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	<title>Musica Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Musica Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La scomparsa di Francesco Guccini. La nostalgia come poesia e linguaggio musicale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 14:16:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>Francesco Guccini ha trasformato la nostalgia in poesia, la memoria in racconto e la canzone in letteratura. Il ricordo di Pierfranco Bruni ripercorre l’eredità culturale di un artista che ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/06/la-scomparsa-di-francesco-guccini-la-nostalgia-come-poesia-e-linguaggio-musicale/">La scomparsa di Francesco Guccini. La nostalgia come poesia e linguaggio musicale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/1ecf480a-c2cf-40f6-bb71-7fb1556d305c-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p><p><em><b>Francesco Guccini ha trasformato la nostalgia in poesia, la memoria in racconto e la canzone in letteratura. Il ricordo di Pierfranco Bruni ripercorre l’eredità culturale di un artista che ha fatto del tempo e delle radici il cuore della sua opera.</b></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A 86 anni Francesco Guccini è andato via con il silenzio di quella terra che amava. Lo ascoltavo nei miei anni universitari. Poi ho scritto su di lui. Poi l&#8217;ho incontrato. Di Proust e del canto popolare tra un mio caffè e un suo &#8220;rosso&#8221; in bicchiere di vetro o di ceramica. Ha raccontato. Abbiamo discusso da due posizioni diverse. Ma con onestà  culturale. Sempre. Tra i ricordi e i sogni che si rincorrono per non disperdere i segni del tempo. Un lungo canto in cui la musica è scenario e il battuto narrante è un ritornello di ritmi. È già da molti anni che Francesco Guccini, sì il Guccini cantautore, quello di Dio è morto, di Noi non ci saremo, di Radici, di Primavera di Praga, della straordinaria La canzone del bambino nel vento, è entrato nella temperie narrativa.<br />
Una epifania di immagini dentro una coralità di linguaggi. Un ripensare la realtà attraverso i codici della memoria che ci permette di raccontare ricordando. Perché il tempo non si perde. È un viaggiare senza dimenticare nella consapevolezza di ciò che si è stati.<br />
Le vie dell’infanzia sono infinite come quelle della giovinezza. Le vie del tempo perduto ridisegnano dentro di noi immagini vissute. Le vie del tempo sono anche le vie dei luoghi che ci hanno attraversato e che noi abbiamo attraversato. La letteratura custodisce i segreti, le emozioni, le albe e le lune del nostro viaggio tra ciò che siamo stati e ciò che siamo. E in questo che siamo i fili si aggomitolano. Penetrano dentro di noi con i loro destini e con i loro vocalizzi. Questi fili non sono altro che i ricordi. Gli immensi e a volte gli indefinibili ricordi che creano un raccordo tra la storia o le storie e le giornate infinite che riempiono il nostro essere.<br />
La letteratura è una conchiglia che raccoglie gli echi del tempo. Forse viviamo cercandoci nell’immenso e forse siamo immensi nei tralicci che intrecciano note scordate. Un tempo vissuto non è un tempo perduto. È soltanto un tempo nella lontananza. O è soltanto una lontananza nel frantumarsi del tempo che ci appartiene. Così  in Cittanòva blues e il mosaico-memoria. I ricordi che fila e sfila il romanzo di Francesco Guccini, Cittanòva blues, Mondadori 2003, sono anditi nel tempo rivelato. Non è un romanzo che convince dal punto di vista prettamente letterario. Ma suscita attenzione. Non è un romanzo rivelatore. È un tassello del mosaico-memoria dentro il quale i segni del perduto si raccontano. Non affascina per lingua levigata o per architettura estetica. Ma bussa costantemente alle pareti del labirinto che interseca nelle nostre nostalgie. La letteratura che ricostruisce grazie ai ricordi e alla fabula ha qualcosa di magico. Non ci troviamo di fronte a un grande romanzo. È un romanzo che però ci tocca. Come ci toccano e ci hanno interessato le sue poesie-canzoni. Ed è così che “i giorni passavano, incredibile ma scivolavano, uno dopo l’altro, di noia e abitudini, ma più che altro bechìsia, ormai rassegnati, allineati e coperti…”.<br />
“Bechìsia” sta per rincoglionito: lo spiega lo stesso Guccini nel Glossario in appendice. Si racconta qui dei giorni di caserma. Uno spaccato di un tempo attraversato e ora ricostruito con un linguaggio che ha rimandi poetici. Quel mondo fortemente esistenziale è un ritagliare spigoli di vita, frasi di generazioni, calpestio di anni. Non parodia. Non realtà pura. Metafora. Girotondo dentro il mondo. C’è un itinerario letterario: dalla canzone al libro. Quelle sue recitate musicate continuano ad appartenerci. Hanno durezza. Sono sceneggiatura allegorica della cronaca nella storia.<br />
La storia che raccoglie il fogliame della cronaca. Anche Cittanòva blues è oltre la musica ma nella musica. Perché raccontando la musica e parlando di musica si tracciano profili di generazioni. Una musica fatta non solo di note ma di linguaggio parlato. Di parole che raccontano in una lingua di paese, di dialetto, di popolo. E il popolo ha radicamento di tradizione.</p>
<p>Il romanzo richiama altri libri dello stesso Guccini. Richiama la sua poesia cantata.<br />
L’itinerario è preciso e consistente. Da Cròniche epafàniche, Feltrinelli, 1989 a Vacca d’un cane, Feltrinelli, 1993. Da La legge del bar e altre comiche, Comix, 1996 a Macaronì. Romanzo di santi e delinquenti, con Loriano Macchiavelli, Mondadori, 1997 fino ancora a Un disco dei Platters &#8211; Romanzo di un maresciallo e una regina, con Macchiavelli, Mondadori, 1998 e a  Dizionario del dialetto di Pàvana, 1998,  Questo sangue che impasta la terra, con Macchiavelli, Mondadori, 2001, Storia di altre storie, con Vincenzo Cerami, Piemme, 2001, Lo Spirito e altri briganti, con Macchiavelli, Mondadori, 2002 sino Tango e gli altri, con Macchiavelli, Mondadori, 2007 e Icaro, Mondadori, 2008.<br />
A questi si aggiungono Un altro giorno è andato del 1999, poi riedito come Portavo allora un eskimo innocente nel 2007, e L’uomo che reggeva il cielo del 2005.<br />
In autori come Guccini il dialetto non è solo circuito culturale. Diventa circuito esistenziale. Si fissa come essenza nel tempo del ricordo che conduce alla nostalgia. In Guccini il ricordo è fatto di dialetto oltre che di immagini. Lingua e immagini si realizzano in un contesto in cui si vive un incontro di parole perdute ed emozioni che ritornano tra gli anni che camminano. “Invecchiare è perseverare ostinati nella vita, andare avanti ad occhi chiusi verso non sai qual giorno, quale ultima scadenza. Rimanere nel vivere vuol dire che ti sei lasciato indietro un’amucchia di gente nel tuo continuo procedere di giorno dopo giorno (…) anno dopo anno; è come una gara ciclistica a cronometro…”. Nel tempo e ancora nel tempo. Una città che si racconta attraverso i ricordi: Bologna. Dal 1950 ai primi del 1970. E vi è tutto il suo retroterra. Che qui si fa malinconia. Non è vero che tra le pagine non ci sia nostalgia. La nostalgia c’è. Non c’è rimpianto, che è altra cosa. La nostalgia è nel riconquistare quel tempo nel ricordo. E avrebbe senso il ricordo senza la tensione della nostalgia? Il ricordo serve a non dimenticare. Il non dimenticare è nel catturare il non visibile. Questo non visibile che ci appartiene si dipana involontariamente nel tempo che viviamo. E alla fine si tirano le somme. La cronaca così scompare: “Ora c’è in cielo una nuovola color rosa dentro la quale ti perdi e qui il tuo cuore s’arposa, come nel rimasuglio di un sogno forse rimasto impigliato, da sempre, da qualche parte della tua mente”. Il sogno e il ritorno sono dentro i suoi versi cantati. Le lunghe attese riportano luoghi e sensazioni.<br />
Come nei versi di Vorrei: “Vorrei conoscere l’odore del tuo paese / camminare di casa nel tuo giardino / respirare nell’aria sale e maggese / gli aromi della tua salvia e del rosmarino”. Il sogno. Una magia che accarezza il tempo andato. Oltre le parole il silenzio nel sogno che incanta.<br />
Guccini fa rivivere una storia, non inventa. La riascolta. La riporta. Quel Dio è morto che “nel mondo che faremo dio è risorto” è metafora che continua nel nostro presente proprio attraverso la nostalgia della memoria.<br />
Ma il ricordo è questo viaggio. Come in una favola. Viaggiare nel ricordo è saper ricongiungere quello che è stato con quello che siamo. Proprio come in Noi non ci saremo: “E dai boschi e dal mare ritorna la vita, e ancora la terra sarà / popolata, / fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora / il mondo percorrerà / gli spazi di sempre per mille secoli almeno, ma noi / non ci saremo”.<br />
Guccini un cantautore? No. Un romanzo? Sì. La nostalgia è il romanzo della vita. Come se fossimo dentro un poema nel quale si cercano i fili da intrecciare nella ragnatela dei giorni. E in questo romanzo, che sfilaccia e rattoppa le passioni legandole a quella nostalgia della memoria, ci sono elementi con i quali dobbiamo fare i conti in termini esistenziali. Ovvero senza disperdersi in quel tempo che comunque ci appartiene. Guccini ha fatto della memoria un mestiere. Della canzone un archivio. Del dialetto una patria.<br />
E di ogni pagina, cantata o scritta, un modo per dire che il tempo non si perde. Si sposta. E noi con lui. La cultura popolare in Guccini diventa linguaggio popolare con la profondità del vivere ascoltare raccontare. Ha sempre raccontato. Nei versi &#8211; canzone. Nelle pagine dei suoi libri.</p>
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		<title>Quando una canzone diventa un modo di abitare la vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 10:58:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="950" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-300x223.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-1024x760.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-768x570.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-1170x868.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4873-585x434.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Con Francesco Guccini non se ne va soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. Si spegne una voce che ha insegnato a intere generazioni il coraggio del dubbio, della memoria&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Con Francesco Guccini non se ne va soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. Si spegne una voce che ha insegnato a intere generazioni il coraggio del dubbio, della memoria e dell’umanità.</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p class="pip-guccini-dropcap">Ci sono artisti che riempiono gli stadi. E ci sono artisti che, senza bisogno di clamore, abitano le coscienze.</p>
<p>Francesco Guccini apparteneva a questa seconda categoria.</p>
<p>La notizia della sua morte, all’età di 86 anni, segna la conclusione di una delle pagine più significative della cultura italiana contemporanea.</p>
