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	<title type="text">lafrecciaweb.it</title>
	<subtitle type="text">la velocità dell&#039;informazione</subtitle>

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		<author>
			<name>Goffredo Palmerini</name>
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		<title type="html"><![CDATA[UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA]]></title>
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		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="457" height="343" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma.jpg 457w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/LAquila-6-aprile-in-memoria-vittime-del-sisma-300x225.jpg 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /></p>
<p>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/06/una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila/">UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/06/una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila"><![CDATA[<p><em>Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo pasquale, il Lunedì dell’Angelo. L’Aquila, nei quasi otto secoli della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6 </em><em>aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il </em><em>dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’AQUILA &#8211; Scrivo questa nota in una mattinata di sole, con il cielo terso e d’un azzurro intenso<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-119758 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-300x198.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-585x387.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Goffredo-Palmerini-bn.jpg 619w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
tutto aquilano. All’orizzonte alto l’azzurro combacia con il bianco splendente della cospicua<br />
coltre di neve che ricopre sua Maestà, il Gran Sasso d’Italia, fedele custode della nostra terra. È<br />
un giorno particolare, come dal 2009 ogni 6 aprile. È il giorno della memoria, del dolore per le<br />
309 vittime del terremoto, ma anche il giorno della riflessione sulla rinascita della nostra<br />
indomita città. Quest’anno, il diciassettesimo dalla sciagura, il giorno cade in pieno periodo<br />
pasquale, il Lunedì dell’Angelo, che ricorda l’angelo apparso alle donne nel sepolcro, come<br />
racconta il Vangelo di Marco<br />
“Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e Salomè andarono al sepolcro, dove<br />
Gesù era stato sepolto, con degli oli aromatici per imbalsamarne il corpo. Vi trovarono il grande<br />
masso che chiudeva l&#8217;accesso alla tomba spostato; le tre donne erano smarrite e preoccupate e<br />
cercavano di capire cosa fosse successo, quando videro un giovane vestito di bianco che disse<br />
loro: &amp;quot;Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il<br />
luogo dove l&#8217;avevano deposto.&#8221;E aggiunse:&#8221;Ora andate ad annunciare questa notizia agli<br />
Apostoli&#8221;ed esse si precipitarono a raccontare l&#8217;accaduto agli altri.”<br />
Questa coincidenza è anche una buona notizia per la nostra città. L’Aquila, nei quasi otto secoli<br />
della sua storia, è sempre risorta dai terremoti che l’hanno più volte duramente colpita. Rinata<br />
ogni volta più bella di prima, grazie al coraggio e alla determinazione dei suoi abitanti. Il 6<br />
aprile 2009, per gli Aquilani, distingue non una data, ma il discrimine del prima e del dopo. Il<br />
dopo terremoto è un’Era storica nuova per la città e per i suoi abitanti.<br />
Un’Era che chiama tutti gli Aquilani a nuove responsabilità nel progettare e costruire il futuro,<br />
anche in memoria di coloro che in quella tragica notte di 17 anni fa persero la vita. Abbiamo il<br />
dovere dell’impegno, generoso e solidale, per il Bene comune, per assicurare alla nostra città,<br />
oltre la rinascita materiale, una forte rinascita immateriale e morale, sui valori civili e sui<br />
valori universali che hanno finora connotato, e devono ancora connotare, la nostra storia<br />
civica. È questa l’indole degli Aquilani, è questo il segreto della resilienza aquilana.<br />
Noi Aquilani abbiamo il privilegio straordinario di custodire la Bolla della Perdonanza,<br />
recante il messaggio universale di perdono che 732 anni fa Celestino V affidò alla città il 29<br />
agosto 1294 nel giorno in cui fu incoronato pontefice. E di rinnovarlo ogni anno all’intera<br />
umanità celebrando la Perdonanza. L’Aquila è “Capitale del Perdono, della Riconciliazione e<br />
della Pace”, come papa Francesco la definì il 28 agosto 2022 quando venne ad aprire la Porta<br />
Santa della Basilica di Collemaggio. È il prezioso lascito di Celestino, denso di valori più che<br />
mai attuali specie per quanto il mondo sta drammaticamente vivendo. Proprio noi Aquilani<br />
abbiamo il dovere di proclamarlo e riaffermarlo con forza, sempre, ancor più nell’anno che<br />
vede L’Aquila Capitale italiana della Cultura<br />
Quanto mai attuale il bisogno di Pace in questo tempo martoriato da terribili guerre, immani<br />
distruzioni e innumerevoli vittime innocenti, nei conflitti alle porte dell’Europa – Ucraina,<br />
Gaza, Cisgiordania, Libano, Iran e paesi del Golfo -, ma anche negli altri cinquanta conflitti<br />
disseminati nel mondo che papa Francesco chiamava “terza Guerra mondiale a pezzi”.<br />
L’umanità sta vivendo uno dei periodi più bui ed incerti della sua storia, per le brutalità e i<br />
massacri nelle aree di guerra, ma anche per lo strame che si sta facendo del diritto<br />
internazionale e delle organizzazioni sovranazionali. Sono messi in discussione, ed elusi nella</p>
<p>loro funzione, gli Organismi mondiali di garanzia che per 80 anni hanno presieduto<br />
all’ordinato procedere dell’umanità, mentre vanno crescendo autoritarismi, autocrazie e<br />
“democrature”, con la tendenza alla predilezione del “capo”, al posto delle democrazie liberali.<br />
Gravi le responsabilità di Putin e Netanyahu, che la Corte Penale internazionale ha accusato di<br />
crimini contro l’umanità. Altrettanto gravi sono le responsabilità di Trump per la sua politica<br />
bellicista, sfociata nella guerra all’Iran accanto a Israele, che sta portando a una<br />
pericolosissima destabilizzazione dell’area mediorientale, ma non solo, e di una perniciosa<br />
crisi dell’economia e dell’ordine mondiale. Tutto questo mentre alla Casa Bianca, in un rito<br />
blasfemo, Dio viene arruolato agli esiti della guerra, mentre il primo Papa americano denuncia<br />
incessantemente le guerre. Nella via crucis del Venerdì santo al Colosseo papa Leone,<br />
portando la croce carica “di tutte le sofferenze del mondo”, ricorda che ogni autorità dovrà<br />
rispondere davanti a Dio del potere ricevuto: il potere di giudicare ma anche il potere di<br />
avviare una guerra o di terminarla. C’è da sperare, proprio coltivando la cristiana “Speranza<br />
che non delude”, in una cessazione delle ostilità e nel faticoso ritorno della Pace. Una missione<br />
affidata a tutti gli uomini di buona volontà.</p>
<p>Goffredo Palmerini</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F06%2Funa-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila%2F&amp;linkname=UNA%20RIFLESSIONE%20SUL%206%20APRILE%2C%2017%20ANNI%20DOPO%20IL%20TERREMOTO%20DELL%E2%80%99AQUILA" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F06%2Funa-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila%2F&#038;title=UNA%20RIFLESSIONE%20SUL%206%20APRILE%2C%2017%20ANNI%20DOPO%20IL%20TERREMOTO%20DELL%E2%80%99AQUILA" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/06/una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila/" data-a2a-title="UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/06/una-riflessione-sul-6-aprile-17-anni-dopo-il-terremoto-dellaquila/">UNA RIFLESSIONE SUL 6 APRILE, 17 ANNI DOPO IL TERREMOTO DELL’AQUILA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<author>
