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	<title>Ambiente Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2026 12:33:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="558" height="476" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg 558w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p>
<p>Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. La figlia non si ferma e chiede il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/27/il-padre-muore-di-mesotelioma-dopo-il-servizio-in-marina-la-battaglia-di-benedetta-ricci-per-avere-giustizia/">Il padre muore di mesotelioma dopo il servizio in Marina: la battaglia di Benedetta Ricci per avere giustizia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="558" height="476" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063.jpeg 558w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_5063-300x256.jpeg 300w" sizes="(max-width: 558px) 100vw, 558px" /></p><p><strong>Il Tribunale di Roma riconosce il legame tra l’esposizione all’amianto e la morte del sergente Luigi Ricci e liquida oltre 410mila euro. La figlia</strong> <strong>non si ferma e chiede il pieno riconoscimento del danno.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>27 agosto 2026 &#8211; Per anni ha cercato il riconoscimento di ciò che era accaduto a suo padre. Oggi <strong>Benedetta Ricci ha ottenuto dal Tribunale di Roma un risarcimento complessivo di oltre 410 mila euro per la morte di Luigi Ricci</strong>, ex Sergente della Marina Militare stroncato a 78 anni da un mesotelioma dopo essere stato esposto all’amianto durante il servizio. Un risultato importante per la figlia, che <strong>ha visto riconosciuto il legame tra quella esposizione e la malattia che ha ucciso suo padre</strong>. “<em>Per me non è mai stata una questione di cifre. Volevo che fosse riconosciuto ciò che è accaduto a mio papà. Ha servito lo Stato con onore, dedizione e amore. Amava la Marina e tutto ciò che gli aveva insegnato e fatto vivere. L&#8217;ha servita dai 17 ai 23 anni e, nonostante le difficoltà e la durezza del lavoro e della vita a bordo delle navi, era grato alla Marina per tutti i paesi lontani nel mondo che gli aveva dato la possibilità di conoscere. La scoperta della malattia a distanza di decenni e della sua genesi professionale lo ha sconvolto profondamente. Questo riconoscimento restituisce dignità alla sua storia e dà un senso al percorso che ho deciso di portare avanti per lui</em>”, racconta Benedetta. <strong>Luigi Ricci</strong> viveva a Roma, e dal <strong>settembre 1960 al dicembre 1966</strong> aveva prestato servizio nella Marina Militare come <strong>meccanico elettricista</strong>, prima a terra presso <strong>La Maddalena</strong> e poi a bordo di <strong>Nave San Marco, Nave Artigliere, Nave Intrepido e Nave Montecuccoli</strong>. Lavorava alla manutenzione delle macchine e degli impianti elettrici, attività durante le quali, secondo quanto ricostruito nel giudizio, <strong>entrò in contatto con polveri e fibre di amianto</strong>. <strong>Un&#8217;esposizione i cui effetti si sono manifestati molti decenni più tardi</strong>, come può accadere nel mesotelioma a causa dei lunghi tempi di latenza della malattia. Il <strong>12 agosto 2019</strong> a Ricci viene diagnosticato un <strong>mesotelioma maligno epitelioide</strong>. Seguono oltre due anni di malattia, fino alla morte, avvenuta il <strong>20 dicembre 2021</strong>. Aveva 78 anni. Il collegamento con il servizio militare viene riconosciuto dalla stessa Amministrazione: nel maggio 2022 il <strong>Comitato di Verifica per le Cause di Servizio</strong> riconosce la dipendenza dell’infermità da causa di servizio e, il 7 giugno successivo, il Ministero della Difesa formalizza il riconoscimento. È su questa storia che interviene la <strong>sentenza n. 1202/2026 del Tribunale di Roma</strong>. Il giudice ritiene <strong>provato il collegamento causale tra l’esposizione all’amianto </strong>durante il servizio nella Marina <strong>e la patologia</strong> che <strong>ha portato Luigi Ricci alla morte</strong>, <strong>riconoscendo la responsabilità</strong> del <strong>Ministero della Difesa</strong>per la <strong>mancata adozione delle necessarie misure di protezione</strong>. A Benedetta, figlia ed erede, vengono riconosciuti circa <strong>410.000 euro</strong>, oltre interessi e rivalutazione, di questa somma, <strong>280.000 euro</strong> riguardano i danni subiti direttamente da Luigi durante la malattia e trasmessi alla figlia come erede. Per la perdita del padre il Tribunale <strong>aveva invece quantificato il danno di Benedetta</strong> in <strong>259.857 euro</strong>, decidendo poi di <strong>dimezzarlo a 129.928 euro per la mancata prova della convivenza</strong>. Ed è soltanto qui che <strong>la vicenda giudiziaria torna ad avere per la donna una dimensione personale</strong>. Perché dopo che <strong>il Ministero della Difesa a fine luglio ha appellato la sentenza</strong> sulla parte risarcitoria <strong>chiedendo una riduzione delle somme liquidate</strong>, Benedetta <strong>ha deciso di impugnare il dimezzamento</strong> <strong>chiedendo il pieno riconoscimento del danno provocato dalla perdita del padre</strong>.</p>
<p>“<em>È difficile spiegare il valore del rapporto tra un padre e una figlia così come il dolore per la sua perdita. Il lungo percorso, protrattosi per più di due anni, di supporto alle cure dalla prima diagnosi all&#8217;assistenza che poi si è trasformata in un accompagnamento verso il fine vita. La consapevolezza maturata insieme a lui sulla natura della malattia asbesto correlata è stata devastante e scoprire che il Ministero ha impugnato la sentenza negando la convivenza mi ha colpita duramente ed anche dato la misura di un&#8217;assoluta superficialità nel comprendere il gravissimo danno che ho subìto. Pertanto ho scelto anche io di andare avanti e chiederne il pieno riconoscimento</em>”, spiega Benedetta.</p>
<p><em>«Questa pronuncia riconosce un punto fondamentale: Luigi Ricci è stato esposto all’amianto mentre prestava servizio nella Marina Militare e quella esposizione è stata riconosciuta come causalmente collegata al mesotelioma che lo ha portato alla morte. Parliamo di un uomo che ha servito lo Stato e che ha pagato, molti anni dopo, le conseguenze di quelle condizioni di lavoro»</em>, dichiara l’<strong>avv. Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e legale di Benedetta Ricci &#8211; <em>«Il risarcimento è un riconoscimento importante, ma nessuna somma può restituire un padre a una figlia. Continueremo quindi a tutelare Benedetta anche nel giudizio di appello</em>», conclude Bonanni.</p>
<p>Tutti i cittadini possono rivolgersi all’ONA tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1787920331765000&amp;usg=AOvVaw32DKWjtgqOQJQDtS3Dk7LV">www.osservatorioamianto.it</a></p>
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		<title>Protesta e teatro: “Il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Ulderico Pesce a Rivello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:19:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1052" height="1253" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25.jpeg 1052w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-252x300.jpeg 252w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-860x1024.jpeg 860w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-768x915.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.25-585x697.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1052px) 100vw, 1052px" /></p>
<p>A Rivello (PZ)  Ulderico Pesce porta in scena uno spettacolo di  protesta sull’Alta Velocità e sui rischi per il Santuario di Mefitis e la Valle del Noce. Domani 12 agosto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/12/protesta-e-teatro-il-santuario-di-mefitis-e-lalta-velocita-ferroviaria-con-ulderico-pesce-a-rivello/">Protesta e teatro: “Il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Ulderico Pesce a Rivello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>A Rivello (PZ)  Ulderico Pesce porta in scena uno spettacolo di  protesta sull’Alta Velocità e sui rischi per il Santuario di Mefitis e la Valle del Noce.</strong></p>
<div id="attachment_126941" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-126941" class="wp-image-126941 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.35.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-126941" class="wp-caption-text">Ulderico Pesce</p></div>
<p><strong>Domani 12 agosto a Rivello, alle ore 18, in contrada Fiumicello, area pic nic, a pochi metri dal Santuario del V sec. a. C., Ulderico Pesce inizia un’azione di lotta con lo spettacolo: “il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Alessandra D’Eugenio </strong>che suona strumenti musicali ricostruiti del V secolo a. C., <strong>Laura Perazzotti </strong>organetto<strong>, Giovanni netto</strong> percussioni<strong>, Beatrice Candreva </strong>chitarra battente e voce<strong>, Satya Haas </strong>chitarra<strong>.</strong></p>
<p>A <strong>Rivello</strong>, lungo il fiume Noce, c’è i<strong>l Santuario rurale di Colla</strong>, dedicato alla dea dell’acqua Mefitis, attivo dal V al III secolo a. C. È tra i più importanti santuari tra Basilicata e Calabria usato dagli Enotri che vivevano nel vicino sito di Serra Città, la Rivello di un tempo, definito la Pompei degli Enotri, ma era usato anche da persone che venivano a venerare la dea da Paestum, Crotone, Sibari, Velia, Taranto, Napoli, Metaponto, Roma, visto che le monete donate in devozione e trovate sul santuario provengono da queste importanti città.</p>
<p>C’è una moneta bellissima di una donna a cavallo di un delfino.<img decoding="async" class="alignright wp-image-126940 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-289x300.jpeg" alt="" width="195" height="202" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-289x300.jpeg 289w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-987x1024.jpeg 987w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-768x797.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-1170x1214.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28-585x607.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.28.jpeg 1542w" sizes="(max-width: 195px) 100vw, 195px" /></p>
