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		<title>Via libera al Ponte sullo Stretto: il progetto diventa realtà</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Aug 2025 09:04:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1708" height="1179" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg 1708w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-300x207.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1024x707.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-768x530.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1536x1060.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1170x808.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-585x404.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1708px) 100vw, 1708px" /></p>
<p>Approvato dal Cipess il piano definitivo per l’opera che collegherà Calabria e Sicilia. Sarà il ponte a campata unica più lungo del mondo. Lavori al via nel settembre 2025, finanziamento&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/07/via-libera-al-ponte-sullo-stretto-il-progetto-diventa-realta/">Via libera al Ponte sullo Stretto: il progetto diventa realtà</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1708" height="1179" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776.jpeg 1708w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-300x207.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1024x707.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-768x530.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1536x1060.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-1170x808.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9776-585x404.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1708px) 100vw, 1708px" /></p><p>Approvato<i> dal Cipess il piano definitivo per l’opera che collegherà Calabria e Sicilia. Sarà il ponte a campata unica più lungo del mondo. Lavori al via nel settembre 2025, finanziamento interamente pubblico. Esultano Salvini e il governo, ma le opposizioni e gli ambientalisti alzano le barricate</i></p>
<p>Il Ponte sullo Stretto di Messina non è più solo un’idea sospesa tra promesse e polemiche: è realtà. Mercoledì<b> 6 agosto</b>, il <b>Cipess</b> (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha approvato il progetto definitivo dell’opera destinata a <b>collegare Calabria e Sicilia</b>. Un’infrastruttura ambiziosa, pensata per rispondere a esigenze di mobilità e sviluppo che si distingue anche per alcune caratteristiche tecniche da primato.</p>
<p>Il ponte sarà il più lungo al mondo a campata unica, con una campata centrale di 3.300 metri sospesa sul mare. Le torri, alte 399 metri, svetteranno più dell’Empire State Building. Il piano stradale sarà posizionato a 70 metri sopra il livello del mare, permettendo il passaggio delle navi senza interferenze. Una struttura imponente, certo, ma anche pensata per durare: resisterà a terremoti fino a magnitudo 7,5, a raffiche di vento fino a 216 km/h e alle correnti dello Stretto, che possono raggiungere i 3 metri al secondo.</p>
<p>Non si tratta solo di una sfida ingegneristica, ma anche di un cambio radicale nei trasporti tra le due regioni. Ogni giorno sul ponte potranno transitare <b>circa 6.000 veicoli e 200 treni</b>, riducendo l’attuale tempo di attraversamento <b>da oltre due ore con il traghetto a circa 15 minuti</b>.</p>
<p>Il progetto sarà interamente finanziato dallo Stato, con una copertura economica già approvata di <b>11,63 miliardi di euro</b>, grazie al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e ad altri fondi pubblici, come stabilito dal DL 35/2023 e dalla legge 58/2023. L’inizio dei lavori è previsto per <b>settembre 2025, con una conclusione stimata entro il 2032</b>.</p>
<p>“Siamo davanti a un grande risultato per l’Italia, per il Sud, per il futuro,” ha commentato il ministro delle Infrastrutture <b>Matteo Salvini</b>, che da tempo ha fatto del Ponte una delle sue principali battaglie politiche. “Dopo decenni di parole, finalmente si parte. Il Ponte non è solo un’opera strategica, è un simbolo: unisce territori, persone, opportunità.”</p>
<p>Ma come accade spesso in Italia, accanto agli applausi non mancano le critiche. A guidare il fronte del “no” ci sono il <b>Movimento 5 Stelle, Sinistra Italiana, i Verdi, e gran parte del mondo ambientalista</b>. Per  loro, l’opera è inutile, costosa e dannosa per l’ambiente. “È un’opera anacronistica, che devasta un ecosistema fragile e non risponde ai veri bisogni delle comunità,” ha dichiarato <b>Ebe Giacometti</b>, presidente di Italia Nostra. Altri, come Legambiente e WWF, chiedono piuttosto di <b>investire sulle ferrovie locali, sulla manutenzione delle infrastrutture esistenti e sulla mobilità sostenibile</b>.</p>
<p>Nonostante le divisioni, però, l’approvazione del progetto segna un punto di non ritorno. Dopo decenni di annunci, dietro questa decisione ci sono numeri, fondi, date. Il Ponte sullo Stretto – sogno, incubo o scommessa, a seconda dei punti di vista – è pronto a prendere forma. E l’Italia, volente o nolente, si prepara a costruire la più grande opera ingegneristica della sua storia recente.</p>
