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	<title>Parliamo diVino 🍷 Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Oltre il perlage: il viaggio di Cantina Bellavista tra tradizione e avanguardia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara e Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Jan 2026 10:08:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1822" height="2420" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8.jpeg 1822w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8-226x300.jpeg 226w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8-771x1024.jpeg 771w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8-768x1020.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8-1156x1536.jpeg 1156w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8-1542x2048.jpeg 1542w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8-1170x1554.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-69380762-2087-429B-81D4-9585E920BCE8-585x777.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1822px) 100vw, 1822px" /></p>
<p>Ci sono luoghi che, prima ancora di diventare cantina, sono un&#8217; idea di convivialità. Bellavista nasce così: nel 1977 Vittorio Moretti decide di trasformare una passione personale in un vino&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono luoghi che, prima ancora di diventare cantina, sono un&#8217; idea di convivialità.</p>
<p>Bellavista nasce così: nel 1977 Vittorio Moretti decide di trasformare una passione personale in un vino pensato per la condivisione, da gustare in famiglia e tra amici. La produzione è familiare, poco più di cento bottiglie. Un gesto semplice, ma già orientato a un’idea precisa di eleganza.   <img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-116538 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-226x300.jpeg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-226x300.jpeg 226w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-771x1024.jpeg 771w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-768x1020.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-1156x1536.jpeg 1156w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-1542x2048.jpeg 1542w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-1170x1554.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A-585x777.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-6E1FBC3A-9921-4A9B-98FB-C8602300036A.jpeg 1822w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></p>
<p>La scelta del luogo non è casuale. La collina morenica da cui tutto prende avvio, chiamata non a caso Bellavista, si trova nel comune di Erbusco e si eleva sopra la Pianura Padana; la sua origine glaciale e la vicinanza delle Prealpi Bresciane contribuiscono a creare un microclima equilibrato, mitigato da correnti fresche che favoriscono lente maturazioni e preservano l’acidità delle uve.</p>
<p>Il momento decisivo arriva all’inizio degli anni Ottanta. Nel 1981 il progetto si struttura e prende ufficialmente avvio la produzione di Franciacorta Metodo Classico. Fondamentale è l’incontro tra Vittorio Moretti e l’enologo Mattia Vezzola, una collaborazione destinata a segnare profondamente l’identità della cantina. Da quel dialogo nasce uno stile riconoscibile, fondato su finezza, freschezza e precisione espressiva, che negli anni diventerà la cifra distintiva di Bellavista nel panorama delle bollicine italiane.</p>
<p>La filosofia produttiva parte, inevitabilmente, dalla vigna. La Franciacorta è una terra “inventata dal ghiaccio”: un anfiteatro morenico modellato dalle glaciazioni, caratterizzato da una straordinaria varietà pedologica. Suoli ricchi di limo, sabbia e ciottoli, capaci di dare espressioni diverse e complementari. Bellavista interpreta questa complessità attraverso una viticoltura di precisione, rigorosamente manuale, nel pieno rispetto del disciplinare Franciacorta.</p>
<p>Qui prende senso la figura del vigneron: uomini che, anno dopo anno, si prendono cura delle stesse piante, leggendo segnali impercettibili a occhi meno esperti. “Noi alleviamo le vigne”, si dice a Bellavista, a sottolineare un impegno che va oltre la tecnica e diventa responsabilità quotidiana.</p>
<p>La vendemmia è il momento della decisione finale. Camminare la terra, assaggiare gli acini, incrociare dati analitici e sensibilità umana per decretare l’istante perfetto. La raccolta manuale impone tempi rigorosi: le uve devono giungere in cantina entro poche ore, integre, per preservarne l’identità. È da qui che nasce la complessità dei vini base, fondamentali per l’equilibrio delle cuvée.</p>
<p>In cantina, l’enologia si fa “gentile”. Le fermentazioni avvengono sia in acciaio inox, per mantenere tensione e purezza aromatica, sia in piccole botti di rovere, scelte con attenzione per conferire profondità senza sovrastare il carattere del vino. Ogni base ha una voce propria e richiede un’interpretazione diversa: nessuna formula fissa, ma un ascolto costante della materia. L’assemblaggio delle cuvée diventa così una vera e propria partitura, riscritta ogni anno nel rispetto della vendemmia e dello stile della casa.</p>
<p>La seconda fermentazione e il lungo affinamento sui lieviti avvengono nelle gallerie sotterranee: oltre due chilometri di tunnel scavati nel cuore della collina, dove temperatura e umidità restano naturalmente costanti, senza ricorrere a condizionamenti artificiali. Il remuage, eseguito a mano, e la sboccatura alla volée delle riserve raccontano una scelta precisa: mettere l’uomo, e non la macchina, al centro del processo creativo.</p>
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<p>Anche l’identità visiva contribuisce a rendere Bellavista immediatamente riconoscibile. La bottiglia dalla forma iconica, brevettata da Vittorio Moretti alla fine degli anni Settanta, è diventata nel tempo un simbolo di eleganza e coerenza stilistica nel panorama internazionale del Metodo Classico. In questa ricerca si inserisce anche l’attenzione ai grandi formati: Bellavista è stata tra le prime realtà italiane a investire con decisione nelle bottiglie superiori ai 75 cl, in particolare formati da 3, 6 e 9 litri, affrontando e superando le complessità tecniche legate alla pressione e alla tenuta del vetro, senza rinunciare alla forma iconica della cuvée.</p>
<p>Oggi Bellavista si estende su oltre 200 ettari vitati e produce circa 1,8 milioni di bottiglie all’anno, distribuite in tutto il mondo. Etichette come Alma Grande Cuvée, Satèn, le Riserve e i grandi formati Magnum raccontano una visione che non ammette compromessi sulla qualità, ma che sa rinnovarsi restando fedele alle proprie radici.  <img decoding="async" class="size-medium wp-image-116533 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B-768x1023.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B-1153x1536.jpeg 1153w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B-1537x2048.jpeg 1537w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B-1170x1559.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-40F144DA-7CAE-4D31-92E1-17AB9A690B1B.jpeg 1816w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>Dal 2021 la cantina ha vissuto un passaggio cruciale con il ricambio generazionale: la guida dell’azienda è affidata a Francesca Moretti, già da tempo coinvolta nelle scelte strategiche del gruppo. Una continuità naturale, che guarda al futuro custodendo l’eredità del fondatore. Accanto a lei, nel ruolo di mentore e consigliere strategico, Richard Geoffroy, storico Chef de Cave di Dom Pérignon fino al 2018: un dialogo ideale tra Franciacorta e Champagne.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-116530 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A-769x1024.jpeg 769w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A-768x1023.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A-1153x1536.jpeg 1153w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A-1170x1559.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A-585x779.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-3A053F0F-37BA-4299-A86E-42478798289A.jpeg 1501w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>La degustazione permette di cogliere con    chiarezza la coerenza stilistica della cantina: il Satèn Millesimato 2020 si distingue per la sua trama setosa; il Teatro alla Scala Millesimato 2021 esprime equilibrio e compostezza, risaltando i sentori di frutta tropicale; il Rosé Millesimato 2020 unisce intensità e finezza grazie al 60% di uve Pinot Nero; il Pas Operé Millesimato 2020, infine, rappresenta la sintesi più alta della filosofia Bellavista, capace di restituire le caratteristiche organolettiche tipiche del territorio.</p>
<p>Nei diversi calici, le espressioni di Bellavista parlano la stessa lingua: equilibrio, continuità e rispetto del territorio si riflettono in un prodotto di altissima qualità.</p>
<p>Perché, come afferma Vittorio Moretti, “l’ingegno ha molte forme ma sempre la stessa scintilla&#8221;.</p>
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		<title>Cantina Barone Pizzini &#8211; pionieri del Franciacorta Biologico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jan 2026 16:13:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1822" height="2420" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5.jpeg 1822w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5-226x300.jpeg 226w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5-771x1024.jpeg 771w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5-768x1020.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5-1156x1536.jpeg 1156w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5-1542x2048.jpeg 1542w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5-1170x1554.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-220D596E-1097-4E18-A8D6-DE3D8A4FD9E5-585x777.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1822px) 100vw, 1822px" /></p>
