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	<title>Ambiente Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Harry ha mangiato la costa: la trincea da 700 milioni per salvare lo Ionio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2026 18:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Ciclone Harry]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>di Domenica Puleio Il litorale ionico della Sicilia orientale si riscopre nudo, fragile e drammaticamente esposto di fronte all’avanzata di un mare che non concede più sconti. Tra il 16&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/52679BE5-2169-4D33-A1C9-6529B7375043-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p>di Domenica Puleio</p>
<p>Il litorale ionico della Sicilia orientale si riscopre nudo, fragile e drammaticamente esposto di fronte all’avanzata di un mare che non concede più sconti. Tra il 16 e il 23 gennaio 2026, il passaggio del ciclone Harry ha squarciato il velo sulle storiche vulnerabilità di un territorio in cui l’urbanizzazione selvaggia e lineare ha alterato per decenni i naturali regimi sedimentari costieri. Harry non è stata una semplice tempesta stagionale, ma un fenomeno meteorologico estremo originatosi come perturbazione isolata ad alta quota sulla penisola iberica, rimasta quasi stazionaria a causa di blocchi di alta pressione a latitudini superiori.</p>
<p>Alimentato da un acuto gradiente termico tra una massa d’aria fredda di origine artica e le acque superficiali del Mediterraneo, insolitamente calde, il sistema si è approfondito fino a raggiungere una pressione minima al suolo di 995 hPa, scaricando sulla costa raffiche di vento a 130 chilometri orari e sollevando mareggiate storiche con onde tra i 9 e i 10 metri.</p>
<p>I danni strutturali, quantificati in prima battuta dalla Protezione Civile regionale guidata dal commissario straordinario Salvo Cocina, ammontano a 741 milioni di euro, con picchi di 244 milioni nel Catanese, 202,5 milioni nel Messinese e 159,8 milioni nel Siracusano, all’interno di un bilancio economico complessivo per l’isola che supera i 2 miliardi di euro. Dietro i numeri ci sono le ferite dei territori: la voragine stradale che ha inghiottito un’auto a Letojanni, il fango e il blackout prolungato a Fondacello di Mascali, le banchine distrutte a Stazzo di Acireale, fino agli sgomberi preventivi di oltre 1.500 persone concentrate soprattutto nell’area franosa di Niscemi e ai crolli infrastrutturali di Augusta.</p>
<p>Di fronte al rischio di un collasso definitivo del comparto turistico-balneare e agricolo, la risposta istituzionale ha dovuto abbandonare la logica degli interventi locali frammentati per tentare la strada di una governance integrata. Il via libera definitivo rilasciato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha sbloccato il quadro di valutazione ambientale e i pareri di conformità necessari per legare le risorse ordinarie ai fondi d’emergenza.</p>
<p>Lo strumento cardine è la riprogrammazione del Piano di Sviluppo e Coesione della Regione Siciliana, che ha permesso di recuperare flussi di cassa precedentemente vincolati a interventi privi di progettazione esecutiva, consolidando una massa di bandi e lotti pronti a partire tra Messina e Catania superiore ai 60 milioni di euro. Una cifra che trova riscontro empirico sia nei 51 milioni destinati alla difesa costiera della settima municipalità di Messina, a cui si sommano 9,5 milioni per i versanti, sia nel Disegno di Legge S. 1693 all’esame del Senato per l’annualità 2028.</p>
<p>A livello emergenziale, ai 100 milioni stanziati dal Consiglio dei Ministri per Sicilia, Calabria e Sardegna, la Giunta regionale ha aggiunto nell’immediato 70 milioni di euro, seguiti da altri 90 milioni per contributi straordinari alle famiglie e ai balneari. Sullo sfondo resta la forte tensione amministrativa interna all’Assemblea Regionale Siciliana, che ha approvato un ordine del giorno per reindirizzare ben 1,3 miliardi di euro, originariamente destinati al cofinanziamento del Ponte sullo Stretto, verso la messa in sicurezza del territorio, evidenziando il conflitto politico tra la rincorsa alle grandi opere e l’urgenza dell’adattamento climatico.</p>
<p>Sotto il profilo tecnico, il piano segna una transizione metodologica radicale: il definitivo addio alle scogliere rigide emerse parallele in blocchi di cemento, tipiche degli anni Ottanta, oggi accertate come causa di riflessione totale dell’energia ondosa e del conseguente scalzamento delle aree sottoflutto. La nuova ingegneria costiera punta su un approccio morbido e dinamico, combinando ripascimenti protetti in sabbia naturale, barriere soffolte sottomarine per indurre il frangimento precoce dell’onda al largo, e pennelli semisoffolti perpendicolari per trattenere i sedimenti.</p>
<p>Il cantiere pilota di questa filosofia è a Santa Teresa di Riva, area a rischio idrogeologico R3 ed R4, che con un finanziamento di 8 milioni di euro vede la realizzazione di 14 pennelli in scogli lavici naturali emersi per un solo metro, protetti da un’unghia sommersa profonda mezzo metro e abbinati a 15 barriere soffolte. L’innovazione sta nella mitigazione circolare del rischio: il 70% della sabbia per il ripascimento viene estratto dallo sghiaiamento dell’alveo del vicino torrente Savoca, riducendone contestualmente il rischio di esondazione. I lavori, consegnati dal Genio Civile di Messina il 19 febbraio 2026, dovranno concludersi entro il 5 aprile 2029, supportati da ulteriori 250.000 euro del Comune per la somma urgenza su fognature e lungomare nei tratti di Via Duca Gualtieri, Via del Gambero e Piazza Stracuzzi.</p>
<p>Più a sud, tra Punta San Raineri e Capo Scaletta, si combatte contro l’arretramento delle foci torrentizie che minaccia la strada statale SS114. A Mili Moleti sud, Palazzo Zanca ha aggiudicato a marzo 2026 i lavori all’impresa Cipar per oltre 623.000 euro per il salpamento e la rifioritura della barriere radente esistente, recuperando i massi dislocati dal fondale. A Galati Marina è invece attivo un protocollo d’intesa tra Comune e ANAS, dove l’ente stradale consolida i gabbioni metallici a terra e la municipalità rifiorisce le barriere sommerse, allineandosi ad altri lotti strategici del PON Metro Plus 2021-2027 destinati alla foce del torrente Galati e ad Acqualadroni. Chiude il quadro del Messinese il comparto di Tono-Casabianca, dove il Commissario Straordinario Regionale gestisce un budget di 3,64 milioni di euro, con una proroga dell’autorizzazione ambientale fino al 2027 in attesa del bando.</p>
<p>Il successo di questa colossale operazione dipenderà interamente dalla capacità di rispettare il cronoprogramma del MASE, che impone ai Comuni costieri di completare l’assegnazione dei contratti entro la fine dell’estate per aprire fisicamente i cantieri tra ottobre e novembre, anticipando le tempeste autunnali. Eppure, l’ambiente scientifico, guidato dai dossier di Legambiente e WWF, solleva pesanti dubbi sulla sostenibilità a lungo termine di una strategia comunque legata alla difesa della linea di costa.</p>
<p>L’irrigidimento del litorale rischia di trasferire l’energia erosiva alle spiagge vicine, mentre i ripascimenti con sabbie relitte prelevate fino a 130 metri di profondità offrono una resistenza temporanea. La causa primaria dell’erosione resta infatti nell’entroterra: le dighe e gli sbarramenti idraulici bloccano il trasporto solido dei fiumi verso le foci, mentre i cordoni dunali sono stati sistematicamente distrutti. Geologi ed esperti spingono per misure alternative come la rinaturalizzazione dei corsi d’acqua, la ricostruzione delle dune e, soprattutto, la delocalizzazione strategica delle infrastrutture civili e stradine a ridosso del mare, un “ritiro controllato” che nel lungo periodo risulterebbe finanziariamente meno oneroso delle continue ricariche dei litorali.</p>
<p>A gravare sul futuro degli operatori economici resta infine una pesante lacuna normativa: l’attuale sistema assicurativo nazionale, nonostante i nuovi obblighi contro i rischi catastrofici, esclude espressamente le mareggiate e i danni da erosione costiera dalle coperture standard, lasciando le imprese balneari sole e vulnerabili di fronte al prossimo, inevitabile capriccio del clima.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Bandiere Blu 2026, cresce l’Italia del mare sostenibile: premiati 257 Comuni e 525 spiagge</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 17:08:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Bandiere Blu 2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/ac29e2e1-f29d-4852-9d01-ae222eaa00ee-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>La Liguria conquista il primo posto nazionale con 35 riconoscimenti. Aumentano anche le località lacustri, arrivate a quota 23. In totale sono 14 i nuovi ingressi e 3 i Comuni&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>La Liguria conquista il primo posto nazionale con 35 riconoscimenti. Aumentano anche le località lacustri, arrivate a quota 23. In totale sono 14 i nuovi ingressi e 3 i Comuni che perdono il titolo</strong></em></p>
