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		<title>Il silenzio sul mare: Chiara Ricci racconta il caso Montesi, tra verità nascoste e potere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Jun 2026 05:25:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/copertina_libro_montesi-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/copertina_libro_montesi-1.jpg 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/copertina_libro_montesi-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/copertina_libro_montesi-1-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/copertina_libro_montesi-1-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/copertina_libro_montesi-1-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/copertina_libro_montesi-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>A oltre settant’anni dalla morte di Wilma Montesi, uno dei casi più controversi della cronaca italiana continua a sollevare interrogativi. Nel volume Il silenzio sul mare (Graphe.it Edizioni), Chiara Ricci&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/23/il-silenzio-sul-mare-chiara-ricci-racconta-il-caso-montesi-tra-verita-nascoste-e-potere/">Il silenzio sul mare: Chiara Ricci racconta il caso Montesi, tra verità nascoste e potere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p data-start="0" data-end="598"><span style="color: #339966;"><strong><em>A oltre settant’anni dalla morte di Wilma Montesi, uno dei casi più controversi della cronaca italiana continua a sollevare interrogativi. Nel volume Il silenzio sul mare (Graphe.it Edizioni), Chiara Ricci ricostruisce la vicenda attraverso documenti d’archivio, testimonianze e materiali inediti, restituendo centralità alla figura della giovane romana e al contesto storico, politico e mediatico che trasformò la sua morte in un caso nazionale. Un viaggio in uno nei  grandi misteri dell’Italia del dopoguerra. L&#8217;intervista all&#8217;autrice</em></strong></span></p>
</blockquote>
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<p>L&#8217;11 aprile 1953, sulla spiaggia di Torvaianica, viene ritrovato il corpo senza vita di Wilma Montesi, una giovane romana di ventun anni scomparsa due giorni prima. Quella che inizialmente appare come una tragica fatalità si trasforma rapidamente in un caso destinato a segnare la storia italiana: scandali, presunti depistaggi, piste investigative contrastanti, personaggi influenti e una pressione mediatica senza precedenti alimentano un mistero che, a oltre settant&#8217;anni di distanza, continua a suscitare interrogativi. Con<strong> &#8220;Il silenzio sul mare. Il caso Montesi tra verità nascoste e potere&#8221;</strong>,  edito da <strong>Graphe.it</strong>, <strong>Chiara Ricci</strong> torna su una delle vicende più controverse del Novecento italiano attraverso documenti, testimonianze e materiali d&#8217;archivio, restituendo al lettore non solo il contesto storico e giudiziario dell&#8217;epoca, ma anche il volto umano di una ragazza troppo spesso rimasta sullo sfondo della propria storia. Con l&#8217;autrice abbiamo ripercorso le tappe di una ricerca che riaccende i riflettori su uno dei grandi enigmi dell&#8217;Italia del dopoguerra.</p>
<p><em>Dopo oltre settant’anni dalla morte di Wilma Montesi, perché ha sentito l’esigenza di tornare a raccontare questa vicenda?</em></p>
<p>Il mio “incontro” con Wilma Montesi è stato del tutto casuale. Sono una storica e critica del cinema, ho sempre scritto saggi dedicati alla “settima arte”. Non mi sono mai occupata di cronaca nera né di inchiesta anche perché, non essendo giornalista o avvocato, credevo di non avere le giuste competenze.</p>
<p>Poi, una sera d’agosto di qualche tempo fa, passeggiando sotto Castel Sant’Angelo, mio padre, che all’epoca della morte di Wilma Montesi aveva dieci anni, mi chiese di scrivere di questa ragazza e della sua triste vicenda. Rimasi colpita e meravigliata di tale richiesta. Poi, quella sera stessa trovai su una bancarella un libro dedicato ai casi di cronaca più controversi del secondo dopoguerra. Tra questi vi era anche il “caso Montesi”. In quel preciso momento ho sentito la necessità di dover raccontare questa triste storia, di documentarmi, di cercare di capire cosa fosse accaduto. Scrissi immediatamente al Tribunale di Roma per poter accedere agli atti. A fine agosto iniziai la mia ricerca con un solo intento: scrivere la storia di Wilma Montesi con Wilma Montesi al suo centro. Lei e solo lei avrebbe dovuto essere il focus e il centro del mio lavoro.</p>
<p><em>Per decenni Wilma Montesi è stata al centro di ipotesi, scandali e interpretazioni</em><em>. Chi era, secondo lei, la vera Wilma Montesi </em><em>al di là delle narrazioni che hanno accompagnato il caso?</em></p>
<p><em> </em>Da ciò che ho potuto apprendere dai documenti e dagli atti consultati Wilma era una figlia del popolo perfettamente inserita in quel contesto neorealista tanto narrato dal nostro cinema. Figlia di un falegname e di una casalinga. Una ragazza appena maggiorenne che amava il cinema (ma non Anna Magnani), i bei vestiti (teneva molto alla cura della sua persona), prossima al matrimonio e con tante speranze. Una giovane donna che rispettava tutti i canoni della maggiorata fisica e di bellezza de suo tempo, con tanta voglia di vivere e di recuperare, come molti, tutto ciò che la guerra le aveva ingiustamente sottratto. Non amava particolarmente lo studio, sognava il cinema eppure era molto timida e oggetto di un controllo molto “importante” da parte di sua madre.</p>
<p><em>Il libro si distingue per una struttura narrativa ispirata al linguaggio cinematografico, con “titoli di testa”, “intervalli”, “backstage” e “director’s cut”. Come è nata questa scelta e in che modo il cinema aiuta a comprendere il caso Montesi? </em></p>
<p>Come ho accennato, il mio campo di studio è il cinema quindi, per me, è stato quasi del tutto naturale utilizzare una struttura e una impostazione che lo ricordasse. Tra l’altro il “caso Montesi” è così intricato, colmo di colpi di scena e di una gran varietà di personaggi e protagonisti che si è prestato benissimo alla mia idea che il mio Editore <strong>Roberto Russo</strong> ha accolto con entusiasmo fornendo importanti suggerimenti in tal senso. Nel mio libro, inoltre, la parte iniziale è interamente dedicata al legame che vi è tra <strong>Wilma Montesi e il cinema</strong>. Ho cercato di riunire e di analizzare i film che in qualche modo hanno tratto ispirazione dalla tragica fine di questa ragazza pur senza mai dichiararlo apertamente. È stata una ricerca interessante che mi ha aiutata a osservare alcuni film in una prospettiva diversa, da Totò a Federico Fellini passando per Alberto Lattuada e Dino Risi sino al contemporaneo Saverio Costanzo.</p>
<p><em>La sua ricerca si basa anche su documenti inediti consultati presso archivi e istituzioni giudiziarie. Qual è stata la scoperta più sorprendente emersa durante il lavoro di documentazione? </em></p>
<blockquote><p>Devo ammettere che toccare letteralmente con mano i documenti e gli atti processuali del caso Montesi è stato a dir poco emozionante. Per giorni ho avuto tra le mie mani una pagina fondamentale della storia italiana del secondo dopoguerra. Mi sono sentita ancor più responsabile del lavoro che ne sarebbe scaturito. Tanti sono stati i documenti che mi hanno sorpresa e, allo stesso modo, mi hanno sorpresa anche quelli mancanti.</p></blockquote>
<p>Di certo le intercettazioni telefoniche della famiglia Montesi, i documenti relativi ai loro averi, i verbali ad essa collegati rappresentano una parte fondamentale della mia ricerca e, sicuramente, tutto questo ha rappresentato la scoperta più sorprendente. Tante domande sono sorte leggendo tutte quelle carte, così come tanti dubbi.</p>
<p><em>Il caso Montesi è stato il primo grande scandalo mediatico dell’Italia del dopoguerra. Quanto quella vicenda anticipa dinamiche che ritroviamo ancora oggi nel rapporto tra cronaca, politica e informazione?</em></p>
<p><em> </em>Dobbiamo partire da questo dato di fatto: durante il Ventennio fascista Mussolini aveva vietato che sui giornali si parlasse di casi di “cronaca nera”. Tutto doveva essere messo a tacere. Perciò, dopo tutto questo tempo di silenzio forzato, la stampa nel dopoguerra e, in particolar modo con il caso Montesi, si è letteralmente scatenata. La morte di Wilma Montesi ha rivoluzionato il giornalismo italiano. Infatti, è proprio negli ambienti legati alla carta stampata che si iniziano a fare illazioni nemmeno troppo velate contro Piero Piccioni, considerato l’assassino della giovane romana. Per la prima volta si parla e si pubblicano memoriali, i testimoni (e/o presunti tali) vengono intervistati senza sosta, i giornalisti fanno la ressa davanti alle aule di tribunale, vanno in giro con il libretto degli assegni fornito dalla testata cui appartengono per pagare e rintracciare le notizie più “succulente” e, se vogliamo, pruriginose. All’epoca della morte della Montesi la televisione non c’era ancora e ovviamente nemmeno internet. Eppure la parola stampata, il passaparola, gli articoli di giornale, l’intervento di personalità e figure di potere hanno influenzato molto le notizie, le indagini e, di conseguenza, anche l’esito processuale.</p>
<blockquote><p>La storia di Wilma Montesi e tutto ciò che ruota attorno ad essa ci dimostra come il tempo sia passato – sono trascorsi oltre settant’anni dal 1953 – ma la storia continua a ripetersi e si commettono ancora gli stessi errori.</p></blockquote>
<p><em>Nel libro trova spazio anche una suggestiva “intervista impossibile” a Wilma Montesi. Come è nata l’idea di questo espediente narrativo e quanto è stato complesso dare voce a una protagonista che, da oltre settant’anni, continua a essere raccontata dagli altri più che ascoltata direttamente?</em></p>
<blockquote><p><em> </em>Durante la stesura del mio libro e anche in fase di ricerca ho immaginato più volte di parlare con Wilma Montesi. Come ho scritto anche nella mia “intervista impossibile” non le avrei mai chiesto il nome dell’assassino ma solo un immenso “perché”.</p></blockquote>
<p>Wilma oggi potrebbe essere mia nonna, mentre io oggi ho esattamente il doppio dei suoi anni e potrei esserle madre o zia. Questa lontananza e, allo stesso tempo, vicinanza mi ha affascinata sin da subito. Così, ho cercato di avvicinarla al di là delle carte, dei documenti, di trovare un angolo per noi più “umano”, più (sur)reale, un dialogo tra ieri e oggi i cui confini sono molto labili. Darle voce è stato difficile perché nella sua calma apparente l’ho immaginata molto severa nei nostri riguardi, amareggiata ma non vinta. Attraverso il mio libro ho voluto fortemente restituirle voce, rispetto, dignità, forma… tutto ciò che in passato molti le hanno ingiustamente negato. Volevo lo sapesse in qualche modo. Tanti anni sono passati dalla sua morte e per noi donne la situazione è ancora difficile. Tante conquiste abbiamo ottenuto ma è ancora tanta la strada da fare. Volevo sapesse anche questo. Volevo esserle vicina e per una volta, seppur attraverso la magia della scrittura, riuscire a far udire “veramente” la sua voce. Non per ambizione ma per uno sconfinato rispetto per una «donna incastonata nel tempo assieme alla sua verità».</p>
<p><em>Dopo il caso Montesi, sta già lavorando a un nuovo progetto editoriale? Può anticiparci qualcosa?</em></p>
<p>Come sempre sono immersa in una ricerca e sommersa da carte e documenti d&#8217;archivio. Viaggiare nel tempo e nella nostra memoria per me è importantissimo e bellissimo. C&#8217;è ancora tanto da raccontare e da ricordare. Si tratta di un altro caso di cronaca che ha fatto molto parlare di sé e dei suoi protagonisti ma, per il momento, anche per una sana dose di scaramanzia, non sveliamo oltre&#8230;</p>
