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	<title>Biennale di Venezia Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Padiglione russo, la fermezza di Buttafuoco alla Biennale di Venezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2026 13:27:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Pietrangelo Buttafuoco]]></category>
		<category><![CDATA[presenza Russia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="584" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3420.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3420.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3420-300x149.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3420-1024x507.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3420-768x380.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3420-1170x580.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3420-585x290.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Tra ispettori e tensioni istituzionali, la posizione del presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco richiama la vocazione internazionale e la libertà dell’arte della Biennale nel contesto della guerra tra&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra ispettori e tensioni istituzionali, la posizione del presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco richiama la vocazione internazionale e la libertà dell’arte della Biennale nel contesto della guerra tra Russia e Ucraina, sullo sfondo del padiglione russo ai Giardini risalente al 1914, come arte libera scevra da sovrastrutture. Una posizione che ribadisce autonomia e indipendenza culturale</em></p>
<p>2 maggio 2026 – Nel cuore della <a href="https://www.paeseitaliapress.it/editoriale/2026/04/26/biennale-di-venezia-ieri-e-oggi-da-jannis-kounellis-alle-tensioni-istituzionali-del-2026/">Biennale di Venezia</a> torna a farsi centrale una questione che travalica i confini dell’arte per entrare pienamente nel terreno della politica culturale il destino e il significato del padiglione russo in un contesto segnato dalla guerra. Un padiglione storico, costruito nel <strong>1914</strong>, che rappresenta da oltre un secolo la presenza della Russia ai Giardini.<br />
La scelta del presidente della Biennale, <strong>Pietrangelo Buttafuoco</strong>, si colloca lungo una linea di fermezza che rivendica l’autonomia dell’istituzione artistica rispetto alle contingenze geopolitiche. Una posizione chesi distingue per una chiara impronta intellettuale e non subordinata.</p>
<p>L’intervento del Ministero della Cultura guidato da <strong>Alessandro Giuli</strong>, espressione dell’attuale maggioranza di governo presieduta da Giorgia Meloni, con l’invio di ispettori presso Ca’ Giustinian, sede della Biennale di Venezia, per acquisire documentazione e fare chiarezza sulla gestione del controverso dossier legato al ritorno della presenza russa, segna un ulteriore irrigidimento del confronto tra indirizzo politico e autonomia culturale. A rendere ancora più evidente la frattura è arrivata, nelle stesse ore, la notizia delle <strong>dimissioni collettive della giuria </strong>internazionale, un passaggio che accentua la tensione e segnala un punto di rottura ormai difficilmente ricomponibile.</p>
<p>In questi giorni la posizione <strong>dell’Unione europea</strong> si colloca su una linea di netta distanza politica dalla presenza russa alla Biennale di Venezia. Pur senza intervenire direttamente sulle scelte espositive dell’istituzione, <strong>Bruxelles </strong>richiama il quadro generale delle sanzioni e della condanna dell’aggressione all’Ucraina, lasciando emergere una lettura fortemente condizionata dal contesto bellico e dalla necessità di coerenza politica tra Stati membri. La <strong>Russia</strong>, dal canto suo, rivendica la continuità della propria presenza al Padiglione dei Giardini, costruito nel 1914, come fatto storico e culturale che precede e supera le contingenze del conflitto, mantenendo una posizione di sostanziale estraneità rispetto alle pressioni diplomatiche europee.</p>
<p>È un passaggio delicato che apre interrogativi secondo cui <strong>fino a che punto un’istituzione come la Biennale può o deve restare impermeabile alle pressioni derivanti da un conflitto internazionale</strong>.<br />
La risposta implicita nella posizione  di Buttafuoco appare netta. <strong>La Biennale</strong>, <strong>per sua natura storica</strong> e vocazione internazionale, non può essere ridotta a strumento di allineamento politico. La sua forza risiede proprio nella capacità di rappresentare una geografia culturale complessa, spesso contraddittoria, ma <strong>libera</strong>.<br />