			<name>Pierfranco Bruni saggista, antropologo</name>
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		<title type="html"><![CDATA[La scomparsa di Vittorio Messori. Un tradizionalismo oltre la Ragione conservatrice]]></title>
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		<updated>2026-04-04T19:46:46Z</updated>
		<published>2026-04-04T19:28:03Z</published>
		<category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="Attualità" /><category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="In Evidenza" />
		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="250" height="166" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/IMG_3177.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Vittorio Messori e’  scomparso il 3 aprile 2026.  È stato un giornalista e scrittore italiano. La conversione di Messori al cattolicesimo avvenne nel 1964 da allora ha sempre cercato di comprendere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/la-scomparsa-di-vittorio-messori-un-tradizionalismo-oltre-la-ragione-conservatrice/">La scomparsa di Vittorio Messori. Un tradizionalismo oltre la Ragione conservatrice</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>Pierfranco Bruni</p>
<p>La Tradizione come Fede oltre la Ragione. Se dovessi dirlo in un rigo soltanto userei questa sottolineatura breve.  Nei nostri incontri non c&#8217;era una discussione sulla religiosità. Bensì sulla fede. Assoluta in Cristo.<br />
Vittorio Messori. Nato il 16 aprile 1941 a Sassuolo. Scomparso il 3 aprile 2026.  È stato un giornalista e scrittore italiano. Considerato uno dei principali autori cattolici italiani che ha legato la sua opera e la sua esperienza alla cristianità.<br />
La sua opera infatti  si caratterizza per una difesa argomentata della fede di fronte alle correnti secolarizzanti e alle derive interne che mettevano in discussione la tradizione. Sempre difesa. Nel solco di una eredità testamenaria e biblica.<br />
Messori ha sempre cercato di comprendere il senso della vita e della fede, e ha trovato la risposta nella Chiesa cattolica. In quella Chiesa però pre conciliare letta e compresa da una straordinaria poetessa, Cristina Campo.<br />
In &#8220;Ipotesi su Gesù&#8221; scrive:  &#8220;La fede non è un salto nel buio, ma un atto di ragione che si apre alla trascendenza&#8221;.  La trascendenza come fede assoluta. Fede oltre la Ragione. Non può esserci ragione nella fede come tradizione e assoluto. Qui si innerva la sua critica al secolarismo.<br />
Infatti  Messori ha sempre criticato il secolarismo e la sua incapacità di comprendere la dimensione spirituale dell&#8217;uomo. Nel suo  &#8220;Scommessa sulla morte&#8221; sottolinea: &#8220;Il secolarismo è una forma di fondamentalismo che esclude la trascendenza e la fede&#8221;.<br />
Questa critica è fondamentale per capire la sua visione della società moderna e della sua incapacità di comprendere la fede. Il moderno è la fine della contemplazione orante che ha sempre puntato a difendere la Tradizione. Appunto<br />
Messori, ripeto, ha sempre difeso la tradizione cattolico &#8211; cristiana e la sua importanza per la comprensione della fede. Con &#8220;Rapporto sulla fede&#8221; ha fortementesostenuto che: &#8220;La tradizione è la vita della Chiesa, e la Chiesa è la custode della tradizione&#8221;. Un messaggio che nasce dalla sua frequentazione con Ratzinger. Ma questo è il percorso che nasce in chi ha vissuto e attraversato la conversione.<br />
La conversione di Messori al cattolicesimo avvenne nel 1964. La lettura dei Vangeli  lo portò a scoprire la verità della fede cristiana in senso assoluto. È  il suo &#8220;Varcare la soglia della speranza&#8221; con GiovanniPaoloII nel quale afferma che &#8220;La conversione è un atto di libertà che si apre alla grazia&#8221;.  Libertà e Grazia.<br />
Un cammino paolino. Ancora una volte oltre la Ragione. Direbbe Kierkegaard che dove c&#8217;è la ragione non c&#8217;è la fede.<br />
Lo dice con una scrittura caratterizzata da una grande chiarezza e profondità. Il tutto legato a una profonda conoscenza della teologia e della storia della Chiesa dei Padri. La scrittura di Messori, comunque, è un esempio di come la fede e la ragione possano chiaramente dialogare in modo profondo e autentico. Ma tra i due mondi c&#8217;è un abisso profondo. In altri termini non si può affrontare la fede con ragione. Opposti che non si attraggono ma dialogando si allontanano sempre di più.<br />
La luce e le tenebre, uno dei suoi ultimi riferimenti, è uno articolato e complesso dialogare con se stessi lungo un cammino in cui l&#8217;uomo si pone alla ricerca di Dio. Il tempo della misericordia diventa lo spazio della coscienza. Il buio che attraversiamo è l&#8217;attesa della Luce. Un viaggio esemplare per le disperazioni che attanagliano la modernità lacerante.<br />
Ha scritto libri su Gesù, su Maria, sul mondo della ortodossia, sulla morte,  sulla Croce. Alla fine rimane non una soluzione ma una verità. Ovvero siamo sempre &#8220;Sulle tracce di un Dio che si nasconde&#8221;. Lo troveremo? Soltanto trovando noi stessi? L&#8217;interrogativo resta fino in fondo ma Cristo non è fede e tanto meno intrecci nella ragione ma semplicemente Verità. Vittorio Messori ha saputo raccontare e raccontarci ponendo al centro le Ipotesi.</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo,</p>
<div id="attachment_73230" style="width: 190px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-73230" class="wp-image-73230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/32D9E005-ACE0-4D74-B9CF-FC925D90261B-300x295.jpeg" alt="" width="180" height="177" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/32D9E005-ACE0-4D74-B9CF-FC925D90261B-300x295.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/32D9E005-ACE0-4D74-B9CF-FC925D90261B.jpeg 411w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /><p id="caption-attachment-73230" class="wp-caption-text">Pierfranco Bruni</p></div>
<p>direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F04%2Fla-scomparsa-di-vittorio-messori-un-tradizionalismo-oltre-la-ragione-conservatrice%2F&amp;linkname=La%20scomparsa%20di%20Vittorio%20Messori.%20Un%20tradizionalismo%20oltre%20la%20Ragione%20conservatrice" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F04%2Fla-scomparsa-di-vittorio-messori-un-tradizionalismo-oltre-la-ragione-conservatrice%2F&#038;title=La%20scomparsa%20di%20Vittorio%20Messori.%20Un%20tradizionalismo%20oltre%20la%20Ragione%20conservatrice" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/la-scomparsa-di-vittorio-messori-un-tradizionalismo-oltre-la-ragione-conservatrice/" data-a2a-title="La scomparsa di Vittorio Messori. Un tradizionalismo oltre la Ragione conservatrice"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/la-scomparsa-di-vittorio-messori-un-tradizionalismo-oltre-la-ragione-conservatrice/">La scomparsa di Vittorio Messori. Un tradizionalismo oltre la Ragione conservatrice</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<author>
			<name>Redazione</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Arte e fotografia alla Coffee House di Palazzo Colonna]]></title>
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		<updated>2026-04-04T18:00:20Z</updated>
		<published>2026-04-04T17:59:34Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="1025" height="1025" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini1_1_11zon-scaled-e1775325564434.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Nel cuore della Roma più aristocratica e barocca presso la Coffee House di Palazzo Colonna, Piazza SS. Apostoli 67, prende forma una mostra intitolata Arte e fotografia: il dialogo delle&#8230;</p>
