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	<title>Nicola F. Pomponio, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il ricordo e il presente nell’opera di Goffredo Palmerini  “Intrecci di memoria”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Nov 2025 14:09:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/PALM.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/PALM.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/PALM-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>TORINO &#8211; Il sedicesimo volume di Goffredo Palmerini è come un prezioso regalo che un caro amico ci dona. Nel suo libro si ripropongono, intatte, le caratteristiche che fanno dell’autore&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>TORINO &#8211; Il sedicesimo volume di <strong>Goffredo Palmerini</strong> è come un prezioso regalo che un caro amico ci dona. Nel suo libro si ripropongono, intatte, le caratteristiche che fanno dell’autore un acuto, attento, empatico osservatore della realtà. Palmerini è, a tutti gli effetti, un penetrante scandagliatore, mai sguaiato e corretto sempre, di episodi, personaggi, ambienti diversi e dal respiro amplissimo. La sua nuova fatica mantiene intatta la freschezza e la virtuosa curiosità dei precedenti volumi.</p>
<p>Siamo così proiettati da vicende strettamente legate alla sua amata città d’origine, <strong>L’Aquila</strong>, a episodi che s’inseriscono profondamente nel vissuto delle comunità italiane all’estero. Il tutto in un turbine di riferimenti storici, economici, culturali di una profonda ricchezza umana. Si leggano, a mo’ di esempio, le pagine dedicate ad <strong><em>Amiternum</em></strong>, la città sabina e poi romana a pochi chilometri dall’Aquila dove nacque il grande storico del I secolo a. C. <strong>Gaio Crispo Sallustio</strong>. Sono pagine che vanno al di là della semplice presentazione della nuova guida e mirano a restituire tutta la ricchezza storica, archeologica e culturale di una intera regione che per molto tempo è stata, del tutto a torto, considerata periferica e di secondario interesse nella grande Storia (con la S maiuscola) italiana.</p>
<p>Questa attenzione al dato locale non si rinchiude mai nella provinciale rivendicazione di una presunta superiorità, bensì si coniuga con un’altrettanta profonda attenzione all’aspetto universale dell’operare umano. In <strong>Palmerini</strong> emerge sempre la coscienza di un grande orgoglio per le proprie radici ma, al contempo, di un grande rispetto e interesse per tutto ciò che, al di là della propria appartenenza d’origine, si manifesta.</p>
<p>Se quindi sono interessanti le pagine dedicate ad <em>Amiternum</em> o alla riunione di trattori d’epoca sul Gran Sasso, non devono stupire gli scritti dedicati alla nostra emigrazione (si ricordi che l’autore è Ambasciatore d’Abruzzo nel mondo) o i molti articoli culturali su personaggi della più disparata provenienza. Ciò si evidenzia non solo con la partecipazione e la premiazione nei numerosi concorsi di cui viene riferito, ma anche, e forse soprattutto, con la riflessione e l’esame delle opere (per citarne solo due) di poeti che, dall’India con <strong>Krishan Chand Sethi</strong> alle Filippine di <strong>Epitacio Tongohan</strong>, hanno tematizzato e sviluppato la condizione umana.</p>
<p>Né ovviamente mancano gli importanti legami con gli orizzonti nordamericani della nostra emigrazione, narrati nel periodico “La Voce” di <strong>Arturo Tridico</strong> e le molte figure di intellettuali di origine italiana (dagli <strong>Stati Uniti</strong>, all’<strong>Australia</strong>, al <strong>Canada</strong>, all’<strong>Argentina</strong>, ecc.) che vengono evocati con partecipata e affettuosa vicinanza. C’è in <strong>Palmerini</strong> il gusto, tipico dell’intellettuale aperto al nuovo, per il marginale, il secondario; il tentativo di rendere giustizia e grandezza a chi, nel turbine della storia, appare emarginato: si leggano le potenti pagine dedicate alla figura del compositore <strong>Rodolfo Zanni</strong>, il Mozart dell’Argentina.</p>
<p>Questa vicinanza si esprime compiutamente nello spazio dedicato al grande drammaturgo italoamericano <strong>Mario Fratti</strong>, di cui Palmerini ci ha già restituito una partecipata riflessione in un suo precedente volume, e che ben rappresenta quel modo di meditare dell’autore sempre sul crinale dell’evocazione del dato storico coniugato col presente più attuale. Questo probabilmente è il carattere più interessante dell’opera: il passato non è mai rappresentazione archivistica ed antiquaria di ciò che non è più, ma innerva il presente, lo vivifica e continua ad operare nella quotidianità attraverso una memoria che non è passiva conservazione del ricordo, bensì un’attività vivace, rammemorante e che spinge all’azione.</p>
<p>Significative le belle pagine dedicate alla scomparsa del <strong>prof. Joseph D’Andrea</strong>; il ricordo dell’uomo si lega indissolubilmente al ricordo di una tragedia della nostra emigrazione di cui non si sente mai la eco: la morte di ben 171 nostri connazionali avvenuta nell’esplosione di una miniera di carbone il 6 dicembre 1907 a <strong>Monongah</strong> in West Virginia. Nel nostro mondo, in cui assistiamo quotidianamente a migrazioni di popoli dalle dimensioni bibliche, il ricordo di ciò che è avvenuto diventa punto di partenza per riflettere su ciò che ci aspetta nelle decisioni singole e collettive.</p>
<p>Per questo motivo dalle belle pagine di <strong>Palmerini</strong> emergono figure poco conosciute al grande pubblico ma di grande ricchezza professionale e culturale che, nel breve spazio di una recensione, non è possibile citare completamente ma che, dopo la lettura del testo, lasciano meditabondo il lettore tanta è la poliedricità degli interessi dell’autore, tanta è la ricchezza di contenuti che ne emerge e tanti sono gli spunti di riflessione offerti.</p>
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<p><strong>Nicola F. Pomponio &#8211; giornalista, viaggiatore</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F06%2Fil-ricordo-e-il-presente-nellopera-di-goffredo-palmerini-intrecci-di-memoria%2F&amp;linkname=Il%20ricordo%20e%20il%20presente%20nell%E2%80%99opera%20di%20Goffredo%20Palmerini%20%20%E2%80%9CIntrecci%20di%20memoria%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F11%2F06%2Fil-ricordo-e-il-presente-nellopera-di-goffredo-palmerini-intrecci-di-memoria%2F&#038;title=Il%20ricordo%20e%20il%20presente%20nell%E2%80%99opera%20di%20Goffredo%20Palmerini%20%20%E2%80%9CIntrecci%20di%20memoria%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/06/il-ricordo-e-il-presente-nellopera-di-goffredo-palmerini-intrecci-di-memoria/" data-a2a-title="Il ricordo e il presente nell’opera di Goffredo Palmerini  “Intrecci di memoria”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/06/il-ricordo-e-il-presente-nellopera-di-goffredo-palmerini-intrecci-di-memoria/">Il ricordo e il presente nell’opera di Goffredo Palmerini  “Intrecci di memoria”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Annina Vallarino, “Il femminismo inutile. Vittimismo, narcisismo e mezze verità: i nuovi nemici delle donne”. Recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Jun 2025 20:22:09 +0000</pubDate>
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<p>Il testo di Annina Vallarino che qui si presenta e pubblicato da Rubbettino, si segnala per il suo coraggio. Non la temerità astiosa e rissosa dei social, né l’impudenza verbale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/25/annina-vallarino-il-femminismo-inutile-vittimismo-narcisismo-e-mezze-verita-i-nuovi-nemici-delle-donne-recensione/">Annina Vallarino, “Il femminismo inutile. Vittimismo, narcisismo e mezze verità: i nuovi nemici delle donne”. Recensione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>Cosa significa ciò? Significa che la <b>Vallarino</b> rivendica, giustamente, le conquiste del femminismo storico e le relative lotte che hanno portato le donne a svolgere un nuovo ruolo nella società moderna facendole uscire, certo non totalmente, dallo “stato di minorità” in cui si trovavano confinate. E’ stato un grande processo di emancipazione collettiva in cui un nuovo soggetto sociale, identificato dal sesso di appartenenza, si faceva carico di una promessa di liberazione riguardante non solo le donne ma l’intera società. Era l’autoaffermazione decisa del proprio valore che si realizzava sfidando un mondo maschile ostile e, spesso, sprezzante verso le capacità, le competenze, le possibilità e talvolta, la vera e propria intelligenza, femminile; questa autoaffermazione portava con sé la coscienza che solo un cambiamento radicale delle strutture di potere era in grado di umanizzare e liberare dallo sfruttamento i rapporti tra i sessi e all’interno dei sessi.</p>