<p>Trovate inoltre bellissime statuette votive tra le quali una donna che porta in braccio un porcellino e anelli e bracciali d’argento e di<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126938" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-12-at-10.55.30-176x300.jpeg" alt="" width="176" height="300" /> bronzo. Erano offerte per la dea Mefitis affinché aiutasse le donne a partorire, affinché il raccolto fosse abbondante e le mandrie sane. Il tema era la Fertilità. Ed era un santuario femminile. A duecento metri c’ è il santuario maschile dedicato a Eracle.</p>
<p>Lo spettacolo di Pesce fa rivivere le processioni e i riti di un tempo ma parla anche di ciò che l’area a breve diventerà. Proprio in questo santuario sbucherebbe la galleria di 22 chilometri, a doppia canna, per il passaggio dell’Alta Velocità ferroviaria. Nel vicino  fiume Noce, da progetto, sarebbero realizzati piloni alti 14 metri sui quali schizzerebbe, nuovo Dio, il treno, per poi inabissarsi in una ulteriore galleria lunga 9 chilometri che lo porterebbe fino a Tortora. Per scavare queste gallerie bisogna rimuovere <strong>5 milioni di metri cubi di terra</strong>, contenente anche amianto e tremolite, che sarebbe portata in una cava dismessa di Chiaromonte. Ma non sarà sufficiente. Per fare un’ analogia, da progetto, la terra rimossa riempirebbe lo Stadio Maradona di Napoli, o meglio ancora, sarebbe una montagna alta quasi come il Vesuvio, più della metà del Vesuvio. A fare questa operazione lavorerebbero 500 camion al giorno sulla Valle del Noce e sulla Sinnica per 10 anni. Significherebbe la <strong>paralisi di queste importanti strade</strong> e del <strong>turismo nell’area Sud della Basilicata</strong>. Oltre al rischio per la salute dei residenti. L’operazione nel complesso costerebbe <strong>22 miliardi di euro</strong>, il tratto in questione sui 4 miliardi, e permetterebbe ad un passeggero che da Roma scende a Reggio Calabria di recuperare <strong>30 minuti</strong>. Il lavoro teatrale di denuncia si chiede se vale la pena <strong>abbattere 28 immobili</strong>, nei pressi dell’antico santuario dove vivono da secoli rivellesi dediti soprattutto all’agricoltura e all’allevamento, e distruggere per sempre parte del sito archeologico di Serra Città e un antico luogo di culto dedicato alla dea dell’acqua che è di una bellezza impressionante? Non sarebbe meglio potenziare il vecchio e attivo percorso ferroviario che dal Cilento porta a Maratea e poi a sud? Pesce nello spettacolo si chiede ancora: “Se proprio si deve fare, se proprio non se ne può fare a meno, non sarebbe più ragionevole spostare il tutto di <strong>500 metri verso ovest</strong>, come propone il Comune di Rivello, in modo da salvaguardare <strong>il sito archeologico</strong>, il santuario, evitando così di abbattere le case?” <strong>Domani a Rivello inizia un percorso teatrale-musicale e di lotta di tutta la comunità della Valle del Noce,</strong> contro l’inconsistenza di chi governa oggi e chi governava ieri che, secondo l’autore attore, “pensa più alle clientele da sfamare che alla reale utilità delle opere e alla bellezza impressionante dei territori”. Lo spettacolo è inoltre arricchito dall’analisi dei lavori dell’Alta velocità ferroviaria dell’avvocato<strong> Franco Maldonato</strong> confluita nel libro “L’imbroglio”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/12/protesta-e-teatro-il-santuario-di-mefitis-e-lalta-velocita-ferroviaria-con-ulderico-pesce-a-rivello/">Protesta e teatro: “Il Santuario di Mefitis e l’Alta Velocità ferroviaria” con Ulderico Pesce a Rivello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Progetti di Bioarchitettura in mostra al Museo Accascina: Messina protagonista del tour nazionale Città Osmotiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Aug 2026 20:55:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[Bioarchitettura]]></category>
		<category><![CDATA[città osmotiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1548" height="1062" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-02-at-21.00.01.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-02-at-21.00.01.jpeg 1548w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-02-at-21.00.01-300x206.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-02-at-21.00.01-1024x703.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-02-at-21.00.01-768x527.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-02-at-21.00.01-1170x803.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-08-02-at-21.00.01-585x401.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1548px) 100vw, 1548px" /></p>
<p>Per oltre un secolo l’urbanistica si è concentrata su come difendere l’uomo dalla natura. Oggi,di fronte agli effetti del cambiamento climatico, la domanda è cambiata: come progettare città in cui&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/02/progetti-di-bioarchitettura-in-mostra-al-museo-accascina-messina-protagonista-del-tour-nazionale-citta-osmotiche/">Progetti di Bioarchitettura in mostra al Museo Accascina: Messina protagonista del tour nazionale Città Osmotiche</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per oltre un secolo l’urbanistica si è concentrata su come difendere l’uomo dalla natura. Oggi,di fronte agli effetti del cambiamento climatico, la domanda è cambiata: come progettare città in cui i processi naturali possano continuare a svolgere il proprio ruolo senza trasformarsi in fattori di rischio?</p>
<p><strong style="font-size: 14px; color: #313131;">di Francesco Cancellieri Componente del CTS Fondazione Architetti nel Mediterraneo</strong></p></blockquote>
<p>Messina si conferma punto di riferimento nel dibattito nazionale sulla rigenerazione urbana sostenibile ospitando una delle tappe del tour italiano dedicato alle <strong>Città Osmotiche,</strong> il progetto promosso dall’I<strong>stituto Nazionale di Bioarchitettura</strong> che raccoglie esperienze, progetti e cantieri già avviati in numerose città italiane.</p>
<p>Dopo le tappe di Portoferraio e Napoli, la mostra approda a Messina, dove resterà visitabile presso il <strong>Museo Regionale Accascina</strong> fino al <strong>31 agosto</strong>, prima di proseguire il suo percorso a<strong> Roma, dal 4 al 6 settembre</strong>, nell’ambito della manifestazione B-CAD presso il Centro Congressi La Nuvola di Fuksas.</p>
<p>Al centro del progetto vi è una nuova idea di città resiliente, capace di integrare acqua, paesaggio, infrastrutture e qualità urbana in un unico sistema. Una visione che considera l’ambiente non come un elemento da contrastare, ma come una componente essenziale del progetto urbano.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-126794 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/759003040_28244609968476961_3378525560078838497_n-708x1024.jpg" alt="" width="611" height="884" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/759003040_28244609968476961_3378525560078838497_n-708x1024.jpg 708w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/759003040_28244609968476961_3378525560078838497_n-208x300.jpg 208w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/759003040_28244609968476961_3378525560078838497_n-768x1110.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/759003040_28244609968476961_3378525560078838497_n-585x846.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/759003040_28244609968476961_3378525560078838497_n.jpg 1107w" sizes="(max-width: 611px) 100vw, 611px" /></p>
<p>L’iniziativa è stata promossa dal Dipartimento Ambiente e Sostenibilità e dal Dipartimento Politiche del Mare dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Messina responsabile l’Arch. <strong>Graziella Arena,</strong> in collaborazione con la Fondazione Architetti nel Mediterraneo, e propone la mostra <strong>Città Osmotiche – Progettare il futuro tra Uomo, Natura e Tecnologia</strong> allestita nella Sala Cripta del Museo Accascina dalla MABE di <strong>Mariella Bellantone</strong>.</p>
<p>Ospite dell’inaugurazione è stato anche l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Reggio Calabria, con cui è stato avviato un confronto sul futuro dell’area integrata dello Stretto, sottolineando il valore della collaborazione tra i due ordini.</p>
<p>Ad aprire i lavori sono stati <strong>Anna Carulli</strong>, Presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina e dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, promotrice dell’iniziativa, insieme al Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Messina <strong>Giovanni Lazzari</strong>, alla Direttrice del Museo Regionale <strong>Marisa Mercurio</strong>, alla Presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Reggio Calabria <strong>Santina Dattola</strong> e all’Assessore comunale <strong>Liana Cannata</strong>, intervenuta in rappresentanza dell’Amministrazione comunale.</p>
<p>L’incontro ha dato vita a un importante momento di confronto sulle criticità ambientali e urbanistiche del territorio, affrontando il tema della risposta ai cambiamenti climatici e alla crescente fragilità delle città.</p>
<p>La crisi climatica impone un profondo ripensamento del metabolismo urbano, è emerso durante il dibattito. Non è più sufficiente progettare città capaci di resistere agli eventi estremi: occorre realizzare sistemi urbani che collaborino con i processi naturali, valorizzandoli anziché ostacolarli.</p>
<blockquote><p>Su questi principi si fonda il programma <strong>Città Osmotica</strong> elaborato dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura, che propone una nuova visione della pianificazione urbana: edifici e quartieri vengono concepiti come membrane attive, in grado di regolare i flussi di acqua, energia e materiali, contribuendo al miglioramento dell’equilibrio ecosistemico del territorio.</p></blockquote>
