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	<title>Salute e Benessere Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La sanità pubblica ci sta dicendo che chi non ha i soldi può anche morire</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 06:41:11 +0000</pubDate>
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<p>La risposta è quasi sempre la stessa, pronunciata con la voce piatta di chi ha finito anche la compassione: «Per una mammografia se ne parla a ottobre dell’anno prossimo. Le agende al momento sono chiuse». Una frase che, oltre a essere un colpo allo stomaco, è una palese violazione di legge: l’articolo 3 del Decreto Legislativo 124 del 1998 vieta espressamente la sospensione delle prenotazioni. Eppure accade, ogni giorno, nei Cup dei nostri ospedali. Poi arriva l’alternativa: «Altrimenti, se vuole, c’è posto martedì pomeriggio in intramoenia». Centocinquanta euro, e la paura svanisce in quattro giorni. Centocinquanta euro, e quel dubbio che ti morde il petto trova una risposta immediata nello stesso identico ambulatorio, con lo stesso identico macchinario e lo stesso identico medico che la mattina prima, per il servizio pubblico, non aveva tempo.</p>
<p>È in questo preciso istante, davanti a uno sportello o con il telefono attaccato a un numero verde, che crolla il patto sociale che tiene insieme questo Paese. Non stiamo parlando di massimi sistemi, ma della carne viva delle persone. Stiamo parlando di una spesa sanitaria privata che in Italia ha sfondato il muro dei 40 miliardi di euro all’anno: soldi che i cittadini tirano fuori di tasca propria, “out of pocket”, per saltare file lunghe mesi. E chi quei soldi non ce li ha? Gli ultimi dati della Fondazione Gimbe e del Censis ci dicono che oltre 4 milioni di italiani hanno semplicemente smesso di curarsi, rinunciando alla prevenzione e lasciando che la malattia faccia il suo corso.</p>
<p>La chiamano “scelta libera”, ma la verità è molto più cruda: è un’estorsione di Stato legalizzata, che nella nostra Sicilia — stretta tra piani di rientro, tetti di spesa che esauriscono i budget dei laboratori a metà mese e carenze croniche di personale — assume i contorni di una vera e propria emergenza umanitaria. Il paradosso è normativo: la legge prevede che se i tempi massimi regionali saltano, l’Asl debba garantire la prestazione in privato pagando solo il ticket. Ma questo diritto viene sistematicamente taciuto, sepolto sotto la burocrazia dei moduli da compilare.</p>
<p>Questo non è progresso, è un ritorno al Medioevo sociale. Un Paese che abdica alla difesa della salute dei suoi figli e dei suoi anziani ha già perso la sua dignità. Non si può fare cassa sulla pelle di chi sta male, trasformando l’articolo 32 della Costituzione in un biglietto della lotteria dove vince solo chi ha la carta di credito specchiata. È ora di alzare la voce e pretendere che quelle agende bloccate vengano riaperte per legge, perché la salute non è una merce e la nostra vita non può essere l’ennesima voce di risparmio su un bilancio di plastica.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
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		<title>Artemisia Lab,la sanità costruita sulle persone: la visione di Mariastella Giorlandino tra innovazione, ascolto ed eccellenza diagnostica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2026 06:15:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="852" height="629" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/C2CFC0F6-1FAB-4BB7-819D-358C865F9A81_L0_001-05_11_2024-22_07_27.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/C2CFC0F6-1FAB-4BB7-819D-358C865F9A81_L0_001-05_11_2024-22_07_27.jpeg 852w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/C2CFC0F6-1FAB-4BB7-819D-358C865F9A81_L0_001-05_11_2024-22_07_27-300x221.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/C2CFC0F6-1FAB-4BB7-819D-358C865F9A81_L0_001-05_11_2024-22_07_27-768x567.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/C2CFC0F6-1FAB-4BB7-819D-358C865F9A81_L0_001-05_11_2024-22_07_27-585x432.jpeg 585w" sizes="(max-width: 852px) 100vw, 852px" /></p>
<p>Dietro la crescita di  Artemisia Lab si sviluppa una visione sanitaria costruita nel tempo attorno all’idea di una medicina capace di unire competenza clinica, innovazione tecnologica e centralità della persona.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dietro la crescita di<span class="Apple-converted-space">  </span>Artemisia Lab si sviluppa una visione sanitaria costruita nel tempo attorno all’idea di una medicina capace di unire competenza clinica, innovazione tecnologica e centralità della persona. Un percorso sviluppato dalla dottoressa Mariastella Giorlandino, che ha trasformato una realtà nata dalla passione professionale in una rete sanitaria riconosciuta per l’attenzione ai pazienti, la qualità dei servizi e l’approccio umano alla cura.</p>
<p>Alla base della crescita di ArtemisiaLab non c’è stata soltanto la volontà di offrire prestazioni diagnostiche e specialistiche di alto livello, ma anche l’idea che la salute non possa essere separata dall’ascolto e dall’accoglienza. Una filosofia che ha accompagnato ogni fase dello sviluppo del gruppo, oggi presente con numerose strutture sul territorio e riconosciuto per la qualità dei servizi offerti.</p>
<p>desiderio di aiutare le persone hanno rappresentato il filo conduttore dell’attività di Mariastella Giorlandino. Un impegno che si è tradotto non soltanto nell’investimento continuo in tecnologie avanzate e professionalità qualificate, ma anche nella costruzione di luoghi pensati per essere punti di riferimento per i cittadini, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità.</p>
<p>È durante l’estate che questo approccio assume un significato ancora più profondo. Quando le temperature salgono e molte città si svuotano, gli anziani restano spesso tra le categorie più esposte ai rischi del caldo e della solitudine. Per questo i centri ArtemisiaLab continuano a mantenere aperte le proprie porte, garantendo assistenza sanitaria, controlli e supporto a chi ne ha bisogno. Non semplici strutture dove effettuare una visita o un esame, ma presìdi di prossimità capaci di offrire attenzione e presenza anche nei periodi in cui molti servizi rallentano la propria attività.</p>
<p>Dietro questa scelta c’è una precisa convinzione: la sanità deve essere vicina alle persone, soprattutto quando sono più vulnerabili. Un principio che ha ispirato negli anni numerose iniziative sociali e attività di sostegno rivolte alle fasce più fragili della popolazione, confermando una visione che va oltre il concetto tradizionale di assistenza medica.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-122017" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1.jpeg" alt="" width="275" height="183" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1.jpeg 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></p>
<p>La storia di ArtemisiaLab è quindi la storia di un progetto nato dalla volontà di mettere la persona al centro. Un percorso costruito giorno dopo giorno grazie alla tenacia e alla sensibilità di Mariastella Giorlandino, che ha fatto dell’eccellenza sanitaria uno strumento al servizio della comunità. Perché la vera qualità di una struttura non si misura soltanto nella capacità di curare, ma anche nella disponibilità ad accogliere, ascoltare e accompagnare chi attraversa un momento di difficoltà. Ed è proprio in questo equilibrio tra competenza e umanità che ArtemisiaLab continua a trovare la propria identità più autentica.</p>
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		<title>La sanità territoriale che accelera le diagnosi: il ruolo di Artemisia Lab tra urgenze, specialistica e supporto agli ospedali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 20:49:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Artemisia lab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p>
<p>Roma, la rapidità di una risposta diagnostica può fare la differenza tra un intervento tempestivo e un aggravamento improvviso delle condizioni di salute. È su questo principio che si fonda&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/24/la-sanita-territoriale-che-accelera-le-diagnosi-il-ruolo-di-artemisia-lab-tra-urgenze-specialistica-e-supporto-agli-ospedali/">La sanità territoriale che accelera le diagnosi: il ruolo di Artemisia Lab tra urgenze, specialistica e supporto agli ospedali</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/637E1D4B-E54E-41A9-9283-145203107696-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p>Roma, la rapidità di una risposta diagnostica può fare la differenza tra un intervento tempestivo e un aggravamento improvviso delle condizioni di salute. È su questo principio che si fonda l’attività della rete Artemisia Lab, guidata dalla presidente Mariastella Giolandino, realtà che anche nei giorni festivi continua a garantire ai cittadini un servizio immediato sulle prestazioni ematiche e specialistiche, sostenendo concretamente il sistema sanitario nazionale e contribuendo ad alleggerire la pressione sui pronto soccorso.</p>
