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		<title>CHE GUEVARA tú y todos. L’uomo dietro il mito. La mostra a Bologna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Mar 2025 20:41:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7472.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7472.jpeg 900w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7472-220x300.jpeg 220w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7472-749x1024.jpeg 749w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7472-768x1050.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7472-585x800.jpeg 585w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Un ritratto accurato che restituisce pienezza di un uomo straordinario, ma allo stesso tempo fragile e figlio del proprio tempo. La mostra è stata realizzata in stretta collaborazione con il&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/27/che-guevara-tu-y-todos-luomo-dietro-il-mito-la-mostra-a-bologna/">CHE GUEVARA tú y todos. L’uomo dietro il mito. La mostra a Bologna</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="entry-title"><em><b>Un ritratto accurato che restituisce pienezza di un uomo straordinario, ma allo stesso tempo fragile e figlio del proprio tempo. La mostra è stata realizzata in stretta collaborazione con il Centro de Estudios Che Guevara a L’Avana e il prezioso supporto di Aleida March, moglie di Che Guevara. Oltre 2mila documenti, molti inediti per questa esposizione, curata da Daniele Zambelli. Frutto di un’importante ricerca e ricostruzione storica, nelle pieghe della storia privata di Ernesto Guevara.</b></em></p>
<p><em>Bologna, 26 marzo 2025</em> – Oggi, mercoledì 26 marzo 2025, presso il <strong>Museo Civico Archeologico</strong>di Bologna si è svolta la conferenza stampa della mostra <strong><em>CHE GUEVARA tú y todos</em></strong>, un viaggio intimo, autentico nella vita di Ernesto Guevara de la Serna (Rosario, 1928 – La Higuera, 1967), universalmente conosciuto come <strong>Che Guevara</strong>.</p>
<p>Durante la conferenza sono intervenuti l’Ambasciatrice di Cuba in Italia S.E. Signora <strong>Mirta Granda Averhoff</strong>, la Vicesindaca del Comune di Bologna <strong>Emily Marion Clancy</strong>, la Direttrice del Museo Civico Archeologico | Settore Musei Civici Bologna <strong>Paola Giovetti</strong>, la Coordinatrice progetti speciali del Centro de Estudios Che Guevara a L’Avana<strong> Aleida Guevara</strong> e il Curatore della mostra <strong>Daniele Zambelli</strong>.</p>
<p>Uno degli elementi distintivi della mostra è stata la stretta collaborazione con il <strong>Centro de Estudios Che Guevara</strong> a L’Avana e il prezioso supporto di <strong>Aleida March</strong>, moglie di Che Guevara e del figlio <strong>Camilo Guevara</strong>, scomparso nel 2022.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Sindaco di Bologna <strong>Matteo Lepore</strong> ha dichiarato: <em>“Siamo lieti di ospitare </em>Che Guevara tú y todos<em>, una mostra molto attesa perché capace di raccontare quello che c’è dietro l’icona del rivoluzionario che ha combattuto a costo della propria vita le ingiustizie nel Sud del mondo e che ha rappresentato la speranza per tante persone in ogni luogo. Questa esposizione, frutto di un importante lavoro di ricerca e ricostruzione storica, mostra le pieghe della storia privata di Ernesto Guevara, il tempo dove ha radicato le convinzioni ideali profonde, ma anche il dolore della rinuncia agli affetti più cari. Un ritratto accurato anche nelle incongruenze, che restituisce pienezza e dimensioni di un uomo sicuramente straordinario, ma allo stesso tempo fragile e figlio del proprio tempo. I visitatori potranno immergersi in questa mostra respirando le stesse domande, gli stessi dubbi, la stessa urgenza di restituire dignità a chi è stato schiacciato dal potere e dimenticato. Ringrazio gli ideatori ed organizzatori della mostra, il nostro Settore Musei e il Museo Civico Archeologico”.</em></p>
<p>Il Curatore della mostra, Direttore creativo di Simmetrico e Presidente di Alma <strong>Daniele Zambelli</strong>, dopo aver salutato e ringraziato i partecipanti alla conferenza stampa, ha presentato la mostra raccontandone i contenuti e i valori.<br />
<em>“La mostra </em>CHE GUEVARA tú y todos<em> si propone di superare l’immagine stereotipata dell’eroe rivoluzionario chiuso nella sua rigidezza per rivelare l’uomo. Attraverso documenti inediti, diari, lettere e registrazioni, emerge un Che intimo, fragile e determinato, combattuto tra ideali e affetti. La tenerezza e la passione, il dolore e la malinconia che traspaiono dai suoi scritti più personali ribaltano l’immagine del combattente imperturbabile. La mostra permette di scoprire Guevara non solo come rivoluzionario e guerrigliero ma anche come padre, amico, marito innamorato e figlio devoto. Le sue parole, soprattutto nei momenti di maggiore difficoltà, rivelano un uomo guidato da un forte senso di giustizia sociale ma attraversato da dubbi, contraddizioni e amare riflessioni. </em>Siamo riconoscenti alla Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO che ha concesso il suo patrocinio alla mostra Che Guevara tú y todos di Bologna, in considerazione del valore culturale dell’iniziativa. Tutta la documentazione della mostra proviene infatti dall’archivio del Centro de Estudios Che Guevara, riconosciuto patrimonio di interesse “Memoria del Mondo” dall’UNESCO. Un ringraziamento e un affettuoso pensiero a Camilo Guevara, che non è più con noi. La sua generosa disponibilità nell’accesso all’archivio del Centro de Estudios Che Guevara e il suo impegno e la sua sensibilità nella divulgazione della figura del padre ci hanno fatto da guida nello sviluppo del progetto. <em>Desidero dedicare questa mostra alla sua memoria</em>”.</p>
<p>Così aveva scritto <strong>Camilo Guevara March</strong>, nel 2017, in occasione della prima edizione della mostra a Milano: <em>“Il nostro lavoro, più di altri, è interessante perché traccia in maniera trasparente il racconto di una vita iniziata nel modo più comune e poi divenuta simbolo di un principio d’essere assolutamente singolare. Questo percorso, in ogni sua tappa, spesso ci viene mostrato dallo stesso Ernesto o Che, che ci prende per mano e ci conduce nella sua intimità, nel suo pensiero più profondo, nell’epopea più gloriosa, consentendoci di trascendere il tempo e di accompagnare il nostro anfitrione nel museo della sua vita, che ancora ispira il cuore di molti. È essenziale che il pubblico possa conoscere la vita di un uomo che è immortale, perché è qualcuno che ha ancora molto da insegnare. Se mio padre vive ancora nell’immaginario collettivo è perché, oggi come allora, le persone hanno bisogno di sostegno per continuare a lottare”. </em></p>
<p><strong>LA MOSTRA</strong></p>
<p><em>CHE GUEVARA tú y todos</em> offre ai visitatori un <strong>percorso interattivo</strong>, costellato di supporti digitali e multimediali di ultima generazione, che mettono in luce i<strong> tre livelli</strong> in cui è strutturata la mostra.<br />
Il <strong>primo livello</strong>, <strong>dimensione storica</strong>, descrive il contesto geo-politico in cui agiva Guevara.<br />
Il <strong>secondo livello</strong>, <strong>dimensione biografica</strong>, documenta la formazione del giovane Ernesto negli anni precedenti la rivoluzione cubana e, dal 1959, la sua attività di uomo pubblico a Cuba e nello scenario internazionale.<br />
Il <strong>terzo livello</strong>, <strong>dimensione intima</strong>, si sviluppa attraverso frammenti degli scritti più personali di Guevara: dai diari e dalle lettere alla famiglia e agli amici, fino alle inedite registrazioni di poesie.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-101397" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473-300x201.jpeg" alt="" width="300" height="201" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473-300x201.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473-1024x687.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473-768x515.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473.jpeg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473-1170x785.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473-585x392.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7473-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Vengono presentati <strong>oltre 2.000 documenti</strong>, molti dei quali <strong>inediti</strong>: lettere, appunti, diari, fotografie scattate dallo stesso Guevara, immagini ufficiali e private, scritti autografi e filmati d’epoca, provenienti dall’archivio del <strong>Centro de Estudios Che Guevara</strong> a L’Avana.<br />
Il pubblico viene introdotto alla mostra da <strong>pannelli</strong> che raccontano la <strong>storia di Cuba dal 1492 al 1952</strong>, anno dell’inizio della dittatura di Fulgencio Batista.<br />
<strong>Quattro Album interattivi </strong>sfogliabili, raccontano, in ordine cronologico, le <strong>tappe significative della vita del giovane Ernesto</strong> prima di diventare il Che, attraverso materiali originali e inediti. La <strong>bicicletta</strong>, originale, usata da Ernesto per il suo primo viaggio in Argentina e il modello d’epoca della storica <strong>motocicletta Norton</strong> battezzata “Poderosa II”, con la quale Guevara e l’amico Alberto Granado attraversarono l’America Latina, completano il racconto di questo periodo.<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-101398" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7476-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Gli Album ripercorrono rispettivamente gli anni che vanno <strong>dal 1928 al 1949</strong> ed esplorano<strong> i primi anni di vita di Ernesto</strong>. Altri due Album, raccontano <strong>gli anni fino al 1956</strong> e documentano i <strong>viaggi in America Latina</strong>, intrapresi nel corso della sua giovinezza, che gli rivelano le diseguaglianze sociali, la povertà, le malattie, le ingiustizie sociali, lo sfruttamento sul lavoro e la mancanza di libertà del continente America. Temi che diventeranno fondamentali nella sua presa di coscienza sociale e nella costruzione del suo pensiero politico, fino ad abbracciare – a seguito dell’<strong>incontro con Fidel Castro</strong> in Messico – gli ideali della <strong>rivoluzione cubana</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In una lettera alla madre annuncia: <em>“Qualche tempo fa, […] un giovane leader cubano mi ha invitato a entrare nel suo movimento, un movimento che era di liberazione armata nella sua terra, e io, naturalmente, ho accettato. […] Il mio futuro è legato alla rivoluzione cubana. O vinco con loro o muoio”.</em> (Ernesto Guevara, lettera ai genitori – 6 luglio 1956)</p>
<p>Superata questa prima parte del percorso, il visitatore viene invitato a <strong>superare una “linea gialla” </strong>che rappresenta simbolicamente il passaggio forte della <strong>presa di coscienza di Guevara</strong>.<br />
Superando la linea gialla il visitatore attraversa una parete a fasce mobili, su cui sono proiettate <strong>immagini patinate e glamour degli anni ’50</strong>.<br />
All’avvicinarsi del visitatore le immagini glamour si dissolvono, rivelando povertà, denutrizione, malattie, le ingiustizie sociali e i mali che affliggevano l’America Latina.</p>
<p>La narrazione prosegue con una <strong>installazione</strong> che evidenzia gli anni durissimi della <strong>guerriglia contro </strong><strong>la dittatura di Batista</strong>. Il Che combatte, organizza scuole rurali, istruisce i contadini e cura i feriti, anche quelli dei nemici, in condizioni di vita disumane, tra marce forzate e attacchi d’asma.<br />
Ogni periodo viene contestualizzato dal <strong>racconto cronologico</strong> dei principali eventi a livello mondiale, in moda da percepire il loro riverbero sulla società cubana e sulla vita di Guevara.</p>
<p><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-101399" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7475-300x280.jpeg" alt="" width="300" height="280" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7475-300x280.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7475-768x716.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7475-585x545.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/IMG_7475.jpeg 1000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>Avanzando, il percorso si snoda attraverso una sequenza di<strong> immagini storiche</strong>,<strong> filmati e registrazioni di discorsi del Che</strong>, che vanno <strong>dal 1959</strong>, <strong>anno della Anno della Liberazione di Cuba</strong>,<strong> fino al 1967</strong>, anno della sua ultima missione in Bolivia. Sono anche gli anni degli incarichi istituzionali attraverso i quali Guevara contribuì a modellare il socialismo cubano, amministrando e riorganizzando la società dell’isola. Il visitatore ha la possibilità di scoprire <strong>fotografie</strong>, molti degli scatti sono di Guevara stesso, <strong>documenti ufficiali</strong>, <strong>audio</strong>, <strong>filmati</strong>, <strong>racconti</strong>, <strong>cartoline</strong>,<strong> lettere</strong> e <strong>poesie</strong>.</p>
<p>Il racconto della <strong>missione in Congo</strong>, propone un focus sulle motivazioni che spingono Guevara ad aderire all’Internazionalismo, scegliendo di portare la lotta fuori dall’America Latina.<br />
Nella lettera d’addio a Fidel Castro ribadisce il suo obiettivo di combattere in prima persona contro l’imperialismo: <em>“Altre sierras nel mondo reclamano il contributo delle mie modeste forze. io posso fare quello che a te è negato per le responsabilità che hai alla testa di Cuba, ed è arrivata l’ora di separarci”.</em><br />
Anche le lettere alla moglie, ai figli e ai genitori danno voce ai suoi sentimenti e al suo desiderio di continuare a battersi in prima persona. Una lettera alla moglie dal Congo, dell’ottobre 1965, rivela però la consapevolezza di aver perduto qualcosa di inestimabile: <em>“[…] Così è stato, per gran parte della mia vita; sacrificare gli affetti per ideali più alti; e pensare che la gente crede di avere a che fare con un robot senz’anima!”.</em></p>
<p>A conclusione della timeline, il pubblico può sfogliare direttamente, pagina per pagina, il <strong>diario del Che in Bolivia</strong> fino all’ultimo giorno: <em>“7 ottobre 1967. Si compiono oggi 11 mesi dall’inaugurazione della guerriglia, senza complicazioni, bucolicamente […] L’esercito ha dato una strana notizia circa la presenza di 250 uomini a Serrano per impedire la fuga dei circondati, che dicono essere 37, precisando che saremmo nascosti in una zona compresa tra i fiumi Acero e Oro. La notizia sembra essere un diversivo.”</em> L’8 ottobre il Che è catturato e il 9 ucciso.</p>
