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		<title>La maternità della Chiesa nell’età adulta dell’umanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 20:03:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Chiesa]]></category>
		<category><![CDATA[madre]]></category>
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<p>La Chiesa non sarà madre perché protegge il passato, ma perché sa generare figli e figlie di Dio dentro la complessità del presente, con la forza del Vangelo, la sapienza&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33-1536x864.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ChatGPT-Image-20-apr-2026-22_01_33-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p><em>La Chiesa non sarà madre perché protegge il passato, ma perché sa generare figli e figlie di Dio dentro la complessità del presente, con la forza del Vangelo, la sapienza della Tradizione e la tenerezza di una verità che non umilia</em></p>
<section>Ci sono parole che nella vita ecclesiale non possono essere ridotte a immagine devota o a formula retorica. Una di queste è certamente la parola <strong>maternità</strong>. Dire che la Chiesa è madre non significa usare un linguaggio sentimentale per addolcire la sua presenza nella storia. Significa dire qualcosa di essenziale sulla sua natura. La Chiesa è madre perché genera alla fede, nutre con la Parola e i sacramenti, accompagna nella crescita, corregge senza annientare, custodisce senza possedere. Non esiste anzitutto per amministrare apparati, presidiare confini o difendere sé stessa, ma per far nascere Cristo nelle coscienze e nelle relazioni umane.È questa la grande intuizione della Tradizione, ripresa con forza anche dal Vaticano II, quando <em>Lumen gentium</em> parla della Chiesa come “madre nostra”. Ma proprio qui emerge la domanda più seria del nostro tempo. Come può la Chiesa offrire oggi la sua maternità in un’umanità che si è evoluta, che pensa in modo più critico, che vive libertà più ampie, che abita la tecnica, la globalizzazione, la complessità affettiva e culturale, e che spesso diffida di ogni autorità percepita come distante o invasiva?</p>
<p>La risposta non può essere nostalgica. Non basta ripetere che la Chiesa è madre; occorre mostrare <strong>come</strong> questa maternità possa essere ancora evangelicamente vera e umanamente credibile. Il Concilio, nella <em>Gaudium et spes</em>, non parte dalla paura del mondo moderno, ma dalla decisione di rivolgersi agli uomini e alle donne del proprio tempo per illuminare il mistero dell’uomo e cooperare alla ricerca di risposte ai problemi del presente. Ed è qui che la maternità della Chiesa ritrova il suo fondamento: non nell’adattarsi servilmente al mondo, ma nel servire l’uomo alla luce di Cristo.</p>
<p>In realtà, la maternità ecclesiale non è un’invenzione tardiva. È iscritta già nella rivelazione biblica. Il Dio della Scrittura, pur trascendendo ogni immagine semplicemente umana, non teme di lasciarsi raccontare con tratti materni. Isaia mette sulle labbra di Dio parole disarmanti: <em>“Si dimentica forse una donna del suo bambino?… Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai”</em>. E ancora: <em>“Come una madre consola un figlio, così io vi consolerò”</em>. Qui la maternità non è debolezza. È fedeltà viscerale, memoria che non abbandona, capacità di custodire anche quando l’altro si smarrisce.</p>
<blockquote><p>“Si dimentica forse una donna del suo bambino?… Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.”</p>
<p>Isaia 49,15</p></blockquote>
<p>Se la Chiesa è sacramento della presenza di Dio nella storia, non può essere madre in un altro modo: sarà madre se saprà rendere visibile questa memoria che non scarta, questa cura che non si ritira, questa consolazione che non umilia. La grande tentazione, però, è confondere la maternità con il controllo. E qui bisogna essere netti. Una madre vera non genera per possedere. Non alleva figli dipendenti per sentirsi indispensabile. Non trattiene per paura di perdere il proprio ruolo. Genera per far vivere. Educa per rendere liberi. Accompagna per aiutare a stare in piedi.</p>
<p>Quando la Chiesa dimentica questo e trasforma la sua autorità in sorveglianza, la sua cura in paternalismo, la sua identità in autosufficienza, smette di essere madre e rischia di diventare un sistema. Papa Francesco, in <em>Evangelii gaudium</em>, richiama proprio questo punto quando descrive la Chiesa come una madre dal cuore aperto, casa aperta del Padre, e mette in guardia da una pastorale che si comporta da controllore della grazia invece che da facilitatrice dell’incontro con Dio.</p>
<div>
<p><strong>Qui si gioca un punto decisivo:</strong> una Chiesa madre non ha come prima missione la conservazione di sé, ma la generazione della vita dell’altro.</p>
</div>
<p>Se la Chiesa è madre, non può avere come scopo primario la semplice conservazione di sé. La maternità è per sua natura generativa. Fa spazio alla vita dell’altro. Per questo la maternità della Chiesa oggi si misurerà soprattutto nella sua capacità di formare <strong>coscienze adulte</strong>, non di produrre dipendenze religiose. Benedetto XVI, riprendendo il Catechismo e san Cipriano, ricordava che la fede della Chiesa precede, genera, sostiene e nutre la nostra fede e che la Chiesa è la Madre di tutti i credenti.</p>
<p>In questo senso, la celebre affermazione di san Cipriano, <em>“non può avere Dio come Padre chi non ha la Chiesa come Madre”</em>, va compresa bene. Non è una frase di possesso identitario, né una parola da usare come clava apologetica. È il riconoscimento di una verità spirituale: nessuno si genera da solo alla vita cristiana. Nessuno si dà da sé il Vangelo, il battesimo, l’Eucaristia, la comunione dei santi. La fede è ricevuta, custodita, trasmessa in un corpo vivo che la precede.</p>
<blockquote><p>“Non può avere Dio per Padre chi non ha la Chiesa per madre.”</p>
<p>San Cipriano</p></blockquote>
<p>Ma se questo è vero, allora bisogna aggiungere subito un altro passaggio: una Chiesa madre, oggi, non può più parlare all’umanità come se fosse spiritualmente minorenne. L’uomo contemporaneo è più esposto, più frammentato, più vulnerabile di quanto spesso appaia, ma è anche più consapevole, più interrogante, meno disponibile ad accettare parole senza testimonianza. E forse proprio qui si decide la credibilità della Chiesa.</p>
<p>Non nel rinunciare alla verità, ma nel saperla offrire senza durezza sterile. Non nel dissolvere la dottrina, ma nel mostrarne la capacità di illuminare la vita concreta. Non nel semplificare brutalmente la complessità umana, ma nel discernere come il Vangelo possa incarnarsi dentro di essa. Papa Francesco invita a rallentare il passo, a guardare negli occhi, ad ascoltare, ad accompagnare chi è rimasto al bordo della strada. Questa è una parola pastorale, ma prima ancora è una parola teologica: Dio non salva l’uomo dall’esterno, lo raggiunge dentro la sua storia.</p>