<p data-start="372" data-end="760">L’Italia rafforza la propria presenza nella mappa internazionale delle Bandiere Blu. Per il 2026 sono 257 i Comuni italiani che hanno ottenuto il riconoscimento assegnato dalla Foundation for Environmental Education, 11 in più rispetto ai 246 dello scorso anno. Le spiagge premiate salgono complessivamente a 525, pari all’11,6% delle spiagge Bandiera Blu riconosciute a livello mondiale.</p>
<p data-start="762" data-end="963">Il bilancio dell’edizione 2026 registra 14 nuovi ingressi e 3 uscite. In crescita anche le Bandiere Blu assegnate ai Comuni lacustri, che raggiungono quota 23 grazie all’ingresso di una nuova località.</p>
<p data-start="965" data-end="1210">A guidare la classifica nazionale è la Liguria, che conquista il primato con 35 Bandiere Blu lungo i suoi 359 chilometri di costa. In fondo alla graduatoria si colloca invece il Molise, con 2 riconoscimenti su circa 35-36 chilometri di litorale.</p>
<p data-start="1212" data-end="1646">La Bandiera Blu è un riconoscimento internazionale attribuito ogni anno alle località marine e lacustri, oltre che ai porti turistici, che si distinguono per qualità delle acque, attenzione all’ambiente, servizi e gestione sostenibile del territorio. Il programma è promosso dalla Foundation for Environmental Education, organizzazione non governativa internazionale con sede a Copenaghen, attiva dal 1987, anno europeo dell’Ambiente.</p>
<p data-start="1648" data-end="1932">L’assegnazione avviene secondo criteri legati alla sostenibilità ambientale e alla qualità dell’offerta turistica, con il supporto e la partecipazione di due agenzie delle Nazioni Unite: UNEP, Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, e UNWTO, Organizzazione Mondiale del Turismo.</p>
<p data-start="1648" data-end="1932">
<p data-start="1648" data-end="1932"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-123559 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-1024x576.png" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0-585x329.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/9130805b-0d39-43cc-ac18-47d2cc4d5bf0.png 1672w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<h2 data-section-id="d6s89w" data-start="1934" data-end="1973">La classifica delle regioni italiane</h2>
<p data-start="1975" data-end="2228">La Liguria mantiene la testa della graduatoria con 35 riconoscimenti e 2 nuovi ingressi. Seguono Puglia e Calabria, entrambe a quota 27, ma con andamenti diversi: la Puglia registra 2 nuovi ingressi e 2 uscite, mentre la Calabria conta 4 nuovi ingressi.</p>
<p data-start="2230" data-end="2693">Campania, Marche e Toscana si attestano a 20 Bandiere Blu. La Toscana aggiunge un nuovo Comune premiato. Seguono Sardegna con 17 riconoscimenti e un nuovo ingresso, Sicilia e Abruzzo con 16, Trentino-Alto Adige con 12, Emilia-Romagna con 11 e un nuovo ingresso, Lazio con 10 e una uscita, Veneto con 9, Basilicata con 5, Piemonte e Lombardia con 4 ciascuna, quest’ultima con un nuovo ingresso. Chiudono Friuli-Venezia Giulia e Molise, entrambe con 2 Bandiere Blu.</p>
<p data-start="2695" data-end="3249"><strong data-start="2695" data-end="2707">Liguria:</strong> 35, con 2 nuovi ingressi<br data-start="2732" data-end="2735" /><strong data-start="2735" data-end="2746">Puglia:</strong> 27, con 2 nuovi ingressi e 2 uscite<br data-start="2782" data-end="2785" /><strong data-start="2785" data-end="2798">Calabria:</strong> 27, con 4 nuovi ingressi<br data-start="2823" data-end="2826" /><strong data-start="2826" data-end="2839">Campania:</strong> 20<br data-start="2842" data-end="2845" /><strong data-start="2845" data-end="2856">Marche:</strong> 20<br data-start="2859" data-end="2862" /><strong data-start="2862" data-end="2874">Toscana:</strong> 20, con 1 nuovo ingresso<br data-start="2899" data-end="2902" /><strong data-start="2902" data-end="2915">Sardegna:</strong> 17, con 1 nuovo ingresso<br data-start="2940" data-end="2943" /><strong data-start="2943" data-end="2955">Sicilia:</strong> 16, con 2 nuovi ingressi<br data-start="2980" data-end="2983" /><strong data-start="2983" data-end="2995">Abruzzo:</strong> 16<br data-start="2998" data-end="3001" /><strong data-start="3001" data-end="3025">Trentino-Alto Adige:</strong> 12<br data-start="3028" data-end="3031" /><strong data-start="3031" data-end="3050">Emilia-Romagna:</strong> 11, con 1 nuovo ingresso<br data-start="3075" data-end="3078" /><strong data-start="3078" data-end="3088">Lazio:</strong> 10, con 1 uscita<br data-start="3105" data-end="3108" /><strong data-start="3108" data-end="3119" data-is-only-node="">Veneto:</strong> 9<br data-start="3121" data-end="3124" /><strong data-start="3124" data-end="3139">Basilicata:</strong> 5<br data-start="3141" data-end="3144" /><strong data-start="3144" data-end="3157">Piemonte:</strong> 4<br data-start="3159" data-end="3162" /><strong data-start="3162" data-end="3176">Lombardia:</strong> 4, con 1 nuovo ingresso<br data-start="3200" data-end="3203" /><strong data-start="3203" data-end="3229">Friuli-Venezia Giulia:</strong> 2<br data-start="3231" data-end="3234" /><strong data-start="3234" data-end="3245">Molise:</strong> 2</p>
<h2 data-section-id="1dtqc8n" data-start="3251" data-end="3282">I 14 nuovi ingressi del 2026</h2>
<p data-start="3284" data-end="3503">Sono 14 i Comuni che entrano quest’anno nell’elenco delle Bandiere Blu. In Lombardia il nuovo riconoscimento va a Limone sul Garda, in provincia di Brescia, che rappresenta anche il nuovo ingresso tra i Comuni lacustri.</p>
<p data-start="3505" data-end="3775">In Emilia-Romagna entra Rimini. In Liguria ottengono la Bandiera Blu Andora, in provincia di Savona, e Taggia, in provincia di Imperia. In Toscana entra Monte Argentario, in provincia di Grosseto, mentre in Sardegna il riconoscimento va a Teulada, nel Sulcis Iglesiente.</p>
<p data-start="3777" data-end="4140">In Puglia i nuovi ingressi sono Morciano di Leuca e Tricase, entrambi in provincia di Lecce. La Calabria registra quattro nuove località premiate: Amendolara e Montegiordano, in provincia di Cosenza, Falerna, in provincia di Catanzaro, e Locri, in provincia di Reggio Calabria. In Sicilia entrano Ispica, in provincia di Ragusa, e Lipari, in provincia di Messina.</p>
<h2 data-section-id="1pik1oc" data-start="4142" data-end="4181">I Comuni che perdono la Bandiera Blu</h2>
<p data-start="4183" data-end="4344">Tre Comuni escono dall’elenco 2026: San Felice Circeo, in provincia di Latina, nel Lazio; Patù e Castrignano del Capo, entrambi in provincia di Lecce, in Puglia.</p>
<h2 data-section-id="7hogjs" data-start="4346" data-end="4374">I criteri di assegnazione</h2>
<p data-start="4376" data-end="4663">Uno dei cardini del programma Bandiera Blu, come indicato dalla Fee, è l’educazione ambientale e alla sostenibilità. Le località premiate devono promuovere iniziative finalizzate alla sensibilizzazione sullo sviluppo sostenibile nelle acque dolci, nelle aree marine e sulle imbarcazioni.</p>
<p data-start="4665" data-end="4960">Il riconoscimento viene attribuito sulla base di diversi parametri. Il primo riguarda la qualità delle acque di balneazione, che devono risultare eccellenti sulla base di una valutazione riferita agli ultimi quattro anni. Sono inoltre richiesti campionamenti regolari durante la stagione estiva.</p>
<p data-start="4962" data-end="5224">Rientrano tra i criteri anche l’efficienza della depurazione delle acque reflue e della rete fognaria, la raccolta differenziata, la corretta gestione dei rifiuti pericolosi, la presenza di vaste aree pedonali, piste ciclabili, arredo urbano curato e aree verdi.</p>
<p data-start="5226" data-end="5494">Le spiagge devono essere dotate di servizi adeguati, personale addetto al salvamento, misure per l’abbattimento delle barriere architettoniche e spazi dedicati ai corsi di educazione ambientale. È inoltre richiesta la pubblicazione dei dati sulle acque di balneazione.</p>
<p data-start="5496" data-end="5780">Tra gli elementi valutati figurano anche la presenza di strutture alberghiere, servizi di pubblica utilità sanitaria, informazioni turistiche, segnaletica aggiornata, certificazioni ambientali delle attività istituzionali e delle strutture turistiche presenti sul territorio comunale.</p>
<p data-start="5782" data-end="5908" data-is-last-node="" data-is-only-node="">Viene infine considerata anche la presenza di attività di pesca integrate in modo coerente nel contesto della località marina.</p>