<p>Il percorso della mostra è intervallato da <strong>3 installazioni audiovisive</strong> che ripercorrono il racconto intimo e personale, dettato dalle parole dei diari, dalle riflessioni e dalle emozioni del Che.<br />
<strong>3 tavoli interattivi</strong> consentono approfondimenti e la consultazione integrale dei numerosi documenti.<br />
A coronare la mostra, un’<strong>installazione multidimensionale</strong>, opera dell’artista americano <strong>Michael Murphy</strong>, pioniere della Perceptual Art, intitolata <em>Che, portrait of Ernesto Che Guevara</em>, dove un sorprendente effetto ottico trasforma il volto iconografico del Che nella sua firma.</p>
<p><strong><u>Nozioni tecniche</u></strong><br />
Lo studio, l’ideazione e lo sviluppo della mostra hanno coinvolto per 2 anni il team di Simmetrico Cultura, un gruppo di lavoro di 10 persone, tra autori, curatori, cattedratici e archivisti.<br />
Durante i 3 mesi di studio a Cuba, presso l’archivio del Centro de Estudios Che Guevara sono stati visionati oltre 2.000 documenti, circa 100 ore di documentari, cinegiornali dell’epoca, spezzoni e girati d’archivio, sono state ascoltate e analizzate oltre 14 ore di registrazioni di discorsi ufficiali.<br />
La base bibliografica della mostra si compone di oltre 40 titoli tra editoria europea e cubana a cui si sommano le oltre 100 pubblicazioni tra tesi di laurea, saggi e articoli della stampa internazionale.<br />
L’attuazione e la costruzione della mostra hanno coinvolto per sei mesi oltre 20 professionisti tra architetti, art director, sound designer, progettisti delle luci e degli apparati di proiezione, team dedicati alle animazioni grafiche e video, montatori, grafici.</p>
<p><strong>La mostra è patrocinata da:</strong><br />
<strong>• Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO</strong><br />
• Ambasciata di Cuba in Italia<br />
• Regione Emilia-Romagna<br />
• <strong>Comune di Bologna</strong></p>
<p><strong>Ha collaborato:</strong><br />
<strong>• Settore Musei Civici Bologna | </strong><strong>Museo Civico Archeologico </strong></p>
<p><strong>La mostra è prodotta da:</strong><br />
<strong>• </strong><strong>Simmetrico Cultura</strong> con <strong>Alma</strong> e il <strong>Centro de Estudios Che Guevara</strong>.<br />
La mostra, ideata e realizzata da <strong>Simmetrico Cultura</strong>, è curata da <strong>Daniele Zambelli</strong>, <strong>Flavio Andreini</strong>, <strong>Camilo Guevara</strong> e <strong>María del Carmen Ariet García</strong>.<br />
La colonna sonora originale della mostra è stata composta da <strong>Andrea Guerra</strong>.<br />
<strong>•</strong> La ricerca storica è stata coordinata dal Prof. <strong>Luigi Bruti Liberati</strong>, con il sostegno dell’Università degli Studi di Milano e dell’Università di Storia dell’Avana, che hanno garantito autorevolezza al processo narrativo insieme al Centro de Estudios Che Guevara.<br />
<strong>•</strong> Il catalogo, ricco di foto e documenti, è stato realizzato da <strong>Edizioni Pendragon</strong>. A cura di <strong>Daniele Zambelli</strong>, <strong>María del Carmen Ariet García</strong>, <strong>Flavio Andreini</strong>, <strong>Paola Romano</strong>.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI UTILI</strong></p>
<p>TITOLO: <em><strong>CHE GUEVARA tú y todos</strong></em><br />
PERIODO: <strong>Dal 27 marzo al 30 giugno 2025</strong><br />
DOVE: <strong>Museo Civico Archeologico | Via dell’Archiginnasio 2, Bologna</strong><br />
ORARI:<strong> lunedì, mercoledì, giovedì e venerdì 10.00 – 18.00</strong> | <strong>sabato, domenica e festivi 10.00 – 19.00 | </strong><strong>martedì chiuso</strong><br />
SITO WEB: www.mostracheguevara.com</p>
<p><strong>BIGLIETTI</strong><br />
Interi: € 13,00<br />
Ridotto studenti universitari e over 65: € 11,00<br />
Ridotto speciali / Convenzioni: € 10,00<br />
Ridotto per gruppi scolastici e fino a 18 anni: € 7,00<br />
Gratis: fino a 10 anni<br />
Acquistabili su Ticketone</p>
<p><strong>CATALOGO DELLA MOSTRA EDIZIONI PENDRAGON</strong><br />
TITOLO: <em>Ernesto Che Guevara tú y todos</em><br />
Pagg. 192<br />
Formato cm 21×28<br />
Prezzo € 34,00<br />
ISBN 9788833647975<br />
Confezione in brossura con bandelle<br />
Stampa a colori<br />
Con testi introduttivi di: Daniele Zambelli, Camilo Guevara March, María del Carmen Ariet, Luigi Bruti Liberati, Flavio Andreini, Paola Romano<br />
A cura di: Daniele Zambelli, María del Carmen Ariet, Flavio Andreini, Paola Romano</p>
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		<title>Bologna. ANTONIO LIGABUE. La grande mostra. A Palazzo Albergati fino al 15 giugno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2025 12:07:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Palazzo Albergati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2150" height="1374" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41.png 2150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-300x192.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-1024x654.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-768x491.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-1536x982.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-2048x1309.png 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-1920x1227.png 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-1170x748.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/Screenshot-2025-02-02-alle-13.01.41-585x374.png 585w" sizes="(max-width: 2150px) 100vw, 2150px" /></p>
<p>Prorogata  fino al 15 giugno  la prima grande mostra antologica  dedicata a uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento: Antonio Ligabue. Con oltre 100 capolavori, tra cui alcune straordinarie opere&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Prorogata  fino al 15 giugno  l</span></span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">a prima grande mostra antologica  dedicata a uno degli artisti più straordinari e commoventi del Novecento: Antonio Ligabue. <span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Con oltre 100 capolavori, tra cui alcune straordinarie opere inedite, l</span><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">a mostra a Palazzo Albergati di Bologna racconta l’uomo e l’artista valorizzandone l&#8217;eccezionale talento artistico e la sua personalità fuori dal comune.</span></span></span></em></strong></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Paesaggi, fiere, scene di vita quotidiana e numerosi e intensi autoritratti: <b>oltre 100 opere</b> &#8211; tra oli, disegni e sculture &#8211; saranno protagoniste di un percorso espositivo unico dove, attraverso la fortissima carica emotiva delle tele, sarà possibile conoscere la vita di un artista visionario e sfortunato ma che, da autodidatta, fu ed è tutt’oggi capace di parlare a tutti con immediatezza e genuinità.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b>Antonio Ligabue</b>, con la sua vita così travagliata, escluso dal resto della sua gente, legato visceralmente al mondo naturale e animale e lontano dal giudizio altrui, riuscì a imprimere sulla tela il suo genio creativo; un uomo, talmente folle e unico, che con la sua asprezza espressionista riesce ancora oggi a penetrare nelle anime di chi ammira le sue opere.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Una storia umana e artistica straordinaria e unica, che negli anni ha appassionato migliaia di persone, tanto da essere diventato addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Apprezzato e compreso da importanti critici e studiosi negli ultimi anni della sua esistenza, cadde poi nell&#8217;oblio dopo la sua scomparsa. Bollato semplicisticamente come un pittore naif &#8211; una definizione che finì per sminuirne il reale valore artistico, portando a non considerarlo adeguatamente &#8211; per lungo tempo, Ligabue rimase nell&#8217;ombra, una figura di nicchia conosciuta solo da pochi appassionati, ingiustamente trascurato dai grandi circuiti dell&#8217;arte. Solo negli ultimi decenni, grazie a un rinnovato interesse da parte di critici e istituzioni, si è compreso appieno il suo valore di artista autentico e originale, pur nella sua eccentricità. Un talento spesso frainteso, che celava una poetica unica e stratificata, in grado di restituire sulla tela tutta la sublime semplicità e drammaticità del mondo naturale.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Tuttavia, nel tentativo di rivalutarne l&#8217;opera artistica, spesso si è finito per trascurare l&#8217;aspetto umano e personale dell&#8217;uomo Ligabue. Eppure, per comprenderne appieno la grandezza, è fondamentale considerare entrambi questi aspetti, inscindibilmente legati.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Le sue tele, caratterizzate da uno stile unico e originalissimo nel rappresentare soprattutto<img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-99008 size-full alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/leop.jpeg" alt="" width="404" height="283" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/leop.jpeg 404w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/leop-300x210.jpeg 300w" sizes="(max-width: 404px) 100vw, 404px" /> soggetti animali con un realismo quasi sconcertante, furono accantonate e relegate nell&#8217;ambito del mero folklore popolare. Si perse così di vista la profondità della sua ricerca pittorica, la capacità di cogliere l&#8217;essenza più intima delle creature ritratte, trasmettendone con potenza l&#8217;istinto primordiale.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">La mostra a Palazzo Albergati di Bologna racconta l’uomo e l’artista valorizzandone sia l&#8217;eccezionale talento artistico quanto la sua ricca interiorità e la sua personalità fuori dal comune.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Seguendo una ripartizione cronologica, sono narrate le diverse tappe dell’opera dell’artista a partire dal primo periodo (1927-1939), quando i colori sono ancora molto tenui e diluiti, i temi sono legati alla vita agreste e le scene con animali feroci in atteggiamenti non eccessivamente aggressivi; pochissimi gli autoritratti.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Il secondo periodo (1939-1952) è segnato dalla scoperta della materia grassa e corposa e da una rifinitura analitica di tutta la rappresentazione.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Il terzo periodo (1952-1962) è la fase più prolifica in cui il segno diventa vigoroso e continuo, al punto da stagliare nettamente l’immagine rispetto al resto della scena. È densa in quest’ultimo periodo la produzione di autoritratti, diversificati a seconda degli stati d’animo.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Una straordinaria e unica storia umana e artistica, tanto da aver appassionato negli anni migliaia di persone, diventando addirittura protagonista di film e sceneggiati televisivi, sin dagli anni ’70.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Infatti, accanto agli <b>oltre 100 capolavori</b>– molti dei quali inediti assoluti quali <b><i>Lince nella foresta</i></b> (1957-1958), <b><i>venti disegni a matita su carta da disegno</i></b> (1961-1962) e diverse opere di grande qualità non esposte da tantissimi anni come <b><i>Circo all’aperto</i></b> (1955-1956), <b><i>Castelli svizzeri</i></b> (1958-1959), <b><i>Crocifissione</i></b> (1955-1956) e un rarissimo pastello a cera, matita e china su carta <b><i>Leopardo e antilope e indigeno</i></b> (1953-1954) – a definire la figura di Ligabue anche uno stralcio del film “<i>Volevo nascondermi</i>” di Giorgio Diritti con la magistrale interpretazione di Elio Germano, uscito nel 2020 dopo il memorabile sceneggiato RAI di Salvatore Nocita del 1977 con Flavio Bucci.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Per la prima volta verranno anche esposti <b>un album completo di disegni</b> che Ligabue ha realizzato mentre soggiornava nell&#8217;ultimo periodo della sua vita alla locanda “La Croce Bianca” (gestita dalla famiglia della famosa &#8220;Cesarina&#8221;, l&#8217;amore platonico della sua vita), perduto per anni e da poco ritrovato, e alcune delle <b>fiere</b> custodite al Museo Lazzaro Spallanzani dei Musei Civici di Reggio Emilia, le stesse che proprio Ligabue osservò per ore all’interno del Museo, accompagnato dall’amico Sergio Negri. Fiere che Ligabue non ebbe modo di vedere e conoscere di persona se non in queste sue visite, che studiò accuratamente per poi ritrarle nelle sue tele, oggi per la prima volta messi a confronto.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">In mostra anche un album di figurine Liebig del 1954, di recente scoperta, che Ligabue fu solito consultare e da cui prese spunto per la rappresentazione di vari animali nei suoi lavori.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Col patrocinio del <b>Comune di Bologna</b>, la mostra è prodotta e organizzata da <b>Arthemisia</b> in collaborazione con <b>Comune di Gualtieri</b> e <b>Fondazione Museo Antonio Ligabue</b>, è curata da <b>Francesco Negri</b> e <b>Francesca Villanti</b> e racconta la vita e l’opera di un uomo che ha fatto della sua arte il riscatto della sua stessa esistenza.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">La mostra vede come <i>special partner</i> <b>Ricola</b> e <i>mobility partner</i> <b>Frecciarossa Treno Ufficiale</b>.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><span lang="ES">Il catalogo è edito da <b>Moebius</b> ed</span> è arricchito da due contributi originali: un saggio del regista <b>Giorgio Diritti</b>, che offre una prospettiva cinematografica, e un’analisi di <b>Francesca Romana Morelli</b> sul rapporto tra Ligabue e Renato Marino Mazzacurati. Due testi che propongono per la prima volta una lettura completa del duplice successo del pittore, come uomo e come artista.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b>LA VITA DI ANTONIO LIGABUE<img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-99010 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/liga1.jpeg" alt="" width="247" height="283" /></b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Non si può parlare dell’arte di Ligabue senza conoscerne la vita, né si possono capire le sue opere se non si entra nel mondo di quel piccolo uomo sfortunato e folle, pieno di talento e poesia.