<p>È esattamente ciò che vediamo in Cristo. Gesù non esercita una paternità o una autorità astratta. Il suo modo di stare davanti alle persone ha una forza profondamente generativa, e in questo senso anche materna. Non banalizza il male, ma non comincia mai dalla pietra. Non cancella la verità, ma la offre come possibilità di rinascita. Alla donna adultera dona prima la salvezza dalla lapidazione, poi l’appello a una vita nuova. Alla samaritana non nega il disordine, ma apre un dialogo che la restituisce alla verità di sé. A Zaccheo entra in casa prima ancora che l’uomo dimostri di meritare qualcosa.</p>
<p>La Chiesa sarà madre per il nostro tempo solo se accetterà fino in fondo questo stile di Cristo: una verità che salva, non che schiaccia; una misericordia che rialza, non che copre superficialmente; una prossimità che apre futuro. Per questo la maternità della Chiesa oggi passa necessariamente dall’ascolto. Non da un ascolto di facciata, ma da un ascolto reale delle ferite dell’umano contemporaneo.</p>
<p>Solitudini affettive, fragilità educative, famiglie segnate da rotture, giovani connessi ma interiormente spaesati, adulti stanchi, anziani invisibili, persone che portano domande profonde e spesso non trovano luoghi in cui dirle senza sentirsi giudicate in anticipo. La <em>Gaudium et spes</em> si apre proprio con quella scelta decisiva che resta profetica: assumere come proprie <em>“le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi”</em>. Se la Chiesa vuole essere madre, non può osservare il dolore da lontano. Deve lasciarsene toccare.</p>
<blockquote><p>“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi… sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo.”</p>
<p>Gaudium et spes, 1</p></blockquote>
<p>Naturalmente tutto questo non significa arrendersi al relativismo. Una madre vera non coincide con una figura permissiva che non distingue più il bene dal male. La maternità autentica è insieme tenera ed esigente. Proprio perché ama, non rinuncia a indicare il bene. Ma il modo in cui lo indica cambia tutto. La maternità ecclesiale non può consistere in una pedagogia della paura. Deve essere una pedagogia della verità amata e resa amabile.</p>
<p>Anche qui il riferimento a Maria è decisivo. Maria è madre perché accoglie la Parola, la lascia crescere in sé, la offre al mondo, resta sotto la croce, non si sostituisce mai al Figlio ma ne custodisce la presenza. In lei la Chiesa contempla il proprio volto più puro: generare Cristo senza possederlo, servire il mistero senza manipolarlo, restare fedele anche quando non tutto è chiaro.</p>
<p>C’è poi un punto che oggi non può essere eluso. Una madre credibile sa anche riconoscere quando ha ferito. La Chiesa non perde la sua maternità quando chiede perdono; la ritrova. In un tempo in cui molte persone percepiscono le istituzioni come chiuse, difensive o autoreferenziali, la conversione ecclesiale è parte integrante della sua testimonianza. La Chiesa non si tradisce quando riconosce le proprie rigidità, i clericalismi, le chiusure, gli abusi di potere o di coscienza: si tradirebbe semmai se li negasse per salvare un’immagine di sé.</p>
<p>Una madre che non sa fare verità sulle proprie ombre non genera fiducia; una madre che attraversa la verità con umiltà torna a essere casa. Alla fine, allora, la questione si fa molto semplice e molto alta insieme. La Chiesa potrà offrire la sua maternità all’umanità evoluta non se tenterà di riportarla indietro, ma se saprà starle accanto evangelicamente. Non se pretenderà sudditanza, ma se formerà libertà. Non se alzerà muri identitari per paura del mondo, ma se renderà presente Cristo come chiave, centro e fine della vicenda umana.</p>
<div>
<p><strong>La maternità della Chiesa non è un residuo del passato. È una necessità del futuro.</strong> Perché l’uomo contemporaneo, pur evoluto, pur tecnologicamente potente, pur critico e autonomo, non ha smesso di aver bisogno di nascere alla vita vera. E nessun progresso tecnico potrà sostituire una parola che genera, una comunione che sostiene, una misericordia che rialza, una verità che orienta. In fondo, anche oggi, continua ad aver bisogno di una madre.</p>
</div>
</section>
<section>
<h3>Riferimenti ecclesiali e teologici richiamati nel testo</h3>
<p><em>Lumen gentium</em>; <em>Gaudium et spes</em>; <em>Evangelii gaudium</em> 46–49; san Cipriano, <em>De catholicae ecclesiae unitate</em>; Benedetto XVI, Udienza generale del 31 ottobre 2012; riferimento a Maria Madre della Chiesa.</p>
</section>
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		<title>Paris Internationale debutta a Milano: una nuova tappa per il modello indipendente delle fiere d’arte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:33:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Paris Internationale Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p> &#8220;Paris Internationale&#8221; debutta a Milano e porta nel cuore della Art Week un modello fieristico indipendente e curatoriale che riunisce 34 gallerie internazionali, puntando su un’esperienza più lenta e consapevole&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/paris-internationale-debutta-a-milano-una-nuova-tappa-per-il-modello-indipendente-delle-fiere-darte/">Paris Internationale debutta a Milano: una nuova tappa per il modello indipendente delle fiere d’arte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em> &#8220;Paris Internationale&#8221; debutta a Milano e porta nel cuore della Art Week un modello fieristico indipendente e curatoriale che riunisce 34 gallerie internazionali, puntando su un’esperienza più lenta e consapevole del sistema dell’arte contemporanea. Apertura al pubblico dal 18 al 21 aprile 2026 e preview il 17. A Palazzo Galbani in via Fabio Filzi 25.  </em>Antonella La Mantia</p>
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<p>Milano accoglie per la prima volta <strong>Paris Internationale Milano,</strong> segnando l’approdo italiano di un progetto nato a <strong>Parigi nel 2015</strong> con un’impostazione alternativa rispetto alle fiere tradizionali. Non una semplice espansione geografica, ma un passaggio mirato: portare in un altro contesto europeo un format curatoriale che privilegia qualità, relazione e tempo di fruizione.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-106963" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-708x1024.jpg" sizes="(max-width: 708px) 100vw, 708px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-708x1024.jpg 708w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-207x300.jpg 207w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026-768x1110.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Paris-Internationale-Milano-18-21-aprile-2026.jpg 850w" alt="" width="708" height="1024" /></figure>
</div>
<p><strong>La prima edizione si svolge a Palazzo Galbani</strong>, in via Fabio Filzi 25 a Milano – progettato tra il 1956 e il 1959 da <strong>Eugenio ed Ermenegildo Soncini</strong>  – nel cuore del distretto che in questi giorni ospita la Milano Art Week e la Design Week. L’apertura ufficiale al pubblico è fissata per il <strong>18 aprile 2026</strong>, mentre una preview riservata si è tenuta il 17, collocando la fiera pienamente all’interno di uno dei momenti più intensi del calendario internazionale dell’arte contemporanea.</p>