<p>“Niente in Natura è senza Ragione” – Le parole di Leonardo Da Vinci risuonano tra i filari di Barone Pizzini, che si estende per sessanta ettari nel cuore della Franciacorta.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/21/cantina-barone-pizzini-pionieri-del-franciacorta-biologico/">Cantina Barone Pizzini &#8211; pionieri del Franciacorta Biologico</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>“Niente in Natura è senza Ragione”</em> – Le parole di Leonardo Da Vinci risuonano tra i filari di Barone Pizzini, che si estende per sessanta ettari nel cuore della Franciacorta. Questa cantina ha tracciato una rotta pionieristica, dando vita nel 1998 al <strong>primo Franciacorta biologico</strong> della storia. Da allora, la loro filosofia è un inno alla purezza: i vini, quasi interamente <strong>Extra Brut</strong> e <strong>Pas Dosé</strong>, riflettono l’essenza dell’uva, lasciando al solo <strong>Satèn</strong> il compito di vestire la morbidezza del Brut.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-116313 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-226x300.jpeg" alt="" width="219" height="291" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-226x300.jpeg 226w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-771x1024.jpeg 771w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-768x1020.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-1156x1536.jpeg 1156w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-1542x2048.jpeg 1542w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-1170x1554.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B-585x777.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-C5EA9518-0DE6-4CFD-B1F6-1274AAE53F7B.jpeg 1822w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" /></p>
<p>L’anima della tenuta risiede in <strong>Animante</strong>, uno spumante che danza tra freschezza e struttura. In questo calice, lo Chardonnay e i Pinot incontrano l’<strong>Erbamat</strong>, antico vitigno autoctono che infonde un sentore citrino. Dopo un’attesa di venti/trenta mesi sui lieviti, Animante si rivela un compagno di eccezionale bevibilità per un aperitivo.</p>
<p>La degustazione prosegue con il <strong>Satèn Edizione 2021</strong>, un millessimato 100% Chardonnay. La fermentazione, divisa tra acciaio e barrique, scolpisce un vino complesso e sapido, premiato da <strong>Slow Wine</strong> come <strong class="Yjhzub" data-processed="true">&#8220;Top Wine Slow&#8221;- </strong>riconoscimento che indica un&#8217;eccellente qualità organolettica e coerenza con i principi di sostenibilità. Le sue note floreali e i sentori di scorza di pompelmo lo rendono ideale anche per accompagnare con grazia un intero pasto.</p>
<p>Il <strong>Rosé 2021</strong> si distingue per un carattere audace, trovando l’armonia perfetta anche accanto a piatti di carne o primi strutturati. Questa dedizione all’eccellenza ha radici profonde, testimoniate dai traguardi storici del <strong>Bagnadore Rosé</strong>: l’annata 2011 ha incantato la critica internazionale, raggiungendo i <strong>98 punti</strong> di James Suckling e sfiorando la perfezione assoluta.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-116312 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-226x300.jpeg" alt="" width="226" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-226x300.jpeg 226w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-771x1024.jpeg 771w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-768x1020.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-1156x1536.jpeg 1156w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-1542x2048.jpeg 1542w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-1170x1554.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD-585x777.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/processed-7123C6FB-AA0B-4CB3-B81C-C7BF1A2565CD.jpeg 1822w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></p>
<p>Entrando all&#8217;interno della struttura, l’atmosfera è vibrante, mossa da un team giovane e rivolto all’innovazione. L’impegno verso il biologico si conferma con la <strong>certificazione Vegan</strong>: la cantina ha eliminato ogni coadiuvante di origine animale, come albumina o caseina, preferendo l’uso della <strong>bentonite</strong> e di proteine vegetali. In questo modo, ogni bottiglia — dal rosso al Franciacorta — diventa un messaggio di sostenibilità, che risponde alla sensibilità di chi cerca nel vino la vera essenza dell&#8217;uva e del terreno.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F21%2Fcantina-barone-pizzini-pionieri-del-franciacorta-biologico%2F&amp;linkname=Cantina%20Barone%20Pizzini%20%E2%80%93%20pionieri%20del%20Franciacorta%20Biologico" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F21%2Fcantina-barone-pizzini-pionieri-del-franciacorta-biologico%2F&#038;title=Cantina%20Barone%20Pizzini%20%E2%80%93%20pionieri%20del%20Franciacorta%20Biologico" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/21/cantina-barone-pizzini-pionieri-del-franciacorta-biologico/" data-a2a-title="Cantina Barone Pizzini – pionieri del Franciacorta Biologico"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/21/cantina-barone-pizzini-pionieri-del-franciacorta-biologico/">Cantina Barone Pizzini &#8211; pionieri del Franciacorta Biologico</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Il continente che chiamo Casa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2025 17:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="480" height="640" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-evidenza.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-evidenza.jpg 480w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-evidenza-225x300.jpg 225w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></p>
<p>Con Rocco siamo a casa, letteralmente. Ci accoglie a casa sua, Linguaglossa (CT). Tra le mura domestiche sorge infatti anche la cantina; le vigne, invece, si trovano a pochi chilometri&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Con Rocco siamo a casa, letteralmente. Ci accoglie a casa sua, Linguaglossa (CT). Tra le mura domestiche sorge infatti anche la cantina; le vigne, invece, si trovano a pochi chilometri dall’uscio di casa. Ci apre la porta Rita, moglie di Rocco, la quale ci offre già dai primi momenti, un assaggio della passione che lega il marito al mondo del vino e alla sua terra. Per Rocco, infatti, questa è a tutti gli effetti una seconda vita; ci dice di essere nato in vigna, letteralmente, ma riesce a tornare a “casa” solamente quando termina i suoi incarichi come ispettore fitosanitario per la regione Sicilia. Rita ci racconta che in parte è colpa sua se l’azienda non accresce la produzione; questo perché, come accade a tutte le mamme, lei pensa ai suoi figli, i quali stanno prendendo una strada diversa da quella del padre: il più grande è urologo all’ospedale Garibaldi di Catania, la più piccola è ingegnere in un’azienda produttrice di succhi. Le preoccupazioni delle madri, in fondo, sono sempre le stesse, da nord a sud, da est a ovest: lasciar liberi i figli di percorrere il proprio cammino. E’ un quadretto familiare che racconta un focolare che tutti noi abbiamo da qualche parte nelle nostre memorie.</p>
<p>Per la Sicilia, la vite è una coltivazione che giunge dal passato. Infatti, l’arrivo di tale pianta sull’Etna risalirebbe alla conquista del luogo da parte dei Greci. Perché siamo sicuri che i Greci conoscevano questa pianta? Perché attorno alla nascita della vite vi sono diversi miti. I più antichi, inoltre, non ne associano la nascita alle storie di Dioniso. Infatti, Ateneo, negli anni 193-197 d.C., ci racconta che Oresteo, figlio di Deucalione, si recò in Etolia e, in quei luoghi, una sua cagna partorì un ceppo. Quando, dietro suo ordine, questo fu interrato, ne nacque la pianta dell’uva. La cagna, secondo un filone interpretativo, sembrerebbe essere la rappresentazione simbolica del cane della costellazione di Orione, cioè la stella Sirio.</p>
<p>Il legame della Sicilia con la Grecia si può leggere anche attraverso il numero di storie che la leggenda ci tramanda. Ulisse, arrivato in Sicilia, incontra proprio su queste terre il gigante Polifemo che altro non sarebbe che una rielaborazione fantasiosa di quanto i Greci trovarono qui al loro arrivo: gli scheletri di una specie di elefante nano che viveva su queste terre in epoca preistorica. I Faraglioni di Aci Trezza, inoltre, sarebbero proprio le pietre che Polifemo scagliò contro Ulisse e i suoi compagni di viaggio dopo essere stato gabbato da “Nessuno”. Questo forte legame attraversa i secoli, a tal punto che, il simbolo di Catania è proprio l’elefante.</p>
<p>Ma dove nasce la storia di Rocco? Nasce con il nonno, che, come tanti, era emigrato in America in cerca di lavoro e una volta tornato decise di investire le proprie fortune acquistando del terreno. Vennero piantate le prime vigne e il vino venduto per lo più in Francia dove la filossera era oramai arrivata ovunque mietendo molte vittime. Le vigne dell’Etna, invece, furono tra le pochissime che riuscirono a salvarsi perché i suoli vulcanici e le condizioni climatiche sono stati una barriera a lungo insormontabile per questo parassita. Nonostante questo, ad un certo punto i vigneti diminuiscono, si decide di destinare sempre più terreno ad altre coltivazioni, ma non vi sono motivazioni specifiche a supporto di tali scelte che siano state tramandate fino ai giorni nostri. Rocco conosce ogni dettaglio della storia di questo luogo, e riesce a narrarci tutti gli aneddoti che lo riguardano; dai miti alla lingua, dall’architettura alle DOP, fino ai terroir che caratterizzano questo continente. Si, perché l’Etna è un continente nel continente. Le etichette che Rocco ha scelto per i propri vini, raccontano in qualche modo l’importanza che la Sicilia e l’Etna hanno per lui.</p>