<p>_____________________________</p>
<p>Chiara Ricci è nata a Roma nel 1984. Si è laureata in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo con una tesi dal titolo<i> Il teatro<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-125361" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-23-alle-07.39.05-300x294.png" alt="" width="266" height="261" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-23-alle-07.39.05-300x294.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Screenshot-2026-06-23-alle-07.39.05.png 410w" sizes="(max-width: 266px) 100vw, 266px" /> davanti alla macchina da presa. Elementi di teatro nel cinema di Anna Magnani</i>, cui ha fatto seguito, nel 2010, la Laurea Magistrale con lode in <i>Cinema, Televisione e Produzione Multimediale</i>, dedicata alla figura della prima regista del cinema italiano, Elvira Notari.</p>
<p>Studiosa di cinema e teatro, ha curato e scritto saggi monografici su figure centrali della scena culturale italiana, tra cui Anna Magnani, Alberto Lionello, Valeria Moriconi, Elvira Notari, Lilla Brignone, Ugo Tognazzi e Monica Vitti, oltre a un volume su Wilma Montesi. Ha inoltre collaborato con l&#8217;atleta di salto in alto Antonietta Di Martino alla stesura del libro dedicato alla sua carriera sportiva.</p>
<p>Nel 2017 è stata nominata “Cultore della materia in Storia del Cinema e Filmologia” dall’Università degli Studi Roma Tre. È presidente dell’Associazione Culturale “Piazza Navona”, ideatrice dell’omonima rubrica online e del Premio Letterario Nazionale “EquiLibri”. Collabora con istituzioni e festival per l’organizzazione di mostre dedicate al cinema, esponendo spesso parte del suo archivio personale e tiene lezioni e conferenze, in Italia e all’estero, sulla storia del cinema e del teatro.</p>
<p>Con Graphe.it edizioni ha pubblicato <i>Anna Magnani. Racconto d’attrice</i> (2023).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Presentata alla Camera dei Deputati una piattaforma di intelligenza artificiale per le politiche pubbliche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 10:13:14 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1738" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-300x204.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-1024x695.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-768x521.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-1920x1304.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-1170x794.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4182-585x397.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Dalla ricerca scientifica alla sanità, il progetto sviluppato da Università Foro Italico e MDPI offre nuovi strumenti per analizzare dati, individuare tendenze e supportare le decisioni strategiche del Paese ROMA&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/09/alla-camera-dei-deputati-presentata-una-piattaforma-di-intelligenza-artificiale-per-le-politiche-pubbliche/">Presentata alla Camera dei Deputati una piattaforma di intelligenza artificiale per le politiche pubbliche</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em><b>Dalla ricerca scientifica alla sanità, il progetto sviluppato da Università Foro Italico e MDPI offre nuovi strumenti per analizzare dati, individuare tendenze e supportare le decisioni strategiche del Paese</b></em></p>
<p>ROMA – Big data, intelligenza artificiale e Open Science come strumenti per comprendere l’evoluzione della ricerca e orientare le politiche pubbliche. È il tema al centro della conferenza stampa “Data Intelligence per le politiche pubbliche”, ospitata alla Camera dei Deputati su iniziativa dell’onorevole <strong>Antonio Baldelli</strong>, presidente dell’<b>Intergruppo parlamentare “AI, Empowerment e Mercati Emergenti</b>”.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright wp-image-124871 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4188-214x300.jpeg" alt="" width="214" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4188-214x300.jpeg 214w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4188-732x1024.jpeg 732w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4188-768x1074.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4188-1170x1636.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4188-585x818.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4188.jpeg 1179w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /></p>
<p>Al centro dell’incontro la presentazione di un sistema di analisi sviluppato dalla collaborazione tra <b>l’Università di Roma Foro Italico e MDPI</b>, pensato per trasformare grandi quantità di dati scientifici in informazioni utili alla programmazione istituzionale, alla ricerca e all’innovazione. A moderare i lavori è stata <b>Angelica Bianco,</b> presidente della Commissione “<b>Empowerment, Etica e Legalità” dell’Intergruppo parlamentare “AI, Empowerment e Mercati Emergenti”</b>.</p>
<p>«L’intelligenza artificiale non è un processo inevitabile: è una scelta politica, industriale e culturale. Il compito delle istituzioni non è inseguire il cambiamento tecnologico, ma governarlo, dotandosi degli strumenti necessari per anticipare gli scenari futuri e rafforzare la competitività del Paese», ha affermato <b>Baldelli</b>.</p>
<p>Il progetto è stato illustrato da <b>Andrea Perlato</b>, Head of Data Analytics di MDPI, e <b>Daniele Raimondi</b>, Senior Data Scientist dell’organizzazione, che hanno evidenziato le potenzialità di una piattaforma in grado di analizzare la produzione scientifica internazionale, individuare tendenze emergenti e mettere in relazione il posizionamento dell’Italia con il contesto globale. Attraverso algoritmi di intelligenza artificiale, analisi statistica e strumenti avanzati di data intelligence, il sistema consente di monitorare l’evoluzione dei principali ambiti della ricerca, individuare nuove aree di sviluppo e confrontare le dinamiche scientifiche dei diversi Paesi. Le elaborazioni presentate hanno evidenziato, tra l’altro, la crescente capacità competitiva di Cina e India nella produzione scientifica e tecnologica internazionale, accanto alla necessità per l’Europa di rafforzare il proprio ruolo nei settori più innovativi e strategici.</p>
<p>Nel corso dell’iniziativa, il professor <strong>Vincenzo Romano Spica</strong>, ricercatore dell’Università Foro Italico e presidente della III Commissione “Sanità, Università e Ricerca” dell’Intergruppo, ha mostrato alcune possibili applicazioni dello strumento nei settori della sanità, della ricerca e dell’innovazione, con particolare attenzione alla capacità di leggere fenomeni complessi e sostenere la definizione delle policy.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-124869 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4185-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4185-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4185-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4185-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4185-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4185-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_4185-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>“Questo progetto è un risultato per la III Commissione dell’Intergruppo, ma soprattutto un punto di partenza. Grazie all’intelligenza artificiale possiamo analizzare e interpretare oltre 200 milioni di pubblicazioni scientifiche in pochissimo tempo, trasformando una massa enorme di dati in conoscenza utile per orientare le decisioni pubbliche, valutare le politiche e le tendenze per comprendere dove si sta dirigendo la ricerca italiana e l’innovazione, a livello europeo o globale”, ha sottolineato <b>Spica</b>.</p>
<p>L’incontro ha evidenziato il valore strategico dell’Open Science e dell’intelligenza artificiale nella costruzione di nuove forme di collaborazione tra, Istituzioni, università, ricerca e industria. Una prospettiva che punta a trasformare i dati in conoscenza e la conoscenza in decisioni pubbliche più consapevoli, in particolare nei campi della salute, delle tecnologie emergenti e della competitività scientifica e industriale dell’Italia.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Salire le scale fa bene al cuore?  Una ricerca ribalta un luogo comune: «I benefici esistono, ma non valgono per tutti»</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/06/salire-le-scale-fa-bene-al-cuore-una-ricerca-ribalta-un-luogo-comune-i-benefici-esistono-ma-non-valgono-per-tutti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=salire-le-scale-fa-bene-al-cuore-una-ricerca-ribalta-un-luogo-comune-i-benefici-esistono-ma-non-valgono-per-tutti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 14:16:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benefici]]></category>
		<category><![CDATA[Cuore]]></category>
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		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Uno studio dell’ Università di Roma “Foro Italico”  mette in guardia sui rischi e invita alla prudenza Salire le scale viene spesso raccontato come un gesto semplice, quotidiano, quasi automatico:&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore.jpg 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/scale-e-cuore-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p><strong><i>Uno studio dell’ Università di Roma “Foro Italico”  mette in guardia sui rischi e invita alla prudenza</i></strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Salire le scale viene spesso raccontato come un gesto semplice, quotidiano, quasi automatico: una piccola scelta di salute per aumentare il movimento nella vita di tutti i giorni, rinunciando all&#8217;ascensore. Eppure lo studio  dei professori <strong>Domenico Di Baggio e Vincenzo Romano Spica,</strong> del Dipartimento di Scienze del Movimento, Umane e della Salute dell’Università di Roma “Foro Italico”, invita a una lettura più prudente.</p>
<p class="isSelectedEnd">la ricerca  richiama il rischio di causalità inversa: i migliori esiti cardiovascolari registrati tra chi sale abitualmente le scale potrebbero dipendere non tanto dall’attività in sé, quanto dal fatto che i soggetti più sani e con maggiore capacità funzionale siano naturalmente più propensi a svolgerla.</p>
<p class="isSelectedEnd">«Le evidenze suggeriscono che salire regolarmente le scale possa essere un potenziale indicatore o mediatore della salute cardiovascolare e metabolica», osserva il prof. <strong>Domenico Di Baggio</strong>.  Ma, aggiunge, «l’interpretazione dei risultati può nascondere un quadro compatibile con la causalità inversa».</p>
<p class="isSelectedEnd">Diversi studi osservazionali hanno associato il salire regolarmente le scale a una riduzione del rischio cardiovascolare, della fibrillazione atriale e della mortalità generale. Una metanalisi del 2024 della Società Europea di Cardiologia, ricordata dagli autori, ha indicato una riduzione del 24% della mortalità per tutte le cause e del 39% della mortalità cardiovascolare tra chi sale abitualmente le scale. Una revisione sistematica dello stesso anno ha inoltre riportato una riduzione del rischio cardiovascolare e della mortalità complessiva.</p>
