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	<title>Afghanistan Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Afghanistan Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La forza e il grido di battaglia delle donne afghane, iraniane e statunitensi “Figlie di Eva” il libro di Liliana Faccioli Pintozzi (Video )</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/01/infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2024 09:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Si è svolta a Roma la  presentazione del libro di Liliana Faccioli Pintozzi, “Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/01/infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi/">La forza e il grido di battaglia delle donne afghane, iraniane e statunitensi “Figlie di Eva” il libro di Liliana Faccioli Pintozzi (Video )</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><strong>S</strong><em><strong>i è svolta a Roma la  presentazione del libro di Liliana Faccioli Pintozzi, “Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e Stati Uniti”. Le  interviste al prof. Antonello F. Biagini Rettore emerito dell’Università La Sapienza di Roma, (video) e all&#8217;autrice Liliana Faccioli Pintozzi (testo, video)  a  cura di </strong></em></span><em><strong> Francesca Maccaglia</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Una delle battaglie principali della società contemporanea è quella sui diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. Trovare soluzioni efficaci alla discriminazione contro le donne e alla violenza di genere, non solo sul piano delle leggi, ma soprattutto su quello della cultura e dell’educazione, è diventata una delle questioni più urgenti del nostro tempo. Le donne e le ragazze rappresentano più della metà della popolazione mondiale e subiscono le conseguenze delle crisi umanitarie e dei conflitti, dell’estremismo violento, dell’insicurezza alimentare e della mancanza di cure sanitarie. Nei contesti di conflitto e di fragilità, queste disuguaglianze sono ulteriormente inasprite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Martedì scorso  a Roma presso il <strong>Villino di Lola Mora Vega de Hernandez</strong>, una splendida residenza nota per il suo importante valore artistico e storico, si è tenuta la presentazione del libro di <strong>Liliana Faccioli Pintozzi</strong>, “<strong>Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e Stati Uniti</strong>”, un evento a cura di <strong>Emanuele Muto e Karol Soprano</strong>.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-87084 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-300x300.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-768x768.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-640x640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignright wp-image-87085 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-300x243.jpg" alt="" width="356" height="288" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-300x243.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-585x474.jpg 585w" sizes="(max-width: 356px) 100vw, 356px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Al tavolo, insieme all’autrice nel ruolo di moderatore, il <strong>prof. Roberto Sciarrone, addetto stampa di UnitelmaSapienza, e il</strong> <strong>prof. Antonello F. Biagini, Rettore emerito dell’Università La Sapienza di Roma,</strong> <strong>docente di Storia dell’Europa Orientale</strong> e relatore delle Tesi di Laurea e di Dottorato dell’autrice.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se ci sono delle similitudini, ci sono anche delle differenze. Quali sono le specificità, le grandi differenze che questi territori coltivano dentro se stessi? Cosa distingue queste culture in cui anche la femminilità è declinata in modo diverso?</strong></p>
<p><strong>LFP</strong>&#8211; Servirebbe un trattato di dieci ore ed io non sono un’esperta delle varie culture; posso dire quello che ho visto, quello che mi hanno raccontato. Ho vissuto tanti anni negli Stati Uniti, sono andata in Afghanistan e ho studiato per scrivere questo libro, perché comunque bisogna sempre studiare prima di scrivere. L’Afghanistan è una sorta di <em>ground zero</em> dei diritti delle donne, è un luogo dove una certa visione della religione islamica si unisce al <strong>codice </strong><strong>Pashtunwali</strong>, che è il codice dell’etnia Pashtun, il quale ha delle solidissime basi, ma vede la donna ancora in un certo modo e poi c’è in più la visione talebana. E’ un luogo dove essere donna è un crimine,come dice  <strong>Zarifa Ghafari,</strong> &#8211; una delle protagoniste del mio libro, una delle prime donne sindache in Afghanistan quando ancora c’era la presenza occidentale, che ora è rifugiata in Germania.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’Iran è un paese dalla cultura incredibile, con un movimento femminista tra i più antichi della storia, dove le imposizioni del <strong>regime degli Ayatollah</strong> sono arrivate in cima a una società che invece vedeva le donne estremamente attive e dove tuttora le donne studiano, lavorano, quindi non c’è quella componente del sociale così arretrata, c’è una componente di Islam politico molto forte, c’è il regime degli Ayatollah, che ha scelto di fare delle leggi che accompagnano l’imposizione del velo una sorta di pietra angolare del suo regime stesso. Gli Stati Uniti sono quello che siamo noi, una società laica, una società dove i diritti sono battaglie quotidiane, dove però stiamo vivendo un arretramento, o così lo vedono le donne americane, che per quel diritto, i diritti riproduttivi nella fattispecie, stanno combattendo, però raccontano un mondo molto più ampio. Non ci sono paragoni, come dicevamo prima, però c’è un filo rosso.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quanta forza c’è nelle donne? La capacità di fare gruppo delle donne reagendo in questi Paesi alle sopraffazioni, alle violenze. Quali sono i casi più importanti ed emblematici di questo percorso?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Devo dire che tutte le donne che ho intervistato mi hanno impressionata. Da <strong>Suraya Pakzad</strong>, ora anche lei rifugiata in Germania, è una delle tante fondatrici delle scuole sotterranee a Kabul durante il primo regime dei talebani, donne che hanno rischiato la vita per insegnare a fare due più due alle proprie figlie e ai propri figli, perché il diritto all’istruzione è alla base per poter vivere, per essere delle persone. La stessa <strong>Zarifa Ghafari </strong>ha subito vari attentati alla sua vita. <strong>Masih Alinejad</strong> è una giornalista, adesso è rifugiata a New York, una ex giornalista politica, usa i social, viene da una famiglia molto conservatrice ma combatte per quello che lei ritiene essere naturale. Siamo uguali, dobbiamo avere gli stessi diritti. Sono tante le donne che hanno fatto questo libro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Vorrei soffermarmi su tre capitoli del suo libro in particolare. L’Iran, o del diritto di scegliere; l’Afghanistan, o del diritto di esistere; e, gli Stati Uniti, o del dovere di resistere. Approfondiamo questa differenza.  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-L’Afghanistan o del diritto di esistere, perché in questo Paese essere donna è un crimine e quindi si afferma il diritto all’esistenza, un diritto primario. Il diritto di camminare da soli, di lavorare, di studiare, di imparare le basi. Il diritto di scegliere per l’Iran, perché chi protesta in Iran non è contro il velo, vuole poter scegliere, vuole dire lo metto o non lo metto. Ciò a cui una donna iraniana è contraria è il fatto che, ad esempio, la sua testimonianza valga meno di quella di un uomo in tribunale, di non avere gli stessi diritti ereditari, lo stesso diritto in caso di divorzio, non poter fare alcuni lavori, eccetera. Quindi il diritto di scegliere come vivere la propria vita. Il dovere di resistere, perché gli Stati Uniti stanno vivendo dal mio punto di vista e da quello che raccontano le donne che ho intervistato, una sorta di involuzione sui diritti delle donne e una mancata espressione di alcuni di questi diritti e quindi è un dovere, perché gli Stati Uniti sono una grande potenza mondiale, sono un Paese di riferimento per molti altri paesi, tra cui anche il nostro, e quindi è un dovere.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Noi possiamo avere fiducia nella capacità di autodeterminazione femminile? Possiamo essere ottimisti che la forza femminile non verrà sconfitta, ma anzi è in piena crescita in questi Paesi di grandi difficoltà?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Sono due domande diverse. Per quanto riguarda l’autodeterminazione femminile, le donne faranno sciocchezze come le fanno gli uomini, sono uguali, non vedo differenza. Tutti gli uomini fanno cose sagge? No. Tutte le donne fanno cose sagge? No. E’ semplicemente la richiesta di avere gli stessi identici diritti. Non dovrebbe neanche essere una richiesta, dovrebbe essere naturale, normale.   