<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Arthemisia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<atom:link href="https://www.lafrecciaweb.it/tag/arthemisia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/arthemisia/</link>
	<description>la velocità dell&#039;informazione</description>
	<lastBuildDate>Fri, 19 Dec 2025 15:18:55 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/07/favicon-32x32-1.png</url>
	<title>Arthemisia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
	<link>https://www.lafrecciaweb.it/tag/arthemisia/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">168598825</site>	<item>
		<title>Successo straordinario per la mostra dedicata ad Alphonse Mucha:già oltre 90mila visitatori</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/successo-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=successo-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Dec 2025 15:18:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Alphonse Mucha]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=115026</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="534" height="300" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/unnamed.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/unnamed.png 534w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/unnamed-300x169.png 300w" sizes="(max-width: 534px) 100vw, 534px" /></p>
<p>Roma, 19 dicembre 2025 – A pochi mesi dall’apertura, la grande retrospettiva “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione” in corso a Palazzo Bonaparte si afferma come una delle esposizioni più visitate e apprezzate&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/successo-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori/">Successo straordinario per la mostra dedicata ad Alphonse Mucha:già oltre 90mila visitatori</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Roma, 19 dicembre 2025</i> – A pochi mesi dall’apertura, la grande retrospettiva <b><i>“Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione”</i></b> in corso a <b>Palazzo Bonaparte</b> si afferma come una delle esposizioni più visitate e apprezzate della stagione culturale romana, registrando numeri eccezionali in un periodo di altissima offerta museale ed espositiva nella Capitale.</p>
<p>Dall’inaugurazione dell’8 ottobre 2025, la mostra ha accolto <b>oltre 90.000 visitatori</b>, confermandosi un punto di riferimento per appassionati, studiosi e pubblico generalista. L’affluenza internazionale è particolarmente significativa: il 38% dei visitatori proviene dall’estero, con una forte presenza di turisti provenienti da Francia, Stati Uniti, Spagna, Germania e Giappone, segno dell’attrazione globale esercitata dal Maestro dell’Art Nouveau.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115032" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/qX0RqfVPu00W8khA-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/qX0RqfVPu00W8khA-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/qX0RqfVPu00W8khA.png 534w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /> <img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-115033" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/LgiGglg0ajEwgrzE-300x169.png" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/LgiGglg0ajEwgrzE-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/LgiGglg0ajEwgrzE.png 534w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’interesse del pubblico italiano resta altissimo, con oltre 55.000 visitatori nazionali, distribuiti tra residenti, turisti e visitatori da fuori regione, attratti dalla qualità scientifica del progetto espositivo e dal fascino intramontabile dell’universo estetico di Mucha.</p>
<p>Particolarmente rilevante è la partecipazione delle nuove generazioni: più di 10.000 studenti hanno già visitato la mostra attraverso percorsi didattici, laboratori e attività di approfondimento, mentre tantissimi gruppi organizzati – tra associazioni culturali, università, enti e gruppi turistici – hanno scelto l’esposizione come tappa privilegiata della loro visita a Roma.</p>
<p>Il programma di mediazione culturale ha registrato risultati senza precedenti con numerosissime visite guidate, sia pubbliche sia private, mentre gli eventi serali e le aperture riservate hanno fatto registrare il tutto esaurito in più occasioni, confermando la capacità della mostra di parlare a un pubblico trasversale, capace di riconoscere nella poetica di Mucha un linguaggio raffinato, elegante e sorprendentemente contemporaneo.</p>
<p>Anche la critica ha accolto con entusiasmo il progetto, elogiandone la ricchezza delle opere, la qualità del percorso curatoriale e l’approccio che, accanto alle celebri icone dell’Art Nouveau, restituisce la profondità spirituale, simbolica e politica della produzione di Mucha. Numerosi articoli su quotidiani nazionali, testate internazionali e riviste specializzate hanno contribuito a consolidarne il prestigio, rendendo la mostra uno degli appuntamenti imperdibili dell’autunno-inverno 2025–2026.</p>
<p><i>“Siamo profondamente orgogliosi del successo straordinario di questa mostra, che dimostra quanto il pubblico italiano e internazionale continui a cercare nell’arte un’esperienza di meraviglia, eleganza e ispirazione. Mucha, con la sua raffinatezza senza tempo e la sua forza innovativa, parla ancora oggi con sorprendente attualità. Questo entusiasmo del pubblico conferma la missione di Arthemisia: rendere l’arte accessibile, emozionante e capace di creare connessioni autentiche. Roma, in un momento particolarmente ricco di proposte culturali, ci mostra ancora una volta quanto sia viva la sua sete di bellezza”</i> – dichiara <b>Iole Siena</b>, Presidente di Arthemisia</p>
<p>Infatti, nonostante la ricchissima offerta culturale presente in città questo autunno, “Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione” continua a distinguersi per la sua capacità di coinvolgere un pubblico vasto, diversificato e intergenerazionale, riaffermando il ruolo di Palazzo Bonaparte come punto di riferimento dell’attività espositiva nel cuore della Capitale che, per il 2026, si prepara, a essere teatro di due mostre straordinarie: in primavera – in occasione dei 160 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone – la più completa mostra mai dedicata in Italia ad <b>Hokusai</b>, il più grande pittore e incisore giapponese e, in autunno, un&#8217;eccezionale esposizione su <b>Kandinsky</b>, padre fondatore dell&#8217;astrattismo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/19/successo-straordinario-per-la-mostra-dedicata-ad-alphonse-muchagia-oltre-90mila-visitatori/">Successo straordinario per la mostra dedicata ad Alphonse Mucha:già oltre 90mila visitatori</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">115026</post-id>	</item>
		<item>
		<title>&#8220;ELLIOTT ERWITT. Icons&#8221;  la mostra a  Roma, Palazzo Bonaparte</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/29/elliott-erwitt-icons-la-mostra-a-roma-palazzo-bonaparte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=elliott-erwitt-icons-la-mostra-a-roma-palazzo-bonaparte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 29 Jun 2025 14:40:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=105855</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="424" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8.jpg 424w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-8-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 424px) 100vw, 424px" /></p>
<p>Palazzo Bonaparte  apre le porte a un viaggio tra le immagini più iconiche della fotografia del Novecento: arriva a Roma “Elliott Erwitt. Icons”, la grande mostra dedicata al maestro dell’ironia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/29/elliott-erwitt-icons-la-mostra-a-roma-palazzo-bonaparte/">&#8220;ELLIOTT ERWITT. Icons&#8221;  la mostra a  Roma, Palazzo Bonaparte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><em>Palazzo Bonaparte  apre le porte a un viaggio tra le immagini più iconiche della fotografia del Novecento: arriva a Roma “Elliott Erwitt. Icons”, la grande mostra dedicata al maestro dell’ironia e dell’empatia visiva. Con oltre 80 celebri scatti, l’esposizione racconta l’universo di uno dei maestri più importanti della fotografia contemporanea, il fotografo che ha trasformato la vita quotidiana in poesia visiva, capace di farci sorridere, riflettere, emozionare.</em><br />
<em>Con uno stile inconfondibile – irriverente, poetico, profondamente umano – Erwitt ha saputo catturare la leggerezza della gioia di vivere, diventando lo sguardo più ironico e toccante della commedia umana. Dal </em><em>28 giugno al  21 settembre 2025.</em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em><br />
</em>Dal 28 giugno al 21 settembre 2025, <strong>Palazzo Bonaparte</strong> accoglie <strong>lo sguardo più ironico e disarmante della fotografia del Novecento</strong>: <strong>ELLIOTT ERWITT</strong>.<br />
Un’esposizione che è molto più di una mostra: è un invito a osservare il mondo con leggerezza, empatia e meraviglia.</p>
<p>Un evento imperdibile, che racconta – attraverso <strong>oltre 80 scatti iconici</strong> – la lunga e brillante carriera di un artista capace di cogliere l’anima del Novecento e di trasformare attimi ordinari in immagini indimenticabili, con uno sguardo profondamente umano ma sempre sorprendente.<br />
In mostra a Roma <strong>icone di un’epoca</strong>, di un modo di guardare il mondo con leggerezza e intelligenza. “Icons” perché <strong>ogni scatto di Erwitt è diventato un simbolo</strong>, della sua poetica e della nostra stessa memoria collettiva.<img decoding="async" class=" wp-image-105857 alignleft" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7-300x201.jpg" alt="" width="327" height="219" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7-300x201.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-7.jpg 423w" sizes="(max-width: 327px) 100vw, 327px" /> <img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-105859" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-9-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-9-300x221.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/unnamed-9.jpg 385w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Elliott Erwitt è stato – ed è – un protagonista assoluto della cultura visiva del nostro tempo. Le sue immagini, i suoi libri, i reportage, le illustrazioni e le campagne pubblicitarie hanno attraversato i decenni, apparendo su testate internazionali e influenzando generazioni di fotografi e artisti. Questa mostra è un viaggio attraverso la sua opera e insieme un invito a guardare il mondo con occhi nuovi: con leggerezza, con empatia, con meraviglia.<br />
Membro dal 1953 della storica agenzia Magnum – fondata tra gli altri da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa –<strong> </strong><strong>Erwitt</strong><strong> </strong>ha raccontato con piglio giornalistico gli ultimi sessant’anni di storia e di civiltà contemporanea, cogliendo gli aspetti più drammatici ma anche quelli più divertenti della vita che è passata di fronte al suo obiettivo.</p>
<p>“<em>Nei momenti più tristi e invernali della vita, quando una nube ti avvolge da settimane, improvvisamente la visione di qualcosa di meraviglioso può cambiare l’aspetto delle cose, il tuo stato d’animo.</em> <em>Il tipo di fotografia che piace a me, quella in cui viene colto l’istante, è molto simile a questo squarcio nelle nuvole. In un lampo, una foto meravigliosa sembra uscire fuori dal nulla”.</em><br />
Con queste parole Erwitt sintetizza lo spirito e la poetica con cui filtra la realtà, la rappresenta con la sua maestria, cogliendone gli aspetti a volte giocosi, a volte irriverenti o quasi surreali, che ne fanno un maestro indiscusso della commedia umana.</p>
<p>Curata da <strong>Biba Giacchetti</strong>, una delle massime conoscitrici di Erwitt a livello internazionale, con l’assistenza tecnica di <strong>Gabriele Accornero</strong>, <strong><em>Elliott Erwitt. Icons</em></strong> è uno spaccato della storia e del costume, un percorso sintetico e completo della sua genialità, del suo sguardo sul mondo, dai suoi cani antropomorfi ai potenti della terra, dalle grandi star del cinema, una su tutte Marilyn, ai suoi bambini. Ma è anche un omaggio all’uomo che, con uno sguardo gentile e disincantato, ha saputo raccontare il mondo per quello che è: tragicomico, tenero, assurdo, irripetibile.</p>