<p>Tuttavia, questi dati non bastano a dimostrare un nesso causale certo. &#8220;Le persone che salgono regolarmente le scale potrebbero essere soggetti con maggiore capacità funzionale, migliore fitness cardiorespiratoria, minori sintomi e minore fragilità subclinica. Al contrario, chi evita le scale o smette di salirle potrebbe già percepire segnali di declino fisico, anche prima di una diagnosi clinica&#8221; spiega il Prof. <strong>Vincenzo Romano Spica</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo studio sottolinea quindi che il salire le scale può essere sia un possibile fattore protettivo sia un indicatore indiretto di uno stato di salute migliore. È una distinzione decisiva, soprattutto quando questo comportamento viene trasformato in messaggio di salute pubblica.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal punto di vista fisiologico, l&#8217;attività coinvolge il sistema cardiovascolare, quello neuromotorio e quello muscoloscheletrico. A ritmo moderato può rappresentare una forma efficace di attività fisica quotidiana, accessibile e facilmente integrabile nella routine. Può migliorare la capacità cardiorespiratoria, la forza degli arti inferiori, l’equilibrio, la coordinazione, la sensibilità insulinica e alcuni parametri metabolici.</p>
<p class="isSelectedEnd">Proprio perché richiede uno sforzo rilevante, soprattutto se eseguito rapidamente o per molti piani, può diventare rischioso per alcune categorie di persone. L’attività può superare i 6 MET (<em data-start="11" data-end="41">Metabolic Equivalent of Task</em>&#8211; un dispendio energetico superiore a sei volte quello del riposo) e, in determinate condizioni, raggiungere intensità ancora più elevate, con aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della richiesta di ossigeno da parte del miocardio.</p>
<p class="isSelectedEnd"> «Salire le scale coinvolge sia il sistema neuromotorio sia quello cardiovascolare, includendo anche componenti anaerobiche alle intensità più elevate che possono rappresentare un rischio per gli individui suscettibili», evidenzia  il prof. <strong>Di Baggio, </strong>che prosegue: &#8220;non esistono soltanto rischi cardiologici. La salita e la discesa delle scale sollecitano ginocchia, caviglie e articolazioni degli arti inferiori, con possibili problemi nei soggetti anziani, sovrappeso, osteoporotici o affetti da artrosi. Le cadute sulle scale, inoltre, sono associate a traumi più gravi rispetto alle cadute su superfici piane, con rischio di fratture e lesioni craniche&#8221;.</p>
<p class="isSelectedEnd">Lo studio richiama anche il profilo neurologico: salire le scale richiede equilibrio, coordinazione, controllo posturale e capacità di adattamento motorio. Disturbi vestibolari, neuropatie periferiche, deficit iniziali del cammino o condizioni neurodegenerative subcliniche possono aumentare il rischio di inciampi e cadute.</p>
<p class="isSelectedEnd">La conclusione degli autori non è una bocciatura del salire le scale, ma una richiesta di precisione. L’attività resta una strategia utile, economica e potenzialmente efficace per promuovere il movimento nella popolazione generale. Tuttavia, non dovrebbe essere presentata come raccomandazione universale e indistinta.</p>
<p>&#8220;L’applicazione del salire le scale a fini preventivi può comportare rischi maggiori dei benefici se non viene adeguatamente individualizzata all’interno di un quadro di Attività Fisica Adattata&#8221;, avverte il <strong>Prof. Spica</strong>:&#8221;salire le scale può essere benefico quando è compatibile con lo stato di salute, il livello di allenamento, l’età, la condizione cardiovascolare e la capacità funzionale della persona. Per alcuni soggetti può rappresentare una buona abitudine; per altri, se introdotta bruscamente o praticata con intensità eccessiva, può comportare più rischi che vantaggi&#8221;.</p>
<p>La promozione dell’attività fisica, dunque, deve restare individualizzata. Non basta dire “fate le scale”: occorre spiegare quando, come, per chi e con quali limiti. Proprio questa è la cautela raccomandata dagli studiosi: trasformare un comportamento quotidiano in prescrizione sanitaria richiede prudenza, comunicazione corretta e ulteriori ricerche capaci di distinguere il vero effetto protettivo dal semplice segnale di una salute già migliore.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/06/salire-le-scale-fa-bene-al-cuore-una-ricerca-ribalta-un-luogo-comune-i-benefici-esistono-ma-non-valgono-per-tutti/">Salire le scale fa bene al cuore?  Una ricerca ribalta un luogo comune: «I benefici esistono, ma non valgono per tutti»</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il Premio Margutta – La Via delle Arti festeggia a Roma vent’anni di storia, talento e bellezza</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/29/il-premio-margutta-la-via-delle-arti-festeggia-a-roma-ventanni-di-storia-talento-e-bellezza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-premio-margutta-la-via-delle-arti-festeggia-a-roma-ventanni-di-storia-talento-e-bellezza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 May 2026 16:24:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Margutta 2026]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[XX edizione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1887" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-300x221.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-1024x755.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-768x566.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-1920x1415.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-1170x862.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Premiati-Antonio-Falanga-Cristiano-Segafreddo-Mariarita-Grieco-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-Lina-Sastri-Grazia-Marino-Giordana-Angi-Andrea-Biavardi-Daniela-Ferolla-585x431.jpg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Una serata di gala all’Hotel Plaza Rome  ha riunito istituzioni, artisti e protagonisti del panorama culturale  per celebrare un traguardo di straordinaria importanza: vent’anni di un percorso glorioso dedicato alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/29/il-premio-margutta-la-via-delle-arti-festeggia-a-roma-ventanni-di-storia-talento-e-bellezza/">Il Premio Margutta – La Via delle Arti festeggia a Roma vent’anni di storia, talento e bellezza</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><em>Una serata di gala all’Hotel Plaza Rome  ha riunito istituzioni, artisti e protagonisti del panorama culturale  per celebrare un traguardo di straordinaria importanza: vent’anni di un percorso glorioso dedicato alla valorizzazione della genialità italiana, che ha lasciato  un segno profondo nel mondo dell’arte, della creatività e dell’eccellenza del Paese</em></p>
</div>
<p>Un evento  epocale che ha trasformato  una strada in un simbolo universale  della creatività nazionale,  un  traguardo  di straordinaria e gloriosa importanza che ha consacrato vent’anni di dedizione totale e ininterrotta alla valorizzazione della genialità italiana: arte, spettacolo, bellezza e cultura sono stati celebrati ieri, 28 maggio 2026, con la <strong>XXª Edizione del “Premio Margutta – La Via delle Arti”</strong>,   divenuto nel tempo un punto di riferimento del panorama culturale italiano.</p>
<div>
<p>Patrocinato dalla <strong>Regione Lazio,  </strong>presente alla manifestazione la vicepresidente <strong>Roberta Angelilli</strong> , e dall’<strong>Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda del Comune di Roma</strong> per il quale è intervenuto l’Assessore <strong>Alessandro Onorato,</strong> e dall’<strong>Associazione Internazionale Via Margutta</strong>,  con la presenza di   <strong>Laura Pepe</strong> e <strong>Tina Vannini</strong>,  l&#8217;evento ha superato ogni aspettativa.</p>
<div id="attachment_124426" style="width: 2570px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124426" class="size-full wp-image-124426" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/1-Grazia-Marino-Antonio-Falanga-bis-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" /><p id="caption-attachment-124426" class="wp-caption-text">Grazia Marino e Antonio Falanga</p></div>
<p>Ideato nel 2006 dall&#8217;intuito visionario di <strong>Antonio Falanga</strong>, organizzato magistralmente da <strong>Grazia Marino</strong> e prodotto da <strong>Spazio Margutta</strong>, il Premio si è imposto negli anni come il punto di riferimento più autorevole del panorama culturale nazionale: un tempio sacro in cui convergono arte, talento e innovazione. Dai primi passi nella storica e poetica via degli artisti, la kermesse ha saputo elevare il proprio orizzonte, trovando accoglienza nei musei e nei siti archeologici più prestigiosi di Roma, facendo dialogare la creatività contemporanea con la maestosa grandezza del passato imperiale.</p>
<p>Per onorare questo storico anniversario, il fastoso <strong>Salone delle Feste del celebre Hotel Plaza Rome</strong> – fulcro monumentale di eleganza e ospitalità italiana – ha aperto le sue porte a un <strong>Gran Galà senza precedenti</strong>. Un appuntamento esclusivo concepito come un ponte d’oro tra memoria e celebrazione, che ha richiamato nella Capitale i più illustri e rappresentativi protagonisti che hanno segnato la storia di questo riconoscimento. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-124438 alignnone" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-1920x1280.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Torta-Ventennale-Premio-Margutta-La-Via-delle-Arti-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Il momento culminante della serata ha visto la magnetica e storica conduttrice <strong>Cinzia Malvini</strong> consegnare le ambite sculture del Premio, capolavori d’arte orafa realizzati dal leggendario <strong>Maestro Gerardo Sacco</strong>, ispirati ai mascheroni della storica “Fontana degli Artisti” del 1927.</p>
<p>Ecco i premiati della cultura e della creatività che hanno ricevuto il supremo riconoscimento per l&#8217;anno 2026:</p>
<div id="attachment_124428" style="width: 2570px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124428" class="wp-image-124428 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Moda-Gian-Luca-Bauzano-Sabrina-Capucci-.-Rocio-1-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" /><p id="caption-attachment-124428" class="wp-caption-text">Gian Luca Bauzano &#8211; Sabrina Capucci, Rocio Munoz Morales</p></div>
<p><strong><br />
Sezione Moda</strong>: Al Maestro dell’Alta Moda <strong>Roberto Capucci</strong>, icona globale assoluta e genio visionario che ha ridefinito i confini del Made in Italy, elevandolo a eterno sinonimo di bellezza nel mondo.</p>
<div id="attachment_124429" style="width: 1717px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124429" class="size-full wp-image-124429" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Arte-Cristiano-Seganfreddo-Laura-Pepe-Tina-Vannini-1-scaled.jpg" alt="" width="1707" height="2560" /><p id="caption-attachment-124429" class="wp-caption-text">Cristiano Seganfreddo &#8211; Laura Pepe &#8211; Tina Vannini</p></div>
<p><strong>Sezione Arte</strong>: A <strong>Cristiano Seganfreddo</strong>, innovatore culturale disruptive, editore e Direttore di <em>Flash Art</em>, bussola internazionale dell’arte contemporanea globale.</p>
<div id="attachment_124430" style="width: 1717px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124430" class="size-full wp-image-124430" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Giornalismo-Mariarita-Grieco-Monica-Setta-1-scaled.jpg" alt="" width="1707" height="2560" /><p id="caption-attachment-124430" class="wp-caption-text">Mariarita Grieco &#8211; Monica Setta</p></div>
<p><strong>Sezione Giornalismo</strong>: A <strong>Mariarita Grieco</strong>, alla guida della Direzione Offerta Estero della Rai, che con il brand di <em>Casa Italia</em> firma un racconto quotidiano monumentale volto a valorizzare l’eccellenza italiana nel mondo.</p>
<div id="attachment_124431" style="width: 2570px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124431" class="size-full wp-image-124431" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Editoria-Andrea-Biavardi-Sofia-Catalano-1-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" /><p id="caption-attachment-124431" class="wp-caption-text">Andrea Biavardi con Sofia Catalano</p></div>
