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	<title>bambini Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Gaza, tra le macerie qualcuno prepara ancora una classe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2026 14:06:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Luci di speranza 🌟]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[Gaza]]></category>
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		<category><![CDATA[ritorno alla quotidianità]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="700" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/gaza-scuola-e1790603973591.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>Dopo quasi tre anni centinaia di migliaia di bambini tornano alle lezioni in presenza. Quasi tutti gli edifici scolastici sono stati danneggiati e molte classi vivono in tende e spazi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="700" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/09/gaza-scuola-e1790603973591.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p><p class="pip-subtitle"><em><strong>Dopo quasi tre anni centinaia di migliaia di bambini tornano alle lezioni in presenza. Quasi tutti gli edifici scolastici sono stati danneggiati e molte classi vivono in tende e spazi provvisori. Tornare a scuola, però, significa anche provare a ricostruire relazioni, tempi e una piccola parte di quotidianità.</strong></em></p>
<h1>Gaza, tra le macerie qualcuno prepara ancora una classe</h1>
<p class="pip-lead">i sono luoghi nei quali preparare una classe significa aprire una porta, sistemare i banchi, scrivere una data sulla lavagna.</p>
<p>A Gaza, oggi, può significare molto altro.</p>
<p>Trovare una tenda. Recuperare uno spazio dentro un edificio danneggiato. Distribuire quaderni e matite. Cercare acqua. Fare entrare dei bambini che per quasi tre anni non hanno più conosciuto la scuola come l’avevano conosciuta prima.</p>
<p>E poi cominciare una lezione.</p>
<blockquote><p>Non è il ritorno alla normalità. È il tentativo di ricostruirne un piccolo pezzo.</p></blockquote>
<h2>Tornare in presenza dopo quasi tre anni</h2>
<p>Il nuovo anno scolastico nella Striscia di Gaza è iniziato il <strong>19 settembre 2026</strong>.</p>
<p>Secondo Reuters, centinaia di migliaia di studenti sono tornati alle lezioni in presenza per la prima volta in quasi tre anni.</p>
<p>Ma parlare semplicemente di “riapertura delle scuole” rischia di produrre un’immagine che non corrisponde alla realtà.</p>
<p>Perché moltissime di quelle scuole, semplicemente, non esistono più nelle condizioni in cui esistevano prima della guerra.</p>
<div class="pip-factbox">
<h3>I numeri dell’istruzione a Gaza</h3>
<p>Secondo UNICEF, circa il <strong>98% degli edifici scolastici</strong> della Striscia risulta danneggiato.</p>
<p>Oltre il <strong>93%</strong> necessita di una ricostruzione completa o di interventi importanti e circa l’<strong>81%</strong> degli edifici scolastici è stato colpito direttamente.</p>
<p>UNICEF ha stimato inoltre circa <strong>658.000 bambini in età scolare</strong> da riportare all’apprendimento.</p>
</div>
<p>Sono numeri che cambiano il significato stesso dell’espressione <strong>“tornare a scuola”</strong>.</p>
<h2>Una scuola può essere anche una tenda</h2>
<p>Nei mesi precedenti alla riapertura, l’istruzione non era scomparsa completamente.</p>
<p>Organizzazioni internazionali e realtà umanitarie avevano costruito una rete di spazi temporanei di apprendimento.</p>
<p>OCHA riferiva che nella prima metà del 2026 circa <strong>435 mila bambini</strong> avevano potuto accedere a forme strutturate di istruzione attraverso centinaia di questi spazi.</p>
<p>Alla vigilia del nuovo anno scolastico risultavano operativi <strong>359 spazi temporanei di apprendimento</strong>, gestiti da 22 partner umanitari.</p>
<p>Erano state predisposte oltre <strong>155 mila borse scolastiche</strong> e più di mille kit didattici.</p>
<p>A Khan Younis e Deir al-Balah alcune aule precedentemente utilizzate come rifugi per persone sfollate erano state nuovamente destinate all’insegnamento.</p>
<p>Sono piccoli movimenti dentro una devastazione enorme.</p>
<p>Ma raccontano qualcosa.</p>
<blockquote><p>Quando l’edificio non c’è più, qualcuno prova comunque a costruire una scuola.</p></blockquote>
<h2>«Non andavo a scuola da tre anni»</h2>
<p>Tra gli studenti tornati in classe c’è Moayed Abu Mustafa, di Khan Younis.</p>
