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		<title>Vaccini, Esposito (presidente Espid): &#8220;Meningococco B impatto rilevante, serve strategia per adolescenti&#8221; &#8216;L’introduzione della vaccinazione in adolescenza deve essere valutata in modo sistematico’</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2026 07:35:00 +0000</pubDate>
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<p>Roma, 5 giu. (Adnkronos Salute) &#8211; “Il recente focolaio registrato nel Kent nel 2026, causato proprio dal meningococco B e gestito con antibiotici e vaccinazione dei contatti, dimostra che non&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="880" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/vaccinazione_vaccini_covid_siringa_fg_ipa_rit.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/vaccinazione_vaccini_covid_siringa_fg_ipa_rit.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/vaccinazione_vaccini_covid_siringa_fg_ipa_rit-300x206.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/vaccinazione_vaccini_covid_siringa_fg_ipa_rit-1024x704.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/vaccinazione_vaccini_covid_siringa_fg_ipa_rit-768x528.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/vaccinazione_vaccini_covid_siringa_fg_ipa_rit-1170x804.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/vaccinazione_vaccini_covid_siringa_fg_ipa_rit-585x402.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Roma, 5 giu. (Adnkronos Salute) &#8211;  “Il recente focolaio registrato nel Kent nel 2026, causato proprio dal meningococco B e gestito con antibiotici e vaccinazione dei contatti, dimostra che non possiamo continuare a intervenire solo dopo l’emergenza. Questo sierogruppo rappresenta oltre la metà dei casi segnalati in Europa ed è dominante in tutte le fasce d’età sotto i 65 anni. Anche in Italia il suo impatto resta rilevante e l’adolescenza è una fase cruciale per la trasmissione, legata alle dinamiche sociali e agli ambienti chiusi”. Questo il messaggio di Susanna Esposito, professoressa ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e presidente del congresso della European Society for Paediatric Infectious Diseases (Espid) 2026 in corso a Bologna fino al 5 giugno, che richiama l’attenzione sul meningococco di tipo B, tuttora il più diffuso in Europa e invita a superare una logica reattiva nella prevenzione della meningite meningococcica per costruire una strategia strutturata anche per l’adolescenza, senza attendere le emergenze.Per questo, prosegue, “l’introduzione della vaccinazione contro il meningococco B in adolescenza deve essere valutata in modo sistematico, sulla base del peso della malattia, della gravità clinica e delle conseguenze sociali, non solo in risposta a episodi emergenziali”. Una direzione già intrapresa in altri Paesi europei, come la Francia, che ha esteso l’offerta vaccinale anche agli adolescenti. In Italia, però, manca ancora una regia nazionale. “Esiste una spinta importante a livello regionale – spiega Esposito –. Oggi 17 Regioni offrono gratuitamente la vaccinazione agli adolescenti, con modalità che variano tra chiamata attiva e accesso su richiesta. Tuttavia, la mancata inclusione nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale e nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) determina inevitabilmente disuguaglianze territoriali”. Dove l’offerta è organizzata e proattiva le coperture aumentano, ma altrove la vaccinazione rischia di essere percepita come meno prioritaria. “Senza un quadro nazionale condiviso e un inserimento nei Lea è difficile definire obiettivi di copertura, sistemi di richiamo e strumenti di monitoraggio. Non è solo un tema formale ma riguarda l’equità di accesso e la capacità di programmazione dei servizi”.Un altro nodo centrale è il richiamo vaccinale. “Garantire continuità della protezione è fondamentale – sottolinea –. Al momento è on label offrire un richiamo omologo agli adolescenti che hanno ricevuto il ciclo primario tra i 2 e i 10 anni. A breve sono anche attesi i risultati di uno studio che ha valutato sicurezza e risposta immunitaria di una dose di richiamo negli adolescenti vaccinati sotto i 2 anni. Se confermeranno sicurezza e risposta immunitaria adeguata, l’aggiornamento previsto per l’inizio del 2027 del riassunto delle caratteristiche del prodotto potrà estendere la possibilità di una dose di richiamo anche negli adolescenti vaccinati nel primo biennio di vita. Una possibilità che permetterebbe di collegare in modo coerente la protezione del lattante a quella dell’adolescente, semplificando il calendario vaccinale e rendendo più sostenibile l’organizzazione dell’offerta”.Sul fronte dell’adesione, l’impegno deve essere continuo. “La meningite meningococcica è rara ma può evolvere rapidamente con conseguenze molto gravi; per questo, in assenza di casi evidenti, la percezione del rischio tende a ridursi – osserva Esposito –. Servono quindi campagne informative mirate, giornate dedicate, iniziative nelle scuole, chiamate attive e il coinvolgimento di pediatri, medici di medicina generale e specialisti”. L’obiettivo è inserire chiaramente il vaccino contro il meningococco B all’interno di un percorso di prevenzione dell’adolescente, “non come intervento occasionale ma come parte integrante della protezione in questa fascia di età”.Per il futuro, conclude l’esperta, le priorità sono tre: “inserire la vaccinazione contro il meningococco B in adolescenza nel prossimo Piano nazionale con obiettivi di copertura misurabili, superare le disuguaglianze regionali attraverso l’inclusione nei Lea e garantire un’offerta attiva e gratuita uniforme, rafforzare una comunicazione nazionale chiara e continuativa rivolta a famiglie e giovani. Prevenire la meningite significa costruire protezione prima che il rischio si manifesti, non inseguire l’emergenza”.</p>
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		<title>Ambiente, Fritelli (Nextchem): &#8220;Mare centrale nello scenario geopolitico&#8221; &#8216;Un laboratorio di innovazione tra sviluppo e sostenibilità’</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 17:50:00 +0000</pubDate>
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In Nextchem uniamo un approccio ingegneristico rigoroso a una visione umanistica, che si riflette nel nostro motto ‘Planet Aqua, Planet Peace’. Non ci sfugge quanto il mare sia tornato nodale nello scenario geopolitico e altrettanto nodale nel dibattito tra sviluppo e sostenibilità. Uno spazio di convivenza, conflitto e innovazione&#8221;. Sono le parole di Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, alla Venice Climate Week dove il gruppo porta il suo contributo, “non solo competenza tecnologica, ma una visione industriale concreta&#8221;. Fritelli richiama il ruolo del gruppo: &#8220;Il gruppo Maire, di cui faccio parte, è attivo da sempre nella realizzazione di infrastrutture per la produzione di energia. Da qualche anno abbiamo aperto una fabbrica dedicata allo sviluppo di tecnologie per la transizione energetica. Una transizione &#8211; sottolinea &#8211; che prenderà i prossimi 30 o 50 anni, senza che nessuno, in questo contesto, neghi il fatto che i combustibili fossili rimarranno una fonte del mix energetico che contribuirà ad alimentare questo Paese&#8221;.&#8221;Il tema vero è lo sviluppo di quelle tecnologie che, nel tempo, potranno consentire di diversificare dai combustibili fossili &#8211; continua &#8211; Chi lavora ogni giorno su soluzioni sa che la trasformazione del settore non avviene per salti, ma attraverso un percorso fatto di scelte tecnologiche, integrazione e tempo. Non esiste una panacea, esiste invece la volontà di integrare le tecnologie a disposizione&#8221;.Entrando nel merito del business, Fritelli spiega: &#8220;Il gruppo è attivo in tre settori principali: la produzione di tecnologie per generare vettori energetici, quindi quelli che fanno muovere le persone; la produzione di tecnologie per le plastiche e la circolarità, quindi tutto ciò che consente di recuperare materiali e le tecnologie che permettono di ridurre l’impatto ambientale dei settori più energivori&#8221;. Nel caso specifico del settore marittimo &#8220;che contribuisce oggi al 3% dell’inquinamento di effetto serra, CO₂, a livello mondiale ed è destinato a crescere in conseguenza della crescita del commercio internazionale, il gruppo offre tecnologie per la produzione di vettori energetici alternativi al diesel o a un combustibile tradizionale&#8221;, si sofferma.