La fiducia nelle loro capacità? L’Iran ci sta insegnando molto, l’Afghanistan ha tanta strada da fare, i cambiamenti sociali richiedono tempo, però richiedono anche attenzione, ed è quello che cerchiamo di garantire.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Diversi sociologi tra i quali, in particolare, il franco-iraniano Khosrokhavar, sostiene che ormai c’è una differenza troppo grande tra la società iraniana e il regime politico degli Ayatollah. Ha riscontrato anche lei questa differenza?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Assolutamente sì, ma è quella che vediamo anche tutti i giorni a Teheran, è l’ultima ondata di un giro di vite, è il riconoscimento di questo fatto: la società è differente! Una donna che ha una sessantina d’anni mi ha detto: “noi durante la Rivoluzione abbiamo sbagliato, non abbiamo lottato, abbiamo accettato quello che ci veniva imposto, però noi nelle nostre cucine abbiamo cresciuto questa generazione di rivoluzionari”. La società iraniana è una società estremamente colta, aperta, curiosa, sicura di sé, quindi non ha paura. Il regime forse non la rappresenta più in questo momento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il libro, edito da Paesi edizioni, è disponibile sia nelle librerie sia on line anche in e-book, si può comprare e leggere e spero sia in grado di dare il suo piccolo contributo a un dibattito che secondo me è estremamente attuale.</p>
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		<title>La democrazia è esportabile, ma non sempre e ovunque sia indispensabile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2022 20:27:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1274" height="609" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246.jpeg 1274w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-300x143.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-1024x489.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-768x367.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-1170x559.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-585x280.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1274px) 100vw, 1274px" /></p>
<p>di Angela Casilli, già docente di Italiano e Storia nei Licei di Roma La crisi afghana ripropone l’eterno problema della esportabilità o meno della democrazia e del ruolo dell’Occidente. Premesso che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/21/la-democrazia-e-esportabile-ma-non-sempre-e-ovunque-sia-indispensabile/">La democrazia è esportabile, ma non sempre e ovunque sia indispensabile</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1274" height="609" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246.jpeg 1274w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-300x143.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-1024x489.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-768x367.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-1170x559.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/06426279-54F1-4078-ADC4-8E5767ABD246-585x280.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1274px) 100vw, 1274px" /></p><p><strong><em>di</em> <span class="s6">Angela Casilli, </span>già docente di Italiano e Storia nei Licei di Roma</strong></p>
<p class="s10"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La crisi afghana ripropone l’eterno problema della esportabilità o meno della democrazia e del ruolo dell’Occidente. Premesso che la democrazia è una creazione della cultura e della civiltà occidentale, la democrazia è certamente esportabile ma ciò sottintende l’adozione più o meno impositiva di un modello politico e culturale eurocentrico, non sempre e dovunque fattibile. In questa ottica e, per meglio chiarire quanto premesso, occorre scomporre il concetto di democrazia nei suoi due elementi costitutivi che sono la componente liberale, nel senso che libera il </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">demos</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, il popolo, dall’oppressione, dal dispotismo e la componente democratica che dà potere, forza al </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">demos</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, al popolo. </span></span></p>
<p class="s10"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ne consegue che la esportabilità della democrazia può avvenire o perché l’interiorizzazione dei suoi principi fondamentali da parte di un popolo, di uno Stato permette a questo di farne partecipi altri, o perché la democrazia la si impone con la forza, dopo una sconfitta militare, come è accaduto in Giappone, Germania e Italia alla fine della seconda guerra mondiale. </span></span></p>
<p class="s10"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">In Giappone, la lunga occupazione americana è stata determinante nell’imporre una democrazia costituzionale</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma i giapponesi sono rimasti culturalmente giapponesi pur apprezzando il sistema occidentale di governo, dimostrando così che la democrazia non è necessariamente vincolata ai valori della civiltà occidentale. In India, l’esportazione della democrazia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> dovuta alla lunga dominazione inglese, ha dato risultati migliori del previsto nonostante l’ostacolo religioso per la presenza di ben tre religioni come l’induismo, il buddismo e l’islamismo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, il che</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> non ha tuttavia impedito all’India di far proprie le regole del costituzionalismo inglese, mantenendole fino ad oggi. </span></span></p>
<p class="s10"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quindi la democrazia costituzionale è esportabile nella sua essenza di sistema politico </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">demoprotettivo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, può però incontrare l’ostacolo granitico delle religioni monoteistiche, prima di tutto dell’Islam, come dimostra il ritorno in Afghanistan dei talebani, espressione dell’Islam teocratico. A differenza però di quanto avvenuto in India, in Giappone ed anche nella Cina degli ultimi anni, l’Islam a livello di massa è rigido, sclerotizzato, privo di flessibilità, di adattabilità, di capacità creativa. Ne consegue che più l’Occidente si ostina a pensare di democratizzare l’Islam</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> più l’Islam teocratico pensa di dover liberare la propria fede dalle incrostazioni culturali dell’Occidente e, contrattacca, cercando di islamizzare a sua volta l’Occidente. </span></span></p>
<p class="s10"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Questa è la ragione per cui gli americani che pensavano di essere accolti in Iraq e in Afghanistan come liberatori, come già accaduto in Europa nel 1944-45, hanno fallito vistosamente. </span></span></p>
<p class="s10"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Se una lezione l’Occidente può trarre da quanto avvenuto è quella che la eterogeneità culturale</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che da sempre contraddistingue lo Stato laico, non impedisce l’adozione di una democrazia costituzionale, anzi la favorisce in quei Paesi che vogliono progredire e mantenere le conquiste fatte, in primis quella della libertà. </span></span></p>
<p class="s10"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">E’ più difficile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> se non impossibile, esportarla e quindi farla adottare, là dove la laicità dello Stato non è riconosciuta e, l’unica religione ammessa, è fortemente impositiva e repressiva di qualsivoglia libertà.</span></span></p>
<p class="s10">
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		<title>Forum ad alto livello sulla protezione degli afghani a rischio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/06/forum-ad-alto-livello-sulla-protezione-degli-afghani-a-rischio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=forum-ad-alto-livello-sulla-protezione-degli-afghani-a-rischio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Oct 2021 04:33:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Bruxelles, 6 ottobre 2021 – Domani, l’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep Borrell e la Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, convocheranno un forum ad alto livello dedicato alla protezione degli afghani. Il forum fa&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/9E83285C-BE4E-43C5-AB80-2C1689678BF0-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p>Bruxelles, 6 ottobre 2021 – Domani, l’Alto rappresentante/Vicepresidente Josep <strong>Borrell</strong> e la Commissaria per gli Affari interni, Ylva <strong>Johansson</strong>, convocheranno un forum ad alto livello dedicato alla protezione degli afghani. Il forum fa seguito alle discussioni del G7 e del Consiglio straordinario “Giustizia e affari interni” sull’Afghanistan.</p>
