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	<title>Camus Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Camus Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La ribellione di San Francesco.  Errante tra Albert Camus e Ernesto Buonaiuti. Il destino della vocazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2026 08:33:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1640" height="1230" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084.jpeg 1640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/c677ea2c-63df-486d-baca-2f42ba2d3084-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1640px) 100vw, 1640px" /></p>
<p>Il cammino di Francesco nei linguaggi della letteratura è una &#8220;tensione&#8221; dell&#8217;anima che attraversa i deserti ma si riconcilia nella preghiera, &#8220;rivolta metafisica&#8221; (Camus) che è volontà e potenza della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/24/bruni/">La ribellione di San Francesco.  Errante tra Albert Camus e Ernesto Buonaiuti. Il destino della vocazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il cammino di Francesco nei linguaggi della letteratura è una &#8220;tensione&#8221; dell&#8217;anima che attraversa i deserti ma si riconcilia nella preghiera, &#8220;rivolta metafisica&#8221; (Camus) che è volontà e potenza della cristocentricità</em></p>
<p>Pierfranco Bruni</p>
<p>Albert Camus ebbe a scrivere di San Francesco d’Assisi che fu un ribelle chiedendosi: &#8220;Cos’è un ribelle? Un uomo che dice no!&#8221;. Il suo &#8220;uomo in rivolta&#8221;, tutto mediterraneo, è una metafisica dell&#8217;uomo spirituale. Non accetta la modernità e viaggia lungo la strada del paziente ribelle. Comprende la speranza e coglie il segno dal quale proprio nella speranza si spegne il tragico.<br />
Con la luce della speranza si apre l&#8217;uomo nuovo che nasce appunto dalla ribellione &#8211; rivolta. Proprio come lo aveva definito Ernesto Buonaiuti nel suo libro del 1925 su Francesco considerandolo, in fondo, un ribelle che non accetta la teologia ma si veste di rivoluzionario contro la modernità. Lo definisce &#8220;&#8230;un puro e semplice come un primitivo&#8221; e la sua spiritualità come &#8220;La primavera della disciplina francescana creando un percorso &#8220;della vita umana e della passione di Cristo, dal presepio di Greccio al Golgota della Verna&#8221;.<br />
Una visione quella di Buonaiuti che spinge ignazio Silone a riflettere comparando la dimensione francescana al suo Celestino V, il Papa della grande rinuncia, considerandolo come &#8220;un povero cristiano&#8221;. Silone trova nel povero cristiano &#8220;L&#8217;uomo che pensa con la propria testa e conserva il suo cuore incorrotto, è libero&#8221;.<br />
Non è proprio l&#8217;immagine di Francesco? Dirà di più Silone quando sostiene sostanzialmente che il cristiano vive un &#8220;mondo semplice, chiaro, evidente&#8221; che non ha la &#8220;tentazione del potere&#8221;.<br />
Il francescanesimo è quell&#8217;umiltà che per Silone trova nei suoi &#8220;cafoni&#8221;. Ancora Buonaiuti conclude il suo lavoro su Francesco scrivendo: &#8220;I grandi maestri della fraternità umana vivono immortali proprio in virtù del lento, macerante martirio a cui debbono essere sottoposti le loro aspirazioni e il loro programma, per fiorire e fruttificare sul solco arido, ingrato e tardo della vita associata&#8221;.<br />
Siamo chiaramente dentro i &#8220;codici&#8221; metafisici dei &#8220;Fioretti&#8221;. Su questa strada è leggibile il tratto di Francesco Grisi nei suoi saggi sul Santo d’Assisi. Soprattutto quando afferma che &#8220;Il destino di Francesco era la vocazione. (&#8230;) Aveva intuito che era necessario accettare e svuotare di ogni contenuto le forme mediocri nella Chiesa e fuori&#8221;.<br />
È naturale che la presenza di Gioacchino da Fiore è incisiva. Mario Pomilio in riferimento a ciò dirà: &#8220;Dietro di lui c&#8217;era stato Gioacchino da Fiore, e anche lui s&#8217;era richiamato all&#8217;esigenza di liberare i Vangeli dai formalismi della &#8216;lettera&#8217; e di leggerli secondo lo &#8216;spirito'&#8221;. Pomilio insiste: &#8220;&#8230; sarebbe stato il recupero della &#8216;lettera&#8217; dei Vangeli la vera restituzione dello &#8221;spirito&#8217; dei Vangeli. Che fu la novità e il paradosso di San Francesco. È certo che non si tratta di una visione eretica di Francesco nella temperie medievale.<br />