<p>Quando la sanità decide realmente di andare incontro ai cittadini, dovrebbe essere sostenuta e valorizzata anche dalle istituzioni regionali come punto di riferimento nei momenti di urgenza. Oggi più che mai, infatti, nei casi di malore improvviso o di sintomi sospetti, avere risposte rapide rappresenta una necessità essenziale. Nei centri della rete Artemisia Lab aperti anche la domenica, gli esami ematici urgenti vengono refertati in tempi estremamente rapidi, spesso nell’arco di un’ora, permettendo ai pazienti di comprendere immediatamente la gravità della situazione e di orientarsi verso il percorso sanitario più adeguato.</p>
<p>È proprio questa tempestività a rappresentare uno degli elementi centrali del servizio. Un emocromo eseguito e refertato con rapidità può consentire di individuare situazioni critiche come un’infiammazione acuta, una trombosi, un’appendicite o perfino segnali compatibili con un infarto in corso. In molti casi, il cittadino arriva così al pronto soccorso già con un quadro clinico preliminare definito, permettendo ai medici ospedalieri di intervenire più velocemente e in maniera più efficace. Un supporto che, oltre a salvare tempo prezioso, contribuisce anche a evitare affollamenti impropri nei reparti d’emergenza, indirizzando correttamente i pazienti e riducendo gli accessi inutili.</p>
<p>Accanto alla diagnostica ematica, assume un ruolo fondamentale anche la specialistica. La possibilità di effettuare visite e controlli specialistici in tempi rapidi rappresenta infatti un ulteriore sostegno ai cittadini, soprattutto per chi soffre di patologie respiratorie e croniche come l’asma. Per i pazienti asmatici, poter accedere rapidamente a controlli, monitoraggi e accertamenti può evitare peggioramenti improvvisi e accessi urgenti in ospedale. La presenza di specialisti e di percorsi diagnostici immediati permette quindi di intervenire precocemente, migliorando la gestione delle patologie e offrendo un supporto concreto alla medicina territoriale.</p>
<p>Dietro questo servizio esiste però anche un impegno organizzativo importante. Garantire l’apertura domenicale, mantenere operativi i laboratori, assicurare la presenza di personale sanitario qualificato e offrire risposte rapide e affidabili comporta uno sforzo significativo da parte della struttura. È un modello di sanità territoriale che punta sulla collaborazione con gli ospedali e sul sostegno concreto ai cittadini, mettendo al centro non logiche esclusivamente economiche, ma il vero obiettivo della medicina: tutelare la salute delle persone nel momento del bisogno.</p>
<p>La forza della rete Artemisia Lab risiede proprio nella capacità di coniugare rapidità nelle risposte, eccellenza nelle prestazioni, specialistica di qualità e presenza capillare sul territorio. Un servizio che permette ai cittadini di affrontare con maggiore serenità situazioni delicate e che dimostra come una sanità efficiente possa rappresentare un supporto reale e immediato anche per il servizio sanitario pubblico.</p>
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		<title>Fondazione Artemisia ETS e artemisia Lab al centro del congresso sulla salute della donna e la prevenzione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:34:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>A Roma, nell’Aula Giunchi del Policlinico Umberto I – Sapienza Università di Roma, si accendono i riflettori sulla salute femminile con il Congresso “Salute della Donna e Prevenzione: approccio multidisciplinare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/22/fondazione-artemisia-ets-e-artemisia-lab-al-centro-del-congresso-sulla-salute-della-donna-e-la-prevenzione/">Fondazione Artemisia ETS e artemisia Lab al centro del congresso sulla salute della donna e la prevenzione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/fondazione-Artemisia-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p><p>A Roma, nell’Aula Giunchi del Policlinico Umberto I – Sapienza Università di Roma, si accendono i riflettori sulla salute femminile con il Congresso “Salute della Donna e Prevenzione: approccio multidisciplinare al rischio globale”, in programma oggi e domani. Un appuntamento che mette al centro non soltanto la prevenzione, ma una visione più ampia della medicina di genere, capace di affrontare in modo integrato le trasformazioni sociali, ambientali e cliniche che incidono sulla vita delle donne.</p>
<p>Il congresso, coordinato scientificamente dalla professoressa Stefania Basili, dalla professoressa <strong>Carla Bruschelli e</strong> dalla dottoressa <strong>Paola Andreozzi</strong>, nasce con l’obiettivo di approfondire i principali fattori di rischio globali che oggi influenzano la salute femminile. Dalle malattie cardiovascolari ai disturbi endocrino-metabolici, passando per infertilità, problematiche ginecologiche, infezioni, salute mentale e impatto degli stili di vita, il confronto tra specialisti punta a evidenziare come la prevenzione non possa più essere affrontata in maniera settoriale.</p>
<p>Al centro del dibattito anche il peso crescente dell’inquinamento ambientale, dello stress cronico, della sedentarietà e dell’alimentazione scorretta, elementi che negli ultimi anni hanno modificato profondamente il quadro epidemiologico femminile. Un approccio multidisciplinare, dunque, che lega ricerca scientifica, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di costruire percorsi di diagnosi precoce e presa in carico più efficaci.</p>
<p>Particolare attenzione viene riservata al tema della fertilità e della salute riproduttiva. In questo contesto si inserisce il contributo di Artemisia Academy, education unit della Fondazione Artemisia ETS, realtà sempre più attiva nella promozione della cultura della prevenzione e della formazione sanitaria. A guidarla è la presidente dottoressa <strong>Mariastella Giorlandino</strong>, da anni impegnata nella diffusione di programmi dedicati alla salute della donna e all’accesso a percorsi diagnostici tempestivi.</p>
<p>Per la Fondazione Artemisia interviene come relatrice la dottoressa <strong>Stefania Grande</strong>, specialista in ginecologia, con un approfondimento dedicato all’infertilità e agli appropriati trattamenti farmacologici, affrontati secondo i principi della medicina basata sulle evidenze. Un tema sempre più centrale in una fase storica in cui l’età media delle gravidanze si è alzata e i problemi legati alla fertilità coinvolgono un numero crescente di coppie.</p>
<p>Nel congresso emerge inoltre il ruolo strategico della diagnostica avanzata e della prevenzione personalizzata, ambiti nei quali assume particolare rilevanza anche l’esperienza di artemisia Lab, punto di riferimento nazionale nel settore della diagnostica e della medicina specialistica. La rete, sviluppata negli anni attorno al modello promosso dalla Fondazione Artemisia, viene indicata come esempio di sanità orientata alla diagnosi precoce, all’innovazione tecnologica e alla centralità del paziente, con particolare attenzione ai percorsi dedicati alle donne.</p>
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		<title>Amianto killer sui traghetti FS, la Corte d’Appello condanna Rfi per lavoratore morto di mesotelioma: agli  eredi oltre 85mila euro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2026 12:05:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Amianto Ona Osservatorio Nazionale Amianto]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrovie]]></category>
		<category><![CDATA[Mesotelioma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p>
<p>La vittima era originaria di Civitavecchia e uno dei figli vive a Roma Roma, 22 maggio 2026 &#8211; Nuova condanna per l’amianto nelle Ferrovie dello Stato. La Corte d’Appello di Roma ha riconosciuto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/22/amianto-killer-sui-traghetti-fs-la-corte-dappello-condanna-rfi-per-lavoratore-morto-di-mesotelioma-agli-eredi-oltre-85mila-euro/">Amianto killer sui traghetti FS, la Corte d’Appello condanna Rfi per lavoratore morto di mesotelioma: agli  eredi oltre 85mila euro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="898" height="827" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1.jpg 898w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-300x276.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-768x707.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/amianto-cartello-danger-1-585x539.jpg 585w" sizes="(max-width: 898px) 100vw, 898px" /></p><p>La vittima era originaria di Civitavecchia e uno dei figli vive a Roma</p>