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<p>Michele Crocitto, con la sua idea riunisce artisti di diverse generazioni e visioni, costruisce un ponte tra memoria e contemporaneità. Tra i protagonisti spiccano <strong>Giuliano Grittini,</strong> maestro della fotografia analogica e figura di riferimento nel panorama artistico italiano. In questa occasione presenta una preview della sua esposizione Roma Ti Amo, includendo la celebre interpretazione di Marilyn Monroe, immagine che si fa simbolo di un’estetica sospesa tra mito e cultura pop.<img decoding="async" class="aligncenter wp-image-119736 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-1024x1024.jpg" alt="" width="660" height="660" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-300x300.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-768x768.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-1536x1536.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-2048x2048.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-1920x1920.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-1170x1170.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Giuliano-Grittini3_11zon-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></p>
<p>Accanto a lui, la nuova generazione trova voce nel fotografo londinese <strong>Jude Black</strong>, la cui ricerca si muove tra sperimentazione visiva e riflessione sull’immagine nel presente. Fulcro concettuale della mostra è il progetto Riflessi di Venere, nato dalla collaborazione tra Jude Black e <strong>Anfissa Vassé</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-119737 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-1024x683.jpg" alt="" width="654" height="436" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-1536x1024.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-2048x1366.jpg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-1920x1280.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Judesblack2-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 654px) 100vw, 654px" /></p>
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<p>Qui la pittura incontra la fotografia in una dimensione ibrida: il corpo dell’artista non è più soltanto soggetto, ma diventa superficie, materia e linguaggio. Anfissa si trasforma in Venere &#8211; non rappresentata, ma evocata &#8211; attraversata dalla luce, frammentata, quasi dissolta. Le immagini, ambientate tra cavità rocciose e aperture sul mare, richiamano suggestioni arcaiche e rimandi al mito. La sovraesposizione diventa gesto estetico: una “bruciatura” controllata che non cancella, ma apre nuovi livelli di lettura. La figura femminile emerge e scompare, come un’apparizione mai completamente rivelata. A dialogare con queste fotografie, la stessa Anfissa Vassé presenta una serie di dipinti che proseguono e amplificano la narrazione, creando un flusso continuo tra gesto pittorico e immagine fotografica. In questo processo, la pittura si configura come riflesso e reinterpretazione dell’immagine fotografica: un’indagine sul modo in cui l’artista percepisce se stessa non solo come autrice, ma come parte integrante dell’opera di un altro artista. Il lavoro diventa così un doppio specchio &#8211; tra fotografia e pittura, tra soggetto e visione &#8211; dove l’identità si dissolve e si ricompone. Questa riflessione si estende in una dimensione performativa: Anfissa Vassé realizzerà un live painting e body painting su una modella, trasformando il corpo in una superficie viva e in continua trasformazione. Il gesto pittorico, eseguito in tempo reale, renderà visibile il processo creativo, mettendo in scena il passaggio dall’immagine alla materia.</p>
<p>La performance si terrà venerdì 10 aprile alle ore 17:00, negli spazi del Palazzo Colonna, durante l’aperitivo inaugurale del vernissage, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva in cui arte, corpo e tempo si incontrano.</p>
<p>Il tema della figura femminile attraversa l’intera esposizione, declinandosi in molteplici forme.</p>
<p><strong>Pietro Gottuso</strong> propone la serie Ritratti femminili, una riflessione sensibile sull’identità e sulla complessità dell’universo femminile.<img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-119738 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Pietro-Gottuso-1-1024x847.jpg" alt="" width="596" height="493" /></p>
<p>Parallelamente, <strong>Anna Semyannikova</strong> presenta la collezione Soglia, un’indagine sul limite &#8211; tra luce e oscurità, tra controllo e desiderio &#8211; dove l’immagine diventa spazio psicologico.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-119740 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-768x1024.jpg" alt="" width="627" height="836" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Anna-Semyannikova2-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 627px) 100vw, 627px" /></p>
<p><strong>Jude Black</strong> (Judeblackphotography) espone inoltre il trittico Tra veglia e vertigine, ambientato in interni domestici che si trasformano in scenari simbolici. Qui la figura femminile perde stabilità, oscillando tra presenza e assenza, tra seduzione e sottrazione. La luce non costruisce l’immagine: la consuma. Nel lavoro emerge anche un sottile richiamo a Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov: una tensione tra dimensione mitica e realtà contemporanea, tra sacro e profano, dove l’immagine si fa instabile, mai completamente afferrabile.</p>
<p>La mostra si completa con una pluralità di voci che arricchiscono il percorso espositivo:</p>
<p><strong>Alex Valenti, Angelika Aks, Armsx, Cinzia Colantoni, Daniela Veronese, Marco Vinci, Paola Luciani Fullbright, Rosella Giorgetti </strong>e le sculture di<strong> Andrea Borga. </strong>Artisti diversi per linguaggio e sensibilità, ma uniti dalla capacità di costruire un mosaico visivo complesso, dove ogni opera diventa parte di una narrazione collettiva. L’evento si inserisce in una visione contemporanea dell’arte come spazio di relazione e collaborazione. Fondamentale il contributo di partner e sponsor, tra cui Ditta G. Poggi since 1825, 4MadeIn, Brand Angie’s, di Angelica La Rosa, che presenta un nuovo progetto, curato da Michele Crocitto, presso il ristorante Angie’s, nato dalla collaborazione tra l’artista Anfissa Vassé e la poetessa Angelica La Rosa, L’amaro Bengala di Marco &amp; Nadia Bengala, Brand di Milano Tredici: Tredici. Presente anche il poliambulatorio Imera Medica Curare bene semplicemente, il supporto legale di Romolo Reboa Law, Vignuolo e Art Collection Wine.</p>
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		<author>
			<name>Francesco Mazzarella</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Netflix e i rincari illegittimi: quando una sentenza ricorda che l’abbonato non è un bancomat]]></title>
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		<id>https://www.lafrecciaweb.it/?p=119727</id>
		<updated>2026-04-04T17:28:03Z</updated>
		<published>2026-04-04T17:27:47Z</published>
		<category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="Attualità" /><category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="In Evidenza" />
		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/2EA1DF64-0362-4D97-9032-2EE77E8E88E1-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/2EA1DF64-0362-4D97-9032-2EE77E8E88E1-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/2EA1DF64-0362-4D97-9032-2EE77E8E88E1-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/2EA1DF64-0362-4D97-9032-2EE77E8E88E1-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il Tribunale di Roma dichiara vessatorie le clausole che hanno consentito gli aumenti unilaterali degli abbonamenti e apre la strada a rimborsi, riduzioni di prezzo e nuove domande sul rapporto&#8230;</p>
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<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Per anni ci siamo abituati a una strana normalità: il prezzo di un servizio digitale sale, arriva una mail, spesso distratta, a volte quasi burocratica, e tutto sembra già deciso. O accetti oppure esci. Come se il rapporto tra piattaforma e utente non fosse più un contratto, ma una presa d’atto. La sentenza del Tribunale di Roma su Netflix rompe proprio questa abitudine mentale prima ancora che economica. E ci obbliga a guardare una verità che riguarda non solo una piattaforma di streaming, ma l’intero ecosistema digitale nel quale viviamo ogni giorno.</p>