<div>L’arrivo nel capoluogo lombardo si inserisce strategicamente nel calendario delle grandi settimane dell’arte, sempre più dense e competitive. Proprio in questo scenario, caratterizzato da una sovrapposizione di eventi e proposte, <strong>Paris Internationale </strong>punta su una scelta controcorrente: ridurre il rumore, offrire uno spazio più raccolto e leggibile, in cui collezionisti e visitatori possano soffermarsi sulle opere senza essere travolti dall’eccesso di stimoli.<br />
Alla prima edizione milanese, realizzata con <strong>Banca Ifis</strong> come Associate Partner,<br />
sAlla prima edizione milanese, realizzata con <strong>Banca Ifis</strong> come Associate Partner,ono <strong>34 le gallerie partecipanti</strong> a questa prima edizione milanese, selezionate secondo criteri che privilegiano la coerenza dei programmi e il sostegno agli artisti nel lungo periodo. <strong>Non stand enciclopedici,</strong> ma <strong>progetti curatoriali</strong> veri e propri: mostre personali o dialoghi tra due artisti, pensati per costruire narrazioni precise.<br />
Accanto a realtà consolidate come <strong>Ciaccia Levi</strong>, <strong>Crèvecœur</strong> e <strong>Gregor Staiger</strong>, trovano spazio nuovi ingressi e gallerie emergenti, in un equilibrio che riflette la complessità della scena artistica contemporanea.Il percorso espositivo mette in dialogo artisti di epoche e linguaggi differenti, <strong>nomi storici e nuove generazioni</strong>. Tra le presenze più rilevanti figurano figure storiche come Leonora<strong> Carrington</strong>, <strong>Robert Mapplethorpe</strong> e Gaetano<strong> Pesce, </strong>accanto a protagonisti contemporanei e a una nuova generazione in forte ascesa.<br />
Tra questi, l’attenzione si concentra su artisti come Ibuki Inoue, autore del dipinto Honeymoon (2026), e su una scena emergente internazionale che include nomi come Inès Di Folco Jemni e Lou Masduraud.<br />
Particolarmente significativa la presenza italiana, con artisti quali Benni Bosetto, Anna Franceschini e Luca Monterastelli, a conferma del ruolo centrale di Milano come hub culturale e mercato strategico.<br />
<strong>Un modello “a misura d’uomo”</strong><br />
Più che un brand, Paris Internationale si definisce come una piattaforma collaborativa, costruita dalle gallerie per le gallerie. L’obiettivo non è moltiplicare le edizioni, ma individuare contesti in cui questo modello possa funzionare: spazi in cui l’incontro tra artisti, operatori e pubblico mantenga una dimensione autentica.<br />
L’edizione milanese rappresenta dunque un banco di prova importante. In una città già protagonista del sistema dell’arte contemporanea – tra istituzioni, fondazioni private e fiere consolidate – Paris Internationale introduce un approccio che punta sulla qualità dell’esperienza più che sulla quantità dell’offerta.<strong>La scelta di Milano non è casuale</strong>. Negli ultimi anni la città ha rafforzato il proprio ruolo nel panorama internazionale, attirando gallerie, collezionisti e investimenti culturali. In questo contesto, Paris Internationale si inserisce come un laboratorio curatoriale capace di dialogare con il tessuto esistente senza sovrapporsi, ma offrendo una prospettiva complementare.<br />
Se il rischio delle grandi settimane dell’arte è la dispersione, la scommessa di questa prima edizione è opposta: creare le condizioni per una fruizione più lenta e consapevole, in cui le opere possano davvero “sedimentare”.<br />
Un approccio che, se confermato, potrebbe ridefinire il modo stesso di vivere le fiere d’arte contemporanea.</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>La <strong>prima edizione di Paris Internationale Milano si svolge</strong> a <strong>Palazzo Galbani, in via Fabio Filzi 25, Milano</strong></p>
<p><strong>Quando</strong>: dal <strong>18 al 21 aprile 2026</strong>, con <strong>preview</strong> il 17 aprile</p>
<p><strong>L’apertura ufficiale al pubblico coincide quindi con il 18 aprile 2026</strong>, nel pieno della Milano Art Week e della Design Week, contesto in cui la fiera ha scelto di inserirsi per dialogare con il sistema internazionale dell’arte contemporanea.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<title>“Edificare la gioia Francesco D’Assisi”:alla Biblioteca Nazionale di Cosenza la presentazione del libro di Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/edificare-la-gioia-francesco-dassisi-alla-biblioteca-nazionale-di-cosenza-la-presentazione-del-libro-di-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=edificare-la-gioia-francesco-dassisi-alla-biblioteca-nazionale-di-cosenza-la-presentazione-del-libro-di-pierfranco-bruni</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 19:16:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Biblioteca Nazionale di Cosenza]]></category>
		<category><![CDATA[edificare la Gioia]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-8.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-8-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>L&#8217; autore intreccia la spiritualità francescana in un intenso dialogo tra epoche e figure come Papi (Benedetto XVI, Papa Francesco), Santi (San Francesco di Paola, Sant’Antonio di Padova, Bartolo Longo)&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/edificare-la-gioia-francesco-dassisi-alla-biblioteca-nazionale-di-cosenza-la-presentazione-del-libro-di-pierfranco-bruni/">“Edificare la gioia Francesco D’Assisi”:alla Biblioteca Nazionale di Cosenza la presentazione del libro di Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>L&#8217; autore intreccia la spiritualità francescana in un intenso dialogo tra epoche e figure come Papi (Benedetto XVI, Papa Francesco), Santi (San Francesco di Paola, Sant’Antonio di Padova, Bartolo Longo) e pensatori (María Zambrano e Francesco Grisi).Mercoledì 22 aprile alle ore 16:30 presso la Sala “Giorgio Leone” della Biblioteca Nazionale di Cosenza verrà presentato il nuovo  libro di Pierfranco Bruni &#8220;Edificare la gioia Francesco D&#8217;Assisi&#8221;, Pellegrini Editore.</em></strong></p>
<p>Aprirà i lavori Adele Bonofiglio direttore della Biblioteca Nazionale di Cosenza, dialogheranno con l’autore, Don Salvatore Fuscaldo direttore del Museo Diocesano di Cosenza, Enrico Marchianò presidente del Club Unesco Sezione di Cosenza e l’editore Walter Pellegrini.</p>
<p>L’opera di Bruni non costituisce una semplice analisi biografica, ma un vero e proprio cammino spirituale costruito intorno alla figura di San Francesco d’Assisi che viene rappresentato come un pellegrino, un uomo vivo che interroga la contemporaneità e invita il lettore a spogliarsi del superfluo per riscoprire l’essenziale.</p>
<p>L’autore intreccia la spiritualità francescana con diverse sensibilità storiche e moderne così da creare un intenso dialogo tra epoche e figure come Papi (Benedetto XVI, Papa Francesco), Santi (San Francesco di Paola, Sant’Antonio di Padova, Bartolo Longo) e pensatori (María Zambrano e Francesco Grisi).</p>