<p style="font-weight: 400;">Roma, 22 maggio 2026 &#8211; Nuova condanna per <strong>l’amianto nelle Ferrovie dello Stato</strong>. La <strong>Corte d’Appello di Roma</strong> ha riconosciuto le <strong>responsabilità di RFI</strong> – Rete Ferroviaria Italiana – <strong>per la morte di R.C.</strong>, lavoratore impiegato per anni sui traghetti ferroviari e <strong>deceduto nel 2017 a 63 anni per un mesotelioma</strong> provocato dall’<strong>esposizione alle fibre di amianto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">I giudici hanno disposto un <strong>risarcimento complessivo di oltre 85mila euro</strong> in <strong>favore degli eredi</strong> – <strong>vedova e due orfani</strong> – oltre interessi maturati dalla data del decesso, confermando la <strong>violazione degli obblighi di tutela della salute a carico del datore di lavoro</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La vittima <strong>era originaria di Civitavecchia</strong>, città storicamente legata alle attività portuali e ferroviarie del Tirreno, mentre <strong>uno dei figli risiede oggi a Roma</strong>. La vicenda riguarda un ferroviere che, a partire dagli anni ottanta, <strong>ha lavorato all’interno dei traghetti FS in ambienti contaminati da polveri e fibre di amianto</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">R.C. iniziò ad accusare i <strong>primi sintomi nell’autunno del 2016</strong>, pochi mesi dopo <strong>arrivò la diagnosi definitiva</strong> del <strong>grave tumore</strong> causato dall’amianto, e <strong>morì nel giugno 2017</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La consulenza tecnica richiamata dalla Corte ha inoltre ricostruito la <strong>presenza di amianto su diverse navi traghetto </strong>sulle quali il lavoratore aveva prestato servizio, tra cui <strong>Gallura</strong>, <strong>Garibaldi</strong>, <strong>Logudoro</strong> e <strong>San Francesco da Paola</strong>, utilizzate per anni <strong>sulle principali rotte ferroviarie marittime del Tirreno</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel corso della causa, RFI <strong>aveva contestato le proprie responsabilità</strong> per la parte di un periodo lavorativo della vittima, ricostruzione che però <strong>non ha convinto la Corte d’Appello</strong>, che ha <strong>riconosciuto elementi rilevanti a carico dell’azienda ferroviaria</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">La Corte <strong>ha riconosciuto non solo il danno subito dagli eredi</strong>, ma anche <strong>la sofferenza personale vissuta dalla vittima negli ultimi mesi di malattia</strong>, quando era ormai <em>“consapevole della grave condizione clinica</em>” e <strong>dell’imminenza della morte</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Dopo la sentenza della Corte d’Appello, la battaglia della famiglia di R.C. non si ferma. <strong>I familiari</strong>, <strong>assistiti </strong>dall’<strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong>, chiedono ora che <strong>prosegua il procedimento civile</strong> per il cosiddetto <strong>danno “<em>iure proprio</em>”</strong>, ovvero <strong>il dolore</strong>, <strong>la sofferenza morale </strong>e la<strong> perdita del rapporto familiare</strong> <strong>vissuti</strong> dagli orfani, dalla vedova e dai familiari più stretti della vittima.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Non è accettabile che i familiari delle vittime dell’amianto debbano attendere anni per ottenere pieno riconoscimento dei propri diritti</em>”, ribadisce <strong>Ezio Bonanni</strong>, Presidente <strong>Osservatorio Nazionale Amianto</strong>, che chiede ora una rapida prosecuzione del procedimento davanti al Tribunale di Roma, e sottolinea inoltre come “<em>la sentenza rappresenti un ulteriore tassello nel lungo elenco di vicende legate all’esposizione ad amianto nel settore ferroviario italiano, dove per decenni migliaia di lavoratori sono stati esposti inconsapevolmente a materiali altamente cancerogeni</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’ONA offre servizio di consulenza legale e medica gratuita tramite il numero verde 800 034 294 e il sito <a href="http://www.osservatorioamianto.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.osservatorioamianto.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1779537805526000&amp;usg=AOvVaw0Z8YpNufDuKWcX_j2MsVON">www.osservatorioamianto.it</a>.</p>
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		<title>#FESTIVAL COLLEGA-MENTI: Lo stress da lavoro e la trappola digitale: alla ricerca dell’equilibrio perduto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 19:32:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[benessere mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Collegamenti]]></category>
		<category><![CDATA[sovraccarico digitale]]></category>
		<category><![CDATA[stress da lavoro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1900" height="1257" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691.jpeg 1900w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-300x198.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-1024x677.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-768x508.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-1170x774.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-585x387.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1900px) 100vw, 1900px" /></p>
<p>Lo stress da lavoro (46,6%) e il sovraccarico digitale (27,4%) aprono la crisi del benessere mentale. È il sentiment che emerge dall&#8217;indagine lanciata dall&#8217;Università di Udine per la quarta edizione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/20/festival-collega-menti-lo-stress-da-lavoro-e-la-trappola-digitale-alla-ricerca-dellequilibrio-perduto/">#FESTIVAL COLLEGA-MENTI: Lo stress da lavoro e la trappola digitale: alla ricerca dell’equilibrio perduto</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1900" height="1257" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691.jpeg 1900w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-300x198.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-1024x677.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-768x508.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-1170x774.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-780x516.jpeg 780w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-585x387.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3691-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1900px) 100vw, 1900px" /></p><p><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo stress da lavoro (46,6%) e il sovraccarico digitale (27,4%) aprono la crisi del benessere mentale. È il sentiment che emerge dall&#8217;indagine lanciata dall&#8217;Università di Udine per la quarta edizione di Collega-Menti, </span></i><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">i</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l Festival “che incrocia i saperi”</span></i><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</span></i><i></i><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">O</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">rganizzato dall’</span></i><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Universit</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à di Udine con la direzione scientifica di Barbara Gallavotti, partirà dal Friuli-Venezia Giulia,  con oltre 60 eventi, e  vedrà la partecipazione di importanti ospiti del mondo della scienza, dell’economia e della società</span></i><i><span lang="PT" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, portando </span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> la discussione sul tema “Equilibrio” a livello nazionale</span></i></p>