È in questo solco che si inserisce una lettura più ampia già emersa nel dibattito recente: la Biennale ha sempre superato, nella sua dimensione più alta, le contingenze dei governi di turno. <strong>La sua</strong> <strong>internazionalità</strong> è un fatto sostanziale e proprio per questo non può essere compressa dentro logiche emergenziali o schieramenti.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-28488" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/946pietrangelobuttafuoco.jpg" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/946pietrangelobuttafuoco.jpg 800w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/946pietrangelobuttafuoco-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/946pietrangelobuttafuoco-768x512.jpg 768w" alt="" width="800" height="533" /></figure>
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<p>Che questa posizione venga oggi sostenuta da una figura come Buttafuoco, spesso ricondotto a un’area culturale di destra, aggiunge un elemento ulteriore di interesse. Non tanto per una questione di appartenenza quanto per la dimostrazione concreta di un esercizio intellettuale che si sottrae a letture ideologiche semplicistiche. In questo senso la sua azione appare coerente con una visione alta della cultura autonoma, complessa, non piegata.<br />
Il nodo resta aperto. Ma la questione sollevata va oltre il caso specifico del padiglione russo. Riguarda il ruolo stesso delle istituzioni culturali in tempo di crisi luoghi di rappresentanza politica o spazi di libertà.<br />
La risposta, ancora una volta, passa dalla capacità di difendere l’arte come territorio non neutrale ma indipendente.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata </strong></p>
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		<title>Biennale di Venezia, Pierfranco Bruni: solidarietà al ministro Giuli e richiesta di dimissioni per Gregoretti e Buttafuoco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Mar 2026 18:07:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="323" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1-300x143.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1-585x279.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>l presidente del Centro Studi e Ricerche &#8220;Francesco Grisi&#8221; e già direttore archeologo del Ministero della Cultura, interviene sul caso della Biennale e difende le posizioni del ministro Giuli &#8221;&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/13/biennale-di-venezia-pierfranco-bruni-solidarieta-al-ministro-giuli-e-richiesta-di-dimissioni-per-gregoretti-e-buttafuoco/">Biennale di Venezia, Pierfranco Bruni: solidarietà al ministro Giuli e richiesta di dimissioni per Gregoretti e Buttafuoco</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="323" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1-300x143.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/Giuli-p-Bruni-678x323-1-585x279.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>l presidente del Centro Studi e Ricerche &#8220;Francesco Grisi&#8221; e già direttore archeologo del Ministero della Cultura, interviene sul caso della Biennale e difende le posizioni del ministro Giuli &#8221; Chi non gode più della fiducia di chi lo ha nominato ha il dovere di dimettersi &#8220;</em></p>
<p>Roma, 13 marzo 2026 – “Ciò che sta accadendo sulla Biennale di Venezia è inconcepibile”. Ha dichiarato <strong>Pierfranco Bruni</strong>, presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi. “Inconcepibile perché se un rappresentante nominato da un ministero, o addirittura direttamente dal ministro, non gode più della fiducia di chi lo ha nominato ha il sacrosanto dovere di dimettersi”.<br />
Incalza Pierfranco Bruni, funzionario per decenni del ministero con incarichi apicali di responsabilità in diversi progetti e con diversi governi: “Il ministro <strong>Alessandro Giuli </strong>è perfettamente dalla parte della ragione. Se un membro non offre più una garanzia di fiducia dovrebbe chiedersi: chi rappresento? Cosa ci sto a fare? Cosa programmo? Che tipo di politica culturale posso manifestare?”.<br />
“È un diverbio che sa di beffa”.<br />
Pierfranco Bruni ha le idee chiare: “È vero che si tratta di un’Esposizione internazionale d’arte, ma è altrettanto vero che al centro di tutto ciò c’è un sistema di politica internazionale con il quale bisogna fare i conti. Non si può essere avulsi dal contesto. Non siamo nati ieri e le responsabilità istituzionali sono responsabilità che garantiscono, in questo caso, una rappresentanza del Ministero della Cultura, il quale non può essere contraddetto da chi ha indicato come rappresentante. Mi sembra un paradosso”.<br />
“È logico che la dottoressa <strong>Tamara Gregoretti</strong> rimetta immediatamente il suo mandato e che il presidente <strong>Pietrangelo Buttafuoco</strong> si dimetta. Non è così che si può manifestare una politica culturale”.<br />
Ancora Bruni sottolinea la piena solidarietà al ministro Giuli: “La Gregoretti sbaglia grossolanamente. Dovrebbe chiedersi semplicemente: perché sto qui?”.<br />
