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	<title>Marta Tersigni, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Pena di morte: adesso basta!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 16:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[pena di morte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/71893F28-E321-4412-A49B-B66FF63CA5A4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/71893F28-E321-4412-A49B-B66FF63CA5A4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/71893F28-E321-4412-A49B-B66FF63CA5A4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/71893F28-E321-4412-A49B-B66FF63CA5A4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Sono 154 i Paesi che hanno abolito la pena di morte e solo 20 che la infliggono. Negli ultimi anni anche il Kazakistan, la Papua Nuova Guinea, la Sierra Leone&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sono 154 i Paesi che hanno abolito la pena di morte e solo 20 che la infliggono. Negli ultimi anni anche il Kazakistan, la Papua Nuova Guinea, la Sierra Leone e la Repubblica Contrafricana l’hanno abolita. Il cammino per la totale eradicazione è lungo e non può fermarsi. L’appello in occasione della Giornata contro la pena di morte: adesso basta.</em></p>
<p><em>Roma, 30 novembre 2023 </em>– Ci sono molti modi per passare alla storia e il Granduca Pietro Leopoldo (fratello di Maria Antonietta) sarà per sempre ricordato, e amato, per aver abolito la pena di morte e la tortura nel Granducato di Toscana. È stato il primo al mondo ed era il 30 novembre 1786, giorno che la Toscana ha voluto legare alla “festa della Toscana” e che il mondo ha dedicato alla Giornata mondiale per l’abolizione della pena di morte.</p>
<p>In realtà Leopoldo fece molto di più promulgando il Codice Leopoldino che recepiva il pensiero che Cesare Beccaria aveva trasfuso ne Dei delitti e delle pene: Leopoldo ridusse il carcere preventivo, istituì la difesa d’ufficio per chi non poteva permettersi un avvocato, soppresse il reato di lesa maestà divenuto un facile espediente per sopprimere la libertà di pensiero.</p>
<p>Annoverato tra i sovrani illuminati del suo periodo, facendo un salto temporale che porta al 2023, potremmo definirlo un uomo di potere che ha preferito <em>l’acqua al fuoco e l’amore all’odio</em>. Sono queste le parole con cui il Sindaco di Bangui (capitale della Repubblica Centrafricana), <strong>Emile Nakambo</strong> ha descritto il suo Presidente della Repubblica che nel 2019, appena eletto, assicurò al mondo intero che avrebbe abolito la pena di morte. E così è stato. La legge approvata il 20 maggio 2022 è stata promulgata il 22 giugno 2022. Vale la pena ricordare che la Repubblica usciva dalla più grande crisi politica e sociale mai accaduta, che aveva visto migliaia di rese dei conti, episodi di giustizia sommaria, violenza inaudita. Di fronte a tutto questo si è risposto con un atto di grande civiltà.</p>
<p>Se ne è discusso ieri a Roma, in occasione dell’evento promosso dalla Comunità di Sant’Egidio che dal 2001 conduce l’iniziativa <strong><a href="https://nodeathpenalty.santegidio.org/en/cities-for-life-2/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cities for life, cities against death penalty</a></strong>, una rete di 2450 città che oggi – 30 novembre- illumineranno i propri monumenti per dire basta alla pena di morte.</p>
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<figure class="wp-block-media-text__media"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-63007 size-full" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-1024x771.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-1024x771.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-300x226.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-768x578.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-1536x1157.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-2048x1542.jpg 2048w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/IMG_20231129_173756-80x60.jpg 80w" alt="" width="1024" height="771" /></figure>
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<p><em>Roma, sala della Protomoteca – da sinistra: Gary Drinkard, Suzana Norlihan Binti Alias Mario Marazziti e Emile Nakambo</em>.</p>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Basta è proprio il termine che risuona per tutto l’incontro moderato da <strong>Mario Marazziti</strong> della Comunità di Sant’Egidio, un appello e un grido che proviene dal profondo del cuore e dell’intelligenza umana.</p>
<p>“<em>Viviamo in un modo sottosopra</em> – dichiara Marazziti- <em>in cui si è tornati ad usare la guerra per la risoluzione delle controversie internazionali. Nel 2022 sono tornate ad aumentare le esecuzioni e il triste primato spetta all’Iran, all’Arabia Saudita e all’Egitto</em>”. In questi paesi sono state eseguite 576 condanne in Iran, 196 in Arabia Saudita e 24 in Egitto. E mancano i dati di Cina e Vietnam del Nord.</p>
<blockquote class="wp-block-quote"><p>&nbsp;</p>
<p><cite>“<em><strong>La pena capitale è una scorciatoia militare per risolvere i problemi, è violenza di massimo livello di uno Stato che si mette contro un individuo, presuppone l’infallibilità della giustizia e non vi è rimedio</strong></em>” continua Marazzini.</cite></p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Parole che scuotono ascoltando la testimonianza di <strong>Gary Drinkard</strong>, per 6 anni nel braccio della morte in Alabama. “<em>Ero innocente, nel mio primo processo sono stato difeso da un avvocato poco preparato e sono stato condannato a morte. Ho visto compagni di prigione impazzire, altri suicidarsi, altri ancora affrontare la pena con coraggio. <strong>Non mi ascoltava nessuno, tutti mi dicevano che non potevano aiutarmi, che non avevano risorse, che non avevano fondi. Io ero innocente</strong>. Dopo 5 anni ho vinto l’appello e il mio caso è stato riaperto</em>”. Il nuovo processo vede Gary difeso da un avvocato di grande fama, Bryan Stevenson, e dal team dell’associazione Equal Justice Initiatives fondata proprio da Stevenson, autore anche di “Just merci: a story of justice and redemption” da cui è stato tratto il film “Il diritto di opporsi”. Gary adesso è un uomo libero ma la sua vita ha stentato a tornare alla normalità “<em>Ho studiato, mi sono laureato, ma il mio passato non mi permette di avere una vita lavorativa, intorno a me rimane il sospetto</em>”.</p>
<p>“<em>Cosa ti ha aiutato a non impazzire</em>?” chiede Marazzini. “<em>I miei amici di penna</em>”, risponde Gary.</p>
<p>Si tratta di una rete che in Italia è promossa dalla stessa Sant’Egidio che mette in contatto i condannati con dei volontari (maggiori informazioni sul sito della Comunità).</p>
<p>Interviene anche l’avvocata malesiana <strong>Suzana Norlihan Binti Alias</strong>, da anni impegnata nel suo paese per l’eliminazione della pena di morte “<em>Ho esultato di gioia quando la Malesia ha tolto l’obbligatorietà della pena di morte per ben 12 reati </em>– racconta-. <em>Dal 2018 le pene capitali sono state sospese in Malesia ma non commutate. Siamo un paese musulmano, è vero, ma quando si parla di pena capitale non esistono valutazioni religiose o di genere. Ci sono solo gli uomini. <strong>La pena di morte non diminuisce i reati, la pena di morte si basa su una giustizia vendicativa e ritorsiva. È una pena suprema contro la quale non esiste riparazione e si accanisce sulle fasce più emarginate della popolazione</strong>. Occorre parlare di comprensione, compassione e riabilitazione. Mio fratello, da venti anni detenuto, rispetto a quando ha commesso il reato è una persona diversa, tutti cambiano”.</em></p>
<p>Mario Marazzini conclude con un passaggio di testimone, invitando i giovani presenti al convegno a continuare a lottare e a i quali si rivolge con un augurio “<em>Sarete voi a vedere i risultati del nostro lavoro</em>”.</p>
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		<title>Musica d’autore delle colonne sonore: alla Festa del Cinema di Roma arriva “Suggestioni dal set 10”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 18:13:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festa del Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Suggestioni dal set]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Suggestioni Press inaugura il nuovo format dell&#8217;evento che la vede da anni presente alla Festa del Cinema di Roma. Si inizia quest&#8217;anno con un focus sulle colonne sonore d&#8217;autore per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/10/festa-del-cinema-di-roma_110397-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Suggestioni Press inaugura il nuovo format dell&#8217;evento che la vede da anni presente alla Festa del Cinema di Roma. Si inizia quest&#8217;anno con un focus sulle colonne sonore d&#8217;autore per proseguire, i prossimi anni, con doppiatori, sceneggiatori, scenografi e molte altre figure professionali che rendono grande il cinema.</em></p>
<p>Roma, 19 ottobre 2023 – Appuntamento alla <strong>Festa del Cinema di Roma</strong> domenica 22 ottobre per la grande musica d’autore nella decima edizione di “Suggestioni dal Set”, evento sullo spettacolo e i suoi protagonisti ideato e condotto dal giornalista <strong>Marco Bonardelli</strong>, già da tre edizioni parte della <strong>Festa del Cinema di Roma</strong>. L’evento si svolgerà il <strong>22 ottobre</strong> prossimo (ore 15:15) presso lo <strong>Spazio Lazio Terra di Cinema</strong> della Regione Lazio, a<strong>ll’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.</strong></p>
<p>“Da Roma al Sud. Un ponte in musica con i grandi compositori di colonne sonore” la tematica di quest’anno, significativa di un legame ideale tra luoghi e talenti, un ponte che i grandi compositori di colonne sonore, in gran parte meridionali, hanno già segnato, definendo attraverso la loro musica atmosfere e luoghi della narrazione cinematografica.</p>