<p>L’obiettivo è garantire che l’azione dell’UE e degli Stati membri volta a proteggere gli afghani sostenga gli sforzi di coordinamento e cooperazione a livello mondiale. Il forum riunirà, in un contesto virtuale, i ministri degli Affari esteri e dell’Interno degli Stati membri dell’UE, nonché della Svizzera, della Norvegia, dell’Islanda e del Liechtenstein, i rappresentanti del Parlamento europeo, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, e il Direttore generale dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni António Vitorino.</p>
<p>Nel pomeriggio proseguiranno le discussioni a livello di alti funzionari con i rappresentanti di Canada, Regno Unito e Stati Uniti. Un comunicato stampa è disponibile <a href="https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_21_5088" target="_blank" rel="noreferrer noopener">online</a>. Dopo la sessione mattutina si terrà un breve incontro stampa con la Commissaria <strong>Johansson</strong>, che sarà trasmesso in diretta streaming su <a href="https://audiovisual.ec.europa.eu/en/ebs/live/1" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EbS</a>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F10%2F06%2Fforum-ad-alto-livello-sulla-protezione-degli-afghani-a-rischio%2F&amp;linkname=Forum%20ad%20alto%20livello%20sulla%20protezione%20degli%20afghani%20a%20rischio" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F10%2F06%2Fforum-ad-alto-livello-sulla-protezione-degli-afghani-a-rischio%2F&#038;title=Forum%20ad%20alto%20livello%20sulla%20protezione%20degli%20afghani%20a%20rischio" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/06/forum-ad-alto-livello-sulla-protezione-degli-afghani-a-rischio/" data-a2a-title="Forum ad alto livello sulla protezione degli afghani a rischio"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/06/forum-ad-alto-livello-sulla-protezione-degli-afghani-a-rischio/">Forum ad alto livello sulla protezione degli afghani a rischio</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Afghanistan: punto e daccapo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Oct 2021 06:33:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Arno']]></category>
		<category><![CDATA[la Gazzetta italo brasiliana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Si riparte da dove si era rimasti vent’anni fa, ovvero con i talebani al governo. Il punto di vista  nell’editoriale di ottobre di Giuseppe Arno’ -direttore de la Gazzetta italo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/03/afghanistan-punto-e-daccapo/">Afghanistan: punto e daccapo!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/10/65EC0359-AA4E-4E57-96BE-55CB3EB686EC-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p><em>Si riparte da dove si era rimasti vent’anni fa, ovvero con i talebani al governo. Il punto di vista  nell’editoriale di ottobre di Giuseppe Arno’ -direttore de la Gazzetta italo brasiliana nell’editoriale di ottobre .</em></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Molto si è scritto e molti hanno scritto sull’argomento, ma, permetteteci, vorremmo dire la nostra: si riparte da dove si era rimasti vent’anni fa, ovvero con i talebani al governo.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Gli americani dopo quel fatidico martedì 11 settembre 2001 decidono di occupare l’Afghanistan per debellare il terrorismo e per democratizzare il Paese.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont15"><b>Missione impossibile: falliti entrambi gli obiettivi</b></span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Non a caso, l’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Afghanistan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è stato definito il cimitero degli imperi. Chi ci prova a invaderlo inesorabilmente cade: gli inglesi in tre guerre; i russi dopo una guerra di dieci anni e, per ultimi, gli americani dopo vent’anni di occupazione. E noi cadiamo con loro perché quest’ultima non era solo una guerra americana, era pure una guerra </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Orbene, il terrorismo non viene debellato e di democratizzazione neanche l’ombra. E alla fine, solamente dopo l’uccisione di migliaia di innocenti, pare che le «teste</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">pensanti»</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">d’oltreoceano si siano rese conto che la democrazia non si esporta come la Coca Cola e i panini di McDonald&#8217;s.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La democrazia, in effetti, secondo gli insegnamenti di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Henri </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Bergson</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Karl Popper</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, si conquista giorno dopo giorno, non si impone </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">manu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> militari</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, al limite si ripristina laddove c’era o perlomeno esisteva un barlume di tradizione democratica.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Oltracciò, va tenuto presente che la democrazia non è soltanto un insieme di norme, ma soprattutto una disposizione mentale e culturale come ben ci rammenta lo storico anglo-americano </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">George Robert </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Acworth</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Conquest</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Essa, infine, dev’essere esercitata attraverso le leggi umane e non quelle divine, mentre caratteristica del mondo islamico è la commistione della fede politica con quella religiosa.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">«Fate quello che dico e non fate quello che faccio» un detto che nel caso in questione cade a fagiolo. Ad agire sconsideratamente e contro ogni nozione di come, quando e dove una democrazia possa essere instaurata, troviamo, guarda un po’, gli </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Stati Uniti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, pilastri del pensiero democratico e considerati da oltre due secoli il Paese della democrazia per antonomasia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E ciò che è peggio, ad essi si associano in questa sventurata avventura afghana per «ordine di scuderia» le </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nazioni Unite</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e quindi l´</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Italia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dopo di che, trascorsi vent’anni, si è capito che la guerra in </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Afghanistan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> sarebbe stata infinita e infruttuosa. Essa col tempo si inverte e si cronicizza: le prede non sono più i talebani, ma le truppe `liberatrici´ e per di più l’indolente esercito afghano non ha la benché minima voglia di combattere una guerra civile. In sostanza il gioco non vale più la candela: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">game over</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e gli americani, a guisa di una multinazionale, cambiano strategia e decidono una delocalizzazione economico-militare verso altri mercati più produttivi. Il polemista politico </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Noam Chomsky</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">definirebbe una siffatta operazione «una brutalità della globalizzazione». E così è.</span></span></p>
<p class="s7"><b>La satira del giorno<br />
</b><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Si ha notizia che, prima di sgomberare completamente da </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Kabul</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, le forze internazionali, per salvare almeno la faccia, abbiano chiesto ai talebani di democratizzare il Paese realizzando un «governo inclusivo»</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">in un «nuovo Stato». Ed è a questo punto che si arriva alla satira del </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">giorno: è come voler conciliare il diavolo con l’acqua santa!</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Infatti, non v’è chi non veda che in Afghanistan non sorgerà né uno Stato né una nazione! Laggiù il concetto di Stato come lo concepiamo noi è inesistente. Esistono, al contrario, le potestà dell’emirato, dei clan, delle tribù e vigono soltanto le leggi islamiche della </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">sharia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> nonché i codici di condotta tribali. Tanto per intenderci, colà si afferma che i diritti delle donne altro non sono che una bizzarria occidentale! Non basta? Ma suvvia, nel club delle «teste pensanti» sarà poi così difficile capire che agli afghani interessano solo le madrase e le coltivazioni dell’oppio?</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E gli aurei tempi della cultura iranica? Beh, quella è da tempo relegata in un vago ‘ricordo storico’.   </span></span></p>
