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	<title>Carlo Michelstaedter Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Carlo Michelstaedter Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Carlo Bo – Pierfranco Bruni: Carlo Michelstaedter nella Cultura Mitteleuropea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Nov 2025 07:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Bo]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/bruni-bo-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/bruni-bo-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/bruni-bo-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Intervista di Mimma Cucinotta Un goriziano fra poesia e filosofia. La riedizione 2025 Edizioni Bratain di un volume che restituisce la voce di Carlo Michelstaedter come “poeta della dissolvenza metafisica”.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/08/carlo-bo-pierfranco-bruni-carlo-michelstaedter-nella-cultura-mitteleuropea-1/">Carlo Bo – Pierfranco Bruni: Carlo Michelstaedter nella Cultura Mitteleuropea</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Intervista di Mimma Cucinotta</strong></em></p>
<p><em>Un goriziano fra poesia e filosofia. La riedizione 2025 Edizioni Bratain di un volume che restituisce la voce di Carlo Michelstaedter come “poeta della dissolvenza metafisica”. In attesa della presentazione  a fine novembre a Gorizia, abbiamo incontrato Pierfranco Bruni per parlare di questo nuovo lavoro e dei temi che lo attraversano, ricordando Carlo Bo</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il volume <strong><em>Carlo Michelstaedter. Un goriziano fra poesia e filosofia</em></strong> (Edizioni Bratain) di Carlo Bo e Pierfranco Bruni, rinnova  l’interesse per il giovane filosofo goriziano, figura centrale della cultura mitteleuropea.<br />
L’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei (ICM), grazie all’impulso di <strong>Carlo Bo</strong>   (1911–2001) grande critico letterario esponente dell’ermetismo, fu rettore dell’Università di Urbino, ne promuove da decenni la conoscenza e la diffusione internazionale.</p>
<p>Pierfranco Bruni cura implementando con proprie riflessioni la riedizione postuma del volume di Carlo Bo ( la prima edizione di Bo risale agli anni ’60) offrendo una rilettura della densità  filosofica di Carlo Michelstaedter.<br />
Il volume, che sarà presentato a Gorizia nel novembre 2025, restituisce la voce di Michelstaedter come poeta della verità e della dissolvenza metafisica, nel solco dell’impegno culturale dell’ICM.</p>
<p>Pierfranco Bruni, antropologo e saggista tra i più autorevoli interpreti del pensiero letterario italiano, rieditando il volume torna a indagare la figura di Carlo Michelstaedter, il giovane filosofo goriziano morto suicida a soli ventitré anni, nel 1910.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-84202" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg 232w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore-181x300.jpg 181w" alt="" width="232" height="385" /></figure>
</div>
<p>Nato nel 1887 da una famiglia ebraica colta e borghese, Michelstaedter fu scrittore, poeta e pittore. Figlio di Alberto, dirigente delle Assicurazioni Generali, e di Emma Coen Luzzatto, crebbe in un ambiente aperto alla cultura ma privo di autentica religiosità, dove la ragione e la sensibilità convivevano in un equilibrio sottile.<br />
Dopo il liceo a Gorizia, studiò a Vienna e poi a Firenze, dove si avvicinò alla filosofia di Schopenhauer, ai tragici greci, a Leopardi e a Ibsen. Nel 1907 tentò persino di proporre a Benedetto Croce la traduzione italiana de Il mondo come volontà e rappresentazione, ma non ricevette risposta: un segno della distanza tra la sua precoce genialità e il clima culturale del tempo.<br />
Tra il 1909 e il 1910 scrisse la tesi che sarebbe diventata la sua opera più celebre, La persuasione e la rettorica, compendio di una vita consumata nella ricerca dell’assoluto. Il 17 ottobre 1910, dopo un diverbio con la madre, si tolse la vita, lasciando sul frontespizio della tesi una lampada e la parola greca apesbésthen — “mi sono spento”.</p>
<p><strong>Di questo giovane pensatore, il libro offre una nuova e intensa lettura,  coniugando verità storiche, pensiero sul filo della dissolvenza metafisica. </strong>Ne abbiamo parlato con <strong>Pierfranco Bruni.</strong></p>