<p>Questo femminismo storico, ricostruito citando i classici teorici e la vita concreta di molte donne, ha subito una torsione di significato alla fine del millennio e negli anni successivi. Qui il testo, rifiutandosi di sottomettere la realtà alla fantasia, analizza nel dettaglio e con ammirevole acutezza metodologica le caratteristiche del neofemminismo, partendo dal principio che “uomini e donne sono entità complesse e sfaccettate” (pag. 104). Ne esce un quadro desolante. Senza mezzi termini viene rimproverato al neofemminismo un arretramento culturale preoccupante che, a fronte di una radicalizzazione parolaia sempre più estrema, giunge a negare proprio quell’autoaffermazione singola e quella promessa di liberazione collettiva che erano le componenti principali del femminismo: le donne da soggetto della storia che prendono il proprio destino nelle proprie mani sfidando apertamente il pregiudizio e lo sfruttamento, sono tornate ad essere qualcosa di fragile, eterne vittime da difendere in qualsiasi situazione, da un appuntamento andato male a una presunta “cultura dello stupro”; il tutto condito da quella che, icasticamente, Vallarino definisce “lagna” ovvero l’insopportabile tendenza all’autocommiserazione e la sconsiderata abitudine di incolpare continuamente l’altro sesso.</p>
<p>Abitudine che alla fine risulta un boomerang perché invocando sempre più fumose idee (patriarcato, cultura dello stupro, mascolinità tossica ecc. ecc.) si giunge proprio a deresponsabilizzare il criminale che agirebbe non tanto per propria scelta ma perché vittima a sua volta di una non ben precisata “cultura”: la responsabilità personale (cardine del nostro sistema giudiziario) annega nelle brume dell’indefinito e sorge lo spettro di una corruzione totale che però, a differenza del peccato originale, colpisce solo i maschi. Un caso per tutti: come è mai possibile parlare di patriarcato (società in cui, per fare un esempio, eredita i beni solo il figlio maschio) in una nazione dove una donna è primo ministro e un’altra donna guida il maggiore partito di opposizione? E’ evidente lo scollamento dalla realtà perché le parole descrivono anche chi le usa oltre che la realtà stessa. Né si salvano dalla refrigerante critica dell’autrice i cosiddetti strumenti statistici di cui si sottolineano i vari limiti che privano del tutto di valore le presunte “prove” a sostegno delle astratte fumoserie di cui sopra.</p>
<p>Il <b>neofemminismo</b>, in conclusione, rappresenta per la <b>Vallarino </b>un gigantesco arretramento delle donne e, aspetto particolare, si tratta di un arretramento, kantianamente, “imputabile a se stesse” perché l’errore fondamentale è stato il ripiegamento sulla singola da proteggersi e sempre in pericolo (quasi come un panda in via di estinzione), tralasciando l’aspetto collettivo di “uscita dallo stato di minorità”, di rivendicazione del proprio valore del femminismo storico. Resta una domanda: chi trae vantaggio da tutto ciò? Il testo fa notare come eminenti testate e giornalisti di fama abbiano scelto un adeguamento alla retorica neo femminista, che si segnala come caso particolare del totalitario  “politicamente corretto”, ma sfugge nel libro il motivo. Certo, l’autrice vuole smascherare l’aspetto reazionario del neofemminismo (anche nello scivoloso rapporto con le persone transgender), non descrivere questo lato dell’industria culturale, ma alcuni cenni sono di grande interesse.</p>
<p>Sfilano così davanti ai nostri occhi chi su questa retorica costruisce le proprie carriere negli ambiti giornalistici, universitari, politici, “culturali” (sarebbe forse il caso di tornare a ripensare il significato della parola cultura), alle pasdaran social pronte a bacchettare come vergini vestali chi la pensa criticamente (alle quali sarebbe da consigliare il testo di <b>Otto Weininger</b><i>“Sesso e carattere”</i> così, forse, comprenderebbero meglio il mondo in cui si trovano), alle influencer che, regine della mercificazione, concionano su etica e morale, alle grandi star che da superprivilegiate discettano di inclusività (con tutta la carica di untuoso e perbenistica superiorità del termine) alla rimozione ideologica del fatto che la natura è un dato che si impone al di là dell’artificio (cultura?) umana, a chi nei mass media, in tal modo, può spostare l’interesse su argomenti precisi a scapito di altri, magari più urgenti ma scomodi; il caso di <b>Luana D&#8217;Orazio</b> (morta per incidente sul lavoro in un&#8217;industria tessile) è significativamente ricordato così come la questione del velo islamico, vera e propria cartina al tornasole di una retorica femminista di facciata che si arrende alla retorica identitaria.</p>
<p>Un libro coraggioso di cui si consiglia caldamente la lettura per la precisa analisi che effettua dell’esistente.</p>
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		<title>Turner tra mito, Italia, luce e sublime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 06 Nov 2023 18:56:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="563" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2.jpeg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Turner. Paesaggi della Mitologia, in mostra alla Reggia di Venaria. Un percorso espositivo, per quaranta quadri e molti schizzi, tra i quali quelli riproducenti l&#8217;Apollo del Belvedere, provenienti dalla Tate&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/06/turner-tra-mito-italia-luce-e-sublime/">Turner tra mito, Italia, luce e sublime</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1000" height="563" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2.jpeg 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/54DE48E1-338D-4EBE-80C6-9224E88050D2-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p><div dir="ltr"><em>Turner. Paesaggi della Mitologia, in mostra alla Reggia di Venaria. Un percorso espositivo, per quaranta quadri e molti schizzi, tra i quali quelli riproducenti l&#8217;Apollo del Belvedere, provenienti dalla Tate Gallery londinese, che sottolinea momenti della ricchissima e stratificata arte di William Turner (Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851)</em></div>
<div dir="ltr"></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
TORINO &#8211; La bella mostra <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Turner. Paesaggi della Mitologia”,</i> allestita a <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Venaria Reale </b>fino al 28 gennaio 2024, si raccomanda per vari motivi. <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">William  Turner </b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">(Londra, 23 aprile 1775 – Chelsea, 19 dicembre 1851) è</span> conosciuto soprattutto come il grande pittore paesaggistico in cui lo studio della luce preconizza l&#8217;impressionismo con esiti che puntano quasi ad effetti già surrealisti. Tutto ciò è assolutamente corretto, ma la mostra di cui parliamo aggiunge notevoli e poco trattati elementi di conoscenza di questo pittore inglese della prima metà dell&#8217;Ottocento. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;esposizione affronta infatti due aspetti della produzione artistica declinati in modo tale da ricollegarli al complesso dell&#8217;opera: da un lato il rapporto con la mitologia greco-romana e dall&#8217;altro i viaggi in Italia. Questi due tratti, ovviamente, sono strettamente connessi. </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;"><b> </b></span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Turner</b> ne emerge come un profondo conoscitore della cultura classica e un artista che, dopo il “grand tour” italiano, rielabora in modo originale e personalissimo le profonde impressioni provate al contatto con la natura e la tradizione pittorica della penisola. L&#8217;Eneide, le Metamorfosi e in genere i miti antichi sono interpretati con una sensibilità in cui una visione morale, come nell&#8217;Apollo inondato dalla luce della Verità contro il terrificante Pitone simbolo del Male in “Apollo uccide il Pitone”, si coniuga con paesaggi che predominano sull&#8217;azione e diventano spunto per riproporre tematiche degli amati <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tiziano, Poussin e Lorrain.