<p>Il punto centrale è semplice e, proprio per questo, potentissimo: il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 4993/2026 pubblicata il 1° aprile 2026, ha ritenuto vessatorie alcune clausole contrattuali che consentivano a Netflix di modificare il prezzo degli abbonamenti senza indicare nel contratto un giustificato motivo. Da questa valutazione discende un effetto molto concreto: gli aumenti applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e novembre 2024 sono stati ritenuti illegittimi e “passibili di ripetizione”, cioè suscettibili di restituzione, con esclusione degli aumenti riferiti ai contratti stipulati successivamente al gennaio 2024.</p>
<p>Non siamo quindi davanti a una polemica generica sui rincari. Siamo davanti a una decisione giudiziaria che entra nel cuore della relazione tra impresa digitale e consumatore e dice, in sostanza, che non basta avere il potere tecnico di cambiare un prezzo per avere anche il diritto giuridico di farlo in quel modo. La crescita delle piattaforme ha spesso alimentato l’idea che tutto ciò che è scritto nei termini di utilizzo sia automaticamente legittimo. Questa sentenza ricorda invece che anche il contratto digitale resta sottoposto al Codice del consumo e ai suoi limiti.</p>
<p>La causa è stata promossa da Movimento Consumatori contro Netflix Services Italy, e il Tribunale non si è limitato a un richiamo formale. Nel dispositivo ordina infatti la pubblicazione della sentenza sul sito della società, con un banner pop-up in home page per almeno sei mesi, e la pubblicazione del dispositivo sui quotidiani “Il Corriere della Sera” e “Il Sole 24 Ore” per due volte, a distanza di sette giorni. Non è un dettaglio tecnico: significa che il giudice ha ritenuto necessario che l’informazione raggiunga in modo visibile e capillare i clienti.</p>
<p>C’è di più. La sentenza ordina anche a Netflix l’inoltro di una comunicazione individuale a ciascun cliente consumatore, compresi quelli che hanno già receduto dal contratto, per informarli dell’illegittimità degli aumenti di prezzo e del loro diritto a ottenere la restituzione di quanto corrisposto in conseguenza di quei rincari. È questo uno dei passaggi più importanti, perché trasforma una questione astratta in un diritto da rendere conoscibile, accessibile, esercitabile. Non basta infatti che un diritto esista: deve poter raggiungere la vita concreta delle persone.</p>
<p>Secondo le ricostruzioni diffuse da Reuters e da Movimento Consumatori, per un utente Premium che abbia mantenuto l’abbonamento in modo continuativo dal 2017 a oggi il rimborso potenziale può avvicinarsi ai 500 euro, mentre per un utente Standard si parla di circa 250 euro. Movimento Consumatori ha inoltre indicato che gli aumenti ritenuti illegittimi, sul piano Premium, arriverebbero complessivamente a 8 euro al mese, mentre sul piano Standard a 4 euro al mese; per il piano Base viene richiamato anche l’aumento di 2 euro dell’ottobre 2024. Si tratta però di cifre orientative, che possono cambiare in base alla storia concreta del singolo account: continuità dell’abbonamento, cambi di piano, pause, modalità di pagamento.</p>
<p>Qui bisogna restare seri e chiari. La sentenza non significa che ogni utente riceverà automaticamente, domani mattina, un bonifico uguale per tutti. Significa però che il quadro giuridico è cambiato in modo profondo: il Tribunale ha riconosciuto l’illegittimità di quegli aumenti e ha ordinato misure ripristinatorie e informative che rendono molto più forte la posizione dei consumatori. Il diritto non è ancora diventato semplicità operativa, ma non è più nemmeno una speranza vaga. È una pretesa che oggi ha un fondamento molto più solido.</p>
<p>Netflix, dal canto suo, ha già annunciato ricorso, sostenendo che le proprie condizioni siano conformi alla normativa e alle prassi italiane. Questo significa che la vicenda non è affatto chiusa e che il confronto giudiziario continuerà. Ma proprio qui emerge un altro aspetto interessante: anche quando una grande piattaforma decide di impugnare una sentenza, il pronunciamento di primo grado ha già aperto una crepa narrativa e culturale. Ha mostrato che l’asimmetria tra utente e colosso tecnologico non è intoccabile.</p>
<p>La parte forse più rilevante, sul piano umano e sociale, è che questa decisione non riguarda soltanto chi vuole recuperare dei soldi. Riguarda il significato stesso del consenso nel mondo digitale. Per troppo tempo il modello è stato questo: ti invio una comunicazione, ti dico che da una certa data pagherai di più, e considero la tua permanenza come accettazione. Formalmente può sembrare un meccanismo lineare. Ma quando il contratto lascia all’impresa un potere troppo ampio, senza un giustificato motivo chiaramente indicato, il rischio è che il consenso del consumatore diventi più apparente che reale. Ed è esattamente questo squilibrio che il Tribunale ha deciso di guardare senza indulgenza.</p>
<p>Non va trascurato neppure il contesto. Secondo Reuters, Netflix contava circa 5,4 milioni di abbonati in Italia nel 2025. Questo vuol dire che non stiamo parlando di una nicchia di utenti esperti, ma di una parte vasta e trasversale della popolazione italiana. Famiglie, giovani, anziani, lavoratori, persone che magari non leggono le clausole contrattuali riga per riga, ma che ogni mese vedono uscire un addebito dal conto. Quando una decisione di questo tipo tocca un servizio così diffuso, il messaggio ha una portata pubblica enorme: i diritti digitali non sono più un tema per specialisti, sono ormai diritti della vita quotidiana.</p>
<p>E allora la vera domanda diventa un’altra: quante volte, in questi anni, il consumatore è stato trattato come un soggetto da informare il minimo indispensabile, non come una persona da rispettare davvero? La tecnologia ci ha consegnato servizi rapidi, personalizzati, onnipresenti. Ma spesso ha anche normalizzato relazioni contrattuali opache, dove la comodità riduce il tasso di attenzione e la fedeltà del cliente viene quasi data per scontata. In questo senso la sentenza su Netflix parla a un mondo molto più ampio dello streaming. Parla a banche digitali, app in abbonamento, servizi cloud, piattaforme musicali, software, membership online. Parla a chiunque pensi che l’utente, alla fine, ingoierà tutto.</p>
<p>È importante notare anche un altro elemento giuridico: il Tribunale ha dichiarato l’interruzione della prescrizione per le azioni di natura compensativa solo in relazione alle condotte successive al 25 giugno 2023. Questo passaggio non cancella il peso della decisione, ma ci ricorda che il perimetro tecnico delle azioni future andrà maneggiato con precisione. Per questo, chi intende agire concretamente, fare richiesta o prepararsi a un eventuale recupero, farebbe bene a conservare documentazione, pagamenti, mail ricevute e cronologia del piano sottoscritto.</p>
<p>Dal lato dell’informazione, la vicenda merita di essere raccontata con equilibrio. Non serve gridare alla rivoluzione definitiva, perché la partita giudiziaria proseguirà. Ma non si può nemmeno ridurre tutto a una disputa tecnica tra avvocati. Quando un tribunale afferma che una grande impresa non poteva aumentare in quel modo il prezzo del servizio e ordina di avvisare i clienti del loro diritto alla restituzione, siamo davanti a un fatto che incide sul rapporto di forza tra cittadino e piattaforma. E in un tempo in cui molte persone si sentono piccole davanti ai colossi digitali, questo è già un segnale civile molto forte.</p>
<p>C’è anche una lezione culturale che l’Italia dovrebbe cogliere. La tutela del consumatore non è una materia minore, non è il capriccio di chi vuole fare il furbo per recuperare qualche euro. È una forma concreta di dignità economica. In una stagione segnata da inflazione, precarietà e costi che aumentano in silenzio, il controllo sui contratti digitali diventa una questione di giustizia ordinaria. Il punto non è solo quanto spendi per una piattaforma. Il punto è se esiste ancora un limite chiaro al potere di cambiare le condizioni del gioco mentre la partita è già in corso.</p>