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		<title>Il doppiaggio atterra in Calabria. Omaggio a Oreste Lionello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 May 2024 13:59:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[recitazione]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="765" height="366" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81.jpeg 765w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81-300x144.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/9AC9280F-B71F-4E96-9A11-4425A5898C81-585x280.jpeg 585w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></p>
<p>di Antonella La Mantia Conferenza stampa di inaugurazione della prima sala di doppiaggio presso la Scuola di Recitazione della Calabria. 11 e il 12 maggio l&#8217;evento. Giorni fa il confronto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/07/il-doppiaggio-atterra-in-calabria-omaggio-a-oreste-lionello/">Il doppiaggio atterra in Calabria. Omaggio a Oreste Lionello</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>di Antonella La Mantia</b><br />
Conferenza stampa di inaugurazione della prima sala di doppiaggio presso la Scuola di Recitazione della Calabria. 11 e il 12 maggio l&#8217;evento. Giorni fa il confronto tra professionisti come Filippo Quartuccio, Walter Cordpoatri, Cristiana Lionello, Pasquale Anselmo e Claudio Gubitosi, sul tema della recitazione e dell’importanza formativa di recitazione. A presentare l’incontro il giornalista Marco Bonardelli</em></p>
<p>Giovedì 2 maggio si è tenuta la conferenza stampa “Si può fare”, un incontro in occasione dell’inaugurazione della sala di doppiaggio che si terrà presso la Scuola di Recitazione della Calabria (SRC) l’undici e dodici maggio. L’iniziativa vuole anche onorare Oreste Lionello: un attore, cabarettista, doppiatore, direttore del doppiaggio, dialoghista, comico e conduttore televisivo.</p>
<p>Nonostante le origini greche di Lionello a causa degli spostamenti lavorativi del padre, maresciallo dell’esercito, si stabilisce a Reggio Calabria. Laureatosi in giurisprudenza all’Università di Palermo, lavora a lungo presso lo studio di un notaio. Il richiamo verso il palcoscenico è però talmente tanto forte che si iscrive all’Accademia d’Arte Drammatica. Per perseguire il suo sogno e la passione per la recitazione si trasferisce a Roma. Entra così a far parte della “Compagnia del Teatro Comico Musicale di Radio-Roma” e contribuisce a dar vita al cabaret italiano, genere cui rimarrà sempre legato.</p>
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-69216" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/Oreste-Lionello.jpeg" alt="" width="220" height="259" /><figcaption class="wp-element-caption">Oreste Lionello nel 1980</figcaption></figure>
<p>Per omaggiare il suo contribuito al patrimonio artistico italiano, durante l’inaugurazione si terrà una Masterclass con importanti attori e doppiatori italiani: Cristiana Lionello (nonché sua figlia), Renato Cortesi, Carlo Valli e Pasquale Anselmo.</p>
<p>A presentare la conferenza stampa di giovedì scorso è stato Marco Bonardelli, giornalista pubblicista e blogger che vive la sua vita tra Messina e Roma. Attento conoscitore del mondo dello spettacolo, collabora dal 2012 con le pagine di Cultura e Spettacoli della “Gazzetta del Sud” di Messina e dal 2011 è caporedattore di Enciclopedia del Doppiaggio.it, media partner del Gran Premio Internazionale del Doppiaggio organizzato da Ince Media e condotto da Pino Insegno.</p>
<p>Il fulcro dell’incontro è stato mettere in luce l’arte sia della recitazione che del doppiaggio e l’importanza che ha all’interno della nostra cultura.</p>
<p>Il consigliere metropolitano delegato alla cultura, Filippo Quartuccio ha definito la Scuola di Recitazione della Calabria come <em>una grande iniziativa di spessore culturale ed educativo, perfetta per un territorio attento alla cultura e alla diffusione del mondo dello spettacolo come la Calabria</em>.</p>
<p>La recitazione, come affermato da Quartuccio, deve essere un sogno prima che un lavoro, per questo motivo la masterclass che si terrà durante l’inaugurazione coinvolgerà tutti quei ragazzi che vorranno perseguire la propria passione nel mondo.</p>
<p>L’ideatore e il Direttore dell’unica SRC-Scuola di Recitazione della Calabria supportata culturalmente dal Centro Sperimentale di Cinematografia e dal Giffoni Film Festival è Walter Cordpoatri, oggi ospitante tra i 130 e 150 allievi.</p>
<p>Ha scelto di aprire questa scuola in quanto lui stesso <em>vive di emozioni e sogni e per tale motivo l’accademia esiste: per permettere alle persone di rincorrere il sogno della recitazione</em>. Grazie a questo percorso l’attore viene formato a 360°, non vincolandolo solamente a una categoria specifica come attore cinematografico o teatrale. Per rendere la formazione ancora più completa si è deciso di includere tra gli studi anche l’arte del doppiaggio, con l’obbiettivo futuro di inserire lezioni di dizione anche durante i “normali studi quotidiani” come italiano o matematica. Anche Pasquale Anselmo, attore e doppiatore italiano, ritiene fondamentale questo progetto “<em>Le scuole artistiche non insegnano il talento, bensì sono lo strumento fondamentale per scoprirlo e insegnare come sfruttarlo. Bisogna uscire dalla logica del social e della spunta blu, la recitazione si basa su talento, passione e fatica. Sono scuole che durano anni, richiedono temerarietà e impegno. La smania non serve per diventare professionisti, ma l’amore per quello si fa è fondamentale”.</em></p>