Piuttosto di un &#8220;uomo in rivolta&#8221; per riprendere appunto la chiosa di Camus o anche di un viandante e di un giullare di Dio come ben sottolineò Hermann Hesse.<br />
Il cammino di Francesco nei linguaggi della letteratura è una &#8220;tensione&#8221; dell&#8217;anima che attraversa i deserti ma si riconcilia nella preghiera che resta la forte &#8220;rivolta metafisica&#8221; (Camus) che è volontà e potenza della cristocentricità. In Francesco insiste la rivolta di Cristo. Ovvero la vera ubbidienza a Dio.</p>
<p>——</p>
<p>Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, <img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-115008 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/Pierfranco-Bruni_2fdb1-640x640.jpg 640w" alt="" width="150" height="150" />direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F24%2Fbruni%2F&amp;linkname=La%20ribellione%20di%20San%20Francesco.%20%20Errante%20tra%20Albert%20Camus%20e%20Ernesto%20Buonaiuti.%20Il%20destino%20della%20vocazione" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2026%2F01%2F24%2Fbruni%2F&#038;title=La%20ribellione%20di%20San%20Francesco.%20%20Errante%20tra%20Albert%20Camus%20e%20Ernesto%20Buonaiuti.%20Il%20destino%20della%20vocazione" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/24/bruni/" data-a2a-title="La ribellione di San Francesco.  Errante tra Albert Camus e Ernesto Buonaiuti. Il destino della vocazione"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/24/bruni/">La ribellione di San Francesco.  Errante tra Albert Camus e Ernesto Buonaiuti. Il destino della vocazione</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La fenomenologia del relativismo è scardinato dal tragico del vivere tra Camus e Nietzsche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 11 Nov 2024 19:27:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Nietzsche]]></category>
		<category><![CDATA[Sgalambro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-5.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-5.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Untitled-design-5-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Cosa è il relativismo nella filosofia del tragico? È una condizione dell’essere. Nietzsche vive il tragico nel teatro della vita e diventa condizione di una esistenza.Camus e Sgalambro sono tra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/11/la-fenomenologia-del-relativismo-e-scardinato-dal-tragico-del-vivere-tra-camus-e-nietzsche/">La fenomenologia del relativismo è scardinato dal tragico del vivere tra Camus e Nietzsche</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Cosa è il relativismo nella filosofia del tragico? È una condizione dell’essere. Nietzsche vive il tragico nel teatro della vita e diventa condizione di una esistenza.Camus e Sgalambro sono tra le macerie e le rovine e Kafka è un abisso.  .Personaggi e miti che provengono da radici occidentali e orientali. L’Oriente è anche nei Mediterranei. In fondo lo stesso Kafka nonostante le sue radici trova nei suoi viaggi in Italia il senso di una appartenenza profonda….</i></p>
<p>Cosa è il relativismo nella filosofia del tragico? Non può resistere. Il tragico non è relativo e tanto meno fenomelogico. È una condizione dell’essere. Nietzsche vive il tragico nel teatro della vita e diventa condizione di una esistenza.<br />
A Nietzsche fanno comunque riferimento tre epicentri che giocano tra filosofia e letteratura. Kafka, Camus e Sgalambro.</p>
<p>A questi si potrebbe legare Guido Ceronetti. Ma con Ceronetti siamo ai limiti di una discussione teologica se pur eretica.<br />
L’enigma, l’assurdo, le macerie sono tre punti di riferimento che trovano nelle rovine di Cioran l’abisso. Nulla dunque di relativo. Piuttosto di assoluto.<br />
Non fu una filosofia in rivolta. Fu la rivolta della filosofia. L’assurdo è nella vita e ogni tocco di luna raccontò una caduta reale nel dritto e il rovescio.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-76865" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/10/Camus-libro-P.-Bruni-2024.jpg" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/10/Camus-libro-P.-Bruni-2024.jpg 400w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/10/Camus-libro-P.-Bruni-2024-195x300.jpg 195w" alt="" width="400" height="616" /></figure>