</b> </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;"> </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Si deve quindi all&#8217;ottima cura della storica dell&#8217;arte <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Anne Lyles </b>questa impostazione si potrebbe dire “verticale” nella presentazione della produzione turneriana: due singoli soggetti (mito e paesaggio italiano) sono proposti e sviluppati nell&#8217;esposizione. I circa quaranta quadri e i molti schizzi, di grande interesse quelli riproducenti l&#8217;Apollo del Belvedere, provenienti dalla <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tate Gallery</b> londinese sottolineando questi momenti della ricchissima e stratificata arte di Turner, non possono non richiamare, ovviamente, il complesso di quest&#8217;opera. Si evidenziano così i temi e gli interessi dell&#8217;artista quali lo studio della luce e una concezione del paesaggio profondamente influenzata dalla riscoperta, ad opera del filosofo inglese Burke e in Germania di Baumgarten prima e di Kant dopo, del concetto di sublime. </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;"> </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;artista raggiunge così esiti di notevole interesse anche in queste opere dove l&#8217;argomento è di origine classica ma le rovine romane appaiono come citazioni dotte in un contesto non più classico, mentre lo stesso paesaggio, ispirato a quello italiano, viene filtrato da una sensibilità e da una luminosità che ne altera le caratteristiche. La luce infatti è indagata, Turner era un profondo conoscitore della goethiana e antinewtoniana “Teoria dei colori”, da molteplici punti di vista: i riflessi nelle nuvole (qui si evidenzia un bel collegamento con la mostra dello scorso anno su <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Constable</b> sempre a Venaria), sui paesaggi, sul mare, nelle nebbie; il rapporto tra gli elementi, sostanziato dalla luce, passa in primo piano, quasi dissolvendo le azioni, le figure, le forme e, infine, gli elementi stessi. </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;"> </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Molto i cieli di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Turner </b>devono ai cieli di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Poussin</b> e proprio anche per questo motivo tale indagine sulla luce si collega all&#8217;obiettivo di suscitare “pathos” nello spettatore per condurne l&#8217;animo verso l&#8217;alto, verso le vette della comprensione del Tutto; non a caso il testo Sul sublime scritto nei primi secoli della nostra era ma edito solo a metà Cinquecento e commentato dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Burke</b>, in greco suona come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Perì hypsos </i>ovvero sulla vetta, sull&#8217;apice: l&#8217;Apollo ricordato poco sopra diventa non solo simbolo del Bene ma anche simbolo metafisico. Ma Apollo, così tanto presente in questi quadri, non è solo il dio dell&#8217;invasamento poetico, è anche il dio della ragione rischiarante, portatrice di luce: il sublime non elimina la ragione, non è irrazionalistico ma coinvolge ragione e sentimento verso una conoscenza superiore. </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;"> </span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-family: georgia, serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vi sono ancora due aspetti di questa interessantissima mostra che val la pena sottolineare. Oltre a proporre e indagare temi particolari, sono state esposte alcune opere, si vedano quelle in cui Ulisse sbeffeggia Polifemo, in modo da mostrare come uno stesso argomento si sviluppi dagli schizzi fino al suo completamento: sono percorsi istruttivi e di grande utilità che rendono conto del modo di creare dell&#8217;artista e della sua evoluzione. Da questo punto di vista sono interessanti proprio gli schizzi che <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Turner</b> realizzò a <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Torino</b>. E&#8217; un&#8217;idea di grande impatto quella di porre a confronto i disegni dell&#8217;artista con le odierne fotografie dei posti della città da lui immortalati; un motivo in più per visitare questa mostra ricca di spunti, interesse, rimandi culturali.</span><span style="font-family: Helvetica Neue, Helvetica, Arial, sans-serif;"> </span></div>
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		<title>IL SUONO E LA SUA ESSENZA A colloquio con Alessandro Palmerini, premio David di Donatello e Nastro d&#8217;Argento 2023 per il Miglior Suono con il film Le otto montagne</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/04/il-suono-e-la-sua-essenza-a-colloquio-con-alessandro-palmerini-premio-david-di-donatello-e-nastro-dargento-2023-per-il-miglior-suono-con-il-film-le-otto-montagne/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-suono-e-la-sua-essenza-a-colloquio-con-alessandro-palmerini-premio-david-di-donatello-e-nastro-dargento-2023-per-il-miglior-suono-con-il-film-le-otto-montagne</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Jul 2023 02:14:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Alessandro Palmerini]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[nastro d’argento david di Donatello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1079" height="1006" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/129B55A4-52E6-489D-9619-6DDFAD21BE0E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/129B55A4-52E6-489D-9619-6DDFAD21BE0E.jpeg 1079w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/129B55A4-52E6-489D-9619-6DDFAD21BE0E-300x280.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/129B55A4-52E6-489D-9619-6DDFAD21BE0E-1024x955.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/129B55A4-52E6-489D-9619-6DDFAD21BE0E-768x716.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/129B55A4-52E6-489D-9619-6DDFAD21BE0E-585x545.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1079px) 100vw, 1079px" /></p>
<p>TORINO &#8211; Incontro Alessandro Palmerini durante una piovosa serata di fine giugno in un locale torinese. E&#8217; nella città subalpina per lavorare alla realizzazione della seconda stagione della serie televisiva&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/04/il-suono-e-la-sua-essenza-a-colloquio-con-alessandro-palmerini-premio-david-di-donatello-e-nastro-dargento-2023-per-il-miglior-suono-con-il-film-le-otto-montagne/">IL SUONO E LA SUA ESSENZA A colloquio con Alessandro Palmerini, premio David di Donatello e Nastro d&#8217;Argento 2023 per il Miglior Suono con il film Le otto montagne</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">TORINO &#8211; Incontro </span><span class="s2"><b>Alessandro Palmerini</b></span><span class="s1"> durante una piovosa serata di fine giugno in un locale torinese. E&#8217; nella città subalpina per lavorare alla realizzazione della seconda stagione della serie televisiva dedicata a <b>Lidia Poet</b></span><span class="s2">. Palmerini</span><span class="s1"> è un giovane che, nonostante i due </span><span class="s2"><b>David di Donatello</b></span><span class="s1">, i due </span><span class="s2"><b>Nastri d&#8217;Arge</b></span><span class="s1"><b>nto</b>, i </span><span class="s2"><b>Ciak d&#8217;oro</b></span><span class="s1"> vinti per il suo lavoro sugli aspetti sonori dei film, mantiene intatti forti dosi comunicative e di simpatia trasmessi da un&#8217;affabilità, disponibilità, giovialità cui, forse, non è estraneo l&#8217;atletico e asciutto fisico su un volto aperto e incorniciato dalla barba.</span></p>
<p class="p1"><b><span class="s2">Quando è iniziato il tuo rapporto col mondo del cinema e, in particolare, con i suoi aspetti sonori?</span></b></p>