&#8221;Il nostro lavoro sul maritime parte da un approccio aperto e multi soluzione &#8211; spiega Fritelli &#8211; Parliamo di una filiera che valorizza metanolo a basso contenuto di carbonio, idrogeno e ammoniaca, tre vettori energetici chiave per avvicinarci a una navigazione a basse emissioni di carbonio. A questi si affiancano le tecnologie di riciclo meccanico e chimico, fondamentali per affrontare un’altra emergenza che riguarda da vicino i nostri mari: la dispersione delle plastiche&#8221;. Sui carburanti del futuro per lo shipping, Fritelli è netto: &#8220;Le tecnologie per la produzione di carburanti che hanno un impatto ambientale minore rispetto a quelli utilizzati oggi nelle imbarcazioni sono l’idrogeno, il metanolo e l’ammoniaca. Ogni Paese si sta posizionando su uno di questi tre vettori energetici&#8221;.E continua: &#8220;Noi riteniamo che, per l’Europa e per buona parte del mondo, il metanolo sia il combustibile migliore per la transizione dal combustibile tradizionale. Proponiamo tecnologie per produrre biometanolo da scarti agricoli, metanolo prodotto in maniera tradizionale ma catturando la CO₂ fino all’e metanolo, quello che si ottiene da fonti energetiche rinnovabili – sole, vento, acqua – e che porta a combustibili verdi&#8221;.&#8221;Il metanolo, tuttavia, ha ancora un costo di produzione abbastanza inarrivabile in termini di competitività a livello mondiale &#8211; riconosce &#8211; Quando si parla di vettori energetici, si parla di commodities. Le commodities hanno il difetto di dover essere competitive a livello globale, mentre l’energia elettrica deve essere disponibile a livello locale. Una commodity &#8211; petrolio, gas, metanolo &#8211; deve essere disponibile a un prezzo competitivo a livello mondiale&#8221;, osserva. Da qui la necessità di un cambio di scala: &#8220;Per poter essere competitivi a livello mondiale bisogna ristrutturare l’intero sistema, non è sufficiente fare un’iniziativa localizzata &#8211; avverte Fritelli &#8211; L’intero sistema significa la produzione del metanolo, le navi che possono utilizzare metanolo, i porti che sono in grado di ospitare attività di bunkering e di distribuzione del metanolo e, in ultima analisi, gli utilizzatori finali che devono essere disponibili a pagare un prezzo maggiore per quel combustibile&#8221;.&#8221;C’è il regolatore, c’è l’infrastruttura, ci sono i trasportatori, i produttori: l’intero anello deve essere d’accordo nel percorso da fare &#8211; ribadisce &#8211; È un cambiamento graduale ma reale, che ci consente di affiancare &#8211; e nel tempo superare &#8211; i combustibili tradizionali. Ma la sfida più urgente è di ecosistema: perché questo percorso diventi concreto, devono muoversi insieme industria, istituzioni e regolatori, in un’azione coordinata capace di trasformare l’innovazione in realtà operativa&#8221;. Il fattore tempo resta cruciale: &#8220;Il tutto va realizzato in tempi brevi, perché non dimentichiamoci che ci sono le agende 2030 e 2050&#8221;, ricorda Fritelli. &#8220;La Comunità Europea ha fatto una serie di azioni ben precise per arrivare a certe percentuali di decarbonizzazione al 2030 e poi al 2050. È un settore che comunque prevede anche altri attori a livello mondiale&#8221;.In questo quadro, Fritelli richiama il ruolo della Cina: &#8220;La rapidità con la quale sta sviluppando nuovi impianti per la produzione di metanolo, anche verde, è senza precedenti a livello mondiale e, come è successo per l’auto elettrica, ci aspettiamo che questo sia di sprone e di incentivo ad altre economie per fare lo stesso&#8221;. Un approccio &#8220;coerente con il nostro animo che cambia orizzonte, ma resta saldo nella convinzione che sia possibile immaginare e disegnare un nuovo futuro dei mari, trasformando obiettivi climatici in soluzioni industriali concrete e scalabili sulla base di tecnologie già disponibili&#8221;, conclude.</p>
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		<title>Ambiente, Università Genova-AmSpec Italia-Conou presentano progetto per rilevamento rapido Pfas</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 17:26:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Genova, 4 giu. (Adnkronos) &#8211; Sviluppare strumenti rapidi, selettivi e a basso costo per rilevare la presenza di Pfas direttamente sul campo, anche in contesti ambientali e industriali complessi. E&#8217;&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/conou_genova_comm-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Genova, 4 giu. (Adnkronos) &#8211; Sviluppare strumenti rapidi, selettivi e a basso costo per rilevare la presenza di Pfas direttamente sul campo, anche in contesti ambientali e industriali complessi. E&#8217; questo l’obiettivo del progetto di ricerca sui &#8216;Dispositivi Analitici in Carta per il Rilevamento in-situ di Pfas&#8217;, presentato oggi al Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale dell’Università di Genova. Il progetto è sviluppato dal Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente dell’Università di Genova, in collaborazione con AmSpec Italia S.r.l. e Conou – Consorzio Nazionale degli Oli Minerali Usati.La ricerca nasce per rispondere a una delle sfide ambientali e sanitarie più rilevanti degli ultimi anni: il monitoraggio dei Pfas, sostanze per- e polifluoroalchiliche note anche come “Forever Chemicals” per la loro estrema stabilità e persistenza nell’ambiente. Utilizzati per decenni in numerosi ambiti industriali e domestici, i Pfas sono oggi al centro dell’attenzione internazionale per la loro ampia diffusione e per capacità di contaminare acqua, suolo e organismi viventi. La crescente consapevolezza dei rischi legati alla loro presenza ha spinto le autorità internazionali, tra cui l’Epa statunitense, a definire limiti di esposizione sempre più restrittivi.Attualmente, il metodo analitico standard per la rilevazione, basato su EPA 537.1 – SPE + HPLC-MS/MS richiede però strumentazioni complesse, comporta costi elevati per campione ed è difficilmente applicabile direttamente sul campo, nonché poco agevole su matrici non acquose, come gli oli lubrificanti. Da qui la novità del progetto: sviluppare metodi di screening innovativi realizzati mediante dispositivi analitici in carta, capaci di offrire analisi più rapide, accessibili, selettive e utilizzabili anche su matrici complesse. L’attività di ricerca comprenderà la progettazione di reagenti specifici e lo sviluppo di modelli predittivi per migliorare la velocità e l’efficienza delle analisi.L’iniziativa si inserisce nell’ambito dell’Accordo Quadro tra il Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale – Laboratorio di Nanostrutture per l’Energia e l’Ambiente e AmSpec Italia S.r.l., che ha portato alla nascita della “AmSpec Academy”, piattaforma dedicata allo sviluppo di attività di ricerca congiunta. “La capacità di analizzare matrici potenzialmente inquinate e inquinanti rappresenta da sempre una sfida tecnologica e metodologica per le imprese del settore – dichiarano da AmSpec Italia &#8211; Partecipare a questa ricerca, mettendo al servizio le nostre competenze, è per noi un obiettivo prioritario, poiché attraverso un’iniziativa di tipo aziendale possiamo concretamente contribuire al benessere della collettività.” “I Pfas sono un problema ambientale complesso e articolato. È necessario agire su più livelli, a partire dal passaggio fondamentale della loro individuazione – dichiara Laura Gaggero Prorettrice alla Ricerca dell’Università di Genova &#8211; In questo contesto si inserisce questa ricerca, che mira a sfruttare tecnologie innovative per ottenere sistemi di screening in grado di rispondere alle reali esigenze industriali”. “La raccolta dei rifiuti industriali pericolosi, come l’olio minerale usato, richiede un’attenzione sempre maggiore al monitoraggio degli inquinanti organici persistenti”, dichiara Riccardo Piunti, presidente del Conou. “I controlli preventivi in fase di raccolta devono essere rapidi e di agevole esecuzione. I Pfas saranno l’inquinante del secolo: è necessario attrezzarci al meglio, da subito”.</p>