</div>
<p><strong>Camus</strong> è dentro la rivolta. Mai relativismo. Come sarà in quella linea che va da Kafka a Sgalambro. Mai relatività in Sgalambro.<br />
La verità è il dubbio. Se la verità non si ponesse la questione del dubbio il resto sarebbe tutto relativo. Camus e Sgalambro sono tra le macerie e le rovine e Kafka è un abisso.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-64297" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Kafka-la-verita-del-tragico-di-Pierfranco-Bruni-.jpg" sizes="(max-width: 532px) 100vw, 532px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Kafka-la-verita-del-tragico-di-Pierfranco-Bruni-.jpg 532w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Kafka-la-verita-del-tragico-di-Pierfranco-Bruni--193x300.jpg 193w" alt="" width="532" height="828" /></figure>
</div>
<p>Camus è un destino esistenziale tra l’esilio e l’estremità dello straniero che è in noi. In solitudine d’esilio di Camus c’è la tragica verità di <strong>Kafka</strong>.</p>
<p>Di entrambi Sgalambro ha scavato nella misantropia servendosi della consolazione e scardinando il relativo, ovvero il relativismo.<br />
Piuttosto Kant che Hegel. Ma credo che entrambi vengono superati da Schopenhauer. Di quello di cui si impossessa però Nietzsche. Più volte, in questo caso, ho sostenuto che Anatol si potrebbe dare la mano con Zarathustra.<br />
D’altronde Siddharta è in Sgalambro. Personaggi e miti che provengono da radici occidentali e orientali. Ma è proprio questo il mondo di Sgalambro. L’Oriente è anche nei Mediterranei. In fondo lo stesso Kafka nonostante le sue radici trova nei suoi viaggi in Italia il senso di una appartenenza profonda.</p>
<p>Anche per questo è studiato sia da Camus che da <strong>Sgalambro</strong>.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-76895" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/10/Sgalambro-lempieta-del-greco-siculo-libro.jpg" alt="" width="200" height="292" /></figure>
</div>
<p>Il mito è anche enigmaticità. Il relativo non ha nulla a che fare con il mito, con gli dei, con la caverna. Una filosofia o una letteratura che parte solo da Platone senza Agostino è incompleta. Maria Zambrano che è molto vicina a Camus non è lontana da Sgalambro. Abitare la metafisica è la completezza. Il termine scardinare il relativo è centrale.<br />
Dentro la visione del tempo c’è il tutto che si definisce nel passaggio inevitabile delle età con le quali fanno i conti gli autori qui citati. Non si tratta dunque né di relativismo e neppure di fenomenologia ma di una centralità che si definisce tra l’uomo e Dio. L’estraneità di Camus è la verità di Kafka ma è altresì quella misantropia di Sgalambro.<br />
Per tutti la vita dell’assurdo è un viaggiare verso l’isola e dentro l’isola. In fondo c’è una dimensione omerica che si chiude e si apre con la cecità. Cosa sarà mai?</p>
<p>Photocover in alto da sx: Sgalambro, Camus, Nietzsche  Bruni</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F11%2Fla-fenomenologia-del-relativismo-e-scardinato-dal-tragico-del-vivere-tra-camus-e-nietzsche%2F&amp;linkname=La%20fenomenologia%20del%20relativismo%20%C3%A8%20scardinato%20dal%20tragico%20del%20vivere%20tra%20Camus%20e%20Nietzsche" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F11%2F11%2Fla-fenomenologia-del-relativismo-e-scardinato-dal-tragico-del-vivere-tra-camus-e-nietzsche%2F&#038;title=La%20fenomenologia%20del%20relativismo%20%C3%A8%20scardinato%20dal%20tragico%20del%20vivere%20tra%20Camus%20e%20Nietzsche" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/11/la-fenomenologia-del-relativismo-e-scardinato-dal-tragico-del-vivere-tra-camus-e-nietzsche/" data-a2a-title="La fenomenologia del relativismo è scardinato dal tragico del vivere tra Camus e Nietzsche"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/11/la-fenomenologia-del-relativismo-e-scardinato-dal-tragico-del-vivere-tra-camus-e-nietzsche/">La fenomenologia del relativismo è scardinato dal tragico del vivere tra Camus e Nietzsche</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Un Camus oltre la rivolta. Pierfranco Bruni racconta Albert tra il Mediterraneo e l&#8217;amore per Maria Casares</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Oct 2024 19:47:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
