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	<title>Maria Sole Stancampiano, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Un soffio di cambiamento al Teatro Biondo di Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 07:13:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Aria nuova, ma non tanto, al Teatro Biondo di Palermo. L’assemblea dei soci ha nominato all’unanimità la nuova governance dello Stabile siciliano, cioè il nuovo consiglio di amministrazione e il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/01/un-soffio-di-cambiamento-al-teatro-biondo-di-palermo/">Un soffio di cambiamento al Teatro Biondo di Palermo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Teatro_Biondo_facciata-1024x768-1-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Aria nuova, ma non tanto, al Teatro Biondo di Palermo. L’assemblea dei soci ha nominato all’unanimità la nuova governance dello Stabile siciliano, cioè il nuovo consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori dei conti e ha confermato il presidente Giovanni Puglisi che guida l’ente da circa sei lustri. Un passaggio che vuole segnare la continuità nella guida dell’istituzione e rilanciare le prospettive di sviluppo culturale, tra attenzione ai giovani, radicamento nel territorio e apertura allo scenario nazionale e internazionale.</em></p>
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<p>Il Teatro Biondo di Palermo ha rinnovato la governance, auspicando una fase nuova, pur nel segno della continuità istituzionale e del consolidamento del proprio ruolo. L’assemblea dei soci dell’associazione Teatro Biondo Stabile di Palermo — composta dalla Regione Siciliana, dal Comune di Palermo e dalla Fondazione Andrea Biondo — ha provveduto alla nomina del nuovo consiglio di amministrazione e del collegio dei revisori dei conti, chiamati a guidare l’ente per il prossimo quinquennio.</p>
<p>Il consiglio di amministrazione è presieduto sempre dal professore Giovanni Puglisi figura di spicco nel panorama culturale italiano, attivissimo in molteplici incarichi. Per citare i più importanti, Puglisi è presidente dell’Università IULM di Milano, di cui è stato Rettore;  vicepresidente vicario dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana “Giovanni Treccani” e presidente di “Treccani Scuola”; Rettore dell’Università Kore di Enna; presidente della Società Siciliana per la Storia Patria e del consiglio scientifico della Società Dante Alighieri; presidente emerito della Fondazione Sicilia e della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO; presidente della Fondazione per l’Arte e la cultura “Lauro Chiazzese”; vicepresidente di Banca Sistema; socio ordinario di ASPEN Institute Italia.</p>
<p>Al Teatro Biondo di Palermo Giovanni Puglisi mantiene lo stesso ruolo da decenni al di là dell’avvicendarsi dei direttori artistici, dallo “storico” Pietro Carriglio che ha concluso il suo mandato nel 2013, a Roberto Alajmo, a Pamela Villoresi fino all’attuale Valerio Santoro nominato nel gennaio 2025. Del nuovo Cda fanno parte Valeria Minà, Lorenzo Giovanni Catalano, Giuseppe Scalzo e Rosa Maria Di Benedetto. Un consiglio che riunisce indubbie competenze giuridiche, amministrative e progettuali per sostenere lo sviluppo e la gestione di una delle principali istituzioni teatrali italiane.</p>
<p>Al contempo, è stato rinnovato anche il collegio dei revisori dei conti, con Antonino Giuffrè nel ruolo di presidente, affiancato dai revisori effettivi Antonella Catalano e Roberto Crivello, e dai supplenti Angela Di Stefano e Liliana Sciortino. L’organo avrà il compito di garantire la correttezza e la trasparenza della gestione economica del Teatro.</p>
<p>In una nota il Teatro Biondo sottolinea come la riconferma di Puglisi alla guida dell’ente segni una linea di continuità rispetto al percorso già avviato, orientato al rafforzamento dell’identità culturale dell’istituzione e alla sua proiezione oltre il contesto locale. Nel raccogliere la fiducia dell’assemblea dei soci, il presidente ha rivolto un augurio di buon lavoro ai nuovi componenti degli organi, estendendo il ringraziamento anche a coloro che hanno ricoperto incarichi nel precedente mandato. “Sono convinto – afferma Puglisi nella nota – che le potenzialità del Teatro Biondo potranno essere adeguatamente espresse, sotto la guida artistica del direttore Valerio Santoro, anche negli anni a venire, con lo stesso successo del primo anno di mandato, nella prospettiva di sviluppare politiche culturali e artistiche in favore dei giovani e con lo sguardo rivolto tanto al territorio quanto allo scenario nazionale e internazionale”.</p>
<p>©Riproduzione riservata</p>
</div>
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		<title>L’ultimo “livello” di una leggenda: il mondo piange Chuck Norris, il guerriero che ha sfidato l’impossibile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Mar 2026 15:50:08 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Dallo storico duello con Bruce Lee al successo globale di Walker Texas Ranger: si è spento a 86 anni l&#8217;uomo che ha trasformato le arti marziali in un mito eterno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/20/lultimo-livello-di-una-leggenda-il-mondo-piange-chuck-norris-il-guerriero-che-ha-sfidato-limpossibile/">L’ultimo “livello” di una leggenda: il mondo piange Chuck Norris, il guerriero che ha sfidato l’impossibile</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1.webp 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_1862-678x381-1-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Dallo storico duello con Bruce Lee al successo globale di Walker Texas Ranger: si è spento a 86 anni l&#8217;uomo che ha trasformato le arti marziali in un mito eterno tra cinema e realtà</em></p>
<p>Il cinema d’azione perde il suo re indiscusso, l’uomo capace di unire generazioni diverse attraverso la forza della disciplina e un carisma d’acciaio. Chuck Norris è morto all’età di 86 anni. Carlos Ray Norris (questo il suo vero nome) si è spento nella mattinata di oggi, venerdì 20 marzo, in un ospedale delle Hawaii dove era stato ricoverato il giorno precedente. La notizia è stata confermata dalla famiglia con un toccante messaggio: “Era circondato dai suoi affetti ed era in pace. Ha vissuto con fede, determinazione e un impegno incrollabile verso le persone che amava”.</p>
<p>“Non invecchio, salgo di livello”</p>
<p>Soltanto dieci giorni fa, il 10 marzo, in occasione del suo compleanno, Norris era apparso in un video sui social mentre si allenava con uno sparring partner. Con la solita autoironia, aveva ribadito la sua filosofia di vita: “Non invecchio. Salgo di livello”. Un testamento di vitalità per un uomo che già nel 2017 era sopravvissuto a un doppio infarto in soli 45 minuti, dimostrando una tempra fisica che sembrava davvero indistruttibile.</p>
<p>Dalle polverose strade dell’Oklahoma alla gloria coreana</p>
