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	<title>Stefania Romito, giornalista e scrittrice, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Stefania Romito, giornalista e scrittrice, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Ciccio e Tore – Il mistero di Gravina” di Luciano Garofano e Mauro Valentini &#8211; Un libro che onora la Verità</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/24/ciccio-e-tore-il-mistero-di-gravina-di-luciano-garofano-e-mauro-valentini-un-libro-che-onora-la-verita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ciccio-e-tore-il-mistero-di-gravina-di-luciano-garofano-e-mauro-valentini-un-libro-che-onora-la-verita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jun 2023 19:49:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="434" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1-768x431.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1-585x328.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>“Ciccio e Tore – Il mistero di Gravina”, edito da Armando Editore, scritto a quattro mani da Luciano Garofano (già comandante dei RIS di Parma, noto al grande pubblico per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="434" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1-768x431.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A5A0411A-B184-4EB9-8B3A-3B0D1956D5C1-585x328.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“Ciccio e Tore – Il mistero di Gravina”</span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">, edito da Armando Editore, scritto a quattro mani da Luciano Garofano (già comandante dei RIS di Parma, noto al grande pubblico per le sue consulenze specialistiche in programmi televisivi di successo) e da Mauro Valentini (rinomato giornalista specializzato in casi di cronaca nera), non è soltanto un libro di inchiesta giornalistica in cui la rappresentazione del reale riveste un ruolo di primo piano nel narrare un fatto di cronaca agghiacciante. È molto più di questo. È un’indagine nelle contraddizioni del pensiero umano, nelle incoerenze di un sistema che persiste sul sentiero intrapreso pur intuendo l’errore.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“Ciccio e Tore – Il mistero di Gravina”</span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">è un documento imprescindibile per tutti coloro che perseguono la Verità. L’unica in grado di ridare dignità a un fatto tragicamente drammatico che continua, nonostante il trascorrere degli anni, a rimanere occultato tra le pieghe del mistero.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">L’indagine “personale”, attuata dai due autorevoli autori, acquisisce una altissima valenza non solo giudiziaria ma profondamente umana nel voler soffiare via le nuvole della menzogna e nel voler rendere una onorabilità sottratta e mai interamente restituita. Perché, nel caso di Gravina, che ha visto la morte di due anime innocenti, sono molteplici gli aspetti che si intrecciano in questo groviglio di circostanze come, in maniera straordinariamente analitica, viene esposto nel libro. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Vi è la componente della tragica fatalità<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">,</strong> con ogni probabilità causa della morte di Ciccio e Tore, vittime di un “gioco” (o “prova di coraggio”?) dall’esito fatale. Tragica fatalità alla quale si sarebbe associata una irresponsabile omissione di soccorso da parte di coloro che avrebbero dovuto intervenire e che hanno scelto di non farlo. Figure mai venute alla luce e che continuano ad aggirarsi come fantasmi nell’ombra di una inaccettabile omertà. Poiché, come i due autori portano a pensare &#8211; attraverso un sillogismo deduttivo sostenuto da una solida e robusta documentazione &#8211; non si può accettare di vivere in una società che pone l’egoistico interesse personale al di sopra di tutto, perfino della vita stessa.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ma il caso di Gravina è ancora più di questo. È un voler celare la manchevole attitudine investigativa con la maschera dell’eccellenza, non curandosi di emendare l’errore neppure al cospetto di una realtà innegabile. È la perseveranza dell’inganno che conduce all’uccisione della verità. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Verità che, da quel lontano 5 giugno del 2006, si aggira ancora smarrita in quell’intricato dedalo sommerso nel cuore di Gravina. Un labirinto dalle cento stanze nel quale è rimasto intrappolato anche Filippo Pappalardi e dal quale, forse, non ne uscirà più. Perché una volta che l’onta dell’accusa si aggrappa all’anima, non si dissolve nemmeno dopo mille assoluzioni.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ciccio e Tore rimarranno per sempre intrappolati nel labirinto. Prigionieri di un Minotauro che ha sostituito il volto giovane della purezza e dell’innocenza con quello della falsità e della reticenza. Nessun filo di Arianna li potrà salvare.</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F24%2Fciccio-e-tore-il-mistero-di-gravina-di-luciano-garofano-e-mauro-valentini-un-libro-che-onora-la-verita%2F&amp;linkname=Ciccio%20e%20Tore%20%E2%80%93%20Il%20mistero%20di%20Gravina%E2%80%9D%20di%20Luciano%20Garofano%20e%20Mauro%20Valentini%20%E2%80%93%20Un%20libro%20che%20onora%20la%20Verit%C3%A0" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F24%2Fciccio-e-tore-il-mistero-di-gravina-di-luciano-garofano-e-mauro-valentini-un-libro-che-onora-la-verita%2F&#038;title=Ciccio%20e%20Tore%20%E2%80%93%20Il%20mistero%20di%20Gravina%E2%80%9D%20di%20Luciano%20Garofano%20e%20Mauro%20Valentini%20%E2%80%93%20Un%20libro%20che%20onora%20la%20Verit%C3%A0" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/24/ciccio-e-tore-il-mistero-di-gravina-di-luciano-garofano-e-mauro-valentini-un-libro-che-onora-la-verita/" data-a2a-title="Ciccio e Tore – Il mistero di Gravina” di Luciano Garofano e Mauro Valentini – Un libro che onora la Verità"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/24/ciccio-e-tore-il-mistero-di-gravina-di-luciano-garofano-e-mauro-valentini-un-libro-che-onora-la-verita/">Ciccio e Tore – Il mistero di Gravina” di Luciano Garofano e Mauro Valentini &#8211; Un libro che onora la Verità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Pierfranco Bruni vincitore dell’Oscar del libro con “Colmare il cuore” – Omaggio a Benedetto XVI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jun 2023 17:13:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Benedetto XVI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/582F45A5-253A-4BB1-9924-42DC041F3BB9.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/582F45A5-253A-4BB1-9924-42DC041F3BB9.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/582F45A5-253A-4BB1-9924-42DC041F3BB9-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/582F45A5-253A-4BB1-9924-42DC041F3BB9-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/582F45A5-253A-4BB1-9924-42DC041F3BB9-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Non poteva essere diversamente. Un libro come “Colmare il cuore – Un itinerario con Benedetto XVI” (Pellegrini Editore) non poteva non colpire per la sua intensità spirituale in un percorso&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/12/pierfranco-bruni-vincitore-delloscar-del-libro-con-colmare-il-cuore-omaggio-a-benedetto-xvi/">Pierfranco Bruni vincitore dell’Oscar del libro con “Colmare il cuore” – Omaggio a Benedetto XVI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Non poteva essere diversamente. Un libro come “<strong data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Colmare il cuore – Un itinerario con Benedetto XVI</strong>” (Pellegrini Editore) non poteva non colpire per la sua intensità spirituale in un percorso mistico che si fa profezia. Questa l’essenza di un viaggio immanente che ha condotto l’organizzazione degli Oscar ad assegnare a<strong data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"> Pierfranco Bruni</strong> il prestigioso riconoscimento letterario nel corso della prima edizione del Premio Oscar del libro che si è svolta a Trani, presentata dai bravissimi giornalisti <strong data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Attilio Romita</strong> e <strong data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Manila Gorio.