<p>Intervistato da Reuters, ha raccontato che non frequentava una scuola da tre anni e ha descritto il ritorno alle lezioni come un momento di gioia e di speranza per il proprio futuro.</p>
<p>Ma le immagini dei bambini nuovamente seduti davanti a un insegnante non devono far pensare che ciò che li circonda sia tornato normale.</p>
<p>Un reportage pubblicato da ABC News Australia racconta lezioni svolte in strutture danneggiate e spazi improvvisati, il caldo dentro le tende, la difficoltà di reperire acqua e bambini che continuano a convivere con la paura.</p>
<p>Una docente racconta anche un’altra conseguenza della guerra: bambini costretti ad assumere responsabilità molto più grandi della loro età.</p>
<p>È qui che il ritorno a scuola assume un significato che supera il recupero delle materie perdute.</p>
<h2>Non soltanto matematica e grammatica</h2>
<p>Un bambino ha bisogno di imparare a leggere, scrivere, fare di conto.</p>
<p>Ma ha bisogno anche di sapere che domani, possibilmente, esisterà qualcosa che assomiglia a oggi.</p>
<p>Una campanella. Un orario. Un insegnante. Un compagno seduto accanto. Una domanda alla quale provare a rispondere. Una ricreazione. Una pagina da terminare.</p>
<p>Sono cose ordinarie.</p>
<p>Ed è proprio la loro ordinarietà a renderle straordinarie quando intorno quasi nulla è ordinario.</p>
<p>Per UNICEF, gli spazi educativi creati nella Striscia non servono infatti soltanto all’apprendimento. Sono anche luoghi nei quali offrire attività ricreative, protezione e sostegno psicosociale ai bambini.</p>
<p>La scuola torna così alla sua funzione più elementare e forse più profonda: <strong>essere un luogo di relazione.</strong></p>
<h2>La scuola come relazione</h2>
<p>Possiamo ricostruire un edificio.</p>
<p>Possiamo consegnare un libro.</p>
<p>Possiamo montare una tenda.</p>
<p>Ma educare richiede sempre qualcosa di più.</p>
<p>Richiede qualcuno che insegni e qualcuno che impari.</p>
<p>Qualcuno che aspetti un bambino la mattina.</p>
<p>Qualcuno che pronunci il suo nome.</p>
<p>Qualcuno che gli dica che esiste ancora un domani per il quale vale la pena prepararsi.</p>
<blockquote><p>La scuola è anche questo: una relazione che introduce il futuro nel presente.</p></blockquote>
<p>Ed è forse per questo che una classe organizzata tra edifici distrutti e tende può raccontare qualcosa che nessuna statistica riesce completamente a misurare.</p>
<h2>Non chiamiamola normalità</h2>
<p>Sarebbe sbagliato concludere dicendo che Gaza sta tornando alla normalità.</p>
<p>Non è così.</p>
<p>Le infrastrutture scolastiche sono devastate. Molti bambini hanno vissuto lutti, sfollamenti, paura e interruzioni prolungate dell’istruzione. Le condizioni materiali nelle quali si insegna rimangono estremamente difficili.</p>
<p>Una tenda non sostituisce una scuola.</p>
<p>Una borsa con alcuni quaderni non cancella ciò che un bambino ha attraversato.</p>
<p>E tornare a sedersi davanti a un insegnante non significa avere lasciato la guerra alle spalle.</p>
<p>Ma proprio per questo vale la pena guardare ciò che sta accadendo.</p>
<p>Non per cercare una consolazione.</p>
<p><strong>Per riconoscere una risposta.</strong></p>
<p>Perché mentre una parte enorme degli edifici scolastici di Gaza deve essere ricostruita, qualcuno ha già cominciato a ricostruire ciò che viene prima dei muri:</p>
<p><strong>la relazione educativa.</strong></p>
<p>Un insegnante.<br />
Un bambino.<br />
Un quaderno.<br />
Una lezione.</p>
<p>E, almeno per qualche ora, la possibilità di immaginare che esista ancora un domani.</p>
<div class="pip-hope">
<div class="pip-hope-label">Luci di speranza</div>
<p><strong>La speranza raccontata qui non consiste nel dire che la situazione di Gaza stia tornando normale.</strong></p>
<p>Consiste nel documentare qualcosa di molto più piccolo e concreto: mentre quasi tutto intorno deve essere ricostruito, insegnanti, famiglie, organizzazioni umanitarie e bambini stanno provando a ricostruire uno spazio nel quale sia ancora possibile imparare.</p>
<p>Non cancella la devastazione. Ma esiste dentro di essa.</p>
</div>
<div class="pip-editorial-note">
<h3>Nota editoriale</h3>
<p><strong>Perché inseriamo questa storia nelle  “Luci di speranza”</strong></p>
<p>“Luci di speranza” non indica necessariamente buone notizie e non vuole attenuare la gravità dei contesti raccontati.</p>