<p><strong>Professor Bruni, cosa l’ha spinta a tornare su Michelstaedter e a dedicargli un nuovo saggio?</strong><br />
Michelstaedter è una presenza che non smette di parlare al nostro tempo. È il pensatore della verità, della tensione, della ricerca assoluta. Tornare a lui significa interrogare la vita come esperienza di autenticità. In lui convivono il rigore del filosofo e la vulnerabilità del poeta. Ogni volta che lo si studia si scopre un pensatore diverso, più attuale, più radicale. È come se la sua voce continuasse a risuonare nelle nostre inquietudini.</p>
<p><strong>La famiglia ebraica e la formazione giovanile a Gorizia hanno inciso sulla sua visione del mondo?</strong><br />
Profondamente. Il padre, Alberto, era un uomo di scienza e di disciplina ottocentesca; la madre, Emma, incarnava l’affetto e la dimensione interiore. In questa dialettica tra ragione e sentimento nasce la sua inquietudine metafisica. L’ebraismo familiare era più una tradizione culturale che religiosa, ma gli offrì un senso di appartenenza e, insieme, di distanza. Michelstaedter crebbe sospeso tra l’educazione asburgica, la cultura europea e una spiritualità non dichiarata, ma fortemente percepita.</p>
<p>Negli anni fiorentini Michelstaedter entra in contatto con un ambiente intellettuale vivace. Quale importanza ebbe questo periodo?<br />
Firenze fu per lui il luogo della maturità. Qui scoprì Schopenhauer e Leopardi, tradusse i classici, dipinse, discusse con amici e maestri. Tentò di dialogare con Benedetto Croce, ma il suo pensiero non trovò ascolto. La cultura italiana del tempo non era pronta per un giovane che anticipava l’esistenzialismo. In quegli anni Michelstaedter visse come un asceta inquieto, capace di trasformare ogni esperienza in pensiero.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img decoding="async" class="wp-image-97605" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Carlo-Michelstaedter-un-goriziano-libro--1024x406.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Carlo-Michelstaedter-un-goriziano-libro--1024x406.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Carlo-Michelstaedter-un-goriziano-libro--300x119.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Carlo-Michelstaedter-un-goriziano-libro--768x304.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Carlo-Michelstaedter-un-goriziano-libro--1536x608.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Carlo-Michelstaedter-un-goriziano-libro-.jpg 2048w" alt="" width="1024" height="406" /></figure>
</div>
<p><strong>Il suo libro insiste molto sulla contrapposizione tra “persuasione” e “rettorica”. È ancora attuale questo dualismo?</strong><br />
Più che mai. Michelstaedter ci insegna che la “persuasione” è la verità interiore, il contatto diretto con l’essere; la “rettorica” è invece la menzogna del vivere sociale, la maschera delle convenzioni. Chi vive persuaso affronta la vita come necessità; chi vive di retorica la consuma nell’apparenza. Nella società di oggi, dominata dall’immagine e dall’effimero, la sua lezione è un monito a ritrovare la profondità perduta.</p>
<p><strong>Il suo nuovo libro restituisce Michelstaedter come  “poeta della dissolvenza metafisica”. È  corretta questa interpretazione?</strong><br />
È  vera in tanto in quanto in lui la filosofia non è argomentazione ma visione.  Tutto in Michelstaedter tende a dissolversi. L’io, il tempo, il gesto finale. Ma questa dissolvenza non è annullamento è un modo di guardare oltre, di oltrepassare i limiti del visibile. È in questa soglia che la sua voce volge all’infinito.</p>
<p><strong>Professor Bruni, lei ha definito Michelstaedter il poeta dell’“ora del distacco”. Cosa rappresenta per lei questa condizione?</strong><br />
Michelstaedter vive l’ora del distacco come una dimensione ontologica. È il tempo in cui l’uomo riconosce il limite e tenta di oltrepassarlo con l’ebbrezza dell’infinito. In lui amore e morte si abbracciano come due volti della stessa tensione tragica. È il poeta che trasforma la fine in principio, la malinconia in conoscenza, la solitudine in presenza assoluta.</p>
<p><strong>In Michelstaedter poesia e filosofia sembrano inseparabili. Qual è, secondo lei, il loro intreccio più profondo?</strong><br />
