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	<title>ARTE E SCIENZA Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>“RISVEGLI” di Gian Mario Conti: ad Arte in Nuvola  Gli appuntamenti con la Scienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Nov 2025 06:02:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE E SCIENZA]]></category>
		<category><![CDATA[installazione visiva e sonora]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-scaled.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-scaled.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-225x300.jpg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-768x1024.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-1152x1536.jpg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-1536x2048.jpg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-1170x1560.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/RISVEGLI-Linstallazione-1-585x780.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Un viaggio esperienziale che invita alla riflessione sulla realtà contemporanea.Fino al 23 novembre un’installazione visiva e sonora unica nel suo genere (La Nuvola, Roma EUR) al Livello 0 &#124; Forum&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/20/risvegli-di-gian-mario-conti-ad-arte-in-nuvola-gli-appuntamenti-con-la-scienza/">“RISVEGLI” di Gian Mario Conti: ad Arte in Nuvola  Gli appuntamenti con la Scienza</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Un viaggio esperienziale che invita alla riflessione sulla realtà contemporanea.Fino al 23 novembre un’installazione visiva e sonora unica nel suo genere (La Nuvola, Roma EUR) al </em>Livello 0 | Forum</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
<p style="font-weight: 400;">Concepita dall’artista sinestetico <strong>Gian Mario Conti</strong>, con la curatela di <strong>Gina Ingrassia</strong>, in collaborazione con il <strong>Prof. Luca Padua</strong>, neuroscienziato esperto in Gravi Cerebrolesioni Acquisite e disturbi di coscienza, <strong>RISVEGLI</strong> offre un viaggio esperienziale che invita alla riflessione sulla realtà contemporanea. Fondendo linguaggi artistici diversi tra loro – arte visiva, performance e musica – l’artista restituisce loro un ruolo determinante all’interno della società: risvegliare dallo stato ipnotico collettivo in cui siamo intrappolati e guidare verso una vera e propria rinascita verso la cura maggiore di sé, degli altri, della comunità, dell’ambiente, del pianeta. RISVEGLI – con le sue 20 opere in mostra – offre uno spazio di introspezione e affronta il tema della fragilità umana e delle disconnessioni che ci caratterizzano, seppur in un’epoca letteralmente iperconnessa. Alla luce di queste riflessioni, RISVEGLI dialoga potentemente con la Scienza. <img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-113233 size-full" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Un-momento-della-performance-di-Gian-Mario-Conti-_-RISVEGLI-_-Arte-in-Nuvola-scaled-e1763877945198.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>Sabato 22 novembre: appuntamento con la Scienza</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;">In quest’ottica la performance di <strong><u>sabato 22 novembre alle ore 11.00</u></strong>, all’interno dell’installazione, prevede un tappeto sonoro eseguito dal vivo dall’artista con arpa e armonica a bocca che avvolgerà il visitatore in un’atmosfera sensoriale onirica, visitatore che potrà sperimentare in prima persona e su base scientifica, anche il cambiamento che l’Arte è in grado di operare in ciascuno di noi. Invitato ad occupare lo spazio centrale dell’installazione, seduto su una sedia indossando uno speciale braccialetto, potrà immergersi nell’arte. Collegato a uno strumento di rilevazione, il braccialetto misurerà e sostanzierà i cambiamenti dell’attività dermoelettrica e i parametri cardio circolatori, come misura dell’attività sistema nervoso autonomo che può rappresentare una indiretta misura dello stato emotivo del paziente (ad esempio responsabili della “pelle d’oca”) che si manifestano nell’individuo in presenza di “somministrazioni massicce di arte e musica”.