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	<title>800 anni dopo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>San Francesco, abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Oct 2026 13:09:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[800 anni dopo]]></category>
		<category><![CDATA[San Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="San Francesco 800 anni dopo" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Ottocento anni dopo la sua morte celebriamo Francesco d’Assisi. Ma siamo davvero disposti a lasciarci ancora mettere in discussione dalla radicalità della sua vita? San Francesco, abbiamo reso innocuo il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="San Francesco 800 anni dopo" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/download-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><em>Ottocento anni dopo la sua morte celebriamo Francesco d’Assisi. Ma siamo davvero disposti a lasciarci ancora mettere in discussione dalla radicalità della sua vita?</em></p>
<h1>San Francesco, abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</h1>
<p class="pip-subtitle">Ottocento anni dopo la sua morte celebriamo Francesco d’Assisi. Ma siamo davvero disposti a lasciarci ancora mettere in discussione dalla radicalità della sua vita?</p>
<p class="pip-lead">Oggi celebriamo San Francesco.</p>
<p>Lo facciamo ottocento anni dopo la sua morte, avvenuta nella notte tra il 3 e il 4 ottobre 1226.</p>
<p>Assisi torna ancora una volta al centro dell’attenzione. Nell’anno dell’ottavo centenario, il 4 ottobre 2026 assume un significato particolare: è anche la prima Festa nazionale di San Francesco d’Assisi dopo l’entrata in vigore della legge che l’ha istituita, richiamando i valori della pace, della fratellanza, della tutela dell’ambiente e della solidarietà. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella partecipa alle celebrazioni di Assisi.</p>
<p>Ma c’è una domanda che rischia di perdersi tra cerimonie, immagini, discorsi e memoria.</p>
<div class="pip-question">Quanto siamo davvero disposti ad ascoltare Francesco?</div>
<p>Non il santo rassicurante.</p>
<p>Non la figura addolcita dalla distanza del tempo.</p>
<p>Ma l’uomo.</p>
<p>Quello che scelse di uscire dagli schemi.</p>
<p>Quello che rinunciò ai privilegi della propria condizione.</p>
<p>Quello che modificò radicalmente il proprio rapporto con il denaro, il potere, i poveri, il nemico, la natura e perfino con se stesso.</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>Forse abbiamo imparato a celebrare Francesco proprio per non doverci più lasciare disturbare da lui.</strong></div>
<h2>Il Francesco che abbiamo addomesticato</h2>
<p>Nel tempo abbiamo costruito un’immagine quasi rassicurante di Francesco.</p>
<p>Il santo degli uccelli.</p>
<p>Il santo del presepe.</p>
<p>Il santo della natura.</p>
<p>Il santo della pace.</p>
<p>Tutto vero.</p>
<p>Ma non basta.</p>
<p>Perché Francesco d’Assisi non fu soltanto un uomo mite.</p>
<p><strong>Fu un uomo radicale.</strong></p>
<p>Figlio di una famiglia benestante, avrebbe potuto continuare la vita che gli era stata preparata.</p>
<p>Non lo fece.</p>
<p>Si spogliò.</p>
<p>E quella spogliazione non fu soltanto materiale.</p>
<p>Fu il rifiuto di lasciare che fosse il possesso a definire il valore di una persona.</p>
<p>In una società fortemente gerarchica, Francesco scelse una parola che ancora oggi conserva tutta la sua forza:</p>
<div class="pip-question">fratello.</div>
<h2>Non chiede semplicemente di essere buoni</h2>
<p>Francesco non chiede semplicemente di essere buoni.</p>
<p>Sarebbe una lettura troppo facile.</p>
<p>Chiede di cambiare il posto dal quale guardiamo l’altro.</p>
<p>Il povero non è soltanto qualcuno da assistere.</p>
<p>Il nemico non è soltanto qualcuno da combattere.</p>
<p>La natura non è soltanto qualcosa da utilizzare.</p>
<p>Il diverso non è qualcuno da ricondurre dentro le nostre categorie.</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>È la relazione stessa a cambiare.</strong></div>
<p>Ed è forse proprio questo che rende Francesco ancora oggi molto più radicale di quanto siamo abituati a raccontarlo.</p>