<p>Oggi ci sono circa 1700 ettari vitati con una produzione totale di circa 7 milioni di bottiglie appartenenti a circa 350 aziende. Altro dato importante per capire l’Etna, è che il 70% delle bottiglie viene fatto dal 15% dei produttori; la polverizzazione è totale, perché molti, come Rocco, producono pochissime bottiglie, ma colme di passione. Aìtala, l’azienda di Rocco, deve in realtà il suo nome alla famiglia della moglie. Ha ottenuto la certificazione biologica e conta all’anno circa 1.400 bottiglie di Etna Bianco, 1.400 di Rosè, 2.000 di Syrah e 3.500 di Etna Rosso. Rocco ci accompagna in cantina, luogo che si trova al piano interrato di casa sua, sembra quasi surreale. Ogni sua bottiglia è etichettata e incapsulata a mano, in famiglia, in garage. Lascio a voi giudicare quanta poesia ci sia in questa narrazione.</p>
<p>La vendemmia è eseguita interamente a mano; le uve rosse, una volta diraspate, vanno direttamente in acciaio dove rimangono a fermentare per un periodo che va da quindici a venti giorni.</p>
<p>Il rosè, aggiunto alla produzione nel 2024, è frutto di una vinificazione in bianco delle uve di Nerello Mascalese. Le bucce durante la fermentazione permangono per un tempo molto breve, in modo da donare al vino un colore molto chiaro e mantenere il più possibile l’aroma fruttato. Questo vino è l’unico ad avere un nome: si chiama “<em>Sisì</em>” in onore di Silvia, la secondogenita.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-113862 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-2-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-2-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/foto-2.jpg 480w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>L’Etna bianco di Aitala è fatto con l’80% di uve di Carricante, 10% di Cataratto, 5% di Inzolia e 5% di Minnella; viste le ridotte quantità, il blend viene fatto direttamente in vigna. Ogni contrada, qui, ha la sua ricetta e ogni vino è differente, grazie ad un terroir che evolve di chilometro in chilometro. Il nome della contrada, un po’ come i cru francesi, è riportato in etichetta, quasi a voler sottolineare l’indipendenza del gusto, frutto dell’originalità di ogni quadratino di terra. Qui siamo in Contrada Martinella, che deve il proprio nome alla “Mattina”, perché siamo ad Est, proprio dove sorge il sole.</p>
<p>L’Etna Rosso è invece 95% nerello mascalese, 5% nerello cappuccio. Assaggiamo l’annata 2021 e subito a seguire l’annata 2022. Non c’è botte, si sente l’astringenza del tannino, più nel 2021 che nel 2022, a testimonianza che la vigna ha un carattere mai uguale, capace sempre di sorprendere e mutare. Si percepisce la liquirizia alle spalle dei frutti rossi. Forse più di tutto però, percepiamo l’aura familiare dietro a questo vino, le parole di Rocco ci parlano non solo di terra, non solo di sapori, ma anche dell’aiuto reciproco di tutti i piccoli allevatori della zona, pronti ad offrire ciò che manca per crescere insieme. Cosa mi fa vedere questo vino? Storie. Storie attorno ad un cammino, che arrivano dal passato, dalla memoria di Rocco che, in qualche modo, tramanda aneddoti ed esperienze uniche e caratteristiche. È un fiume in piena, richiama alla mia memoria certi racconti che ascoltavo da bambina quando andavo in campagna dai nonni sebbene all’epoca, forse, non potessi percepirne la potenza. Ora, da adulta, con un buon rosso in mano, è come se quei racconti tornassero amplificati dalla consapevolezza, pieni di quella bellezza che è rimasta latente, anche se scritta nelle mie emozioni tanto tempo fa.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F02%2Fil-continente-che-chiamo-casa%2F&amp;linkname=Il%20continente%20che%20chiamo%20Casa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F02%2Fil-continente-che-chiamo-casa%2F&#038;title=Il%20continente%20che%20chiamo%20Casa" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/02/il-continente-che-chiamo-casa/" data-a2a-title="Il continente che chiamo Casa"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/02/il-continente-che-chiamo-casa/">Il continente che chiamo Casa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Un giovane Eolo sogna una notte di mezza estate in Marmilla</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 19:22:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e Gastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1225" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-300x191.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-1024x653.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-768x490.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-1536x980.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-1170x746.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102034-scaled-e1758050509387-585x373.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>La cantina protagonista di questa storia è apparsa ai miei occhi quasi come una cattedrale che svetta sopra una collina, un Sacré-Cœur sardo. La strada che ci separa da essa&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="342" data-end="843">La cantina protagonista di questa storia è apparsa ai miei occhi quasi come una cattedrale che svetta sopra una collina, un Sacré-Cœur sardo. La strada che ci separa da essa è lunga qualche chilometro e la vista si perde nei colori della Marmilla. Le sue rotondità e il silenzio che le avvolge rendono l’arrivo in cima quasi mistico, complice anche il vento che soffia costantemente in questi luoghi, producendo una sorta di interferenza: un rumore bianco che non stona in alcun modo con il paesaggio.</p>
<p data-start="845" data-end="1317">La Marmilla è un’area collinare molto antica, situata nella provincia di Oristano. Questo territorio è caratterizzato dalla presenza di sabbia e limo, marmo e calcare, ma l’elemento che forse fa da protagonista è il sale, minerale capace di regalare importanti livelli di sapidità. Questa peculiarità è ulteriormente accentuata dal vento che, non solo allontana l’umidità, ma rafforza anche la salinità. Ed è proprio questo alleato, non a caso, a dare il nome all’azienda.</p>
<p data-start="1319" data-end="3134">Questa regione, in passato, custodiva una grande tradizione vitivinicola e, con i suoi 2.500 ettari, rappresentava la maggior<br />
parte della produzione enologica dell’intera Sardegna. Tuttavia, nel tentativo di stimolare l’attecchimento di un vero tessuto industriale, le istituzioni avviarono una politica di espianti aggressiva, finanziata dall’Unione europea, che in breve tempo portò la zona a svuotarsi della maggior parte dei vigneti. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-108346" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-150x150.jpg" alt="" width="221" height="221" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102131-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" />Dagli anni ’70 ai primi anni 2000 la superficie vitata si è dimezzata. È in questo contesto che si innesta la storia di Salvatore Pilloni, il quale nel 2008 decide di riacquistare il terreno appartenuto in passato alla famiglia. Lo spirito d’avventura e il coraggio imprenditoriale contraddistinguono fin dalle origini questa narrazione: un ritorno alle radici che si sovrappone al vuoto lasciato dalle difficoltà economiche. Ancora oggi questo atteggiamento permea le scelte di Valeria, Roberta e Nicola, che conducono l’azienda fondata dal padre. L’attività, infatti, è cresciuta: si è affiancata l’azienda agricola con il ristorante Arieddas e, in futuro, si punta anche all’accoglienza. Proprio ora è in corso l’ampliamento della cantina, accompagnato dall’estensione dei terreni di proprietà della famiglia, passati da 50 a 80 ettari. Anche la scelta di un’etichetta creativa e di una bottiglia serigrafata ha rappresentato, nel suo piccolo, un elemento di rottura col passato. Domenico Sanna, responsabile dell’accoglienza e degli eventi di Su’Entu, è portavoce entusiasta di questo modus vivendi; crede fermamente nel guardare sempre al futuro, coinvolgendo quante più persone possibili nel settore dell’enogastronomia anche attraverso mezzi non convenzionali. Da qui nasce, infatti, anche la collaborazione con Lonely Planet, che dedica un opuscolo al vino di Sardegna.</p>
<p data-start="3136" data-end="3727"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108343 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-150x150.jpg" alt="" width="242" height="242" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102038-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" />Attualmente l’azienda adotta un regime integrato e spera, in futuro, di ottenere la certificazione biologica. L’offerta di vini è ampia, sia negli uvaggi sia nelle modalità di vinificazione, sebbene si tenda a prediligere affinamenti in acciaio: vini giovani e freschi, capaci di conservare aromi e profumi primari. Non mancano, tuttavia, progetti di affinamento in botte. La Linea Terrùas, ad esempio, comprende un cannonau riserva (circa 1.500 bottiglie) che affina sei mesi in botte e poi dodici in tulipe di cemento, nonché un vermentino superiore il cui 20% del mosto passa in tonneaux.</p>