<div id="attachment_126878" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-126878" class="wp-image-126878" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-300x246.png" alt="" width="250" height="205" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-300x246.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-1024x840.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-768x630.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-1170x960.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874-585x480.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/08/IMG_4874.png 1280w" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" /><p id="caption-attachment-126878" class="wp-caption-text">Francesco Guccini con Fabrizio De Andre’</p></div>
<p>Sarebbe però riduttivo ricordarlo soltanto come un cantautore.</p>
<p>Guccini è stato un narratore del nostro tempo, un autore capace di trasformare la memoria personale in memoria collettiva, le storie di paese in domande universali, le inquietudini di un uomo nelle inquietudini di intere generazioni.</p>
<p>Ha raccontato la vita senza semplificarla e senza renderla più facile di quanto fosse realmente.</p>
<div class="pip-guccini-lead">In un’epoca nella quale tutto sembra dover essere veloce, immediato e consumabile, le sue canzoni chiedevano l’esatto contrario: tempo per ascoltare, pensare, dubitare e ricordare.</div>
<h2 class="pip-guccini-section-title">Il coraggio delle domande</h2>
<p>Francesco Guccini non apparteneva alla categoria degli artisti che distribuiscono certezze.</p>
<p>Le sue canzoni erano attraversate da domande, contraddizioni, inquietudini e ricerca.</p>
<p>Parlava dell’amore senza idealizzarlo.</p>
<p>Della politica senza trasformarla in propaganda.</p>
<p>Della memoria senza ridurla a nostalgia.</p>
<p>Dell’amicizia senza retorica.</p>
<p>Della morte senza nasconderla e del tempo senza illudersi di poterlo fermare.</p>
<div class="pip-guccini-words">
<p>Le osterie.</p>
<p>La montagna.</p>
<p>Le piazze.</p>
<p>Gli amici.</p>
<p>La provincia.</p>
<p>La storia e le piccole vite che la attraversano.</p>
</div>
<p>Erano questi alcuni dei luoghi nei quali Guccini cercava l’essere umano.</p>
<p>Forse è per questo che generazioni molto diverse hanno continuato a riconoscersi nelle sue parole.</p>
<p>Non offriva risposte semplici.</p>
<p>Offriva uno sguardo.</p>
<div class="pip-guccini-callout">Guccini ci ha insegnato che una canzone può diventare un luogo nel quale pensare e, nello stesso tempo, uno spazio nel quale sentirsi meno soli.</div>
<h2 class="pip-guccini-section-title">Un uomo rimasto fedele a se stesso</h2>
<p>Nel panorama culturale italiano Guccini ha rappresentato anche qualcosa di raro: la fedeltà alla propria voce.</p>
<p>Ha attraversato decenni di profondi cambiamenti sociali, politici e musicali senza rincorrere ogni nuova moda.</p>
<p>Non ha cercato di diventare ciò che il pubblico o l’industria culturale avrebbero potuto aspettarsi da lui.</p>
<p>È rimasto Francesco Guccini.</p>
<p>Con un linguaggio colto e popolare insieme.</p>
<p>Con la capacità di passare dalla filosofia alle storie di paese, dalla grande storia alle vicende quotidiane, dal conflitto politico alla fragilità privata senza perdere autenticità.</p>
<p>Proprio questa coerenza lo ha reso credibile anche agli occhi di chi non condivideva ogni sua posizione.</p>
<p>La sua voce non chiedeva necessariamente adesione.</p>
<p>Chiedeva attenzione.</p>
<h2 class="pip-guccini-section-title">La musica come relazione</h2>
<p>Le canzoni di Guccini non erano soltanto prodotti musicali.</p>
<p>Erano letteratura, storia, riflessione civile e memoria.</p>
<p>Ma soprattutto erano luoghi di relazione.</p>
<p>Nei suoi concerti il rapporto tra pubblico e interprete non aveva bisogno di grandi effetti scenici. A tenere insieme migliaia di persone erano le parole, i racconti, le battute, le pause e quella sensazione di essere entrati, almeno per qualche ora, nella stessa storia.</p>
<p>Una canzone poteva nascere dall’esperienza di un uomo e diventare parte della vita di chi l’ascoltava.</p>
<p>In questo passaggio avveniva qualcosa che nessun dato sulle vendite può misurare.</p>
<p>La musica diventava relazione.</p>
<h2 class="pip-guccini-section-title">La cultura come spazio dell’incontro</h2>
<p>Oggi il dibattito pubblico viene spesso ridotto a slogan, polarizzazioni e contrapposizioni.</p>
<p>L’opera di Guccini ci ricorda invece che la cultura non serve ad alimentare tifoserie.</p>
<p>Serve ad abitare la complessità.</p>
<p>A comprendere meglio la vita e, forse, anche quella degli altri.</p>
<p>Le sue canzoni non nascondevano le contraddizioni dell’esistenza.</p>
<p>Le attraversavano.</p>
<p>E proprio per questo riuscivano a creare uno spazio comune tra persone di età, sensibilità e storie differenti.</p>
<div class="pip-guccini-callout">La profondità non nasce dalla pretesa di avere sempre una risposta. A volte nasce dal coraggio di restare abbastanza a lungo dentro una domanda.</div>
<h2 class="pip-guccini-section-title">L’eredità più preziosa</h2>
<p>Viviamo nell’epoca dell’intelligenza artificiale, degli algoritmi e delle risposte immediate.</p>
<p>Francesco Guccini ci lascia invece il valore delle domande.</p>
<p>Ci ricorda che una società cresce quando continua a interrogarsi.</p>
<p>Che la memoria non è un esercizio rivolto soltanto al passato, ma uno strumento per abitare il presente con maggiore consapevolezza.</p>
<p>Che la profondità richiede lentezza.</p>
<p>Che le parole possono ancora costruire relazioni.</p>
<p>E che una canzone può diventare molto più di una melodia.</p>
<p>Può diventare una casa nella quale generazioni diverse continuano a riconoscersi.</p>
<h2 class="pip-guccini-section-title">Un saluto che non è un addio</h2>
<p>Oggi l’Italia perde uno dei suoi più grandi cantautori.</p>
<p>Ma le grandi voci non scompaiono quando si spengono.</p>
<p>Continuano ad abitare il tempo attraverso ciò che hanno saputo consegnare agli altri.</p>
<p>Le canzoni di Francesco Guccini continueranno a fare ciò che hanno sempre fatto.</p>
<p>Non offriranno scorciatoie.</p>
<p>Non prometteranno felicità facili.</p>
<p>Continueranno, con discrezione, ad accompagnare uomini e donne nel difficile mestiere di vivere.</p>
<div class="pip-guccini-final">
<p>Forse è questa la forma più alta che possa assumere l’arte.</p>
<p>Non farci evadere dalla realtà, ma aiutarci ad abitarla con uno sguardo più profondo e più umano.</p>
<p>Francesco Guccini non ci lascia soltanto delle canzoni.</p>
<p>Ci lascia parole nelle quali continuare a cercarci, a ricordare e a porci domande.</p>
</div>
<div class="pip-guccini-note"><strong>Nota redazionale:</strong> Francesco Guccini è morto il 6 agosto 2026, all’età di 86 anni. La notizia è stata resa nota dalla famiglia. I funerali si svolgeranno in forma privata; una cerimonia commemorativa pubblica è prevista nel mese di settembre. Il presente testo affianca alle informazioni biografiche una riflessione dell’autore sull’eredità culturale, musicale e umana del cantautore.</div>
<section class="pip-guccini-sources">
<h3>FONTI E APPROFONDIMENTI</h3>
<ul>
<li>ANSA, notizia della morte di Francesco Guccini e comunicazione della famiglia, 6 agosto 2026.</li>
<li>Sky TG24, notizia della scomparsa del cantautore e informazioni sulle cerimonie, 6 agosto 2026.</li>
<li>Sito ufficiale di Francesco Guccini, biografia e percorso artistico: <a href="https://www.francescoguccini.it/biografia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">francescoguccini.it</a></li>
<li>Sito ufficiale di Francesco Guccini, mostra «Canterò soltanto il tempo», dedicata al rapporto tra parola, memoria ed esperienza:<a href="https://www.francescoguccini.it/dal-18-aprile-al-18-ottobre-a-reggio-emilia-la-mostra-francesco-guccini-cantero-soltanto-il-tempo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">francescoguccini.it</a></li>
</ul>
<p>photo: Wikipedia</p>
</section>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/08/06/quando-una-canzone-diventa-un-modo-di-abitare-la-vita/">Quando una canzone diventa un modo di abitare la vita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La metamorfosi di Don Jio: “Cantare in italiano è un ritorno alla mia anima”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2026 18:52:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8376-e1785411146261-678x381-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8376-e1785411146261-678x381-1.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8376-e1785411146261-678x381-1-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8376-e1785411146261-678x381-1-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Classica, dance, elettronica e ora un pop d&#8217;autore essenziale. Don Jio racconta il punto di svolta della sua carriera: la presa di coscienza di un amore finito, la scelta di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Classica, dance, elettronica e ora un pop d&#8217;autore essenziale. Don Jio racconta il punto di svolta della sua carriera: la presa di coscienza di un amore finito, la scelta di cantare nella propria lingua e la voglia di tornare a suonare dal vivo con una bandDalla classica alla dance, fino a un pop d’autore intimo ed essenziale. Don Jio racconta la svolta della sua carriera con “Bacio Rubato”: il ritorno alla lingua italiana, la consapevolezza di un amore finito e il desiderio di lasciare lo studio per ritrovare il palco, una band e il contatto diretto con il pubblico</em></p>
<p><strong>di Antonella La Mantia</strong></p>
<p>La traiettoria artistica di Don Jio è quella di un musicista in perenne <strong>ricerca espressiva</strong>, capace di attraversare mondi sonori apparentemente distanti mantenendo sempre intatta la propria urgenza comunicativa. Dai primi passi sulla tastiera e l’esperienza nei Piccoli Cantori Veneziani all’adolescenza trascorsa a Bologna tra conservazione classica e jam blues e jazz presso la Music Academy, il suo background ha <strong>radici solide e poliedriche</strong>. Negli anni Duemila, sotto lo pseudonimo di Giio, si è affermato nella scena dance internazionale (siglando brani come Zigano, entrato nelle classifiche britanniche), per poi fondare con Dariush il progetto pop elettronico Lunatiq Phase, sfociato negli album Different Perceptions (2015) e LP (2018).</p>
<p>Il <strong>trasferimento a Berlino</strong> nel 2010 segna un ritorno all’essenziale: l’elettronica lascia spazio al pianoforte, agli archi e a sonorità dal respiro cinematografico. È la <strong>nascita di Don Jio.</strong> Nell’autunno-inverno del 2025, con l’album solista Way Out, l’artista raggiunge la piena autonomia produttiva, curando ogni aspetto, dalla composizione al montaggio dei videoclip.</p>
<p>Dal 26 giugno 2026, Don Jio inaugura un <strong>nuovo capitolo della sua carriera</strong> con la pubblicazione sui digital store e in rotazione radiofonica dei singoli “Bacio Rubato” e della sua versione spagnola “Beso Robado”, presentati in anteprima assoluta il 21 giugno con un set essenziale per piano e voce in occasione della Fête de la Musique a Berlino.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-112356" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8375-778x1024.jpeg" sizes="(max-width: 778px) 100vw, 778px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8375-778x1024.jpeg 778w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8375-228x300.jpeg 228w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8375-768x1010.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8375-1168x1536.jpeg 1168w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_8375.jpeg 1179w" alt="" width="778" height="1024" /><figcaption class="wp-element-caption">L’artista Don Jio</figcaption></figure>