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		<title>Lo Stretto che unisce: quando la ricerca diventa una nuova grammatica della cura</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/lo-stretto-che-unisce-quando-la-ricerca-diventa-una-nuova-grammatica-della-cura/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lo-stretto-che-unisce-quando-la-ricerca-diventa-una-nuova-grammatica-della-cura</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 18:47:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[lo Stretto che unisce]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1536x864.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Foreste sommerse di alghe giganti, fondali rosa di Rodoliti, erbari antichi e comunità locali: nello Stretto di Messina la scienza apre una strada innovativa e straordinaria, capace di leggere la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1536x864.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/5887efbf-71a9-4dfb-be3f-5782ce36b200-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p class="sottotitolo"><strong><em>Foreste sommerse di alghe giganti, fondali rosa di Rodoliti, erbari antichi e comunità locali: nello Stretto di Messina la scienza apre una strada innovativa e straordinaria, capace di leggere la salute del mare e quella dell’uomo come un’unica relazione vivente</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="box-apertura">Ci sono ricerche che aggiungono dati. E poi ci sono ricerche che cambiano lo sguardo. Questa appartiene alla seconda categoria: perché non osserva il mare come un oggetto distante, ma come una relazione viva da custodire.</div>
<p>La pubblicazione firmata da Thalassia Giaccone, Federica Ragazzola e Anna Maria Mannino, apparsa sulla rivista scientifica internazionale <em>O Mundo da Saúde</em> il 29 gennaio 2026, appartiene a questa seconda categoria. Non è soltanto uno studio su alghe, fondali, erbari e biodiversità. È una proposta culturale, scientifica e umana che apre una prospettiva nuova: comprendere che la salute del mare e la salute delle persone non possono più essere pensate come realtà separate.</p>
<p>Ed è qui la sua forza innovativa.</p>
<p>Perché in un tempo in cui spesso dividiamo tutto — ambiente da una parte, medicina dall’altra; ricerca da una parte, vita quotidiana dall’altra; memoria da una parte, futuro dall’altra — questo lavoro compie un gesto straordinario: ricompone ciò che avevamo spezzato. Rimette insieme natura, cultura, comunità, benessere, educazione e responsabilità.</p>
<div class="frase-forte">Il cuore dello studio è lo Stretto di Messina, un luogo che non è soltanto uno spazio geografico, ma un organismo vivo.</div>
<p>Un punto di incontro tra correnti, specie, memorie, popoli, paesaggi sommersi e storie umane. Qui la ricerca intreccia tre elementi di enorme valore: le foreste sommerse di <em>Laminaria ochroleuca</em>, i fondali di Rodoliti e l’Erbario storico “A. Pistone”.</p>
<p><strong>La vera novità non sta solo nell’averli studiati. Sta nell’averli messi in relazione.</strong></p>
<p>Le foreste di alghe giganti non vengono presentate come semplici habitat marini. Diventano strutture viventi, preziose e fragili, capaci di custodire biodiversità, sostenere equilibri ecologici, proteggere la qualità del mare e, indirettamente ma concretamente, la qualità della nostra stessa vita.</p>
<blockquote><p>Un erbario non è solo una raccolta di campioni. È un archivio di sguardi.</p></blockquote>
<p>E poi c’è l’Erbario di alghe storico “A. Pistone”, forse uno degli elementi più emozionanti e originali della ricerca. Qui la scienza incontra il tempo.</p>
<p>Un erbario non è solo una raccolta di campioni. È la prova che qualcuno, prima di noi, ha osservato, raccolto, custodito e amato quel mare. È una memoria scientifica, ma anche culturale e affettiva. E in questa ricerca l’erbario diventa qualcosa di straordinariamente moderno: non un deposito del passato, ma uno strumento per capire il presente e orientare il futuro.</p>
<div class="frase-forte">Questa è una delle intuizioni più innovative dello studio: trasformare la memoria scientifica in risorsa viva per la salute integrale.</div>
<p>Non si tratta più soltanto di conservare dati o campioni. Si tratta di riconoscere che ogni traccia custodita può aiutarci a capire cosa stiamo perdendo, cosa possiamo ancora proteggere e quale rapporto vogliamo costruire con il nostro ambiente.</p>
<p>Il concetto centrale, infatti, è quello di salute integrale. Non salute intesa solo come assenza di malattia. Non ambiente ridotto a scenario naturale. Non biodiversità considerata un lusso per pochi esperti. Ma una salute più ampia, più profonda, più vera, in cui ecosistemi, benessere umano, identità, cultura, educazione, comunità e relazioni si tengono insieme.</p>
<blockquote><p>La sostenibilità non nasce solo dalle norme. Nasce anche dal legame.</p></blockquote>
<p>Perché finché guardiamo il mare come una risorsa da usare, lo consumeremo. Quando iniziamo a guardarlo come una relazione da abitare, possiamo finalmente imparare a custodirlo.</p>
<div class="gears-box">
<p>In questo senso, il modello <strong>G.E.A.R.S</strong>, di Thalassia Giaccone — <span class="gears-parole"><strong>Gratitudine, Empatia, Affetto, Reciprocità e Spiritualità</strong></span> — rappresenta una delle proposte più sorprendenti e coraggiose dello studio.</p>
</div>
<p>Inserire parole come gratitudine, empatia, affetto e spiritualità dentro una riflessione scientifica potrebbe sembrare, a uno sguardo superficiale, un azzardo. In realtà è una scelta profondamente innovativa.</p>
<p>Una legge può obbligarci a proteggere un ecosistema. Ma solo una relazione autentica può farci desiderare di custodirlo. E questa ricerca ha il merito di dire con chiarezza che la cura del mare non è solo una questione tecnica, ma anche educativa, culturale, emotiva e comunitaria.</p>
<div class="frase-forte">È stretto, ma unisce.</div>
<p>Unisce il mare e la terra. Il passato e il futuro. La memoria e la ricerca. La biodiversità e la salute umana. La scienza e la comunità. La conoscenza e la cura.</p>
<p>Ed è forse proprio questa la grandezza del lavoro: mostrarci che l’innovazione più vera non sempre consiste nell’inventare qualcosa di nuovo, ma nel vedere in modo nuovo ciò che avevamo davanti agli occhi e non sapevamo più riconoscere.</p>
<p>Le foreste sommerse di alghe giganti, i fondali rosa di Rodoliti, l’Erbario “A. Pistone” e le comunità dello Stretto diventano così i capitoli di un’unica storia. Una storia che ci dice che non possiamo più pensare la salute umana senza la salute degli ecosistemi. Non possiamo più parlare di futuro senza memoria. Non possiamo più parlare di tutela senza relazione.</p>
<div class="chiusura">
<p>Custodire il mare, allora, non è solo un gesto ecologico.</p>
<p>È un gesto umano.</p>
<p>È cura della casa comune, ma anche cura della nostra identità, del nostro equilibrio interiore, della nostra capacità di sentirci parte di qualcosa che ci precede e ci supera.</p>
<p>Questa ricerca è straordinaria perché ci ricorda che la scienza, quando è davvero al servizio della vita, non si limita a misurare il mondo. Lo rende nuovamente abitabile.</p>
</div>
<div class="domanda-finale">Siamo ancora capaci di custodire ciò che ci tiene in vita?</div>
<p>Perché se il mare si ammala, prima o poi ci ammaliamo anche noi.</p>
<p>Ma se impariamo a guarire il mare, forse possiamo guarire anche il nostro modo di stare al mondo.</p>
<p class="riproduzione">@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
<div class="fonte-originale"><strong>Articolo scientifico originale</strong> Questo articolo prende spunto dalla pubblicazione apparsa sulla rivista internazionale <em>O Mundo da Saúde</em>.<br />
Leggi lo studio originale qui: <a href="https://revistamundodasaude.emnuvens.com.br/mundodasaude/article/view/1910" target="_blank" rel="noopener noreferrer">apri la pubblicazione</a></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/lo-stretto-che-unisce-quando-la-ricerca-diventa-una-nuova-grammatica-della-cura/">Lo Stretto che unisce: quando la ricerca diventa una nuova grammatica della cura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Messina, alla riscoperta del patrimonio naturalistico: escursione tra Giardino Botanico dei Peloritani e Forte Puntal Ferraro</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2026 18:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[monti peloritani]]></category>