<p>Nel percorso espositivo si incontrano i famosi ritratti di <strong>Marilyn Monroe</strong>, di <strong>Che Guevara</strong>, di <strong>Kerouac</strong>, di <strong>Marlene <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-105861 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2-300x201.jpeg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2-300x201.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/DnCwaqb9-2.jpeg 422w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Dietrich</strong>, <strong>Fidel Castro</strong>, <strong>Sophia Loren</strong>, <strong>Arnold Schwarzenegger</strong> e fotografie che hanno fatto la storia, come il <strong>diverbio tra Nixon e Krusciov</strong>, il <strong>funerale di Kennedy</strong>, il <strong>grande match tra Frazier e Alì</strong>, così come le icone più amate dal pubblico per la loro forza romantica, come il <strong>California Kiss</strong>, o quelle più intime e private, come lo scatto della sua primogenita neonata, osservata sul letto dalla mamma.<br />
Su tutte, Erwitt posa uno sguardo incisivo e al tempo stesso pieno di empatia, dal quale emerge non soltanto l’ironia del vivere quotidiano, ma anche la sua complessità.</p>
<p>Con lo stesso atteggiamento, d’altra parte, Erwitt riserva la sua attenzione a qualsiasi altro soggetto, portando all’estremo la qualità democratica che è tipica del suo mezzo. Il suo immaginario è infatti popolato in prevalenza da persone comuni, uomini e donne, colte nel mezzo della normalità delle loro vite.<br />
Dai ritratti di personaggi famosi alle immagini più ironiche e talvolta irriverenti, si passa ad alcuni autoritratti dove Erwitt non lascia più niente al caso o all’intuizione, ma costruisce un altro da sé, dove l’eccentricità fine a se stessa è metafora e puro divertimento surreale.</p>
<p>Una particolare attenzione poi è destinata ai cani, di cui Erwitt apprezzava l’atteggiamento irriverente, libero e svincolato dalle comuni regole che condizionano gli esseri umani.<br />
Moltissimi sono gli scatti <strong>“dal punto di vista dei cani”</strong>, lasciando comparire nelle sue composizioni solo le scarpe o una parte delle gambe dei loro padroni. Erwitt voleva che queste fotografie risultassero buffe e per questo metteva in atto ingegnose strategie, come suonare una trombetta o emettere una specie di latrato, per ottenere dagli animali una reazione il più naturale possibile.</p>
<p>L’esposizione – <strong>visitabile fino al 21 settembre</strong> – segna, dopo il recente grande successo della retrospettiva di Edvard Munch, l’apertura della stagione espositiva estiva di Palazzo Bonaparte, e rende omaggio a uno dei maestri più amati della fotografia mondiale. I visitatori avranno l’occasione di ripercorrere il suo sguardo sul mondo: surreale, romantico, giocoso, sempre capace di cogliere l’essenza delle cose.</p>
<p>La mostra <strong><em>Elliott Erwitt. Icons</em></strong>, è prodotta e organizzata da <strong>Arthemisia</strong>, in collaborazione con <strong>Orion57</strong> e <strong>Bridgeconsultingpro</strong>.<em>Main partner</em> della mostra la <strong>Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale</strong> con <strong>Fondazione Cultura e Arte</strong> e <strong>Poema</strong>.<br />
La mostra vede come <em>special partner</em> <strong>Ricola</strong>, <em>mobility partner</em> <strong>Frecciarossa Treno Ufficiale</strong> e <em>sponsor tecnico</em> <strong>Ferrari Trento</strong>.</p>
<p><strong>Note biografiche<br />
Elliott </strong><a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y"><strong>Erwitt</strong></a> nacque a Parigi da una famiglia di emigrati russi, nel 1928. Passò i suoi primi anni in Italia, a Milano. A 10 <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-105858 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/f_1aSpAw.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />anni, si trasferì in Francia con la sua famiglia e da qui negli Stati Uniti, nel 1939, prima a New York e, due anni dopo, a Los Angeles. Durante i suoi studi alla Hollywood High School, <a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y">Erwitt</a> lavorò in un laboratorio di fotografia che sviluppava stampe &#8220;firmate&#8221; per i fan delle star di Hollywood. La grande opportunità gli venne offerta dall&#8217;incontro, durante le sue incursioni newyorchesi a caccia di lavoro, con personalità come Edward Steichen, Robert Capa e Roy Stryker, che amavano le sue fotografie al punto da diventare i suoi mentori. Nel 1949 tornò in Europa, viaggiando e immortalando realtà e volti in Italia e Francia. Questi anni segnarono l&#8217;inizio della sua carriera di fotografo professionista. Chiamato dall&#8217;esercito americano nel 1951, continuò a lavorare per varie pubblicazioni e, contemporaneamente, anche per l&#8217;esercito stesso, mentre soggiornava in New Jersey, Germania e Francia. Nel 1953, congedato dall&#8217;esercito, Elliott <a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y">Erwitt</a> venne invitato da Robert Capa, socio fondatore, a unirsi all&#8217;agenzia Magnum Photos in qualità di membro fino a diventarne presidente nel 1968 per tre mandati. Oggi <a href="https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.itinerarinellarte.it/it/tags/elliot-erwitt&amp;source=gmail&amp;ust=1751289262767000&amp;usg=AOvVaw12lmiizQAQZrAkl4AHdD7y">Erwitt</a> è riconosciuto come uno dei più grandi fotografi di tutti i tempi.<br />
Il fotografo si è spento nella sua casa di New York a 95 anni, il 29 novembre 2023.</p>
<p><em> </em></p>
<p style="font-weight: 400;"><em> </em></p>
<p><b><span style="font-size: x-large;"> </span></b></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/29/elliott-erwitt-icons-la-mostra-a-roma-palazzo-bonaparte/">&#8220;ELLIOTT ERWITT. Icons&#8221;  la mostra a  Roma, Palazzo Bonaparte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105855</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Polo Museale Di Conversano (Ba): apre al pubblico la mostra su  Escher</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/27/polo-museale-di-conversano-ba-apre-al-pubblico-la-mostra-su-escher/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=polo-museale-di-conversano-ba-apre-al-pubblico-la-mostra-su-escher</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 15:29:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Escher]]></category>
		<category><![CDATA[mostra Conversano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=101357</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="504" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7462.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7462.jpeg 504w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7462-300x168.jpeg 300w" sizes="(max-width: 504px) 100vw, 504px" /></p>
<p>PER LA PRIMA VOLTA IN PUGLIA IL GENIO STRAORDINARIO DI ESCHER Dal prossimo 28 marzo il Polo Museale &#8211; Castello Conti Acquaviva d’Aragona di Conversano ospiterà la prima grande mostra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/27/polo-museale-di-conversano-ba-apre-al-pubblico-la-mostra-su-escher/">Polo Museale Di Conversano (Ba): apre al pubblico la mostra su  Escher</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">PER LA PRIMA VOLTA IN PUGLIA<br />
IL GENIO STRAORDINARIO DI ESCHER<br />
</b></p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24"><br />
Dal prossimo 28 marzo il Polo Museale &#8211; Castello Conti Acquaviva d’Aragona di Conversano ospiterà la prima grande mostra in Puglia dedicata ad Escher, uno degli artisti più amati nel mondo.</b></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-101360" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7463-300x168.jpeg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7463-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7463.jpeg 504w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Con oltre ottanta opere e molti apparati didattici e immersivi, si entra nei mondi impossibili del genio olandese, creatore di uno stile unico.</p>
<p>Conversano, dopo i successi delle mostre dedicate ad Antonio Ligabue e a Marc Chagall, conferma e rilancia la sua posizione centrale nel mondo delle mostre d’arte, grazie alla partnership con Arthemisia.</p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">28 marzo </b>al <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">28 settembre 2025</b> le sale espositive del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Polo Museale &#8211; Castello Conti Acquaviva d’Aragona</b> di<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Conversano </b>accoglieranno le opere di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Escher</b>,<b> </b>artista geniale e visionario, amatissimo dal grande pubblico in tutto il mondo, artista iconico per gli amanti dell’arte ma anche per matematici, designer e grafici, per le sue creazioni uniche in grado di coniugare l’arte con l’universo infinito dei numeri, la scienza con la natura, la realtà con l’immaginazione, generando invenzioni fantasiose e paradossi magici.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Maurits Cornelis Escher (Olanda, 1898 – 1972)</b> ha sviluppato uno stile unico e inconfondibile grazie alla sua straordinaria capacità di trasportare i visitatori all<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>interno di mondi immaginifici e apparentemente impossibili. </span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nelle creazioni del grande maestro olandese, che ha anche vissuto e viaggiato in ltalia fra le due guerre, confluiscono innumerevoli temi e suggestioni: dai teoremi geometrici alle intuizioni matematiche, dalle riflessioni filosofiche ai paradossi della logica.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-101361" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7464-300x168.jpeg" alt="" width="300" height="168" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7464-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7464.jpeg 504w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Le sue inconfondibili opere, che hanno influenzato anche il mondo del design e della pubblicità, sono una sfida alla percezione e rappresentano un unicum nel panorama della storia dell<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>arte di tutti i tempi.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">A Conversano, attraverso l’esposizione di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">circa 80 opere</b>, corredato da approfondimenti didattici, video e sale immersive, viene presentato l’intero percorso artistico di Escher, dagli inizi ai viaggi in Italia alle varie tecniche artistiche che lo videro impegnato per tutta la vita e che lo hanno reso un artista unico.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Tra tassellature, metamorfosi, strutture dello spazio e paradossi geometrici, fino alle opere che dagli anni ’50 ne hanno accresciuto la popolarità tanto da poter parlare oggi di una vera e propria <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Eschermania</i>, in mostra vengono presentati alcuni i lavori tra più noti dell’artista olandese come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Cascata</i>(1961), <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Belvedere</i> (1958), <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Relatività</i>(1953), <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giorno e notte</i> (1938) <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Galleria di stampe</i> (1956) e tante altre.