<p>Nato in Oklahoma nel 1940, Norris ha affrontato un’infanzia difficile segnata dai problemi di alcolismo del padre. La svolta arrivò con l’arruolamento nell’Aeronautica Militare degli Stati Uniti: durante il servizio in Corea del Sud nacque l’amore per il Tangsudo e il soprannome che lo avrebbe reso celebre: Chuck. Al ritorno in patria, aprì diverse scuole di arti marziali, diventando un campione pluripremiato di karate e taekwondo. Fu proprio uno dei suoi allievi celebri, Chad McQueen (figlio di Steve McQueen), a spingerlo verso la recitazione professionale alla fine degli anni Sessanta.</p>
<p>Il mito: dal Colosseo al Texas</p>
<p>La carriera cinematografica di Norris è costellata di momenti cult che hanno definito un genere:</p>
<p>• Lo scontro con Bruce Lee: Nel 1972, in L’urlo di Chen terrorizza anche l’occidente, partecipò al duello più iconico della storia delle arti marziali, ambientato nel Colosseo.</p>
<p>• L’eroe degli anni ’80: Titoli come Rombo di tuono (dedicato al fratello Wieland, caduto in Vietnam), Missing in Action e Delta Force lo hanno consacrato come l’emblema dell’eroe d’azione americano.</p>
<p>• Walker Texas Ranger: Per quasi un decennio, la serie TV lo ha trasformato in un fenomeno globale, rendendolo il simbolo della legge morale e fisica nei pomeriggi televisivi di tutto il mondo.</p>
<p>• Il ritorno: Nonostante il rallentamento degli ultimi anni, era tornato sul set per Sylvester Stallone ne I Mercenari 2 e, nel 2024, aveva interpretato sé stesso nella commedia Zombie Plane.</p>
<p>Oltre lo schermo: filosofia e immortalità digitale</p>
<p>Non solo attore, ma anche scrittore di successo e fondatore della disciplina marziale Chun Kuk Do, Norris ha vissuto una “terza vita” grazie al web. I celebri “Chuck Norris Facts”, meme ironici sulla sua presunta onnipotenza, lo hanno trasformato in una divinità laica per i millennial e la Generazione Z. Norris accoglieva questo fenomeno con grande umiltà, consapevole che il suo personaggio avesse ormai superato i confini della realtà.</p>
<p>Oggi il mondo saluta un simbolo di resilienza e forza d’animo. Se n’è andato l’unico uomo che, secondo la leggenda della rete, poteva “contare fino a infinito, due volte”. Forse, come amava dire lui, non se n’è andato davvero: è solo passato al livello successivo.</p>
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		<title>Grace, l’urlo di una generazione in “TILT”: quando il burnout diventa rinascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 20:08:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt_pezzo_video-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt_pezzo_video-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt_pezzo_video-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt_pezzo_video-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>È uscito il nuovo singolo della cantautrice torinese : un viaggio viscerale tra le ombre dell&#8217;anima e la forza della resilienza MILANO – Nel panorama del pop d’autore italiano si&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/16/grace-lurlo-di-una-generazione-in-tilt-quando-il-burnout-diventa-rinascita/">Grace, l’urlo di una generazione in “TILT”: quando il burnout diventa rinascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È uscito il nuovo singolo della cantautrice torinese : un viaggio viscerale tra le ombre dell&#8217;anima e la forza della resilienza</em></p>
<p><strong>MILANO</strong> – Nel panorama del pop d’autore italiano si affaccia un nuovo capitolo, schietto e necessario.<strong>Grace</strong>, all’anagrafe <strong>Graziella Garassino</strong>, torna sulla scena con <strong>“TILT”</strong>. Il brano, disponibile sulle piattaforme digitali, non è solo una canzone, ma una radiografia emotiva del burnout. Un <strong>burnout di natura esistenziale e performativa</strong>, tipico della generazione dei ventenni, non si tratta solo di stanchezza lavorativa in senso stretto, ma di un <strong>esaurimento emotivo multidimensionale</strong>.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-104879" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt-3-1024x915.png" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt-3-1024x915.png 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt-3-300x268.png 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt-3-768x686.png 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt-3-1536x1372.png 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt-3-2048x1830.png 2048w" alt="" width="460" height="411" /></figure>
</div>
<p>“TILT” nasce dall’esigenza di raccontare quel momento di “corto circuito” in cui il peso delle aspettative e lo stress portano a scontrarsi con un muro invisibile. Il testo si apre come un diario intimo: <em>“Mi vedrai al limite, occhi bassi e testa sempre in tilt”</em>. Attraverso un ritornello ipnotico, l’artista descrive un’altalena tra dolore e distrazione (<em>“Piango dopo rido mi distraggo come posso”</em>), dove il vagare diventa metafora di un’ossessione interiore. La svolta narrativa arriva però con una consapevolezza esterna, ispirata dai <strong>“bambini senza scelta”</strong>: coloro che affrontano sofferenze quotidiane con una resistenza incrollabile. È da questo contrasto che scatta la molla vitale di Grace: <em>“Vivi, viaggia, canta e ricomincia”</em>.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-104881" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt1-1-1024x830.png" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt1-1-1024x830.png 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt1-1-300x243.png 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt1-1-768x623.png 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt1-1-1536x1245.png 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Tilt1-1-2048x1660.png 2048w" alt="" width="460" height="373" /></figure>
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<p>Ad accompagnare il singolo, un visual cinematografico di forte impatto simbolico (disponibile su YouTube). Ambientato in un campo immenso dove ogni direzione appare incerta, il video pone al centro una vasca isolata: simbolo di un “affogamento interiore” e della pressione che noi stessi ci infliggiamo.Cantautrice torinese, Graziella Garassino vanta una preparazione accademica solida. Inizia a studiare canto a 8 anni, passando per il musical, fino alla laurea in Canto e Musica Pop presso il prestigioso <strong>CPM Music Institute</strong> di Milano. Le sue influenze sono un mix eterogeneo: l’anima soul di Amy Winehouse, l’energia di Lady Gaga e il cantautorato moderno dei Pinguini Tattici Nucleari. Sostenuta dal team di <strong>Red&amp;Blue Music Relations</strong>, Grace si propone come voce di riferimento per i ventenni di oggi, trattando temi come l’indipendenza e l’ansia per il futuro.</p>
<p><strong>La discografia della resilienza </strong>“TILT” (scritto da Garassino, Casadio e Micciullo) si aggiunge a un percorso discografico già coerente:</p>
<ul>
<li><strong>“In bilico” (2024):</strong> Manifesto dei dubbi generazionali.</li>
<li><strong>“Peggiore Mostro” (2024):</strong> Analisi del logoramento relazionale.</li>
<li><strong>“Ti divora” (2025):</strong> Il brano della svolta energetica e della resilienza.</li>
</ul>
