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	<title>Tiziana Santoro, Autore presso lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Real Cittadella di Messina, la fortezza borbonica candidata ai “Luoghi del Cuore” del FAI 2026</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/28/real-cittadella-di-messina-la-fortezza-borbonica-candidata-ai-luoghi-del-cuore-del-fai-2026/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=real-cittadella-di-messina-la-fortezza-borbonica-candidata-ai-luoghi-del-cuore-del-fai-2026</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tiziana Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fai]]></category>
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		<category><![CDATA[real cittadella di Messina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-Messina-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-Messina-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-Messina-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-Messina-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La storica fortezza spagnola della Penisola di San Raineri candidata ai “Luoghi del Cuore” del FAI Fondo per l&#8217;Ambiente Italiano. Il comitato promotore punta sulla partecipazione della città per riportare&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>La storica fortezza spagnola della Penisola di San Raineri candidata ai “Luoghi del Cuore” del FAI Fondo per l&#8217;Ambiente Italiano. Il comitato promotore punta sulla partecipazione della città per riportare al centro il recupero della Cittadella e la riqualificazione della strategica area del porto e dello Stretto di Messina. Si vota fino al 15 dicembre 2026: modalità e link per sostenere la candidatura</em></p>
<p>MESSINA, 27 sett. 2926– La campagna per la <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/real-cittadella-di-messina-fortezza-spagnola?ldc=">Real Cittadella</a> di Messina entra nel vivo. La fortezza della Penisola di San Raineri è candidata alla <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/real-cittadella-di-messina-fortezza-spagnola?ldc=">XIII edizione de “I Luoghi del Cuore”</a>, il censimento nazionale promosso dal <a href="https://fondoambiente.it/luoghi/real-cittadella-di-messina-fortezza-spagnola?ldc="><strong>FAI</strong> Fondo Ambiente Italiano</a> in collaborazione con Intesa Sanpaolo. A sostenerne la candidatura è il comitato “<strong>Amici della Real Cittadella</strong>”, impegnato nella raccolta dei voti e nella sensibilizzazione della città sul valore storico e sul futuro del complesso.<br />
Il comitato riunisce cittadini, esponenti del mondo della cultura e dell’informazione e sta progressivamente ampliando la rete di adesioni. <strong>Referente del progetto</strong> è <strong>Rosa Maria Lucifora, </strong>messinese, docente di latino all’Università della Basilicata, impegnata insieme al gruppo nel coinvolgimento di scuole, istituzioni e cittadini. <strong>Tra i 20 componenti del comitato </strong>spontaneo figura il giornalista <strong>Domenico Interdonato</strong>, che partecipa alle attività di sensibilizzazione e alla campagna per la raccolta dei voti.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-115645" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-di-Messina-candidata-FAI-2026-504x1024.jpg" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-di-Messina-candidata-FAI-2026-504x1024.jpg 504w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-di-Messina-candidata-FAI-2026-148x300.jpg 148w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-di-Messina-candidata-FAI-2026-768x1562.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-di-Messina-candidata-FAI-2026-755x1536.jpg 755w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-di-Messina-candidata-FAI-2026.jpg 987w" alt="" width="504" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Il lavoro del gruppo si sviluppa anche attraverso il coinvolgimento degli istituti scolastici e il dialogo con le istituzioni che operano nella Zona Falcata. <strong>L’obiettivo</strong> è riportare la Real Cittadella nella conoscenza quotidiana dei messinesi e trasformare la campagna del FAI in un’occasione concreta per riaprire il <strong>tema del suo recupero</strong>.<br />
La <strong>Cittadella</strong> porta con sé una storia strettamente legata alle vicende politiche e militari della città. <strong>Fu voluta dagli Spagnoli</strong> dopo la rivolta messinese del <strong>1674-1678</strong> e progettata dall’architetto <strong>Carlos de Grunenbergh</strong>. Nel 1735, con l’ascesa di <strong>Carlo di Borbone</strong>, entrò nel sistema militare della monarchia borbonica.<br />
