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		<title>Nel DANTE DÌ non basta la tradizione. Leggiamo Dante oltre.  Tra metafisica e linguaggi musicali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Mar 2026 21:26:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Progetto-senza-titolo-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Progetto-senza-titolo-5.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Progetto-senza-titolo-5-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Progetto-senza-titolo-5-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Dante nella canzone d’autore: tra simbolo, metafisica e linguaggio del secondo Novecento Nel Marzo del &#8220;Dante dì&#8221; il tempo dei linguaggi diventa dimensione mai &#8220;moralistica&#8221; ma onirico-filosofica. La sola parola&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/25/nel-dante-di-non-basta-la-tradizione-leggiamo-dante-oltre-tra-metafisica-e-linguaggi-musicali/">Nel DANTE DÌ non basta la tradizione. Leggiamo Dante oltre.  Tra metafisica e linguaggi musicali</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dante nella canzone d’autore: tra simbolo, metafisica e linguaggio del secondo Novecento</em></p>
<p>Nel Marzo del &#8220;Dante dì&#8221; il tempo dei linguaggi diventa dimensione mai &#8220;moralistica&#8221; ma onirico-filosofica. La sola parola potrebbe avere una peculiarità secondaria se non si entra in un linguaggio del pensiero. Dante è in quella musicalità delle esistenza che hanno cambiato il linguaggio moderno. Penso alla poesia del Novecento. Da Pound a Eliot. Da Ungaretti a Pavese. Penso ai cantautori in poesia o alla canzone di autori dagli anni Sessanta ai nostri giorni. Da De André a Battiato. A quella letteratura musicale che ha cercato il verso cantato e viceversa. Esempi? Eccoli.<br />
In Fabrizio De André la letteratura si fa mistero. Da Dante a Pavese, da Lee Masters ad Alvaro Mutis.  E da questo viaggiare a Pound.  Ma l’incastro linguistico resta Dante con un De André che usa l’attrazione delle ballate alla Villon. Ma con Dante De André recupera tutta la ballata provenzale, Cecco Angiolieri sino al tardo Medioevo.  Letteratura e musica sono un linguaggio non dell’oltre (ovvero che va al di là del quotidiano) ma del profondo. Ci sono in questo linguaggio, per restare alla letteratura e alla musica, delle memorie sommerse che catturano metafore e realtà, luoghi e un sentire attraverso scenari che creano ombre e maschere, appartenenze e dimensioni oniriche.</p>
<p>C’è uno speciale incontro tra due personaggi che hanno realizzato dei riferimenti unici ma nello stesso momento universali.<br />
Ho cercato di inserirmi all’interno di questo mondo. Fatto di nuvole, come quello di Aristofane e di Dante e Poliziano. Ho cercato di entrare, con la mia esperienza di scrittore, tra le pieghe di un percorso che è fatto di nomi (scrittori, cantautori, poeti, luoghi, geografie di sentieri e di anime) per cercare di capire il senso delle parole. Le parole come sentimento nella sensibilità dell’essere. Se nelle parole c’è un’ansia ci deve anche essere il coraggio di penetrarla questa ansia.</p>
<p>Mi riferisco ora a Cesare Pavese (per ciò che riguarda l’ambito strettamente letterario e poetico in particolare) e a Fabrizio De André (per ciò che interessa, invece, il connubio tra musica e parola). Ma non saranno solo questi a farci o farmi compagnia. Due proposte che non sono avulse dalla nostra attuale temperie. Anzi, passate e nuove generazioni si riflettono in quel loro messaggio che richiama fedeltà alle radici, maggiore consapevolezza identitaria, più intenso coinvolgimento ai temi della vita e della morte.<br />
Dante è presente sia con la Commedia che con la Vita nova. In una stratigrafia di poesia vissuta pensata articolata.</p>
<p>Il linguaggio non è fatto solo di segni ma di comunicazione o di partecipazione ad una griglia simbolica che vive costantemente nella realtà. Parola e musica sono i termini di un linguaggio dell’anima perché sono i codici di un pensare che appartiene non alla storia ma alla memoria.<br />
Ci sono temi e problematiche che accomunano questi  autori – personaggi. Ho accennato al tema del viaggio. Il viaggio è un luogo del vissuto (quindi della memoria) ma è soprattutto un luogo dell’attesa. Ci sono poeti e scrittori che fanno parte della loro esperienza. Cito: Omero e Lee Masters, Dante e Pound dentro De André.. L’unione tra due mondi: la cultura Occidentale/Meditteranea e quella prettamente Occidentale/Americana. Ma il viaggio è una costante come è una costante i paragrafi che caratterizzano il viaggio stesso. Il mito, la memoria e la morte.<br />
Scriveva Cesare Pavese: “Come i morti di Dante, che sono più vivi che in vita, i morti di Spoon River prolungano in una forma sepolcrale tutti i loro malcontenti, le loro passioni”. Ricordi e atmosfere sono un intreccio di malinconie dove tutto ha una sua proiezione. Ancora Pavese: “Le figure crepuscolari nell’ora crepuscolare, i ricordi, le ombre, le reticenze del racconto, tutto si fonde a creare una scena che ha intorno quasi un alone soprannaturale”.<br />
“Il mio aquilone è sul vento,/benché a tratti sussulti/come un uomo che scrolla le spalle”. Lee Masters è un navigatore che naviga nelle coscienze. I suoi personaggi non sono solo figure fisiche. Sono soprattutto delle coscienze. Sono delle meteore che come quell’aquilone dei suoi versi ondeggia trasportato “sul vento”. Un navigatore che in ogni temperie si lascia leggere senza perdere il suo fascino e il suo mistero.<br />
Commentando i versi di Spoon River Fabrizio De André, per il suoNon al denaro, non all’amore, dichiarava: “Poi lo rilessi nel ’68, e non lo trovai invecchiato per niente. Riscontrai in quei personaggi qualche cosa di noi, mi parve che, in quella collina popolata di morti, si parlasse il linguaggio di una verità che i vivi non possono esprimere. E che Lee Masters, con una lucidità insieme cronachistica e profetica, avesse dato vece ai mille scheletri che la società d’allora, ma anche quella di oggi nasconde nei propri armadi. Armadi che erano, naturalmente, anche i miei”. Ma qui c’è Dante!<br />
Personaggi che diventano destini e si aggrappano alle pareti di una continua avventura che lacera ogni desiderio. In Pavese e in De André ci sono personaggi che si fanno destini e destini che non smettono di occupare la tensione della nostra esistenza. Luoghi e destini sono approcci e riferimenti come in Dante.</p>
<p>Nel vocabolario del poeta, infatti, ci sono quei vocabolari che intrecciano le lingue del mondo nelle civiltà che ritornano con le immagini delle memorie. In questo nostro tempo di confusioni e lacerazioni la parola ha bisogno di ciò che si usa chiamare ritmo, musicalità, battuto lirico.<br />
Fabrizio De André ha saputo bene raccogliersi in quel linguaggio che racconta ma racconta grazie sia alla parola, sia all’immagine, sia al ritmo. E’ questa una letteratura che ritrova il suo vocabolario nella parola e nel recitativo musicale. Cesare Pavese sosteneva che: “Fonte della poesia è sempre un mistero, un’ispirazione, una commossa perplessità davanti a un irrazionale – terra incognita”. E in Fabrizio De André questo mistero è avvertibile.<br />
Dante comunque è inevitabile. Ecco: “Dante alla porta di Paolo e Francesca/spia chi fa meglio di lui:/lì dietro si racconta un amore normale/ma lui saprà poi renderlo tanto geniale” in “Al ballo mascherato”. O si pensi a “La cattiva strada” nella quale la “teologia” del peccato va dai Vangeli apocrifi a Dante.</p>
<p>In De André c’è Omero e tutta la tradizione classica, ma c’è soprattutto la comparazione tra le letterature occidentali e quelle orientali, c’è la cultura americana e quella araba e islamica. Un esempio ad una educazione alla tolleranza.<br />
De André sa ben giocare con le rime e le ballate. Prende anche in prestito, tra l’altro,  un verso della Divina Commedia del Canto XXXIII dell’Inferno, il Canto di Ugolino per capirci, nel quale si dice: “Ma più dell’onor, poté il digiuno” trasformandolo, con capacità ironica, in “Poscia più che ‘l dolor, poté ‘l digiuno”.  Il volgare diventa in De André una lingua vera.<br />
Ha ragion, dunque, Mogol (Giulio Rapetti) quando sostiene che: “La grande cultura è quella popolare, vera e sanguigna rispetto all’anemica cultura d’elite. Non a caso Dante scrisse la Commedia in volgare e non in latino” (“Corriere della Sera”, 20 marzo 1998). De André è una forte testimonianza di grande spessore semantico.<br />