<p>La situazione dell’istruzione nella Striscia di Gaza rimane drammatica. I dati disponibili documentano una distruzione vastissima delle infrastrutture scolastiche e condizioni estremamente difficili per studenti, famiglie e insegnanti.</p>
<p>La luce che raccontiamo è un fatto diverso e circoscritto: <strong>la ricostruzione di spazi educativi e il ritorno di bambini e insegnanti a una relazione scolastica in presenza nonostante quelle condizioni.</strong></p>
<p><strong>Fatti verificati:</strong> ripresa dell’anno scolastico in presenza; diffusione degli spazi temporanei di apprendimento; gravissimi danni agli edifici scolastici; distribuzione di materiale didattico.</p>
<p><strong>Testimonianze:</strong> le esperienze individuali di studenti e insegnanti riportate dalle fonti giornalistiche citate.</p>
<p><strong>Analisi editoriale:</strong> la lettura della scuola come luogo non soltanto di apprendimento ma anche di relazione, continuità e ricostruzione della quotidianità.</p>
<p>L’inserimento della storia nelle “Luci di speranza” non costituisce quindi una valutazione positiva della situazione generale di Gaza, ma documenta una risposta umana concreta all’interno di una realtà che rimane drammatica.</p>
</div>
<div class="pip-sources">
<h3>Fonti</h3>
<div class="pip-source"><strong>UNICEF – State of Palestine, Education Humanitarian Situation Update, 30 aprile 2026</strong><br />
Dati sul danneggiamento degli edifici scolastici, sulla necessità di ricostruzione e sulla popolazione scolastica coinvolta.<br />
<a href="https://www.unicef.org/sop/media/6361/file/Humanitarian%20Situation%20Update%20-%2030%20April%202026%20-%20Education.pdf.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Documento UNICEF</a></div>
<div class="pip-source"><strong>UNICEF – Children in Gaza need urgent international support to get them back learning</strong><br />
Approfondimento sul ritorno all’apprendimento, sugli spazi educativi temporanei e sulla funzione educativa e psicosociale della scuola.<br />
<a href="https://www.unicef.org/sop/stories/gazas-children-need-urgent-international-support-get-them-back-learning" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Approfondimento UNICEF</a></div>
<div class="pip-source"><strong>United Nations OCHA – Humanitarian Situation Report, 4 settembre 2026</strong><br />
Dati sugli spazi temporanei di apprendimento, sui materiali scolastici e sul recupero di aule precedentemente utilizzate come rifugi.<br />
<a href="https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-report-4-september-2026" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rapporto OCHA</a></div>
<div class="pip-source"><strong>United Nations OCHA – Humanitarian Situation Report, 16 luglio 2026</strong><br />
Dati sull’accesso di centinaia di migliaia di bambini a forme strutturate di apprendimento nella prima metà del 2026.<br />
<a href="https://www.ochaopt.org/content/humanitarian-situation-report-16-july-2026" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rapporto OCHA</a></div>
<div class="pip-source"><strong>Reuters – 21 settembre 2026, “Gaza students return to in-person schooling for first time in three years”</strong><br />
Documentazione del ritorno alle lezioni in presenza e testimonianza dello studente Moayed Abu Mustafa.</div>
<div class="pip-source"><strong>ABC News Australia – 27 settembre 2026</strong><br />
Reportage sulle condizioni nelle quali alcuni bambini di Gaza stanno tornando alle lezioni, comprese tende e strutture danneggiate.<br />
<a href="https://www.abc.net.au/news/2026-09-27/children-return-to-in-person-schooling-in-gaza/107186748" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leggi il reportage</a></div>
</div>
<div class="pip-end"></div>
<p class="pip-copyright">© Riproduzione riservata – Francesco Mazzarella</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/09/28/gaza-tra-le-macerie-qualcuno-prepara-ancora-una-classe/">Gaza, tra le macerie qualcuno prepara ancora una classe</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>I bambini delle guerre nel Giorno Mondiale della Poesia in Rebecca ascolta il mare di Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/21/i-bambini-delle-guerre-nel-giorno-mondiale-della-poesia-in-rebecca-ascolta-il-mare-di-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-bambini-delle-guerre-nel-giorno-mondiale-della-poesia-in-rebecca-ascolta-il-mare-di-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Miriam Katiaka]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Mar 2022 01:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Giorno Mondiale della Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Guerre]]></category>