<p class="s7"><strong><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Così parlò </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Zarathuštra</span></span></strong></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">«Così parlò </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Zarathuštra</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Un libro per tutti e per nessuno», il santone scende dalla montagna e va verso il mercato per portare l&#8217;insegnamento all&#8217;umanità (</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nietzsche</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">). Tra il 1500 e il `900 a.C. nasce lo Zoroastrismo in un’Eurasia aperta, impreziosita dagli apporti delle grandi civiltà greco–romana, cinese, indiana ed egizia. E l’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Afghanistan </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">rappresenta un punto di riferimento. Altri tempi!<br />
D´altronde, bastava dare uno sguardo al </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Museo </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Guimet</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> di Parigi ove si è tenuta la mostra «</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Afghanistan, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">les</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">trésors</span></span> <span class="s10"><span class="bumpedFont15">retrouvés</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">» per scoprire le meraviglie oriunde dai quattro maggiori siti archeologici afgani: </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Ai-</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Khanoum</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Fullol</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Bagram</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Tillia</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">Tepe</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ma </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">π</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">άντ</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">α </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">ῥ</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ε</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">ῖ</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> (tutto scorre) e cos</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ì</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, a partire dal 642 d.C., l</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">islamismo trasforma l’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Afg</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">h</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">anistan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, oramai crogiolo razziale di ben ventiquattro etnie, nel paese che noi tutti tristemente conosciamo e alle cui porte ci potrebbe star bene, in luogo dell´usuale cartello di benvenuto, la scritta «</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Io venni dallo splendore / E cado nel dolore</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">», parafrasando i primi due versi dell’ultima poesia del maestro di Zen </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Hoshin</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Eppoi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, nell’intervista di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Pietro Del Re</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, il macabro racconto del soldato Mohammed </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Amin</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ullah</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">: «Lapidiamo le donne per il bene dell’Islam» la dice lunga, la dice tutta.</span></span></p>
<p class="s7"><strong><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Una guerra di vent’anni che non è servita a nulla!</span></span></strong></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La facile avanzata dei talebani nello scorso agosto verso la capitale, sigillata dalla strage dell’aeroporto di Kabul, ci fa meglio capire l’inutilità del sacrificio di vite umane e dell’alto dispendio di denari ed energie in vent’anni di missione nelle valli afghane, testimoni di tante disgrazie, compresa la follia integralista verso i </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Buddha di Bamiyan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dall’ultimo rapporto del Commissario Generale Speciale per la Ricostruzione dell’Afghanistan, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">John F. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Sopko</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, appare l’impietosa situazione della ventennale occupazione americana del Paese: incapacità e negligenza sono solo alcuni degli addebiti fortemente contestati all’amministrazione occupante. E le conseguenze finali di detta catastrofica gestione sono apparse a fine agosto nei media di tutto il mondo: scene eroiche di chi salva e scene tragiche di chi non si salva!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tutto ciò si poteva evitare: si sarebbe potuta realizzare un’evacuazione giudiziosa, dal momento che si conosceva la data dell´‘addio alle armi’ sin dai tempi di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Trump</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e si sarebbero potuti mettere in salvo, senza il fuggi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">fuggi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">generale, cani e gatti oltre a tutti coloro che dovevano e volevano essere messi in salvo. Ma così non è stato!</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Gli invasori di turno non hanno purtroppo capito che l’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Afghanistan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è facile da conquistare e impossibile da gestire. La composizione settaria e tribale della società, l’ambiente ostico nonché le ideologie religiose di stampo integralista e fondamentalista ivi esistenti costituiscono un ostacolo insormontabile, che rende quel territorio inespugnabile e inconquistabile. Tant’è che nessuno fino ad ora è mai riuscito a sottomettere completamente le genti afgane. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Per dovere di cronaca va però ricordato che un personaggio poco noto riuscì per un determinato tempo nell’ardua impresa. Si tratta di un soldato di ventura di umili origini, certo </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Paolo Crescenzo Martino Avitabile</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, napoletano di Agerola. Egli giunse nel vicino </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Oriente nel 1835 per rimanere, in virtù delle sue gesta, nella memoria degli uomini come </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Abu </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Tabela</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">«</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">il terrore afgano</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">»</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ma questa è tutta un’altra storia, che probabilmente enarreremo con dovizia di particolari in un successivo articolo.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ora, tornando all&#8217;argomento principale dopo questa breve digressione e tirando le somme, ci chiediamo cosa abbiamo appreso dall’avventura euroamericana in Afghanistan.</span></span></p>
<p class="s7"><b>Una dura lezione<br />
