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	<title>Bielorussia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La Bielorussia scarcera 123 prigionieri politici, incluso il Nobel Bialiatski, dopo la revoca delle sanzioni Usa sul potassio</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/15/la-bielorussia-scarcera-123-prigionieri-politici-incluso-il-nobel-bialiatski-dopo-la-revoca-delle-sanzioni-usa-sul-potassio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-bielorussia-scarcera-123-prigionieri-politici-incluso-il-nobel-bialiatski-dopo-la-revoca-delle-sanzioni-usa-sul-potassio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2025 20:23:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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		<category><![CDATA[Bielorussia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="344" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Ales-Bialiatski-Maria-Kolesnikova-scarcerati-678x344-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Ales-Bialiatski-Maria-Kolesnikova-scarcerati-678x344-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Ales-Bialiatski-Maria-Kolesnikova-scarcerati-678x344-1-300x152.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Ales-Bialiatski-Maria-Kolesnikova-scarcerati-678x344-1-585x297.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Una mossa senza precedenti nel quadro di un disgelo diplomatico: Minsk rilascia oppositori di spicco come Ales Bialiatski e Maria Kolesnikova dopo colloqui con un inviato di Trump, mentre l’Unione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una mossa senza precedenti nel quadro di un disgelo diplomatico: Minsk rilascia oppositori di spicco come Ales Bialiatski e Maria Kolesnikova dopo colloqui con un inviato di Trump, mentre l’Unione Europea mantiene sanzioni più ampie e l’opposizione resta cauta</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta"></div>
<div>
<p>12 dic. 2025 – Il governo bielorusso ha ordinato la liberazione di <strong>123 prigionieri politici</strong>, compresi <strong>alcuni dei volti più noti della dissidenza al regime </strong>di<strong> Aleksandr Grigor’evič Lukašenko</strong>, in quello che è stato descritto come il più grande rilascio di oppositori da parte delle autorità negli ultimi anni. Tra i liberati figurano <strong>Ales Bialiatski</strong>, attivista per i diritti umani e vincitore del Premio Nobel per la Pace 2022, e <strong>Maria Kolesnikova</strong>, una delle principali figure delle proteste anti-Lukashenko del 2020, condannata e incarcerata per anni in processi ampiamente considerati politicamente motivati.</p>
<p>La decisione di Minsk è arrivata dopo due giorni di colloqui diplomatici con un inviato degli Stati Uniti, designato dal presidente <strong>Donald Trump, </strong>durante i quali Washington ha annunciato la revoca delle sanzioni americane al settore del potassio, uno dei principali prodotti di esportazione bielorussi. Queste sanzioni, imposte dalle amministrazioni occidentali per punire la repressione interna e il sostegno bielorusso alla guerra russa in Ucraina, avevano colpito duramente la capacità di Minsk di esportare fertilizzanti sul mercato globale.</p>
<p>Secondo l’agenzia di stampa statale bielorussa Belta, Lukashenko ha graziato 123 persone condannate in base alle leggi locali per vari reati, tra cui spionaggio e terrorismo, ma molti osservatori internazionali sottolineano che si tratta quasi esclusivamente di prigionieri politici. Tra i liberati vi sono membri dell’opposizione, attivisti per i diritti umani e anche cittadini stranieri, compresi alcuni ucraini e europei.</p>
<p>La liberazione dei prigionieri è stata accolta con gioia dalle famiglie e dai loro sostenitori, ma anche con cautela dalla comunità internazionale. <strong>Bialiatski</strong> stesso, parlando dopo il rilascio, ha espresso sollievo e gratitudine per la libertà ma <strong>ha ricordato che più di mille prigionieri politici restano ancora incarcerati in Bielorussia, </strong>sottolineando che la sua liberazione non segna la fine della repressione: “Più di mille persone sono ancora in carcere semplicemente perché hanno scelto la libertà. E io continuerò a essere la loro voce”.</p>
<p>Maria <strong>Kolesnikova</strong>, divenuta simbolo della resistenza dopo aver strappato il proprio passaporto per evitare l’esilio forzato nel 2020, ha manifestato gratitudine verso le nazioni coinvolte nelle trattative e ha espresso speranza per il futuro, pur <strong>ribadendo che il cammino verso la democrazia rimane lungo.</strong></p>
<p>Dal punto di vista diplomatico, la mossa riflette un <strong>tentativo di Minsk di avviare un disgelo con Washington</strong> dopo anni di isolamento internazionale per violazioni dei diritti umani e per il suo ruolo nella guerra in Ucraina. Secondo l’inviato statunitense <strong>John Coale</strong>, i colloqui sono stati “molto produttivi” e segnano un progresso nelle relazioni bilaterali, con l’auspicio di ulteriori passi in avanti, inclusa la possibile rimozione di altre sanzioni se saranno compiuti ulteriori progressi sui diritti e sul rilascio di altri prigionieri.</p>
