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		<title>Michelangelo La Luna protagonista della Settimana della lingua italiana in America</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Demetrio Fortunato Crucitti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2026 11:53:16 +0000</pubDate>
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<p>In occasione della Settimana della lingua italiana in America, Demetrio Fortunato Crucitti intervista per Lafrecciaweb.it Michelangelo La Luna, docente della University of Rhode Island. Dalla Calabria agli Stati Uniti, un&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em><strong>In occasione della Settimana della lingua italiana in America, Demetrio Fortunato Crucitti intervista per Lafrecciaweb.it Michelangelo La Luna, docente della University of Rhode Island. Dalla Calabria agli Stati Uniti, un percorso tra promozione della lingua e della cultura italiana, scambi universitari e trent’anni di ricerca sul Falso Boccaccio, l’anonimo commentatore della Commedia di Dante Alighieri</strong></em></p>
<p>Roma, 22 ottobre 2026 . Michelangelo La Luna, Full Professor III di Lingua e Letteratura Italiana presso la University of Rhode Island, racconta il proprio percorso dalla Calabria agli Stati Uniti, l’impegno nella promozione degli scambi universitari e della cultura italiana e la lunga ricerca che ha condotto alla pubblicazione del recente volume Falso Boccaccio, <em>Chiose alla «Commedia» di Dante Alighieri contenute nel manoscritto MS Ital. 54, Houghton Library, Harvard University</em>.</p>
<p><strong>Professor La Luna, partiamo dalle sue origini. Dove è nato e dove ha compiuto i suoi primi studi?</strong></p>
<p>Sono nato a San Demetrio Corone, in provincia di Cosenza, uno dei più importanti centri culturali della comunità arbëreshe. Mi sono laureato in Lettere classiche presso l’Università della Calabria, dove ho conseguito anche un dottorato di ricerca in Albanologia e un post-dottorato in Discipline linguistiche.</p>
<p>La Calabria e le mie origini hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia formazione. Crescere in un ambiente caratterizzato dalla presenza di lingue, culture e tradizioni differenti mi ha reso particolarmente sensibile ai problemi della trasmissione linguistica, della memoria e dell’identità culturale.</p>
<p><strong>Come è avvenuto il suo trasferimento negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Mi sono trasferito negli Stati Uniti nel 1991. La prima tappa è stata la University of Pittsburgh; successivamente ho studiato e insegnato alla Harvard University, dove ho conseguito un Master’s e un Ph.D. in Romance Languages and Literatures. Quello che inizialmente poteva sembrare un periodo di studio all’estero si è trasformato in un percorso umano e professionale molto più lungo. Dal 2003 insegno presso la University of Rhode Island.</p>
<p><strong>Qual è oggi la sua attività alla University of Rhode Island?</strong></p>
<p>Sono Full Professor III di Lingua e Letteratura Italiana nel Department of Modern and Classical Languages and Literatures. Accanto all’insegnamento e alla ricerca, dirigo i programmi Italian International Engineering, Business e Pharmaceutical Sciences, che permettono agli studenti di integrare lo studio avanzato dell’italiano con la propria formazione professionale.</p>
<p><strong>Dopo il trasferimento negli Stati Uniti ha continuato a mantenere rapporti con l’Italia?</strong></p>
<p>Non ho mai interrotto i rapporti con l’Italia. Al contrario, per circa vent’anni ho accompagnato studenti americani in Calabria: inizialmente studenti di Harvard e, successivamente, della University of Rhode Island.</p>
<p>Ho cercato di offrire loro non una semplice esperienza turistica, ma un’autentica immersione nella lingua, nella cultura e nella vita italiana. Al soggiorno di studio in Calabria abbiamo affiancato visite culturali a Roma, Napoli, Pompei, Taormina, Noto, Siracusa, Otranto, Lecce, Matera ecc. Gli studenti hanno così potuto conoscere realtà italiane molto diverse, comprese regioni meno presenti nei tradizionali itinerari dei programmi universitari americani. Tanti di loro sono rimasti molto legati a me e alla nostra terra: da quei viaggi sono venuti fuori trasferimenti in Italia o negli Stati Uniti, matrimoni, unioni salde che durano nel tempo. Ogni estate qualcuno torna con la famiglia a trovarci e con alcuni di loro sono nate amicizie profonde, che durano ancora oggi. Basta menzionare il mio amico fraterno Nick Diaco, che continua a parlare in italiano in casa con la moglie siciliana e il figlio. Basta menzionare il mio amico fraterno Nick Diaco, che continua a parlare italiano in casa con la moglie siciliana, il figlio e il cane. È stato proprio Nick a convincere i suoi genitori a istituire una donazione in memoria del nonno, Raphael Teodoro, destinata a sostenere l’Italian International Engineering Program. Grazie a questo fondo, ogni anno numerosi studenti della URI ricevono borse di studio per le loro esperienze di studio in Italia e possiamo promuovere diverse attività culturali legate alla lingua e alla cultura italiana.</p>
<p><strong>Possiamo quindi dire che la sua attività rappresenta un ponte fra l’Italia e gli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Credo di sì, e considero questa una delle componenti più importanti del mio lavoro. Il mio ruolo non consiste soltanto nell’insegnare la lingua e la letteratura italiana negli Stati Uniti, ma anche nel favorire la mobilità degli studenti e la collaborazione fra istituzioni americane e italiane.</p>
<p>L’Italian International Engineering Program della URI permette agli studenti di conseguire una doppia laurea, combinando l’ingegneria con lo studio avanzato dell’italiano. Il percorso prevede un soggiorno all’estero della durata di un anno durante il quale gli studenti frequentano l’Università della Calabria o l’Università degli Studi di Napoli Parthenope e svolgono un tirocinio o un periodo di ricerca presso gli stessi atenei o presso un’impresa privata. Nello stesso tempo, nell’ambito degli accordi di scambio, accogliamo gratuitamente alla URI studenti provenienti dalle due università italiane. Lo scambio si svolge quindi in entrambe le direzioni e crea legami accademici, professionali e umani fra i due Paesi. È possibile inoltre conseguire un doppio titolo di laurea magistrale/Masters (URI-Parthenope) in ingegneria meccanica per i nostri studenti e per quelli della Parthenope.</p>
<p><strong>Quali dimensioni ha oggi il programma undergraduate di italiano della University of Rhode Island?</strong></p>
<p>Grazie all’IEP e agli altri percorsi internazionali che collegano l’italiano all’economia, alle scienze politiche e alla diplomazia, nonché al fashion, la URI possiede oggi uno dei maggiori programmi undergraduate di italiano degli Stati Uniti per numero di majors. In base ai dati in nostro possesso, siamo secondi soltanto alla University of Arizona. Il confronto è particolarmente significativo se si considerano le dimensioni dei due atenei. La University of Rhode Island conta circa 17.000 studenti, mentre la University of Arizona ne supera 54.000, con oltre 43.000 undergraduate. Il fatto che un’università delle dimensioni della URI riesca a mantenere un numero così elevato di Italian majors dimostra la forza di un modello che collega lo studio della lingua a percorsi professionali concreti.</p>
<p><strong>Il suo ruolo di collegamento comprende anche docenti, amministratori universitari e rappresentanti del mondo professionale?</strong></p>
<p>Certamente. Il mio lavoro non riguarda soltanto la mobilità degli studenti. Cerco anche di portare in Italia colleghi, amministratori e responsabili di programmi internazionali americani, affinché possano conoscere direttamente le nostre università partner e sviluppare nuove forme di collaborazione. Alcuni di loro hanno svolto e svolgono tuttora il loro periodo di sabbatico in Italia.</p>