		<category><![CDATA[Pier Franco Bruni]]></category>
		<category><![CDATA[Rebecca ascolta il mare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B6CF631A-AE45-434A-AA65-1EEEDDB5290F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/21/i-bambini-delle-guerre-nel-giorno-mondiale-della-poesia-in-rebecca-ascolta-il-mare-di-pierfranco-bruni/">I bambini delle guerre nel Giorno Mondiale della Poesia in Rebecca ascolta il mare di Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>Admira  Brahja sottolinea: &#8220;Cosa stiamo lasciando a questi bambini? La risposta a questa domanda si trova in questi versi, dove ci sono delle infanzie negate… I bambini che giocavano a inventarsi adulti… dove c’è l’invito di prenderci per mano come i bambini e ricostruire un futuro insieme in un girotondo che diventa il senso di questo viaggio, la circolarità e la grecità raccontata da Pierfranco Bruni nella spensieratezza di un girotondo che ospita tanti porti e tanti volti. L’Italia ne diventa &#8216;L’Itaca&#8217;. Si apre così un ampio scenario, storie vissute che abitavano il mare, volti di aquile, bambini albanesi senza una voce e un nome alla ricerca di sogni e speranze&#8221;.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un libro che raccoglie il bisogno di testimonianze che sono racconti attraverso gli sguardi, i volti, i silenzi. Una poesia che ha il suono e il canto della profezia questa   di Pierfranco Bruni. Una poesia vissuta che nasce da una profonda conoscenza di quelle geografie che sono consapevolezza e scavi di memorie e di presente in una temperie di metafisica e di carnalità. Un libro potente che con tocchi di maestria commuove e pone duri interrogativi. È una grande poesia che disegna un quadro mosaicizzato da immagini.</p>
<p dir="auto">Se Rebecca ascolta il mare il mare diventa una singolare merafora tra spazialità e ricerca di amore. Con Introduzione di Mario Calzolaro e Prefazione di Admira Brahja la poesia di Pierfranco Bruni si centralizza nel cuore di una antropologia umana e cristiana. Il filo che lega l&#8217;orizzonte religioso e l&#8217;umanitas è un icipit in cui lo speculare si intreccia con il metafisico. Dolcissima e malinconica silloge, Rebecca ascolta il mare, percorso poetico che pone al centro lo sguardo dell&#8217;infanzia, rappresenta la forza di un lirismo in cui il verso sembra raccontare storie e destini, ma offre una dimensione percettiva di una esistenza vera attraverso l&#8217;osservare e il vivere le infanzie in un tempo di viaggi e di eredità. Viaggi forzati ed eredità smarrite. Infanzie difficili e occhi chiari che sanno catturare emozioni, sensazioni, motivazioni.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I bimbi disegnano avventure. I bimbi in ascolto hanno il sorriso di chi sa che osservare è cominciare a conoscere. È un libro di poesia che recita, attraverso i nomi dei bambini, la vita e il tempo in uno scavo di profonde metafore che hanno segni e simboli. Sono proprio questi simboli che si dichiarono in ascolto in cui il tempo scivola come acqua di mare. Nella Giornata Mondiale della Poesia &#8220;Rebecca ascolta il mare&#8221; è un libro profetico che resta. I bambini delle guerre nel Giorno Mondiale della Poesia in Rebecca ascolta il mare.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/21/i-bambini-delle-guerre-nel-giorno-mondiale-della-poesia-in-rebecca-ascolta-il-mare-di-pierfranco-bruni/">I bambini delle guerre nel Giorno Mondiale della Poesia in Rebecca ascolta il mare di Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>SERATA STRAORDINARIA AL TEATRO ALLA SCALA A FAVORE DELLA FONDAZIONE FRANCESCA RAVA NPH ITALIA ONLUS</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/25/serata-straordinaria-al-teatro-alla-scala-a-favore-della-fondazione-francesca-rava-nph-italia-onlus/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=serata-straordinaria-al-teatro-alla-scala-a-favore-della-fondazione-francesca-rava-nph-italia-onlus</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 21:52:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[charity]]></category>