</strong></p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-72352" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/357539B3-45AE-486A-BA81-9D62F7FEF03A-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/357539B3-45AE-486A-BA81-9D62F7FEF03A-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/357539B3-45AE-486A-BA81-9D62F7FEF03A-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/357539B3-45AE-486A-BA81-9D62F7FEF03A-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/357539B3-45AE-486A-BA81-9D62F7FEF03A.jpeg 774w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Tra i più illustri e affascinanti scrittori della nostra contemporaneità letteraria, candidato al Nobel per la Letteratura 2023, Pierfranco Bruni è tra i pochi per il quale scrivere equivale a vivere. Vivere la letteratura come esistenza dell’esistere nel miracolo della vita equivale per Bruni al vivere la religiosità, non come esperienza dogmatica nell’ortodossia teologica, ma come riscoperta della cristianità nel messaggio evangelico originario.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Pierfranco Bruni è autore di importanti testi di carattere spirituale in cui le dimensioni mistiche si fondono a visioni antropologiche e filosofiche. Tra tutti sono da ricordare “Canto di Requiem”, (Pellegrini Editore) in dedica a Giovanni Paolo II e “L’altare della speranza – Paolo di Tarso, i linguaggi e la parola nella fede del viaggio” (Edizioni Prospettive Meridionali). Quella stessa figura di Paolo che viaggia in Benedetto XVI e che Pierfranco Bruni fa rivivere nel suo messaggio evangelico nell’ambito di un esistenzialismo cristiano e di una estetica dell’inquieto che diviene metafisica dell’essere.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Ma “Colmare il cuore” è molto più di questo. È un itinerario con Benedetto XVI che segna un tracciato del tutto innovativo e “rivoluzionario” nel cammino del cristianesimo. Un camminamento all’interno dei tre pontificati: quello di Giovanni Paolo II, di Papa Francesco e di Benedetto ponendo in essere la continuità di Benedetto XVI con Giovanni Paolo II nel segno della tradizione.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Una tradizione che per Bruni è fondamento ancestrale per la comprensione di verità rivelate nel nome di un misticismo che rinviene nell’antropologia la sua sintesi filosofica.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">Fede, speranza, mistero. Questi i tre cardini ineluttabili dai quali si muove l’indagine estetica bruniana che rinviene nella dimensione metafisica i sentieri della Provvidenza. Sentieri tracciati anche da Santa Teresa d’Avila di cui Bruni si fa messaggero in numerose pubblicazioni a lei dedicate dove i concetti di “labirinto” e “castello” sono fari esistenziali che conducono all’illuminazione.</p>
<p data-originalfontsize="16px" data-originalcomputedfontsize="16">La prima edizione dell’Oscar del libro ha scelto di premiare l’eccellenza italiana ponendo in primo piano il ruolo della letteratura come fondamento trainante di valori imprescindibili. Quegli stessi valori di cui Pierfranco Bruni si fa portatore divenendo l’indiscusso vessillo nazionale di rinascita culturale.</p>
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		<title>L’estetica dell’amore in “Fede e Bellezza” di Niccolò Tommaseo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jun 2023 20:28:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fede e Bellezza]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicolo’ Tommaseo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862.png 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Fu Niccolò Tommaseo a presentare Rosmini ad Alessandro Manzoni, in occasione della seconda venuta del filosofo nel capoluogo meneghino. Era il mese di marzo del 1826. Quel Niccolò Tommaseo che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/01/lestetica-dellamore-in-fede-e-bellezza-di-niccolo-tommaseo/">L’estetica dell’amore in “Fede e Bellezza” di Niccolò Tommaseo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862.png 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/6FFC0C5B-03C3-45B6-AD60-707F4E3A6862-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fu Niccolò Tommaseo a presentare Rosmini ad Alessandro Manzoni, in occasione della seconda venuta del filosofo nel capoluogo meneghino. Era il mese di marzo del 1826. Quel </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Niccolò Tommaseo che ebbe ruolo di primo piano nella visione della lingua italiana anche rispetto alla ricerca linguistica manzoniana. Ne è testimonianza l’imponente Dizionario della lingua italiana, il più importante lavoro linguistico realizzato durante il Risorgimento italiano.</span></p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma Tommaseo fu anche l’autore di uno straordinario capolavoro letterario, precursore del romanzo psicologico moderno nell’ambito di un interessante raffronto tra romanzo storico e romanzo metafisico. Il suo “Fede e bellezza”<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> è un&#8217;opera tanto complessa quanto emblematica nell’ambito di una dimensione lirica costruita con materiali eterogenei che spaziano dalla forma introspettiva del racconto intimistico, alla terza persona propria della narrazione storica e saggistica.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Suddiviso in sei libri, l’opera testimonia le appassionanti vicende d’amore di Giovanni e Maria, riflettendo la personalità dell’autore perennemente combattuta tra il fascino attrattivo della sensualità, il forte moralismo e una naturale tendenza alla purezza derivante da una profonda religiosità.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un’opera in grado di alternare senso mistico a una riscoperta dell’erotismo vissuto come aspetto imprescindibile dell’esistenza. Tematiche che si vivranno in seguito nel decadentismo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I modelli francesi a cui si ispira sono Antoine François Prévost, autore di &#8220;Manon Lescaut&#8221; e Charles Augustin de Sainte-Beuve, autore di &#8220;Volupté&#8221;. In &#8220;Fede e bellezza&#8221; si vive uno spostamento dall&#8217;analisi della realtà esterna a un&#8217;analisi della realtà interiore dell&#8217;uomo. Una storia autobiografica, intima, rivisitata in chiave romanzesca in cui ad emergere è la psicologia dei personaggi e la volontà di scrutarne gli elementi più intrinseci nel segreto del mistero.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Altra innovazione peculiare risiede nel linguaggio impiegato, risultato di una complessa sintesi tra tradizione letteraria e lingua viva, allontanandosi dalla lingua manzoniana e orientandosi verso un tono più popolareggiante.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un testo che mostra una grande modernità non solo nel linguaggio ma soprattutto nello scandagliare l’intimo sentire dell’uomo senza timori e reticenze alla ricerca del senso estetico di un sentimento d’amore vissuto come assoluto.