<p>Dopo la positiva esperienza realizzata a Napoli nel 2018, nel luglio 2027 torneremo nella città partenopea per un nuovo IEP Board Meeting. Vi parteciperanno docenti e amministratori di diverse università, rappresentanti delle imprese, professionisti, ex consoli, ambasciatori e altre personalità impegnate nelle relazioni internazionali. La riunione coinciderà con il periodo delle regate finali della 38ª America’s Cup, che Napoli ospiterà per la prima volta. Successivamente, una delegazione si recherà all’Università della Calabria per lavorare alla definizione di nuovi accordi. Anche questo dimostra che gli scambi possono produrre collaborazioni istituzionali ampie e durature.</p>
<p><strong>La promozione della cultura italiana comprende anche l’organizzazione di incontri con scrittori e studiosi?</strong></p>
<p>Sì. Nel corso degli anni ho invitato alla University of Rhode Island numerosi scrittori, studiosi e personalità della cultura italiana, organizzando conferenze, incontri con gli studenti e presentazioni aperte anche al pubblico. A partire dal 2012 ho organizzato vari tour negli Stati Uniti per Dacia Maraini, accompagnandola in incontri e conferenze presso diverse università. Ho organizzato anche un tour americano per Carmine Abate, autore al quale sono legato sia per l’interesse verso la letteratura arbëreshe sia per la traduzione di <em>Il ballo tondo</em>.</p>
<p>Queste iniziative permettono agli studenti americani di entrare direttamente in contatto con gli autori studiati nei corsi e, nello stesso tempo, offrono agli scrittori italiani la possibilità di incontrare un pubblico universitario internazionale. Questa attività si è estesa anche all’organizzazione, per diversi anni, dell’International Women’s Day alla URI, ma vorrei anche ricordare la lecture “The European Union in the Global Community” tenuta nel 2011 dal Presidente Romano Prodi. Gli incontri hanno coinvolto Dacia Maraini, studiosi provenienti da Harvard, Fordham, Mount Holyoke, University of Texas at Austin, Hunter College e altri atenei, insieme a rappresentanti dell’università e delle istituzioni.</p>
<p><strong>La sua collaborazione con le istituzioni italiane negli Stati Uniti va oltre l’ambito universitario?</strong></p>
<p>Sì. Mantengo stretti rapporti con il Consolato Generale d’Italia a Boston e con il console Arnaldo Minuti e partecipo alle iniziative promosse nel campo della cultura, della letteratura e della lingua italiana. Il console Minuti è stato anche tre volte nostro ospite alla University of Rhode Island, a testimonianza di una collaborazione particolarmente viva con il nostro programma. Queste attività mettono in comunicazione università, scuole, associazioni e comunità italiane e italoamericane presenti sul territorio, come quella che fa capo alla Dante Alighieri di Westerly, centro dalla forte presenza calabrese, alimentata in particolare dall’immigrazione proveniente da Acri, e nota anche per la sua <em>soupy</em>, la caratteristica soppressata di tradizione calabrese alla quale è dedicato ogni anno un festival condotto da Steve Schirripa, il celebre Bobby “Bacala” della serie <em>I Soprano</em>.</p>
<p>Nel 2024 i nostri studenti hanno inoltre vinto il concorso per scuole e università promosso dal Consolato nell’ambito della XXIV Settimana della Lingua Italiana nel Mondo, nell’anno in cui Boston era stata designata «Capitale della Creatività Italiana nel Mondo».Faccio inoltre parte dell’Osservatorio della lingua italiana del New England, coordinato con grande impegno e competenza da Ivana Marroncelli, attraverso il quale collaboro con colleghi e rappresentanti delle istituzioni alla promozione e alla tutela dell’italiano, con particolare attenzione al suo insegnamento nelle scuole e nelle università e alla sua trasmissione alle nuove generazioni<strong>.</strong></p>
<p><strong>Che cosa significa insegnare la lingua e la cultura italiana negli Stati Uniti?</strong></p>
<p>Significa mostrare che l’Italia non è soltanto il suo straordinario patrimonio storico e artistico, ma anche una realtà viva, complessa e contemporanea, nonché un paese all’avanguardia in numerosi settori della ricerca scientifica e farmaceutica. Gli studenti sono spesso inizialmente attratti dall’arte, dalla musica, dal cinema, dalla cucina o dalla storia italiana. Il nostro compito è condurli verso una conoscenza più profonda della lingua, della letteratura e della società. Dobbiamo inoltre mostrare che lo studio dell’italiano può diventare parte integrante della loro formazione professionale e aprire concrete opportunità internazionali.</p>
<p><strong>La sua attività scientifica non è cominciata con il volume sul Falso Boccaccio. Di quali autori si è occupato nel corso degli anni?</strong></p>
<p>La mia ricerca ha attraversato periodi e ambiti differenti della letteratura italiana, dal Medioevo alla contemporaneità. Ho pubblicato studi su Dante Alighieri, Girolamo De Rada, Luigi Capuana, Giovanni Verga, Pier Paolo Pasolini, Dacia Maraini e Carmine Abate.</p>
<p>Una parte significativa del mio lavoro è stata dedicata a Girolamo De Rada, del quale ho curato, fra gli altri, l’<em>Autobiografia</em>, le <em>Opere letterarie in italiano</em> e le corrispondenze con Niccolò Tommaseo e Angelo De Gubernatis. L’interesse per De Rada è legato anche alle mie origini arbëreshe e allo studio dei rapporti fra lingua, letteratura, memoria e identità.</p>
<p>Mi sono occupato a lungo anche di Dacia Maraini. Come direttore della collana <em>Sophia</em> della casa editrice conSenso publishing, diretta da Giuseppe Zangaro, ho promosso e curato numerosi volumi dedicati alla sua opera e ai suoi scritti, fino a <em>Scritture segrete</em>, pubblicato da Rizzoli nel 2025. Ho inoltre pubblicato l’edizione critica dell’autografo di <em>Reginotta</em> di Luigi Capuana.</p>
<p><strong>Nel suo percorso ha avuto un ruolo importante anche la traduzione letteraria?</strong></p>
<p>Sì. La traduzione è un’altra forma di mediazione fra lingue e culture. Nel 2024 la Rutgers University Press ha pubblicato <em>The Round Dance</em>, la mia traduzione inglese del romanzo <em>Il ballo tondo</em> di Carmine Abate.</p>
<p>Alla fine del 2026 è prevista anche la pubblicazione di <em>In the Streets of Milan and Other Stories</em>, traduzione delle novelle milanesi di Giovanni Verga raccolte in <em>Per le vie</em>, realizzata con Susan Amatangelo e Tullio Pagano e pubblicata dalla Fondazione Giovanni Verga e dal Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania.</p>
<p><strong>Passiamo al suo nuovo libro. Quando è iniziato il suo interesse per il manoscritto conservato alla Houghton Library di Harvard?</strong></p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-117146 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/The-falso-boccaccio-libro-Michelangelo-La-Luna-.jpg" sizes="(max-width: 689px) 100vw, 689px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/The-falso-boccaccio-libro-Michelangelo-La-Luna-.jpg 689w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/The-falso-boccaccio-libro-Michelangelo-La-Luna--240x300.jpg 240w" alt="" width="448" height="560" /></figure>
</div>
<p>Il mio incontro con il manoscritto MS Ital. 54 della Houghton Library risale alla fine degli anni Novanta. Compresi subito che conteneva un materiale importante e in gran parte ancora da studiare. Da quella prima consultazione è nato un progetto che mi ha accompagnato per quasi trent’anni.</p>
<p><strong>Che tipo di manoscritto è l’MS Ital. 54?</strong></p>
<p>È un codice copiato nel 1457, composto da 158 carte di circa 43 centimetri e ancora conservato nella sua antica legatura in assi di legno. Contiene il testo dell’<em>Inferno</em> e del <em>Paradiso</em>, accompagnato da un esteso apparato di chiose. Si tratta di un testimone particolarmente importante della tradizione del commento anonimo alla <em>Commedia</em> conosciuto con il nome convenzionale di Falso Boccaccio.</p>
<p><strong>Perché questo commentatore viene chiamato Falso Boccaccio?</strong></p>
<p>Le chiose furono per lungo tempo attribuite a Giovanni Boccaccio, ma gli studi hanno dimostrato che non possono essere opera sua. Nonostante ciò, il nome convenzionale di Falso Boccaccio è rimasto in uso. L’identità dell’autore è ancora incerta, ma le chiose costituiscono una testimonianza preziosa della prima ricezione della <em>Commedia</em> e dell’ambiente culturale nel quale il poema veniva letto e interpretato nel Trecento.</p>