<p>Tuttavia, la Unione Europea mantiene ancora sanzioni più ampie, in particolare quelle che bloccano il flusso di potassio bielorusso attraverso i porti baltici verso i mercati mondiali — misure considerate da molti analisti più incisive nel limitare l’economia di Minsk rispetto alla sola revoca di quelle statunitensi. Allo stesso tempo, alcuni Paesi vicini, come la <strong>Lituania</strong>, hanno denunciato recenti episodi di “<strong>attacchi ibridi”</strong> provenienti da territorio bielorusso (tra cui l’uso di palloni per trasportare merci illegali e che hanno causato chiusure temporanee di aeroporti), aumentando la tensione regionale e spingendo l’UE a promettere ulteriori misure contro Minsk.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-99703" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Aleksandr-Grigorevic-Lukasenko-wikipedia.jpg" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Aleksandr-Grigorevic-Lukasenko-wikipedia.jpg 928w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Aleksandr-Grigorevic-Lukasenko-wikipedia-290x300.jpg 290w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/12/Aleksandr-Grigorevic-Lukasenko-wikipedia-768x794.jpg 768w" alt="" width="279" height="288" /><figcaption class="wp-element-caption">Lukašenko</figcaption></figure>
</div>
<p>In questo contesto, la liberazione di Bialiatski e Kolesnikova rappresenta un gesto significativo dal punto di vista soprattutto diplomatico, ma resta incerta la sua portata in termini di cambiamento reale nel sistema politico bielorusso, dominato da oltre un trentennio dalla figura di Lukašenko e caratterizzato da repressione sistematica dell’opposizione.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
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		<title>La rivolta del gas in Kazakistan contro l’oligarchia di Nazarbayev</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Jan 2022 12:18:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6E97760B-F871-4D6B-A300-4E24432BE955-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Più di mille feriti, arrivano le truppe russe. Possibile effetto Bielorussia per Putin? L’aumento dei prezzi dell’energia è stata la scintilla che ha scatenato nelle ultime ore una vera e&#8230;</p>
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<p>L’aumento dei prezzi dell’energia è stata la scintilla che ha scatenato nelle ultime ore una vera e propria rivolta in Kazakistan. Il presidente della repubblica presidenziale – con governo monopartitico – <strong>Kassym Jomart Tokayev</strong> ha licenziato il governo e imposto il coprifuoco ma, secondo molti analisti internazionali, uno degli attori della crisi in atto è senz’altro l’ex capo di stato, il “padre della nazione” <strong>Nursultan Nazarbayev</strong>.</p>
<p><strong>Cosa sta succedendo in Kazakistan?</strong> Tra i più tradizionali – e fedeli – paesi satellite della Russia di <strong>Vladimir Putin? </strong>Quali scenari possibili nel paese più vasto tra le repubbliche ex sovietiche, dove un quinto della popolazione è russofona. Il pensiero corre già a quanto visto in Ucraina.</p>
<p><strong>Intanto la cronaca.</strong> Il bollettino della notte parla di dodici poliziotti morti a Almaty negli scontri, più di mille sarebbero i feriti nelle manifestazioni contro il regime per i rincari dei prezzi dell’energia. <strong>L’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva CSTO</strong>,alleanza difensiva creata il 15 maggio 1992 da sei nazioni appartenenti alla Comunità degli Stati Indipendenti <strong>CSI</strong> (Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia e Tagikistan) ha affermato che i disordini “sono dovuti a un intervento dall’estero”. Mentre alle operazioni di repressione dei disordini stanno partecipando soldati di tutti i Paesi dell’alleanza fedele alla Russia. Del resto, lo stesso presidente Kassym-Jomart Tokayev si è rivolto direttamente a Putin annunciando l’avvio di una “operazione antiterrorismo contro i saccheggiatori e i rivoltosi condotta in modo congiunto da forze di sicurezza ed esercito” parlando di “decine di rivoltosi eliminati”.</p>
<p><strong>La missione in Kazakistan</strong> dell’Organizzazione del trattato per la sicurezza collettiva CSTO potrebbe “richiedere circa un mese”, ha riferito il vicepresidente della Commissione Difesa della Duma, spiegando che il compito delle truppe sarà “contribuire a neutralizzare gli istigatori della violenza e mettere in sicurezza le infrastrutture strategiche”. La CSTO riferisce che il suo compito principale sarà la protezione degli edifici governativi. Ci crediamo?</p>
<p>Inoltre, sono giunte in Kazakistan le prime truppe russe inviate per “stabilizzare” il Paese in seguito alle rivolte, trasportati per via aerea e il contingente, già atterrato, ha avviato le operazioni.</p>
<p><strong>Il rapido rincaro del prezzo del Gpl</strong> aveva fatto scoppiare, martedì scorso, violente rivolte nell’ex repubblica sovietica, l’ufficio del governo kazako ha annunciato di aver reintrodotto per 180 giorni un tetto ai prezzi di benzina, gasolio e gas di petrolio liquefatto. Questi i fatti.</p>
<p>Così la portavoce del ministero degli Esteri russo, <strong>Maria Zakharova</strong>: “Una forza collettiva di peacekeeping dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (Csto) è stata inviata in Kazakistan per un periodo limitato al fine di stabilizzare e normalizzare la situazione”.</p>