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		<title>Violenza psicologica e solitudine delle vittime. Giorlandino: «Più attenzione ai segnali che precedono le tragedie»</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 17:23:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Artemisia]]></category>
		<category><![CDATA[fondazione Artemisia]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="937" height="876" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926.jpeg 937w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926-300x280.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926-768x718.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926-585x547.jpeg 585w" sizes="(max-width: 937px) 100vw, 937px" /></p>
<p>«La violenza sulle donne non è fatta soltanto di lividi, aggressioni o episodi eclatanti. Esiste una dimensione più silenziosa, quella psicologica, che spesso consuma la serenità delle vittime per anni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/violenza-psicologica-e-solitudine-delle-vittime-giorlandino-piu-attenzione-ai-segnali-che-precedono-le-tragedie/">Violenza psicologica e solitudine delle vittime. Giorlandino: «Più attenzione ai segnali che precedono le tragedie»</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="937" height="876" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926.jpeg 937w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926-300x280.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926-768x718.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3926-585x547.jpeg 585w" sizes="(max-width: 937px) 100vw, 937px" /></p><p>«La violenza sulle donne non è fatta soltanto di lividi, aggressioni o episodi eclatanti. Esiste una dimensione più silenziosa, quella psicologica, che spesso consuma la serenità delle vittime per anni e che merita di essere ascoltata e approfondita con la massima attenzione». È la riflessione della dottoressa Mariastella Giorlandino, che torna a richiamare l&#8217;attenzione sul tema della tutela delle donne e della prevenzione. Secondo Giorlandino, il dibattito pubblico tende ancora troppo spesso a concentrarsi sugli episodi più gravi, quando ormai il danno si è già prodotto. «Le cronache ci raccontano quasi ogni giorno casi di donne che hanno chiesto aiuto, manifestato paure, denunciato situazioni di disagio o di forte pressione emotiva. Eppure, in molti casi, i segnali vengono compresi soltanto dopo. È necessario sviluppare una maggiore capacità di ascolto e di valutazione di ciò che accade prima che una situazione degeneri».</p>
<p>La presidente della Fondazione Artemisia Ets evidenzia come le forme di abuso più difficili da individuare siano spesso quelle che si sviluppano in contesti apparentemente normali. «I dati dimostrano che molte violenze avvengono all&#8217;interno delle mura domestiche, negli ambienti familiari o nelle relazioni affettive. Proprio per questo è fondamentale non sottovalutare i comportamenti che generano ansia, paura, isolamento o una costante condizione di stress psicologico». Per Giorlandino il tema riguarda anche il rapporto tra cittadini e istituzioni. «Ogni persona che denuncia una situazione di sofferenza deve avere la percezione di essere ascoltata. Non si tratta di mettere in discussione le decisioni degli organi competenti, ma di ricordare che dietro ogni segnalazione esiste una persona che chiede attenzione e tutela. L&#8217;indifferenza rappresenta uno dei nemici più pericolosi nella lotta contro ogni forma di violenza». Da qui l&#8217;appello a rafforzare la cultura della prevenzione. «Le donne devono sentirsi libere di parlare e di chiedere aiuto senza il timore di essere giudicate o ignorate. La prevenzione passa dall&#8217;ascolto, dalla sensibilizzazione e dalla capacità di cogliere quei segnali che troppo spesso vengono considerati secondari. È una responsabilità che appartiene a tutti: istituzioni, operatori, famiglie e società civile».</p>
<p>La conclusione è un invito a non abbassare la guardia. «La vera sfida è intervenire prima che sia troppo tardi. Ogni storia merita attenzione, perché dietro una richiesta di aiuto può nascondersi una sofferenza profonda che non sempre riesce a emergere con immediatezza. La tutela delle donne passa anche dalla capacità di non restare indifferenti».</p>
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		<title>Vaccini, Selvi (Longevitas): &#8220;Prevenzione chiave per popolazione anziana&#8221; &#8216;Con Vaccinarsi nel Lazio raggiungiamo gli over 65 nei luoghi di aggregazione’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 17:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1175" height="803" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn.png 1175w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-300x205.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-1024x700.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-768x525.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-1170x800.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-585x400.png 585w" sizes="(max-width: 1175px) 100vw, 1175px" /></p>
<p>Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) &#8211; “Quando parliamo di longevità e di invecchiamento in salute, la prevenzione vaccinale è fondamentale perché consente di ridurre l&#8217;impatto di tutte quelle infezioni che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1175" height="803" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn.png 1175w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-300x205.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-1024x700.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-768x525.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-1170x800.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/selvi_adn-585x400.png 585w" sizes="(max-width: 1175px) 100vw, 1175px" /></p><p>Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) &#8211; “Quando parliamo di longevità e di invecchiamento in salute, la prevenzione vaccinale è fondamentale perché consente di ridurre l&#8217;impatto di tutte quelle infezioni che interessano soprattutto la popolazione anziana e che hanno un carico gravoso in termini di ospedalizzazioni e di danni per la salute, con complicanze che possono essere anche a lungo termine. È importante, quindi, per allungare la vita e migliorarne la qualità”. Così Eleonora Selvi, presidente di Fondazione Longevitas, partecipando oggi a Roma alla tappa di ‘Un Consiglio in salute’. Si tratta di un’iniziativa promossa dal Consiglio Regionale del Lazio, in collaborazione con Asl Roma 1 e La Banca delle visite, dedicata alla salute e al benessere delle persone anziane.Durante l’incontro i cittadini hanno avuto la possibilità di accedere gratuitamente alla vaccinazione herpes zoster, a screening oncologici, rilevazione dei parametri vitali e orientamento ai servizi sanitari territoriali. La dottoressa si sofferma poi sul progetto ‘Vaccinarsi nel Lazio’ che “prevede una serie di giornate di sensibilizzazione della popolazione over 65 sull&#8217;importanza della prevenzione vaccinale”. Gli appuntamenti sono organizzati in collaborazione con le Asl “coinvolgendo le associazioni territoriali e i luoghi di aggregazione, proprio per avvicinare la prevenzione vaccinale ai luoghi nei quali le persone passano la maggior parte del loro tempo &#8211; spiega Selvi &#8211; I centri ludico-ricreativi diventano così dei veri e propri hub di salute. Queste giornate sono state inserite anche nel programma ‘Consiglio in Salute’ del Consiglio Regionale del Lazio”.“Quando parliamo di prevenzione vaccinale, la prossimità è fondamentale &#8211; continua &#8211; soprattutto per avvicinarsi ai cittadini più adulti, più anziani e più fragili. Questo vale per tutte le vaccinazioni dell&#8217;età adulta. Penso, ad esempio, all&#8217;herpes zoster, una delle ultime entrate nel calendario vaccinale che registra ancora coperture molto basse. Per questa vaccinazione, la disponibilità degli studi dei medici di medicina generale o delle stesse farmacie può essere veramente importante, non solo per avvicinare i cittadini, ma anche per sfruttare l&#8217;opportunità della co-somministrazione insieme alla vaccinazione antinfluenzale e a quella anti-pneumococcica”, osserva.“Ciò agevolerebbe sicuramente tutte quelle persone che sono frenate non tanto dall&#8217;esitazione vaccinale, quanto dalla difficoltà di accedere a strutture che spesso vengono percepite come distanti &#8211; sottolinea &#8211; Penso soprattutto alle aree interne e a tutte quelle zone meno servite del nostro Paese in cui diventa veramente complicato accedere alle strutture sanitarie. In questo contesto, il medico di medicina generale e la farmacia dei servizi diventano quel punto di riferimento capace di semplificare la vita dei cittadini, con grande vantaggio per la salute della comunità”.Selvi conclude poi con l’auspicio che “che tutte le regioni italiane vadano in questa direzione, puntando proprio sulla prossimità. Anche per la Regione Lazio, che ha appena firmato un protocollo d&#8217;intesa con le farmacie, sarebbe importante estenderlo alla vaccinazione contro l&#8217;herpes zoster. L&#8217;auspicio è, dunque, che si vada verso una capillarità sempre maggiore”.</p>