<p>Anche Messina aderisce a questo percorso scientifico e progettuale, che proseguirà attraverso tavoli tecnici dedicati allo sviluppo di strategie innovative per la sostenibilità urbana.</p>
<p>Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo dell’<strong>acqua</strong>, elemento che non conosce confini amministrativi e segue esclusivamente le leggi della natura. Per questo motivo, la pianificazione del futuro dovrà imparare a dialogare con i cicli naturali, integrandoli nelle trasformazioni urbane anziché limitarne gli effetti.</p>
<p>Per oltre un secolo l’urbanistica si è concentrata su come difendere l’uomo dalla natura. Oggi,di fronte agli effetti del cambiamento climatico, la domanda è cambiata: come progettare città in cui i processi naturali possano continuare a svolgere il proprio ruolo senza trasformarsi in fattori di rischio?</p>
<p>La risposta proposta dall’Istituto Nazionale di Bioarchitettura è quella della Città Osmotica: un modello di pianificazione ecosistemica che assume i cicli naturali come struttura portante del progetto urbano e valuta ogni trasformazione in funzione della sua capacità di migliorare il funzionamento ambientale del territorio.</p>
<p>Una visione che pone al centro non soltanto  l’architettura e la sostenibilità, ma anche la tutela della salute, della sicurezza e della qualità della vita delle comunità, promuovendo un nuovo equilibrio tra uomo, natura e tecnologia.</p>
<p>Francesco ing. Cancellieri Componente del CTS Fondazione Architetti nel Mediterraneo</p>
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		<title>Meno Asfalto, più futuro: perché le Città Italiane (e Siciliane) possono e devono depavimentare il 20% delle strade</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/12/meno-asfalto-piu-futuro-perche-le-citta-italiane-e-siciliane-possono-e-devono-depavimentare-il-20-delle-strade/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=meno-asfalto-piu-futuro-perche-le-citta-italiane-e-siciliane-possono-e-devono-depavimentare-il-20-delle-strade</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 13:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[albedo]]></category>
		<category><![CDATA[Asfalto]]></category>
		<category><![CDATA[calore]]></category>
		<category><![CDATA[Calore estivo]]></category>
		<category><![CDATA[citta’ italiane]]></category>
		<category><![CDATA[riscaldamento climatico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="630" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4547.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4547.jpeg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4547-300x158.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4547-1024x538.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4547-768x403.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4547-1170x614.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4547-585x307.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Di Francesco Cancellieri &#160; Le immagini satellitari delle nostre città durante le ondate di calore estive parlano chiaro: i centri urbani si trasformano in veri e propri &#8220;isolotti termici&#8221;. Il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Francesco Cancellieri</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Le immagini satellitari delle nostre città durante le ondate di calore estive parlano chiaro: i centri urbani si trasformano in veri e propri &#8220;isolotti termici&#8221;. Il fenomeno dell’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Isola di Calore Urbana (UHI &#8211; </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Urban</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">Heat</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Island)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> non è più solo un’ipotesi accademica, ma una realtà climatica che impatta sulla salute pubblica, sui consumi energetici e sulla vivibilità.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La soluzione scientificamente più solida e strutturale non risiede tanto nel potenziamento dei condizionatori, quanto in una radicale inversione di tendenza urbanistica: il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">depaving</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> (o </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">depavimentazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Studi scientifici e buone pratiche internazionali dimostrano che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">liberare dall’asfalto almeno il 20% delle superfici stradali</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> non solo è fattibile, ma è la chiave per il raffreddamento strutturale delle città italiane, con una necessità ancor più impellente per quelle siciliane.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>1. La Fisica del Calore Urbano: Il Ruolo dell’Asfalto</b></span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Per comprendere perché il 20% sia una soglia critica, occorre guardare alla fisica dei materiali urbani. L’asfalto tradizionale ha un </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">albedo molto basso (circa 0,05 &#8211; 0,15)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, il che significa che assorbe fino al 95% della radiazione solare incidente, immagazzinandola sotto forma di calore e rilasciandola gradualmente durante la notte.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Sostituire l’asfalto con superfici naturali (suolo permeabile, prato, alberature) innesca due meccanismi fisici fondamentali:</span></span></p>
<div class="s6"><span class="s5">• </span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Evapotraspirazione:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Le piante e il suolo umido rilasciano vapore acqueo nell&#8217;atmosfera, un processo che assorbe calore latente e abbassa direttamente la temperatura dell&#8217;aria circostante.</span></span></div>
<div class="s6"><span class="s5">• </span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Inversione dell&#8217;Albedo:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Il passaggio dal nero dell&#8217;asfalto al verde della vegetazione aumenta la riflessione solare, riducendo l&#8217;accumulo termico originario.</span></span></div>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La letteratura scientifica (tra cui i report dell&#8217;ISPRA sul consumo di suolo e i modelli microclimatici urbani) evidenzia che la riconversione a verde di una quota compresa tra il 15% e il 25% delle superfici impermeabili può </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ridurre la temperatura superficiale urbana fino a 3°C &#8211; 5°C</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, mitigando drasticamente i picchi di calore.</span></span></p>
<p class="s3"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">2. L’Obiettivo 20%: </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">d</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ove e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ome intervenire senza bloccare la mobilità</span></span></b></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Dire che si può </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">depavimentare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> il 20% delle strade non significa paralizzare il traffico, ma </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ottimizzare lo spazio pubblico</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. Le città italiane ereditano una pianificazione </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">autocentrica</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> che ha impermeabilizzato superfici spesso geometricamente ridondanti.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><b>Le aree d&#8217;intervento prioritario identificate dai pianificatori ambientali includono</b>:</span></span></p>
<div class="s6"><span class="s5">• </span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">I &#8220;</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">sovravanzi</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">&#8221; stradali e le intersezioni iper-trofiche:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Rotatorie sovradimensionate, svincoli e spartitraffico asfaltati che possono essere trasformati in </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">micro-foreste</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> urbane (es. con il metodo </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Miyawaki</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">) o in </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">rain</span></span> <span class="s7"><span class="bumpedFont15">gardens</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> (giardini della pioggia).</span></span></div>
<div class="s6"><span class="s5">• </span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">I parcheggi in linea e di superficie:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> La sosta veicolare può essere </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">transizionata</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> verso pavimentazioni grigliate erbose o autobloccanti permeabili, mantenendo la funzione di sosta ma eliminando la cappa d&#8217;asfalto.</span></span></div>
<div class="s6"><span class="s5">• </span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">I viali e i controviali sovrabbondanti:</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> Ridurre la sezione stradale (</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">road </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">diet</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">) per fare spazio a fasce di drenaggio vegetali e filari alberati che ombreggiano le piste ciclabili e i percorsi pedonali.</span></span></div>