<strong>La sua storia si intreccia quindi con quella del Regno delle Due Sicilie. </strong>Nel <strong>1848</strong>, durante la rivoluzione siciliana, la <strong>Cittadella rimase nelle mani dell’esercito borbonico</strong> e fu utilizzata per il bombardamento della città. <strong>Dopo l’ingresso di Garibaldi a Messina, </strong>il <strong>27 luglio 1860</strong>, divenne <strong>l’ultimo grande presidio borbonico rimasto in Sicilia</strong>. La guarnigione comandata dal generale <strong>Gennaro Fergola</strong> resistette fino al <strong>12 marzo 1861</strong>, quando la fortezza si <strong>arrese</strong> alle truppe piemontesi del generale <strong>Enrico Cialdini.</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" class="wp-image-109795" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/real-cittadella-messina.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/real-cittadella-messina.jpg 800w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/real-cittadella-messina-300x150.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/real-cittadella-messina-768x384.jpg 768w" alt="" width="800" height="400" /></figure>
</div>
<p>È anche questa stratificazione storica a essere riportata all’attenzione della città attraverso la candidatura al censimento FAI.</p>
<p><strong>Il comitato punta a trasformare la raccolta dei vot</strong>i in un’occasione concreta per <strong>far conoscere la Real Cittadella e riportare il suo recupero nel dibattito pubblico.</strong><br />
Importante il <strong>coinvolgimento</strong> delle <strong>scuole</strong>. Diversi istituti messinesi hanno aderito alla campagna, coinvolgendo studenti e comunità scolastiche nella conoscenza di un bene storico che appartiene al paesaggio della città.<br />
Sul fronte istituzionale è arrivato il sostegno <strong>dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto</strong>. Il <strong>presidente</strong> avvocato <strong>Francesco Rizzo </strong>ha <strong>invitato</strong> cittadini, istituzioni e associazioni a sostenere la candidatura, collegandola alla più ampia prospettiva di valorizzazione della <strong>Zona Falcata</strong>.<br />
La posizione della fortezza rende infatti strettamente collegati il suo recupero e il futuro dell’area portuale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img decoding="async" class="wp-image-115648" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-porto-zona-fakcata-Messina-.jpg" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-porto-zona-fakcata-Messina-.jpg 660w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Real-Cittadella-porto-zona-fakcata-Messina--300x173.jpg 300w" alt="" width="660" height="380" /></figure>
</div>
<p><strong>La Real Cittadella si trova sulla Penisola di San Raineri</strong>, all’ingresso del porto storico, in un punto<strong> strategico per il controllo dello Stretto.</strong> Il complesso, segnato dal degrado e dalle trasformazioni intervenute nel tempo, conserva strutture e testimonianze di grande rilievo storico.<br />
<strong>La campagna FAI si</strong> inserisce così in una fase nella quale la <strong>Zona Falcata è interessata da interventi di bonifica e da programmi di riqualificazione</strong>. Per il comitato, il <strong>voto</strong> rappresenta il primo strumento per rafforzare l’attenzione sulla Real Cittadella e mantenere aperta la prospettiva di un suo recupero.<br />
Le votazioni resteranno aperte fino al 15 dicembre 2026. <strong>Il comitato “Amici della Real Cittadella” invita i messinesi e quanti hanno a cuore la storia della città a sostenere con il proprio voto la candidatura sul sito del FAI.</strong></p>
<p><strong><mark class="has-inline-color">Per votare cliccare il seguente link </mark></strong><a href="https://fondoambiente.it/luoghi/real-cittadella-di-messina-fortezza-spagnola?ldc=">https://fondoambiente.it/luoghi/real-cittadella-di-messina-fortezza-spagnola?ldc=</a></p>
<p>Raggiungere un numero significativo di preferenze significa rafforzare l’attenzione su un luogo oggi ancora in attesa di recupero e valorizzazione.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
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		<title>BIANCA GARUFI: alla conquista di una prosa incendiaria</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/25/bianca-garufi-alla-conquista-di-una-prosa-incendiaria/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bianca-garufi-alla-conquista-di-una-prosa-incendiaria</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Tiziana Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Sep 2026 11:19:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="648" height="334" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi-saggio-di-Marialaura-Simeone-.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi-saggio-di-Marialaura-Simeone-.jpg 648w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi-saggio-di-Marialaura-Simeone--300x155.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi-saggio-di-Marialaura-Simeone--585x302.jpg 585w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /></p>