<p><strong>In che cosa consiste il volume da lei pubblicato?</strong></p>
<p>Il lavoro non si limita alla trascrizione del testo. Ricostruisce la storia del manoscritto, esamina la tradizione del commento e analizza le fonti storiche, letterarie, linguistiche e teologiche utilizzate dall’anonimo commentatore. È il risultato di un’indagine filologica durata quasi trent’anni e sostenuta anche da due finanziamenti della University of Rhode Island.</p>
<p><strong>Quali sono le principali novità emerse dalla sua ricerca?</strong></p>
<p>Una delle questioni più significative riguarda i rapporti fra il Falso Boccaccio e Benvenuto da Imola, uno dei maggiori commentatori trecenteschi di Dante. Numerose chiose presentano coincidenze di contenuto e, in alcuni casi, precise affinità linguistiche con il <em>Comentum</em> di Benvenuto.</p>
<p>Alcuni materiali del Falso Boccaccio sembrano però precedere la redazione definitiva del commento di Benvenuto. Questo obbliga a riesaminare la direzione dei rapporti fra i due testi: potrebbe esserci una fonte comune; Benvenuto potrebbe aver conosciuto e utilizzato una forma precedente delle chiose; oppure, come ipotesi ancora da verificare, i due commenti potrebbero ricondursi allo stesso autore.</p>
<p><strong>Nel libro emergono anche rapporti con il francescanesimo spirituale. Perché sono importanti?</strong></p>
<p>Alcune chiose rivelano una particolare attenzione per Gioacchino da Fiore, per san Francesco, per gli Spirituali francescani e per la critica alla corruzione della Chiesa. Questi elementi permettono di collocare il commento in un ambiente culturale e religioso più preciso.</p>
<p>Ho preso in considerazione anche la possibilità di un collegamento con figure come Tedaldo della Casa e con gli ambienti francescani di Santa Croce a Firenze. Non abbiamo ancora una prova definitiva dell’identità dell’autore, ma questi indizi possono contribuire a restringere il campo della ricerca.</p>
<p><strong>Possiamo dunque affermare che il Falso Boccaccio fosse Benvenuto da Imola?</strong></p>
<p>Per il momento parlerei di un’ipotesi di ricerca, non di una conclusione definitivamente dimostrata. Le corrispondenze sono numerose e talvolta sorprendenti, ma bisogna procedere con grande cautela.</p>
<p>Occorre confrontare sistematicamente tutti i manoscritti, ricostruire la cronologia delle diverse redazioni e individuare, quando possibile, le fonti comuni. La filologia non deve forzare i dati: deve formulare ipotesi e sottoporle continuamente alla verifica dei testi.</p>
<p><strong>Il volume ha suscitato interesse anche al di fuori dell’ambito strettamente filologico. Come lo spiega?</strong></p>
<p>Il libro parte da un manoscritto medievale, ma, come dicevo prima, tocca molti campi. Inoltre, racconta indirettamente una storia molto moderna: quella di un manoscritto fiorentino giunto negli Stati Uniti, conservato a Harvard e studiato da un ricercatore italiano che vive e insegna in America. Credo che anche questa dimensione di dialogo fra Italia e Stati Uniti contribuisca all’interesse suscitato dal volume.</p>
<p>Nel corso dell’estate il libro è stato presentato in diverse città italiane. Che esperienza è stata?</p>
<p>È stata un’esperienza particolarmente intensa. Ho presentato il lavoro in sedi istituzionali e culturali molto diverse, tra cui il Senato della Repubblica, l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli e l’Accademia Cosentina, oltre a biblioteche, musei, centri di studio e festival. Questi incontri mi hanno permesso di dialogare sia con gli studiosi sia con numerosi lettori non specialisti.</p>
<p>Il volume ha ricevuto attenzione dalla stampa e dalla televisione. Al di là dei riconoscimenti, mi ha colpito soprattutto l’interesse del pubblico per la storia del manoscritto, per l’identità ancora misteriosa del suo autore e per il lavoro concreto del filologo.</p>
<p><strong>Tra i prossimi appuntamenti è previsto anche un intervento a Bologna. Di che cosa parlerà?</strong></p>
<p>Il 2 e 3 dicembre 2026 parteciperò alla X Giornata Internazionale di Studi organizzata dal CESBI, il Centro Studi su Benvenuto da Imola, presieduto dalla professoressa Giuseppina Brunetti, dantista e filologa dell’Università di Bologna. Il mio intervento sarà dedicato ad alcune chiose che mostrano forti corrispondenze fra il Falso Boccaccio e Benvenuto. Sarà un’importante occasione di confronto per comprendere se queste affinità derivino dall’impiego di fonti comuni, dalla conoscenza diretta di un testo da parte dell’altro oppure se possano offrire nuovi elementi per riesaminare la questione dell’identità dell’autore.</p>
<p><strong>Qual è il suo prossimo progetto di ricerca sul Falso Boccaccio?</strong></p>
<p>Il volume dedicato al manoscritto di Harvard rappresenta un punto di arrivo, ma anche l’inizio di una nuova fase. Il progetto più ambizioso è realizzare un’edizione critica complessiva delle <em>Chiose alla «Commedia»</em>, confrontando sistematicamente tutti i 21 testimoni manoscritti oggi conosciuti.</p>
<p>Sarà un lavoro lungo, perché la tradizione è ampia e complessa, ma soltanto attraverso questo confronto sarà possibile comprendere pienamente la formazione del commento, le sue diverse redazioni e la sua circolazione.</p>
<p><strong>Accanto ai suoi progetti accademici, sta lavorando anche a un’opera di carattere più personale?</strong></p>
<p>Sì. Sto scrivendo un libro ispirato alla mia esperienza negli Stati Uniti, una sorta di fiction, o meglio un’opera a metà fra autobiografia e finzione narrativa. Alcuni episodi e personaggi vengono rielaborati letterariamente, ma gran parte di ciò che racconto nasce da esperienze realmente vissute.</p>
<p>Vorrei mostrare la vita vera negli Stati Uniti, soprattutto quella che si svolge lontano dalle grandi città, dai riflettori e dall’immagine dell’America costruita dal cinema e dalla televisione. Esiste un’America quotidiana, provinciale e talvolta contraddittoria che raramente viene rappresentata: è quella che ho conosciuto vivendo, studiando e insegnando qui per molti anni.</p>
<p>Nel libro racconto anche alcuni incontri che hanno segnato il mio percorso intellettuale e personale. Tra questi vi è l’incontro che ebbi con Umberto Eco durante gli anni trascorsi a Harvard. Spero di riuscire a completare il libro entro l’estate del 2027.</p>
<p><strong>Le facciamo  tanti  auguri  per il suo lavoro in itinere  libro/fiction che potrebbe portare  tanti giovani cineasti calabresi o siciliani  a proporre una vera fiction televisiva e magari prodotta negli Studios, come dicono in America, ma  di Lamezia Terme, in provincia di Catanzaro, Italy. </strong></p>
<p><strong>@Riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Via libera al Ponte sullo Stretto: il progetto diventa realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 09:04:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1708" height="1179" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg 1708w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-300x207.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1024x707.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-768x530.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1536x1060.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1170x808.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-585x404.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1708px) 100vw, 1708px" /></p>
<p>Approvato dal Cipess il piano definitivo per l’opera che collegherà Calabria e Sicilia. Sarà il ponte a campata unica più lungo del mondo. Lavori al via nel settembre 2025, finanziamento&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1708" height="1179" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg 1708w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-300x207.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1024x707.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-768x530.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1536x1060.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1170x808.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-585x404.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1708px) 100vw, 1708px" /></p><p>Approvato<i> dal Cipess il piano definitivo per l’opera che collegherà Calabria e Sicilia. Sarà il ponte a campata unica più lungo del mondo. Lavori al via nel settembre 2025, finanziamento interamente pubblico. Esultano Salvini e il governo, ma le opposizioni e gli ambientalisti alzano le barricate</i></p>