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Nato a Zurigo nel 1899 da madre di origine bellunese e da padre ignoto, viene dato subito in adozione ad una famiglia svizzera. Già dall’adolescenza manifesta alcuni problemi psichiatrici che lo portano, nel 1913, a un primo internamento presso un collegio per ragazzi affetti da disabilità.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Nel 1917 viene ricoverato in una clinica psichiatrica, dopo un’aggressione nei confronti della madre affidataria Elise Hanselmann che, dopo varie vicissitudini, deciderà di denunciarlo ottenendo l’espulsione di Antonio dalla Svizzera il 15 maggio del 1919 e il suo invio a Gualtieri, il comune d’origine del patrigno (il marito della madre naturale, che odierà sempre).</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Ligabue non parla l’italiano, è incline alla collera e incompreso dai suoi contemporanei, viene soprannominato “el Matt” dagli abitanti di Gualtieri che ne rifiutano i dipinti e il valore artistico, costringendolo a prediligere la via dell’alienazione e della solitudine.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Dopo tormentati e inquieti anni di vagabondaggio in cui vive solamente dei pochi sussidi pubblici e si rifugia nell’arte per esprimere il suo disagio esistenziale, a cavallo tra il 1928 e il 1929 incontra Renato Marino Mazzacurati (importante artista della <i>Scuola Romana</i>) che ne comprende il talento artistico e gli insegna ad utilizzare i colori.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Con singolare slancio espressionista e con una purezza di visione tipica dello stupore di chi va scoprendo &#8211; come nell’infanzia &#8211; i segreti del mondo, Ligabue si dedica alla rappresentazione della lotta per la sopravvivenza degli animali della foresta; si autoritrae in centinaia di opere cogliendo il tormento e l’amarezza che lo hanno segnato, anche per l’ostilità e l’incomprensione che lo circondavano; solo talvolta pare trovare un po’ di serenità nella rappresentazione del lavoro nei campi e degli animali che tanto amava e sentiva fratelli.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Nel 1937 viene nuovamente ricoverato presso l’ospedale psichiatrico di San Lazzaro a Reggio Emilia per autolesionismo e per “psicosi maniaco-depressiva” nel marzo del 1940.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">È il 1948 quando comincia a esporre le sue opere in piccole mostre e ottenendo, sotto la guida di Mazzacurati, qualche riconoscimento e a guadagnare i primi soldi.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Ma il successo è breve: dopo essersi permesso solo qualche lusso, nel 1962 viene sopraggiunto da una paresi e ricoverato all’ospedale di Guastalla dove continua a dipingere e dove termina la sua vita il 27 maggio del 1965.</span></p>
<p><span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;"><b>LA MOSTRA</b></span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Antonio Ligabue emerge come una figura singolare nel panorama artistico italiano del XX secolo. Questa mostra, con oltre 100 capolavori, tra cui alcune straordinarie opere inedite, offre una panoramica completa della produzione di un artista la cui vita e opera formano un intreccio indissolubile.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">L&#8217;esposizione documenta il percorso artistico di Ligabue, caratterizzato da uno stile unico che fonde realismo e fantasia. Le sue opere, contraddistinte da colori accesi e pennellate vigorose, rivelano un universo pittorico intenso, dove la natura e gli animali assumono qualità quasi mitiche.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Un racconto biografico e artistico che si snoda attraverso i temi principali entro i quali si sviluppa l&#8217;universo creativo del pittore: le fiere, nelle quali si immedesima riproducendo le movenze e i suoni per riuscire a catturarne l’essenza, gli animali domestici nei quali possiamo riconoscere il suo sguardo, la vita silenziosa dei campi, le carrozze, le troike i postiglioni, antiche iconografie derivate da stampe popolari che decoravano le case dei contadini e infine gli autoritratti, l’estremo tentativo di allontanare la sua condizione di emarginazione. Questi lavori non solo testimoniano la straordinaria capacità espressiva di Ligabue, ma offrono anche uno sguardo penetrante sulla sua psiche tormentata e sul suo rapporto complesso con il mondo circostante.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">Attraverso questa mostra esaustiva, il pubblico avrà l&#8217;opportunità di comprendere appieno il valore di un artista che ha saputo trasformare le sue esperienze di vita, spesso dolorose, in opere di straordinaria potenza espressiva.</span><br />
<span style="font-family: Helvetica, Arial, sans-serif; font-size: large;">L&#8217;arte di Ligabue, pur non allineandosi con le correnti dominanti del suo tempo, ha anticipato tendenze successive che valorizzano l&#8217;autenticità dell&#8217;espressione oltre le convenzioni accademiche. La sua tecnica, apparentemente grezza e istintiva, sfida i parametri tradizionali di analisi critica, invitando a un&#8217;esperienza estetica più diretta e viscerale.</span></p>
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		<title>La Divina nelle rivoluzioni di fine Ottocento tra teatro e culture</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/09/la-divina-nelle-rivoluzioni-di-fine-ottocento-tra-teatro-e-culture/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-divina-nelle-rivoluzioni-di-fine-ottocento-tra-teatro-e-culture</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Oct 2024 06:01:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Duse]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4298.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4298.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4298-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4298-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>di Lucia Cucciarelli- Studiosa di culture italiane e già dirigente dell’Ambasciata italiana a Tirana &#160; La storia dell’Italia del tardo ottocento si intreccia a quella di un teatro, quello di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/10/09/la-divina-nelle-rivoluzioni-di-fine-ottocento-tra-teatro-e-culture/">La Divina nelle rivoluzioni di fine Ottocento tra teatro e culture</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><br />
<b>di Lucia Cucciarelli- </b></em><b>Studiosa di culture italiane e già dirigente dell’Ambasciata italiana a Tirana</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><i>La storia dell’Italia del tardo ottocento si intreccia a quella di un teatro, quello di Bologna, intitolato a lei,ancora vivente: la Divina. Eleonora Duse  e le sue interpretazioni, « piccole rivoluzioni » che  la resero leggenda.  Il  suo linguaggio era universale, era il linguaggio dell’arte. Portava sulla scena tutte le possibili sfaccettature di una vita piena di precarietà e</i> <i>di inarrivabili equilibri. <em>(In &#8220;Undulna&#8221; Solfanelli editore, Coordinamento scientifico Pierfranco Bruni, curatela Franca De Santis)</em></i></p>
<p>L’Italia del 1898 era attraversata da moti e rivoluzioni. Da Milano, a Barletta, a Palermo, in una giovane Italia da pochi anni unita sotto un’unica bandiera sabauda, la classe operaia di una nascente realtà industriale e imprenditoriale si rivoltò contro le politiche coloniali, la sanguinosa capitolazione di Adua, la fame che purtroppo correva inarrestabile non solo nelle periferie delle grandi città.<br />
A gennaio innumerevoli manifestazioni, sempre represse dal governo, si svolsero lungo tutta la penisola per il pane, il lavoro e contro le imposte: nelle province di Modena e Bologna intervennero interi reparti di fanteria, e la polizia arrestò decine di persone.</p>
<p>Quando venne aumentato il prezzo del pane, la reazione popolare non si fece attendere: a Forlì i manifestanti subirono le cariche della polizia, e la manifestazione degenerò in tumulto; ad Ancona e a Senigallia intervenne un battaglione di fanteria inviato da Pesaro.<br />
Ancona fu affidata al generale Baldissera il quale, assumendo i pieni poteri militari, ordinò arresti di massa. Il 3 gennaio il governo decise di attuare una diminuzione minima della tassa doganale sul grano, misura del tutto insufficiente, e, dando avvio alle contromosse approvate durante il mese di dicembre del 1897, richiamò alle armi 40.000 riservisti da impiegare nella repressione delle manifestazioni.</p>
<p>Le proteste si fecero sentire in tutta Italia, scioperi e tumulti si contarono a decine in Sicilia, in Campania, nelle Marche. Il sentimento antimonarchico cresceva.</p>
<p>Accadeva a Bologna</p>
<p>Bologna era una ricca città dal 1861 non più controllata dalla Chiesa e dal Regno pontificio. Imprenditori e artigiani davano libero sfogo a nuovi filoni di commercio avvantaggiandosi anche della fortunata posizione, crocevia di flussi marittimi, fluviali e da poco anche ferroviari.<br />
La nuova stazione centrale di Bologna fu inaugurata nel 1871. Confermò l’importanza della strada ferrata decisa nel 1851, da un accordo internazionale fra lo Stato Pontificio, i Ducati Emiliani (Modena e Parma), il Granducato di Toscana e l’Impero austriaco, direttamente interessato ad allargare al Tirreno le sue possibilità di traffico civile e militare, all’epoca limitate all’Adriatico con Trieste e Venezia.<br />
Il progetto prevedeva la costruzione di una strada ferrata da Piacenza a Firenze passando per Bologna, allora seconda città dello Stato Pontificio, dopo Roma.<br />
Bologna quindi era un crocevia di merci, viaggiatori, idee e contaminazioni che investirono tutti i settori del commercio, dell’arte e della cultura e di cui i curiosi cittadini, da sempre disponibili ad accogliere mode e suggestioni d’oltre Alpe, si nutrivano volentieri.<br />
La Bologna di fine ‘800 stava attraversando un cambiamento eccezionale: tutto l’assetto urbanistico era stato rivisitato e ridisegnato dall’architetto Alfonso Rubbiani, innovatore di stampo europeo, anche se figlio di un funzionario pontificio, che aveva introdotto nuovi stili di restauro e recupero di antiche parti medioevali della città, ricomposto le antiche tombe monumentali dei glossatori, progettato nuove aperture, viali e canalizzazioni.<br />
Forse interpretava le aspirazioni di rinnovamento e di slancio verso il nuovo secolo che prometteva grandi cambiamenti.<br />
Rubbiani fu anche segretario della sezione Bolognese del Club Alpino Italiano e sostenitore della linea ferroviaria fra Bologna Budrio e l’area di Comacchio, per un riscatto da secoli di malaria e povertà.<br />
Attorno alla sua figura eclettica e carismatica, si costituì una vera e propria compagnia di moderni artieri, la Gilda di San Francesco, cui vennero affidati i lavori artistici sia nella basilica bolognese, sia in quella di Sant’Antonio a Padova.<br />
Forse fece leva sulla sua origine integrata in un asset pontificio per introdurre le vere innovazioni a cui era interessato.</p>
<p>Coincidenze coincisive</p>
<p>Dal 1898 il Comune di Bologna in pieno slancio sociale, istituì la sezione scolastica dell’Ufficio d’Igiene, per il controllo della salubrità delle scuole, la salute e la corretta crescita degli alunni, la individuazione tempestiva delle malattie infettive, tutti compiti prima affidati ai medici condotti a volte un po’ corrotti.</p>
<p>E sempre nel 1898 Rubbiani diede vita a un’altra coraggiosa impresa sociale, l’Aemilia Ars, assieme al conte Francesco Cavazza, per dare un lavoro onesto a ragazze povere che avrebbero rischiato l’emarginazione della prostituzione se non dotate di mezzi autonomi di sussistenza.<br />
Aemilia Ars fu un’impresa manifatturiera che produsse molteplici oggetti d’uso quotidiano (pizzi, mobilia, gioielli, tipografia) di raffinata esecuzione, sull’esempio dell’Arts and Crafts Movement di William Morris e di analoghe esperienze europee con le quali Alfonso Rubbiani era in continuo scambio.<br />
Alfonso Rubbiani nacque il 3 ottobre 1848, Eleonora Duse il 3 ottobre 1858.</p>
<p>Eleonora e le sue interpretazioni che erano piccole rivoluzioni</p>
<p>Negli anni ottanta del XIX secolo Eleonora Duse compì le scelte di repertorio che segnarono il suo percorso artistico e la sua carriera.</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69876" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Eleonora-Duse-.jpg" sizes="(max-width: 482px) 100vw, 482px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Eleonora-Duse-.jpg 482w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Eleonora-Duse--249x300.jpg 249w" alt="" width="482" height="581" /></figure>
</div>
<p>Un repertorio che le permise di esprimere il suo sentimento di crisi rispetto all’epoca di cui faceva parte.<br />
Vista la sostanziale assenza di una drammaturgia in Italia i testi che sceglieva e prediligeva erano perlopiù le pièces bien faites francesi: moderne, mondane, di forte richiamo per i rinnovati gusti del mutato pubblico del secondo Ottocento. Nelle interpretazioni di Eleonora Duse i drammi di Victorien Sardou e di Alexandre Dumas figlio diventavano partiture da smontare per poter essere poi riempite del messaggio tutto personale di Duse che voleva mettere in crisi quei valori borghesi, rappresentarli quindi così come essi si presentavano nella realtà.<br />
I temi che Eleonora Duse volle affrontare erano quelli più spinosi e più rappresentativi della società borghese dell’epoca: denaro, sesso, famiglia, matrimonio, ruolo della donna.<br />
Nella sua scomoda vita di teatrante itinerante li aveva conosciuti tutti e poteva raccontarne sulla scena tutte le possibili sfaccettature di una vita piena di precarietà e di inarrivabili equilibri.<br />
Negli anni 1890, Eleonora Duse portò sulle scene italiane i drammi di Henrik Ibsen (Casa di bambola, La donna del mare).<br />
Evidentemente anche il pubblico italiano era maturo per questa nuova drammaturgia e per un nuovo stile interpretativo.</p>
<p>1898 il principale teatro di Bologna venne intitolato alla Duse ancor vivente</p>
<p>Nell’eccitato clima di fervore intellettuale fin du siecle di Bologna, Adolfo Re Riccardi il nuovo benestante proprietario del noto Teatro Brunetti di Via Cartoleria, nella parte aristocratica del centro storico di Bologna, che già aveva ospitato pochi anni prima due rappresentazioni di Sarah Bernhardt alla presenza del Re Umberto I e della Regina Margherita, sfogò il proprio entusiasmo artistico per la moderna interpretazione recitativa di Eleonora Duse che era ormai celebrata sia in Italia che anche all’estero.</p>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-69855" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Undulna-Duse-progetto--1024x1024.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Undulna-Duse-progetto--1024x1024.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Undulna-Duse-progetto--300x300.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Undulna-Duse-progetto--150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Undulna-Duse-progetto--768x768.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Undulna-Duse-progetto--1536x1536.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Undulna-Duse-progetto-.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="1024" /></figure>