In lui poesia e filosofia non sono due percorsi distinti ma un unico cammino. La parola diventa pensiero e il pensiero si fa poesia. La “persuasione” è la ricerca di autenticità, la “rettorica” la maschera del vivere. Egli attraversa il labirinto del linguaggio per ritrovare l’essere, in una modernità che è già oltre la forma. La sua è una voce che unisce il simbolo alla metafora, l’essere alla parola.</p>
<p><strong>Professore, tirando le fila sulla figura di Carlo Michelstaedter, in tre passaggi come chiudiamo questo incontro?</strong><br />
Michelstaedter è il poeta del limite, che fa del confine una rivelazione. È il filosofo della persuasione, in lotta contro la maschera della retorica per ritrovare la verità dell’essere. Ed è la voce della Mitteleuropa inquieta, dove malinconia e conoscenza si fondono nel tramonto, trasformando la solitudine in luce interiore.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-93439" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-antropologo-e-scrittore--1024x461.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-antropologo-e-scrittore--1024x461.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-antropologo-e-scrittore--300x135.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-antropologo-e-scrittore--768x346.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-antropologo-e-scrittore--1536x691.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/08/Pierfranco-Bruni-antropologo-e-scrittore--2048x922.jpg 2048w" alt="" width="599" height="270" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco</strong> <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97611" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Mimma-Cucinotta-giornalista-PaeseItaliaPress.it-.jpg" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Mimma-Cucinotta-giornalista-PaeseItaliaPress.it-.jpg 283w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Mimma-Cucinotta-giornalista-PaeseItaliaPress.it--193x300.jpg 193w" alt="" width="129" height="201" /><figcaption class="wp-element-caption">Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Sep 2025 09:46:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[novecento]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Buni]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="758" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39.jpg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-300x211.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-1024x719.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-768x539.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/PHOTO-2025-09-26-14-44-39-585x411.jpg 585w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><em>Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione.  E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.</em></p></blockquote>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Il tempo ha la pazienza inviolabile del delirio. È l’arco di Ulisse nella potenza del divino. Quando gli dei muoiono noi tutti invecchiamo. La letteratura senza il mito è acrobazie di parole. Sancisce la fine della bellezza.<br />
Il Novecento poetico italiano è legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci decadenti. La presenza di un “esercizio” della funzione letteraria esistenzialista gioca una partita importante all’interno del contesto della lirica che si libera dalle forme precostituite e assume una funzione onirico – tragica. Un poeta che ha saputo vivere in questa visione o in questo intreccio è certamente Carlo Michelstaedter. Nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910.<br />
Ci sono degli elementi che serpeggiano all’interno della sua parola – metafora – linguaggio. Essi sono: – La tragedia e il labirinto. – Il tempo e la morte. – Il senso di infinito e il riferimento mitico.<br />
In Carlo Michelstaedter tutto ciò è un attraversamento lirico vissuto sul tracciato della vi­ta. Non ci sono rapporti impossibili. Anzi costituiscono quella dimensione del dolore dentro la quale i segni e i simboli, le voci e la memoria hanno una elevata esplosione poetica. Una poetica dalle coordinate precise. Una poetica nella quale si creano nuclei mitici di ritorno. Quasi una tensione magica. Ed è proprio nel rapporto tempo-morte che questa tensione si sviluppa.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-84202" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg 232w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore-181x300.jpg 181w" alt="" width="232" height="385" /><figcaption class="wp-element-caption">Carlo Michelstadter</figcaption></figure>