		<category><![CDATA[In solitudine d’esilio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="2048" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_5017-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Solitudine ed esilio. Il viaggio di Albert Camus nella storia culturale di Pierfranco Bruni si articola proprio su questi due pilastri che si registrano come segni metafisici e come dimensione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Solitudine ed esilio. Il viaggio di Albert Camus nella storia culturale di Pierfranco Bruni si articola proprio su questi due pilastri che si registrano come segni metafisici e come dimensione onirica. In Camus Bruni sfiora appena la polemica con Sartre, recupera soprattutto Dostoevskij e con esso il sottosuolo che conduce al mondo del Novecento.</i></p>
<p>Di Marilena Cavallo</p>
<p>In una prestigiosa collana Solfanelli pubblica il Camus di Pierfranco Bruni. Un libro unico direi. Per coraggio e capacità di argomentazioni e per un linguaggio esteticamente impeccabile.<br />
Dopo Kafka, sempre nella stessa collana e editore, e dopo i suoi studi su Sgalambro, arriva un Camus completamente rivisitato da uno sguardo fortemente poetico e attento alle atmosfere mediterranee.<br />
Ci voleva un Camus oltre la rivolta e questo di Bruni raccorda l&#8217;esilio come metafora alla solitudine, infatti.<br />
È solitudine ed esilio. Il viaggio di Albert Camus nella storia culturale di Pierfranco Bruni si articola proprio su questi due pilastri che si registrano come segni metafisici e come dimensione onirica.<br />
Proprio un bel libro il &#8220;Camus in solitudine d&#8217;esilio&#8221;, Solfanelli editore, di Pierfranco Bruni. È un intreccio tra letteratura, filosofia e vita.<br />
L&#8217;esperienza letteraria di Pierfranco Bruni è fondamentale. Sembra raccontare il senso vero di Camus tra i suoi romanzi e il senso del tragico che campeggia nel suo esistere.<br />
In Camus Bruni recupera soprattutto Dostoevskij e con esso il sottosuolo che conduce a tutta il mondo del Novecento. Sfiora appena la polemica con Sartre ma pone in evidenza un Camus oltre le ideologie e soprattutto agli antipodi del marxismo anche se all&#8217;inizio guardava con attenzione.<br />
Non gli interessa l&#8217;intellettuale organico. Ma la libertà della cultura. Infatti Bruni lo pone al centro di una problematica eretica. Un Camus eretico è completamente una chiave di lettura significativa.<br />
Capitoli veloci in una comparazione stretta tra Camus e lo stesso Bruni. Un libro di spessore. Di forte spessore. È pubblicato nella collana Micromega nella quale Bruni ha già pubblicato un testo su Dante e il suo recente Kafka che si lega &#8220;empaticamente&#8221; proprio a questo Camus.<br />
In fondo Kafka e Camus si potrebbero leggere come un unico percorso. Anzi consiglierei di leggerli insieme per trovare una chiave di lettura unica. Dalla poesia alla filosofia Pierfranco Bruni percorre un tracciato zambraniano di alto valore linguistico e tematico.<br />
Campeggia il suo amore per Maria Casares. Bruni scrive delle pagine ricche di pathos che sono di una bellezza sublime e raccontami un amore infinito.<br />
Sottolinea l&#8217;importanza delle lettere tra Albert e Maria. Certo, proprio qui Bruni supera il concetto di rivolta e legge Camus attraverso altri fattori. Dal mediterraneo all&#8217;amore. Forse anche per questo esilio e solitudine restano punti fondamentali.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-95402" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4275-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4275-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4275-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/10/IMG_4275-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Quest’anno con decreto del Ministero della Cultura Mic , è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. Recente  l’incarico<em> </em>assegnato sempre dal <strong>Mic</strong> di <strong>Componente della</strong> <strong>Giunta</strong> del <strong>Comitato nazionale </strong>per il <strong>centenario</strong> della morte di Eleonora <strong>Duse</strong> (21 aprile 1914 – 21 aprile 2024)  direttore scientifico nazionale del <strong>Progetto Undulna Duse 100.</strong>Oltre alla presidenza del Comitato Nazionale per le celebrazioni di <strong>Manlio Sgalambro </strong>a 100 anni dalla nascita<strong> indetto dal Ministero della Cultura  (MiC)</strong><br />