<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-69212" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-1024x768.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-1024x768.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-300x225.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-768x576.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-1536x1153.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-2048x1537.jpeg 2048w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-678x509.jpeg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-326x245.jpeg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/05/WhatsApp-Image-2024-05-07-at-11.05.19-80x60.jpeg 80w" alt="" width="1024" height="768" /><figcaption class="wp-element-caption">L’ideatore e Direttore della SRC Walter Cordpoatri all’interno della sala di doppiaggio</figcaption></figure>
<p>L’intervento di Cristiana Lionello, attrice, doppiatrice e direttrice del doppiaggio italiana, è stato fondamentale per offrire un punto di vista sia di una professionista che di una figlia, innamorata del padre e del suo lavoro.</p>
<p>Addentratasi nel mondo dello spettacolo a solo 15 anni (nonostante il padre fosse inizialmente contrario), non ci è voluto molto prima che diventasse una grande doppiatrice. Adesso insegnante di teatro, ritiene che questa scuola sia un’opportunità per tutti coloro vogliano perseguire il loro sogno e alimentare il loro talento.</p>
<p>Sono molte le persone che credono in questo progetto, anche Claudio Gubitosi ideatore e fondatore del Giffoni Film Festival si definisce “orgoglioso” della partnership tra la SRC e il Giffoni Film Festival. Grazie all’organizzazione di tantissime attività annuali i ragazzi amanti della recitazione possono toccare con mano questa realtà.</p>
<p>La Scuola di Recitazione della Calabria aiuta formare gli attori “di domani”. Il cinema in Calabria sta tornando frequente, per questo motivo bisogna “fare” non aspettando il fatidico momento giusto per agire.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>9 maggio 2023. C’era una volta la “Festa dell’Europa”</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/9-maggio-2023-cera-una-volta-la-festa-delleuropa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=9-maggio-2023-cera-una-volta-la-festa-delleuropa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 May 2023 10:20:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[Festa dell’Europa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="330" height="233" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/34FF42A2-07AC-4CE6-A1C8-BCB8616DD06B.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/34FF42A2-07AC-4CE6-A1C8-BCB8616DD06B.png 330w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/05/34FF42A2-07AC-4CE6-A1C8-BCB8616DD06B-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 330px) 100vw, 330px" /></p>
<p>di Franco Mollo Oggi dopo la pandemia, la guerra in atto ai confini dell’Europa non possiamo certamente parlare di festa ma, riflettere su cosa abbiamo recepito e realizzato in questi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/05/13/9-maggio-2023-cera-una-volta-la-festa-delleuropa/">9 maggio 2023. C’era una volta la “Festa dell’Europa”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di Franco Mollo</b></p>
<p><em>Oggi dopo la pandemia, la guerra in atto ai confini dell’Europa non possiamo certamente parlare di festa ma, riflettere su cosa abbiamo recepito e realizzato in questi 73 anni, dalla firma della dichiarazione Schuman, per migliorare la qualità di vita del nostro Paese ed in particolare nelle regioni del Sud e in Calabria&#8230;</em></p>
<p>Cosenza – Il 9 maggio si è celebrata la “Giornata dell’Europa”, in altri tempi avremmo detto “Festa dell’Europa”.</p>
<p>Oggi dopo la pandemia, la guerra in atto ai confini dell’Europa non possiamo certamente parlare di festa ma, riflettere su cosa abbiamo recepito e realizzato in questi 73 anni, dalla firma della dichiarazione Schuman avvenuta proprio il 9 maggio del 1950 a Parigi dall’allora ministro degli Esteri del governo francese, per migliorare la qualità di vita del nostro Paese ed in particolare nelle regioni del Sud e in Calabria, il mio territorio.</p>
<p>Brevi considerazioni su ciò che sarebbero potuti divenire volano di sviluppo i settori da quello piu generale e sostanziale definito lavoro, alla sanità, sistema trasporti, scuole.</p>
<p><strong>Lavoro</strong>, ha lasciato spazio all’aumento della disoccupazione e all’emigrazione dei giovani muniti di titolo di studio e non, verso terre lontane in cerca di fortuna.<br />
<strong>Sanità</strong>, la piaga di questa terra dove la gente non può curarsi sia per mancanza di strutture idonee ad iniziare dai pronto soccorso, alla cura adeguata di patologie complesse. Con i tempi biblici di attesa l’utenza, si trova quindi costretta a rivolgersi a strutture ospedaliere del Nord Italia, per il maggiore livello di competenza e qualità dei servizi sanitari, malgrado l’innalzamento negli ultimi anni delle tempistiche di prenotazione di visite e ricoveri. Salvo rivolgersi a cure in regime privatistico o intramoenia, per chi può permetterselo.</p>
<p>Per non parlare poi, degli esenti ticket per gravi patologie che non possono accedere ai laboratori di analisi o a visite specialistiche in strutture private convenzionate con il SSN, causa esaurimento budget del finanziamento regionale.<br />