<p class="p1"><b> </b><span class="s3">E&#8217; successo tutto in modo abbastanza casuale. Si era inaugurata a </span><span class="s4">L&#8217;Aquila</span><span class="s3">, la mia città natale, l&#8217;Accademia Internazionale per le Arti e le Scienze dell&#8217;Immagine a cui feci domanda di iscrizione, invece di studiare ingegneria come pensavo in un primo momento. Venni preso e così sviluppai un approccio più fotografico che sonoro al cinema. Qui ebbi modo di formarmi con docenti di altissimo livello come </span><span class="s4"><b>Vittorio Storaro</b></span><span class="s3">, vincitore di tre Oscar per la fotografia e </span><span class="s4"><b>Luciano Tovoli</b></span><span class="s3">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>E il sonoro?</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Anche qui il caso giocò un ruolo centrale; poiché mancava qualcuno che seguisse questo aspetto, iniziai ad occuparmene, interessandomene sempre di più, diventando la mia specializzazione e diplomandomi su questo argomento. Grazie alla collaborazione sul set de “L&#8217;orizzonte degli eventi” di </span><span class="s4"><b>Daniele Vicari</b></span><span class="s3">, ho collaborato con professionisti pluripremiati come </span><span class="s4"><b>Remo Ugolinelli</b></span><span class="s3"> e, successivamente, con </span><span class="s4"><b>Alessandro Zanon</b></span><span class="s3"> diventando, in seguito, docente proprio all&#8217;Accademia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>Qual è il tuo compito e il rapporto con la regia?</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Io effettuo registrazioni in presa diretta e il confronto col regista è costante, ineliminabile, arricchente: solo il regista, come un bravo direttore d&#8217;orchestra, può e deve calibrare i vari aspetti del film dando i giusti spazi ad ogni elemento. Il film è frutto di una équipe e la regia è l&#8217;elemento unificante.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span><b>Tu hai vinto un David, un Nastro d&#8217;argento, e un Ciak d&#8217;oro nel 2013 per il film di Daniele Vicari “Diaz”. Quest&#8217;anno hai vinto un altro David e un altro Nastro d&#8217;Argento per “Le otto montagne” di Van Groeningen e Vandermeersch, un film che incontra un tuo interesse molto vivo: la montagna.</b></p>
<div id="attachment_73644" style="width: 1860px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-73644" class="size-full wp-image-73644" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433.jpeg" alt="" width="1850" height="1388" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433.jpeg 1850w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/FE734DB3-9D37-4C5E-9890-C4E5E0DD3433-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1850px) 100vw, 1850px" /><p id="caption-attachment-73644" class="wp-caption-text">Nastri D’Argento 2023- A. Palmerini,A. Borghi, L. Marinelli con Francesca Fialdini</p></div>
<p class="p1"><span class="s3">Sì, è vero. Sono un appassionato alpinista; ho scalato vette<img decoding="async" class="alignleft wp-image-73633" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/DC291372-2FD2-4337-9BDD-8402DF5AEF55.jpeg" alt="" width="200" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/DC291372-2FD2-4337-9BDD-8402DF5AEF55.jpeg 526w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/DC291372-2FD2-4337-9BDD-8402DF5AEF55-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/DC291372-2FD2-4337-9BDD-8402DF5AEF55-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /> nei miei Appennini, nelle Alpi, nelle Dolomiti e in Nepal (Himalaya) e Pakistan (Karakorum). Adoro la montagna, vi sono nato e appena posso vi ritorno. Questa passione ha senz&#8217;altro influito ed è confluita nel lavoro svolto per “Le otto montagne”. Qui infatti i personaggi principali sono tre: Pietro, Bruno e la montagna e la sfida era proprio quella di far emergere il terzo. Per far questo c&#8217;è stata una scelta registica decisiva che si è rivelata difficile ma vincente: non costruire gli ambienti ma recarsi negli ambienti e girare nelle reali situazioni montane. Ad esempio la scena della cena con la polenta nella barma, è stata girata proprio nella barma a 2400 m. d&#8217;altezza mentre nevicava realmente; non è stato approntato un set in un ambiente estraneo alla montagna, ma si è data voce alla montagna stessa. In tal modo nulla è stato ricostruito ma tutto è una realtà documentaria nei tre diversi luoghi dove si svolge la storia: Torino, la Val d&#8217;Aosta, il Nepal. Ovviamente ciò ha <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-73638" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/D319CC92-28F8-417B-A4EB-167B28A53DBD.jpeg" alt="" width="1200" height="1600" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/D319CC92-28F8-417B-A4EB-167B28A53DBD.jpeg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/D319CC92-28F8-417B-A4EB-167B28A53DBD-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/D319CC92-28F8-417B-A4EB-167B28A53DBD-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/D319CC92-28F8-417B-A4EB-167B28A53DBD-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/D319CC92-28F8-417B-A4EB-167B28A53DBD-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/D319CC92-28F8-417B-A4EB-167B28A53DBD-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" />comportato problemi tecnici notevoli. Qui diventa fondamentale quel rapporto continuo con la regia cominciato ben prima dell&#8217;inizio delle riprese con contatti, anche via skype, dove abbiamo ragionato e definito il tipo di costruzione sonora necessario per il film.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>Che conseguenze ci sono state per il tuo lavoro?</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s3">La decisione per cui tutto doveva essere reale e non costruito ha comportato che i suoni della montagna venissero registrati dal vero, quindi il mio lavoro non è stato solo la registrazione sul set ma anche la raccolta di ambienti, suoni, effetti caratteristici del luogo dove si girava e quindi utili e necessari alla costruzione del suono del film. Per questo motivo ho raccolto il più possibile materiale emotivo e sonoro anche scendendo a piedi dalle montagne quando giravamo o utilizzando i fine settimana. Mi è venuto così in aiuto l&#8217;allenamento fisico che ho <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-73639" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/44F2DA71-460A-42B4-9249-83AF814CFC93.jpeg" alt="" width="1020" height="543" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/44F2DA71-460A-42B4-9249-83AF814CFC93.jpeg 1020w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/44F2DA71-460A-42B4-9249-83AF814CFC93-300x160.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/44F2DA71-460A-42B4-9249-83AF814CFC93-768x409.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/44F2DA71-460A-42B4-9249-83AF814CFC93-585x311.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1020px) 100vw, 1020px" />maturato nel tempo con l&#8217;alpinismo e che mi ha permesso di utilizzare il tipo di strumentazione necessaria, sempre di notevole peso e ingombro, non rinunciando però alla qualità di quanto volevo realizzare. Questo lavoro l&#8217;ho effettuato durante tutte le stagioni dell&#8217;anno, proprio per far risaltare i tempi diversi della montagna, i suoi silenzi, le sue attese, la sua forza</span><span class="s1">.</span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>E i silenzi?</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Vedi, il silenzio non è assenza di suono, bensì, “essenza” di suono. Questo significa che nelle varie scene si partiva da una costruzione ampia dei suoni per poi asciugarla facendo emergere ciò che era essenziale: è un processo di purificazione successiva che evidenzia quanto è funzionale. Allora per far “sentire il silenzio” si è lasciato parlare la montagna con il suo vento e i versi dei suoi animali in tal modo è emerso l&#8217;ambiente creando momenti dal forte valore emozionale.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-73641" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/53BAF5B0-9336-4950-80F8-7C04A5AE48C9.jpeg" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/53BAF5B0-9336-4950-80F8-7C04A5AE48C9.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/53BAF5B0-9336-4950-80F8-7C04A5AE48C9-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/53BAF5B0-9336-4950-80F8-7C04A5AE48C9-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/53BAF5B0-9336-4950-80F8-7C04A5AE48C9-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/53BAF5B0-9336-4950-80F8-7C04A5AE48C9-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/53BAF5B0-9336-4950-80F8-7C04A5AE48C9-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b>Progetti per il futuro?</b></span></p>
<p class="p1"><span class="s3">Per il momento ho questo impegno per la serie su Lidia Poet che mi permette di lavorare a Torino, una città che mi piace molto, con le Alpi vicinissime e dove torno sempre volentieri mentre per il futuro&#8230;si vedrà.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span>La chiacchierata volge ormai al termine ma l&#8217;entusiasmo e la serietà di Alessandro sono molto coinvolgenti e ricordano la bella emozione che si prova quando su un sentiero di montagna o in mezzo a un bosco, all&#8217;improvviso, cessano i rumori della civiltà e si annuncia, con suoni sconosciuti, a volte imprevedibili, ciò che pretendiamo di dominare: la natura. Qui sotto, in nota, una breve biografia professionale di Alessandro Palmerini.</p>