<p>Dialogheranno con Bonardelli Franco Micalizzi (E.B. Clucher, Umberto Lenzi, Bruno Corbucci), Paolo Buonvino (Gabriele Muccino, Roberto Faenza, Michele Placido), Michele Braga (Gabriele Mainetti, Roberto Andò), Giuliano Taviani (Paolo e Vittorio Taviani, Luca Lucini, Lucio Pellegrini, spesso in coppia con Carmelo Travia) e Maurizio Filardo (Paolo Genovese, Massimiliano Bruno, Rolando Ravello).</p>
<p>Promosso da Suggestioni Press, l’evento è patrocinato dall’ACMF – Associazione Compositori Musica per Film, rappresentata dal presidente Roberto Pischiutta in arte Pivio (Manetti Bros., Alessandro D’Alatri, Alessandro Gassmann in coppia con Aldo De Scalzi), che parteciperà al dibattito.</p>
<p>Ospiti prestigiosi che arricchiscono ulteriormente il parterre proposto nelle varie edizioni, in cui si sono alternati al tavolo del dibattito professionisti del calibro di Ninni Bruschetta, Nino Frassica, Daniele Ciprì, Pasquale Scimeca, Fabio Mollo e tanti altri.</p>
<p>“<em>Ogni anno si presenta la sfida di proporre sempre temi e ospiti nuovi, con un occhio all’attualità e ai lavori cinematografici che l’hanno narrata, sino ad arrivare a questa decima edizione che nel collegarsi idealmente a quelle passate – da qui la metafora del ponte – possa anche rappresentare uno spartiacque per una seconda fase di un format che, pur non rinnegando la primaria finalità di narrare, assieme all’opera cinematografica il talento, riesca a mettere in luce tutte quelle professionalità che contribuiscono alla buona riuscita del prodotto cinematografico. Si inizia quest’anno con la musica d’autore delle colonne sonore, per dar spazio, nelle prossime edizioni, al doppiaggio, agli sceneggiatori, agli scenografi e tanto altro</em>”</p>
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		<title>Daniel: come nasce e si sviluppa un ciclone mediterraneo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Sep 2023 15:36:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[cicloni]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>I cicloni mediterranei non sono una novità, tuttavia la loro frequenza si intensifica a causa del riscaldamento dell’acqua del mare. Il recente ciclone Daniel, che si è abbattuto sulla Libia,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/9541DED6-B673-429A-80FF-C4EA4AE526F0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>I cicloni mediterranei non sono una novità, tuttavia la loro frequenza si intensifica a causa del riscaldamento dell’acqua del mare. Il recente ciclone Daniel, che si è abbattuto sulla Libia, lasica un tragico numero di vittime causate dal cedimento di due dighe che non hanno retto la forza della tempesta. Possiamo prevedere questi fenomeni? Quale ruolo può avere l&#8217;intelligenza artificiale? Ne parliamo con Jacopo Alessandri, ricercatore dell’Università di Bologna.</em></p>
<p><em>Roma, 19 settembre 2023</em> – “<em>Twister-Cacciatori di tempeste</em>” è un film del 1996. Per la critica non è stato un granché, le recensioni dei siti più clementi non superano le due stellette. Eppure è stato campione di incassi, amatissimo dal pubblico e di grande ispirazione per quella parte di generazione millennial che si è dedicata allo studio della meteorologia.</p>
<p>Oltre agli effetti speciali, ad averlo reso così celebre è infatti l’impatto emotivo dell’appassionato tentativo di un gruppo di ricercatori che, dopo innumerevoli fallimenti, riesce a far volare delle palline all’interno del vortice, palline che restituisco dati sulla struttura interna del tornado. Un grande passo per la scienza.</p>
<p>Nel 1996 i fenomeni climatici estremi non erano all’ordine del giorno qui in Italia e guardavamo con stupore le scene <em>disaster movie</em> che caratterizzavano l’intero girato. A distanza di 30 anni la situazione è decisamente cambiata. Da gennaio 2023 in Italia si sono verificate quattro gravi alluvioni che hanno causato 17 morti. La più terribile è stata quella in Emilia Romagna (16 – 17 maggio) durante la quale sono esondati 23 tra fiumi e corsi d’acqua.</p>
<p>Nei giorni scorsi siamo stati lambiti da Daniel, il ciclone che tra il 10 e l’11 settembre è approdato in Cirenaica (Libia). Due dighe hanno ceduto alla violenza dei venti e delle piogge, il conteggio delle vittime è ancora in corso e si teme possa superare le 10.000 persone. Letteralmente spazzate via.</p>
<p>Cosa sono i cicloni mediterranei? Non sono fenomeni nuovi, ne sappiamo poco e li chiamiamo Medicane (<em>Mediterranean hurricane</em>– uragano mediterraneo). Hanno tutte le caratteristiche di un ciclone tropicale ma hanno una dimensione molto ridotta. Traggono energia dal calore del mare, nel nostro caso dal Mar Mediterraneo e l’aumento della temperatura dell’acqua degli oceani e dei mari li rende più frequenti e intensi.</p>
<p>Ne parliamo con<strong> Jacopo Alessandri</strong>, ricercatore dell’Università di Bologna presso il Dipartimento di Fisica attualmente impegnato nello studio della modellistica marina ed è autore della tesi <strong><a href="https://www.isac.cnr.it/tesi-realizzate/jacopo-alessandri%20i-cicloni-di-tipo-tropicale-sul-mediterraneo">I cicloni di tipo tropicale sul Mediterraneo</a></strong></p>
<p>“<em>Oltre alle piccole dimensioni da cui deriva la difficoltà di osservazione, un altro motivo per cui ne sappiamo relativamente poco è che non sono stati raccolti abbastanza dati per fare una statistica adeguata della loro frequenza; si sa che una o due volte l’anno di solito capitano, alcuni possono fare danni altri meno e sappiamo che i periodi in cui si possono verificare sono settembre e ottobre perché è il momento in cui l’acqua è più calda ma iniziano ad arrivare infiltrazioni di aria fredda e questo è il motore dei cicloni: masse di aria calda in superficie e fredda in quota. L’aria calda tende a salire e a formare delle strutture che danno vita a questo tipo di fenomeni, i cicloni”</em>.</p>
<p><strong>Come si studia un ciclone?</strong></p>
<p><em>Abbiamo i satelliti, abbiamo i dati che raccogliamo quando passano sulla terra ferma e ci sono dei radar metereologici che raccolgono molte informazioni sulla precipitazione di questi cicloni; inoltre il Mediterraneo è pieno di navi che accettano di avere strumentazione scientifica a bordo e quando un ciclone passa sopra queste navi si hanno delle informazioni prezioso. Avere delle informazioni in mare è fondamentale perché possiamo vedere lo sviluppo di questi cicloni di tipo tropicale – Medicane- sul mare e cioè nel pieno della loro energia, le osservazioni che abbiamo a terra sono in uno stadio in cui il ciclone sta perdendo forza.</em></p>
<p><strong>È possibile prevedere la formazione di un ciclone?</strong></p>
<p><em>La prevedibilità è una questione delicata. I fenomeni più sono piccoli in scala più sono difficili da prevedere. Ma la prevedibilità è solo una delle questioni, perché se poi non ci sono le infrastrutture adeguate ad affrontare questo tipo di fenomeni…la previsione da sola non basta, serve un sistema di allertamento, serve un sistema di protezione civile che prepari la popolazione.</em></p>
<p><strong>Come ci si difende dai cicloni?</strong></p>
<p><em>Il comportamento che si adotta è quello che si ha quando si affrontano piogge torrenziali perché il rischio del ciclone è quello legato alle inondazioni oltre a quello legato ai venti molto forti. Nei cicloni di tipo tropicale ci sono sia grandi quantità di pioggia che cadono e allo stesso tempo venti molto forti. Come accaduto in Cirenaica dove i venti che spingono l’acqua verso la terra ferma – storm serch- creano un innalzamento del livello del mare proprio sotto la spinta dell’acqua e questo genera delle onde che creano erosione costiera e permettono all’acqua di entrare nella terra ferma.</em></p>
<p><strong>Quando si dissolve il ciclone?</strong></p>
<p><em>Come dicevo il ciclone trae la sua energia da quella del mare. Approdando sulla terra ferma perde la sua fonte primaria di energia e la sua struttura verticale tende a rompersi. È così che perde potenza.</em></p>
<p><strong>L’intelligenza artificiale può contribuire allo sviluppo di modelli di previsione?</strong></p>
<p><em>Ci sono tanti modi in cui l’intelligenza artificiale o machine learning può essere utile. Consideri che tutti i modelli sono delle approssimazioni della realtà; e se si vuole ricostruire la realtà tramite modelli c’è una scelta di parametri che sono arbitrari e molto ampi. Il machine learning ci può venire in contro individuando i valori migliori per questi parametri.</em></p>
<p><em>Sono stati pubblicati degli articoli che mostrano come dei modelli basati sull’intelligenza artificiale ottengano performance migliori nella previsione metereologica. Mi spiego: gli algoritmi hanno bisogno di un periodo di tempo che si chiama training durante il quale gli algoritmi si ottimizzano. Terminato il training, questi algoritmi si possono utilizzare anche per fare delle previsioni perché hanno imparato da un bagaglio di esperienze che riescono ad elaborare in maniera migliore.</em></p>
<p><em>Da una parte ci sono modelli basati sulle leggi della fisica, sulle equazioni che descrivono il moto dei fluidi che sono la cosa più vicina alla realtà che possiamo avere ma che dal punto di vista computazionale sono molto pesanti, in termini di calcolo ed uso delle risorse.</em></p>
<p><em>Dall’altro ci sono questi modelli di intelligenza artificiale che hanno bisogno di un periodo di training lungo ma che poi una volta ottimizzati riescono ad avere una previsione con un uso di risorse bassissimo.</em></p>
<p><em>Le due cose non si escludono a vicenda, i modelli di intelligenza artificiale avranno comunque bisogno di un dataset basato su dei modelli che descrivono le leggi della fisica in maniera rigorosa per avere un training e questo è un esempio di come si usa l’intelligenza artificiale.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@nasa?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">NASA</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/i9w4Uy1pU-s?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