<div id="attachment_124432" style="width: 1717px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124432" class="wp-image-124432 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Teatro-Lina-Sastri-Beppe-Convertini-1-scaled.jpg" alt="" width="1707" height="2560" /><p id="caption-attachment-124432" class="wp-caption-text">Lina Satri- Beppe Convertini</p></div>
<p><strong>Sezione Editoria</strong>: Ad <strong>Andrea Biavardi</strong>, intellettuale, scrittore e Direttore dello storico settimanale <em>OGGI</em> di RCS MediaGroup, colonna portante dell&#8217;informazione nazionale.</p>
<p><strong>Sezione Teatro</strong>: Alla divina <strong>Lina Sastri</strong>, icona assoluta dello spettacolo, artista poliedrica straordinaria capace di dominare recitazione, musica e regia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_124433" style="width: 2570px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124433" class="size-full wp-image-124433" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Cinema-Solidarietà-Anna-Foglietta-Monica-Marangoni-2-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" /><p id="caption-attachment-124433" class="wp-caption-text">Anna Foglietta-Monica Marangoni</p></div>
<p><strong><br />
Sezione Cinema &amp; Solidarietà</strong>: Ad <strong>Anna Foglietta</strong>, attrice tra le più stimate del cinema italiano, esempio fulgido di perfetto connubio tra immenso spessore artistico e alto impegno civile.</p>
<p><strong>Sezione Moda e Costume</strong>: A <strong>Gian Luca Bauzano</strong>, firma di punta del <em>Corriere della Sera</em>, esperto di fama internazionale e custode indiscusso della storia della moda, del costume e dell&#8217;opera lirica.</p>
<div id="attachment_124434" style="width: 2570px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124434" class="size-full wp-image-124434" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Televisione-Daniela-Ferolla-Roberta-Ammendola-1-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1707" /><p id="caption-attachment-124434" class="wp-caption-text">Daniela Ferolla &#8211; Roberta Ammendola</p></div>
<p><strong>Sezione Televisione</strong>: A <strong>Daniela Ferolla</strong>, giornalista e conduttrice di regale eleganza, volto tra i più amati, credibili e autorevoli del panorama televisivo italiano.</p>
<div id="attachment_124435" style="width: 1717px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124435" class="size-full wp-image-124435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/Sez.-Musica-Giordana-Angi-Alessandro-Raffaelli-2-scaled.jpg" alt="" width="1707" height="2560" /><p id="caption-attachment-124435" class="wp-caption-text">Giordana Angi &#8211; Alessandro Raffaelli</p></div>
<p><strong>Sezione Musica</strong>: A <strong>Giordana Angi</strong>, cantautrice italo-francese, una delle voci più autentiche, potenti e versatili della scena musicale contemporanea.</p>
<p>Il Premio Margutta, da sempre prestigiosa vetrina internazionale, ha inoltre tributato cinque altissimi conferimenti alle realtà che incarnano la vetta globale dell&#8217;imprenditoria, dell&#8217;artigianato e della solidarietà sociale:</p>
<p>A<strong> Sarah Giordano</strong> Brand Manager Italia e Malta di <strong>S.T. Dupont</strong>, l&#8217;olimpo dell&#8217;alta manifattura francese che unisce l’eccellenza artigianale delle materie preziose e della lacca naturale a un design senza tempo.</p>
<p><strong>Generali Italia &#8211; Agenzia Generale di Roma Monte Zebio</strong> di <strong>Walter Guido</strong> e <strong>Fabio Chiusuri</strong>, faro d&#8217;eccellenza assicurativa nella Capitale che coniuga innovazione e altissimo valore sociale.</p>
<p><strong>Luisa Negro Jewels</strong>, con le strabilianti creazioni di <strong>Luisa Negro</strong>, sculture da indossare che fondono argento e vetro di Murano in un&#8217;eleganza eterna.</p>
<p><strong>KEVIN-MURPHY</strong>, avanguardia globale dell’haircare professionale, capace di unire lo styling d&#8217;alta moda a una rigorosa e lodevole etica ambientale.</p>
<p><strong>Asterion ETS</strong>, organizzazione no-profit paladina del cambiamento sociale, dell&#8217;inclusione e della sostenibilità sul territorio per un futuro più equo.</p>
<p>Un successo annunciato della serata reso possibile grazie a partner dell’evento di immenso prestigio come <strong>Banca del Fucino</strong> principale gruppo bancario laziale e mecenate della cultura; il <strong>Grand Hotel Plaza Rome</strong>, la Maison di alta oreficeria <strong>Gerardo Sacco</strong>; <strong>Imago Artis Travel</strong>, leader nel turismo di lusso su misura; l’Azienda vitivinicola<strong> Ciù Ciù Tenimenti Bartolomei</strong>; <strong>Radio Italia Anni 60</strong> e <strong>LiveOn</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Photocover- Antonio Falanga &#8211; Cristiano Seganfreddo &#8211; Mariarita Grieco &#8211; Gian Luca Bauzano &#8211; Sabrina Capucci &#8211; Lina Sastri &#8211; Grazia Marino &#8211; Giordana Angi &#8211; Andrea Biavardi &#8211; Daniela Ferolla</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
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		<title>Race for the Cure. Roma si tinge di rosa: oltre 200mila presenze per la lotta al tumore al seno</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/10/race-for-the-cure-roma-si-tinge-di-rosa-oltre-200mila-presenze-per-la-lotta-al-tumore-al-seno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=race-for-the-cure-roma-si-tinge-di-rosa-oltre-200mila-presenze-per-la-lotta-al-tumore-al-seno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 15:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Race for the cure 2026]]></category>
		<category><![CDATA[tumore seno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La 27esima edizione della manifestazione promossa da Komen Italia ha unito sport, salute e solidarietà. Oltre 5mila prestazioni gratuite al Villaggio della Salute e attenzione alle donne piu’ fragili Oltre&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La 27esima edizione della manifestazione promossa da Komen Italia ha unito sport, salute e solidarietà. Oltre 5mila prestazioni gratuite al Villaggio della Salute e attenzione alle donne piu’ fragili</strong></p>
<p>Oltre 200mila presenze e il cuore di Roma tinto di rosa per la 27esima edizione della Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo dedicata alla lotta contro i tumori del seno. Un’edizione che ha trasformato ancora una volta la Capitale in un grande spazio di partecipazione collettiva, tra prevenzione, solidarietà e sostegno concreto alle donne colpite dalla malattia.</p>
<p>Nata in Italia nel 2000 grazie al professor <strong>Riccardo Masetti</strong>, fondatore di <strong>Komen Italia,</strong> la Race for the Cure continua a crescere anno dopo anno, coinvolgendo cittadini, volontari, istituzioni e migliaia di “donne in rosa”: donne che stanno affrontando o hanno superato il tumore al seno e che scelgono di testimoniare pubblicamente il valore della prevenzione e della condivisione.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-121539" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>La manifestazione, organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica con il sostegno delle principali istituzioni nazionali e locali, ha visto la partecipazione del sindaco di Roma <strong>Roberto Gualtieri</strong>, di <strong>Laura Mattarella</strong>, della presidente di Komen Italia <strong>Alba Di Leone</strong> e di numerosi testimonial del mondo dello spettacolo, tra cui <strong>Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi.</strong></p>
<p>“Quando abbiamo organizzato la prima edizione nessuno avrebbe immaginato una crescita così costante dopo 27 anni”, ha dichiarato <strong>Masetti</strong>, sottolineando il ruolo fondamentale dei volontari, delle istituzioni e delle donne in rosa. “Oggi deve essere una giornata di condivisione, vicinanza e pace, capace di lanciare un messaggio forte in un momento storico complesso”.</p>
<p>Quest’anno la manifestazione si è svolta anche nella giornata dedicata alla Festa della Mamma. Un elemento richiamato da <strong>Alba Di Leone</strong>, che ha posto l’attenzione sulle madri caregiver, spesso costrette a rinunciare ai controlli preventivi per dedicarsi alla cura dei propri familiari. “Komen Italia vuole portare la prevenzione ovunque, affinché sia davvero un diritto accessibile a tutte”, ha affermato.</p>
<p>Anche il sindaco <strong>Gualtieri</strong> ha evidenziato il valore simbolico e sociale dell’iniziativa: “Roma oggi mostra il suo volto migliore. La prevenzione salva vite e rappresenta il più importante investimento per la salute pubblica”.</p>
<p>Migliaia i partecipanti distribuiti tra la passeggiata di 2 chilometri, la corsa di 5 chilometri e la gara competitiva di 10 chilometri, aperta quest’anno anche agli amatori. Sul Tevere si è svolta inoltre la terza edizione di “Rowing for the Cure”, la regata solidale che ha coinvolto oltre 150 partecipanti provenienti da circoli remieri di tutta Italia.</p>
<p>Grande affluenza anche al Villaggio della Salute, dove sono state effettuate oltre 5mila prestazioni gratuite di diagnosi precoce per il tumore al seno e per altre patologie, con particolare attenzione alle donne in condizioni di fragilità economica e sociale. Le attività sono state realizzate grazie alla collaborazione della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola e di numerosi partner sanitari e istituzionali.</p>
<p>Nel corso degli anni la manifestazione ha consentito a Komen Italia di investire oltre 35 milioni di euro in ricerca, prevenzione e sostegno alle donne colpite dal tumore al seno, attraverso borse di studio, screening gratuiti con la Carovana della Prevenzione, programmi di formazione sanitaria e centri dedicati alle terapie integrate in oncologia.</p>
<p>Dopo il successo romano, la Race for the Cure proseguirà il suo percorso in altre città italiane:  Bari, Bologna, Matera, Brescia, Napoli e Pescara, confermando una rete di solidarietà che continua a trasformare la prevenzione in uno strumento concreto di cura e tutela della salute.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>A Palazzo Colonna sfila  Il mondo &#8220;senza confini&#8221; di Vittorio Camaiani</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/13/120040/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=120040</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 10:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Moda]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Camaiani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="672" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Carla-Cogliandro-Kate-Cavaliere-Elena-Parmegiani-Vittorio-Camaiani-Elisabetta-Pellini-ph.-Maurizio-Fabrizi-1-e1776145780236.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>In passerella la collezione spring summer 2026 dedicata ai diversi continenti.  Vittorio Camaiani:  «Il mio sogno è quello di unire il mondo con un tessuto». &#160; Nel cuore di Roma&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In passerella la collezione spring summer 2026 dedicata ai diversi continenti.  Vittorio Camaiani:  <span class="s1">«Il mio sogno è quello di unire il mondo con un tessuto».</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel cuore di Roma la Galleria del Cardinale Colonna si trasforma in un atlante visivo. La settecentesca dimora nobiliare celebra il quarto anno della sua rinnovata gestione. A presentare la sfilata la  giornalista di moda e costume,  <strong>Elena Parmegiani</strong>, Direttore Eventi della Galleria e Direttore della Coffee<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-120120 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Elena-Parmegiani-ph.-Giancarlo-Fiori-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /> House di Palazzo Colonna.</p>