Ma Dante grazie al Cantico di San Francesco costruisce una musicalità abitata nella vita. Penso ancora a la Vita nova. Il prosimetro che canta e racconta. Una linea che su ritroverà nel Novecento e solcherà l&#8217;istante della parola spezzata. De André ha recuperato tutto ciò.</p>
<p>Insomma è con Fabrizio De André che si porta il “popolare” ironico e decadente, della letteratura nella musica “alta” a cominciare proprio di Dante. E non con altri come più volte ho dimostrato nei miei libri su De André, Califano, Tenco e il saggio su De André e Pavese per la Rizzoli, oltre alle mie numerose conferenze e ai diversi saggi.<br />
Dante resta un riferimento oltre la classicità e lo cosiddetta Opera aperta. Ma non va studiato soltanto secondo la fenomenologia della tradizione. Bensì dentro le epoche post rinascimentali. Qui il discorso diventerebbe letterario ontologico filosofico. È ciò che mi interessa particolarmente per la complessità delle crisi che sviluppa in un tempo in cui le macerie sono diventate polvere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-91809 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1-200x300.jpeg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1-683x1024.jpeg 683w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1-768x1152.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1-1024x1536.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1-1170x1755.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1-585x878.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3239-1.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /> del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Senza schemi leggiamo Pasolini con serietà, senza considerarlo conservatore. Non lo fu mai</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Nov 2025 15:01:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[Ezra Pound]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Pasolini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/paso.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/paso.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/paso-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Un Pasolini non icona stereotipata ma un uomo libero e come tale vivo nelle contraddizioni.Cercò di unire il Mediterraneo alla letteratura americana passando attraverso la Magna Grecia. Una intuizione che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/26/senza-schemi-leggiamo-pasolini-con-serieta-senza-considerarlo-conservatore-non-lo-fu-mai/">Senza schemi leggiamo Pasolini con serietà, senza considerarlo conservatore. Non lo fu mai</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong><em>Un Pasolini non icona stereotipata ma un uomo libero e come tale vivo nelle contraddizioni.Cercò di unire il Mediterraneo alla letteratura americana passando attraverso la Magna Grecia. Una intuizione che riprese proprio da Pavese, Vittorini, Alvaro e da Pound dell&#8217;incontro del 1967 e scritti del 1973.Quando Pasolini incontrò Pound era un altro tempo o un altro mondo o entrambi erano altro rispetto a ciò che accadrà dopo. Pasolini e Pound senza alcuna omologazione nel disegno della tradizione tra linguaggi e destino delle culture: un incontro per ricordare senza dimenticare</em></strong></p></blockquote>
<p>Perché insistere su un Pasolini conservatore? Non lo fu mai. Inutile insistere. Vediamo un pò  senza cedere alla retorica.</p>
<p>Dovremmo ormai discutere di un Pasolini senza retaggi, ovvero di un Pasolini senza reticenze&#8230;Siamo nel mezzo delle celebrazioni e delle ricordanze di Pasolini ma rileggiamolo con una profondità comparativa tra le luci e le ombre, tra ciò che realmente ha dato sul piano innovativo e ciò che non ha afferrato in termini anche letterari, tra ciò che ha sfidato e le sue e nostre contraddizioni.</p>
<p>Rileggiamolo di prima mano senza farci prendere dalle &#8220;vulgate&#8221; a tutti i costi. Pasolini un anti moderno? Non conservatore. Ma certamente sì. Una lettura antropologica non è soltanto la questione relativa ai concetti di progresso, di borghesia, di processo alla politica. È anche la sua ricerca di portare nel dibattito italiano, di anni difficili e ideologicamente inquietanti, figure e pensiero di personaggi grandiosi come Pound, Eliade, con la lettura del mito, e Nietzsche con la proposta del tragico greco in Eschilo, Sofocle ed Euripide.</p>
<p>Fu oltre le avanguardie. Non amò Pavese, ma a Pavese deve molto, soprattutto le ragioni delle radici dell&#8217;essere paese e quel dialogare tragico che nasce dai dialoghi Pavesiani con Leucò. In fondo Casarsa non era altro che il paese vuol dire non essere soli di la luna e i falò.</p>
<p>Fu un antipolitico? Ma nel senso manniano delle confessioni di Mann, appunto. Tentò di riprendere il viaggio di Dante con la &#8220;mimesis&#8221; ma rimase sbalordito dalla grandiosità della divina vita nova. Cercò di unire il Mediterraneo alla letteratura americana passando attraverso la Magna Grecia. Una intuizione che riprese proprio da Pavese, Vittorini, Alvaro e da Pound dell&#8217;incontro del 1967 e scritti del 1973. Non fu. Cercò.</p>
<p>La letteratura da Witman ad Eliot attraverso Hemingway  fu dentro il suo viaggio, ma Pavese era il maestro di ciò e traduceva questi scrittori. Cercò di rileggere il Mediterraneo di Paolo ma fu straziante perché in questo caso la modernità non resse e la sceneggiatura &#8211; soggetto rimase incompiuta. Modernità e tradizione furono i due riferimenti che si misurarono con la caduta e vitalità del conservatore. Contraddizioni non da poco. Fu intellettuale? Certamente ma seppe andare oltre Gramsci perché non divenne mai organico e il suo essere corsaro ha il fascino di superare il deserto della democrazia e vivere il terreno desolato, eliotiano, della libertà. Si pensi alla storia dell&#8217; uccisione del fratello Guido, partigiano non comunista della brigata Osoppo, ucciso dai comunisti dell&#8217;eccidio di Porzus trucidati dalla brigata Garibaldi. Una storia di cui non si è parlato abbastanza anche se lo stesso Pier Paolo spesso è ritornato sulla questione con tragico dolore nell&#8217;inquieto disagio del suo drammatico pensiero. Un fatto terribile negli anni della resistenza in quel lembo di terra dominato da comunisti italiani e slavi. Vado oltre perché voglio soffermarmi, in una frammentazione di sintesi, proprio su un aspetto inerente Pound e Pasolini, anche perché Pound rappresenta il riferimento di una cultura tra tradizione e rivoluzione in una cultura certamente non conformista e non consociativista.</p>
<div id="attachment_113487" style="width: 497px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-113487" class="wp-image-113487" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini-300x204.jpg" alt="" width="487" height="331" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini-300x204.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini-1024x697.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini-768x523.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini-1536x1046.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini-1170x797.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini-585x398.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Gramsci_Pasolini.jpg 1772w" sizes="(max-width: 487px) 100vw, 487px" /><p id="caption-attachment-113487" class="wp-caption-text">Pasolini davanti alla tomba di Gramsci</p></div>
<p>Quando Pasolini incontrò Erza Pound erano anni inquieti, eppure nella sua  volontà di potenza che non nasceva da alcuna filosofia si inerpicava la curiosità e la volontà, questa volta sì, di leggere nell&#8217;arte la creatività dell&#8217;uomo nuovo. Pasolini proprio nel 1968, nella stagione di Valle Giulia e de poliziotti arrivati dal Sud e degli studenti figli di papà, volle e cercò l&#8217;incontro con il &#8220;fascista&#8221; e reazionario Pound. Un incontro straordinario che due anni primi della morte dello stesso Pasolini venne ricordato. Realizzato per a Rai. A 50 anni dalla morte di Pound (1972) e a cento dalla nascita di Pasolini (1922) la poesia resta una comunione non tanto di linguaggi ma di tessere poetiche e di innovazioni sperimentali. Pasolini resta il critico di &#8220;Passione e ideologia&#8221;, scritto che molto mi ha aiutato a comprendere la poesia contemporanea, se pur con molte limitazioni, e aperto, comunque delle stanze, da Pascoli a Penna a Caproni sino al legame tra lingua e dialettica ha cercato di penetrare quei &#8220;Cantos&#8221; pisani per metaforizzare una realtà poetica che si innerva tra le &#8220;ceneri di Gramsci&#8221; o nella visione della poesia come una rosa rendendosi conto però che la poesia è altro rispetto alla realtà.</p>