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		<title>Jeanne du Barry. Tra Coppola e Maïwenn, una verità storica a metà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2023 17:39:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Jeanne Du Barry]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/22323532-1931-40E1-AF91-CC10AFFC310B.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/22323532-1931-40E1-AF91-CC10AFFC310B.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/22323532-1931-40E1-AF91-CC10AFFC310B-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/09/22323532-1931-40E1-AF91-CC10AFFC310B-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>L’ultima favorita di Luigi XV è stata rappresentata molte volte sul grande schermo senza mai giungere ad un’immagine condivisa della più detestata cortigiana della storia di Francia. Due le interpretazioni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/09/04/jeanne-du-barry-tra-coppola-e-maiwenn-una-verita-storica-a-meta/">Jeanne du Barry. Tra Coppola e Maïwenn, una verità storica a metà</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>L’ultima favorita di Luigi XV è stata rappresentata molte volte sul grande schermo senza mai giungere ad un’immagine condivisa della più detestata cortigiana della storia di Francia. Due le interpretazioni più iconiche: quella di Asia Argento che nel 2006 ha vestito i suoi panni in &#8220;Marie Antoinette&#8221; di Sofia Coppola e il recente &#8220;Jeanne du Barry&#8221; diretto e interpretato dall&#8217;attrice, modella e regista Maïwenn.</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p><em>Roma, 4 settembre 2023</em> – Marie-Jeanne Bécu, contessa du Barry (1743-1793) è un personaggio difficile da evitare se si parla della vita alla corte di Versailles.</p>
<p>A partire dal 20 aprile 1769 è la <em>favorita</em> di Luigi XV di Borbone ma è odiatissima dalla corte, dalle figlie del re – le perfide <em>Mesdames</em>– e da Maria Antonietta d’Asburgo Lorena; la sua vita è nota e ricca di aneddoti, sebbene molti di dubbia veridicità, che restituiscono una polarizzazione del personaggio. È proprio questa mancanza di unanime consenso che l’ha resa duttile alle esigenze narrative della scrittura cinematografica. Chi era veramente la contessa?</p>
<p>Sappiamo con certezza che Jeanne proviene da una famiglia misera e che grazie alla sua avvenenza ottiene i favori di molti uomini fino a quando, all’età di 25 anni, viene presentata a corte e Luigi XV, all’epoca 58enne, se ne invaghisce. Sarà lei l’ultima favorita del re e gli starà accanto fino a quando, in punto di morte, sarà allontanata dal capezzale del sovrano affinché questi possa prendere gli ultimi sacramenti e pentirsi.</p>
<p>Jeanne fu infatti motivo di grande scandalo a corte per i suoi modi, le sue frivolezze e le sue origini plebee non le furono mai perdonate e il matrimonio di convenienza con il Conte Guglielmo Du Barry non cambiò nulla nell’atteggiamento che la corte le riservava. Tuttavia fu vera icona di stile e amante delle arti nonché punto di riferimento per la moda a corte fino alla salita al trono di Maria Antonietta d’Asburgo Lorena consorte del re di Francia Luigi XVI di Borbone, delfino di Luigi XV nonché suo nonno perito per aver contratto il vaiolo.</p>
<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-59137" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/tumblr_ng8o0ilZS01qatfdco3_r1_500.jpg" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/tumblr_ng8o0ilZS01qatfdco3_r1_500.jpg 500w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/tumblr_ng8o0ilZS01qatfdco3_r1_500-300x168.jpg 300w" alt="" width="500" height="280" data-id="59137" /><figcaption class="wp-element-caption">Asia Argento in “Marie Antoinette” di Sofia Coppola</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-59139" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/036_JDB_SB_0414_OK-%C2%A9-Stephanie-Branchu-Why-Not-Productions-1024x683.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/036_JDB_SB_0414_OK-%C2%A9-Stephanie-Branchu-Why-Not-Productions-1024x683.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/036_JDB_SB_0414_OK-%C2%A9-Stephanie-Branchu-Why-Not-Productions-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/036_JDB_SB_0414_OK-%C2%A9-Stephanie-Branchu-Why-Not-Productions-768x512.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/036_JDB_SB_0414_OK-%C2%A9-Stephanie-Branchu-Why-Not-Productions-1536x1024.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/036_JDB_SB_0414_OK-%C2%A9-Stephanie-Branchu-Why-Not-Productions-2048x1366.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="683" data-id="59139" /><figcaption class="wp-element-caption">Maïwenn e Jonny Depp © Stéphanie Branchu – Why Not Productions</figcaption></figure>
</figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le due contesse: le versioni cinematografiche di Coppola e Maïwenn</strong></p>
<p><strong>Sfacciata, arrogante, maleducata</strong>, <strong>irriverente.</strong> La Jeanne du Barry interpretata da una magifica Asia Argento diverge in tutto da quella di Maïwenn Le Besco che la ritrae invece <strong>intelligente, spensierata ed amorevole</strong>. Sembra impossibile che il riferimento storico sia lo stesso.</p>
<p>La spiegazione di un tale contrasto si trova nelle intenzioni che sono alla base delle due sceneggiature.</p>
<p>La prima, quella di Sofia Coppola, da spazio al personale punto di vista di una giovane ed inesperta Maria Antonietta e si basa su una delle biografie più accurate, quella scritta da Antonia Fraser Maria Antonietta – <em>La solitudine di una regina</em>.</p>
<p>Accolto freddamente al Festival di Cannes del 2006 (non sono mancati i fischi alla prémiere), la stima della critica per “Marie Antoinette” interpretata da una inappuntabile Kirstine Dunst è cresciuta negli anni ed oggi è considerato uno dei capolavori del cinema storico. Coppola ci offre un racconto indulgente con la giovane arciduchessa, catapultata in una corte molto diversa da quella asburgica in cui era cresciuta e nella quale dovrà trovare il modo di sopravvivere. Una lettura inedita e mai tentata nella cinematografia, tanto attratta dagli eccessi e dalle frivolezze senza senso della regina, che esplora la solitudine di una donna a cui – seppur nel lusso- tutto è negato.</p>
<p>Dunque, nella regia di Sofia Coppola, Jeanne di Barry appare volgare, sgraziata, eccessiva. Questa immagine corrisponde a pieno al modo in cui Maria Antonietta certamente percepiva la Contessa, come testimoniato dalla lettera indirizzata alla madre – Maria Teresa d’Austria- scritta il 9 luglio 1770 e cioè pochi mesi dopo il suo arrivo a Versailles, avvenuto a maggio del 1770. Scrive la Delfina: <em>Fa davvero pietà la debolezza che [</em>il re Luigi XV<em>] ha per Madame Du Barry che è la più stupida e impertinente creatura che si possa immaginare. Ella ha giocato tutte le sere con noi a Marly; si è trovata due volte accanto a me, ma non mi ha parlato, e io non fatto conversazione con lei; ma quando era necessario, io le ho parlato.</em></p>
<p>L’ambiente ostile alla contessa era ampiamente fomentato dalle Mesdames che non tolleravano che una giovane plebea, sebbene resa contessa prima di essere presentata a corte, potesse ricoprire un ruolo così importante. E Maria Antonietta si adeguò a questo disprezzo.</p>
<p>Agli antipodi, la Jeanne du Barry proposta da Maïwenn Le Besco è una donna consapevole delle sue origini, colta, benevola, spontanea. Sinceramente innamorata di Luigi XV, con il quale instaura un pubblico gioco di complicità e intesa, non viene compresa dalla corte che la ha ridicolizzata per ogni suo gesto o sentimento mal celato.</p>
<p><strong>Si tratta forse di un ritratto più fedele </strong>poiché la storia ci riporta che per scongiurare la sua decapitazione, avvenuta nel dicembre del 1793, furono raccolte delle firme in suo favore di cui però il tribunale non tenne conto. Alla storia è anche passata per la sua intercessione a favore di una giovane condannata a morte per infanticidio e grazie a lei salvata, come anche per le sue donazioni e per le buone maniere verso i servitori. Inoltre fu amica personale di Voltaire, commissionò numerose opere ai pittori Fragonart e Vien.</p>
<p><strong>I punti di contatto: alcuni episodi storici</strong></p>
<p>Le due pellicole hanno riportato alcuni fatti storici che vedono la Du Barry protagonista.</p>
<p>Il primo è anche il primo incontro con Maria Antonietta, avvenuto ad una cena alla quale la du Barry diede spettacolo. Nella versione di Coppola, la Contessa non lesina rutti a tavola mentre in quella di Maïwenn risplende per il magnifico abito. Come si siano però realmente svolti i fatti, non si sa.</p>
<p>Il secondo è il celeberrimo diritto di parola: in virtù del suo rango, la Contessa non poteva rivolgersi in pubblico per prima a un membro della famiglia reale. Sappiamo, dalle stesse lettere di Maria Antonietta e da altri resoconti degli ambasciatori a corte, che ci furono degli scambi di circostanza tra le due. Maria Antonietta però attese il 1772 per rivolgerle <strong>pubblicamente</strong> queste parole: <em>Il y a bien du monde aujourd’hui a Versailles</em> (C’è molta gente oggi a Versailles) che furono sufficienti a legittimare la du Barry e ad evitare la rottura dei rapporti tra Austria e Francia. Osteggiare la favorita del re era infatti un esplicito giudizio morale sulle scelte del sovrano, un oltraggio intollerabile. Preoccupata, l’imperatrice Maria Teresa sollecitò ripetutamente la figlia a cambiare atteggiamento ricordandole che, in quanto Delfina di Francia per aver sposato Luigi XVI, era la prima dei sudditi di Luigi XV e che come tale doveva sottomettersi alla sua volontà. Furono quindi le manovre diplomatiche dell’ambasciatore austriaco Mercy-Argentau che indussero finalmente Maria Antonietta a capitolare. Nessuna delle due pellicole però è fedele a quanto realmente accaduto. La “conversazione” avvenne il primo gennaio nelle camere private di Maria Antonietta alla presenza del marito Luigi XVI in occasione degli auguri ricevuti per il nuovo anno.</p>
<p>Il terzo episodio raccontato da entrambi i lungometraggi è la presenza di un paggio di colore, Zamor. Amatissimo nella pellicola della Maïwenn ma maltrattato in quella di Coppola. E forse qui la verità sta nel mezzo, considerato che fu proprio il giovane a denunciare la Contessa al tribunale rivoluzionario che la condannò alla ghigliottina, anche se è accertato che fu lei a garantirgli istruzione ed educazione e che lo trattò sempre con grande favore.</p>