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">‟Escher rappresenta una nuova intrigante scommessa culturale per la nostra città d&#8217;arte che vuole proporsi con sempre maggiore vigore quale punto di riferimento per gli esperti, gli appassionati e per gli studenti di ogni stato e grado”</i>, afferma il Sindaco di Conversano <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giuseppe Lovascio</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">‟Con lo sguardo verso l’orizzonte abbiamo sempre immaginato questa Città, che oggi, ancora una volta, dimostra di essere all’altezza delle aspettative, pianificando un’offerta culturale senza rivali”</i>, dichiara l’Assessore alla Cultura <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Katia Sportelli</b>.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Conversano è ormai diventato un caso di studio: portare grandi mostre e numeri importanti in un centro geograficamente piccolo non era un’impresa scontata, ma grazie alla collaborazione tra Arthemisia e l’Amministrazione illuminata del Sindaco Lovascio, abbiamo ottenuto un risultato che oggi è di esempio per centinaia di cittadine in Italia. È motivo di grande orgoglio, per noi, aver partecipato a questo bellissimo progetto, e con Escher alziamo l’asticella</i>” dichiara <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Iole Siena</b>, Presidente di Arthemisia.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">M.C.</i></b> <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ESCHER</i></b>, promossa e sostenuta dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Comune di Conversano Città d’Arte </b>e<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Museco – Musei in Conversano</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Regione Puglia</b>, con il patrocinio del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ministero della Cultura</b>, dell’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi</b>, della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Città Metropolitana di Bari, </b>di<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> Puglia Promozione</b> ed <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ENIT – Agenzia nazionale del turismo</b>, è prodotta e organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Arthemisia </b>in collaborazione con la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">M.C. Escher Foundation</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Maurits</b> ed è a cura di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Federico Giudiceandrea</b>, uno dei più importanti esperti al mondo dell’artista.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Moebius</b>.<br />
</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sede</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Polo Museale &#8211; Castello Conti Acquaviva d’Aragona</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Piazza Conciliazione (Arco monumentale)</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Conversano &#8211; Bari</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Date al pubblico</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">28 marzo – 28 settembre 2025</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Orario apertura</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Dal martedì al venerdì 10.00 &#8211; 13.30 | 15.30 &#8211; 19.00</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sabato e domenica 10.00 &#8211; 13.30 | 15.30 &#8211; 20.30</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">(la biglietteria chiude un’ora prima)</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Lunedì chiuso</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Biglietti</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Intero € 16,00</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ridotto € 14,00</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Informazioni e prenotazioni</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">T. +39 080 99 52 31</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sito</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><a href="http://www.arthemisia.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.arthemisia.it&amp;source=gmail&amp;ust=1743170120210000&amp;usg=AOvVaw0D0vJhFLgN4SoBGdcGdsEI" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">www.arthemisia.it</a></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Hashtag ufficiale</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">#EscherConversano</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/27/polo-museale-di-conversano-ba-apre-al-pubblico-la-mostra-su-escher/">Polo Museale Di Conversano (Ba): apre al pubblico la mostra su  Escher</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">101357</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Ferrara. Palazzo dei Diamanti Alphonse Mucha&#8221; e &#8220;Giovanni Boldini&#8221; in mostra dal 22 marzo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/21/ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Mar 2025 15:38:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Boldini]]></category>
		<category><![CDATA[Ferrara]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Mucha]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo dei Diamanti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=101079</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="756" height="425" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386.jpeg 756w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7386-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /></p>
<p>A Palazzo dei Diamanti i capolavori di due protagonisti dell&#8217;arte europea tra Otto e Novecento:Alphonse Mucha e Giovanni Boldini, straordinari cantori del fascino e della bellezza femminile. 22 marzo –&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/21/ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo/">Ferrara. Palazzo dei Diamanti Alphonse Mucha&#8221; e &#8220;Giovanni Boldini&#8221; in mostra dal 22 marzo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">A Palazzo dei Diamanti i capolavori di<br />
due protagonisti dell&#8217;arte europea tra Otto e Novecento:Alphonse Mucha e Giovanni Boldini,<br />
straordinari cantori del fascino e della bellezza femminile. 22 marzo – 20 luglio 2025</span></b></p>
<p><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">A <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Palazzo dei Diamanti</b> di<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ferrara</b>, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">dal 22 marzo al 20 luglio 2025</b>, aprono al pubblico due mostre straordinarie: una monografica su <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Alphonse Mucha</b>, uno dei padri dell’Art Nouveau, nelle 11 sale dell’ala Rossetti, e una mostra-dossier su <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giovanni Boldini</b>, dedicata al tema del ritratto femminile, nelle 3 sale dell’ala Tisi.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sia il ceco Alphonse Mucha (Ivančice, 1860 – Praga, 1939), sia il ferrarese Giovanni Boldini (Ferrara, 1842 – Parigi, 1931) si affermarono nella Parigi della Belle Époque ottenendo un successo di portata internazionale. Mucha giunse nella capitale francese nell’autunno del 1887, quando il ferrarese era già molto famoso e stava maturando l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>intenzione di dedicarsi prevalentemente al genere del ritratto. </span></p>
<p>Mucha ammirò certamente le opere di Boldini presenti all’Esposizione Universale di Parigi del 1900, dove fu a sua volta coinvolto in mostre e progetti, tra cui la decorazione del padiglione della Bosnia-Erzegovina commissionatagli dal governo austriaco.</p>
<p>Entrambi furono straordinari cantori della bellezza e del fascino della donna e riuscirono a dar forma, ognuno a proprio modo, all’ideale femminile del tempo presentandoci figure attraenti e seducenti, eleganti e energiche, emancipate e padrone del proprio destino.<br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><br />
</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">****</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ALPHONSE MUCHA</span></b><b></b></span></div>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-101082 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7390-300x228.jpeg" alt="" width="300" height="228" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7390-300x228.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7390.jpeg 373w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La retrospettiva racconta la biografia, il percorso artistico e i molteplici aspetti della produzione di Alphonse Mucha, che, nato nel 1860 nella piccola città morava di Ivančice, raggiunse fama internazionale nella Parigi <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">fin de siècle</i> grazie ai manifesti per gli spettacoli teatrali della celebre attrice Sarah Bernhardt e a pannelli decorativi raffiguranti donne attraenti e raffinate. Queste opere divennero presto emblematiche della nascente Art Nouveau, alla cui affermazione contribuì elaborando uno stile inconfondibile e seducente, subito ribattezzato <span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“</span>Le style Mucha”. Quando nel 1900 venne inaugurata l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>Esposizione Universale di Parigi, il grafico ceco era già considerato una delle figure di spicco di questo nuovo movimento artistico. Nel 1904 visitò per la prima volta gli Stati Uniti e la stampa lo definì «il più grande artista decorativo del mondo». Sebbene sia noto principalmente per i manifesti eseguiti nella <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ville lumiere</i>, Mucha fu straordinariamente poliedrico e versatile: oltre che illustratore, grafico e pittore, fu anche fotografo, scenografo, progettista d<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>interni, creatore di gioielli, packaging designer. </span></p>
<p>Fu anche un brillante insegnante, un filosofo e un pensatore politico: era convinto che la bellezza e la forza ispiratrice dell’arte potessero favorire il progresso dell’umanità e la pace; inoltre credeva fermamente nell’indipendenza della sua patria dall’Impero asburgico e seppe esprimere con forza il sogno di unità dei popoli slavi.</p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra di Palazzo dei Diamanti illustra attraverso <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">circa 150 opere</b>– tra dipinti, disegni, fotografie, manifesti, oggetti – l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>intera vicenda biografica e artistica di Mucha: dal decisivo incontro a Parigi con la “divina Sarah” all’affermazione del suo linguaggio attraverso i manifesti pubblicitari; dai progetti in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi del 1900 ai soggiorni negli Stati Uniti, sino alla produzione degli anni maturi trascorsi in Cecoslovacchia, dove rientrò nel 1910 con l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>obiettivo di mettere la propria arte al servizio del paese, specialmente attraverso la creazione del monumentale ciclo di dipinti dell’<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Epopea slava</i>, il suo indiscutibile capolavoro. </span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">L’esposizione, con il patrocinio della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Regione Emilia-Romagna</b>, è organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Ferrara Arte</b>, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara</b> e<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Arthemisia,</b> in collaborazione con la <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Mucha Foundation</b> ed è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Tomoko Sato</b> con il coordinamento scientifico di<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Francesca Villanti</b>.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra vede come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">technical support </i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Mucha Museum</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Prague City Tourism</b> e come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">mobility partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Frecciarossa Treno Ufficiale</b>.</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><br />
Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Moebius</b>.</span></p>
<div align="center"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">*****</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">GIOVANNI BOLDINI</span></b></span></div>
<div align="center"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-101080 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1536x865.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-2048x1153.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1920x1081.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7389-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></div>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nelle sale dell<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>ala Tisi di Palazzo dei Diamanti, oltre 40 opere di Giovanni Boldini – tra dipinti ad olio, pastelli, acquerelli, disegni e incisioni – selezionate fra quelle custodite nel Museo a lui intitolato raccontano il suo talento di pittore della <span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">“</span>donna moderna” e del suo fascino. La mostra approfondisce<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">, infatti</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">,</span> il tema del ritratto femminile, cui il pittore ferrarese si dedicò in maniera quasi esclusiva, e con successo, nella Parigi <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">fin de siècle</i>. Ricercatissimo da una facoltosa clientela internazionale, Boldini fu capace di restituire, come pochi altri, la viva concretezza, il carattere e lo status dei suoi modelli, che consegnò alla storia come icone di un<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>epoca. Il pubblico e la critica, in Europa come in America, apprezzarono soprattutto l<span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span>innovativa formula stilistica con la quale diede forma all’ideale femminile del tempo: elegante, spigliato, colto, emancipato, inquieto, talvolta eccentrico.</span></p>
<p>Lo dimostrano i ritratti a figura intera per i quali divenne celebre in tutto il mondo, come quelli della contessa Berthier de Leusse, della principessa Eulalia di Spagna, della misteriosa protagonista di <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fuoco d</i><i><span dir="RTL" lang="AR-SA" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">’</span></i><i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">artificio</span></i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">, e di Olivia Concha de Fontecilla, detto <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La signora in rosa</i>. Accanto a questi capolavori, contraddistinti da quella peculiare scrittura rapidissima e insieme controllata che rende inconfondibile e unico il suo stile, saranno presenti altri esemplari a mezza figura a olio e a pastello, due straordinari ritratti di Boldini (il bronzo realizzato da Vincenzo Gemito e il famoso <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Autoritratto a sessantanove anni</i>), alcuni interni dell’atelier, un genere dalla forte valenza autobiografica a cui si dedicò dalla fine degli anni Ottanta, e altri lavori, vitali e vibranti, concepiti come studi, tra cui il <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nudino scattante</i> e la tela intitolata<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ninfe al chiaro di luna</i>.</span></p>
<p>C<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ompletano il percorso espositivo una selezione di disegni che dimostrano il suo rapporto iperattivo con la realtà circostante e una serie di mirabili incisioni che documentano un aspetto della sua produzione assai significativo ma meno conosciuto.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra, curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Pietro Di Natale</b>, è organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Ferrara Arte</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Servizio Musei d’Arte del Comune di Ferrara</b>.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fondazione Ferrara Arte editore</b>.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/21/ferrara-palazzo-dei-diamanti-alphonse-mucha-e-giovanni-boldini-in-mostra-dal-22-marzo/">Ferrara. Palazzo dei Diamanti Alphonse Mucha&#8221; e &#8220;Giovanni Boldini&#8221; in mostra dal 22 marzo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">101079</post-id>	</item>
		<item>
		<title>1950-1970. La grande arte italiana. A Torino fino  al 16 marzo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/27/1950-1970-la-grande-arte-italiana-a-torino-fino-al-16/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=1950-1970-la-grande-arte-italiana-a-torino-fino-al-16</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Feb 2025 05:20:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Torino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=100062</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="660" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-1024x573.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-768x430.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-1170x655.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-585x327.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>         Proroga  fino al 16 marzo “1950-1970. La grande arte italiana Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea” Musei Reali di Torino &#8211; Sale Chiablese, Torino&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/27/1950-1970-la-grande-arte-italiana-a-torino-fino-al-16/">1950-1970. La grande arte italiana. A Torino fino  al 16 marzo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1179" height="660" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-1024x573.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-768x430.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-1170x655.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/IMG_6969-585x327.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p><div style="text-align: left;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b><i><span style="color: #800000;">         Proroga  fino al 16 marzo </span></i></b></span></div>
<div style="text-align: left;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b><i><span style="color: #800000;">“1950-1970. La grande arte italiana<br />
Capolavori dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea”</span></i></b></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b>Musei Reali di Torino &#8211; Sale Chiablese, Torino</b></span></div>
<div></div>
<div><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><i><br />
Torino, 26 febbraio 2025 </i>– A seguito del grande successo di pubblico, <b>è stata prorogata fino a domenica 16 marzo 2025, </b><b>nelle </b><b>Sale Chiablese dei Musei Reali a </b><b>Torino</b>, la grande e inedita mostra dedicata ai capolavori dei più importanti artisti italiani del secondo dopoguerra.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><br />
L’ingente numero di opere, per un totale di <b>79</b>, proveniente dalla <b>Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea </b>di Roma, è stato riunito insieme <b>per la prima volta fuori dal museo di appartenenza</b>. Un’occasione straordinaria per dare vita a un progetto critico ed espositivo dal forte rigore scientifico e presentare a un ampio pubblico le testimonianze artistiche di una stagione irripetibile.<br />
</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Prodotta da <b>Musei Reali </b>e <b>Arthemisia </b>con la <b>Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea</b>, la rassegna curata dalla Direttrice della GNAM <b>Renata Cristina Mazzantini </b>e dallo studioso <b>Luca Massimo Barbero</b>, è stata fortemente voluta e resa possibile da <b>Mario Turetta, </b>Capo Dipartimento per le Attività Culturali del Ministero della Cultura e direttore delegato dei Musei Reali di Torino.<br />
</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">La mostra, oltre a sottolineare il trentennale rapporto che la soprintendente Palma Bucarelli ebbe con un gruppo eccezionale di artisti, mette in risalto la ricchezza delle collezioni del museo romano ed esalta i <b>21 artisti </b>più rappresentativi che hanno animato una stagione senza precedenti nel panorama dell’arte moderna italiana.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><br />
</span></div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/27/1950-1970-la-grande-arte-italiana-a-torino-fino-al-16/">1950-1970. La grande arte italiana. A Torino fino  al 16 marzo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100062</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Roma.  &#8220;MUNCH. Il grido interiore&#8221; la visita  del Presidente Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia a Palazzo Bonaparte</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/11/roma-munch-il-grido-interiore-la-visita-del-presidente-sergio-mattarella-e-della-regina-sonja-di-norvegia-a-palazzo-bonaparte/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-munch-il-grido-interiore-la-visita-del-presidente-sergio-mattarella-e-della-regina-sonja-di-norvegia-a-palazzo-bonaparte</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Feb 2025 15:32:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronaca]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[inaugurazione Mostra Munch]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente Sergio Mattarella]]></category>
		<category><![CDATA[Regina Sonia di Norvegia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=99209</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="709" height="886" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999.jpg 709w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999-240x300.jpg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7999-585x731.jpg 585w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>
<p>S.G. E&#8217;  stata inaugurata ieri, lunedi 10 febbraio, la mostra di Munch a Palazzo Bonaparte di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/11/roma-munch-il-grido-interiore-la-visita-del-presidente-sergio-mattarella-e-della-regina-sonja-di-norvegia-a-palazzo-bonaparte/">Roma.  &#8220;MUNCH. Il grido interiore&#8221; la visita  del Presidente Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia a Palazzo Bonaparte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>S.G.</strong></p>
<p>E&#8217;  stata inaugurata ieri, lunedi 10 febbraio, la mostra di Munch a Palazzo Bonaparte di Roma alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia.</p>
<p>Dopo la conferenza stampa, nel pomeriggio, il Presidente e la Regina hanno visitato in anteprima l&#8217;esposizione dedicata all&#8217;artista de &#8220;il Grido&#8221;.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-99211 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7875.jpg 1329w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-99212" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-1024x683.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/L3A7838.jpg 1329w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A fare gli onori di casa e ad accogliere Mattarella e Sonja di Norvegia a Palazzo Bonaparte è stata <strong>Iole Siena</strong>, presidente di <strong>Arthemisia.</strong></p>
<p>&#8220;È stato un immenso onore ed anche una grande emozione inaugurare la mostra di Munch alla presenza del Presidente Mattarella e della Regina Sonja&#8221; &#8211;  ha detto  <strong>Iole Siena  presidente di Arthemisia</strong> &#8211; e un importante riconoscimento istituzionale per il ruolo centrale di <strong>Palazzo Bonaparte</strong> per le grandi mostre a Roma e in Italia”. Alla cerimonia inaugurale erano presenti anche il Ministro della Cultura<br />
<strong>Alessandro Giuli</strong>, il CEO di Generali <strong>Philippe Donn</strong>et, il Presidente di<br />
Generali <strong>Andrea Sironi</strong>, la Presidente della Fondazione Terzo Pilastro<br />
<strong>Alessandra Taccone</strong>.</p>
<p>Il Presidente e la Regina si sono intrattenuti un’ora all’interno della<br />