		<category><![CDATA[patrimonio Naturalistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Sabato 16 maggio 2026, raduno alle ore 8.30 a Colli San Rizzo (4 Strade). In programma visita al Giardino Botanico, percorso naturalistico con vista sullo Stretto e tappa al Forte&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/28/messina-alla-riscoperta-del-patrimonio-naturalistico-escursione-tra-giardino-botanico-dei-peloritani-e-forte-puntal-ferraro/">Messina, alla riscoperta del patrimonio naturalistico: escursione tra Giardino Botanico dei Peloritani e Forte Puntal Ferraro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 16 maggio 2026, raduno alle ore 8.30 a Colli San Rizzo (4 Strade). In programma visita al Giardino Botanico, percorso naturalistico con vista sullo Stretto e tappa al Forte Puntal Ferraro con panorama sulle Eolie</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Messina si appresta a ospitare un nuovo appuntamento dedicato alla valorizzazione del territorio e alla riscoperta del patrimonio naturalistico e storico dei Monti Peloritani. <strong>Sabato 16 maggio 2026</strong>, con raduno alle ore 8.30 in località Colli San Rizzo (area “4 Strade”, di fronte al distaccamento della Forestale e ritrovo Don Minico), si terrà una visita guidata al Giardino Botanico dei Peloritani e al Forte Puntal Ferraro.<br />
L’iniziativa, promossa dal <strong>Gruppo Alpini</strong> di Messina in collaborazione con realtà locali impegnate nella tutela ambientale e nella promozione escursionistica, rappresenta un’occasione per coniugare attività all’aria aperta, conoscenza del territorio e momenti di socialità.<br />
Il <strong>programma</strong> prevede la <strong>partenza</strong> alle <strong>ore 8.40</strong> dallo spiazzo delle <strong>4 Strade</strong> (350 m s.l.m.) con arrivo, pochi minuti dopo, al parcheggio del Giardino Botanico (500 m s.l.m.). Seguirà un breve percorso verso l’area del Bosco di Camaro e il rientro lungo un itinerario pianeggiante con suggestiva vista sullo Stretto.<br />
<strong>Alle ore 9.50</strong> è previsto l’accesso al Giardino Botanico e l’inizio della visita guidata, che si concluderà intorno alle 11.30. Dopo un breve momento istituzionale con le autorità della Forestale, il gruppo si sposterà verso il Forte Puntal Ferraro, dove avrà luogo una seconda visita dedicata all’area panoramica, con affaccio sulle Isole Eolie e possibilità di osservare la fauna locale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-107388" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-730x1024.jpg" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-730x1024.jpg 730w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-214x300.jpg 214w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-768x1078.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26-1094x1536.jpg 1094w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Visita-al-Giardino-Botanico-dei-Peloritani-16-5-26.jpg 1113w" alt="" width="730" height="1024" /></figure>
</div>
<p><strong>La conclusione dell’escursione</strong> è prevista per le ore 12.50, con rientro al parcheggio. A seguire, i partecipanti potranno trattenersi presso il ritrovo “Don Minico” per un momento conviviale.<br />
L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività di promozione del patrimonio ambientale e culturale dei Peloritani, con l’obiettivo di favorire una fruizione consapevole e sostenibile dei luoghi.<br />
<strong>Per partecipare</strong> è richiesta la prenotazione telefonica, utile anche per l’organizzazione logistica.<br />
Referenti:<br />
Salvatore Maio, Capogruppo Alpini di Messina – +39 328 3675110<br />
Stefano Valletta, Segretario Gruppo Alpini di Messina – +39 344 1515195<br />
L’evento è aperto a tutti gli appassionati di natura, escursionismo e storia locale.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<title>Amianto, vittoria storica per un finanziere di mare: la Cassazione riconosce Apicella vittima del dovere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/23/amianto-vittoria-storica-per-un-finanziere-di-mare-la-cassazione-riconosce-apicella-vittima-del-dovere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-vittoria-storica-per-un-finanziere-di-mare-la-cassazione-riconosce-apicella-vittima-del-dovere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:02:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Una vita in mare, una battaglia vinta: riconosciuti risarcimenti e vitalizi per circa 390mila euro Un uomo, una divisa, una vita passata in mare. E una battaglia lunga anni per&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Una vita in mare, una battaglia vinta: riconosciuti risarcimenti e vitalizi per circa 390mila euro</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Un uomo, una divisa, una vita passata in mare. E una battaglia lunga anni per vedere riconosciuta una verità: la <strong>malattia contratta non è stata una fatalità</strong>, ma <strong>il prezzo del servizio</strong>.  Oggi <strong>quella verità è definitiva</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo <strong>tre gradi di giudizio</strong>, la <strong>Corte di Cassazione</strong> ha chiuso il <strong>caso di Claudio Apicella</strong>, che <strong>ha 78 anni e vive a Porto Santo Stefano</strong> (GR), confermando in <strong>via definitiva</strong> il <strong>riconoscimento dello status di vittima del dovere</strong> per l’ex <strong>finanziere di mare</strong>, <strong>esposto all’amianto</strong> durante il servizio <strong>sulle unità navali di Taranto</strong>, <strong>Palermo</strong> e <strong>Porto Santo Stefano</strong> della <strong>Guardia di Finanza</strong>. Una decisione che <strong>non riguarda solo lui</strong>, ma apre una <strong>strada concreta</strong> per <strong>centinaia di militari </strong>che per <strong>anni hanno lavorato a bordo di navi</strong> e motovedette della GDF senza piena consapevolezza dei <strong>risc</strong></p>
<div id="attachment_120651" style="width: 248px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-120651" class="size-medium wp-image-120651" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-238x300.jpg" alt="" width="238" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-238x300.jpg 238w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-812x1024.jpg 812w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-768x968.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA-585x737.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/CLAUDIO-APICELLA.jpg 895w" sizes="(max-width: 238px) 100vw, 238px" /><p id="caption-attachment-120651" class="wp-caption-text">Claudio Apicella</p></div>
<p style="font-weight: 400;"><strong>hi legati alla presenza di amianto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La battaglia giudiziaria di Apicella si è chiusa con una vittoria piena. Il <strong>Tribunale di Grosseto</strong> aveva riconosciuto il diritto allo status di vittima del dovere e ai benefici previsti dalla legge. La <strong>Corte d’Appello di Firenze</strong> aveva confermato quel riconoscimento. Ora <strong>la Corte di Cassazione</strong> ha <strong>respinto definitivamente il ricorso</strong> dei Ministeri dell’Economia e dell’Interno, rendendo <strong>irrevocabile la decisione</strong>. I giudici <strong>hanno ritenuto pienamente attendibili</strong> gli <strong>accertamenti tecnici</strong>: la malattia – <strong>placche pleuriche e asbestosi</strong> – è stata <strong>causata dall’esposizione alla fibra killer durante il servizio.</strong> “<em>Si tratta di un precedente unico e di valore storico: il primo caso di un finanziere di mare riconosciuto vittima del dovere per esposizione all’amianto</em>”, commenta l’Avv. <strong>Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong> e difensore dell’uomo, che sottolinea &#8211; “<em>Questa decisione rafforza la tutela di tutti gli appartenenti alle Forze armate e di polizia impiegati in contesti operativi ad alto rischio e apre una strada concreta per chi ha vissuto le stesse condizioni</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il prezzo del servizio &#8211; </strong>Per <strong>oltre trent’anni</strong> il militare ha lavorato come <strong>motorista e direttore di macchina</strong> in <strong>ambienti chiusi</strong>, <strong>vani motore</strong>, <strong>tubazioni</strong>, <strong>coibentazioni</strong>: luoghi dove l’amianto era presente in modo diffuso e spesso invisibile<strong>. Le sentenze hanno riconosciuto che quel servizio</strong> – svolto anche in <strong>attività operative di contrasto al contrabbando</strong>, al <strong>traffico di droga e all’immigrazione clandestina</strong> – lo ha esposto a un rischio concreto e prolungato, con <strong>conseguenze permanenti sulla salute</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Una battaglia lunga e non scontata &#8211; </strong>Quella di Claudio Apicella non è stata una vittoria immediata. Nonostante il riconoscimento già in primo grado, <strong>le amministrazioni competenti hanno proseguito il contenzioso nei successivi gradi di giudizio</strong>, costringendo il militare ad <strong>affrontare una lunga battaglia legale durata anni</strong>. Un percorso complesso, segnato non solo dalla <strong>difficoltà di far valere i propri diritti</strong>, ma anche <strong>dall’amarezza di non vedere riconosciuta</strong>, sin da subito, <strong>la propria condizione da parte delle stesse istituzioni che aveva servito per una vita</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ad Apicella <strong>dovranno essere riconosciuti tutti i benefici economici previsti per le vittime del dovere</strong>, compresi gli arretrati maturati a partire dal 2015. Tra assegni vitalizi e somme spettanti, <strong>il riconoscimento economico supera complessivamente</strong> i <strong>390.000 euro</strong>. Un risultato che rappresenta <strong>non solo un ristoro economico</strong>, ma soprattutto il<strong> riconoscimento di un danno subito nello svolgimento del proprio servizio</strong>. Oggi questa decisione apre una strada: per chi ha servito, per chi si è ammalato, per chi ancora attende giustizia.