<p><strong>Vittorio Camaiani</strong> interpreta in chiave couture la geografia del mondo.  La collezione Spring/Summer 2026, Senza confini e’ un racconto stratificato, dove ogni uscita diventa simbolo di un continente, ogni tessuto lingua.</p>
<p class="p1"><span class="s1">In un tempo storico dominato da conflitti e disparità,Vittorio Camaiani   propone il tessuto come continuità, come elemento che tiene insieme culture, estetiche, simboli. «Il mio sogno è quello di unire il mondo con un tessuto», afferma lo stilista.I diversi continenti vengono raccontati omaggiando i tratti salienti dell’estetica delle varie culture attraverso le linee degli abiti, i diversi colori,  riportandoci anche alla grande passione per il tema del viaggio che ha spesso influenzato le collezioni di Camaiani.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">La figura che attraversa la collezione è una donna concreta  ma al contempo elegante e sofisticata, che viaggia «intorno al mondo» dal giorno alla sera, in un caleidoscopio di colori e tessuti ricercati.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>L’Oceania</strong> si esprime in una tavolozza vibrante – viola, verde, giallo – e in volumi morbidi che si aprono su chiffon e lino, tra<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-120119 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Photoby@maurizio_fabrizi_fph_SenzaConfini003-240x300.jpg" alt="" width="240" height="300" /> suggestioni pittoriche e leggerezze fluide. L’America prende forma nel denim, nelle cromie della bandiera, in costruzioni disinvolte tra bermuda, tute, camicie serrate in vita da foulard. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>L’Africa</strong> emerge attraverso materia e tono: sahariane, cotoni batik, organze, una gamma che oscilla tra terra e ocra.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-120122 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_6896-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" /></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Con la parte dedicata all’<strong>Asia</strong>, giacche con colli alla coreana, cinte e<br />
alamari che contrastano con capi a tinta unita. E ancora fantasie floreali ed astratte su cotone e lino nei toni del rosa antico, del viola e dei verdi, dischi di paglia a<br />
colore realizzati da Jommi Demetrio nascondono lo sguardo per un<br />
Oriente sussurrato ed elegante.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-120121 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_6901-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" />.</p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>L’Europa</strong> chiude il percorso con un rigore quasi cinematografico: bianco e nero,  interrotto da un tocco di rosso che rimanda alla passione dello stilista per la moda, silhouette maschili,  soprabiti in doppio di seta, cravatte &#8220;suggerite&#8221; giacche doppiopetto<br />
con bermuda che definiscono una figura essenziale,  in uno stile classico ed eterno che allude a quello della nostra storia artistica che ne è la vera testimonianza. </span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-120124 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_6905-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p class="p1"><span class="s1"> La sera scivola su georgette, crêpe de chine e faille in seta: classici abiti lunghi e tute  raccolgono elementi della parte giorno:  una tuta in crepe nera con profili bianco in contrasto è abbinata ad un<br />
effetto felpa balloon con cappuccio in organza a pois.</span></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-120123" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_6907-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" /></p>
<p>Nel parterre  la principessa Jeanne Colonna, il principe Ascanio Colonna, le attrici Elisabetta Pellini, Agnese Catalani, Giorgia Fiori, Carla Cogliandro, l’influencer Kate Cavaliere, lo scultore Andrea Borga in esposizione<br />
nella galleria con delle suggestive sculture in acciaio, gli artisti Anfissa Vassè, Ilian Rachov, l’attore Simone Pieroni, i pittori Amedeo Brogli e Mauro Russo, l’ambasciatrice d’Italia in Ghana Laura Ranalli,le nobildonne Daniela Memmo,<br />
Leontina Pallavicino, Maria Consiglio Visco Marigliano, i socialitè Jolanda Gurreri, Andrea Ripa di Meana. A complimentarsi con Camaiani anche l’art manager  Michele Crocitto e le designers Giuliana Civello e Petrana Colesanti.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
<p>Ph. Maurizio Fabrizi, Giancarlo Fiori</p>
<p>Photocover: Carla Cogliandro, Kate Cavaliere, Elena Parmegiani, Vittorio Camaiani, Elisabetta Pellini, ph. Maurizio Fabrizi (1)</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/13/120040/">A Palazzo Colonna sfila  Il mondo &#8220;senza confini&#8221; di Vittorio Camaiani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Morbo di Alzheimer: tra genetica molecolare e programmazione sanitaria</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/22/morbo-di-alzheimer-tra-genetica-molecolare-e-programmazione-sanitaria/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=morbo-di-alzheimer-tra-genetica-molecolare-e-programmazione-sanitaria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 10:48:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Alzheimer]]></category>
		<category><![CDATA[caregiver]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
		<category><![CDATA[organizzazione sanitaria]]></category>
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		<category><![CDATA[terapie]]></category>
		<category><![CDATA[volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1062" height="832" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-21-at-18.00.43.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-21-at-18.00.43.jpeg 1062w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-21-at-18.00.43-300x235.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-21-at-18.00.43-1024x802.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-21-at-18.00.43-768x602.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/WhatsApp-Image-2026-03-21-at-18.00.43-585x458.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1062px) 100vw, 1062px" /></p>
<p>Il morbo di Alzheimer, principale forma di demenza, erode progressivamente memoria e autonomia. Alla base, alterazioni cerebrali complesse – tra cui l’accumulo di beta-amiloide o PTAU– mentre le cause restano&#8230;</p>
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<p><em>Professore, quando nasce la prima descrizione del Morbo di Alzheimer e cosa è stato osservato?</em></p>
<p>La prima osservazione risale ai primissimi del secolo scorso, quando Aloysius Alzheimer che era un medico psichiatra, incontrò una paziente cinquantenne, Augusta Deter, con una forma di demenza precoce. Presentò le sue osservazioni in un convegno nel 1906, ma non vennero tenute in considerazione, e si dovrà arrivare agli anni ’70 per riscoprirle. Gaetano Perusini, era un giovane e brillante assistente, che raccolse altri casi e individuò nel cervello di questi pazienti alterazioni anatomiche e la presenza di microscopici ammassi, che tutt’oggi sappiamo essere coinvolti nei meccanismi della malattia e costituiti da beta-amiloide o pTAU. Una storia esemplare della scienza, in cui clinica e ricerca di base si intrecciano, come anche il lavoro del maestro con quello dell’allievo, tanto che si parla di Morbo di Alzheimer-Perusini.</p>
<p><em>Quali sono i principali fattori di rischio associati alla malattia?</em></p>
<p>L’invecchiamento rappresenta il fattore principale, tanto che già Alzheimer parlava di una particolare “malattia psichica dell’età avanzata”, che Perusini dimostrò essere neurodegenerativa. In generale, varie cause danneggiano il cervello e accelerano il decadimento cognitivo, tra cui anche il fumo di sigaretta, l’ipertensione, l’ipercolesterolemia ed il diabete, se non vengono tenuti sotto controllo. La suscettibilità è iscritta in diverse regioni del genoma e la malattia è multifattoriale, coinvolgendo anche cause ambientali e stili di vita. Per esempio, la sedentarietà è stata pure associata ad un aumentato rischio.  Esistono però anche forme genetiche molto rare, sotto l’1%, che si manifestano prima dei 60 anni, e che sono dovute a particolari mutazioni ereditarie, nel gene del beta amiloide o delle preseniline. In queste particolari famiglie è possibile predire il rischio anche attraverso test genetici. Per i casi sporadici, invece, si sta perfezionando l’applicazione di biomarcatori come APP e pTAU, varianti genetiche come APOE, che però devono essere considerati in una valutazione clinica più ampia, che integri test cognitivi fino a strumenti radiologici avanzati come PET e RMN. La diagnosi precoce sta assumendo importanza alla luce di nuove e promettenti terapie, la cui efficacia sembra però attuarsi solo nelle primissime fasi della malattia, insomma, per semplificare, si tratta più di un rallentamento della progressione che di un recupero.</p>
<p><em>Qual è oggi l’impatto dell’Alzheimer sulla popolazione italiana</em></p>
<p>La malattia colpisce oltre mezzo milione di persone in Italia, prevalentemente sopra i 60 anni, ma nei prossimi anni si prevede che il numero quadruplichi. Questo aumento dell’incidenza è legato al progressivo invecchiamento della popolazione, ma occorre ammettere che la scienza non conosce ancora cause e meccanismi che portano alcune persone ad ammalarsi ed altre no. Nel mondo, ogni 3 secondi una persona sviluppa la demenza e si prevede un enorme carico globale di malattia, stimato in circa 80 milioni di casi nel 2030.  Il peso ed i costi, però, non ricadono solo sul paziente, ma su tutta la società: coinvolge profondamente i familiari e quanti portano assistenza – caregiver – a causa della progressiva perdita di autosufficienza, con conseguenze anche sul piano economico, organizzativo, psicologico e sociale, come emerge anche nell’arte e nella canzone “Dimentico” di Enrico Ruggeri,  <a href="https://m.youtube.com/watch?v=0MUwat-pk60">https://m.youtube.com/watch?v=0MUwat-pk60  </a></p>
<p>ispirata all’esperienza della cooperativa La Meridiana e del centro innovativo “Il Paese Ritrovato” di Monza, realtà che sperimenta nuovi modelli di assistenza per le persone con demenza. <a href="https://cooplameridiana.it/centri_e_servizi/paese-ritrovato/">https://cooplameridiana.it/centri_e_servizi/paese-ritrovato/</a></p>
<p><em>Esistono strategie efficaci per ridurre il rischio o rallentare il declino cognitivo?</em></p>
<p>Dieta mediterranea, attività fisica adattata, stimolazione cognitiva e controllo dei fattori cardiovascolari contribuiscono a preservare la funzione cerebrale e ridurre il rischio. Non eliminano la malattia, ma incidono concretamente sul decorso. Questa è prevenzione primaria sulle cause, ma sono sempre più disponibili promettenti strumenti di prevenzione secondaria, attraverso l’introduzione di screening per la identificazione di soggetti a rischio e soluzioni di follow up per cambiare il loro destino allontanando o attenuando l’Alzheimer. Non conoscendo le cause non possiamo evitarle con vaccini o farmaci: gli screening rimangono al momento la grande speranza promessa dai progressi della scienza e delle tecnologie.</p>
<p><em>Quali progressi si stanno registrando per comprendere le cause e meccanismi?</em></p>