<p>La sua rivoluzione è una rivoluzione relazionale.</p>
<p>Cambia il rapporto con le cose.</p>
<p>Cambia il rapporto con il denaro.</p>
<p>Cambia il rapporto con chi è escluso.</p>
<p>Cambia il rapporto con il potere.</p>
<p>Cambia il rapporto con il creato.</p>
<p>Cambia il rapporto con il nemico.</p>
<p>E cambia il rapporto con se stesso.</p>
<p>Francesco non propone semplicemente una serie di comportamenti migliori.</p>
<p><strong>Propone un altro modo di abitare il mondo.</strong></p>
<h2>Attraversare il confine</h2>
<p>Uno degli episodi più potenti della sua vita avviene durante la quinta crociata.</p>
<p>Nel 1219 Francesco attraversa le linee del conflitto e incontra il sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil.</p>
<p>Non possiamo trasformare quell’incontro in una favola pacifista contemporanea.</p>
<p>Non fermò la guerra.</p>
<p>Non cancellò il conflitto.</p>
<p>Non possiamo neppure attribuirgli categorie politiche moderne.</p>
<p>Ma resta un fatto straordinario.</p>
<p>Nel momento in cui cristiani e musulmani si combattevano, Francesco attraversò fisicamente la linea che separava un campo dall’altro.</p>
<p>Andò incontro all’uomo che dall’altra parte veniva considerato nemico.</p>
<p>È un gesto che conserva ancora oggi una forza enorme.</p>
<p>Non perché risolva la complessità dei conflitti.</p>
<p>Ma perché ricorda che, anche dentro il conflitto, l’altro continua a essere umano.</p>
<p>Ed è forse una delle lezioni più difficili da accettare nel nostro tempo.</p>
<p>Abbiamo infatti una straordinaria capacità di trasformare identità, differenze e appartenenze in frontiere.</p>
<p><strong>Francesco, invece, attraversava le frontiere.</strong></p>
<h2>Prima della categoria c’è la persona</h2>
<p>Lo stesso vale quando guardiamo chi è povero, escluso, migrante, ferito o semplicemente diverso da noi.</p>
<p>Le società hanno bisogno di regole.</p>
<p>Gli Stati hanno bisogno di confini.</p>
<p>I fenomeni complessi devono essere governati.</p>
<p>Ma prima di ogni categoria esiste una persona.</p>
<p>È questo il passaggio che spesso perdiamo.</p>
<p>Riduciamo l’altro a una definizione.</p>
<p>Migrante.</p>
<p>Straniero.</p>
<p>Povero.</p>
<p>Avversario.</p>
<p>Credente.</p>
<p>Non credente.</p>
<p>Progressista.</p>
<p>Conservatore.</p>
<p>E quando la categoria diventa più importante della persona, la relazione scompare.</p>
<p>Francesco continua a disturbare proprio qui.</p>
<p><strong>Perché costringe a guardare il volto prima dell’etichetta.</strong></p>
<h2>Francesco non era un ambientalista</h2>
<p>Anche nel rapporto con la natura dobbiamo evitare una semplificazione.</p>
<p>Francesco non era un ambientalista.</p>
<p>Non poteva esserlo.</p>
<p>Non conosceva il cambiamento climatico, le emissioni di CO₂, la perdita di biodiversità o le categorie scientifiche contemporanee.</p>
<p>Trasformarlo in un ecologista del XIII secolo sarebbe un anacronismo.</p>
<p>Ma aveva compreso qualcosa di profondissimo.</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>L’essere umano non è il proprietario assoluto della Terra.</strong></div>
<p>È parte di essa.</p>
<p>Il sole diventa fratello.</p>
<p>La luna sorella.</p>
<p>L’acqua sorella.</p>
<p>Persino la morte diventa sorella.</p>
<p>Non è ecologia scientifica.</p>
<p>È una concezione della relazione.</p>
<p>Prima ancora di chiederci come dobbiamo trattare la natura, Francesco sembra costringerci a una domanda più radicale:</p>
<div class="pip-question">che posto crediamo di occupare dentro il vivente?</div>
<p>La Terra esisteva prima dell’uomo.</p>
<p>E potrebbe continuare a esistere anche dopo di noi.</p>
<p>Quando diciamo che dobbiamo “salvare il pianeta”, rischiamo persino di sopravvalutare noi stessi.</p>
<p>Non è il pianeta ad aver bisogno di essere salvato dall’estinzione.</p>
<p><strong>Siamo noi che dobbiamo imparare a vivere senza distruggere le condizioni che rendono possibile la nostra stessa presenza.</strong></p>
<h2>Francesco nel tempo della comunicazione</h2>
<p>E poi c’è il nostro mondo digitale.</p>
<p>Non possiamo sapere come Francesco avrebbe utilizzato uno smartphone, un social network o una piattaforma digitale.</p>