<p>Da ultimo, il momento che mette fine alla sua onnipotenza a Versailles: la prematura morte del re avvenuta nel 1774. Sappiamo che gli fu accanto nonostante il vaiolo – malattia pericolosissima che aveva già mietuto numerose vittime nelle famiglie reali di tutta Europa- e che fu allontanata in punto di morte per consentire al sovrano di pentirsi. Una fuga precipitosa, priva di amore e compassione, piena di rancore nella versione di Coppola, una uscita in grande stile, appassionata e sinceramente affranta quella della Maïwenn. Unico punto in comune: il desiderio del Luigi XV di averla accanto fini all’ultimo respiro.</p>
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<figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-59141 size-full" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/Madame_du_barry-850x1024.jpg" sizes="(max-width: 850px) 100vw, 850px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/Madame_du_barry-850x1024.jpg 850w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/Madame_du_barry-249x300.jpg 249w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/Madame_du_barry-768x926.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/Madame_du_barry-1274x1536.jpg 1274w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/09/Madame_du_barry.jpg 1593w" alt="" width="850" height="1024" /></figure>
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<p><a href="https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Madame_du_barry.jpg" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Madame du Barry ritratta da di François-Hubert Drouais</a> (1771) – fonte: Wikipedia</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><em>L’appartamento a Versailles della Contessa du Barry è stato riaperto al pubblico nel 2023 dopo un lungo e accurato intervento di restauro che ha interessato tutte le 14 stanze che lo compongono. Qui i dettagli per la visita: <strong><a href="https://en.chateauversailles.fr/news/life-on-estate/reopening-madame-barry-apartment#entry-tickets" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Appartamenti privati di Madame du Barry</a></strong></em></p>
<p>photocover: Jeanne du Barry – La Favorita del Re © Stéphanie Branchu &#8211; Why Not Productions</p>
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		<title>Andrea Purgatori, il giornalista d’inchiesta che non ha mai smesso di cercare la verità</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/19/andrea-purgatori-il-giornalista-dinchiesta-che-non-ha-mai-smesso-di-cercare-la-verita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=andrea-purgatori-il-giornalista-dinchiesta-che-non-ha-mai-smesso-di-cercare-la-verita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Jul 2023 18:23:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Purgatori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="580" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/DABFFFA5-E73A-492A-B6F7-042554BACBB3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/DABFFFA5-E73A-492A-B6F7-042554BACBB3.png 580w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/DABFFFA5-E73A-492A-B6F7-042554BACBB3-300x197.png 300w" sizes="(max-width: 580px) 100vw, 580px" /></p>
<p>E&#8217; scomparso un grande professionista del giornalismo, indissolubilmente legato a numerose inchieste. Tra le più importanti quella sulla strage di Ustica, divenuta anche un film cui Andrea Purgatori curò la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>E&#8217; scomparso un grande professionista del giornalismo, indissolubilmente legato a numerose inchieste. Tra le più importanti quella sulla strage di Ustica, divenuta anche un film cui Andrea Purgatori curò la sceneggiatura. &#8220;Il muro di gomma&#8221;, presentato alla 48esima edizione del Festival del Cinema di Venezia</em></p>
<p><em>Roma, 19 luglio 2023</em> – Il mondo del giornalismo italiano piange oggi la immatura e fulminea scomparsa di Andrea Purgatori, conosciuto in particolare per le inchieste pubblicate dal Corriere della Sera e che lo hanno portato da giovanissimo a seguire numerosi casi di cronaca.</p>
<p>È morto oggi in ospedale a Roma, vittima di una improvvisa malattia. Andrea Purgatori aveva 70 anni.</p>
<p>Inizia la sua carriera come inviato di guerra nel conflitto in Libano, nel 1982, e oltre alla collaborazione con il Corriere della Sera è stato anche autore televisivo per alcuni programmi di approfondimento giornalistico per la Rai e negli ultimi anni ha condotto “Atlantide”, in onda su La7.</p>
<p>Il suo nome resterà indissolubilmente legato alla vicenda di Ustica, l’incidente aereo che il 27 giugno 1980 costò la vita agli 81 passeggeri del DC 9 della compagnia aerea Itavia. Decollato da Bologna, sarebbe dovuto atterrare a Palermo, ma alle 20 e 59 di quella sera il velivolo sparì dai radar.</p>
<p>Cosa accadde realmente? A distanza di decine di anni ancora nessuna certezza ma furono le inchieste del Corriere della Sera, firmate da Andrea Purgatori, a mantenere sempre viva l’attenzione.</p>
<p>In una intervista rilasciata ad AGI, Purgatori racconta così l’inizio dell’inchiesta: “<em>La sera della tragedia  non scrissi nulla, chiamai il Corriere e chiesi che cosa era accaduto, non  potevo certo scrivere un pezzo su qualcosa che mi era stato detta al telefono</em>. <em>Il 29 io scrissi il mio primo articolo nel quale avanzavo anche l’ipotesi dell’abbattimento, perché il giorno dopo la tragedia avevo lavorato ascoltando piloti, una serie di persone e tutti, chi con un sospetto chi con qualcosa più di un sospetto pensavano fosse accaduto questo. In prima pagina c’era anche un disegno con le varie ipotesi, tra cui anche l’abbattimento dell’aereo. Tra le informazioni che avevo avuto, quello che avevo raccolto e le posizioni ufficiali c’era una distanza abissale – chiarisce –  la tesi era quella dell’aereo che aveva dei problemi, privo della manutenzione giusta, si parlava di cedimento strutturale, tutta la responsabilità andava a ricadere sull’aereo e sulla compagnia</em>“</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-57091" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Il_muro_di_gomma-300x214.png" sizes="(max-width: 217px) 100vw, 217px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Il_muro_di_gomma-300x214.png 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/07/Il_muro_di_gomma.png 490w" alt="" width="217" height="155" /><figcaption class="wp-element-caption">Una scena de “Il muro di gomma”</figcaption></figure>
</div>
<p>La sua meticolosa attività giornalistica è poi sfociata nella sceneggiatura de “<strong>Il muro di gomma</strong>“, il film diretto da Marco Risi nel 1991, che trasmette allo spettatore la stessa amarezza provata da Purgatori di fronte a quel muro di gomma, un muro di omertà, che il giornalista ha percepito fin dai primi giorni e che tutt’ora avvolge il fatto.</p>
<p>Sempre dal suo lavoro di giornalista d’inchiesta sono nate altre collaborazioni, quali la sceneggiatura de “<strong>Il giudice ragazzino</strong>“, diretto da Alessandro Di Robilant, che porta al grande pubblico la conoscenza della vita del giudice siciliano Rosario Livatino, ucciso dalla mafia il 21 settembre 1981 e il recente documentario “<strong>Vatican girl</strong>“, per Netflix, sulla vicenda insoluta della scomparsa di Emanuela Orlandi.</p>
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		<title>Siccità. Cambiare le strategie per non rimanere a secco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Apr 2023 18:11:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Siccità]]></category>
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<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Parliamo di siccità. Ci siamo accorti che anche in Italia la questione stava prendendo una brutta piega nel <a href="https://www.paeseitaliapress.it/ambiente/2022/06/19/siccita-siamo-in-emergenza/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">corso dell’estate 2022</a>. Le immagini del fiume Po in secca, la risalita di acqua salmastra dalla foce a danno delle irrigazioni, gli appelli all’uso razionale di acqua nelle grandi città: con l’arrivo dell’inverno ci siamo però illusi che la questione fosse rimandata al prossimo anno e invece no.</p>
<p>La novità dell’Italia, infatti, è che nel corso del mese di gennaio sono iniziati i <strong>razionamenti di acqua potabile</strong> in alcune aree delle regioni a nord ovest<strong>. L’altra novità è che i razionamenti non avvengono a valle ma in montagna</strong>. Le autobotti procedono in senso inverso raggiungendo i paesini montani; il 6,5% dei comuni di Piemonte e Lombardia sta ricorrendo a questa modalità per garantire l’approvvigionamento di acqua.</p>
<p>“<em>A cavallo tra il 2022 e il 2023 sono diminuite le precipitazioni, con punte del 60% in meno rispetto all’inverno precedente e questo ha determinato un mancato rinnovo delle </em><strong><em>fonti idriche</em></strong><em>. Aggiungiamo che il nord Italia è sempre stato caratterizzato da un certo </em><strong><em>stoccaggio nevoso</em></strong><em>, per cui la neve che cade in inverno viene rilasciata gradualmente nei mesi successivi. Ma quest’anno lo stoccaggio non ci sarà, replicando ed aggravando una situazione già verificatasi nel corso della primavera-estate del 2022 con i noti episodi di carenza idrica diffusa.</em></p>
<p>Basta questa osservazione a dare la dimensione del problema ed in effetti quasi non ho più domande da porre a<strong> Luigi Petta</strong>, responsabile del laboratorio ENEA per l’uso e la gestione efficiente di acqua e reflui. Avrei sperato di sentire che il problema fosse legato all’uso sconsiderato di acqua, alla mancanza di investimenti e invece è <strong>la natura che ha perso il suo ciclo</strong>. Ed è uno degli effetti dei cambiamenti climatici.<br />
Leggi anche <a href="https://www.paeseitaliapress.it/ambiente/2022/06/24/allarme-siccita-assediate-citta-e-campagne/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Allarme siccità: assediate città e campagne</a></p>