mostra, manifestando il più grande apprezzamento.</p>
<p>Al termine della visita riservata, una lunghissima fila di persone ha<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-99218 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-1170x779.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1-263x175.jpg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/P1039150-1.jpg 1330w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
atteso per entrare all’inaugurazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Photocover: Da sinistra: Johan Vibe, ambasciatore norvegese a Roma; Regina Sonja di Norvegia; Presidente della Repubblica Sergio Mattarella; Iole Siena presidente Arthemisia</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>leggi anche:<strong><a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/10/roma-a-palazzo-bonaparte-munch-il-grido-interiore-un-viaggio-nellanima-dellartista/">Roma, a Palazzo Bonaparte: “Munch. Il Grido Interiore” – un viaggio nell’anima dell’artista</a></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/11/roma-munch-il-grido-interiore-la-visita-del-presidente-sergio-mattarella-e-della-regina-sonja-di-norvegia-a-palazzo-bonaparte/">Roma.  &#8220;MUNCH. Il grido interiore&#8221; la visita  del Presidente Sergio Mattarella e della Regina Sonja di Norvegia a Palazzo Bonaparte</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">99209</post-id>	</item>
		<item>
		<title>&#8220;MONET. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris&#8221;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/09/monet-capolavori-dal-musee-marmottan-monet-paris/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=monet-capolavori-dal-musee-marmottan-monet-paris</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2024 09:41:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[150 anni]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[capolavori]]></category>
		<category><![CDATA[impressionismo]]></category>
		<category><![CDATA[Monet]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Padova]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=84504</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="335" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A4CA1638-7A48-439A-A1CB-192671F9284A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A4CA1638-7A48-439A-A1CB-192671F9284A.jpeg 335w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A4CA1638-7A48-439A-A1CB-192671F9284A-300x253.jpeg 300w" sizes="(max-width: 335px) 100vw, 335px" /></p>
<p>Da oggi,  9 marzo le più belle opere di Monet esposte a Padova, per quella che promette di essere una delle mostre più importanti del 2024.Il Comune di Padova e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/09/monet-capolavori-dal-musee-marmottan-monet-paris/">&#8220;MONET. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="335" height="283" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A4CA1638-7A48-439A-A1CB-192671F9284A.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A4CA1638-7A48-439A-A1CB-192671F9284A.jpeg 335w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A4CA1638-7A48-439A-A1CB-192671F9284A-300x253.jpeg 300w" sizes="(max-width: 335px) 100vw, 335px" /></p><p><b><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Da oggi,  9 marzo le più belle opere di Monet esposte a Padova, per quella che promette di essere una delle mostre più importanti del 2024.Il Comune di Padova e Arthemisia presentano al Centro Culturale Altinate | San Gaetano una grande mostra dedicata al padre dell’Impressionismo, Claude Monet, con 60 capolavori provenienti dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Una manifestazione centrale in Italia per il festeggiamento dei 150 anni dalla nascita dell’Impressionismo.<br />
</span></b></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><br />
A</span> 150 anni dalla prima mostra a Parigi che sancì la nascita del movimento Impressionista nel 1874, dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">9 marzo</b> al <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Centro Culturale Altinate | San Gaetano</b> di<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> Padova</b> verrà dedicato un tributo a colui che è passato alla storia come padre della corrente artistica più amata al mondo:<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> Claude Monet</b>.<br />
</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Era il 15 aprile 1874 quando, nella galleria del fotografo Félix Nadar in<a href="https://www.google.com/maps/search/boulevard+des%0D%0A++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++Capucines+35+a%0D%0A++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++Parigi?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/boulevard%2Bdes%250D%250A%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2BCapucines%2B35%2Ba%250D%250A%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2B%2BParigi?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1710012260950000&amp;usg=AOvVaw0Bhwje32b0SV0Q4s29Cji-" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">boulevard des Capucines 35 a Parigi</a>, venne inaugurata una mostra che avrebbe cambiato per sempre la storia dell’arte.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Una mostra “indipendente”, lontana dai canonici stilemi compositivi e accademici, con centosessantacinque opere eseguite da trentuno artisti appartenenti alla cosiddetta “Società anonima degli artisti, pittori, scultori, incisori”, tra cui gli allora sconosciuti Claude Monet, Pierre-Auguste Renoir, Paul Cezanne, Camille Pissarro, Alfred Sisley, Edgar Degas, Berthe Morisot.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Opere ritenute sovversive e che non incontrarono un esito positivo di pubblico e critica portando a un completo fallimento dell’esposizione.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Una rivoluzione che prese il via proprio dal titolo di un’opera di Claude Monet “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Impression, soleil levant”</i> dipinta nel 1872 e attualmente custodita presso il Musée Marmottan Monet di Parigi, in cui viene impressa sulla tela l’impressione di un sole che sorge, una fugace sensazione piuttosto che una vivida riproduzione della realtà, mettendo al centro il colore e la luce.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">È da questo capolavoro di Monet che il critico Louis Leroy coniò il termine “Impressionismo”, il momento dal quale tutto ebbe inizio, consacrando il movimento impressionista come la corrente artistica più amata dal grande pubblico in tutto il mondo.<br />
</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">E oggi,<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> Arthemisia</b> insieme al <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Comune di Padova</b> e al <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Musée Marmottan Monet di Parigi</b>, darà vita ad un racconto emozionante, attraverso l’esposizione di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">60 capolavori </b>– tra cui le Ninfee, gli Iris, i Paesaggi londinesi e molti altri ancora – arricchiti da sale spettacolari, tantissimi contenuti, video, testimonianze e atmosfere magiche.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Le opere esposte nella mostra sono quelle conservate al Musée Marmottan Monet che custodisce la più grande e importante collezione di dipinti dell&#8217;artista francese, frutto della generosa donazione fatta dal figlio Michel nel 1966.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sono le opere a cui Monet teneva di più, le “sue” opere, quelle che ha conservato gelosamente nella sua casa di Giverny fino alla morte, da cui non ha mai voluto separarsi.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra è quindi anche un viaggio nel mondo intimo di Monet, nella sua casa e nella sua anima.<br />
</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">L’esposizione rappresenta anche un evento eccezionale dal momento che è una delle ultime occasioni, almeno per qualche anno, per poter vedere in Italia le maggiori opere di Monet.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">A Padova saranno esposti capolavori quali <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ritratto di Michel Monet con berretto a pompon</i> (1880), <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Il treno nella neve. La locomotiva</i> (1875), <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Londra. Parlamento. Riflessi sul Tamigi</i> (1905), oltre a tutte le opere di grandi dimensioni come le eteree <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ninfee</i> (1917-1920) e gli evanescenti <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Glicini</i> (1919-1920).<br />
</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra &#8220;<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris</i></b>&#8220;, promossa dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Comune di Padova</b>, è prodotta ed organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Arthemisia</b> in collaborazione con il <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Musée Marmottan Monet di Parigi</b> ed è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sylvie Carlier</b>, curatrice generale del Musée Marmottan Monet, con la co-curatela della storica dell&#8217;arte <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Marianne Mathieu</b>e l&#8217;assistente alla curatela del Musée Marmottan Monet <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Aurélie Gavoille</b>.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra vede come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sponsor</i> </span><b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Generali Valore Cultura</span></b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> e</span><b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> AcegasApsAmga</span></b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">media partner</i></span><b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> la Repubblica,</span></b><i><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> special partner</span></i> <b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ricola</span></b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> e <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">mobility partner</i></span><b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Frecciarossa Treno Ufficiale</span></b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">.</span><br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Catalogo edito da</span><b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> Skira</span></b><span lang="ES" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">.</span><br />
</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">LA MOSTRA</b><br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Il Musée Marmottan Monet, di proprietà dell&#8217;Académie des Beaux-Arts di Parigi, accoglie la più grande collezione al mondo di opere di Claude Monet, con l’intento di far conoscere l&#8217;opera dell&#8217;artista e renderla accessibile al maggior numero possibile di persone, in particolare attraverso mostre temporanee.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra al Centro Culturale Altinate | San Gaetano – che presenta sessanta opere che comprendono i capolavori di Monet, ma anche lavori di Delacroix, Boudin, Jongkind, Renoir e Rodin, che furono suoi maestri e amici – si fa portavoce di questa ambizione ed è particolarmente significativo in quanto rappresenta la prima esposizione delle opere provenienti dall&#8217;istituzione parigina nella città di Padova.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">L’esposizione passa in rassegna le tappe della ricerca artistica del pittore: dagli inizi della sua carriera sulla costa della Normandia, attraverso i viaggi in Olanda, Norvegia e Londra, fino all&#8217;opera finale, le Ninfee, dipinti che il pittore ha conservato gelosamente nella sua casa di famiglia a Giverny, fino alla sua morte.<br />