</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F01%2Flestetica-dellamore-in-fede-e-bellezza-di-niccolo-tommaseo%2F&amp;linkname=L%E2%80%99estetica%20dell%E2%80%99amore%20in%20%E2%80%9CFede%20e%20Bellezza%E2%80%9D%20di%20Niccol%C3%B2%20Tommaseo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F01%2Flestetica-dellamore-in-fede-e-bellezza-di-niccolo-tommaseo%2F&#038;title=L%E2%80%99estetica%20dell%E2%80%99amore%20in%20%E2%80%9CFede%20e%20Bellezza%E2%80%9D%20di%20Niccol%C3%B2%20Tommaseo" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/01/lestetica-dellamore-in-fede-e-bellezza-di-niccolo-tommaseo/" data-a2a-title="L’estetica dell’amore in “Fede e Bellezza” di Niccolò Tommaseo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/01/lestetica-dellamore-in-fede-e-bellezza-di-niccolo-tommaseo/">L’estetica dell’amore in “Fede e Bellezza” di Niccolò Tommaseo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Un libro per non dimenticare il valore salvifico della memoria &#8211; &#8220;Il treno della speranza&#8221; di Gianvincenzo Cantàfora</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/16/un-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=un-libro-per-non-dimenticare-il-valore-salvifico-della-memoria-il-treno-della-speranza-di-gianvincenzo-cantafora</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 May 2023 03:39:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA["Il treno della speranza"]]></category>
		<category><![CDATA[internati militari italiani]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>«Ricordare sempre per non dimenticare mai». Questo è il principio fondante di un libro che si testimonia nel valore del ricordo. Il treno della speranza, Gli internati Militari Italiani tornano&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/2E3D123B-C469-475D-A2D7-5DE7287C0BD2-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ricordare sempre per non dimenticare mai</em>». Questo è il principio fondante di un libro che si testimonia nel valore del ricordo. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il treno della speranza, Gli internati Militari Italiani tornano a casa</span></em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> di Gianvincenzo Cantàfora, edito da Tab Edizioni, commuove in un delicato sentire che non è rassegnazione bensì desiderio di restituire dignità e consapevolezza a una rappresentanza del popolo italiano sovente ignorata dalle pagine strappate di una storia violata.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gli “IMI”, i militari italiani catturati e deportati nei territori della Germania nei giorni successivi alla proclamazione dell’armistizio, sono i protagonisti del libro di Gianvincenzo Cantàfora. Figure storiche che rinvengono in Gigi Mortola (Capo di terza classe della Regia Nave posamine Crotone) e in Bruno Trevisan (Caporal Maggiore del 5° Reggimento artiglieria da montagna del Regio Esercito), due personaggi simbolo nati dalla penna dell’autore all’interno di un intreccio dalla forte valenza empatica. Due personalità rappresentative che si legano al tema del viaggio e al senso della speranza. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un treno ideale si unisce a quello storico che dal passato viaggia in direzione di un futuro destinato a essere oltraggiato. Il giorno della partenza è l’8 settembre 1943. Una data che avrebbe segnato l’inizio del caos e inaugurato uno dei periodi più bui per la storia del nostro Paese. L’Italia veniva lasciata al suo destino, priva di una guida politica e in balìa del nemico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il treno attraversa luoghi reali come il campo di prigionia “Stalag VIII” a sud dell’Austria, dove migliaia di IMI furono tenuti prigionieri, per poi approdare alle stazioni di un’Italia del primissimo dopoguerra incapace di riconoscere l’encomiabile valore degli IMI. Perché ciò che emerge con evidenza, in questo saggio-romanzo storico di Gianvincenzo Cantàfora, è proprio l’amor di Patria, il senso del dovere e di responsabilità che abitano il cuore e l’anima di quei militari italiani che l’armistizio aveva gettato nel limbo dell’oblio. Di fronte all’eventualità di associarsi ai tedeschi, o alla Repubblica Sociale, gli IMI preferirono rimanere fedeli all’esercito Regio. Scelsero quindi la prigionia, il lavoro in miniera, le percosse, la morte.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il libro descrive con dovizia di particolari, frutto di accurate ricerche storiche da parte dell’autore, le condizioni di lavoro disumane e le continue vessazioni alle quali erano sottoposti i nostri militari. La narrazione di stile resocontista rinviene un efficace equilibrio tra descrizione del reale e racconto letterario con coinvolgente immersione nell’umanità dei personaggi. E sono proprio i sentimenti dei protagonisti a trascinare il lettore nel mondo delle emozioni sommerse delineando un ritratto sconcertante di quello che è stato un tragico destino. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uomini d’armi che scelte politiche scellerate hanno trasformato in facili prede. Uomini d’onore custodi di valori che hanno salvaguardato nonostante le percosse, i soprusi, le violenze…</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo scenario che emerge da questo trascinante testo è quello di un’Italia incapace di prendersi cura di centinaia di migliaia di persone che avevano giurato fedeltà alla nostra bandiera, e che quando ha avuto l’opportunità di emendare all’errore, al loro rientro in Patria, ha preferito perseguire la strada dell’indifferenza o, peggio, della diffidenza. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La memoria è uno strumento di difesa della democrazia</em>», sostiene la prof.ssa Collacchioni nel saggio introduttivo. Un assunto che sta alla base di questo documento storico di grande rilevanza volto a “illuminare” le zone d’ombra di un vergognoso passato affinché la drammaticità della vicenda narrata possa rinvenire nella condivisione il suo immanente significato.</span></p>
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		<title>Abitare la natura in un magico equilibrio armonico – Questa l’essenza del libro di Maria Cristina Cantàfora “L’equilibrio della terra”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/03/abitare-la-natura-in-un-magico-equilibrio-armonico-questa-lessenza-del-libro-di-maria-cristina-cantafora-lequilibrio-della-terra/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=abitare-la-natura-in-un-magico-equilibrio-armonico-questa-lessenza-del-libro-di-maria-cristina-cantafora-lequilibrio-della-terra</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2023 19:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[L’equilibrio della terra]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Maria Cristina Cantàfora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p> Recensione di Stefania Romito L’equilibrio della terra di Maria Cristina Cantàfora, scritto insieme a Marco Rusconi e a Clementina Cantàfora (con Prefazione di Paolo Carnemolla, edito da Agribio Edizioni), è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/03/abitare-la-natura-in-un-magico-equilibrio-armonico-questa-lessenza-del-libro-di-maria-cristina-cantafora-lequilibrio-della-terra/">Abitare la natura in un magico equilibrio armonico – Questa l’essenza del libro di Maria Cristina Cantàfora “L’equilibrio della terra”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/1B6F6D18-1954-46A4-A5B3-D82E11AAF976-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> <b>Recensione di Stefania Romito </b></span></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’equilibrio della terra</span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> di Maria Cristina Cantàfora, scritto insieme a Marco Rusconi e a Clementina Cantàfora (con Prefazione di Paolo Carnemolla, edito da Agribio Edizioni), è uno splendido compendio delle principali linee guida delineate dai più importanti esperti di agricoltura biologica, Padri fondatori di quella che può essere considerata a tutti gli effetti una “scienza naturale”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ad affascinare la lettura è il comprendere come l’agricoltura, protagonista indiscussa di questo prezioso volume, venga vissuta osservata analizzata mediante un approccio filosofico-esistenzialista, tralasciando in parte l’aspetto puramente tecnico, con l’obiettivo di sensibilizzare la coscienza del lettore orientandola verso la visione metafisica di una tematica che si sta imponendo sempre più con urgenza ed emergenza nel sistema economico-sociale della nostra contemporaneità.