<p><strong>Il “padre della nazione” Nursultan Nazarbayev</strong></p>
<p>Grande alleato del presidente russo Vladimir Putin, l’81enne Nazarbayev ha <strong>governato il Kazakistan per 30 anni</strong>. Uscito di scena nel giugno 2019 gli è succeduto il suo delfino Kassym Jomart Tokayev. Tuttora però Nazarbayev mantiene stabilmente il controllo sul Paese come presidente del Consiglio di sicurezza e “<strong>Leader della nazione</strong>”, ruolo costituzionale che gli consente privilegi unici nel definire politiche interne ed estere, nonché naturalmente l’immunità.</p>
<p><strong>Autocrate tra più i longevi</strong> tra i leader dei Paesi del post crollo dell’Urss, Nazarbayev faceva già parte dell’establishment del Kazakistan prima del collasso del blocco sovietico. Figlio di un pastore, poi respinto come studente di chimica ma con studi di ingegneria alle spalle, scalò tutte le tappe della nomenklatura del partito comunista kazako, diventandone segretario nel 1989, dopo aver ricoperto la carica di primo ministro dal 1984. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica assunse la carica di presidente del nuovo Stato e – via via – consolidò la sua influenza durante le elezioni del 1999, 2005, 2011 e 2015, ottenendo sempre altissimi consensi.</p>
<p>Se da un lato gli viene riconosciuto di aver garantito pace e stabilità tra le diverse etnie del gigante centrasiatico e di aver contribuito a modernizzare il Paese, dall’altro è accusato di autoritarismo e di avere sostanzialmente soffocato le opposizioni, tenendo in piedi uno Stato monopartitico del <strong>Nur Otan</strong>, di cui è il leader.</p>
<p>Di fatto, la figura di Nazarbayev rimane centrale nelle stanze del potere. Sua figlia maggiore, Dariga, è stata eletta presidente del Senato due anni fa. Inoltre, ha anche dato il suo nome alla sfavillante capitale collocata nelle steppe desertiche dell’Asia centrale, <strong>Astana</strong>, l’emblema della quasi divinizzazione di Nazarbayev.</p>
<p><strong>E L’Europa cosa ha dichiarato circa la rivolta in Kazakistan?</strong></p>
<p>In una nota del portavoce dell’Alto rappresentante Ue per la Politica estera, <strong>Josep Borrell</strong> si legge: “Invitiamo tutti gli interessati ad agire con responsabilità e moderazione e ad astenersi da azioni che potrebbero portare a un’ulteriore escalation di violenza”. L’Unione europea si aspetta che le proteste rimangano non violente ed evitino qualsiasi incitamento alla violenza e invita inoltre le autorità a rispettare il diritto fondamentale alla protesta pacifica e alla proporzionalità nell’uso della forza nella difesa dei propri legittimi interessi di sicurezza e di sostenere i propri impegni internazionali.</p>
<p>L’Europa insomma, sta seguendo da vicino gli sviluppi, almeno nelle dichiarazioni precisando che “Il Kazakistan è un partner importante per l’Unione europea e contiamo sul fatto che mantenga i suoi impegni, tra cui la libertà di stampa e l’accesso alle informazioni online e offline”. Staremo a vedere.</p>
<p><strong>E mentre si abbattono le statue di poteri trentennali e il paese brucia tra fumi e fiamme a rimetterci sono sempre loro, la parte più debole di chi si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato.</strong></p>
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		<title>La Russia si impegna a prestare 1,5 miliardi di dollari alla Bielorussia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/09/16/la-russia-si-impegna-a-prestare-15-miliardi-di-dollari-alla-bielorussia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-russia-si-impegna-a-prestare-15-miliardi-di-dollari-alla-bielorussia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Caputo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2020 23:02:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Bielorussia]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="800" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208.jpeg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/503538EF-0FD4-4F98-952E-D92D7A883208-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Continuano le proteste contro il governo di Lukašėnko e le violenze della forze dell’ordine Sochi &#8211; Da oltre un mese in Bielorussia si susseguono manifestazioni di protesta contro il governo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Continuano le proteste contro il governo di Lukašėnko e le violenze della forze dell’ordine</h4>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sochi &#8211; Da oltre un mese in </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Bielorussia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> si susseguono manifestazioni di protesta contro il governo di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Aljaksandr <img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-7407" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/575683F5-5C88-46D6-801D-EFED5FE921D1-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/575683F5-5C88-46D6-801D-EFED5FE921D1-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/575683F5-5C88-46D6-801D-EFED5FE921D1-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/09/575683F5-5C88-46D6-801D-EFED5FE921D1-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Lukašėnko</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, in