<p class="p1"><span class="s2">***</span></p>
<p class="p1"><span class="s2"><b><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-73642 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9F75A429-D44B-45CD-8207-31F2C27F3913-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9F75A429-D44B-45CD-8207-31F2C27F3913-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9F75A429-D44B-45CD-8207-31F2C27F3913-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9F75A429-D44B-45CD-8207-31F2C27F3913-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Alessandro Palmerini</b> è nato a L’Aquila il 18 febbraio 1977. Nella città capoluogo d’Abruzzo si è formato presso <b>l’Accademia internazionale per le Arti e le Scienze dell’Immagine</b>, concludendo nel 2002 il ciclo quinquennale di studi con una tesi sul Suono nel cinema. Nella stessa Accademia dal 2006 ha poi svolto per tre anni un incarico di docenza. Vive a Roma, lavora in Italia e all’estero come Tecnico del suono nel cinema e, talvolta, in fiction tv.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Nel 2023 ha vinto il </span><span class="s2"><b>David di Donatello</b> per il Miglior Suono con il film </span><span class="s4">Le otto montagne</span><span class="s2"> di <b>Felix Van <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-73643 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/0226C631-F019-428A-8E60-6F0C8894DC24-300x240.jpeg" alt="" width="300" height="240" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/0226C631-F019-428A-8E60-6F0C8894DC24-300x240.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/0226C631-F019-428A-8E60-6F0C8894DC24-1024x819.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/0226C631-F019-428A-8E60-6F0C8894DC24-768x614.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/0226C631-F019-428A-8E60-6F0C8894DC24-1170x936.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/0226C631-F019-428A-8E60-6F0C8894DC24-585x468.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/0226C631-F019-428A-8E60-6F0C8894DC24.jpeg 1440w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Groeningen e Charlotte Vandermeersch</b>, e con lo stesso film anche il <b>Nastro d’Argento</b>. Nel 2013 aveva vinto, insieme a <b>Remo Ugolinelli</b>, il suo primo <b>David di Donatello</b> per il Miglior suono in presa diretta</span> <span class="s2">con il film </span><span class="s4">Diaz </span><span class="s2">di <b>Daniele Vicari</b>. Con lo stesso film nel 2012 era stato premiato con il <b>Ciak d’oro</b> e il <b>Nastro d’Argento</b>. Nel 2008 aveva vinto il suo primo <b>Ciak d’oro</b> con il film </span><span class="s4">La ragazza del lago</span><span class="s2"> di <b>Andrea Molaioli</b> e nello stesso anno era stato tributato il <b>Premio AITS</b> per il film Tv </span><span class="s4">Maria Montessori</span><span class="s2"> di <b>Gianluca Tavarelli</b>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Molte le candidature per il Miglior Suono che </span><span class="s2"><b>Alessandro Palmerini</b> ha collezionato negli anni, quali quelle per i film </span><span class="s4">Capri Revolution</span><span class="s2"> e </span><span class="s4">Qui rido io</span><span class="s2"> di <b>Mario Martone</b>, </span><span class="s4">La Tenerezza</span><span class="s2"> di <b>Gianni Amelio</b>, </span><span class="s4">Sole cuore amore</span><span class="s2"> di <b>Daniele Vicari</b>, </span><span class="s4">Io e te</span><span class="s2"> di <b>Bernardo Bertolucci</b>, </span><span class="s4">L’ultima ruota del carro </span><span class="s2">di <b>Giovanni Veronesi</b>, </span><span class="s4">La giusta distanza</span><span class="s2"> di <b>Carlo Mazzacurati</b>, </span><span class="s4">La prima neve</span><span class="s2"> e </span><span class="s4">Io sono Li</span><span class="s2"> di <b>Andrea Segre</b>, </span><span class="s4">L’aria salata</span><span class="s2"> di <b>Alessandro Angelini</b>, </span><span class="s4">Aldo Moro il presidente</span><span class="s2">e </span><span class="s4">Maria Montessori</span><span class="s2"> di <b>Gianluca Tavarelli</b>.</span></p>
<p class="p1"><span class="s5"><a href="https://www.imdb.com/name/nm2357015/awards/?ref_=nm_awd">https://www.imdb.com/name/nm2357015/awards/?ref_=nm_awd</a></span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span><span class="s1">Ha lavorato, oltre ai già menzionati, con importanti registi tra i quali per brevità si citano </span><span class="s2"><b>Nanni Moretti, Francesca Archibugi, Terry Gilliam, Francesca Comencini, Carlo Vanzina, Ricky Tognazzi, Giuseppe Piccioni, Kim Rossi Stuart, Pietro Castellitto, Emanuele Scaringi, Massimiliano Bruno</b>. Recentemente ha lavorato nel film </span><span class="s4">Il sol dell’avvenire</span><span class="s2"> di <b>Nanni Moretti</b>. Attualmente sta lavorando alla seconda stagione di una serie Netflix. E’ membro del direttivo dell’AITS, l’Associazione italiana Tecnici del suono e docente al Corso di Ripresa del Suono presso la Scuola d’Arte Cinematografica “Gian Maria Volonté” e alla Scuola Nazionale di Cinema-Centro Sperimentale di Cinematografia in Roma.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span><span class="s1">Amante della montagna, </span><span class="s2"><b>Alessandro Palmerini</b> ha partecipato, come film-maker, alle spedizioni alpinistiche organizzate dal Centro Documentazione Alti Appennini (Cdaa): nel 2002 sul <b>Cho Oyu</b> (Himalaya), con i suoi 8201 metri d’altezza la sesta vetta più alta del mondo, realizzando il docufilm </span><span class="s4">Mondi Sospesi</span><span class="s2">,</span> <span class="s2">presentato a diversi Festival cinematografici internazionali, e nel 2007 sul <b>Broad Peak </b>(Karakorum), 8047 metri, un altro picco dei 14 ottomila esistenti. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"> </span></p>
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		<title>Torino sorprendente: tango in galleria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Jun 2023 13:52:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Transitando in Galleria San Federico, nel cuore del centro storico di Torino, verso le ore 20 è possibile incontrare un affaccendatissimo signore sulla cinquantina che armeggia intorno a delle casse&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/18/torino-sorprendente-tango-in-galleria/">Torino sorprendente: tango in galleria</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Transitando in Galleria San Federico, nel cuore del centro storico di Torino, verso le ore 20 è possibile incontrare un affaccendatissimo signore sulla cinquantina che armeggia intorno a delle casse acustiche. E&#8217; un tdj (Tango disc<br />
jockey) molto conosciuto nella comunità tanghera subalpina: Carlo Lovera.</p>
<p>Egli da tempo organizza delle serate in galleria che ormai richiamano una media di circa 200 persone. La particolarità è data sia dal luogo sia dal pubblico. Il luogo è uno dei simboli della Torino aulica: ampio e con un&#8217;ambientazione anni &#8217;30 che ben si sposa con questo tipo di musica e ballo.</p>
<p>Il pubblico è costituito da cittadini e turisti che, passeggiando per le vie adiacenti viene attirato, come  risucchiato verso il luogo delle danze e spesso manifesta la sua simpatia e interesse con calorosi applausi per danzatori che si ritrovano non per esibirsi ma per trascorrere una serata facendo ciò che più li diverte: ballare.</p>
<div id="attachment_72631" style="width: 235px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-72631" class="wp-image-72631 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Carlo-Lovera-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><p id="caption-attachment-72631" class="wp-caption-text">Carlo Lovera</p></div>
<p>Torino è una città tanghera per eccellenza: molte sono le milonghe, ovvero i locali dove poter ballare, preparatissimi i numerosi maestri che vi risiedono, incredibilmente folta la comunità di ballerini. Abbiamo così rivolto qualche domanda<br />
all&#8217;organizzatore.<br />
<strong>Quando si è iniziato a ballare in Galleria San Federico?</strong><br />
&#8220;In realtà, non è un&#8217;idea nuova. I primi ritrovi risalgono addirittura alla fine degli anni &#8217;90 e in modo non continuativo, con interruzioni anche lunghe, si è andati avanti per molto tempo. E&#8217; però da dopo la pandemia che  ho ripreso ad organizzare queste serate e quest&#8217;anno, il 2 giugno, al primo appuntamento, ho contato ben 300 persone&#8221;.<br />
<strong>E&#8217; un numero enorme!</strong><br />
