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	<title>25 novembre Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>25 novembre 2025:  SCARPETTE ROSSE IN CERAMICA  contro la violenza sulle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 20:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[25 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica]]></category>
		<category><![CDATA[giornata Internazionale contro la violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[Scarpette rosse in ceramic]]></category>
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<p>Martedì 25 novembre 2025, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, torna Scarpette rosse in ceramica, la manifestazione organizzata da AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/25-novembre-2025-scarpette-rosse-in-ceramica-contro-la-violenza-sulle-donne/">25 novembre 2025:  SCARPETTE ROSSE IN CERAMICA  contro la violenza sulle donne</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Martedì 25 novembre 2025, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, torna Scarpette rosse in ceramica, la manifestazione organizzata da AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica.  La rassegna artistica dal profondo valore sociale è giunta quest’anno alla sua IX edizione, con il coinvolgimento di 58  comuni italiani da sempre attivi nella valorizzazione e nella produzione della ceramica artistica e artigianale.</em></p>
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<p><strong>Martedì 25 novembre<em> </em>2025</strong>, in occasione della <strong>Giornata internazionale contro la violenza sulle donne</strong>, torna <strong><em>Scarpette rosse in ceramica</em></strong>,<strong><em> </em></strong>la manifestazione organizzata da <strong>AiCC – Associazione italiana Città della Ceramica</strong>. Nata nel 2017 da un’iniziativa del <strong>Comune di Oristano</strong>, la rassegna artistica dal profondo valore sociale è giunta quest’anno alla sua <strong>IX edizione</strong>, con il coinvolgimento dei comuni italiani da sempre attivi nella valorizzazione e nella produzione della ceramica artistica e artigianale.</p>
<p>Secondo l’<strong>Organizzazione Mondiale della Sanità</strong>, a livello globale circa <strong>una donna su tre</strong> subisce violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita – un dato che riflette una realtà ancora drammaticamente attuale anche in Italia. Nel nostro Paese – secondo i dati registrati dal Servizio Analisi Criminale del Ministero dell’Interno – <strong>nel 2024</strong> sono state uccise <strong>113 donne</strong>, di cui <strong>99</strong> in ambito familiare o affettivo, <strong>61</strong> per mano del partner o dell’ex partner.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-113355 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/unnamed-819x1024.png" alt="" width="500" height="625" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/unnamed-819x1024.png 819w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/unnamed-240x300.png 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/unnamed-768x960.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/unnamed-585x731.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/unnamed.png 1080w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Nate nel 2009 come installazione artistica dell’artista messicana Elina Chauvet, le Scarpette rosse si sono trasformate nel tempo in un potente simbolo globale contro il femminicidio e ogni forma di violenza sulle donne. In un contesto in cui il fenomeno resta drammaticamente attuale, è più che mai necessario tenere alta l’attenzione, promuovere una cultura della consapevolezza e incoraggiare chi trova la forza di denunciare.</p>