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		<title>Vibo Valentia celebra le Eccellenze Mediterranee: a Pierfranco Bruni il premio per la cultura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 17:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Untitled-design.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Untitled-design.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Untitled-design-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Torna il “Premio Eccellenze Mediterranee”, riconoscimento promosso dall’Associazione Culturale Elice in collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea, per valorizzare personalità che hanno fatto del Mediterraneo una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/vibo-valentia-celebra-le-eccellenze-mediterranee-a-pierfranco-bruni-il-premio-per-la-cultura/">Vibo Valentia celebra le Eccellenze Mediterranee: a Pierfranco Bruni il premio per la cultura</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>Torna il “Premio Eccellenze Mediterranee”, riconoscimento promosso dall’Associazione Culturale Elice in collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea, per valorizzare personalità che hanno fatto del Mediterraneo una missione culturale e civile.5 Giugno Hotel 501 </b></em></p>
<p>VIBO VALENTIA – La Calabria che costruisce futuro attraverso identità, bellezza e dialogo avrà il suo red carpet venerdì 5 giugno alle ore 17:30, al 501 Hotel di Vibo Valentia. Torna il “Premio Eccellenze Mediterranee”, riconoscimento promosso dall’Associazione Culturale Elice in collaborazione con la Società Dante Alighieri – Comitato di Tropea, per valorizzare personalità che hanno fatto del Mediterraneo una missione culturale e civile.</p>
<p>Un evento che unisce istituzioni, arte e società civile, con il patrocinio del 501 Hotel e della Gioielleria Franzè, partner di un progetto che punta a promuovere le eccellenze del territorio e il dialogo tra culture. La conduzione è affidata alla giornalista e conduttrice televisiva Francesca Russo.</p>
<p>Il premio a Pierfranco Bruni: la parola come identità mediterranea.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-111761" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-300x188.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-768x480.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2-585x366.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-2.jpg 817w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
Tra i riconoscimenti più attesi, quello conferito a *Pierfranco Bruni*, italianista, critico letterario, scrittore e intellettuale tra le voci più autorevoli della cultura del Mezzogiorno. Un premio che ne suggella l’impegno decennale nella valorizzazione del Mediterraneo come spazio di pensiero, memoria e bellezza. Autore di un’opera vasta che intreccia letteratura, filosofia ed estetica, Bruni ha fatto della grecità, del mito e del viaggio i cardini di una riflessione che restituisce alla Calabria il ruolo di ponte tra sponde e civiltà. Il suo lavoro critico e la sua scrittura, eleganti e profonde, hanno reso la parola strumento di identità e di futuro, in piena sintonia con lo spirito del Premio.</p>
<p>Gli altri premiati e l’eccellenza calabrese.<br />
Nel corso della serata saranno insigniti del Premio anche: Wanda Ferro, sottosegretario di Stato agli Interni; Raffaella Fiorani, dirigente nazionale della Società Dante Alighieri; Mariarosaria Russo, dirigente scolastico; Fulvia Toscano, direttrice di NaxosLegge; Rey Sciutto, divulgatore d’arte; l’Istituto Nautico di Pizzo, eccellenza nella formazione e nella cultura del mare; e la Fidapa, Sezione di Vibo Valentia.</p>
<p>A impreziosire la manifestazione, la presenza del maestro orafo Gerardo Sacco, protagonista di una raffinata sfilata delle sue creazioni, simbolo di una tradizione che racconta la Calabria nel mondo. In programma anche un’esposizione di opere pittoriche di artisti calabresi dedicate ai temi del Mediterraneo, dell’identità culturale, della memoria e delle radici territoriali: un percorso che unisce arte contemporanea e tradizione.</p>
<p>Un Mediterraneo da costruire.<br />
Il “Premio Eccellenze Mediterranee” nasce per dare voce a figure che, con impegno professionale e umano, rappresentano il Mediterraneo come luogo di dialogo, identità, bellezza e crescita culturale. Una serata per celebrare una Calabria laboriosa, che lavora per un futuro solido e condiviso, dove cultura, istituzioni e arte si incontrano oltre ogni confine.</p>
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		<title>A Rende (CS) la mostra “Women for Women against Violence”: donne unite contro violenza e tumore al seno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:55:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[lotta alla violenza di genere]]></category>
		<category><![CDATA[Mostra fotografica]]></category>
		<category><![CDATA[tumore l seno]]></category>
		<category><![CDATA[Women for Women against violence]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1066" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-04-at-15.01.21-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Ventuno immagini raccontano resilienza, coraggio e rinascita, intrecciando la lotta alla violenza di genere con il percorso di chi affronta la malattia  Rende, 3 giugno 2026 – Presentata oggi al&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Ventuno immagini raccontano resilienza, coraggio e rinascita, intrecciando la lotta alla violenza di genere con il percorso di chi affronta la malattia </em></strong></p>
<p>Rende, 3 giugno 2026 – Presentata oggi al Museo del Presente di Rende la mostra fotografica “<strong>Women for Women Against Violence</strong>”, progetto di forte impatto sociale che approda negli spazi del <strong>Museo del Presente di Rende</strong> fino al 27 giugno. L’esposizione è nata per <strong>celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto</strong> – divenuto da sei anni anche<strong> programma televisivo</strong> in onda sulla RAI – che <strong>utilizza il linguaggio universale della fotografia</strong> per <strong>accendere i riflettori</strong> su due delle <strong>principali emergenze</strong> che <strong>colpiscono il mondo femminile</strong>: la <strong>violenza di genere</strong> e il <strong>tumore al seno</strong>. “<strong>Women for Women against Violence</strong>” si presenta come un’esperienza espositiva immersiva e coinvolgente: <strong>21 ritratti fotografici di grande formato</strong> raccontano <strong>storie vere di donne </strong>che hanno scelto di <strong>trasformare la propria esperienza personale</strong> in un <strong>messaggio pubblico di consapevolezza</strong>, <strong>responsabilità civile e rinascita</strong>. Accanto a loro, <strong>testimonial</strong>, premiati con il<strong> Camomilla Award</strong>, riconoscimento che s’ispira alle virtù benefiche della <strong>pianta che aiuta quelle malate a guarire</strong>, per l’impegno nella