<p>Con questo nuovo singolo, Grace conferma la sua missione: trasformare la fragilità in una forza universale in cui chiunque possa trovare rifugio.</p>
<p>Guarda il video di <strong>“TILT”</strong> su<strong> YouTube</strong> <a href="https://www.youtube.com/watch?app=desktop&amp;v=vfgL0xyB7uk">https://www.youtube.com/watch?app=desktop&amp;v=vfgL0xyB7uk</a></p>
<p>©Riproduzione riservata</p>
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		<title>Nel segno di Leonardo Sciascia: a Torino l’incontro con il regista Fabrizio Catalano</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/13/nel-segno-di-leonardo-sciascia-a-torino-lincontro-con-il-regista-fabrizio-catalano/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=nel-segno-di-leonardo-sciascia-a-torino-lincontro-con-il-regista-fabrizio-catalano</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 07:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fabrizio Catalano]]></category>
		<category><![CDATA[Leonardo Sciascia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/IMG_2824-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>“Mio nonno Leonardo Sciascia”: il racconto familiare e culturale del nipote Fabrizio Catalano nella presentazione del libro Sciascia e il cinema – Conversazioni con Fabrizio, pubblicato da Rubbettino Editore e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/13/nel-segno-di-leonardo-sciascia-a-torino-lincontro-con-il-regista-fabrizio-catalano/">Nel segno di Leonardo Sciascia: a Torino l’incontro con il regista Fabrizio Catalano</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Mio nonno Leonardo Sciascia”: il racconto familiare e culturale del nipote Fabrizio Catalano nella presentazione del libro Sciascia e il cinema – Conversazioni con Fabrizio, pubblicato da Rubbettino Editore e scritto con Vincenzo Aronica; l’incontro, in programma venerdì 13 marzo 2026 al Centro Mario Pannunzio di Torino, vedrà dialogare con l’autore il professor Liborio Termine, preside della Facoltà di Lingue dell’Università di Torino, il giornalista e scrittore Valter Vecellio e lo scrittore e attore Salvatore Vullo</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Venerdì <strong>13 marzo 2026</strong> alle ore 17.30 il Centro<strong>Mario Pannunzio di Torino </strong>ospita un incontro dedicato alla figura di <strong>Leonardo Sciascia</strong>, uno degli intellettuali più lucidi e influenti del secondo Novecento italiano.<br />
L’occasione è la presentazione del libro “<strong>Sciascia e il cinema – Conversazioni con Fabrizio”</strong>(Rubbettino), nel quale <strong>Fabrizio Catalano</strong>, regista, drammaturgo e <strong>nipote dello scrittore di Racalmuto,</strong> ricostruisce attraverso ricordi personali e testimonianze il legame profondo tra Sciascia e il mondo del cinema.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-103726" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1024x576.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1536x864.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.-.jpg 1920w" alt="" width="1024" height="576" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabrizio Catalano</figcaption></figure>
</div>
<p>L’incontro, dal titolo “<strong>Mio nonno Leonardo Sciascia</strong>”, si configura come un viaggio nella memoria familiare e culturale dello scrittore. Catalano sfoglia idealmente l’album dei ricordi, restituendo non solo l’immagine privata del nonno, ma anche il dialogo costante che Sciascia intrattenne con il linguaggio cinematografico e con alcuni protagonisti della cultura italiana.<br />
Il <strong>volume</strong>, <strong>scritto</strong> insieme a <strong>Vincenzo Aronica, </strong>ripercorre in ordine cronologico i film tratti dalle opere di Sciascia o ispirati al suo universo narrativo. Un percorso che comprende undici film per il cinema, sette produzioni televisive e quattro opere alle quali lo scrittore collaborò come co-sceneggiatore.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104634" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--835x1024.jpg" sizes="(max-width: 835px) 100vw, 835px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--835x1024.jpg 835w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--245x300.jpg 245w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia--768x942.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/Fabrizio-Catalano-Mio-nonno-Leonardo-Sciascia-.jpg 1080w" alt="" width="835" height="1024" /></figure>
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<p>Il rapporto tra letteratura e cinema emerge così come uno dei capitoli più significativi della fortuna culturale di Sciascia. Nel libro trovano spazio anche le testimonianze di importanti personalità del cinema italiano, tra cui <strong>Giuseppe Tornatore, Roberto Andò, Beppe Cino e Felice Laudadio.</strong><br />
A dialogare con l’autore saranno il professor <strong>Liborio Termine</strong>, preside della facoltà di Lingue dell’Università di Torino, il giornalista e scrittore <strong>Valter Vecellio</strong> e lo scrittore <strong>Salvatore Vullo.</strong><br />
L’iniziativa si inserisce nel solco delle attività culturali del Centro Pannunzio, istituzione torinese fondata nel 1968 e da sempre impegnata nella promozione del dibattito intellettuale e civile.<br />
L’appuntamento si propone dunque come un momento di riflessione sulla figura di Sciascia, sul suo sguardo critico sulla società italiana e sul dialogo tra letteratura e cinema che continua a nutrire il patrimonio culturale del Paese. @<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<title>Scomparsa della giornalista e scrittrice Milena Privitera</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/11/scomparsa-della-giornalista-e-scrittrice-milena-privitera/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=scomparsa-della-giornalista-e-scrittrice-milena-privitera</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2026 19:28:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Milena Privitera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="371" height="256" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Milena-Privitera-giornalista-morta-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Milena-Privitera-giornalista-morta-.jpg 371w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Milena-Privitera-giornalista-morta--300x207.jpg 300w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /></p>
<p>Docente di lingue, giornalista dal 1993 e collaboratrice dell’ufficio stampa della Fondazione Taormina Arte Sicilia. Ha seguito negli anni attività culturali, eventi e iniziative legate al teatro, alla musica e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/11/scomparsa-della-giornalista-e-scrittrice-milena-privitera/">Scomparsa della giornalista e scrittrice Milena Privitera</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="371" height="256" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Milena-Privitera-giornalista-morta-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Milena-Privitera-giornalista-morta-.jpg 371w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Milena-Privitera-giornalista-morta--300x207.jpg 300w" sizes="(max-width: 371px) 100vw, 371px" /></p><p><em>Docente di lingue, giornalista dal 1993 e collaboratrice dell’ufficio stampa della Fondazione Taormina Arte Sicilia. Ha seguito negli anni attività culturali, eventi e iniziative legate al teatro, alla musica e alla letteratura</em></p>