</div>
<p>Abbiamo avuto il piacere di conoscerlo meglio grazie a un’interessante intervista:</p>
<p><strong>Dal 26 giugno sono disponibili sui digital store e in radio “Bacio Rubato” e la versione spagnola “Beso Robado”. Dopo anni dedicati interamente alla scrittura in lingua inglese, questo progetto segna il tuo primo vero ritorno all’italiano e all’universo latino. Come è nata l’esigenza di questo cambio di rotta e cosa ha significato per te cantare di nuovo nella tua lingua madre?</strong></p>
<p>Sono davvero entusiasta di aver avuto l’idea di cantare in italiano. Per me segna una svolta importante, perché è stato tutto diverso fin dall’inizio: dalla composizione del testo al modo in cui sentivo ogni parola mentre la cantavo, quasi fino alla commozione. Le parole arrivavano in modo più naturale, meno cercato, come se fossero già dentro di me. Dopo anni in cui ho scritto e cantato solo in inglese, tornare alla mia lingua madre mi ha fatto riscoprire un rapporto più diretto e viscerale con la scrittura. Con ‘Bacio Rubato’ sento di confermare il mio stile e la mia identità artistica, ma allo stesso tempo di aprire una fase nuova del mio percorso. Sono molto curioso di vedere come reagirà il pubblico italiano, e anche quello latino con ‘Beso Robado’. Mi sto dedicando a due universi artistici nuovi per me, ma a cui tengo moltissimo. Credo che da questo momento in poi questa sarà la mia direzione artistica, perché cantare in italiano e in spagnolo mi permette di esprimere qualcosa di più immediato, personale e autentico.</p>
<p><strong>“Bacio Rubato” affronta un tema emotivo molto forte e doloroso: la presa di coscienza di non essere amati con la stessa intensità. Come si riflette questo momento di rottura all’interno della struttura musicale della canzone?</strong></p>
<p>La canzone nasce da un’immagine intima e precisa: un bacio ‘rubato’ davanti ai propri occhi, lasciato accadere come se la propria presenza non contasse più. È una confessione lucida e vulnerabile, sospesa tra il desiderio e la necessità di doversi salvare. Esplora proprio il contrasto tra l’abbandonarsi a un sentimento e il prendere atto che l’altro sceglie la distanza o l’ambiguità. Volevo raccontare una caduta emotiva che si trasforma però in un atto di dignità: quando capisci che amare profondamente non basta se non c’è lo stesso coraggio dall’altra parte, l’unica scelta è costringersi a smettere di amare e sparire.</p>
<p>Per tradurre tutto questo in musica ho scelto una produzione essenziale ma cinematografica, che è un po’ la mia cifra distintiva: pianoforte, archi e basso. A impreziosire il brano c’è un breve intervento di chitarra che richiama il mondo latino e crea un ponte diretto con la versione spagnola ‘Beso Robado’, spalancando la porta a un immaginario appassionato in cui convivono amore, nostalgia e malinconia.</p>
<p><strong>Anche la componente visiva del progetto rispecchia questa ricerca di autenticità. Il videoclip di “Bacio Rubato” sceglie una linea volutamente minimale ed elegante. Ci racconti com’è nata l’idea delle riprese a Berlino?</strong></p>
<p>Dopo aver esplorato molte location diverse nei video precedenti, questa volta volevo concentrarmi principalmente sull’interpretazione, sul testo e sul messaggio della canzone, senza elementi visivi che potessero distrarre. Abbiamo girato a Berlino in uno spazio raccolto ed essenziale, dove si trovava uno splendido pianoforte a coda. Mi mostro semplicemente in smoking, seduto al pianoforte, in una performance diretta. Per rafforzare l’impatto emotivo, alcune frasi del testo compaiono a schermo per guidare l’attenzione di chi ascolta verso il significato più profondo della canzone. La scelta è stata chiara fin da subito: pianoforte, voce, eleganza ed interpretazione.</p>
<p><strong>Dalle prime esperienze nei cori giovanili e le produzioni dance come Giio, fino alla piena maturità solista di “Way Out” e a questo nuovo capitolo in italiano, la tua storia mostra un’incessante evoluzione. Quali sono ora i tuoi prossimi obiettivi artistici?</strong></p>
<p>Dopo un periodo lungo e intenso di lavoro solitario in studio, dove mi sono occupato autonomamente di ogni dettaglio produttivo e visivo, sento forte il bisogno di uscire da quella dimensione individuale. Il mio obiettivo principale per il futuro è abbandonare temporaneamente la solitudine del computer per dedicarmi alla dimensione dei concerti dal vivo. Desidero arricchire il mio sound attraverso il confronto con altri musicisti, suonare con una band e ritrovare un contatto diretto, umano e viscerale con il pubblico. Voglio vivermi appieno il ruolo di cantante sul palco, riscoprendo la musica come esperienza collettiva.</p>
<p>La traiettoria artistica di Don Jio evidenzia come la maturità musicale possa fondersi con il coraggio di mettersi a nudo. Attraverso un percorso che parte dalla formazione classica e passa per la sperimentazione elettronica fino ad approdare a un pop autorale elegante e intimista, l’artista dimostra come la fragilità possa trasformarsi in una risorsa espressiva di rara potenza. Con la pubblicazione di “Bacio Rubato” e “Beso Robado”, Don Jio definisce il proprio presente al di fuori delle mode passeggere, ponendo al centro la forza delle parole e l’immediatezza dell’emozione.</p>
<p>Ascolta anche tu il suo <a href="https://www.youtube.com/@DonJioMusic/videos">nuovo brano</a> !</p>
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		<title>Plustwo &#038; Belen Thomas, l’anima italo-disco che conquista  la Gen Z: “Non imitiamo il passato, lo siamo”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2026 19:08:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Mike Francis]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Plustwo & Belen Thomas]]></category>
		<category><![CDATA[Survivor]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="654" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4819.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4819.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4819-300x166.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4819-1024x568.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4819-768x426.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4819-1170x649.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4819-585x325.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Da fenomeno di culto per collezionisti a successo virale tra le nuove generazioni: con oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni su TikTok, “Melody” ha riportato i Plustwo &#38; Belen Thomas al&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/27/plustwo-belen-thomas-lanima-italo-disco-che-conquista-la-gen-z-non-imitiamo-il-passato-lo-siamo/">Plustwo &#038; Belen Thomas, l’anima italo-disco che conquista  la Gen Z: “Non imitiamo il passato, lo siamo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Da fenomeno di culto per collezionisti a successo virale tra le nuove generazioni: con oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni su TikTok, “Melody” ha riportato i Plustwo &amp; Belen Thomas al centro della scena. Ora il duo torna con “Survivor (1989 Future Mix)”, nuova rilettura del celebre brano di Mike Francis che unisce l’identità degli anni Ottanta a sonorità contemporanee, confermando la forza di un progetto artistico indipendente</i></p>
<p><b>L’intervista di Antonella La Mantia e Maria Sole Stancampiano</b></p>
<p>Dopo la riscoperta internazionale di “Melody”, brano cult dei Plustwo del 1983, diventato fenomeno globale su TikTok nel 2020, i Plustwo &amp; Belen Thomas sono da poco tornati con “Survivor (1989 Future Mix)”, il celebre brano di Mike Francis del 1984, interpretato in una seconda edizione con Belen Thomas nel 1989 e riletto ora in chiave contemporanea, pur mantenendo intatta l’anima “Spanish dance” anni ’80.</p>
<p>In questa nuova versione, le parti vocali originariamente affidate a Mike Francis, sono interpretate da Marina Bianchi, alias Sue Sadlow. Un ritorno indipendente guidato dalla resilienza che evidenzia come determinati fenomeni musicali mantengano intatta la propria rilevanza nel tempo, superando le barriere generazionali.</p>
<p>Quello dei Plustwo &amp; Belen Thomas è un progetto che affonda le radici nei primi anni Ottanta tra Venezia e Roma con Giorgio Costantini alle tastiere e alla produzione, le sorelle Belen Thomas e Sue Sadlow alle voci e Renzo Zulian a chitarra, sax e voce, tra italo-disco, elettronica e pop melodico con uno stile istintivo e lontano dai cliché.</p>
<p>Il progetto musicale è tornato poi alla ribalta negli anni ’80 con il brano “Melody”, brano cult dei Plustwo del 1983, che, in una nuova versione autoprodotta, è riuscito nel 2020 a diventare un fenomeno mondiale: oltre 1,5 miliardi di visualizzazioni su TikTok e 26 milioni di stream su Spotify, guadagnandosi il primo posto nella Spotify Viral Chart del Regno Unito e il terzo negli Stati Uniti. Un successo che ha portato la band all’attenzione di una fascia d’ascolto tra i 20 e i 30 anni.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-112063" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/foto_plustwo_old_2-1-1024x800.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/foto_plustwo_old_2-1-1024x800.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/foto_plustwo_old_2-1-300x234.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/foto_plustwo_old_2-1-768x600.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/foto_plustwo_old_2-1.jpeg 1500w" alt="" width="1024" height="800" /></figure>
</div>
<p>Oggi, con la pubblicazione del nuovo singolo “Survivor (1989 Future Mix)”, gli artisti non si limitano a reinterpretare un classico della dance italiana, ma delineano la propria attitudine alla resilienza e all’evoluzione stilistica, agendo al di fuori dei vincoli delle major per seguire una progettualità autonoma, e confermando come la valorizzazione del proprio passato possa trasformarsi in una risorsa per ridefinire i codici del pop contemporaneo.</p>
<p><strong>Dal 22 maggio è in radio la vostra versione di “Survivor”, il celeberrimo brano di Mike Francis del 1984, riproposta poi nel 1989 in duo con Belen Thomas. Riportare alla luce una pietra miliare del genere è un’operazione affascinante e al tempo stesso coraggiosa: come è nata l’idea di questo “1989 Future Mix” e quali sono state le sfide principali nel ridare una nuova veste a un classico così amato, mantenendone intatta l’anima?</strong></p>
<p>Survivor” faceva già un po’ _parte della nostra storia. Il remake cantato nel 1989 da Belen Thomas insieme a Mike Francis ha coinvolto personalmente i Plustwo: io ne scrissi l’arrangiamento, Belen lo interpretò e anche Sue Sadlow era con noi in studio in quell’occasione. Dopo il successo ottenuto di recente con “Melody”, desideravamo riprendere altri brani che avevano fatto parte del nostro percorso, e “Survivor” era sicuramente uno dei più affascinanti.Questa nuova versione ha un’anima vintage, realizzata utilizzando gli strumenti e i suoni originali dell’epoca, e una parte più aggiornata, costruita con tecniche di missaggio attuali, per poter reggere il confronto con un mercato e un suono che in tre decenni sono notevolmente cambiati. La vera sfida consisteva nel trovare il giusto balance tra tradizione e innovazione.</p>