<p>Il Ponte sullo Stretto di Messina non è più solo un’idea sospesa tra promesse e polemiche: è realtà. Mercoledì<b> 6 agosto</b>, il <b>Cipess</b> (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha approvato il progetto definitivo dell’opera destinata a <b>collegare Calabria e Sicilia</b>. Un’infrastruttura ambiziosa, pensata per rispondere a esigenze di mobilità e sviluppo che si distingue anche per alcune caratteristiche tecniche da primato.</p>
<p>Il ponte sarà il più lungo al mondo a campata unica, con una campata centrale di 3.300 metri sospesa sul mare. Le torri, alte 399 metri, svetteranno più dell’Empire State Building. Il piano stradale sarà posizionato a 70 metri sopra il livello del mare, permettendo il passaggio delle navi senza interferenze. Una struttura imponente, certo, ma anche pensata per durare: resisterà a terremoti fino a magnitudo 7,5, a raffiche di vento fino a 216 km/h e alle correnti dello Stretto, che possono raggiungere i 3 metri al secondo.</p>
<p>Non si tratta solo di una sfida ingegneristica, ma anche di un cambio radicale nei trasporti tra le due regioni. Ogni giorno sul ponte potranno transitare <b>circa 6.000 veicoli e 200 treni</b>, riducendo l’attuale tempo di attraversamento <b>da oltre due ore con il traghetto a circa 15 minuti</b>.</p>
<p>Il progetto sarà interamente finanziato dallo Stato, con una copertura economica già approvata di <b>11,63 miliardi di euro</b>, grazie al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e ad altri fondi pubblici, come stabilito dal DL 35/2023 e dalla legge 58/2023. L’inizio dei lavori è previsto per <b>settembre 2025, con una conclusione stimata entro il 2032</b>.</p>
<p>“Siamo davanti a un grande risultato per l’Italia, per il Sud, per il futuro,” ha commentato il ministro delle Infrastrutture <b>Matteo Salvini</b>, che da tempo ha fatto del Ponte una delle sue principali battaglie politiche. “Dopo decenni di parole, finalmente si parte. Il Ponte non è solo un’opera strategica, è un simbolo: unisce territori, persone, opportunità.”</p>
<p>Ma come accade spesso in Italia, accanto agli applausi non mancano le critiche. A guidare il fronte del “no” ci sono il <b>Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, i Verdi, e gran parte del mondo ambientalista</b>. Per  loro, l’opera è inutile, costosa e dannosa per l’ambiente. “È un’opera anacronistica, che devasta un ecosistema fragile e non risponde ai veri bisogni delle comunità,” ha dichiarato <b>Ebe Giacometti</b>, presidente di Italia Nostra. Altri, come Legambiente e WWF, chiedono piuttosto di <b>investire sulle ferrovie locali, sulla manutenzione delle infrastrutture esistenti e sulla mobilità sostenibile</b>.</p>
<p>Nonostante le divisioni, però, l’approvazione del progetto segna un punto di non ritorno. Dopo decenni di annunci, dietro questa decisione ci sono numeri, fondi, date. Il Ponte sullo Stretto – sogno, incubo o scommessa, a seconda dei punti di vista – è pronto a prendere forma. E l’Italia, volente o nolente, si prepara a costruire la più grande opera ingegneristica della sua storia recente.</p>
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		<title>Il doppiaggio atterra in Calabria. Omaggio a Oreste Lionello</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/07/il-doppiaggio-atterra-in-calabria-omaggio-a-oreste-lionello/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-doppiaggio-atterra-in-calabria-omaggio-a-oreste-lionello</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 13:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[recitazione]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="765" height="366" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81.jpeg 765w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81-300x144.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81-585x280.jpeg 585w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></p>
<p>di Antonella La Mantia Conferenza stampa di inaugurazione della prima sala di doppiaggio presso la Scuola di Recitazione della Calabria. 11 e il 12 maggio l&#8217;evento. Giorni fa il confronto&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>di Antonella La Mantia</b><br />
Conferenza stampa di inaugurazione della prima sala di doppiaggio presso la Scuola di Recitazione della Calabria. 11 e il 12 maggio l&#8217;evento. Giorni fa il confronto tra professionisti come Filippo Quartuccio, Walter Cordpoatri, Cristiana Lionello, Pasquale Anselmo e Claudio Gubitosi, sul tema della recitazione e dell’importanza formativa di recitazione. A presentare l’incontro il giornalista Marco Bonardelli</em></p>
<p>Giovedì 2 maggio si è tenuta la conferenza stampa “Si può fare”, un incontro in occasione dell’inaugurazione della sala di doppiaggio che si terrà presso la Scuola di Recitazione della Calabria (SRC) l’undici e dodici maggio. L’iniziativa vuole anche onorare Oreste Lionello: un attore, cabarettista, doppiatore, direttore del doppiaggio, dialoghista, comico e conduttore televisivo.</p>
<p>Nonostante le origini greche di Lionello a causa degli spostamenti lavorativi del padre, maresciallo dell’esercito, si stabilisce a Reggio Calabria. Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Palermo, lavora a lungo presso lo studio di un notaio. Il richiamo verso il palcoscenico è però talmente tanto forte che si iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica. Per perseguire il suo sogno e la passione per la recitazione si trasferisce a Roma. Entra così a far parte della “Compagnia del Teatro Comico Musicale di Radio-Roma” e contribuisce a dar vita al cabaret italiano, genere cui rimarrà sempre legato.</p>
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-69216" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Oreste-Lionello.jpeg" alt="" width="220" height="259" /><figcaption class="wp-element-caption">Oreste Lionello nel 1980</figcaption></figure>
<p>Per omaggiare il suo contribuito al patrimonio artistico italiano, durante l’inaugurazione si terrà una Masterclass con importanti attori e doppiatori italiani: Cristiana Lionello (nonché sua figlia), Renato Cortesi, Carlo Valli e Pasquale Anselmo.</p>
<p>A presentare la conferenza stampa di giovedì scorso è stato Marco Bonardelli, giornalista pubblicista e blogger che vive la sua vita tra Messina e Roma. Attento conoscitore del mondo dello spettacolo, collabora dal 2012 con le pagine di Cultura e Spettacoli della “Gazzetta del Sud” di Messina e dal 2011 è caporedattore di Enciclopedia del Doppiaggio.it, media partner del Gran Premio Internazionale del Doppiaggio organizzato da Ince Media e condotto da Pino Insegno.</p>
<p>Il fulcro dell’incontro è stato mettere in luce l’arte sia della recitazione che del doppiaggio e l’importanza che ha all’interno della nostra cultura.</p>
<p>Il consigliere metropolitano delegato alla cultura, Filippo Quartuccio ha definito la Scuola di Recitazione della Calabria come <em>una grande iniziativa di spessore culturale ed educativo, perfetta per un territorio attento alla cultura e alla diffusione del mondo dello spettacolo come la Calabria</em>.</p>
<p>La recitazione, come affermato da Quartuccio, deve essere un sogno prima che un lavoro, per questo motivo la masterclass che si terrà durante l’inaugurazione coinvolgerà tutti quei ragazzi che vorranno perseguire la propria passione nel mondo.</p>
<p>L’ideatore e il Direttore dell’unica SRC-Scuola di Recitazione della Calabria supportata culturalmente dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Giffoni Film Festival è Walter Cordpoatri, oggi ospitante tra i 130 e 150 allievi.</p>