<strong> L’esperimento scientifico</strong> sarà condotto<strong><em> </em></strong>con l’ausilio del <em>Dott. Augusto Fusco,</em> Responsabile UOSD Neuroriabilitazione ad Alta Intensità del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, e dei collaboratori del <em>Prof. Luca Padua</em>, mostrerà come la creatività possa generare reazioni intense e significative, anche salvifiche.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sempre <strong><u>sabato 22 novembre, alle ore 12</u></strong>, al Piano Nuvola (N3) si terrà il <strong>talk &#8220;<em>Somministrare emozioni per risvegliare. Quando la creatività incontra la cura: un dialogo tra Arte e Scienza</em>&#8220;</strong>. Saranno raccontati i progetti sul tema del “risveglio” portati avanti da alcuni ricercatori dei diversi reparti del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, con la partecipazione del Prof. <em>Luca Padua</em>. Sono attesi anche, per il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS: il Dott. <em>Augusto Fusco</em> (Responsabile UOSD Neuroriabilitazione ad Alta Intensità), la Dott.ssa <em>Alessandra Lauria</em> (UOSD Neuroriabilitazione ad Alta Intensità), e il Dott. <em>Davide Giannuzzi</em> (neo-specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em> </em></strong>La ricerca scientifica contemporanea ha infatti ormai dimostrato quanto l’Arte, nelle sue diverse declinazioni, possa influenzare positivamente il processo trasformativo e il benessere dell’individuo, accelerando addirittura processi di guarigione, favorendo l’emergere di emozioni sopite. Il progetto di ricerca scientifica condotto dal Professor <strong>Luca Padua</strong>, già Direttore dell’UOC di Riabilitazione Neurologica ad Alta Intensità del <strong>Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS a Roma</strong>, ha (tra l’altro) esplorato gli effetti della Musica e dell’Arte, intesi come stimolatori emozionali, su pazienti in coma e in riabilitazione post risveglio. Accanto ad una gestione intensiva delle problematiche cliniche e alla riabilitazione tradizionale, il reparto è stato dotato di una “Cave multisensoriale”, una stanza con le più moderne tecnologie, tra cui spicca un sistema immersivo di audio-videoproiezione.  All’interno della “cave” sono effettuate stimolazioni multisensoriali personalizzate sulla base del quadro clinico e dei contenuti biografici del paziente, raccolti in fase anamnestica.  Qui, anche videoproiezioni immersive di arte e musica vengono utilizzate per sollecitare il risveglio dei pazienti dal coma, stimolarne i ricordi affettivi e incoraggiare il risveglio e poi la riabilitazione. E i risultati sono estremamente incoraggianti.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>“RISVEGLI”: l’installazione artistica</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong>Sulla parete di fondo, una grande dipinto di tre metri crea una quinta scenografica che cattura visivamente lo spettatore. Racchiude il Tutto, le nostre memorie, chi siamo e dove stiamo andando. Figure e colori evocativi popolano la tela: un bambino che gioca, la spensieratezza, la vita bucolica, animali al pascolo, un teschio, apparizioni spettrali, api, e altre figure, l’eterno ciclo di morti e rinascite, una danza che è parte integrante della vita, mostrando che ognuno di noi ha la possibilità di rinnovarsi e ricominciare. Api impollinatrici (simbolo ricorrente nell’opera dell’artista) sembrano instillare speranza preannunciando la possibilità di risveglio. Sul fondo (forse) la sagoma di un letto, anch’esso riferimento allo stato di dormienti, il muso di un cavallo bianco (forse) guarda in viso lo spettatore e ancora ombre indecifrabili, forme e immagini polisemiche, sciami, il torso nudo di una figura femminile spogliato da ogni mascheramento, apparizioni incatturabili come la materia dei sogni, mutevoli come nubi allo sguardo, si creano e dissolvono richiamando talvolta elementi concreti, reali. Poi tutto si mescola, i fili (della vita) si intrecciano creando grovigli da districare (la vita!), fili di Arianna per entrare e uscire da quel labirinto di simboli che è la coscienza umana. Otto “colonne-pilastro”, sono posizionate a semicerchio, quattro per lato a partire dai due estremi laterali della tela e si compongono ad abbraccio: un’eco del colonnato della Basilica di San Pietro, un omaggio