<strong>@riproduzione riservata</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Camus. Lo scrittore che volle sconfiggere il comunismo con la metafisica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/12/camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2024 06:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[ideologia]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="281" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2942.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2942.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/07/IMG_2942-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Non c&#8217;è l&#8217;ideologia in Camus. Nascere in Algeria non è nascere in Francia.C&#8217;è la consapevolezza del senso del distacco che significa anche nostalgia.Non era libertario. Era un intellettuale libero. Da&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/07/12/camus-lo-scrittore-che-volle-sconfiggere-il-comunismo-con-la-metafisica/">Camus. Lo scrittore che volle sconfiggere il comunismo con la metafisica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Non c&#8217;è l&#8217;ideologia in Camus. Nascere in Algeria non è nascere in Francia.C&#8217;è la consapevolezza del senso del distacco che significa anche nostalgia.Non era libertario. Era un intellettuale libero. Da schemi della prassi e distante da una antro-filosofia della ragione.Bisognerebbe pensare o immaginare Camus solo davanti alla solitudine e osservare la linea dell&#8217;orizzonte che conduce tra l&#8217;infinito e l&#8217;eterno.</p></blockquote>
<p>Perché si continua a insistere su un Albert Camus completamente di sinistra? È ben altro lo scrittore del &#8220;Primo uomo&#8221; e de &#8220;La peste&#8221;, considerato un romanzo mal riuscito. Non so perché si arriva a comprare la grandiosità de &#8220;Lo straniero&#8221; con le ondate di migrazioni dei nostri giorni. Significa non aver letto Camus. Perché si considera &#8220;L&#8217;uomo in rivolta&#8221; come un testo di filosofia della prassi e del razionalismo storico. <br dir="auto" />Camus dopo la prima fase di adesione alla sinistra, direi che avrebbe voluta riformista, si allontana completamente pur mantenendo delle posizioni certamente antifasciste. Ma il suo antifascismo, che era anche anticomunismo assoluto, non lo si deve considerare un modello di appartenenza alla sinistra tout court. I suoi saggi sono ben altro. Le sue corrispondenze dicono ben altro: soprattutto quelle con Nicola Chiaromonte. <br dir="auto" />Non era libertario. Era un intellettuale libero. Da schemi della prassi e distante da una antro-filosofia della ragione. Vive tra Nietzsche e Kafka. Scrive abitando la confessione. Se all&#8217;inizio della sua entrata nel campo minato della filosofia e della letteratura discute con Sartre immediatamente dopo rompe i rapporti con lo scrittore della &#8220;età della ragione&#8221; e si incammina oltre la ragione. <br dir="auto" />Entra nel labirinto dell&#8217;essere che intreccia la metafisica con la fenomenologia. Fa il cammino di Maria Zambrano. Il Plotino studiato dalla Zambrano è quello al quale Camus dedica la sua tesi di laurea. Va verso sì l&#8217;assurdo ma il suo confrontarsi con l&#8217;assurdo è un dialogare con il cuore dell&#8217;uomo e non con la ragione. <br dir="auto" />C&#8217;è in mezzo Dostoevskij. Non ci sono i saperi della logica ma quelli della solitudine e dell&#8217;impossibile viaggio lineare. Spesso Dostoevskij diventa una guida. Il suo &#8220;Caligola&#8221; è un capolavoro di rappresentazione esistenziale dell&#8217;impossibile ricercato e della solitudine vissuta. Il sentimento del naufragio è nella rilettura dei &#8220;Demoni&#8221; e quasi in una riscrittura teatralizzata. È la coscienza strappata. <br dir="auto" />La nausea di Sartre è una condizione ideologica. La caduta di Camus è un indissolubile vivere abitando l&#8217;essere. L&#8217;inquieto dei personaggi è uno scavo nell&#8217;angoscia di Kierkegaard. Il suo teatro è un&#8217;opera magistrale. Come la sfida di Sisifo che metaforizza il mito dentro il concetto di risveglio.  