</b><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Orbene, senza le necessarie misure di prevenzione, i vari governi americani hanno fatto una guerra insensata; hanno occupato un paese proclamandosi forieri di giustizia e democrazia; hanno acceso la luce della speranza di una vita migliore a tanta gente che in loro ha creduto e poi, visto che non sarebbe stato possibile ´democratizzare` e colonizzare economicamente un popolo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ‘</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">viziato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’ </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">talebanismo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, hanno cinicamente deciso di abbandonarlo al proprio destino, sacrificando e bruciando i sogni di quella parte sana di esso, che in loro per vent’anni  aveva confidato.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Allora? La politica ha sopraffatto l’etica? Ma certo, il fatto non è nuovo e della scissione tra politica e morale ce ne parla, senza andare molto in là nel tempo, ampiamente il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Machiavelli </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">allorché spiega come la politica sia un settore di pensiero e azione del tutto indipendente e autonomo da altri campi di indagine pure teoricamente contigui quali la religione e l’etica.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Solo che nella pratica quotidiana oramai constatiamo sempre più che quest’ultimo concetto (l’etica) rimane una pura speranza mentre il realismo politico, secondo cui il fine principale dell&#8217;azione politica è l’ottenimento del potere, è quello che frequentemente impone di sacrificare i principi etici. In altre parole, in nome della ragion di Stato, viene concessa ai politici la «licenza di uccidere» le regole morali, a prescindere dai frequenti casi in cui alla </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">malapolitica</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> non è necessaria alcuna ragione per spregiare &#8211; per dirla con </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Dante</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> &#8211; natura e sua </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">bontade</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Difatti, come dianzi rilevato e in sintonia col noto motto </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">business </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">is</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> business</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> «gli affari sono affari», cioè negli affari non si devono mescolare considerazioni di altro ordine, gli americani in </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Afghanistan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> hanno mollato in bando ogni cosa: oltre alle costosissime attrezzature militari, migliaia di interpreti-collaboratori, gli amici più fedeli (centinaia di cani antidroga e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">antibomba</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">) e, peggio ancora, migliaia di donne e bambini fragili e indifesi, che nella democrazia hanno fortemente creduto.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Solo che no</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i eravamo «compagni d’armi» dei ‘</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">liberatori</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’ </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">sotto le insegne della </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">N</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, il cui trattato andrebbe rivisto e riformulato per non essere costretti a sopportare gravezze, cinismo e ipocrisia altrui, e oggi, da italiani, al contrario di altri, sentiamo vergogna di essere costretti all’indifferenza nei confronti di quegli esseri umani, principalmente donne e bambini, che per tanti anni abbiamo illuso. La nostra coscienza e la nostra reputazione restano al di sopra della nefanda politica, del denaro o della morale del denaro e del potere!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dunque? Beh… abbiamo indubbiamente subito una sconfitta morale! E anche se al nostro carattere ripugna oltremodo l’ipocrisia di certe soluzioni, ahinoi, siamo stati coinvolti e al momento nulla possiamo fare. Purtroppo viviamo in tempi infami in cui la politica ha perso completamente la morale e… non ci resta altro che la ben magra consolazione di recitare il </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">mea culpa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> nonché invocare «</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Domine</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, miserere </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">eis</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">» per tutti coloro che sono stati amaramente abbandonati in quell’inferno.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E speriamo che il Signore ci ascolti!</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F10%2F03%2Fafghanistan-punto-e-daccapo%2F&amp;linkname=Afghanistan%3A%20punto%20e%20daccapo%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F10%2F03%2Fafghanistan-punto-e-daccapo%2F&#038;title=Afghanistan%3A%20punto%20e%20daccapo%21" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/03/afghanistan-punto-e-daccapo/" data-a2a-title="Afghanistan: punto e daccapo!"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/10/03/afghanistan-punto-e-daccapo/">Afghanistan: punto e daccapo!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Afghanistan: Il Vicepresidente Schinas e la Commissaria Johansson alla riunione straordinaria dei ministri degli Interni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/31/afghanistan-il-vicepresidente-schinas-e-la-commissaria-johansson-alla-riunione-straordinaria-dei-ministri-degli-interni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=afghanistan-il-vicepresidente-schinas-e-la-commissaria-johansson-alla-riunione-straordinaria-dei-ministri-degli-interni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Aug 2021 06:37:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>31 agosto 2021 – Oggi  pomeriggio il Vicepresidente per la Promozione del nostro stile di vita europeo, Margaritis Schinas, e la Commissaria per gli Affari interni, Ylva Johansson, parteciperanno alla riunione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/schinas-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p>31 agosto 2021 – Oggi  pomeriggio il Vicepresidente per la Promozione del nostro stile di vita europeo, Margaritis <strong>Schinas</strong>, e la Commissaria per gli Affari interni, Ylva <strong>Johansson</strong>, parteciperanno alla riunione straordinaria dei ministri degli interni convocata dalla presidenza slovena per discutere della situazione in Afghanistan.</p>
<p>Le discussioni si concentreranno sugli sviluppi in Afghanistan e sulla risposta dell’UE. Una conferenza stampa con la Commissaria <strong>Johansson</strong> avrà luogo dopo la riunione, alle 18.15 circa, e potrà essere seguita in diretta su <a href="https://audiovisual.ec.europa.eu/en/ebs/live/2" target="_blank" rel="noreferrer noopener">EbS+</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F31%2Fafghanistan-il-vicepresidente-schinas-e-la-commissaria-johansson-alla-riunione-straordinaria-dei-ministri-degli-interni%2F&amp;linkname=Afghanistan%3A%20Il%20Vicepresidente%20Schinas%20e%20la%20Commissaria%20Johansson%20alla%20riunione%20straordinaria%20dei%20ministri%20degli%20Interni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F31%2Fafghanistan-il-vicepresidente-schinas-e-la-commissaria-johansson-alla-riunione-straordinaria-dei-ministri-degli-interni%2F&#038;title=Afghanistan%3A%20Il%20Vicepresidente%20Schinas%20e%20la%20Commissaria%20Johansson%20alla%20riunione%20straordinaria%20dei%20ministri%20degli%20Interni" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/31/afghanistan-il-vicepresidente-schinas-e-la-commissaria-johansson-alla-riunione-straordinaria-dei-ministri-degli-interni/" data-a2a-title="Afghanistan: Il Vicepresidente Schinas e la Commissaria Johansson alla riunione straordinaria dei ministri degli Interni"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/31/afghanistan-il-vicepresidente-schinas-e-la-commissaria-johansson-alla-riunione-straordinaria-dei-ministri-degli-interni/">Afghanistan: Il Vicepresidente Schinas e la Commissaria Johansson alla riunione straordinaria dei ministri degli Interni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Afghanistan, l’apoteosi del terrore: Comico ucciso dai talebani</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/26/afghanistan-lapoteosi-del-terrore-comico-ucciso-dai-talebani/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=afghanistan-lapoteosi-del-terrore-comico-ucciso-dai-talebani</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Aug 2021 05:39:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Khasha Zwan]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/6C384C34-5056-4798-BB79-BFFBF9A94B65.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/6C384C34-5056-4798-BB79-BFFBF9A94B65.