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	<title>Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Caffè e cioccolato volano: Bruxelles, norme e rincari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 07:45:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/2B7598D7-165C-445B-8F48-05DC9193F8EC-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>di Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani Cosa c&#8217;è dietro alla lotta alla deforestazione sullo sfondo del regolamento UE 2023/1115, su caffè e cacao. Multinazionali e grandi industrie privilegiate, piccoli coltivatori&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>di Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani</em></strong></p>
<p><em>Cosa c&#8217;è dietro alla lotta alla deforestazione sullo sfondo del regolamento UE 2023/1115, su caffè e cacao. Multinazionali e grandi industrie privilegiate, piccoli coltivatori del Sud del mondo e PMI schiacciati. Per i consumatori  prezzi ad alta quota</em></p>
<p>24 gen. 2026  –  Negli ultimi ventiquattro mesi caffè e cioccolato hanno preso il volo… ma purtroppo solo nei prezzi. Nei supermercati, al bar e nelle pasticcerie, le tavolette e il caffè costano diversi euro in più rispetto al 2022, e non solo per i grandi brand o le marche storiche. Il rincaro colpisce tutti, dai prodotti sugli scaffali ai caffè serviti al tavolo, mentre piccoli coltivatori e piccole imprese si trovano a fare i conti con regole complesse e certificazioni sempre più impegnative.<br />
Molti indicano la <strong>borsa di Amsterdam</strong> come responsabile, ma oggi quella borsa non esiste più come mercato fisico e non decide direttamente i prezzi del cacao o del caffè. Resta un punto logistico e finanziario per <strong>futures</strong> e derivati legati alle materie prime, dove la scarsità può facilmente spingere i prezzi verso l’alto. Dietro tutto questo ci sono mercati internazionali, multinazionali e il <strong>regolamento europeo UE 2023/1115.</strong><br />
L’Europa ha deciso di intervenire nella battaglia contro la <strong>deforestazione</strong>. Con il regolamento UE 2023/1115, <strong>Bruxelles vieta l’ingresso nel mercato europeo di caffè, cacao e altre materie prime </strong>senza una certificazione rigorosa sulla provenienza dei terreni di coltivazione.<br />
<strong>Qui sta un punto decisivo</strong>. Non si tratta di una direttiva, che lascia ai singoli Stati margini di adattamento e tempi di applicazione, ma è stato emanato un regolamento che vale subito e allo stesso modo per tutti. <strong>Le regole entrano in vigore contemporaneamente in tutta l’Unione </strong>e si applicano lungo l’intera filiera del caffè e del cacao, senza distinzioni tra grandi gruppi industriali e piccoli produttori, tra economie forti e contesti fragili.<br />
L’obiettivo è fermare l’avanzata delle piantagioni sulle foreste tropicali e ridurre l’impatto dei consumi occidentali.<br />
<strong>Spieghiamo meglio il concetto</strong>.  Per deforestazione non si intende il semplice taglio degli alberi, ma la conversione permanente di foreste naturali in terreni agricoli o produttivi, con perdita irreversibile di biodiversità e capacità di assorbire CO₂. Il fenomeno riguarda soprattutto le aree tropicali e subtropicali, dove l’espansione agricola rappresenta spesso l’unica risposta alla povertà.</p>
<p><strong>Per il cacao</strong>, i Paesi maggiormente coinvolti sono Costa d’Avorio e Ghana, che insieme producono oltre il 60% della produzione mondiale, seguiti da Nigeria e Camerun. <strong>Per il caffè</strong>, le aree più sensibili sono Brasile, Vietnam, Colombia, Etiopia, Honduras e Perù.<br />
È qui che negli anni la domanda ha spinto le coltivazioni a espandersi a scapito delle foreste.</p>
<p>Eppure, come spesso accade, le buone intenzioni non coincidono sempre con i buoni risultati.</p>
<p><strong>Dietro la parola chiave</strong> della nuova normativa – <strong>sostenibilità</strong> – si nasconde una realtà più complessa. Il regolamento non vieta in quanto tali il caffè o il cacao, ma ne condiziona l’accesso al mercato europeo al rispetto di una procedura di controllo estremamente articolata, che richiede certificazioni, tracciabilità e documentazione tecnica avanzata. Un sistema che, nei fatti, risulta inaccessibile per milioni di piccoli coltivatori del Sud del mondo.</p>
<p><strong>Per vendere in Europa, oggi, non basta più coltivare</strong>. Bisogna dimostrare, con mappe satellitari, coordinate geografiche, documentazione legale e tracciabilità digitale, che ogni chicco o fava non provenga da terreni deforestati dopo il <strong>2020</strong>.<br />
Per una <strong>multinazionale</strong> si tratta certamente di un investimento.  Invece per un contadino in Etiopia o in Costa d’Avorio un <strong>processo così articolato si trasforma in un ostacolo. </strong> Sovente l’azzeramento di una micro attività. <strong>Che si traduce nell’affamare i coltivatori e le loro famiglie.</strong><br />
<strong>Una barriera </strong>dunque, che<br />
colpisce anche le <strong>piccole e medie imprese </strong>europee che importano, trasformano e lavorano caffè e cacao su scala artigianale o semi-industriale. Torrefazioni indipendenti, piccoli importatori, aziende familiari del cioccolato non dispongono delle strutture legali, finanziarie e tecnologiche delle grandi industrie. Per loro, la compliance significa costi elevati, dipendenza da consulenti esterni, riduzione dei fornitori e spesso rinuncia ai rapporti diretti con cooperative e piccoli coltivatori.</p>
<p>Spesso l’unica alternativa diventa rifornirsi dai grandi gruppi già certificati, perdendo autonomia, identità e margini.<br />