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1777018795453000&amp;usg=AOvVaw2dla--g1TiBEYeky3iXfmZ">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Amianto nella Marina: il Ministero della Difesa condannato due volte per la morte di un militare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/17/amianto-nella-marina-il-ministero-della-difesa-condannato-due-volte-per-la-morte-di-un-militare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=amianto-nella-marina-il-ministero-della-difesa-condannato-due-volte-per-la-morte-di-un-militare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2026 18:08:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Prima il Tribunale civile di Roma, poi il TAR del Lazio: risarcimenti per oltre un milione. La Cassazione riapre anche il caso dell’orfana esclusa   17 aprile 2026 – Due&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/17/amianto-nella-marina-il-ministero-della-difesa-condannato-due-volte-per-la-morte-di-un-militare/">Amianto nella Marina: il Ministero della Difesa condannato due volte per la morte di un militare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/amianto-lavoro-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Prima il Tribunale civile di Roma, poi il TAR del Lazio: risarcimenti per oltre un milione. La Cassazione riapre anche il caso dell’orfana esclusa</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">17 aprile 2026 – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Due condanne</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">due giudici diversi</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">una sola responsabilità</strong>: quella del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ministero della Difesa</strong> per la morte di un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">militare esposto all’amianto durante il servizio nella Marina Militare</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">È un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">passaggio giuridico rilevante</strong>quello che emerge dalle recenti decisioni che riguardano la vicenda di C.C., <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sottocapo nocchiere deceduto il 19 agosto 2015 per mesotelioma pleurico</strong>, una patologia strettamente correlata all’esposizione alla fibra killer. Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">doppia condanna per la stessa vicenda</strong> che vede il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ministero della Difesa</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rispondere due volte per la sua morte</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dopo la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">prima sentenza del Tribunale civile di Roma</strong>, che ha riconosciuto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">oltre un milione di euro di risarcimento ai familiari</strong> – la vedova e due figlie – è intervenuto anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il TAR del Lazio</strong>, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha disposto un ulteriore risarcimento pari a 168mila euro</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rafforzando così il quadro delle responsabilità dell’Amministrazione</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il caso rappresenta un passaggio significativo nella giurisprudenza sull’amianto nelle Forze armate, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">evidenziando come la stessa vicenda</strong>possa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dar luogo a diversi livelli di responsabilità</strong>, civile e amministrativa.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Parallelamente, la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Corte di Cassazione</strong>ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riaperto il contenzioso relativo a una delle figlie della vittima</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non fiscalmente a carico</strong>, e disponendo un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nuovo esame della causa presso la Corte d’Appello di Brescia</strong> dove la donna vive.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il militare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">aveva prestato servizio nella Marina Militare tra il 1966 e il 1971</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">imbarcato su unità navali di vecchia generazione</strong>. Per cinque anni <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha vissuto e lavorato in ambienti saturi di amianto</strong>: nei locali motori, nei corridoi, nelle condotte e negli spazi comuni. Fibre invisibili, respirate giorno e notte, senza alcuna protezione.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">La pericolosità dell’amianto era già nota, ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nessuna misura era stata adottata per tutelare la salute del personale</strong>. Solo nel 2018, tre anni dopo la sua morte, è arrivato il riconoscimento della causa di servizio, poi confermato nel 2019.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ricordo C.C. gravemente malato. Era molto scettico sulla possibilità di ottenere giustizia contro il Ministero della Difesa. Si sentiva tradito come uomo, come cittadino e come militare. Sapeva di dover morire</em>”, racconta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e legale della famiglia &#8211; “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’ultima telefonata, poco prima della sua morte, è qualcosa che non si dimentica: la voce era spezzata, segnata dalla mancanza di ossigeno. Dopo la sua scomparsa, ho visto lo sconforto della vedova e delle figlie. Una disperazione totale. Oggi, dopo anni di battaglie, possiamo dire di aver raggiunto risultati importanti</em>”. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa doppia condanna</em> – aggiunge &#8211; <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rappresenta un punto fermo nell’accertamento delle responsabilità e nel riconoscimento dei diritti delle vittime dell’amianto</em>”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L’Osservatorio Nazionale Amianto è impegnato nella tutela delle vittime e dei loro familiari tramite il sito </span><a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1776497225721000&amp;usg=AOvVaw3cADyT_pz5MU74AgRRXV5a"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.it</span></strong></a><strong> </strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">e il numero verde <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">800 034 294</strong>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Fede, speranza e ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 18:52:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[Fede]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Cristiani per l’ecologia e la sostenibilità. A Palermo riparte la sfida della “Laudato Si’” con un corso di Alta Formazione. La lezione inaugurale all’Abbazia benedettina di San Martino delle Scale&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Abbazia-in-primo-piano-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Cristiani per l’ecologia e la sostenibilità. A Palermo riparte la sfida della “Laudato Si’” con un corso di Alta Formazione. La lezione inaugurale all’Abbazia benedettina di San Martino delle Scale</em></p>
<p>L’11 aprile prende il via la seconda edizione del corso di Alta Formazione in Ecologia Integrale in un luogo così suggestivo come l’Abbazia di San Martino delle Scale. Il corso è promosso dalla Fondazione Giuseppe Benedetto Dusmet in collaborazione con la Pontificia Università Gregoriana. Un progetto che unisce riflessione spirituale, ricerca scientifica e impegno civile, ispirandosi all’enciclica <strong>Laudato Si’ </strong>di Papa Francesco.</p>
<p>Fino al 27 maggio, studiosi, professionisti e cittadini potranno immergersi in un itinerario che intreccia teoria e pratica. Il programma prevede quattro incontri in presenza e undici moduli online, per un totale di sedici appuntamenti dedicati ai temi più urgenti del nostro tempo: energia, clima, salute, biodiversità, agricoltura e giustizia ambientale.</p>
<p>L’obiettivo è formare figure capaci di leggere la crisi globale in chiave integrale, coniugando sviluppo economico, equità sociale e tutela del creato.</p>