</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">È un’occasione per immergersi nella rigogliosa creatività di Monet e coglierne le fonti di ispirazione, trasportati nel suo mondo intimo.</span><br />
</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/09/monet-capolavori-dal-musee-marmottan-monet-paris/">&#8220;MONET. Capolavori dal Musée Marmottan Monet, Paris&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">84504</post-id>	</item>
		<item>
		<title>“Cinque minuti con Van Gogh&#8221;a  Palazzo Ducale, Genova</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/cinque-minuti-con-van-gogha-palazzo-ducale-genova/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cinque-minuti-con-van-gogha-palazzo-ducale-genova</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 09:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arte mostra Van Gogh]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Genova]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Ducale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=70692</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="921" height="720" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E.jpeg 921w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E-300x235.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E-768x600.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E-585x457.jpeg 585w" sizes="(max-width: 921px) 100vw, 921px" /></p>
<p>Torna a Palazzo Ducale di Genova il format che consente di stare a tu per tu con i grandi capolavori della storia dell’arte, questa volta con l’artista più amato al mondo: Van&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/cinque-minuti-con-van-gogha-palazzo-ducale-genova/">“Cinque minuti con Van Gogh&#8221;a  Palazzo Ducale, Genova</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="921" height="720" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E.jpeg 921w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E-300x235.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E-768x600.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/51AA78CB-1512-4428-9CC4-456A5B4ED08E-585x457.jpeg 585w" sizes="(max-width: 921px) 100vw, 921px" /></p><p style="text-align: left;"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><i>Torna a Palazzo Ducale di Genova il format che consente di stare a tu per tu con i grandi capolavori della storia dell’arte, questa volta con l’artista più amato al mondo: Van Gogh. Dal 12 maggio al 10 settembre 2023</i><br />
</b></p>
<div align="justify"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Nel 2020, in pieno Covid, Palazzo Ducale di Genova e Arthemisia hanno lanciato un nuovo format: la fruizione “a tu per tu” con i grandi capolavori dell’arte.</span></span></div>
<div align="justify">
<div align="justify"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La prima volta è toccato a Monet, padre dell’Impressionismo. Migliaia di visitatori hanno potuto godere della bellezza delle Ninfee come non succede mai nei musei o nelle mostre: da soli, in un rapporto intimo e intenso con l’opera d’arte.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il format, di grande successo, ha ricevuto un importante riconoscimento, il premio <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cultura+Impresa 2020-2021</i>.</span></span></div>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Questa volta tocca all’artista più amato al mondo, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Vincent Van Gogh</b>, di cui sarà esposta una delle sue opere iconiche, <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Paesaggio con covoni e una nascente</i></b> realizzato a Saint-Rémy-de-Provence nel luglio 1889.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Nel periodo di maggiore instabilità mentale</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, Van Gogh realizza quest’opera durante il suo ricovero volontario presso il manicomio di Saint-Paul-de-Mausole e riproduce </span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">il panorama che scorgeva dalla finestra della sua cella: un campo di grano, dipinto ad ogni cambio di stagione, a diverse ore del giorno, che diventerà presto il soggetto dominante delle opere di questo periodo e quasi un’ossessione per lui. </span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dal prossimo <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">12 maggio e fino al 10 settembre 2023</b>, questo capolavoro sarà esposto a <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Palazzo Ducale </b>nella<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cappella del Doge</b>, per essere ammirato in solitudine (o in coppia, o in famiglia, ma comunque in modo intimo ed esclusivo).</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’esposizione, a cura di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Costantino D’Orazio</b>, è promossa e organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura</b>,<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Comune di Genova</b>, <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Regione Liguria</b> e<b> </b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Arthemisia</b>, in collaborazione con il </span><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Kröller-Müller </span></b><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Museum di Otterlo</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
La mostra vede come sponsor tecnico <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Acuson</b>.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La mostra aprirà al pubblico venerdì 12 maggio a partire dalle ore 15.00.</span></b></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b><i><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">L’OPERA</span></i></b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b><i><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Paesaggio con covoni e luna nascente, 1889</span></i></b></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
L’8 maggio del 1889 Vincent Van Gogh entra volontariamente nel manicomio di Saint-Paul-de-Mausole. Davanti a lui si apre la prospettiva di una triste esclusione dalla società: è destinato a vivere tra le urla e le intemperanze dei pazienti che manifestano di continuo la loro instabilità mentale. Per alleviare questa situazione, il fratello Theo riesce a procuragli la possibilità di avere a disposizione anche una camera dove dipingere, al primo piano della struttura. Per un anno, quella stanza sarà il suo atelier, illuminato dalla luce che penetra da una sola finestra, alla quale Van Gogh si affaccia ogni giorno. Il panorama che Vincent scorge da quel punto diventerà presto il soggetto dominante delle opere prodotte durante i mesi che trascorre come “pensionato internato”. Lo stesso campo di grano, dipinto ad ogni cambio di stagione, a diverse ore del giorno, quasi un’ossessione per lui.</span></span></p>
<p>In una lettera al fratello Theo Vincent confessa: “[…]<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">attraverso la finestra con le sbarre di ferro posso scorgere un quadrato di grano in un recinto, una prospettiva alla maniera di Van Goyen, sopra la quale al mattino vedo sorgere il sole nel suo splendore</i>”.</p>
<p>Van Goyen è un pittore olandese del Seicento – un artista barocco, proprio come l’autore degli affreschi della Cappella del Doge &#8211; uno specialista del paesaggio senza figure umane, un cultore dei colori tenui e delle atmosfere rarefatte del Nord Europa: anche all’interno del manicomio, durante uno dei periodi più duri della sua vita, Van Gogh non rinuncia a riflettere sulla storia dell’arte, si confronta con la pittura barocca cercando di inserire il suo lavoro nel solco di una nobile tradizione. Lui che si è sempre voluto sentire un pittore tra pittori, non un rivoluzionario e nemmeno un alieno, bensì un artista apprezzato per il suo talento.<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Di quel campo coltivato esistono almeno dieci versioni, tutte diverse tra loro, tutte uniche.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
All’inizio del mese di luglio 1889 dipinge <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Paesaggio con covoni e luna nascente, </i>dove riprende uno schizzo che aveva disegnato in una lettera inviata a Gauguin: “<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ne ho uno in preparazione al sorgere della luna sullo stesso campo dello schizzo della lettera di Gauguin, ma i covoni sostituiscono il grano. È giallo ocra opaco e viola</i> […]”.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
La terra si anima trasformandosi in una superficie mobile sulla quale i volumi dei covoni fanno eco ai pendii morbidi delle colline e ai crepacci dei monti.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Siamo all’ora del tramonto, la luna sta sorgendo dietro alle montagne e il grano si tinge di arancione, il tono violaceo dei monti rimanda già ad un paesaggio notturno, i tocchi di pennello risentono ancora del linguaggio inventato dai pittori impressionisti, al quale Van Gogh si sente intimamente legato.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Proprio come Monet aveva trattato i covoni e le cattedrali, così Vincent registra il mutamento della luce e dei colori di uno stesso punto di vista nel corso dei giorni e delle stagioni. Per mesi ripete instancabilmente il campo recintato da un muretto a secco con le montagne sullo sfondo, cambia semplicemente il momento della giornata o aggiunge piccoli dettagli: all’alba, al tramonto, alla sera, a volte inserisce un mietitore. Incredibilmente, nel periodo di maggiore instabilità mentale, riesce a portare avanti un progetto artistico estremamente razionale. Programma le sue sessioni di lavoro, studia gli effetti cromatici e calcola i gesti da compiere sulla tela. </span></span><i></i></p>
<p>Paesaggio con covoni e luna nascente<span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> è la prova che Vincent nemmeno a Saint-Remy ha mai dipinto in preda alle sue crisi psicotiche, ma ha sfruttato i suoi rari momenti di lucidità per comporre capolavori di chiara matrice impressionista, esaltati da pennellate sofferte e precarie, che segnano la strada verso l’Espressionismo. </span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Kröller-Müller Museum di Otterlo</span></b></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
In vita, Helene Kröller-Müller volle affidare all’arte il compito di traghettare la società verso il futuro, espandendo il mondo delle opere oltre il concetto del bello.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Desiderando ardentemente appagare l’intima e profonda esigenza di lasciare un segno del proprio passaggio sulla terra, Helene comprese il valore del contributo che sia lei che l’arte potevano dare.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Infatti, tra il 1907 e il 1938 mise insieme una raccolta senza eguali in Europa, che comprendeva dipinti di Picasso, Gris, Mondrian, Signac, Seurat, Redon, Cranach, Gauguin, Renoir e Latour.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Ma fu colei che, prima di ogni altro, seppe apprezzare l’opera di Van Gogh, a cui si sentì legata riconoscendo nella sua arte la sua stessa spiritualità personale e non dogmatica.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Riconoscendo nel pittore olandese lo stesso tormento che la pervadeva, Helene comprese il senso di modernità rivoluzionario nella violenta trascrizione della realtà contenuta nelle opere di Vincent. La ricerca di assoluto di Van Gogh la disorientava e affascinava; percepiva nei dipinti la stessa inquietudine che sente nella sua anima, che trova consolazione e pace grazie al valore terapeutico della pittura, la porta verso un universo altro.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