<p>11 marzo 2026 – La città di Taormina e non solo, in lutto per la scomparsa della giornalista e scrittrice Milena Privitera, docente di lingue e operatrice culturale che ha affiancato per molti anni all’insegnamento l’attività giornalistica e la collaborazione con istituzioni culturali del territorio.<br />
Laureata in Lingue e Letterature Moderne, ha insegnato inglese e tedesco nelle scuole, mantenendo parallelamente un impegno costante nella scrittura e nella comunicazione culturale. Giornalista dal 1993, nel corso della sua attività ha collaborato con diverse testate e piattaforme editoriali dedicate alla letteratura e al mondo dei libri.<br />
Un ruolo significativo lo ha svolto all’interno dell’ufficio stampa della Fondazione Taormina Arte Sicilia, dove ha seguito la comunicazione di eventi, festival e iniziative culturali promosse dalla Fondazione. In questo contesto ha curato la diffusione delle informazioni relative alle attività legate al teatro, alla musica, al cinema e alla letteratura che nel corso degli anni hanno caratterizzato la programmazione culturale di Taormina, contribuendo al rapporto con la stampa e alla valorizzazione delle iniziative artistiche del territorio.<br />
Accanto all’attività istituzionale, Milena Privitera ha collaborato con portali dedicati alla lettura e alla critica letteraria, tra cui sololibri.net e recensionelibro.it, pubblicando recensioni e articoli di approfondimento.<br />
Parallelamente ha sviluppato un percorso nella scrittura narrativa. Alcuni suoi racconti sono stati pubblicati in antologie e hanno ottenuto segnalazioni in concorsi letterari, tra cui Racconti Tricolore, Oceano di Carta e Racconti Siciliani.<br />
Tra i suoi lavori editoriali si ricordano i volumi Straniere a Taormina e La Sicilia nel cuore, testi nei quali emergono riferimenti alla realtà culturale e sociale del territorio siciliano.<br />
Con la sua scomparsa viene meno una presenza che per anni ha operato nel campo della comunicazione culturale, della scuola e della promozione della lettura, mantenendo un rapporto costante con le attività culturali della città di Taormina. @<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F11%2Fscomparsa-della-giornalista-e-scrittrice-milena-privitera%2F&amp;linkname=Scomparsa%20della%20giornalista%20e%20scrittrice%20Milena%20Privitera" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F03%2F11%2Fscomparsa-della-giornalista-e-scrittrice-milena-privitera%2F&#038;title=Scomparsa%20della%20giornalista%20e%20scrittrice%20Milena%20Privitera" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/11/scomparsa-della-giornalista-e-scrittrice-milena-privitera/" data-a2a-title="Scomparsa della giornalista e scrittrice Milena Privitera"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/11/scomparsa-della-giornalista-e-scrittrice-milena-privitera/">Scomparsa della giornalista e scrittrice Milena Privitera</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il docufilm “Irregular” di Fabrizio Catalano, girato in Bolivia tra matriarcato e sciamanesimo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/24/il-docufilm-irregular-di-fabrizio-catalano-girato-in-bolivia-tra-matriarcato-e-sciamanesimo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-docufilm-irregular-di-fabrizio-catalano-girato-in-bolivia-tra-matriarcato-e-sciamanesimo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 19:45:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docu-regia-fabrizio-Catalano-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docu-regia-fabrizio-Catalano-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docu-regia-fabrizio-Catalano-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docu-regia-fabrizio-Catalano-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Al Teatro Comunale Rossella Falk di Tarquinia, il 25 febbraio 2026 alle ore 17, il Centro Studi “José Martí” e Semi di Pace promuovono un incontro che riflette sul femminile&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/24/il-docufilm-irregular-di-fabrizio-catalano-girato-in-bolivia-tra-matriarcato-e-sciamanesimo/">Il docufilm “Irregular” di Fabrizio Catalano, girato in Bolivia tra matriarcato e sciamanesimo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al Teatro Comunale Rossella Falk di Tarquinia, il 25 febbraio 2026 alle ore 17, il Centro Studi “José Martí” e Semi di Pace promuovono un incontro che riflette sul femminile come principio culturale e spirituale, oltre ogni ideologia. In sala il regista Fabrizio Catalano, con l’intervento di Maddalena Celano e il collegamento di Fatima Lazarte. Un’opera che indaga le fratture della modernità, riportando al centro identità e sacro in un tempo dominato dalla tecnologia&#8230;“Irregolare” diventa allora ciò che sfugge al controllo, ciò che non può essere normalizzato dentro schemi rigidi</em></p>
<p>di Maria Sole Stancampiano</p>
<p>“<strong>Irregular</strong>” non è soltanto un docufilm: è un attraversamento antropologico e spirituale che interroga l’Occidente partendo da altrove. L’iniziativa, promossa dal Centro Studi “José Martí” per la pace e la fraternità tra i popoli dell’associazione Semi di Pace, con il patrocinio del Comune di Tarquinia (VT), porta al Teatro Comunale Rossella Falk di Tarquinia un’opera girata interamente in Bolivia, dove matriarcato e sciamanesimo sono realtà vissute.<br />
“Irregular” si distingue per una struttura narrativa che intreccia <strong>testimonianza</strong> diretta, ricerca <strong>antropologica</strong> e <strong>dimensione</strong> <strong>simbolica</strong>. Nelle comunità attraversate dal film, il matriarcato non è rivendicazione ideologica ma pratica quotidiana: equilibrio tra generazioni, custodia della memoria, relazione armonica con la natura. Lo sciamanesimo, lontano da ogni rappresentazione folkloristica, emerge come linguaggio spirituale capace di connettere individuo e cosmo, corpo e paesaggio, rito e vita.<br />
<strong>L’appuntamento</strong> del <strong>25 febbraio 2026</strong> non si limita alla proiezione.</p>
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<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="wp-image-103726" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1024x576.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--1536x864.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.--678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Fabrizio-Catalano-regista.-.jpg 1920w" alt="" width="1024" height="576" /><figcaption class="wp-element-caption">Fabrizio Catalano regista</figcaption></figure>