Chi non può permettersi la certificazione viene escluso dal mercato europeo o costretto, quando va bene,  a vendere a intermediari e grandi gruppi che dispongono degli strumenti necessari.<br />
In questo modo una norma pensata per tutelare l’ambiente finisce per concentrare il mercato, rafforzando il potere delle grandi industrie del cacao e del caffè e riducendo l’autonomia dei produttori locali e delle PMI.</p>
<p>È chiaro, anche a chi di economia possiede poche conoscenze che limitare l’offerta crea scarsità.<br />
E<strong>,  guarda un pò, nei mercati internazionali, la scarsità alimenta la finanza</strong>. Qui entra in gioco un altro elemento.<br />
I grandi gruppi e gli investitori istituzionali operano sui futures, contratti finanziari che scommettono sui prezzi futuri delle materie prime. <strong>Meno prodotto certificato circola, più i prezzi oscillano e più la speculazione trova spazio</strong>. Il prezzo del cacao e del caffè può salire senza che aumenti il reddito di chi li coltiva e senza che le PMI ne traggano benefici.<br />
La sostenibilità diventa una variabile finanziaria, non sociale. In pratica, si tutela la foresta, ma non chi vive ai suoi margini e chi lavora lungo la filiera corta.</p>
<p>Nessuno mette in discussione l’importanza di fermare la deforestazione. Ma una transizione che ignora le disuguaglianze rischia di escludere chi già vive ai margini.<br />
Il <strong>regolamento UE in questione,</strong> non prevede fondi per aiutare i piccoli coltivatori, né strumenti per sostenere le PMI, né tutele sui prezzi, né controlli reali sull’uso speculativo delle materie prime agricole. Il risultato è un ambientalismo normativo dominante, con standard europei applicati a economie fragili, spesso segnate da povertà, instabilità politica e assenza di infrastrutture.<br />
<strong>Emerge dunque</strong>, una sostenibilità che funziona nei palazzi di Bruxelles e nei consigli di amministrazione, ma devasta campi e laboratori delle piccole imprese.</p>
<p>L’Unione Europea si atteggia a leader della transizione verde, ma lo fa imponendo nuove norme che strangolano piccoli coltivatori e piccole imprese, sia nel Sud del mondo sia in Europa. I più penalizzati sono chi lavora con mezzi limitati, mentre i privilegiati restano le multinazionali e i grandi gruppi industriali.<br />
Così il caffè e il cioccolato che arrivano sulle nostre tavole appaiono  “ verdi e puliti ” sulla carta, ma amari per chi li produce e per chi li trasforma fuori dalle logiche dei grandi gruppi.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata </strong></p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-99423" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Mimma-Cucinotta-.jpg" sizes="(max-width: 490px) 100vw, 490px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Mimma-Cucinotta-.jpg 490w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Mimma-Cucinotta--300x293.jpg 300w" alt="" width="490" height="479" data-id="99423" /><figcaption class="wp-element-caption">Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
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		<title>Con Manzoni il romanzo entra nella vita. Metafisica e Religiosità nella confessione della sensualità. Intervista a Pierfranco Bruni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 06:45:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/8B40E429-4602-42FA-8AF9-7BC1F534EEE4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Lucia è famiglia. Gertrude è sensualità. Creazione di un&#8217;atmosfera. Manzoni non fu solo lo scrittore dei Promessi, ma anche costruttore tragico dell&#8217;Adelchi e del Carmagnola. Il tragico a confronto con il piacere. Enrichetta e Teresa. La prima moglie e madre. Teresa sensualità e piacere. La metafisica dell&#8217;anima in un mosaico zambraniano, deleddiano, tra il senso dell&#8217;assurdo di Kafka, Ionesco, Camus e Pavese in un Secolo che ha fatto del tempo stesso il tragico e l&#8217; inquieto. Questo l&#8217;incipit del prossimo libro di Pierfranco Bruni. L&#8217;antropologo rappresenterà ancora una volta una fonte epistemologica sul viaggio manzoniano, in cui tragicità dolore, passione, provvidenza,  cristianità si fondono in un messaggio subliminale e contraddittorio com&#8217;è nelle umane sorti&#8230;</em></p>
<p>Mosso da un irrefrenabile dinamismo culturale  intimamente coniugato alla propria esistenza pervasa da rare esperienze umane e professionali,  <strong>Pierfranco Bruni</strong> antropologo e saggista tra i maggiori del panorama letterario contemporaneo, si appresta ad una nuova opera. Dopo il collettaneo con Solfanelli editore, è la volta di un Manzoni che  entra nel romanzo con la sua vita.  Un dispiegarsi di intrecciate comparazioni metaforiche ed epistemologiche per raccontare il viaggio manzoniano nel superamento della storia, intesa come transizione epocale. Un passaggio in cui  i simboli  ideologico-politico-culturali del Romanticismo e Risorgimento  vengono raffigurati  plasticamente nella loro centralità.<br />
Un’ anteprima del prossimo volume che il Professor Bruni  ci ha donato in questa intervista.<br />
Il suo nuovo libro rappresenterà ancora una volta una fonte epistemologica sul romanzo  manzoniano, un viaggio dentro i personaggi stessi in cui tragicità,  dolore, passione, provvidenza,  cristianita’ si fondono in un messaggio subliminale e contraddittorio com’è nelle umane sorti.</p>
<p><strong>Professor Bruni</strong>, <strong>partendo dalle protagoniste chiave dei Promessi Sposi, Lucia e la Monaca di Monza, qual è la luce ispiratrice dello scrittore riconducibile alla sua stessa vita ?</strong></p>