		<category><![CDATA[Fondazione Nava]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro La Scala]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="694" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/44E99900-58EB-4FB2-BC39-342A0F2F4D98.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/44E99900-58EB-4FB2-BC39-342A0F2F4D98.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/44E99900-58EB-4FB2-BC39-342A0F2F4D98-300x251.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/44E99900-58EB-4FB2-BC39-342A0F2F4D98-768x644.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/44E99900-58EB-4FB2-BC39-342A0F2F4D98-585x490.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>IL RICAVATO È DEVOLUTO ALL&#8217;OSPEDALE PEDIATRICO SAINT DAMIEN IN HAITI, CHE AIUTA 80.000 BAMBINI L&#8217;ANNO uencer e amici, tutti insieme con grande emozione alla Serata Straordinaria al Teatro alla Scala&#8230;</p>
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<div><span style="font-family: Arial;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10">uencer e amici, tutti insieme con grande emozione alla Serata Straordinaria al<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Teatro alla Scala</b> a favore della<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Fondazione Francesca Rava NPH Italia Onlus,</b> che si è svolta il 22 gennaio. L&#8217;intero ricavato dell&#8217;evento è devoluto<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> all&#8217;Ospedale  Saint Damien in Haiti,</b> unico pediatrico e gratuito dell&#8217;isola, che aiuta<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> 80.000 bambini ogni anno.<br />
</b>Il Teatro al completo, nel rispetto delle normative anti-covid, ha assistito alla recita de<i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> La bayadère</b></i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10">,</b> titolo che ha inaugurato la stagione 2021-2022 di Balletto alla Scala: un balletto importante e prestigioso che ha incantato la platea con l&#8217;emozionante coreografia e regia del grande Rudolf Nureyev, in una nuova produzione con scene e costumi firmati da Luisa Spinatelli, il Corpo di Ballo scaligero, diretto da Manuel Legris, sul podio Kevin Rhodes a dirigere l&#8217;Orchestra del Teatro alla Scala. Protagonisti del balletto Claudio Coviello e Vittoria Valerio.<br />
Un ringraziamento speciale per il sostegno a<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Intesa Sanpaolo, al Consorzio Tutela Grana Padano, Samsung, Cristian Trio, e ai media partner Corriere della Sera e Clear Channel.<br />
</b>L&#8217;Ospedale Saint Damien è una struttura di eccellenza, realizzata su progetto tecnico italiano, costruita e sostenuta dalla Fondazione Francesca Rava, centro di riferimento per i soccorsi internazionali dopo il terribile sisma che colpì drammaticamente l&#8217;isola nel 2010 provocando 230.000 morti, 300.000 feriti e 1 milione di sfollati, base della Protezione Civile e della Marina Militare con la portaerei Cavour.<br />
Haiti ancora oggi è in piena emergenza. Ad uno scenario già fortemente compromesso si è aggiunta la pandemia Covid-19 e un altro terremoto che si è abbattuto sull&#8217;isola lo scorso 14 agosto, seguito anche da una tempesta tropicale. Il Covid-19 infuria nella scarsità di ossigeno per le terapie intensive e di vaccini, il paese è in preda al terrore delle bande responsabili di rapimenti e sparatorie. L&#8217;inflazione persiste e milioni di persone sono sempre più povere e soffrono la fame e la sete.<br />
Al fianco di Mariavittoria Rava, in qualità di ambasciatrici di tutti i bambini curati e accolti dalla grande famiglia NPH,<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Jacqueline Gautier</b>, direttore sanitario del Saint Damien, insieme a<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10">Roseline Paul,</b> referente dei progetti della Fondazione Francesca Rava in Haiti, le quali hanno ringraziato in maniera accorata tutti i presenti per la grande partecipazione e l&#8217;aiuto concreto ai bambini di Haiti e all&#8217;ospedale pediatrico Saint Damien.<br />
La Serata Straordinaria, che ha visto il coinvolgimento di tanti volontari della Fondazione, si è aperta con il saluto e il ringraziamento della Presidente Mariavittoria Rava al Teatro alla Scala, alle Istituzioni, ai donatori, ai medici-volontari degli ospedali gemellati con il Saint Damien, tra cui: il<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Policlinico di Milano</b> e il<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Gaslini di Genova</b>, ai testimonial, agli influencer e ai tanti amici in Teatro.</p>