<p data-start="3729" data-end="4449">In degustazione abbiamo messo a confronto due bottiglie totalmente antitetiche, ma capaci, proprio nella loro diversità, di stimolare sensazioni intense. Si tratta di Su’ Imari e di Su’ Aro: da un lato, un Vermentino di Sardegna DOC fresco, pungente, dal sapore deciso, che ricorda una natura pronta a sbocciare in primavera; dall’altro, un blend in bottiglia di nasco, moscato e chardonnay, che irrompe come l’estate, con note di frutta tropicale e un colore più caldo, dai riflessi dorati. In questo chiasmo di gusto, consiglio di accompagnare il Vermentino con la mortadella al mirto e miele, anch’essa prodotta in famiglia: il risultato è un perfetto bilanciamento tra la nota grassa e la sapidità naturale del vino. <img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-108344 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-150x150.jpg" alt="" width="226" height="226" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102041-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 226px) 100vw, 226px" /></p>
<p data-start="4451" data-end="5503">Se si parla di vino di Sardegna, non può mancare il Cannonau, che qui troviamo in purezza, senza l’aggiunta di quel 10% di altre uve consentito dal disciplinare. Su’ Anima è frutto, ancora una volta, di una scelta coraggiosa ed esprime un colore tenue, insolito per il Cannonau nell’immaginario comune. La vinificazione è breve e solo in acciaio: un vino caratterizzato da sentori fruttati molto intensi e da un tannino poco marcato. La sua amabilità lo rende una buona scelta per l’aperitivo, accompagnato anche soltanto da qualche foglio di pane carasau condito con olio e origano. Decisamente più intenso è invece Su’ Nico, che ha come protagonista l’uva Bovale, rimasta a lungo confinata nell’anonimato. La sua carica polifenolica è elevata e regala un rosso rubino intenso con riflessi violacei e tannino più presente. In questo caso, oltre alla fermentazione in acciaio, c’è un passaggio di dodici mesi in botte che dona maggiore rotondità. Il suo carattere deciso si sposa bene con i formaggi di Argiolas, che ci accompagnano nella degustazione. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-108345" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-150x150.jpg" alt="" width="254" height="254" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/1000102109-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 254px) 100vw, 254px" /></p>
<p data-start="5505" data-end="6049">Ciò che resta al termine del bicchiere è un velo di freschezza: non solo nei profumi e al palato, ma qualcosa di più persistente che risuona anche nelle parole di chi racconta Su’Entu. È la stessa sensazione che si prova sulla cima di queste colline, dove la melodia del vento si ripete costantemente. Così risuona il fruscio delle idee: giovani, fresche, sempre orientate al futuro e pronte ad affrontare le sfide del domani, prima fra tutte l’aumento costante delle temperature e la scarsità d’acqua che ormai caratterizzano questa regione.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F16%2Fun-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla%2F&amp;linkname=Un%20giovane%20Eolo%20sogna%20una%20notte%20di%20mezza%20estate%20in%20Marmilla" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F16%2Fun-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla%2F&#038;title=Un%20giovane%20Eolo%20sogna%20una%20notte%20di%20mezza%20estate%20in%20Marmilla" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/16/un-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla/" data-a2a-title="Un giovane Eolo sogna una notte di mezza estate in Marmilla"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/16/un-giovane-eolo-sogna-una-notte-di-mezza-estate-in-marmilla/">Un giovane Eolo sogna una notte di mezza estate in Marmilla</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Cantina Surrau: dove il vino respira il profumo della Gallura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jul 2025 08:19:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
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		<category><![CDATA[Vino e Gastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2239" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-300x262.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-1024x896.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-768x672.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-1536x1343.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-2048x1791.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-1920x1679.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-1170x1023.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/surrau-copertina-585x512.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La cantina Surrau non è nata da una tradizione contadina tramandata per generazioni, ma da una scelta. La famiglia Demuro, imprenditori nel settore edilizio con la storica azienda Sardares, ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/26/cantina-surrau-dove-il-vino-respira-il-profumo-della-gallura/">Cantina Surrau: dove il vino respira il profumo della Gallura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>La cantina Surrau non è nata da una tradizione contadina tramandata per generazioni, ma da una scelta. La famiglia Demuro, imprenditori nel settore edilizio con la storica azienda Sardares, ha voluto restituire vita a un territorio che profuma di Sardegna autentica, e lo ha fatto nel modo più poetico: piantando vigne in una valle incantata.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-106892 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.34-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
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<p>Era la fine degli anni ’90 quando iniziarono a impiantare i primi filari. Da allora, quei cinque ettari iniziali sono diventati settanta, suddivisi in otto appezzamenti, con una produzione che ha raggiunto le 550.000 bottiglie all’anno. Eppure, nonostante i numeri, tutto qui sembra ancora a misura d’uomo. I filari sono lavorati a mano per preservare l’integrità del suolo granitico. Durante la vendemmia si punta a preservare il sapore autentico delle uve, con soluzioni naturali come il caolino per proteggere i grappoli. L&#8217;innovazione è al centro della filosofia della cantina, i produttori si dedicano alla ricerca di tecniche di produzione per dare vita a nuove etichette da lanciare sul mercato.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-106899 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-225x300.jpeg" alt="" width="236" height="315" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 236px) 100vw, 236px" />Il protagonista qui è il Vermentino di Gallura DOCG, una denominazione che racconta già la vocazione di questo territorio. La cantina produce tredici etichette, ma il Vermentino rappresenta da solo oltre il 70% della produzione. Tre sono le sue anime: Branu, fresco, fruttato, diretto; Sciala, più complesso, profondo, dalla tipica nota mandorlata che nasce dai terreni granitici; e infine Montedimola, un cru prodotto da vendemmia tardiva non per sovramaturazione, ma per il naturale ritardo fenologico della vigna esposta ai venti freddi. Un vino di nicchia, intenso, elegante, lavorato in parte in cemento grezzo e in parte in botti di rovere non tostate. Un Vermentino che sorprende, che invita alla meditazione.</p>
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<p>Ma Surrau non si ferma qui. Negli ultimi anni, nasce anche uno spumante metodo classico da Cannonau vinificato in bianco. Dosaggio zero, 36 mesi sui lieviti, lavorato interamente in loco: dalle pupitre per il remuage al dégorgement. Un vino inatteso in Sardegna, minerale e teso, che gioca tra acidità e sapidità. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-106898 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.44-3-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-106900 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/WhatsApp-Image-2025-07-26-at-09.04.45-2-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" />La parte emozionante, però, non è solo nel bicchiere. Surrau è anche arte, esposizioni fotografiche, installazioni, cultura. L’architettura della cantina è un omaggio allo stazzu, l’antica abitazione rurale gallurese. Legno, pietra e vetro dialogano con il paesaggio, accogliendo il visitatore in un luogo unico.</p>
<p>La degustazione si conclude con un generoso tagliere di formaggi e salumi locali, arricchito da gelatina di vino, frutta fresca e bocconi saporiti preparati con cura. Un’esperienza che coinvolge tutti i sensi e che racconta, anche nel cibo, l’essenza della Gallura.</p>
<p>A rendere il tutto ancora più speciale, la presenza di Marco, la nostra guida, che con gentilezza, competenza e una passione autentica, ci ha accompagnati in ogni angolo della cantina, rispondendo a ogni curiosità con il sorriso di chi ama profondamente il proprio lavoro.</p>