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/6C384C34-5056-4798-BB79-BFFBF9A94B65-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/6C384C34-5056-4798-BB79-BFFBF9A94B65-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Forse ancora non ne siete al corrente ma in Afghanistan, con l’avvento al governo dei talebani, l’umorismo, la risata, il divertimento, sono banditi. L’islam, secondo gli studenti coranici, non vuole&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/26/afghanistan-lapoteosi-del-terrore-comico-ucciso-dai-talebani/">Afghanistan, l’apoteosi del terrore: Comico ucciso dai talebani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">E per sottolinearlo, a chi ancora degli afghani non l’avesse capito, gli studenti coranici hanno pensato bene di uccidere un comico: </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nazar</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Mohammed</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, noto come </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Khasha</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">Zwan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, famoso sui social e su </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tik</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tok</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per come sbeffeggiava i talebani. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Zwan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è stato prelevato a casa sua, caricato in macchina con la forza, è stato schiaffeggiato, (come potete vedere nel video) perché continuava a rispondere irridente ai suoi aguzzini e poi è stato brutalmente ucciso. Sgozzato, per l’esattezza. Il tutto è successo a Kandahar durante l’avanzata dei talebani verso Kabul.</span></span></p>
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<span class="s6"><span class="bumpedFont15">Khasha</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">Zwan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, secondo i rapporti delle autorità locali, è stato trovato riverso davanti ad un albero, trucidato nel modo più atroce. I talebani hanno confermato la loro responsabilità in questo delitto. L’ennesimo delitto di un uomo innocente, un comico che in passato aveva lavorato anche per la polizia afghana.</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ma </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Khasha</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont15">Zwan</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è stato più forte di questi assassini che inscenano processi farsa per uccidere chi, fino all’ultimo, dimostra di non aver paura di loro e di scegliere la libertà, anche quella di ironizzare sulla loro ferocia. </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Khasha</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Zwan</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">non si è fatto piegare ed è morto con dignità. Che la terra gli sia lieve.</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F26%2Fafghanistan-lapoteosi-del-terrore-comico-ucciso-dai-talebani%2F&amp;linkname=Afghanistan%2C%20l%E2%80%99apoteosi%20del%20terrore%3A%20Comico%20ucciso%20dai%20talebani" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F26%2Fafghanistan-lapoteosi-del-terrore-comico-ucciso-dai-talebani%2F&#038;title=Afghanistan%2C%20l%E2%80%99apoteosi%20del%20terrore%3A%20Comico%20ucciso%20dai%20talebani" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/26/afghanistan-lapoteosi-del-terrore-comico-ucciso-dai-talebani/" data-a2a-title="Afghanistan, l’apoteosi del terrore: Comico ucciso dai talebani"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/26/afghanistan-lapoteosi-del-terrore-comico-ucciso-dai-talebani/">Afghanistan, l’apoteosi del terrore: Comico ucciso dai talebani</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Tale(bano) e quale sciò</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alan David Baumann]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Aug 2021 18:21:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[talebani]]></category>
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<p>Il mondo occidentale si ritira da Kabul. Vent’anni di inutile tentativo di instaurazione della democrazia. Si aspetta la veridicità delle intenzioni “buone” raccontate dai talebani. Ne seguiranno dei positivi atti&#8230;</p>
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<p class="s3">Intanto la gente si accalca per fuggire dal paese. Comprendiamo il problema primario della messa in salvo dal terrore, ma non si è vista una persona con la mascherina. Il Covid-19 ha risparmiato l’Afganistan?</p>
<p class="s3">Si avvicinano intanto le due facce dell’Islam: gli esponenti di Hamas, anch’essi sunniti, si schierano immediatamente con i talebani nuovamente al potere in Afganistan e l’Iran sciita dimostra da subito la sua vicinanza. Una mossa atta ad estendere strategicamente la propria presenza già dominante in gran parte della Siria, in Iraq, presso gli Hezbollah (sciiti) in Libano e l’aiuto militare fornito a Hamas a Gaza ed in Cisgiordania. La diatriba nata tra le tribù arabe dopo la morte del profeta Maometto nel 632 d.C., si dimostra a distanza di così tanto tempo, un’eredità in gran parte politica oltre che religiosa. Vengono messe da parte le accuse di eresia rivolte agli sciiti &#8211; a causa del loro credo negli ayatollah come riflesso di Dio sulla Terra – da parte dei sunniti,che si basano sugli atti del profeta e sui suoi insegnamenti. Questadistensione succede quando si ha un nemico comune: la coalizione guidata dagli USA.</p>
<p class="s3">Qualcosa di analogo accadde nel bel mezzo della guerra Iran-Iraq (22 settembre 1980 – 20 agosto 1988). I belligeranti, comandati da Saddam Hussein e dall’ayatollah Khomeini, optarono per una tregua di poche ore, per permettere ad una flotta aerea iraniana di portare delle armi agli hezbollah, già allora impegnati terroristicamente contro Israele.</p>
<p class="s3">Il mondo occidentale sta riconoscendo lo smacco autoinflitto dal ritiro delle proprie truppe dal paese asiatico.</p>
<p class="s3">Ricordo un articolo che intitolai “Morto il Rais viva il rais”, dopo la caduta di Gheddafi nella Libia del 2011.     I francesi prima, l’Italia ed il resto dell’occidente poi, dissero “abbiamo portato lademocrazia”. Fu rapidamente veritiera l’inutilità del regalarla a chi non ne conosceva il significato, era e resta paragonabile aldonare qualcosa ad un bimbo ed ammirarne l’istintivo sorriso, poi i tentativi di giocarci un pochino a cui ne seguirà l’abbandono, perché nessuno si è preoccupato di spiegarne l’utilizzo. Nonostante l’errore afgano, le politiche corrono ai ripari, almeno vi tentano attraverso i media, facendo leva sul fatto che la guerra e l’occupazione sono state contro i talebani, non contro gli afgani, motivando che i primi sono terroristi, mentre i secondi no.</p>
<p class="s3">Per questo è giusto invitare a riflettere sul fatto che Israele non ha come nemico il popolo palestinese, bensì le frange estremistiche e violente, nonostante queste vengano tacciate da gran parte dei siti internet occidentali, come partiti politici. Le migliaia di missili scagliate contro la popolazione inerme israeliana non dovrebbero più passare come “tentativo di difesa”, ma solo come dei vili attentati, alla pari di quelli perpetrati nei dirottamenti aerei o navali come nel caso dell’Achille Lauro, od il massacro alle Olimpiadi di Monaco nel 1972. A questi gesti non dovrebbero essere trovate sempre delle scusanti quando a rimetterci sono degli ebrei o degli israeliani. Gli assassini non dovrebbero essere graziati, liberati o premiati da alcune politiche occidentali, come dire “oltre al danno le beffe”. Mentre scriviamo un giovane soldato israeliano di 21 anni è stato ferito da terroristi di Hamas e lotta per la vita. Basta definirle “manifestanti palestinesi” e lo scrivo anche per il bene di quella parte di popolo arabo che non vi ha aderito spontaneamente: si tratta di attacchi terroristici! Bin Laden viene ricordato come un assassino islamico oppure comeun Saudita? Le BR erano terroristi o gruppo di rivoltosi italiani (che si allenavo al Sud del Libano nei “campi” dell’OLP_ndr). Infiniti sarebbero gli esempi di cui scrivere.</p>
<p class="s3">Ricordo le manifestazioni contro i muri eretti da Israele per difendere le proprie frontiere e ribadisco il termine “frontiere”. Se il vicino attenta alla vita di un cittadino, mi sembra giusto cautelarsi, facendo sì che non abbia facilità nel prendere la mira e sparare. D’altronde quando si rientra a casa, ovunque nel mondo, vien chiuso l’uscio, serrato a chiave il passaggio, affinché dei malintenzionati non mettano in serio politico chi vi abita. A questo proposito, la notizia data da diversi media, relativa al muro creato dalla Grecia al confine con la Turchia, non è cosa nuova. Il muro non è stato eretto dopo la caduta dell’Afganistan nelle mani talebane: era iniziato oltre dieci anni or sono e nel 2020 il governo ellenico ne decise un ampliamento. C’è chi sostiene che sia stato costruito per opporsi all’entrata massiccia di profughi, chi invece ritiene che sia una giusta frontiera europea (verso la Turchia).</p>