<p><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Roma, 20 maggio 2026 </span></b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">– <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo stress legato a studio e lavoro, l’ombra del sovraccarico digitale e la costante sensazione di essere &#8220;fuori asse&#8221; a livello mentale. Quando si chiede ai cittadini cosa li mandi maggiormente in crisi, il 46,6% punta il dito senza esitazione contro lo stress professionale o accademico. Subito dopo, a destabilizzare le giornate, c&#8217;è il &#8220;digital overload&#8221; (27,4%). È </b></span><b><span lang="FR" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">il </span></b><b><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sentiment</span></i></b><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> che emerge da un sondaggio esplorativo, lanciato attraverso i Social dall’</span></b><b><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Universit</span></b><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à di Udine, che in pochi giorni ha raccolto le risposte di 625 italiani, dai 18 ai 60 anni. Una fotografia nitida che intercetta un bisogno collettivo profondo e reale: la ricerca di un baricentro in un&#8217;epoca di continue sollecitazioni.</span></b><u></u><u></u></p>
<p><span lang="ES-TRAD"><u></u> <u></u></span></p>
<p><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">’equilibrio non è uno stato statico, ma il risultato di una conquista quotidiana e faticosa, costantemente messo sotto pressione. Questo non vale solo per l’uomo, ma per tutto ciò che lo circonda: “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sempre più ci rendiamo conto dell’importanza dell’equilibrio per la salute delle persone, delle società, del pianeta</i>”, spiega la giornalista e divulgatrice <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Barbara Gallavotti, nella sua veste di direttrice scientifica del Festival Collega-Menti che si svolgerà </b></span><b><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">a Udine, Gemona, </span></b><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pordenone e Gorizia </span></b><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dal 2 al 4 ottobre prossimi</span></b><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">. </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lo sanno bene medici e biologi, che puntano i riflettori sull’equilibrio ormonale, su quello tra attività fisica e sedentaria, fra sonno e veglia, nell’alimentazione e in molto altro. Gli ecologi ci dicono che un ecosistema è sano quando le specie che lo abitano sono in equilibrio fra loro, così come devono essere in equilibrio molti fattori perché il pianeta sia accogliente per tutti i viventi che lo abitano. Anche nell’economia, nella convivenza fra i popoli, persino nell’arte è fondamentale trovare i giusti bilanciamenti. Per questo abbiamo pensato di dedicare l’edizione di Collega-Menti del 2026 a questo tema. Con l’obiettivo, come sempre, di riflettere insieme su come vorremmo fosse il futuro di tutti noi, a partire da domani</i>”</span><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</span><i><u></u><u></u></i></p>
<p><span lang="ES-TRAD"><u></u> <u></u></span></p>
<p><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il 57,3% degli intervistati desidera maggiori informazioni e approfondimenti scientifici su corpo, mente e salute. Non è un caso, dunque, che l&#8217;area in cui le persone dichiarano di sentirsi più vulnerabili e &#8220;fuori equilibrio&#8221; sia proprio quella della mente (39,4%), seguita dalle relazioni personali e professionali (25%) e dal benessere del corpo (17,6%). Ma come si risponde a questa sbandata quotidiana? Le ancore di salvataggio preferite sono il contatto con la natura (31,5%) e la riscoperta di relazioni e socialità </span></b><b><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sane (29,3%).</span></b><b><u></u><u></u></b></p>
<p><b><span lang="ES-TRAD"><u></u> <u></u></span></b></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il sondaggio ci dà </i></span><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">’impressione verosimile dei vissuti sociali di equilibrio. Anche perché chi ne legge i risultati ci si ritrova, per così dire. Ci ritrova il suo vissuto percepito</span></i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">”, spiega <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Eugenio Mazzarella, Professore Emerito di Filosofia Teoretica al’</b></span><b><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Universit</span></b><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à di Napoli Federico II.</span></b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quel che emerge è una società dello “</i></span><i><span lang="SV" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">stress</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">”</span></i><i><span lang="DE" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, un</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">’istanza performativa sociale ed economica, che ci manda “fuori asse” nel rapporto con noi stessi e nella nostra vita di relazione. La cifra psico-somatica del disagio percepito dagli intervistati, distribuito più o meno in modo equivalente nelle varie fasce di età “attive” nel mondo della formazione e del lavoro, ci restituisce una perdita di equilibrio in termini &#8211; per dirla all’antica &#8211; di mens sana in corpore sano. E non a caso intuitivamente, ma anche riflessivamente (si desidera sapere di più su come recuperare un rapporto equilibrato con se stessi e il proprio contesto relazionale e sociale), la ricerca di un riequilibrio è affidata a movimento, sport, ritorno alla natura, ad un ambiente (la natura appunto) dove non sono chiamato a performare nulla, a raggiungere obiettivi di prestazione, che non siano quelli che io do a me stesso, ma a “</span></i><i><span lang="DA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">goderne</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">”</span></i><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">”</span></i><i><u></u><u></u></i></p>
<p><i><span lang="ES-TRAD"><u></u> <u></u></span></i></p>
<p><a name="m_-817626589965800569_m_-7831821387869768610_m_5892179601249820171__headingh.ctoiqz4p8j4r"></a><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Ritengo che il tema di quest’anno del Festival Collega-menti tocchi un “nervo scoperto” del nostro tempo: la necessità di un equilibrio, a livello personale, sociale e geopolitico, e insieme l’incapacità non solo di trovarlo, ma anche di pensarlo/immaginarlo” – sottolinea il rettore dell’</span></i><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Universit</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">à di Udine Angelo Montanari –. Il Festival, giunto alla sua quarta edizione, è una delle iniziative più rappresentative del nostro ateneo nell’ambito della valorizzazione e della condivisione dei saperi. Come nelle edizioni precedenti, si è scelto un tema interdisciplinare, che si presta a molteplici chiavi di lettura fra loro complementari. Attraverso il Festival vogliamo dare voce alle tante competenze presenti in Ateneo, ma anche ospitare personalità di primo piano del panorama nazionale ed internazionale, con l’ambizione di diventare un luogo originale di riflessione e confronto nel panorama culturale contemporaneo”</span></i><i><span lang="ES-TRAD" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</span></i><i><u></u><u></u></i></p>
<p>Hotocover: la conferenza stampa Collega-menti</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/20/festival-collega-menti-lo-stress-da-lavoro-e-la-trappola-digitale-alla-ricerca-dellequilibrio-perduto/">#FESTIVAL COLLEGA-MENTI: Lo stress da lavoro e la trappola digitale: alla ricerca dell’equilibrio perduto</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>SALUTE E FAMIGLIA IN EUROPA: LA “GENERAZIONE SANDWICH” ITALIANA SI DIVIDE TRA FIGLI E GENITORI, I FRANCESI ASPETTANO I SINTOMI, I TEDESCHI FANNO SCREENING</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/salute-e-famiglia-in-europa-la-generazione-sandwich-italiana-si-divide-tra-figli-e-genitori-i-francesi-aspettano-i-sintomi-i-tedeschi-fanno-screening/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=salute-e-famiglia-in-europa-la-generazione-sandwich-italiana-si-divide-tra-figli-e-genitori-i-francesi-aspettano-i-sintomi-i-tedeschi-fanno-screening</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2026 16:53:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1000" height="580" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3.png 1000w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3-300x174.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3-768x445.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-3-585x339.png 585w" sizes="(max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></p>