<p>– PB:  Aveva gli occhi profondi. Sguardo malinconico e lancinante. La Signora. Gertrude. La Monaca di Monza. Quanto è contata nella vita manzoniana questo personaggio? Lo sguardo è la sensualità. Elementi che Lucia non aveva. Lo sguardo melenso e attraversante. Non costruita con l’eleganza di Gertrude. In entrambe il dolore è dominante. Gertrude tragico. In Lucia drammatico. Fanno il romanzo. Agnese è la penitente. Una comparazione di figure che devono necessariamente intrecciarsi. Alessandro Manzoni con loro crea atmosfera. Lucia è famiglia. Gertrude è sensualità. Sono fantasia e luce, segreto e mistero. Se si dovesse pensare alla nostalgia del viaggio sul lago e dei nascondimenti il gioco diventerebbe, solo per questi episodi, intrigante e affascinante tra la morale e formazione e avventurosa e rischiosa come ogni avventura. Manzoni giocò con la sensualità ma era un costruttore di metafisiche e di contraddizioni certamente ma ciò che lo salva è la provvidenza impregnata però di tragedia. Non gli mancò però l’ironia e venne aggredito dalla fatalità. La morte, la speranza, il dolore e la resurrezione. Si sposò due volte. La sua formazione laica e rivoluzionaria però non lo abbandonò mai anche dopo la conversione.  Nella vita dello stesso Manzoni ci sono state due donne completamente diverse. Enrichetta e Teresa. La prima completamente moglie e madre. La seconda fisicità e moglie amante.<br />
Enrichetta era la morale. Teresa era la passione. In mezzo la madre. La madre cerca di dimenticare il suo passato e di farlo dimenticare. Non ci riesce. Perché Alessandro con il secondo matrimonio rompe ogni indugio. Teresa è passione certamente ma è anche abbandono. Con Enrichetta la cristianità è canto sublime. I versi interrotti di “1833” sono una testimonianza confessione. Alla morte di Teresa, Alessandro resterà distaccato. Non andrà neppure al funerale. Le due donne sono epicentro del viaggio sentimentale manzoniano tra la vita e la morte. Tra la conversione e la ragione.</p>
<p>Chi sarà stata la donna della sua vita? Forse nessuna. La bruna è la bionda. Alessandro non era soltanto lo scrittore dei Promessi. Era il costruttore tragico dell’Adelchi e del Carmagnola. Il tragico si confronta con il piacere. Teresa era il piacere.</p>
<p><strong>La Provvidenza, la  religiosità. Sono due parametri dello stesso scrittore.  Quali i principi etico-religiosi ruotanti intorno alla visione manzoniana?</strong><br />
– PB:  I Promessi Sposi ruotano intorno a tre principi estetico e teologici. La confessione, la resurrezione e il piacere.<br />
Ma oltre queste sottolineature c’è da andare oltre? Infatti il Manzoni del viaggio tra Romanticismo e Risorgimento rappresenta, non solo in termini metaforici, una epistemologia della Tradizione in un tempo che viveva un passaggio epocale in una transizione culturale, in cui il concetto di tempo filosofico ritornava a posarsi su un Secolo che ha fatto del tempo stesso il tragico e l’inquieto. Senza l’Adelchi e il personaggio, come destino e provvidenza, dei Promessi Sposi non avremmo conosciuto i sentieri della solitudine e dell’esilio nella coscienza musiliana.</p>
<p><strong>Professore secondo il suo pensiero esiste la possibilità di un uomo senza qualità già in Manzoni?</strong></p>
<p>– PB: Direi di sì. Esiste la metafisica dell’anima zambrianana già in Manzoni? Direi di sì. Esiste il senso dello straniero e dell’assurdo tra Kafka, Ionesco, Camus e Pavese già in Manzoni? Direi di sì. Esiste il mosaico deleddiano  già in Manzoni? Direi di sì. Un intreccio che è da leggersi come comparazione nel terribile tempo proustiano vibrante tra l’attraversamento del lago e il raccontare la nostalgia in un immaginario manzoniano.  L’immaginario.  Lucia e Gertude sono appunto un immaginario che  permea tutto il romanzo. Il romanzo va oltre la storia dunque. È il personaggio che si fa romanzo e il romanzo è un viaggio dentro i personaggi stessi. È il piacere che pone delle questioni di fondo. Il piacere della confessione,  il piacere della cristianità, il piacere della sensualità. La religiosità stessa è il piacere dell’armonia. Il tutto si conclude ancora con il piacere del matrimonio.  A lieto fine dopo il tanto doloroso cammino. Il male e il bene. Manzoni entra nel romanzo con la sua vita.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F28%2Fcon-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni%2F&amp;linkname=Con%20Manzoni%20il%20romanzo%20entra%20nella%20vita.%20Metafisica%20e%20Religiosit%C3%A0%20nella%20confessione%20della%20sensualit%C3%A0.%20Intervista%20a%20Pierfranco%20Bruni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F08%2F28%2Fcon-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni%2F&#038;title=Con%20Manzoni%20il%20romanzo%20entra%20nella%20vita.%20Metafisica%20e%20Religiosit%C3%A0%20nella%20confessione%20della%20sensualit%C3%A0.%20Intervista%20a%20Pierfranco%20Bruni" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/28/con-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni/" data-a2a-title="Con Manzoni il romanzo entra nella vita. Metafisica e Religiosità nella confessione della sensualità. Intervista a Pierfranco Bruni"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/28/con-manzoni-il-romanzo-entra-nella-vita-metafisica-e-religiosita-nella-confessione-della-sensualita-intervista-a-pierfranco-bruni/">Con Manzoni il romanzo entra nella vita. Metafisica e Religiosità nella confessione della sensualità. Intervista a Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Maurizio Vercon, un viaggio nella grande musica. “WAR” il nuovo singolo sulle note sociali</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/15/maurizio-vercon-un-viaggio-nella-grande-musica-war-il-nuovo-singolo-sulle-note-sociali/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=maurizio-vercon-un-viaggio-nella-grande-musica-war-il-nuovo-singolo-sulle-note-sociali</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jan 2022 04:16:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano Turato]]></category>