<p><strong>Avremmo potuto evitare questa situazione?</strong></p>
<p><em>Sicuramente non abbiamo fatto del nostro meglio come sistema paese per fronteggiare questo problema o per riconoscerne la rilevanza. L’Italia viene da diversi decenni di scarsità di investimenti nel settore idrico e questo è dovuto a molteplici fattori che vanno dall’interesse del decisore politico di intervenire sulla questione in ottica preventiva, quando i problemi erano ben altri, sino poi alle problematiche connesse all’assetto gestionale del servizio idrico che pure determina delle criticità.</em></p>
<p><strong>Perché in Italia l’acqua è stata data così per scontata?</strong></p>
<p><em><strong>È tipico dei sistemi economici in cui ci sono beni in disponibilità praticamente illimitata e quindi non acquisiscono un preciso valore economico</strong>. Purtroppo, ci troviamo in una società di consumo in cui l’importanza delle cose è data dal valore economico, c’è poco da fare. Un valore economico basso porta le persone a non rispettare quel bene, a non ritenerlo importante. </em><strong><em>Quanto ci pesa lasciare un rubinetto aperto?</em></strong><em> Poco e niente. Può esserci una leva etica che porta il singolo a consumare meno, ma l’impatto economico della scelta è quasi impercettibile.</em> <em>In tal senso, il rafforzamento di meccanismi incentivanti potrebbe favorire l’applicazione di comportamenti e pratiche virtuose.</em></p>
<p><strong>Eppure molte regioni del Sud e del Centro vivono il tema della scarsità dell’acqua. Non dovrebbe esserci una consapevolezza diversa?</strong></p>
<p><em>Il tema della scarsità dell’acqua è presente in numerose regioni italiane, tipicamente al centro e al sud. Tuttavia anche queste regioni non hanno attuato interventi di prevenzione di grande portata in quanto </em><strong><em>ci si è abituati ai razionamenti estivi, è quasi una tradizione</em></strong><em>. Nel nord, invece, si è finora potuto contare su una certa abbondanza di acqua; è vero che il tema non è nuovo e quindi nel frattempo diverse azioni per </em><strong><em>mitigare gli effetti della siccità</em></strong><em> sono state intraprese, ma nella maggior parte dei casi si tratta di azioni di tipo dimostrativo e, di certo, non tali da consentire di fronteggiare un calo così significativo di precipitazioni come quello verificatosi quest’anno.</em></p>
<p><strong>Lo scenario quindi quale è?</strong></p>
<p><em>L’Italia vive una serie di </em><strong><em>paradossi </em></strong><em>dal punto di vista della gestione della risorsa idrica. Consideri che: siamo la nazione che preleva più acqua a scopo potabile in Europa; siamo i maggiori consumatori di acqua minerale in Europa; siamo tra i paesi con il maggior tasso di perdite nella rete acquedottistica (su 100 litri di acqua immessi nel sistema, 42 vengono persi e 58 arrivano a destinazione); siamo il paese che da un lato ha la tariffa idrica tra le più basse d’Europa e siamo conseguentemente tra i paesi che investono meno – per abitante- sul servizio idrico. Va però aggiunto che nell’ultimo periodo si osservano elementi che lasciano sperare in un cambio di direzione, come ad esempio gli investimenti programmati con il PNRR.</em></p>
<p><strong>Quali sono gli utilizzi dell’acqua?</strong></p>
<p><em>Gli utilizzi di acqua sono di tre tipi: il principale è quello per l’agricoltura, che assorbe oltre il 50% del prelievo totale; a seguire vi sono gli usi industriali, in particolare quelli relativi al comparto agro-industriale e zootecnico, che sono prossimi al 30% ed infine vi sono gli usi residenziali o assimilati ai residenziali assorbono circa il 20% delle risorse idriche.</em></p>
<p><strong>Partiamo proprio dagli usi di tipo residenziale. Spesso ho la sensazione, da cittadina che si attiene alle indicazioni sul risparmio idrico, che i miei sforzi si perdano nello spreco di altri. È come se non arrivasse mai una ricompensa.</strong></p>
<p><em>In ambito residenziale occorre incrementare la consapevolezza dei consumi, anche mediante sistemi di contabilizzazione intelligente. Si discute anche dell’inserimento di meccanismi premiali. In primis per i grossi utilizzatori. Il mondo residenziale in quanto numericamente importante può determinare un impatto: se tutti risparmiamo si generano dei risparmi consistenti; ma non perdiamo di vista che occorre efficientare la parte agricola e quella industriale.</em></p>
<blockquote class="wp-block-quote">
<p class="has-text-align-right">Leggi anche <a href="https://www.paeseitaliapress.it/ambiente/2022/07/10/20-consigli-enea-per-il-risparmio-idrico-ed-energetico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Siccità. I 20 consigli ENEA per il risparmio idrico (ed energetico)</a></p>
</blockquote>
<p><strong>Cosa fa la parte industriale?</strong></p>
<p><em>Alcuni gestori virtuosi hanno iniziato a ricorrere a fonti non convenzionali, come avviene nelle pratiche di riutilizzo degli </em><strong><em>effluenti depurati.</em></strong><em> Tuttavia, va segnalato che in Italia la maggior parte delle aziende idroesigenti sono anche dotate di impianto di trattamento interno. Quello che anche come Enea cerchiamo di agevolare è chiusura dei cicli idrici in ambito produttivo, per fare in modo che o a livello di singola linea produttiva o agendo sull’impianto di depurazione le acque prodotte vengano trattate e rese riutilizzabili all’interno del ciclo produttivo </em><strong><em>limitando sempre di più il ricorso a </em></strong><em><strong>nuove fonti idriche</strong>.</em></p>
<p><strong>E l’agricoltura?</strong></p>
<p><em>L’ostacolo maggiore è la resistenza al cambiamento delle modalità lavorative e produttive; occorre superare l’inerzia fisiologica di sistema e cercare di fare grandi numeri. Pensiamo ad esempio all’irrigazione goccia a goccia: ci sono aziende che l’hanno sperimentata, adottata e poi praticata con successo. L’ulteriore sviluppo è quello dell’introduzione di sistemi “smart” di fertirrigazione delle colture e di sistemi di irrigazione intelligente per migliorare l’efficienza irrigua. Finora tali azioni tendono ad essere azioni isolate, apparentemente più a scopo dimostrativo che sistemico, volte per lo più a dimostrare la fattibilità di alcune pratiche.</em></p>
<p><strong>Esiste un problema di trasferimento tecnologico?</strong></p>
<p><em>Lo sviluppo tecnologico deve essere continuo e costante, ma attualmente il problema non è di natura tecnologica. Piuttosto, bisogna fare in modo che </em><strong><em>la massa degli utenti idrici, in particolare quelli agricoli e produttivi, prenda consapevolezza del mutato contesto ed abbracci questi nuovi sistemi</em></strong><em>, che devono essere supportati da un quadro normativo attuale ed efficace. È chiaro che si tratta di investimenti economici e che devono essere sostenibili, su tale fronte si potrebbe fare ricorso a leve incentivanti. </em><strong><em>Il problema non è la mancanza di tecnologia ma fare in modo che diventino di larga adozione. Questa è la sfida ora</em></strong><em>.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto: Pixabay</p>
</div>
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		<title>Brexit. Londra approva il protocollo tra UE e Irlanda del Nord</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/24/brexit-londra-approva-il-protocollo-tra-ue-e-irlanda-del-nord/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=brexit-londra-approva-il-protocollo-tra-ue-e-irlanda-del-nord</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 20:02:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Brexit]]></category>
		<category><![CDATA[Irlanda]]></category>
		<category><![CDATA[Stormont Brake]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Con uno schiacciante voto favorevole, Londra approva la parte del Protocollo sull’Irlanda del Nord relativa al meccanismo di brake. Contrari solo 29 deputati capitanati dall’ex primo ministro Boris Jhonson; tra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/24/brexit-londra-approva-il-protocollo-tra-ue-e-irlanda-del-nord/">Brexit. Londra approva il protocollo tra UE e Irlanda del Nord</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/29BBF328-4747-42BD-A463-509C9E6BBEAF-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Con uno schiacciante voto favorevole, Londra approva la parte del Protocollo sull’Irlanda del Nord relativa al meccanismo di brake. Contrari solo 29 deputati capitanati dall’ex primo ministro Boris Jhonson; tra di loro i rappresentanti del partito unionista nord irlandese. Terminano così i negoziati della Brexit dell’Irlanda del Nord conclusi con l’Unione Europea. </em></p>
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<p><em>Roma, 24 marzo 2023</em> –<em>It’s done</em>. Lo aveva annunciato lo scorso febbraio il Primo Ministro inglese Rishi Sunak ma stavolta è davvero concluso. Con 515 voti favorevoli e 29 contrari la Camera dei Comuni di Westminster ha approvato la parte del Protocollo sull’Irlanda del Nord relativa al meccanismo di <em>brake</em> (<em>veto</em> secondo la traduzione britannica, <em>freno</em> nella traduzione europea), nel più ampio quadro dell’accordo di Windsor presentato lo scorso febbraio raggiunto con l’Unione Europea e che riguarda l’annosa vicenda della Brexit dell’Irlanda del Nord.</p>
<p>Il primo ministro porta dunque a casa una nuova stagione di collaborazione con l’UE lasciando l’Irlanda del Nord dentro al Mercato Unico. Una situazione che lo stesso Sunak non ha esitato a definire “<em>la più favorevole situazione di mercato mai esistita nel mondo</em>” (<a href="https://www.paeseitaliapress.it/wp-admin/post.php?post=52533&amp;action=edit" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui un approfondimento</a>). In pratica dal punto di vista territoriale, l’Irlanda del Nord viene considerata dall’Unione come un unicum, senza distinguere tra la Repubblica d’Irlanda – membro dell’Unione- e l’Irlanda del Nord se non per l’accesso delle merci che, provenienti dal mercato britannico e contrassegnate dall’etichettatura UK only, dovranno comunque essere sottoposte al controllo doganale prima di entrare nella Repubblica d’Irlanda. Un vero paradiso commerciale.</p>