&#8220;Sì. Sono tantissimi i tangheri, ma sono molti anche gli “spettatori”. Persone che semplicemente passavano e che si sono fermate e spesso hanno ripreso con i telefonini e applaudito alla fine dei balli. Ci tengo poi a sottolineare che ho sempre invitato gli insegnanti e le scuole di tango a venire e anche volantinare proponendo i loro corsi. Questa milonga, un po&#8217; “sui generis”, può fare da cassa di risonanza per le tantissime iniziative dei tangheri torinesi&#8221;.<br />
<strong>Come mai questo posto?</strong><br />
&#8220;Galleria San Federico è in una posizione strategica. In pieno centro, all&#8217;incrocio<br />
di 3 vie, forma uno spazio a T molto ampio e i tangheri hanno così a disposizione una comodissima pista da ballo. Non solo. La pavimentazione è particolarmente adatta per il tango e poi la presenza di locali pubblici favorisce chi, magari assetato, vuole prendersi una pausa o ha programmato in anticipo un aperitivo prima di danzare. Il divertimento diventa così anche un modo di vivacizzare, pure economicamente, questo affascinante angolo torinese&#8221;.<br />
<strong>Quanto costa danzare?</strong><br />
&#8220;Io non chiedo nulla. Il mio obiettivo è quello di creare un momento di svago, condivisione, divertimento. Ognuno può offrire ciò che vuole e questo solo perchè, per essere in regola, devo pagare la Siae, ma, ripeto, non esiste un biglietto<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-72633" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/Galleria2-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /> d&#8217;ingresso; così anche dei passanti che vogliano ballare, possono farlo senza problemi&#8221;.<br />
<strong>Quando ci si trova? Come si può sapere se si balla?</strong><br />
&#8220;Visto che opero per passione e come volontariato i giorni possono variare, ma un appuntamento settimanale è certo. In questo periodo il ritrovo è il Mercoledì, ma più avanti diventerà il Venerdì e, quando altre milonghe saranno chiuse per<br />
la pausa estiva, anche la Domenica. La cosa migliore da fare è controllare sul sito www.faitango.it o seguire su Facebook la  pagina “Milonga in Galleria” dove informo tempestivamente sulle serate programmate&#8221;.</p>
<p>A questo punto la serata sta per iniziare e per forza di cose la chiacchierata termina ma ci ha ricordato che l&#8217;autore di tanghi Enrique Santos Discepolo definì il tango “un pensiero triste che si balla”, questa interpretazione non piaceva al grande Borges, di cui Adelphi ha pubblicato il testo “Il Tango”.</p>
<p>Però vedendo i volti e le figure composte in galleria non si può non pensare che abbiano ragione tutt&#8217;e due.</p>
<p>E&#8217; affascinante  vedere le dame che, a occhi chiusi, sono totalmente immerse nei lenti, avvolgenti, sensuali ritmi dei tanghi, ma è altrettanto affascinante vederle con i loro cavalieri che, sui veloci temi delle milonghe, ballano con una vitalità e un divertimento riflesso in volti sorridenti e divertiti.</p>
<p>Il tutto sotto gli occhi di spettatori rapiti dalla coinvolgente musica di  un paese tanto lontano fisicamente, quanto, non foss&#8217;altro per i tanti emigranti italiani e, soprattutto, piemontesi, vicino culturalmente: l&#8217;Argentina.</p>
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		<title>La scherma italiana a Plovdiv, mondiali giovanili in Bulgaria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 16:41:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Bulgaria]]></category>
		<category><![CDATA[Scherma italiana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="383" height="229" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A1C41A7-B77F-4FCA-9894-C2E1FB0D27D4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A1C41A7-B77F-4FCA-9894-C2E1FB0D27D4.jpeg 383w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4A1C41A7-B77F-4FCA-9894-C2E1FB0D27D4-300x179.jpeg 300w" sizes="(max-width: 383px) 100vw, 383px" /></p>
<p>Si svolgeranno dall’1 al 9 Aprile a Plovdiv, in Bulgaria, i mondiali di scherma riservati a giovani (under 20), con sei titoli individuali e sei a squadre, e cadetti (under&#8230;</p>
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<b>Simone Mencarelli </b>(Famme Oro Polizia di Stato e numero uno del Ranking mondiale), tra i giovani under 20, sarà presente sia nelle gare individuali sia in quelle a squadra. Simone, da bravo figlio d&#8217;arte, quest&#8217;anno ha vinto due ori, un argento e un bronzo nelle quattro prove di Coppa del mondo, nonché un argento e un bronzo nelle gare a squadra.<br />
Per le cadette under 17 gareggerà <b>Federica Zogno</b> (come detto si svolgeranno in questa categoria solo le prove a squadra). Invece <b>Vittoria Siletti</b> (Polizia Penitenziaria), tra i giovani under 20, rappresenterà l&#8217;Italia nelle gare a squadre dove in questa stagione le nostre ragazze hanno già conquistato due medaglie, una d&#8217;argento e una di bronzo.<br />
Sarà presente nello Staff Tecnico nazionale anche <b>Maurizio Mencarelli</b>, tecnico della <b>Victoria Torino</b> e padre di <b>Simone</b>. Un grande, caloroso, entusiasta “in bocca a lupo” a loro e a tutti i nostri rappresentanti in questo importante appuntamento internazionale. Certamente daranno il meglio di sé per far risuonare il nostro inno sul podio più alto. Forza azzurri!</p>
<p>Nella foto, da sinistra: Simone Mencarelli, Vittoria Siletti, il maestro Maurizio Mencarelli e Federica Zogno</p>
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		<title>IL MEDIOEVO RICONSIDERATO: DANTE E L’ISLAM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 07:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="1244" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-682x1024.jpeg 682w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-768x1154.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-585x879.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>Il 25 marzo, diventato il “Dantedì”, il giorno in cui si ricorda l’inizio del suo pellegrinaggio, la riflessione sui rapporti fra “Dante e l’Islam” . Il libro di Miguel Asìn&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="828" height="1244" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-682x1024.jpeg 682w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-768x1154.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-585x879.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p><p><i>Il 25 marzo, diventato il “Dantedì”, il giorno in cui si ricorda l’inizio del suo pellegrinaggio, la riflessione sui rapporti fra “Dante e l’Islam” . Il libro di Miguel Asìn Palacios edito da LUNI Editrice nel 2015 con introduzione di Carlo Ossola, si fonda sulla tesi di un rapporto puntuale tra la tradizione musulmana del viaggio del profeta Maometto nell’oltretomba, descritto nel “Libro della scala”, e l’opera del poeta fiorentino. Esisteva all’epoca  uno scambio tra le culture e religioni del Libro:la musulmana, la cristiana, l’ebraica.Una tesi che permette di pensare i rapporti non necessariamente mediati solo dalla violenza o dallo “scontro di civiltà”,ma vivificati da un’osmosi sotterranea di pensieri travalicanti dogmatismi opposti che fanno del Mediterraneo un luogo di incontro, confronto, reciproco arricchimento. </i></p>
<p>Il 25 marzo di 723 anni fa iniziava, come eruditi studi hanno accertato, uno dei viaggi più entusiasmanti della storia dell&#8217;umanità. Un viaggio nella realtà e nella fantasia, nella mistica e nel pentimento, nel perdono e nella Gloria: il percorso di purificazione del poeta <strong>Dante Alighieri</strong> attraverso i tre regni dell&#8217;oltretomba.</p>
<p>Così il 25 marzo è diventato il “<strong>Dantedì</strong>”, ovvero il giorno in cui si ricorda l&#8217;inizio del suo pellegrinaggio. Non si vuole certo in questa sede neanche lontanamente accennare a una nostra presentazione o interpretazione o, addirittura, commento alla “<em>infinita sensuum silva</em>” della <strong>Divina Commedia</strong>.</p>
<p>Più modestamente si vuole additare una lettura dell&#8217;opera dantesca che ha avuto poca fortuna in Italia, dove si è riusciti a parlare di <strong>Dante</strong>, grazie soprattutto alla vulgata risorgimentale, come “poeta nazionale”, quando il concetto stesso di nazione (nato quattrocento anni dopo di lui) non esisteva ancora.</p>
<p>Il testo a cui facciamo riferimento venne pubblicato in <strong>Spagna</strong> nel 1919 a cura di un sacerdote cattolico, grande arabista e conoscitore sia del pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino sia della mistica musulmana: <strong>Miguel Asìn Palacios</strong>. Il titolo è già di per sé esplicativo: “<em>La escatologìa musulmana en la Divina Comedia</em>”.</p>