<p>Barometro Doctolib 2026 su oltre 8.400 cittadini d&#8217;Italia, Francia e Germania: 3 modelli sanitari a confronto. In Italia l’85% delle donne gestisce le cure della famiglia, in Francia il 67%&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/15/salute-e-famiglia-in-europa-la-generazione-sandwich-italiana-si-divide-tra-figli-e-genitori-i-francesi-aspettano-i-sintomi-i-tedeschi-fanno-screening/">SALUTE E FAMIGLIA IN EUROPA: LA “GENERAZIONE SANDWICH” ITALIANA SI DIVIDE TRA FIGLI E GENITORI, I FRANCESI ASPETTANO I SINTOMI, I TEDESCHI FANNO SCREENING</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong>Barometro Doctolib 2026 su oltre 8.400 cittadini d&#8217;Italia, Francia e Germania: 3 modelli sanitari a confronto.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>In Italia l’85% delle donne gestisce le cure della famiglia, in Francia il 67% delle persone va dal medico solo quando compaiono i problemi, in Germania quasi il 40% si sottopone a controlli regolari.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Il digitale accelera prenotazioni e gestione ma incide ancora poco sulla prevenzione.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Milano, 15 maggio 2026 – In <strong>Europa</strong> la salute non si gestisce allo stesso modo: in <strong>Italia</strong> è soprattutto una questione familiare (con l’<strong>85%</strong> delle donne che si occupa di figli, genitori e partner), in <strong>Francia</strong> il 67% delle persone entra nello studio medico quasi sempre a sintomi già presenti, mentre in <strong>Germania</strong> la prevenzione è parte della routine (il <strong>36%</strong> degli appuntamenti è legato a controlli e screening).</p>
<p style="font-weight: 400;">Il <strong>digitale</strong> è ormai sempre più diffuso ovunque ma cambia la funzione: in <strong>Italia</strong> è soprattutto uno strumento per “<strong>organizzare</strong>”, in <strong>Germania</strong> per “<strong>prevenire</strong>”, in Francia per “<strong>velocizzare</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">È questa la fotografia che emerge dalla <strong>4° edizione del Barometro Doctolib</strong>, l&#8217;<strong>indagine internazionale</strong> che ogni anno mette <strong>a confronto abitudini, bisogni e aspettative dei cittadini di Italia, Francia e Germania</strong> rispetto alla <strong>gestione della salute </strong>e<strong> </strong>all’<strong>utilizzo degli strumenti digitali</strong>.</p>
<p style="font-weight: 400;">Condotta ad aprile 2026 su <strong>oltre 8.400 utenti dei 3 paesi con più di 18 anni</strong> e presentata in occasione della <strong>Giornata Internazionale della Famiglia del 15 maggio</strong>, rivela un <strong>divario</strong> che non è solo <strong>sanitario </strong>ma anche e soprattutto <strong>culturale</strong>: riguarda le abitudini quotidiane, i ruoli familiari e il rapporto con il proprio corpo.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">“<em>In Italia siamo abituati a curare la malattia ma fatichiamo ancora a concepire la cura della salute</em>” &#8211; afferma il <strong>dottor Iacopo Cavallo, medico di medicina generale</strong> della piattaforma di sanità digitale Doctolib.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Inoltre i protocolli di screening istituzionalizzati a livello nazionale sono spesso arretrati rispetto alle linee guida più recenti. La prevenzione richiede programmazione, mentre la vita frenetica di oggi spinge molti pazienti a delegare l&#8217;attenzione al proprio corpo solo nel momento in cui &#8216;chiede il conto&#8217; attraverso il dolore o il sintomo. E se paesi come la Germania hanno istituzionalizzato l&#8217;importanza del controllo periodico, da noi molti evitano i check-up per il timore latente di scoprire che qualcosa non va, dimenticando che una diagnosi precoce è l&#8217;arma più potente, e spesso meno invasiva, che abbiamo a disposizione</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;">Il Barometro Doctolib 2026 restituisce, quindi, <strong>3 modi diversi di vivere la salute in Europa</strong>:</p>
<ul style="font-weight: 400;">
<li><strong>Italia</strong>: salute come responsabilità familiare e carico invisibile sulle donne;</li>
<li><strong>Francia</strong>: salute reattiva, guidata dai sintomi;</li>
<li><strong>Germania</strong>: salute pianificata e preventiva.</li>
</ul>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong>ITALIA: LA SALUTE È UN’AGENDA DI FAMIGLIA (E RICADE SULLE DONNE)</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In Italia la salute raramente è vista come una questione individuale e si identifica spesso come una lista di cose da fare, una sorta di “logistica familiare” più che un percorso personale, una rete di responsabilità che di solito ricade sulle donne.</p>
<p style="font-weight: 400;">Secondo il Barometro Doctolib, l’<strong>85%</strong> delle donne italiane si occupa in prima persona dell’organizzazione delle visite e dei controlli sanitari dell’intera famiglia. Tra chi ha figli, quasi nessuna (<strong>0,9%</strong>) delega le prenotazioni al partner, mentre oltre il <strong>18%</strong> degli uomini ammette di lasciare l’incombenza alla compagna.</p>
<p style="font-weight: 400;">Non è solo una diversa modalità di comportamento ma di carico mentale: la gestione della salute diventa parte del lavoro quotidiano domestico femminile, insieme a scuola, lavoro e assistenza ai genitori anziani.</p>
<p style="font-weight: 400;">Nel nostro Paese risulta, poi, una forte discrepanza tra il reale aiuto fornito dai papà e la loro percezione di fare la propria parte: nonostante i dati confermino che il carico sia quasi tutto sulle donne, il <strong>26%</strong> degli uomini è convinto di dividere l&#8217;agenda pediatrica “esattamente allo stesso modo” con la partner (contro un più realistico <strong>12%</strong> tedesco e francese).</p>
<p style="font-weight: 400;">La differenza di genere emerge anche nell’utilizzo concreto delle piattaforme sanitarie digitali: quasi la metà degli uomini italiani (<strong>46%</strong>) usa le app mediche per prenotare visite esclusivamente per sé stesso, mentre per le donne la quota crolla al <strong>29%</strong>. Per quasi <strong>1 donna su 3</strong>, infatti, il digitale rappresenta, soprattutto, uno strumento per gestire la salute di figli, partner e genitori.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LA “GENERAZIONE SANDWICH”: NON È SOLO ITALIANA, MA QUI PESA DI PIÙ</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Uno dei dati più rilevanti emersi dall&#8217;indagine riguarda la <strong>fascia tra i 35 e i 54 anni</strong>, la cosiddetta “<strong>generazione sandwich</strong>”: adulti che si muovono su un doppio fronte, tra figli da seguire e genitori anziani da assistere, con la propria salute che finisce sempre in fondo alla lista.</p>
<p style="font-weight: 400;">È la generazione che regge l&#8217;intero equilibrio sanitario domestico ma<strong> tende quasi sempre a sacrificare la propria prevenzione</strong>: solo<strong> 1 su 5 </strong>riesce a prenotare visite esclusivamente per sé. Per tutti gli altri, la salute personale viene sistematicamente <strong>rinviata,</strong> si va dal medico solo quando il problema è già evidente o non più ignorabile. Il risultato è una salute vissuta <strong>&#8220;a intermittenza&#8221;</strong>, dove il proprio corpo viene ascoltato solo quando smette di funzionare normalmente.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Spesso pazienti che per mesi mettono da parte i propri bisogni per accudire la famiglia</em>” &#8211; conferma il medico di Doctolib &#8211; “<em>si presentano in ambulatorio con un foglietto o un elenco mentale di 4 o 5 problematiche diverse da risolvere: dal dolore articolare al disturbo gastrico, sino alla richiesta di impegnative per esami arretrati. Il rischio clinico di questo approccio è elevato perché, condensando mesi di malesseri in una singola visita, diventa molto complesso per il medico dare la giusta priorità ai sintomi e sviscerare ogni problema con la dovuta attenzione. La prevenzione e la cura sono percorsi che richiedono costanza. Non si possono comprimere i bisogni del nostro corpo in un&#8217;unica, frettolosa visita riparatoria</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong>FRANCIA: LA SALUTE COME REAZIONE. SI VA DAL MEDICO QUANDO COMPARE IL SINTOMO.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-123552" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-300x174.png" alt="" width="300" height="174" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-300x174.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-768x445.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4-585x339.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-4.png 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il modello francese è quello più reattivo tra i 3 analizzati dal Barometro Doctolib 2026.</p>