<p>Eppure, proprio da Belfast, arriva il voto contrario del DUP – il partito unionista.</p>
<p><strong>Perché il DUP è contrario</strong></p>
<p>Visto dal continente, il no degli otto deputati irlandesi del DUP all’accordo di Windsor è difficile da comprendere specialmente se si considerano le conseguenze che potrebbe avere sulla stabilità politica e sociale dell’ULSTER. Non sfugge, infatti, la stretta correlazione tra il no ad uno degli accordi più favorevoli mai concepiti da Bruxelles nei riguardi dell’Irlanda del Nord e le dinamiche interne sempre più agitate.</p>
<p><em>“Gli Unionisti non hanno voluto accettare la presidenza dell’Assemblea regionale dell’Ulster perché i nazionalisti hanno vinto e per la prima volta nella storia il primo ministro doveva passare ai nazionalisti, ma non c’è stato verso che gli unionisti accettassero questa vittoria – </em>ci spiega Enzo Farinella, giornalista e corrispondente da anni residente a Dublino<em>-. Ora con questo accordo hanno avuto quello che è un autentico “eldorado”, si trovano in una <strong>posizione privilegiatissima</strong>. Possono fare dell’Ulster un centro di grande importanza per tutta l’Europa perché tutto quello che arriva dal Regno Unito arriva tranquillamente e quello che arriva dall’Europa pure, fatte salve la green e la red line, in quanto l<strong>’UE ha voluto considerare l’Irlanda del Nord come parte integrante di tutta l’isola</strong>. Questo accordo mette anche insieme le due comunità, cattolica e protestante, che ancora vivono delle tensioni. <strong>Il no del DUP non è quindi un no all’accordo ma è un no alla vittoria dei nazionalisti.</strong> Si sono intrecciate le due questioni”.</em></p>
<p>Oggetto del dissenso è la parte dell’accordo cosiddetta “freno di Stormont” che consente a 30 parlamentari nord irlandesi di almeno due partiti diversi la possibilità di chiedere al Parlamento di Londra di bloccare l’applicazione di nuove leggi europee che potrebbero ledere la democrazia nord irlandese. Le norme europee relative al mercato unico, nel quale ricadrebbe l’Irlanda del Nord, vengono infatti votate nell’Unione Europea, ed è un processo regolamentare e legislativo a cui – a causa della Brexit- l’Irlanda del Nord non può più partecipare. Inoltre, il meccanismo di freno si applica solo alle nuove disposizione e non a quelle già esistenti.</p>
<p>Si tratta di ipotesi lesive residue (viste da Bruxelles) ma sufficienti a far temere al DUP – e solo a loro- che la democrazia nord irlandese possa esserne mortificata (dimenticando che i cittadini dell’Irlanda del Nord si erano espressi a maggioranza a favore del <em>remain</em> e che attendono con entusiasmo, stando agli ultimi sondaggi, l’entrata in vigore dell’accordo).</p>
<p><strong>Le conseguenze della posizione del DUP</strong></p>
<p>Sebbene l’accordo sia stato approvato (ufficializzato con la firma del vicepresidente della Commissione europea Maroš Šefčovič che lo ha negoziato per conto dell’UE), ora il timore è che si riacutizzi l’opposizione antieuropeista capitanata dal DUP.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Foto di <a href="https://unsplash.com/it/@rhox?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Rocco Dipoppa</a> su <a href="https://unsplash.com/it/foto/yxDhneWz3vk?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
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		<title>Dobbiamo fare bellezza e volare più in alto. Sempre. Il nuovo singolo di Giovanni Santese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jan 2023 21:12:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Dibbiamo fare bellezza]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Santese]]></category>
		<category><![CDATA[singolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/953BFCE8-925F-4C83-84AE-9868FA67731B.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/953BFCE8-925F-4C83-84AE-9868FA67731B.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/953BFCE8-925F-4C83-84AE-9868FA67731B-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/953BFCE8-925F-4C83-84AE-9868FA67731B-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Dobbiamo fare bellezza è il nuovo singolo di Giovanni Santese. Il cantautore pugliese affronta il tema del rapporto genitore figlio. Un testo maturo, da seguire con attenzione grazie anche alla&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Dobbiamo fare bellezza è il nuovo singolo di Giovanni Santese. Il cantautore pugliese affronta il tema del rapporto genitore figlio. Un testo maturo, da seguire con attenzione grazie anche alla graphic novel del videoclip. Un testo che coinvolge, molto vicino alla vita di chi lo ascolta e dal quale sia genitori che figli possono trarre spunti di reciproca comprensione.</p>
<figure class="entry-thumbnail"><figcaption class="wp-caption-text"></figcaption></figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Roma, 10 gennaio 2023</em>– Il nuovo anno per Giovanni Santese, cantautore italiano emergente, è iniziato con l’uscita di “Dobbiamo fare bellezza”, la seconda delle dieci tracce del nuovo album che sarà pubblicato nel corso del 2023. E non è l’unica novità. Santese ha infatti abbandonato il precedente nome d’arte “Non Giovanni” per riprendersi la propria identità “<em>Avevo già un nome ed averne un altro per la musica non aveva più senso, volevo essere la stessa persona</em>”.</p>
<p><strong>Rispetto al periodo di Non Giovanni ci sono stati dei cambiamenti artistici e musicali nel tuo stile?</strong></p>
<p><em>Il cambiamento artistico è relativo; la produzione invece ha certamente una mano artistica molto diversa perché è stata seguita da Taketo Gohara, un produttore italiano che ha lavorato con Capossella, Brunori e altri artisti. Abbiamo selezionato le canzoni prima di registrare ed è stato un lavoro abbastanza lungo e di ricerca nella scrittura.</em></p>
<p><strong>Come è nata la collaborazione con Taketo Gohara?</strong></p>
<p><em>Parlando con i ragazzi della mia etichetta – Irma Records- parlavo di chi, secondo me, sarebbe stato il produttore giusto del mio prossimo disco, ma era venuto fuori così per parlare. Era davvero una chiacchiera perché non credevo che Taketa Gohara si sarebbe interessato a me perché collabora con grandi artisti. Invece poi attraverso delle amicizie comuni e attraverso la mia etichetta che gli ha fatto ascoltare alcuni miei brani è nato un interesse. Adesso sono almeno tre anni che ci conosciamo e che collaboriamo. Alla fine le cose succedono e capitano più facilmente di quanto ci si aspetti.</em></p>
<figure class="wp-container-2 wp-block-gallery-1 wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-50800" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-211-1-683x1024.jpg" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-211-1-683x1024.jpg 683w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-211-1-200x300.jpg 200w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-211-1-768x1152.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-211-1-1024x1536.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-211-1-1365x2048.jpg 1365w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-211-1.jpg 1600w" alt="" width="683" height="1024" data-id="50800" /><figcaption>Giovanni Santese</figcaption></figure>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-50799" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-226-2-683x1024.jpg" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-226-2-683x1024.jpg 683w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-226-2-200x300.jpg 200w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-226-2-768x1152.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-226-2-1024x1536.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-226-2-1365x2048.jpg 1365w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/non-giovanni-by-l.z.-226-2.jpg 1600w" alt="" width="683" height="1024" data-id="50799" /><figcaption>Giovanni Santese e Taketo Gohara</figcaption></figure>
</figure>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa puoi dirci del tuo stile musicale?</strong></p>
<p><em>Sono certamente un cantautore e mi inserisco in questa scuola. I miei maestri sono Guccini, De Gregori, De André ma mi sento di poter dire di avere una mia struttura, molto scritta e con tratti letterari.</em></p>
<p><strong>Da deve nasce l’ispirazione dei tuoi testi?</strong></p>
<p><em>Le canzoni nascono dalla mia vita, mi lascio colpire dalle cose senza un filo conduttore. Non è una scrittura biografica, ma l’urgenza di scrivere viene certamente da esperienze che vivo e che sento profondamente.</em></p>
<p><strong>Cosa puoi dirci del tuo album di esordio?</strong></p>
<p><em>L’album è pronto anche se ancora non ha un titolo rivelatore ed uscirà in primavera. Le tracce sono pronte e ne sono uscite tre, è un disco importante e maturo che spero piaccia. Lo porterò in giro con un live che sto preparando in questi giorni e di cui ho affidato la direzione artistica a Lorenzo Kruger che ha girato il video di “Questo amore” e stiamo affinando progetto. Adesso sono concertato a preparare un bel concerto in giro per tutta Italia per tutto il 2023.</em></p>
<p><strong>Ti appoggerai al circuito dei club?</strong></p>
<p><em>Quelli che sono rimasti! Prima della pandemia ne esistevamo molti, adesso sono meno. I club che prediligo sono quelli che accolgono musica inedita senza puntare necessariamente al sold out. Ma comunque poi si va incontro alla primavera e all’estate e quindi anche sarò presente anche nei festival. L’idea è di quella di suonare tutta l’estate e per l’autunno fare uscire qualcosa di nuovo.</em></p>
<p><strong>Parliamo del tuo singolo <em>Dobbiamo fare bellezza che </em>immagino sia stato scritto per tuo figlio.</strong></p>