<p>Presenti le autorità: la Senatrice<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Stefania Pucciarelli</b>, Sottosegretario di Stato alla Difesa.<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Renato Saccone</b>, Prefetto di Milano,<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Letizia Moratti</b>, Vicepresidente e Assessore al Welfare della Regione Lombardia, gli Assessori<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Stefano Bolognini</b>, allo Sviluppo Città metropolitana, Giovani e Comunicazione e<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Lamberto Bertolè</b>, al Welfare e Salute del Comune di Milano.</span></div>
<div><span style="font-family: Arial;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10">Per la Marina Militare, con la quale la Fondazione collabora da anni, ha partecipato il<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Capo di Stato Maggiore, Ammiraglio Enrico Credendino.</b> Presente anche<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Maria Carla Gatto,</b>Presidente del Tribunale dei minorenni di Milano, con la quale la Fondazione ha sottoscritto un Accordo di collaborazione per la realizzazione del progetto<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Palla al Centro</i> presso l&#8217;IPM Cesare Beccaria di Milano.<br />
Presente anche<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Nicola Alemanno</b>, Sindaco di Norcia, uno dei Comuni sostenuti dalla Fondazione Francesca Rava dopo il sisma del 2016 che ha colpito il Centro Italia.<br />
Da sempre accanto alla Fondazione<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Martina Colombari</b>, volontaria e testimonial, alla quale si sono affiancati l&#8217;imprenditore<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Riccardo Pozzoli</b> con la moglie<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Gabrielle Caunesil</b> e gli influencer<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Tommaso Zorzi</b> con<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Tommaso Stanzani</b>,<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Giulia Salemi, Alessandro Magni, Sonia Peronaci, Silvia Rossi (IG lasilviacherry), Martina Ragozza e Mattia Boffi Valagussa (IG lepiuaffascinantidimilano).<br />
</b></span><span style="font-family: Arial;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10">Mariavittoria Rava, presidente Fondazione Francesca Rava N.P.H.Italia:</b> &#8220;<i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10">Siamo molto grati al Teatro alla Scala che dal 2004, ogni anno, concede alla Fondazione Francesca Rava una Serata per i bambini di Haiti. In particolare, questa meravigliosa Serata Straordinaria, è stata ancora più emozionante in un periodo storico così complesso e incerto nel persistere della pandemia; motivo per cui siamo profondamente grati alle Istituzioni, alle Aziende amiche e a tutti i donatori che hanno partecipato a questo meraviglioso evento continuando a sostenerci. Un ringraziamento di cuore a</i></span><span style="font-family: Arial;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Jacqueline Gautier e Roseline Paul per essere arrivate da Haiti in rappresentanza di tutti i bambini che aiutiamo e dell&#8217;Ospedale Saint Damien che sosteniamo.</span><span style="font-family: Arial;"><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="10"> Le Serate al Teatro alla Scala ci hanno aiutato a costruire l&#8217;Ospedale pediatrico Saint Damien, a sostenerlo e a far conoscere il nostro straordinario lavoro, permettendoci di coinvolgere donatori, volontari e medici da tutta Italia. E&#8217; per noi un orgoglio e un privilegio che il nostro primo e più importante evento di raccolta fondi del 2022 si sia svolto in un Teatro che ha segnato in modo così determinante il costante lavoro della Fondazione per i bambini in condizioni di disagio, e in particolare per quelli di Haiti, tra i più dimenticati e in difficoltà al mondo. Continuate a sostenerci con le adozioni a distanza o donando il vostro 5 per mille&#8221;.<br />
</i></span></div>
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