a Roma, città di Rinascite e Rinascimenti, appunto, in cui l’artista risiede da un anno. Il riferimento al Bernini diviene anche omaggio alla grande Arte senza tempo. Sulla superficie frontale del pilastro sono esposti gli otto “Semi” a rappresentare del caos il tutto in potenza, l’infinito potenziale ancora indeterminato e informe dal quale fiorirà la nuova vita. Questa è rappresentata dagli otto monoliti lignei bianchi, appoggiati sulla base della colonnina, ciascuno con un disegno incastonato che restituisce immagini di bambini, simbolo di purezza, spontaneità, creatività, onestà, fiducia, possibilità e presenza, Risveglio, Rinascita. L’installazione si arricchisce di “paesaggi sonori”, composti attraverso l’accostamento inusuale di arpa e armonica a bocca, suoni e vibrazioni che lavorano in profondità, stimolando esperienze interiori autentiche e viaggi nel cuore dell’essere umano e, interagendo con le opere visive, creano una dimensione profondamente evocativa.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><em>RISVEGLI non è solo un’installazione artistica. È un viaggio trasformativo, un invito a riscoprire il potere dell’Arte, anche per il benessere e la salvezza, in qualche caso, dei singoli individui. Un’esperienza unica, dove il dialogo tra arte e scienza guida verso nuove consapevolezze e nuovi risultati.</em></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong><strong>Gian Mario Conti | </strong>Arpista compositore e polistrumentista, pittore, poeta e performer, nel suo percorso artistico sviluppa un’estetica che coniuga, in un unico filo conduttore, linguaggio pittorico, musicale e gestuale.<strong> </strong>In ambito concertistico, si esibisce sia come solista che in formazioni cameristiche e ensemble, in festival e rassegne di nuova musica, in Italia e all’estero. Nell’ambito della sua carriera si è esibito in prestigiosi teatri, tra cui il Teatro della Pergola e il Goldoni, collaborando con personalità dello spettacolo di fama internazionale come Maurizio Donadoni. È autore delle musiche originali della pièce <em>Deve trattarsi di autentico amore per la vita</em>, rielaborazione drammaturgica di Giulia Calligaro dei <em>Diari di Etty Hillesum, </em>cui hanno dato la voce nel corso degli anni Maddalena Crippa, Federica Fracassi e Laura Marinoni con l’interpretazione della quale è andata in onda su Rai Radio3. Di rilievo il suo lavoro in Brasile con Francesca Della Monica, una delle voci più originali nel panorama della musica sperimentale italiana, con la quale si è esibito a San Paolo e, in occasione dei 90 anni del Conservatorio, a Belo Horizonte, con <em>Frammenti neuronali</em>, a partire da Giacinto Scelsi, John Cage e Daniele Lombardi per arpa, flauto e armonica. In Italia, a partire dagli anni Ottanta, numerose sono le sue mostre e i riconoscimenti ricevuti, tra cui la partecipazione alla mostra <em>I Mille di Sgarbi</em>.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong> </strong></p>
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		<title>ARTE E SCIENZA: Storia, analisi e spigolature sulle interazioni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/12/23/arte-e-scienza-storia-analisi-e-spigolature-sulle-interazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=arte-e-scienza-storia-analisi-e-spigolature-sulle-interazioni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 08:19:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[ARTE E SCIENZA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/graphic-Leonardo-da-Vinci.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/graphic-Leonardo-da-Vinci.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/graphic-Leonardo-da-Vinci-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/graphic-Leonardo-da-Vinci-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/graphic-Leonardo-da-Vinci-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/graphic-Leonardo-da-Vinci-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/graphic-Leonardo-da-Vinci-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>di  Franca Colozzo* ARTE &#38; SCIENZA &#8211; Questi due termini, apparentemente in antitesi, ci pongono di fronte ad un interrogativo: alla luce dei tempi attuali potrebbero, come le rette parallele&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/12/23/arte-e-scienza-storia-analisi-e-spigolature-sulle-interazioni/">ARTE E SCIENZA: Storia, analisi e spigolature sulle interazioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di  Franca Colozzo*<img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-97908 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/Arch.