<p><strong>Il testo di “Survivor” parla chiaramente di resistenza e trasformazione. Voi stessi avete accennato al fatto che questo brano, in qualche modo, riflette anche la storia e l’evoluzione della vostra band. Vi va di raccontarci qualcosa in più su questo parallelismo?</strong></p>
<p>Suonare in una band, a volte, permette di creare un rapporto profondo di amicizia che dura negli anni, e questa è stata l’eredità piú importante della nostra prima formazione. I Plustwo, dal punto di vista discografico e prima di questo reincontro, sono esistiti solo un paio d’anni agli inizi degli anni ’80. Ma nel tempo abbiamo continuato a frequentarci, a sviluppare progetti insieme, oltre ad aver avuto il privilegio di costruire quattro carriere differenti nell’ambito della musica, dalla lirica che ha visto Renzo Zulian nei piú importanti teatri in tutto il mondo, alle carriere soliste di Belen Thomas e Sue Sadlow come interpreti fino alla mia attivitá che mi ha permesso di accompagnare come musicista oltre duecento artisti.Il ritrovarci dopo decenni per dare un seguito a un progetto giovanile è, per noi, una sorta di sopravvivenza.</p>
<p>Abbiamo avuto il piacere di conoscerli meglio grazie a un’interessante intervista.</p>
<p><strong>Il vostro brano del 1983, “Melody”, ha vissuto una seconda giovinezza incredibile, superando 1,5 miliardi di visualizzazioni su TikTok e conquistando la Generazione Z, passando così, da un giorno all’altro, dall’essere un “cult per collezionisti” a un fenomeno virale mondiale. Come ha influito questo successo sulla decisione di rimettervi in gioco insieme?</strong></p>
<p>Mi è difficile immaginare un modo più piacevole di ottenere questi risultati. Dopo il 2010 qualcosa era già nell’aria: ci contattavano i DJ perché avevano scoperto questo vinile, qualcuno arrivava dagli Stati Uniti per farselo firmare e le poche copie dell’epoca venivano vendute a prezzi stratosferici.Quattro nuove ristampe del vinile sono andate a ruba, e a quel punto abbiamo voluto renderci indipendenti da un vecchio master ormai irreperibile, dalle case discografiche e dagli editori. Così abbiamo recuperato gli strumenti degli anni ’80 e abbiamo risuonato nota per nota il brano, esaminando e riproponendo le stesse imperfezioni esecutive e lo stesso spirito.L’intuizione si è dimostrata giusta, perché nel 2020 “Melody” è letteralmente esplosa su TikTok, trascinando la nuova versione del brano al primo posto nel Regno Unito nella Spotify Viral Chart e al terzo posto negli Stati Uniti.</p>
<p><strong>Il vostro pubblico di riferimento oggi è sorprendentemente giovane, con una fascia di maggior ascolto concentrata tra i 20 e i 30 anni. Cosa pensate che i ragazzi di oggi trovino nella vostra musica che manca nelle produzioni attuali totalmente digitali?</strong></p>
<p>Non penso si tratti di una demarcazione netta tra digitale e analogico. Credo sia più la ricerca di una libertà espressiva che oggi, nella musica mainstream, viene spesso a mancare. I brani di successo rischiano di essere sempre più omologati nelle sonorità, negli schemi e nelle melodie.Non è un caso che molti grandi artisti ripropongano nel loro repertorio stili fortemente ispirati al passato, da Dua Lipa a Bruno Mars, fino a Purple Disco Machine, che richiama perfettamente un certo immaginario disco e dance. Nel loro caso si tratta di riproporre sonorità del passato; nel nostro caso sono creazioni di prima mano. Non imitiamo il passato: in un certo senso lo siamo.Il trucco è stato tradurlo in un suono più fresco e dinamico. Per le generazioni attuali, poter attingere a qualsiasi repertorio o nicchia di ogni epoca è una risorsa inimmaginabile prima dell’era dello streaming.</p>
<p><strong>Come definireste la vostra attuale cifra stilistica all’interno del mercato discografico odierno e come siete riusciti a mantenere nel tempo la vostra identità?</strong></p>
<p>Per periodo storico e provenienza ci inseriscono spesso nell’italo-disco, ma il nostro stile non é facilmente catalogabile, tanto che spesso ci ritroviamo inseriti in misteriose playlist “Balearic” o “Proto-nu-disco”Forse perché i brani che abbiamo realizzato hanno identità di volta in volta differenti: ibridano generi e passioni, nascono da esperimenti e fallimenti, e forse proprio la loro difficile collocazione ha fatto sì che venissero scoperti molti anni dopo.Nel caso di “Melody” e del suo recente restyling, dopo il successo su TikTok siamo stati contattati da cinque major nell’arco di una settimana. Ma la cosa più incredibile è che, come conseguenza dei nuovi missaggi e di un video vintage restaurato, erano convinti fossimo una band di ventenni che fingeva di essere negli anni ’80. Ci hanno chiesto dei nostri piani futuri, di fargli sentire altro materiale. Per la prima volta ci siamo presi la soddisfazione di dire no alle case discografiche!Ma i progetti futuri ci sono: stiamo lavorando a idee nuove e a intuizioni rimaste in sospeso, con quello stile che ci ha sempre contraddistinto e che, da indipendenti, possiamo permetterci di seguire senza troppi vincoli: lasciarci guidare dall’emozione, senza preoccuparci troppo della forma.</p>
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		<title>&#8220;Etna in Scena&#8221;: un&#8217;estate di grande musica e cultura sotto il Vulcano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 21:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Etna in scena]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[Soettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Zafferana etnea]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1365" height="768" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4808.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4808.jpeg 1365w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4808-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4808-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4808-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4808-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4808-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1365px) 100vw, 1365px" /></p>
<p>Zafferana Etnea si conferma protagonista della stagione estiva con un cartellone  ricco di appuntamenti che stanno animando il Teatro &#8220;Falcone Borsellino&#8221;, le piazze e le frazioni &#160; Dopo la comicità&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Zafferana Etnea <i>si conferma protagonista della stagione estiva con un cartellone  ricco di appuntamenti che stanno animando il Teatro &#8220;Falcone Borsellino&#8221;, le piazze e le frazioni</i></span></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="s12"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Dopo la comicità di </span></span><b><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Carmelo </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Caccamo</span></span></b><span class="s11"><span class="bumpedFont15">, u</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">n&#8217;esplosione di comicità dal vivo</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> c</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ontinua</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">nel segno della grande qualità </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">&#8220;Etna in Scena&#8221;</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, il cartellone estivo che trasforma </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"><b>Zafferana</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"><b> Etnea</b> in un palcoscenico a cielo aperto. La &#8220;Perla dell’Etna&#8221; si conferma ancora una volta protagonista della stagione turistica e culturale siciliana, offrendo un palinsesto variegato e di alto profilo, capace di spaziare dai grandi concerti agli spettacoli teatrali, fino agli eventi culturali di approfondimento.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Protagonisti assoluti della kermesse s</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">o</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">no l&#8217;incantevole </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"><b>Teatro &#8220;Falcone Borsellino&#8221;</b></span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e gli spazi più suggestivi del territorio: le piazze del centro e le caratteristiche frazioni del comune etneo, pronte a regalare serate indimenticabili a un pubblico in arrivo da tutta la Sicilia e dal resto d&#8217;Italia.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il programma si distingue per la sua natura eclettica, studiata per soddisfare ogni tipo di pubblico grazie alla presenza di nomi di spicco del panorama musicale, teatrale e artistico italiano. Un&#8217;offerta che unisce intrattenimento di qualità, valorizzazione del patrimonio naturalistico del Vulcano e promozione delle eccellenze enogastronomiche locali.</span></span></p>
<p class="s15"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il calendario degli eventi, ch</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">e proseguirà a ritmo incalzante, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">prevede già una ser</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ie di appuntamenti imperdibili, con </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">un programma che </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">tocch</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">a</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> vette di eccellenza:</span></span></p>
<p class="s17"><b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">25 e 26 luglio:</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">K-Pop</span></span></b><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> – Un weekend speciale dedicato al fenomeno globale, con esibizioni, dance cover e <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126568" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4810-210x300.jpeg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4810-210x300.jpeg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4810-717x1024.jpeg 717w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4810-768x1097.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4810-1170x1671.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4810-585x835.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4810.jpeg 1434w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" />cultura asiatica per coinvolgere le nuove generazioni.</span></span> <span class="s16"><span class="bumpedFont15">Preparate i vostri </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">lightstick</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">e scaldate le corde vocali!</span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">L</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">&#8216;energia travolgente </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">dellle</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15"> K-Pop trasformerà </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">Zafferana</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15"> Etnea in un vero e proprio palco da sogno!</span></span> <span class="s16"><span class="bumpedFont15">Due giorni di coreografie pazzesche, hit indimenticabili e vibrazioni uniche!</span></span></p>