<p style="font-weight: 400;">Si va dal medico quando il problema è già evidente: il <strong>67% </strong>degli utenti dichiara, infatti, di rivolgersi ad uno specialista solo in presenza di sintomi.</p>
<p style="font-weight: 400;">E questo vale anche per la salute dei figli, in linea con un approccio che vede la gestione familiare meno strutturata rispetto all’Italia: oltre il <strong>50% </strong>delle visite pediatriche nasce da un malessere già in corso.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qui la prevenzione non è assente ma non è il punto di accesso principale al sistema sanitario.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>GERMANIA: LA SALUTE È PROGRAMMATA</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">All’estremo opposto, la Germania mostra un rapporto con la salute più strutturato e una maggiore separazione tra cura personale e familiare.</p>
<p style="font-weight: 400;">Qui la salute è più individuale: meno carico familiare (il <strong>44%</strong> delle donne prenota solo per sé), più attenzione al proprio percorso personale e maggiore autonomia precoce anche per i figli.</p>
<p style="font-weight: 400;">Quasi il 40% delle visite è legato a controlli di routine e screening.</p>
<p style="font-weight: 400;">La prevenzione fa parte della gestione ordinaria del benessere e non si interrompe con l’età.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>OVER 65: ITALIANI NELLA RETE FAMILIARE, FRANCESI PRONTI A REAGIRE, TEDESCHI AUTONOMI</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Uno dei risultati più inattesi riguarda gli <strong>over 65</strong>.<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-123553" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-300x174.png" alt="" width="300" height="174" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-300x174.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-1024x594.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-768x445.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-1170x679.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5-585x339.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/unnamed-5.png 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">In Italia continuano a fare parte della “rete familiare sanitaria”, in Francia reagiscono al problema, in Germania diventano progressivamente autonomi e fino al <strong>74% </strong>degli anziani prenota visite solo per sé.</p>
<p style="font-weight: 400;">Al di là dei controlli periodici, il motivo che li porta dal medico in Italia (<strong>28%</strong>) e Francia (<strong>27%</strong>) è rappresentato da un problema di salute già noto mentre in Germania prevale (<strong>27%</strong>) la comparsa di un sintomo o di un problema di salute che prima non c&#8217;era.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>L&#8217;AUTONOMIA SANITARIA: QUANDO UN FIGLIO DIVENTA RESPONSABILE DELLA PROPRIA SALUTE?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Il Barometro Doctolib fotografa anche un cambiamento generazionale nel rapporto con la salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">Di fronte alla domanda “A che età pensi che un figlio dovrebbe iniziare a gestire autonomamente la propria salute (prenotazioni, controlli, documenti)?” il <strong>58%</strong> degli italiani e il <strong>61%</strong> dei francesi ha risposto che l’età giusta è <strong>tra i 18 e i 25 anni </strong>mentre in Germania il <strong>41%</strong> è favorevole a responsabilizzare i figli già <strong>prima dei 18 anni</strong>. Il <strong>13%</strong> degli italiani, il <strong>10%</strong> dei francesi e solo il <strong>6% </strong>dei tedeschi ritiene l&#8217;autonomia sanitaria scatti quando il figlio o la figlia vanno a vivere da soli.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>IL DIGITALE: PIÙ VELOCE MA NON PIÙ PREVENTIVO</strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In tutti i Paesi il digitale è ormai parte della quotidianità sanitaria.</p>
<p style="font-weight: 400;">In Italia il 73% degli utenti utilizza &#8216;sempre&#8217; o &#8216;spesso&#8217; strumenti digitali per consultare e condividere referti ed esami, e quasi il 58% lo fa anche per prenotare le visite, mentre solo il <strong>7%</strong> dichiara di preferire ancora esclusivamente i sistemi tradizionali. Più dell’<strong>80%</strong> dei cittadini afferma, inoltre, che il digitale fa risparmiare molto tempo nella gestione della salute e rende tutto più semplice rispetto al passato.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Sta cambiando in meglio il nostro lavoro quotidiano</em>” &#8211; ammette il <strong>dottor Cavallo</strong>. “<em>Vedere un paziente che entra in studio e condivide con un clic lo storico dei suoi esami sullo smartphone è ormai la normalità. Dal punto di vista clinico, questo azzera il rischio di smarrire referti fondamentali o di dover decifrare vecchi appunti sbiaditi. E consente, inoltre, una più rapida trascrizione sui gestionali, così da avere un archivio sempre aggiornato. Sul fronte del rapporto medico-paziente, il vero vantaggio è il tempo: i minuti preziosi che prima si perdevano a confrontare decine di fogli disordinati nelle vecchie cartelline, oggi si traducono in minuti guadagnati per ascoltare il paziente</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">Ma il Barometro Doctolib evidenzia anche un limite importante: il digitale viene percepito soprattutto come uno strumento per semplificare la burocrazia sanitaria, non ancora come leva culturale per migliorare la prevenzione. Solo il <strong>13,4%</strong> degli italiani dichiara, infatti, che gli strumenti digitali hanno portato a fare più controlli preventivi rispetto al passato, contro percentuali superiori al <strong>20%</strong> registrate in Francia e Germania.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Dal 2023 il Barometro Doctolib analizza come cambiano le persone, le famiglie e il modo di vivere la salute anche grazie al digitale</em>”, commenta <strong>Nicola Brandolese, CEO International, Italy &amp; New Business di Doctolib,</strong> l&#8217;app gratuita che aiuta i cittadini nella gestione della propria salute.</p>
<p style="font-weight: 400;">“<em>Il confronto con altri grandi Paesi europei ci aiuta a capire dove stiamo evolvendo più velocemente e dove invece persistono fragilità culturali molto profonde. Quest’anno emerge con forza un tema centrale: la salute continua a reggersi soprattutto sul tempo, sull’organizzazione e sul carico invisibile delle famiglie. E comprendere questi cambiamenti è fondamentale per costruire una sanità più accessibile, sostenibile e realmente vicina ai bisogni quotidiani delle persone. Dopo 4 edizioni è evidente come la trasformazione digitale sia ormai consolidata nell’accesso ai servizi, ma la vera sfida sia culturale. Riguarda il modo in cui le persone si prendono cura di sé e delle proprie famiglie. È lì che si gioca il futuro della sanità quotidiana</em>”.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>I 5 TRATTI DISTINTIVI DELLA SALUTE FAMILIARE ITALIANA EMERSI DAL BAROMETRO DOCTOLIB 2026</u></strong></p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Salute come “responsabilità domestica”</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Non individuale, ma organizzativa e familiare.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Centralità femminile nella gestione</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">L’85% delle donne organizza le cure familiari contro il 64,8% degli uomini.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Uso del digitale come “logistica sanitaria”</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Prenotazioni, referti, gestione familiare più che prevenzione.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Prevenzione ancora secondaria</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Solo il 13,4% dichiara più prevenzione grazie al digitale.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Sovraccarico della “generazione sandwich”</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Tra figli, genitori e partner, la propria salute è spesso rinviata.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>I 5 TRATTI DEL MODELLO TEDESCO EMERSI DAL BAROMETRO DOCTOLIB 2026</u></strong></p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Prevenzione strutturata</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Quasi 40% di controlli regolari.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Maggiore separazione tra sé e famiglia</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Più visite “solo per sé” rispetto agli altri Paesi.