Di contro, costi e debiti accumulati in questi anni dal sistema sanitario calabrese sono arrivati a livelli stratosferici.<br />
<strong>Sistema trasporti. </strong>Una per tutte, c’è da piangere pensando allo stato in cui versa l’autostrada del Sole in continua manutenzione fin da quando è nata. Non esistono collegamenti pubblici efficaci tra le varie città e gli aeroporti. Basti pensare al collegamento tra Cosenza e l’aeroporto di Lamezia Terme. Non esiste un collegamento di trasporto pubblico tra Cosenza e Crotone. Intanto riemerge imperioso l’impegno della politica nella costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, mentre nei pressi di Longobucco crolla un ponte isolando la località silana.<br />
<strong>Scuole</strong><br />
In Calabria replica in scena il degrado. Basta guardare lo stato in cui versano gli edifici scolastici e paragonarle a quelle soprattutto oltre le Alpi.</p>
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<figure class="alignright size-medium is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-19112" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-300x225.jpg" sizes="(max-width: 167px) 100vw, 167px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-1536x1152.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea-80x60.jpg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/01/101UnioneEuropea.jpg 1592w" alt="" width="167" height="126" /></figure>
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<p>Eppure facciamo parte dell’UE, siamo tra i Paesi fondatori e, nonostante gli ingenti fiumi di denaro arrivati, spesi e spesso male o volatilizzati, non siamo stati capaci o forse non abbiamo voluto, utilizzare efficacemente per il bene comune le risorse, malgrado tutto, fornite dall’Europa. A differenza del detto “Ce lo chiede l’Europa”.</p>
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		<title>IO E MIA NONNA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenico Logozzo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Apr 2022 17:56:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[affetti]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[Infanzia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/D193CD54-3801-4E5D-8DFC-D2712C526695-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il valore delle piccole cose,  degli affetti, della famiglia, dell’amicizia, nei ricordi d&#8217;infanzia in Calabria di Domenico Logozzo (già caporedattore TGR Rai) Vi racconto la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di fortunato nipotino della&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il valore delle piccole cose,  degli affetti, della famiglia, dell’amicizia, nei ricordi d&#8217;infanzia in <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Calabria </span>di <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Domenico Logozzo</span> (già caporedattore TGR Rai)</p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Vi racconto la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di fortunato nipotino della civiltà contadina del Novecento. Ho avuto la fortuna di crescere con l’esempio e i buoni consigli di nonna “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, come affettuosamente la chiamavo quando ero bambino. Mi ha dato tanto. Le sue radici contadine, innanzitutto. Radici fortissime. Orgoglio delle origini che custodisco gelosamente. </span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia nonna era una donna forte. Straordinariamente dolce. Comprensiva. Mi affascinavano i suoi racconti di bambina della seconda metà dell&#8217;Ottocento (era nata nel 1872). Mi diceva di quando andava a lavorare nei campi per aiutare i genitori, e dava da mangiare alle ga</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">lline, riportava a casa le uova</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, accudiva anche il paziente asinello.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Gli dava da mangiare,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">lo portava fuori dalla stalla.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Così come faceva con la capretta. Non c’erano giocattoli. Ma la g</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ioia di… giocare con le galline</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, l’asinello,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">la capretta.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era anche un impegno,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">un lavoro,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">un aiuto importante alla famiglia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Le famiglie di un tempo erano numerose,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">addirittura fino a tredici-quattordici figli.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tante bocche da sfamare C’era solo tanto da lavorare e ognuno doveva dare il suo contributo, fin da piccoli.