<p>Saggio critico di Marialaura Simeone, pubblicato da Les Flâneurs Edizioni nella collana «Le innominate», è stato proposto al Premio Strega 2026 da Giuseppe Lupo. Il volume attraversa la personalità e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/25/bianca-garufi-alla-conquista-di-una-prosa-incendiaria/">BIANCA GARUFI: alla conquista di una prosa incendiaria</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Saggio critico di Marialaura Simeone, pubblicato da Les Flâneurs Edizioni nella collana «Le innominate», è stato proposto al Premio Strega 2026 da Giuseppe Lupo. Il volume attraversa la personalità e la scrittura di Bianca Garufi, il rapporto con Cesare Pavese e il romanzo Un fuoco grande, restituendo centralità alla sua voce di scrittrice, poetessa e intellettuale, già riconosciuta per il suo valore, oltre le letture imposte dal patriarcato letterario</em></p>
<p>di Tiziana Santoro</p>
<p><strong>Marialaura Simeone</strong> ha impreziosito la collana “Le innominate”, a cura di <em><strong>Les Flâneurs Edizioni</strong></em>, con un inedito <strong>saggio critico </strong>dedicato<strong> a Bianca Garufi</strong> uscito il 16 gennaio è stato proposto al <strong>Premio Strega 2026</strong> da Giuseppe Lupo.</p>
<p>Per l’occasione la professoressa Simeone ha scelto un titolo evocativo “<em><strong>Un fuoco grande</strong>”</em>, citando espressamente il <strong>romanzo</strong> scritto a quattro mani da <strong>Cesare Pavese</strong> e da <strong>Bianca Garufi.</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-115368" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Fuoco-grande-Cesare-Pavese-bianca-Garufi-1959-679x1024.jpg" sizes="(max-width: 679px) 100vw, 679px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Fuoco-grande-Cesare-Pavese-bianca-Garufi-1959-679x1024.jpg 679w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Fuoco-grande-Cesare-Pavese-bianca-Garufi-1959-199x300.jpg 199w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Fuoco-grande-Cesare-Pavese-bianca-Garufi-1959-768x1158.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Fuoco-grande-Cesare-Pavese-bianca-Garufi-1959-1018x1536.jpg 1018w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Fuoco-grande-Cesare-Pavese-bianca-Garufi-1959-1358x2048.jpg 1358w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Fuoco-grande-Cesare-Pavese-bianca-Garufi-1959.jpg 1525w" alt="" width="679" height="1024" /></figure>
</div>
<p><strong>L’opera</strong> è stata <strong>concepita</strong> tra la fine del ’<strong>45 e l’inizio del ’46</strong> e pubblicata <strong>postuma</strong> nel <strong>1959</strong> su iniziativa di <strong>Italo Calvino</strong> per omaggiare l’amico Cesare nel decennale della sua morte per suicidio. Lo stesso Calvino aveva presentato al pubblico <em>Un fuoco grande</em> come un’opera inedita di Cesare Pavese, adombrando Bianca Garufi, confinandola al ruolo di amica del più illustre poeta.</p>
<p>Italo Calvino aveva intuito lo sperimentalismo di questo “romanzo partecipato” in cui confluiscono i pensieri e le personalità dei protagonisti Gianni e Silvia, ma anche si manifestano le diverse sensibilità dei celebri amanti. In merito allo stile, si avverte la distanza che intercorre tra il più esperto Pavese e una sfidante e acerba Garufi, incline a rapportarsi alla pari con il celebre scrittore.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-115363" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-farufi-fuoco-grande-di-Marialaura-Simeone-.jpg" sizes="(max-width: 645px) 100vw, 645px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-farufi-fuoco-grande-di-Marialaura-Simeone-.jpg 645w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-farufi-fuoco-grande-di-Marialaura-Simeone--214x300.jpg 214w" alt="" width="645" height="906" /></figure>
</div>
<p><strong>Marialaura Simeone, attraverso la sua narrazione</strong>, compie una missione politica: tentare il superamento di quel “<strong>patriarcato letterario</strong>”, che fatica a riconoscere e forse anche ad intuire la complessità artistica delle donne.</p>
