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		<title>Tariffe sanitarie, UAP: “Così si danneggiano i cittadini. Il Ministero sospenda l’iter e ascolti gli erogatori”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/07/20/tariffe-sanitarie-uap-cosi-si-danneggiano-i-cittadini-il-ministero-sospenda-liter-e-ascolti-gli-erogatori/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tariffe-sanitarie-uap-cosi-si-danneggiano-i-cittadini-il-ministero-sospenda-liter-e-ascolti-gli-erogatori</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jul 2026 19:36:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Salute e Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[bozza]]></category>
		<category><![CDATA[nomenclatore tariffario]]></category>
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<p>UAP chiede al Ministero della salute di sospendere immediatamente l’iter approvativo del nuovo nomenclatore tariffario, di rendere conoscibili i dati e i criteri utilizzati e convocare con urgenza le associazioni&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1672" height="941" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/9E913FF1-73D8-4252-BC16-788C38FB9B64.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/9E913FF1-73D8-4252-BC16-788C38FB9B64.png 1672w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/9E913FF1-73D8-4252-BC16-788C38FB9B64-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/9E913FF1-73D8-4252-BC16-788C38FB9B64-1024x576.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/9E913FF1-73D8-4252-BC16-788C38FB9B64-768x432.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/9E913FF1-73D8-4252-BC16-788C38FB9B64-1170x658.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/07/9E913FF1-73D8-4252-BC16-788C38FB9B64-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 1672px) 100vw, 1672px" /></p><p><em>UAP chiede al Ministero della salute di sospendere immediatamente l’iter approvativo del nuovo nomenclatore tariffario, di rendere conoscibili i dati e i criteri utilizzati e convocare con urgenza le associazioni rappresentative degli erogatori</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="wp-block-paragraph">Le tariffe sanitarie sono gli importi riconosciuti dal Servizio sanitario nazionale alle strutture pubbliche e private accreditate per ogni visita, esame o trattamento erogato ai cittadini. Se tali importi non coprono i costi reali delle prestazioni, a essere danneggiati non sono soltanto gli erogatori, ma l’intero sistema sanitario e, prima di tutto, i pazienti.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Quando la sanità privata accreditata non riesce a coprire i costi di personale, reagenti, energia, tecnologie, manutenzioni e sicurezza, è costretta a ridurre l’offerta, rinviare gli investimenti o limitare le prestazioni rese per conto del SSN. Ne derivano meno servizi disponibili, liste d’attesa più lunghe e maggiore spesa a carico delle famiglie.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Anche le strutture sanitarie pubbliche subiscono direttamente gli effetti di tariffe insufficienti. Le prestazioni vengono contabilmente valorizzate a importi che possono risultare inferiori ai costi effettivamente sostenuti, con conseguenti squilibri di bilancio e minori risorse per personale, innovazione e investimenti.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il decreto tariffario del 25 novembre 2024 aveva previsto importi ritenuti insufficienti da numerosi operatori. Il TAR Lazio, con plurime sentenze, lo ha annullato con efficacia differita, rilevando carenze nell’istruttoria e nella metodologia: non risultava adeguatamente comprensibile sulla base di quali dati e attraverso quali passaggi fossero state determinate le tariffe.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Ci si sarebbe quindi aspettati che il nuovo procedimento fosse fondato sulla massima trasparenza e su un confronto preventivo con le organizzazioni rappresentative delle strutture pubbliche e private accreditate.</p>
<p class="wp-block-paragraph">È accaduto il contrario.</p>
<p class="wp-block-paragraph">La nuova bozza è stata portata all’attenzione della stampa senza che le associazioni di categoria fossero prima convocate per esaminare i dati, i criteri utilizzati e gli effetti concreti delle nuove tariffe. Non si contesta la diffusione pubblica dello schema. Si contesta che la comunicazione abbia preceduto il confronto con chi eroga quotidianamente le prestazioni e ne conosce i costi reali.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Dalla documentazione disponibile non è possibile sapere con sufficiente precisione quante strutture e quante osservazioni siano state effettivamente utilizzate per ciascuna branca, quali dati siano stati esclusi e quanto il campione finale sia rappresentativo delle diverse realtà territoriali e dimensionali del Servizio sanitario nazionale.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Per numerosi settori, inoltre, il Ministero non ha determinato il costo della singola prestazione, ma ha utilizzato valori medi relativi a interi centri di costo o a gruppi di prestazioni.</p>
<p class="wp-block-paragraph">A questo scopo è stata impiegata la classificazione FA-RE (dai nomi degli autori: Fadda e Repetto), elaborata originariamente per la Regione Emilia-Romagna. Il metodo riunisce in uno stesso gruppo prestazioni ritenute simili per tecnologie utilizzate, personale necessario, materiali, durata e modalità organizzative. Il Ministero ha quindi confrontato il costo complessivo del gruppo con i ricavi teorici prodotti dalle tariffe.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Il problema è che una media riferita all’intero gruppo può apparire equilibrata e, nello stesso tempo, nascondere singole prestazioni gravemente sotto-remunerate. Non è inoltre sufficientemente spiegato perché un modello sviluppato in uno specifico contesto regionale sia stato assunto come riferimento nazionale, né come i risultati medi dei gruppi siano stati trasferiti sulle tariffe dei singoli codici.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Emblematico è il caso del laboratorio. Un rapporto medio tra costi e ricavi pari al 99,7 per cento viene assunto come prova della sostanziale adeguatezza delle tariffe. Quel dato non dimostra, però, che ogni singolo esame sia correttamente remunerato: prestazioni in perdita possono essere compensate, nella media, da altre maggiormente remunerative.</p>
<p class="wp-block-paragraph">A ciò si aggiunge l’esclusione dal campione dei laboratori con meno di 200.000 prestazioni annue, con il rischio di costruire le tariffe prevalentemente sul modello dei grandi operatori, senza considerare adeguatamente i costi della prossimità territoriale e il ruolo delle strutture di piccole e medie dimensioni.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Deve essere chiarita anche la cosiddetta soglia del 3 per cento. Il Ministero ha stabilito che, quando la differenza tra i costi rilevati e i ricavi teorici prodotti dalle tariffe rimane compresa entro il 3 per cento, la tariffa non viene modificata. Non è però illustrato in modo sufficiente perché sia stata scelta proprio questa percentuale, né se la stessa soglia sia attendibile per settori caratterizzati da campioni, tecnologie e costi molto differenti.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Restano inoltre poco trasparenti i criteri con cui sono stati esclusi i valori considerati anomali e l’effetto prodotto da tali esclusioni sui risultati finali.</p>
<p class="wp-block-paragraph">A questo punto è legittimo chiedersi se il procedimento seguito stia realmente perseguendo l’interesse pubblico, che non consiste nel mantenere formalmente basse le tariffe, bensì nel garantire ai cittadini prestazioni effettivamente disponibili, tempestive e di qualità, senza trasferire sui bilanci delle strutture pubbliche e private il costo di una remunerazione insufficiente.</p>
<p class="wp-block-paragraph">UAP chiede pertanto al Ministero della salute di sospendere immediatamente l’iter della bozza, rendere conoscibili i dati e i criteri utilizzati e convocare con urgenza le associazioni rappresentative degli erogatori prima del concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e della conclusione del passaggio in Conferenza Stato-Regioni.</p>
<p class="wp-block-paragraph">Senza tariffe sostenibili non si tutelano i conti pubblici: si riducono le prestazioni, si allungano le attese e si indebolisce l’intero Servizio sanitario nazionale.</p>
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