<p class="s3"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">3. Il Caso Sicilia: u</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">n’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">u</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">rgenza climatica non rimandabile</span></span></b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-126162 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4548-300x164.jpeg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4548-300x164.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4548-768x419.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4548-585x319.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4548.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Se l&#8217;obiettivo del 20% è valido per l&#8217;intera penisola, per la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sicilia rappresenta una misura di adattamento vitale</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">. La regione si trova in prima linea nella desertificazione e subisce ondate di calore subtropicali sempre più prolungate (con picchi storici che sfiorano i 48°C nell&#8217;entroterra e nelle piane costiere).</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Nelle città siciliane, il </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">depaving</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> assume un valore terapeutico per il territorio per tre motivi specifici:</span></span></p>
<p class="s3"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Il contrasto alle </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">c.d. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">&#8220;Bombe d&#8217;Acqua&#8221;</span></span></b></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il clima siciliano è caratterizzato da lunghi periodi di siccità seguiti da piogge torrenziali concentrate. L&#8217;asfalto impedisce l&#8217;infiltrazione, trasformando le strade in fiumi in piena e mandando in crisi i sistemi fognari. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Depavimentare</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> il 20% del tessuto stradale significa creare una </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">&#8220;Città Spugna&#8221; (</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Sponge</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">City)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, capace di assorbire l&#8217;acqua, ricaricare le falde acquifere locali e prevenire il dissesto idrogeologico urbano.</span></span></p>
<p class="s3"><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La selezione della flora autoctona della Macchia Mediterranea</span></span></strong></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il successo del </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">depaving</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> in Sicilia risiede nell&#8217;uso di specie arbustive e arboree autoctone della macchia mediterranea (leccio, carrubo, tamerice, sughera, mirto). Queste piante sono strutturalmente adattate a resistere agli stress idrici estivi, richiedono pochissima manutenzione e offrono un&#8217;elevata capacità di ombreggiamento e cattura della CO</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">2</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e delle polveri sottili PM10</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">PM2.5</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s3"><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Rigenerazione dello spazio pubblico e identità storica</span></span></strong></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Molte città siciliane possiedono centri storici che originariamente non prevedevano l&#8217;uso dell&#8217;asfalto bituminoso. Rimuovere il bitume nero a favore di soluzioni drenanti, accoppiate a micro-interventi di forestazione urbana, significa anche restituire dignità estetica e recuperare il microclima di cui godevano storicamente i nostri spazi pubblici.</span></span></p>
<p class="s3"><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">4. Conclusioni: dalla teoria alla pratica amministrativa</span></span></strong></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">La transizione ecologica delle città non si fa con soluzioni cosmetiche, ma con interventi strutturali sulla materia urbana. Gli strumenti urbanistici moderni, come i </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Piani Urbani della Mobilità Sostenibile (PUMS)</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> e i piani di forestazione urbana, devono inserire il </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">depaving</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> come indicatore prestazionale vincolante.</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Liberare il 20% delle strade dall&#8217;asfalto è un obiettivo tecnicamente ed economicamente sostenibile se spalmato su programmazioni decennali di manutenzione straordinaria. È l’investimento più efficiente per la salute pubblica, la sicurezza idraulica e il raffreddamento delle nostre città. Smettere di sigillare il suolo e cominciare a scorticare l&#8217;asfalto è il primo, vero passo per restituire un futuro respirabile alle comunità urbane italiane e siciliane.</span></span></p>
<p class="s3"><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Per saperne di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">piu’</span></span></strong></p>
<p class="s9"><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Il termine </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">albedo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> (dal latino </span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15">albedo</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">, &#8220;bianchezza&#8221;) indica il </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">potere riflettente</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"> di una superficie, ovvero la percentuale di radiazione solare che viene riflessa rispetto a quella che colpisce la superficie stessa. Si misura su una scala da 0 (superficie che assorbe tutta la luce) a 1 o 100% (superficie che riflette tutta la luce).</span></span></p>
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		<title>La Blue Economy non è solo mare. E a giudicare i progetti, accanto agli esperti, c’è una giuria di studenti</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/01/la-blue-economy-non-e-solo-mare-e-a-giudicare-i-progetti-accanto-agli-esperti-ce-una-giuria-di-studenti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-blue-economy-non-e-solo-mare-e-a-giudicare-i-progetti-accanto-agli-esperti-ce-una-giuria-di-studenti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 16:43:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1437" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-scaled.jpg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-300x168.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-1024x575.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-768x431.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-1920x1078.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-1170x657.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Blue-Ambassador-Award-orizzontale_0365-585x328.jpg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Torna il Blue Ambassador Award, riconoscimento nazionale per l’innovazione e la sostenibilità: quinta edizione, promossa dalla Fondazione ITSSIxellence con ALIS. Candidature gratuite e online fino al 31 luglio, aperte a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/01/la-blue-economy-non-e-solo-mare-e-a-giudicare-i-progetti-accanto-agli-esperti-ce-una-giuria-di-studenti/">La Blue Economy non è solo mare. E a giudicare i progetti, accanto agli esperti, c’è una giuria di studenti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Torna il Blue Ambassador Award, riconoscimento nazionale per l’innovazione e la sostenibilità: quinta edizione, promossa dalla Fondazione ITSSIxellence con ALIS. Candidature gratuite e online fino al 31 luglio, aperte a imprese e organizzazioni di ogni settore. Sette categorie</em></strong></p>
<p><strong>Roma, 1 luglio 2026 &#8211; </strong>C’è un equivoco da sciogliere subito: la Blue Economy non riguarda solo chi vive di mare. È un modello che mette al centro la qualità della vita, la tutela delle risorse e la capacità delle imprese di creare valore senza erodere il futuro.</p>
<p>Su questo terreno largo si muove il <strong>Blue Ambassador Award</strong>, che da oggi riapre le candidature alla sua quinta edizione. Che tu produca energia, progetti spazi, muova merci o formi persone: se la tua organizzazione guarda avanti, il Premio parla a te.</p>
<div id="attachment_125802" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125802" class="wp-image-125802 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-1920x1280.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Audace_Sailing_Team.jpg 2048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-125802" class="wp-caption-text">Audace Sailing Team</p></div>
<p>A renderlo diverso dagli altri riconoscimenti sulla sostenibilità è <strong>chi lo assegna</strong>. Gli studenti dei percorsi ITS non stanno a guardare: coordinano la <strong>Giuria Giovani</strong>, curano la comunicazione e valutano l’impatto dei progetti <em>insieme</em> al comitato di esperti, istituzioni e imprese. Un premio in cui chi eredita il futuro contribuisce a sceglierlo.</p>
<p>Nato nel 2020 dalla Fondazione ITSSIxellence con l’Associazione MAR – Ass. per le Attività Marine e di Ricerca e  cresciuto dentro il Blue Planet Economy Expoforum, nel 2026 il Premio diventa un percorso annuale più aperto e trasversale, in partnership con <a href="https://www.alis.it/">ALIS – Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile</a>, con la piattaforma <a href="http://www.blueconomy.online">www.blueconomy.online</a> a fare da casa comune.</p>