<p>Con Pound Pasolini ha in comune Dante. Quel Dante di &#8220;Mimesis&#8221;, mal riuscito viaggio nel dantesco trasumanar nel navigare che però trova una struttura definita nel Pound proprio dei &#8220;Cantos&#8221; della desolata terra eliotiana. Tra i due comunque si esercita anche la funzione del mito. La grecità di Pound è lo scavo di Medea in un Pasolini del viaggio tra i luoghi fatti di conchiglie nelle conchiglie che raccolgono le onde di un mare greco tra Mediterraneo e Adriatico. Pound è un maestro tra gli Orienti di una filosofia nella metafisica del racconto poetico che tocca la storia e la destoricizza. Pasolini è altro. Ovvero intuisce e si lascia guidare dalla percezione letteraria e antropologica del presente e rende ogni presente contemporaneità pur recuperando il senso della vita nella lingua come le &#8220;Poesie a Casarsa&#8221; del 1942 ,ma non riesce ad &#8220;intrappolare&#8221; il mistero della parola nella metafisica della profezia come accade nei &#8220;Cantos&#8221; poundiani. Restano due inquieti e due personaggi completamente liberi, non democratici: entrambi non sapevano caratterizzarsi nella democrazia, ma con una consapevolezza in cui i valori interagivano, ancora allora nel tempo del loro incontro: 1968,  con l&#8217;identità e le eredità.</p>
<p>Cosa disse Pasolini di Pound? Un frammento soltanto. &#8220;L’ideologia reazionaria di Pound è dovuta al suo back-ground contadino&#8230; Ciò che in Pound, attraverso il padre e la mitica figura del nonno è entrato di questo mondo contadino, lo veniamo a sapere attraverso la idealizzazione che Pound ha fatto della cultura cinese&#8230; Egli ha voluto, fermamente e follemente voluto, restare dentro il mondo contadino: anzi, andare sempre più in dentro e più al centro. La sua ideologia non consiste in niente altro che nella venerazione dei valori del mondo contadino (rivelatiglisi in concreto attraverso la filosofia cinese, pragmatica e virtuosa). In questo senso io ritengo che si possano sottoscrivere, anche politicamente, tutti i versi conservatori di Pound dedicati ad esaltare (con nostalgia furente) le leggi del mondo contadino e l’unità culturale del Signore e dei servi: “La parola paterna è compassione;/Filiale, devozione;/La fraterna, mutualità; Del tosatel (giovinetto) la parola è rispetto”&#8230; (Pier Paolo Pasolini, 16 dicembre 1973, in Id, &#8220;Descrizioni di descrizioni&#8221;, a cura di Graziella Chiarcossi, Einaudi , 313-314. Per i versi citati da Pound, cfr. Ezra Pound, The Cantos, XCIX, vv. 424-427: &#8220;The father’s word is compassion; / The son’s filiality. / The brother’s word: mutuality; / The younger’s word: deference&#8221;.</p>
<p>La  venerazione dei valori e la nostalgia e l&#8217; attrazione di una cultura contadina sono due dei capisaldi che Pasolini cita incontrando Pound. Infatti il mondo contadino senza familismo amorale era il loro collante.</p>
<p>Pound con una formazione conservatrice e chiaramente lontana dall&#8217;americanismo che lo condannò cinicamente e restò <img decoding="async" class="size-medium wp-image-113485 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Ezra_Pound_ritratto-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Ezra_Pound_ritratto-229x300.jpg 229w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Ezra_Pound_ritratto.jpg 500w" sizes="(max-width: 229px) 100vw, 229px" /> dentro la tradizione della cultura di appartenenza e Pasolini che cercò di capire la trasformazione dei modelli antropologici legati alla terra ma del suo Friuli recuperò oltre il dialetto-lingua una cultura che rimase feticcio o macerie nel momento in cui cominciò a raccontare i quartieri di &#8220;Una vita violenta&#8221;. Un maestro che visse nella tradizione da Omero a Eliot passando attraverso Dante e un intellettuale che comprese, alla fine, che ogni ideologia, compreso il suo sfumante gramscismo, è la patina delle illusioni che sanno vestirsi di finzioni.</p>
<p>In entrambi la cultura viene vissuta come modello antropologico in una visione in cui &#8220;l&#8217;omologazione&#8221; è l&#8217;incastro nella società dei consumi in cui la sconfitta della tradizione porta, appunto, alla civiltà dei consumi anche in una chiave ermeneutica.</p>
<p>Sono morti a distanza di tre anni. La storia come sempre è una apologia di una realtà che viene sacrificata da una verità metaforizzata. Quando Pasolini incontrò Pound era un altro tempo o un altro mondo o entrambi erano altro rispetto a ciò che accadrà dopo. Pasolini e Pound senza alcuna omologazione nel disegno della tradizione tra linguaggi e destino delle culture: un incontro per ricordare senza dimenticare. Ma dove stanno le reticenze? Nel fatto dell&#8217;aver voluto insistere su un Pasolini praticamente legato ad una ideologia precisa. Così non è stato. Così non sono i suoi lavori. Un eretico? Forse sì, ma con un mosaico di utopie. Presente nella tradizione di una cultura identitaria? Certamente sì. La sua posizione su divorzio e aborto è una chiave di lettura che resta fondante per capire il Pasolini legato antropologicamente ad una identità pur nello sperimentalismo delle culture. Un Pasolini non icona stereotipata ma un uomo libero e come tale vivo nelle contraddizioni. Insomma cerchiamo di leggere Pasolini senza alcuna reticenza e nelle sue contraddizioni tra eresia e utopia. Ma non fu mai un conservatore. Mai!</p>
<p><strong>Pierfranco</strong> <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-111979 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni_2fdb1-300x191.jpg" alt="" width="300" height="191" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni_2fdb1-300x191.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni_2fdb1-768x488.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni_2fdb1-585x372.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni_2fdb1.jpg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rapprese</p>
<p>ntante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio p</p>
<p>oetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Il Novecento da riscoprire.  Francesco Grisi si racconta nelle sue amicizie: da Prezzolini a Silone da Mircea Eliade a Mario Pomilio da Giuseppe Berto a Italo Calvino</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/il-novecento-da-riscoprire-francesco-grisi-si-racconta-nelle-sue-amicizie-da-prezzolini-a-silone-da-mircea-eliade-a-mario-pomilio-da-giuseppe-berto-a-italo-calvino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-novecento-da-riscoprire-francesco-grisi-si-racconta-nelle-sue-amicizie-da-prezzolini-a-silone-da-mircea-eliade-a-mario-pomilio-da-giuseppe-berto-a-italo-calvino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2025 20:13:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Grisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="650" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi.png 650w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi-300x203.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/grisi-585x396.png 585w" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" /></p>
<p>Un viaggio nel Novecento attraverso le amicizie e le testimonianze di Francesco Grisi, che nelle sue relazioni con scrittori e intellettuali come Prezzolini, Silone, Berto, Calvino, Brancati ed Eliade rivela&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/24/il-novecento-da-riscoprire-francesco-grisi-si-racconta-nelle-sue-amicizie-da-prezzolini-a-silone-da-mircea-eliade-a-mario-pomilio-da-giuseppe-berto-a-italo-calvino/">Il Novecento da riscoprire.  Francesco Grisi si racconta nelle sue amicizie: da Prezzolini a Silone da Mircea Eliade a Mario Pomilio da Giuseppe Berto a Italo Calvino</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un viaggio nel Novecento attraverso le amicizie e le testimonianze di Francesco Grisi, che nelle sue relazioni con scrittori e intellettuali come Prezzolini, Silone, Berto, Calvino, Brancati ed Eliade rivela un panorama ricco di umanità, dubbi, visioni e contraddizioni. Il racconto di Grisi diventa un ritratto corale di un’epoca e dei suoi protagonisti, tra affinità elettive, confronti critici e ricordi personali che illuminano il carattere e l’opera di figure decisive della nostra cultura</em></p>