<p><em>Si, diciamo che parlare della mia vita privata non è il mio forte però ovviamente qualcosa entra nella mia scrittura. Il pezzo l’ho scritto quando mio figlio ha iniziato la scuola. È stato un momento forte e ho sentito l’esigenza di scrivere. È stato emblematico perché lo lasciavo da solo in una cosa nuova e sentivo una mia impotenza perché fino a quel momento un bambino lo ritieni sempre sotto la tua e il passaggio alla scuola lo immetteva in qualcosa di nuovo. Ho avvertito la certezza che qualsiasi cosa avessi fatto per proteggerlo non sarebbe stato sufficiente perché le cose, per farle bene nella vita, ad un certo punto le devi affrontare da solo. Questa consapevolezza un po’ amara mi ha dato l’impulso a scrivere. Vedo che adesso che il brano è nei circuiti e viene ascoltato, l’emozione del testo arriva ed è compresa.</em></p>
<p><strong>Ci sono due passaggi di questo singolo che vorrei commentare con te. Il primo è “<em>ti diranno di volare basso, ti servirà a volare ancora un po’ più in alto</em>” e il secondo è “<em>se sono stato bravo mi lascerai la mano mentre io parlo ancora</em>”.</strong></p>
<p><em>Il primo passaggio rappresenta un punto molto importante della canzone e molto intimo. Riguarda me ed è una cosa che mi è stata detta, che ho vissuto e che ho voluto riportare a mio figlio. Potrà esserci qualcuno che potrà dirti di volare basso, e forse ci potrà anche riuscire nel senso che dipende da chi te lo dice, se è una persona vicina che ti invoglia a stare rasente terra piuttosto che in alto fa male. Però è quando ti dicono di abbassare le aspettative che è il momento di reagire e di andare ancora più alto.</em></p>
<p><strong>E il secondo?</strong></p>
<p><em>Parlo del ruolo di un genitore che riesce a fare un passo indietro. Se avrò fatto bene il mio lavoro avrò accanto un figlio che ad un certo punto non vorrà nemmeno sentirli i miei consigli, qualsiasi essi siano, magari anche quelli saggi o belli. Un figlio ad un certo punto ti lascia la mano e va per la sua strada. O per lo meno questo è quello che mi aspetto certo potrà esser non dico doloroso ma la maturità vuole che un genitore sia contento quando il figlio cammina da solo.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per ascoltare il brano</strong>: <a href="https://www.youtube.com/watch?v=LTgFXpcz5hA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Dobbiamo fare bellezza</a></p>
<p>Illustrazione, Animazione e Montaggio di: Marco Annicchiarico – IG: @ma_draw.ing Etichetta: <a href="https://www.irmagroup.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Irma Records</a></p>
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		<title>Liberi dopo un trauma. La violenza di genere raccontata nei corti di Barbara Sirotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 05:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[25 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Aria e Libera sono due super short di 2 minuti e 59 secondi che riproducono l’esperienza vissuta in prima persona dalla stessa protagonista, Barbara Sirotti, vittima di una violenza subita&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Aria e Libera sono due super short di 2 minuti e 59 secondi che riproducono l’esperienza vissuta in prima persona dalla stessa protagonista, Barbara Sirotti, vittima di una violenza subita dalla persona a lei più cara: il suo ex compagno. Un’occasione per parlare dell’elaborazione del trauma con la psicologa Sabrina Melpignano e l’avvocato Monica Nassisi.</em></p>
<p><em>Roma, 24 ottobre 2022</em> – Una cornice di festa in uno spazio glam: la Festa del Cinema di Roma e gli spazi Spazio Roma Lazio Film Commission stridono con le proiezioni dei due corti – <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/2022/10/11/aria-elaborazione-di-una-violenza-alla-festa-del-cinema-di-roma-il-film-di-barbara-sirotti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aria e Libera</a>– che affrontano il tema di quella violenza di genere che riempie le cronache di quasi tutti i giorni. Parliamo della violenza subita dalla persona più vicina e che non dava segnali di poter essere così crudele: il proprio compagno. Barbara Sirotti, interprete e regista del corto “<strong>Aria</strong>” – il corto metraggio super short già vincitore di ben 61 riconoscimenti nazionali ed internazionali- e di “<strong>Libera</strong>”, il sequel presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, non risparmia nulla allo spettatore e lo trascina dentro un vortice temporale in cui il passato si mescola al presente e da cui la vittima esce solo “<em>uccidendo cinematograficamente</em>” sé stessa.</p>
<p>Barbara Sirotti, sostenuta da doppiatori tra cui Luca Ward, Francesco Pannofino e Benedetta degli Innocenti che hanno partecipato come voci e attori ai due corti, cede alla pellicola l’elaborazione dolorosa della violenza, un percorso rappresentato dalla metafora del calice amaro che la vittima, per ritrovare sé stessa, deve bere fino all’ultima goccia.</p>
<p>Un’elaborazione durante la quale è fondamentale il supporto di uno specialista.</p>
<p>È in questa veste che è intervenuta alla presentazione la psicoterapeuta Sabrina Melpignano, non ché membro della Sezione di Sabaudia di <a href="https://www.fidapa.org/HomePage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FIDAPA</a>, l’associazione che da anni è impegnata nell’educazione alla prevenzione della violenza di genere con numerose iniziative rivolte alle scuole e che ha sostenuto il progetto della Sirotti fin dall’inizio.</p>
<p><em>“La vittima di una violenza raramente viene in terapia di sua iniziativa. È inviata da un’amica, dalla mamma oppure si avvicina alla terapia per un tono dell’umore, per una sensazione di stanchezza e solo dopo molte sedute si inizia ad affrontare il trauma subito”. </em>La vittima vive una devastazione psicologica che la conduce ad amnesie dissociative, un meccanismo di protezione che la mente mette in atto per tutelare la persona ma che porta ad un distacco dalla realtà, ad un congelamento emotivo in cui non ci si sente più vivi.<em> “La terapia richiede molto tempo e pazienza, la persona è come stordita e si crea una bolla di protezione. Quando si inizia a risvegliare il ricordo allora si entra nella fase più delicata perché la consapevolezza della violenza subita genera sofferenza. È un livello a cui non tutti arrivano ma che è necessario per iniziare ad uscire e intravedere una luce”.</em></p>
<p>In questo quadro, spiega Melpignano, l’educazione dei giovani e la prevenzione sono le due azioni su cui occorre insistere. Tema su cui concorda anche l’avvocato penalista Monica Nassisi, da anni impegnata nella difesa delle vittime di pedofilia, della violenza di genere, dei maltrattamenti in famiglia, che evidenzia il dolore del farsi carico di processi a difesa delle vittime, spesso rappresentate dai famigliari in quanto non più vive.</p>
<p>“<em>La mia vita è cambiata con un caso in particolare, a volte è troppo anche per noi e dobbiamo farci aiutare</em> <em>da specialisti</em>”. Racconta di processi di cui non vorresti mai sentir parlare: una giovane donna colpita 47 volte dal compagno a cui è stato contestato solo l’omicidio semplice; una bambina costretta a subire rapporti e poi ad abortire; un pedofilo che ha tentato di comprare per 300 euro al mese una bimba. Tutti condannati. Ma non basta.</p>
<p>“<em>Queste situazioni devono essere intercettate prima, servono case rifugio che esistono ma sono di difficile accesso. Serve personale attento, troppo spesso le donne vengono rimandate a casa con troppa leggerezza dalle forze dell’ordine, talvolta viene consigliato di tornare con una denuncia scritta da un avvocato.</em> <em>E poi queste donne sono costrette a rivivere attraverso il racconto troppe volte la violenza subita</em>”.</p>
<p>“<em>Personalmente dubitavo di alcuni ricordi</em> – racconta Barbara Sirotti- <em>non ero più sicura di nulla e vivevo in un loop spazio temporale che ho cercato di raccontare nel secondo corto, Libera, in cui la percezione del tempo diventa circolare, e i fatti sono collegati non dalla razionalità ma dalle emozioni. Ho attraversato un deserto personale, difficile, ma ho dovuto attraversalo tutto per essere di nuovo libera. E ora sono libera</em>”.</p>
<p>Photocover : da sinistra, Marco Bonardelli, Barbara Sirotti, Benedetta degli Innocenti, Monica Nassisi e Sabrina Melpignano</p>
<p>Foto: Marta Tersigni</p>
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		<title>Tutti al mare? No, in campagna (elettorale)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Jul 2022 05:25:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Campagna elettorale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EAA5B983-8188-43F3-9685-BAACB752D661.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EAA5B983-8188-43F3-9685-BAACB752D661.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EAA5B983-8188-43F3-9685-BAACB752D661-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/EAA5B983-8188-43F3-9685-BAACB752D661-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Con lo scioglimento delle Camere decretato il 21 luglio dal Presidente Mattarella, cadono definitivamente i due tabù della politica italiana: il primo, non si vota in autunno; il secondo, non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/21/tutti-al-mare-no-in-campagna-elettorale/">Tutti al mare? No, in campagna (elettorale)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Con lo scioglimento delle Camere decretato il 21 luglio dal Presidente Mattarella, cadono definitivamente i due tabù della politica italiana: il primo, non si vota in autunno; il secondo, non si fa campagna elettorale in agosto. Con la colonnina del termometro che sfiora i 40 gradi che ruolo avranno le tribune politiche o i talk show? Quali saranno i canali attraverso cui gli italiani si formeranno un’opinione?</em></p>
<p><em>Roma, 22 luglio 2022 </em>– All’inizio fu il Papeete Beach, uno stabilimento balneare a Milano Marittima. L’allora Ministro degli Interni, Matteo Salvini, tra un <em>mojito</em> e l’altro, decretò la fine del Primo Governo Conte. Era il 20 agosto (2019), a nulla valse il ritiro della mozione di sfiducia presentata dalla Lega. Ma almeno il Ferragosto era stato risparmiato.</p>