</div>
<p>C’è un dialogo costante con i suoni e le luci della natura. Quasi in ogni poesia c’è un rafforzarsi dell’immagine prece­dente. Certo la poesia michelstaedteriana non procede soltanto per immagini. C’è il sentimento del ritorno che è soprattutto un sentimento della tensione. C’è un vociare ad incastro. Il sentimento del tragico è il tema conduttore. È la centralità ‘del discorso poetico. Ed è qui, in un incastro fra dolore e tem­po, fra inquietudine e solitudine, fra senso del perduto e ri­cerca del viaggio (viaggio come riconquista di una terra e co­me reimpossessamento della metafora della riconquista) che il suicidio diventa 1’ “estremo rifugio”.<br />
1 nuclei mitici che ritornano sono raggruppabili in un iti­nerario quale il mare, il vento, il porto, la nave, il deserto, la terra. Il senso del distacco fa da corollario. Sono temi dell’ir­ragiungibilità e della distanza. Ma sono anche poli della ac­comunanza.<br />
La terra michelstaedteriana è si il “deserto” (l’agonia nella disperazione) ma è anche la speranza (o forse l’illusione) di una terra promessa. Ma il dolore è nell’inquietudine:<br />
“Dato ho la vela al vento e in mezzo all’onde del mar selvaggio nella notte oscura,<br />
solo, in fragile nave ho abbandonato<br />
il porto della sicurezza inerte.<br />
Né deserto e triste<br />
m’è apparso il mar sonante nella notte,<br />
anzi la voce sua come un appello<br />
mi sonò in cor della mia stessa vita,<br />
mi parve dolce cosa naufragare<br />
nel seno ondoso che col ciel confina,<br />
né temuta ho la morte…”<br />
E così l’inquietudine si fa tensione tragica. Nei versi ap­pena citati (appartengono alla poesia “A Senia”) c’è un pro­fondo travaglio esistenziale disteso completamente su una di­mensione dove i nuclei mitici sono precisi punti di riferimen­to. C’è il “deserto mare”, c’è, come abbiamo visto, “il porto della sicurezza inerte”, ci sono le “notti insonni”, c’è un re­citativo poetico che si intreccia a un canto tipico di ballata.<br />
Ma la grande forza mitica (che forma un paesaggio da luo­ghi quasi sacrali) è ne “I figli del mare”.<br />
Qui Itti e Senia si parlano e si trasmettono segni di iden­tità lungo il corso di un viaggio che pone continui interroga­tivi. C’è il porto. E c’è la morte. Un canto dove vibra un alo­ne magico teso sulla corda di un andare melanconico.<br />
Ecco un passaggio:<br />
“Senia, il porto non è la terra<br />
dove a ogni brivido del mare<br />
corre pavido a riparare<br />
la stanca vita il pescator.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando, libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
E’ un ritornello che fortifica non solo la parola, ma anche le immagini che dipingono la parola. E c’è la morte, la morte come rifugio, la morte come vita, la morte come equilibrio, la morte, infine, come scelta nel viaggio.<br />
Emblematico resta, a tal proposito, il “Canto della crisa­lide”. Ma è anche ne “1 figli del mare” che il dettato, dettato mitico soprattutto, si compie.<br />
Così:<br />
“No, la morte non è abbandono<br />
disse Itti con voce più forte<br />
`ma è il coraggio della morte’<br />
onde /a luce sorgerà.<br />
Il coraggio di sopportare<br />
tutto il peso del dolore,<br />
il coraggio di navigare<br />
verso il nostro libero mare,<br />
il coraggio di non sostare<br />
nella cura dell’avvenire,<br />
il coraggio di non languire<br />
per godere le cose care.<br />
Nel tuo occhio sotto la pena<br />
arde ancora la fiamma selvaggia,<br />
abbandona la triste spiaggia<br />
e nel mare sarai la sirena.<br />
Se t’affidi senza timore ben più forte saprò navigare, se non copri la faccia al dolore<br />
giungeremo al nostro mare.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
In questi versi ci sono elementi importanti che, in un cer­to qual modo, caratterizzano il quadro poetico di Michelstaed­ter. Non solo l’inquieto e angoscioso paesaggio di una dispe­razione antica è nell’identità di questo poeta, c’è anche una trasformazione mitica che coinvolge sia il processo lirico che la condensazione dei contenuti. Ecco, dunque, la consapevo­lezza del dolore e quel rapporto esemplare che dice: “la vita nella morte” e “la morte nella vita”. Bisogna combattere la paura della morte. Bisogna confrontarsi costantemente con il dolore.<br />