<p>Ha scelto di aprire questa scuola in quanto lui stesso <em>vive di emozioni e sogni e per tale motivo l’accademia esiste: per permettere alle persone di rincorrere il sogno della recitazione</em>. Grazie a questo percorso l’attore viene formato a 360°, non vincolandolo solamente a una categoria specifica come attore cinematografico o teatrale. Per rendere la formazione ancora più completa si è deciso di includere tra gli studi anche l’arte del doppiaggio, con l’obbiettivo futuro di inserire lezioni di dizione anche durante i “normali studi quotidiani” come italiano o matematica. Anche Pasquale Anselmo, attore e doppiatore italiano, ritiene fondamentale questo progetto “<em>Le scuole artistiche non insegnano il talento, bensì sono lo strumento fondamentale per scoprirlo e insegnare come sfruttarlo. Bisogna uscire dalla logica del social e della spunta blu, la recitazione si basa su talento, passione e fatica. Sono scuole che durano anni, richiedono temerarietà e impegno. La smania non serve per diventare professionisti, ma l’amore per quello si fa è fondamentale”.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-69212" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-1024x768.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-1024x768.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-300x225.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-768x576.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-1536x1153.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-2048x1537.jpeg 2048w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-678x509.jpeg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-326x245.jpeg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-80x60.jpeg 80w" alt="" width="1024" height="768" /><figcaption class="wp-element-caption">L’ideatore e Direttore della SRC Walter Cordpoatri all’interno della sala di doppiaggio</figcaption></figure>
<p>L’intervento di Cristiana Lionello, attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana, è stato fondamentale per offrire un punto di vista sia di una professionista che di una figlia, innamorata del padre e del suo lavoro.</p>
<p>Addentratasi nel mondo dello spettacolo a solo 15 anni (nonostante il padre fosse inizialmente contrario), non ci è voluto molto prima che diventasse una grande doppiatrice. Adesso insegnante di teatro, ritiene che questa scuola sia un’opportunità per tutti coloro vogliano perseguire il loro sogno e alimentare il loro talento.</p>
<p>Sono molte le persone che credono in questo progetto, anche Claudio Gubitosi ideatore e fondatore del Giffoni Film Festival si definisce “orgoglioso” della partnership tra la SRC e il Giffoni Film Festival. Grazie all’organizzazione di tantissime attività annuali i ragazzi amanti della recitazione possono toccare con mano questa realtà.</p>
<p>La Scuola di Recitazione della Calabria aiuta formare gli attori “di domani”. Il cinema in Calabria sta tornando frequente, per questo motivo bisogna “fare” non aspettando il fatidico momento giusto per agire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>9 maggio 2023. C’era una volta la “Festa dell’Europa”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/9-maggio-2023-cera-una-volta-la-festa-delleuropa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=9-maggio-2023-cera-una-volta-la-festa-delleuropa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 10:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dell’Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="330" height="233" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/34FF42A2-07AC-4CE6-A1C8-BCB8616DD06B.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/34FF42A2-07AC-4CE6-A1C8-BCB8616DD06B.png 330w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/34FF42A2-07AC-4CE6-A1C8-BCB8616DD06B-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></p>
<p>di Franco Mollo Oggi dopo la pandemia, la guerra in atto ai confini dell’Europa non possiamo certamente parlare di festa ma, riflettere su cosa abbiamo recepito e realizzato in questi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/9-maggio-2023-cera-una-volta-la-festa-delleuropa/">9 maggio 2023. C’era una volta la “Festa dell’Europa”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di Franco Mollo</b></p>
<p><em>Oggi dopo la pandemia, la guerra in atto ai confini dell’Europa non possiamo certamente parlare di festa ma, riflettere su cosa abbiamo recepito e realizzato in questi 73 anni, dalla firma della dichiarazione Schuman, per migliorare la qualità di vita del nostro Paese ed in particolare nelle regioni del Sud e in Calabria&#8230;</em></p>
<p>Cosenza – Il 9 maggio si è celebrata la “Giornata dell’Europa”, in altri tempi avremmo detto “Festa dell’Europa”.</p>
<p>Oggi dopo la pandemia, la guerra in atto ai confini dell’Europa non possiamo certamente parlare di festa ma, riflettere su cosa abbiamo recepito e realizzato in questi 73 anni, dalla firma della dichiarazione Schuman avvenuta proprio il 9 maggio del 1950 a Parigi dall’allora ministro degli Esteri del governo francese, per migliorare la qualità di vita del nostro Paese ed in particolare nelle regioni del Sud e in Calabria, il mio territorio.</p>
<p>Brevi considerazioni su ciò che sarebbero potuti divenire volano di sviluppo i settori da quello piu generale e sostanziale definito lavoro, alla sanità, sistema trasporti, scuole.</p>
<p><strong>Lavoro</strong>, ha lasciato spazio all’aumento della disoccupazione e all’emigrazione dei giovani muniti di titolo di studio e non, verso terre lontane in cerca di fortuna.<br />
<strong>Sanità</strong>, la piaga di questa terra dove la gente non può curarsi sia per mancanza di strutture idonee ad iniziare dai pronto soccorso, alla cura adeguata di patologie complesse. Con i tempi biblici di attesa l’utenza, si trova quindi costretta a rivolgersi a strutture ospedaliere del Nord Italia, per il maggiore livello di competenza e qualità dei servizi sanitari, malgrado l’innalzamento negli ultimi anni delle tempistiche di prenotazione di visite e ricoveri. Salvo rivolgersi a cure in regime privatistico o intramoenia, per chi può permetterselo.</p>
<p>Per non parlare poi, degli esenti ticket per gravi patologie che non possono accedere ai laboratori di analisi o a visite specialistiche in strutture private convenzionate con il SSN, causa esaurimento budget del finanziamento regionale.<br />
Di contro, costi e debiti accumulati in questi anni dal sistema sanitario calabrese sono arrivati a livelli stratosferici.<br />
<strong>Sistema trasporti. </strong>Una per tutte, c’è da piangere pensando allo stato in cui versa l’autostrada del Sole in continua manutenzione fin da quando è nata. Non esistono collegamenti pubblici efficaci tra le varie città e gli aeroporti. Basti pensare al collegamento tra Cosenza e l’aeroporto di Lamezia Terme. Non esiste un collegamento di trasporto pubblico tra Cosenza e Crotone. Intanto riemerge imperioso l’impegno della politica nella costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, mentre nei pressi di Longobucco crolla un ponte isolando la località silana.<br />
<strong>Scuole</strong><br />
In Calabria replica in scena il degrado. Basta guardare lo stato in cui versano gli edifici scolastici e paragonarle a quelle soprattutto oltre le Alpi.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-19112" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-300x225.jpg" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-1536x1152.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea.jpg 1592w" alt="" width="167" height="126" /></figure>
</div>
<p>Eppure facciamo parte dell’UE, siamo tra i Paesi fondatori e, nonostante gli ingenti fiumi di denaro arrivati, spesi e spesso male o volatilizzati, non siamo stati capaci o forse non abbiamo voluto, utilizzare efficacemente per il bene comune le risorse, malgrado tutto, fornite dall’Europa. A differenza del detto “Ce lo chiede l’Europa”.</p>
