISMO STRANIERO</strong><br />
<strong>ARTUR NURA</strong> (Albania) – Per l’attività giornalistica indipendente e di respiro internazionale, capace di raccontare realtà e culture diverse con obiettività e apertura.<br />
<strong>MUJË BUÇPAPAJ</strong> (Albania) – Per l’instancabile impegno giornalistico ed editoriale a difesa della libertà di parola e della stampa libera in Albania, e per la creazione del giornale Nacional, divenuto piattaforma culturale di rilievo internazionale. Con il suo lavoro di mediatore, traduttore e promotore della letteratura, ha costruito ponti duraturi tra l’Albania, l’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti, affermandosi come voce indipendente e coerente nel dialogo culturale internazionale.</p>
<p><strong>ARTE ITALIANA</strong><br />
<strong>SAUL COSTA</strong> – Per un linguaggio pittorico originale, capace di interpretare il presente con segni e colori che uniscono sensibilità e ricerca formale.</p>
<p><strong>ARTE STRANIERA</strong><br />
<strong>LIHI TURJEMAN</strong> (Israele) – Per opere pittoriche che esplorano identità, memoria e appartenenza, creando un dialogo artistico tra culture e orizzonti diversi.</p>
<p><strong>REGIA ITALIANA</strong><br />
<strong>GIUSEPPE BISCEGLIA</strong> – Per l’attività di regista, autore e docente, trasmettendo alle nuove generazioni passione per il linguaggio cinematografico e la narrazione visiva.</p>
<p><strong>REGIA STRANIERA</strong><br />
<strong>IGOR TRAJKOVSKI FOJA</strong> (Macedonia) – Per un’opera creativa poliedrica, che unisce fotografia, musica, grafica e regia in un percorso artistico internazionale.<br />
<strong>DIBRAN FYLLI</strong> (Kosovo) – Per il ruolo di promotore culturale e interprete artistico, capace di fondere teatro, poesia e cinema in una visione aperta e universale.</p>
<p><strong>TUTELA DELL’INFANZIA</strong><br />
<strong>FRANCESCO MARIA GRAZIANO</strong> – Per l’impegno instancabile nella difesa dei diritti dei minori, unendo competenza giuridica e sensibilità umana.</p>
<p><strong>IMPEGNO CULTURALE, SOCIALE, SCUOLA, SALUTE</strong><br />
<strong>ANTONIO BELMONTE </strong>–Per l’impegno instancabile e la costante dedizione nella difesa della dignità umana e nella tutela dei più fragili. La sua testimonianza di civiltà e solidarietà, unita alla capacità di unire istituzioni, associazioni e volontariato, rappresenta un esempio concreto di come la comunità possa farsi presidio di speranza e giustizia sociale.<br />
<strong>MATTIA VERONESE</strong> – Per la guida amministrativa orientata alla crescita sociale e culturale della comunità di Noventa Vicentina.<br />
<strong>LORIS BRIZIO</strong> – Per l’attività a tutela della salute e sicurezza dei lavoratori, promuovendo formazione e prevenzione.<br />
<strong>MARIA PAOLA DE ANGELIS</strong> – Per la leadership scolastica volta a promuovere qualità educativa e inclusione.<br />
<strong>GABRIELE GAROFALO </strong>– Per i risultati eccellenti nello studio e l’impegno riconosciuto con l’onorificenza di Alfiere del Lavoro 2024.</p>
<p>Il <strong>Premio internazionale d’Eccellenza “Città del Galateo – Antonio de Ferrariis”</strong> ha così celebrato la sua XII edizione con una cerimonia di premiazione che ha riservato momenti di forte emozione attraverso gli interventi delle Personalità premiate, che non hanno mancato di attualizzare le loro riflessioni al tragico tempo che l’umanità sta vivendo, attraverso forti richiami al dialogo, alla pace, all’esigenza di un umanesimo nuovo. Personalità, tutti gli insigniti, che nella loro vita e nei campi del loro impegno hanno dato testimonianze davvero esemplari di eccellenza nelle diverse discipline dell’ingegno umano. Nel corso dell’evento l’esecuzione di alcuni intermezzi musicali: il basso <strong>Alessandro Svab</strong>, ha cantato l’aria da camera <em>“Kam”</em> testo del sommo poeta France Prešeren musica di F. Gerbič; al secondo brano <em>“O mio babbino caro…”</em> dal Gianni Schicchi di G. Puccini è stato splendidamente eseguito dal soprano sloveno <strong>Karin Luin</strong>, poi seguito dal duettino dal Don Giovanni di Mozart, <em>“Là ci daremo la mano…</em> “, con accompagnamento del pianista <strong>M° Fabio Zanin. </strong>A chiusura dell’evento, dalla Vedova allegra di Lehar<em>, “Donne, donne eterni Dei…” </em>con il M° <strong>Alessandro Svab</strong>, il pianista <strong>M° Fabio Zanin</strong>, il Coro dell’Accademia lirica Santa Croce e con il Coro Go&amp;Sing, diretto dal <strong>M° Michela De Castro</strong>. Un finale davvero entusiasmante, che ha trascinato la partecipazione del pubblico.</p>