<p>Anche quest’anno, l’<strong>Associazione italiana Città della Ceramica</strong> dà voce al <strong>messaggio poetico e creativo dei suoi artisti</strong>, offrendo una testimonianza di lotta e solidarietà che prende forma nella materia lavorata da mani esperte. Queste opere vengono collocate in strade, piazze, parchi e sui sagrati delle chiese, ma anche all’interno di palazzi, scuole e teatri. Dal cuore dei centri storici fino alle periferie, scarpe, sandali, zoccoli e stivali modellati, cotti al forno, dipinti e smaltati rigorosamente a mano in rosso si fanno portavoce di questa battaglia. Accanto alle scarpette rosse, anche il <strong>numero nazionale anti-violenza e anti-stalking 1522</strong> si trasforma in arte grazie alle<strong> targhe in ceramica</strong> esposte in spazi pubblici. Accanto alle installazioni, non mancheranno performance, reading, mostre, workshop e incontri dedicati alla riflessione e all’azione concreta.</p>
<p>Tutto questo è <em>Scarpette rosse in ceramica</em>, un’iniziativa il cui valore pubblico è ben riassunto dalle parole del Presidente dell’AiCC, <strong>Massimo Isola</strong>: “<em>Questo evento </em><em>rappresenta per noi un progetto di profondo valore simbolico e culturale, al quale siamo particolarmente legati. È il risultato di un impegno corale e diffuso su tutto il territorio nazionale, che unisce le Città italiane della Ceramica in un percorso condiviso di ideazione e crescita. Attraverso nuove programmazioni, attività, percorsi narrativi ed espositivi, questo progetto intende promuovere una riflessione collettiva, valorizzando al tempo stesso l’arte ceramica come strumento di dialogo, espressione e consapevolezza sociale</em>”.</p>
<p><strong>Nadia Carboni</strong>, Direttrice di AiCC, ha aggiunto: &#8220;<em>Nel corso degli anni, </em>Scarpette Rosse in ceramica<em> ha dimostrato la capacità di coniugare la ceramica con la forte valenza civica e sociale che la nostra Associazione intende promuovere, valorizzando il patrimonio culturale e artigianale del Made in Italy come linguaggio capace di raccontare storie, risvegliare coscienze e contribuire alla costruzione di una società migliore. Grazie al coinvolgimento di artigiane, artigiani e istituzioni, le Città italiane della Ceramica hanno saputo dare vita a progetti di grande impatto, invitando a riflettere su una tematica di sempre maggiore attualità</em>”.</p>
<p>Le iniziative, in continuo aggiornamento, si svolgono in contemporanea nelle città italiane della ceramica e sono consultabili sul sito <a href="https://csac.musvc6.net/e/tr?q=8%3dNVHbO%26F%3dBc%265%3dXKXJ%26I%3dFYQYF%26P%3dyN5K0_Lbxg_WL_Mhwa_WW_Lbxg_VQRDQ.mP6HrD6LyJt9364Cn6.zN_3vjt_Ck07lM795Ov-LzN09-tI-t9364Cn6-CCtD-v8tUzIy0_9udu_Ij%26o%3dHBM78M.HpO%26zM%3dBaQdG%26O0%3dVKWLUBWKUCXJWH%26C%3dMbpaM5JXHUH0sdp8J6H6N0qWJYKWOZEWuWF6r5lZwUl9Q5CXOZp0tUIAJWH9J5KcH7K0&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://csac.musvc6.net/e/tr?q%3D8%253dNVHbO%2526F%253dBc%25265%253dXKXJ%2526I%253dFYQYF%2526P%253dyN5K0_Lbxg_WL_Mhwa_WW_Lbxg_VQRDQ.mP6HrD6LyJt9364Cn6.zN_3vjt_Ck07lM795Ov-LzN09-tI-t9364Cn6-CCtD-v8tUzIy0_9udu_Ij%2526o%253dHBM78M.HpO%2526zM%253dBaQdG%2526O0%253dVKWLUBWKUCXJWH%2526C%253dMbpaM5JXHUH0sdp8J6H6N0qWJYKWOZEWuWF6r5lZwUl9Q5CXOZp0tUIAJWH9J5KcH7K0%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1764100721507000&amp;usg=AOvVaw3Wd289MT1y_QO7U79uZjuH"><strong>www.buongiornoceramica.it</strong></a>.</p>
<p>Si parte dalla <strong>Liguria</strong>, nel comune di <strong>Savona</strong> che propone l’iniziativa <strong><em>Zonta dice NO</em></strong>: le vetrine delle attività commerciali saranno allestite con le scarpette in ceramica realizzate dai ceramisti delle città della <strong>Baia della Ceramica.</strong></p>
<p>In <strong>Lombardia</strong>, la città di <strong>Laveno Mombello</strong> presenta la tradizionale mostra di scarpette rosse in ceramica realizzate dagli artigiani locali, quest’anno esposte negli spazi di Villa Frua.</p>