carica da ben ventisei anni. Tra gli appuntamenti fissi c’è la marcia delle donne che anche lo scorso sabato, 12 settembre, ne ha viste sfilare in migliaia per le strade della capitale </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Minsk</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> chiedendo le dimissioni del governo, oltre 10.000 assicura la testata indipendente online </span></span><a href="https://www.tut.by/"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">Tut.by</span></span></a><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nonostante le manifestazioni di protesta siano nate pacifiche altrettanto non si può dire della reazione governativa. Durante le violenti repressioni alcuni manifestanti hanno perso la vita e si contano centinaia di feriti. Sono state </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">arrestate quasi 1000 persone</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, molte delle quali hanno mostrato torture e soprusi subiti fuori e dentro il carcere. Immagini che hanno scosso l’opinione pubblica internazionale. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ieri Lukašėnko e il presidente russo </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Vladimir Putin </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">si sono incontrati a</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Sochi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">per fare il punto della situazione. È il primo incontro dopo le </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">elezioni bielorusse del 9 agosto</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, che hanno confermato la presidenza di Lukašėnko con quasi il 90% delle preferenze e che i manifestanti contestano a gran voce sostenendo che la vera vincitrice sia la leader dell’opposizione </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Svjatlana</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> Cichanoŭskaja</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> costretta a fuggire in </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Lituania </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dopo il risultato elettorale. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Durante la conferenza stampa dell’incontro al vertice Vladimir Putin ha auspicato che “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">i bielorussi possano affrontare da soli questa situazione, con calma e in dialogo tra loro, senza pressioni dall’esterno</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, contestualmente però si è impegnato </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">a </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">prestare 1,5 miliardi di dollari al governo di Lukašėnko</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per sostenere la disastrata economia del paese. Certo un’offerta così generosa non può non far sorgere il sospetto che qualche pressione ci sarà eccome. Dal canto suo Lukašėnko, che in passato non era stato poi così ben disposto nei confronti di Putin, si è profuso in ringraziamenti ed elogi, sostenendo che da questa esperienza la Bielorussia ha imparato che deve stare più vicino al suo “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">fratello maggiore</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, ovvero la Russia. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ma basterà questo a fermare l’opposizione? Probabilmente no data la prova di resistenza che hanno mostrato sino a ora. Il malumore in Bielorussia serpeggia già da diverso tempo e l’incompetenza governativa davanti all’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">emergenza sanitaria Covid-19 </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Impossibile dimenticare i consigli che Lukašėnko dava alla popolazione per combattere il virus, ovvero </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">bere vodka e fare saune</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, altrettanto impossibile dimenticare come poi sia risultato lui stesso positivo al virus e che i contagi nel paese siano stati molti di più rispetto ad esempio alla vicina Polonia. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">In prossimità della tornata elettorale, inoltre, Lukašėnko era riuscito anche a liberarsi dei suoi principali oppositori arrestando il candidato dato per vincente, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Viktor Babaryka</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, e il blogger </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Sjarhej Cichanoŭskij</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. È stata la moglie di quest&#8217;ultimo, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Svjatlana</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Cichanoŭskaja, a raccogliere il testimone e in quel momento tutti i partiti di opposizione hanno deciso di unirsi a favore del suo sostegno scatenando una partecipazione politica popolare senza precedenti nel paese. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dopo la fuga in Polonia della Cichanoŭskaja diversi rappresentanti dell’opposizione sono “misteriosamente spariti”, come </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Maria Kolesnikova</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. La donna è stata prelevata alla luce del sole  da uomini a volto coperto che l’hanno costretta a salire su un pulmino, nella notte è stata poi arrestata al confine con l’Ucraina con l’accusa di aver tentato di lasciare illegalmente il paese. La versione sostenuta dall’opposizione però è molto diversa, pare che i servizi segreti bielorussi (che si chiamano ancora KGB) abbiano cercato di portarla fuori dal paese contrariamente al suo volere e che lei per impedirlo abbia stracciato il suo passaporto. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ancora a piede libero e in Bielorussia l’ultimo volto noto della protesta, il Premio Nobel per la Letteratura </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Svetlana Alexievich</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, che recentemente ha affermato di aver subito minacce anonime e ha anche lanciato un appello affinché la comunità internazionale protegga i giornalisti in Bielorussia. Il paese è al 153° posto su 180 paesi nella Classifica mondiale della libertà di stampa redatta da RSF (</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Reporters sans frontières</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">), ricordiamo inoltre che risale circa a un mese fa l’arresto di un reporter italiano che si trovava in Bielorussia per seguire le elezioni e che fortunatamente è stato poi rilasciato. Ha dichiarato di essere stato in una cella senza cibo e con poca acqua per ben 60 ore.  </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">I paesi dell’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Unione Europea</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> hanno deciso di non riconoscere il risultato elettorale del 9 agosto e hanno come al solito agitato la debole carta delle “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">sanzioni</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” senza poi neanche riuscire a metterla sul tavolo dato che il governo di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Cipro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> si è opposto. Cipro ha pensato bene di sfruttare la situazione in Bielorussia per tirare acqua al mulino della disputa con la </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Turchia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> nel Mediterraneo. Semplici questioni di equilibri internazionali? Peccato che nel frattempo ci sono persone la cui protesta non viene ascoltata o peggio è repressa con la violenza. </span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dal canto suo l’</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">ONU</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> difficilmente potrà agire perché probabilmente qualsiasi azione concreta si scontrerebbe col veto della Russia, ma ieri mattina l’Alto commissario per i Diritti Umani, </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Michelle Bachelet</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, intervenendo al </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Consiglio di Ginevra</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ha chiesto che sia condotta un’indagine sulle accuse di tortura e altre forme di maltrattamento da parte delle forze dell’ordine in Bielorussia. La Bachelet ha affermato: “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Continuiamo a ricevere notizie allarmanti sulla repressione violenta in Bielorussia di manifestazioni pacifiche da parte di centinaia di migliaia di persone di ogni estrazione sociale, in particolare donne. Le segnalazioni continuano a indicare un uso della forza non necessario o eccessivo da parte delle forze dell&#8217;ordine, migliaia di arresti, molti dei quali apparentemente arbitrari, e centinaia di accuse di tortura o maltrattamenti, anche contro bambini e alcune indicazioni di violenza sessuale</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, ha aggiunto poi che &#8220;</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">il ripristino della pace sociale in Bielorussia richiede un dialogo di vasta portata, riforme e l&#8217;obbligo di rispondere delle gravi violazioni dei diritti umani</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;.</span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Per quanto riguarda gli </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Stati Uniti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> invece tutto tace, salvo qualche dichiarazione vaga sulla possibilità di imporre sanzioni a 7 funzionari bielorussi che si ritiene siano responsabili delle violenze e dei brogli elettorali.</span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dunque la strada sembra davvero libera per Putin che già in passato ha dimostrato il suo attaccamento ai paesi dell’ex blocco sovietico. Speriamo solo di non assistere a un’altra Ucraina.</span></span></p>
<p>credits foto in evidenza: by Tut.by</p>
<p>Credits foto 2: <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Serge Serebro </span></p>
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