</span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Leggendo qualche tempo fa uno scritto di </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Corrado Alvaro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dal titolo “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il nipotino</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”, pubblicato dalla Stampa il 18 novembre 1927, ho ripensato a mia nonna e a quello che mi diceva negli anni Cinquanta. Scriveva Alvaro: </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">“Nella stalla gli occhi dell’asino si spalancarono su di noi come occhi dell’oscurità. Cesarino rideva e batteva le mani. Salì sulla groppa della bestia che seguitava a ruminare accosciata sulla paglia, e fece proposito di molti viaggi: Io credo, diceva, che abbiamo fatto bene a venire qui. Non pensava più di ripartire, ma rideva di un riso nuovo, il riso elementare dei ragazzi dei campi, aperto, grosso, senza ragione, che non si sa di dove nasca se non dalla felicità di trovarsi in un mondo dove i giocattoli sono animati da un soffio di vita”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Un soffio di vita. E debbo dire che io mi divertivo tanto da mia nonna. Aveva ancora le galline. Ed era bello correre nei campi, all’aria </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">aperta. A volte appena lavorati</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">zappando ore e ore,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">dall’alba al tramonto,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">con la pioggia o con il sole. Seminati. Quindi “vietati”. Ma la gioia era tanta che il divieto spesso lo ignoravo.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Dicevo dentro di me:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e vai, cosa vuoi che sia una sgridata od un ceffone.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Troppo grande la gioia. E via, di corsa, a pieni polmoni, felicemente! Mia madre mi sgridava. E qualche volta arrivava anche qualche ceffone. La nonna, no. “</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">E’ </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">cotraru</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">fallu</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> u </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">ioca</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” (E’ un bambino, fallo giocare).</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” tutta la vita ha lavorato nei campi.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E&#8217; morta a 94 anni. Me la ricordo con la schiena piegata in due, le mani segnate dalla fatica. Il volto però sempre sereno. Non l’ho mai sentita lamentarsi. Dalla bocca di mia nonna non è mai uscita una parola che non fosse d’incitamento per chi era in difficoltà e di elogio per chi aveva fatto bene. Non sapeva cos’era l’invidia. Sapeva cos’era il rispetto. E sapeva cos’era il bisogno. Dava a chi non aveva. Non si è mai lasciata prendere dallo sconforto. Lutti gravissimi. Ha perso un figlio nella Prima Guerra Mondiale,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">un ragazzo del profondo Sud,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mandato a morire “lassù sulle montagne”.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mio zio Rocco,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che fin da bambino aveva usato solo la zappa,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">non aveva mai preso un’arma in mano,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">si è trovato con un fucile in prima linea:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">colpito a morte.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Aveva appena 20 anni. Mia nonna è</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rimasta vedova, con otto figli</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quattro erano femmine e ad ognuna di loro ha preparato anche la dote “obbligatoria” a quei tempi per le ragazze che si dovevano sposare. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mio nonno era morto di crepacuore negli anni Venti. L’alluvione aveva fatto straripare il torrente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Cafia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Le acque tumultuose avevano devastato tutti i terreni circostanti. Il florido campo ben coltivato da tutta la famiglia dei miei nonni completamente distrutto. Alberi sradicati. Pietre su pietre. Niente era più rimasto di anni di fatiche, cancellate da una delle ricorrenti alluvioni calabresi che purtroppo hanno provocato danni ingenti, terrore e tante vittime. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia madre non aveva più di 8 anni.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ma ricordava bene quella triste mattina della tragedia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mi raccontava: &#8220;Appena aveva fatto giorno e mi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">o padre si era affacciato sull’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">uscio di casa ha visto quello scempio, ha avuto un urlo di rabbia e poi si è accasciato al suolo. Il suo cuore non ha retto.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E’ morto di crepacuore&#8221;.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era il 29 dicembre 1932.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sulla sua tomba a </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Gioiosa Jonica</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">incisa sul marmo si legge questa commovente dedica:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Qui riposa Giuseppe Lombardo,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che nella sua vita lavorò e si sacrificò per la famiglia&#8221;. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Mia nonna con l’aiuto di tutta la famiglia quel terreno l’ha riportato di nuovo ad essere produttivo. E’ stata costretta a far ricorso all’ aiuto di altri contadini, che pagava alla giornata. E tra questi per lungo tempo c’è stato anche il contadino </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Nicola Logozzo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, padre del giovane </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Francesco </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">che diversi anni dopo sarebbe diventato suo genero, sposando la figlia </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Giuseppina</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, mia madre. Una bella contadinella. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Molto corteggiata</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;, mi raccontò negli Anni Novanta un anziano imprenditore </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">E mi confidò quando mia madre, a 76 anni e molto soff</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">erente, aveva cessato di vivere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">:</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Io ero uno dei giovanotti affascinati dalla sua bellezza, ma lei era riservatissima e non dava retta a nessuno. Camminava sempre con gli occhi abbassati ed era sempre in compagnia della madre o di qualcuno della famiglia &#8220;Allora si usciva per andare a messa o per andare alla fontana per prendere l&#8217;acqua. E guai se le ragazze alzavano gli occhi e guardavano qualcuno&#8221;</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Uno sguardo è già compromettente per rovinarsi la reputazione&#8221;, ricordo che dicevano gli anziani di allora.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il vasto terreno agricolo coltivato dai miei si trovava nel cuore di Gioiosa. Era di proprietà del barone Macrì. Mia nonna, colona, morta ultranovantenne, vi era rimasta fino a quando l’amministrazione comunale non decise di costruire su quel terreno il nuovo edificio delle scuole elementari. Mio padre insegnava nella Scuola di Avviamento Professionale ed era assessore comunale alla pubblica istruzione. Successivamente,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">a partire dal 1960,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">è stato eletto 5 volte sindaco nel corso della sua lunghissima attività amministrativa</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">(è morto improvvisamente alla vigilia di Natale del 1986 e il consiglio comunale all&#8217;unanimità gli ha intitolato </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">una strada inaugurata nel 1992)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Era stato mio padre a vol</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">er finalmente dare alle ragazze</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">ai ragazzi, alle maestre e ai maestri delle elementari di Gioiosa Jonica un edificio scolastico.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Fino agli Anni Cinquanta le aule delle elementari erano in diverse case private affittate dal comune. Mia nonna,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">analfabeta, aveva mandato a scuola soltanto l’ultima delle figlie, mia madre Giuseppina. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">F</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">ino alla terza elementare e fu uno “strappo alla regola”</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">di quei tempi, perch</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">é</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> il futuro delle bambine era &#8220;predestinato&#8221; fin dalla nascita:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">mogli &#8220;ubbidienti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8221; di mariti scelti dai genitori</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Ci sono voluti tanti anni e tante battaglie di civiltà per abbattere tabù vecchi di secoli! </span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Quando iniziarono i lavori dell&#8217;e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">dificio delle scuole elementari</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ricordo che mia nonna venne a vivere per sempre a casa nostra con mia zia Giuditta,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che era sordomuta e con la quale dialogavamo molto bene.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Avevamo la nostra &#8220;lingua dei segni&#8221;. Lei ogni sera seguiva regolarmente anche la televisione fino alla chiusura delle trasmissioni. Noi quattro fratelli eravamo molto attaccati a zia Giuditta e alla nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Negli ultimi anni rimanevano soltanto fino al tardo pomeriggio nella casa colonica e poi venivano a dormire a </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">casa nostra. E questo per non farli rimanere soli di notte, sia per l’età avanzata di mia nonna che per qualche problema di cuore. In effetti solo un centinaio di metri dividevano casa nostra dal terreno coltivato dalla nonna. Per me fu una grande gioia.