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una emergenza dovuta a svariati fattori tra cui il progressivo allontanamento dell’uomo dalla terra, attirato da fonti di reddito più vantaggiose, così come il non rispetto della ciclicità delle stagioni e uno sconsiderato sfruttamento delle risorse naturali. Fonte di questi deleteri comportamenti è la bramosia di denaro che rischia di condurre l’uomo all’autodistruzione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’equilibrio della terra</span></em><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> pone già dal titolo l’accento su uno degli aspetti imprescindibili di una condotta responsabile e rispettosa di quelle che sono le risorse naturali del nostro pianeta: l’equilibrio in un armonico agire. Ed è proprio a partire da questo concetto, tanto semplice da comprendere quanto complesso da perseguire, che si snodano le concezioni teoriche e pratiche dei personaggi protagonisti di queste pagine. Da Steiner ad Altieri, passando per Mollison e Fukuoka. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un excursus coinvolgente tra le considerevoli esperienze biografiche e professionali di illustri pensatori che hanno intuito l’importanza di preservare gli equilibri della natura ponendo in essere innovative prospettive. E così, la biodinamica del filosofo viennese Steiner, generata dall’esigenza di penetrare in maniera profonda e totalizzante nel mondo dello spirito, mira a stabilire un legame armonico tra natura ed elemento spirituale, in una fusione panteistica di immanente rilevanza.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma se Steiner focalizza l’attenzione sul congiungimento armonico dell’uomo spirituale allo spirituale dell’universo tramite l’<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">antroposofia, </em>il giapponese Fukuoka promuove la “rivoluzione del filo di paglia” generata dal rispetto del meccanismo di autoregolazione che disciplina i cicli legati all’agricoltura e dalla “non azione” da parte dell’uomo: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La natura in sé è completa, basta servirla perché fornisca all’uomo l’indispensabile per il suo sostentamento. È fondamentale stare nel vuoto, nell’essenza delle cose, attribuendo valore alle cose meno rilevanti come un filo di paglia</em>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il concetto di armonia, legato al senso di equilibrata convivenza, connota anche il pensiero pioneristico del biologo Mollison, noto come “permacultura”. Un sistema volto alla sussistenza che agisce in sinergia con le altre realtà semistanziali quali l’allevamento di animali, la selezione di colture e l’utilizzo del fuoco controllato per regolare i raccolti, in regime di assoluta autosufficienza. E come sostiene Altieri, altro illustre scienziato ricordato in questo importante testo, è necessario rinvenire una giusta interazione tra agricoltura ed ecologia al fine di preservare l’ambiente, poiché la sicurezza alimentare può essere garantita soltanto nel pieno rispetto della biodiversità. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’intelligenza umana sta proprio nel riuscire ad assicurare la sicurezza alimentare senza compromettere quegli equilibri naturali che non devono essere intaccati perché, come ci ricordano gli autori: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quando avremo finito con questo pianeta, non ce ne daranno un altro. Ognuno di noi può iniziare a preservarlo attraverso piccoli gesti di consapevolezza</em>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Consapevolezza, responsabilità, armonia. Questi i precetti fondanti sui quali si basa l’indagine esplorativa di Maria Cristina Cantàfora, Marco Rusconi e Clementina Cantàfora. Autori di un libro che ci riporta al valore intrinseco della terra mediante la riscoperta di quel senso di naturalità che abita la nostra intima essenza.</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F03%2Fabitare-la-natura-in-un-magico-equilibrio-armonico-questa-lessenza-del-libro-di-maria-cristina-cantafora-lequilibrio-della-terra%2F&amp;linkname=Abitare%20la%20natura%20in%20un%20magico%20equilibrio%20armonico%20%E2%80%93%20Questa%20l%E2%80%99essenza%20del%20libro%20di%20Maria%20Cristina%20Cant%C3%A0fora%20%E2%80%9CL%E2%80%99equilibrio%20della%20terra%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F05%2F03%2Fabitare-la-natura-in-un-magico-equilibrio-armonico-questa-lessenza-del-libro-di-maria-cristina-cantafora-lequilibrio-della-terra%2F&#038;title=Abitare%20la%20natura%20in%20un%20magico%20equilibrio%20armonico%20%E2%80%93%20Questa%20l%E2%80%99essenza%20del%20libro%20di%20Maria%20Cristina%20Cant%C3%A0fora%20%E2%80%9CL%E2%80%99equilibrio%20della%20terra%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/03/abitare-la-natura-in-un-magico-equilibrio-armonico-questa-lessenza-del-libro-di-maria-cristina-cantafora-lequilibrio-della-terra/" data-a2a-title="Abitare la natura in un magico equilibrio armonico – Questa l’essenza del libro di Maria Cristina Cantàfora “L’equilibrio della terra”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/03/abitare-la-natura-in-un-magico-equilibrio-armonico-questa-lessenza-del-libro-di-maria-cristina-cantafora-lequilibrio-della-terra/">Abitare la natura in un magico equilibrio armonico – Questa l’essenza del libro di Maria Cristina Cantàfora “L’equilibrio della terra”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Le Celebrazioni Manzoniane partono da Milano il 13 Aprile con “Manzoni 150”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/23/le-celebrazioni-manzoniane-partono-da-milano-il-13-aprile-con-manzoni-150/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-celebrazioni-manzoniane-partono-da-milano-il-13-aprile-con-manzoni-150</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Mar 2023 19:01:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Celebrazioni Manzoniane]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="720" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4.png 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4-225x300.png 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4-585x780.png 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p>