<p>Per questo la sentenza su Netflix va letta anche come una correzione di sguardo. Per anni abbiamo accettato che il digitale fosse veloce e dunque anche poco discutibile. Che le regole fossero troppe, lunghe, inevitabili. Che la libertà dell’utente consistesse soprattutto nel poter disdire. Ma disdire non è sempre libertà vera, soprattutto quando un servizio è entrato stabilmente nella vita familiare, culturale, relazionale. La libertà vera sta anche nel sapere, nel capire, nel poter contestare. E questa volta un tribunale ha ricordato che l’uscita non può essere l’unica risposta concessa al consumatore quando il professionista modifica unilateralmente il prezzo senza una base contrattuale adeguata.</p>
<p>Naturalmente, ora si apre la fase più delicata: quella dell’attuazione. I consumatori dovranno essere informati, le modalità di richiesta dei rimborsi dovranno diventare chiare, l’eventuale ricorso dovrà essere seguito con attenzione. Movimento Consumatori ha già pubblicato indicazioni operative e ha fatto sapere che, se Netflix non provvederà a ridurre i prezzi e a rimborsare i clienti, potrà avviare ulteriori iniziative collettive. Questo dice una cosa importante: il diritto, da solo, non basta; ha bisogno di essere accompagnato da organizzazione, informazione e tenacia.</p>
<p>Ma forse il cuore più profondo di tutta questa vicenda è un altro. In un’epoca in cui quasi tutto passa attraverso piattaforme, la qualità della democrazia si misura anche da qui: da quanto un cittadino può ancora far valere la propria posizione contro modelli contrattuali sbilanciati; da quanto il mercato resta uno spazio regolato e non una terra dove il più forte decide da solo; da quanto il linguaggio del servizio conserva ancora un nucleo di correttezza e non si trasforma in un monologo del potere.</p>
<p>La sentenza di Roma non distrugge Netflix, non demonizza la tecnologia e non invita a una guerra ideologica contro le piattaforme. Fa una cosa molto più utile: ricorda che l’innovazione, per essere credibile, deve restare dentro una cornice di lealtà. E che la modernità non può diventare un alibi per svuotare le tutele. È una notizia che riguarda il portafoglio, certo. Ma ancora di più riguarda il patto di fiducia che tiene insieme servizi, utenti e democrazia economica. Quando quel patto si incrina, non basta un algoritmo a ricucirlo. Serve il diritto. E serve anche una coscienza civile capace di non considerare normale tutto ciò che passa sullo schermo.</p>
<p>In fondo, la forza vera di questa storia sta qui: non nel rimborso, pur importante; non nei 250 o 500 euro, pur pesanti per tante famiglie; ma nel fatto che qualcuno, finalmente, ha detto che il consumatore non è una presenza silenziosa da accompagnare fino all’addebito successivo. È una persona. E una persona non può essere trattata come un clic che subisce. Può capire, può contestare, può ottenere giustizia. In un tempo digitale che spesso corre troppo, questa è una notizia che vale più di una sentenza: è un promemoria umano sul significato della relazione tra potere e cittadino.</p>
<p>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</p>
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			<name>Redazione</name>
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		<title type="html"><![CDATA[Inedito di Antonello da Messina all’asta a Parigi: il “Viso di giovane santo”]]></title>
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		<updated>2026-04-04T12:40:23Z</updated>
		<published>2026-04-04T12:39:48Z</published>
		<category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="In Evidenza" /><category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="News" /><category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="Storia, Arte, Cultura" />
		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Viso-di-giovane-santo-Antonello-da-Messina-asta-678x381-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Viso-di-giovane-santo-Antonello-da-Messina-asta-678x381-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Viso-di-giovane-santo-Antonello-da-Messina-asta-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Viso-di-giovane-santo-Antonello-da-Messina-asta-678x381-1-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il dipinto su tavola di Antonello da Messina, stimato 1‑2 milioni di euro che sarà battuto dalla casa d’aste Ader all’Hôtel Drouot di Parigi, riapre il dibattito sulle opere perdute&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/inedito-di-antonello-da-messina-allasta-a-parigi-il-viso-di-giovane-santo/">Inedito di Antonello da Messina all’asta a Parigi: il “Viso di giovane santo”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/inedito-di-antonello-da-messina-allasta-a-parigi-il-viso-di-giovane-santo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inedito-di-antonello-da-messina-allasta-a-parigi-il-viso-di-giovane-santo"><![CDATA[<p><em>Il dipinto su tavola di Antonello da Messina, stimato 1‑2 milioni di euro che sarà battuto dalla casa d’aste Ader all’Hôtel Drouot di Parigi, riapre il dibattito sulle opere perdute nel terremoto di Messina del 1908; secondo Mario Lucco, potrebbe raffigurare San Lorenzo e risalire al 1476‑1477.</em></p>
<p>Un <strong>piccolo dipinto su tavola</strong>, finora sconosciuto al grande pubblico, sta catalizzando l’attenzione del mercato dell’arte internazionale: si tratta di un “<strong>Viso di giovane santo</strong>” attribuito ad <strong>Antonello da Messina, </strong>che sarà messo all’asta il <strong>16 giugno 2026</strong> <strong>all’Hôtel Drouot</strong> di <strong>Parigi</strong> dalla casa d’aste <strong>Ader</strong>, con una stima iniziale tra <strong>1 e 2 milioni di euro. </strong>L’attribuzione è sostenuta dallo storico dell’arte <strong>Mauro Lucco</strong>, uno dei massimi esperti del Quattrocento italiano, e confermata da analisi stilistiche che ne evidenziano la qualità pittorica riconducibile alla mano dell’artista.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-105969" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonello_da_Messina_-_Portrait_of_a_Young_Man_-_Google_Art_Project-832x1024.jpg" sizes="(max-width: 832px) 100vw, 832px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonello_da_Messina_-_Portrait_of_a_Young_Man_-_Google_Art_Project-832x1024.jpg 832w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonello_da_Messina_-_Portrait_of_a_Young_Man_-_Google_Art_Project-244x300.jpg 244w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonello_da_Messina_-_Portrait_of_a_Young_Man_-_Google_Art_Project-768x945.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonello_da_Messina_-_Portrait_of_a_Young_Man_-_Google_Art_Project-1248x1536.jpg 1248w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Antonello_da_Messina_-_Portrait_of_a_Young_Man_-_Google_Art_Project-1664x2048.jpg 1664w" alt="" width="345" height="424" /></figure>
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<p><strong>Antonello da Messina </strong>(1430 circa – 1479) è universalmente considerato uno dei principali pittori del Rinascimento italiano. Originario di Messina, fu tra i primi a introdurre nell’Italia meridionale le tecniche di <strong>pittura a olio</strong> allora diffuse nei <strong>Paesi Bassi</strong>, fondendo magistralmente le <strong>luci</strong> <strong>fiamminghe</strong> con la spazialità italiana. Stranamente, nonostante il suo ruolo cruciale nella storia dell’arte, la conoscenza delle sue opere è spesso stata limitata e frammentaria, anche a causa di vicende storiche drammatiche che hanno profondamente segnato la sua città natale.<br />