		<category><![CDATA[Maurizio Vercon]]></category>
		<category><![CDATA[nuovo singolo]]></category>
		<category><![CDATA[War]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="526" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7D4BF562-5F28-43B1-B971-6459418C0865.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7D4BF562-5F28-43B1-B971-6459418C0865.png 526w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7D4BF562-5F28-43B1-B971-6459418C0865-300x217.png 300w" sizes="(max-width: 526px) 100vw, 526px" /></p>
<p>Intervista di Mimma Cucinotta e Silvia Gambadoro Trieste, 14 gennaio 2022 – Un viaggio nella grande musica, passando da tourneè di successo alle collaborazioni con numerosi artisti come Frank Gambale,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/15/maurizio-vercon-un-viaggio-nella-grande-musica-war-il-nuovo-singolo-sulle-note-sociali/">Maurizio Vercon, un viaggio nella grande musica. “WAR” il nuovo singolo sulle note sociali</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Intervista di Mimma Cucinotta e Silvia Gambadoro</i></p>
<p>Trieste, 14 gennaio 2022 – Un viaggio nella grande musica, passando da tourneè di successo alle collaborazioni con numerosi artisti come Frank Gambale, Luca Colombo, (E.Ramazzotti, Nek,Sanremo) e Andrea Innesto (Vasco Rossi), Maurizio Solieri Max Gelsi e A.Fontana (Elisa,Tiziano Ferro) Ricky Portera, all’ <strong>international tribute Elton John Show,</strong> insieme a Charlie Morgan, storico batterista di Elton John, (Tina Turner,Bjork,Gary Moore), la carriera del chitarrista triestino <strong>Maurizio Vercon</strong>, si muove su un’altalena di passione e forti emozioni.</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-41043" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/maurizio-vercon-_-cristiano-turato.jpg" alt="" width="412" height="274" /><figcaption><em>da destra Maurizio Vercon – Cristiano Turato</em></figcaption></figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Reduce dal tour estivo insieme a Cristiano Turato e i FRAME, Maurizio Vercon con la partecipazione straordinaria dell’ex cantante dei Nomadi targa ‘<strong>’WAR</strong>’’, il nuovo singolo uscito oggi, 14 gennaio su tutte le piattaforme digitali (ITunes,Amazon,Spotify ecc)- il disco di  <strong>Maurizio Vercon Feat Cristiano Turato</strong>, che ha curato la parte ritmica,mixing e mastering, in esclusiva per l’etichetta @VIDEORADIO e VIDEORADIO CHANNEL, Edizioni Musicali di Giuseppe Aleo.  (Video clip realizzato da Maurizio Vercon, per la Redazione Videoradio Channel ROMA <a href="https://www.facebook.com/niccolo.carosi?__cft__%5b0%5d=AZVbOI1VJaC7CQ42yW56h7WEHtxJuhYTYNCeGcpmRwO2p_HVRfpzS9M8nXirDUrmENTpRe6to8O2tk6OEVHJslqYcJ4-DU6kQ6BqnyX9ieq7IXyAdwMkvOBU_Anp2CaFqMAbpSRO1HnCc63yMIZyaGVEDqvu98rdThCC7F37ZYJxlA&amp;__tn__=-%5dK-y-R">Niccolò Carosi)</a></p>
<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio">
<div class="wp-block-embed__wrapper"><iframe title="Maurizio Vercon feat. Cristiano Turato -WAR-" src="https://www.youtube.com/embed/u1I_QXam6yA?feature=oembed" width="678" height="381" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-mce-fragment="1"></iframe></div>
</figure>
<p><em>“Abbiamo bisogno di un eroe per liberare ognuno dai suoi mali, sul lavoro, sulle relazioni umane, nelle relazioni sociali…bisogna ritrovare la capacità di amare anziché combattere!!!”.</em> Musica e parole, a tradurre un messaggio sociale di elevata urgenza sociale che <a href="https://www.facebook.com/maurizio.vercon?__cft__%5b0%5d=AZVbOI1VJaC7CQ42yW56h7WEHtxJuhYTYNCeGcpmRwO2p_HVRfpzS9M8nXirDUrmENTpRe6to8O2tk6OEVHJslqYcJ4-DU6kQ6BqnyX9ieq7IXyAdwMkvOBU_Anp2CaFqMAbpSRO1HnCc63yMIZyaGVEDqvu98rdThCC7F37ZYJxlA&amp;__tn__=-%5dK-y-R">Maurizio Vercon</a> intende trasmettere nel suo videoclip.</p>
<p>Sullo sfondo di “War”, quali riflessioni? Lo abbiamo chiesto a Vercon …</p>
<p><strong>La realizzazione del nuovo singolo dipende certamente dal percorso naturale di un musicista, dal proprio lavoro ma, sullo sfondo avvertiamo un quid in più che starebbe alla base del nuovo progetto. War riveste un significato particolare, è un appello forte e deciso, rispecchia un’esigenza di armonia sociale. È così</strong>?</p>
<p><strong>Maurizio Vercon</strong> : “<em>Penso, siamo arrivati ad un tale saturazione di tutto che, quel che manca è ritrovare un pò di spiritualità. Vedo guerre, dissidi ovunque, all’interno delle famiglie, a lavoro, tra noi musicisti, tra classi sociali, senza dimenticare le guerre vere, tra popoli che non finiscono mai. Dovremmo ritirarci e iniziare a vivere  vite più semplici, limitando il consumismo, iniziare a voler bene, alimentare gli affetti e aiutare gli altri. Vivere la vita con i propri cari, gli amici, vivere una esistenza fatta da piccole cose…ritornare alle origini.<br />
I mali della società, oggi, appaiono amplificati anche a causa del momento storico e sociale che stiamo vivendo tutti. La pandemia ha accentuato le  “divisioni” sociali e inasprito i confronti verbali anche sui social. <strong>WAR significa” finiamola di farci del male”</strong></em></p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-41051" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/maurizio-vercon-1.png" alt="" width="306" height="323" /></figure>
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<p>Vercon, torna con la sua musica a tre anni dall’album “Slice of Heaven, per la realizzazione sempre di Giuseppe Aleo che contiene “Vita”. Quest’ultimo dedicato al figlio Eric, che nel 2018 stava per venire al mondo, cui intitola il brano omonimo, pulsante emozionale interpretazione guitar playing by Luca Colombo e Ricky Portera. Everything is here (2006) e For you(2008) sono i due album precedenti, album pubblicati da VIDEORADIO, che hanno ospitato Andrea Innesto “Cucchia”, Maurizio Solieri, Charlie Morgan, Frank Gambale, Ricky Portera, Luca Colombo e tanti altri.</p>