<p>Ma possiamo usare la sua vita per porci una domanda.</p>
<p>Oggi comunichiamo continuamente ciò che facciamo.</p>
<p>Aiutiamo e raccontiamo.</p>
<p>Incontriamo e pubblichiamo.</p>
<p>Ci indigniamo e condividiamo.</p>
<p>Costruiamo immagini di noi stessi.</p>
<p>Non è necessariamente un male.</p>
<p>Raccontare il bene è importante.</p>
<p>Far conoscere un’ingiustizia può essere necessario.</p>
<p>La comunicazione può generare consapevolezza, solidarietà e relazione.</p>
<p>Il problema nasce quando il racconto diventa più importante dell’incontro.</p>
<p>Quando la rappresentazione del gesto supera il gesto stesso.</p>
<p>Quando il bisogno di mostrare ciò che facciamo rischia di diventare più importante del bene che stiamo facendo.</p>
<div class="pip-question">Se nessuno sapesse quello che stai facendo, lo faresti ugualmente?</div>
<p>È una domanda difficile.</p>
<p>Anche per chi, come me, lavora con la comunicazione.</p>
<p>Forse soprattutto per chi lavora con la comunicazione.</p>
<p>Perché la tecnologia può servire la relazione.</p>
<p><strong>Ma può anche sostituirla.</strong></p>
<h2>Il santo fuori dagli schemi</h2>
<p>Francesco era profondamente dentro la Chiesa.</p>
<p>Ma viveva qualcosa che rompeva gli schemi del proprio tempo.</p>
<p>Non costruì la propria identità semplicemente contro qualcuno.</p>
<p>Non ebbe bisogno di distruggere l’altro per testimoniare ciò in cui credeva.</p>
<p><strong>La sua contestazione più potente fu la sua vita.</strong></p>
<p>Anche questo è estremamente scomodo oggi.</p>
<p>Viviamo in un tempo nel quale abbiamo sempre più bisogno di definire chi siamo attraverso ciò che combattiamo.</p>
<p>Le appartenenze diventano identità.</p>
<p>Le identità diventano contrapposizioni.</p>
<p>Le contrapposizioni diventano nemici.</p>
<p>Francesco introduce invece una parola che disarma questa logica.</p>
<div class="pip-question">Fratello.</div>
<p>Fratello non significa essere uguali.</p>
<p>Non significa pensarla allo stesso modo.</p>
<p>Non significa cancellare il conflitto.</p>
<p><strong>Significa impedire al conflitto di cancellare l’umanità dell’altro.</strong></p>
<h2>Abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</h2>
<p>Forse il rischio più grande arriva proprio adesso.</p>
<p>Ottocento anni dopo la sua morte, Francesco è universalmente riconosciuto.</p>
<p>È amato.</p>
<p>È citato.</p>
<p>È celebrato.</p>
<p>È diventato simbolo di pace, povertà, fraternità, ecologia.</p>
<p>Ed è giusto che sia così.</p>
<p>Ma ogni simbolo corre un rischio.</p>
<p><strong>Diventare innocuo.</strong></p>
<p>Perché una volta trasformata una persona in icona possiamo continuare ad ammirarla senza lasciare che ci metta davvero in discussione.</p>
<p>Possiamo parlare di Francesco senza modificare il nostro rapporto con il denaro.</p>
<p>Possiamo cantare il Cantico delle creature senza interrogarci sul nostro modo di consumare.</p>
<p>Possiamo invocare la pace continuando a trattare chi ci è vicino come un nemico.</p>
<p>Possiamo parlare di fraternità e costruire continuamente categorie che separano.</p>
<p>Possiamo celebrare la povertà vivendo nella logica dell’accumulo.</p>
<p>Ed è qui che Francesco torna improvvisamente scomodo.</p>
<h2>Ottocento anni dopo</h2>
<p>Forse, allora, la domanda non è:</p>
<div class="pip-question">che cosa direbbe Francesco al mondo di oggi?</div>
<p>È una domanda affascinante, ma rischia sempre di farci usare Francesco per confermare ciò che pensiamo già.</p>
<p>La domanda più seria è un’altra:</p>
<div class="pip-emphasis"><strong>Che cosa accadrebbe se prendessimo sul serio ciò che Francesco ha già detto con la propria vita?</strong></div>
<p>Perché celebrare Francesco è relativamente facile.</p>
<p>Ricordarlo è facile.</p>
<p>Trasformarlo in simbolo è facile.</p>
<p>Molto più difficile è permettergli ancora di mettere in discussione il nostro rapporto con il denaro, il potere, il nemico, il creato e perfino con noi stessi.</p>
<div class="pip-separator"></div>
<p class="pip-question">Forse Francesco non ha bisogno di essere reso contemporaneo.</p>
<p class="pip-question">Siamo noi che dobbiamo decidere se vogliamo ancora lasciarci mettere in discussione da lui.</p>