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		<title>Una nobile tenzone, un grande Classico. L&#8217;ingegno che ci contraddistingue</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 May 2025 05:35:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Turismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e Gastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088226-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Il Gallo Nero, emblema della toscanità, presente su quasi tutti i souvenir del luogo, vanta una storia curiosa, oltre a rappresentare il primo consorzio vinicolo fondato in Italia (1924). La&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">Il Gallo Nero, emblema della toscanità, presente su quasi tutti i souvenir del luogo, vanta una storia curiosa, oltre a rappresentare il primo consorzio vinicolo fondato in Italia (1924). La storia del Gallo Nero, tuttavia, ha origini ben più antiche; leggenda narra che, nel Medioevo, Siena e Firenze volessero mettere fine all’eterna contesa per la definizione dei loro confini. Come? Beh, con una sfida tra gentiluomini, ovviamente. Allo scoccare del canto del gallo, i cavalieri delle opposte fazioni avrebbero dovuto mettersi in marcia e, proprio lì, nell’esatto punto in cui si fossero incontrati, sarebbe stato tracciato il nuovo confine del territorio. La logica sembrava suggerire che l’incontro sarebbe dovuto avvenire a metà strada, viste le ipotesi in campo; i fiorentini, invece, decisero di forzare la mano, utilizzando un gallo di colore nero, tenuto – sembrerebbe – a digiuno da qualche ora, regalandosi così un enorme vantaggio competitivo. Infatti, poiché molto affamato, il Gallo Nero finì per cantare molto prima di quello senese. Ed è così che, a partire da allora, la terra del Chianti Classico giunge fino a Castellina, a pochi chilometri da Siena. Il Gallo Nero, diventato poi simbolo anche della Lega del Chianti, è rimasto indissolubilmente legato al territorio e, ad oggi, la terra del Chianti Classico comprende i comuni di Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti e, parzialmente, quelli di Barberino Tavernelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa.<br />
Eccoci dunque nel Chianti Classico a Montefioralle, comune di Greve in Chianti (FI); Andrea, classe 1992, è il protagonista</p>
<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-104008 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-150x150.jpg" alt="" width="289" height="289" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088257-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 289px) 100vw, 289px" />dell’azienda agricola Le Palaie. Dedica anima e corpo all’azienda vinicola, fondata dal nonno nel 1993. Qui, tutto è in famiglia, sembra quasi un racconto d’altri tempi, un Edmund de Amicis le cui parole si scrivono su uno sfondo giallo ocra intervallato da cipressi e silenzi.<br />
Andrea lavora gomito a gomito con il padre e confessa orgoglioso che la vendemmia, fatta rigorosamente a mano, è frutto solo delle loro energie, nessun aiuto esterno, tre ettari e mezzo di vigne che ascoltano il tocco di sole quattro mani. La vendemmia inizia attorno al 20 settembre con il merlot, continua gli ultimi giorni del mese con il sangiovese e termina durante i primi di ottobre con il cabernet.<br />
Il nonno di Andrea, in paese, se lo ricordano anche per la sua generosità; parlando con un ristoratore locale ho scoperto che, al termine della raccolta delle olive, il fondatore delle Palaie era solito organizzare una grigliata con tutti coloro che ne avevano preso parte, una festa insomma, per omaggiare tutti per le fatiche sostenute. Forse, proprio sulla scia di questa tradizione, per i quarant’anni di attività, Andrea ha voluto organizzare una grande festa alle Palaie, invitando tutti i clienti e gli amici, un traguardo importante, da festeggiare a “casa”, in ossequio alla tradizione in cui è cresciuto.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i progetti futuri di Andrea, inoltre, c’è la costruzione di una nuova cantina della dimensione di 150 metri quadri, arredata con botti in ceramica pensate appositamente per esaltare il gusto del suo vino e distinguersi dalle altre aziende così come, d’altronde, ha già fatto nella scelta della ricetta del suo Chianti Classico ove i vitigni internazionali si mescolano al sangiovese. Tra i suoi desideri, c’è anche un progetto segreto dal colore rosé, che gli fa brillare gli occhi, perciò non ho nessuna intenzione di dare alcuna anticipazione, anche se confesso che mi piacerebbe assaporarlo nel bicchiere, prima o poi.<br />
La produzione delle Palaie si attesta sulle dodicimila bottiglie, sebbene la messa a dimora di tre nuove vigne, prometta di elevarla raggiungendo un totale di circa sedicimila. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104010" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-150x150.jpg" alt="" width="190" height="190" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088297-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 190px) 100vw, 190px" /><br />
La degustazione è stata una vera e propria esperienza enogastronomica completa; i vini di Andrea, sono stati accompagnati da un ricco buffet della tradizione a km0, in alcuni casi, si può dire che la distanza fosse quantificabile forse in pochi metri. Ad accompagnare il Chianti Classico del 2022, crostini di pane toscano, avvolti in una crema di peperoni – letteralmente strepitosa &#8211; preparata dalla mamma di Andrea, alternati da pane sfumato con l’olio prodotto dagli ulivi che circondano la vigna.<br />
Qui abbiamo un vino composto per il 90% da sangiovese grosso e, per la restante parte, merlot e cabernet equamente suddivisi; per le caratteristiche dell’annata, si è scelto per le singole uve l’affinamento in tonneau, e, successivamente, la sola sangiovese è stata ripassata anche in acciaio per un periodo di nove mesi; il blend nasce durante l’ultima fase, prima che il vino venga passato in bottiglia. Il risultato è comunque un vino con un tannino molto forte, motivo per cui si sposa molto bene anche con il salame toscano della nonna e, perché no, pure con la sbriciolona che è molto pastosa al gusto. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-104011" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-150x150.jpg" alt="" width="228" height="228" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/1000088453-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 228px) 100vw, 228px" /><br />
Nel Chianti Classico del 2023 il sangiovese grosso cede in parte il passo a merlot e cabernet, il barrique si sostituisce al tonneau e il riposo in acciaio del sangiovese passa da nove a diciotto mesi; Il vino si arrotonda rispetto al precedente, e si sposa in maniera signorile con il pecorino e la marmellata di arance. Si chiude con un vino ribelle, un Super Tuscan del 2022, 50% merlot e 50% cabernet, accompagnato da un semifreddo al pistacchio fatto dalla compagna di Andrea, pasticcera appassionata e sempre alla ricerca di qualche nuova ricetta. L’etichetta, in onore del nonno, riporta stilizzato il profilo del suo viso e la sua firma.</p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i tavoli si aggira anche la quarta generazione che da poco ha smesso di gattonare, completando quella sensazione diidillio familiare da borgo d’altri tempi. La bellezza del vino è anche il contesto: in questo caso, una gustosa festa familiare, riecheggiando in un giorno estivo, ha riportato alla luce qualcosa di felice, un ricordo d’infanzia ormai sbiadito ma ancora capace di suscitare l’emozione di un tempo che sembrava perduto.</p>
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		<title>Dimenticare per rinascere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesca Ripoldi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 07:55:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Vino e Gastronomia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1404" height="1224" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27.png 1404w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-300x262.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-1024x893.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-768x670.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-1170x1020.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/Screenshot-2025-04-11-alle-09.57.27-585x510.png 585w" sizes="(max-width: 1404px) 100vw, 1404px" /></p>
<p>Siamo soliti pensare che, per attraversare la storia e i secoli, ciò che conta sia non essere dimenticati; eppure, la fama non è tutto, per citare parole note a tutti&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto">Siamo soliti pensare che, per attraversare la storia e i secoli, ciò che conta sia non essere dimenticati; eppure, la fama non è tutto, per citare parole note a tutti gli amanti del fantasy. In una terra già conosciuta ai tempi dei Romani per la produzione del vino, abbastanza quantomeno da regalarle un epiteto speciale, ovvero, “<i>Vallis polis cellae</i>” (terra delle molte cantine), fu proprio l’oblio a plasmare uno dei vini più amati al giorno d’oggi.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">La leggenda narra, infatti, che un vinaiolo, dimenticatosi in cantina di una botte di <b>Recioto</b>, tornato ad assaggiarlo quando ormai la fermentazione era giunta a compimento, si trovò ad pronunciare la celebre frase “<i>Questo non è Amaro, è Amaròn</i>”. Chi invece, d’altra parte, si definisce amante più della Storia che delle storie, racconta qualcosa di differente, ovvero, che durante l’occupazione, i contadini, stanchi delle ruberie dei tedeschi, riuscissero a nascondere delle bottiglie di Recioto, e che queste prendessero nuova vita sempre grazie al temuto oblio. Qualunque sia la verità in merito alle sue origini, tuttavia, va evidenziato che oggi, in tutta la Valpolicella, si producono circa 14 milioni di bottiglie di Amarone e Recioto, e, a quest’ultimo, nato per essere protagonista, non rimane che vivere di luce riflessa.</div>
<div dir="auto"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-102159" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_120058-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<div dir="auto">Nel 1935 Carlo Roberto Meroni giunge in Valpolicella, “colmo” di quello che oggi chiameremmo talento imprenditoriale. Arrivava da Milano e l’azienda di famiglia era rinomata per la produzione di cappelli. Tuttavia, a Sant’Ambrogio (VR), nella Valpolicella classica, acquista una tenuta storica, nota almeno dal 1706, e si dedica anima e corpo al mondo del vino. Oggi l’azienda lavora solo con le proprie uve, produce all’anno circa cinquantamila bottiglie, per lo più destinate all’esportazione e copre 15 ettari: 11 dedicati al vino, mentre la parte restante accoglie uliveti e bosco. Il perché di questa scelta? Conservare, il più inalterati possibile, profumi e paesaggi tipici della vallata in cui sono ospitate le vigne. Inoltre, la vicinanza del bosco, aiuta a mitigare il calore del terreno che sempre più soffoca i vigneti, rilasciando la propria umidità durante la notte.</div>