</div>
<p>Decise di intitolare a lei, donna, libera cantora di un’arte rigenerata e ancor vivente, nel fiore dei suoi 40 anni, questo prestigioso podio teatrale. O forse fu solo un’abile strategia di marketing.<br />
Il teatro è rimasto da allora intitolato a Eleonora Duse e tutt’oggi è la perla della prosa a Bologna.<br />
Ha cambiato colori, padroni e amministrazioni, ma non ha mai cambiato nome.<br />
Eleonora Duse recitò in questo teatro</p>
<p>Aveva sette anni quando per la prima volta nel teatro Duse, allora chiamato Brunetti, interpretò Cozeta nei ‘Miserabili’ di Victor Hugo, ma la vera consacrazione avvenne il 4 marzo 2014 quando Eleonora recitò nel teatro a lei dedicato in due edizioni della ‘Donna del Mare’ di Ibsen e della ‘Porta chiusa’ di Mario Praga.<br />
Al suo ingresso in scena l’attrice fu accolta da una vera e propria ovazione, la più lunga mai tributata nei teatri bolognesi.<br />
Proviamo a immaginare un’attrice quasi sessantenne che aveva sempre e solo recitato in italiano, interpretare la tormentata interiorità di Ibsen.<br />
Le cronache ci narrano il suo modo molto femminile, intenso, scivolato verso la nevrosi e l’alienazione. Una presenza scenica dove gesti, postura e movimento erano già tecniche non verbali consapevolmente utilizzate. Fu, ai suoi tempi, una delle dive più fotografate nella scena e nella vita.</p>
<p>Il suo repertorio era moderno e di forte richiamo: dal verismo della Cavalleria rusticana di Giovanni Verga, dove interpretò Santuzza, ai già citati drammi di Victorien Sardou e Alexandre Dumas figlio, che facevano parte del repertorio della grande attrice francese Sarah Bernhardt.<br />
Fra le due attrici naturalmente c’era una forte rivalità che divideva i critici teatrali, ma alimentava l’alone di fascino.<br />
La Duse ebbe amicizie con alcune delle personalità più note dell’epoca, come la scrittrice Sibilla Aleramo e la danzatrice Isadora Duncan.</p>
<p>Il famoso Arrigo Boito adattò per lei ‘Antonio e Cleopatra’ ma la loro relazione restò sempre segreta e durò, fra alti e bassi, per diversi anni.<br />
In questo periodo, l’attrice frequentò gli ambienti della Scapigliatura e il suo repertorio si arricchì anche dei drammi di Giuseppe Giacosa, amico di Boito.<br />
Ben diversa e tempestosa fu la relazione con D’Annunzio, i cui rumori furono seguiti dalle cronache dell’epoca, ma in fondo ogni relazione diede un contributo, una sfumatura diversa allo stile con cui la Duse abitava i personaggi e lasciava emozioni indelebili.<br />
A San Pietroburgo interpretò ’Antonio e Cleopatra’ in italiano e Cecov esclamò “Non conosco l’italiano, ma la Duse ha recitato così bene che mi è sembrato di comprendere ogni parola”.<br />
A noi posteri l’ardua sentenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-70622" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Undulna-Duse-100-Bruni-comitato-Mic.jpg" sizes="(max-width: 1009px) 100vw, 1009px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Undulna-Duse-100-Bruni-comitato-Mic.jpg 1009w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Undulna-Duse-100-Bruni-comitato-Mic-300x189.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Undulna-Duse-100-Bruni-comitato-Mic-768x484.jpg 768w" alt="" width="1009" height="636" /><figcaption class="wp-element-caption">Undulna, Solfanelli Editore. Pierfranco Bruni coordinatore scientifico</figcaption></figure>
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<div class="mh-meta entry-meta"></div>
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		<title>Il Bologna mette paura all’Inter, ma perde in casa</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/10/il-bologna-mette-paura-allinter-ma-perde-in-casa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-bologna-mette-paura-allinter-ma-perde-in-casa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonino Borruto]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Mar 2024 05:18:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio serie A]]></category>
		<category><![CDATA[capolista]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="460" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/900BE0B5-4A5A-4BD6-A660-027738C4D408.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/900BE0B5-4A5A-4BD6-A660-027738C4D408.png 460w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/900BE0B5-4A5A-4BD6-A660-027738C4D408-300x222.png 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p>
<p>Il Bologna ospita la capolista con l’intento di fare bella figura, ma i nerazzurri non vogliono interrompere la loro serie positiva. Non gioca male il Bologna, ma l’Inter prende subito&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="460" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/900BE0B5-4A5A-4BD6-A660-027738C4D408.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/900BE0B5-4A5A-4BD6-A660-027738C4D408.png 460w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/900BE0B5-4A5A-4BD6-A660-027738C4D408-300x222.png 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></p><p>Il Bologna ospita la capolista con l’intento di fare bella figura, ma i nerazzurri non vogliono interrompere la loro serie positiva. Non gioca male il Bologna, ma l’Inter prende subito il comando delle operazioni ed occupa stabilmente la metà campo avversaria. Al trentasettesimo il predominio si concretizza con una rete di Bisseck.<br />
Finisce 0 a 1 il primo tempo dominato dall’Inter.<br />
Nella ripresa il Bologna cerca il pareggio ma l’Inter si difende bene.<br />
Insiste il Bologna, ma l’Inter gestisce bene anche la fase difensiva.<br />
Inzaghi rimescola le carte: fuori Mkhitaryan e Calhanoglu e dentro Asllani e Frattesi.<br />
Arnautovic sostituisce Thuram.<br />
Il Bologna insiste ed in qualche occasione sfiora il pareggio.<br />
Klassen sostituisce Barella.<br />
Il Bologna continua ad attaccare e la difesa dell’ Inter è in difficoltà.<br />
Dopo sei minuti di recupero l’arbitro mette fine alle sofferenze dell’Inter.<br />
Finisce 0 a 1, ma il Bologna avrebbe meritato il pareggio dal momento che, dopo il primo tempo sicuramente dominato dall’Inter, ha giocato un grande secondo tempo mettendo più volte in difficoltà la capolista.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F10%2Fil-bologna-mette-paura-allinter-ma-perde-in-casa%2F&amp;linkname=Il%20Bologna%20mette%20paura%20all%E2%80%99Inter%2C%20ma%20perde%20in%20casa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F03%2F10%2Fil-bologna-mette-paura-allinter-ma-perde-in-casa%2F&#038;title=Il%20Bologna%20mette%20paura%20all%E2%80%99Inter%2C%20ma%20perde%20in%20casa" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/10/il-bologna-mette-paura-allinter-ma-perde-in-casa/" data-a2a-title="Il Bologna mette paura all’Inter, ma perde in casa"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/03/10/il-bologna-mette-paura-allinter-ma-perde-in-casa/">Il Bologna mette paura all’Inter, ma perde in casa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Morandi metafisico. Tre disegni. Una storia -Casa Morandi, Bologna ART CITY 2024</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/02/morandi-metafisico-tre-disegni-una-storia-1-febbraio-5-maggio-2024-casa-morandi-bologna-art-city-bologna-2024/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=morandi-metafisico-tre-disegni-una-storia-1-febbraio-5-maggio-2024-casa-morandi-bologna-art-city-bologna-2024</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Feb 2024 21:47:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Morandi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="456" height="709" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/B428E320-5632-4822-87A8-DFC12C1966C4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/B428E320-5632-4822-87A8-DFC12C1966C4.jpeg 456w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/B428E320-5632-4822-87A8-DFC12C1966C4-193x300.jpeg 193w" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" /></p>
<p>Bologna, 31 gennaio 2024 -Dal 1 febbraio al 5 maggio il Museo Morandi del Settore Musei Civici Bologna presenta a Casa Morandi il focus espositivo Morandi metafisico. Tre disegni. Una storia a cura di Lorenza Selleri. La mostra apre&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/02/morandi-metafisico-tre-disegni-una-storia-1-febbraio-5-maggio-2024-casa-morandi-bologna-art-city-bologna-2024/">Morandi metafisico. Tre disegni. Una storia -Casa Morandi, Bologna ART CITY 2024</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="456" height="709" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/B428E320-5632-4822-87A8-DFC12C1966C4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/B428E320-5632-4822-87A8-DFC12C1966C4.jpeg 456w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/02/B428E320-5632-4822-87A8-DFC12C1966C4-193x300.jpeg 193w" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" /></p><p><strong>Bologna, 31 gennaio 2024 -Dal 1 febbraio al 5 maggio il Museo Morandi del Settore Musei Civici Bologna presenta a Casa Morandi il focus espositivo Morandi metafisico. Tre disegni. Una storia a cura di Lorenza Selleri.</strong><br />
<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
La mostra apre al pubblico </span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">giovedì 1 febbraio 2024</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> nell’ambito della dodicesima edizione</span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> ART CITY Bologna</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, il programma istituzionale di mostre, eventi e iniziative speciali promosso dal Comune di Bologna in collaborazione con BolognaFiere in occasione di Arte Fiera, dedicato a </span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giorgio Morandi</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> nel </span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">60° anniversario della morte</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, e rimane visibile</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> fino al 5 maggio 2024</b>.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><b><br />
</b>Nella casa di Giorgio Morandi in <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Fondazza+36+a+Bologna?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BFondazza%2B36%2Ba%2BBologna?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1706804136154000&amp;usg=AOvVaw287-JEwqKK-RIcBBRmkBSf" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Fondazza 36 a Bologna</a>, nel ripostiglio adiacente al suo studio, si conservano ancora i modelli che a lui servirono per le opere della stagione metafisica, circoscrivibile a una breve parentesi tra l’estate del 1918 e il tardo autunno del 1919. Muovendo dai </span><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">tre disegni metafisici appartenenti alla collezione del Museo Morandi</b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, questo approfondimento espositivo nasce con l&#8217;intenzione di documentare la scoperta del mondo metafisico e i suoi valori simbolici all’interno della lunga vicenda creativa morandiana, accostando le opere a oggetti e un apparato documentario di lettere, testi e fotografie.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Ad oggi i dipinti di Morandi catalogati sono poco più di 1400. Le opere del pittore realizzate negli anni giovanili, ovvero tra il 1910 e il 1920, sono quelle nate dallo studio, dalla sperimentazione e da una ricerca costante finalizzata al raggiungimento di un proprio autonomo linguaggio. È il decennio in cui decollano alcune delle principali avanguardie artistiche e i dipinti coevi di Morandi odorano per l&#8217;appunto di Futurismo e di Cubismo. &#8220;</span><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Anch&#8217;io&#8221; &#8211; </i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dichiara egli stesso nel 1928 &#8211;</span><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> &#8220;come tanti giovani di buona volontà, sentivo la necessità di un totale rinnovamento dell&#8217;atmosfera artistica italiana&#8221;</i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, ma</span><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> &#8220;questa mia iniziale adesione non andò più oltre di una partecipazione alla prima mostra dei &#8216;Giovani Futuristi&#8217; da Sprovieri a Roma&#8221;</i><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Agli inizi, tuttavia, Morandi si tiene aggiornato e assimila attraverso le riproduzioni su libri e periodici la lezione di Cézanne, di Derain, ma anche di Picasso e Braque pur tenendosi a distanza da Parigi, epicentro mondiale dell&#8217;arte di quel tempo.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Durante il primo conflitto mondiale, Morandi viene richiamato alle armi, ma immediatamente riformato per gravi problemi di salute. In quegli anni realizza un numero ridotto di opere, ma tutte di primaria importanza: sono capisaldi di una produzione artistica variegata in cui si percepisce l&#8217;inizio di un percorso autonomo, in cui il superamento della lezione cubista si fonde con la riscoperta di Giotto, di Paolo Uccello e con l&#8217;interesse per il primitivo Rousseau.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Successivamente nella sua città, tramite la rivista letteraria &#8220;La Raccolta&#8221;, fondata e diretta da giovani intellettuali bolognesi a lui vicini quali Giuseppe Raimondi e Riccardo Bacchelli, Morandi si accosta, seppur per un breve periodo, alla Metafisica. &#8220;La Raccolta&#8221;, infatti, dal 15 marzo 1918 al 15 febbraio 1919 pubblica scritti di Ardengo Soffici, Carlo Carrà, Filippo De Pisis, Alberto Savinio, Vincenzo Cardarelli, Giuseppe Ungaretti, solo per citarne alcuni, e fuori testo inserisce, a corredo di ogni numero, illustrazioni in bianco e nero riproducenti opere di Giorgio de Chirico, Carlo Carrà, Ardengo Soffici, Mario Bacchelli e dello stesso Morandi. Egli viene coinvolto in questo clima anche se la sua metafisica, contrariamente a quella intellettualmente ricercata di de Chirico e Carrà, non rimanda a nulla di diverso da ciò che si vede.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gli oggetti sono forme che proiettano ombre e sono presenti in un spazio apparentemente sospeso, ma in realtà praticabile. Morandi mostra quindi la capacità di attribuire un valore universale alle cose di tutti i giorni dando vita a quella che verrà definita dallo stesso de Chirico &#8220;la metafisica degli oggetti più comuni&#8221;.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Le opere di Morandi in cui si può percepire una vicinanza stilistica a quelle dei principali esponenti della Metafisica sono 21 (comprendendo anche quelle oscillanti tra Metafisica e &#8220;Valori Plastici&#8221;) e sono prevalentemente dipinti ad olio. Queste tele si conservano per lo più in alcuni dei più importanti musei italiani (quella appartenuta a Roberto Longhi venne purtroppo trafugata nel 1981 e ad oggi non è stata ancora ritrovata).<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