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-52418" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-1024x767.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-768x575.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B-585x438.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/E1EB984F-99F7-4E64-822F-F0DA26968B8B.jpeg 1112w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Nelle sere d’inverno ci sedevamo tutti intorno al braciere. Io, i miei fratelli Nicola, Pompeo e Vici ascoltavamo mia madre,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">mio padre,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">mia nonna. Con piacere. Soprattutto la nonna,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">con i suoi racconti. Quella sua voce calma, quel “suono poetico”, quell’ incisività del dialetto </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosano</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che purtroppo non c’è più. Sogno spesso la notte nonna “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”. Sogni che mi fanno ritornare bambino. Ma mi fanno anche riflettere e mi aiutano. Da lei ho avuto grandi lezioni. La ricchezza dei valori della cultura contadina. Esempi. Fatti concreti. Prove difficili, superate con l’umiltà della ragione. La costanza e la coerenza. Lezioni che mi sono servite. E mi servono ancora. “Mara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">” mi ha dato tanto amore. L’ho amata e la amo tanto.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ho scritto tutto con amore e gratitudine immensa per la nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Come dimenticare quel grande gesto che fece nei miei confronti quando ero bambino ed ero <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-52419" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-212x300.jpeg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-212x300.jpeg 212w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0-585x829.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/3B52F9BE-8918-4E4D-9031-A8AF072E03D0.jpeg 638w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" />seriamente ammalato. Erano necessarie cure specialistiche a quei tempi molto costose. La nonna chiamò mio padre prese il libretto postale con tutti i suoi sudatissimi risparmi di una vita e gli disse:</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">&#8220;Andate all&#8217;Ufficio Postale e prelevate tutti i soldi che vi servono per far guarire Mimmo&#8221;. Anche con quel provvidenziale aiuto economico mi vennero assicurate le cure indispensabili e dopo alcuni mesi di seria apprensione si trovò la terapia adeguata e giunse la tanto sperata guarigione.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ricordo che tutto il vicinato veniva a farmi continuamente visita per distrarmi e darmi coraggio. Vicinanza che fu molto importante.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">In quella complicata occasione,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> per fortuna a lieto fine</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, ebbi la prima tangibile dimostrazione del grande amore che c&#8217;era nella bella gente </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">gioiosana</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> verso chi soffriva.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Il paese era una grande famiglia.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">L&#8217;amicizia sincera aveva un grande valore.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ricordo ancora oggi con grande affetto le persone che mi sono state vicine,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">che purtroppo non ci sono più,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">ma vivono nel mio cuore! A partire da nonna Mara</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Tiresa</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">la mia &#8220;bella bandiera&#8221; di nipotino della civiltà contadina.</span></span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F22%2Fio-e-mia-nonna%2F&amp;linkname=IO%20E%20MIA%20NONNA" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F04%2F22%2Fio-e-mia-nonna%2F&#038;title=IO%20E%20MIA%20NONNA" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/22/io-e-mia-nonna/" data-a2a-title="IO E MIA NONNA"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/04/22/io-e-mia-nonna/">IO E MIA NONNA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Revision Factory:  FESTIVAL DELLA CULTURA con PIERFRANCO BRUNI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jun 2021 19:17:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Calabria]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Battista Palatino]]></category>
		<category><![CDATA[Revision Factory]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/9DA379B5-7034-47DB-8D6C-D264C14EC7B2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Giovanni Battista Palatino focus e pretesto di un Festival di cultura contemporanea. Si terrà dal 27 giugno al 25 luglio 2021 presso Palazzo San Bernardino a Corigliano-Rossano, trasformato in una&#8230;</p>