Insomma, Pierfranco Bruni, che ha anni di carriera e di lavoro nel Mic, è molto esplicito. Aggiunge: “Il problema non è solo lei. Anche il presidente deve certamente fare un passo indietro. Non è accettabile tutto ciò. Non si tratta di autonomia o di libertà di pensiero. Siamo all’interno di strutture istituzionali e questo non è un fatto da poco in una temperie molto delicata”.</p>
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		<title>“Inclusion” di Christian Escobar “Chrispapita” alla Biennale di Venezia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Roberto Sciarrone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Apr 2022 11:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Biennale di Venezia]]></category>
		<category><![CDATA[Chrispapita]]></category>
		<category><![CDATA[Escobar]]></category>
		<category><![CDATA[Guatemala]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DE5F70BF-4651-4A44-A384-AD11FEE70B78.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DE5F70BF-4651-4A44-A384-AD11FEE70B78.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DE5F70BF-4651-4A44-A384-AD11FEE70B78-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/DE5F70BF-4651-4A44-A384-AD11FEE70B78-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>L&#8217;artista esporrà l&#8217;opera presso il Padiglione Nazionale del Guatemala Il Padiglione Nazionale del Guatemala ha il piacere di annunciare che in linea con il tema della 59. Esposizione Internazionale d’Arte&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/11/inclusion-di-christian-escobar-chrispapita-alla-biennale-di-venezia/">“Inclusion” di Christian Escobar “Chrispapita” alla Biennale di Venezia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p>Il Padiglione Nazionale del Guatemala ha il piacere di annunciare che in linea con il tema della 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale d’Arte di Venezia, che porta il titolo “Il latte dei sogni”, giovedì 21 aprile, ore 16:00, presenterà in anteprima l’imponente dipinto intitolato “Inclusione”, del giovane artista Christian Escobar “Chrispapita” (Instagram: @chrispapita), anche curatore della mostra.</p>
<p>Per la prima volta nella storia della Biennale, il Guatemala si presenta con un padiglione nazionale e con un’unica opera che abbraccerà l’intero spazio: un imponente dipinto in acrilico su tela di 7 metri di larghezza per 2,8 metri di altezza.</p>
<p>Attraverso la tecnica dell’iperrealismo, Chrispapita vuole mostrare “l’ingranaggio umano e inclusivo come motore del cambiamento e del progresso in Guatemala”. Ha spiegato che si tratta di un omaggio agli artisti dell’età d’oro dei murales latinoamericani, ma anche ai grandi maestri italiani del barocco, a testimonianza della grande influenza dell’arte italiana sulla cultura guatemalteca.</p>
<p>Al vernissage parteciperanno l’artista Christian Escobar “Chrispapita, insieme a una delegazione di autorità e imprenditori guatemaltechi. È previsto anche una performance di Simone Mina, brand Ambassador del rum guatemalteco Botran, per presentare la nascita dell’Espressionismo Liquido. Seguirà brindisi con un cocktail di benvenuto, balli tradizionali del Guatemala e una degustazione di caffè proposta dall’Alianza imprenditoriale tra l’italiana Caffè Diemme e la guatemalteca Modes.</p>
<p>Così “Inclusione” è un invito ad accettare le differenze tra gli esseri umani e a rispettarle, con giustizia ed equità, considerando che ogni individuo nella sua unicità è parte della società. Inoltre, esalta la più grande ricchezza che ha il Guatemala, la sua gente e la sua diversità multiculturale come punto di forza per lo sviluppo.</p>
<p>Questo progetto è sostenuto da importanti aziende del Paese centroamericano: l’Associazione Nazionale del Caffè (Anacafe), Ron Botrán, la Camera del Turismo del Guatemala (Camtur), il Gruppo Apolo, Invernowi S.A., la Fondazione Paiz, Lua Chips, Saùl E. Mendez, Saúl, Integra Cancer Institute, Palma Sur, il Museo Ixchel e l’Università Rafael Landivar.</p>
<p>La mostra sarà aperta al pubblico dal 23 aprile al 27 novembre 2022, presso <strong>SPUMA Space for the Arts</strong> (Fondamenta S. Biagio, Giudecca 800 / R, 30133 Venezia VE, Italia) con il seguente orario: dal 23 aprile al 25 settembre, dalle 11:30 alle 19:30; e dal 26 settembre al 27 novembre, dalle 10:30 alle 18:30. Martedì chiuso.  Per ulteriori informazioni visitare <a href="http://www.guatemalapavilion.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.guatemalapavilion.com</a></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/11/inclusion-di-christian-escobar-chrispapita-alla-biennale-di-venezia/">“Inclusion” di Christian Escobar “Chrispapita” alla Biennale di Venezia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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