Il risveglio non è la notte ma la luce. <br dir="auto" />Non c&#8217;è l&#8217;ideologia in Camus. C&#8217;è la consapevolezza del senso del distacco che significa anche nostalgia. Nascere in Algeria non è nascere in Francia. Non può esserci nausea. Si parla con l&#8217;anima. Ma anche con il tempo immortale dell&#8217;assenza. Lo straniero è un uomo diventato personaggio e non popolo. Qui si gioca il non ideologico di Camus. <br dir="auto" />Figlio di una temperie in cui hanno vissuto Robert Brasillach e La Rochelle. Figlio di un&#8217;epoca di dure contrapposizioni, ma di grande letteratura, fa parlare i personaggi e combatte tutti i totalitarismi affinché l&#8217;uomo che guarda a Dio o agli dei possa vincere. È la cultura del mediterraneo che si porta dentro. Una grecità intrecciata al nord Africa. <br dir="auto" />Proprio per questo il comunismo è lontanissimo da lui. Anzi è un &#8220;combattente&#8221; contro i comunismi perché comprende che il comunismo non ha anima, ma dominazione del pensiero. Il suo pensiero libero e scevro da schieramenti lo porta dentro una metafisica chiaramente non realizzata ma attraversata. Appunto verso l&#8217;uomo in Croce con Calderon con il quale tratteggia lo scavo tra il peccato e il perdono. Due emisferi che urlano con l&#8217;uomo che diventa straniero per troppa follia metaforizzata in solitudine. Con la quale affronta la religiosità del cadere decadere.<br dir="auto" />Cosa è il cadere decadere? Un esistenza sfilacciata? O una esistenza decadente? Si misura il tempo della vita tra il passato e il vivere nella trasparenza dell&#8217;immaginario. Nei suoi Taccuini tutta la vita viene annotata come un vero mestiere di vivere. <br dir="auto" />Siamo oltre dunque alla visione di Sartre, ovvero oltre al marxismo stesso. Infatti proprio Nicola Chiaromonte in una lettera indirizzata a Camus datata 23 settembre 1952 scriveva: &#8220;Trovo Sartre ancora peggiore di quanto avessi pensato al primo approccio: &#8220;l&#8217;uomo è volgare nell&#8217;essenza&#8221;. <br dir="auto" />Camus, come dicevo, è completamente distante dal marxismo e quindi dal comunismo soprattutto negli ultimi anni della sua vita. Affermerà nel febbraio del 1957 sulla rivista &#8220;Demain&#8221; riferendosi alla presunta verità comunista che &#8220;&#8230;non si può permettere all&#8217;opportunità di regnare sovrana sul bisogno di verità come fanno i comunisti e gli intellettuali di sinistra loro seguaci, perché questo relativismo sistematico prepara la morte dell&#8217;intelligenza&#8230;&#8221;. <br dir="auto" />Un intellettuale a tutto tondo. E non solo. Perché è da queste considerazioni che nasce la sua opera letteraria e filosofica. Il Camus che si è creduto di leggere in molte occasioni non è il Camus delle opere, dei suoi scritti giornalistici, del pensiero pensato e vero. <br dir="auto" />Non si può immaginare che Camus abbia potuto scrivere: &#8220;La sinistra è schizofrenica e deve curarsi con la critica spietata&#8230;&#8221;. Si era al 1957. Nicola Chiaromonte, invece, aveva letto bene Camus soprattutto quando afferma su &#8220;Tempo presente&#8221; del novembre del 1957: &#8220;Camus aveva &#8216;resistito&#8217; ai filosofemi e al culto del potere che i filosofemi consacravano. I fatti erano venuti a dar ragione all&#8217;individuo che non si era curato di &#8216;essere nella Storia&#8217; né di pensare al seguito degli eventi&#8221;. <br dir="auto" />Era un filosofo. Uno scrittore. Un intellettuale lungimirante. La vita vissuta non come sistema ma come essere nell&#8217;essere esistenza. <br dir="auto" />Un filosofo che si è posto il sentimento della solitudine come inquietudine &#8220;assolvente&#8221; e la memoria come esilio di tempo. Uno scrittore che ha tempestato il ricordo con la magnificenza del graffio dei giorni. Uno scrittore che ha definito il dolore sulla griglia del mito di quel &#8220;primo uomo&#8217; che riporta l&#8217;immaginario dell&#8217;infanzia. Di quell&#8217;intellettuale che è oltre la sola ragione e ha vissuto l&#8217;assurdo come l&#8217;isola della sua esistenza.<br dir="auto" />Perché in fondo Camus era convinto che &#8220;Per poter sopportare, non bisogna ricordare troppo, bisognava stare appiccicati ai giorni, ora per ora&#8221;. <br dir="auto" />Bisognerebbe pensare o immaginare Camus solo davanti alla solitudine e osservare la linea dell&#8217;orizzonte che conduce tra l&#8217;infinito e l&#8217;eterno. Tutto ciò se non è metafisica si è accanto, appiccicati,  alla metafisica.</p>