<p>La ricerca sta approfondendo i meccanismi molecolari dell’invecchiamento cerebrale, evidenziando fenomeni di riorganizzazione della struttura tridimensionale del DNA e anche sulla modificazione chimica di alcune regioni attraverso meccanismi come la demetilazione. Si pensa che questi processi svolgano una funzione detta “epigenetica” che modifica la lettura e regolazione di vari geni. Interessante, studi recenti mostrano come questi fenomeni possano attivare particolari sequenze “mobili” nel DNA delle cellule dell’encefalo, con un effetto sulla stabilità genomica e sulla risposta immunitaria cerebrale. Ma, come per le placche di Alzheimer viste già da Perusini, oggi rimane il dubbio se queste alterazioni siano la causa primaria o un effetto collaterale che accompagna la malattia. Comunque, al momento si tratta ancora di promettenti dati scientifici e che attendiamo possano quanto prima tradursi in reali benefici pratici per i pazienti e le loro famiglie.</p>
<p><em>Quali sono le prospettive terapeutiche attuali?</em></p>
<p>Farmaci per la gestione dei sintomi sono tra le armi -o meglio tra gli scudi- di cui dispone la medicina. Sono in rapidissimo sviluppo strategie innovative, tra cui anticorpi monoclonali e farmaci neuroprotettivi, che mirano a rallentare la progressione della malattia. I risultati sono promettenti, ma non definitivi. La cura risolutiva non è disponibile. La ricerca e la sanità pubblica devono puntare sull’assistenza  riabilitativo-sociale.</p>
<p><em>Cosa intende? Quale ruolo devono assumere i sistemi sanitari e la società</em></p>
<p>I sistemi sanitari devono adeguarsi all’invecchiamento della popolazione, sviluppando strumenti e modelli assistenziali più efficaci. È necessario un approccio integrato che tuteli la dignità della persona nella malattia, ma anche di chi lo assiste. Il volontariato contribuisce, ma non è sufficiente. Serve una strategia strutturale e adeguata ai tempi, che possa beneficiare dei progressi scientifici e tecnologici, a partire dalle nuove opportunità offerte dall’Intelligenza Artificiale. Non vi sembra strano che un ambulatorio, un laboratorio di analisi o un ospedale dispongano di strumentazioni sofisticate e gestiscano quotidianamente processi complessi e immensi flussi di dati in tempo reale, mentre per assistere un paziente con Alzheimer si conta ancora sulla forza delle braccia di un badante o sull’olocausto di parenti o amici di ogni età?</p>
<p><em>Che ruolo può avere l’intelligenza artificiale in questo contesto</em></p>
<p>Nel campo delle demenze, e in particolare dell’Alzheimer, l’intelligenza artificiale può costituire un supporto decisivo lungo tutto il percorso clinico e assistenziale. La sua funzione non è quella di sostituire il medico o il caregiver, ma di estendere la capacità umana: migliorare la precisione dei test predittivi, individuare segnali di declino cognitivo prima che diventino clinicamente evidenti, personalizzare le terapie in base alla storia del singolo paziente e soprattutto organizzare un’assistenza più vicina – e non più distante – dai bisogni quotidiani di chi convive con la malattia.</p>
<p>L’IA resta uno strumento, non una soluzione autonoma; ma grazie ai nuovi modelli agentici, capaci di pianificare, monitorare e coordinare attività in modo proattivo, apre prospettive che fino a pochi anni fa sembravano irraggiungibili.</p>
<p><em>Ossia? Può fare qualche esempio?</em></p>
<p>Il supporto nel quotidiano attraverso l’analisi continua di dati provenienti da sensori ambientali, indossabili o domotica, riconoscendo criticità o variazioni nelle abitudini quotidiane, come disorientamento notturno, riduzione dei movimenti, rischio di caduta, difficoltà nella gestione dei pasti o dell’idratazione. Quando identificano anomalie, questi sistemi possono attivare modalità di allerta per caregiver e servizi sanitari, prima che il problema diventi emergenza.</p>
<p><em>E per il malato? Cosa vuol dire “agentico”?</em></p>
<p>Assistere il decadimento cognitivo e la perdita di memoria del paziente, ricordando appuntamenti o suggerendo attività per guidare il paziente nel quotidiano. Sono strumenti che non devono sostituire la relazione umana, ma che possono ridurre lo stress pratico dei familiari, favorendo un coordinamento continuo tra medico, famiglia e servizi. La radice di agentico rimanda al latino “agire, condurre”, nel mondo dell’Alzheimer questo significa accompagnare e alleggerire paziente e famiglia. L’intelligenza artificiale non cura la malattia, ma può migliorare la vita di chi la affronta ogni giorno, restituendo tempo, serenità e continuità assistenziale.</p>
<p><em>Insomma, dalla genetica molecolare all’organizzazione sanitaria quali le priorità oggi per l’Alzheimer?</em></p>
<p>Entrambe, occorre sperimentazione e ricerca di base per comprendere le cause, predire gli esiti, intervenire precocemente, ma gli sforzi della ricerca scientifica e tecnologica vanno anche applicati ad assistere il malato e quanti vicini nell’assistenza. Lo sforzo dei caregiver richiede a sua volta un “caregiver”! Benvenuta diagnostica innovativa e terapie sofisticate, ma intanto l’urgenza oggi è aiutare il sistema dei caregiver a tecnologizzarsi ed integrarsi efficacemente in un nuovo modello di assistenza sociosanitaria. Rispetto della persona non vuol dire solo del malato, ma anche di tutti quei portatori di assistenza, che oggi denominiamo caregiver. E, poi, l’Alzheimer è una punta dell’iceberg, che svela situazioni sommerse legate alla fragilità dell’anziano e altre forme di demenza, ma un aggiornamento creativo e innovativo del SSN avrebbe impatto anche su altre malattie neurodegenerative, disabilità e forme di comorbosità dovute a tumori o patologie cardiovascolari.</p>
<p><em>Ma questo processo può essere gestito dal SSN?</em></p>
<p>Non importa tanto se questo processo sia promosso dal pubblico o dal privato, o da entrambi, ma che si acceleri e faciliti soluzioni in modo tecnologico adeguato ai tempi. Il Volontariato offre già esempi eccellenti e pregevolissimi, ma occorre aiutarlo anche con la scienza e la tecnologia: serve un assistente dell’assistenza, un “badante” anche per i caregiver! Disporre di modelli agentici consentirà progressivamente di abbandonare strumenti di assistenza obsoleti, ancora grossolani e talora improvvisati, per adottare soluzioni adeguate ai tempi ed efficaci. Capire ed eliminare le cause o disporre di screening è fondamentale per l’Alzheimer. Tuttavia, la prevenzione terziaria “riabilitativo-sociale”, resta ancora una cenerentola e talora un tabù; invece, costituisce la vera sfida per la medicina e per le moderne società del III Terzo Millennio.</p>
<p><strong>@riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Custodire chi cura: dentro il fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Mar 2026 07:17:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari]]></category>
		<category><![CDATA[Inail]]></category>
		<category><![CDATA[Patrizio Rossi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza contro gli operatori sanitari]]></category>
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<p>&#8220;La violenza non è una fatalità: può essere significativamente ridotta attraverso strategie integrate che agiscono sulla cultura organizzativa, sulla progettazione degli spazi, sui sistemi di mediazione, sulla tutela psicologica e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><em>&#8220;La violenza non è una fatalità: può essere significativamente ridotta attraverso strategie integrate che agiscono sulla cultura organizzativa, sulla progettazione degli spazi, sui sistemi di mediazione, sulla tutela psicologica e su un investimento solido nelle risorse umane&#8221;.</em></div>
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<div><b>Un’analisi a più strati, che va oltre la cronaca dell’aggressione e scava nelle dinamiche organizzative, sociali e ambientali che trasformano i luoghi di cura in contesti potenzialmente ostili. Oggi 12 marzo, <span style="font-size: small;">in occasione della Giornata nazionale contro la violenza sugli operatori sanitari e socio-sanitari, </span>abbiamo <span style="font-size: small;">intervistato</span>  il dottor Patrizio Rossi, Sovrintendente sanitario centrale Inail, che ci guida attraverso numeri, </b><b>responsabilità e leve di prevenzione.</b></div>
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<p><strong>Dott. Rossi, partiamo dai dati: qual è oggi la dimensione reale della violenza in sanità?</strong></p>
<p>La dimensione è tutt’altro che marginale. Nel corso del 2024 l’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (ONSEPS), di cui l’Inail è componente, ha registrato un coinvolgimento di oltre 22.000 operatori tra medici, infermieri, tecnici, educatori e operatori socio‑sanitari in episodi di aggressione nelle diverse aree assistenziali. Quello delle aggressioni è un fenomeno radicato, non episodico, che attraversa tutta la filiera dell’assistenza, i numeri esprimono molto più di singoli episodi di aggressione: delineano un problema sistemico, capace di incidere direttamente sulla qualità del lavoro e sulla sicurezza delle cure. Gli episodi di violenza – dai quali conseguono lesioni fisiche  e/o psichiche con assenza dal lavoro o pregiudizio permanente alla salute della persona – sono tutelati dall’Inail come infortunio sul lavoro o malattia professionale.</p>
<p><strong>Quali contesti risultano più esposti e perché</strong></p>
<p>I servizi di emergenza‑urgenza, unitamente ai reparti con elevato carico clinico e rilevanti dinamiche relazionali come psichiatria e geriatria, rappresentano i contesti con maggiore suscettibilità al verificarsi di episodi aggressivi. Qui si combinano il ridotto tempo di cura (motivato dall’elevato carico assistenziale e dal basso numero di operatori sanitari), l’imprevedibilità clinica, la pressione emotiva della persona assistita e dei familiari.<br />
È un triangolo critico in cui l’ansia, l’attesa, la percezione di vulnerabilità e, in molti casi, le stesse condizioni cliniche dei pazienti, frequentemente connotate da instabilità, disorientamento o compromissione cognitiva, concorrono ad amplificare le tensioni, che possono manifestarsi in forme di aggressività sia verbale sia fisica. L’aspetto più rilevante, tuttavia, è l’effetto a catena che tali episodi innescano: anche un singolo atto aggressivo può deteriorare la relazione di cura, incrinando il rapporto medico‑paziente e alimentando un clima di sfiducia; episodi reiterati, invece, possono generare un senso di insicurezza negli operatori, con il rischio di indurre condizioni patologiche come il burnout e di compromettere, di conseguenza, la qualità e la continuità della presa in carico dei pazienti successivi.</p>
<p><strong>Lei parla di fenomeno sistemico: quali sono gli strumenti più efficaci per affrontarlo</strong></p>
<p>La risposta più efficace è una risposta multilivello. La formazione è essenziale: permette agli operatori di riconoscere indicatori precoci di rischio, utilizzare strumenti comunicativi adeguati ed evitare l’escalation. Tuttavia, non è sufficiente, perché la violenza non nasce solo dal comportamento individuale del paziente o dall’interazione improvvisa con il professionista.<br />
È il risultato di un intreccio complesso che coinvolge spazi fisici, carichi di lavoro, organizzazione dei servizi, cultura istituzionale e aspettative sociali. Per questo la prevenzione deve essere articolata in interventi primari, secondari e terziari. In contesti caratterizzati da pressione organizzativa elevata, infatti, aumenta la probabilità che si generino dinamiche conflittuali.</p>
<p><strong>Entriamo nel merito: cosa significano interventi di prevenzione primaria in un contesto sanitario?</strong></p>
<p>Gli interventi di prevenzione primaria si focalizzano sulle condizioni che possono favorire l’insorgere di tensioni, intervenendo sui fattori che predispongono all’emergere di dinamiche conflittuali. Un elemento fondamentale è la promozione di una cultura del rispetto, sostenuta da una comunicazione chiara e trasparente rivolta ai cittadini, che li aiuti a orientarsi all’interno dei percorsi assistenziali, a comprendere le modalità di accesso ai servizi e ad acquisire una percezione informata e consapevole dei tempi di erogazione delle prestazioni.</p>