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		<title>IO E MIA NONNA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Logozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 17:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il valore delle piccole cose,  degli affetti, della famiglia, dell’amicizia, nei ricordi d&#8217;infanzia in Calabria di Domenico Logozzo (già caporedattore TGR Rai) Vi racconto la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di fortunato nipotino della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il valore delle piccole cose,  degli affetti, della famiglia, dell’amicizia, nei ricordi d&#8217;infanzia in <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Calabria </span>di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Domenico Logozzo</span> (già caporedattore TGR Rai)</p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Vi racconto la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di fortunato nipotino della civiltà contadina del Novecento. Ho avuto la fortuna di crescere con l’esempio e i buoni consigli di nonna “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, come affettuosamente la chiamavo quando ero bambino. Mi ha dato tanto. Le sue radici contadine, innanzitutto. Radici fortissime. Orgoglio delle origini che custodisco gelosamente. </span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia nonna era una donna forte. Straordinariamente dolce. Comprensiva. Mi affascinavano i suoi racconti di bambina della seconda metà dell&#8217;Ottocento (era nata nel 1872). Mi diceva di quando andava a lavorare nei campi per aiutare i genitori, e dava da mangiare alle ga</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">lline, riportava a casa le uova</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, accudiva anche il paziente asinello.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Gli dava da mangiare,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">lo portava fuori dalla stalla.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Così come faceva con la capretta. Non c’erano giocattoli. Ma la g</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ioia di… giocare con le galline</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, l’asinello,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">la capretta.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era anche un impegno,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">un lavoro,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">un aiuto importante alla famiglia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Le famiglie di un tempo erano numerose,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">addirittura fino a tredici-quattordici figli.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tante bocche da sfamare C’era solo tanto da lavorare e ognuno doveva dare il suo contributo, fin da piccoli.</span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Leggendo qualche tempo fa uno scritto di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Corrado Alvaro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal titolo “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il nipotino</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, pubblicato dalla Stampa il 18 novembre 1927, ho ripensato a mia nonna e a quello che mi diceva negli anni Cinquanta. Scriveva Alvaro: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Nella stalla gli occhi dell’asino si spalancarono su di noi come occhi dell’oscurità. Cesarino rideva e batteva le mani. Salì sulla groppa della bestia che seguitava a ruminare accosciata sulla paglia, e fece proposito di molti viaggi: Io credo, diceva, che abbiamo fatto bene a venire qui. Non pensava più di ripartire, ma rideva di un riso nuovo, il riso elementare dei ragazzi dei campi, aperto, grosso, senza ragione, che non si sa di dove nasca se non dalla felicità di trovarsi in un mondo dove i giocattoli sono animati da un soffio di vita”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Un soffio di vita. E debbo dire che io mi divertivo tanto da mia nonna. Aveva ancora le galline. Ed era bello correre nei campi, all’aria </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">aperta. A volte appena lavorati</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">zappando ore e ore,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">dall’alba al tramonto,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">con la pioggia o con il sole. Seminati. Quindi “vietati”. Ma la gioia era tanta che il divieto spesso lo ignoravo.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dicevo dentro di me:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e vai, cosa vuoi che sia una sgridata od un ceffone.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Troppo grande la gioia. E via, di corsa, a pieni polmoni, felicemente! Mia madre mi sgridava. E qualche volta arrivava anche qualche ceffone. La nonna, no. “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">E’ </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cotraru</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fallu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> u </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ioca</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” (E’ un bambino, fallo giocare).</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” tutta la vita ha lavorato nei campi.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E&#8217; morta a 94 anni. Me la ricordo con la schiena piegata in due, le mani segnate dalla fatica. Il volto però sempre sereno. Non l’ho mai sentita lamentarsi. Dalla bocca di mia nonna non è mai uscita una parola che non fosse d’incitamento per chi era in difficoltà e di elogio per chi aveva fatto bene. Non sapeva cos’era l’invidia. Sapeva cos’era il rispetto. E sapeva cos’era il bisogno. Dava a chi non aveva. Non si è mai lasciata prendere dallo sconforto. Lutti gravissimi. Ha perso un figlio nella Prima Guerra Mondiale,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">un ragazzo del profondo Sud,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mandato a morire “lassù sulle montagne”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mio zio Rocco,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che fin da bambino aveva usato solo la zappa,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">non aveva mai preso un’arma in mano,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">si è trovato con un fucile in prima linea:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">colpito a morte.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Aveva appena 20 anni. Mia nonna è</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rimasta vedova, con otto figli</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quattro erano femmine e ad ognuna di loro ha preparato anche la dote “obbligatoria” a quei tempi per le ragazze che si dovevano sposare. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mio nonno era morto di crepacuore negli anni Venti. L’alluvione aveva fatto straripare il torrente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Cafia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Le acque tumultuose avevano devastato tutti i terreni circostanti. Il florido campo ben coltivato da tutta la famiglia dei miei nonni completamente distrutto. Alberi sradicati. Pietre su pietre. Niente era più rimasto di anni di fatiche, cancellate da una delle ricorrenti alluvioni calabresi che purtroppo hanno provocato danni ingenti, terrore e tante vittime. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia madre non aveva più di 8 anni.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ma ricordava bene quella triste mattina della tragedia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mi raccontava: &#8220;Appena aveva fatto giorno e mi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">o padre si era affacciato sull’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">uscio di casa ha visto quello scempio, ha avuto un urlo di rabbia e poi si è accasciato al suolo. Il suo cuore non ha retto.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E’ morto di crepacuore&#8221;.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era il 29 dicembre 1932.