<p>Deputati e Senatori fecero ritorno nella caldissima Capitale, innervositi più dalla fine delle ferie che dalla crisi, e Mattarella evitò le elezioni autunnali che, si diceva, “<em>non si fanno mai in autunno</em>”.</p>
<p>Questo tabù fu definitivamente superato nel 2021 quando, causa Covid, molti enti locali si ritrovarono a dover posticipare le elezioni per il rinnovo del Sindaco e si andò a votare in autunno. Il 3 e il 4 ottobre – le date in cui si svolse il primo turno- non furono legate al precipitare degli eventi. Nel 2021, infatti, si andava incontro ad una scadenza naturale degli organi, scadenza non più procrastinabile nemmeno con il perdurare della pandemia. I partiti ebbero il tempo di organizzarsi, pianificare strategie ed alleanze, curare i dettagli di una campagna di comunicazione lunga. L’allora Sindaco di Milano Sala annunciò la propria ricandidatura addirittura l’8 dicembre 2020. Quasi un anno prima.</p>
<p>Tranne rare eccezioni, a tutt’oggi senza logiche spiegazioni (come la candidatura di Enrico Michetti a Roma), i candidati più forti arrivarono preparati.</p>
<p>Non fu però così per i numerosi aspiranti consiglieri comunali che si trovarono ad affrontare città deserte alla ricerca di visibilità e di elettori sotto l’ombrellone, sperimentando la fatica di avviare una campagna elettorale senza nessuno intorno.</p>
<p>A conferma che oramai i due assiomi della politica (non si vota in autunno e non si fa comunicazione politica in estate) sono definitivamente infranti arriva lo scioglimento delle Camere niente meno che di 21 luglio. Fa caldo, in tutti i sensi.</p>
<p><strong>Non si vota in autunno…anzi si</strong></p>
<div class="wp-block-media-text alignwide has-media-on-the-right is-stacked-on-mobile">
<figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-45859 size-full" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/autumn-mott-rodeheaver-SPd9CSoWCkY-unsplash-683x1024.jpg" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/autumn-mott-rodeheaver-SPd9CSoWCkY-unsplash-683x1024.jpg 683w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/autumn-mott-rodeheaver-SPd9CSoWCkY-unsplash-200x300.jpg 200w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/autumn-mott-rodeheaver-SPd9CSoWCkY-unsplash-768x1152.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/autumn-mott-rodeheaver-SPd9CSoWCkY-unsplash-1024x1536.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/autumn-mott-rodeheaver-SPd9CSoWCkY-unsplash-1365x2048.jpg 1365w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/autumn-mott-rodeheaver-SPd9CSoWCkY-unsplash-scaled.jpg 1707w" alt="" width="683" height="1024" /></figure>
<div class="wp-block-media-text__content">
<p>Anzitutto si vota in autunno <strong>in pieno ciclo di bilancio</strong>.</p>
<p>Mai accaduto prima, e forse a buon ragione. La sessione per la formazione del bilancio dello Stato inizia infatti il 20 ottobre con una serie di tappe e adempimenti che non conoscono ritardi. Una marcia forzata che si ripete ogni anno e che deve necessariamente concludersi la notte del 31 dicembre.</p>
<p>Ce la faranno i nuovi eletti e il nuovo Governo a fare tutto per tempo?</p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Non si fa campagna elettorale d’estate…anzi si</strong></p>
<div class="wp-block-media-text alignwide is-stacked-on-mobile">
<figure class="wp-block-media-text__media"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-45858 size-full" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/vicko-mozara-m82uh_vamhg-unsplash-768x1024.jpg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/vicko-mozara-m82uh_vamhg-unsplash-768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/vicko-mozara-m82uh_vamhg-unsplash-225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/vicko-mozara-m82uh_vamhg-unsplash-1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/vicko-mozara-m82uh_vamhg-unsplash-1536x2048.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/vicko-mozara-m82uh_vamhg-unsplash-scaled.jpg 1920w" alt="" width="768" height="1024" /></figure>
<div class="wp-block-media-text__content">
<p>&nbsp;</p>
<p>In termini strategici, esistono solo due periodi dell’anno in cui avviare qualsiasi comunicazione risulta del tutto inutile: agosto e Natale.</p>
<p>Nella speranza che nessuno ci privi del pranzo più atteso dell’anno, vediamo come si prospetta questa torrida estate 2022.</p>
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</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le tempistiche della campagna elettorale</strong> <strong>2022</strong></p>
<p><strong>12, 13 e 14 agosto:</strong> deposito dei simboli elettorali<br />
<strong>21 e 22 agosto</strong>: presentazione delle liste di candidati presso le Corti d’Appello<br />
<strong>26 agosto</strong>: inizio della propaganda elettorale, con possibilità di affiggere manifesti elettorali, prende avvio ufficialmente 30 giorni prima del voto<br />
<strong>25 settembre</strong>: voto<br />
<strong>15 ottobre</strong>: prima seduta delle Camere. Tale termine è indicato dalla Costituzione che, all’articolo 61, prevede che la prima riunione abbia luogo non oltre il ventesimo giorno dalle elezioni</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che tipo di campagna elettorale ci aspetta</strong></p>
<p>Urlata e necessariamente corta.</p>
<p>Sarà una campagna in cui i leader dovranno urlare per attirare l’attenzione degli italiani sfiancati da ore di caldo estremo e finalmente, dopo di due anni di reclusione, in vacanza. <strong>Non si escludono incursioni nei villaggi turistici, nelle arene all’aperto, nelle sagre di paese e in amene località di riposo.</strong></p>
<p>Sarà la campagna dei “responsabili” contro gli “incoscienti”, due categorie fluide in cui di volta in volta si ritrovano tutti secondo un ciclo abbastanza prevedibile di accuse reciproche, in cui l’unico messaggio spendibile sarà “sono peggio di noi, non votateli”.</p>
<p>Ne parliamo con <strong>Giuseppe Fiordalisi,</strong> consulente di comunicazione, da alcuni anni impegnato in campagne politiche digital.</p>
<p><strong>Che tipo di campagna elettorale ci attende?</strong></p>
<p><em>Ci aspetta una campagna elettorale insolita sia dal punto di vista della tempistica sia dal punto della logistica. I partiti dovranno presentare i candidati nelle varie circoscrizioni entro il 15 agosto. Avranno un potere decisionale notevole non solo le sedi centrali ma anche le sedi regionali. Sicuramente si creerà scompiglio e molti mal di pancia in diverse giunte regionali poiché molti consiglieri regionali e assessori scenderanno in campo andando a ridefinire notevolmente il gioco-forza all’interno di queste sedi.</em></p>
<p><strong>Sarà una campagna nelle località di vacanza?</strong></p>
<p><em>Dal punto di vista della logistica, sarà una campagna “sotto l’ombrellone”, penso che i luoghi dediti alla campagna elettorale non potranno essere i soliti a cui siamo stati abituati (palazzetti, piazze, sale convegni ecc.). Matteo Salvini, ad esempio, già alcune estati fa ha ridefinito i luoghi della politica: lidi, discoteche e lungomari vedremo se anche gli altri leader lo seguiranno.</em></p>
<p><strong>Quali sono i punti di forza e di debolezza di una campagna elettorale estiva?   </strong></p>
<p><em>Un punto di debolezza sarà l’affluenza al voto. In questi ultimi anni in qualsiasi tipo di competizione elettorale abbiamo notato un calo drastico degli elettori che si sono recati alle urne. Nel nostro Paese, sembra che ormai vadano a votare soltanto i cosiddetti “fidelizzati”. Inoltre il periodo estivo e le possibili temperature torride sicuramente non andrebbero a giocare a favore della partecipazione popolare.</em></p>
<p><em>Un punto di forza potrebbero essere dal lato della comunicazione i social network. Se usati bene con strategie ben definite i vari leader possono intercettare tanti elettori sul bagnasciuga con “messaggi mirati”. A mio avviso una strategia vincente sarà privilegiare i video rispetto alle immagini. Inoltre, potrebbe essere l’occasione buona per veder sparire una volta per tutte dalle nostre città i classici manifesti elettorali anche con l’intento di essere più green. Che senso ha imbrattare i muri nelle strade deserte?</em></p>
<p><strong>Sarà una campagna inevitabilmente concentrata negli ultimi 10 giorni, tra il 15 e il 24 settembre, quando tutti i cittadini saranno rientrati dalle ferie e giusto in coincidenza con la ripresa a pieno ritmo sia dell’anno lavorativo che scolastico. </strong></p>
<p><em>Il rischio di una campagna elettorale fatta di spot lunghi un tweet o urlata è concreta. Sarà una sfida elettorale che si giocherà a suon di post e commenti, i consulenti della comunicazione dovranno essere bravi a definire una netiquette e non limitarsi a consigliare di togliere post sconvenienti come del resto è accaduto in queste ultime ore. <strong>Una campagna urlata andrà sicuramente ad impattare sia sul livello contenutistico (programmi) sia sul livello della partecipazione (affluenza)</strong>. Un caso eclatante sono state le elezioni amministrative a Verona, Milano e Roma. <strong>Vedremo infine che ruolo avranno i talk show: avrà senso ridefinire i palinsesti televisivi in estate? Quali target andranno a coinvolgere? Ci sarà la “chiamata alle armi” di opinionisti, giornalisti e in che modo?</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Photo by :</p>
<p><a href="https://unsplash.com/@marcooriolesi?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Marco Oriolesi</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/montecitorio?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
<p><a href="https://unsplash.com/@vicko?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Vicko Mozara</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/summer?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
<p><a href="https://unsplash.com/@autumnmott?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Autumn Mott Rodeheaver</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/autumn?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash</a></p>
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