<p>Da ricordare, la collaborazione come chitarrista al disco “La Festa” di Cristiano Turato (Aereostella 2020) che segue ai tre singoli sempre dello stesso artista,”Giulia “,”Sei felice”e “In un battito di Ciglia”, tutti nel 2021.</p>
<p>Sempre nel 2021 I HOPE e“Sound of prayer “, un inno alla vita, preghiera di rinascita, magico singolo strumentale per l’Etichetta Thunder Label. Pezzo dal sound struggente, l’assolo della chitarra nel fraseggio della melodia diventa preghiera di rinascita, a conferma della maturità’ artistica del vibrante chitarrista triestino.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-41013" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Maurizio-Vercon-Feat-Cristiano-Turato-WAR.jpg" sizes="(max-width: 376px) 100vw, 376px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Maurizio-Vercon-Feat-Cristiano-Turato-WAR.jpg 512w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Maurizio-Vercon-Feat-Cristiano-Turato-WAR-240x300.jpg 240w" alt="" width="376" height="469" /></figure>
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<p>Una intensa e appassionata carriera da chitarrista ma anche da produttore e arrangiatore- brillante la collaborazione con Warner Europe e Thunder label Germany- <em>Maurizio Vercon conta </em> oltre un milione di supporti DVD (Ritratto di Doria, Gol Juventus, Magie sul ghiaccio, apoteosi Lazio, gol Inter, storia della Fiorentina, I miti Giallorossi, Benelli sudamerican, Grandi rivalità, I miti Biancocelesti, Sfide indimenticabili,Estasi Lazio, DVD pantani, DVD Ivan Basso, Storia della Nazionale ).</p>
<p>Del chitarrista, la collaborazione alla realizzazione della colonna sonora al film di Valerio Zanoli “W gli Sposi”con Paolo Villaggio, Iva Zanicchi, Gianfranco D’Angelo,Pistarino, Lando Buzzanca e, alcuni brani del disco a Festa edito da Aereostella ( casa discografica della PFM).Ancora endorser per ELIXIR strings ,Huges &amp; Kettner ampli e pedali,Essetipicks plettri,DADA Custum guitar di Christian Agosta.</p>
<p><strong>Il Musicista</strong></p>
<p><strong>Maurizio Vercon</strong>, l’amore per la musica, una propensione naturale fin da piccolo. Impara a suonare la chitarra giocando con i compagni, nello spazio condominiale della sua casa a Trieste. Ascoltando la musica con amici rimane folgorato dal suono della chitarra acustica. Iniziano i primi gruppi e dopo la maturità arriva il primo concerto con una band di Trieste. Seguono altri live per generi di musica diversi. Da ragazzo ascolta Elvis e studia Beck, Page, Lukather ,Malmsteen, Satriani, Hendrix e approfondisce Steve Vai. Avvia così la carriera da musicista impegnato in tour con i grandi artisti della musica internazionale come Frank Gambale (C.Corea),Luca Colombo (E.Ramazzotti,Nek,Sanremo ecc.)Maurizio Solieri e Andrea Innesto (Vasco Rossi),Max Gelsi e A.Fontana (Elisa,Tiziano Ferro)Ricky Portera (L.Dalla,Stadio,Bertè) Fa parte dal 2010 del GIG (genuine italia guitar),spettacolo con Luca Colombo,Ricky Portera e Giuseppe Scarciglia .</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-41016" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/maurizio-vercon.jpg" sizes="(max-width: 704px) 100vw, 704px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/maurizio-vercon.jpg 960w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/maurizio-vercon-300x194.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/maurizio-vercon-768x497.jpg 768w" alt="" width="704" height="456" /></figure>
</div>
<p>Ospite per tre anni consecutivi al festival Cbe di Genova dove nasce, assieme a Riccardo Cherubini (M.Masini,O.R.O.),Cristiano Parato ( Dave Weckl,Mike Stern,Scott Enderson ecc) e Massimiliano di Fraia,i CBE Bros,gruppo con CD omonimo in uscita a febbraio 2015.<br />
E’ Chitarrista dell’ international tribute Elton John Show assieme al batterista Charlie Morgan (E.John,Tina Turner,Bjork,Gary Moore ecc ecc)<br />
Nel 2018 il terzo cd per Videoradio /Rai Trade con ospiti Charlie Morgan,Luca Colombo,Ricky Portera,Fabio Valdemarin,Paolo Muscovi e altri ancora.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-41044" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Murizio-Vercon-.jpg" sizes="(max-width: 479px) 100vw, 479px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Murizio-Vercon-.jpg 720w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/01/Murizio-Vercon--300x200.jpg 300w" alt="" width="479" height="319" /></figure>
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<p>Del 2021 appena concluso è Classic Storm, il progetto musicale dei FRAME al quale Maurizio Vercon contribuisce con la sua chitarra all’impalcatura epic-rock, insieme ai musicisti Ramon Rossi (batteria) e Francesco Pisana. Rivisitazioni di opere classiche di grandi compositori come Beethoven, Chopin, Mozart, Tchaikovsky e Bach, per sei brani dal suono energico e pulito.</p>
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		<title>Mafia: Nessun eroe solo servitori dello stato!</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/05/23/mafia-nessun-eroe-solo-servitori-dello-stato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mafia-nessun-eroe-solo-servitori-dello-stato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta e Vincenzo Lisciani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 May 2020 11:03:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[Falcone e Borsellino]]></category>