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sulla sua tomba a </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Gioiosa Jonica</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">incisa sul marmo si legge questa commovente dedica:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Qui riposa Giuseppe Lombardo,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che nella sua vita lavorò e si sacrificò per la famiglia&#8221;. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia nonna con l’aiuto di tutta la famiglia quel terreno l’ha riportato di nuovo ad essere produttivo. E’ stata costretta a far ricorso all’ aiuto di altri contadini, che pagava alla giornata. E tra questi per lungo tempo c’è stato anche il contadino </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nicola Logozzo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, padre del giovane </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Francesco </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che diversi anni dopo sarebbe diventato suo genero, sposando la figlia </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Giuseppina</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, mia madre. Una bella contadinella. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Molto corteggiata</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;, mi raccontò negli Anni Novanta un anziano imprenditore </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E mi confidò quando mia madre, a 76 anni e molto soff</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">erente, aveva cessato di vivere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Io ero uno dei giovanotti affascinati dalla sua bellezza, ma lei era riservatissima e non dava retta a nessuno. Camminava sempre con gli occhi abbassati ed era sempre in compagnia della madre o di qualcuno della famiglia &#8220;Allora si usciva per andare a messa o per andare alla fontana per prendere l&#8217;acqua. E guai se le ragazze alzavano gli occhi e guardavano qualcuno&#8221;</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Uno sguardo è già compromettente per rovinarsi la reputazione&#8221;, ricordo che dicevano gli anziani di allora.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il vasto terreno agricolo coltivato dai miei si trovava nel cuore di Gioiosa. Era di proprietà del barone Macrì. Mia nonna, colona, morta ultranovantenne, vi era rimasta fino a quando l’amministrazione comunale non decise di costruire su quel terreno il nuovo edificio delle scuole elementari. Mio padre insegnava nella Scuola di Avviamento Professionale ed era assessore comunale alla pubblica istruzione. Successivamente,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">a partire dal 1960,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">è stato eletto 5 volte sindaco nel corso della sua lunghissima attività amministrativa</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">(è morto improvvisamente alla vigilia di Natale del 1986 e il consiglio comunale all&#8217;unanimità gli ha intitolato </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">una strada inaugurata nel 1992)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era stato mio padre a vol</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er finalmente dare alle ragazze</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">ai ragazzi, alle maestre e ai maestri delle elementari di Gioiosa Jonica un edificio scolastico.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Fino agli Anni Cinquanta le aule delle elementari erano in diverse case private affittate dal comune. Mia nonna,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">analfabeta, aveva mandato a scuola soltanto l’ultima delle figlie, mia madre Giuseppina. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">F</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ino alla terza elementare e fu uno “strappo alla regola”</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">di quei tempi, perch</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">é</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> il futuro delle bambine era &#8220;predestinato&#8221; fin dalla nascita:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">mogli &#8220;ubbidienti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8221; di mariti scelti dai genitori</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Ci sono voluti tanti anni e tante battaglie di civiltà per abbattere tabù vecchi di secoli! </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quando iniziarono i lavori dell&#8217;e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dificio delle scuole elementari</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ricordo che mia nonna venne a vivere per sempre a casa nostra con mia zia Giuditta,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che era sordomuta e con la quale dialogavamo molto bene.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Avevamo la nostra &#8220;lingua dei segni&#8221;. Lei ogni sera seguiva regolarmente anche la televisione fino alla chiusura delle trasmissioni. Noi quattro fratelli eravamo molto attaccati a zia Giuditta e alla nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Negli ultimi anni rimanevano soltanto fino al tardo pomeriggio nella casa colonica e poi venivano a dormire a </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">casa nostra. E questo per non farli rimanere soli di notte, sia per l’età avanzata di mia nonna che per qualche problema di cuore. In effetti solo un centinaio di metri dividevano casa nostra dal terreno coltivato dalla nonna. Per me fu una grande gioia.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-52418" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-1024x767.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-768x575.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-585x438.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B.jpeg 1112w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nelle sere d’inverno ci sedevamo tutti intorno al braciere. Io, i miei fratelli Nicola, Pompeo e Vici ascoltavamo mia madre,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mio padre,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">mia nonna. Con piacere. Soprattutto la nonna,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">con i suoi racconti. Quella sua voce calma, quel “suono poetico”, quell’ incisività del dialetto </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che purtroppo non c’è più. Sogno spesso la notte nonna “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”. Sogni che mi fanno ritornare bambino. Ma mi fanno anche riflettere e mi aiutano. Da lei ho avuto grandi lezioni. La ricchezza dei valori della cultura contadina. Esempi. Fatti concreti. Prove difficili, superate con l’umiltà della ragione. La costanza e la coerenza. Lezioni che mi sono servite. E mi servono ancora. “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” mi ha dato tanto amore. L’ho amata e la amo tanto.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ho scritto tutto con amore e gratitudine immensa per la nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Come dimenticare quel grande gesto che fece nei miei confronti quando ero bambino ed ero <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-52419" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-585x829.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0.jpeg 638w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" />seriamente ammalato. Erano necessarie cure specialistiche a quei tempi molto costose. La nonna chiamò mio padre prese il libretto postale con tutti i suoi sudatissimi risparmi di una vita e gli disse:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Andate all&#8217;Ufficio Postale e prelevate tutti i soldi che vi servono per far guarire Mimmo&#8221;. Anche con quel provvidenziale aiuto economico mi vennero assicurate le cure indispensabili e dopo alcuni mesi di seria apprensione si trovò la terapia adeguata e giunse la tanto sperata guarigione.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ricordo che tutto il vicinato veniva a farmi continuamente visita per distrarmi e darmi coraggio. Vicinanza che fu molto importante.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">In quella complicata occasione,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per fortuna a lieto fine</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ebbi la prima tangibile dimostrazione del grande amore che c&#8217;era nella bella gente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosana</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> verso chi soffriva.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il paese era una grande famiglia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">L&#8217;amicizia sincera aveva un grande valore.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ricordo ancora oggi con grande affetto le persone che mi sono state vicine,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che purtroppo non ci sono più,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma vivono nel mio cuore! A partire da nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di nipotino della civiltà contadina.</span></span></p>