<p>I progetti concorrono in <strong>sette categorie</strong>, a testimonianza di quanto il campo sia ampio:</p>
<ul>
<li>Economia circolare e rigenerativa</li>
<li>Logistica, mobilità sostenibile e connessioni sistemiche</li>
<li>Blue Social Responsibility</li>
<li>Marketing del territorio, sport, cultura e turismo inclusivi e sostenibili</li>
<li>Comunicazione Ecosistemica e Ocean Literacy</li>
<li>Design e Lifestyle Sostenibile</li>
<li>Blue Energy</li>
</ul>
<p>A valutarli, parametri concreti: innovazione e impatto ambientale, economico e sociale; originalità; coinvolgimento degli stakeholder; efficacia dei risultati; replicabilità.</p>
<p>Candidarsi è <strong>gratuito</strong> e tutto online, entro il <strong>31 luglio</strong>, basta cliccare <a href="https://www.blueconomy.online/candidatura-blue-ambassador-award/">qui</a>. Le realtà premiate entrano nella <strong>Comunità degli Ambassador</strong> &#8211; la rete nazionale di imprese, professionisti e innovatori della Blue Economy &#8211; e nello <strong>Yearbook delle eccellenze</strong>.</p>
<p>La cerimonia finale si terrà a Roma il 24 settembre 2026, nell’ambito della Rome Future Week (sede in via di definizione).</p>
<p>«Con “Blue” non parliamo solo di mare, ma di un modello economico che tiene insieme innovazione, crescita, inclusione sociale e responsabilità verso le future generazioni.</p>
<div id="attachment_125805" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-125805" class="size-medium wp-image-125805" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Premio-Blue-ambassador-ediz-25-orizzontale_0364-300x247.jpg" alt="" width="300" height="247" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Premio-Blue-ambassador-ediz-25-orizzontale_0364-300x247.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Premio-Blue-ambassador-ediz-25-orizzontale_0364-1024x844.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Premio-Blue-ambassador-ediz-25-orizzontale_0364-768x633.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Premio-Blue-ambassador-ediz-25-orizzontale_0364-1920x1583.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Premio-Blue-ambassador-ediz-25-orizzontale_0364-1170x965.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Premio-Blue-ambassador-ediz-25-orizzontale_0364-585x482.jpg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-125805" class="wp-caption-text">Premio Blue ambassador ediz 25</p></div>
<p>Le trasformazioni più profonde non nascono solo dai grandi investimenti: nascono dalle scelte che ogni giorno compiono imprese, professionisti e comunità che decidono di percorrere strade nuove. Più che assegnare un premio, vogliamo costruire una comunità di innovatori capace di ispirarne altri». <strong>Laura Castellani, Direttrice della Fondazione ITSSIxellence</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>Che cos’è un ITS Academy. </strong>Gli ITS Academy (Istituti Tecnologici Superiori) sono la filiera italiana della formazione terziaria professionalizzante: percorsi post-diploma, alternativi all’università e costruiti in stretta collaborazione con le imprese, che formano tecnici specializzati nei settori chiave dell’economia. La Fondazione ITSSIxellence opera in questo ambito, sul legame tra scuola, ricerca e mondo produttivo: è anche da qui che nasce la scelta di affidare ai giovani un ruolo attivo nel Premio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/01/la-blue-economy-non-e-solo-mare-e-a-giudicare-i-progetti-accanto-agli-esperti-ce-una-giuria-di-studenti/">La Blue Economy non è solo mare. E a giudicare i progetti, accanto agli esperti, c’è una giuria di studenti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Harry ha mangiato la costa: la trincea da 700 milioni per salvare lo Ionio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/27/harry-ha-mangiato-la-costa-la-trincea-da-700-milioni-per-salvare-lo-ionio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=harry-ha-mangiato-la-costa-la-trincea-da-700-milioni-per-salvare-lo-ionio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 18:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclone Harry]]></category>
		<category><![CDATA[coste]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>di Domenica Puleio Il litorale ionico della Sicilia orientale si riscopre nudo, fragile e drammaticamente esposto di fronte all’avanzata di un mare che non concede più sconti. Tra il 16&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/27/harry-ha-mangiato-la-costa-la-trincea-da-700-milioni-per-salvare-lo-ionio/">Harry ha mangiato la costa: la trincea da 700 milioni per salvare lo Ionio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p>di Domenica Puleio</p>
<p>Il litorale ionico della Sicilia orientale si riscopre nudo, fragile e drammaticamente esposto di fronte all’avanzata di un mare che non concede più sconti. Tra il 16 e il 23 gennaio 2026, il passaggio del ciclone Harry ha squarciato il velo sulle storiche vulnerabilità di un territorio in cui l’urbanizzazione selvaggia e lineare ha alterato per decenni i naturali regimi sedimentari costieri. Harry non è stata una semplice tempesta stagionale, ma un fenomeno meteorologico estremo originatosi come perturbazione isolata ad alta quota sulla penisola iberica, rimasta quasi stazionaria a causa di blocchi di alta pressione a latitudini superiori.</p>
<p>Alimentato da un acuto gradiente termico tra una massa d’aria fredda di origine artica e le acque superficiali del Mediterraneo, insolitamente calde, il sistema si è approfondito fino a raggiungere una pressione minima al suolo di 995 hPa, scaricando sulla costa raffiche di vento a 130 chilometri orari e sollevando mareggiate storiche con onde tra i 9 e i 10 metri.</p>
<p>I danni strutturali, quantificati in prima battuta dalla Protezione Civile regionale guidata dal commissario straordinario Salvo Cocina, ammontano a 741 milioni di euro, con picchi di 244 milioni nel Catanese, 202,5 milioni nel Messinese e 159,8 milioni nel Siracusano, all’interno di un bilancio economico complessivo per l’isola che supera i 2 miliardi di euro. Dietro i numeri ci sono le ferite dei territori: la voragine stradale che ha inghiottito un’auto a Letojanni, il fango e il blackout prolungato a Fondacello di Mascali, le banchine distrutte a Stazzo di Acireale, fino agli sgomberi preventivi di oltre 1.500 persone concentrate soprattutto nell’area franosa di Niscemi e ai crolli infrastrutturali di Augusta.</p>
<p>Di fronte al rischio di un collasso definitivo del comparto turistico-balneare e agricolo, la risposta istituzionale ha dovuto abbandonare la logica degli interventi locali frammentati per tentare la strada di una governance integrata. Il via libera definitivo rilasciato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha sbloccato il quadro di valutazione ambientale e i pareri di conformità necessari per legare le risorse ordinarie ai fondi d’emergenza.</p>
<p>Lo strumento cardine è la riprogrammazione del Piano di Sviluppo e Coesione della Regione Siciliana, che ha permesso di recuperare flussi di cassa precedentemente vincolati a interventi privi di progettazione esecutiva, consolidando una massa di bandi e lotti pronti a partire tra Messina e Catania superiore ai 60 milioni di euro. Una cifra che trova riscontro empirico sia nei 51 milioni destinati alla difesa costiera della settima municipalità di Messina, a cui si sommano 9,5 milioni per i versanti, sia nel Disegno di Legge S. 1693 all’esame del Senato per l’annualità 2028.</p>
<p>A livello emergenziale, ai 100 milioni stanziati dal Consiglio dei Ministri per Sicilia, Calabria e Sardegna, la Giunta regionale ha aggiunto nell’immediato 70 milioni di euro, seguiti da altri 90 milioni per contributi straordinari alle famiglie e ai balneari. Sullo sfondo resta la forte tensione amministrativa interna all’Assemblea Regionale Siciliana, che ha approvato un ordine del giorno per reindirizzare ben 1,3 miliardi di euro, originariamente destinati al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto, verso la messa in sicurezza del territorio, evidenziando il conflitto politico tra la rincorsa alle grandi opere e l’urgenza dell’adattamento climatico.</p>
<p>Sotto il profilo tecnico, il piano segna una transizione metodologica radicale: il definitivo addio alle scogliere rigide emerse parallele in blocchi di cemento, tipiche degli anni Ottanta, oggi accertate come causa di riflessione totale dell’energia ondosa e del conseguente scalzamento delle aree sottoflutto. La nuova ingegneria costiera punta su un approccio morbido e dinamico, combinando ripascimenti protetti in sabbia naturale, barriere soffolte sottomarine per indurre il frangimento precoce dell’onda al largo, e pennelli semisoffolti perpendicolari per trattenere i sedimenti.</p>
<p>Il cantiere pilota di questa filosofia è a Santa Teresa di Riva, area a rischio idrogeologico R3 ed R4, che con un finanziamento di 8 milioni di euro vede la realizzazione di 14 pennelli in scogli lavici naturali emersi per un solo metro, protetti da un’unghia sommersa profonda mezzo metro e abbinati a 15 barriere soffolte. L’innovazione sta nella mitigazione circolare del rischio: il 70% della sabbia per il ripascimento viene estratto dallo sghiaiamento dell’alveo del vicino torrente Savoca, riducendone contestualmente il rischio di esondazione. I lavori, consegnati dal Genio Civile di Messina il 19 febbraio 2026, dovranno concludersi entro il 5 aprile 2029, supportati da ulteriori 250.000 euro del Comune per la somma urgenza su fognature e lungomare nei tratti di Via Duca Gualtieri, Via del Gambero e Piazza Stracuzzi.</p>