<p class="s3">Non vi sono state manifestazioni pacifinte contro questo muro, come non vi furono contro quello costruito per separare il Marocco Sahariano dal resto del paese. Questa berma, definita “muro del Sahara Occidentale”, è lunga 2720 km e secondo le stime, vi sono state collocate oltre 6000 mine anti-uomo. Dove sono quelle occidentali bandiere della pace?</p>
<p class="s3">Per logica dovremmo iniziare a dire che i talebani stiano liberando la loro terra dopo vent’anni di occupazione occidentale (senza contare gli anni di dominio sovietico), ma sappiamo che la crudeltà della legge legata alla sharia non solo priva di libertà, ma si antepone ad ogni pensiero religioso nella sua purezza ed all’essenza dell’umanità. Allora diciamolo che siamo al fianco degli afgani e contro i terroristi talebani, ma rileggiamo le brutte pagine di storia anche presente, che vedono solo degli innocui gesti difensivi nelle azioni terroristiche contro Israele, o se qualcuno preferisce contro la “Terra Santa”.</p>
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		<title>Artemisia, Giorlandino:coraggio e dignità sarebbero necessari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Aug 2021 19:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Roma, 22 agosto 2021 – “Un sussulto di coraggio e dignita’ sarebbe necessario di fronte alla disfatta politico-militare in Afghanistan. Per un imprescindibile senso di responsabilita’, devono aprirsi immediatamente due&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/afg1jpg-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p>Roma, 22 agosto 2021 – “Un sussulto di coraggio e dignita’ sarebbe necessario di fronte alla disfatta politico-militare in Afghanistan. Per un imprescindibile senso di responsabilita’, devono aprirsi immediatamente due capitoli: quello di un’analisi onesta e impietosa di quanto, perche’ e come si e’ operato in questa operazione ventennale. Lo dobbiamo ai nostri caduti, ai cittadini ed anche alla popolazione afghana. Secondo capitolo, quello delle misure finanziarie e umanitarie altrettanto urgenti, per sostenere i Paesi confinanti (pur con qualche riserva e distinguo) nell’accoglienza della prevedibile prima ondata di profughi. Di questo secondo capitolo devono far parte anche le misure nazionali e comunitarie per favorire l’uscita dall’Afghanistan non solo delle persone che hanno collaborato con i Paesi della coalizione, ma anche di coloro che, donne per prime, in buona fede, credendo in cio’ che si prometteva ed oggi risulta tradito, hanno studiato ed investito in attivita’ e ruoli che ritenevano potessero rappresentare un futuro migliore. L’Italia deve agire sia in proprio e con ogni forza a livello dell’Unione Europea, per evitare egoismi e utilitarismi inaccettabili da chi della disfatta afghana porta la responsabilita’”. Lo dichiara in una nota Maria Stella Giorlandino, presidente di Artemisia Onlus, associazione della Rete di centri clinici e diagnostici Artemisia Lab. (ITALPRESS). pc/com 21-Ago-21 11:10 NNNN</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F22%2Fartemisia-giorlandinocoraggio-e-dignita-sarebbero-necessari%2F&amp;linkname=Artemisia%2C%20Giorlandino%3Acoraggio%20e%20dignit%C3%A0%20sarebbero%20necessari" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F22%2Fartemisia-giorlandinocoraggio-e-dignita-sarebbero-necessari%2F&#038;title=Artemisia%2C%20Giorlandino%3Acoraggio%20e%20dignit%C3%A0%20sarebbero%20necessari" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/22/artemisia-giorlandinocoraggio-e-dignita-sarebbero-necessari/" data-a2a-title="Artemisia, Giorlandino:coraggio e dignità sarebbero necessari"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/22/artemisia-giorlandinocoraggio-e-dignita-sarebbero-necessari/">Artemisia, Giorlandino:coraggio e dignità sarebbero necessari</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>L&#8217;arte per dare voce alle donne Afghane. La storia di speranza e di bellezza di Shamsia Hassani street artist di Kabul</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/20/larte-per-dare-voce-alle-donne-afghane-la-storia-di-speranza-e-di-bellezza-di-shamsia-hassani-street-artist-di-kabul/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=larte-per-dare-voce-alle-donne-afghane-la-storia-di-speranza-e-di-bellezza-di-shamsia-hassani-street-artist-di-kabul</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giorgia Piccolella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Aug 2021 17:28:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Donne Afghane]]></category>
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		<category><![CDATA[Street art]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/8CF29299-E613-4375-B79D-71FE9BAD347E-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La forza travolgente  di credere che se esiste anche una  piccola  luce di speranza,  come quella dell&#8217;arte,  ha il potere di spezzare l’oscurità più nera di una realtà fatta di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/20/larte-per-dare-voce-alle-donne-afghane-la-storia-di-speranza-e-di-bellezza-di-shamsia-hassani-street-artist-di-kabul/">L&#8217;arte per dare voce alle donne Afghane. La storia di speranza e di bellezza di Shamsia Hassani street artist di Kabul</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La forza travolgente  di credere che se esiste anche una  piccola  luce di speranza,  come quella dell&#8217;arte,  ha il potere di spezzare l’oscurità più nera di una realtà fatta di guerra e di violenza, di donne  e di famiglie annientate, di diritti umani negati e calpestati.  Lei e’ Shamsia Hassani,  classe 1988, prima street artist afghana e professoressa associata  all’università di Kabul, dove insegna  scultura. Nata in Iran da genitori fuggiti dalla guerra civile,  l’artista raffigura nelle sue opere la condizione dell’universo femminile afghano, <strong>raggiungendo  la fama internazionale</strong> negli ultimi anni: nel 2014,  è stata nominata tra i 100 membri dei global thinkers.</p>
<p>&#8220;Voglio colorare i brutti ricordi della guerra”, aveva raccontato Hassani in un’intervista ad Art Radar nel 2013 &#8211; se coloro questi brutti ricordi, allora cancello la guerra dalla mente delle persone. Voglio rendere l’Afghanistan famoso per la sua arte, non per la sua guerra”.  Oggi  dopo  l’invasione talebana a Kabul e  la preoccupazione per la grave situazione delle donne le  sue opere assumono un potere di denuncia ancora più forte.  Se gli ultimi venti anni di presenza internazionale hanno visto  un certo progresso  nella condizione femminile oggi  la presenza dei talebani nel territorio riporta le donne  indietro nel tempo,  quando il regime talebano del 97 imponeva loro la Shaaria più estrema,  condannandole ad essere fantasmi senza corpo e senza voce.</p>
<p>Shamsia Hassani apprende l&#8217;arte dei graffiti  nel 2010 in un corso organizzato a Kabul  da Chu, graffiti artist del Regno Unito.Da quel momento  alle tele e ai pennelli sostituisce  le più economiche bombolette spray e gli stencil,  trovando  nella street art la forma espressiva  a lei più congeniale:  inizia così  a dipingere  sui muri delle case nelle strade della sua città .  Le sue opere ritraggono donne gentili,  avvolte in tuniche  azzurre, figure aggraziate ma senza bocche, che abbracciano strumenti musicali &#8211; pianole o chitarre simbolo della loro voce &#8211; che vuole e deve continuare ad essere ascoltata.   La pittrice ha una  pagina<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-43038" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti-227x300.jpg" alt="" width="227" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti-227x300.jpg 227w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti-775x1024.jpg 775w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti-768x1015.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti-1162x1536.jpg 1162w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti-1170x1547.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti-585x773.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/strumenti.jpg 1549w" sizes="(max-width: 227px) 100vw, 227px" /> social su instagram e su facebook dove pubblica le immagini dei suoi lavori.  In questi giorni molti artisti  hanno cancellato i loro account per paura di ritorsioni  e persecuzioni da parte dei talebani.  Dopo alcuni giorni di silenzio che ha lasciato i suoi follower  con il fiato sospeso  e in allarme per la sua sicurezza  il 18 agosto  Shamsia ha pubblicato un&#8217; ultima opera,  intitolata “Death to Darkness”. Una ragazza di fronte ad un uomo armato lascia cadere un  vaso con un fiore di tarassaco: è il simbolo dei  sogni  e delle speranze delle ragazze di Kabul .  Ma La speranza non muore, il vaso non si rompe. Il fiore della speranza è salvo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-43040" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Inst--300x164.jpg" alt="" width="300" height="164" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Inst--300x164.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Inst--1024x561.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Inst--768x421.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Inst--585x321.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Inst-.jpg 1102w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Le immagini di Shamsia Hassani sono diventate virali e sono state <strong>condivise centinaia e centinaia di volte</strong>: un messaggio di solidarietà  nei confronti di tutte le donne afghane che  rischiano di pagare ancora una volta un prezzo troppo alto.</p>