<div dir="auto">Oggi la cantina è guidata dal nipote del fondatore. Carlo percorre la strada della tradizione dedicandosi alle uve autoctone della zona rappresentate da Corvina, Corvinone e Rondinella. Nella sua ricetta, aggiunge ad esse anche ciò che oggi per il disciplinare non è più obbligatorio, ovvero la Molinara.</div>
<div dir="auto">La vendemmia viene eseguita manualmente e, a sottolineare l’unicità di questa terra, essa si caratterizza in due fasi distinte. Durante la prima, che normalmente ha inizio intorno al 10 settembre, vengono raccolte le uve destinate alla produzione di Recioto e <b>Amarone</b>. Infatti, a meno che i grappoli non presentino particolari fragilità, queste vengono messe in appassimento adagiandole sulle relle. Questa struttura, costituita da canne di bambù, rappresenta un metodo di appassimento antico, sebbene, ad oggi, sia considerato ancora il miglior modo di condurre questo delicato processo. In un secondo momento vengono raccolte, invece, le uve che verranno utilizzate per i vini più giovani, uve che andranno poi subito in pigiatura.</div>
<div dir="auto"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-102161 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG_20250329_124122-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<div dir="auto">Ed ecco i vini della cantina di Carlo. A partire dal vino più giovane, abbiamo il <b>Valpolicella Classico</b>; viene lasciato macerare per venticinque giorni e, successivamente, una parte invecchia cinque-sei mesi in botte di rovere, mentre la parte restante riposa in acciaio per il medesimo periodo. Successivamente le due parti vengono riunite in egual proporzione in bottiglia per terminare l’affinamento. Il suo colore è molto chiaro, tanto da stupire l’occhio abituato al rosso intenso, così come siamo soliti descriverlo attraverso la nostra grammatica dei colori. È amabile, molto profumato, goduto fresco ad aperitivo: accompagnato da una bruschetta, ricoperta da un cucchiaio di baccalà mantecato, risulta una bellissima scoperta.</div>
<div dir="auto">Il <b>Valpolicella Superiore</b> presenta un colore più intenso, proprio quello che ci aspettiamo. E’ caratterizzato da un appassimento delle uve di circa 30 giorni, che si configura in una perdita di circa il 7-8% del peso iniziale e da un invecchiamento in botte di rovere per circa tre anni e mezzo, ben oltre il tempo minimo di 12 mesi previsto dal disciplinare. Al naso giunge un inconfondibile profumo di liquirizia e si presenta piacevolmente rotondo ed amabile, quasi “vellutato”.</div>
<div dir="auto">Ecco poi la vera celebrità, ovvero “Il <b>Ripasso</b>”, uno devi vini veneti più conosciuti in assoluto. Anche qui si potrebbe citare una storia popolare. Leggenda narra che il Ripasso sia nato come tentativo di nobilitare il Valpolicella Classico, vino che, al tempo dei Dogi, era destinato per lo più ai contadini che lavoravano nei campi per produrre il Recioto riservato invece ai proprietari terrieri. Da qui l’idea: generare una seconda fermentazione del Valpolicella Classico Superiore grazie al riutilizzo delle vinacce del Recioto. Queste, infatti, rispetto a quelle dell’Amarone, risultano meno povere poiché la prima fermentazione dura circa 10-15 giorni e, quindi, ancora atte a cedere grandi gusti e sentori; la produzione di Carlo Meroni dedicata a questo vino è di circa 3.100 bottiglie. Addolcito nei profumi, grazie all’apporto del Recioto, regala le tipiche sensazioni dell’uva passita, mentre, al gusto, comincia a farsi strada il tannino.</div>
<div dir="auto">Carlo oltre all’Amarone della tradizione, protagonista della linea “Velluto”, sperimenta anche un Amarone diverso. Nasce così l’Amarone 2018 della linea Carlo Meroni: invecchiamento di solo 3 anni e mezzo, rispetto ai 5 e utilizzo di botti di rovere di Slavonia di dimensioni minore e pari a 12,5 hl. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-102162" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037-585x780.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/04/IMG-20250329-WA0037.jpg 1536w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></div>
<div dir="auto">Grande regalo è stato poi godere dell’assaggio della “Riserva del fondatore”, caratterizzata da 8 anni di invecchiamento e prodotta solo in annualità con uve eccezionali. L’annata 2012 porta le proprie caratteristiche anche nell’etichetta. I colori scelti in tonalità pastello richiamano, infatti, la sofficità dell’annata. Gli stessi sono poi un inno a tutto ciò che rende il vino una grande opera d’arte: l’azzurro dell’acqua, il giallo del sole, il verde delle piante in vegetazione, il viola del colore delle uve mature, il rosa della mano dell’uomo e, dulcis in fundo, il rosso, colore del vino.</div>
<div dir="auto">In contrasto con l’austerità tipicamente abbinata all’Amarone, la scelta del colore pastello vuole anche suggerire allo sguardo di chi osserva che, forse, anche un vino di tale importanza non è poi così difficile ed impegnativo; può essere bensì anche amabile e accompagnare ugualmente le grandi occasioni. Insomma, un sogno liquido, un’occasione bellissima.</div>
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		<title>Le Langhe di Livia Fontana: dove la tradizione si evolve con passione e visione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2025 08:03:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[cantina]]></category>
		<category><![CDATA[Langhe]]></category>
		<category><![CDATA[Livia Fontana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1219" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33-300x229.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33-1024x780.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33-768x585.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33-1536x1170.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33-1170x891.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.55.33-585x446.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Tra calici alzati e racconti di vigna,  un viaggio attraverso i sapori e le storie di una terra ricca di fascino &#8211; il Piemonte. Nel cuore di Roma, tra le&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/05/le-langhe-di-livia-fontana-dove-la-tradizione-si-evolve-con-passione-e-visione/">Le Langhe di Livia Fontana: dove la tradizione si evolve con passione e visione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Tra calici alzati e racconti di vigna,  un viaggio attraverso i sapori e le storie di una terra ricca di fascino &#8211; il Piemonte.</p>
<p>Nel cuore di Roma, tra le eleganti sale del ristorante <strong>Mamma Mia</strong>, ho avuto il piacere di partecipare a una cena degustazione dedicata ai vini di <strong>Livia Fontana</strong>, rinomata produttrice piemontese. Un’esperienza che ha unito buon cibo, ottimo vino e la compagnia di altri appassionati, tra cui la stessa Livia,  donna di grande eleganza e simpatia.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-100283 size-medium aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.56.51-300x243.jpeg" alt="" width="300" height="243" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.56.51-300x243.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.56.51.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.56.51-585x473.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Ascoltarla raccontare la storia della sua azienda è stato come passeggiare tra i filari delle Langhe, respirando il profumo della terra e percependo il legame profondo che unisce passato e presente. La passione con cui parla del suo lavoro è autentica e coinvolgente, la stessa che continua a guidarla ogni giorno nella gestione dell’azienda, affiancata dai figli Lorenzo e Michele.</p>
<p>Insieme, portano avanti con orgoglio l’eredità familiare, custodendo la tradizione ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Tra calici alzati e racconti di vigna, la serata si è trasformata in un viaggio attraverso i sapori e le storie di una terra ricca di fascino, il Piemonte.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-100246" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-e1741161890738-300x236.jpeg" alt="" width="200" height="157" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-e1741161890738-300x236.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-e1741161890738-1024x805.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-e1741161890738-768x604.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-e1741161890738-1170x920.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-e1741161890738-585x460.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-e1741161890738.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>La serata è iniziata con il <strong>Roero Arneis 2023 DOCG</strong>, un bianco che ha subito colpito per la sua freschezza e acidità, decisamente inaspettate rispetto alle caratteristiche più zuccherine che spesso si associano a questo vitigno. Il vino ha saputo sorprendere, mostrando una giovinezza vivace e una sapidità che ha stimolato il palato, preparando i degustatori al resto della serata.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-100250 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-2-e1741162310617-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-2-e1741162310617-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-2-e1741162310617-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-2-e1741162310617-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Subito dopo è stato il turno del <strong>Langhe Nebbiolo 2022 DOC,</strong> un vino che ha mostrato tutte le caratteristiche tipiche di questa varietà: eleganza e finezza. Con note floreali di rosa e violetta, unite a sentori di frutta rossa come la ciliegia e la fragola, il Nebbiolo si è presentato con tannini delicati, ma ben presenti, e una struttura equilibrata. Un vino che si è rivelato perfetto per introdurre i Baroli più complessi che sarebbero seguiti</p>