<p>…..</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-71216 alignnone" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1.jpeg" sizes="(max-width: 854px) 100vw, 854px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1.jpeg 854w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1-300x205.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/06/Pierfranco-Bruni-1-1-768x525.jpeg 768w" alt="" width="854" height="584" /></figure>
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<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Quest’anno con decreto del Ministero della Cultura Mic , è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. Recente è inoltre l’<em>incarico </em>assegnato sempre dal <strong>Mic</strong> di <strong>Componente della</strong><strong>Giunta</strong> del <strong>Comitato nazionale </strong>per il <strong>centenario</strong> della morte di Eleonora <strong>Duse</strong> (21 aprile 1914 – 21 aprile 2024)  direttore scientifico nazionale del <strong>Progetto Undulna Duse 100 e del Progetto nazionale Manlio Sgalambro a 100 anni dalla nascita. Entrambi indetti dal Mic</strong><br />
@riproduzione riservata</p>
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		<title>L&#8217;assurdo e il metafisico, una rivolta esistenziale</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/30/lassurdo-e-il-metafisico-una-rivolta-esistenziale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lassurdo-e-il-metafisico-una-rivolta-esistenziale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Jun 2024 06:11:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Assurdo]]></category>
		<category><![CDATA[Camus]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/1AF6E618-58B8-4129-A69A-90F82485B55E-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>L&#8217;uomo in rivolta non ri-conosce il peccato. Perché il peccato mon esiste se esiste l&#8217;angoscia.La metafisica è il labirinto che ci portiamo addosso e si fa strada lungo un possibile&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/30/lassurdo-e-il-metafisico-una-rivolta-esistenziale/">L&#8217;assurdo e il metafisico, una rivolta esistenziale</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>L&#8217;uomo in rivolta non ri-conosce il peccato. Perché il peccato mon esiste se esiste l&#8217;angoscia.La metafisica è il labirinto che ci portiamo addosso e si fa strada lungo un possibile corridoio. L&#8217;uomo è un assurdo che cerca di diventare la percezione del nulla pur sapendo che il nulla non esiste.La metafisica è la forza del destino.Non si è soli fino a quando resiste il ricordo. Il passato è dentro di noi. Il Caligola di Camus è in questo sentire il viaggio della vita. Viaggiare il ricordare è non dimenticare.</p></blockquote>
<p>Se l&#8217;assurdo è una consapevolezza inequivocabile il silenzio, che vi sta dentro, è una metafisica che custodisce la memoria dell&#8217;assenza.<br />
Camus ribellandosi alla teologia crea la stabilizzazione del mistero. Siamo uomini sconfitti che tremano all&#8217;angoscia del desiderio della morte.</p>
<p>C&#8217;è una misura di tempo tra l&#8217;amare e l&#8217;essere amato lungo i fili della perdizione.<br />
L&#8217;uomo religioso sa di viaggiare nella perdizione pur riconoscendo il grido della disperazione cercando una risposta. Una risposta che non arriverà mai. Dovrebbe trovarla da sola.<br />
La troverà? Non credo. Neppure in punto di morte ci sarà una risposta.<br />
Il credente dilata il dolore. Il non credente aggredisce il dolore. Nell&#8217;uomo c&#8217;è la speranza. Nell&#8217;altro la miseria dell&#8217;agonia. In punto di porto si chiede al morente di confessare i suoi peccati.<br />
Camus: &#8220;L&#8217;assurdo, che è lo stato metafisico dell&#8217;uomo cosciente, non conduce a Dio. Forse questa nozione si farà più chiara se arrischierò la seguente enormità: l&#8217;assurdo è il peccato senza Dio&#8221;.<br />
L&#8217;uomo in rivolta non ri-conosce il peccato. Perché il peccato mon esiste se esiste l&#8217;angoscia. Quindi non riconosce tanto la speranza. Bisogna saper vivere il senso della decadenza con l&#8217;anima della decadenza.<br />