È il 1908 quando acquista il primo dipinto di Van Gogh, poi altri tre nei mesi seguenti e poi altri e altri ancora fino a costituire la collezione di opere del pittore olandese più importante al mondo, seconda solo al Van Gogh Museum di Amsterdam.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Helene Kröller-Müller espose i quadri di Van Gogh in Europa e negli Stati Uniti incrementando, così, non solo la fama dell’artista ma anche quella della propria collezione, gettando le basi per convincere lo stato olandese a partecipare alla costruzione del museo. Lavori che iniziarono nel 1937 e che videro, un anno dopo, l’apertura al pubblico del Museo con Helene nel ruolo di direttrice.</span></span></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/cinque-minuti-con-van-gogha-palazzo-ducale-genova/">“Cinque minuti con Van Gogh&#8221;a  Palazzo Ducale, Genova</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">70692</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dal 25 marzo la prima grande mostra di Antonio Ligabue in Puglia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/25/dal-25-marzo-la-prima-grande-mostra-di-antonio-ligabue-in-puglia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dal-25-marzo-la-prima-grande-mostra-di-antonio-ligabue-in-puglia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Mar 2023 18:21:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Confersano]]></category>
		<category><![CDATA[Ligabue]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Puglia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=68053</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="512" height="512" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722.jpeg 512w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/CC621DC5-179C-48DF-9147-AEFF2A567722-150x150.jpeg 150w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></p>
<p>Dal 25 marzo nelle sale del Castello aragonese di Conversano saranno ospitate oltre 60 opere di uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento Le tigri, i leoni, i galli,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/25/dal-25-marzo-la-prima-grande-mostra-di-antonio-ligabue-in-puglia/">Dal 25 marzo la prima grande mostra di Antonio Ligabue in Puglia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><em><span style="font-size: x-large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="24">Dal 25 marzo nelle sale del Castello aragonese di Conversano saranno ospitate oltre 60 opere di uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento</span></em></span><b><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><br />
</span></b></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Le tigri, i leoni, i galli, gli autoritratti e tutto lo spettacolare mondo di </span><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Antonio Ligabue</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> riempiranno di magia le splendide sale del </span><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Castello di Conversano</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, </span><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">dal 25 marzo all’8 ottobre 2023</span></b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">, in quella che si prefigura essere una delle più belle mostre mai realizzate sull’artista.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Non si può parlare dell’arte di Ligabue senza conoscerne la vita, né si possono capire le sue opere se non si entra nel mondo di quel piccolo uomo sfortunato e folle, pieno di talento e poesia.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Nato a Zurigo nel 1889 da madre di origine bellunese e da padre ignoto, viene dato subito in adozione ad una famiglia svizzera. Già dall’adolescenza manifesta alcuni problemi psichiatrici che lo portano, nel 1913, a un primo internamento presso un collegio per ragazzi affetti da disabilità.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Nel 1917 viene ricoverato in una clinica psichiatrica, dopo un’aggressione nei confronti della madre affidataria Elise Hanselmann che, dopo varie vicissitudini, deciderà di denunciarlo ottenendo l’espulsione di Antonio dalla Svizzera il 15 maggio del 1919 e il suo invio a Gualtieri, il comune d’origine del patrigno (il marito della madre naturale, che odierà sempre).</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Ligabue non parlava l’italiano, era incline alla collera e incompreso dai suoi contemporanei, veniva soprannominato “el Matt” dagli abitanti di Gualtieri che ne rifiutavano i dipinti e il valore artistico, costringendolo a prediligere la via dell’alienazione e della solitudine.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Dopo tormentati e inquieti anni di vagabondaggio in cui vive solamente dei pochi sussidi pubblici e si rifugia nell’arte per esprimere il suo disagio esistenziale, a cavallo tra il 1928 e il 1929 incontra Renato Marino Mazzacurati (importante artista della<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Scuola Romana</i>) che ne comprende il talento artistico e gli insegna ad utilizzare i colori.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Con singolare slancio espressionista e con una purezza di visione tipica dello stupore di chi va scoprendo &#8211; come nell’infanzia &#8211; i segreti del mondo, Ligabue si dedica alla rappresentazione della lotta per la sopravvivenza degli animali della foresta; si autoritrae in centinaia di opere <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-68055 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4CFA7421-FFC0-40A7-890C-F11759C9515A.jpeg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />cogliendo il tormento e l’amarezza che lo hanno segnato, anche per l’ostilità e l’incomprensione che lo circondavano; solo talvolta pare trovare un po’ di serenità nella rappresentazione del lavoro nei campi e degli animali che tanto amava e sentiva fratelli.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-68056" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C4E26407-3F14-405E-ADCA-1C0DABF19741.jpeg 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Nel 1937 viene nuovamente ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di San Lazzaro a Reggio Emilia per autolesionismo e per “psicosi maniaco-depressiva” nel marzo del 1940.</span></span><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
È</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> il 1948 quando comincia a esporre le sue opere in piccole mostre e ottenendo, sotto la guida di Mazzacurati, qualche riconoscimento e a guadagnare i primi soldi.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Ma il successo è breve: dopo essersi permesso solo qualche lusso, nel 1962 viene colpito da una paresi e ricoverato all’ospedale di Guastalla dove continua a dipingere e dove termina la sua vita il 27 maggio del 1965.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tra i pittori più amati del Novecento, Antonio Ligabue è considerato il pittore <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">naïf</i> per antonomasia, l’artista visionario, autodidatta e sfortunato che è riuscito a entrare nell’animo del grande pubblico.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
È</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> stato capace di parlare con immediatezza e genuinità a tutti, a chi ha gli strumenti per capirne il valore storico-artistico, così come a chi semplicemente gode della bellezza assoluta delle sue opere</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Una storia umana e artistica straordinaria e unica, che negli anni ha appassionato migliaia di persone, tanto da essere diventato protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70<br />
</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Memorabile lo sceneggiato RAI di Salvatore Nocita del 1977 con Flavio Bucci, così come il recente film “Volevo nascondermi” del 2020 di Giorgio Diritti con la magistrale interpretazione di Elio Germano.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tutto questo è raccontato perfettamente nella grande mostra di Conversano.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Attraverso <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">oltre 60 opere</b>, la mostra propone il racconto della vita e dell’opera di Ligabue, l’uomo che fece della sua arte il riscatto della sua stessa esistenza.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La mostra permette di approfondire i nuclei tematici dell’artista, pochi soggetti sempre ripetuti da cui emergono con forza la sua straordinaria sensibilità e la dolcezza della sua anima fragile</span><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">. Sofferenza e talento che trovano nella creatività il mezzo per riempire il vuoto dell’abbandono e superare il disagio dell&#8217;emarginazione e della malattia mentale.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera dell’artista a partire dal primo periodo (1927-1939), quando i colori sono ancora molto tenui e diluiti, i temi sono legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica in cui il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Tra i capolavori esposti vi sono <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Carrozza con cavalli e paesaggio svizzero</i></b> (1956-1957),<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Autoritratto con sciarpa rossa</i></b> (1952- 1962) e<b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ritratto di Marino</i></b> (1939- 1952), accanto a sculture in bronzo come <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Gufo con preda</i></b> (1957-1958).</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
In mostra anche una sezione dedicata alla produzione grafica con disegni e incisioni quali <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Iena</i></b>(1952-1962)<b><i> </i></b>e <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cavallo con asino</i></b> (1952-1962), e una sezione sulla sua incredibile vicenda umana.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ad arricchire ulteriormente l’esposizione, la presenza di documenti sulla vita dell’artista, la proiezione del film documentario di Raffaele Andreassi del 1961 e diverse foto risalenti agli anni Cinquanta.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica,                                                          Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Promossa e sostenuta dal <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Comune di Conversano Città d’Arte</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Museco – Musei in Conversano</b>, con il contributo della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Regione Puglia</b>, con il patrocinio del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Ministero della cultura</b>, della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Città Metropolitana di Bari</b>, di <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Pugliapromozione</b> e del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Teatro Pubblico Pugliese</b>, in collaborazione con <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Comune di Gualtieri</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fondazione Museo Antonio Ligabue</b>, la mostra <b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Antonio Ligabue </i></b>è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Francesco Negri</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Francesca Villanti </b>ed è prodotta e organizzata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Arthemisia</b>.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial,                                                          sans-serif;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><br />