<p>Come osserva Marilena Cavallo nella prefazione al testo, «Il cammino di Francesco diventa un punto di incontro tra esperienze diverse. È una sorgente che continua a nutrire chi cerca un modo autentico di abitare il mondo. Bruni accompagna questo percorso con una scrittura che invita a sostare, a lasciarsi interrogare, a riconoscere che la santità non è un privilegio per pochi, ma una possibilità che si apre ogni volta che si sceglie la verità, la misericordia, la semplicità. È un invito a guardare la vita con occhi nuovi, come se ogni giorno fosse un inizio.»</p>
<div class="wp-block-image"></div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025,<img decoding="async" class="size-medium wp-image-120481 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore-300x211.webp" alt="" width="300" height="211" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore-300x211.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore-585x412.webp 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/bruni-relatore.webp 688w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Premio Troccoli Magna Graecia. Pierfranco Bruni: Quarant’anni di cultura. Quarant’anni di riconoscimenti. Quarant’anni di incontri!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 18:09:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Troccoli Magna Graecia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1367" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1024x684.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-768x513.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1536x1025.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1920x1282.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>&#8220;Un Premio che in questi decenni ha sottolineato l’importanza del rapporto tra cultura e territorio.&#8221;L&#8217;intervista del presidente del Comitato scientifico del Premio Pierfranco Bruni che commenta i quarant’anni di vita&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/premio-troccoli-magna-graecia-pierfranco-bruni-quarantanni-di-cultura-quarantanni-di-riconoscimenti-quarantanni-di-incontri/">Premio Troccoli Magna Graecia. Pierfranco Bruni: Quarant’anni di cultura. Quarant’anni di riconoscimenti. Quarant’anni di incontri!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2048" height="1367" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1024x684.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-768x513.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1536x1025.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1920x1282.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-07.16.58-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p><p><em><strong>&#8220;Un Premio che in questi decenni ha sottolineato l’importanza del rapporto tra cultura e territorio.&#8221;L&#8217;intervista del presidente del Comitato scientifico del Premio Pierfranco Bruni che commenta i quarant’anni di vita del Premio.</strong></em></p>
<p>Nei prossimi giorni saranno resi noti i nominativi dei vincitori del <strong>40° Premio Letterario Nazionale Troccoli Magna Graecia,</strong> di ricerca e promozione culturale, ai quali sarà conferito il riconoscimento <strong>sabato 30 maggio nel Teatro comunale “Carmine Concistrè” di Cassano all’Ionio (CS) alle ore 18.00.</strong></p>
<p>Numerose le candidature personali e le segnalazioni pervenute da editori e associazioni di varie regioni italiane. La segreteria organizzativa ha reso noto che, dopo un primo e scrupoloso esame delle candidature, è stata compilata la   terna di finalisti per ciascuna sezione e che a breve sarà annunciata la selezione finale   dei vincitori.</p>
<p>Intanto registriamo l’intervento del presidente del Comitato scientifico del <strong>Premio Pierfranco Bruni</strong> che commenta i quarant’anni di vita del Premio.</p>
<p><strong>Il</strong> <strong>Troccoli Magna Graecia è giunto alla 40esima edizione: quale il suo commento?</strong></p>
<p>«Il Premio dedicato a Giuseppe Troccoli ha tracciato anni di cultura, di vita, di incontri e di riconoscimenti.  Nato come semplice evento per fare turismo &#8211; culturale, è salito agli onori meritandosi l’attenzione di diversi Ministeri oltre che dei media nazionali.     La sua immagine è entrata nel circuito nazionale. L’attenzione rivolta al Premio da parte di noti giornalisti, scrittori, editori, uomini dello spettacolo ha stimolato l’interesse generale per il nostro territorio e contribuito ad alimentare un dibattito oltre le mura cittadine. Il Premio ha provocato l’azione per la ricerca. Si pensi all’interesse nato su Giuseppe Troccoli e tutta la sua opera».</p>
<p><strong>Secondo lei quali sono state le principali specificità del Premio?</strong></p>
<p>«Dalla tradizione dei Beni Culturali alla lettura della civiltà contadina, dal recupero della memoria storica, alla valorizzazione delle tradizioni popolari legate ai momenti religiosi, in cui la tradizione è punto nevralgico. Il mondo della scuola è stato sempre un riferimento. Infatti la loro presenza diventa sempre più riferimento.</p>
<p>Un premio, abbinato alla scuola e ad un tema centrale che riguarda i valori umani, alla cultura che recupera le sottolineature mediterranee di un territorio è sempre una manifestazione di ricerca. E qui, tra i vicoli si parla un linguaggio le cui icone sono un esemplare di memoria».</p>
<p><strong>Quale rapporto vi è stato tra il territorio e le personalità premiate?</strong></p>
<p>«Un Premio in questi decenni ha sottolineato l’importanza del rapporto tra cultura e territorio. I raccordi sono i raccordi promozionali e progettuali di tale manifestazione. Ma perché una tale manifestazione? Lo scopo è quello di raccordare la cultura del territorio con la storia. Ciò ha significato creare legami che pongono al centro la riscoperta di modelli identitari con una mobilitazione che guarda alla valorizzazione. Il territorio è un dato prioritario che impone sempre un approfondimento sulla consapevolezza di una civiltà. Un Premio può dare impulso ad una educazione alla conoscenza e quindi può spingere verso un percorso valorizzante del territorio? Direi proprio di sì. È stata una splendida manifestazione che ha messo insieme un numerosissimo pubblico all’interno di un contesto storico e turistico».</p>
<p><strong>Le tematiche affrontare ha contribuito a meglio definire l’identità del territorio?</strong></p>
<p>«Si tratta di un Premio che ha un progetto ben finalizzato all’interno del territorio nel quale è nato. Pensare a un tema tra identità del territorio e tematiche affrontate è penetrare quegli elementi mediterranei che hanno dominato nella nostra civiltà e che non smettono di essere elementi partecipanti nel nostro quotidiano vivere il territorio.</p>
<p>Memoria, dunque, e futuro. Un raccogliere le istanze che ci provengono dalla storia ma che vivono dentro il contemporaneo. Il Mediterraneo vive dentro di noi, dentro i segni di una memoria-civiltà. Ecco lo spirito che si vuole dare ad una tale manifestazione. Si pensi che nei primi anni, per più di un decennio, si collegava ad un convegno di studi nel quale si argomenta il legame tra letteratura e Troccoli attraverso altre personalità. Basta sfogliare l&#8217;Album delle personalità che sono state premiate.</p>
<p>Quarant’anni di cultura! Quarant’anni di riconoscimenti! Quarant’anni di incontri»!</p>