-Franca-Colozzo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/Arch.-Franca-Colozzo-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/Arch.-Franca-Colozzo-300x300.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/12/Arch.-Franca-Colozzo.jpg 338w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></b></p>
<p><strong><em>ARTE &amp; SCIENZA </em></strong><em>&#8211; Questi due termini, apparentemente in antitesi, ci pongono di fronte ad un interrogativo: alla luce dei tempi attuali potrebbero, come le rette parallele nella geometria euclidea, incontrarsi all’infinito?  Oppure, essendo due termini dicotomici, non incontrarsi mai? Arte della scienza o scienza dell’arte? Tutto ruota attorno a ciò che noi chiamiamo reale, se per realtà si intende quello che i nostri sensi percepiscono. Il quesito consiste, in sintesi, nell’indagare sul rapporto tra queste due termini: sono essi assoluti o relativi? Funzioni di variabili umane filtrate dall’esperienza storica dell’uomo e della sua evoluzione del tempo? Sono proporzionali o equivalenti? Oggettive o soggettive?</em></p>
<p><em> </em><em>                                 </em></p>
<p>Partendo dal presupposto inconfutabile che ognuno di noi ha un’interpretazione della realtà soggettiva nell’ambito di una percezione collettiva che è patrimonio genetico e conoscitivo della razza umana, sicuramente <strong>Arte e Scienza</strong> sottostanno alle leggi di un simbolismo implicito che ci costringe a ricercare il significato recondito della vita sulla terra in relazione all’Universo e ai fini escatologici dell’umanità. Questa continua ricerca dell’essere in sé e fuori di sé, proiettato nel cosmo, ha da sempre contraddistinto gli studi filosofici sin dai tempi del pensiero antico.</p>
<p>Per quanto mi concerne, attraverso le fonti del pensiero filosofico greco ed oltre, <strong>Arte e Scienza</strong> sono dell’apparenza un unicum. Forse l’espressione più sublime di questo binomio la si può trovare in <strong>Leonardo da Vinci</strong>, uomo rinascimentale per eccellenza, attraverso i suoi congegni, l’invenzione di macchine e la bellezza formale dei suoi dipinti. In questi ultimi, in particolare, la dissolvenza dell’atmosfera induce lo spettatore a guardare oltre il quadro l’immaginario scenario naturale sfumato, come ad esempio nella <strong>Gioconda</strong>. Ma non per questo <strong>Leonardo</strong> si ferma all’apparenza della forma quando dell’immagine mostra non solo ciò che ci appare nella sua realtà tangibile, ma anche la metamorfosi di un mondo che la mente ricompone nel suo farsi. L’atmosfera, dissolvendosi, scolorisce tra le nebbie della memoria o gli artifici delle illusioni.</p>
<p>Oggi noi seguiamo gli sviluppi tecnologici pedissequamente, senza spesso riuscire a stare al passo con questa rapida rivoluzione. Cosa dire allora del rapporto tra <strong>Arte e Scienza</strong> quando le soglie del millennio si sono spalancate su imprecisati mondi difficili da capire tra teoria dei Quanti, Intelligenza Artificiale e teletrasporto dell’informazione? Lo scetticismo imperante è stato causato dalla separazione tra Arte e Scienza, dal momento che quest’ultima è stata volutamente scissa dalla prima mediante un’operazione arbitraria a partire dall’800, quando la Rivoluzione industriale cominciò a bussare prepotentemente alle porte dell’umanità.</p>
<p>Gli antichi greci, da <strong>Socrate </strong>a <strong>Platone </strong>e <strong>Aristotele</strong>, per parlare delle colonne portanti del nostro pensiero occidentale, fino all’Umanesimo ed al Rinascimento, hanno saputo ben coniugare <strong>Arte e Scienza</strong>. Non esisteva allora una cesura tra loro, ma un’osmosi dell’una nell’altra. Scienza è Arte che si manifesta nelle galassie in fuga all’infinito con un aumento dell’entropia a partire dal famoso Big Bang. <strong>Arte è Scienza</strong> e viceversa, come ci hanno dimostrato <strong>Piero della Francesca</strong> (studi prospettici finalizzati all’interpretazione della realtà), <strong>Leonardo da Vinci</strong>, <strong>Michelangelo</strong>, <strong>Raffaello</strong> e tutti i grandi pittori dell’Umanesimo e del Rinascimento.</p>