<p><strong>Quasi totalmente assenti nei libri di letteratura, </strong>poco celebrate, in certe situazioni addirittura dimenticate, le “innominate” sono al massimo muse, amanti, protette e ancelle dei più celebri colleghi.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-110097" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Garufi-bianca-Cesare-pavese-1024x576.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Garufi-bianca-Cesare-pavese-1024x576.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Garufi-bianca-Cesare-pavese-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Garufi-bianca-Cesare-pavese-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Garufi-bianca-Cesare-pavese-678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Garufi-bianca-Cesare-pavese.jpg 1061w" alt="" width="1024" height="576" /><figcaption class="wp-element-caption">Bianca Garufi – Cesare Pavese</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Basta uno sguardo al carteggio intercorso</strong> tra Bianca Garufi e Cesare Pavese per capire che <em>“la bellissima coppia discorde”</em> non subisce il condizionamento di alcuna soggezione psicologica della Garufi nei confronti di Pavese. Nonostante qualche slancio paternalistico del poeta, emerge la personalità di una donna che non si armonizza, né è disposta a sintonizzarsi sulle frequenze dell’ amante.</p>
<p>Bianca Garufi non rinuncia ad essere in tutto e per tutto se stessa.</p>
<p><strong>Lo stesso Pavese nel suo carteggio esalta il “caos vitale” di Bianca </strong>come fonte di amore per la vita.</p>
<p>Nell’ottavo capitolo di un Fuoco Grande, la complessità della sensibilità della Garufi è affidata a Silvia: <em>falco immobile nell’aria, chiusa, oscurata, un pozzo nero.</em> Ancestrale come la sua terra, mistica, avvolta da un’aurea di mistero, si nutre dei segreti dell’esistenza, cammina sul baratro della morte, si autodetermina attraverso la conflittualità con la madre e respinge con gelido distacco il dolore per un figlio mai riconosciuto.</p>
<p><strong>La prosa della Garufi</strong>, certamente differiva dallo stile razionale, solido e analitico del coprotagonista Gianni, alterego di Pavese, perché era più intimamente connessa alla sua personalità: evocativa, introspettiva, passionale, in perenne ricerca di uno scontro emotivo attraverso cui autodeterminare se stessa. La divergenza di stile tra i due autori è l’espressione di quella discordia che pone su piani differenti la complessità di genere nella sua manifestazione più estrema.</p>
<p>La struttura narrativa anch’essa procede per capitoli alterni, sullo sfondo di due paesaggi anch’essi antitetici: la metropoli con il suo ordine e la disciplina, Maratea avvolta dalla violenta espressività del suo paesaggio aspro.</p>
<p><strong>Rigoroso Gianni e istintiva Silvia si osservano</strong> e rimandano all’altro ogni riflesso di sé, attraverso il dialogo emergono il piglio investigativo del primo e la contrastante oscurità interiore dell’altra.</p>
<p>Gli autori  in un gioco di ruoli provano a proiettarsi l’uno nella dimensione dell’altra e procedono nella stesura a quattro mani inviandosi, per corrispondenza, i singoli capitoli.</p>
<p>Quando la dissonanza è giunta al culmine, qualcosa tra i due si è irrimediabilmente rotta. La collaborazione si arresta all’undicesimo capitolo.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-109765" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Bianca-Garufi.jpg" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Bianca-Garufi.jpg 631w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/06/Bianca-Garufi-223x300.jpg 223w" alt="" width="631" height="847" /></figure>
</div>
<p>Diversi anni dopo Bianca Garufi ha seguito la sua strada: non più amante di Cesare Pavese, ma poetessa, scrittrice, traduttrice, psicanalista e femminista dallo spiccato carisma e talento.</p>
<p><strong>Fuoco grande non ha mai smesso di alimentare la fiamma della creatività della Garuf</strong>i, che ha deciso di riappropriarsene, proseguendone lo sviluppo da sola. Così è nato il romanzo <em><strong>Fossile</strong></em>, in cui le voci dei protagonisti sono entrambe affidate a lei. <strong>Poco lusinghiero il giudizio di Calvino</strong> che liquida l’opera con l’espressione “tranquilla mediocrità”.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-115371" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi--918x1024.jpg" sizes="(max-width: 918px) 100vw, 918px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi--918x1024.jpg 918w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi--269x300.jpg 269w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi--768x856.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/09/Bianca-Garufi-.jpg 955w" alt="" width="918" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Difficile intuire cosa abbia urtato la sensibilità del critico, probabilmente l’atto compiuto dalla <strong>Garufi</strong> di sostituirsi a Pavese nella riscrittura dei dialoghi di Gianni, sarà apparsa irriverente e inopportuna. Tuttavia è proprio questa la cifra distintiva di Bianca Garufi: buttarsi a capofitto in questo forte sentire, in un sentire incendiario che l’ha condotta alla conquista di una prosa personale, appassionata, a tratti spigolosa, meritevole di attenzione e riconoscimento di stima.</p>
<p>Photo cover: Bianca Garufi; Marialaura Simeone; volume</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