<p>Lauropoli-Cassano all’Ionio   20/04/2026</p>
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		<title>FRANCESCO MAMMOLA IN GIAPPONE PER IL SUO TOUR MONDIALE:  CONCERTI SOLD OUT A TOKYO E MASTERCLASS ESCLUSIVA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/20/francesco-mammola-in-giappone-per-il-suo-tour-mondiale-concerti-sold-out-a-tokyo-e-masterclass-esclusiva/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=francesco-mammola-in-giappone-per-il-suo-tour-mondiale-concerti-sold-out-a-tokyo-e-masterclass-esclusiva</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:59:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Mammola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1075" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola-300x202.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola-1024x688.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola-768x516.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola-1536x1032.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola-1170x786.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola-585x393.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Dal 21 aprile al 1 maggio 2026 il mandolinista e compositore Francesco Mammola, abruzzese di Pescostanzo, sarà protagonista di un importante tour in Giappone , tappa di grande rilievo nel suo percorso artistico internazionale. Il tour farà tappa a Tokyo, dove l’artista si&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 21 aprile al 1 maggio 2026 il mandolinista e compositore <b>Francesco Mammola</b>, abruzzese di Pescostanzo, sarà protagonista di un importante tour in <b>Giappone </b>, tappa di grande rilievo nel suo percorso artistico internazionale.<span class="gmail_default"> </span>Il tour farà tappa a <b>Tokyo</b>, dove l’artista si esibirà in una serie di concerti già completamente sold out, a conferma del forte interesse del pubblico giapponese per la sua musica.</p>
<p>Tra gli appuntamenti più attesi, il concerto del <b>22 aprile</b> presso la prestigiosa <b>Musicasa Acoustic Concert </b><b>Hall</b>. Sul palco, sarà accompagnato dal chitarrista giapponese <b>M°Anri Shibata</b>, dando vita a un dialogo musicale raffinato e di grande intensità espressiva.</p>
<p>Questo progetto si inserisce in un momento di straordinario fermento mandolinistico in <b>Giappone</b>, paese in cui lo strumento vive una stagione di grande vitalità, con un pubblico attento, numerose orchestre a plettro e una tradizione profondamente radicata e in continua evoluzione. In questo contesto, la presenza di <b>Francesco Mammola</b> rappresenta un significativo ponte culturale tra la scuola italiana e la scena musicale giapponese.</p>
<p><b>Francesco Mammola </b>vanta un’intensa attività concertistica nazionale e internazionale, con esibizioni in America e in<img decoding="async" class="size-medium wp-image-120470 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola2-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola2-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola2-768x511.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola2-585x389.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola2-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Francesco-Mammola2.jpeg 1068w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> numerosi paesi europei, affermandosi come uno dei più apprezzati interpreti della scena mandolinistica contemporanea. Il repertorio che presenterà in Giappone abbraccia i capisaldi della letteratura per mandolino, proponendo un percorso che attraversa epoche e stili: dalle opere di Raffaele Calace e Carlo Munier, ai concerti di Antonio Vivaldi, fino alle suggestioni più moderne e territoriali.</p>
<p>Non mancherà un tocco della sua terra d’origine: l’<b>Abruzzo</b> sarà presente nel programma attraverso una composizione originale dello stesso <b>Mammola</b>, <i>“Pescocostanzo”</i>, dedicata al suo paese natale e a tutti i mandolinisti che gli hanno tramandato questa arte. L’Abruzzo sarà presente anche nelle composizioni del maestro <b>Mario Giusti</b>, inserite nelle scalette dei concerti.</p>
<p>Accanto ai concerti, <b>Mammola </b>terrà una masterclass esclusiva il <b>27 aprile</b> presso la <b>Machida City Hall</b>, rivolta a studenti e musicisti locali, offrendo un’importante occasione di approfondimento tecnico e interpretativo.</p>
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<p>«Sono profondamente onorato di portare la mia musica in Giappone e di condividere il palco con Anri Shibata. Questo tour rappresenta per me non solo un traguardo artistico, ma anche un momento di condivisione della tradizione mandolinistica che porto con me» dichiara <b>Francesco </b><b>Mammola</b>.</p>
<p>Con questa tournée, <b>Francesco Mammola</b> consolida la propria presenza sulla scena internazionale, contribuendo alla diffusione e valorizzazione del mandolino nel mondo, tra tradizione e innovazione.</p>
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		<title>DESIGN: SERAFINIBIZZI AL SALONE DEL MOBILE, NASCE “STUDIO E BOTTEGA” CON SOSPESO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 17:36:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[architettura e design]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Salone del Mobile]]></category>
		<category><![CDATA[SERAFINIBIZZI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1337" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-1.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-1-242x300.jpeg 242w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-1-827x1024.jpeg 827w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-1-768x951.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-1-585x724.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>20 aprile Milano, — Nel cuore di Brera, centro nevralgico della Milano Design Week, SerafiniBizzi presentano “Studio e Bottega”, un progetto che supera il concetto di allestimento per affermarsi come&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>20 aprile Milano, — Nel cuore di Brera, centro nevralgico della <strong>Milano Design Week</strong>, <strong>SerafiniBizzi</strong> presentano “<strong>Studio e Bottega</strong>”, un progetto che supera il concetto di allestimento per affermarsi come dispositivo culturale e operativo permanente, dove progettazione, esposizione e relazione convivono in un’unica dimensione continua.</p>
<p>Fulcro dell’intervento è<strong> SOSPESO</strong>, sistema espositivo sospeso che attraversa lo spazio in quota, sovrapponendo con eleganza e rigore l’atto creativo alla sua narrazione. Un gesto architettonico che annulla ogni separazione tra lavoro e rappresentazione, trasformando lo spazio in una scena viva e in costante evoluzione.<br />