<p>In questa stessa prospettiva si colloca la necessità di rendere pienamente operative le misure di tutela previste dalla Legge n. 113/2020 e di affrontare con un approccio strutturale le difficoltà organizzative, come la carenza di personale, il turnover e la continuità dei servizi, che possono influire sulla capacità delle équipe di gestire situazioni complesse.</p>
<p>Un ulteriore pilastro riguarda la corretta valutazione dei rischi attraverso il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), strumento essenziale per individuare i punti di vulnerabilità all’interno delle strutture e orientare l’adozione di misure preventive mirate e proporzionate.</p>
<p>Infine, un ruolo determinante è svolto dal layout degli spazi: progettare ambienti sicuri significa favorire la visibilità, garantire vie di fuga, rendere leggibili i percorsi e predisporre sistemi di allerta e di sorveglianza nelle aree più sensibili. Un ambiente ben concepito non elimina completamente il rischio, ma lo riduce in modo significativo, contribuendo ad accrescere il senso di sicurezza e protezione degli operatori sanitari.</p>
<p><strong>Passiamo agli interventi di prevenzione secondaria: quali elementi la caratterizzano?</strong></p>
<p>Gli interventi di prevenzione secondaria si concentrano sulla capacità di riconoscere tempestivamente le situazioni a rischio, così da intervenire prima che si trasformino in episodi di aggressività conclamata. In questo ambito, la formazione assume una connotazione altamente specialistica: non si limita alla trasmissione di nozioni teoriche, ma mira a sviluppare competenze operative fondate sull’analisi dei comportamenti predittivi, sulla lettura dei segnali precoci di alterazione relazionale, sulla modulazione della comunicazione in condizioni di tensione e sull’impiego di tecniche strutturate di de‑escalation. Si tratta dunque di percorsi formativi orientati alla pratica, calibrati sui contesti maggiormente esposti e finalizzati a rafforzare la capacità degli operatori di prevenire l’escalation attraverso interventi tempestivi e proporzionati.</p>
<p>Un elemento innovativo, già introdotto in alcune realtà sanitarie come quelle dell’emergenza‑urgenza, è la presenza della figura del facilitatore: un professionista con competenze specifiche nella mediazione e nella gestione dei conflitti. La sua funzione risulta particolarmente preziosa nei setting ad alta intensità emotiva, poiché consente di intercettare precocemente potenziali criticità e di intervenire prima che la dinamica interazionale degeneri.</p>
<p>La natura neutrale e specializzata di questa figura offre un supporto concreto agli operatori, che spesso si trovano a fronteggiare simultaneamente esigenze cliniche complesse e manifestazioni di disagio relazionale da parte degli utenti o dei loro familiari. Se adeguatamente riconosciuta e sistematizzata all’interno dell’organizzazione, tale figura potrebbe rappresentare un autentico valore aggiunto, fungendo da ausilio strutturale nei processi assistenziali e contribuendo in modo significativo alla prevenzione delle situazioni conflittuali e al contenimento delle escalation.</p>
<p><strong>Qual è invece il ruolo degli interventi di prevenzione terziaria?</strong></p>
<p>Gli interventi di prevenzione terziaria riguardano prevalentemente ciò che accade dopo l’aggressione. Sono passaggi fondamentali, perché influenzano la volontà dell’operatore di segnalare l’episodio e la percezione di essere tutelato dall’organizzazione. Comprendono il supporto psicologico, l’assistenza medico-legale, la presa in carico nelle procedure amministrative e la revisione organizzativa che permette di evitare la reiterazione dell’evento.<br />
Un sistema che sostiene l’operatore, che lo ascolta e che agisce concretamente, rafforza il senso di sicurezza e contribuisce in modo decisivo alla raccolta delle segnalazioni, che sono la base per comprendere e affrontare il fenomeno in modo strutturato.</p>
<p><strong>Esistono iniziative o strumenti specifici che Inail ha messo in campo per sostenere gli operatori sanitari esposti o vittime di aggressioni?</strong></p>
<p>Sì, negli ultimi anni l’Inail ha sviluppato un insieme articolato di iniziative che si integrano con le tre dimensioni della prevenzione e rafforzano la tutela degli operatori sanitari. In primo luogo, è stato attivato un servizio di sostegno psicologico dedicato ai lavoratori infortunati o ammalati a causa del lavoro, disponibile presso tutti gli ambulatori dell’Istituto; tale servizio ha supportato anche numerosi operatori sanitari vittime di aggressioni, offrendo un accompagnamento specialistico nei momenti immediatamente successivi all’evento e durante il percorso di rientro.</p>
<p>L’Inail ha inoltre promosso un piano di formazione nazionale, articolato in corsi regionali specificamente dedicati alla conoscenza e gestione delle aggressioni. Dopo una fase iniziale di sperimentazione, accompagnata da una verifica di efficacia con esito positivo, il programma è stato implementato in modo capillare e prevede anche una fase di re‑training periodico per consolidare le competenze acquisite.</p>
<p>Un ulteriore strumento operativo è rappresentato dal flusso di segnalazione degli eventi sentinella, tra i quali rientrano gli episodi di aggressione ai danni del personale sanitario; tale sistema consente un monitoraggio approfondito delle dinamiche e offre una base informativa essenziale per orientare interventi mirati.</p>
<p>Sul versante della prevenzione primaria, l’Istituto ha inoltre elaborato una proposta di rimodulazione del layout degli spazi sanitari, finalizzata a garantire condizioni di maggiore tutela per operatori sanitari e socio‑sanitari attraverso interventi progettuali ispirati alla sicurezza ambientale.</p>
<p>Infine, l’Inail conduce un monitoraggio costante del fenomeno, anche mediante survey strutturate rivolte al proprio personale sanitario e socio‑sanitario, strumenti che permettono di intercettare criticità emergenti e di comprendere il vissuto degli operatori, affinando così i modelli predittivi e l’efficacia degli interventi di prevenzione.</p>
<p><strong>Dott. Rossi, in definitiva: la violenza nei confronti degli operatori sanitari è davvero prevenibile</strong></p>
<p>La prevenzione è possibile, e non si tratta di un auspicio astratto. Non siamo di fronte a una fatalità né a un fenomeno ineluttabile. È un obiettivo realistico, purché si adotti un approccio basato su evidenze e su un’analisi rigorosa del fenomeno. Lo studio sistematico degli episodi, delle loro ricorrenze e dei contesti in cui si verificano permette infatti di individuare pattern ricorrenti e fattori predittivi utili a intervenire prima che le situazioni degenerino. La violenza non è, appunto, una fatalità: può essere significativamente ridotta attraverso strategie integrate che agiscono sulla cultura organizzativa, sulla progettazione degli spazi, sui sistemi di mediazione, sulla tutela psicologica e su un investimento solido nelle risorse umane. Ma serve soprattutto una capacità di lettura strutturata dei dati, perché solo ciò che si conosce in profondità può essere prevenuto in modo efficace. È un approccio che richiede coerenza, metodo e soprattutto la consapevolezza che sicurezza degli operatori e qualità delle cure sono due facce della stessa medaglia.</p>
<p><strong>Quindi proteggere chi cura è anche un modo per proteggere la qualità dei servizi</strong></p>
<p>Assolutamente sì. E direi di più: tutelare gli operatori significa anche riconoscere che l’analisi del fenomeno è parte integrante della qualità assistenziale. Attraverso sistemi di monitoraggio costante, la raccolta delle segnalazioni e lo studio delle dinamiche che precedono l’aggressione, le organizzazioni possono sviluppare modelli predittivi capaci di orientare decisioni gestionali, politiche di personale e interventi mirati. In altre parole, conoscere la violenza in modo strutturato consente di anticiparla e di modellare ambienti di lavoro più sicuri, che favoriscono decisioni cliniche più efficaci e una maggiore continuità delle cure.</p>
<p>Proteggere chi cura, dunque, non è solo un atto etico: è una strategia che rafforza la qualità dell’assistenza e la fiducia dei cittadini. Ed è una responsabilità plurale, che chiama in causa istituzioni, organizzazioni sanitarie e comunità, tutte coinvolte nella costruzione di luoghi di cura realmente protettivi, dove chi assiste possa lavorare con serenità e chi riceve cure appropriate possa sentirsi accolto e accompagnato.</p>
<p>D’altronde, è proprio nei momenti di maggiore fragilità che la persona manifesta non soltanto un bisogno di cure, ma anche un bisogno profondo di attenzione, di ascolto e di protezione: esigenze che possono essere soddisfatte solo in un sistema capace di tutelare, in modo integrato, sia chi cura sia chi è curato. @rirpoduzione riservata</p>
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		<title>Sulle orme di Gregorio Magno: gli oratori di Santa SIlvia, Sant&#8217;Andrea e Santa Barbara al Celio, tra storia, arte e spiritualità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Feb 2026 20:34:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[cristianesimo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2699-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ci sono luoghi a Roma  tutti da scoprire, in cui l’arte racconta la vita dei santi e riflette una spiritualità che per secoli ha segnato il popolo romano. Sul colle&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="0" data-end="243">Ci sono luoghi a Roma  tutti da scoprire, in cui l’arte racconta la vita dei santi e riflette una spiritualità che per secoli ha segnato il popolo romano. Sul colle Celio, lungo il Clivo di Scauro, il complesso di San Gregorio al Celio è uno di questi.</p>
<p data-start="245" data-end="650" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Superato un semplice portale ligneo, si entra in uno spazio dove s&#8217;intrecciano storia, fede e memoria. L’ingresso conduce al piazzale, un tempo  biblioteca a forma di abside  del VI secolo, voluta da papa Agapito I per creare a Roma un centro di studio teologico sul modello delle scuole orientali.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117838 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2674-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p data-start="245" data-end="650" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Da qui si accede ai tre oratori: a destra Santa Silvia, al centro Sant’Andrea, a sinistra Santa Barbara, il più antico.</p>
<p data-start="844" data-end="1662">Nell’oratorio di Santa Barbara, nell’abside, si trova la statua benedicente di san Gregorio Magno, eseguita nel 1602 da Nicolas Cordier su un blocco di marmo acquistato dal nipote di Michelangelo <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117840 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2687-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Buonarroti, già abbozzato dal maestro per un&#8217;opera  destinata a San Pietro in Vincoli e mai completato. Al centro dell’aula è collocata una lastra marmorea di epoca romana (III secolo), sorretta da sostegni decorati con grifoni e palme. Secondo la tradizione, su quella mensa santa Silvia e il figlio Gregorio distribuivano il pane ai poveri. Fino al 1870, con la fine del potere temporale papale, il Giovedì Santo il papa serviva qui il pasto a tredici poveri. La leggenda narra che un giorno si sedette anche un angelo; nel XV secolo fu inciso il distico: “Bis senos hic Gregorius pascebat egentes / angelus et decimus tertius accubuit”. (Qui san Gregorio nutriva dodici poveri / e un angelo sedette come tredicesimo)</p>