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Minor peso della famiglia nella gestione sanitaria</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Solo circa 10% coinvolgimento familiare esteso.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Uso del digitale più clinico che logistico</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Meno condivisione familiare, più gestione personale.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Evoluzione verso autonomia con l’età</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Gli over 65 diventano sempre più indipendenti.</p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><u>I 5 TRATTI DEL MODELLO FRANCESE EMERSI DAL BAROMETRO DOCTOLIB 2026</u></strong></p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Centralità del sintomo</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">67% dei cittadini va dal medico solo quando sta male.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Famiglia presente nella gestione sanitaria</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">25% dei 35-54 gestisce la salute di tutta la famiglia.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Approccio reattivo anche nei bambini</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Oltre il 51% delle visite pediatriche nasce da sintomi.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Uso del digitale soprattutto funzionale</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Prenotazione rapida, meno impatto su prevenzione.</p>
<ol style="font-weight: 400;">
<li>Forte continuità tra età adulta e anziana</li>
</ol>
<p style="font-weight: 400;">Poco cambiamento nel modello sanitario con l’invecchiamento.</p>
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		<item>
		<title>HPV, la prevenzione passa dalla diagnosi precoce: ArtemisiaLab centro d&#8217;eccellenza</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/hpv-la-prevenzione-passa-dalla-diagnosi-precoce-artemisialab-centro-deccellenza/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=hpv-la-prevenzione-passa-dalla-diagnosi-precoce-artemisialab-centro-deccellenza</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2026 20:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[ArtemisiaLab]]></category>
		<category><![CDATA[HPV]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1.jpeg 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></p>
<p>A  Roma, la prevenzione dell’HPV continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di patologie anche molto gravi legate al virus del papilloma umano. L’HPV è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/14/hpv-la-prevenzione-passa-dalla-diagnosi-precoce-artemisialab-centro-deccellenza/">HPV, la prevenzione passa dalla diagnosi precoce: ArtemisiaLab centro d&#8217;eccellenza</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="275" height="183" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1.jpeg 275w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/artemisia-lab1-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></p><p>A  Roma, la prevenzione dell’HPV continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di patologie anche molto gravi legate al virus del papilloma umano. L’HPV è infatti la malattia sessualmente trasmessa più diffusa al mondo e, nonostante nella maggior parte dei casi l’infezione regredisca spontaneamente senza sintomi evidenti, in una quota di pazienti il virus può persistere nell’organismo e provocare conseguenze che vanno dai comuni condilomi fino alle displasie ad alto grado e ai carcinomi squamosi.<br />
La diagnosi tardiva resta uno dei principali fattori di rischio. Disinformazione, scarsa adesione ai programmi di prevenzione, mancata vaccinazione e controlli insufficienti nei soggetti più esposti contribuiscono ancora oggi alla diffusione del virus e alla comparsa di lesioni che, se non individuate in tempo, possono evolvere in forme tumorali invasive.<br />
Storicamente l’HPV è stato studiato soprattutto in ambito ginecologico, dove screening come il PAP test, la colposcopia, la vaccinazione e i trattamenti laser hanno consentito di ridurre significativamente l’incidenza dei tumori del collo dell’utero. Diversa, invece, la situazione in ambito proctologico, dove il numero di tamponi e controlli resta ancora limitato rispetto alla reale diffusione dell’infezione.<br />
Gli studi epidemiologici hanno individuato categorie particolarmente a rischio di sviluppare infezioni persistenti e displasie: pazienti HIV positivi, immunodepressi, msm e persone già venute a contatto con il virus necessitano di controlli più frequenti e percorsi di monitoraggio specifici.<br />
Lo screening rappresenta dunque la prima arma di prevenzione. Un semplice tampone o PAP test del canale anale permette di verificare la presenza del virus o di eventuali cellule alterate. In caso di positività si procede con l’HRA, l’anoscopia ad alta risoluzione, eventualmente associata a biopsia. Se vengono individuate lesioni HSIL, cioè displasie ad alto grado, il paziente viene indirizzato rapidamente al trattamento; in presenza di LSIL, invece, viene avviato un percorso di osservazione e follow up.<br />
Da anni il Dr. Igor Sirovich, specialista in Chirurgia Generale e Proctologia, segue pazienti affetti da questa patologia all’interno dei centri ArtemisiaLab, realtà considerate centri di eccellenza nella prevenzione, diagnosi e trattamento delle lesioni HPV correlate. Presso ArtemisiaLab è disponibile una tecnologia digitale di ultima generazione che consente di acquisire immagini in 4K delle eventuali displasie presenti nel canale anale e di intervenire contestualmente con laser CO2 in modo preciso, selettivo, efficace e minimamente invasivo. Un approccio che permette di trattare tempestivamente le lesioni, riducendo il rischio di evoluzione della malattia e garantendo al paziente percorsi diagnostici e terapeutici altamente specializzati.</p>
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		<item>
		<title>Race for the Cure. Roma si tinge di rosa: oltre 200mila presenze per la lotta al tumore al seno</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/10/race-for-the-cure-roma-si-tinge-di-rosa-oltre-200mila-presenze-per-la-lotta-al-tumore-al-seno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=race-for-the-cure-roma-si-tinge-di-rosa-oltre-200mila-presenze-per-la-lotta-al-tumore-al-seno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 15:05:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Race for the cure 2026]]></category>
		<category><![CDATA[tumore seno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3533-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La 27esima edizione della manifestazione promossa da Komen Italia ha unito sport, salute e solidarietà. Oltre 5mila prestazioni gratuite al Villaggio della Salute e attenzione alle donne piu’ fragili Oltre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/10/race-for-the-cure-roma-si-tinge-di-rosa-oltre-200mila-presenze-per-la-lotta-al-tumore-al-seno/">Race for the Cure. Roma si tinge di rosa: oltre 200mila presenze per la lotta al tumore al seno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La 27esima edizione della manifestazione promossa da Komen Italia ha unito sport, salute e solidarietà. Oltre 5mila prestazioni gratuite al Villaggio della Salute e attenzione alle donne piu’ fragili</strong></p>
<p>Oltre 200mila presenze e il cuore di Roma tinto di rosa per la 27esima edizione della Race for the Cure, la più grande manifestazione al mondo dedicata alla lotta contro i tumori del seno. Un’edizione che ha trasformato ancora una volta la Capitale in un grande spazio di partecipazione collettiva, tra prevenzione, solidarietà e sostegno concreto alle donne colpite dalla malattia.</p>
<p>Nata in Italia nel 2000 grazie al professor <strong>Riccardo Masetti</strong>, fondatore di <strong>Komen Italia,</strong> la Race for the Cure continua a crescere anno dopo anno, coinvolgendo cittadini, volontari, istituzioni e migliaia di “donne in rosa”: donne che stanno affrontando o hanno superato il tumore al seno e che scelgono di testimoniare pubblicamente il valore della prevenzione e della condivisione.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-121539" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-225x300.jpeg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-scaled.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3522-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></p>