“Abbiamo immaginato un luogo in cui il progetto non si interrompe per essere mostrato, ma si manifesta nel suo divenire,” dichiara l’architetto <strong>Enzo Maria Serafini</strong>. “SOSPESO è un sistema aperto, capace di accogliere e generare relazioni nel tempo,” aggiunge <strong>Maddalena Bizzi.</strong></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-120464 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-242x300.jpeg" alt="" width="242" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-242x300.jpeg 242w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-825x1024.jpeg 825w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-768x953.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30-585x726.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-20-at-17.10.30.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 242px) 100vw, 242px" /><br />
L’esperienza si estende anche all’esterno, dove una sequenza calibrata di piattaforme verdi ed espositive costruisce un percorso immersivo già dall’ingresso, anticipando il dialogo tra brand, arte e ricerca, configurandosi come una proposta innovativa nel panorama del design contemporaneo.</p>
<p>Tra gli ospiti della Design Week, l’artista <strong>Mario Arlati</strong>, che esporrà le proprie opere all’interno del sistema <strong>SOSPESO,</strong> contribuendo a definire un racconto in cui linguaggi diversi si intrecciano in modo organico.<br />
Non un evento temporaneo, ma un nuovo paradigma di spazio: <strong>SerafiniBizzi</strong> inaugurano così un luogo destinato a diventare riferimento stabile per il mondo del progetto e dell’arte, capace di evolvere e generare valore ben oltre il tempo della Design Week.</p>
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		<title>Sostenibilità, a Taranto nuova tappa Salone della CSR e dell’Innovazione sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 16:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Milano, 20 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Taranto diventa protagonista del dibattito nazionale su sostenibilità, parità di genere e nuove generazioni. Infatti, domani, martedì 21 aprile, Il Salone della CSR e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/SaloneCSR-2025-4_comm-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Milano, 20 apr. &#8211; (Adnkronos) &#8211; Taranto diventa protagonista del dibattito nazionale su sostenibilità, parità di genere e nuove generazioni. Infatti, domani, martedì 21 aprile, Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale arriva in Puglia con l’incontro “L’impresa sostenibile: dialogo di genere e generazioni”, in programma a partire dalle ore 10 presso la Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, nella Sala Resta – Cittadella delle imprese di Taranto. Focus dell’appuntamento, la sostenibilità sociale declinata negli ambiti della parità di genere e dell’intergenerazionalità. Un dibattito reso centrale dagli ultimi incoraggianti dati forniti da Unioncamere: sono oltre 12.000 le imprese italiane che hanno ottenuto la certificazione di parità di genere, coinvolgendo più di 2,7 milioni di lavoratori, di cui il 43,1% donne. Un risultato che supera ampiamente gli obiettivi del PNRR, fissati per il 2026 alla soglia delle 3000 imprese. “Anche quando si parla di parità di genere è necessario “andare oltre” e cambiare l’approccio: definire e praticare policy inclusive non rappresenta un costo ma un investimento – commenta Rossella Sobrero, del Gruppo promotore del Salone -. È dimostrato infatti che un maggior livello di inclusività stimola l’innovazione, fidelizza i dipendenti, migliora l’attrattività nei confronti dei giovani. Con un impatto importante sulla reputazione dell’impresa e sul rapporto di fiducia con gli stakeholder”.In un contesto economico e sociale attraversato da profonde trasformazioni, la riflessione sulla sostenibilità non può prescindere dal tema della parità di genere. Secondo il Global Gender Gap Report 2024 del World Economic Forum, il divario globale è oggi fermo al 68,5% e, senza un’accelerazione significativa, serviranno 134 anni per raggiungere la piena parità. In Italia, però, i dati presentati da Unioncamere registrano un importante trend di crescita, a conferma di come equità, inclusione e sostenibilità siano leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano. Il settore delle costruzioni presenta il maggior numero di imprese certificate per la parità di genere (3.150), seguito dalle attività manifatturiere (1.811), dai servizi per le imprese (1581) e da amministrazione pubblica e difesa (1138). Le due regioni più virtuose sono Lombardia e Lazio, che insieme contano 4.753 imprese (il 38,5% del totale) e gestiscono oltre 1,4 milioni di dipendenti (circa il 51% dell&#8217;intero dataset). Per quanto riguarda l’imprenditoria femminile, a fornire un quadro più completo sarà il report realizzato per la Camera di Commercio di Taranto e Brindisi da DINTEC – Consorzio per l’innovazione tecnologica, che verrà presentato nel corso della giornata. Tra i dati più significativi, frutto di un’analisi su 126 imprese delle province di Brindisi e Taranto, confrontate con un perimetro più ampio costituito da 431 imprese pugliesi e circa 8.000 imprese a livello nazionale, c’è la conferma che le microimprese sono la struttura più tipica dell’imprenditoria femminile: l’80% rientra infatti nella classe dimensionale 0–9 addetti, concentrate nei servizi (circa il 65%), ma con una presenza significativa anche nell’industria (30%) e una quota più limitata in agricoltura. L’analisi rileva una maggiore propensione delle imprese femminili a integrare aspetti di equità, inclusione, benessere dei lavoratori e qualità dei rapporti. Al contrario, risultano meno sviluppate le dimensioni legate alla catena di fornitura e al capitale sociale, ambiti che richiedono una maggiore strutturazione organizzativa e una formalizzazione dei processi, spesso più complessa per le microimprese. Emerge, infine, un basso livello di digitalizzazione applicata alla sostenibilità, in particolare sulla componente ambientale. Questo dato, pur critico, evidenzia una grande opportunità di intervento, soprattutto per accompagnare le imprese femminili verso percorsi più strutturati e misurabili di sostenibilità.Il programma della tappa di Taranto del Salone della CSR e dell’innovazione sociale si aprirà con i saluti istituzionali di Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto, e di Rossella Sobrero, del Gruppo promotore de Il Salone della CSR e dell’Innovazione sociale. Seguiranno gli interventi di scenario con Claudia Sanesi, Segretaria generale della Camera di Commercio di Brindisi–Taranto, e Antonio Romeo, Dirigente Area Innovazione e Digitale di Unioncamere e Direttore di Dintec.Il cuore dell’incontro sarà dedicato ai dialoghi tra giovani e imprese, articolati in tre momenti tematici: il genere, le generazioni e la sostenibilità. Interverranno, tra gli altri, Beatrice Lucarella, Presidente del Comitato per l’Imprenditoria Femminile CCIAA Brindisi-Taranto, Giuseppe Solito, studente ITS Academy Biotech, Lucia Minutello, Responsabile relazioni esterne e rapporti con la PA di C.I.S.A., Luca Nardone, Neolaureato in Ingegneria Gestionale Politecnico di Bari, Giulia Petronella, CEO, Founder e Designer di WOO, Cristian Frisenna, Studente Fondazione ITS Academy MI.TI. Moda. La conduzione dei dialoghi sarà affidata a Rossella Sobrero e Valentina Castellaneta, giornalista. L’appuntamento è organizzato in collaborazione con la Camera di