		<category><![CDATA[mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Stragi di stato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="692" height="443" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0.png 692w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0-300x192.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0-585x375.png 585w" sizes="(max-width: 692px) 100vw, 692px" /></p>
<p>Gli anni prima delle stragi. Erano le 17,56 quando un’esplosione squarcia l’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, nei pressi dell’uscita per Capaci, ben 5 quintali di tritolo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/05/23/mafia-nessun-eroe-solo-servitori-dello-stato/">Mafia: Nessun eroe solo servitori dello stato!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="692" height="443" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0.png 692w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0-300x192.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/12FB5EBE-261E-4C24-B5D9-8D5D8C7894D0-585x375.png 585w" sizes="(max-width: 692px) 100vw, 692px" /></p><h5><i><b>Gli anni prima delle stragi.</b></i></h5>
<p>Erano le 17,56 quando un’esplosione squarcia l’autostrada che collega l’aeroporto di Punta Raisi a Palermo, nei pressi dell’uscita per Capaci, ben 5 quintali di tritolo distruggono cento metri di asfalto facendo saltare verso il cielo le auto blindate. Muore Giovanni Falcone, magistrato simbolo della lotta antimafia. la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro Era il 23 maggio 1992.</p>
<p>19 luglio, 57 giorni dopo. Il magistrato Paolo Borsellino, impegnato con Falcone nella lotta alle cosche, va a trovare la madre in via Mariano D&#8217;Amelio, a Palermo. Alle 16:58 un&#8217;altra tremenda esplosione: questa volta in piena città. Seguono giorni convulsi. La famiglia Borsellino, in polemica con le autorità, non accetta i funerali di Stato. Non vuole la rituale parata dei politici. E alle esequie degli agenti di scorta una dura contestazione accoglie i vertici istituzionali. Il neopresidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, è trascinato a stento fuori dalla Cattedrale di Palermo, con il capo della polizia Vincenzo Parisi che gli fa da scudo.</p>
<p>Palermo, il quartiere della Kalsa unisce i due magistrati….</p>
<p>Entrambi nacquero a Palermo: Giovanni il 20 maggio 1939, Paolo 8 mesi dopo, il 19 gennaio. Crebbero nella Kalsa, l&#8217;antico quartiere di origine araba di Palermo, zona di professori, commercianti ed esponenti della media borghesia. Abitavano a poche decine di metri di distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro e furono amici fin da bambini: si ritrovavano a giocare in piazza della Magione.</p>
<p>Nella vita del piccolo Giovanni c&#8217;erano la scuola, l&#8217;Azione cattolica e pochi divertimenti, scherzava dicendo che &#8220;con i 7 e gli 8, la mia pagella veniva considerata brutta&#8221;.</p>
<p>In casa Borsellino, invece, l&#8217;ambiente era più vivace: c&#8217;erano spesso amici in visita e si discuteva di libri e di filosofia. Paolo in greco aveva 10, si alzava alle 5 del mattino per studiare e la sua memoria prodigiosa faceva il resto. I suoi genitori possedevano una farmacia in via della Vetreria, e anche per questo il padre era un&#8217;autorità nel quartiere. Legati anche dagli studi sin dal Liceo. Giovanni e Paolo frequentarono tutti e due il liceo classico. Per il primo le scuole secondarie furono particolarmente importanti: grazie al suo professore di storia e filosofia, Franco Salvo, imparò a sfuggire ai dogmi e a coltivare il dubbio, fino ad abbandonare il rito della messa domenicale con la madre. Dopo la maturità entrò all&#8217;Accademia militare di Livorno, poi ci ripensò e si iscrisse a giurisprudenza. Borsellino invece optò subito per gli studi di Legge, ma mentre frequentava l&#8217;università gli morì il padre, e le condizioni economiche della sua famiglia peggiorarono. Nonostante le difficoltà, a 22 anni si laureò con 110 e lode.</p>
<p>Paolo aveva cominciato la sua carriera al tribunale civile di Enna come uditore giudiziario. Nel 1967 ebbe il primo incarico direttivo – pretore a Mazara del Vallo (Trapani) – e nel dicembre 1968 sposò Agnese Piraino Leto, dalla quale avrà 3 figli. Nel 1969 fu trasferito a Monreale, vicino a Palermo, dove lavorò fianco a fianco con il capitano dei carabinieri Emanuele Basile, ucciso dalla mafia nel 1980.</p>
<p>Falcone, intanto, si era trasferito anche lui a Palermo, dove lavorò al processo al costruttore edile Rosario Spatola, accusato di associazione mafiosa. Fu così che i due vecchi amici tornarono in contatto e cominciarono a scambiarsi informazioni sulle inchieste. Il processo Spatola mise tra l&#8217;altro in luce le qualità di Falcone, che accompagnò l&#8217;istruttoria con indagini bancarie e societarie: un metodo di indagine innovativo che si rivelò efficacissimo.</p>
<p>Falcone si era accorto che spesso gli indagati e i membri delle cosche sotto inchiesta venivano uccisi o sparivano misteriosamente. Era cominciata una guerra di mafia, che tra gli ultimi mesi del 1981 e i primi del 1982 causò nel capoluogo siciliano un morto ogni tre giorni. Alla fine, le vittime furono circa 1.200, che andarono ad assottigliare le file delle cosche nemiche del &#8220;capo dei capi&#8221;, Totò Riina. Si scoprì, infatti, che dietro gli omicidi c&#8217;erano i &#8220;viddani&#8221; (villani, cioè contadini) di Corleone, circa settanta persone provenienti dal paese vicino a Palermo. E Riina era il loro capo. Il successo di Riina, Giuseppe Ayala durante il maxiprocesso disse che fu «frutto della straordinaria violenza con la quale egli agì: senza precedenti anche per Cosa nostra».</p>