<p>In <strong>Veneto</strong>, gli artigiani e artisti della città di <strong>Nove</strong> esporranno le scarpette rosse in ceramica in un luogo del centro storico dove è stata installata permanentemente una panchina rossa. Il 25 novembre, al termine della tradizionale fiaccolata, verrà inoltre presentata <strong><em>l’opera collettiva “Musiva”,</em></strong> un grande mosaico composto da cocci in ceramica realizzato in collaborazione con lo sportello antiviolenza “Spazio Donna” e l’Associazione “Questa Città”.</p>
<p>In <strong>Emilia-Romagna</strong>, i ceramisti di <strong>Faenza</strong> partecipano con il progetto <strong><em>Una scarpette rossa in ceramica per le donne</em></strong>: dal 20 al 30 novembre sarà possibile contribuire alla raccolta fondi per sostenere le attività dell’Associazione SOS Donna acquistando nelle botteghe ceramiche del territorio le piccole scarpette rosse in ceramica realizzate per l’occasione. La città partecipa attivamente alle celebrazioni nazionali con proiezioni, mostre, workshop e visite guidate a tema per riflettere su questa importante tematica.</p>
<p>Nelle<strong> Marche</strong>, la città di<strong> Appignano </strong>presenta domenica 23 novembre il progetto <strong><em>Non è niente. Rompere il silenzio per combattere la violenza di genere</em></strong>, una installazione diffusa che coinvolge tre diversi luoghi. Si potranno visitare nel corso di una passeggiata guidata in cui verranno letti brani e testi, per terminare con la mostra dei lavori realizzati nelle edizioni precedenti.</p>
<p>Anche<strong> </strong>quest’anno i ceramisti di<strong> Ascoli Piceno </strong>hanno messo a disposizione le loro creazioni a tema, le quali saranno esposte in diverse iniziative che coinvolgono vari luoghi della città. Accanto alle tradizionali scarpette rosse, ci sarà la <strong><em>Picchiata</em></strong>: un manufatto dell’artista Barbara Tomassini che rappresenta una figura femminile simbolica dell’amore che costringe e toglie libertà.</p>
<p>A <strong>Fratte Rosa</strong>, il 22 novembre si svolgerà un flash mob con protagoniste le associazioni del territorio: un evento itinerante lungo le vie del centro storico, per ammirare le targhe in ceramica con il numero di emergenza realizzate per l’occasione. Il flash mob terminerà con la rottura di un vaso in terracotta e la sua ricomposizione con la tecnica del kintsugi, simbolo di rinascita e cura.</p>
<p>A <strong>Pesaro</strong>, da venerdì 25 a domenica 30 novembre i luoghi della cultura cittadina accoglieranno una mostra diffusa con scarpette in ceramica, allestite presso Musei Civici di Palazzo Mosca, Casa Rossini e Centro Arti Visive Pescheria. Quest’ultima sarà in collegamento fisico e simbolico con il Liceo Artistico Mengaroni, che partecipa con l’esposizione di scarpette in ceramica nella sede museale CAME – Ceramiche Artistiche Mengaroni.</p>
<p>Nel <strong>Lazio</strong>, i comuni della Tuscia di <strong>Civita Castellana, Viterbo, Tarquinia </strong>e<strong> Acquapendente</strong> partecipano congiuntamente con una istallazione diffusa di scarpette rosse in ceramica e di targhe con il numero antiviolenza 1522, collocate nei luoghi più significativi e simbolici.</p>
<p>A <strong>Viterbo</strong>, accanto alle installazioni diffuse, verrà coinvolto anche l’hub di artigianato artistico di CNA Viterbo e Civitavecchia Lazio Artigiana, allestito con scarpette e altri richiami simbolici dedicati a questa importante ricorrenza. All’interno dell’hub, verranno inoltre organizzati laboratori esperienziali di sensibilizzazione.</p>
<p>Anche a <strong>Civita Castellana</strong> il programma delle iniziative per il 25 novembre è arricchito con la presentazione di opere in ceramica e del volume della scrittrice Daniela Mencarelli.</p>