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		<title>Be.ArtFiera d’Arte Contemporanea 2026 al Castello di Belgioioso in provincia di Pavia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Tiziana Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Sep 2026 16:19:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Be.Art – Fiera d’Arte Contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Castello di Belgioioso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="606" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Be.ArtFiera-dArte-Contemporanea-2026-606x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Be.ArtFiera-dArte-Contemporanea-2026-606x381-1.jpg 606w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Be.ArtFiera-dArte-Contemporanea-2026-606x381-1-300x189.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/Be.ArtFiera-dArte-Contemporanea-2026-606x381-1-585x368.jpg 585w" sizes="(max-width: 606px) 100vw, 606px" /></p>
<p>Terza edizione il 26 e 27 settembre. Il fascino storico del Castello di Belgioioso diventa cornice ideale, unendo tradizione e contemporaneità. Talk show e mostra . Tra i maestri esposti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h5><em>Terza edizione il 26 e 27 settembre. Il fascino storico del Castello di Belgioioso diventa cornice ideale, unendo tradizione e contemporaneità. Talk show e mostra . Tra i maestri esposti figurano nomi celebri come Giorgio De Chirico, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Mimmo Paladino, Giuseppe Capogrossi e molti altri autorevoli artisti. </em></h5>
<h6><em>Scarica l&#8217;invito omaggio </em></h6>
<p>di Tiziana Santoro</p>
<p><strong>Be.Art – Fiera d’Arte Contemporanea</strong> torna al <strong>Castello di Belgioioso </strong>per la sua terza edizione, in programma il <strong>26 e 27 settembre 2026</strong>, dopo il successo dello scorso appuntamento.<br />
La manifestazione si conferma come uno spazio di confronto dedicato all’arte contemporanea, idoneo a porre in relazione artisti, gallerie, collezionisti e appassionati provenienti dal panorama nazionale e internazionale. Al centro dell’evento la selezione delle gallerie e la qualità delle opere presentate, con particolare attenzione alle ricerche e alle tendenze più innovative della scena contemporanea.<br />
<strong>Accanto alla mostra</strong>, il programma propone incontri, talk e momenti di approfondimento pensati per favorire il dialogo sui linguaggi, sulle trasformazioni e sulle nuove prospettive dell’arte contemporanea.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.be-art.it/invito" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://www.exibart.com/repository/media/2026/09/DSC03857-copia-2.jpg" alt="" /></a></figure>
<p>Il fascino storico del Castello di Belgioioso diventa cornice ideale, unendo tradizione e contemporaneità. Tra i maestri esposti figurano nomi celebri come Giorgio De Chirico, Arnaldo Pomodoro, Mario Schifano, Enrico Castellani, Lucio Fontana, Mimmo Paladino, Giuseppe Capogrossi, Tano Festa, Achille Perilli, Salvo e Mimmo Rotella, accanto a numerosi altri artisti di rilievo. La presenza di gallerie prestigiose – tra cui Galleria d’arte 56 (Bologna), Galleria Cristiano e Matteo Ragni (Forlì), Galleria Rino Costa (Valenza), Galleria Arte Silva (Seregno), Artemisia Fine Art (San Marino), Daniele Colossi (Brescia), Accademia (Torino), Areab (Milano) e molte altre.</p>
<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.be-art.it/invito" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><img decoding="async" src="https://www.exibart.com/repository/media/2026/09/DSC04191-copia-2.jpg" alt="" /></a></figure>
<p>Tra le novità dell’edizione 2026 c’è il giardino storico del Castello, recentemente restaurato e trasformato in un vero e proprio museo a cielo aperto, con una selezione di sculture di particolare pregio. Il percorso sarà arricchito da visite guidate, pensate per accompagnare il pubblico alla scoperta delle opere e dello spazio storico che le accoglie.</p>
<p>Be.Art amplia così il proprio percorso espositivo, intrecciando arte, storia e ricerca contemporanea in un’esperienza che mette in dialogo il patrimonio del passato con i linguaggi e le prospettive dell’arte di oggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="https://www.be-art.it/invito" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Scarica l’invito omaggio</a></strong></p>
<p><strong>Informazioni</strong><br />
Orari: 10-19:30 (vernissage il 25/9 alle 18, su invito).<br />
Ingresso: 10 € intero, 5 € ridotto,<br />
<a>info@deaservizi.it</a><br />
<a href="tel:0382%20483430" target="_blank" rel="noreferrer noopener">0382.483430</a><br />
<a href="tel:333%20729%206957" target="_blank" rel="noreferrer noopener">333.7296957</a></p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
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