Commercio di Brindisi-Taranto &#8211; con il suo Comitato Imprenditoria Femminile -, che lo scorso 1 aprile ha ottenuto la Certificazione per la Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), entrando ufficialmente nel ristretto gruppo delle sole 4 Camere di Commercio italiane insignite di questo prestigioso riconoscimento. “Accogliamo con gratitudine e soddisfazione a Taranto questa tappa territoriale del Salone, occasione preziosa di confronto sui temi della sostenibilità e dell’impresa femminile e giovanile – dichiara Vincenzo Cesareo, Presidente della Camera di Commercio di Brindisi-Taranto -. I nostri territori vivono un momento complesso in cui perseguire uno sviluppo equo, inclusivo e sostenibile è una responsabilità condivisa. Per questo motivo abbiamo scelto di porre al centro il dialogo tra generi e generazioni, condizione essenziale per una vera innovazione. La Camera di commercio è impegnata concretamente nel sostegno all’impresa femminile, nella valorizzazione dei giovani e nella promozione della doppia transizione. Crediamo fortemente nel valore del confronto fra imprese, studenti e comunità da cui nascono le idee per il futuro. Taranto e Brindisi rappresentano territori di sfida ma anche di grande potenziale per la rigenerazione economica e sociale. Con azioni concrete, dalla parità di genere alle società benefit, lavoriamo per rafforzare la fiducia del sistema locale in tutte le sue componenti”. Dopo l’appuntamento di Taranto, Il Salone della Csr e dell’innovazione sociale proseguirà il suo percorso con la tappa territoriale di Varese, in programma il 6 maggio 2026. Seguiranno Rimini (25 maggio) e Padova (28 maggio). Le tappe territoriali del Salone sono un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. Il programma della 14ª edizione del Salone, “Andare oltre”, comprende anche incontri di approfondimento, iniziative speciali e la quinta edizione del Premio Impatto. Le iscrizioni ai diversi appuntamenti sono aperte online sul sito del Salone.</p>
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		<title>Gruppo Cap, conclusa installazione camino BioPiattaforma ZeroC a Sesto S.Giovanni Con il completamento della linea fanghi, gli scarti diventano risorse: energia, calore e fertilizzanti</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 15:23:00 +0000</pubDate>
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<p>Milano, 20 apr. (Adnkronos) &#8211; Si è appena conclusa l&#8217;installazione del camino della BioPiattaforma ZeroC di via Daniele Manin, nel comune milanese di Sesto San Giovanni, elemento a servizio della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Low_Installazione_Camino_3_gruppo_cap_comm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Low_Installazione_Camino_3_gruppo_cap_comm.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Low_Installazione_Camino_3_gruppo_cap_comm-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Low_Installazione_Camino_3_gruppo_cap_comm-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Low_Installazione_Camino_3_gruppo_cap_comm-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Low_Installazione_Camino_3_gruppo_cap_comm-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Low_Installazione_Camino_3_gruppo_cap_comm-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Milano, 20 apr. (Adnkronos) &#8211; Si è appena conclusa l&#8217;installazione del camino della BioPiattaforma ZeroC di via Daniele Manin, nel comune milanese di Sesto San Giovanni, elemento a servizio della linea di trattamento ed emissione fumi dedicata alla termovalorizzazione dei fanghi di depurazione. ZeroC, società interamente pubblica controllata da Gruppo Cap, è nata per sostenere la transizione all’economia circolare nella gestione del ciclo dei rifiuti nel territorio della Città metropolitana di Milano. L&#8217;intervento rappresenta una tappa importante del progetto e accompagna l’impianto verso le fasi finali di realizzazione, in vista del completamento complessivo previsto entro il 2026.La BioPiattaforma rappresenta uno dei progetti più innovativi del territorio metropolitano. Nata dalla riconversione del precedente inceneritore, integra in un unico sito le funzioni di depurazione delle acque reflue e valorizzazione energetica, secondo un modello di simbiosi industriale che consente di ottimizzare l&#8217;utilizzo delle risorse e ridurre l’impatto ambientale. In questo contesto si inserisce la linea dedicata al trattamento e alla termovalorizzazione dei fanghi di depurazione, che permette di trasformare un sottoprodotto del ciclo idrico in una risorsa, con produzione di energia, calore e fertilizzanti.Il progetto ha già visto nel 2024 l&#8217;entrata in esercizio di una linea dedicata al trattamento della frazione organica dei rifiuti solidi urbani -provenienti cioè dalla raccolta differenziata- da cui si ottiene biometano (la cosiddetta linea Forsu). Il completamento della linea fanghi costituisce un ulteriore passo verso la piena funzionalità dell’impianto che al suo interno ospita anche altre attività di ricerca e sperimentazione tecnologica avanzata. Come il progetto Neofos, che punta al recupero del fosforo da acque reflue, fanghi di depurazione e ceneri. L&#8217;installazione del camino rappresenta quindi un avanzamento importante verso la conclusione dei lavori e avvicina la messa a regime dell’impianto, progettato per generare benefici ambientali, energetici e industriali per Sesto San Giovanni e per l&#8217;intera Città metropolitana di Milano.</p>
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		<title>Medicina, per celiachia verso diagnosi senza biopsia anche per gli adulti Sessione Sige al XXXII Congresso Fismad</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 14:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Roma, 20 apr. (Adnkronos Salute) &#8211; Lo scenario della celiachia in Italia è in rapida evoluzione: lo screening combinato alla diagnosi del diabete di tipo 1, la possibilità di estendere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="854" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-1170x781.