Pur essendo cronologicamente successivi a quel solo anno in cui Morandi si avvicina alla Metafisica, i tre disegni posseduti dal Museo Morandi possono a pieno titolo appartenere a quel gusto. Questi rari e preziosi fogli, infatti, tracciati a inchiostro raffigurano rispettivamente due nature morte metafisiche di impianto analogo a quello dei dipinti che si conservano alla Pinacoteca di Brera (Natura morta, 1919, Vitali 44 e Natura morta, 1919, V.43) e un vaso di fiori che invece richiama il dipinto di collezione privata (Fiori, 1920, V.56) emblematico della successiva stagione dei &#8220;Valori Plastici&#8221;.<br />
</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><br />
I tre disegni, in realtà, risalgono tutti a quel periodo, come si evince dalla carta su cui sono stati schizzati seppur con una precisione quasi descrittiva. Morandi ha utilizzato infatti il verso di cedole librarie della celebre casa editrice d&#8217;arte &#8220;Valori Plastici&#8221; fondata nel 1918 dall&#8217;artista ed editore Mario Broglio. I fogli provengono, non a caso, dal fondo archivistico della rivista romana e, andati in asta a Roma nell&#8217;aprile del 1999, sono stati acquistati dal Comune di Bologna arricchendo così la collezione del Museo Morandi. <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;Penso</i>&#8211; scrive per l&#8217;appunto Marilena Pasquali nel catalogo Finarte &#8211; <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“che il giovane Morandi trovandosi insieme all&#8217;amico Mario Broglio in un incontro, probabilmente tenutosi a Bologna, abbia voluto &#8216;raccontargli&#8217; quali dipinti desiderava fossero pubblicati sul numero IV di Valori Plastici, apparso nel 1921” </i>e aggiunge poi <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Ritengo che questi tre disegni possano ascriversi al 1919 &#8211; 1920 e che uniscano all&#8217;intrinseco valore documentario e storico un pizzico di poeticità e di diversità&#8221;</i>.<br />
</span></p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">SCHEDA TECNICA<br />
</b><br />
<b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mostra<br />
</b><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Morandi metafisico. Tre disegni. Una storia<br />
</i><i><br />
</i><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A cura di<br />
</b>Lorenza Selleri</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Promossa da<br />
</b>Settore Musei Civici Bologna | Museo Morandi</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sede<br />
</b>Casa Morandi<br />
<a href="https://www.google.com/maps/search/Via+Fondazza+36,+Bologna?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Via%2BFondazza%2B36,%2BBologna?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1706804136155000&amp;usg=AOvVaw3Dh855kbJUFnk3o8ZvK2P7" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Via Fondazza 36, Bologna</a></p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Periodo di apertura<br />
</b>1 febbraio &#8211; 5 maggio 2024</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Orario di apertura<br />
</b>Sabato ore 14.00 &#8211; 17.00<br />
Domenica ore 10.00 &#8211; 13.00 / 14.00 &#8211; 17.00</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Orario di apertura durante ART CITY Bologna (1 &#8211; 4 febbraio 2024)<br />
</b>Giovedì 1 | venerdì 2 | domenica 4 febbraio ore 10.00 &#8211; 20.00<br />
Sabato 3 febbraio ore 10.00 &#8211; 22.00</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ingresso<br />
</b>Gratuito</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Informazioni<br />
</b>Casa Morandi<br />
<a href="https://www.google.com/maps/search/Via+Fondazza+36+%7C+40125+Bologna?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Via%2BFondazza%2B36%2B%257C%2B40125%2BBologna?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1706804136155000&amp;usg=AOvVaw0dToI3KvcFngAy8wHBSAlX" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Via Fondazza 36 | 40125 Bologna</a><br />
<span style="font-family: Arial, sans-serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tel. +39 </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="zxx" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">051 300150 / +39 051 6496611<br />
</span></span><a href="mailto:casamorandi@comune.bologna.it" target="_blank" rel="noopener"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="zxx" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">casamorandi@comune.bologna.it</span></span></a><br />
<a href="http://www.mambo-bologna.org/museomorandi" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.mambo-bologna.org/museomorandi&amp;source=gmail&amp;ust=1706804136155000&amp;usg=AOvVaw1UFQDckqUetn3hxItU3QQd" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.mambo-bologna.org/<wbr />museomorandi</a><br />
Facebook: MAMboMuseoArteModernaBologna<br />
Instagram: @mambobologna<br />
X: @MAMboBologna<br />
YouTube: MAMbo channel</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Settore Musei Civici Bologna<br />
</b><a href="http://www.museibologna.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.museibologna.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1706804136155000&amp;usg=AOvVaw05L5jIeiztEAaWAny-Otmk"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span lang="zxx" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.museibologna.it</span></span></a><br />
Facebook: Musei Civici Bologna<br />
Instagram: @bolognamusei<br />
X: @bolognamusei</p>
<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">ART CITY Bologna</b><br />
<a href="http://artcity.bologna.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://artcity.bologna.it&amp;source=gmail&amp;ust=1706804136155000&amp;usg=AOvVaw0o2XJxyuGXHmINiXwedlC6" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333">artcity.bologna.it</a><br />
<span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Facebook Art City Bologna<br />
</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Instagram @artcitybologna<br />
</span><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">#artcitybologna</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F02%2F02%2Fmorandi-metafisico-tre-disegni-una-storia-1-febbraio-5-maggio-2024-casa-morandi-bologna-art-city-bologna-2024%2F&amp;linkname=Morandi%20metafisico.%20Tre%20disegni.%20Una%20storia%20-Casa%20Morandi%2C%20Bologna%20ART%20CITY%202024" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F02%2F02%2Fmorandi-metafisico-tre-disegni-una-storia-1-febbraio-5-maggio-2024-casa-morandi-bologna-art-city-bologna-2024%2F&#038;title=Morandi%20metafisico.%20Tre%20disegni.%20Una%20storia%20-Casa%20Morandi%2C%20Bologna%20ART%20CITY%202024" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/02/morandi-metafisico-tre-disegni-una-storia-1-febbraio-5-maggio-2024-casa-morandi-bologna-art-city-bologna-2024/" data-a2a-title="Morandi metafisico. Tre disegni. Una storia -Casa Morandi, Bologna ART CITY 2024"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/02/02/morandi-metafisico-tre-disegni-una-storia-1-febbraio-5-maggio-2024-casa-morandi-bologna-art-city-bologna-2024/">Morandi metafisico. Tre disegni. Una storia -Casa Morandi, Bologna ART CITY 2024</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>IL VIOLINISTA &#8220;JEDI&#8221; ANDREA CASTA PER LA PRIMA VOLTA A BOLOGNA CON &#8220;THE SPACE VIOLIN &#8211; VISUAL CONCERT&#8221; &#8211;</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/21/il-violinista-jedi-andrea-casta-per-la-prima-volta-a-bologna-con-the-space-violin-visual-concert/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-violinista-jedi-andrea-casta-per-la-prima-volta-a-bologna-con-the-space-violin-visual-concert</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Dec 2023 19:29:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Casta]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[concert]]></category>
		<category><![CDATA[violino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1154" height="751" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/A1801824-AD50-4DD2-BB77-1234852E45A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/A1801824-AD50-4DD2-BB77-1234852E45A4.jpeg 1154w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/A1801824-AD50-4DD2-BB77-1234852E45A4-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/A1801824-AD50-4DD2-BB77-1234852E45A4-1024x666.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/A1801824-AD50-4DD2-BB77-1234852E45A4-768x500.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/A1801824-AD50-4DD2-BB77-1234852E45A4-585x381.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1154px) 100vw, 1154px" /></p>
<p>Il 26 dicembre al Teatro Celebrazioni uno show unico tra musica ed esperienza visiva trascinerà gli spettatori in un viaggio tra natura e futuro Il violinista elettrico internazionale Andrea Casta il 26 dicembre 2023 sarà per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/21/il-violinista-jedi-andrea-casta-per-la-prima-volta-a-bologna-con-the-space-violin-visual-concert/">IL VIOLINISTA &#8220;JEDI&#8221; ANDREA CASTA PER LA PRIMA VOLTA A BOLOGNA CON &#8220;THE SPACE VIOLIN &#8211; VISUAL CONCERT&#8221; &#8211;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span data-originalfontsize="16pt" data-originalcomputedfontsize="21.333334">Il 26 dicembre al Teatro Celebrazioni uno show unico tra musica ed esperienza visiva trascinerà gli spettatori in un viaggio tra natura e futuro</span></b></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il violinista elettrico internazionale <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Andrea Casta</strong> il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">26 dicembre 2023</strong> sarà <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per la prima volta</strong> sul palco del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Teatro Celebrazioni di Bologna</strong> con il suo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">concerto “immersivo”</strong>: “<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">The Space Violin – Visual Concert</em></strong>” (biglietti disponibili su TIcketone e VivaTicket, inizio alle ore 17.00). Dopo le date <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">sold out </em></strong>di Roma, Milano e Verona, si va verso il tutto esaurito anche a Bologna.</span></p>
<p>La clip del suo ultimo concerto a Milano:</p>
<p><iframe  id="_ytid_93156"  width="1170" height="658"  data-origwidth="1170" data-origheight="658" src="https://www.youtube.com/embed/DQ_kcjKKelw?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Casta, conosciuto come “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">violinista Jedi</strong>” per il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">caratteristico archetto luminoso</strong> che ricorda la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">spada laser</strong> dei protagonisti di <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Star Wars,</em> farà il suo debutto teatrale al rinnovato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Teatro Celebrazioni</strong> con il suo show unico tra musica ed esperienza visiva, perfetto per tutta la famiglia in questo appuntamento pomeridiano nel giorno di Santo Stefano.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Gli<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> spettatori saranno coinvolti in un viaggio tra natura e futuro</strong>, con <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">effetti immersivi</strong> creati in simbiosi al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">percorso musicale <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">crossover</em></strong> che va da alcuni <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">classici rivisitati </strong>(dai Queen a Bowie, da Morricone a Battisti) fino alle <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">canzoni pop-dance</strong> che rappresentano le produzioni originali del musicista (Double Sun, The River e tante altre). </span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il violinista elettrico sarà accompagnato sul palco da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">IVANIX</strong>, dj, producer e sound designer di fama internazionale già insieme a lui in tour e al Circo Massimo per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">l’opening dei due concerti romani di Vasco Rossi</strong>, e da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Paolo Zanetti, </strong>uno dei chitarristi più apprezzati nel panorama pop italiano.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Non mancherà la parte più immaginifica del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Visual Concert</em> che vedrà <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Andrea Casta</strong> nei panni del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Comandante AJ</strong>, il protagonista del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">concept album </em>fantascientifico “<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">The Space Violin Project</em></strong>” che, con canzoni ed episodi video, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">proietta lo spettatore nel 2235</strong>. In questo contesto entrerà per la prima volta in scaletta <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Legacy Of The Sky</strong>, il tributo del violinista al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Centenario dell’Aeronautica Militare, </strong>presentato da pochi giorni insieme ad un video in collaborazione ufficiale con la Forza Armata, nel quale <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Casta</strong> suona in volo sulla rampa aperta di un aereo militare.