<p>Più a sud, tra Punta San Raineri e Capo Scaletta, si combatte contro l’arretramento delle foci torrentizie che minaccia la strada statale SS114. A Mili Moleti sud, Palazzo Zanca ha aggiudicato a marzo 2026 i lavori all’impresa Cipar per oltre 623.000 euro per il salpamento e la rifioritura della barriere radente esistente, recuperando i massi dislocati dal fondale. A Galati Marina è invece attivo un protocollo d’intesa tra Comune e ANAS, dove l’ente stradale consolida i gabbioni metallici a terra e la municipalità rifiorisce le barriere sommerse, allineandosi ad altri lotti strategici del PON Metro Plus 2021-2027 destinati alla foce del torrente Galati e ad Acqualadroni. Chiude il quadro del Messinese il comparto di Tono-Casabianca, dove il Commissario Straordinario Regionale gestisce un budget di 3,64 milioni di euro, con una proroga dell’autorizzazione ambientale fino al 2027 in attesa del bando.</p>
<p>Il successo di questa colossale operazione dipenderà interamente dalla capacità di rispettare il cronoprogramma del MASE, che impone ai Comuni costieri di completare l’assegnazione dei contratti entro la fine dell’estate per aprire fisicamente i cantieri tra ottobre e novembre, anticipando le tempeste autunnali. Eppure, l’ambiente scientifico, guidato dai dossier di Legambiente e WWF, solleva pesanti dubbi sulla sostenibilità a lungo termine di una strategia comunque legata alla difesa della linea di costa.</p>
<p>L’irrigidimento del litorale rischia di trasferire l’energia erosiva alle spiagge vicine, mentre i ripascimenti con sabbie relitte prelevate fino a 130 metri di profondità offrono una resistenza temporanea. La causa primaria dell’erosione resta infatti nell’entroterra: le dighe e gli sbarramenti idraulici bloccano il trasporto solido dei fiumi verso le foci, mentre i cordoni dunali sono stati sistematicamente distrutti. Geologi ed esperti spingono per misure alternative come la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, la ricostruzione delle dune e, soprattutto, la delocalizzazione strategica delle infrastrutture civili e stradine a ridosso del mare, un “ritiro controllato” che nel lungo periodo risulterebbe finanziariamente meno oneroso delle continue ricariche dei litorali.</p>
<p>A gravare sul futuro degli operatori economici resta infine una pesante lacuna normativa: l’attuale sistema assicurativo nazionale, nonostante i nuovi obblighi contro i rischi catastrofici, esclude espressamente le mareggiate e i danni da erosione costiera dalle coperture standard, lasciando le imprese balneari sole e vulnerabili di fronte al prossimo, inevitabile capriccio del clima.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/27/harry-ha-mangiato-la-costa-la-trincea-da-700-milioni-per-salvare-lo-ionio/">Harry ha mangiato la costa: la trincea da 700 milioni per salvare lo Ionio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Bandiere Blu 2026, cresce l’Italia del mare sostenibile: premiati 257 Comuni e 525 spiagge</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/bandiere-blu-2026-cresce-litalia-del-mare-sostenibile-premiati-257-comuni-e-525-spiagge/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bandiere-blu-2026-cresce-litalia-del-mare-sostenibile-premiati-257-comuni-e-525-spiagge</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 17:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bandiere Blu 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>La Liguria conquista il primo posto nazionale con 35 riconoscimenti. Aumentano anche le località lacustri, arrivate a quota 23. In totale sono 14 i nuovi ingressi e 3 i Comuni&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La Liguria conquista il primo posto nazionale con 35 riconoscimenti. Aumentano anche le località lacustri, arrivate a quota 23. In totale sono 14 i nuovi ingressi e 3 i Comuni che perdono il titolo</strong></em></p>
<p data-start="372" data-end="760">L’Italia rafforza la propria presenza nella mappa internazionale delle Bandiere Blu. Per il 2026 sono 257 i Comuni italiani che hanno ottenuto il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education, 11 in più rispetto ai 246 dello scorso anno. Le spiagge premiate salgono complessivamente a 525, pari all’11,6% delle spiagge Bandiera Blu riconosciute a livello mondiale.</p>
<p data-start="762" data-end="963">Il bilancio dell’edizione 2026 registra 14 nuovi ingressi e 3 uscite. In crescita anche le Bandiere Blu assegnate ai Comuni lacustri, che raggiungono quota 23 grazie all’ingresso di una nuova località.</p>
<p data-start="965" data-end="1210">A guidare la classifica nazionale è la Liguria, che conquista il primato con 35 Bandiere Blu lungo i suoi 359 chilometri di costa. In fondo alla graduatoria si colloca invece il Molise, con 2 riconoscimenti su circa 35-36 chilometri di litorale.</p>
<p data-start="1212" data-end="1646">La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale attribuito ogni anno alle località marine e lacustri, oltre che ai porti turistici, che si distinguono per qualità delle acque, attenzione all’ambiente, servizi e gestione sostenibile del territorio. Il programma è promosso dalla Foundation for Environmental Education, organizzazione non governativa internazionale con sede a Copenaghen, attiva dal 1987, anno europeo dell’Ambiente.</p>
<p data-start="1648" data-end="1932">L’assegnazione avviene secondo criteri legati alla sostenibilità ambientale e alla qualità dell’offerta turistica, con il supporto e la partecipazione di due agenzie delle Nazioni Unite: UNEP, Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, e UNWTO, Organizzazione Mondiale del Turismo.</p>
<p data-start="1648" data-end="1932">
<p data-start="1648" data-end="1932"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-123559 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-585x329.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0.png 1672w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 data-section-id="d6s89w" data-start="1934" data-end="1973">La classifica delle regioni italiane</h2>
<p data-start="1975" data-end="2228">La Liguria mantiene la testa della graduatoria con 35 riconoscimenti e 2 nuovi ingressi. Seguono Puglia e Calabria, entrambe a quota 27, ma con andamenti diversi: la Puglia registra 2 nuovi ingressi e 2 uscite, mentre la Calabria conta 4 nuovi ingressi.</p>
<p data-start="2230" data-end="2693">Campania, Marche e Toscana si attestano a 20 Bandiere Blu. La Toscana aggiunge un nuovo Comune premiato. Seguono Sardegna con 17 riconoscimenti e un nuovo ingresso, Sicilia e Abruzzo con 16, Trentino-Alto Adige con 12, Emilia-Romagna con 11 e un nuovo ingresso, Lazio con 10 e una uscita, Veneto con 9, Basilicata con 5, Piemonte e Lombardia con 4 ciascuna, quest’ultima con un nuovo ingresso. Chiudono Friuli-Venezia Giulia e Molise, entrambe con 2 Bandiere Blu.</p>
<p data-start="2695" data-end="3249"><strong data-start="2695" data-end="2707">Liguria:</strong> 35, con 2 nuovi ingressi<br data-start="2732" data-end="2735" /><strong data-start="2735" data-end="2746">Puglia:</strong> 27, con 2 nuovi ingressi e 2 uscite<br data-start="2782" data-end="2785" /><strong data-start="2785" data-end="2798">Calabria:</strong> 27, con 4 nuovi ingressi<br data-start="2823" data-end="2826" /><strong data-start="2826" data-end="2839">Campania:</strong> 20<br data-start="2842" data-end="2845" /><strong data-start="2845" data-end="2856">Marche:</strong> 20<br data-start="2859" data-end="2862" /><strong data-start="2862" data-end="2874">Toscana:</strong> 20, con 1 nuovo ingresso<br data-start="2899" data-end="2902" /><strong data-start="2902" data-end="2915">Sardegna:</strong> 17, con 1 nuovo ingresso<br data-start="2940" data-end="2943" /><strong data-start="2943" data-end="2955">Sicilia:</strong> 16, con 2 nuovi ingressi<br data-start="2980" data-end="2983" /><strong data-start="2983" data-end="2995">Abruzzo:</strong> 16<br data-start="2998" data-end="3001" /><strong data-start="3001" data-end="3025">Trentino-Alto Adige:</strong> 12<br data-start="3028" data-end="3031" /><strong data-start="3031" data-end="3050">Emilia-Romagna:</strong> 11, con 1 nuovo ingresso<br data-start="3075" data-end="3078" /><strong data-start="3078" data-end="3088">Lazio:</strong> 10, con 1 uscita<br data-start="3105" data-end="3108" /><strong data-start="3108" data-end="3119" data-is-only-node="">Veneto:</strong> 9<br data-start="3121" data-end="3124" /><strong data-start="3124" data-end="3139">Basilicata:</strong> 5<br data-start="3141" data-end="3144" /><strong data-start="3144" data-end="3157">Piemonte:</strong> 4<br data-start="3159" data-end="3162" /><strong data-start="3162" data-end="3176">Lombardia:</strong> 4, con 1 nuovo ingresso<br data-start="3200" data-end="3203" /><strong data-start="3203" data-end="3229">Friuli-Venezia Giulia:</strong> 2<br data-start="3231" data-end="3234" /><strong data-start="3234" data-end="3245">Molise:</strong> 2</p>
<h2 data-section-id="1dtqc8n" data-start="3251" data-end="3282">I 14 nuovi ingressi del 2026</h2>
<p data-start="3284" data-end="3503">Sono 14 i Comuni che entrano quest’anno nell’elenco delle Bandiere Blu. In Lombardia il nuovo riconoscimento va a Limone sul Garda, in provincia di Brescia, che rappresenta anche il nuovo ingresso tra i Comuni lacustri.</p>
<p data-start="3505" data-end="3775">In Emilia-Romagna entra Rimini. In Liguria ottengono la Bandiera Blu Andora, in provincia di Savona, e Taggia, in provincia di Imperia. In Toscana entra Monte Argentario, in provincia di Grosseto, mentre in Sardegna il riconoscimento va a Teulada, nel Sulcis Iglesiente.</p>
<p data-start="3777" data-end="4140">In Puglia i nuovi ingressi sono Morciano di Leuca e Tricase, entrambi in provincia di Lecce. La Calabria registra quattro nuove località premiate: Amendolara e Montegiordano, in provincia di Cosenza, Falerna, in provincia di Catanzaro, e Locri, in provincia di Reggio Calabria. In Sicilia entrano Ispica, in provincia di Ragusa, e Lipari, in provincia di Messina.</p>
<h2 data-section-id="1pik1oc" data-start="4142" data-end="4181">I Comuni che perdono la Bandiera Blu</h2>