“Non dare agli uomini — egli scrive in La persuasione e la rettorica — appoggio alla loro paura della morte, ma to­glier loro questa paura; non dar loro la vita illusoria e i mez­zi a che sempre ancora la chiedono, ma dar loro la vita ora, qui, tutta perché non chiedono: questa è l’attività che toglie la violenza dalle radici”.<br />
Non bisogna barattare la morte con le illusioni. Ecco la sua scelta.<br />
Ecco la sua coerenza graffiata sulla pagina di una trage­dia che è viva nel cuore di una poesia che non si dimentica. Il suicidio, per Michelstaedter, non è fuggire la solitudine. E’ saper vivere la solitudine in una consapevolezza che interessa tutta la storia dell’uomo.<br />
In Michelstaedter c’è sempre “l’o­ra del distacco”. Una poesia della tensione tragica. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione. Innova in un contesto in cui il Futurismo non è ancora esploso completamente. E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.<br />
D’altronde il poeta nasce dentro un processo esistenziale dettato dalla filosofia. Poesia e filosofia si intrecciano attraverso un modello linguistico che porta sia al simbolo che alla metafora. Proprio intorno a questa visione la sua modernità diventa contemporaneità al di là degli esercizi soltanto stilistici. Un poeta nella profondità della vita. Un goriziano tra filosofia e poesia. Michelstädter ha conosciuto il diluvio e il deserto. Un destino errante in cui gli dei hanno toccato la morte.</p>
<p>….</p>
<p>Pierfranco <strong>Bruni</strong> è nato in Calabria.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-74814" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Pierfranco-Bruni-1-300x264-1.jpg" alt="" width="300" height="264" /><br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F27%2Fcarlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei%2F&amp;linkname=Carlo%20Michelstaedter.%20Il%20linguaggio%20del%20tempo%20e%20la%20morte%20degli%20dei" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F27%2Fcarlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei%2F&#038;title=Carlo%20Michelstaedter.%20Il%20linguaggio%20del%20tempo%20e%20la%20morte%20degli%20dei" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/" data-a2a-title="Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/27/carlo-michelstaedter-il-linguaggio-del-tempo-e-la-morte-degli-dei/">Carlo Michelstaedter. Il linguaggio del tempo e la morte degli dei</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Carlo Michelstaedter e il sentire di una civiltà tra lingue poesia e filosofia</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/27/carlo-michelstaedter-e-il-sentire-di-una-civilta-tra-lingue-poesia-e-filosofia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=carlo-michelstaedter-e-il-sentire-di-una-civilta-tra-lingue-poesia-e-filosofia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 May 2025 06:38:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8629.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8629.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8629-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Carlo Michelstaedter non può essere definito un poeta soltanto. In quella sua poesia il senso poetico è costantemente abitato dal significante che si dà all&#8217;Essere. Lo scrivere è un pensare&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/27/carlo-michelstaedter-e-il-sentire-di-una-civilta-tra-lingue-poesia-e-filosofia/">Carlo Michelstaedter e il sentire di una civiltà tra lingue poesia e filosofia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><i>Carlo Michelstaedter non può essere definito un poeta soltanto. In quella sua poesia il senso poetico è costantemente abitato dal significante che si dà all&#8217;Essere. Lo scrivere è un pensare prima della parola scritta stessa. Il gioco tragico e a incastro si arrovella tra amore e morte, insieme al destino/tempo.</i></p></blockquote>
<p style="padding-left: 200px;">      <b>Pierfranco Bruni</b></p>