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-81731" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/8E733BE9-BD83-45FF-9998-A773B67280B3-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/8E733BE9-BD83-45FF-9998-A773B67280B3-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/8E733BE9-BD83-45FF-9998-A773B67280B3-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/12/8E733BE9-BD83-45FF-9998-A773B67280B3-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L’artista ha vinto</span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> quest’anno <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">per la seconda volta in carriera</strong> il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dance Music Awards</strong> come <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Best Performer</em></strong>, ed è sempre più seguito anche grazie alle sue esibizioni nei grandi eventi sportivi: l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">opening del Gran Premio di Formula1 di Monza 2023</strong>, i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mondiali di Sci di Cortina 2021</strong> e le numerose e iconiche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esibizioni per la Serie A allo Stadio Olimpico di Roma</strong>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F12%2F21%2Fil-violinista-jedi-andrea-casta-per-la-prima-volta-a-bologna-con-the-space-violin-visual-concert%2F&amp;linkname=IL%20VIOLINISTA%20%E2%80%9CJEDI%E2%80%9D%20ANDREA%20CASTA%20PER%20LA%20PRIMA%20VOLTA%20A%20BOLOGNA%20CON%20%E2%80%9CTHE%20SPACE%20VIOLIN%20%E2%80%93%20VISUAL%20CONCERT%E2%80%9D%20%E2%80%93" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F12%2F21%2Fil-violinista-jedi-andrea-casta-per-la-prima-volta-a-bologna-con-the-space-violin-visual-concert%2F&#038;title=IL%20VIOLINISTA%20%E2%80%9CJEDI%E2%80%9D%20ANDREA%20CASTA%20PER%20LA%20PRIMA%20VOLTA%20A%20BOLOGNA%20CON%20%E2%80%9CTHE%20SPACE%20VIOLIN%20%E2%80%93%20VISUAL%20CONCERT%E2%80%9D%20%E2%80%93" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/21/il-violinista-jedi-andrea-casta-per-la-prima-volta-a-bologna-con-the-space-violin-visual-concert/" data-a2a-title="IL VIOLINISTA “JEDI” ANDREA CASTA PER LA PRIMA VOLTA A BOLOGNA CON “THE SPACE VIOLIN – VISUAL CONCERT” –"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/12/21/il-violinista-jedi-andrea-casta-per-la-prima-volta-a-bologna-con-the-space-violin-visual-concert/">IL VIOLINISTA &#8220;JEDI&#8221; ANDREA CASTA PER LA PRIMA VOLTA A BOLOGNA CON &#8220;THE SPACE VIOLIN &#8211; VISUAL CONCERT&#8221; &#8211;</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Mag to Mag: nasce il primo festival in Italia dedicato ai magazine indipendenti</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/mag-to-mag-nasce-il-primo-festival-in-italia-dedicato-ai-magazine-indipendenti/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mag-to-mag-nasce-il-primo-festival-in-italia-dedicato-ai-magazine-indipendenti</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Apr 2023 20:08:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="555" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/27994CBA-E3A1-4B6B-B675-7FC4016B94F6.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/27994CBA-E3A1-4B6B-B675-7FC4016B94F6.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/27994CBA-E3A1-4B6B-B675-7FC4016B94F6-300x201.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/27994CBA-E3A1-4B6B-B675-7FC4016B94F6-768x515.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/27994CBA-E3A1-4B6B-B675-7FC4016B94F6-585x392.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/27994CBA-E3A1-4B6B-B675-7FC4016B94F6-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>Il 6-7 maggio a Bologna, l’evento organizzato da Frab&#8217;s, con cinquanta espositori selezionati tra i migliori in Europa Bologna &#8211; Sarà il primo evento in Italia interamente dedicato ai magazine indipendenti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/mag-to-mag-nasce-il-primo-festival-in-italia-dedicato-ai-magazine-indipendenti/">Mag to Mag: nasce il primo festival in Italia dedicato ai magazine indipendenti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15.21">Il 6-7 maggio a Bologna, l’evento organizzato da Frab&#8217;s, con cinquanta espositori <span style="letter-spacing: 0px;">selezionati tra i migliori in Europa</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Bologna &#8211; Sarà il primo evento in Italia interamente dedicato ai magazine indipendenti e da collezione, una manifestazione che promette di smentire chi sostiene che la carta stampata è morta.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-68693" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/9DF62772-25AD-47EF-BBFF-8ACFE0335E7E-300x288.jpeg" alt="" width="300" height="288" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/9DF62772-25AD-47EF-BBFF-8ACFE0335E7E-300x288.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/9DF62772-25AD-47EF-BBFF-8ACFE0335E7E-768x736.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/9DF62772-25AD-47EF-BBFF-8ACFE0335E7E-585x561.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/9DF62772-25AD-47EF-BBFF-8ACFE0335E7E.jpeg 828w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">A Bologna, in Salaborsa, il 6 e 7 maggio, arriva la prima edizione di Mag to Mag, il festival organizzato da Frab’s Magazines, con il sostegno del Comune di Bologna, che si propone di mettere in connessione il mondo dei magazine indipendenti italiani e internazionali attraverso un market, ma anche masterclass e incontri con ospiti di spicco del mondo dell’editoria indipendente.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Un evento dedicato al pubblico degli appassionati, studenti, professionisti della carta stampata e dei settori del design, della moda e della creatività a tutto tondo, dove entrare nel vivo del mondo di riviste poco o per niente conosciute in Italia e che, per qualità, cura e ricerca di contenuti e design danno un futuro vibrante e innovativo alla carta stampata.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Un format, quello di un festival dedicato esclusivamente ai magazine indipendenti, già presente in Europa e che Frab&#8217;s porta finalmente in Italia con l’obiettivo di creare un appuntamento di riferimento nazionale per il settore dell&#8217;editoria periodica di qualità.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Saranno presenti cinquanta espositori selezionati tra i migliori editori di riviste indipendenti, di cui un 20% provenienti dall&#8217;Europa, ma anche da molto lontano come Cina, Singapore e Stati Uniti.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Mag to Mag sarà quindi una due giorni dedicata al mondo delle riviste su carta, nicchia di un mercato giovane, interessato a sperimentare con i contenuti e con le grafiche ed uscire dagli schemi e dalla ripetitività del web.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Le riviste coinvolte spaziano in ogni ambito, dal design alla grafica alla moda, cinema, letteratura, fotografia e arte.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">La formazione avrà un ruolo da protagonista all&#8217;interno di Mag To Mag attraverso un ricco calendario di masterclass tenute da esperti del settore su come realizzare, stampare e distribuire un magazine, ma non mancheranno incontri dedicati a carta stampata in rapporto con moda, grafica, cinema e Asia, solo per citarne alcuni. Insomma, saranno tante le occasioni per entrare in contatto con i protagonisti di questa elettrizzante nicchia editoriale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">“L’edizione zero risponde a un’esigenza grande: raccogliere le tante energie, idee, turbolenze, che gravitano tra gli amanti delle riviste di qualità e creare sinergie nuove, amplificando il suono della carta e il rumore pulito che può fare. – Spiega l&#8217;organizzatrice e co-founder di Frab&#8217;s Anna <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-68692" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/816C5503-344F-438C-A23F-560EE9B9AF5C-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/816C5503-344F-438C-A23F-560EE9B9AF5C-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/816C5503-344F-438C-A23F-560EE9B9AF5C-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/816C5503-344F-438C-A23F-560EE9B9AF5C.png 512w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Frabotta &#8211; Mag To Mag nasce per scambiarsi opinioni e vedute, conoscerci, ma soprattutto per dare al settore dei magazine indipendenti un evento di riferimento e strumenti pratici e concreti per superare i guscio della piccola nicchia e affermare la sua importanza in ambito editoriale. Quello che manca, spesso, sono i contatti e le conoscenze giuste su come far conoscere, comunicare e vendere prodotti così delicati come le riviste indipendenti, per permettere a questi capolavori di trovare l&#8217;interesse che meritano”.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Mag to Mag nasce grazie al sostegno del Comune di Bologna, della piattaforma di streaming MUBI, NABA, Nuova Accademia di Belle Arti, della lituana Kopa Publishing e del distributore inglese Ra and Olly.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Frab&#8217;s Magazines</strong> fondata da Anna Frabotta, giornalista e docente di Editoria della Moda allo IED di Milano, e Dario Gaspari, business manager &#8211; si occupa di selezionare e fare cultura del magazine indipendente in Italia. Nata nel 2019 a Forlì con uno shop online (<a href="http://frabsmagazines.com/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://frabsmagazines.com&amp;source=gmail&amp;ust=1680595405955000&amp;usg=AOvVaw2RmLMG3JIrLGNmVNudwWaF" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">frabsmagazines.com</a>), oggi è punto di riferimento italiano del settore.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F04%2F04%2Fmag-to-mag-nasce-il-primo-festival-in-italia-dedicato-ai-magazine-indipendenti%2F&amp;linkname=Mag%20to%20Mag%3A%20nasce%20il%20primo%20festival%20in%20Italia%20dedicato%20ai%20magazine%20indipendenti" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F04%2F04%2Fmag-to-mag-nasce-il-primo-festival-in-italia-dedicato-ai-magazine-indipendenti%2F&#038;title=Mag%20to%20Mag%3A%20nasce%20il%20primo%20festival%20in%20Italia%20dedicato%20ai%20magazine%20indipendenti" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/mag-to-mag-nasce-il-primo-festival-in-italia-dedicato-ai-magazine-indipendenti/" data-a2a-title="Mag to Mag: nasce il primo festival in Italia dedicato ai magazine indipendenti"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/04/mag-to-mag-nasce-il-primo-festival-in-italia-dedicato-ai-magazine-indipendenti/">Mag to Mag: nasce il primo festival in Italia dedicato ai magazine indipendenti</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Bologna Musei: Palazzo d’Accursio riapre con due sibille di Elisabetta Sirani (1600)</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/07/bologna-musei-palazzo-daccursio-riapre-con-due-sibille-di-elisabetta-sirani-1600/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bologna-musei-palazzo-daccursio-riapre-con-due-sibille-di-elisabetta-sirani-1600</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Mar 2023 14:55:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata della donna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/189816F7-ABBB-4A47-AF95-D5FE66AA9EB4.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/189816F7-ABBB-4A47-AF95-D5FE66AA9EB4.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/189816F7-ABBB-4A47-AF95-D5FE66AA9EB4-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/189816F7-ABBB-4A47-AF95-D5FE66AA9EB4-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>di Antonella La Mantia Nell&#8217;imminenza della Giornata nazionale della donna la galleria  dei Senatori, sala più importante del palazzo d&#8217;Accursio e splendido esempio di arte barocca che rese famosa la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/07/bologna-musei-palazzo-daccursio-riapre-con-due-sibille-di-elisabetta-sirani-1600/">Bologna Musei: Palazzo d’Accursio riapre con due sibille di Elisabetta Sirani (1600)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>di Antonella La Mantia</b></em></p>
<p><em><br />
Nell&#8217;imminenza della Giornata nazionale della donna la galleria  dei Senatori, sala più importante del palazzo d&#8217;Accursio e splendido esempio di arte barocca che rese famosa la scuola bolognese nel mondo, ospita per la prima volta l&#8217;esposizione di opere d&#8217;arte volte ad attribuire rilievo e visibilità ad artiste che contribuirono alla storia della pittura felsinea e del paese </em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Oggi, lunedì 6 marzo le sedute del Consiglio comunale tornano in presenza (in modalità mista) nella sala del Consiglio di Palazzo d’Accursio, che viene contestualmente riaperta al pubblico, dopo una breve chiusura per i lavori di restyling di cui è stata oggetto nel mese di febbraio, con una novità che riguarda l’esposizione temporanea di opere d’arte in prestito dalla Pinacoteca di <em>Bologna</em>, a partire dall’allestimento di due “Sibille” di Elisabetta Sirani.</p>
<p>In apertura della seduta del Consiglio comunale, la presidente Maria Caterina Manca ha raccontato i lavori realizzati e il progetto culturale presentati stamane in conferenza stampa.<br />
<a href="http://comunicatistampa.comune.bologna.it/2023/consiglio-comunale-presidente-manca-apertura-restyling-sala-consiglio" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Qui l’intervento della presidente Maria Caterina Manca</a>.<br />
<strong><br />
Gli interventi di manutenzione</strong> effettuati hanno riguardato il restauro delle poltrone, ricreando le sedute secondo l’antico metodo di realizzazione, mentre gli schienali sono stati sottoposti a un trattamento di rivitalizzazione del cuoio a base di cera d’api e creme riparatrici. Le incisioni sono state riportate al loro aspetto originario e sono anche state levigate eventuali imperfezioni delle parti lignee.<br />