<p>il Progetto Scientifico Nazionale è patrocinato dalla Camera dei Deputati e dal Comune di Milano. Prendono avvio da Milano, in data 13 Aprile 2023 alle ore 18:00 presso il Centro Leonardo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/23/le-celebrazioni-manzoniane-partono-da-milano-il-13-aprile-con-manzoni-150/">Le Celebrazioni Manzoniane partono da Milano il 13 Aprile con “Manzoni 150”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="720" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4.png 720w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4-225x300.png 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/5C5FF4EF-A922-4D92-86E6-2ED015C38BF4-585x780.png 585w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></p><p><b>il Progetto Scientifico Nazionale è patrocinato dalla Camera dei Deputati e dal Comune di Milano.</b></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Prendono avvio da Milano, in data 13 Aprile 2023 alle ore 18:00 presso il Centro Leonardo da Vinci Art Expo in <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Carlo+Torre+n.+24?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BCarlo%2BTorre%2Bn.%2B24?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1679658947326000&amp;usg=AOvVaw3rNlt0VSx8MN0XJklZzFFN" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Carlo Torre n. 24</a>, le Celebrazioni Manzoniane nell’ambito del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Progetto Scientifico Nazionale “Manzoni 150”</strong>. Un Progetto che gode del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Patrocinio della Camera dei Deputati e del Comune di Milano</strong> e che verrà presentato attraverso un tour di eventi su scala nazionale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Progetto Scientifico Nazionale dedicato ad Alessandro Manzoni per celebrarlo a 150 anni dalla morte, ideato e coordinato scientificamente dallo scrittore poeta e saggista <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pierfranco Bruni</strong>, candidato al Nobel per la Letteratura 2023, vede la partecipazione di diverse Associazioni culturali e Istituti scolastici, di ogni ordine e grado, provenienti da varie regioni d&#8217;Italia e gode del patrocinio di Istituti culturali di altissimo livello e prestigio, come il Sindacato Libero Scrittori Italiani di Roma e l&#8217;Associazione Verso un Nuovo Rinascimento APS di Milano.</span></p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Progetto prevede la pubblicazione</span> </strong>di un prestigioso Volume, che verrà pubblicato da Solfanelli Editore. Curatrice del testo è <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Stefania Romito</strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">,</span> giornalista e scrittrice, responsabile letteraria del Nuovo Rinascimento di Milano e responsabile del Sindacato Libero Scrittori con sede a Roma. Al progetto aderiscono docenti di diverse Università e scuole di tutta Italia.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’evento, che si aprirà con i saluti della dott.ssa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rosella Maspero</strong> (Presidente dell’Associazione culturale “Verso un Nuovo Rinascimento” APS), e che sarà coordinato dall’artista <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Davide Foschi</strong>(Vicepresidente e Fondatore dell’Associazione culturale “Verso un Nuovo Rinascimento” APS), vedrà la partecipazione del Prof. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pierfranco Bruni</strong>(candidato al Nobel per la Letteratura 2023 e curatore scientifico del Progetto Scientifico Nazionale “Manzoni 150”), della dott.ssa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Stefania Romito</strong> (giornalista e scrittrice, curatrice del testo del Volume), del prof. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Luca Siniscalco</strong> (docente di Estetica presso l’Università e-Campus e di Filosofia contemporanea presso UniTreEdu Milano), della dott.ssa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Franca De Santis</strong>(Presidente dell’Associaz. Culturale “Terra dei Padri”), dell’editore <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Marco Solfanelli</strong>. I saluti istituzionali saranno a cura del dott. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alan Christian Rizzi</strong> (già Assessore della Regione Lombardia).</span></p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’evento si pone l’obiettivo di<em>  </em>contestualizzare l’opera di Manzoni attraverso un argomentativo percorso che interessa la lingua, la poesia, la tragedia e il romanzo avendo, come punti di riferimento, la visione dell&#8217;italiano e delle forme dialettali, del &#8220;male&#8221; e della &#8220;provvidenza&#8221;, del Romanticismo su linee storiche e filosofiche, del passaggio dalla storia alla metafisica, sul personaggio e sulla avventura dei personaggi dalle tragedie al romanzo. Problematiche che evidenziano spunti innovativi all&#8217;interno dell&#8217;opera mondo di Manzoni nel contesto di un Romanticismo italiano nella cultura europea.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alcuni tra gli Istituti scolastici e accademici partecipanti: Polo Tecnico Scientifico “Brutium” – Cosenza, Polo Liceale “G. Mazzatinti” &#8211; Gubbio (PG), Liceo De Sanctis Galilei &#8211; Manduria (TA), Istituto comprensivo “Casalini” &#8211; San Marzano di San Giuseppe (TA), Università del Salento, UniTre Milano. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Istituti culturali promotori e patrocinanti: Sindacato Libero Scrittori Italiani di Roma, Associazione Verso un Nuovo Rinascimento di Milano, Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”, Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, Istituto di Cultura Letteraria Etnoantropologico Virgilio E Maria Bruni – Caracciolo, I.R.A.L, Ophelia’s friends Cultural Projects, Associazione Culturale “Terra dei Padri”, Comune di San Marzano di San Giuseppe (Ta), Comune di San Lorenzo del Vallo (Cs), Città Metropolitana di Messina, Biblioteca Nazionale di Cosenza, Fondazione Thule Cultura, Premio Letterario Nazionale Troccoli Magna Graecia, Centro di Ricerche e Studi Economici e Sociali per il Mezzogiorno Lauropoli Cs, Parco Letterario Salvatore Quasimodo Roccalumera (Me), Accademia D’onore Centro Studi Delfico, Accademia Tiberina, Edizioni Solfanelli</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ingresso libero.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Per informazioni scrivere a: <a href="mailto:istitutodiculturaletteraria@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">istitutodiculturaletteraria@gmail.com</a></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F23%2Fle-celebrazioni-manzoniane-partono-da-milano-il-13-aprile-con-manzoni-150%2F&amp;linkname=Le%20Celebrazioni%20Manzoniane%20partono%20da%20Milano%20il%2013%20Aprile%20con%20%E2%80%9CManzoni%20150%E2%80%9D" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F23%2Fle-celebrazioni-manzoniane-partono-da-milano-il-13-aprile-con-manzoni-150%2F&#038;title=Le%20Celebrazioni%20Manzoniane%20partono%20da%20Milano%20il%2013%20Aprile%20con%20%E2%80%9CManzoni%20150%E2%80%9D" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/23/le-celebrazioni-manzoniane-partono-da-milano-il-13-aprile-con-manzoni-150/" data-a2a-title="Le Celebrazioni Manzoniane partono da Milano il 13 Aprile con “Manzoni 150”"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/23/le-celebrazioni-manzoniane-partono-da-milano-il-13-aprile-con-manzoni-150/">Le Celebrazioni Manzoniane partono da Milano il 13 Aprile con “Manzoni 150”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>“Diario di un tumore maligno” di Nina Miselli – Un libro che guarisce dall’indifferenza del vivere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/22/diario-di-un-tumore-maligno-di-nina-miselli-un-libro-che-guarisce-dallindifferenza-del-vivere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=diario-di-un-tumore-maligno-di-nina-miselli-un-libro-che-guarisce-dallindifferenza-del-vivere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 19:24:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di un tumore maligno”]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Nina Miselli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Diario di un tumore maligno, il nuovo libro di Nina Miselli, è un viaggio nelle emozioni sommerse tra scavi di afflizioni e rinvenimenti di speranze. Un racconto-verità connotato da una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/22/diario-di-un-tumore-maligno-di-nina-miselli-un-libro-che-guarisce-dallindifferenza-del-vivere/">“Diario di un tumore maligno” di Nina Miselli – Un libro che guarisce dall’indifferenza del vivere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/706FC501-F9A5-4A20-A312-024EA16CC5BD-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Diario di un tumore maligno</i>, il nuovo libro di Nina Miselli, è un viaggio nelle emozioni sommerse tra scavi di afflizioni e rinvenimenti di speranze. Un racconto-verità connotato da una istantanea linearità narrativa, come immediato sa essere il dolore nel suo tragico disvelamento.</p>