<strong>Il terremoto del 28 dicembre 1908, </strong>uno dei più devastanti nella storia europea moderna, rase praticamente al suolo <strong>Messina</strong> e vaste aree della costa calabrese in pochi istanti: la scossa, valutata fino al decimo grado della scala Mercalli, fu accompagnata da un maremoto che sconvolse l’intero stretto e provocò tra 75.000 e 82.mila vittime. L’intensità del sisma fu tale da distruggere oltre il 90 % degli edifici e cancellare gran parte dell’identità urbana e culturale della città. La <strong>catastrofe</strong> <strong>non risparmiò neanche il patrimonio artistico e documentario</strong>. Storie e testimonianze raccontano di biblioteche, archivi, chiese, capolavori pittorici e decorazioni monumentali andati perduti tra le macerie. Nel caso di Antonello da Messina, mentre alcune opere importanti sono giunte fino a noi – come il celebre <strong>San Girolamo </strong>nello studio alla National<strong> Gallery di Londra </strong>o <strong>l’Ecce Homo</strong> – altri esempi della sua produzione e documenti fondamentali sulla sua attività artistica sono spariti per sempre a causa del terremoto e dei successivi crolli e incendi.<br />
<strong>Tra le opere scomparse</strong> si trova, ad esempio, una <strong>pala d’altare con scene della vita di San Nicola</strong>, commissionata alla metà del Quattrocento per la confraternita di San Nicolò della Montagna a Messina, documentata in fonti precedenti al 1900 ma poi distrutta proprio nel terremoto del 1908. La perdita fu tale da creare lacune profonde nella ricostruzione della biografia e dell’itinerario artistico dell’autore: molti studi moderni su <strong>Antonello e la sua scuola </strong>sono costretti a basarsi su <strong>riferimenti indiretti</strong> o su <strong>opere disperse</strong> nei musei europei, perché ciò che si trovava nelle collezioni e <strong>nelle chiese messinesi</strong> non fu preservato o non poté essere recuperato.<br />
<strong>La prossima asta parigina non è soltanto un evento per collezionisti</strong>: essa riporta sotto i riflettori una figura centrale del Rinascimento e solleva interrogativi sulla memoria culturale e la tutela del patrimonio. Ogni nuovo lavoro attribuito ad Antonello da Messina va a colmare un vuoto storiografico e offre la possibilità di riflettere su quanto è andato perduto nel corso dei secoli – e quanto, ancora oggi, la nostra comprensione delle arti rinascimentali debba confrontarsi con le ferite lasciate da catastrofi come quella del 1908. <strong>Per la città di Messina</strong> e per l’intera Sicilia, la riscoperta di opere attribuite al loro più illustre artista rappresenta un’occasione per riaffermare l’importanza di un’eredità culturale che non viene solo dai capolavori conservati nei grandi musei, ma anche da quelli che – per secoli – sono stati dimenticati, distrutti o dispersi.</p>
<p><strong>Secondo Mario Lucco,</strong> professore di storia dell’arte moderna all’Università di Bologna e tra i maggiori specialisti di Antonello, l’opera recentemente restaurata ha rivelato una raffinatezza pittorica coerente con la mano dell’artista: il modellato delicato, la resa cromatica intensa, in particolare il verde brillante del colletto, e le tracce di doratura nell’aureola ne accrescono il valore.<br />
La <strong>rivista Connaissance</strong> <strong>des arts</strong> suggerisce che il <strong>dipinto</strong> sia stato realizzato in Sicilia intorno al <strong>1476-1477</strong>, in una fase di piena maturità di Antonello, probabilmente come parte di un gonfalone processionale destinato a una chiesa di Catania. L’identità del giovane santo non è certa, ma l’età e l’abbigliamento civile lasciano ipotizzare che possa trattarsi di San Lorenzo.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title type="html"><![CDATA[La crisi in Medio Oriente e il rischio di un aumento degli italiani che rinunciano a visite ed esami Nel 2024 circa 5,8 mln di cittadini hanno smesso di curarsi, un trend in crescita negli ultimi anni per liste d&#8217;attesa e difficoltà economiche. Il punto di vista del sindacato Sumai e di Salutequità]]></title>
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		<updated>2026-04-04T08:25:00Z</updated>
		<published>2026-04-04T08:25:00Z</published>
		<category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="Redazione" /><category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="salute" />
		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Roma, 3 apr. (Adnkronos Salute) &#8211; Il conflitto tra Iran e Usa-Israele e la crisi geopolitica in Medio Oriente stanno impattando sulle economie dei Paesi europei con le prime avvisaglie&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/la-crisi-in-medio-oriente-e-il-rischio-di-un-aumento-degli-italiani-che-rinunciano-a-visite-ed-esami-nel-2024-circa-58-mln-di-cittadini-hanno-smesso-di-curarsi-un-trend-in-crescita-negli-ultimi-anni/">La crisi in Medio Oriente e il rischio di un aumento degli italiani che rinunciano a visite ed esami Nel 2024 circa 5,8 mln di cittadini hanno smesso di curarsi, un trend in crescita negli ultimi anni per liste d&#8217;attesa e difficoltà economiche. Il punto di vista del sindacato Sumai e di Salutequità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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					<content type="html" xml:base="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/la-crisi-in-medio-oriente-e-il-rischio-di-un-aumento-degli-italiani-che-rinunciano-a-visite-ed-esami-nel-2024-circa-58-mln-di-cittadini-hanno-smesso-di-curarsi-un-trend-in-crescita-negli-ultimi-anni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-crisi-in-medio-oriente-e-il-rischio-di-un-aumento-degli-italiani-che-rinunciano-a-visite-ed-esami-nel-2024-circa-58-mln-di-cittadini-hanno-smesso-di-curarsi-un-trend-in-crescita-negli-ultimi-anni"><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Cancro_seno_mammografia_fg_3-1-2312980724-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p>Roma, 3 apr. (Adnkronos Salute) &#8211; Il conflitto tra Iran e Usa-Israele e la crisi geopolitica in Medio Oriente stanno impattando sulle economie dei Paesi europei con le prime avvisaglie di una sempre più concreta crisi energetica. La Commissione europea ha già avvisato parlando di &#8220;preparazione all&#8217;austerity&#8221;. Uno scenario che avrà conseguenze anche sui sistemi sanitari e sulle scelte dei cittadini che già negli anni posti pandemia Covid sembrano orientanti a stringere la cinghia sulle necessità di cura. Come ha evidenziato l&#8217;ultimo rapporto della Fondazione Gimbe, nel 2024 &#8220;circa 5,8 milioni di italiani (il 9,9% della popolazione) hanno rinunciato a visite specialistiche o esami diagnostici, evidenziando una crisi del Servizio sanitario nazionale&#8221;. Un fenomeno &#8220;in forte aumento rispetto ai 4,5 milioni del 2023, trainato principalmente dalle lunghissime liste d&#8217;attesa e dalle difficoltà economiche&#8221;, precisa il report. Difficoltà economiche che la crisi in Medio Oriente potrebbe esacerbare. &#8220;E&#8217; difficile fare previsioni, aspettiamo intanto il dato 2025 per vedere il trend&#8221;, spiega all&#8217;Adnkronos Salute Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Ma le avvisaglie di un possibile rischio che nel 2026 crescano gli italiani costretti a &#8216;tagliare&#8217; esami e visite, o a posticiparle a periodi migliori nella speranza che le armi tacciano, è molto realistico. Nel rapporto Gimbe, se la media della popolazione che ha rinunciato a prestazioni sanitarie è del 9,9%, sono da ricordare i picchi: in Sardegna si arriva al 17,2%, in Abruzzo al 12,6%, in Umbria al 12,2% e nel Lazio al 12%. Le reazioni. Secondo Antonio Magi, segretario generale del Sumai-Assoprof, il sindacato dei medici ambulatoriali: &#8220;Tra inflazione e aumento dei costi, tra cui il caro carburante, anche legati ai conflitti in corso, sempre più persone sono in difficoltà &#8211; spiega all&#8217;Adnkronos Salute Magi &#8211; Le cause principali sono tre: la riduzione dell&#8217;offerta pubblica, dovuta al minor numero di specialisti sul territorio; l&#8217;aumento dei costi delle assicurazioni sanitarie, che non tutti possono permettersi; e il calo del potere d&#8217;acquisto, con stipendi fermi e prezzi in crescita&#8221;. Per questi motivi &#8220;molti italiani non riescono più a curarsi. E in un Paese sempre più anziano &#8211; l&#8217;Italia è il più longevo dell&#8217;Unione europea, con oltre il 24% della popolazione over 65 &#8211; questo significa anche difficoltà a tenere sotto controllo patologie croniche come il diabete o a gestire problemi come le fratture&#8221;, sottolinea il leader sindacale. A peggiorare il quadro l&#8217;allungamento delle liste d&#8217;attesa. &#8220;Lo vedo ogni giorno negli ambulatori&#8221;, testimonia Magi: &#8220;Per un&#8217;ecografia addominale si arriva a 6 mesi, per quella alla tiroide fino a 11 mesi, mentre per una Tac total body si può attendere anche 1 anno. Una visita cardiologica? Tre mesi nelle grandi città, fino a 6 mesi in provincia&#8221;.