<p>L’apertura ufficiale sarà presieduta dall’Arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice e dall’Abate Don Vittorio Rizzone. Ospite d’onore Suor Alessandra Smerilli, Segretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che offrirà una <em>lectio magistralis</em> sul valore dello sviluppo umano nella prospettiva dell’ecologia integrale.</p>
<p>Grande rilievo avrà anche il dialogo interreligioso: rappresentanti delle tradizioni cristiana, islamica ed ebraica si confronteranno su un terreno comune, quello della responsabilità condivisa verso la “casa comune”.</p>
<p>Il corso è gratuito e accessibile anche online, grazie alle registrazioni disponibili in modalità asincrona sulla piattaforma della Gregoriana. È rivolto a studenti, operatori pastorali, professionisti e cittadini interessati. Gli iscritti agli ordini professionali potranno ottenere crediti formativi dai rispettivi ordini.</p>
<p>Con questa iniziativa, la Fondazione Dusmet e la Gregoriana rilanciano un messaggio di speranza e responsabilità condivisa: solo unendo competenze, etica e spiritualità sarà possibile custodire il futuro del pianeta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/10/fede-speranza-e-ambiente/">Fede, speranza e ambiente</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>Cassazione, svolta sull’amianto nell’Aeronautica Militare: ribaltata interpretazione della Difesa, diritti anche per due orfani di una vittima del dovere di Napoli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/09/cassazione-svolta-sullamianto-nellaeronautica-militare-ribaltata-interpretazione-della-difesa-diritti-anche-per-due-orfani-di-una-vittima-del-dovere-di-napoli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cassazione-svolta-sullamianto-nellaeronautica-militare-ribaltata-interpretazione-della-difesa-diritti-anche-per-due-orfani-di-una-vittima-del-dovere-di-napoli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Apr 2026 16:32:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[cassazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>Riaperto il caso di un maresciallo morto per mesotelioma: una decisione che può cambiare il destino di centinaia di famiglie 9 aprile 2026 – Una decisione della Corte di Cassazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/amianto-cartello-danger-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Riaperto il caso di un maresciallo morto per mesotelioma: una decisione che può cambiare il destino di centinaia di famiglie</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">9 aprile 2026 – Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">decisione della Corte di Cassazione</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">riapre il caso degli orfani di una vittima del dovere esposta all’amianto</strong> e segna un passaggio rilevante nell’interpretazione dei diritti previdenziali dei familiari. Gli Ermellini <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno stabilito che i benefici previsti per le vittime del dovere spettano anche ai figli non fiscalmente a carico</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ribaltando l’interpretazione finora adottata dal Ministero della Difesa</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il caso riguarda un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">1° Maresciallo dell’Aeronautica Militare di Napoli</strong> che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per oltre 38 anni</strong> ha prestato servizio presso diverse basi dell’Aeronautica Militare – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Capodichino </strong>(Napoli), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pratica di Mare</strong> (Roma), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gioia del Colle</strong>(Bari) e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Grazzanise</strong> (Caserta) – svolgendo attività di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">manutenzione degli aeromobili esposto quotidianamente all’amianto</strong>. È <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">morto nel 2015 per mesotelioma</strong>, lasciando la moglie e due figli.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Solo nel 2021</strong> l’Aeronautica Militare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ha riconosciuto il militare come vittima del dovere</strong>, erogando le prestazioni alla vedova, poi scomparsa nel 2023 dopo anni di gravi sofferenze fisiche e psicologiche. Diversa, invece, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">la posizione assunta</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">nei confronti dei figli M.M. e M.M.</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">entrambi di Napoli</strong>, ai quali <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il Ministero della Difesa ha negato il riconoscimento dei benefici</strong>, ritenendoli non superstiti in quanto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non fiscalmente a carico del padre al momento del decesso</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">scelta contestata dai due orfani</strong>, che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno avviato un articolato contenzioso</strong>: da un lato le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">azioni risarcitorie per i danni subiti dal loro congiunto</strong>e per il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">danno da lutto</strong>; dall’altro la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">richiesta di accesso alle prestazioni previdenziali previste per le vittime del dovere</strong>.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ragioni che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">hanno trovato ora pieno riconoscimento nella pronuncia della Corte di Cassazione</strong>, che con la sentenza pubblicata notificata due giorni fa, ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">affermato un principio</strong> di diritto destinato a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">incidere su numerosi casi analoghi</strong>, e che rappresenta anche un importante riconoscimento dell’azione legale condotta dall’avvocato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ezio Bonanni</strong>, presidente dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Osservatorio Nazionale Amianto</strong>. «<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questa decisione rappresenta un passaggio di grande rilievo</em> – dichiara – <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">perché riconosce un principio di diritto che amplia la tutela dei familiari, includendo anche gli orfani non a carico fiscale. Il giudizio dovrà essere riassunto davanti alla Corte d’Appello di Napoli, che dovrà attenersi ai principi stabiliti dalla Suprema Corte e pronunciarsi anche sugli arretrati maturati dal 2015. La richiesta economica è significativa: circa 150mila euro per ciascun orfano, per un importo complessivo di circa 300mila euro</em>”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il valore della decisione va oltre il singolo caso</strong>. La pronuncia interviene infatti su una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">questione che riguarda numerosi procedimenti analoghi</strong> e contribuisce a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ridefinire l’accesso ai benefici per i familiari delle vittime del dovere</strong>. E riporta al centro dell’attenzione anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il tema dell’esposizione all’amianto nell’Aeronautica Militare</strong>: un ambito <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">a lungo ritenuto marginale</strong>, ma che, alla luce delle evidenze emerse, si è rivelato invece <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">segnato da casi di malattia e decessi legati ai lunghi tempi di latenza delle patologie asbesto-correlate</strong>. Una decisione che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">non riapre solo partite giudiziarie</strong>, ma soprattutto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">restituisce prospettive di riconoscimento e tutela a centinaia di famiglie</strong>ancora in attesa di giustizia.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer noreferrer noreferrer noreferrer noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it&amp;source=gmail&amp;ust=1775823419369000&amp;usg=AOvVaw2XOpN9GcCdrTK8m5bPa2Eu" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
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		<title>Acqua negli edifici: legionella pneumophila e prevenzione sostenibile per l&#8217;ambiente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Apr 2026 06:53:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Epidemiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Legionellosi]]></category>