Bisogna saperla vivere come lo straniero che impavido accende un lume sulla caduta. Ma in tutto questo che c&#8217;entra la metafisica?<br />
La metafisica è il labirinto che ci portiamo addosso e si fa strada lungo un possibile corridoio. L&#8217;uomo è un assurdo che cerca di diventare la percezione del nulla pur sapendo che il nulla non esiste.<br />
Osserva Camus: &#8220;L&#8217;assurdo nasce dal confronto fra il richiamo umano e il silenzio irragionevole del mondo. È questo che non bisogna dimenticare; è a questo che bisogna aggrapparsi, poiché possono nascere le conseguenze di tutta una vita. L&#8217;irrazionale, la nostalgia umana e l&#8217;assurdo, che sorge dalla loro intima conversazione: ecco i tre personaggi del dramma, che deve necessariamente finire con tutta la logica di cui un&#8217;esistenza è capace&#8221;.<br />
La metafisica è la forza del destino. Se si crede al destino non si può non credere alla metafisica.<br />
Come si fa? Abbandonando l&#8217;idea di essere gettati nel mondo. Ma quale uomo si sente gettato nel mondo? Eppure siamo gettati nel mondo. Il ciò significa che siamo esseri abbandonati e nonostante la ricerca della salvezza dobbiamo avere la volontà della potenza.<br />
Ma l&#8217;uomo in rivolta è la contraddizione tra l&#8217;assurdo e la metafisica. Sconfitti siamo dei trasgressori di ogni verità. Ma se la verità è l&#8217;assurdo l&#8217;uomo come potrà navigare in altura? È questo l&#8217;interrogativo che si potrebbe porre l&#8217;uomo negato.<br />
Se è negato non è in rivolta. Ma l&#8217; incompreso Camus resta sempre in rivolta sino alla fine. Ovvero Camus: &#8220;Viene sempre il momento in cui bisogna scegliere fra la contemplazione e l&#8217;azione. Ciò si chiama diventare un uomo&#8221;.<br />
Oltre l&#8217;assurdo cosa troviamo? La necessità di penetrare il sottosuolo dei demoni.<br />
Camus legge Dostoevskij proprio nella forza di quell&#8217;indissolubile che scava nell&#8217;uomo della necessità di non morire. Bisogna sfidare la morte con la vita. Siamo immortali se non siamo eterni. Ovvero eterni saremo se la memoria è dentro il ricordo.<br />
Non si è soli fino a quando resiste il ricordo. Il passato è dentro di noi. Il Caligola di Camus è in questo sentire il viaggio della vita. Viaggiare il ricordare è non dimenticare.<br />
La discordanza è la vera sconfitta. Il ricordare vieta la solitudine di essere sola. Anche questa è rivolta. Una religiosa rivolta? È tutta da leggere.<br />
È chiaro che Camus non si pone il problema dell&#8217;ateismo come forma religiosa. Piuttosto come forma liturgica e teologica. È un filosofo e come tale in una filosofia astematica il problema è spirituale o meno.<br />
Piuttosto mi porrei la questione di una trascendenza. Ebbe a scrivere: &#8220;Come essere santi senza Dio: è questo il solo problema concreto che io conosca&#8221;. Da qui un discorso molto più ampio.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-89997" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/DF89B6F4-F0C7-4999-B6BC-39DD06801FF5-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/DF89B6F4-F0C7-4999-B6BC-39DD06801FF5-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/DF89B6F4-F0C7-4999-B6BC-39DD06801FF5-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/DF89B6F4-F0C7-4999-B6BC-39DD06801FF5-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/DF89B6F4-F0C7-4999-B6BC-39DD06801FF5-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/DF89B6F4-F0C7-4999-B6BC-39DD06801FF5-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/DF89B6F4-F0C7-4999-B6BC-39DD06801FF5.jpeg 960w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Quest’anno con decreto del Ministero della Cultura Mic , è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. Recente è inoltre l’<em>incarico </em>assegnato sempre dal <strong>Mic</strong> di <strong>Componente della</strong><strong>Giunta</strong> del <strong>Comitato nazionale </strong>per il <strong>centenario</strong> della morte di Eleonora <strong>Duse</strong> (21 aprile 1914 – 21 aprile 2024)  direttore scientifico nazionale del <strong>Progetto Undulna Duse 100 e del Progetto nazionale Manlio Sgalambro a 100 anni dalla nascita. Entrambi indetti dal Mic</strong><br />
@riproduzione riservata</p>
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