<p>Il libro, edito col titolo “<strong><em>Dante e l&#8217;Islam</em></strong>” da Luni Editrice nel 2015 con un&#8217;illuminante introduzione di <strong>Carlo Ossola</strong>, si fonda sulla tesi di un rapporto diretto, puntuale, preciso tra la tradizione musulmana del viaggio del profeta <strong>Maometto</strong> nell&#8217;oltretomba, descritto nel “<em>Libro della scala</em>”, e l&#8217;opera del poeta fiorentino.</p>
<p>Non possiamo certo entrare nei dettagli, ma ci preme sottolineare che questa tesi ci appare di estremo interesse. Se è vero che l&#8217;autore, con una acribia esegetica ammirabile, lavora fin nei minimi dettagli della <strong>Commedia</strong> per stabilire rapporti di consonanza, parallelismi e vera e propria dipendenza dal testo arabo, d&#8217;altro lato resta difficile dimostrare in modo cogente l&#8217;effettiva conoscenza da parte di <strong>Dante</strong> di tale testo: <strong>Asìn Palacios</strong> lavora sulle assonanze.</p>
<p>Però è certo che il musulmano “<em>Libro della scala</em>” venne tradotto in latino già nel XIII secolo in <strong>Castiglia</strong> e ormai molti studiosi ritengono quasi sicura la conoscenza del testo mistico arabo da parte di <strong>Dante</strong>. Non siamo, ovviamente, in grado di esprimere un parere su questa tesi, ma ci appare interessante soprattutto un aspetto, si potrebbe dire, storico-culturale: “<em>Dante e l&#8217;Islam</em>” apre uno squarcio sul Mediterraneo medievale che libera da asfittici campanilismi.</p>
<p>Il presupposto del testo è che esisteva all&#8217;epoca (ma solo all&#8217;epoca?) uno scambio sotterraneo non solo a livello filosofico “alto” (si pensi ai grandi nomi di <strong>Avicenna</strong>, <strong>Averroè</strong>, al conseguente problema dell&#8217;averroismo latino, alla “<em>vexata quaestio</em>” di <strong>Sigieri di Brabante</strong>), ma anche e soprattutto in termini di leggende, racconti, credenze popolari tra le culture e religioni del Libro: la musulmana, la cristiana, l&#8217;ebraica.</p>
<p>E&#8217; una tesi che permette di pensare i rapporti non necessariamente mediati solo dalla violenza o, peggio ancora, dallo “scontro di civiltà”, bensì vivificati da un&#8217;osmosi sotterranea, si direbbe giornaliera, di pensieri travalicanti dogmatismi opposti e che fanno del <strong>Mediterraneo</strong> un luogo di incontro, confronto, reciproco arricchimento. Questo ci sembra l&#8217;aspetto più interessante del testo, giustamente sostenuto con esempi convincenti nella suddetta, interessantissima introduzione dell&#8217;<strong>Ossola</strong>.</p>
<p>Il <strong>Dantedì</strong> può così essere un&#8217;occasione di riflessione sulla “<strong>Divina Commedia</strong>” ma anche, forse soprattutto, sull&#8217;inesauribile ricchezza negli scambi tra gli uomini; scambi che spesso nelle ricostruzioni specialistiche, il cui valore è comunque fondamentale e ineliminabile, si corre talvolta il rischio di smarrire.</p>
<p>Se ci si chiude all&#8217;interno di formulette pronte all&#8217;uso si può non notare quanto queste formulette impediscano di cogliere la vitalità, la ricchezza, l&#8217;esuberanza, la profondità degli avvenimenti. Così come quando rimasi, scioccamente, stupito vedendo una mia conoscente iraniana che, da brava musulmana sciita, pregava con ardore, in una delle più belle chiese torinesi, davanti alla statua della Madonna.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Valle d&#8217;Aosta: un libro sui segreti della Via Francigena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Feb 2023 16:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Vi sono libri difficili da definirsi. Questo è il caso de “La via francigena in Valle d&#8217;Aosta” edito da Poetica del Territorio e mirabilmente impaginato e stampato dalla Tipografia Valdostana.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/02/28/valle-daosta-un-libro-sui-segreti-della-via-francigena/">Valle d&#8217;Aosta: un libro sui segreti della Via Francigena</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/3C839EE3-B78D-41A3-86C8-31C672F01E9D-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Vi sono libri difficili da definirsi. Questo è il caso de “La via francigena in Valle d&#8217;Aosta” edito da Poetica del Territorio e mirabilmente impaginato e stampato dalla Tipografia Valdostana. Si tratta infatti di un testo che racchiude in sé almeno tre differenti aspetti. A prima vista appare come un libro fotografico perché le stupende immagini curate da Enrico Formica attirano inevitabilmente l&#8217;attenzione. Panorami mozzafiato, piccoli e grandi capolavori d&#8217;arte, beni archeologici si mostrano in foto di notevole qualità. Però il libro non è solo, ma sarebbe già tanto, un libro fotografico. Le immagini sono accompagnate da precise descrizioni, a cura di Maria Vassallo, che evidenziano la ricchezza storica e folklorica della più piccola regione italiana caratterizzandosi in tal modo come una vera e propria guida trilingue (italiano, francese, inglese) alla Val d&#8217;Aosta.<br />
A questi due aspetti si aggiunge il terzo: il filo conduttore del volume è la parte aostana della via Francigena ovvero quell&#8217;itinerario che, percorso e descritto dal vescovo Sigerico nel X secolo, unisce Canterbury a Roma. Il tratto in questione parte dal colle del Gran San Bernardo al confine con la Svizzera, scende ad Aosta e prosegue lungo la valle della Dora in direzione di Ivrea e della pianura padana. Questa strada scandisce i capitoli del libro e offre la possibilità di evidenziare i numerosissimi punti d&#8217;interesse di un territorio su cui innumerevoli generazioni hanno agito contribuendo a modellare il paesaggio. Questo terzo aspetto del volume lo rende ulteriormente prezioso nella sua puntuale descrizione.<br />
In tal modo la via romana delle Gallie, di cui restano imponenti vestigia come i tanti ponti di epoca romana, incontra castelli medievali o fortezze moderne mentre ombrosi sentieri si snodano a fianco dei cosiddetti “ru”, cioè canali irrigui di origine medievale; e nel momento in cui le altissime cime alpine dominano dall&#8217;alto, si manifesta l&#8217;affascinante presenza di Aosta, che mostra la sua bimillenaria storia con chiese e scavi di grande pregio. Tutto ciò in un testo che si segnala utilissimo per quel turismo “lento” che si sta affermando anche da noi.<br />
Un turismo rispettoso non solo dell&#8217;ambiente ma anche della storia, delle tradizioni, degli usi dei territori frequentati. Da appassionato camminatore della Francigena non posso che segnalare questo volume. La magia delle foto e la capacità evocativa dei testi invitano a riempire lo zaino e camminare per questo centinaio di chilometri così  pieni di ricchezze; oppure, con l&#8217;auto, si percorrano queste strade, ma con calma, soffermandosi ad ammirare e apprezzare delle bellezze che risultano invisibili se si è dominati dalla fretta.</p>
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		<title>“Cartoline da Torino”, a cura di Adriano Pugno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Feb 2023 18:39:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Adriano Pugno]]></category>
		<category><![CDATA[Cartoline da Torino]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="901" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2.jpeg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2-585x878.jpeg 585w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>La città narrata con brevi scritti in un libro di grande interesse TORINO &#8211; Il libro “Cartoline da Torino”, a cura di Adriano Pugno (L&#8217;Erudita, 2023), che qui si presenta,possiede&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="600" height="901" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2.jpeg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/02/F6A460D4-7F02-4C8F-82C7-3B66478FDED2-585x878.jpeg 585w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p><p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a città narrata con brevi scritti in un libro di grande interesse</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">TORINO &#8211; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il libro “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Cartoline da Torino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”, a cura di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Adriano Pugno</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> (</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">L&#8217;Erudita, 2023</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">), </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">qui </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si presenta</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">possiede una originale tessitura che lo rende di notevole interesse. Si tratta infatti di una numerosa serie di brevissimi scritti (non superiori alle 100 parole) in cui i vari autori descrivono aspetti particolari della città subalpina. </span></span></p>