&#8221;Con tre guerre in corso i costi continuano a crescere, sia per le famiglie sia per il Servizio sanitario nazionale: aumentano le spese per energia e trasporti, con ricadute su beni e servizi. E&#8217; un momento difficile anche per il Ssn, che invece deve essere più vicino ai cittadini&#8221;. A dirlo all&#8217;Adnkronos Salute è Tonino Aceti, presidente di Salutequità. &#8220;Da tempo assistiamo a una crescente difficoltà degli italiani ad accedere alle cure. Nel 2024, secondo l&#8217;Istat, circa il 9,9% della popolazione &#8211; quasi 1 persona su 10 &#8211; ha rinunciato a curarsi&#8221;, ricorda. &#8220;Di questi, il 6,8% ha rinunciato a causa delle liste d&#8217;attesa troppo lunghe e il 5,3% per motivi economici. Si tratta di un peggioramento evidente &#8211; sottolinea Aceti &#8211; rispetto al periodo pre-pandemia: nel 2019 la quota era del 6,3%, salita appunto al 9,9% nel 2024, nonostante l&#8217;aumento del Fondo sanitario nazionale e gli interventi su personale e liste d&#8217;attesa&#8221;. Il fenomeno, inoltre, non è uniforme sul territorio: &#8220;Al Nord la rinuncia alle cure è al 9,2%, mentre nel Mezzogiorno sale al 10,3%. Qui si concentrano maggiori difficoltà, sia dal punto di vista sanitario sia economico: stipendi più bassi, meno occupazione e servizi sanitari regionali più in affanno&#8221;, rimarca il presidente di Salutequità, che per affrontare la situazione indica alcune priorità: &#8220;Il Governo deve mettere in sicurezza il Servizio sanitario nazionale e garantire l&#8217;accesso tempestivo alle cure a tutti. Servono misure urgenti per sostenere le famiglie, soprattutto le più fragili, aumentando il finanziamento del Ssn, riducendo le liste d&#8217;attesa e valutando interventi come la riduzione o sospensione temporanea dei ticket su visite specialistiche e farmaci&#8221;.Infine, i dati sulla spesa: &#8220;Tra gennaio e ottobre 2024, secondo il Mef, gli italiani hanno speso per ticket 1,25 miliardi di euro per i farmaci e 1,55 miliardi per le prestazioni specialistiche, cifre in aumento rispetto al 2021. In un momento in cui le famiglie devono già fare i conti con il caro vita, e quindi razionalizzare la propria spesa, non possono e non devono essere costrette ancor di più a &#8216;razionare&#8217; l’accesso alle cure. Per questo intervenire solo sul fronte delle accise non basta. E&#8217; necessario intervenire concretamente e subito anche sul potenziamento dell&#8217;accesso alle cure&#8221;, conclude Aceti.Secondo i dati della sorveglianza Passi d&#8217;argento dell&#8217;Istituto superiore di sanità, nel biennio 2023-2024 il 15% degli ultra 65enni ha dichiarato di aver rinunciato, nei 12 mesi precedenti l&#8217;intervista, ad almeno una visita medica o a un esame diagnostico di cui avrebbe avuto bisogno. Il 66% ha riferito di non aver rinunciato a nessuna visita o esame, mentre il 19% ha dichiarato di non averne avuto necessità. Escludendo gli anziani che hanno dichiarato di non aver avuto bisogno di visite o esami, la percentuale di coloro che hanno rinunciato a prestazioni sanitarie necessarie sale al 18%. Nel biennio 2023-2024 &#8211; continua il report dell&#8217;Iss &#8211; tra coloro che hanno dovuto rinunciare ad almeno una visita o a un esame diagnostico pur avendone bisogno, ben oltre la metà (65%) ha indicato le lunghe liste d&#8217;attesa come causa principale, il 17% la difficoltà nel raggiungere la struttura (eccessiva distanza o mancanza di mezzi di trasporto adeguati) o orari poco convenienti, mentre il 14% ha dichiarato come motivo i costi troppo elevati delle prestazioni sanitarie. Queste motivazioni sono state indicate sempre più frequentemente nel corso dei 4 anni di rilevazione: le lunghe liste di attesa sono state indicate dal 10% degli intervistati che ha rinunciato alle visite mediche nel 2020, ma dal 68% degli intervistati nel 2023; la difficoltà nel raggiungere la struttura viene indicata dal 4% di chi ha rinunciato nel 2020 e dal 17% nel 2023; i costi eccessivi dall&#8217;1% e dal 16% negli stessi anni. Se il problema delle liste d&#8217;attesa in alcune regioni è diventato una priorità dopo l&#8217;intervento del decreto del Governo, più difficile trovare una soluzione ai costi in un momento globale di crisi economica e di rischio reale di recessione per l&#8217;economia globale. A fronte di questo gli italiani possono ancora contare su un Servizio sanitario nazionale universalistico che garantisce al cittadino la gratuità di molte prestazioni. Ma quanto potrà reggere? </p>
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		<title type="html"><![CDATA[Dalla colomba alle uova, fino a 3.000 calorie a pranzo: i consigli dell&#8217;esperta dopo gli eccessi]]></title>
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		<updated>2026-04-03T22:07:00Z</updated>
		<published>2026-04-03T22:07:00Z</published>
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		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="1280" height="856" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf.jpg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf-1024x685.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf-768x514.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf-1170x782.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf-585x391.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/pranzo_amici_123rf-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F04%2Fdalla-colomba-alle-uova-fino-a-3-000-calorie-a-pranzo-i-consigli-dellesperta-dopo-gli-eccessi%2F&amp;linkname=Dalla%20colomba%20alle%20uova%2C%20fino%20a%203.000%20calorie%20a%20pranzo%3A%20i%20consigli%20dell%E2%80%99esperta%20dopo%20gli%20eccessi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F04%2Fdalla-colomba-alle-uova-fino-a-3-000-calorie-a-pranzo-i-consigli-dellesperta-dopo-gli-eccessi%2F&#038;title=Dalla%20colomba%20alle%20uova%2C%20fino%20a%203.000%20calorie%20a%20pranzo%3A%20i%20consigli%20dell%E2%80%99esperta%20dopo%20gli%20eccessi" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/dalla-colomba-alle-uova-fino-a-3-000-calorie-a-pranzo-i-consigli-dellesperta-dopo-gli-eccessi/" data-a2a-title="Dalla colomba alle uova, fino a 3.000 calorie a pranzo: i consigli dell’esperta dopo gli eccessi"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/04/dalla-colomba-alle-uova-fino-a-3-000-calorie-a-pranzo-i-consigli-dellesperta-dopo-gli-eccessi/">Dalla colomba alle uova, fino a 3.000 calorie a pranzo: i consigli dell&#8217;esperta dopo gli eccessi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Cosmoprof World Wide, piena collaborazione con Autorità]]></title>