<p>Ci sono motivazioni linguistiche e semantiche, in senso generale, che se in parte caratterizzano il percorso poetico dall&#8217;altra definiscono un intreccio tra il linguaggio delle parole e l&#8217;essere poeta in attraversamenti filosofici.<br />
Carlo Michelstaedter non può essere definito un poeta soltanto. In quella sua poesia il senso poetico è costantemente abitato dal significante che si dà all&#8217;Essere. Una tradizione che ha percorsi lontani e incontrano mondi che sono di cultura europea certamente ma che ruotano intorno a una visione asburgica. Ovvero ciò che si definisce una dimensione mitteleuropea.<br />
Gorizia è al centro di queste realtà che definisce una Europa di Mezzo o Centro Europa con il sentimento di decadenza che si porta con sé il concetto di malinconia e il simbolo del tramonto.<br />
Ebbene Carlo Michelstaedter incarna tutto ciò. Lo sintetizza già nelle opere giovanili o negli scritti scolastici e si interiorizza in un pensiero critico che ha come riferimento due punti emblematici: la persuasione e la rettorica.<br />
Tutto ciò è parte integrante di un personaggio vissuto tra frontiere e confini. Lo scrivere è un pensare prima della parola scritta stessa. Infatti il gioco tragico e a incastro si arrovella tra amore e morte. Temi che campeggiano, insieme al destino/tempo, nell&#8217;intera opera di Michelstaedter.<br />
Occorre necessariamente che poesia e filosofia stiano insieme in un vortice di paesaggi in cui l&#8217;idea di labirinto è fondamentale per un processo di idee che consolidano appunto la decadenza e il tramonto come vela portante tra i venti adriatici e le terre arse.<br />
In virtù di ciò le lingue sono espressioni di civiltà identitarie che sottolineano appartenenze e radicamenti. Carlo Michelstaedter è uno dei poeti filosofi &#8220;strategici&#8221; per comprendere il dato letterario di una comunità che porta sulla scena valenze certamente antropologiche. È qui che si avverte quello &#8220;spirito di fratellanza&#8221; tra saperi e tradizioni che fanno di una cultura la civiltà di un sentire. Carlo Michelstaedter, dunque, è nel sentire di una civiltà tra lingue poesia e filosofia.</p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-101133" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/Pierfranco-Bruni-1-1-628x381-1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “ Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Incarichi in capo al  Ministero della Cultura</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F27%2Fcarlo-michelstaedter-e-il-sentire-di-una-civilta-tra-lingue-poesia-e-filosofia%2F&amp;linkname=Carlo%20Michelstaedter%20e%20il%20sentire%20di%20una%20civilt%C3%A0%20tra%20lingue%20poesia%20e%20filosofia" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F05%2F27%2Fcarlo-michelstaedter-e-il-sentire-di-una-civilta-tra-lingue-poesia-e-filosofia%2F&#038;title=Carlo%20Michelstaedter%20e%20il%20sentire%20di%20una%20civilt%C3%A0%20tra%20lingue%20poesia%20e%20filosofia" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/27/carlo-michelstaedter-e-il-sentire-di-una-civilta-tra-lingue-poesia-e-filosofia/" data-a2a-title="Carlo Michelstaedter e il sentire di una civiltà tra lingue poesia e filosofia"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/27/carlo-michelstaedter-e-il-sentire-di-una-civilta-tra-lingue-poesia-e-filosofia/">Carlo Michelstaedter e il sentire di una civiltà tra lingue poesia e filosofia</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Gorizia. Capitale Europea della Cultura 2025: in nome di Carlo Michelstaedter</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/16/gorizia-capitale-europea-della-cultura-2025-in-nome-di-carlo-michelstaedter/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gorizia-capitale-europea-della-cultura-2025-in-nome-di-carlo-michelstaedter</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 18:48:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[capitale italiana della cultura 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Carlo Michelstaedter]]></category>