<p data-start="1664" data-end="2697">Gregorio I, detto Gregorio Magno (Roma, circa 540 – 12 marzo 604), sessantaquattresimo vescovo di Roma e papa dal 3 settembre 590, trasformò la residenza paterna sul Celio in monastero dedicato a Sant’Andrea apostolo. Eletto pontefice in una fase segnata da crisi politica, carestie e minaccia longobarda, ridefinì il papato da autorità prevalentemente spirituale a centro di governo concreto della città e dei territori ecclesiastici. Amministrò patrimoni, organizzò assistenza ai poveri, negoziò con i Longobardi, consolidò l’autorità romana in Occidente mentre l’Impero d’Oriente perdeva il controllo dell’Italia. Scrisse la “Regula Pastoralis”, modello episcopale per secoli, compose i “Dialoghi” diffondendo il culto dei santi italiani, e inviò Agostino di Canterbury in missione presso gli anglosassoni. Visse in modo ascetico, mantenendo nostalgia per la vita monastica. È uno dei quattro Dottori della Chiesa latina. È invocato contro la gotta e la peste, ed è patrono di cantori, scolari, insegnanti, sapienti e costruttori.</p>
<p data-start="2699" data-end="2988">Le pareti di Santa Barbara conservano undici episodi della vita di Gregorio, dipinti da Antonio Viviani tra il 1603 e il 1604: tra questi l’Apparizione dell’angelo alla mensa dei poveri, l’Invio di Agostino in terra anglosassone, i monaci al cospetto di re Etelberto, la Visione della Vergine.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-117841 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-1024x768.jpeg" alt="" width="1024" height="768" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2692-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p data-start="2990" data-end="3712">Al centro del complesso si apre l’oratorio di Sant’Andrea, teatro del confronto diretto tra Guido Reni e Domenichino, entrambi formati nell’ambiente dei Carracci e attivi a Roma nei primi decenni del Seicento. Operavano per gli stessi committenti e nello stesso mercato. Reni propone un classicismo idealizzato e luminoso; Domenichino privilegia pathos e  tensione narrativa . Nonostante la rivalità tra Domenichino e Guido Reni, nell’oratorio di Sant’Andrea i loro affreschi, posti uno di fronte all’altro, restano legati per sempre. <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-117842 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-768x1024.jpeg" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2678-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-117843 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-768x1024.jpeg" alt="" width="768" height="1024" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2677-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" />Si guardano nello stesso spazio, in un confronto diretto che continua nel tempo. La  pala d’altare è del Pomarancio, e le figure ai lati del portone d’ingresso sono di Giovanni Lanfranco.</p>
<p data-start="3714" data-end="4000">L’oratorio di Santa Silvia, edificato nel 1603 per volontà del cardinale Cesare Baronio e completato tra il 1608 e il 1609 dal cardinale Scipione Caffarelli-Borghese, è <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117844 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2701-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />dedicato alla madre del pontefice..Nel catino absidale è affrescato, per mano di Guido Reni, un Coro e concerto di Angeli sovrastato dall’apparizione di Dio Padre.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-117845 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/IMG_2703-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-start="4002" data-end="4216" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Tre oratori, un unico complesso in cui la vita di un santo realmente vissuto sul Celio si intreccia con arte, spiritualità e leggenda, riportandoci  alle origini della Roma cristiana.</p>
<p data-start="4002" data-end="4216" data-is-last-node="" data-is-only-node="">@riproduzione riservata</p>
<p data-start="4002" data-end="4216" data-is-last-node="" data-is-only-node="">
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		<title>Nella distensione del tempo. Al Centro Studi Americani il progetto di Achille Fulfaro emoziona il pubblico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jan 2026 22:35:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-8.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-8-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>In scena  il 27 gennaio un format che mette insieme canzoni e libri sul tema dello scorrere del tempo nelle sue diverse sfaccettature: la memoria, il viaggio, la trasformazione, il&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>In scena  il 27 gennaio un format che mette insieme canzoni e libri sul tema dello scorrere del tempo nelle sue diverse sfaccettature: la memoria, il viaggio, la trasformazione, il cambiamento.</i></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roma Il tempo non viene misurato, ma attraversato.  È questa la sensazione che ha accompagnato il pubblico  martedì 27 gennaio alle ore 18 al Centro Studi Americani, nella sede di Palazzo Mattei di Giove, dove parole, musica e gesti teatrali hanno dato forma a  “Nella distensione del tempo” davanti a una platea composta soprattutto da giovani, numerosa e partecipe.</p>
<p>Il progetto, ideato dallo scrittore e compositore Achille Fulfaro e curato e promosso da Fulgior srls, nasce come un format che unisce letteratura, musica e teatro in un’unica esperienza narrativa. Al centro ci sono i cinque libri dell’autore, pubblicati tra il 2007 e il 2024, messi in dialogo con le sue canzoni attraverso letture teatrali, performance musicali e immagini. A legarle è il tema del Tempo, esplorato come memoria, ritorno, trasformazione. Un tempo che sembra lineare ma che, di libro in libro e di canzone in canzone, finisce per curvarsi, diventando circolare, interiore, umano. Lo spettatore viene portato per mano in un mondo fatto di frammenti di memoria, di ricordi,  un viaggio epico nei sentimenti e emozioni  dove i simboli- la nave, il mare,   rimandano  a  Ulisse. Un viaggio antropologico alla ricerca della conoscenza, l&#8217;andare e ritornare, tra incontri, ombre, speranze, tradimenti, inganni e illusioni.  Viene cucito così pezzo per pezzo, tra musica e parole, il viaggio omerico dell&#8217;uomo moderno attraverso l&#8217;evoluzione scandita dal tempo, nella  trasformazione, nel cambiamento.  Pezzi di un puzzle che rimandano all’esistenza umana,  in un “nostos” che si fa mito. Al centro del tempo, le emozioni: la paura, le illusioni, il buio, la luce, la rinascita.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-116765 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-9-300x249.png" alt="" width="300" height="249" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-9-300x249.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/Untitled-design-9.png 531w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Le letture teatrali, affidate agli attori Paola Bongiorno e Paolo Pellegrini Wilfinger, sono tratte dai cinque volumi di Fulfaro: All’alba, lo Stretto, Itaca d’inganno, Un’altra vita, Nella distensione del tempo e Sotto stelle scadenti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-116759 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2228-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />Le canzoni proposte durante la serata appartengono all’album Nella distensione del tempo, primo lavoro cantautoriale di Fulfaro, pubblicato nel dicembre 2025. Otto brani nati da un lavoro collettivo che ha coinvolto Luca Carocci agli arrangiamenti, Josè Ramon Caraballo ai fiati e alle percussioni, Manuel Magrini al pianoforte e la Cirrone Band alle chitarre elettriche.Masterizzatore dell&#8217;album  e tecnico del suono della serata Paolo De Stefani.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-116718 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2230-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><span class="Apple-converted-space"><br />
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<p>Attraverso parole, musica e immagini, il pubblico è stato accompagnato in un percorso di riflessione sull’evoluzione dell’individuo nel corso della propria esistenza. Il cambiamento, suggerisce Fulfaro, non è sempre un andare avanti: può essere anche un tornare indietro, una deviazione, una scelta diversa. Un’idea che richiama la dialettica hegeliana di tesi, antitesi e sintesi, dove solo mettendosi in discussione è possibile arrivare a una comprensione più profonda di sé e del mondo.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-116719 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_2222-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Lo stile dei testi e la cura musicale richiamano la  grande tradizione della canzone d’autore italiana, da Ivano Fossati a Francesco De Gregori fino a Franco Battiato, collocando Achille Fulfaro nel panorama della musica indipendente contemporanea. Le prime quattro tracce dell’album ruotano attorno al viaggio e alla memoria, con un mare quasi omerico sullo sfondo; le successive affrontano il tempo come trasformazione e come possibilità di una nuova consapevolezza.</p>
<p>L’idea di coniugare libri e canzoni in un unico progetto affonda le sue radici in un’esperienza precedente e decisiva: When Mediterranean meets the Gulf, evento organizzato nel 2018 dallo stesso Fulfaro con il patrocinio delle Ambasciate di Abu Dhabi e del Kuwait al quale hanno partecipato alcuni artisti della scena musicale italiana come Antonio Di Martino, Angelo Trabace, Nicolò Carnesi, Margherita Vicario, Fabrizio Cammarata, Lucio Corsi, Cirrone Band, Manuel Magrini e Luca Carocci.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-116739 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/0550691c-a197-4eb5-aa0b-a7d9a6cf7611-300x204.jpeg" alt="" width="300" height="204" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/0550691c-a197-4eb5-aa0b-a7d9a6cf7611-300x204.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/0550691c-a197-4eb5-aa0b-a7d9a6cf7611-768x523.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/0550691c-a197-4eb5-aa0b-a7d9a6cf7611.jpeg 977w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/0550691c-a197-4eb5-aa0b-a7d9a6cf7611-585x398.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Nella distensione del tempo è anche il risultato di un lavoro profondamente condiviso. L’organizzazione dell’evento ha coinvolto l’intera famiglia di Fulfaro: Laura Giordano e i figli Matilde, Martina, Francesco e Leonardo. Laura ha curato l’intera comunicazione del progetto e la realizzazione delle  copertine dei libri,  Oliver Hearn all’oboe e nell’organizzazione, Francesco Fulfaro al basso e Laodice Perri alle percussioni. Paola Bongiorno, attrice e regista, ha curato il videoclip ufficiale della canzone Itaca,  girato a Catona di Reggio Calabria sullo Stretto,  protagonisti  Paolo Pellegrini Wilfinger e  il piccolo Leonardo.</p>
<p>Una famiglia che lavora insieme come una squadra, unita dalla fiducia reciproca e dal desiderio di costruire qualcosa in cui crede. Un messaggio positivo che parla a tutte le famiglie e al  valore del fare insieme. <b>@riproduzione riservata </b></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/27/nella-distensione-del-tempo-tra-musica-letteratura-e-teatro-ol-format-di-achille-fulfaro-emoziona-il-pubblico/">Nella distensione del tempo. Al Centro Studi Americani il progetto di Achille Fulfaro emoziona il pubblico</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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