<p>In <strong>Puglia</strong>, il comune di <strong>Cutrofiano</strong> partecipa insieme all’Istituto Comprensivo Don Bosco con un flash mob degli studenti e delle associazioni della città, l’esposizione di scarpette rosse in ceramica, la presentazione del volume a cura dell’Associazione Le tessitrici e la proiezione del <strong><em>cortometraggio Rompiamo il silenzio</em></strong><em>”</em></p>
<p>Infine, in <strong>Sicilia</strong>, a <strong>Burgio</strong>, il 25 novembre verrà realizzato un momento commemorativo con la mostra di scarpette rosse in ceramica realizzate dagli artigiani locali. Mentre a Santo <strong>Stefano di Camastra</strong>, in Piazza Matrice, saranno allestite le scarpette e panchine rosse in ceramica realizzate dalle botteghe artigiane locali.</p>
<p><strong><em>SCARPETTE ROSSE IN CERAMICA </em></strong>è un progetto in progress, al quale partecipano le Città aderenti all’<strong><em>Associazione italiana Città della Ceramica</em></strong>. Le <strong>58 </strong>città di antica tradizione ceramica sono: Acquapendente, Albisola Superiore, Albissola Marina, Appignano, Ariano Irpino, Asciano, Ascoli Piceno, Assemini, Bassano del Grappa, Borgo San Lorenzo, Burgio, Calitri, Caltagirone, Calvello, Castellamonte, Castelli, Cava de’ Tirreni, Celle Ligure, Cerreto Sannita, Città di Castello, Civita Castellana, Collesano, Cutrofiano, Deruta, Este, Faenza, Fratte Rosa, Grottaglie, Gualdo Tadino, Gubbio, Impruneta, Laterza, Laveno Mombello, Lodi, Matera, Mondovì, Monreale, Montelupo Fiorentino, Napoli-Capodimonte, Nove, Oristano, Orvieto, Pesaro, Rutigliano, San Lorenzello, San Pietro in Lama, Santo Stefano di Camastra, Sassuolo, Savona, Sciacca, Sesto Fiorentino, Squillace, Tarquinia, Terlizzi, Umbertide, Urbania, Vietri sul Mare, Viterbo.</p>
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		<title>Liberi dopo un trauma. La violenza di genere raccontata nei corti di Barbara Sirotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marta Tersigni]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 05:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[25 novembre]]></category>
		<category><![CDATA[violenza di genere]]></category>
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<p>Aria e Libera sono due super short di 2 minuti e 59 secondi che riproducono l’esperienza vissuta in prima persona dalla stessa protagonista, Barbara Sirotti, vittima di una violenza subita&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/44FF7AF3-3424-4CE9-A4F8-C20CCA4944E8-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Aria e Libera sono due super short di 2 minuti e 59 secondi che riproducono l’esperienza vissuta in prima persona dalla stessa protagonista, Barbara Sirotti, vittima di una violenza subita dalla persona a lei più cara: il suo ex compagno. Un’occasione per parlare dell’elaborazione del trauma con la psicologa Sabrina Melpignano e l’avvocato Monica Nassisi.</em></p>
<p><em>Roma, 24 ottobre 2022</em> – Una cornice di festa in uno spazio glam: la Festa del Cinema di Roma e gli spazi Spazio Roma Lazio Film Commission stridono con le proiezioni dei due corti – <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/2022/10/11/aria-elaborazione-di-una-violenza-alla-festa-del-cinema-di-roma-il-film-di-barbara-sirotti/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Aria e Libera</a>– che affrontano il tema di quella violenza di genere che riempie le cronache di quasi tutti i giorni. Parliamo della violenza subita dalla persona più vicina e che non dava segnali di poter essere così crudele: il proprio compagno. Barbara Sirotti, interprete e regista del corto “<strong>Aria</strong>” – il corto metraggio super short già vincitore di ben 61 riconoscimenti nazionali ed internazionali- e di “<strong>Libera</strong>”, il sequel presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, non risparmia nulla allo spettatore e lo trascina dentro un vortice temporale in cui il passato si mescola al presente e da cui la vittima esce solo “<em>uccidendo cinematograficamente</em>” sé stessa.</p>