		<category><![CDATA[Gorizia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/03/0b4b6e55-0dff-49b6-816f-49639a5a42d2-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Una capitale che lega e che intreccia civiltà e identità. Nel nome di Carlo Michelstaedter si incontrano eredità europee e modelli Mediterranei. Un poeta che segna il nostro tempo in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/03/16/gorizia-capitale-europea-della-cultura-2025-in-nome-di-carlo-michelstaedter/">Gorizia. Capitale Europea della Cultura 2025: in nome di Carlo Michelstaedter</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Una capitale che lega e che intreccia civiltà e identità. Nel nome di Carlo Michelstaedter si incontrano eredità europee e modelli Mediterranei. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”.</p>
<p><span style="font-size: 14px; color: #313131;"><b>di Pierfranco Bruni</b></span></p></blockquote>
<p>Gorizia. Capitale Europea della Cultura 2025. Una capitale che lega e che intreccia civiltà e identità. Nel nome di Carlo Michelstaedter si incontrano eredità europee e modelli Mediterranei. Il luogo della poesia che conosce le contaminazioni delle filosofie. Una espressione di umanità che rende il conoscere fedeltà.</p>
<p>Il Novecento poetico italiano è legato ad alcune coordinate che si intrecciano tra forme romantiche e annunci decadenti. La presenza di un “esercizio” della funzione letteraria esistenzialista gioca una partita importante all’interno del contesto della lirica che si libera dalle forme precostituite e assume una funzione onirico – tragica. Un poeta che ha saputo vivere in questa visione o in questo intreccio è certamente Carlo Michelstaedter. Nato a Gorizia nel 1887 e morto suicida nel 1910.<br />
Ci sono degli elementi che serpeggiano all’interno della sua parola – metafora – linguaggio. Essi sono: – La tragedia e il labirinto. – Il tempo e la morte. – Il senso di infinito e il riferimento mitico.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-84202" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore.jpg 232w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/02/Carlo-michelstaedter-scrittore-181x300.jpg 181w" alt="" width="232" height="385" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Michelstaedter</em></figcaption></figure>
</div>
<p>In Carlo Michelstaedter tutto ciò è un attraversamento lirico vissuto sul tracciato della vi­ta. Non ci sono rapporti impossibili. Anzi costituiscono quella dimensione del dolore dentro la quale i segni e i simboli, le voci e la memoria hanno una elevata esplosione poetica. Una poetica dalle coordinate precise. Una poetica nella quale si creano nuclei mitici di ritorno. Quasi una tensione magica. Ed è proprio nel rapporto tempo-morte che questa tensione si sviluppa.<br />
C’è un dialogo costante con i suoni e le luci della natura. Quasi in ogni poesia c’è un rafforzarsi dell’immagine prece­dente. Certo la poesia michelstaedteriana non procede soltanto per immagini. C’è il sentimento del ritorno che è soprattutto un sentimento della tensione. C’è un vociare ad incastro. Il sentimento del tragico è il tema conduttore. È la centralità ‘del discorso poetico. Ed è qui, in un incastro fra dolore e tem­po, fra inquietudine e solitudine, fra senso del perduto e ri­cerca del viaggio (viaggio come riconquista di una terra e co­me reimpossessamento della metafora della riconquista) che il suicidio diventa 1’ “estremo rifugio”.<br />
1 nuclei mitici che ritornano sono raggruppabili in un iti­nerario quale il mare, il vento, il porto, la nave, il deserto, la terra. Il senso del distacco fa da corollario. Sono temi dell’ir­ragiungibilità e della distanza. Ma sono anche poli della ac­comunanza.<br />
La terra michelstaedteriana è si il “deserto” (l’agonia nella disperazione) ma è anche la speranza (o forse l’illusione) di una terra promessa. Ma il dolore è nell’inquietudine:<br />
“Dato ho la vela al vento e in mezzo all’onde del mar selvaggio nella notte oscura,<br />
solo, in fragile nave ho abbandonato<br />
il porto della sicurezza inerte.<br />
Né deserto e triste<br />
m’è apparso il mar sonante nella notte,<br />
anzi la voce sua come un appello<br />
mi sonò in cor della mia stessa vita,<br />
mi parve dolce cosa naufragare<br />
nel seno ondoso che col ciel confina,<br />
né temuta ho la morte…”<br />
E così l’inquietudine si fa tensione tragica. Nei versi ap­pena citati (appartengono alla poesia “A Senia”) c’è un pro­fondo travaglio esistenziale disteso completamente su una di­mensione dove i nuclei mitici sono precisi punti di riferimen­to. C’è il “deserto mare”, c’è, come abbiamo visto, “il porto della sicurezza inerte”, ci sono le “notti insonni”, c’è un re­citativo poetico che si intreccia a un canto tipico di ballata.<br />