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<p>Si terrà dal <a data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">27 giugno al 25 luglio 2021 presso Palazzo San Bernardino</a> a Corigliano-Rossano, trasformato in una piccola cittadella creativa, con una tappa al Polo culturale Santa Chiara, sede del Sistema Bibliotecario Vibonese, a Vibo Valentia, Capitale italiana del Libro, un Festival multidisciplinare di cultura contemporanea, intitolato ReVision Factory.<br />
Un progetto inedito e stimolante che ha individuato una visione strategica in Giovanni Battista Palatino, calligrafo e letterato, contemporaneo di Leonardo da Vinci, nato in Calabria, a Corigliano-Rossano (all’epoca Rossano). Un personaggio di rilievo che diventa focus e pretesto per creare un incubatore capace di offrire espressivi diversi. Nel titolo del progetto si possono riconoscere due sezioni separate. La prima (il termine ReVision) evoca il concetto di visione e l’idea di potenzialità in divenire. La seconda (Factory) prende a prestito il nome dello studio di Andy Warhol a New York, per richiamare il concetto di laboratorio creativo. Sul piano organizzativo, il format del progetto è centrato verso un’esperienza reale con i concetti di parola e segno grafico volti a ricreare immaginazioni alternative.<br />
ReVision Factory è organizzato, con il sostegno del PAC 2014/2020, dall’associazione culturale Koinè. L’ideazione e direzione artistica è di Francesca Londino, curatrice d’arte e presidente di Koinè.  La direzione tecnica è affidata a Settimio Ferrari, editore e giornalista. Il team curatoriale vede anche la presenza di Delia Dattilo, artista e saggista, impegnata nel coordinamento, di Gina Venneri, storica dell’arte, di Federica Mangiacasale, fundraiser.</p>
<p><b><u>Programma</u></b><br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-42294" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-177x300.jpeg" alt="" width="177" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-177x300.jpeg 177w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-605x1024.jpeg 605w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-768x1301.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-907x1536.jpeg 907w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-1209x2048.jpeg 1209w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-1920x3252.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-1170x1981.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-585x991.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/06/80384AF0-ECE1-4003-96A7-541D47B2503E-scaled.jpeg 1512w" sizes="(max-width: 177px) 100vw, 177px" /><br />
ReVision Factory è suddiviso in tre sezioni autonome, tra itinerari trasversali diversi. Gli appuntamenti inseriti nel progetto sono:</p>
<p><b>Sezione 1] La parola diventa scrittura.</b><br />
<b>27 luglio ore 18.00</b> &#8211; Lectio performance di Lorenzo Paciaroni, esperto calligrafo, sul contributo dato al Rinascimento italiano dagli studi di Giovanni Battista Palatino. Interviene lo storico e saggista Francesco Filareto.<br />
<b>28 luglio</b> &#8211; Workshop dedicato al mondo della calligrafia, diretto da Lorenzo Paciaroni, riservato agli studenti del triennio (Liceo Scientifico) del Polo Liceale di Rossano. Partecipano il dirigente scolastico Antonio Franco Pistoia e le docenti Cristina Ammirato e Achiropita Augusto.<br />
<b>06 luglio ore 17</b> &#8211; Lectio magistralis/webinar di Mario Caligiuri (Università della Calabria) intitolata «Palatino. Il sogno della scrittura».<br />
Pillole di Codex &#8211; Viaggio virtuale con Gina Venneri per conoscere uno dei libri illustrati più antichi del mondo.</p>
<p><b>Sezione 2] Tra parola e immagine</b>.<br />
<b>04 luglio ore 18 </b>&#8211; Una mostra intitolata Che typo! che parte dalla volontà di porre l&#8217;attenzione sul rapporto immagine e parola, attraverso un taccuino d’artista. La mostra, a cura di Francesca Londino, dopo Palazzo San Bernardino, a Corigliano-Rossano, dal 16 al 25 luglio si sposterà negli spazi del Polo culturale Santa Chiara, sede del Sistema Bibliotecario Vibonese, a Vibo Valentia. Gli artisti invitati, provenienti da tutta Italia, sono Sabrina Milazzo, Diego Dutto, Giuseppe Ciracì, Pierpaolo Miccolis, Jara Marzulli, Vania Elettra Tam, Marco Minotti, Giancarlo Marcali, Loredana Catania, Francesco Viscuso, Gavino Ganau, Damiano Fasso, Tina Sgró, Maurizio Cariati, Andrea Grosso Ciponte, Antonella Cinelli, Gaia Scaramella, Davide Dormino, Stella Forciniti, Marilena Onorato, Francesco Correggia, Roberta Savelli, Erica Campanella, Silvia Faieta, Mauro Molle, Ilaria Del Monte, Vincenzo Marsiglia, Daria Palotti, Sam Punzina, Luciano Civettini, Michela Pedron, Concetta Russo, Elisa Anfuso.<br />
<b>22 luglio ore 18</b> &#8211; Lectio/webinar di Giorgio Armato, saggista e docente di Filosofia, intitolata «La parola debole. Designazioni dell’evento nel contemporaneo».<br />
<b>24 luglio ore 18</b> &#8211; Lectio/webinar di Pierfranco Bruni, saggista e italianista, intitolata «La parola e il richiamo dell’ombra».</p>
<p><b>Sezione 3] La parola diventa suono.</b><br />
<b>24 luglio ore 18</b> &#8211; Concerto del duo jazz Alberto La Neve e Fabiana Dota, dedicato all’alfabeto runico. Un momento in cui la parola diventa esplorazione musicale, tra suoni e performance.<br />
Video Lectio performance di Gianluca Veltri, critico musicale e musicista, intitolata «Alfabeti sonori».</p>
<p>&nbsp;</p>
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