<p>Infine qualche cenno su alcune bellezze di <strong>Gorizia </strong>che il poco tempo disponibile ci ha comunque consentito di visitare ed apprezzare. La mattinata del 19 settembre è stata riservata alla visita della città. Si comincia dal suo cuore, <strong>Piazza della Vittoria</strong>, sulla quale affaccia la seicentesca <strong>chiesa di Sant’Ignazio</strong>, con il suo interno barocco ma senza ornamenti eccessivi, ed altri palazzi che le fanno da quinta con le loro architetture, insieme alla garrula fontana del Nettuno nella parte stretta del trapezio che la piazza disegna. In piazza della Vittoria il casuale incontro con tre concittadini aquilani, <strong>Elio Masciovecchio, Pierluigi De Amicis</strong> con la moglie <strong>Alessandra Montesanti. </strong>Masciovecchio, membro del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, mi informa che con un gruppo di colleghi è in visita a Gorizia e ai ponti sul fiume Isonzo, sia in territorio italiano che sloveno. Sempre nella mattinata avevo incontrato Fabio Fatigati, figlio del <strong>Gen. Roberto Fatigati</strong>, scomparso nel 2020, aquilano e amico carissimo che fu fondatore dell’Associazione Abruzzesi in Friuli Venezia Giulia, insignito dal Consiglio Regionale dell’onorificenza di Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo. Tornando alla visita della città, molto bello ed interessante il <strong>Castello</strong>, situato sopra un colle. Di bella fattura e completamente in pietra, entro la cinta poligonale delle sue mura e con torri rotonde angolari, il Castello comprende varie costruzioni di epoche diverse. La più antica, con belle bifore, risale al XII secolo, cui si sono aggiunti man mano altri corpi ed ampliamenti fino al Settecento. Nel 1500, alla morte dell’ultimo <strong>Conte di Gorizia</strong>, il feudo e il Castello passarono di proprietà all’imperatore <strong>Massimiliano I d’Asburgo</strong>, che ne rafforzò del maniero le difese. Non sufficienti, tuttavia, a resistere alla <strong>Repubblica di Venezia</strong>, che rivendicando la successione della contea di Gorizia, lo conquistò. Sotto la Serenissima il Castello ebbe un’ulteriore opera di fortificazione per renderlo più adatto alla guerra rinascimentale, che comprendeva l’utilizzo delle armi da fuoco, ma Venezia riuscì ad occupare il territorio per soli tredici mesi, fino al giugno del 1509.</p>
<p>Restaurato negli anni ’30 del Novecento dai danni causati dai bombardamenti della prima Guerra mondiale, il <strong>Castello</strong> attualmente presenta il suo interno arredato con mobili e quadri del Cinquecento e Seicento, con suppellettili e vasellame che richiamano le varie epoche, con armi e strumenti musicali, tutto disposto su tre ordini di piano. Dal pianterreno, dove ai locali di servizio che danno sull’atrio si aggiungono gli ambienti del corpo di guardia e delle prigioni, al primo piano, quello nobile, con diversi ambienti e un grande salone che si sviluppa in ampiezza ed in altezza fino al tetto. Al secondo piano un vasto ambiente sottotetto munito di finestrature per tutto il suo perimetro consente di ammirare dall’alto l’intera città e i dintorni. Lasciando il Castello e scendendo dalla sommità del colle verso la città, s’incontra la graziosa <strong>Cappella di Santo Spirito</strong>, edificata nel 1398, mentre nel Borgo Castello, nelle cinquecentesche dimore Dornberg e Tasso ai piani inferiori è sistemato il <strong>Museo della Grande Guerra</strong>. Di grande interesse anche il <strong>Palazzo Attems-Petzenstein</strong>, costruito nella metà del Settecento, situato vicino alla piazza della Vittoria, con la facciata sormontata da sette statue opera dello scultore Giovanni Battista Mazzoleni. L’interno è esaltato dalla tela del 1745 posta sul soffitto del grande salone, raffigurante “Gli Dei dell’Olimpo”, attribuita ad Antonio Paroli e dalle collezioni della <strong>Pinacoteca</strong>, con opere di artisti goriziani dal Settecento all’attualità. <strong>Gorizia</strong> ha così offerto il suo volto suggestivo anche a noi, nell’anno che la vede insieme a <strong>Nova Gorica </strong>Capitale europea della Cultura.</p>
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