<p data-start="4183" data-end="4344">Tre Comuni escono dall’elenco 2026: San Felice Circeo, in provincia di Latina, nel Lazio; Patù e Castrignano del Capo, entrambi in provincia di Lecce, in Puglia.</p>
<h2 data-section-id="7hogjs" data-start="4346" data-end="4374">I criteri di assegnazione</h2>
<p data-start="4376" data-end="4663">Uno dei cardini del programma Bandiera Blu, come indicato dalla Fee, è l’educazione ambientale e alla sostenibilità. Le località premiate devono promuovere iniziative finalizzate alla sensibilizzazione sullo sviluppo sostenibile nelle acque dolci, nelle aree marine e sulle imbarcazioni.</p>
<p data-start="4665" data-end="4960">Il riconoscimento viene attribuito sulla base di diversi parametri. Il primo riguarda la qualità delle acque di balneazione, che devono risultare eccellenti sulla base di una valutazione riferita agli ultimi quattro anni. Sono inoltre richiesti campionamenti regolari durante la stagione estiva.</p>
<p data-start="4962" data-end="5224">Rientrano tra i criteri anche l’efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria, la raccolta differenziata, la corretta gestione dei rifiuti pericolosi, la presenza di vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato e aree verdi.</p>
<p data-start="5226" data-end="5494">Le spiagge devono essere dotate di servizi adeguati, personale addetto al salvamento, misure per l’abbattimento delle barriere architettoniche e spazi dedicati ai corsi di educazione ambientale. È inoltre richiesta la pubblicazione dei dati sulle acque di balneazione.</p>
<p data-start="5496" data-end="5780">Tra gli elementi valutati figurano anche la presenza di strutture alberghiere, servizi di pubblica utilità sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata, certificazioni ambientali delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale.</p>
<p data-start="5782" data-end="5908" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Viene infine considerata anche la presenza di attività di pesca integrate in modo coerente nel contesto della località marina.</p>
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		<title>Lo Stretto che unisce: quando la ricerca diventa una nuova grammatica della cura</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/lo-stretto-che-unisce-quando-la-ricerca-diventa-una-nuova-grammatica-della-cura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lo-stretto-che-unisce-quando-la-ricerca-diventa-una-nuova-grammatica-della-cura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 18:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[lo Stretto che unisce]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1536x864.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Foreste sommerse di alghe giganti, fondali rosa di Rodoliti, erbari antichi e comunità locali: nello Stretto di Messina la scienza apre una strada innovativa e straordinaria, capace di leggere la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1536x864.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p class="sottotitolo"><strong><em>Foreste sommerse di alghe giganti, fondali rosa di Rodoliti, erbari antichi e comunità locali: nello Stretto di Messina la scienza apre una strada innovativa e straordinaria, capace di leggere la salute del mare e quella dell’uomo come un’unica relazione vivente</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="box-apertura">Ci sono ricerche che aggiungono dati. E poi ci sono ricerche che cambiano lo sguardo. Questa appartiene alla seconda categoria: perché non osserva il mare come un oggetto distante, ma come una relazione viva da custodire.</div>
<p>La pubblicazione firmata da Thalassia Giaccone, Federica Ragazzola e Anna Maria Mannino, apparsa sulla rivista scientifica internazionale <em>O Mundo da Saúde</em> il 29 gennaio 2026, appartiene a questa seconda categoria. Non è soltanto uno studio su alghe, fondali, erbari e biodiversità. È una proposta culturale, scientifica e umana che apre una prospettiva nuova: comprendere che la salute del mare e la salute delle persone non possono più essere pensate come realtà separate.</p>
<p>Ed è qui la sua forza innovativa.</p>
<p>Perché in un tempo in cui spesso dividiamo tutto — ambiente da una parte, medicina dall’altra; ricerca da una parte, vita quotidiana dall’altra; memoria da una parte, futuro dall’altra — questo lavoro compie un gesto straordinario: ricompone ciò che avevamo spezzato. Rimette insieme natura, cultura, comunità, benessere, educazione e responsabilità.</p>
<div class="frase-forte">Il cuore dello studio è lo Stretto di Messina, un luogo che non è soltanto uno spazio geografico, ma un organismo vivo.</div>
<p>Un punto di incontro tra correnti, specie, memorie, popoli, paesaggi sommersi e storie umane. Qui la ricerca intreccia tre elementi di enorme valore: le foreste sommerse di <em>Laminaria ochroleuca</em>, i fondali di Rodoliti e l’Erbario storico “A. Pistone”.</p>
<p><strong>La vera novità non sta solo nell’averli studiati. Sta nell’averli messi in relazione.</strong></p>
<p>Le foreste di alghe giganti non vengono presentate come semplici habitat marini. Diventano strutture viventi, preziose e fragili, capaci di custodire biodiversità, sostenere equilibri ecologici, proteggere la qualità del mare e, indirettamente ma concretamente, la qualità della nostra stessa vita.</p>
<blockquote><p>Un erbario non è solo una raccolta di campioni. È un archivio di sguardi.</p></blockquote>
<p>E poi c’è l’Erbario di alghe storico “A. Pistone”, forse uno degli elementi più emozionanti e originali della ricerca. Qui la scienza incontra il tempo.</p>
<p>Un erbario non è solo una raccolta di campioni. È la prova che qualcuno, prima di noi, ha osservato, raccolto, custodito e amato quel mare. È una memoria scientifica, ma anche culturale e affettiva. E in questa ricerca l’erbario diventa qualcosa di straordinariamente moderno: non un deposito del passato, ma uno strumento per capire il presente e orientare il futuro.</p>
<div class="frase-forte">Questa è una delle intuizioni più innovative dello studio: trasformare la memoria scientifica in risorsa viva per la salute integrale.</div>
<p>Non si tratta più soltanto di conservare dati o campioni. Si tratta di riconoscere che ogni traccia custodita può aiutarci a capire cosa stiamo perdendo, cosa possiamo ancora proteggere e quale rapporto vogliamo costruire con il nostro ambiente.</p>
<p>Il concetto centrale, infatti, è quello di salute integrale. Non salute intesa solo come assenza di malattia. Non ambiente ridotto a scenario naturale. Non biodiversità considerata un lusso per pochi esperti. Ma una salute più ampia, più profonda, più vera, in cui ecosistemi, benessere umano, identità, cultura, educazione, comunità e relazioni si tengono insieme.</p>
<blockquote><p>La sostenibilità non nasce solo dalle norme. Nasce anche dal legame.</p></blockquote>
<p>Perché finché guardiamo il mare come una risorsa da usare, lo consumeremo. Quando iniziamo a guardarlo come una relazione da abitare, possiamo finalmente imparare a custodirlo.</p>
<div class="gears-box">
<p>In questo senso, il modello <strong>G.E.A.R.S</strong>, di Thalassia Giaccone — <span class="gears-parole"><strong>Gratitudine, Empatia, Affetto, Reciprocità e Spiritualità</strong></span> — rappresenta una delle proposte più sorprendenti e coraggiose dello studio.</p>
</div>
<p>Inserire parole come gratitudine, empatia, affetto e spiritualità dentro una riflessione scientifica potrebbe sembrare, a uno sguardo superficiale, un azzardo. In realtà è una scelta profondamente innovativa.</p>
<p>Una legge può obbligarci a proteggere un ecosistema. Ma solo una relazione autentica può farci desiderare di custodirlo. E questa ricerca ha il merito di dire con chiarezza che la cura del mare non è solo una questione tecnica, ma anche educativa, culturale, emotiva e comunitaria.</p>
<div class="frase-forte">È stretto, ma unisce.</div>
<p>Unisce il mare e la terra. Il passato e il futuro. La memoria e la ricerca. La biodiversità e la salute umana. La scienza e la comunità. La conoscenza e la cura.</p>
<p>Ed è forse proprio questa la grandezza del lavoro: mostrarci che l’innovazione più vera non sempre consiste nell’inventare qualcosa di nuovo, ma nel vedere in modo nuovo ciò che avevamo davanti agli occhi e non sapevamo più riconoscere.</p>
<p>Le foreste sommerse di alghe giganti, i fondali rosa di Rodoliti, l’Erbario “A. Pistone” e le comunità dello Stretto diventano così i capitoli di un’unica storia. Una storia che ci dice che non possiamo più pensare la salute umana senza la salute degli ecosistemi. Non possiamo più parlare di futuro senza memoria. Non possiamo più parlare di tutela senza relazione.</p>
<div class="chiusura">
<p>Custodire il mare, allora, non è solo un gesto ecologico.</p>
<p>È un gesto umano.</p>
<p>È cura della casa comune, ma anche cura della nostra identità, del nostro equilibrio interiore, della nostra capacità di sentirci parte di qualcosa che ci precede e ci supera.</p>
<p>Questa ricerca è straordinaria perché ci ricorda che la scienza, quando è davvero al servizio della vita, non si limita a misurare il mondo. Lo rende nuovamente abitabile.</p>
</div>
<div class="domanda-finale">Siamo ancora capaci di custodire ciò che ci tiene in vita?</div>
<p>Perché se il mare si ammala, prima o poi ci ammaliamo anche noi.</p>
<p>Ma se impariamo a guarire il mare, forse possiamo guarire anche il nostro modo di stare al mondo.</p>
<p class="riproduzione">@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
<div class="fonte-originale"><strong>Articolo scientifico originale</strong> Questo articolo prende spunto dalla pubblicazione apparsa sulla rivista internazionale <em>O Mundo da Saúde</em>.<br />