<p>Di Giuseppe Berto Francesco Grisi sottolineava che Berto fu: “Un seminatore di dubbi e di rimorsi. Ma anche uno scrittore che fa nascere speranza. Viveva la grande solitudine degli impazienti. Amava la vita con tenerezza…Parlava di D’Annunzio come un modello…Un amico indimenticabile. Uno scrittore che resta” (In un’intervista ad un anno dalla morte di Berto, 1978).</p>
<p>Mentre Silone: “…è piuttosto raro trovare in Italia un critico che sappia leggere e che avvicini un autore senza preconcetti estetici o ideologici”. Così, dunque, scriveva Ignazio Silone allo scrittore Francesco Grisi in una lettera datata Roma 24 luglio 1957. Grisi aveva scritto un brillante articolo per &#8221; La Fiera Letteraria &#8221; nel quale analizzava tutta la produzione di Silone.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-113333 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-213x300.jpeg" alt="" width="213" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-213x300.jpeg 213w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-728x1024.jpeg 728w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-768x1080.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-1092x1536.jpeg 1092w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-1170x1646.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413-585x823.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/531c2f60-02a0-4f55-b899-44dc935f0413.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" /></p>
<p>Significative restano le testimonianze di Diego Fabbri. Grisi difende Fabbri dagli attacchi di natura ideologica di Natalia Ginzburg. Diego Fabbri (anni Settanta) aveva messo in scena il &#8220;Il Vizio assurdo&#8221;, tratto dall&#8217;opera di Pavese. La Ginzburg aprì una polemica condannando l&#8217;opera di Fabbri perché, secondo la scrittrice, vi era stato ritratto un Pavese mistico.</p>
<p>Francesco Grisi a 25 anni dalla morte e Giuseppe Berto a 100 anni dalla nascita. Era nato, appunto, il 9 maggio del 1927 (muore a Todi il 4 aprile del 1999). Vanno ricordati i legami di Grisi con personaggi come Prezzolini, come Brancati, come Calvino, come Berto, come Buzzati, come Silone, come addirittura Mircea Eliade.<img loading="lazy" decoding="async" class=" wp-image-113332 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-231x300.jpeg" alt="" width="292" height="379" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-231x300.jpeg 231w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-788x1024.jpeg 788w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-768x998.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-1182x1536.jpeg 1182w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-1170x1521.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24-585x761.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/2d2e1620-11bc-42bf-9c2c-0487449adc24.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 292px) 100vw, 292px" /></p>
<p>Ecco cosa annota in riferimento a Prezzolini. &#8220;Ricordo il mio primo incontro con lui in un albergo a Roma in via Sistina. Era nel settembre del 1960. Immaginavo di trovare un gigante. E, invece, mi venne incontro un uomo piccolo fasciato in un cappotto di misura larga stretto da una cintura. Rimasi deluso. Poi, mentre parlava, mi resi conto del suo fascino. Nasceva dal fatto elementare che Prezzolini non inventava niente, Narrava le &#8216;cose&#8217; con lo scrupolo dello storico e l&#8217; esattezza dello scienziato da laboratorio. Il fascino era tutto nella sua logica concreta, nella mancanza di retorica, nel suo parlare a mezza voce, nella assenza di gesti teatrali. Dopo quell&#8217;incontro altri ne sono venuti. E poi le numerose lettere”In riferimento a Vitaliano Brancati, Grisi sottolinea: &#8220;Una pesante misantropia dominava il suo viso scavato, il suo passo piccolo, la sua andatura dimessa e i suoi occhi fieri che guardavano in basso. Era una persona angosciata che non imponeva la sua sofferenza agli altri ma la tiene dentro per non preoccupare, per non mortificare l&#8217;allegria degli amici&#8221;.</p>
<p>Importanti restano, dunque, i suoi legami con Giuseppe Berto con Ignazio Silone e con un filosofo come Ugo Spirito.</p>
<div id="attachment_113330" style="width: 510px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-113330" class="wp-image-113330 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Giuseppe_Berto_e_Francesco_Grisi.jpg" alt="Giuseppe Berto e Francesco Grisi" width="500" height="307" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Giuseppe_Berto_e_Francesco_Grisi.jpg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Giuseppe_Berto_e_Francesco_Grisi-300x184.jpg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /><p id="caption-attachment-113330" class="wp-caption-text">Giuseppe Berto e Francesco Grisi</p></div>
<p>Di Berto ecco cosa ricorda: &#8220;Ero amico di Berto. Ci incontravamo spesso. Si parlava di tutto. Ma non si approfondiva nessun problema. Berto aveva sempre paura di entrare nella vita. Era un groviglio di contraddizioni. Trovata una verità la metteva subito in dubbio. Ma soffriva. La sua angoscia era quella di chi è destinato a navigare sempre. Mai un porto dove fermarsi. I suoi amori vivono intensamente, prima. Irrimediabilmente finiti, dopo. Eppure credeva nell&#8217;amore. Diceva che l&#8217;amore è un sentimento confuso perché da una parte è &#8216;divinamente eccelso&#8217; ( sono sue parole) e dall&#8217;altra affonda le radici nell&#8217;oscurità del sesso. E soffriva perché si sentiva incapace di amare.</p>
<p>Su Silone ci lascia questa testimonianza: &#8220;Nelle nostre conversazioni nella sua casa a Roma in via di Villa Ricotti mi raccontava il suo faticoso processo di elaborazione e la forma di pretesto che i personaggi dovevano assumere. La razionalità illuminista in Silone (che illuminista non era ) affondava nella necessità di dare una funzione agli intrecci e ai sentimenti che dovevano concorrere a dimostrare una tesi … Durante gli ultimi anni della sua vita ci incontravamo spesso con Silone. Dopo la sua morte lo sentii come una guida esemplare per il nostro tempo così disperatamente antisiloniano&#8221;.</p>
<p>Un&#8217;altra immagine mi ritorna pensando a Mircea Eliade. Mi si attesta con questa visione: &#8221; L&#8217;ultima volta che incontrai Mircea Eliade fu a Palermo in occasione del Premio Mediterraneo … Sulla spiaggia di Mondello si è abbandonato. Nel sole caldo felice per il colore verde del mare. Mircea Eliade mi diceva che la &#8216;Sicilia non è isola ma bellezza diventata tradizione. E che la tradizione è depositata nel Sacro'&#8221;.</p>
<p>Su Ugo Spirito sottolinea: &#8220;I miei incontri con Spirito sono stati sempre incompiuti. Anche se mi trattenevo con lui per molto tempo andavo via sempre con l&#8217;impressione di non aver detto tutto. Era come una terra da arare nel profondo. Il cuore della miniera era al centro della terra&#8221;.</p>
<p>Un incontro, appunto, con i contemporanei, come ha intitolato un suo libro antologico del 1970. L’anno in cui nasceva il Sindacato Libero Scrittore e assumeva una posizione completamente libera e sganciata dalla vulgata social – comunista e si assumeva il compito di un Sindacato cattolico.</p>
<p>Ancora riferendosi a Berto, Grisi annotava che Berto fu “Libero da conformismi pagava con generosità: quasi con piacere. Una vita faticosa: per merito e per colpa sua”.</p>