sensibilizzazione sulle tematiche, <strong>contribuiscono ad amplificare la forza del messaggio</strong>. Il <strong>progetto</strong>, frutto di un lavoro<strong> interamente costruito </strong>dall’<strong>Associazione Consorzio Umanitas</strong>, dall’<strong>ideazione </strong>al <strong>coinvolgimento degli oltre 40 protagonisti </strong>delle storie, alla<strong> definizione delle coppie </strong>e dell’<strong>impianto narrativo</strong>, fino al<strong> sostenimento di tutti i costi</strong>, prende origine dal <strong>vissuto personale</strong> della giornalista calabrese <strong>Donatella Gimigliano</strong>, Presidente della non profit, da anni <strong>impegnata contro la violenza sulle donne</strong> e che <strong>ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno</strong> e trasformato nel tempo in una <strong>missione pubblica di sensibilizzazione e solidarietà</strong> che spiega: <em>&#8220;Dieci anni fa avevo una storia  segnata dal tumore al seno, sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni indelebili, perché non è solo una diagnosi: è una frattura profonda che compromette la percezione di sé, la sessualità, la maternità e l’intimità. E spesso arriva anche l’abbandono affettivo. Ma, se le cicatrici non sono tutte uguali, parlano la stessa lingua: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quel dolore è nato questo progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza”. </em>Un elemento di <strong>forte unicità e valore simbolico della mostra </strong>è il richiamo all’arte giapponese del <strong>kintsugi</strong>, antica pratica che insegna a riparare le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro, <strong>trasformando la ferita in valore</strong>. Questo riferimento prende forma nella fotografia simbolo che ritrae <strong>Valentina Pitzalis</strong>, vittima di una brutale violenza, accanto alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno, <strong>l’arte non cancella le ferite</strong>, ma <strong>le rende visibili e preziose</strong>, trasformandole in <strong>forza collettiva</strong>.</p>
<p>Ogni opera è <strong>accompagnata da un QR code</strong> che consente ai visitatori di <strong>ascoltare direttamente la voce delle protagoniste</strong>, creando un <strong>dialogo intimo e diretto tra chi guarda e chi racconta</strong>. Gli scatti sono di <strong>Tiziana Luxardo</strong>, erede della famosa dinastia.</p>
<div id="attachment_124665" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-124665" class="wp-image-124665 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato-1024x682.jpg" alt="" width="1024" height="682" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/donatella-gimigliano-gianfranco-filippelli-e-veronica-stellato.jpg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><p id="caption-attachment-124665" class="wp-caption-text">da sinistra: Donatella Gimigliano, Gianfranco Filippelli e Veronica Stellato</p></div>
<p>L’arrivo della mostra a Rende nasce dalla sensibilità e dall’impegno di <strong>Veronica Stellato</strong>, assessore alle Attività Produttive del Comune di Rende e di tutta la giunta comunale, condiviso con <strong>Gianfranco Filippelli</strong>, Presidente LILT Cosenza<strong>, affiancato da </strong><strong>Nadia Luise</strong><strong> e tutto lo staff,</strong> che hanno riconosciuto nell’esposizione un <strong>importante strumento di educazione</strong>, <strong>prevenzione e consapevolezza per il territorio</strong>, sostenendone con convinzione la realizzazione. “<em>Come Comune di Rende abbiamo scelto di sostenere e accogliere questo progetto perché parla alla comunità con un linguaggio profondo: quello della vita, della cura e della rinascita – </em>ha spiegato la Stellato<em> &#8211; “Women for Women Against Violence” non è solo una mostra, ma un percorso di consapevolezza che celebra la forza delle donne e la capacità di trasformare il dolore in testimonianza. Come Assessore, ritengo fondamentale promuovere iniziative che uniscano cultura, prevenzione e impegno sociale, perché ogni storia raccontata può diventare occasione di ascolto, riflessione e cambiamento”.</em></p>
<p>“<em>La partecipazione della LILT Cosenza a questo progetto rappresenta un’importante occasione per ribadire il valore della prevenzione, dell’ascolto e della vicinanza concreta alle donne. Da anni la nostra associazione è impegnata sul territorio nella promozione della cultura della diagnosi precoce, del sostegno ai pazienti oncologici e della sensibilizzazione sui temi della salute femminile. Essere partner di un progetto così intenso e necessario significa unire forze, competenze e umanità per trasformare la prevenzione in consapevolezza e speranza</em>” — ha sottolineato Filippelli. Alla presentazione, moderata da <strong>Arcangelo Badolati</strong>, giornalista e scrittore, sono intervenuti, inoltre, Fabio Liparoti, vicesindaco di Rende, <strong>Roberto Sottile</strong>, Direttore Polo Culturale Città di Rende, <strong>Nicola Paldino</strong>, Presidente BCC Mediocrati, Pietro Sirianni, Direttore Coldiretti Cosenza, <strong>Elvira Brunelli</strong>, Prorettrice UNICAL per il Centro Residenziale, <strong>Matilde Spadafora Lanzino</strong>, fondatrice Fondazione Roberta Lanzino, che a sorpresa <strong>ha ricevuto</strong> da Liparoti e Stellato <strong>il</strong> <strong>Camomilla Award</strong> quale simbolo di riconoscenza “<em>per aver dedicato la propria vita a una battaglia di civiltà in difesa delle donne più fragili, diventando un simbolo di coraggio, giustizia e cambiamento sociale<strong>”</strong></em> – ha spiegato la Gimigliano. Significativa <strong>la partecipazione di tre donne</strong>, due calabresi, portatrici di <strong>storie che hanno saputo trasformare il dolore in testimonianza viva, </strong> <strong>Maria Antonietta Rositani</strong>, sopravvissuta a un tentato femminicidio, <strong>l’ex marito</strong>, Ciro Russo, <strong>evase dagli arresti domiciliari a Ercolano</strong> per <strong>raggiungerla a Reggio Calabria e darle fuoco</strong>,<strong> Katia Villirillo</strong>, fondatrice del centro antiviolenza “Libere Donne” di Crotone, il cui <strong>figlio Giuseppe è stato ucciso nel 2018</strong> <strong>all’interno della struttura</strong>, e <strong>Filomena Lamberti</strong>, prima donna in Italia aggredita con acido solforico. Storie diverse, unite da una stessa traiettoria di resistenza e rinascita. Toccante il momento di presentazione del passo di danza <strong>Specchi di Rinascita</strong> andato in onda su Rai Uno, scritto dalla Gimigliano e realizzata ragazzi del corpo di ballo tutti di Rende e Cosenza, Simona Federico, Giada Gambilongo, Fabiola Prezioso ed Elena Simari con la coreografia di Erica Spaltro, assistente Carmela Caparelli.</p>
<p>L’arrivo della mostra a Rende rappresenta un <strong>incontro naturale</strong> tra un <strong>progetto nazionale di forte valore sociale</strong> e una città che negli anni ha saputo distinguersi per <strong>attenzione culturale</strong>, <strong>partecipazione e vivacità giovanile</strong>. Con una <strong>comunità universitaria dinamica e internazionale</strong>, è oggi un luogo nel quale <strong>il dialogo tra cultura</strong>, <strong>nuove generazioni</strong> e <strong>impegno civile </strong>assume un <strong>valore particolarmente significativo</strong>. La conferenza stampa si è conclusa con un momento conviviale dedicato alle eccellenze del territorio calabrese, grazie alla collaborazione di Coldiretti Calabria e della Cantina IGreco, che hanno accompagnato gli ospiti in un viaggio tra sapori, tradizione e identità regionale. L’iniziativa, <strong>patrocinata</strong> da <strong>Senato della Repubblica</strong>, <strong>Comune di Rende</strong>, <strong>Regione Calabria</strong>, <strong>Università della Calabria</strong>, <strong>LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori</strong>, <strong>Coldiretti Calabria</strong>, <strong>Ordine dei Medici-Chirurghi e degli Odontoiatri Cosenza e Provincia</strong>, <strong>Ordine degli Avvocati di Cosenza</strong>, <strong>Ordine dei Giornalisti Calabria</strong>, e <strong>Fondazione Italia Giappone</strong>, con la media partnership di <strong>RAI</strong> e <strong>Askanews nazionale</strong>, è stata realizzata con il sostegno di <strong>BCC Mediocrati</strong>, charity partner <strong>LILT Cosenza</strong>, <strong>Fondazione Roberta Lanzino</strong>, <strong>Michele Affidato. </strong>Un <strong>progetto itinerante</strong>, grazie anche al supporto di <strong>Enel</strong>, che ha saputo trasformare esperienze intime in un patrimonio collettivo di consapevolezza. L’esposizione sarà <strong>aperta al pubblico dal 3 al 27 giugno </strong>dal <strong>martedì al sabato</strong> <strong>9.00 – 13.00 e 16.00 – 20.00,</strong><strong> domenica </strong><strong>16.00 -20.00</strong><strong>. </strong></p>