<p>Oggi s’avverte l’esigenza di accorpare questi due grandi pilastri dello scibile umano. Pure le <strong>Avanguardie del ‘900</strong> ci hanno dimostrato ciò anche attraverso, ad esempio, la Computer Art. Il connubio tra le due sembra avverarsi in una danza di particelle infinitamente piccole. Avverto nello spin di fotoni, per quanto distanti tra loro, quella danza infinita di partecipate esperienze che fa della nostra consapevolezza il vero mistero. Siamo coaguli di atomi e quindi di energia, come ci insegna la famosa equazione di <strong>Einstein</strong> (E = mc<sup>2</sup>), o rarefazione di coscienza (l’anima) attraverso neuroni che si connettono tra loro inviando impulsi elettrici. Nel mistero del cervello è nascosto il segreto del nostro essere una sorta di micro mondo all’interno di un macro mondo, di cui ci sfuggono i confini reali.</p>
<p>Siamo &#8211; come l’artista olandese <strong>Maurits Cornelis Escher</strong> ci ha insegnato al di là degli schemi geometrici e convenzionali del mondo &#8211;  particelle di Dio schizzate sulla Terra al pari di frammenti meteorici, oppure un concentrato di infinito come la nostra invisibile anima che sottende molte nostre frustrazioni e desideri. Lavoriamo poco sull’anima e molto sul corpo: l’apparenza della realtà offende la bellezza inespressa del divino, dentro di noi, astratto come un dipinto moderno di <strong>Klee</strong> o <strong>Kandinskij</strong>. Probabilmente nelle <strong>Avanguardie del ‘900</strong> è nascosta la chiave dell’interpretazione: Arte = Scienza. In un mondo atemporale, ci troviamo un po’ spaesati perché il peso del tempo biologico ci schiaccia così come la gravità. Le teorie fisiche di <strong>Einstein</strong> e <strong>Max Planck</strong> sfiorano vette inaccessibili ai più e di difficile comprensione. Impastati di realtà tangibile e legati al nostro sistema di riferimento Terra-Sole ci sentiamo al sicuro solo nella nostra navicella spaziale, pronti anche a distruggere i nostri simili ed il pianeta insieme a moltissime specie vegetali ed animali.</p>
<p>Distogliamo lo sguardo dalla verità per paura dell’abisso che si spalanca davanti a noi, l’abisso di dimensioni diverse dalla confortante visione del nostro piccolo recinto. Non più abituati a sognare, ci rifugiamo nel consueto giro di vite, annoiati e stanchi, fluttuando nell’etere nostro malgrado e privilegiando oggetti che non ci danno la felicità tanto agognata. Poi, all’improvviso, ecco aprirsi una porta per gli iniziati e l’Arte avanza, sotto molteplici forme: poesia, pittura, scrittura, musica, etc. Avanza la Scienza nelle menti illuminate dalla matematica, dalla fisica, nel gioco di fotoni che della luce seguono le curvature gravitazionali dei mondi. Lo stesso universo pensato da <strong>Einstein</strong> è una meravigliosa opera d’Arte. I fisici la disegnano matematicamente arrovellandosi in astruse equazioni; gli artisti usano suoni, linee, colori e rime, pennellate di sogni. Ma in fondo, c’è l’uomo che spinge sull’acceleratore della conoscenza ed usa tutti gli strumenti possibili per accedere alle informazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sarà che, grazie alla teoria dei Quanti, il teletrasporto di informazioni ci farà viaggiare con il pensiero più veloci di un bip o della stessa luce. Pare che non si possa viaggiare più velocemente della luce dal momento che <strong>Einstein</strong> ce lo ha dimostrato matematicamente, ma con il pensiero sicuramente possiamo fare questo! Allora, ecco il dubbio che mi assale ora: il pensiero è o non è più veloce della luce? Di cosa è composto il pensiero? Coscienza, consapevolezza, ragione, anima evanescente? Il pensiero è la rarefazione estrema di un elaborato processo che va oltre la velocità della luce, oltre l’energia stessa. Nei buchi neri un giorno forse si troverà la risposta cercata invano&#8230;</p>