<p>L’autrice, la cui creatività letteraria abbiamo imparato ad amare attraverso i suoi innumerevoli lavori letterari e poetici, spiazza il lettore con una pubblicazione che sa di verità. L’implacabilità dell’esistenza penetra queste pagine intrise di una moltitudine di sentimenti che calamitizza in una inesorabile empatia. Il sospetto di una malattia, che affonda i lancinanti tentacoli in una quotidianità minacciata, troverà piena agnizione nella voce alienata di un medico che cela ogni traccia di umanità.</p>
<p>L’autrice-personaggio racconta e si racconta in un diario in cui la sofferenza non è mai disperazione ma sempre fiduciosa aspettazione. Lo sconcerto iniziale confluisce nella forza di una battaglia che deve essere vinta. Per se stessi. Per gli altri. Per coloro che si hanno accanto, il cui sostegno è acqua pura di fonte.</p>
<p>In questo libro-coraggio l’autrice delinea un ritratto realistico di una malattia che giunge inaspettata e che trasforma la serena felicità in un catastrofico vivere. A colpire è la modalità di narrazione che riesce a oltrepassare ogni scudo emotivo per giungere nel vivo di un sentimento che diventa condivisione.</p>
<p>Il senso del tragico, come esperienza biografica che incide laceranti tagli nel profondo dell’anima, è parte integrante della sperimentazione letteraria di Nina Miselli già presente in libri quali <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vite spezzate</i> e <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">T</i><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ra la vita e la morte</i>. Testimonianze di un vissuto che attraversano la fatalità per approdare a un eterno in cui la speranza è infinitudine.</p>
<p>Ma come ricorda l’autrice, ogni malattia ha il potere di rendere fragili nelle intime insicurezze scaraventandoci nel gorgo muto le cui pareti scivolose ostacolano ogni tentativo di risalita.</p>
<p>Un drammatico libro dove è il tempo a dominare e a scandire la discesa agli inferi in cui sgomento e tormento annientano ogni fiducia estrema, mentre il mondo incurante prosegue il suo avvicendamento esistenziale dal quale ci si sente avulsi. Ed è il senso di estraniamento ad accrescere un’angoscia devastante che rende inermi nell’inerzia, in una bulimia di sentimenti che non conosce alcun temporaneo appagamento.</p>
<p>Ma questo labirintico avvilimento possiede una prodigiosa sublimità, come l’autrice ci ricorda. Perché è proprio nella sofferenza che rinveniamo la più illuminante delle lezioni in grado di dare senso al tutto, perfino al dolore. È nel momento in cui si rischia l’ineluttabile allontanamento dalla terrena realtà che si comprende l’autenticità esistenziale di ogni singolo frammento di istante. Inverosimilmente, è proprio la morte a farci sentire vivi e parte integrante di un cosmico sentire.</p>
<p>Questo Nina Miselli lo sa, depositaria di un intreccio di esperienze che rinvengono nell’abbraccio universale la loro estatica attuazione.</p>
<p><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Diario di un tumore maligno</i>. Un libro che guarisce dall’indifferenza del vivere.</p>
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		<title>Milano omaggia la poesia di Antonia Pozzi con una targa</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/11/15/milano-omaggia-la-poesia-di-antonia-pozzi-con-una-targa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=milano-omaggia-la-poesia-di-antonia-pozzi-con-una-targa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Nov 2022 17:48:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antonia Pozzi]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Milano omaggia la poetessa Antonia Pozzi con una targa apposta sulla facciata della casa dove visse con la famiglia in via Mascheroni 23. La targa è stata finanziata dalla famiglia&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/11/DAA0097E-C370-49D8-A31A-CA2BAC3B631C-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Milano omaggia la poetessa Antonia Pozzi con una targa apposta sulla facciata della casa </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dove visse con la famiglia in <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Mascheroni+23?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMascheroni%2B23?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1668604780215000&amp;usg=AOvVaw2apCJlKmwt5CidZCf8yQ5x" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Mascheroni 23</a>. La targa è stata finanziata dalla famiglia Chiatti di Viterbo. L’inaugurazione, che si è tenuta sabato 12 novembre, è stata patrocinata dal Comune di Milano.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Antonia Pozzi, nata a Milano il 13 febbraio del 1912, decise di porre fine alla sua giovane vita assumendo una dose eccessiva di barbiturici. Era il 3 dicembre del 1938. Come Cesare Pavese, visse la poesia </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">come tragica confessione nel racconto del diario dell’esistere. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una poetessa che ha vissuto la visione culturale e letteraria che faceva dell&#8217;estetica una filologia di ricerca esistenziale. Lei, infatti, interiorizza l’estetica di Antonio Banfi, suo docente all’Università, proiettandola all&#8217;interno del linguaggio lirico. Ma nei suoi versi si rinviene anche quella desolante e inquietante lezione che si vive in Eliot, Joyce e Kafka.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una creatività dolce e appassionata,  quella di Antonia Pozzi, ma al tempo stesso straziante e angosciante in cui il  tempo diventa labirintico, avvolto nella nube di un malinconico senso dell’onirico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mentre tu dormi/le stagioni passano/sulla montagna./La neve in alto/struggendosi dà vita/al vento:/dietro la casa il prato parla,/la luce/beve orme di pioggia sui sentieri./Mentre tu dormi/anni di sole passano/fra le cime dei làrici/e le nubi.</span></em></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Antonia Pozzi. Cesare Pavese. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Due sensibilità affini che vivono la poesia come contemplazione disperante del sublime radicato in un crepuscolarismo ermetico inciso nelle pareti dell&#8217;anima.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Antonia Pozzi verrà insignita del prestigioso “Premio del Festival del Nuovo Rinascimento 2022”, in occasione dei 110 anni dalla nascita. Durante la serata di assegnazione del Premio verrà mostrato un contributo video dedicato alla poetessa dal titolo: &#8220;Antonia Pozzi &#8211; Una poesia un viaggio&#8221; che gode del commento critico dello scrittore e poeta Pierfranco Bruni (già candidato al Nobel per la Letteratura). Il video è stato realizzato in collaborazione con il Centro Studi e Ricerche &#8220;Francesco Grisi&#8221; nell&#8217;ambito del progetto “Etnie e Letteratura” del Mibac, curato da Pierfranco Bruni.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">All’inaugurazione a Milano h</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">anno preso parte una trentina di persone tra cui suor Onorina Dino, curatrice nativa degli scritti pozziani, Graziella Bernabò, Guido Agostoni, Marco Dalla Torre, Nicoletta Orlandi, Gabriella Pizzala, padre Gianni Criveller, Paolo Cognetti, Elisabetta Vergani, Aglaia Zannetti, Luisa Cozzi, padre Elia Spezzano.