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<p><strong>Sarà presente il regista</strong> e coautore <strong>Fabrizio Catalano</strong>, nipote di <strong>Leonardo Sciascia</strong>, figura centrale del pensiero critico novecentesco italiano. Un’eredità culturale che, pur nella distanza dei linguaggi, riaffiora nell’attenzione verso le dinamiche del potere, le verità sommerse, le zone d’ombra della contemporaneità.<br />
In <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/"><strong>una intervista rilasciata a PaeseItaliaPress</strong>.it e realizzata dalla giornalista Mimma Cucinotta, </a><strong>Catalano</strong> ha raccontato come il progetto sia nato da una lunga ricerca personale prima ancora che cinematografica. Il suo percorso artistico, segnato da un interesse costante per i temi dell’identità, dell’emarginazione e della spiritualità, trova in “Irregular” una sintesi equilibrata.</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-102164" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Irregular-di-Fabrizio-Catalano-.jpg" sizes="(max-width: 673px) 100vw, 673px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Irregular-di-Fabrizio-Catalano-.jpg 673w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/Irregular-di-Fabrizio-Catalano--300x145.jpg 300w" alt="" width="673" height="325" /></figure>
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<p>Dunque il film è tutt’altro che un reportage etnografico, si configura invece come un’indagine narrativa capace di intrecciare testimonianza, simbolismo e riflessione.<br />
Catalano rivendica una cifra stilistica lontana dal documentarismo tradizionale dove la macchina si pone in ascolto. <strong><a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/antropologia-filosofica/2025/03/12/denuncia-della-verita-legata-a-dubbio-e-mistero-leonardo-sciascia-nelle-opere-del-regista-fabrizio-catalano-lintervista/">Nell’intervista</a> sottolinea</strong> come l’esperienza boliviana lo abbia costretto a rimettere in discussione categorie occidentali date per scontate: “Irregolare” diventa allora ciò che sfugge al controllo, ciò che non può essere normalizzato dentro schemi rigidi.<br />
Il legame familiare con Sciascia non è soltanto biografico. <strong>Catalano riconosce nel nonno</strong> una lezione etica prima che letteraria: il dovere del dubbio, la responsabilità dello sguardo, la necessità di interrogare il potere. Se Sciascia ha indagato i meccanismi occulti della società italiana, Catalano sceglie di esplorare le fratture della modernità globale e le realtà marginali che custodiscono visioni alternative del mondo, ponendo al centro il tema dell’identità e del sacro in una civiltà segnata dall’eccesso tecnologico e dalla perdita di radici simboliche.<br />
Accanto a lui interverrà la saggista <strong>Maddalena Celano</strong>, offrendo una chiave filosofica di lettura, mentre in collegamento telefonico sarà presente <strong>Fatima Lazarte</strong>, coautrice e protagonista della pellicola, voce diretta di una visione del mondo in cui il femminile è principio cosmologico e comunitario.<br />
Dall’intervista emerge anche una riflessione sul tempo: nelle comunità incontrate in Bolivia, racconta il regista, il tempo non è lineare ma circolare.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103732" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docufilm-di-fabrizio-Catalano--864x1024.jpg" sizes="(max-width: 864px) 100vw, 864px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docufilm-di-fabrizio-Catalano--864x1024.jpg 864w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docufilm-di-fabrizio-Catalano--253x300.jpg 253w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docufilm-di-fabrizio-Catalano--768x911.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Irregular-docufilm-di-fabrizio-Catalano-.jpg 1024w" alt="" width="864" height="1024" /></figure>
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<p>Questa percezione si traduce in una grammatica cinematografica fatta di pause, ritualità. Un cinema che invita alla contemplazione.<br />
La proiezione di Tarquinia si configura così come un momento di confronto culturale e spirituale. Non solo un film, ma un’occasione per ripensare il femminile non come contrapposizione, bensì come principio generativo capace di riequilibrare una civiltà in affanno. <strong>L’ingresso è a contributo libero di solidarietà per Semi di Pace, con prenotazione obbligatoria</strong>. Un invito a sostare nell’“irregolare”, dove forse si nasconde una possibile armonia futura.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Vent’anni di cultura tra Spagna e Sicilia nell’impegno dell’Instituto Cervantes di Palermo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 19:56:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2606.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2606.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2606-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2606-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Palermo – C’è un legame profondo che unisce la Spagna a Palermo. Questo legame è stato il centro del dibattito multidisciplinare svoltosi presso la Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/16/117602/">Vent’anni di cultura tra Spagna e Sicilia nell’impegno dell’Instituto Cervantes di Palermo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Palermo – C’è un legame profondo che unisce la Spagna a Palermo. Questo legame è stato il centro del dibattito multidisciplinare svoltosi presso la Chiesa di Santa Eulalia dei Catalani alla Vucciria, evento che ha dato ufficialmente il via alle celebrazioni per il ventennale dell’Instituto Cervantes nel cuore del capoluogo siciliano</em></p>
<p>Il seminario non è stato solo un momento celebrativo, ma un esempio concreto di ricerca scientifica applicata alla cultura e al territorio. Il Direttore dell’Istituto, <strong>Juan Carlos Reche Cala</strong>, ha espresso chiaramente la filosofia del progetto: <em>“L’importanza di queste celebrazioni risiede nella collaborazione tra professionisti di ogni campo: storici e storici dell’arte, architetti, artisti e curatori. Il nostro obiettivo è cercare di capire molto meglio il nostro passato per poter costruire un presente e un futuro che siano costantemente in simbiosi tra le diverse culture, valorizzando lo storico interscambio tra la Spagna e la Sicilia”</em>.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103428" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/uan-Carlos-Reche-Cala.jpeg" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/uan-Carlos-Reche-Cala.jpeg 400w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/uan-Carlos-Reche-Cala-300x212.jpeg 300w" alt="" width="400" height="282" /><figcaption class="wp-element-caption">Juan Carlos Reche Cala, direttore del Cervantes di Palermo.</figcaption></figure>