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<p><strong>Le coppie nelle foto</strong>: Alessandra Laganà &amp; Benedetta Rinaldi, Alessio Boni &amp; Chiara Salvo, Antonia Liskova &amp; Filomena Lamberti, Barbara Bartolotti &amp; Patrizia Mirigliani, Beppe Convertini &amp; Ilaria Capponi, Carolina Marconi &amp; Edy Giordano, Emma D’Aquino &amp; Elga Magrini, Gianluigi Nuzzi &amp; Alessandra Viero, Giuliana Di Carlo &amp; Carolyn Smith, Nicolo’ Maja Con Ines e Giulio Pivetta, Katia Villirillo &amp; Francesco Montanari, Leyla Hussein &amp; Donatella Gimigliano, Luana Ravegnini &amp; Antonietta Tuccillo, Maria Antonietta Rositani &amp; Eleonora Daniele, Nadia Accetti &amp; Maria Grazia Cucinotta, Nicoletta Romanoff &amp; Nicolo’ Maja, Pinky &amp; Eleonora Pieroni, Rosanna Banfi &amp; Maria Pia Dionisi, Simone Sabani &amp; Alessandro, Valentina &amp; Francesca Pitzalis, Valeria Solarino &amp; Fanny Cristina Campion.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Associazione Consorzio Umanitas ETS</strong></p>
<p>Per info: <a href="mailto:consorzioumanitas@gmail.com">consorzioumanitas@gmail.com</a> &#8211; tel. + 39 328 7310171</p>
<p><a href="http://www.womenforwomen.it">www.womenforwomen.it</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sanità, al via seconda fase corso Fad per aiutare i medici a lavorare con la telemedicina Lanciato da Enpam in collaborazione con Doctors LIfe sulla piattaforma Tech2Doc &#8211; Gabbrielli (Agenas), &#8216;nuovi modelli per evitare sprechi e migliorare l’assistenza&#8217;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/sanita-al-via-seconda-fase-corso-fad-per-aiutare-i-medici-a-lavorare-con-la-telemedicina-lanciato-da-enpam-in-collaborazione-con-doctors-life-sulla-piattaforma-tech2doc-gabbrielli-agenas-nuovi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sanita-al-via-seconda-fase-corso-fad-per-aiutare-i-medici-a-lavorare-con-la-telemedicina-lanciato-da-enpam-in-collaborazione-con-doctors-life-sulla-piattaforma-tech2doc-gabbrielli-agenas-nuovi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 13:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="879" height="484" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506.png 879w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506-300x165.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506-768x423.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506-585x322.png 585w" sizes="(max-width: 879px) 100vw, 879px" /></p>
<p>Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) &#8211; &#8220;La telemedicina è una possibilità nuova che ci viene data dalle tecnologie digitali e il medico deve necessariamente riadattare la propria modalità di lavoro&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/sanita-al-via-seconda-fase-corso-fad-per-aiutare-i-medici-a-lavorare-con-la-telemedicina-lanciato-da-enpam-in-collaborazione-con-doctors-life-sulla-piattaforma-tech2doc-gabbrielli-agenas-nuovi/">Sanità, al via seconda fase corso Fad per aiutare i medici a lavorare con la telemedicina Lanciato da Enpam in collaborazione con Doctors LIfe sulla piattaforma Tech2Doc &#8211; Gabbrielli (Agenas), &#8216;nuovi modelli per evitare sprechi e migliorare l’assistenza&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="879" height="484" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506.png 879w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506-300x165.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506-768x423.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/immagine_20260604153506-585x322.png 585w" sizes="(max-width: 879px) 100vw, 879px" /></p><p>Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) &#8211; &#8220;La telemedicina è una possibilità nuova che ci viene data dalle tecnologie digitali e il medico deve necessariamente riadattare la propria modalità di lavoro all&#8217;uso corretto delle tecnologie. Fare le solite vecchie cose che si facevano prima delle tecnologie digitali con le tecnologie digitali non funziona e di solito genera semplicemente uno spreco di denaro&#8221;. Con queste parole Francesco Gabbrielli, responsabile Ricerca e sviluppo per l&#8217;attività clinica in telemedicina di Agenas e docente di eHealth all&#8217;Università San Raffaele di Roma, spiega il senso della seconda fase del corso Fad sulla telemedicina &#8211; dal titolo &#8216;Fondamenti di telemedicina per il medico&#8217; &#8211;  accreditato Ecm,  promosso dalla Fondazione Enpam, l&#8217;Ente nazionale di previdenza e assistenza dei medici e degli odontoiatri, in collaborazione con Doctors Life sulla piattaforma Tech2Doc. ()L&#8217;obiettivo è accompagnare medici e odontoiatri nell&#8217;acquisizione di competenze sempre più specifiche per l&#8217;erogazione delle prestazioni sanitarie a distanza, in un contesto in cui la telemedicina sta assumendo un ruolo crescente all&#8217;interno del Servizio sanitario. &#8220;La seconda fase della formazione che abbiamo in mente di fare con Tech2Doc &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; consiste nel fornire una serie di corsi specifici sulle diverse modalità di lavoro per erogare delle prestazioni di telemedicina. Ad esempio, come erogare una televisita, un telecontrollo o un telemonitoraggio. Alcune di queste sono attività piuttosto complesse da svolgere e quindi richiedono un approfondimento anche formativo. D&#8217;altra parte sono esperienze iniziali in Italia dal punto di vista sistemico e nazionale, quindi è corretto anche dare delle indicazioni uniformi in modo tale che in tutte le aree del Paese lo svolgimento di una televisita sia più o meno fatto nello stesso modo&#8221;.Tra le principali sfide da affrontare vi è anche il coinvolgimento del paziente, che deve comprendere il valore e il funzionamento di un servizio sanitario erogato a distanza. La partecipazione attiva del cittadino, secondo Gabbrielli, è infatti essenziale per il buon esito del percorso assistenziale. &#8220;Che il paziente comprenda perché sta facendo un&#8217;attività un po&#8217; diversa dal solito è fondamentale &#8211; osserva Gabbrielli &#8211; altrimenti non abbiamo l&#8217;adesione del paziente e quindi abbiamo molte difficoltà. Tra l&#8217;altro la telemedicina, se impegna il medico, un pochino impegna anche il paziente perché comunque deve comprendere il sistema organizzativo all&#8217;interno cui viene posta l&#8217;attività che lo riguarda. Il paziente deve assolutamente essere consapevole di quello che sta facendo, non solo per un motivo etico e deontologico ma perché c&#8217;è bisogno della sua collaborazione nell&#8217;esecuzione della procedura. La telemedicina lavora a distanza per definizione quindi c&#8217;è bisogno che il paziente compia delle attività insieme al medico. O se non il paziente, almeno il caregiver. Quindi è necessario che ci sia una spiegazione molto puntuale non solo di che cosa stiamo facendo ma del perché lo stiamo facendo. Ed è evidente che questa spetta al medico e al professionista sanitario a spiegare al paziente tutti questi elementi e far sì di poterlo ingaggiare in modo positivo in questa attività&#8221;.Una volta sperimentata, aggiunge l&#8217;esperto, la telemedicina consente di apprezzarne rapidamente i benefici, non solo in termini di comodità ma anche di qualità dell&#8217;assistenza. &#8220;Il paziente si rende conto subito dei vantaggi che ci sono. Non solo perché non si deve spostare ma anche perché il servizio è migliore, è più attento, è più vicino. Ma il punto fondamentale è che i professionisti sanitari, i medici in primo luogo devono avere la capacità di saper spiegare&#8221;. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/sanita-al-via-seconda-fase-corso-fad-per-aiutare-i-medici-a-lavorare-con-la-telemedicina-lanciato-da-enpam-in-collaborazione-con-doctors-life-sulla-piattaforma-tech2doc-gabbrielli-agenas-nuovi/">Sanità, al via seconda fase corso Fad per aiutare i medici a lavorare con la telemedicina Lanciato da Enpam in collaborazione con Doctors LIfe sulla piattaforma Tech2Doc &#8211; Gabbrielli (Agenas), &#8216;nuovi modelli per evitare sprechi e migliorare l’assistenza&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Esperti Fossc: &#8220;Ai può ridurre del 25% i costi e del 40% i tempi sviluppo di un farmaco&#8221; Nel corso di una teleconferenza, gli esperti ‘con tecnologie innovative possiamo restare competitivi’</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/esperti-fossc-ai-puo-ridurre-del-25-i-costi-e-del-40-i-tempi-sviluppo-di-un-farmaco-nel-corso-di-una-teleconferenza-gli-esperti-con-tecnologie-innovative-possiamo-restare-competitivi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=esperti-fossc-ai-puo-ridurre-del-25-i-costi-e-del-40-i-tempi-sviluppo-di-un-farmaco-nel-corso-di-una-teleconferenza-gli-esperti-con-tecnologie-innovative-possiamo-restare-competitivi</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 11:04:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) &#8211; “L’applicazione dell’intelligenza artificiale può ridurre del 25% i costi per lo sviluppo di un farmaco. Inoltre, diminuisce del 40% i tempi complessivi per la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/esperti-fossc-ai-puo-ridurre-del-25-i-costi-e-del-40-i-tempi-sviluppo-di-un-farmaco-nel-corso-di-una-teleconferenza-gli-esperti-con-tecnologie-innovative-possiamo-restare-competitivi/">Esperti Fossc: &#8220;Ai può ridurre del 25% i costi e del 40% i tempi sviluppo di un farmaco&#8221; Nel corso di una teleconferenza, gli esperti ‘con tecnologie innovative possiamo restare competitivi’</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Laboratorio_ricerca_fg-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Roma, 4 giu. (Adnkronos Salute) &#8211; “L’applicazione dell’intelligenza artificiale può ridurre del 25% i costi per lo sviluppo di un farmaco. Inoltre, diminuisce del 40% i tempi complessivi per la realizzazione di una nuova terapia. Dal momento dall’avvio della ricerca di base fino all’approvazione del trattamento, dopo gli indispensabili studi clinici, possono trascorrere anche 10 anni. I costi medi dell’intera operazione ammontano a oltre 2 miliardi di euro”. È quanto hanno evidenziato, durante un evento on line, gli esperti di Fossc, il Forum che raggruppa 75 società scientifiche dei clinici ospedalieri e universitari italiani. La teleconferenza, dal titolo ‘L’impatto dei nuovi farmaci e dell’innovazione terapeutica sulla salute dei cittadini’, è stata organizzata nei giorni scorsi. Vi hanno partecipato clinici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni sanitarie nazionali. “Si calcola che solo il 12% dei farmaci messi a punto dalla ricerca clinica arriva effettivamente all’approvazione da parte degli enti regolatori &#8211; ha sottolineato Francesco Cognetti, coordinatore Fossc &#8211; L’applicazione dell’Ia sta iniziando a dimostrare tutte le sue grandi potenzialità anche nel complicato settore delle sperimentazioni cliniche. Può, infatti, consentire risparmi importanti in termini di tempo e di risorse umane-economiche dedicate, soprattutto in questo difficile momento storico. I Paesi Occidentali stanno iniziando a subire, anche nella ricerca, la forte concorrenza di nazioni come la Cina. Abbastanza evidente &#8211; ha osservato &#8211; è il caso degli studi clinici contro il cancro avviati negli Usa che, negli ultimi 10 anni, sono diminuiti del 34%. In Europa invece si sono ridotti addirittura del 50% con un calo di pazienti arruolati di circa 60mila in meno in 5 anni. Il paese asiatico è diventato il primo al mondo per numero di trial clinici oncologici. Bisogna perciò investire in questo settore strategico anche per restare competitivi a livello internazionale”. Al momento in Italia &#8211; riporta una nota &#8211; sono attivi quasi 1.100 studi clinici multinazionali: 450 in meno della Spagna e 250 meno di Francia e Germania. In oncologia in particolare il nostro Paese si colloca solo al 3° posto. “Abbiamo anche numeri inferiori di arruolamenti di pazienti &#8211; ha proseguito Cognetti &#8211; All&#8217;Italia vengono assegnati arruolamenti inferiori e si trova con una media di 16,22 pazienti per studio contro i 38,11 della Spagna. Sono tutte opportunità perse soprattutto per problemi di carattere burocratico ed organizzativo”.In questo contesto, “la farmaceutica innovativa, basata su farmaci di precisione, è un asset strategico per un grande Paese moderno &#8211; ha evidenziato Sergio Abrignani, professore di Immunologia dell’Università Statale di Milano &#8211; L’Italia negli ultimi 30 anni non è riuscita ad essere un generatore di farmaci innovativi. Oggi si devono creare le condizioni perché la buona ricerca fatta in Italia porti allo sviluppo e alla produzione di farmaci innovativi nel nostro paese. Ci sono almeno 2 fattori chiave che dovremmo implementare. Per prima cosa è necessaria una struttura di trasferimento tecnologico efficace e che faccia da moltiplicatore degli attuali marginali investimenti di Venture capital che vengono fatti nel settore biomedico. Inoltre, si dovrebbe creare un polo nazionale pubblico-privato per la produzione di farmaci biologici, cosa che oggi in Italia è possibile solo marginalmente”.Un altro aspetto “molto critico &#8211; ha aggiunto Cognetti &#8211; riguarda la durata complessiva delle procedure autorizzative di accesso di Aifa”, l’Agenzia italiana del farmaco, “e a livello regionale. Su 84 nuovi farmaci, il cui decreto di rimborso è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale da luglio 2024 a maggio 2026, sono trascorsi in media 482 giorni (16,05 mesi) dal momento della domanda di rimborso da parte dell&#8217;azienda, che avviene in media 2 mesi dopo l&#8217;ok dell&#8217;Ema”, l’Agenzia europea dei medicinali. “A questi tempi &#8211; ha precisato &#8211; vanno poi aggiunti quelli di inserimento nei prontuari regionali e quelli per la preparazione e l’aggiudicazione delle gare ospedaliere. Quindi &#8211; ha concluso l’esperto &#8211; arriviamo alla fine ad un totale di quasi 2 anni prima che un nuovo farmaco sia effettivamente disponibile ai pazienti italiani”.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/esperti-fossc-ai-puo-ridurre-del-25-i-costi-e-del-40-i-tempi-sviluppo-di-un-farmaco-nel-corso-di-una-teleconferenza-gli-esperti-con-tecnologie-innovative-possiamo-restare-competitivi/">Esperti Fossc: &#8220;Ai può ridurre del 25% i costi e del 40% i tempi sviluppo di un farmaco&#8221; Nel corso di una teleconferenza, gli esperti ‘con tecnologie innovative possiamo restare competitivi’</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Barilla, nel Rapporto di Sostenibilità le &#8216;storie&#8217; di un impegno a favore di ambiente e comunità Paolo Barilla, &#8216;per noi importante  investire in tecnologie e produzioni orientate alla protezione dell&#8217;ambiente e attente alla salute delle Persone&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 04 Jun 2026 11:01:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Redazione]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Roma, 4 giu. (Adnkronos) &#8211; Il ridimensionamento del packaging delle Tagliatelle che ha portato a un risparmio di 150 tonnellate di cartone e una riduzione del 20% delle emissioni CO₂&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/barilla-nel-rapporto-di-sostenibilita-le-storie-di-un-impegno-a-favore-di-ambiente-e-comunita-paolo-barilla-per-noi-importante-investire-in-tecnologie-e-produzioni-orientate-alla-protezione-d/">Barilla, nel Rapporto di Sostenibilità le &#8216;storie&#8217; di un impegno a favore di ambiente e comunità Paolo Barilla, &#8216;per noi importante  investire in tecnologie e produzioni orientate alla protezione dell&#8217;ambiente e attente alla salute delle Persone&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-300x225.