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’attrice Aglaia Zannetti ha letto la poesia Sgorgo (i cui primi versi sono stati incisi sulla targa commemorativa), Un destino, Le donne, Via dei Cinquecento, chiudendo con Prati, dopo l’intervento di Guido Agostoni, già sindaco di Pasturo e ora delegato alla Cultura dell’amministrazione comunale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dopo il saluto di Mascia Chiatti, figlia dei donatori, hanno preso la parola Elena Buscemi, Presidente del Consiglio Comunale, ed Elena Lattuada, Delegata alle Pari opportunità di genere. L’evento ha goduto anche della presenza di Luca Gibillini, Responsabile unità relazioni istituzionali con la città – Gabinetto del Sindaco.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Particolarmente intensi ed emozionanti sono stati gli interventi di suor Onorina Dino, di Graziella Bernabò, biografa pozziana, e di Giuseppe Chiatti che ha letto la poesia “3 dicembre,” scritta da Vittorio Sereni in ricordo dell’amica poetessa.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il gioiello – antropologico strumento di seduzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 23:12:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Gioiello]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Da sempre il gioiello è concepito come fondamentale strumento di seduzione e di fascino. Alleato incontrastato della bellezza femminile, ha acquisito nel corso del tempo variegate espressioni divenendo simbolo di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/A7505FED-0EAD-4CF5-A4AF-E53523F9B46A-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Da sempre il gioiello è concepito come fondamentale strumento di seduzione e di fascino. Alleato incontrastato della bellezza femminile, ha acquisito nel corso del tempo variegate espressioni divenendo simbolo di conoscenza della storia delle civiltà.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Per le donne africane l’abbellimento mediante gioielli rientra nell’ambito di una concezione rituale dai molteplici significati simbolici che contemplano eredità e identità, nell’ottica di una visione prettamente antropologica. Vero e proprio sublimatore di sensualità, il gioiello non riveste soltanto l’importante ruolo di ornamento estetico e di strumento di seduzione, tramite la trasmissione alchemica di sensazioni, emozioni e desideri, ma si fa disvelatore della storia di un determinato popolo, testimoniando un modo di vivere e di concepire l’esistenza.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alcuni monili si arricchiscono anche di uno spiccato valore terapeutico come i tanfuk, i piccoli triangoli in pietra di cornalina portati al collo dalle donne Tuareg in Africa, considerati un rimedio miracoloso contro le malattie del sangue. Gioielli il cui significato si lega in maniera indissolubile alla tribù di appartenenza, facendosi portatore di tradizioni e indicatore di casta sociale e acquisendo valori differenti a seconda delle circostanze in cui vengono sfoggiati.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ornamenti semplici ed elaborati formati da piume, corniola o quarzo, destinati a primeggiare nei rituali di matrimonio in quanto simbolo di fertilità o a divenire corollario a corpi danzanti, grazie al loro presunto potere afrodisiaco, in un seducente gioco di sguardi tra uomini e donne.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gingilli estetici che possono assumere valori contrastanti per le varie culture, come il cosiddetto “piatto labiale” (in legno, terracotta o avorio) utilizzato in alcune tribù dell’Etiopia dalle donne nubili prossime al matrimonio.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un oggetto dal forte significato antropologico in una visione metaforica di rinforzo della bocca in quanto strumento di trasmissione di parole e tradizioni, oltre a indicare lo status sociale della donna, alludendo alla disponibilità della dote da offrire al futuro marito.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Legati a un fattore prettamente estetico sono gli anelli che ornano il collo delle donne-giraffa, appartenenti alla tribù dei Padaung in Birmania. La leggenda narra che gli spiriti dei Karen, per punire gli insolenti Padaung, aizzarono contro le loro donne le tigri più feroci. Da allora gli uomini della tribù iniziarono a proteggere dai morsi dei felini il collo delle donne facendo loro indossare grossi anelli d’oro. Nel corso del tempo il ruolo di difesa attribuito agli anelli  ha lasciato il posto a una motivazione del tutto ornamentale.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Diverso significato e uso, rispetto al gioiello, ha la maschera. Considerevole elemento di alto valore simbolico nella cultura dei popoli africani. Oggetti tradizionali dal forte contenuto spirituale, attribuiscono uno speciale status sociale e vengono esibiti durante le danze o nei riti religiosi e magici. Chi indossa una maschera viene privato della sua identità e trasformato in una sorta di “medium” tramite il quale gli abitanti del villaggio possono comunicare con i defunti, le divinità e gli altri spiriti della natura.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">É per questo motivo che le danze mascherate acquistano una funzione propiziatoria in riti cerimoniali come i matrimoni, i funerali e le feste del raccolto. Per l’intrinseco significato spirituale attribuito alla maschera, soltanto a pochi membri della società è permesso indossarle, soprattutto agli anziani e alle persone di alto rango, come i capi tribù e gli stregoni. Spesso le maschere di maggior prestigio sono quelle associate agli spiriti dei re defunti.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le maschere africane richiamano sovente la forma del muso di un particolare animale che viene simboleggiato in maniera stilizzata poiché se ne rappresenta lo spirito e non la fisicità. Un esempio emblematico è costituito da quelle particolari maschere, diffuse tra i Bwa del Burkina Faso, ritraenti gli spiriti volanti della foresta. Siccome questi spiriti sono privi di aspetto esteriore, la maschera si presenta con una forma geometrica del tutto astratta.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ogni maschera ha il proprio stilema che codifica una specifica tradizione simboleggiante una peculiare virtù. Ciascuna etnia possiede un tipico tratto distintivo che viene evocato. Gli occhi socchiusi delle maschere dei Senefou della Costa d’Avorio rimandano all’autocontrollo, alla pace interiore e alla pazienza. In Sierra Leone occhi e bocca di piccole dimensioni riconducono all’umiltà, mentre la fronte sporgente è indicatore di saggezza.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oltre agli animali, uno dei soggetti più utilizzati nelle maschere africane è la donna, raffigurata anch’essa in forma stilizzata in relazione all’ideale di bellezza femminile comune a ogni cultura. Singolari maschere portatrici di compositi significati legati alle prerogative esistenziali di una caratteristica identità. Le maschere femminili dei Punu del Gabon tendono ad enfatizzare le ciglia arcuate e gli occhi a mandorla, oltre al mento sottile, riproducendo anche i gioielli ornamentali tradizionali. Altre maschere femminili, invece, sottolineano aspetti quali la fertilità mediante la rappresentazione di parti anatomiche della donna, come il seno reso cadente dall’allattamento.</p>