		<category><![CDATA[one health]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-08_59_54-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>L’acqua è vita, ma anche un ecosistema complesso che richiede equilibrio e consapevolezza. Tra i microrganismi che la abitano, Legionella pneumophila rappresenta una potenziale minaccia per la salute, soprattutto negli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="css-p7hmfs">
<p class="mb-12 text-[1.125rem] leading-[160%] font-normal text-black __className_8e2447"><strong><em>L’acqua è vita, ma anche un ecosistema complesso che richiede equilibrio e consapevolezza. Tra i microrganismi che la abitano, Legionella pneumophila rappresenta una potenziale minaccia per la salute, soprattutto negli ambienti indoor. Oggi, grazie a nuove evidenze scientifiche e a un approccio normativo più mirato, è possibile prevenire i rischi in modo efficace e sostenibile, coniugando tutela della salute pubblica e rispetto dell’ambiente in una visione integrata di “One Health”</em></strong></p>
</div>
<div class="flex flex-col gap-6 md:flex-row md:items-center">
<div class="css-p7hmfs">
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>di Vincenzo Romano Spica</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">L’<b><strong>acqua</strong></b> è un bene inestimabile alla base della vita sul pianeta e della salute di ogni essere umano. Anzi, ogni forma di vita, dai microscopici batteri ai grandi cetacei, dai fiori dei campi agli alberi della foresta tropicale, sono –“siamo”- fatti soprattutto di acqua (60-80%). Il nostro stesso satellite in cui viviamo e fatto più di acqua che di terra! Non a caso, <b><strong>Jeremy Rifkin</strong></b> propone modificare il nome del Pianeta Terra in “Pianeta Acqua”.</p>
<p style="font-weight: 400;">La <b><strong>biodiversità</strong></b> di animali e piante che vediamo nei diversi ambienti naturali, dipende dalla biodiversità di invisibili microflore presenti nell&#8217;acqua: il loro microbiota. La nostra salute dipende dalla salute degli ecosistemi, in una prospettiva unica e interconnessa di &#8220;One Health&#8221;. Tra questi microrganismi innocui ed anzi benefici, ve ne sono raramente alcuni patogeni, da cui dobbiamo difenderci. Tuttavia, sarebbe assurdo e anzi dannoso pretendere di disporre di acqua senza microbi, ossia sterile e senza vita. Con il progresso tecnologico e l’estendersi dell’urbanizzazione, il tema acqua, ha iniziato a riguardare anche le nostre case, gli edifici in cui lavoriamo o in cui svolgiamo attività ricreative, ludiche o sportive. Dal rubinetto di un bar alla doccia di un albergo, dalle fontane di stazioni e aeroporti agli impianti idrici di industrie specializzate, l’acqua “gira” tra le mura in cui abitiamo, tra tubature e serbatoi. La sua forza vitale si mantiene anche in ambienti indoor, alimentando una biodiversità che il più delle volte è invisibile, ma sempre presente. Tra le numerosissime specie di microrganismi acquatici, alcune, in condizioni particolari possono anche divenire patogene, e pericolose soprattutto per soggetti fragili. Tra queste <b><strong><em>Legionella pneumophila</em></strong></b>, un batterio acquatico spesso alla ribalta sui media, in quanto attraverso aerosol può in rari situazioni essere inalato e determinare una polmonite grave che prende il nome di<b><strong> Malattia dei Legionari</strong></b>: dalla prima epidemia che colpì un raduno di veterani in un albergo di Filadelfia, in USA, nel 1976.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’emergere della Legionella pneumophila come principale responsabile della Malattia del Legionario o Legionellosi, ha portato scienziati e decisori a rivedere le modalità di sorveglianza e gestione degli impianti idrici. Una recente analisi costi-benefici condotta dal Laboratorio di Epidemiologia dellUniversità di Roma &#8220;Foro Italico&#8221; (Romano Spica et al, Water 2024), in collaborazione con ricercatori europei, mostra perché concentrare l’attenzione proprio su <em>L. pneumophila</em> rappresenti non solo una scelta più efficace per la tutela della salute pubblica, ma anche più efficiente dal punto di vista economico e più sostenibile per l&#8217;ambiente.</p>
<p>Il <b><strong>nuovo decreto italiano</strong></b> sulla gestione della acqua negli edifici (DL18-23) include misure per la prevenzione della Legionellosi, in linea con la revisione della<b><strong> Direttiva europea 2020/2184</strong></b> sulla qualità delle acque destinate al consumo umano. Questi documenti segnano un importante passo avanti nella regolazione della sicurezza idrica nei diversi ambienti di vita.</p>
<p><em>Legionella pneumophila</em> è inserita come parametro di sorveglianza nella routine dei controlli, accanto al gruppo più ampio delle altre decine di specie di Legionelle, che appartengono a questa famiglia di batteri acquatici. Il decreto riconosce che il controllo di <em>L. pneumophila</em> è fondamentale per prevenire la Legionellosi, imponendo test sistematici e regolari in una vasta gamma di impianti, tra cui strutture pubbliche, sanitarie, ricreative, turistiche, ambienti di lavoro, impianti sportivi o per la riabilitazione.</p>
<p>Questa scelta risponde direttamente all’evidenza clinica: <em>L. pneumophila </em>è responsabile della grande maggioranza dei casi e dei focolai di Legionellosi, come confermato da dati dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).</p>
<p>Allo stesso tempo, le altre specie (spp) di Legionella restano parte del quadro normativo italiano, in particolare nell’ambito delle valutazioni del rischio. Il controllo delle varie Legionelle spp. resta fondamentale specie in ambienti complessi o ad alto rischio, come ospedali, anche se il modello sperimentale utilizzato suggerisce chiaramente come <em>L. pneumophila</em> resti il parametro più rilevante e critico per la sorveglianza e tutela della salute.</p>
<p>Questo cambiamento riflette un allineamento razionale tra regolazione, rischio e risorse. La ricerca dimostra che, concentrando il monitoring e le azioni di controllo su <em>L. pneumophila</em>, è possibile:</p>
<p>&#8211; Migliorare e mirare la rilevanza preventiva degli effetti del monitoraggio ambientale su ampia scala.</p>
<p>&#8211; Ridurre costi superflui legati a bonifiche non necessarie o derivanti da controlli troppo generici.</p>
<p>&#8211; Intervenire più tempestivamente e in modo meno dispersivo, grazie a soglie più chiare e protocolli di risposta noti da tempo.</p>
<p>In sintesi, nella complessa biodiversità delle acque destinate al consumo umano, controllare la principale causa specifica della malattia è una scelta efficace ed efficiente, importante sia dal punto di vista di sanità pubblica che economico, come in una prospettiva di sostenibilità ambientale.</p>
<h2 style="font-weight: 900;"><b><strong><em>Estate, stagione a rischio: attenzione nel settore turistico e occupazionale</em></strong></b></h2>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-119696 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-1024x683.png" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12-263x175.png 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-3-apr-2026-09_08_12.png 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Con l’arrivo dell’estate e della stagione balneare, aumenta il rischio di focolai di Legionella, che preferisce crescere in acqua calda-tiepida. I cambiamenti climatici potrebbero favorire questo pericolo, anche se al momento le evidenze sono ancora limitate e contraddittorie. In infrastrutture turistiche, come docce di hotel, torri di raffreddamento, spogliatoi di piscine e vasche idromassaggio il numero di utilizzatori più elevato aumenta i rischi di infezione, specie in soggetti fragili. Chiusure prolungate o intermittenti -come avvenne durante la pandemia- sono particolarmente pericolose per favorire un&#8217;eccessiva proliferazione microbica, legata al ristagno e riscaldamento dell&#8217;acqua.</p>
<p>La prevenzione si basa sulla <b><strong>sorveglianza</strong></b>, su controlli periodici dell&#8217;acqua, e sulla disinfezione mirata.</p>
<p>Un altro ambito in cui il controllo del rischio Legionellosi sta acquisendo rilevanza è il riutilizzo di acque reflue in agricoltura, industrie e vari altri ambiti. Nei Paesi Bassi, ad esempio, avanzati programmi di riuso delle acque hanno iniziato a integrare sistemi di monitoraggio di <em>L. pneumophila </em>negli scarichi, anche a seguito di alcuni focolai di malattia, ripetutisi nell’ultimo decennio.</p>
<p>Questi esempi evidenziano come la consapevolezza sull’importanza di <em>L. pneumophila</em> stia crescendo, non solo come parametro per la sicurezza dell’acqua di rubinetto, ma anche come elemento chiave nella più ampia economia circolare dell’acqua.</p>
<h2 style="font-weight: 900;"><em>Il nuovo approccio normativo italiano: un modello a due livelli</em></h2>