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		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="500" height="500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/immagine.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/immagine.png 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/immagine-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/immagine-150x150.png 150w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Roma, 3 apr. (Adnkronos) &#8211; Cosmoprof World Wide prende atto &#8220;delle attività di controllo svolte dalla Guardia di Finanza e conferma la piena collaborazione garantita alle Autorità competenti durante l’evento&#8221;.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/03/cosmoprof-world-wide-piena-collaborazione-con-autorita/">Cosmoprof World Wide, piena collaborazione con Autorità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F03%2Fcosmoprof-world-wide-piena-collaborazione-con-autorita%2F&amp;linkname=Cosmoprof%20World%20Wide%2C%20piena%20collaborazione%20con%20Autorit%C3%A0" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F04%2F03%2Fcosmoprof-world-wide-piena-collaborazione-con-autorita%2F&#038;title=Cosmoprof%20World%20Wide%2C%20piena%20collaborazione%20con%20Autorit%C3%A0" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/03/cosmoprof-world-wide-piena-collaborazione-con-autorita/" data-a2a-title="Cosmoprof World Wide, piena collaborazione con Autorità"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/03/cosmoprof-world-wide-piena-collaborazione-con-autorita/">Cosmoprof World Wide, piena collaborazione con Autorità</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Freddo rinvia sindrome di primavera, il medico &#8216;ancora malanni invernali&#8217; Sesti, &#8216;niente allergie e stanchezza ma restano i rischi della stagione fredda per gli anziani&#8217;]]></title>
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		<updated>2026-04-03T13:06:00Z</updated>
		<published>2026-04-03T13:06:00Z</published>
		<category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="Redazione" /><category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="salute" />
		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="750" height="500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ragazza_raffreddore_fg.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ragazza_raffreddore_fg.jpeg 750w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ragazza_raffreddore_fg-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ragazza_raffreddore_fg-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/ragazza_raffreddore_fg-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
<p>Roma, (Adnkronos Salute) &#8211; Niente stanchezza, &#8216;dolce dormire&#8217;, né lacrime e starnuti da allergia. Quest&#8217;anno il colpo di coda della stagione fredda che stiamo vivendo in gran parte d&#8217;Italia rinvia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/03/freddo-rinvia-sindrome-di-primavera-il-medico-ancora-malanni-invernali-sesti-niente-allergie-e-stanchezza-ma-restano-i-rischi-della-stagione-fredda-per-gli-anziani/">Freddo rinvia sindrome di primavera, il medico &#8216;ancora malanni invernali&#8217; Sesti, &#8216;niente allergie e stanchezza ma restano i rischi della stagione fredda per gli anziani&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title type="html"><![CDATA[Allergie, boom con Pasquetta fuori porta, con picco pollini +25% rischio reazioni Circa 3 italiani su 10 ne soffrono ogni stagione, i consigli degli allergologi e pneumologi]]></title>
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		<updated>2026-04-03T10:50:00Z</updated>
		<published>2026-04-03T10:50:00Z</published>
		<category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="Redazione" /><category scheme="https://www.lafrecciaweb.it/" term="salute" />
		<summary type="html"><![CDATA[<p><img width="750" height="500" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/allergia_ai_pollini_ftg.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/allergia_ai_pollini_ftg.jpeg 750w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/allergia_ai_pollini_ftg-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/allergia_ai_pollini_ftg-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/allergia_ai_pollini_ftg-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></p>
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(Adnkronos Salute) &#8211;  Le festività pasquali con la tradizionale gita di Pasquetta sono ormai alle porte, ma per 10 milioni di allergici le vacanze rischiano di trasformarsi in giornate di disagio tra starnuti e fazzoletti. A sottolinearlo sono gli allergologi e pneumologi che, riuniti al congresso Libero Respiro, da poco concluso a Vietri sul mare (Sa), hanno fatto il punto sulle patologie respiratorie allergiche e sulle loro implicazioni nella vita quotidiana dei pazienti. “Il periodo pasquale oltre a regalare qualche giorno di riposo, porta con sé anche un’impennata delle reazioni allergiche legata alle attività all’aperto nel picco della stagione pollinica, scatenato principalmente da graminacee, betulacee, parietarie e olivi e quest’anno particolarmente intenso per la fioritura anticipata e simultanea di molte piante”, dichiara Vincenzo Patella, presidente della Società Italiana di Allergologia Asma ed Immunologia Clinica (Siaaic) e direttore Uoc Medicina Interna dell’Azienda Sanitaria di Salerno.“Per circa 3 italiani su 10 che soffrono di allergie stagionali, si avvicina quindi il momento dell’anno più critico, caratterizzato da starnuti, naso chiuso, occhi rossi che lacrimano, fino a vere e proprie crisi di asma bronchiale – osserva Stefano Del Giacco, Ordinario di Medicina Interna dell’Università di Cagliari &#8211; I dati degli ambulatori, infatti, registrano, nei giorni successivi al ponte pasquale, un aumento delle reazioni allergiche e delle visite di controllo pari al 25% rispetto alla media delle settimane precedenti, un fenomeno ben noto agli allergologi legato alla cosiddetta esposizione cumulativa ai pollini durante le giornate trascorse all’aperto”. Un rischio confermato anche da uno studio pubblicato nel 2024 su Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology che ha documentato come le vacanze siano associate a una probabilità di reazioni anafilattiche significativamente più alta, con un rischio relativo di 2,3 maggiore rispetto ai periodi ordinari, legato all’esposizione a contesti diversi da quelli quotidiani.  “Per i pazienti allergici, una gita fuori porta mal pianificata può quindi tradursi in una giornata di malessere che può essere scongiurata con poche ma fondamentali precauzioni, in linea con le indicazioni dell’American College of Allergy, Asthma &amp; Immunology”, sottolinea Patella.Per chi soffre di allergie respiratorie e vuole godersi le vacanze del periodo pasquale, è fondamentale optare per mete &#8216;a prova di allergia&#8217;. &#8220;Ideali sono le località di mare e costiere che godono della brezza marina che disperde i pollini, mantenendo l’aria più pulita dagli allergeni, ma anche borghi storici e città d’arte che permettono di stare all’aria aperta offrendo protezione dal contatto diretto con prati e fioriture. Da preferire anche le mete montane oltre gli 800 – 1000 metri dove la stagione dei pollini inizia significativamente più tardi”, suggerisce Patella.“Necessario valutare con cautela prati aperti, parchi con alberi ad alta fioritura, campagna, specialmente nelle giornate ventose che favoriscono il trasporto dei pollini &#8211; mette in guardia Del Giacco -. Ma attenzione anche ai temporali brevi in quanto piogge intense e concentrate provocano la rottura dei granuli pollinici, favorendo il rilascio di particelle ancora più piccole e irritanti, che possono peggiorare i sintomi soprattutto nei pazienti asmatici”.“È infine di primaria importanza, portare sempre con sé kit di emergenza con antistaminici, spray nasali e colliri prescritti dallo specialista. Essenziale poi controllare il bollettino pollinico prima di partire: verificare i livelli di polline della zona di destinazione attraverso le app e i portali dedicati al monitoraggio aerobiologico, per pianificare le attività all’aperto in base alle previsioni di qualità dell’aria”, consigliano gli esperti.</p>
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