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<p>Proprio grazie a questo approccio multidisciplinare, è emersa una rilettura fondamentale della sede di via Argenteria alla Vucciria. Gli studi presentati da esperti come <strong>Marco Rosario Nobile</strong> hanno confermato che il celebre prospetto dell’edificio non nacque originariamente come facciata di una chiesa, ma come frammento di una grandiosa <strong>Loggia mercantile </strong>progettata intorno al 1537. Si tratta di un’architettura civile “all’antica”, nata per mostrare la magnificenza dei mercanti catalani dopo l’arrivo di Carlo V, e solo in seguito riadattata a scopi religiosi. Questa facciata rappresenta uno dei rari ed eccezionali esempi siciliani di <strong>stile plateresco</strong>. Per comprendere l’importanza di tale scoperta, basti pensare che il plateresco è uno stile architettonico fiorito in Spagna tra il XV e il XVI secolo, caratterizzato da una decorazione così minuziosa e densa da ricordare il lavoro degli argentieri (i <em>plateros</em>, da <em>plata</em>, argento). Questo stile fonde armoniosamente la struttura del tardo gotico, i raffinati motivi ornamentali dell’arte islamica (<em>mudéjar</em>) e gli elementi classici del Rinascimento italiano, come medaglioni, candelabre e figure scolpite che ornano i portali come se fossero gioielli. Sebbene i suoi esempi più celebri si trovino a Salamanca o Santiago de Compostela, la sua presenza a Palermo testimonia quanto la Sicilia fosse integrata nelle correnti artistiche più prestigiose dell’Impero spagnolo.</p>
<p>All’interno della struttura, il dialogo tra epoche continua: la sede ospita infatti capolavori contemporanei come il grande affresco <em>Bibliothèque avec bougie</em> di <strong>Miquel Barceló</strong>, realizzato appositamente per questo spazio nel 1998, e opere di artisti di rilievo internazionale come Juan Muñoz e Jaume Plensa.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103430" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Giulia-Ingarao-576x1024.jpg" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Giulia-Ingarao-576x1024.jpg 576w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Giulia-Ingarao-169x300.jpg 169w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Giulia-Ingarao-768x1365.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Giulia-Ingarao-864x1536.jpg 864w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Giulia-Ingarao-1152x2048.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Giulia-Ingarao-scaled.jpg 1440w" alt="" width="576" height="1024" /><figcaption class="wp-element-caption">Un momento del seminario moderato da Giulia Ingarao.</figcaption></figure>
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<p>Oltre alla ricca programmazione abituale — che prevede cicli di concerti commentati e gli incontri “Spagna-Sicilia” — il 2026 dell’Istituto sarà scandito da appuntamenti di rilievo internazionale, oltre a questo seminario di febbraio dedicato alla riscoperta storica e architettonica della sede, moderato da Emanuela Garofalo e Giulia Ingarao. Poi il prossimo 5 giugno – “Anniversario regale” – ricorrenza esatta dell’inaugurazione avvenuta nel 2006 alla presenza di Filippo VI e Letizia Ortiz allora Principi delle Asturie.</p>
<p>In questa occasione verrà presentato un volume celebrativo che ripercorrerà i vent’anni di attività, accompagnato da diverse attività culturali aperte alla città. A ottobre un convegno internazionale dal titolo “Segni dell’appartenenza”, un incontro durante il quale si analizzerà l’importanza dell’eredità aragonese, castigliana e catalana in Sicilia e come queste radici abbiano plasmato l’identità dell’isola.</p>
<p>Infine l’Instituto Cervantes consolida il suo ruolo di centro studi attraverso nuovi spazi adibiti alla lettura e alla consultazione di libri con la <strong>biblioteca “Salvo Pitruzzella”</strong>, intitolata nel 2021 all’architetto che curò il restauro della Chiesa. Tutto ciò renderà la sede di via Argenteria un punto di riferimento per la ricerca e la diffusione della cultura ispanica. L’Instituto Cervantes si conferma così non solo un centro di eccellenza linguistica, ma un motore di rigenerazione culturale capace di leggere il passato per incidere sul futuro di Palermo.</p>
<p><strong>Info:</strong> Via Argenteria Nuova, 33/35 – Palermo cultpal@cervantes.es | 091 8889560palermo.cervantes.es</p>
<p>©Riproduzione riservata</p>
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		<title>I pittori della luce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 18:39:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[i pittori della luce]]></category>
		<category><![CDATA[impressionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Reale di Palermo la mostra “Tesori impressionisti. Monet e la Normandia”]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-11-alle-22.27.56-678x381-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-11-alle-22.27.56-678x381-1.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-11-alle-22.27.56-678x381-1-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-11-alle-22.27.56-678x381-1-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Arriva al Palazzo Reale di Palermo la mostra “Tesori impressionisti. Monet e la Normandia”,dall 11 febbraio al 28 settembre 2026. Dal dissenso dei salotti parigini al mito: a Palermo sbarca&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/02/12/i-pittori-della-luce/">I pittori della luce</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Arriva al Palazzo Reale di Palermo la mostra “Tesori impressionisti. Monet e la Normandia”,dall 11 febbraio al 28 settembre 2026. Dal dissenso dei salotti parigini al mito: a Palermo sbarca l&#8217;epopea di 45 pittori impressionisti che hanno saputo catturare l&#8217;anima dell&#8217;istante. Un viaggio multisensoriale tra capolavori inediti, intelligenza artificiale e la bellezza selvaggia di un mare che ha cambiato per sempre la storia dell&#8217;arte</em></p>
<p>In occasione del trentennale della Fondazione Federico II dell’Assemblea regionale siciliana e del centenario della morte di Claude Monet, il Palazzo dei Normanni a Palermo si conferma crocevia culturale tra Mediterraneo e Nord Europa. In mostra “Tesori Impressionisti: Monet e la Normandia”, novantasette opere provenienti dalla prestigiosa collezione Peindre en Normandie, dal MuMa di Le Havre e da raccolte private. I dipinti documentano un percorso ideale che esplora il legame a filo doppio tra l’impressionismo e il laboratorio creativo che fu la Normandia, regione atlantica della Francia. Il percorso espositivo si focalizza, appunto, sulla Normandia non solo come soggetto geografico, ma come vero e proprio laboratorio a cielo aperto. È in queste terre, tra le scogliere di Fécamp e le rive della Senna, che artisti come Monet, Renoir, Courbet, Corot e Morisot hanno rivoluzionato la pittura abbandonando gli atelier per la pratica en plein air.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103303" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Jules-Louis-Rame-Covoni-di-fieno-e-cieli-II-1024x726.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Jules-Louis-Rame-Covoni-di-fieno-e-cieli-II-1024x726.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Jules-Louis-Rame-Covoni-di-fieno-e-cieli-II-300x213.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Jules-Louis-Rame-Covoni-di-fieno-e-cieli-II-768x544.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Jules-Louis-Rame-Covoni-di-fieno-e-cieli-II-1536x1089.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Jules-Louis-Rame-Covoni-di-fieno-e-cieli-II-2048x1452.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="726" /></figure>