<p>Il nuovo decreto italiano introduce protocolli per la prevenzione, e in alcune situazioni considera attuabile un modello di controllo a due livelli:</p>
<p>&#8211; Test di routine su <em>L. pneumophila</em>, basati sul suo ruolo dominante nella malattia, per una prevenzione continua e mirata;</p>
<p>&#8211; Test contestuali su <em>Legionella spp</em>. in presenza di fattori di rischio specifici, come impianti complessi o contaminazioni pregresse – in particolare negli ospedali- e|o quando presenti situazioni di fragilità e vulnerabilità.</p>
<p>Questo modello bilanciato permette azioni mirate senza rinunciare alla flessibilità, assicurando strategie proporzionate al rischio effettivo.</p>
<p>Questo approccio intelligente alla sorveglianza rappresenta un modello per altri Paesi. Anziché eseguire un monitoring ampio e in modo generico e reagire più lentamente, è infatti possibile.</p>
<p>&#8211; Concentrarsi sul patogeno principale e sugli ambienti che causano malattia e che può essere anche letale;</p>
<p>&#8211; Rilevare i problemi più precocemente grazie a indicatori clinicamente significativi, agili e diretti;</p>
<p>&#8211; Allineare le misure di risposta ai rischi sanitari effettivi, puntando a coprire la maggior parte delle situazioni ottimizzando l&#8217;uso delle risorse.</p>
<p>Tali considerazioni aprono ad una evoluzione pragmatica delle politiche sanitarie suggerendo risultati importanti per la salute pubblica, senza sovraccaricare operatori coinvolti in analisi di laboratorio o interventi di bonifica su reti idriche di edifici contaminati da specie considerate non particolarmente virulente o patogene.</p>
<h2 style="font-weight: 900;"><em>L’Italia guida con l’evidenza scientifica ed il buon senso</em></h2>
<p>Con l’introduzione formale di L. pneumophila come parametro di routine, pur mantenendo <em>Legionella spp</em>. nel quadro di rischio più ampio, il nuovo decreto italiano rappresenta un approccio sfumato e basato su prove. Nel contesto dell’attuazione della<b><strong> Direttiva Acque Potabili in tutta Europa</strong></b>, questo modello – in cui <em>L. pneumophila </em>è centrale ma non esclusiva – può ispirare altri Paesi a sviluppare sistemi di monitoraggio più intelligenti, sicuri e sostenibili.</p>
<p>Legionella insegna come la<b><strong> biodiversità dell&#8217;acqua </strong></b>possa comprendere anche microrganismi potenzialmente pericolosi, ma che fanno parte dell&#8217;ecosistema e abitano gli ambienti acquatici da molto prima di quando l&#8217;uomo abbia iniziato a costruire città e incanalato l&#8217;acqua negli impianti idrici degli edifici. Sarebbe irrealistico pensare di poter eliminare Legionella dalle acque, e controproducente per l&#8217;ambiente e per l&#8217;uomo immettere grandi quantità di biocidi pensando di annullare il rischio, imponendo la bonifica su larga scala di edifici in cui la presenza di una qualsiasi specie di Legionella fosse identificata. Focalizzare prioritariamente sul principale patogeno sembra poter essere una soluzione piu appropriata e sostenibile anche in una prospettiva di <b><strong>One Health</strong></b>, in cui la tutela della salute umana si coniughi con il rispetto dell&#8217;ambiente e di altri esseri viventi, intesi come parte di un unico ecosistema, parte costitutiva del &#8220;Pianeta Acqua&#8221;.</p>
<p>Guarda l&#8217;intervista al Prof. <b><strong>Vincenzo Romano Spica</strong></b><br />
<em>Ordinario di Igiene e Sanità Pubblica, Direttore Laboratorio di Epidemiologia e Biotecnologie, Università degli Studi di Roma &#8220;Foro Italico&#8221;<br />
</em> <a href="https://youtu.be/_VBD045CNaA">https://youtu.be/_VBD045CNaA</a></p>
</div>
<p>Fonte:</p>
<div class="css-p7hmfs">
<p class="text-[1.125rem] leading-[160%] font-bold text-[#1F7F44] __className_8e2447">ANTER Magazine</p>
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		<title>La Sfida dei Sistemi WEC per il Recupero delle Spiagge e la Sovranità Green</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 11:19:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Catturaggio-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Catturaggio-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Catturaggio-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Catturaggio-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Catturare l’energia delle onde è una sfida complessa, ma i modelli oceanici atlantici ci dicono che è possibile. Tecnologie come CETO, CorPower e LIMPET integrano difesa costiera e produzione energetica.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em>Catturare l’energia delle onde è una sfida complessa, ma i modelli oceanici atlantici ci dicono che è possibile. Tecnologie come CETO, CorPower e LIMPET integrano difesa costiera e produzione energetica. Ingegneria e algoritmi sostituiscono le barriere passive con soluzioni dinamiche e resilienti. Una strategia che unisce sicurezza territoriale e transizione sostenibile.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Ing. Giovanni Bonanno</p>
<p>Il tempo delle risorse esauribili è scaduto, ma quello della natura non smette di presentarci il conto. Dopo che eventi estremi come il ciclone Harry hanno snaturato i nostri litorali, divorando decenni di costa in poche ore, la sfida non è più solo resistere, ma evolvere. La risposta non risiede in barriere passive, ma nello sfruttamento di quella stessa forza che ci ha colpito: l’energia del moto ondoso.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105211" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio1-1024x723.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio1-1024x723.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio1-300x212.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio1-768x542.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio1.jpg 1474w" alt="" width="1024" height="723" /></figure>
<p>La transizione verso fonti rinnovabili — sole, vento, biomasse — trova oggi nel mare una nuova frontiera tecnologica. Gli studi più recenti, supportati dal Centro Servizi Multisettoriale e Tecnologico dell’Università di Ingegneria di Brescia, hanno aperto la strada ai moderni sistemi WEC (Wave Energy Converter). Non si tratta di semplici macchine, ma di sistemi progettati per sopravvivere all’apocalisse marittima.<br />
A differenza delle vecchie infrastrutture che opponevano una resistenza rigida alla furia del mare, i WEC utilizzano strategie di “difesa attiva”. Sistemi come il CETO o il CorPower Ocean (C4) adottano la tattica della sommersione: durante le tempeste, si inabissano letteralmente, riducendo le sollecitazioni strutturali. Altri utilizzano la modalità “Storm Survival”, algoritmi intelligenti che attivano il detuning (disintonizzazione), rendendo il dispositivo “trasparente” alla forza dell’urto, proprio come le pale eoliche si orientano per non spezzarsi sotto raffiche estreme.</p>
<p>Per la conformazione specifica delle nostre coste, dove il dislivello tra il piano stradale e l’arenile è marcato, la soluzione più promettente è il sistema LIMPET. Si tratta di un collettore a colonna d’acqua oscillante (OWC), una tecnologia già collaudata con successo nell’isola scozzese di Islay. Immaginate una centrale a turbina ad aria compressa, integrata sotto le nostre piazze o i nostri slarghi affacciati sul mare: una struttura di cemento capace di catturare il fronte ondoso sottocosta e trasformarlo in energia elettrica pulita, immettendola direttamente in rete.</p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105212" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio3-1024x723.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio3-1024x723.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio3-300x212.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio3-768x542.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/03/gio3.jpg 1474w" alt="" width="1024" height="723" /></figure>
<p>A ulteriore protezione delle coste, l’intervento ingegneristico può e deve scendere nel dettaglio del rilevato stradale prossimo all’arenile. Conformando opportunamente le strutture costiere e creando parapetti sagomati, è possibile ridurre drasticamente l’impatto delle onde anomale, evitando l’allagamento sistematico di marciapiedi e carreggiate stradali. Si tratta di sistemi già largamente impiegati con successo che, integrati alla produzione energetica, garantiscono una mitigazione reale dell’impatto dei cicloni.</p>
<p>Catturare l’energia delle onde è una sfida complessa, ma i modelli oceanici atlantici ci dicono che è possibile. È tempo di smettere di guardare al mare solo come a una minaccia da cui difendersi e iniziare a vederlo come il più potente alleato per la nostra sicurezza energetica e costiera. La tecnologia esiste, i dati sono pronti; ora serve la visione per tradurli in realtà.</p>
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