È stato inoltre installato un nuovo sistema audio/video e di gestione del voto digitale a supporto delle sedute del Consiglio comunale. Il nuovo impianto garantisce una migliore qualità del suono e delle immagini sia in sala che online. A questo si aggiunge un evoluto sistema di regia, che facilita la gestione delle dirette streaming, con sotto titolatura degli interventi e migliore accessibilità della comunicazione. Le postazioni dei consiglieri sono state dotate di basi con pulsantiera di voto e schermo per seguire il flusso video e i risultati delle votazioni.</p>
<p>La Sala del Consiglio comunale cambia volto non solo grazie a questi interventi di riqualificazione funzionale e strumentale. Per conferire un forte segno di rinnovamento anche a livello simbolico, in prossimità della Giornata internazionale della donna, nella sala più importante del Palazzo comunale – nota come Galleria dei Senatori, splendido esempio di arte barocca e tipico esempio di una tipologia di decorazione di interni che rese famosa la scuola bolognese nel mondo -, per la prima volta<strong> viene ospitata l’esposizione, a rotazione, di opere d’arte volte ad attribuire rilievo e visibilità a figure femminili</strong> che hanno contribuito alla storia della pittura felsinea e del Paese. Un’iniziativa per valorizzare, nel luogo di più alta rappresentanza istituzionale e fulcro della vita politica e amministrativa, il fondamentale impegno delle donne nella partecipazione democratica al governo della città attraverso il linguaggio dell’arte.<br />
<strong><br />
Il progetto</strong> è reso possibile da una convenzione sottoscritta dal Settore <em>Musei</em> Civici di <em>Bologna</em> con la Pinacoteca Nazionale di <em>Bologna</em> che prevede il prestito di quattro dipinti nel corso degli anni 2023 e 2024. La scelta delle opere è espressione di una progettualità condivisa tra due delle più importanti istituzioni culturali cittadine, che negli ultimi anni hanno più volte proficuamente collaborato ad iniziative congiunte, dimostrando quanto possa essere strategico un più ampio approccio di sistema sul territorio per promuovere la valorizzazione dei patrimoni museali.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-52649" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/03/direttrci-pinacoteca-nazionale-1.jpg" sizes="(max-width: 514px) 100vw, 514px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/03/direttrci-pinacoteca-nazionale-1.jpg 800w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/03/direttrci-pinacoteca-nazionale-1-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/03/direttrci-pinacoteca-nazionale-1-768x511.jpg 768w" alt="" width="514" height="342" /></figure>
</div>
<p>Dal confronto tra le direttrici della Pinacoteca Nazionale di <em>Bologna</em>, <em>Maria Luisa Pacelli</em>, del Settore <em>Musei</em> Civici <em>Bologna</em>, <em>Eva Degl’Innocenti, </em>e del Settore Cultura e Creatività, <em>Giorgia Boldrini</em>, sono state individuate tre opere di artiste, che nel corso dei secoli si sono distinte – non solo in ambito locale – per la loro attività: Lavinia Fontana (<em>Bologna</em>, 1552 – Roma, 1614) ed Elisabetta Sirani (<em>Bologna</em>, 1638 -1665), entrambe figlie d’arte, la prima originale pittrice di pale d’altare e apprezzata ritrattista, la seconda continuatrice dello stile di Guido Reni. A queste si aggiunge una quarta opera di Enrico Romolo (attivo a Milano fra il 1859 e il 1881), che ha come soggetto l’eroismo di una giovane donna.</p>
<p><strong>Le prime due opere allestite sono le “Sibille” di Elisabetta Sirani, visibili dal 6 marzo al 26 settembre</strong> 2023. A seguire, da ottobre 2023 ad aprile 2024 sarà la volta della tela di Enrico Romolo e infine, da aprile a settembre 2024, del dipinto di Lavinia Fontana.<br />
Compatibilmente allo svolgimento delle attività istituzionali, le opere saranno fruibili al pubblico dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13.</p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F07%2Fbologna-musei-palazzo-daccursio-riapre-con-due-sibille-di-elisabetta-sirani-1600%2F&amp;linkname=Bologna%20Musei%3A%20Palazzo%20d%E2%80%99Accursio%20riapre%20con%20due%20sibille%20di%20Elisabetta%20Sirani%20%281600%29" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F07%2Fbologna-musei-palazzo-daccursio-riapre-con-due-sibille-di-elisabetta-sirani-1600%2F&#038;title=Bologna%20Musei%3A%20Palazzo%20d%E2%80%99Accursio%20riapre%20con%20due%20sibille%20di%20Elisabetta%20Sirani%20%281600%29" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/07/bologna-musei-palazzo-daccursio-riapre-con-due-sibille-di-elisabetta-sirani-1600/" data-a2a-title="Bologna Musei: Palazzo d’Accursio riapre con due sibille di Elisabetta Sirani (1600)"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/07/bologna-musei-palazzo-daccursio-riapre-con-due-sibille-di-elisabetta-sirani-1600/">Bologna Musei: Palazzo d’Accursio riapre con due sibille di Elisabetta Sirani (1600)</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>LUCIO DALLA. Anche se il tempo passa. Presentata a  Bologna la mostra dedicata all’artista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/02/22/lucio-dalla-anche-se-il-tempo-passa-presentata-a-bologna-la-mostra-dedicata-allartista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lucio-dalla-anche-se-il-tempo-passa-presentata-a-bologna-la-mostra-dedicata-allartista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 20:27:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Lucio Dalla]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Museo Civico Archeologico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="594" height="84" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/2254C9E2-2959-47B3-8F0B-CA58DCA04889.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/2254C9E2-2959-47B3-8F0B-CA58DCA04889.jpeg 594w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/2254C9E2-2959-47B3-8F0B-CA58DCA04889-300x42.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/2254C9E2-2959-47B3-8F0B-CA58DCA04889-585x84.jpeg 585w" sizes="(max-width: 594px) 100vw, 594px" /></p>
<p>Dal 4 marzo al 17 luglio 2022 al Museo Civico Archeologico di Bologna , prima tappa di un importante percorso nazionale, la mostra- evento sarà realizzata a Roma dal 22 settembre all&#8217;Ara&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/02/22/lucio-dalla-anche-se-il-tempo-passa-presentata-a-bologna-la-mostra-dedicata-allartista/">LUCIO DALLA. Anche se il tempo passa. Presentata a  Bologna la mostra dedicata all’artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dal 4 marzo al 17 luglio 2022 al Museo Civico Archeologico di Bologna , prima tappa di un importante percorso nazionale, la mostra- evento sarà realizzata a Roma dal 22 settembre all&#8217;Ara Pacis e, successivamente, nel 2023, in occasione dell&#8217;ottantesimo della nascita, a Napoli e a Milano. A cura di Alessandro Nicosia con la Fondazione Lucio Dalla</em></p>
<p>Presentata alla stampa il 18 febbraio, presso la Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio a Bologna, la mostra <strong><em>LUCIO DALLA. Anche se il tempo passa</em></strong>.<br />
L’esposizione, che sarà aperta al pubblico <strong>dal 4 marzo al 17 luglio 2022</strong> al <strong>Museo Civico Archeologico</strong> di Bologna,è ideata e realizzata dalla società <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare</strong> di Roma, promossa dal<strong> Comune di Bologna</strong>, con il patrocinio della <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>.<br />
La curatela è di <strong>Alessandro Nicosia</strong> con la <strong>Fondazione Lucio Dalla</strong>.</p>
<p>La grande <strong>mostra-evento </strong>apre a <strong>Bologna</strong>, <strong>prima tappa di un importante percorso nazionale</strong> che si realizzerà a Roma in autunno, dal 22 settembre all’Ara Pacis e, successivamente, nel 2023, in occasione dell’ottantesimo della nascita, a Napoli e a Milano.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-49930" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8BA4D407-E80D-47A5-9E2E-CE7873F4AD23-271x300.jpeg" alt="" width="271" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8BA4D407-E80D-47A5-9E2E-CE7873F4AD23-271x300.jpeg 271w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8BA4D407-E80D-47A5-9E2E-CE7873F4AD23-768x850.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8BA4D407-E80D-47A5-9E2E-CE7873F4AD23-585x647.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/8BA4D407-E80D-47A5-9E2E-CE7873F4AD23.jpeg 828w" sizes="(max-width: 271px) 100vw, 271px" /></p>
<div class="wp-block-image is-style-default"></div>
<p>La mostra sarà ospitata nella prestigiosa cornice del <strong>Museo Civico Archeologico</strong>, a partire <strong>dal 4 marzo e fino al 17 luglio</strong>. Promossa dal <strong>Comune di Bologna </strong>con il patrocinio della <strong>Regione Emilia-Romagna</strong>, è ideata e organizzata dalla società <strong>C.O.R. Creare Organizzare Realizzare </strong>di Roma. La curatela è di <strong>Alessandro Nicosia </strong>con la <strong>Fondazione Lucio Dalla</strong>, ed è il frutto di una <strong>lunga ricerca di materiali</strong>, molti dei quali esposti per la prima volta, che <strong>documentano l’intero percorso umano e artistico di uno dei più amati artisti italiani e internazionali </strong>che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica, dello spettacolo e della cultura.<br />
<em><br />
“Quello tra Lucio Dalla e Bologna è un legame indissolubile e straordinario </em>– sostiene <strong>il Sindaco di Bologna Matteo Lepore </strong>– <em>che traspare dalle sue canzoni e nel ricordo personale che molti bolognesi conservano di lui. A 10 anni dalla sua scomparsa, Bologna Città creativa della musica Unesco vuole celebrare la sua musica, le sue canzoni, il suo genio, attraverso una grande mostra. Voluta dalla Fondazione Lucio Dalla, con il sostegno del <strong>Comune di Bologna</strong></em><em>, al Museo Archeologico sarà possibile rivivere emozioni e ricordi e scoprire aspetti inediti di Lucio, che tanto ha amato Bologna e che da Bologna è fortemente ricambiato. Ne sono prova, a distanza di dieci anni, le continue dimostrazioni di affetto e di riconoscimento della città e dall’Italia tutta, per un autore che ha rappresentato una delle più alte espressioni popolari della nostra cultura”</em>.</p>
<p>Dichiara <strong>Stefano Bonaccini</strong>, <strong>Presidente della Regione Emilia-Romagna</strong>:<em>“Dedicare una mostra a Lucio Dalla è qualcosa di più che un semplice tributo. Abbiamo tutti una canzone di Lucio nel cuore. I suoi brani, la sua poetica, hanno accompagnato come una colonna sonora la nostra vita e quella di generazioni di italiani. È una prerogativa solo dei grandi artisti, quella di riuscire a essere così empatici, capaci di interpretare con le parole e la melodia di una canzone anche il nostro vissuto e i nostri stati d’animo. Per questo ho trovato subito veramente interessante l’idea di una mostra evento dedicata a questo nostro grande artista a dieci anni dalla sua scomparsa e a ottanta dalla nascita. Un’occasione per ripercorrere la sua produzione di cantante e compositore ma anche la dimensione umana, privata, così ironica e straripante. Lucio non è stato solo un grande musicista, ma anche un artista poliedrico che fu attore cinematografico, scrittore, regista teatrale, amante dello sport, appassionato di motori. In breve, un autore capace di interpretare l’anima e la storia del nostro Paese. Ringrazio dunque la Fondazione Lucio Dalla e l’azienda COR per averci offerto l’opportunità di questa mostra, per poi portare nuovamente, dopo Bologna, Lucio in tour a Roma, Milano, Napoli prima che all’estero</em>“.</p>
<p>Un percorso dal quale, partendo dall’infanzia, viene evidenziato come il <strong>rapporto con la musica di Lucio Dalla è sempre centrale ed è un elemento continuativo </strong>che lo seguirà per tutta la vita. Dice <strong>Alessandro Nicosia</strong>, <strong>curatore e organizzatore della mostra</strong>,(a cui si devono, tra le tante, esposizioni dedicate a Federico Fellini, ad Alberto Sordi, a Luciano Pavarotti, a Oriana Fallaci etc.): <em>“Presentare l’Universo Dalla in uno spazio di 1000 metri quadri è stata un’impresa difficile ma sicuramente affascinante; in lui la musica scorre dalla più tenera età, con estrema naturalezza. Grazie alla sua capacità innata di dare forma a qualsiasi espressione musicale gli capitasse alle orecchie, ha dato vita a questa incredibile carriera, lunga, intensa, multiforme, sempre all’insegna di strade nuove e inesplorate. Per avere un quadro più attento e preciso, ho condotto un lungo e approfondito lavoro di ricerca, leggendo tantissimi libri, interviste, giornali, guardando filmati, ma soprattutto intervistando chi realmente l’ha amato e conosciuto: in questo modo mi è stato possibile raccogliere numerosissime testimonianze fondamentali per riuscire a comporre una lettura esaustiva di una personalità così sfaccettata</em>“.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Oltre  dieci  le  sezioni  </strong>in  cui  è  suddivisa  l’esposizione: <em>Famiglia-Infanzia-Amicizie-Inizi musicali, Dalla ci racconta, Il clarinetto, Il museo Dalla, Dalla e la sua musica, Dalla e il cinema, Dalla e il teatro, Dalla e la televisione, l’Universo Dalla, Dalla e Roversi, Dalla e la sua Bologna</em>. Insieme ai documenti, tante foto, filmati, abiti di scena e altri aspetti che ci raccontano la sua vita, l’arte e le sue passioni. Per capire meglio il risultato finale di questa importante</p>
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<p style="text-align: center;">ricerca/esperienza va sottolineata la sezione <em>Universo Dalla</em>, con decine di foto del Maestro con tanti personaggi della cultura, i più importanti cantanti, i tantissimi collaboratori che lo accompagnarono puntualmente nel suo lavoro e, ancora, un’interessante chicca con <strong>un’enciclopedia di oltre 250 nomi </strong>di persone di ogni genere sociale, con cui ha avuto rapporti di lavoro e amicizia che lo hanno seguito per tutta la vita con gioia e con il massimo della considerazione. Con l’occasione l’esposizione sarà accompagnata da un prestigioso catalogo edito per i tipi di Skira che vede, tra le tante cose, un lungo elenco di straordinarie testimonianze raccolte in occasione delle celebrazioni che aiutano a capire Lucio Dalla.</p>
<p>Sottolinea <strong>Andrea Faccani</strong>, <strong>Presidente Fondazione Lucio Dalla</strong>:<em>“Lo scopo per cui abbiamo dato vita alla Fondazione Lucio Dalla, nel 2014, è quello di mantenere viva la memoria di Lucio e di raccontarne la storia. Ciò diviene ancora più importante e significativo nel biennio in cui ricorre il decennale della sua scomparsa e l’ottantesimo anniversario dalla nascita. Vorremmo che in questi due anni il ricordo di Lucio fosse corale, partecipato e diffuso. Che la memoria di questo grande artista e di questo incredibile uomo</em></p>