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/celiachia_free-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Roma, 20 apr. (Adnkronos Salute) &#8211; Lo scenario della celiachia in Italia è in rapida evoluzione: lo screening combinato alla diagnosi del diabete di tipo 1, la possibilità di estendere la diagnosi senza biopsia anche agli adulti, le recenti evidenze sui biomarcatori e il follow-up dei pazienti, alla luce delle nuove linee guida europee che propongono un approccio personalizzato nel medio e lungo termine. Alle novità terapeutiche e diagnostiche per la celiachia la Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva (Sige) ha dedicato una sessione all&#8217;interno dell&#8217;ultima giornata del XXXII Congresso nazionale delle malattie digestive, promosso dalla Federazione italiana delle società delle malattie dell&#8217;apparato digerente (Fismad), che si è svolto a Roma. La diagnosi &#8216;biopsy-free&#8217;, introdotta in Europa per i bambini nel 2012, sta trovando spazio anche negli adulti. &#8220;Diversi studi condotti nella popolazione adulta hanno dimostrato che livelli superiori a 10 volte il valore normale degli anticorpi anti-transglutaminasi IgA hanno un elevato valore predittivo, aprendo la possibilità di evitare la biopsia in pazienti selezionati &#8211; spiega Fabiana Zingone, professoressa associata di Gastroenterologia all&#8217;università degli Studi di Padova e membro del Consiglio direttivo della Sige &#8211; Per la prima volta questa opzione (diagnosi senza biopsia quando i livelli di anticorpi tTG IgA&gt;10 volte il valore normale) è stata inclusa nelle linee guida europee del 2025, se applicata a soggetti con età inferiore ai 45 anni, privi di sintomi di allarme e seguiti presso centri di riferimento, previa conferma della positività sierologica in un secondo prelievo&#8221;.Allo stesso tempo, stanno emergendo nuovi biomarcatori, tra cui il rilascio di interleuchina-2 nel siero immediatamente dopo l&#8217;esposizione al glutine. &#8220;L&#8217;utilizzo dell&#8217;IL-2 come biomarcatore &#8211; indica l&#8217;esperta &#8211; potrebbe aumentare l&#8217;accuratezza diagnostica sia nel contesto di una diagnosi biopsy-free, sia nei pazienti già a dieta senza glutine, così come potrebbe migliorare le nostre conoscenze sui livelli minimi di glutine capaci di stimolare l&#8217;attivazione immunitaria&#8221;.Sul fronte terapeutico, la dieta senza glutine rimane l&#8217;unico trattamento approvato, &#8220;ma circa 1 paziente su 5 &#8211; sottolinea Zingone &#8211; continua a manifestare sintomi o segni di malattia, nonostante una presunta corretta aderenza alla dieta. Per questo motivo è in corso un&#8217;intensa attività di ricerca su nuove terapie che possano affiancare la dieta, con l&#8217;obiettivo di modulare la risposta infiammatoria al glutine. Tra le strategie allo studio, vi sono farmaci che interferiscono con l&#8217;azione della transglutaminasi o con la presentazione del glutine alle cellule dell’infiammazione, oltre a inibitori selettivi di specifiche citochine coinvolte nella cascata infiammatoria. Pur essendo ancora in fase preliminare, queste ricerche rappresentano prospettive concrete per il futuro&#8221;.La Società italiana di gastroenterologia ed endoscopia digestiva svolge un ruolo centrale nella promozione della conoscenza e nel miglioramento della gestione della celiachia, evidenzia la società scientifica. &#8220;La Sige &#8211; descrive la specialista &#8211; è stata promotrice delle linee guida nazionali pubblicate dall&#8217;Istituto superiore di sanità nel 2023, che quest&#8217;anno saranno aggiornate anche alla luce delle più recenti evidenze scientifiche&#8221;. Attraverso attività di formazione continua e iniziative scientifiche, la Sige può contribuire a diffondere approcci diagnostici e di follow-up sempre più aggiornati e appropriati: &#8220;Tra le iniziative in ambito della malattia celiaca in cui la Sige è coinvolta, vi è uno studio multicentrico presentato al Centro studi della società, coordinato dall&#8217;università di Padova, che raccoglie dati sulle forme complicate di malattia celiaca in diversi centri italiani, per comprenderle meglio e sviluppare percorsi preventivi e terapeutici anche per queste condizioni più complesse&#8221;.In base all&#8217;annuale Relazione al Parlamento sulla celiachia a cura del ministero della Salute, &#8220;sappiamo che le diagnosi raggiungono quasi i 280mila casi, con una prevalenza sulla popolazione generale ancora sotto il 50%: più della metà dei celiaci restano ancora nella parte sommersa dell&#8217;iceberg, simbolo ancora valido per descrivere la malattia, in Italia e nel mondo&#8221;, rimarca la presidente dell&#8217;Associazione italiana celiachia (Aic), Rossella Valmarana. Primo e unico Paese a livello globale, l&#8217;Italia nel 2023 ha approvato la legge 130 che introduce lo screening neonatale di celiachia e diabete di tipo 1. Fatto e concluso lo studio pilota nelle regioni Sardegna, Campania, Marche e Lombardia, l&#8217;applicazione su scala nazionale partirà dall’anno in corso. &#8220;Oltre che nuove diagnosi &#8211; prospetta Valmarana &#8211; ci attendiamo dallo screening informazioni scientifiche nuove che possano scrivere nuove pagine della storia naturale della malattia celiaca&#8221;. Oltre allo screening, il Parlamento ha compiuto ulteriori passi, ricorda la senatrice Elena Murelli, presidente dell&#8217;Intergruppo parlamentare Celiachia, allergie alimentari, lattosio e Aimf: &#8220;Abbiamo voluto affiancare a questo impegno anche misure di semplificazione e sostegno concreto dedicate alla celiachia, come l&#8217;approvazione in legge di Bilancio dell&#8217;articolo 77 che prevede la dematerializzazione e la circolarità dei buoni su tutto il territorio nazionale per l&#8217;acquisto di prodotti senza glutine e l&#8217;istituzione di un fondo di 1 milione di euro dedicato alla comunicazione e all’informazione. La sfida ora è rendere pienamente operativo e uniforme su tutto il territorio nazionale il programma di screening e la circolarità dei buoni, superando le disuguaglianze regionali e garantendo a tutti i cittadini le stesse opportunità di diagnosi e cura. Investire in prevenzione significa ridurre le complicanze, migliorare la qualità della vita e rendere sostenibile il Servizio sanitario nazionale nel lungo periodo&#8221;.Tra i bisogni dei pazienti, per favorire una reale integrazione sociale e il miglioramento della qualità della vita, &#8220;senz&#8217;altro attendiamo la circolarità dell&#8217;assistenza  &#8211; auspica Valmarana &#8211; che consenta di ritirare la terapia anche fuori dalla residenza abituale del paziente. L&#8217;ultima legge di Bilancio ne ha previsto la realizzazione e siamo in attesa dei decreti necessari&#8221;. Aic &#8220;organizza ogni anno il convegno scientifico rivolto alla rete medica impegnata nella diagnosi e trattamento della celiachia in Italia, con l&#8217;obiettivo di aggiornare gli operatori sanitari sui temi scientifici di maggiore attualità; finanzia con il suo bando annuale la migliore ricerca scientifica sulla celiachia e dermatite erpetiforme; e ogni anno, in occasione della Giornata mondiale della celiachia il 16 maggio, promuove la Settimana nazionale della celiachia, una campagna di corretta informazione alla popolazione generale, per sfatare le tante e resistenti fake news e la dieta senza glutine&#8221;.</p>
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		<title>Settimana immunizzazione, Sip: &#8220;La prevenzione non si ferma all&#8217;infanzia, linea dedicata&#8221; Agostiniani, &#8216;la protezione deve accompagnare tutto l&#8217;arco della vita, dalle donne in gravidanza ai neonati, dai bambini agli adolescenti, fino all&#8217;età adulta&#8217; &#8211; Numero per i genitori attivo dal 24 al 30 aprile</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Apr 2026 14:09:00 +0000</pubDate>
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<p>Roma, 20 apr. (Adnkronos Salute) &#8211; Negli ultimi 50 anni i vaccini hanno salvato oltre 150 milioni di vite nel mondo: circa 6 vite ogni minuto, ogni giorno, per 5&#8230;</p>
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