<p class="s19"><span class="s18">• </span><b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">2 agosto:</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Arisa</span></span></b><span class="s6"><span class="bumpedFont15"><b> </b>– La voce iconica e pluripremiata della musica italiana approda sotto l&#8217;Etna per una <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126569" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4809-240x300.jpeg" alt="" width="240" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4809-240x300.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4809-819x1024.jpeg 819w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4809-768x960.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4809-1170x1463.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4809-585x731.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4809.jpeg 1638w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" />serata di grande emozione.</span></span> <span class="s16"><span class="bumpedFont15">Pronti per la voce unica di </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">Arisa</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s16"><span class="bumpedFont15">Il 2 agosto vi aspetta a </span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">Zafferana</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15"> Etnea per una serata indimenticabile tra i suoi più grandi successi.</span></span></p>
<p class="s19"><span class="s18">• </span><b><span class="s8"><span class="bumpedFont15">4 agosto:</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Simona Molinari</span></span></b><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> – Eleganza, jazz e pop d&#8217;autore con una delle artiste più raffinate del panorama nazionale.</span></span></p>
<p class="s19"><span class="s18">• </span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">6 <b>agosto:</b></span></span><b> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Manfredi Di Liberto</span></span></b><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> – Il talento siciliano del teatro, della musica e dello </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">storytelling</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> animerà la scena con il suo inconfondibile stile.</span></span></p>
<p class="s20"><span class="s6"> </span><span class="s14"><span class="bumpedFont15">L&#8217;attesa per il <b>concerto di </b></span></span><span class="s21"><span class="bumpedFont15"><b>Noemi</b></span></span><span class="s14"><span class="bumpedFont15"><b> </b>si prolunga solo di poco! La data del live, inizialmente in programma per il 1° Agosto, è stata riprogrammata per <b>Lunedì 9 Settembre.</b></span></span></p>
<p class="s22"><span class="s14"><span class="bumpedFont15">I biglietti già acquistati in precedenza resteranno validi per accedere allo spettacolo nella nuova data.</span></span></p>
<p class="s22"><span class="s14"><span class="bumpedFont15">Prendete nota del nuovo appuntamento e preparatevi a vivere una serata indimenticabile al ritmo della grande musica dal vivo</span></span></p>
<p class="s20"><span class="s10"> </span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Oltre ai grandi concerti, il cartellone &#8220;</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Etna in Scena</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">&#8221; dedica ampio </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">spazio al teatro, alla letteratura e agli incontri culturali, trasformando le frazioni di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Zafferana</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> in veri e propri salotti letterari e teatrali diffusi.</span></span></p>
<p class="s12"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Per informazioni sul programma completo, sulle date e sui luoghi degli eventi, è possibile consultare il sito istituzionale del Comune di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Zafferana</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Etnea e i canali social ufficiali della rassegna.</span></span></p>
<p><b><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><i> </i></span></b></p>
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		<title>Giuni Russo nella Treccani, la voce siciliana della musica tra pop e sperimentazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/20/giuni-russo-nella-treccani-la-voce-siciliana-della-musica-tra-pop-e-sperimentazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=giuni-russo-nella-treccani-la-voce-siciliana-della-musica-tra-pop-e-sperimentazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa Crupi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 14:21:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Giuni Russo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-nella-treccani-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-nella-treccani-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-nella-treccani-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-nella-treccani-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il “Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia” della Treccani dedica spazio all’artista palermitana, dal talento degli esordi all’incontro con Franco Battiato, fino a un percorso segnato da ricerca&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il “Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia” della Treccani dedica spazio all’artista palermitana, dal talento degli esordi all’incontro con Franco Battiato, fino a un percorso segnato da ricerca e libertà creativa</em></p>
<p>La voce di <strong>Giuni Russo</strong> torna al centro dell’attenzione culturale italiana con l’inserimento nel “<strong>Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia</strong>” della <strong>Treccani</strong>. Un omaggio a un’artista siciliana che ha attraversato la musica italiana con uno stile unico, passando dal successo popolare alla ricerca musicale più raffinata. La sua presenza nell’opera della Treccani dedicata a <strong>650 protagoniste femminili del nostro paese</strong>, rappresenta il riconoscimento di una personalità artistica che ha attraversato la musica italiana senza mai lasciarsi rinchiudere in una sola definizione.<br />
Non soltanto interprete di grandi successi popolari, ma cantante dalla straordinaria preparazione tecnica, capace di muoversi tra pop, sperimentazione, musica colta e ricerca spirituale: è questa la dimensione che oggi restituisce pienamente il valore della sua figura.<br />
<strong>Giuseppa Romeo</strong>, conosciuta dal pubblico con il nome d’arte di Giuni Russo, nasce a <strong>Palermo</strong> il <strong>7 settembre 1951</strong>. La Sicilia delle sue origini rimane una presenza importante nella sua sensibilità artistica: una terra di tradizioni, contaminazioni culturali e profondità espressive che accompagneranno il suo percorso.<br />
Fin da giovanissima manifesta una naturale predisposizione per il canto. La sua voce rivela caratteristiche eccezionali, un’estensione ampia e una capacità interpretativa non comune. Un talento che non rimane nascosto e che la porta presto ad affacciarsi nel mondo della musica professionale.<br />
Nel <strong>1967</strong>, ancora adolescente, partecipa al prestigioso <strong>Festival di Castrocaro</strong>, una delle manifestazioni più importanti per la scoperta di nuovi talenti italiani, presentandosi con il nome di Giusy Romeo e interpretando “A chi”, brano che in Italia aveva raggiunto grande popolarità nell’interpretazione di Fausto Leali.<br />
L’anno successivo arriva un’altra tappa significativa. Nel <strong>1968</strong> partecipa al <strong>Festival di Sanremo</strong> con il brano “<strong>No amore</strong>”, presentato in coppia con il cantante francese Sacha Distel. È il primo ingresso nel grande palcoscenico della musica italiana, un’esperienza che contribuisce a far conoscere una voce già riconoscibile per originalità e intensità.<br />
Gli anni successivi sono anni di ricerca. Giuni Russo comprende presto che la sua strada non può limitarsi ai modelli della musica leggera tradizionale. Sperimenta, studia, cerca nuove forme espressive e progressivamente costruisce un’identità artistica autonoma, abbandonando il nome di Giusy Romeo per affermarsi definitivamente come Giuni Russo.<br />
<strong>La svolta arriva nel 1981</strong>, con l’incontro destinato a segnare profondamente la sua carriera: quello con <strong>Franco Battiato</strong>. Tra i due nasce una collaborazione fondata su una comune sensibilità verso l’innovazione musicale e sulla volontà di superare i confini della canzone commerciale.<br />
Battiato riconosce nella voce di Giuni Russo uno strumento raro, capace di interpretare melodie complesse e atmosfere lontane dagli schemi abituali. Insieme al compositore Giusto Pio, contribuisce alla nascita di una nuova stagione artistica per la cantante siciliana.</p>
<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-111755" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-.jpg" alt="" width="194" height="170" data-id="111755" /></figure>
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-34426" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/battiato-franco.jpg" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/battiato-franco.jpg 660w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/05/battiato-franco-300x167.jpg 300w" alt="" width="660" height="368" data-id="34426" /><figcaption class="wp-element-caption">Franco Battiato</figcaption></figure>
</figure>
<p>Nel <strong>1982</strong> arriva il successo di “<strong>Un’estate al mare</strong>”, <strong>brano scritto</strong> da <strong>Franco Battiato</strong> e <strong>Giusto Pio</strong>, destinato a diventare uno dei simboli musicali di quegli anni. Una canzone entrata nell’immaginario collettivo, che porta Giuni Russo al grande pubblico, ma che rappresenta soltanto una parte della sua storia artistica.<br />
Dietro quel successo apparentemente leggero c’è infatti un’interprete che continua a cercare nuove strade. La sua voce diventa il mezzo attraverso cui esplorare territori diversi, dalla musica contemporanea alla dimensione teatrale, fino al repertorio classico.<br />
Nel <strong>1984</strong> torna al Festival di Sanremo con il brano “1984”, confermando la volontà di proporre una musica personale e distante dalle sole logiche del mercato discografico.<br />
Uno dei momenti più significativi della sua maturità artistica arriva nel <strong>1988</strong> con l’album “<strong>A</strong> <strong>casa di Ida Rubinstein</strong>”, progetto raffinato dedicato alla grande artista russa, nel quale Giuni Russo intreccia musica, teatro, poesia e ricerca interiore.<br />
Negli anni Novanta e Duemila prosegue il suo cammino con coerenza, avvicinandosi sempre più a una dimensione spirituale e colta della musica. Non rinuncia mai alla sperimentazione e mantiene quella libertà artistica che aveva caratterizzato tutta la sua carriera.<br />