<p>Oggi  più che mai il grido di dolore  di queste vittime  trova  una voce potente  attraverso  le figure femminili  aggraziate di  Shamsia  Hassani, una voce che sconvolge le coscienze e  non puo&#8217;  restare inascoltata.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F20%2Flarte-per-dare-voce-alle-donne-afghane-la-storia-di-speranza-e-di-bellezza-di-shamsia-hassani-street-artist-di-kabul%2F&amp;linkname=L%E2%80%99arte%20per%20dare%20voce%20alle%20donne%20Afghane.%20La%20storia%20di%20speranza%20e%20di%20bellezza%20di%20Shamsia%20Hassani%20street%20artist%20di%20Kabul" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F08%2F20%2Flarte-per-dare-voce-alle-donne-afghane-la-storia-di-speranza-e-di-bellezza-di-shamsia-hassani-street-artist-di-kabul%2F&#038;title=L%E2%80%99arte%20per%20dare%20voce%20alle%20donne%20Afghane.%20La%20storia%20di%20speranza%20e%20di%20bellezza%20di%20Shamsia%20Hassani%20street%20artist%20di%20Kabul" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/20/larte-per-dare-voce-alle-donne-afghane-la-storia-di-speranza-e-di-bellezza-di-shamsia-hassani-street-artist-di-kabul/" data-a2a-title="L’arte per dare voce alle donne Afghane. La storia di speranza e di bellezza di Shamsia Hassani street artist di Kabul"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/20/larte-per-dare-voce-alle-donne-afghane-la-storia-di-speranza-e-di-bellezza-di-shamsia-hassani-street-artist-di-kabul/">L&#8217;arte per dare voce alle donne Afghane. La storia di speranza e di bellezza di Shamsia Hassani street artist di Kabul</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>L’evacuazione dei diritti umani, in mondovisione. Il trionfo della barbarie che corre in motocicletta e kalashnikov</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/17/levacuazione-dei-diritti-umani-in-mondovisione-il-trionfo-della-barbarie-che-corre-in-motocicletta-e-kalashnikov/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=levacuazione-dei-diritti-umani-in-mondovisione-il-trionfo-della-barbarie-che-corre-in-motocicletta-e-kalashnikov</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Aug 2021 10:21:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[Joe Biden]]></category>
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		<category><![CDATA[talebani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La storia si ripete dopo vent’anni. Kabul consegnata ai talebani, donne e bambini in pericolo E’ la storia che si ripete nella sua forma più tragica, come l’11 settembre, corpi che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/08/17/levacuazione-dei-diritti-umani-in-mondovisione-il-trionfo-della-barbarie-che-corre-in-motocicletta-e-kalashnikov/">L’evacuazione dei diritti umani, in mondovisione. Il trionfo della barbarie che corre in motocicletta e kalashnikov</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/08/Afghanistan-678x381-1-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><strong><em>La storia si ripete dopo vent’anni. Kabul consegnata ai talebani, donne e bambini in pericolo</em></strong></p>
<p>E’ la storia che si ripete nella sua forma più tragica, come l’11 settembre, <strong>corpi che cadono nel vuoto </strong>dell’indifferenza occidentale. Le immagini “inchiodano” gli uomini alle loro responsabilità e spesso “parlano” più dei fiumi di parole della diplomazia. <strong>I talebani prendono il potere</strong> in un ferragosto infuocato, <strong>Kabul</strong> di fatto si è consegnata ai “terroristi in motocicletta”.</p>
<p>Ci sono voluti due anni – ha ricordato <strong>Paolo Garimberti</strong> – perché i vietcong conquistassero <strong>Saigon</strong> dopo l’accordo firmato nel 1973 a Parigi da <strong>Henry Kissinger </strong>e <strong>Le Duc Tho</strong>, che sancì il ritiro delle truppe americane dal <strong>Vietnam</strong>. I talebani ci hanno messo solo due mesi a impadronirsi di Kabul dopo l’annuncio di <strong>Joe Biden</strong> del ritiro dall’Afghanistan prima del ventesimo anniversario delle <strong>Twin Towers</strong>. Presagio.</p>
<p><strong>Rinasce l’Emirato islamico</strong> vent’anni dopo l’intervento militare di Stati Uniti &amp; Co. che oggi si defilano. <strong>Tradimento?</strong> Intanto questo mezz’agosto verrà ricordato per le immagini dell’aeroporto di Kabul con migliaia di cittadini aggrappati ai cancelli, donne e bambini in preda al panico e un’evacuazione confusa e isterica. I talebani sono in città, è saltata la linea di comando, Kabul è stata consegnata dalle forze armate prive di indirizzo, di leadership, corrotte e demotivate mentre ministeri e uffici di polizia si svuotavano in fretta. <strong>E adesso?</strong></p>
<p>La storia è stata già scritta, era il sogno di Trump ma è stato Biden a realizzarlo. “Non possiamo abbandonare un popolo che da quarant’anni cerca la pace” ha postato lo scrittore afghano <strong>Khaled Hosseini</strong> (Mille splendidi soli). “Una macchia per l’Occidente” secondo <strong>Bernard-Henry Lévy</strong> e via così, il “nostro mondo” si scopre più nudo. Siamo quindi di fronte all’ingenuità di un politico che non ha il senso della storia e della tragedia o è il cinismo di un presidente che sta già pensando alla sua rielezione e alla “pancia dell’America” stanca delle “guerre infinite”? Probabilmente tutt’è due. Una nuova tendenza a “stelle e strisce” inaugurata da <strong>Barack Obama</strong> quando rinunciò a far rispettare in Siria la linea rossa imposta ad <strong>Assad</strong> per impedirgli di far ricorso alle armi chimiche, strada imboccata poi da <strong>Trump</strong> che sacrificò alleati curdi in Iraq prima e poi in Siria e ripresa oggi da <strong>Biden</strong> in questo totale <strong>abbandono in mondovisione</strong>.</p>
<p><strong>Il tramonto dell’uguaglianza</strong>. I talebani in città significano anche migliaia di <strong>donne </strong>– che avevano scoperto il gusto dell’uguaglianza – costrette nuovamente nelle loro “prigioni di tela”, è stata proclamata la sharia e <strong>le scene di lapidazione</strong> filmate nei mesi scorsi nei villaggi sperduti del paese si ripeteranno nel cuore di Herat, Kandahar, Kabul. Città di alta civiltà dove il popolo afghano aveva abbracciato il “sogno democratico”. <strong>Il trionfo della barbarie</strong> che corre in motocicletta e kalashnikov.  Nella capitale è scattata la caccia alle donne, una giornalista afghana racconta a Repubblica “I talebani ci cercano per le strade, dobbiamo nasconderci, ci ributteranno sotto i burqa, che è come morire lentamente”. Tragedia nella tragedia. Diritti faticosamente conquistati sono stai persi in poche ore. La scrittrice afghana – nata negli USA – <strong>Nadia Hashimi</strong> scrive “Quando le tv si spegneranno gli islamisti non avranno più ostacoli”.</p>
<p><strong>L’evacuazione dei diritti umani. </strong>Intanto, Joe Biden assediato da un coro di critiche rievoca gli sbagli dei suoi predecessori e afferma che i diritti umani non possono essere difesi con impegni militari senza fine, è il tramonto di un’idea di America che ci aveva cullato dolcemente dopo la Seconda guerra mondiale, o forse era già tramontata e non ce n’eravamo accorti. Secondo l’esperto di Difesa della Brooking Institution <strong>Michael O’Hanlon</strong> per gli USA il ritiro è un boomerang, più impopolare dello sforzo bellico.</p>
<p>Secondo il <strong><em>New York Times</em></strong> l’evacuazione degli americani da Kabul riflette la storia di vent’anni di guerra segnati dalla disconnessione tra la diplomazia americana e la realtà sul terreno. Quale che sia l’esito dei fatti di queste ore è lecito immaginare che la fiducia degli alleati nella leadership americana e di Joe Biden e il suo “club” delle democrazia si sia incrinata. Come ha scritto il giornalista britannico <strong>Gideon Rachman</strong> “la fine di Kabul è l’inizio del mondo post-americano”.</p>
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