<div id="attachment_113339" style="width: 614px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-113339" class="wp-image-113339 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico.jpg" alt="" width="604" height="436" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico.jpg 604w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico-300x217.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Francesco-Grisi-Pierfranco-Bruni-col-cuore-amico-585x422.jpg 585w" sizes="(max-width: 604px) 100vw, 604px" /><p id="caption-attachment-113339" class="wp-caption-text">Pierfranco Bruni, Francesco Grisi e il libro di Bruni dedicato a Grisi</p></div>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-93230 alignleft" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-1024x674.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-1024x674.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-300x198.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2-768x506.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-1-2.jpg 1080w" alt="" width="232" height="153" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>L’incompiutezza e l’attesa. Linguaggi della filosofia abitando Giovanni Gentile, Maria Zambrano e Manlio Sgalambro</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/23/lincompiutezza-e-lattesa-linguaggi-della-filosofia-abitando-giovanni-gentile-maria-zambrano-e-manlio-sgalambro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lincompiutezza-e-lattesa-linguaggi-della-filosofia-abitando-giovanni-gentile-maria-zambrano-e-manlio-sgalambro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 May 2024 16:10:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="740" height="357" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4.jpeg 740w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4-300x145.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4-585x282.jpeg 585w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></p>
<p>Un camminare sulle sponde della parola per fare del linguaggio quell’essere e quel tempo che accompagnano la vita dalle radici al labirinto delle età. Le ragioni della filosofia in Zambrano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/23/lincompiutezza-e-lattesa-linguaggi-della-filosofia-abitando-giovanni-gentile-maria-zambrano-e-manlio-sgalambro/">L’incompiutezza e l’attesa. Linguaggi della filosofia abitando Giovanni Gentile, Maria Zambrano e Manlio Sgalambro</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="740" height="357" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4.jpeg 740w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4-300x145.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/0D6D38B1-F6DD-47CB-93ED-027CDA9E29A4-585x282.jpeg 585w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></p><p>Un camminare sulle sponde della parola per fare del linguaggio quell’essere e quel tempo che accompagnano la vita dalle radici al labirinto delle età. Le ragioni della filosofia in Zambrano e in Gentile sono l’essere della vita nella speranza che abita l’attesa. In Sgalambro è la consapevolezza del tempo breve.</p>
<p>Cosa sarà mai stata la filosofia nella lettura dei processi poetici e artistici tra Maria Zambrano, Manlio Sgalambro e Giovanni Gentile? Filosofi di formazioni e intrecci eterogenei in cui la fenomenologia diventa sì uno scavo ermeneutico ma ha una dialettica epistemologica complessa e diversificante.<br />
Uno dei temi aggreganti, e comunque conflittuali, è l’attualismo. L’utilità dell’attualismo non è la metamorfosi della modernità. Sono filosofi che vivono, con caratteristiche dissolventi, la tradizione come fenomenologia dell’assurdo e dell’attesa.<br />
Gentile nella sua Forma dell’arte applica un pensiero in cui l’essenza è più dell’estetica e il concetto di tempo è una memoria spirituale.<br />
Sgalambro si infiltra nella modernità con gli strumenti dell’uomo misantropico che si confronta con il tramontare (Schopenhauer e Nietzsche sono riferimenti oltre a tutta la cultura greca e sicula-greca, al di là di ciò che spesso si delinea nella criticità del termine “siculo”, a partire da Gorgia, come più volte sottolineato) sino alla visione problematica dell’empietà.<br />
Zambrano è dentro la metafisica dell’anima e la sua filosofia diventa un genere di confessione.<br />
Ma mentre in quest’ultima il legame da Seneca a Plotino a Croce, addirittura, è un percorso epistemologico in Gentile la metafisica è lettura profondamente spirituale il cui senso è nella dimensione agostiniana e vichiana.<br />
In Sgalambro il reale e il vero della metafisica sono epistemi di un antropos che vive nella civiltà come modello di un convivere con la fine.<br />
Un raccordo in termini ermeneutici è rappresentato dal superamento della storia. Il dato ermeneutico è un sistema in cui superata la storia resta il tempo. Quello di Plotino, di Agostino, di Vico per poi compararsi con Heidegger, Bergson, Jaspers.<br />
Un tempo spazio che non ha cronologia e, quindi, non ha orologio, bensì linguaggio e pensiero. Il linguaggio della filosofia è anche antropologia del pensare-pensiero.<br />
Le ragioni della filosofia sia in Zambrano che in Gentile sono l’essere della vita nella speranza che abita l’attesa. In Sgalambro è la consapevolezza del tempo breve. Un sottosuolo nel quale Seneca campeggia ma lo stesso Seneca comunque è un Zambrano, la quale ha dedicato al filosofo spagnolo-romano un saggio emblematico.<br />
In fondo le contraddizioni e i conflitti possono leggersi come una empatia disorganica tra Sgalambro e Zambrano. In Gentile Platone è discussione fondamentale. Ma Platone coinvolge con il “suono” della caverna sia Zambrano che Sgalambro.<br />
Insomma tre filosofi portanti nel Novecento del pensiero che trovano in Emanuele Severino “la potenza dell’errare”. Meno certamente in Gentile ma sempre presente anche nel suo attualismo. In fondo: “Eterni sono ogni nostro sentimento e pensiero” (Emanuele Severino).<br />
Il punto nevralgico è qui nonostante l’empietà di Sgalambro. Perché ci si trova a condividere l’affermazione gentiliana che dice: “La sola realtà solida, che mi sia dato affermare, e con la quale deve perciò legarsi ogni realtà che io possa pensare, è quella stessa che pensa; la quale si realizza, ed è così una realtà, soltanto nell’atto che si pensa”.<br />
Se non tenessimo conto di ciò non avrebbe alcun senso la filosofia stessa. In Gentile, Zambrano e Sgalambro il pensiero si tramuta in espressione artistica, ovvero in atto creativo. Poesia e filosofia in Zambrano sono il codice del suo linguaggio. In Sgalambro è un trattato e una variazione. In Gentile l’essere del principio.<br />
Dunque.<br />
Un camminare sulle sponde della parola per fare del linguaggio quell’essere e quel tempo che accompagnano la vita dalle radici al labirinto delle età. Non si può dimenticare ciò che afferma Zambrano: “La nostra anima è attraversata da sedimenti di secoli, le radici sono più grandi dei rami che vedono la luce”. In quanto ci suggerisce Sgalambro: “Nello spirito vi sono ancora continenti da conquistare, scoperte e grandi viaggi”.<br />
È in questo viaggiare che lo spirito del mondo si attraversa tra l’incompiutezza e l’attesa della compiutezza nel ciclo dell’esistere che abita l’esistente.</p>
<p>Photocover: M.Sgalambro-P.Bruni-M.Zambrano-G.Gentile</p>
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		<title>Guido Gozzano verso i 140 anni della nascita tra il Crepuscolo e l&#8217;Oriente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Nov 2023 20:54:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[guido gozzani]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/guido.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/guido.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/guido-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Cosa è stato Guido Gozzano nella cultura letteraria del Novecento? Oltre Torino e l&#8217;Italia ci sono gli Orienti. L&#8217;India. La favola. Il mito. Oltre il crepuscolo il tempo delle geografie.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/11/30/guido-gozzano-verso-i-140-anni-della-nascita-tra-il-crepuscolo-e-loriente/">Guido Gozzano verso i 140 anni della nascita tra il Crepuscolo e l&#8217;Oriente</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/guido.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/guido.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/guido-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p><p>Cosa è stato Guido Gozzano nella cultura letteraria del Novecento? Oltre Torino e l&#8217;Italia ci sono gli Orienti. L&#8217;India. La favola. Il mito. Oltre il crepuscolo il tempo delle geografie. Metafore. Il viaggio e la metafora. <br dir="auto" />      L’India di Gozzano non è soltanto capire il viaggio e gli Orienti. Le sue lettere inVerso la cruna del mondo costituiscono una chiave di lettura fondamentale tra il 1912  1913. Da questa lettura un Guido Gozzano non solo come poeta del “crepuscolo”. Ovvero il crepuscolarismo che apre alle avventure di un Novecento già iniziato dalla pioggia che cadeva nel pineto e gli alveoli si mostravano con pudore malcelato. Ma il crepuscolarismo di Gozzano è un viaggio nella poetica del fragile e dell’inquieto che conosce il valore del tempo e delle cadenze (non tanto delle decadenze) in un tempo che è un rimescolio di età brevi, di rimembranze e di sogni nel silenzio delle parole.