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		<title>Teodolinda Rosica, una esploratrice dell&#8217;anima nel poetico conflitto del sé</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Oct 2022 03:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Teodolinda Rosica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/868A176D-8AB9-4D7B-8200-BCE79C0E4982.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/868A176D-8AB9-4D7B-8200-BCE79C0E4982.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/868A176D-8AB9-4D7B-8200-BCE79C0E4982-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/868A176D-8AB9-4D7B-8200-BCE79C0E4982-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/868A176D-8AB9-4D7B-8200-BCE79C0E4982-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>Una raccolta lirica in cui emerge con passione il tema del doppio nell’invito che l’autrice rivolge a se stessa di “mettersi a nudo” in un dialogo interiore che vede la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em>Una raccolta lirica in cui emerge con passione il tema del doppio nell’invito che l’autrice rivolge a se stessa di “mettersi a nudo” in un dialogo interiore che vede la coscienza essere unica spettatrice della propria intima essenza.</em></p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Se la poesia è perpetua emozione nel vorticoso turbinio esistenziale, ha assolto al suo più nobile intendimento divenendo appagante strumento di condivisione empatica.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Così è la poetica di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Teodolinda Rosica </strong>custodita nella silloge <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sottopelle il sale</em></strong>(edita da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Kolibris, </strong>estratto di tre volumi) che rivela, nel suo esordio editoriale, coinvolgenti suggestioni.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una raccolta lirica in cui emerge con passione <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il tema del doppio</strong> nell’invito che l’autrice rivolge a se stessa di “mettersi a nudo” in un dialogo interiore che vede la coscienza essere unica spettatrice della propria intima essenza.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-60652 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/1BA7F8B0-BC2C-4D33-AD32-920C824E7C73-210x300.jpeg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/1BA7F8B0-BC2C-4D33-AD32-920C824E7C73-210x300.jpeg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/1BA7F8B0-BC2C-4D33-AD32-920C824E7C73.jpeg 425w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una intrigante conversazione al cospetto di un altro da sé che cela, dietro un <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sipario</em>, la facciata di un perbenismo conformante. Una intrinseca presenza esteriore che colloquia con quella interiore in un discorso conflittuale di misterioso fascino che mostra ferite e debolezze: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ignota la tua età, la mia… rammendata mille volte</em>».</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Seppur lacerante, la conoscenza interiore in Teodolinda Rosica è sempre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esigenza di vita</strong>: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è il momento di mostrare i miei fondali laceri, di trovare abissi nell’intersezione fra me e la pazzia</em>» e confluisce nel suggerimento a far emergere la parte creativa di sé, l’unica che può ridare un senso al Tutto e che può condurre a una autenticità esistenziale. Un tema, questo, tanto caro alla poetessa e ribadito con partecipazione: la rivendicazione all’espressione artistica per mezzo della parola poetica vissuta come sublimazione di emozioni al cospetto di colui che non “comprende”, perché intrappolato in una gabbia mentale che preclude l’accesso alla magia del vivere.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La poetessa sa che disvelare la dimensione artistica immanente può salvare dagli orrori della vita e accompagnare nel percorso iniziatico verso la luce salvifica e redentrice attraverso la poesia che funge da stimolo propulsore di elevazione morale e spirituale, privilegiato veicolo per il magico Altrove. Una dimensione in cui tutto è Vita, dove si desidera essere raggiunti per una condivisione panica dei sensi. Una esperienza inclusiva tra inedite atmosfere spirituali che confluiscono in un linguaggio metafisico-realistico di grande originalità.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">notte</strong>, presenza costante della silloge, diventa una dimensione elettiva in cui i sogni-pensieri si vestono di straordinarietà per apparire potenzialmente reali. Condizione temporale che consente all’anima di liberarsi dai suoi vincoli per poter finalmente viaggiare nel cielo dell’eterno. Legami percepiti come fili che se da un lato ancorano al reale, dall’altro creano estatici nodi di passioni «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ho visto te, ho congiunto due fili, ho creato un nodo in gola</em>». Il “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">filo</strong>”, nella poetica della Rosica, lega sentimenti, emozioni, ricordi… Come un aquilone vola nel cielo infinito, pur restando ancorato alla terra.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le liriche di Teodolinda Rosica celano un perpetuo afflato universale nel rivendicare la propria appartenenza a una natura “imperfetta” che ne esalta l’individualità. La poetessa sa che la non omologazione è figlia della creatività e che è la fantasia a renderci intrinsecamente liberi: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ho rotto un vaso, ho rovesciato il vino, mi sono sporcata… mentre guardavo il cielo</em>».</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’empito poetico della Rosica raggiunge il suo sublime acme nella manifesta volontà di reclamare il diritto ai valori fondanti dell’esistenza mediante una esacerbante istantanea del reale che denuncia l’autodistruzione dell’umano. Quel ciclo ineluttabile della vita che, come un’onda, lambisce le sponde del gorgo muto. L’autrice sa che l’attesa premierà.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una pazienza che è testimonianza vivida della inesorabilità della ciclicità di un tempo che non è solo un trascorrere temporale, bensì cronologia emozionale. Liriche in cui sovente si affaccia il tema della sopprimibilità del sogno inteso come miraggio d’anima da parte di un “sistema” che annega desideri e genialità nella glacialità del suo mare.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Anche l’incontro carnale con l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">amore</strong> viene rappresentato con una sensualità lirica che rinviene, nel disorientamento di sensi, la sublimità di un sentimento. L’abbandono nell’altro da sé, fisico o metafisico, confluisce in una complicità interiore che ha valore di unicità. Un impulso che a tratti appare padrone assoluto emarginando ogni esigenza mentale. Una carnalità dell’anima che vive nella perenne attesa di essere appagata e nella piena cognizione della disillusione.</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma l’amore, nei versi della Rosica, è anche in grado di rendere “bella” ogni cosa con il suo potere debilitante e invalidante che evapora ogni dignità trasformandosi in arma distruttiva: «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Perdonati se per amore ti sei lasciata scaraventare nel vento, riaprire le cicatrici una a una e sbattere sull’altare della supplica</em>».</p>
<p align="left" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un’autrice, una poetessa, in grado di trasformare il verso in una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">conoscenza immersiva</strong>, in cui la difficoltà dell’essere viene espressa tramite immagini contrastanti dal forte potere evocativo e simbolico.</p>
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