<p>Il culmine della serata è stato segnato dalla degustazione di tre <strong>Barolo</strong> che hanno messo in evidenza la maestria della famiglia Fontana.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-100251" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-3-225x300.jpeg" alt="" width="200" height="267" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-3-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-3-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-3-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-3-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-3-585x780.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-04-at-18.38.03-3.jpeg 1536w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>&#8211; <strong>Barolo Fontanin 2020</strong>: Questo vino porta il nome della c<strong>ascina Fontanin</strong>, acquistata nell’Ottocento da uno dei fratelli <strong>Fontana</strong>. È un Barolo robusto, con una struttura decisa che regala una complessità aromatica straordinaria. Le note di frutta matura, come la prugna e la ciliegia, si mescolano con sentori di spezie dolci, pepe nero e una lieve sfumatura di cuoio, segno di un invecchiamento che inizia a dare i suoi frutti.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-100279" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02-150x150.jpeg" alt="" width="200" height="235" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02-255x300.jpeg 255w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02-871x1024.jpeg 871w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02-768x902.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02-1307x1536.jpeg 1307w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02-1170x1375.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02-585x687.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.51.02.jpeg 1742w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>&#8211; <strong>Barolo Villero 2020</strong>: Proveniente dal rinomato <strong>cru Villero di Castiglione Falletto</strong>, questo Barolo ha un bouquet ricco e sfaccettato, con note di frutta rossa matura, come la mora e la fragola, accompagnate da fiori secchi, pepe bianco e un tocco di cuoio. La struttura è potente, ma l’equilibrio è perfetto grazie a tannini setosi e un’acidità vibrante che dona freschezza al palato, mentre il finale si sviluppa lungo e persistente.</p>
<p>&#8211; <strong>*Barolo Villero 2016*</strong>: L’annata 2016 ha espresso una complessità che ha incantato tutti. Al naso, il vino si apre con profumi di sottobosco, terra bruciata e nocciola tostata, seguiti da una sottile nota di canfora. In bocca, il Barolo rivela una concentrazione notevole, con aromi di ciliegia nera, liquirizia e un leggero sentore di caffè tostato. I tannini, pur essendo vellutati, sono ben definiti, donando una struttura solida e una lunga persistenza, che preannuncia un’ulteriore evoluzione nel tempo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Accanto ai Barolo, è stato servito un piatto straordinario di <strong>Simmenthal austriaca</strong>, una carne pregiata nota per la sua marezzatura e la tenerezza. Questo abbinamento ha esaltato le caratteristiche dei vini, soprattutto la struttura tannica dei Baroli, che si è armonizzata perfettamente con la succulenza della carne.</p>
<p>Una piacevole particolarità che ha arricchito ulteriormente la degustazione è stata la presenza di un QR code nel retro dell’etichetta del Barolo. Scansionandolo, è possibile accedere a una mappa interattiva a 360 gradi, che permette di esplorare virtualmente i vitigni e i terreni dove nascono questi straordinari vini, un’innovazione che aggiunge un tocco moderno e coinvolgente all’esperienza.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-100243" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1357-150x150.jpg" alt="" width="200" height="244" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1357-246x300.jpg 246w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1357-838x1024.jpg 838w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1357-768x938.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1357-1170x1429.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1357-585x715.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_1357.jpg 1179w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p>La serata è stata  un vero e proprio viaggio nella tradizione, nell’amore per la terra e nell’impegno di una famiglia che, da generazioni, porta avanti un’eredità con passione e dedizione. Livia Fontana, con il suo entusiasmo, ha saputo mantenere viva la tradizione della cantina, affiancata dai figli Lorenzo e Michele. Lorenzo si occupa della viticoltura, mentre Michele gestisce la parte commerciale, assicurando che i vini di Livia Fontana siano apprezzati e conosciuti a livello globale.</p>
<p>Livia, con il suo approccio appassionato, ha saputo trasformare la sua azienda in un modello di sostenibilità e qualità, portando i suoi vini a essere apprezzati a livello internazionale. Lorenzo e Michele, con la loro energia e professionalità, stanno scrivendo il prossimo capitolo di questa storia, imparando dalla tradizione ma guardando con determinazione al futuro. La serata ha messo in luce proprio questo: la capacità di una famiglia di adattarsi ai cambiamenti senza perdere mai di vista il cuore pulsante della sua terra.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-100284 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.58.06-300x243.jpeg" alt="" width="300" height="243" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.58.06-300x243.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.58.06.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/WhatsApp-Image-2025-03-05-at-08.58.06-585x473.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
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<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Le Cattedrali Sotterranee di Canelli e lo Spumante Bosca: Tradizione e Innovazione</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/12/29/le-cattedrali-sotterranee-di-canelli-e-lo-spumante-bosca-tradizione-e-innovazione/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-cattedrali-sotterranee-di-canelli-e-lo-spumante-bosca-tradizione-e-innovazione</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Dec 2024 09:40:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Cantine Bosca]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5694-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Le “cattedrali sotterranee” di Canelli, patrimonio UNESCO, testimoniano l’antica tradizione spumantistica piemontese. La cantina Bosca, fondata nel 1831, unisce innovazione e rispetto per la storia, producendo spumanti di alta qualità&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Le “cattedrali sotterranee” di Canelli, patrimonio UNESCO, testimoniano l’antica tradizione spumantistica piemontese. La cantina Bosca, fondata nel 1831, unisce innovazione e rispetto per la storia, producendo spumanti di alta qualità nelle sue suggestive cantine storiche.</i></p>
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<p style="font-weight: 400;"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-98007 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-1536x2048.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5705-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /><br />
Immaginate di passeggiare tra le dolci colline piemontesi, ai piedi della cittadina di Canelli, in provincia di Asti. Quello che non vedete è un tesoro nascosto sotto i vostri piedi: un’enorme città sotterranea fatta di chilometri di tunnel e gallerie. Queste sono le <b>Cattedrali Sotterranee</b>, cantine storiche scavate nel tufo tra il XVI e il XIX secolo, dal 2014  riconosciuto dall&#8217;UNESCO Patrimonio dell’Umanità.</p>
<p style="font-weight: 400;">In questo scenario unico, nel 1831, Pietro Bosca fonda l’azienda vinicola che ha trasformato Canelli in una delle capitali mondiali dello spumante e non solo. Partendo da una piccola realtà familiare, Pietro inizia a produrre vini locali, fino a introdurre il metodo di spumantizzazione. È qui che, nel 1865, nasce il primo spumante italiano, confermando Bosca come pioniere di qualità e innovazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso del tempo, l’azienda è riuscita a fondere tradizione e modernità, trasmettendo il sapere di generazione in generazione. Ancora oggi, la famiglia Bosca guida l’impresa, mantenendo vivo lo spirito artigianale e l’amore per l’eccellenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le storiche Cantine Bosca non sono solo il luogo dove il tempo si è fermato, ma anche un laboratorio di innovazione. Qui ogni bottiglia racconta una storia unica. Un dettaglio distintivo, ad esempio, è la <b>tacca sul fondo della bottiglia</b>, usata dai cantinieri per orientare il remuage, il processo di rotazione manuale che porta i lieviti esausti verso il collo della bottiglia.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dal 2015, le Cantine Bosca hanno arricchito l’esperienza con un percorso multimediale innovativo. Grazie a installazioni come ologrammi, video-mapping e giochi di luce, i visitatori possono immergersi nella storia dello spumante in un viaggio che unisce la tradizione all’avanguardia tecnologica. Questo progetto ha visto l’utilizzo di 240 lampade LED per creare un’atmosfera magica che illumina le volte storiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">La visita si conclude con una degustazione di quattro spumanti, un mix di tradizione e modernità:</p>