<p>La manifestazione, organizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica con il sostegno delle principali istituzioni nazionali e locali, ha visto la partecipazione del sindaco di Roma <strong>Roberto Gualtieri</strong>, di <strong>Laura Mattarella</strong>, della presidente di Komen Italia <strong>Alba Di Leone</strong> e di numerosi testimonial del mondo dello spettacolo, tra cui <strong>Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi.</strong></p>
<p>“Quando abbiamo organizzato la prima edizione nessuno avrebbe immaginato una crescita così costante dopo 27 anni”, ha dichiarato <strong>Masetti</strong>, sottolineando il ruolo fondamentale dei volontari, delle istituzioni e delle donne in rosa. “Oggi deve essere una giornata di condivisione, vicinanza e pace, capace di lanciare un messaggio forte in un momento storico complesso”.</p>
<p>Quest’anno la manifestazione si è svolta anche nella giornata dedicata alla Festa della Mamma. Un elemento richiamato da <strong>Alba Di Leone</strong>, che ha posto l’attenzione sulle madri caregiver, spesso costrette a rinunciare ai controlli preventivi per dedicarsi alla cura dei propri familiari. “Komen Italia vuole portare la prevenzione ovunque, affinché sia davvero un diritto accessibile a tutte”, ha affermato.</p>
<p>Anche il sindaco <strong>Gualtieri</strong> ha evidenziato il valore simbolico e sociale dell’iniziativa: “Roma oggi mostra il suo volto migliore. La prevenzione salva vite e rappresenta il più importante investimento per la salute pubblica”.</p>
<p>Migliaia i partecipanti distribuiti tra la passeggiata di 2 chilometri, la corsa di 5 chilometri e la gara competitiva di 10 chilometri, aperta quest’anno anche agli amatori. Sul Tevere si è svolta inoltre la terza edizione di “Rowing for the Cure”, la regata solidale che ha coinvolto oltre 150 partecipanti provenienti da circoli remieri di tutta Italia.</p>
<p>Grande affluenza anche al Villaggio della Salute, dove sono state effettuate oltre 5mila prestazioni gratuite di diagnosi precoce per il tumore al seno e per altre patologie, con particolare attenzione alle donne in condizioni di fragilità economica e sociale. Le attività sono state realizzate grazie alla collaborazione della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola e di numerosi partner sanitari e istituzionali.</p>
<p>Nel corso degli anni la manifestazione ha consentito a Komen Italia di investire oltre 35 milioni di euro in ricerca, prevenzione e sostegno alle donne colpite dal tumore al seno, attraverso borse di studio, screening gratuiti con la Carovana della Prevenzione, programmi di formazione sanitaria e centri dedicati alle terapie integrate in oncologia.</p>
<p>Dopo il successo romano, la Race for the Cure proseguirà il suo percorso in altre città italiane:  Bari, Bologna, Matera, Brescia, Napoli e Pescara, confermando una rete di solidarietà che continua a trasformare la prevenzione in uno strumento concreto di cura e tutela della salute.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>ArtemisiaLab e Fondazione Unipancreas presentano in Campidoglio il vademecum sul tumore del pancreas per i medici di famiglia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/07/artemisialab-e-fondazione-unipancreas-presentano-in-campidoglio-il-vademecum-sul-tumore-del-pancreas-per-i-medici-di-famiglia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=artemisialab-e-fondazione-unipancreas-presentano-in-campidoglio-il-vademecum-sul-tumore-del-pancreas-per-i-medici-di-famiglia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 05:55:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Artemisia]]></category>
		<category><![CDATA[campidoglio]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione pancreas]]></category>
		<category><![CDATA[Tumore pancreas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="775" height="1086" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO.jpg 775w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-214x300.jpg 214w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-731x1024.jpg 731w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-768x1076.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-585x820.jpg 585w" sizes="(max-width: 775px) 100vw, 775px" /></p>
<p>06 maggio 2026 A Roma il tema della diagnosi precoce e della presa in carico del tumore del pancreas approda in Campidoglio con un appuntamento rivolto ai Medici di Medicina&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/07/artemisialab-e-fondazione-unipancreas-presentano-in-campidoglio-il-vademecum-sul-tumore-del-pancreas-per-i-medici-di-famiglia/">ArtemisiaLab e Fondazione Unipancreas presentano in Campidoglio il vademecum sul tumore del pancreas per i medici di famiglia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="775" height="1086" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO.jpg 775w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-214x300.jpg 214w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-731x1024.jpg 731w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-768x1076.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/GIORLANDINO-585x820.jpg 585w" sizes="(max-width: 775px) 100vw, 775px" /></p><div class="article-data"><time>06 maggio 2026</time></div>
<p>A Roma il tema della diagnosi precoce e della presa in carico del tumore del pancreas approda in Campidoglio con un appuntamento rivolto ai Medici di Medicina Generale, chiamati sempre più spesso a svolgere un ruolo decisivo nell’intercettare i primi segnali di una delle neoplasie più aggressive e difficili da individuare. Giovedì 28 maggio, nella Sala del Carroccio di Palazzo Senatorio, Fondazione Unipancreas e Artemisia Lab presenteranno il nuovo Vademecum dedicato alla prevenzione e alla sorveglianza del tumore pancreatico, realizzato insieme ai Medici di Famiglia di Verona e Provincia e al Team Pancreas dell’Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda.</p>
<p>L’iniziativa nasce dalla necessità di rafforzare il collegamento tra medicina territoriale e specialistica in un ambito clinico in cui il tempo resta uno degli elementi più determinanti. Il tumore del pancreas continua infatti a rappresentare una delle principali sfide oncologiche, sia per la difficoltà di individuare sintomi precoci sia per la rapidità con cui la malattia può evolvere. Da qui la scelta di costruire uno strumento operativo rivolto ai medici di famiglia, pensato per offrire indicazioni pratiche sulla gestione dei fattori di rischio, sull’attenzione ai segnali clinici sospetti e sui percorsi di approfondimento diagnostico.</p>
<p>Nel corso del pomeriggio verrà illustrato il contenuto del Vademecum dagli autori e dalle autrici coinvolti nel progetto. Tra i relatori figurano il dottor Giovanni Butturini, la dottoressa Martina Guerra e il dottor Paolo Preziosi, mentre per i Medici di Famiglia di Verona e Provincia interverrà la dottoressa Sonia Zenari. Tra i presenti ci sarà anche Antonio Magi, presidente dell&#8217;Ordine dei Medici di Roma. Previsto anche l’intervento istituzionale della presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli. A coordinare il confronto sarà la giornalista Rai e direttrice di Isoradio Alessandra Ferraro.</p>
<p>Il programma si aprirà con i saluti della dottoressa Mariastella Giorlandino, amministratore unico della rete Artemisia Lab, e proseguirà con un confronto diretto con i Medici di Medicina Generale presenti, in un dialogo che punta a condividere esperienze cliniche e strategie di prevenzione. L’obiettivo dichiarato è quello di aumentare la consapevolezza su una patologia che, ancora oggi, viene spesso diagnosticata in fase avanzata e che richiede una collaborazione costante tra territorio, specialisti e strutture sanitarie dedicate.</p>
<p>L’evento conferma anche l’attenzione crescente verso il ruolo della medicina di prossimità nella gestione delle patologie oncologiche complesse. In questo quadro il medico di famiglia non è soltanto il primo interlocutore del paziente, ma può diventare un elemento centrale nella sorveglianza clinica e nell’attivazione tempestiva dei percorsi di approfondimento, contribuendo a ridurre ritardi diagnostici e a migliorare le possibilità di trattamento.</p>
<p>photocover: Maria Stella Giorlandino, Presidente Artemisialab</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/07/artemisialab-e-fondazione-unipancreas-presentano-in-campidoglio-il-vademecum-sul-tumore-del-pancreas-per-i-medici-di-famiglia/">ArtemisiaLab e Fondazione Unipancreas presentano in Campidoglio il vademecum sul tumore del pancreas per i medici di famiglia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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