Il catalogo è edito da</span> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Skira</b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">.</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/25/dal-25-marzo-la-prima-grande-mostra-di-antonio-ligabue-in-puglia/">Dal 25 marzo la prima grande mostra di Antonio Ligabue in Puglia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">68053</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Roma.  A palazzo Bonaparte la prestigiosa mostra dedicata a VAN GOGH. I  Capolavori dal Kröller-Müller Museum</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/09/roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Oct 2022 08:07:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Arthemisia]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Bonaparte]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[Van Gogh]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=60701</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1159" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74.png 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-300x170.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1024x580.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-768x435.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1536x869.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1920x1087.png 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-1170x663.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/EF5FF7C5-4983-4321-9096-915BD4D0EB74-585x331.png 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Dall’8 ottobre apre a Palazzo Bonaparte di Roma la mostra più attesa dell’anno e dedicata all’artista più famoso e amato del mondo: VAN GOGH. Un percorso espositivo ed emozionale che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/09/roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum/">Roma.  A palazzo Bonaparte la prestigiosa mostra dedicata a VAN GOGH. I  Capolavori dal Kröller-Müller Museum</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Dall’8 ottobre apre a Palazzo Bonaparte di Roma la mostra più attesa dell’anno e dedicata all’artista più famoso e amato del mondo: VAN GOGH.<br />
Un percorso espositivo ed emozionale che attraverso un prestito del tutto eccezionale di ben 50 opere, tutte provenienti dal Museo Kröller-Müller di Otterlo, ne racconta la vicenda umana e artistica.</span></em></p>
<div align="justify"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Alla vigilia dei 170 anni dalla sua nascita, dall’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">8 ottobre 2022 Palazzo Bonaparte </b>ospita<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">la grande e più attesa mostra dell’anno</b>dedicata al genio di Van Gogh.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Attraverso le sue opere più celebri &#8211; tra le quali il suo famosissimo <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Autoritratto</i> (1887) &#8211; sarà raccontata la storia dell’artista più conosciuto al mondo.</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nato in Olanda il 30 marzo 1853, Vincent van Gogh fu un artista dalla sensibilità estrema e dalla vita tormentata. Celeberrimi sono i suoi attacchi di follia, i lunghi ricoveri nell’ospedale psichiatrico di Saint Paul in Provenza, l’episodio dell’orecchio mozzato, così come l’epilogo della sua vita, che termina il 29 luglio 1890, a soli trentasette anni, con un suicidio: un colpo di pistola al petto nei campi di Auvers.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Nonostante una vita impregnata di tragedia, Van Gogh dipinge una serie sconvolgente di Capolavori, accompagnandoli da scritti sublimi (le famose “Lettere” al fratello Theo van Gogh), inventando uno stile unico che lo ha reso il pittore più celebre della storia dell’arte.</span></span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-60708" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/E3B0B753-87FE-4D39-A4F2-B14A794790B7.jpeg 425w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La mostra di Roma,<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> attraverso ben </b><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">50 opere</b>provenienti dal prestigioso <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Museo Kröller-Müller di Otterlo</b> &#8211; che custodisce uno dei più grandi patrimoni delle opere di Van Gogh &#8211; e tante testimonianze biografiche, ne ricostruisce la vicenda umana e artistica, per celebrarne la grandezza universale.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Un percorso espositivo dal filo conduttore cronologico e che fa riferimento ai periodi e ai luoghi dove il pittore visse: da quello olandese, al soggiorno parigino, a quello ad Arles, fino a St. Remy e Auvers-Sur-Oise, dove mise fine alla sua tormentata vita.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Dall’appassionato rapporto con gli scuri paesaggi della giovinezza allo studio sacrale del lavoro della terra scaturiscono figure che agiscono in una severa quotidianità come il seminatore, i raccoglitori di patate, i tessitori, i boscaioli, le donne intente a mansioni domestiche o affaticate a trasportare sacchi di carbone o a scavare il terreno; atteggiamenti di goffa dolcezza, espressività dei volti, la fatica intesa come ineluttabile destino. <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-60707 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-300x280.jpeg" alt="" width="300" height="280" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-300x280.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-768x716.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0-585x545.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/BDDF5896-C7A7-47EF-BD84-7184D1A1ECE0.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Tutte queste sono espressione della grandezza e dell’intenso rapporto con la verità del mondo di Van Gogh.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Particolare enfasi è data al periodo del soggiorno parigino in cui Van Gogh si dedica a un’accurata ricerca del colore sulla scia impressionista e a una nuova libertà nella scelta dei soggetti, con la conquista di un linguaggio più immediato e cromaticamente vibrante.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Si rafforza anche il suo interesse per la fisionomia umana, determinante anche nella realizzazione di una numerosa serie di autoritratti, volontà di lasciare una traccia di sé e la convinzione di aver acquisito nell’esperienza tecnica una fecondità ben maggiore rispetto al passato.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">È di questo periodo l’<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Autoritratto</i> a fondo azzurro con tocchi verdi del 1887, presente in mostra, dove l’immagine dell’artista si staglia di tre quarti, lo sguardo penetrante rivolto allo spettatore mostra un’insolita fierezza, non sempre evidente nelle complesse corde dell’arte di Van Gogh. I rapidi colpi di pennello, i tratti di colore steso l’uno accanto all’altro danno notizia della capacità di penetrare attraverso l’immagine un’idea di sé tumultuosa, di una sgomentante complessità.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">L’immersione nella luce e nel calore del sud, a partire dal 1887, genera aperture ancora maggiori verso eccessi cromatici e il cromatismo e la forza del tratto si riflettono nella resa della natura. Ecco quindi che torna l’immagine de <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il Seminatore</i> realizzato ad Arles nel giugno 1888, con la <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-60705 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-300x238.jpeg" alt="" width="300" height="238" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-300x238.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-768x609.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0-585x464.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/833D8406-F0B1-4EA3-8163-C965432FA6A0.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />quale Van Gogh avverte che si può giungere a una tale sfera espressiva solo attraverso un uso metafisico del colore.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">E così<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> Il giardino dell’ospedale a Saint-Rémy</i>(1889) assume l’aspetto di un intricato tumulto, mentre lo scoscendimento di un<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"> Burrone</i>(1889) sembra inghiottire ogni speranza e la rappresentazione di un Vecchio disperato (1890) diviene immagine di una disperazione fatale.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-60706 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-300x232.jpeg" alt="" width="300" height="232" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-300x232.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-768x595.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697-585x453.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/68BA99A5-D39B-4398-967E-74C9E2BEB697.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Con il patrocinio del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ministero della cultura</b>, della <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Regione Lazio</b>, del <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Comune di Roma – Assessorato alla Cultura</b> e dell’<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi</b>, la mostra è prodotta da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Arthemisia</b>, realizzata in collaborazione con il <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Kröller-Müller Museum di Otterlo</b> ed è curata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Maria Teresa Benedetti</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Francesca Villanti</b>.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">La mostra vede come <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">main sponsor</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Acea</b>,<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">sponsor</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Generali Valore Cultura</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">special partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Ricola</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">mobility partner</i> <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Atac</b> e <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Frecciarossa Treno Ufficiale</b>, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">media partner</i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Urban Vision</b> ed è consigliata da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Sky Arte</b>.</span></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Il catalogo è edito da <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Skira</b> con saggi a cura di Maria Teresa Benedetti, Marco Di Capua, Mariella Guzzoni e Francesca Villanti.</span></span></p>
<p><b><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Sede<br />
</span></b><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Palazzo Bonaparte<br />
Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso)<br />
00186 &#8211; Roma</span><b></b></p>
<p>Date al pubblico<br />
<span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">8 ottobre 2022 &#8211; 26 marzo 2023</span><b></b></p>
<p>Biglietti<br />
<span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Intero € 18,00 (audioguida inclusa)<br />
Ridotto  € 16,00(audioguida inclusa)</span><b></b></p>
<p>Informazioni e prenotazioni<br />
<span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">T. + 39 06 87 15 111</span><b></b></p>
<p>Sito<br />
<a href="http://www.mostrepalazzobonaparte.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.mostrepalazzobonaparte.it&amp;source=gmail&amp;ust=1665241680162000&amp;usg=AOvVaw0WlIlDyUM2Mxb77Ed3EVp3" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">www.mostrepalazzobonaparte.it</a><br />
<a href="http://www.arthemisia.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.arthemisia.it&amp;source=gmail&amp;ust=1665241680162000&amp;usg=AOvVaw1W28lCKyGtcMJQV8VV-gWc" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">www.arthemisia.it</a><b><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"><br />
</span></b></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/09/roma-a-palazzo-bonaparte-la-prestigiosa-mostra-dedicata-a-van-gogh-i-capolavori-dal-kroller-muller-museum/">Roma.  A palazzo Bonaparte la prestigiosa mostra dedicata a VAN GOGH. I  Capolavori dal Kröller-Müller Museum</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">60701</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