La malattia interrompe prematuramente il suo percorso. <strong>Giuni Russo muore a Milano il 14 settembre 2004, a soli 53 anni.</strong><br />
La sua scomparsa lascia il mondo musicale italiano privo di una voce irripetibile, ma il tempo ha restituito alla sua opera una prospettiva nuova. Le sue interpretazioni continuano a essere ascoltate e studiate perché raccontano una concezione della musica come ricerca e non soltanto come intrattenimento.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-111756" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-1-1.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-1-1.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/Giuni-Russo-1-1-150x150.jpg 150w" alt="" width="300" height="300" /></figure>
</div>
<p><strong>La presenza di Giuni Russo nel “Dizionario biografico e tematico delle donne in Italia</strong>” della Treccani assume così un significato preciso: riconoscere il valore di una donna e di un’artista che ha contribuito ad ampliare i confini della canzone italiana.<br />
Dalla Palermo degli esordi ai grandi palcoscenici, dall’incontro con Battiato alla continua ricerca di nuove forme espressive, Giuni Russo ha lasciato una traccia originale. Una voce nata in Sicilia, in dialogo con il mondo musicale anche dopo la sua scomparsa.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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		<title>INAUGURATO IL FESTIVAL LIRICO DEI TEATRI DI PIETRA 2026: UN TRIONFO D’ARTE E MEMORIA SQUARCIA IL SILENZIO A MONTE JATO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/15/inaugurato-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-2026-un-trionfo-darte-e-memoria-squarcia-il-silenzio-a-monte-jato-2/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inaugurato-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-2026-un-trionfo-darte-e-memoria-squarcia-il-silenzio-a-monte-jato-2</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:49:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[festival lirico siciliano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="900" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260713-WA0016.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260713-WA0016.jpg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260713-WA0016-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260713-WA0016-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260713-WA0016-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260713-WA0016-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG-20260713-WA0016-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Al via la colossale ottava edizione della kermesse con oltre 40 eventi nel Mediterraneo. Dopo lo straordinario debutto nel ricordo di Giuseppe Di Matteo, cresce l&#8217;attesa per il monumentale &#8220;Nabucco&#8221;&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Al via la colossale ottava edizione della kermesse con oltre 40 eventi nel Mediterraneo. Dopo lo straordinario debutto nel ricordo di Giuseppe Di Matteo, cresce l&#8217;attesa per il monumentale &#8220;Nabucco&#8221; al Teatro Greco di Siracusa.</em></strong></p>
<p>Un inizio straordinario, segnato da un&#8217;onda d&#8217;urto emotiva che ha travolto i cuori di centinaia di spettatori. Con il toccante rito civile e musicale “Lu Scrusciu di l’Anima: una culla tra le pietre”, svoltosi nella splendida cavea del Teatro Greco di Monte Jato, è stata ufficialmente inaugurata l’edizione 2026 del Festival Lirico dei Teatri di Pietra. Una serata storica in cui la grande musica si è fatta memoria viva, interamente dedicata al ricordo del piccolo Giuseppe Di Matteo a trent&#8217;anni dal suo tragico sacrificio.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-126240 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-681x1024.jpeg 681w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-768x1154.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-1920x2886.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-1170x1758.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-585x879.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/image00088-scaled.jpeg 1703w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>A dare un’altissima impronta civile alla serata è stata la presenza in platea delle massime autorità nazionali, regionali e locali, unite in un fronte comune di legalità. Il momento di più profonda commozione si è consumato nel silenzio assoluto che ha avvolto la prima fila, dove sedeva Franca Castellese, madre del piccolo Giuseppe: le sue lacrime composte e cariche di dignità hanno scosso il teatro, trascinando l&#8217;intero pubblico e le istituzioni in una standing ovation spontanea e interminabile, un abbraccio collettivo contro l&#8217;oblio.</p>
<p>La conduzione della serata, affidata alla giornalista Elvira Terranova, ha guidato magistralmente il pubblico attraverso un monumentale programma musicale tessuto dal Coro Lirico Siciliano e dall’Ensemble orchestrale residente, sotto la direzione di Francesco Costa. L&#8217;evento si è aperto con la struggente Ninna nanna siciliana interpretata dal soprano Maria Francesca Mazzara, seguita dalla solennità dell&#8217;Ode al Creato di Riz Ortolani, affidata alla voce del tenore Alberto Munafò Siragusa per celebrare i 100 anni dalla nascita del compositore e gli 800 anni di San Francesco. La serata è poi decollata con il ritmo travolgente dei Bellamorea, le evocazioni sonore de I Beddi, la raffinata interpretazione di Etta Scollo e gli omaggi spirituali a Battiato e Giuni Russo eseguiti da Rita Botto e Mario Venuti.</p>
<p>Questo memorabile debutto dà il via alla gloriosa programmazione estiva 2026 che, con il claim &#8220;Accarezzare Eternità&#8221;, proporrà oltre quaranta eventi di livello internazionale nei parchi archeologici più prestigiosi dell&#8217;isola e tappe speciali extra-regionali.</p>
<p>I riflettori sono adesso tutti puntati sul prossimo, attesissimo appuntamento: sabato 18 luglio, alle ore 21:00, il festival accenderà l’immenso abbraccio di roccia del Teatro Greco di Siracusa per una monumentale messa in scena di Nabucco di Giuseppe Verdi. Si tratta di un evento di portata storica eccezionale: sarà l&#8217;unica opera lirica della stagione estiva 2026 nel tempio aretuseo, una straordinaria prima in tempi recenti eseguita da un cast stellare con il debutto di Elena Mosuc (Abigaille) accanto a Badral Chuluunbaatar (Nabucco), sotto la direzione di Salvador Vázquez e con la regia di Salvo Dolce.</p>
<p>La bellezza ha ufficialmente sfidato il tempo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/15/inaugurato-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-2026-un-trionfo-darte-e-memoria-squarcia-il-silenzio-a-monte-jato-2/">INAUGURATO IL FESTIVAL LIRICO DEI TEATRI DI PIETRA 2026: UN TRIONFO D’ARTE E MEMORIA SQUARCIA IL SILENZIO A MONTE JATO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>INAUGURATO IL FESTIVAL LIRICO DEI TEATRI DI PIETRA 2026: UN TRIONFO D’ARTE E MEMORIA SQUARCIA IL SILENZIO A MONTE JATO</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/15/inaugurato-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-2026-un-trionfo-darte-e-memoria-squarcia-il-silenzio-a-monte-jato/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inaugurato-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-2026-un-trionfo-darte-e-memoria-squarcia-il-silenzio-a-monte-jato</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 10:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[teatro lirico siciliano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Al via la colossale ottava edizione della kermesse con oltre 40 eventi nel Mediterraneo. Dopo lo straordinario debutto nel ricordo di Giuseppe Di Matteo, cresce l&#8217;attesa per il monumentale &#8220;Nabucco&#8221;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/15/inaugurato-il-festival-lirico-dei-teatri-di-pietra-2026-un-trionfo-darte-e-memoria-squarcia-il-silenzio-a-monte-jato/">INAUGURATO IL FESTIVAL LIRICO DEI TEATRI DI PIETRA 2026: UN TRIONFO D’ARTE E MEMORIA SQUARCIA IL SILENZIO A MONTE JATO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Al via la colossale ottava edizione della kermesse con oltre 40 eventi nel Mediterraneo. Dopo lo straordinario debutto nel ricordo di Giuseppe Di Matteo, cresce l&#8217;attesa per il monumentale &#8220;Nabucco&#8221; al Teatro Greco di Siracusa.</em></p>
<p>Un inizio straordinario, segnato da un&#8217;onda d&#8217;urto emotiva che ha travolto i cuori di centinaia di spettatori. Con il toccante rito civile e musicale “Lu Scrusciu di l’Anima: una culla tra le pietre”, svoltosi nella splendida cavea del Teatro Greco di Monte Jato, è stata ufficialmente inaugurata l’edizione 2026 del Festival Lirico dei Teatri di Pietra. Una serata storica in cui la grande musica si è fatta memoria viva, interamente dedicata al ricordo del piccolo Giuseppe Di Matteo a trent&#8217;anni dal suo tragico sacrificio.</p>
<p>A dare un’altissima impronta civile alla serata è stata la presenza in platea delle massime autorità nazionali, regionali e locali, unite in un fronte comune di legalità. Il momento di più profonda commozione si è consumato nel silenzio assoluto che ha avvolto la prima fila, dove sedeva Franca Castellese, madre del piccolo Giuseppe: le sue lacrime composte e cariche di dignità hanno scosso il teatro, trascinando l&#8217;intero pubblico e le istituzioni in una standing ovation spontanea e interminabile, un abbraccio collettivo contro l&#8217;oblio.</p>
<p>La conduzione della serata, affidata alla giornalista Elvira Terranova, ha guidato magistralmente il pubblico attraverso un monumentale programma musicale tessuto dal Coro Lirico Siciliano e dall’Ensemble orchestrale residente, sotto la direzione di Francesco Costa. L&#8217;evento si è aperto con la struggente Ninna nanna siciliana interpretata dal soprano Maria Francesca Mazzara, seguita dalla solennità dell&#8217;Ode al Creato di Riz Ortolani, affidata alla voce del tenore Alberto Munafò Siragusa per celebrare i 100 anni dalla nascita del compositore e gli 800 anni di San Francesco. La serata è poi decollata con il ritmo travolgente dei Bellamorea, le evocazioni sonore de I Beddi, la raffinata interpretazione di Etta Scollo e gli omaggi spirituali a Battiato e Giuni Russo eseguiti da Rita Botto e Mario Venuti.</p>
<p>Questo memorabile debutto dà il via alla gloriosa programmazione estiva 2026 che, con il claim &#8220;Accarezzare Eternità&#8221;, proporrà oltre quaranta eventi di livello internazionale nei parchi archeologici più prestigiosi dell&#8217;isola e tappe speciali extra-regionali.</p>
<p>I riflettori sono adesso tutti puntati sul prossimo, attesissimo appuntamento: sabato 18 luglio, alle ore 21:00, il festival accenderà l’immenso abbraccio di roccia del Teatro Greco di Siracusa per una monumentale messa in scena di Nabucco di Giuseppe Verdi. Si tratta di un evento di portata storica eccezionale: sarà l&#8217;unica opera lirica della stagione estiva 2026 nel tempio aretuseo, una straordinaria prima in tempi recenti eseguita da un cast stellare con il debutto di Elena Mosuc (Abigaille) accanto a Badral Chuluunbaatar (Nabucco), sotto la direzione di Salvador Vázquez e con la regia di Salvo Dolce.</p>