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103302" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Monet_Il-mare-a-Fecamp-proprieta-MuMa-1024x819.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Monet_Il-mare-a-Fecamp-proprieta-MuMa-1024x819.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Monet_Il-mare-a-Fecamp-proprieta-MuMa-300x240.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Monet_Il-mare-a-Fecamp-proprieta-MuMa-768x615.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Monet_Il-mare-a-Fecamp-proprieta-MuMa.jpg 1181w" alt="" width="1024" height="819" /></figure>
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<p>Tra i lavori di spicco figura “Il mare a Fécamp” di Monet, dove il movimento dell’acqua si fa pura vibrazione cromatica. Monet si allontana dalla rappresentazione statica del paesaggio per concentrarsi sulla dinamicità delle onde. La mostra, curata da Alain Tapié, è allestita presso le sale intititolate al Duca di Montalto. È  strutturata in cinque nuclei tematici che guidano il visitatore attraverso i diversi volti del paesaggio normanno: la fattoria Saint-Siméon, che è il celebre luogo di ritrovo degli artisti; la villeggiatura: il litorale come spazio di svago borghese; il lavoro, cioè la fatica quotidiana di pescatori e lavandaie; la terra normanna come espressione della poetica dei borghi e delle campagne; infine, il fiume tra gli alberi, ovvero, lungo la Senna verso Parigi.</p>
<p>Oltre alla componente pittorica tradizionale, la mostra integra tre installazioni immersive che utilizzano video-proiezioni e intelligenza artificiale per approfondire i temi dell’aria aperta e dei cieli impressionisti, includendo un omaggio post-impressionista a Van Gogh. Sembra proprio di immegersi nell’atmosfera del tempo, delle sfumature e delle forme dell’ impressionismo tra pennelli, colori e la proiezione animata sulle volte delle Sale Duca di Montalto.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103299" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/B5A8950-1024x781.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/B5A8950-1024x781.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/B5A8950-300x229.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/B5A8950-768x586.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/B5A8950-1536x1172.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/B5A8950-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/B5A8950.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="781" /></figure>
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<p>Completa la mostra una sezione didattica dedicata ai rapporti storici tra la Sicilia e la Normandia, pensata per il pubblico più giovane. L’iniziativa sottolinea la continuità storica tra normanni e siciliani, legati da una comune radice dinastica che risale alla conquista degli Altavilla, iniziata nel 1061. Dopo avere sconfitto potentati e governatori musulmani e aver restituito l’isola al cristianesimo, nel 1130 la dominazione normanna instaurerà il regno di Ruggero II. Fu uno dei periodi più felici della Sicilia e di Palermo capitale.</p>
<p>© Riproduzione riservata</p>
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		<title>Addio a James Van Der Beek: l’eterno Dawson si è spento a 48 anni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2026 18:29:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Addio a James Van Der Beek]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0654-678x381-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0654-678x381-1.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0654-678x381-1-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0654-678x381-1-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>LOS ANGELES – Il mondo dello spettacolo è in lutto per la scomparsa di James Van Der Beek, l&#8217;attore statunitense divenuto un&#8217;icona globale alla fine degli anni &#8217;90 nel ruolo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>LOS ANGELES – Il mondo dello spettacolo è in lutto per la scomparsa di James Van Der Beek, l&#8217;attore statunitense divenuto un&#8217;icona globale alla fine degli anni &#8217;90 nel ruolo di Dawson Leery nella serie cult Dawson’s Creek</em></p>
<p>James Van Der Beek è deceduto mercoledì 11 febbraio 2026, all’età di 48 anni, dopo una battaglia durata quasi tre anni contro un tumore al colon-retto al terzo stadio.</p>
<p>L’annuncio è stato affidato a un post sui social dalla moglie Kimberly: “Il nostro amato James si è spento serenamente questa mattina. Ha affrontato i suoi ultimi giorni con coraggio, fede e grazia”. La famiglia ha chiesto il rispetto della privacy in questo momento di profondo dolore, sottolineando come l’attore sia rimasto un pilastro di forza per i suoi sei figli fino all’ultimo.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103315" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0653-1024x1024.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0653-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0653-300x300.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0653-150x150.jpeg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0653-768x768.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0653.jpeg 1200w" alt="" width="1024" height="1024" /></figure>
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<p>Diagnosticato nell’agosto 2023, Van Der Beek aveva reso pubblica la malattia solo nel novembre 2024. Negli ultimi mesi, la sua lotta era diventata anche una missione di sensibilizzazione: l’attore aveva partecipato a programmi come The Real Full Monty per promuovere lo screening precoce e aveva persino messo all’asta cimeli storici della sua carriera per sostenere le ingenti spese mediche legate alle terapie, evidenziando le difficoltà finanziarie che il cancro può causare anche a figure di successo.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103316" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0655-683x1024.jpeg" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0655-683x1024.jpeg 683w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0655-200x300.jpeg 200w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0655-768x1152.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0655-1024x1536.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0655-1366x2048.jpeg 1366w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_0655.jpeg 1707w" alt="" width="683" height="1024" /></figure>
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<p>Nato nel Connecticut nel 1977, James non è stato solo il volto di Dawson’s Creek. Ha lasciato il segno in pellicole come Varsity Blues e Le regole dell’attrazione, dimostrando negli anni una grande capacità di reinventarsi, anche attraverso l’autoironia mostrata in serie come Don’t Trust the B—- in Apartment 23.</p>