<p>La &#8220;guerra&#8221; finì nel 1983, ma già l&#8217;anno prima la violenza dei corleonesi si era rivolta contro lo Stato: la mattina del 30 aprile 1982 Pio La Torre, segretario regionale del Partito comunista e membro della Commissione antimafia, fu ucciso a Palermo mentre si recava in auto alla sede del partito. Per rispondere alla violenza mafiosa, fu inviato in Sicilia, dal governo il generale dei carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, nominato prefetto antimafia a Palermo, protagonista della lotta al terrorismo delle Brigate rosse. Qualche giorno prima Ed il 3 settembre fu freddato a Palermo con la moglie Emanuela Setti Carraro. La stessa mattina in cui incontrando il console generale degli Stati Uniti a Palermo, Ralph Jones,  gli disse di come “ I politici l’avessero dimenticato in merito alla sua richiesta di ottenere i poteri straordinari promessigli per affrontare la mafia” e chiedendogli di intervenire presso il presidente del Consiglio Spadolini.</p>
<p>Le immagini di quei due corpi riversi uno sull&#8217;altro dentro un&#8217;A112 bianca, crivellati di colpi, sono rimasti per sempre nella mente di molti. E sul luogo della strage comparve un cartello: &#8220;Qui muore la speranza dei palermitani onesti&#8221;.</p>
<p>Ma Purtroppo l&#8217;omicidio del generale Dalla Chiesa fu solo una tappa della strategia di Totò Riina, che voleva lo scontro frontale con lo Stato, uccisione che sembra, così come scritto anche nel libro del magistrato Sebastiano Ardita “Catania bene”<a href="http://www.paeseitaliapress.it/news_11838_Mafia-Nessun-eroe-solo-servitori-dello-stato.html#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, fosse stato in accordo con Nitto Santapaola, reggente della mafia nel catanese, ma che non trovò forza di prova nelle indagini di Falcone,. Il 29 luglio 1983 il passo successivo: un&#8217;autobomba ammazzò Rocco Chinnici, capo dell&#8217;Ufficio istruzione di Palermo. Sostituito da Antonino Caponnetto, 63 anni. Siciliano di Caltanissetta, Caponnetto lasciò la famiglia a Firenze per sottoporsi a una vita da recluso tra la caserma della Guardia di finanza e il suo ufficio. Il magistrato non aveva esperienza di processi di mafia, ma era nota la sua serietà professionale. Falcone lo chiamò subito per dirgli di arrivare in fretta a Palermo.</p>
<p>Caponnetto si rese conto della necessità di costituire un pool di magistrati per frazionare i rischi dei singoli e avere una visione unitaria del fenomeno mafioso. Il primo a essere scelto fu proprio Falcone, che già all&#8217;epoca era un protagonista della lotta a Cosa nostra. Poi arrivò Giuseppe Di Lello Finuoli, che vantava una certa esperienza di processi di mafia ed era stato il pupillo di Rocco Chinnici. Su consiglio di Falcone, fu scelto anche Borsellino. È qualche tempo dopo si aggiunse Leonardo Guarnotta, uno dei procuratori con più anni di esperienza.</p>
<p>Il pool iniziò a lavorare a gran ritmo, mentre sulla scena stava arrivando la stagione dei pentiti. A partire da Tommaso Buscetta, &#8220;don Masino&#8221;, che nella guerra scatenata da Totò Riina aveva perso due figli, un fratello, un genero, un cognato e quattro nipoti. Iniziò a collaborare, ma voleva parlare solo con il numero uno del pool palermitano: Giovanni Falcone. Buscetta dichiarò di fidarsi solo di lui e del vicequestore Gianni De Gennaro. Il 29 settembre 1984 vennero spiccati 366 mandati di arresto. Falcone dichiara che «Prima di lui non avevamo che un&#8217;idea superficiale del fenomeno mafioso. Con lui abbiamo iniziato a guardarvi dentro. Ci ha fornito numerosissime conferme sulla struttura, le tecniche di reclutamento, le funzioni di Cosa Nostra. Ma soprattutto ci ha dato una visione globale, ampia, a largo raggio del fenomeno».</p>
<p>Ovviamente la mafia, Riina, non rimane a guardare. Il 28 luglio 1985 fu ucciso Beppe Montana, capo della Sezione latitanti della polizia di Palermo, e pochi giorni più tardi Ninni Cassarà, vicedirigente della squadra mobile e stretto collaboratore di Falcone.</p>
<p>La paura di altri attentati era forte. I due magistrati, con le rispettive famiglie, furono trasferiti in fretta e furia all&#8217;Asinara, l&#8217;isola-carcere a nord-ovest della Sardegna, per concludere l&#8217;istruttoria del maxiprocesso, che fu depositata l&#8217;8 novembre di quello stesso anno. Alla fine di quel periodo, durato 33 giorni effettivi, lo Stato ebbe l&#8217;ardire di presentare ai magistrati il conto del soggiorno: 415.800 lire a testa per il pernottamento, 12.600 lire al giorno. Fu uno dei momenti di maggiore amarezza per i due magistrati. Non solo. Scossa dagli eventi, Lucia, la figlia quindicenne di Borsellino, fu colpita da una grave forma di anoressia che la portò a pesare soltanto 30 chili.</p>
<p>Il maxiprocesso, con ben 475 imputati, fu il più grande attacco alla mafia mai condotto in Italia. Ebbe inizio il 10 febbraio 1986, ma a maggio Paolo Borsellino fu nominato procuratore della repubblica a Marsala (Trapani).</p>
<p>Il maxiprocesso si chiuse il 16 dicembre 1987 con 360 condanne e 114 assoluzioni. E, con questo, Caponnetto ritenne chiusa la sua esperienza palermitana. Era ragionevolmente sicuro che il suo posto sarebbe stato preso da Falcone. Ma così non fu. Il clima politico era sfavorevole. Alle elezioni di giugno il partito socialista aveva raddoppiato i suoi voti e il nuovo ministro della Giustizia, Giuliano Vassalli, si era dichiarato contro il programma di protezione dei pentiti. Tutto questo ebbe enormi riflessi anche all&#8217;interno del Csm, che il 19 gennaio 1988 nominò Antonino Meli capo dell&#8217;Ufficio istruzione di Palermo, bocciando Falcone. Quel giorno l&#8217;anzianità vinse sulla competenza. Potremmo definirlo il primo colpo sparato a Falcone….</p>