<p>La bellezza ha ufficialmente sfidato il tempo.</p>
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		<title>Peppino Di Capri, un “modo d’essere” caprese, o la musica come eleganza</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/11/peppino-di-capri-un-modo-dessere-caprese-o-la-musica-come-eleganza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=peppino-di-capri-un-modo-dessere-caprese-o-la-musica-come-eleganza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 11 Jul 2026 18:49:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Peppino di Capri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="840" height="840" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4523.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4523.jpeg 840w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4523-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4523-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4523-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4523-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4523-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 840px) 100vw, 840px" /></p>
<p>Di Francesca Maccaglia ORTE (VITERBO) &#8211; “Capri per me non è soltanto un’isola, è un modo di essere, uno stato d’animo”. All’età di 87 anni e dopo una lunga malattia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/11/peppino-di-capri-un-modo-dessere-caprese-o-la-musica-come-eleganza/">Peppino Di Capri, un “modo d’essere” caprese, o la musica come eleganza</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="s5"><span class="s4">Di Francesca </span><span class="s4">Maccaglia</span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ORTE (VITERBO) &#8211; </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Capri per me non è soltanto un’isola, è un modo di essere, uno stato d’animo”. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">All’età di 87 anni e dopo una lunga malattia </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">si è spento</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont15">nell’amata Isola Azzurra</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">Peppino Di Capri</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, u</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">no dei </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">grandi</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> protagonisti della canzone italiana del Novecento, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">autore e interprete della musica italiana e napoletana, cantante, pianista e attore.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">L’artista </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">inizi</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ò</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> la sua carriera a soli quattro anni esibendosi a Capri per i soldati americani. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Nei suoi primi anni, ha saputo unire la grande tradizione melodica napoletana alle contaminazioni internazionali del rock&#8217;n&#8217;roll, del twist e del </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">rhythm</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> and blues. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Dopo il brano “Melancolie” del 1958, g</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">li anni Sessanta sono il suo decennio d’oro</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">I suoi primi successi le interpretazioni di d</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">ue celebri brani classici napoletani</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15"> “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Voce </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">‘e</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> notte</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> e “</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">te</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">vurria</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">vasà</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">” </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">da lui </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">incisi </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">e</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> pubblicati come singolo 45 giri nel </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">1960</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">Seguono le h</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">it intramontabili come “Champagne”, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Nun</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> è peccato”, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">“Roberta”, “Luna Caprese”, “</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Let’s</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15"> Twist </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Again</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">” e “St. Tropez Twist”</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">oltre ai musicarelli che lo rendono ancora più popolare. </span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Nel giugno 1965 </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Peppino Di Capri si esibisce come </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">artista d’apertura</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">, “</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">opening act”</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> in inglese, </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">nel</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">le tappe italiane dei concerti dei Beatles.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Un profondo legame con il Festival di Sanremo, c</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">on ben 15 partecipazioni all</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">attivo, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nel quale l’artista conquistò due vittorie</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">. N</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">el 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più!”. Quattro partecipazioni al Festival della Canzone Napoletana, vinto nel 1970</span></span> <span class="s15"><span class="bumpedFont15">con il brano, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">“Me </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">chiamme</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> ammore”</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">. L</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">a vittoria fu condivisa ex aequo con il cantante Gianni Nazzaro; e </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">nove </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">partecipazioni </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Canzonissima</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">La sua capacità di unire il jazz, la canzone napoletana e il pop lo ha reso un pilastro della cultura popolare italiana. </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il sognatore</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, celebre brano presentato da Peppino di Capri al Festival di Sanremo nell</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">edizione del 1987, con il quale si classificò al quinto posto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, composto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a più mani con la collaborazione di Toto Cutugno.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Nel gennaio 1996 </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">il sodalizio artistico con il collega </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Fred Bongusto</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, entrambi protagonisti</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> di una celebre tournée</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">nei teatri di tutta Italia</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, seguita dall’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">omonimo album dal vivo, intitolato proprio </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Due ragazzi così &#8211; live </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">‘</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">96</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s16"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Il 26 maggio del 2005 </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Peppino Di Capri </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">fu insignito</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">dell’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Ordine al </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">M</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">erito della Repubblica Italiana.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">La sua carriera live è stata celebrata con importanti riconoscimenti alla carriera, come quelli ricevuti in Versilia, alla Bussola e alla Capannina di Franceschi a Forte dei Marmi e, nel 2023, il prestigioso </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Premio Tenco </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">alla carriera. </span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Molti </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">i </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">messaggi di cordoglio. </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Il collega C</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">ristiano Malgioglio ha detto di lui</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> “Ci lascia un grande gigante della musica leggera. La sua voce riusciva a emozionare chiunque la ascoltasse, perché sapeva di magia. Oggi Napoli lo piange come tutti noi”.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s17"><span class="bumpedFont15">Nino D’Angelo</span></span><span class="s17"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> invece</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> ha dedicato questo pensiero: “Ciao Peppino. Cantante Sognatore e persona perbene. Addio pezzo di Napoli senza tempo”.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Un messaggio pieno di affetto quello di Renato Zero: “Caro Peppino, sono riuscito ad abbracciarti, a godere ancora della tua luce, della tua vicinanza, del tuo tenero accattivante sorriso. Sei stato un faro, un porto sicuro dove rifugiarmi ogni volta. Grande la tua anima, così generosa verso il tuo pubblico, i tuoi amici, la tua musica. Ti porterò nel cuore sempre. Sarai presente in ogni pensiero e nota che riuscirò a comporre. So che non mi dimenticherai come io non ti dimenticherò! Che il cielo ti accolga come meriti”. </span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Anche Orte, in occasione della festa del patrono, sant’Egidio abate, ha avuto il piacere di ospitare l’artista partenopeo. Era il </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">1°</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> settembre 2015 ed io ho avuto il grande onore di intervistarlo.