Ma la grande forza mitica (che forma un paesaggio da luo­ghi quasi sacrali) è ne “I figli del mare”.<br />
Qui Itti e Senia si parlano e si trasmettono segni di iden­tità lungo il corso di un viaggio che pone continui interroga­tivi. C’è il porto. E c’è la morte. Un canto dove vibra un alo­ne magico teso sulla corda di un andare melanconico.<br />
Ecco un passaggio:<br />
“Senia, il porto non è la terra<br />
dove a ogni brivido del mare<br />
corre pavido a riparare<br />
la stanca vita il pescator.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando, libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
E’ un ritornello che fortifica non solo la parola, ma anche le immagini che dipingono la parola. E c’è la morte, la morte come rifugio, la morte come vita, la morte come equilibrio, la morte, infine, come scelta nel viaggio.<br />
Emblematico resta, a tal proposito, il “Canto della crisa­lide”. Ma è anche ne “1 figli del mare” che il dettato, dettato mitico soprattutto, si compie.<br />
Così:<br />
“No, la morte non è abbandono<br />
disse Itti con voce più forte<br />
`ma è il coraggio della morte’<br />
onde /a luce sorgerà.<br />
Il coraggio di sopportare<br />
tutto il peso del dolore,<br />
il coraggio di navigare<br />
verso il nostro libero mare,<br />
il coraggio di non sostare<br />
nella cura dell’avvenire,<br />
il coraggio di non languire<br />
per godere le cose care.<br />
Nel tuo occhio sotto la pena<br />
arde ancora la fiamma selvaggia,<br />
abbandona la triste spiaggia<br />
e nel mare sarai la sirena.<br />
Se t’affidi senza timore ben più forte saprò navigare, se non copri la faccia al dolore<br />
giungeremo al nostro mare.<br />
Senia, il porto è la furia del mare,<br />
è la furia del nembo più forte,<br />
quando libera ride la morte<br />
a chi libero la sfidò.”<br />
In questi versi ci sono elementi importanti che, in un cer­to qual modo, caratterizzano il quadro poetico di Michelstaed­ter. Non solo l’inquieto e angoscioso paesaggio di una dispe­razione antica è nell’identità di questo poeta, c’è anche una trasformazione mitica che coinvolge sia il processo lirico che la condensazione dei contenuti. Ecco, dunque, la consapevo­lezza del dolore e quel rapporto esemplare che dice: “la vita nella morte” e “la morte nella vita”. Bisogna combattere la paura della morte. Bisogna confrontarsi costantemente con il dolore.<br />
“Non dare agli uomini — egli scrive in La persuasione e la rettorica — appoggio alla loro paura della morte, ma to­glier loro questa paura; non dar loro la vita illusoria e i mez­zi a che sempre ancora la chiedono, ma dar loro la vita ora, qui, tutta perché non chiedono: questa è l’attività che toglie la violenza dalle radici”.<br />
Non bisogna barattare la morte con le illusioni. Ecco la sua scelta.<br />
Ecco la sua coerenza graffiata sulla pagina di una trage­dia che è viva nel cuore di una poesia che non si dimentica. Il suicidio, per Michelstaedter, non è fuggire la solitudine. E’ saper vivere la solitudine in una consapevolezza che interessa tutta la storia dell’uomo.<br />
In Michelstaedter c’è sempre “l’o­ra del distacco”. Una poesia della tensione tragica. Un poeta che segna il nostro tempo in una “ebbrezza infinita” dove amore e morte si incontrano e si ritrovano proprio “ai confi­ni del mare”. Un poeta moderno che riesce a strappare al linguaggio ottocentesco una innovazione. Innova in un contesto in cui il Futurismo non è ancora esploso completamente. E la sua presenza nel panorama poetico resta un punto di riferimento.<br />
D’altronde il poeta nasce dentro un processo esistenziale dettato dalla filosofia. Poesia e filosofia si intrecciano attraverso un modello linguistico che porta sia al simbolo che alla metafora. Proprio intorno a questa visione la sua modernità diventa contemporaneità al di là degli esercizi soltanto stilistici. Un poeta nella profondità della vita. Un goriziano tra filosofia e poesia.</p>
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<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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