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-1024x768.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-768x576.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-1170x878.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/Barilla_Report_sostenibilita2025_us-585x439.jpg 585w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Roma, 4 giu. (Adnkronos) &#8211;  Il ridimensionamento del packaging delle Tagliatelle che ha portato a un risparmio di 150 tonnellate di cartone e una riduzione del 20% delle emissioni CO₂ legate al trasporto; i vasetti per i sughi pronti che contengono circa il 65% di vetro riciclato, l’utilizzo di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa per la realizzazione di Buongrano, o i progetti di inserimento di persone con autismo in alcuni stabilimenti. Queste sono solo alcune delle “storie di sostenibilità” che il Gruppo Barilla presenta in occasione della Giornata mondiale dell’Ambiente con la pubblicazione del Rapporto di Sostenibilità 2025. Una rendicontazione che arriva all’indomani del riconoscimento come prima azienda del settore food per reputazione al mondo per il terzo anno consecutivo e, per la prima volta, nella top 10 assoluta, secondo il Global RepTrak 100 2026. “Il futuro del Pianeta sarà sempre più legato alla capacità di diffondere cultura ed educazione&#8221; lo sottolinea il vicepresidente del Gruppo Paolo Barilla,  spiegando che &#8220;per Barilla, questo significa prendersi cura delle comunità, promuovere buoni valori e investire in tecnologie e produzioni orientate alla protezione dell&#8217;ambiente e attente alla salute delle Persone”.  La passione per il buon cibo ha spinto Barilla a migliorare il profilo nutrizionale dell&#8217;intero portafoglio senza rinunciare al gusto: l&#8217;89% dei volumi venduti ha un contenuto massimo di 5 grammi di zucchero per porzione, il 90% non supera 0,5 grammi di sale per porzione, il 90% contiene fonti di fibre e il 72% delle monoporzioni da forno si mantiene sotto le 150 calorie. Ed è la stessa passione a guidare l’azienda verso l’innovazione, con l’investimento nel 2025 di oltre 47 milioni di euro in Ricerca, Sviluppo e Qualità. Simbolo di questo impegno è il Bite (Barilla Innovation &amp; Technology Experience), nuovo polo globale di innovazione del Gruppo sorto a Parma accanto allo storico pastificio. Qui, le idee diventano prototipi e processo industriale grazie al lavoro di oltre 200 professionisti tra tecnologi alimentari, ricercatori, food designer, chef e sensory expert, oltre a una rete di collaborazioni composta da 84 università e centri di ricerca.Sul fronte energetico, sono stati investiti 30 milioni di euro come parte del piano quinquennale da 168 milioni di euro entro il 2030 destinato agli stabilimenti produttivi Barilla, tra efficienza energetica, gestione più attenta delle risorse idriche e sviluppo di impianti di energia elettrica da fonti rinnovabili. Nel 2025, 5 nuovi impianti attivati a Foggia, Melfi, Ascoli Piceno, Cremona e Thiva, in Grecia, hanno portato la capacità fotovoltaica installata negli stabilimenti a superare gli 8 MW, più del quadruplo rispetto al 2022. E ulteriori installazioni sono in programma tra il 2026 e il 2028 negli impianti bakery di Novara e Celle, in Germania. Altrettanto significativo è il lavoro sul risparmio idrico: negli stabilimenti in aree a stress idrico, l&#8217;acqua riciclata e riutilizzata è cresciuta del 196% rispetto al 2022, puntando all&#8217;obiettivo del +250% al 2030.  Il cambiamento climatico e la pressione sulle risorse naturali richiedono un’evoluzione delle pratiche agricole, puntando anche sulla salute del suolo e degli ecosistemi. In questo contesto si inserisce l’impegno di Barilla, che nel 2025 ha acquistato 4.160 tonnellate di grano tenero da agricoltura rigenerativa (250.000 tonnellate è l’obiettivo 2030), che punta a ripristinare la salute del suolo, la biodiversità e a ridurre l’utilizzo di acqua. Ed è da qui che è arrivato a scaffale nel 2025 il biscotto Mulino Bianco Buongrano, il primo prodotto realizzato con il 100% di farina di grano tenero da agricoltura rigenerativa, certificata secondo il Regenerative Agriculture Standard di FoodChain ID. Dietro quel biscotto c&#8217;è un lavoro di anni: rotazioni colturali, minima lavorazione del suolo, fertilizzazione organica e 2.000 ettari dedicati ad aree di biodiversità &#8211; che fioriscono tra i campi di grano, con un aumento del 40% degli insetti impollinatori nelle aree monitorate insieme all&#8217;Università di Bologna[6]. Un progetto nato dal programma “Carta del Mulino” che coinvolge oggi quasi 2000 agricoltori di grano tenero e ha permesso una riduzione annua delle emissioni di CO₂eq pari a circa 9.000 tonnellate, l’equivalente di oltre 2000 voli andata e ritorno da Milano a Los Angeles. La presenza di Barilla nelle comunità si esprime anche attraverso progetti che riguardano i siti produttivi del Gruppo e iniziative nelle piazze con attività che vedono il cibo come un punto di connessione tra realtà diverse. Ad esempio, con PizzAut è nata PastAut, la collaborazione che ha portato all’inserimento della pasta Barilla nei menù dei ristoranti gestiti da ragazzi autistici di Cassina de&#8217; Pecchi e Monza, reso possibile grazie alla formazione degli chef di Academia Barilla. E gli stessi prodotti Barilla diventano megafono di cause sociali come è successo con attività come Biscotti di Felicità insieme a Dynamo Camp e Biscotti senza Frontiere, sviluppato con Medici senza Frontiere. Nel corso del 2025, Barilla ha donato 4.000 tonnellate di prodotti a organizzazioni non profit e destinato 2 milioni di euro a cause sociali. Ma l’inclusione è anche una pratica quotidiana che vive nei reparti produttivi e nelle conversazioni tra le persone. Ad esempio, due stabilimenti raccontano con esempi concreti: grazie alla collaborazione con iFun, sei giovani con autismo hanno iniziato a lavorare nel pastificio di Foggia a marzo 2025. E in Francia, nella bakery La Malterie, persone con autismo sono entrate stabilmente in produzione con contratto a tempo indeterminato, grazie al modello sviluppato con Vivre et travailler autrement e il supporto di Agefiph, l’ente nazionale francese che finanzia iniziative per l’inclusione delle persone con disabilità. A raccontare la forza di questo legame è la voce di chi opera quotidianamente sul campo: “Barilla è nostra storica compagna di banco &#8211; riferisce Marco Piuri, presidente di Fondazione Banco Alimentare &#8211; e anche in un contesto internazionale come Tuttofood, così come durante tutto l’anno, continua a donarci gli alimenti che, consegnati ai nostri volontari, diventano risorsa preziosa per tante famiglie e persone in difficoltà. La ringraziamo, perché sostiene e contribuisce concretamente al nostro impegno nell’aiuto alimentare in Italia”. L’impegno in sostenibilità si sviluppa in parallelo con quello di business, come confermato dalla pubblicazione delle due rendicontazioni annuali. In un anno segnato da un contesto globale instabile, tra tensioni geopolitiche, nuove dinamiche commerciali e forti oscillazioni dei costi, il Gruppo Barilla, con 30 comprensori produttivi (15 in Italia e 15 all’estero) e 2 milioni di tonnellate di prodotti venduti in 100 Paesi, vede il suo fatturato toccare i 4.837 milioni di euro (+1% al netto dell’effetto cambio). E conferma anche quest’anno il suo impegno in linea con gli obiettivi del Barilla 2030 Sustainability Compass a tracciare la direzione per i prossimi 4 anni. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/06/04/barilla-nel-rapporto-di-sostenibilita-le-storie-di-un-impegno-a-favore-di-ambiente-e-comunita-paolo-barilla-per-noi-importante-investire-in-tecnologie-e-produzioni-orientate-alla-protezione-d/">Barilla, nel Rapporto di Sostenibilità le &#8216;storie&#8217; di un impegno a favore di ambiente e comunità Paolo Barilla, &#8216;per noi importante  investire in tecnologie e produzioni orientate alla protezione dell&#8217;ambiente e attente alla salute delle Persone&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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