<ul>
<li style="font-weight: 400;"><b>Millenotti Brut Rosé</b>, elegante e raffinato.</li>
<li style="font-weight: 400;"><b>Blanc de Blancs Extra Dry</b>, un classico senza tempo.</li>
<li style="font-weight: 400;"><b>Sparkletini</b>, innovativo e certificato Kosher, con chiusura Multistap brevettata per preservare le bollicine.</li>
<li><b>Toselli bollicine spumanti non alcoliche,</b><span style="font-weight: 400;"> per chi desidera un’esperienza senza alcol.<img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-97994" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_9509.heic" alt="" /><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-97995" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_5695.heic" alt="" /></span></li>
</ul>
<p><b>Metodo Classico “La Riserva del Nonno”</b></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i fiori all’occhiello della produzione Bosca spicca lo spumante Metodo Classico “La Riserva del Nonno”. Questo brut d’eccellenza nasce dalla pazienza, dalla dedizione e dalla maestria di esperti artigiani.</p>
<p style="font-weight: 400;">La rifermentazione in bottiglia inizia nella primavera successiva alla vendemmia, seguita da un affinamento minimo di 30 mesi nelle tradizionali cappe. Il remuage, effettuato a mano sulle pupitres (cavalletti di legno a forma piramidale), dura 60 giorni e culmina nel <b>dégorgement à la glace</b>, completato con l’aggiunta della liqueur d’expédition.</p>
<p style="font-weight: 400;">Le storiche Cattedrali Sotterranee offrono l’ambiente ideale per questo lungo processo, conferendo a ogni bottiglia un’eleganza senza tempo. Questo spumante è il simbolo perfetto di una tradizione che guarda al futuro, portando in alto il nome di Bosca e delle sue radici piemontesi.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
<p style="font-weight: 400;">
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		<title>Cantina Borgogno: le Langhe non si perdono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Sara Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Dec 2024 14:33:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Parliamo diVino 🍷]]></category>
		<category><![CDATA[Cantina Borgogno]]></category>
		<category><![CDATA[Farinetti]]></category>
		<category><![CDATA[vino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1723" height="2025" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno.jpg 1723w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno-255x300.jpg 255w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno-871x1024.jpg 871w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno-768x903.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno-1307x1536.jpg 1307w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno-1170x1375.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/copertina-borgogno-585x688.jpg 585w" sizes="(max-width: 1723px) 100vw, 1723px" /></p>
<p>“Tu che abiti a Torino…” mi disse, “…ma hai ragione. La vita va vissuta lontano dal paese: si profitta e si gode, e poi, quando si torna, come me a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/12/22/cantina-borgogno-le-langhe-non-si-perdono/">Cantina Borgogno: le Langhe non si perdono</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">“Tu che abiti a Torino…” mi disse, “…ma hai ragione. La vita va vissuta lontano dal paese: si profitta e si gode, e poi, quando si torna, come me a quarant’anni, si trova tutto nuovo. Le Langhe non si perdono.”<br />
— Cesare Pavese, <em>I mari del sud</em></p>
<p style="font-weight: 400;">Come nelle parole di Pavese, la cantina Borgogno interpreta le Langhe come un luogo che non si perde mai, ma che si riscopre continuamente con nuovi occhi. Attraverso un approccio essenziale e rispettoso, la cantina valorizza ogni vino come un tributo unico al territorio e alle sue denominazioni.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Borgogno: La Storia e l’Innovazione nel cuore di Barolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_8001.heic"><span style="color: #313131; background-color: #ffffff;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97898 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_7993.heic" alt="" width="281" height="390" /></span></a></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">La cantina Borgogno rappresenta un capitolo fondamentale nella storia di Barolo (CN), un comune di soli 700 abitanti e più di 40 cantine. Fondata nel 1761 da Bartolomeo Borgogno, un umile contadino in un&#8217;epoca di nobili e aristocrazia, Borgogno ha dimostrato fin dall&#8217;inizio uno spirito di resilienza e intraprendenza.</p>
<p style="font-weight: 400;">Proprio nel cuore del centro storico di Barolo (CN), ogni fase della produzione – dalla vendemmia manuale all’imbottigliamento – avviene ancora oggi, con i proprietari Farinetti, nella stessa area dove tutto ebbe inizio.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Cantina Borgogno va oltre la semplice produzione vinicola, riflettendo un’attenzione particolare al rispetto del territorio e del suolo, come testimonia la certificazione biologica ottenuta nel 2019. Tuttavia, ciò che la rende davvero unica è il suo approccio creativo e innovativo al mondo del vino, capace di mescolare tradizione, arte e originalità.</p>
<p style="font-weight: 400;">Vi è mai capitato di bere una bottiglia senza etichetta? Il manifesto di Borgogno è una bottiglia senza nome: <strong>No Name</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma perché “senza nome”?<a href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_8001.heic"><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97890 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_7995.heic" alt="" width="224" height="298" /></a><span style="color: #313131; background-color: #ffffff;">Questo vino è il simbolo di protesta verso una burocrazia troppo rigida nelle regole per i viticoltori. Il vino viene etichettato semplicemente con il nome &#8220;</span><strong style="color: #313131;">No Name&#8221; </strong><span style="color: #313131; background-color: #ffffff;">e una dichiarazione che recita:</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><em>&#8220;A wine of protest, born to remind us that we should never take ourselves too seriously.&#8221;</em><br />
(&#8220;Un vino di protesta, nato per ricordarci che non dovremmo mai prenderci troppo sul serio.&#8221;)</p>
<p style="font-weight: 400;">Un Langhe Nebbiolo caratterizzato da eleganza, struttura e capacità di evolvere nel tempo.</p>
<p style="font-weight: 400;">Questa è la filosofia di Borgogno: semplificare per dare più forza a un territorio unico. Questi vini non sono solo di ottima qualità, ma vogliono anche far riflettere. Viviamo in una società piena di burocrazia, che rallenta e disincentiva i produttori. Bisogna semplificare per riuscire a estrarre e valorizzare tutte le note di questo territorio.</p>
<p style="font-weight: 400;">La famiglia Farinetti ha trasformato le sue bottiglie in veri e propri strumenti di comunicazione. Un esempio straordinario è la linea di vini da collezione chiamata <strong>“Le Teorie”</strong>, dove le etichette diventano protagoniste di un dialogo visivo e concettuale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a style="outline-color: currentcolor; outline-style: none;" href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_8001.heic"><span style="color: #313131; background-color: #ffffff;"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97899 alignleft" style="border-width: medium; border-style: none;" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_7989-1.heic" alt="" width="338" height="304" /></span></a></p>
<p style="font-weight: 400;">Le bottiglie presentano illustrazioni che raccontano idee attraverso grafici, assi cartesiani, coordinate e figure geometriche, accompagnate da parole incisive e significative. L’obiettivo non è solo quello di offrire un vino eccellente, ma anche di creare spunti di conversazione e stimolare riflessioni durante i momenti conviviali. In questo modo, ogni bottiglia si trasforma in un invito a esplorare nuove prospettive, rendendo il vino non solo un piacere per il palato, ma anche un’occasione per condividere idee e dialogare.</p>
<p style="font-weight: 400;"><a href="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_8001.heic"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97888 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/IMG_8001.heic" alt="" width="282" height="377" /></a>Dunque, grazie alla qualità dei suoi vini e all’originalità della proposta, Borgogno si configura come un autentico gioiello delle Langhe, ammirabili in tutto il loro splendore dalla terrazza panoramica della struttura.</p>
<p style="font-weight: 400;">Anche tutto lo staff di Borgogno rispecchia la filosofia della cantina,  attraverso particolare attenzione verso il cliente, uno spirito giovane e un&#8217;energia contagiosa! Un ringraziamento speciale va a Maria Giovanna, che con grande passione ci ha accompagnato durante la visita, raccontandoci la straordinaria storia di Borgogno e trasmettendoci il suo amore per questo luogo unico.</p>
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