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<p><em>attraversasse come un brivido di emozione tutto il nostro Paese, per poi andare oltre, lontano e portare il ricordo di Lucio in giro per il mondo come quando io lo accompagnavo ai concerti. Sono tante le iniziative che Fondazione Lucio Dalla realizzerà e promuoverà, tanti coloro che saranno al fianco della Fondazione nel nome di Lucio e che ringraziamo per le idee, per l’omaggio, per l’entusiasmo con cui stiamo condividendo e condivideremo il ricordo di Lucio, da Bologna fino a Sorrento. Tra queste senz’altro la prima grande Mostra dedicata a Lucio Dalla sarà centrale e rappresenta per Fondazione Lucio Dalla un nuovo capitolo nella narrazione dedicata all’artista. La grande Mostra “LUCIO DALLA. Anche se il tempo passa” è un racconto emozionato ed emozionante  dell’uomo  e  dell’artista  che  da  Bologna  partirà  e  attraverserà  l’Italia offrendo l’opportunità di un incontro davvero speciale con Lucio”.</em></p>
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<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-42341" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/02/CeWD1i5A-214x300.jpg" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/02/CeWD1i5A-214x300.jpg 214w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/02/CeWD1i5A-730x1024.jpg 730w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/02/CeWD1i5A-768x1077.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/02/CeWD1i5A-1095x1536.jpg 1095w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/02/CeWD1i5A-1460x2048.jpg 1460w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/02/CeWD1i5A-scaled.jpg 1825w" alt="" width="214" height="300" /></figure>
</div>
<p><em><br />
</em><br />
La mostra è sostenuta da RAI, Cinecittà Luce, Special Partner Lavoropiù, si ringraziano Gruppo Hera, Banca di Bologna e Confcommercio Ascom Bologna, con la collaborazione di Universal Music Publishing Group,  Bologna  Welcome, SIAE  Società Italiana degli Autori ed Editori, Skira Editore, Fondazione Teatro Comunale di Bologna e Ticketone. Sponsor tecnico BIG Broker Insurance Group – CiaccioArte.</p>
<p><em>“Lucio Dalla, nel corso della sua vita, è stato ambasciatore della bolognesità in tutto il mondo. E lo è tuttora, grazie alla sua musica </em>– afferma <strong>Matteo Naldi</strong>,<strong> direttore Marketing di Lavoropiù </strong><em>-. La nostra azienda condivide con il Maestro un filo indissolubile con Bologna, città alla quale siamo molto legati e che contribuiamo a sostenere garantendo contributi a tutte le iniziative che riteniamo meritevoli. La mostra ‘Lucio Dalla. Anche se il tempo passa’ non poteva che essere una di queste, perché incarna alla perfezione il nostro spirito: un evento culturale che, in un luogo simbolo della città come il Museo Civico Archeologico, parla di musica e di arte coinvolgendo anche i giovani delle scuole medie e superiori con iniziative ad hoc. Siamo orgogliosi di avere sposato il progetto vestendo i panni di Special Partner”</em>.</p>
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		<title>Mambo. Dal 20 gennaio la personale Fronte Retro di Italo Zuffi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Jan 2022 20:59:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
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		<category><![CDATA[Italo Zuffi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="709" height="709" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405.jpeg 709w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p>
<p>MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna. Dal 20 gennaio al 1 maggio 2022  in esposizione “Fronte e retro”, mostra personale di Italo Zuffi (Imola, 1969), a cura di Lorenzo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/18/mambo-dal-20-gennaio-la-personale-fronte-retro/">Mambo. Dal 20 gennaio la personale Fronte Retro di Italo Zuffi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="709" height="709" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405.jpeg 709w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/E63E966F-41BE-4AD5-94E4-9AE8B64F9405-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></p><p><strong><i><span style="font-family: sans-serif; font-size: small;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">MAMbo &#8211; Museo d&#8217;Arte Moderna di Bologna. Dal 20 gennaio al 1 maggio 2022  in esposizione “Fronte e retro”, mostra personale di Italo Zuffi (Imola, 1969), a cura di Lorenzo Balbi e Davide Ferri.</span><br />
</i></strong></p>
<p>Bologna, 18 gennaio 2022 – Apre al MAMbo &#8211; Museo d’Arte Moderna di Bologna giovedì 20 gennaio 2022 Fronte e retro, mostra personale di Italo Zuffi (Imola, 1969), a cura di Lorenzo Balbi e Davide Ferri.<br />
L’opening dell’esposizione avrà luogo mercoledì 19 gennaio dalle h 18.00 alle 22.00, con ingressi contingentati al museo (25 persone ogni 10 minuti), nel rispetto delle capienze e delle norme anti Covid-19. Per accedere sarà richiesto il super green pass e l’uso della mascherina FFP2.<br />
Il progetto espositivo, che avrà un seguito a Palazzo De’ Toschi, sede delle iniziative dedicate all’arte contemporanea di Banca di Bologna, permette di presentare per la prima volta in modo esteso il lavoro di uno degli artisti italiani più importanti tra quelli nati alla fine degli anni Sessanta.<br />
Per il MAMbo la mostra prosegue il lavoro di indagine sull’arte italiana che il museo porta avanti da anni, a conferma della linea di ricerca che discende storicamente dalla GAM, presentando un artista legato al territorio in cui sorge il museo stesso; mentre per Banca di Bologna, nella Sala Convegni di Palazzo De’ Toschi, si tratterà della prima personale dedicata a un artista italiano.<br />
Fronte e retro è idealmente divisa in due momenti, in grado di richiamarsi e rilanciarsi reciprocamente: da una parte, al MAMbo, un percorso che permette di rileggere il lavoro dell’artista prendendo in considerazione uno spettro di opere che va dagli esordi, alla metà degli anni Novanta, fino al 2020. Dall’altra, a Palazzo De’ Toschi, una serie di nuove produzioni, di lavori realizzati per l’occasione e in reazione alle caratteristiche dello spazio, toccherà alcuni degli aspetti nodali della sua ricerca recente.<br />
La mostra, nel suo insieme, ruota attorno ad alcuni nuclei tematici che da sempre sostengono il lavoro di Zuffi e si traducono in contrasti e opposizioni che possono agire sul corpo (talvolta quello dell’artista stesso) come sulla forma scultorea: tra le idee di costruzione e al contempo di distruzione/caduta; di lavoro e, insieme, di dispersione di energia; di mollezza e di rigidità; di fragilità e di competizione.</p>
<p>I lavori presentati al MAMbo – opere di scultura, fotografia, video e performance, linguaggi attorno a cui si è sviluppata nel tempo la poetica di Zuffi – ricostruiscono il percorso dell’artista attraverso accostamenti inediti e senza necessariamente seguire una progressione cronologica.<br />
Le opere esposte, oltre cinquanta, generano nuove ipotesi di dialogo tra loro mettendo insieme le più note dell’artista ad alcune nuove o meno viste. Tra i lavori più conosciuti, ad esempio, due video degli inizi: The Reminder, l’immagine di un corpo che si tende e irrigidisce fino al limite delle sue possibilità, e Perimetro, all’interno del quale un corpo cerca di stabilire la sua relazione con lo spazio generando un senso di attesa e perpetua irrisoluzione.<br />
La Sala delle Ciminiere, invece, fa emergere alcuni degli aspetti più importanti della pratica scultorea dell’artista, attraverso una selezione di Scomposizioni e di Osservatori trasportabili, realizzati a cavallo tra anni Novanta e Duemila attorno all’idea di architettura, in diretto dialogo con gli spazi recuperati su progetto di Aldo Rossi, fino a una serie di cavalletti, oggetto emblematico della sua pratica, richiamo a un’idea di lavoro e di scultura che può mostrarsi nel suo svolgersi, senza necessariamente trovare una forma definitiva e The Mystery Boy, una serie di immagini in cui si vede un ragazzo, disteso sul pavimento, che sembra investire tutta l’energia e la concentrazione di cui è capace attorno a un’azione apparentemente inutile.<br />
Un’attenzione particolare è dedicata ai lavori che l’artista riunisce sotto il tema della competizione: Italo Zuffi esplora “dall’interno” i meccanismi del potere – soprattutto del sistema dell’arte contemporanea – così come si riflettono sia nelle istituzioni che li rappresentano e li sostengono, sia nella società in generale e li sovverte, li ridicolizza, li interpreta con azioni, performance e happening capaci di coinvolgere il pubblico e diventare opere/tracce in mostra.<br />
All’interno del percorso, inoltre, alcuni elementi (non del tutto configurabili come sculture) si completeranno attraverso le performance: si tratta, più che di oggetti di scena, di oggetti in attesa, o attorno ai quali si è già consumata l’energia di un’azione.<br />
Le performance attiveranno lo spazio in più punti e si svilupperanno a comporre un calendario che toccherà giornate diverse durante tutta la durata della mostra.<br />
Il primo momento performativo avviene durante l’opening della mostra il 19 gennaio, quando si potrà assistere all’attivazione di Elenco, traduzione di quattro elenchi di artisti italiani e di gallerie in brani musicali eseguiti dai Madcaps, gruppo musicale storico di Imola attivo dal 1988, che autoproduce e autodistribuisce la propria musica, composto da Maurizio Manzoni (voce), Marco Pelliconi (tastiere), Gianni Martini (chitarra), Fulvio Tassi (chitarra), Marco Mirri (basso) e Daniele Pelliconi (batteria). Gli elenchi sono tratti rispettivamente: da una lista di gallerie d’arte, dalla pubblicazione Espresso. Arte oggi in Italia (2000), da una classifica di artisti italiani pubblicata sulla rivista Flash Art, dal catalogo della mostra Bologna Contemporanea, 1975 – 2005 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, 2005. Ogni Elenco ha la stessa struttura: vi è una prima parte strumentale, durante la quale il cantante rimane silente e pressoché immobile; e una seconda parte dove invece si attiva per declamare, con enfasi/contrazione crescente, i nomi degli artisti.<br />
Sempre durante l’opening saranno attivate le opere Rassegna stampa, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Bologna, Partita a bocce con frutta, e Uscita n. 13, quest’ultima realizzata da Pawel und Pavel (un progetto artistico collaborativo fondato assieme a Margherita Morgantin).</p>
<p>Dalle h 16.00 alle 18.00 una speciale diretta radiofonica della trasmissione Portico, condotta da Morra MC &amp; La Totta, dallo studio di NEU Radio del MAMbo anticipa l&#8217;opening con interviste all&#8217;artista, ai curatori e ai Madcaps.<br />
A partire dal giorno dell’inaugurazione di Fronte e retro sarà nuovamente attivo il MAMbo Cafè, la caffetteria del museo con la nuova gestione affidata a Mapi srl per la durata di 13 mesi.<br />
La mostra a Palazzo De’ Toschi, che seguirà quella al MAMbo, si concentrerà soprattutto sulla pratica scultorea, configurata come fedele riproduzione di una forma, e messa in discussione della stessa attraverso intrusioni e frammentazioni. Questa parte del progetto, inoltre, evidenzierà uno degli aspetti fondamentali della ricerca di Zuffi degli ultimi anni: quello dell’indagine attorno alla parola, usata sia in forma poetica (si intitola Poesie Doppie una raccolta di brevi testi poetici dell’artista, scritti tra il 2013 e 2014) sia come elemento da cui si genera la forma scultorea.<br />
L’allestimento, che ogni anno reinterpreta in maniera completamente nuova lo spazio della Sala Convegni di Palazzo De’ Toschi, avrà uno dei suoi baricentri nel dialogo tra due opere commissionate per l’occasione: Civilizzando, un lavoro che si sviluppa a partire dalla parola, usata qui come strumento di descrizione di azioni semplici e quotidiane, accostate a generare processi di azione, reazione e sintesi; e una nuova versione de Gli ignari, uno dei lavori più importanti degli ultimi anni: una serie di nature morte in ceramica accompagnate dal suono di un fischio – in questo caso ricollocato in un inedita partitura. Ciascuna delle due opere sarà installata sulle pareti di una struttura triangolare, con una forte presenza scultorea all’interno dello spazio: i due poli, veri e propri dispositivi fruibili su ogni lato, saranno dotati di un’illuminazione autonoma e permettono al visitatore di creare un proprio percorso nell’oscurità della sala.<br />
Nella stessa Sala Convegni verrà anche presentato un terzo lavoro installativo, una riflessione sulla scultura a partire da una combinazione di elementi replicati – un frutto e un carrello su cui è posato – che recano su di sé le tracce di una alterazione che sembra tradurre l’idea di un contrasto e di un desiderio di ridefinire la forma attraverso un intervento reiterato.<br />
Infine, anche questa sede sarà animata da interventi performativi – in parte strettamente legati alle opere scultoree – a sottolineare ancora una volta l’importanza di questo mezzo espressivo nell’opera di Italo Zuffi.<br />
Nel corso della mostra al MAMbo sarà prodotta e resa disponibile una pubblicazione in lingua italiana e inglese sull’artista e il suo lavoro, edita da Corraini Edizioni.<br />
Si ringrazia il Dipartimento Cultura e Promozione della Città del Comune di Bologna per il fondamentale contributo nella realizzazione dell&#8217;esposizione.</p>
<p>ph.  cover Italo Zuffi, <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13">Ho difeso il tuo onore</i>, 2010, performance, courtesy l&#8217;artista</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F18%2Fmambo-dal-20-gennaio-la-personale-fronte-retro%2F&amp;linkname=Mambo.%20Dal%2020%20gennaio%20la%20personale%20Fronte%20Retro%20di%20Italo%20Zuffi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F18%2Fmambo-dal-20-gennaio-la-personale-fronte-retro%2F&#038;title=Mambo.%20Dal%2020%20gennaio%20la%20personale%20Fronte%20Retro%20di%20Italo%20Zuffi" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/18/mambo-dal-20-gennaio-la-personale-fronte-retro/" data-a2a-title="Mambo. Dal 20 gennaio la personale Fronte Retro di Italo Zuffi"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/18/mambo-dal-20-gennaio-la-personale-fronte-retro/">Mambo. Dal 20 gennaio la personale Fronte Retro di Italo Zuffi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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