<p>Se la creatività, come sostiene <strong>M. Emmer</strong>, è il fattore che unisce <strong>Arte e Scienza</strong>, se l’immaginazione è il volano che mette in moto la stessa matematica, certamente la descrizione matematica dell’universo è come la trama di una poesia. Pertanto la base di un corretto approccio all’universo è essenzialmente matematica e quest’ultima è una descrizione in chiave poetica dell’essenza stessa della natura e di noi uomini. Questo assunto ci fa riflettere sulle dicotomie del pensiero ottocentesco quando si sono gettate le basi della separazione tra studi classici e scientifici, dando priorità ai primi a scapito dei secondi.</p>
<p>Come se il <strong>Rinascimento</strong>, con la poesia insita nelle famose macchine leonardesche oppure nei suoi dipinti, così come in quelli di <strong>Michelangelo</strong> o <strong>Raffaello</strong>, fosse passato invano senza lasciar traccia dello stretto rapporto tra <strong>Scienza e Arte</strong>. D’altra parte la lezione degli antichi greci riaffiora nella cultura umanistica e rinascimentale dei secoli quindicesimo e sedicesimo per propagarsi poi dalla sua culla fiorentina a tutta l’Europa.</p>
<p>La codificazione e la classificazione hanno volutamente, per questioni anche di specializzazioni ulteriori, intrappolato lo scibile umano in rigidi schemi, inscatolando le nozioni e dividendole settorialmente. Da qui nasce il nozionismo che ha imbrigliato la conoscenza e lo studio frammentandolo in categorie e che, a partire dalla fine dell’800, ha ripartito il sistema scolastico italiano secondo modelli rigidi e meno rispondenti alla fluidità del sapere. Se <strong>Einstein</strong> si è ribellato ad essi, apparendo all’inizio della sua formazione scolastica un cattivo studente di matematica, non dovremmo meravigliarci delle conseguenze indotte da una cultura così poco elastica.</p>
<p>Come antidoto allo schematismo sociale, dove imperavano populisticamente le peggiori dittature che la storia ci addita a causa delle conseguenze devastanti delle due grandi Guerre Mondiali, ecco allora proliferare le Avanguardie avverse alla rigidità delle Accademie. Oggi possiamo a ragione affermare che il ‘900 è stato un secolo speciale, anche sotto l’aspetto del male assoluto (<strong>Hitler</strong> e l’<strong>Olocausto</strong>), per aver liberato la mente degli uomini dall’assuefazione a modelli diventati troppo rigidi. Noi siamo adesso il frutto di quella metamorfosi, su cui si è avvitata la rivoluzione tecnologica che ha fatto passi da gigante.</p>
<p>Ecco allora aprirsi mondi nuovi davanti a noi, spesso impreparati a seguire il passo dell’evoluzione tecnologica, che ci indicano strade apparentemente diverse ma in fondo molto simili a quel modello greco/rinascimentale che sembra essersi perso tra le volute di fumo delle ciminiere dell’epoca pre/ post industriale. Ecco apparire all’orizzonte le nuove frontiere dell’Arte che fanno uso di metodi scientifici e si avvalgono di quegli strumenti che solo l’evoluzione tecnologica è riuscita a mettere a nostra disposizione. La <strong>Computer Art</strong> ad esempio, nata nel 1950, è frutto della sperimentazione di <strong>Ben Laposky</strong> (USA) e <strong>Manfred Frank</strong> (Germania). Erano forse artisti questi ultimi? No, due matematici e programmatori con predisposizione innata per la grafica.</p>
<p>Arte digitale, quindi, che all’inizio ha fatto gridare allo scandalo ma che, successivamente, ha portato gli artisti ad una maggiore libertà espressiva attraverso l’utilizzo di tecnologie digitali a partire dagli anni ’70. Frattali o Digital/Pixel Art<em>,</em> Fotografia digitale, Electronic Literature, Arte elettronica, Computer Poetry, Musica elettronica, etc., sono tutte espressioni del connubio tra <strong>Arte e Scienza</strong> nella concretezza del panorama moderno delle interrelazioni tra ambiti diversi dello scibile umano. Le interrelazioni tra arte e tecnologia sono molteplici così come lo sono gli ambiti di applicazione.</p>