<p>I colleghi di una vita, da Sarah Michelle Gellar a Chad Michael Murray, lo hanno ricordato in queste ore come un “gigante di umanità”.</p>
<p>@ Riproduzione riservata</p>
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		<title>Lo scienziato di Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Feb 2026 18:27:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Zichichi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/zichichi-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/zichichi-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/zichichi-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/zichichi-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>È morto a Losanna all&#8217;età di 96 anni Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale e notissimo divulgatore nelcampo della fisica delle particelle. Era nato il 15 ottobre 1929 a Trapani&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>È morto a Losanna all&#8217;età di 96 anni Antonino Zichichi, fisico di fama internazionale e notissimo divulgatore nelcampo della fisica delle particelle. Era nato il 15 ottobre 1929 a Trapani</em></p>
<p>Lo chiamavano “<strong>lo scienziato di Dio</strong>” per il suo impegno nel dimostrare che la scienza non nega Dio e nello scrutare “<strong>l’universo come un’opera che richiede un autore</strong>”. Strenuo sostenitore del “primato della ragione”, lo scienziato siciliano Antonino Zichichi, nato a Trapani nel 1929, scomparso oggi a Losanna, è stato senza dubbio la figura più celebre associata al binomio “scienza e fede” nell’Italia contemporanea. Il suo approccio si basava sulla comprensionre dell’universo “come Libro”. Zichichi ha sempre sostenuto che l’universo si regge su leggi matematiche precise e comprensibili. Il  caos non potrebbe generare l’ordine perfetto che osserviamo. Contrariamente a chi vede in antitesi fede e ragione, Antonino Zichichi ha sempre affermato che la scoperta scientifica non è che un atto di fede nell’intelligibilità del creato. E ha sempre distinto nettamente tra scienza, come studio delle leggi della natura, e scientismo, l’ideologia che pretende di usare la scienza per negare l’esistenza di Dio, “senza alcuna base logica”.</p>
<p>E’ arcinota la sua battaglia, iniziata molti anni fa contro le superstizioni, definite dallo scienziato una ‘<strong>Hiroshima culturale</strong>‘. Il suo credo cristiano, la sua aspra critica alla teoria darwiniana dell’evoluzionismo – che ha sempre considerato priva di sufficienti prove scientifiche e di una solida base matematica – la sua aperta contrarietà nei confronti della relazione tra attività umane e cambiamento climatico, a causa della “inaffidabilità dei modelli matematici utilizzati negli studi sul tema”, gli hanno provocato non pochi contrasti con buona parte della comunità scientifica contemporanea e con teorie “dominanti” sul piano politico e mediatico. Per Zichichi semplicemente “è opera da ciarlatani dire che l’inquinamento modifica il clima”.</p>
<p><strong>Antonino Zichich</strong>i ha lavorato presso il <strong>Fermi Laboratory di Batavia</strong>, a trenta miglia da Chicago nell’Illinois. Il FermiLab è il  laboratorio  di fisica delle particelle elementari che gli Stati Uniti hanno intitolato al premio Nobel della Fisica del 1938, l’italiano Enrico Fermi. Poi, Zichichi ha lavorato presso il <strong>Cern di Ginevra</strong>, dove nel 1965 ha diretto il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria formata da un antiprotone e un antineutrone. Zichichi ha anche guidato il gruppo dell’<strong>Università di Bologn</strong>a, dove era ancora <strong>professore emerito</strong>, durante i primi esperimenti sulle collisioni tra materia e antimateria presso i <strong>Laboratori Nazionali di Frascati</strong>. Dal <strong>1977</strong> al <strong>1982</strong> Zichichi è stato <strong>presidente</strong> dell<strong>‘Istituto Nazionale di Fisica Nucleare</strong> e nel <strong>1978</strong> è stato anche eletto <strong>presidente</strong> della <strong>Società Europea di Fisica</strong>.</p>
<p>È stato uno dei principali promotori e ideatori dei <strong>Laboratori Nazionali del Gran Sasso</strong>, la cui costruzione è iniziata nel 1980, e dal 1986 è stato a capo del <strong>World Lab</strong>, un’associazione che sostiene i progetti scientifici in paesi del terzo mondo, fondata da Zichichi stesso insieme al fisico statunitense Isidor Isaac Rabi.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-103154" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Antonino_zichichi_antonio_zoccoli_Nino-Lombardo-Fotografo-Sicilia_2468.jpg" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Antonino_zichichi_antonio_zoccoli_Nino-Lombardo-Fotografo-Sicilia_2468.jpg 1600w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Antonino_zichichi_antonio_zoccoli_Nino-Lombardo-Fotografo-Sicilia_2468-300x199.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Antonino_zichichi_antonio_zoccoli_Nino-Lombardo-Fotografo-Sicilia_2468-1024x680.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Antonino_zichichi_antonio_zoccoli_Nino-Lombardo-Fotografo-Sicilia_2468-768x510.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/02/Antonino_zichichi_antonio_zoccoli_Nino-Lombardo-Fotografo-Sicilia_2468-1536x1020.jpg 1536w" alt="" width="1600" height="1063" /><figcaption class="wp-element-caption">Il prof. Antonino Zichichi riceve dal Presidente INFN Antonio Zoccoli la “Medaglia INFN” in occasione delle celebrazioni per i 60 anni dalla fondazione del Centro di Cultura scientifica “Ettore Majorana”. Fotografia di EMFCSC, autore N. Lombardi.</figcaption></figure>
</div>
<p>Si deve a lui anche la fondazione, a <strong>Erice in Sicilia</strong>, del <strong>Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana</strong>, non a caso intitolato allo scienziato catanese scomparso nel nulla nel 1938, di cui si tramanda la profonda fede religiosa. Il Centro “Ettore Majorana” di Erice comprende oltre un centinaio di scuole postuniversitarie in tutti i campi della ricerca scientifica contemporanea.</p>
<p>Zichichi è stato autore anche di numerosi libri di divulgazione, alcuni dei quali hanno fatto molto discutere. Ricordiamo: “<strong>L’infinito</strong>” pubblicato in Svizzera nel 1988 e, poi, nel 1994 a Milano con Rizzoli, la stessa casa editrice con cui aveva pubblicato un anno prima “Scienza ed emergenze planetarie”.<strong> Nel 1999 pubblicò “Perché io credo in Colui che ha fatto il mondo. Tra Fede e Scienza</strong>” con Il Saggiatore. Stessa casa editrice per “Galilei Divin Uomo” del 2001 e “Il vero e il falso. Passeggiando tra le stelle e a casa nostra” del 2003.  Sul suo sostegno al nuclare ha scritto: “<strong>The New Manhattan Project. Science for Peace the World over</strong>” pubblicato dalla casa editrice Il Cigno di Roma nel 2015.</p>
<p>Le sue opere rimangono una pietra miliare nel dibattito scientifico contemporaneo perché ancorano le leggi della fisica “alle condizioni della Terra, alla storia del pianeta, agli influssi del Sole, alle condizioni astronomiche”.</p>
<p>©Riproduzione riservata</p>
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