<br dir="auto" />Un Gozzano che resta nella idea guida di “Felicita” ma anche un poeta che stabilisce un incontro tra la cultura occidentale e quella orientale. Questo raccordo non nasce, comunque, dalla poesia o dal “crepuscolo degli dei” tragico – romantico ma da un “colloquiare” con la favola. Le favole di Gozzano sono l’Oriente e la magia che supera la stessa poesia per farsi non più e non solo ricordo ma sogno.<br dir="auto" />Guido Gozzano è un Oriente da esplorare.. Sulla sua tangibilità nel panorama delle poetiche novecentesche. Una poesia che è un attraversamento e offre una interpretazione a modelli linguistici e non soli poetici tout court.<br dir="auto" />    <br dir="auto" />Bisogna riparlare di Gozzano all’interno di una rilettura generale della poesia del Novecento. Soprattutto in una fase di contraddizioni linguistiche e in un contesto in cui la letteratura, quella vera, quella pura, stenta ad affermarsi con delle caratteristiche originali impostare un intervento di promozione sul piano istituzionale mi pare un evento significativo e culturalmente forte. Gozzano una poetica dai linguaggi sottesi. Anche in questi colloqui.<br dir="auto" />      &#8220;Il mio sogno è nutrito d&#8217;abbandono,/di rimpianto. Non amo che le rose/che non colsi. Non amo che le cose/che potevano essere e non sono/state…&#8221;. Sono versi di &#8220;Cocotte&#8221; di Guido Gozzano. Un poeta che nonostante sia morto in giovane età ed abbia lasciato non molti testi è sicuramente un punto di riferimento certo nella poesia italiana del Novecento. Non si smette di riflettere su Gozzano. Proprio perché è un poeta con il quale bisogna fare sempre i conti ed è, oltretutto, un poeta che ha inciso notevolmente nella temperie di tutto il Novecento. Nasce a Torino nel 1883 e vi muore nel 1916. Da cosa è stata contraddistinta la sua pagina poetica? Beppe Benvenuto in un suo scritto che si trova nel testo edito, qualche anno fa, dalla Sellerio La signorina Felicita e le poesie dei Colloqui di Guido Gozzano, propone una discussione a tutto tondo sul ruolo che ha rivestito Gozzano nel quadro della poesia italiana. Oggi Torino celebra Gozzano. Una temperie di incontri e di riflessioni.<br dir="auto" />        <br dir="auto" />      L&#8217;analisi che compie Benvenuto, nello scritto citato di cui a suo tempo già mi interessai, resta importate nella sua complessità e soprattutto quando insiste sulla caratterizzazione dell&#8217;ironia che ha attraversato la poesia di Gozzano. Un contributo che apre delle prospettive e diventa interessante soprattutto per una riproposta di un Novecento poetico che è tutto da rileggere e da rincontestualizzare.<br dir="auto" />      L’armonia e l’inquietudine. Ma Gozzano era fatto di un’altra pasta rispetto a Pavese nonostante tra i due ci fossero sia Leopardi che D’Annunzio. Un altro corregionale ma che si allontana dalla piemonteselizzazione.  L&#8217;ironia era un fatto propedeutico in Gozzano. Interessante è la riproposta del giudizio che Renato Serra dà su Gozzano definendolo un artista &#8220;di quelli per cui le parole esistono, prima di ogni altra cosa&#8221;. Attraverso le parole si proietta l&#8217;ironia che è un dato letterario ma anche un atteggio esistenziale nonostante la tristezza a grappoli su quel movimento che si chiamò, appunto, crepuscolarismo.<br dir="auto" /><br dir="auto" />L&#8217;ironia salva. Ma l&#8217;ironia è anche il &#8220;tratto, osserva Benvenuto, forte che lo distingue davvero dai suoi maggiori antecedenti (Pascoli e D&#8217;Annunzio), come da coloro che passano per i suoi correligionari crepuscolari (da Sergio Corazzini a Corrado Govoni, da Carlo Vallini a Marino Moretti, piccola parziale eccezione, varrebbe un discorso a sé, per Aldo Palazzeschi). Stesso discorso o quasi per i lirici successivi&#8221;. Ma da dove nasce questa ironia gozzaniana? Lo spiega Giuliano Landolfi citato da Benvenuto in un articolo pubblicato sulla rivista &#8220;Atelier&#8221; del settembre 1966. Così: &#8220;L&#8217;ironia gozzaniana nasce proprio dalla consapevolezza dell&#8217;inconsistenza da ogni tentativo di fuga, per cui non resta che la dura e tragica realtà della solitudine priva d&#8217;amore, della malattia, della morte, dell&#8217;insuccesso letterario, da cui l&#8217;autore prende le distanze per attenuare il cocente senso di delusione personale&#8221;.<br dir="auto" />      L&#8217;ironia è nelle sue lettere dall’India e  si confronta spesso con la nostalgia. Una nostalgia che occupa la mente, il cuore, il corpo del poeta. Come i versi minimi citati in apertura. Gozzano, dunque, è sì il poeta dell&#8217;ironia che viene ad essere metabolizzata da un rapporto fisico e psicologico tra la parola e il dire la parola ma resta soprattutto il poeta del rimpiangere le ferite che il tempo imprime nella giovinezza. La nostalgia che è palpabile è tra l&#8217;altro un vissuto onirico che si serve di scenari e crea atmosfere. Il primo Pavese rientrerebbe in questa visione. Una poesia sostanzialmente teatralizzabile. Drammatizzabile direi tra un retroscena a caduta libera o affidato all&#8217;improvvisata dell&#8217;esistere e una recita che sembra avere schemi precostituiti. E&#8217; una recita costante &#8220;L&#8217;amica di nonna Speranza&#8221;. La si ascolta e la si vive come se fosse &#8220;impalcata&#8221; su uno scenario da palco.<br dir="auto" />      Il teatro, in fondo, è una metafora che intreccia la vita con la finzione che c&#8217;è nella vita. Ovvero è un gioco tra l&#8217;esuberanza e l&#8217;agonia della realtà e la maschera che quotidianamente si indossa per custodire segreti non solo agli altri ma soprattutto a noi stessi. Non è un caso che Gozzano tira nel gioco e nel miscuglio del vivere, appunto, l&#8217;ironia e la malinconia &#8211; nostalgia. &#8220;Quello che fingo d&#8217;essere e non sono!&#8221; (in &#8220;La signorina Felicita ovvero la Felicità&#8221;). Oppure: &#8220;…sorrido e guardo vivere me stesso&#8221; (in &#8220;I colloqui&#8221;).<br dir="auto" />      L&#8217;intercalare letteratura e realtà è una componente non fittizia ma profondamente esistenziale nella poesia di Gozzano. E&#8217; proprio ne &#8220;I colloqui&#8221; che si ascolta: &#8220;…che fosti bella come un bel romanzo!&#8221;. Non c&#8217;è dubbio che Gozzano usa la metafora trasportandola come se il tutto fosse definibile sul palcoscenico di un teatro. Si pensi a &#8220;Totò Merùmeni&#8221;. O si pensi proprio all&#8217;attacco de &#8220;La signorina Felicita&#8221;: &#8220;Signorina Felicita, a quest&#8217;ora/scende la sera nel giardino antico/della tua casa. Nel mio cuore amico/scende il ricordo. E ti rivedo ancora,/e Ivrea rivedo e la cerulea Dora/e quel dolce paese che non dico&#8221;. Uno strappo alla poesia raccontata ma il racconto può diventare una recita con i suoi personaggi ben definiti.<br dir="auto" />      Nell&#8217;accennare ai luoghi Gozzano li qualifica immediatamente. Luoghi che non sono solo paesaggi o città ma anche ambienti. Il teatro, infatti, entra dentro la parola e la parola stessa diventa quasi espressione di una teatralità scenica nella quale il poeta è sempre al centro. Forse è proprio in questo tracciato che si spinge al teatro che l&#8217;ironia prende il sopravvento.<br dir="auto" />      L&#8217;io poetico non è un io chiuso. Gozzano è un poeta che vive e sa vivere la forza estetica della parola ma per reggersi questo estetismo del linguaggio ha bisogno del movimento. E&#8217; come se la poesia non avesse bisogno della cementificazione della parola o da effetti statici. Ma da atmosfere, da avvenimenti, da campi scenici.<br dir="auto" />La parola diventa personaggio. E così l&#8217;ironia si impossessa del gioco del vivere nel destino del tempo. &#8220;Giocosa amica, il Tempo vola, invola/ ogni promessa&#8221; (in &#8220;Il gioco del silenzio&#8221;). D&#8217;Annunzio e Proust sembrano darsi la mano. Ritorna dunque D’Annunzio.<br dir="auto" />C’è un D’Annunzio crepuscolare? Perché non dovrebbe esserci o starci un D’Annunzio nei crepuscoli settembrini? Credo che sarebbe ora di ripartire, appunto, da Gozzano attraversando le malinconie dannunziane e ri – congiungersi con quella che è stata la poesia di un Vincenzo Cardarelli. Questa linea ci porta direttamente verso  quella “cruna” dove si vive di “arrossamento di pudore o sorridiamo di malizia”. Un poeta e un innovatore tra il crepuscolo e la profezia.</p>