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		<title>Revision Factory:  FESTIVAL DELLA CULTURA con PIERFRANCO BRUNI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2021 19:17:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Giovanni Battista Palatino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Giovanni Battista Palatino focus e pretesto di un Festival di cultura contemporanea. Si terrà dal 27 giugno al 25 luglio 2021 presso Palazzo San Bernardino a Corigliano-Rossano, trasformato in una&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-42298" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-300x158.jpeg" alt="" width="300" height="158" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-300x158.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-1024x538.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-768x403.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-1536x806.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-1920x1008.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-1170x614.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6-585x307.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/5294FBE6-805B-4B91-9911-C116F75F27B6.jpeg 2000w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Giovanni Battista Palatino focus e pretesto di un Festival di cultura contemporanea.</p>
<p>Si terrà dal <a data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">27 giugno al 25 luglio 2021 presso Palazzo San Bernardino</a> a Corigliano-Rossano, trasformato in una piccola cittadella creativa, con una tappa al Polo culturale Santa Chiara, sede del Sistema Bibliotecario Vibonese, a Vibo Valentia, Capitale italiana del Libro, un Festival multidisciplinare di cultura contemporanea, intitolato ReVision Factory.<br />
Un progetto inedito e stimolante che ha individuato una visione strategica in Giovanni Battista Palatino, calligrafo e letterato, contemporaneo di Leonardo da Vinci, nato in Calabria, a Corigliano-Rossano (all’epoca Rossano). Un personaggio di rilievo che diventa focus e pretesto per creare un incubatore capace di offrire espressivi diversi. Nel titolo del progetto si possono riconoscere due sezioni separate. La prima (il termine ReVision) evoca il concetto di visione e l’idea di potenzialità in divenire. La seconda (Factory) prende a prestito il nome dello studio di Andy Warhol a New York, per richiamare il concetto di laboratorio creativo. Sul piano organizzativo, il format del progetto è centrato verso un’esperienza reale con i concetti di parola e segno grafico volti a ricreare immaginazioni alternative.<br />
ReVision Factory è organizzato, con il sostegno del PAC 2014/2020, dall’associazione culturale Koinè. L’ideazione e direzione artistica è di Francesca Londino, curatrice d’arte e presidente di Koinè.  La direzione tecnica è affidata a Settimio Ferrari, editore e giornalista. Il team curatoriale vede anche la presenza di Delia Dattilo, artista e saggista, impegnata nel coordinamento, di Gina Venneri, storica dell’arte, di Federica Mangiacasale, fundraiser.</p>
<p><b><u>Programma</u></b><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-42294" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-177x300.jpeg" alt="" width="177" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-177x300.jpeg 177w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-605x1024.jpeg 605w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-768x1301.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-907x1536.jpeg 907w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-1209x2048.jpeg 1209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-1920x3252.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-1170x1981.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-585x991.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-scaled.jpeg 1512w" sizes="(max-width: 177px) 100vw, 177px" /><br />
ReVision Factory è suddiviso in tre sezioni autonome, tra itinerari trasversali diversi. Gli appuntamenti inseriti nel progetto sono:</p>
<p><b>Sezione 1] La parola diventa scrittura.</b><br />
<b>27 luglio ore 18.00</b> &#8211; Lectio performance di Lorenzo Paciaroni, esperto calligrafo, sul contributo dato al Rinascimento italiano dagli studi di Giovanni Battista Palatino. Interviene lo storico e saggista Francesco Filareto.<br />
<b>28 luglio</b> &#8211; Workshop dedicato al mondo della calligrafia, diretto da Lorenzo Paciaroni, riservato agli studenti del triennio (Liceo Scientifico) del Polo Liceale di Rossano. Partecipano il dirigente scolastico Antonio Franco Pistoia e le docenti Cristina Ammirato e Achiropita Augusto.<br />
<b>06 luglio ore 17</b> &#8211; Lectio magistralis/webinar di Mario Caligiuri (Università della Calabria) intitolata «Palatino. Il sogno della scrittura».<br />
Pillole di Codex &#8211; Viaggio virtuale con Gina Venneri per conoscere uno dei libri illustrati più antichi del mondo.</p>
<p><b>Sezione 2] Tra parola e immagine</b>.<br />
<b>04 luglio ore 18 </b>&#8211; Una mostra intitolata Che typo! che parte dalla volontà di porre l&#8217;attenzione sul rapporto immagine e parola, attraverso un taccuino d’artista. La mostra, a cura di Francesca Londino, dopo Palazzo San Bernardino, a Corigliano-Rossano, dal 16 al 25 luglio si sposterà negli spazi del Polo culturale Santa Chiara, sede del Sistema Bibliotecario Vibonese, a Vibo Valentia. Gli artisti invitati, provenienti da tutta Italia, sono Sabrina Milazzo, Diego Dutto, Giuseppe Ciracì, Pierpaolo Miccolis, Jara Marzulli, Vania Elettra Tam, Marco Minotti, Giancarlo Marcali, Loredana Catania, Francesco Viscuso, Gavino Ganau, Damiano Fasso, Tina Sgró, Maurizio Cariati, Andrea Grosso Ciponte, Antonella Cinelli, Gaia Scaramella, Davide Dormino, Stella Forciniti, Marilena Onorato, Francesco Correggia, Roberta Savelli, Erica Campanella, Silvia Faieta, Mauro Molle, Ilaria Del Monte, Vincenzo Marsiglia, Daria Palotti, Sam Punzina, Luciano Civettini, Michela Pedron, Concetta Russo, Elisa Anfuso.<br />
<b>22 luglio ore 18</b> &#8211; Lectio/webinar di Giorgio Armato, saggista e docente di Filosofia, intitolata «La parola debole. Designazioni dell’evento nel contemporaneo».<br />
<b>24 luglio ore 18</b> &#8211; Lectio/webinar di Pierfranco Bruni, saggista e italianista, intitolata «La parola e il richiamo dell’ombra».</p>
<p><b>Sezione 3] La parola diventa suono.</b><br />
<b>24 luglio ore 18</b> &#8211; Concerto del duo jazz Alberto La Neve e Fabiana Dota, dedicato all’alfabeto runico. Un momento in cui la parola diventa esplorazione musicale, tra suoni e performance.<br />
Video Lectio performance di Gianluca Veltri, critico musicale e musicista, intitolata «Alfabeti sonori».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/06/27/revision-factory-festival-della-cultura-con-pierfranco-bruni-1/">Revision Factory:  FESTIVAL DELLA CULTURA con PIERFRANCO BRUNI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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