<p>Se la matematica rappresenta la più rarefatta forma di Poesia, mi vien da fare il paragone tra anima e corpo. L’anima per me è come la Matematica: non vediamo quest’ultima concretamente in tante manifestazioni dell’Universo e nelle applicazioni scientifiche, eppure senza di essa non avremmo ora tutte quelle apparecchiature complesse che ci circondano nella nostra vita reale o quelle fantascientifiche astronavi che vengono messe in orbita. Così pur non riuscendo a vedere l’anima ipotizziamo che sottenda alla consapevolezza delle nostre azioni. Pertanto, la Matematica assurge al massimo livello di conoscenza dell’intero universo. Senza le sue formule, semplici o astruse, non potremmo descrivere mondi lontani, gli stessi buchi neri o le inviolate profondità dello spazio siderale.</p>
<p>Qual è dunque l’estetica della Matematica? Quella delle belle formule o dei suoi effetti collaterali? Senza equazioni matematiche nessuno oggi crederebbe alla relatività di <strong>Einstein</strong>, come alla Teoria dei Quanti di <strong>Max Planck</strong> (1900). Il teletrasporto quantistico è uno dei grandi temi di attualità nella scienza fisica. Vent&#8217;anni fa, questo fenomeno era una possibilità teorica. Oggi gli esperimenti sono in pieno svolgimento. Noi uomini siamo agnostici come San Tommaso. La nostra visione è fortemente limitata e, se ci fermassimo ad essa, rischieremmo di non scoprire altre infinite possibilità evolutive e cognitive. <strong>Einstein</strong> era un visionario, così come tutti gli scienziati. <strong>Max Planck</strong> è andato oltre Einstein, oltre la localizzazione degli eventi, oltre il tempo stesso che non esiste se non biologicamente (ammasso di atomi che formano i corpi e che termodinamicamente sottostanno ad un processo di invecchiamento).</p>
<p>Grazie all’<em>Entanglement</em> quantistico, sappiamo oggi che due particelle subatomiche (come i fotoni), se pur distanti, possono comportarsi come un unico sistema. Si tratta di un allontanamento dal principio di località (un oggetto può essere influenzato solo dal suo ambiente immediato), caro ad <strong>Einstein </strong>e alla sua teoria della <strong>Relatività ristretta</strong>. Una spiegazione può essere quella delle &#8220;variabili nascoste&#8221; che ci sfuggono. Così, anche se distanti, queste particelle hanno un effetto l&#8217;una sull&#8217;altra.</p>
<p>Alla luce delle recenti scoperte, ci viene da riflettere su come l’Arte = Creatività sia alla base anche del pensiero logico e di come la Matematica, frutto di immaginazione, e per estensione tutte le scienze siano il mezzo per arrivare alla conoscenza. In conclusione, non c’è uno iato tra <strong>Arte e Scienza</strong>, ma una rispondenza biunivoca tra di esse. <strong>Arte=Scienza</strong> in quanto entrambe hanno bisogno dell’immaginazione che esula dalla mera conoscenza della nostra dimensione apparentemente temporale e strutturata per calibrarsi su una percezione di una realtà apparente, ma necessariamente concreta per lo svolgimento delle attività umane (<strong>Barbour</strong>, autore del famoso saggio: &#8220;La fine del tempo&#8221;).</p>
<p>Cito per concludere <strong>Sant&#8217;Agostino</strong>, filosofo e padre della Chiesa IV-V secolo d.C., e le sue teorie spirituali.  Per il vescovo di Ippona il tempo è una dimensione dell’anima, è la coscienza stessa che si dilata sino ad abbracciare col presente anche il passato e l’avvenire. Il tempo rappresenta per lui una dimensione soggettiva dovuta allo spirito umano che raccoglie in unità la pluralità delle esperienze esterne disperse. Per quanto oggi l&#8217;evoluzione sia stata grande, l&#8217;ignoranza della conoscenza appare superare tutti gli aspetti in quanto contempla solo il lato puramente materiale e apparente delle cose.</p>
<p>Per concludere, abbiamo perso la capacità di ascoltare la nostra anima riducendola a puro oggetto materiale. Ma sia essa che la natura ci parlano continuamente attraverso il flusso di energia vitale che fluisce nell&#8217;universo. Basta saper ascoltare la voce che proviene da dentro di noi e non i meri impulsi cerebrali, impietosi abiti mentali, spesso messaggeri di pensieri negativi e distruttivi.</p>
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<p><b>*Franca Colozzo</b>, Architetto, già docente all&#8217;estero per gli Istituti italiani di Cultura, scrittrice, è Executive Director del Movimento internazionale RRM3-Rinascimento Renaissance Millennium III, che si occupa di Mondialità, Pace, Sostenibiità e Cambiamenti climatici.</p>
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