<p class="s7">
<p class="s6"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Sono, appunto, come cartoline e chi, ormai tanto tempo fa, le scriveva senz&#8217;altro ricorderà lo sforzo di sintesi ma anche la volontà di colpire l&#8217;immaginazione del destinatario con poche, precise, preganti espressioni. Quindi non lunghe lettere ma rapidi schizzi che, nelle composizioni più riuscite, raggiungono un&#8217;icasticità di grande valore. Ovviamente i contributi sono molto diversi secondo le diverse sensibilità, preparazioni, esperienze degli autori ma, insieme, descrivono quasi impressionisticamente </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Torino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Si evidenziano così alcune particolarità, talvolta del tutto sconosciute, di questa città. C&#8217;è chi ha, giustamente, sottolineato l&#8217;importanza di percorrere le vie con lo sguardo rivolto verso l&#8217;alto per poter ammirare i bei stucchi che spesso impreziosiscono i palazzi, chi ha rievocato ricordi d&#8217;infanzia di una </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Torino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> antiquaria che non esiste più, chi nell&#8217;osservazione delle rive del </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Po</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ha descritto dolenti ricordi legati a una semplice casetta, e così via. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Un libro “impressionista” nel senso più profondo e interessante del temine. Impressioni di vita e luoghi vissuti. Talvolta comici, talvolta surreali, ma sempre affettuosi. Non potevano mancare le “cartoline” della </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Torino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> operaia, con i suoi “baracchini”, ma di estremo interesse sono i ricordi legati all&#8217;immigrazione meridionale vista anche nel lato positivo di superamento di una condizione di sottomissione patriarcale attraverso degli sgargianti pantaloni gialli. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">E poi le pertinenti riflessioni sulla viabilità cittadina con le umoristiche annotazioni sulla singolarità dei controviali (altra particolarità tutta torinese) o le nuove sfide poste da un&#8217;immigrazione di persone provenienti da realtà totalmente differenti dalla nostra. Insomma, una ricognizione a tutto campo su Torino che ci riconsegna l&#8217;immagine di una grande città al di fuori dei soliti luoghi comuni; un luogo ricco di storia e di storie, ripieno di aspetti particolari, spiazzanti, vitali. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Siamo così lontanissimi da descrizioni patinate o turistiche, agli antipodi dalla retorica della “città d&#8217;arte” o della città della Fiat o della “città magica”; </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Torino</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, in queste cartoline, si offre attraverso le particolari suggestioni del ricordo, della speranza, della quotidianità. Un libro che si legge d&#8217;un fiato e che, nella semplicità e immediatezza degli scritti, dà molto da pensare.</span></span> Mi</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F02%2F23%2Fcartoline-da-torino-a-cura-di-adriano-pugno%2F&amp;linkname=%E2%80%9CCartoline%20da%20Torino%E2%80%9D%2C%20a%20cura%20di%20Adriano%20Pugno" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F02%2F23%2Fcartoline-da-torino-a-cura-di-adriano-pugno%2F&#038;title=%E2%80%9CCartoline%20da%20Torino%E2%80%9D%2C%20a%20cura%20di%20Adriano%20Pugno" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/02/23/cartoline-da-torino-a-cura-di-adriano-pugno/" data-a2a-title="“Cartoline da Torino”, a cura di Adriano Pugno"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/02/23/cartoline-da-torino-a-cura-di-adriano-pugno/">“Cartoline da Torino”, a cura di Adriano Pugno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Recensione al romanzo “La parola nascosta” di Stefano Prolli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/23/recensione-al-romanzo-la-parola-nascosta-di-stefano-prolli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=recensione-al-romanzo-la-parola-nascosta-di-stefano-prolli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Jan 2023 19:16:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[la parola nascosta]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Stefano Prolli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Questo romanzo segna una nostalgia e una frattura, o meglio, segna la nostalgia di un mondo senza fratture poiché risuona, come un basso continuo, il motivo della necessità di un&#8217;esperienza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/23/recensione-al-romanzo-la-parola-nascosta-di-stefano-prolli/">Recensione al romanzo “La parola nascosta” di Stefano Prolli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/C2A6B18D-6D79-4A4C-B29C-B880D884EAFA-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p><i><br />
Questo romanzo segna una nostalgia e una frattura, o meglio, segna la nostalgia di un mondo senza fratture poiché risuona, come un basso continuo, il motivo della necessità di un&#8217;esperienza in cui il soggetto e l&#8217;oggetto non siano contrapposti ma siano armonicamente coordinati.</i></p>
<p>Stefano Prolli, giovane scrittore e regista romano, è con questo romanzo “La parola nascosta” (Amazon Digital Services) alla sua seconda opera dopo aver pubblicato nel 2021 “La città degli opposti”. Ritroviamo qui i temi caratteristici delle sue opere: un profondo senso religioso e spirituale del vivere e la ricerca interiore contro il disperdersi nella quotidianità che banalizza l&#8217;esistenza.<br />
Si tratta infatti di una sorta di “romanzo di formazione” in cui il protagonista è impegnato nella ricerca di quella “parola nascosta” in grado di conferire un senso al vivere e all&#8217;agire dell&#8217;uomo. Da Roma a Tenerife, da qui alla Calabria e infine di nuovo a Roma, Noah (nome quantomeno evocativo) si trova ad entrare in rapporto con persone e mondi di cui non sospettava nemmeno l&#8217;esistenza ma che si riveleranno fondamentali per la sua crescita spirituale.<br />
Questo romanzo segna una nostalgia e una frattura, o meglio, segna la nostalgia di un mondo senza fratture poiché risuona, come un basso continuo, il motivo della necessità di un&#8217;esperienza in cui il soggetto e l&#8217;oggetto non siano contrapposti ma siano armonicamente coordinati. L&#8217;essere umano e l&#8217;universo, la coscienza individuale e l&#8217;immensità della natura sono stati scissi, contrapposti, messi in competizione nella riflessione e nella prassi moderna.<br />
Il romanzo sottolinea la nostalgia per un&#8217;Unità originaria in cui sia possibile trovare un senso e un compimento dell&#8217;esistenza del singolo. Sotto l&#8217;effetto di una tremenda esperienza, il protagonista intraprende questa ricerca interiore di un senso originario che non può che essere in completa contrapposizione con l&#8217;inautentico vivere di tutti i giorni e, soprattutto, con i valori di possesso, successo, soldi, potere che dominano il mondo da cui proviene.<br />
Il romanzo è per questi motivi un segno di nostalgia: nostalgia per questa Origine che brilla alla fine di un percorso di consapevolezza e di meditazione e che conduce a recuperare un rapporto profondo, di completa partecipazione con ciò che ci circonda e che, ab initio, era presente agli uomini. E&#8217; una poetica dove Cristianesimo e Buddhismo, esoterismo e accenni alchemici, s&#8217;intrecciano trovando un&#8217;integrazione nel nome dell&#8217;oscurità dell&#8217;uomo a se stesso.<br />
“La parola nascosta”, quella Parola, quel Logos del primo versetto del Vangelo di Giovanni è ciò che libera dagli affanni e dall&#8217;inautenticità del frastuono quotidiano e l&#8217;autore, molto saggiamente, non fa che indicarla come obiettivo ma mai esplicitandola nel contenuto. Un libro, quindi, che tratteggiando un percorso di rinascita spirituale si segnala per la ricchezza di riferimenti e di suggestioni, un libro che fa riflettere e induce il lettore a pensieri non banali.</p>
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