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-126153" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4522-300x205.jpeg" alt="" width="300" height="205" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4522-300x205.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4522-768x525.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4522-585x400.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4522.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> </span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Peppino di Capri e i cantautori partenopei come Pino Daniele, Renato Carosone, Edoardo Bennato o Enzo Avitabile condividono la </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">matrice melodica napoletana</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> e il legame con il territorio, tutti sono riusciti a portare il suono e lo spirito di Napoli fuori dai confini regionali, differenziandosi nello stile e nelle tematiche.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">P</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">eppino di Capri si </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">dedica</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">, in special modo,</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> al </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">romanticismo borghese</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">, con testi incentrati sull</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">amore e sul mondo dei locali notturn</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">i</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">. L</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">e sue canzoni </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">esplorano l’amore in tutte le sue sfaccettature</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">; l</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">’eleganza, il carisma personale e la profonda consapevolezza di sé, hanno reso possibile un legame intimo ed empatico con il pubblico. </span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">A me resta il ricordo di una gradevol</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">issima</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> intervista</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> con </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">il suo invito a “Non mollare</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> mai</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">. Tra le sue frasi più belle </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">quella </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">che </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">condivido </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">più </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">profondamente</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">:</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Mi piace sognare al momento, anche esageratamente</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s14"><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Di seguito il link dell’intervista</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15"> realizzata con </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">l’emittente radiotelevisiva </span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">Tele Radio Orte</span></span><span class="s13"><span class="bumpedFont15">:</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe  id="_ytid_16708"  width="1170" height="658"  data-origwidth="1170" data-origheight="658" src="https://www.youtube.com/embed/zVO9azdERVU?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Nùvo, il tempo, il silenzio e la verità: il viaggio pop di un’anima dance</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Jul 2026 19:05:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1254" height="1254" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450.jpeg 1254w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/IMG_4450-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1254px) 100vw, 1254px" /></p>
<p>Dalla disciplina della musica classica alle sfumature urban di &#8220;Sale&#8221;: viaggio nell&#8217;evoluzione di un artista che rifiuta la fretta del mercato discografico e sceglie la via della sincerità La musica&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dalla disciplina della musica classica alle sfumature urban di &#8220;Sale&#8221;: viaggio nell&#8217;evoluzione di un artista che rifiuta la fretta del mercato discografico e sceglie la via della sincerità</em></p>
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<p>La musica contemporanea viaggia a una velocità vertiginosa, ma c’è chi sceglie deliberatamente di rallentare per far respirare le emozioni. È il caso di un percorso artistico affascinante e crossover, iniziato a 12 anni con lo studio del violino classico, passato attraverso l’adrenalina delle produzioni dance a 16, e approdato oggi alle calde atmosfere urban/pop del nuovo singolo <strong>“Sale” </strong>prodotto da <strong>Red&amp;Blue</strong>. Un’evoluzione che non rinnega il passato, ma lo mastica e lo trasforma. In questa intervista <strong>NÙVO</strong><strong> </strong>racconta come sia possibile far convivere l’energia dei grandi DJ come David Guetta con una dimensione più acustica e rifelssiva, e perché – in un mondo che corre troppo forte – rivendicare il diritto alla lentezza sia l’atto più rivoluzionario che un artista possa compiere.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-111002" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/1000072104-772x1024.jpg" sizes="(max-width: 772px) 100vw, 772px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/1000072104-772x1024.jpg 772w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/1000072104-226x300.jpg 226w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/1000072104-768x1019.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/07/1000072104.jpg 880w" alt="" width="772" height="1024" /></figure>
</div>
<p>l tuo percorso è un’affascinante combinazione di mondi apparentemente opposti: la disciplina del violino a 12 anni, l’adrenalina delle produzioni dance a 16 e ora le atmosfere urban/pop di “Sale”. In che modo il rigore dello strumento classico e l’innovazione si fondono oggi quando componi, e come influenzano il modo in cui usi la tua voce?</p>
<p><em>Credo che ogni esperienza che vivi lasci qualcosa nel tuo modo di fare musica. Il violino mi ha insegnato ad ascoltare prima ancora di suonare, ad avere rispetto per il silenzio, per le dinamiche e per l’emozione che una nota può trasmettere. La musica dance, invece, mi ha insegnato l’energia, il ritmo e l’importanza del suono. Oggi cerco di unire questi due mondi: quando scrivo parto sempre dall’emozione, ma cerco anche una produzione che riesca a valorizzarla. Anche la voce la uso in modo diverso rispetto al passato: non mi interessa dimostrare quanto riesco a cantare, ma raccontare qualcosa in cui chi ascolta possa riconoscersi</em>.</p>
<p>Tra i tuoi punti di riferimento citi colossi da grandi arene come David Guetta, Lady Gaga e i Black Eyed Peas. Eppure, “Sale” si sviluppa su una produzione morbida. Come mai? Come hai trasformato l’energia “esplosiva” di quella musica in una dimensione così intima e riflessiva?</p>
<p><em>Mi hanno sempre affascinato gli artisti capaci di emozionare anche dentro produzioni molto grandi. Da loro ho imparato che la forza di una canzone non dipende solo dall’impatto, ma da quello che riesce a lasciare. Con Sale ho sentito il bisogno di togliere piuttosto che aggiungere. Ho scelto una produzione più morbida perché il testo aveva bisogno di respirare. L’energia, in questo caso, non arriva da un drop o da un ritornello esplosivo, ma dalla sincerità delle parole. È un’energia più silenziosa, ma forse proprio per questo ancora più intensa.</em></p>
<p>Sia nei tuoi testi, sia nella tua filosofia ricorre il rifiuto della fretta: in “Sale” canti di un amore vissuto “senza badare al tempo che scorre” e affermi che per arrivare al cuore delle persone non esiste una misura temporale. In un mercato musicale come quello di oggi, che consuma tutto alla velocità della luce, come riesci a proteggere e a rivendicare questo tuo elogio della lentezza?</p>
<p><em>È una sfida quotidiana. Oggi siamo abituati a passare da una canzone all’altra in pochi secondi, ma io credo ancora che la musica abbia bisogno di tempo. Anche le emozioni hanno bisogno di maturare. Preferisco pubblicare un brano quando sento davvero che è pronto, piuttosto che inseguire continuamente le tendenze. Se una mia canzone riesce a entrare nella vita di una persona e a restarci, anche solo per un momento, allora ha già raggiunto il suo obiettivo.</em></p>
<p>Nel giro di pochi mesi, in questo 2026, hai pubblicato prima “Tra le mie felpe” e ora “Sale”. Se guardi a questi due singoli, li consideri due capitoli di una stessa storia di crescita artistica o rappresentano una linea di discontinuità?</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><em>In realtà fanno parte di un unico capitolo diviso in tre battiti. </em><em>Tra le mie felpe</em><em> e </em><em>Sale</em><em> sono i primi due momenti di questa storia, che si concluderà con un terzo singolo in uscita a settembre. È un percorso pensato proprio come una narrazione: ogni brano aggiunge un tassello e porta avanti un’evoluzione emotiva e artistica che troverà la sua chiusura in quel terzo pezzo, per poi ripartire più carichi che mai!</em></p>
<p>Tracce dance/club da un lato e ballate romantiche dall’altro. Il dualismo si riflette anche nel video di “Sale”, girato a Cervia, diretto da Giovanni Baracchi. Un video sospeso tra calde tonalità nostalgiche anni ’70 e spensieratezza estiva. Come state lavorando in studio con il tuo arrangiatore per far convivere due anime così diverse? E cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi mesi?</p>
<p><em>Con il mio arrangiatore cerchiamo sempre di partire dalla canzone, senza imporle una direzione. Se il brano chiede delicatezza, la rispettiamo; se invece ha bisogno di energia, la lasciamo esplodere. Credo che oggi un artista debba sentirsi libero di sperimentare senza avere paura di uscire dagli schemi. Nei prossimi mesi continuerò proprio su questa strada: ci saranno nuove uscite che sorprenderanno per sonorità diverse, ma avranno tutte una cosa in comune, cioè la volontà di raccontare qualcosa di vero. Per me la musica non è mai un esercizio di stile, è un modo per creare un legame con chi ascolta.</em></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/02/nuvo-il-tempo-il-silenzio-e-la-verita-il-viaggio-pop-di-unanima-dance/">Nùvo, il tempo, il silenzio e la verità: il viaggio pop di un’anima dance</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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