Leggi lo studio originale qui: <a href="https://revistamundodasaude.emnuvens.com.br/mundodasaude/article/view/1910" target="_blank" rel="noopener noreferrer">apri la pubblicazione</a></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/lo-stretto-che-unisce-quando-la-ricerca-diventa-una-nuova-grammatica-della-cura/">Lo Stretto che unisce: quando la ricerca diventa una nuova grammatica della cura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Messina, alla riscoperta del patrimonio naturalistico: escursione tra Giardino Botanico dei Peloritani e Forte Puntal Ferraro</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 18:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[monti peloritani]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio Naturalistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Sabato 16 maggio 2026, raduno alle ore 8.30 a Colli San Rizzo (4 Strade). In programma visita al Giardino Botanico, percorso naturalistico con vista sullo Stretto e tappa al Forte&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 16 maggio 2026, raduno alle ore 8.30 a Colli San Rizzo (4 Strade). In programma visita al Giardino Botanico, percorso naturalistico con vista sullo Stretto e tappa al Forte Puntal Ferraro con panorama sulle Eolie</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Messina si appresta a ospitare un nuovo appuntamento dedicato alla valorizzazione del territorio e alla riscoperta del patrimonio naturalistico e storico dei Monti Peloritani. <strong>Sabato 16 maggio 2026</strong>, con raduno alle ore 8.30 in località Colli San Rizzo (area “4 Strade”, di fronte al distaccamento della Forestale e ritrovo Don Minico), si terrà una visita guidata al Giardino Botanico dei Peloritani e al Forte Puntal Ferraro.<br />
L’iniziativa, promossa dal <strong>Gruppo Alpini</strong> di Messina in collaborazione con realtà locali impegnate nella tutela ambientale e nella promozione escursionistica, rappresenta un’occasione per coniugare attività all’aria aperta, conoscenza del territorio e momenti di socialità.<br />
Il <strong>programma</strong> prevede la <strong>partenza</strong> alle <strong>ore 8.40</strong> dallo spiazzo delle <strong>4 Strade</strong> (350 m s.l.m.) con arrivo, pochi minuti dopo, al parcheggio del Giardino Botanico (500 m s.l.m.). Seguirà un breve percorso verso l’area del Bosco di Camaro e il rientro lungo un itinerario pianeggiante con suggestiva vista sullo Stretto.<br />
<strong>Alle ore 9.50</strong> è previsto l’accesso al Giardino Botanico e l’inizio della visita guidata, che si concluderà intorno alle 11.30. Dopo un breve momento istituzionale con le autorità della Forestale, il gruppo si sposterà verso il Forte Puntal Ferraro, dove avrà luogo una seconda visita dedicata all’area panoramica, con affaccio sulle Isole Eolie e possibilità di osservare la fauna locale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-107388" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-730x1024.jpg" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-730x1024.jpg 730w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-214x300.jpg 214w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-768x1078.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-1094x1536.jpg 1094w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26.jpg 1113w" alt="" width="730" height="1024" /></figure>
</div>
<p><strong>La conclusione dell’escursione</strong> è prevista per le ore 12.50, con rientro al parcheggio. A seguire, i partecipanti potranno trattenersi presso il ritrovo “Don Minico” per un momento conviviale.<br />
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di promozione del patrimonio ambientale e culturale dei Peloritani, con l’obiettivo di favorire una fruizione consapevole e sostenibile dei luoghi.<br />
<strong>Per partecipare</strong> è richiesta la prenotazione telefonica, utile anche per l’organizzazione logistica.<br />
Referenti:<br />
Salvatore Maio, Capogruppo Alpini di Messina – +39 328 3675110<br />
Stefano Valletta, Segretario Gruppo Alpini di Messina – +39 344 1515195<br />
L’evento è aperto a tutti gli appassionati di natura, escursionismo e storia locale.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Amianto, vittoria storica per un finanziere di mare: la Cassazione riconosce Apicella vittima del dovere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Una vita in mare, una battaglia vinta: riconosciuti risarcimenti e vitalizi per circa 390mila euro Un uomo, una divisa, una vita passata in mare. E una battaglia lunga anni per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Una vita in mare, una battaglia vinta: riconosciuti risarcimenti e vitalizi per circa 390mila euro</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un uomo, una divisa, una vita passata in mare. E una battaglia lunga anni per vedere riconosciuta una verità: la <strong>malattia contratta non è stata una fatalità</strong>, ma <strong>il prezzo del servizio</strong>.  Oggi <strong>quella verità è definitiva</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo <strong>tre gradi di giudizio</strong>, la <strong>Corte di Cassazione</strong> ha chiuso il <strong>caso di Claudio Apicella</strong>, che <strong>ha 78 anni e vive a Porto Santo Stefano</strong> (GR), confermando in <strong>via definitiva</strong> il <strong>riconoscimento dello status di vittima del dovere</strong> per l’ex <strong>finanziere di mare</strong>, <strong>esposto all’amianto</strong> durante il servizio <strong>sulle unità navali di Taranto</strong>, <strong>Palermo</strong> e <strong>Porto Santo Stefano</strong> della <strong>Guardia di Finanza</strong>. Una decisione che <strong>non riguarda solo lui</strong>, ma apre una <strong>strada concreta</strong> per <strong>centinaia di militari </strong>che per <strong>anni hanno lavorato a bordo di navi</strong> e motovedette della GDF senza piena consapevolezza dei <strong>risc</strong></p>
<div id="attachment_120651" style="width: 248px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-120651" class="size-medium wp-image-120651" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-238x300.jpg 238w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-812x1024.jpg 812w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-768x968.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-585x737.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA.jpg 895w" sizes="(max-width: 238px) 100vw, 238px" /><p id="caption-attachment-120651" class="wp-caption-text">Claudio Apicella</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><strong>hi legati alla presenza di amianto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La battaglia giudiziaria di Apicella si è chiusa con una vittoria piena. Il <strong>Tribunale di Grosseto</strong> aveva riconosciuto il diritto allo status di vittima del dovere e ai benefici previsti dalla legge. La <strong>Corte d’Appello di Firenze</strong> aveva confermato quel riconoscimento. Ora <strong>la Corte di Cassazione</strong> ha <strong>respinto definitivamente il ricorso</strong> dei Ministeri dell’Economia e dell’Interno, rendendo <strong>irrevocabile la decisione</strong>. I giudici <strong>hanno ritenuto pienamente attendibili</strong> gli <strong>accertamenti tecnici</strong>: la malattia – <strong>placche pleuriche e asbestosi</strong> – è stata <strong>causata dall’esposizione alla fibra killer durante il servizio.</strong> “<em>Si tratta di un precedente unico e di valore storico: il primo caso di un finanziere di mare riconosciuto vittima del dovere per esposizione all’amianto</em>”, commenta l’Avv. <strong>Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e difensore dell’uomo, che sottolinea &#8211; “<em>Questa decisione rafforza la tutela di tutti gli appartenenti alle Forze armate e di polizia impiegati in contesti operativi ad alto rischio e apre una strada concreta per chi ha vissuto le stesse condizioni</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il prezzo del servizio &#8211; </strong>Per <strong>oltre trent’anni</strong> il militare ha lavorato come <strong>motorista e direttore di macchina</strong> in <strong>ambienti chiusi</strong>, <strong>vani motore</strong>, <strong>tubazioni</strong>, <strong>coibentazioni</strong>: luoghi dove l’amianto era presente in modo diffuso e spesso invisibile<strong>. Le sentenze hanno riconosciuto che quel servizio</strong> – svolto anche in <strong>attività operative di contrasto al contrabbando</strong>, al <strong>traffico di droga e all’immigrazione clandestina</strong> – lo ha esposto a un rischio concreto e prolungato, con <strong>conseguenze permanenti sulla salute</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una battaglia lunga e non scontata &#8211; </strong>Quella di Claudio Apicella non è stata una vittoria immediata. Nonostante il riconoscimento già in primo grado, <strong>le amministrazioni competenti hanno proseguito il contenzioso nei successivi gradi di giudizio</strong>, costringendo il militare ad <strong>affrontare una lunga battaglia legale durata anni</strong>. Un percorso complesso, segnato non solo dalla <strong>difficoltà di far valere i propri diritti</strong>, ma anche <strong>dall’amarezza di non vedere riconosciuta</strong>, sin da subito, <strong>la propria condizione da parte delle stesse istituzioni che aveva servito per una vita</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad Apicella <strong>dovranno essere riconosciuti tutti i benefici economici previsti per le vittime del dovere</strong>, compresi gli arretrati maturati a partire dal 2015. Tra assegni vitalizi e somme spettanti, <strong>il riconoscimento economico supera complessivamente</strong> i <strong>390.000 euro</strong>. Un risultato che rappresenta <strong>non solo un ristoro economico</strong>, ma soprattutto il<strong> riconoscimento di un danno subito nello svolgimento del proprio servizio</strong>. Oggi questa decisione apre una strada: per chi ha servito, per chi si è ammalato, per chi ancora attende giustizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1777018795453000&amp;usg=AOvVaw2dla--g1TiBEYeky3iXfmZ">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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