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		<title>Progetto Novecento in Poesia di Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/28/progetto-novecento-in-poesia-di-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=progetto-novecento-in-poesia-di-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Romito, giornalista e scrittrice]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 May 2022 14:18:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p>
<p>All’Istituto Casalini in un dialogo di pace tra letteratura russa, ucraina e italiana La letteratura come strumento di pace nell’incontro dialogante con gli studenti. Un progetto ideato dallo scrittore Pierfranco&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/05/28/progetto-novecento-in-poesia-di-pierfranco-bruni/">Progetto Novecento in Poesia di Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="774" height="435" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA.jpeg 774w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/05/EB0A7FB8-DD83-4110-BC30-69E1C59C7ECA-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 774px) 100vw, 774px" /></p><p><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><i>All’Istituto Casalini in un dialogo di pace tra letteratura russa, ucraina e italiana </i></span></b></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La letteratura come strumento di pace nell’incontro dialogante con gli studenti. Un progetto ideato dallo scrittore Pierfranco Bruni nell’ambito del Novecento in poesia che vede protagonisti gli allievi dell’Istituto Casalini di san Marzano (Ta).</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una scuola che affronta le problematiche della guerra attraverso una educazione alla pace e al dialogo. Infatti l&#8217;Istituto scolastico Casalini è la prima scuola  a far dialogare con successo  alunni e docenti sulla letteratura ucraina, russa italiana con il Progetto Novecento in Poesia di Pierfranco Bruni. Dopo l&#8217;importante giornata dedicata alla scrittura di Anna Achmatova, svoltasi all&#8217;istituto comprensivo Casalini di San Marzano di San Giuseppe (Taranto) nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Poeti del Novecento&#8221; curato da Pierfranco Bruni, il quale ha dialogato con alunni e docenti, si discuterà del russo-ucraino Isaak Babel nel clima sovietico e di Cesare Pavese e l&#8217;Italia degli anni del fascismo.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una scuola all&#8217;avanguardia che porta sulla scena il confronto tra culture e viaggi letterari e antropologici. Una scrittrice e poetessa nata ad Odessa nel 1889 e morta a Leningrado nel 1966. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Al centro delle culture tra Ucraina e Russia. La sua poesia ha attraversato un contesto e una temperie storica e geopolitica abbastanza complessa tra modello zarista e realtà sovietica. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una personalità di primo piano nel Novecento tra mondo euroasiatico comparazioni letterarie che hanno segnato tutto il Novecento. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;Abbiamo portato all&#8217;attenzione, ha dichiarato la dirigente scolastica Maria Teresa Alfonso, quest&#8217;anno personalità attraverso le quali è possibile leggere la civiltà letteraria dei popoli creando dei confronti tra letteratura italiana, sovietica e poeti nati in Ucraina e in Russia&#8221;. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Infatti, accanto alla Achmatova, Pierfranco Bruni ha posto all&#8217;attenzione Ungaretti, Quasimodo, Rodari, Pavese e Isac Babel. Un confronto a tutto tondo intorno a in Novecento letterario ampio e articolato&#8221;. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pierfranco Bruni, parlando di Achmatova, ha posto delle riflessioni sul Novecento italiano partendo da Grazia Deledda a Sibilla Aleramo a Cesare Pavese fino alla stessa Achmatova con riferimenti a Tolstoj,  Dostoevskij, Pasternak, Esenin, Achmadulina. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una bella iniziativa con un attento uditorio di ragazzi ottimamente guidati dai docenti di Lettere che hanno indirizzato con intelligenza e conoscenza il gruppo scuola. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un Istituto scolastico, il Casalini di San Marzano, al centro della vera cultura con una competenza e una forza dialettica comparativa. I lavori verranno, come sempre,  introdotti dalla dirigente Maria Teresa Alfonso.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’incontro in programma sarà dedicato a Isaak Babel, l&#8217;autore del libro &#8220;L&#8217;armata a cavallo&#8221; e Pavese con &#8220;La casa in collina&#8221;. C&#8217;è da dire che l&#8217;Istituto scolastico Casalini è la prima scuola  a far dialogare, con conoscenza, capacità e dialettica con successo, alunni e docenti sulla letteratura ucraina, russa italiana con il Progetto Novecento in Poesia di Pierfranco Bruni. </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un plauso all’Istituto Casalini per aver aderito a questo pregevole progetto pedagogico-esistenziale poiché non vi è nulla di più educativo dell’espressione lirica e letteraria per ampliare la sensibilità umanistica delle giovani generazioni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le leggende sportive del Novecento nella mostra di  Andrea Starinier</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/25/le-leggende-sportive-del-novecento-nella-mostra-di-andrea-starinier/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=le-leggende-sportive-del-novecento-nella-mostra-di-andrea-starinier</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 09:57:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[900]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Starinieri]]></category>
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		<category><![CDATA[Gart gallery]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="885" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3A643FE1-B1F1-43F2-9F74-8FB36F27CA1E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3A643FE1-B1F1-43F2-9F74-8FB36F27CA1E.jpeg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3A643FE1-B1F1-43F2-9F74-8FB36F27CA1E-300x221.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3A643FE1-B1F1-43F2-9F74-8FB36F27CA1E-1024x755.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3A643FE1-B1F1-43F2-9F74-8FB36F27CA1E-768x566.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3A643FE1-B1F1-43F2-9F74-8FB36F27CA1E-1170x863.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3A643FE1-B1F1-43F2-9F74-8FB36F27CA1E-585x431.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>L’inaugurazione il  30 aprile 2022 dalle 18 alle 21- GArt Gallery &#124; Pescara. Sabato 30 aprile 2022 GArt Gallery di Francesco di Matteo presenta ULTRA, mostra personale dell’artista pescarese Andrea Starinieri, a&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/25/le-leggende-sportive-del-novecento-nella-mostra-di-andrea-starinier/">Le leggende sportive del Novecento nella mostra di  Andrea Starinier</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’inaugurazione </strong>il  30 aprile 2022 <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dalle 18 alle 21- </strong><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">GArt Gallery | Pescara.</strong></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Sabato 30 aprile 2022 <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">GArt Gallery</strong> di Francesco di Matteo presenta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">ULTRA</strong>, mostra personale dell’artista pescarese <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Andrea Starinieri</strong>, a cura di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Maria Arcidiacono</strong>.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">La parola latina del titolo, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">ultra</em> (oltre) allude al confine che l’atleta è spinto costantemente a superare ed è questo il filo conduttore delle opere in mostra, dedicate ad alcune tra le più celebri leggende sportive del Novecento.</span></p>