<p>Infatti, Meli cominciò subito ad assegnare a magistrati esterni al pool le inchieste di mafia, e sul tavolo di Falcone e dei suoi colleghi piovvero invece indagini per borseggi, scippi, assegni a vuoto. Borsellino provò a reagire, nonostante lavorasse a Marsala. In un&#8217;intervista all&#8217;Unità disse: «Hanno tolto a Falcone la titolarità delle grandi inchieste antimafia. Le indagini di polizia giudiziaria sono bloccate da anni. La squadra mobile di Palermo non è mai stata ricostituita. Ho l&#8217;impressione di grandi manovre per smantellare il pool antimafia».</p>
<p>Questo lo isolava sempre di più di fatto&#8230;</p>
<p>Un&#8217;altra sconfitta arrivò quando il governo nominò Domenico Sica alto commissario per la lotta antimafia, bocciando la sua candidatura. Falcone si candidò allora al Csm, ma non fu eletto. Lettere anonime lo accusarono di una gestione discutibile del pentito Salvatore Contorno, e nel giugno del 1989 fu sventato un attentato ai suoi danni.</p>
<p>Era la fine del pool: Falcone chiese di essere destinato ad altro ufficio e fu nominato procuratore aggiunto presso la Procura della repubblica. Appoggiò la nomina di Pietro Giammanco, il suo superiore, a procuratore capo di Palermo, ma da questi fu lentamente messo da parte e ostacolato. Infine, Leoluca Orlando, ex sindaco di Palermo e fino ad allora in ottimi rapporti con lui, lo accusò di tenere nei cassetti prove contro i politici mafiosi. Per Falcone fu un periodo molto duro e maturò allora la scelta di accettare la proposta del nuovo ministro della Giustizia, Claudio Martelli, lasciando Palermo per la direzione degli Affari penali a Roma.</p>
<p>Nella capitale, però, Falcone non allentò il suo impegno contro la mafia. Con un decreto da lui ideato, infatti, tornarono in carcere gli imputati di Cosa Nostra scarcerati da una sentenza di Corrado Carnevale, il presidente della prima sezione penale della Corte di Cassazione, soprannominato &#8220;ammazzasentenze&#8221;. Per disinnescare la possibile influenza di quest&#8217;ultimo sull&#8217;esito finale del maxiprocesso, inoltre, Falcone ideò la rotazione dei giudici della Corte suprema. Inoltre, il governo approvò un piano di Falcone per riorganizzare la lotta a Cosa Nostra. Nel frattempo, Paolo Borsellino era tornato a Palermo come procuratore aggiunto e con un ruolo direttivo nelle indagini di mafia.</p>
<p>Totò Riina volle vendicarsi, tanto per cominciare, di chi non gli aveva garantito l&#8217;impunità: il 12 marzo 1992, a Mondello, la spiaggia dei palermitani, fu assassinato Salvo Lima, capo della corrente andreottiana in Sicilia. Era il primo passo verso la strage di Capaci del 23 maggio.</p>
<p>Solo, ferito dalla morte del suo amico, ostacolato dal capo della procura palermitana Giammanco, nei due mesi successivi Paolo Borsellino lavorò con frenetica intensità. Sentì pentiti importanti, viaggiò in continuazione ed ebbe un incontro (dal quale uscì turbato) con il ministro dell&#8217;Interno Nicola Mancino, che però ha sempre dichiarato di non ricordare quel colloquio. Dietro le quinte, intanto, circolava un &#8220;papello&#8221;, un documento nel quale Totò Riina avanzava 12 richieste allo Stato. Si andava dalla revisione della sentenza del maxiprocesso all&#8217;annullamento del 41 bis, fino alla riforma della legge sui pentiti. Borsellino fu avvisato della trattativa da Liliana Ferraro, che aveva sostituito Falcone alla Direzione affari penali del Ministero, e sicuramente lui si oppose, firmando per sé una condanna a morte.</p>
<p>La sua era una morte programmata da tempo, ma anticipata con una &#8220;premura incredibile&#8221;.</p>
<p>«La tempistica della strage è stata certamente influenzata dall&#8217;esistenza e dall&#8217;evoluzione della cosiddetta trattativa tra uomini delle istituzioni e Cosa Nostra», scrissero i pubblici ministeri nell&#8217;atto d&#8217;accusa che concluse quasi quattro anni di indagini.</p>
<p>Il presunto tradimento di un generale dei carabinieri suo amico aumentò lo sconforto del magistrato, che sapeva di andare incontro alla morte. Secondo il colonnello dei carabinieri Umberto Sinico, Borsellino addirittura chiese che fosse lasciato &#8220;qualche spiraglio&#8221; alla sua sicurezza, perché altrimenti sarebbe stata colpita la sua famiglia.</p>
<p>Il 13 luglio, alla moglie Agnese disse: «La mafia mi ucciderà quando gli altri lo decideranno», e il 17, fra lo stupore di tutti, salutò a uno a uno i colleghi abbracciandoli. Il 19 luglio faceva molto caldo a Palermo. Il magistrato decise di andare a trovare la madre in via D&#8217;Amelio. Due minuti prima delle 17, l&#8217;esplosione dell&#8217;autobomba che uccise lui e 5 uomini della scorta si sentì in tutta Palermo. «È tutto finito», fu il commento di Antonino Caponnetto.</p>
<p>Ma lo stesso Caponnetto, negli ultimi anni della sua vita, girò l&#8217;Italia per raccontare nelle scuole la storia dei due eroi, affermando anche che «Le battaglie in cui si crede non sono mai battaglie perse».</p>
<p>Il 17 novembre del 2017, nel reparto detenzione dell’Ospedale Maggiore di Parma, muore totò Riina mentre Bernardo Provenzano è morto mentre scontava l&#8217;ergastolo in regime di 41 bis. I corleonesi sono stati disarticolati, ma la lotta alla mafia è ancora lunga. La nebbia in Sicilia è ancora fitta.</p>
<p>Ed oggi, forse ancora più subdola, nascosta dietro a persone “perbene”, imprenditori, politici, amministratori…. Così come sembra emergere dai nuovi arresti avvenuti in Sicilia in questi giorni.</p>
<p>Ma è importante, anzi fondamentale, non tanto ricordare gli eroi alla lotta alle mafie, ma gli uomini, i servitori dello stato, che per spirito di servizio, si sono battuti per qual famoso bene comune, che coinvolge ognuno di noi!</p>
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