<section class="pip-editorial-note">
<h2>Nota editoriale</h2>
<p>Questo articolo non vuole attribuire a Francesco d’Assisi posizioni contemporanee che non avrebbe potuto conoscere.</p>
<p>Non sappiamo che cosa penserebbe delle guerre di oggi, delle migrazioni, dei social network o della crisi climatica.</p>
<p>Il tentativo è diverso: mettere alcune sue scelte accanto alle nostre.</p>
<p>Da giornalista e da persona che lavora sulla comunicazione e sulle relazioni, ciò che continua a interrogarmi di Francesco non è soltanto la povertà.</p>
<p>È il suo modo di cambiare le relazioni.</p>
<p>Con le persone.<br />
Con il potere.<br />
Con le cose.<br />
Con il diverso.<br />
Con il nemico.<br />
Con il creato.</p>
<p>Forse è proprio qui che, ottocento anni dopo, Francesco continua a parlarci.</p>
<p>Non perché avesse previsto il nostro mondo.</p>
<p><strong>Ma perché aveva compreso qualcosa dell’essere umano.</strong></p>
<p><strong>Fr@ncesco Mazzarella</strong></p>
</section>
<section class="pip-related-audio">
<div>Ascolta anche</div>
<h2>Il Cantico delle creature: quando il mondo torna a essere fratello</h2>
<p>Una puntata di <strong>Tra pagine e legami</strong> per continuare la riflessione sul rapporto tra Francesco, il creato e il nostro modo di abitare il mondo.</p>
<p><iframe src="https://open.spotify.com/embed/episode/2BTuKglE7rPDZjNuOfQnmh/video?utm_source=generator&amp;si=1369866b49744ead" width="100%" height="351" frameborder="0" allowfullscreen="allowfullscreen" data-testid="embed-iframe" data-mce-fragment="1"></iframe>Per ascoltare le altre puntate e scoprire gli approfondimenti del progetto:<br />
<a href="https://www.francescomazzarella.eu/podcast/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">francescomazzarella.eu/podcast</a></p>
</section>
<section class="pip-sources">
<h2>Fonti</h2>
<ul>
<li><strong>Normattiva – Legge 8 ottobre 2025, n. 151</strong>, “Istituzione della festa nazionale di San Francesco d’Assisi”. Entrata in vigore il 1° gennaio 2026.<br />
<a href="https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.codiceRedazionale=25G00153&amp;atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-10-10" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Consulta il testo della legge</a></li>
<li><strong>Basilica di San Francesco d’Assisi – Sacro Convento</strong>, “Celebrazioni per la festa di San Francesco d’Assisi, 3 e 4 ottobre 2026”, 17 settembre 2026.<br />
<a href="https://basilica.sanfrancesco.org/notizie/celebrazioni-per-la-festa-di-san-francesco-dassisi-3-e-4-ottobre-2026" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Programma ufficiale delle celebrazioni</a></li>
<li><strong>Presidenza della Repubblica – Quirinale</strong>, Agenda del Presidente della Repubblica: partecipazione alla cerimonia del 4 ottobre 2026 ad Assisi in occasione della Festa nazionale di San Francesco d’Assisi nell’ottavo centenario della morte.<br />
<a href="https://www.quirinale.it/agenda" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Agenda del Presidente della Repubblica</a></li>
<li><strong>Commission on the Franciscan Intellectual Tradition</strong>, documentazione sulla vita e sulla tradizione francescana, compreso l’incontro del 1219 tra Francesco d’Assisi e il sultano d’Egitto al-Malik al-Kamil durante la quinta crociata.<br />
<a href="https://www.franciscantradition.org/blog/saint-francis-il-poverello/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Franciscan Intellectual Tradition</a></li>
<li><strong>Basilica di San Francesco d’Assisi</strong>, “4 ottobre 2026: il mondo viene da san Francesco”, 27 settembre 2026.<br />
<a href="https://basilica.sanfrancesco.org/notizie/4-ottobre-2026-il-mondo-viene-da-san-francesco-2" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondimento sull’ottavo centenario</a></li>
</ul>
</section>
<div class="pip-copyright">© Riproduzione riservata – Francesco Mazzarella</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/04/san-francesco-abbiamo-reso-innocuo-il-suo-messaggio/">San Francesco, abbiamo reso innocuo il suo messaggio?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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