<p>Barbara Sirotti, sostenuta da doppiatori tra cui Luca Ward, Francesco Pannofino e Benedetta degli Innocenti che hanno partecipato come voci e attori ai due corti, cede alla pellicola l’elaborazione dolorosa della violenza, un percorso rappresentato dalla metafora del calice amaro che la vittima, per ritrovare sé stessa, deve bere fino all’ultima goccia.</p>
<p>Un’elaborazione durante la quale è fondamentale il supporto di uno specialista.</p>
<p>È in questa veste che è intervenuta alla presentazione la psicoterapeuta Sabrina Melpignano, non ché membro della Sezione di Sabaudia di <a href="https://www.fidapa.org/HomePage" target="_blank" rel="noreferrer noopener">FIDAPA</a>, l’associazione che da anni è impegnata nell’educazione alla prevenzione della violenza di genere con numerose iniziative rivolte alle scuole e che ha sostenuto il progetto della Sirotti fin dall’inizio.</p>
<p><em>“La vittima di una violenza raramente viene in terapia di sua iniziativa. È inviata da un’amica, dalla mamma oppure si avvicina alla terapia per un tono dell’umore, per una sensazione di stanchezza e solo dopo molte sedute si inizia ad affrontare il trauma subito”. </em>La vittima vive una devastazione psicologica che la conduce ad amnesie dissociative, un meccanismo di protezione che la mente mette in atto per tutelare la persona ma che porta ad un distacco dalla realtà, ad un congelamento emotivo in cui non ci si sente più vivi.<em> “La terapia richiede molto tempo e pazienza, la persona è come stordita e si crea una bolla di protezione. Quando si inizia a risvegliare il ricordo allora si entra nella fase più delicata perché la consapevolezza della violenza subita genera sofferenza. È un livello a cui non tutti arrivano ma che è necessario per iniziare ad uscire e intravedere una luce”.</em></p>
<p>In questo quadro, spiega Melpignano, l’educazione dei giovani e la prevenzione sono le due azioni su cui occorre insistere. Tema su cui concorda anche l’avvocato penalista Monica Nassisi, da anni impegnata nella difesa delle vittime di pedofilia, della violenza di genere, dei maltrattamenti in famiglia, che evidenzia il dolore del farsi carico di processi a difesa delle vittime, spesso rappresentate dai famigliari in quanto non più vive.</p>
<p>“<em>La mia vita è cambiata con un caso in particolare, a volte è troppo anche per noi e dobbiamo farci aiutare</em> <em>da specialisti</em>”. Racconta di processi di cui non vorresti mai sentir parlare: una giovane donna colpita 47 volte dal compagno a cui è stato contestato solo l’omicidio semplice; una bambina costretta a subire rapporti e poi ad abortire; un pedofilo che ha tentato di comprare per 300 euro al mese una bimba. Tutti condannati. Ma non basta.</p>
<p>“<em>Queste situazioni devono essere intercettate prima, servono case rifugio che esistono ma sono di difficile accesso. Serve personale attento, troppo spesso le donne vengono rimandate a casa con troppa leggerezza dalle forze dell’ordine, talvolta viene consigliato di tornare con una denuncia scritta da un avvocato.</em> <em>E poi queste donne sono costrette a rivivere attraverso il racconto troppe volte la violenza subita</em>”.</p>
<p>“<em>Personalmente dubitavo di alcuni ricordi</em> – racconta Barbara Sirotti- <em>non ero più sicura di nulla e vivevo in un loop spazio temporale che ho cercato di raccontare nel secondo corto, Libera, in cui la percezione del tempo diventa circolare, e i fatti sono collegati non dalla razionalità ma dalle emozioni. Ho attraversato un deserto personale, difficile, ma ho dovuto attraversalo tutto per essere di nuovo libera. E ora sono libera</em>”.</p>
<p>Photocover : da sinistra, Marco Bonardelli, Barbara Sirotti, Benedetta degli Innocenti, Monica Nassisi e Sabrina Melpignano</p>
<p>Foto: Marta Tersigni</p>
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