<div id="attachment_52455" style="width: 258px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52455" class="wp-image-52455 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/EFFA4A4C-7803-4E86-814D-95DB8E4B04B2-248x300.jpeg" alt="" width="248" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/EFFA4A4C-7803-4E86-814D-95DB8E4B04B2-248x300.jpeg 248w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/EFFA4A4C-7803-4E86-814D-95DB8E4B04B2-846x1024.jpeg 846w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/EFFA4A4C-7803-4E86-814D-95DB8E4B04B2-768x930.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/EFFA4A4C-7803-4E86-814D-95DB8E4B04B2-1170x1417.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/EFFA4A4C-7803-4E86-814D-95DB8E4B04B2-585x708.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/EFFA4A4C-7803-4E86-814D-95DB8E4B04B2.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 248px) 100vw, 248px" /><p id="caption-attachment-52455" class="wp-caption-text">Pietro Mennea, acrilico su tela</p></div>
<div id="attachment_52453" style="width: 262px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-52453" class="wp-image-52453 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/6DB91C90-BBB8-44A6-AE6D-635CEEC1193C-252x300.jpeg" alt="" width="252" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/6DB91C90-BBB8-44A6-AE6D-635CEEC1193C-252x300.jpeg 252w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/6DB91C90-BBB8-44A6-AE6D-635CEEC1193C-859x1024.jpeg 859w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/6DB91C90-BBB8-44A6-AE6D-635CEEC1193C-768x916.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/6DB91C90-BBB8-44A6-AE6D-635CEEC1193C-1170x1395.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/6DB91C90-BBB8-44A6-AE6D-635CEEC1193C-585x698.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/6DB91C90-BBB8-44A6-AE6D-635CEEC1193C.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /><p id="caption-attachment-52453" class="wp-caption-text">Primo Carnera, acrilico su tela</p></div>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"> <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-52454" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/484F0D7D-66EF-4AD1-A86E-462D26D2B2C6-209x300.jpeg" alt="" width="209" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/484F0D7D-66EF-4AD1-A86E-462D26D2B2C6-209x300.jpeg 209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/484F0D7D-66EF-4AD1-A86E-462D26D2B2C6-585x839.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/484F0D7D-66EF-4AD1-A86E-462D26D2B2C6.jpeg 679w" sizes="(max-width: 209px) 100vw, 209px" /> Ai ritratti di Muhammad Ali, Simone Biles, Sergej Bubka<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">, </em>Primo Carnera, Nadia Comaneci, Tonya Harding, Bruce Lee, Greg Louganis, Diego Armando Maradona, Pietro Mennea e Ayrton Senna, si sommano quattro fotogrammi di altrettanti fondamentali incontri che rappresentano delle pietre miliari nella storia del pugilato: Jake LaMotta vs Sugar Ray Robinson del febbraio 1951, Rocky Marciano vs Don Cockell del maggio 1955, il celeberrimo incontro tra Muhammed Alì e Joe Frazier disputato nell’ottobre 1975 e infine Mike Tyson vs Evander Holyfield del novembre 1996.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">“(…) L&#8217;artista lascia che i suoi ritratti si staglino su un fondo neutro reso da campiture vibranti ma omogenee, un suo personalissimo <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">chroma key</em>, per far fluttuare questi eroi dello sport in un paesaggio indefinito in termini di spazio e di tempo. (…) Trionfi e cadute, epica e solitudine: Andrea Starinieri ha voluto percorrere un viaggio nelle biografie di autentiche leggende sportive, mostrando un’umanità fragile e gloriosa, dalla volontà caparbia dell’affermazione di sé o di un ideale: vite al limite, scandite da una disciplina cercata o imposta, tutto per l’orizzonte di un traguardo, superato il quale andare oltre, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">et ultra</em>.” (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">dal testo in catalogo di Maria Arcidiacon</em>o) </span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Andrea Starinieri</strong> nato a Pescara, diplomato presso il locale liceo artistico, annovera tra i suoi insegnanti, tra gli altri, Alfredo Del Greco, Sandro Visca e Angelo Colangelo. Si trasferisce poi a Firenze dove frequenta l‘Accademia Delle Belle Arti e più precisamente la scuola di pittura del prof. Gustavo Giulietti. Durante gli studi comincia la collaborazione con la Ken’s Art Gallery di Walter Bellini dove entra in contatto con la realtà artistica fiorentina. Dopo il conseguimento del diploma accademico continua la sua collaborazione con la Ken’s partecipando in forma permanente alle collettive e con una mostra personale.</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">I suoi lavori entrano a far parte di svariate collezioni in Italia e all’estero. Dopo una permanenza in Spagna, tra Madrid e Granada torna in Abruzzo. Attualmente lavora come artista di strada e ha partecipato a svariati street-art festival negli Stati Uniti, in particolare a Baltimora e a Venice in Florida. Dal 2018 ha ripreso a esporre i suoi lavori presso gallerie d’arte private.</span></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">INFO</strong></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Andrea Starinieri</strong><br />
<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">ULTRA</strong><br />
A cura di Maria Arcidiacono</span></p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Inaugurazione sabato 30 aprile 2022 ore 18.00-21.00</strong></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">GArt Gallery</strong><br />
<a href="https://www.google.com/maps/search/Via+Piero+Gobetti+114+-+Pescara?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Via%2BPiero%2BGobetti%2B114%2B-%2BPescara?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1650539696025000&amp;usg=AOvVaw2N9GHvZfWAjF1vOsxGSZbL" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Via Piero Gobetti 114 &#8211; Pescara</a><br />
Tel. +39 349 7913885</span><br />
<a href="mailto:info@gartgallery.it" target="_blank" rel="noopener"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">info@gartgallery.it</span></a><br />
<a href="https://melaseccapressoffice.us17.list-manage.com/track/click?u=15d7731e1ea3a7099135ee769&amp;id=638c959049&amp;e=aab35778a9" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://melaseccapressoffice.us17.list-manage.com/track/click?u%3D15d7731e1ea3a7099135ee769%26id%3D638c959049%26e%3Daab35778a9&amp;source=gmail&amp;ust=1650539696025000&amp;usg=AOvVaw2uLgs5n3GGr6QO32w4uu5U"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">www.gartgallery.it</span></a></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Fino al 14 maggio 2022</strong><br />
<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Orari</strong>: dal lunedì al sabato ore 17:30-20:00</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>phcover: <em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Mike Tyson vs Evander Holyfield, acrilico su tela</span></em></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F25%2Fle-leggende-sportive-del-novecento-nella-mostra-di-andrea-starinier%2F&amp;linkname=Le%20leggende%20sportive%20del%20Novecento%20nella%20mostra%20di%20%20Andrea%20Starinier" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F25%2Fle-leggende-sportive-del-novecento-nella-mostra-di-andrea-starinier%2F&#038;title=Le%20leggende%20sportive%20del%20Novecento%20nella%20mostra%20di%20%20Andrea%20Starinier" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/25/le-leggende-sportive-del-novecento-nella-mostra-di-andrea-starinier/" data-a2a-title="Le leggende sportive del Novecento nella mostra di  Andrea Starinier"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/25/le-leggende-sportive-del-novecento-nella-mostra-di-andrea-starinier/">Le leggende sportive del Novecento nella mostra di  Andrea Starinier</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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