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	<title>Carmelo Garofalo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Carmelo Garofalo Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Buon compleanno, Prof. Carmelo Garofalo. La tua lezione continua, ogni giorno, in ogni nostra riga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Domenica Puleio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Jan 2026 22:30:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Garofalo]]></category>
		<category><![CDATA[direttore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="600" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908.jpeg 600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908-300x191.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1908-585x371.jpeg 585w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></p>
<p>Per tutti noi che siamo cresciuti sotto la sua ala, Carmelo Garofalo è stato molto più di un direttore: è stato un regalo. In un mondo che corre veloce, lui&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Per tutti noi che siamo cresciuti sotto la sua ala, Carmelo Garofalo è stato molto più di un direttore: è stato un regalo. In un mondo che corre veloce, lui ci ha insegnato il valore della sosta, della verifica, della parola pesata con cura. La redazione di quegli anni non era solo un ufficio, ma una bottega rinascimentale dove il Maestro trasmetteva, quasi per osmosi, il rigore etico e la passione per la verità.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono persone che passano e lasciano tracce, e poi ci sono i Maestri che seminano valori, rigore e passione. Carmelo Garofalo apparteneva a questa rara categoria. Ci ha insegnato che la notizia ha un’anima e che il giornalismo è, prima di tutto, un atto di responsabilità verso la verità e verso il lettore.</p>
<p>La morte non cancella quello che la vita ti regala<strong>.</strong>Anche se oggi la sua voce non risuona tra i tasti che battono e il profumo della carta stampata, il suo insegnamento resta vivo in ogni riga che scriviamo e in ogni dubbio che ci poniamo prima di pubblicare. La sua eredità non è fatta di soli articoli, ma della dedizione che ha saputo trasmettere a tutti noi, rendendo quella redazione non solo un luogo di lavoro, ma una vera scuola di vita.</p>
<p>Per tutti noi che siamo cresciuti sotto la sua ala, Carmelo Garofalo è stato molto più di un direttore: è stato un regalo. In un mondo che corre veloce, lui ci ha insegnato il valore della sosta, della verifica, della parola pesata con cura. La redazione di quegli anni non era solo un ufficio, ma una bottega rinascimentale dove il Maestro trasmetteva, quasi per osmosi, il rigore etico e la passione per la verità.</p>
<p>Verità, per amore della verità. Buon compleanno, Professore. Ovunque lei sia, continui a guidare la nostra penna.</p>
<h1 class="wp-block-heading"><em>Dalla “Gazzetta del Sud” 15/11/1996</em></h1>
<p>Quando negli anni Trenta alla &lt;&lt;Gazzetta&gt;&gt; di Messina approdò Mario La Rosa</p>
<h2 class="wp-block-heading">Cenacolo di cultura e di libertà</h2>
<p><em>Una sede poverissima, poco più che una baracca, dove pulsavano a tempo pieno redazione, amministrazione, reparto di spedizione, tipografia e rotativa, e dove il giornalista, scomparso un mese fa, si era accostato appena sedicenne, nel 1934, ancora studente al liceo classico. Una preziosa palestra formativa per molti professionisti poi impegnati in testate nazionali</em></p>
<p>Di Carmelo Garofalo</p>
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-100738" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/01/images.jpg" alt="" width="172" height="293" /></figure>
<p>La morte di Mario La Rosa, giornalista messinese, che trenta giorni fa se n’è andato in punta di piedi, con quella discrezione che gli era pro­pria, da gentiluomo d’altri tempi, con quel sorriso che era alle volte impastato di fi­ne umana ironia, ha abbru­nato ancora una volta le ban­diere del giornalismo messi­nese.</p>
<p>Di Mario La Rosa già Ser­gio Palumbo, con valenza professionale di rilievo, ha tracciato un profilo proprio sulla &lt;&lt;Gazzetta del Sud&gt;&gt; subi­to dopo la morte, avvenuta a Messina il 15 ottobre di que­sto anno. Ha ricordato il gior­nalista parlamentare balzato sul piano della politica nazio­nale dopo avere per alcuni anni fatto la gavetta a &lt;&lt;La Gazzetta&gt;&gt;, il giornale che fu parte integrante della sua e mia giovinezza, al quale ap­prodammo nel 1934, compa­gni di banco al Ginnasio Maurolico, compagni d’av­ventura in quel mondo gior­nalistico che Mario La Rosa  ricorda, con affettiva commozione, in una breve pubblica­rne dell’agosto 1943, quasi a colloquiare, a cuore aperto, con i suoi amici, facendone stampare soltanto cento esemplari, tutti lasciati fuori commercio.</p>
<p>&lt;&lt;Ricordi della casa e del giornale&gt;&gt;, scrisse, &lt;&lt;che oggi, mi giunge notizia, non ci sono più: inghiottiti insieme dallo schianto e dal polverio, dal terreno e dall’incendio per bombe lanciate da aeroplano. “Il Giornale”, essenza della nostra giovinezza, quando il giornalismo era po­vero ed era giornalismo “eroico”, come ebbe a scri­vere Pier Luigi Ingrassia, nell’immediato dopo­guerra fu chiamato a dirigere a Palermo il quotidiano “L’Ora”, dopo essere stato redattore­sportivo al “Giornale di Sicilia”.</p>
<p>Ed in quella sede poverissima di via Ugo Bassi, dove oggi ha sede l’Istituto Tecnico Industriale &lt;&lt;Verona Trento&gt;&gt;, racconta La Rosa &lt;&lt;Una strana povertà la quale diventava a un certo momento caratteristica, etichetta, indispensabile qualità dell’ambiente che, diverso, avrebbe perduto quella certa malia&gt;&gt;, era poco più che una baracca, il sotterraneo di uno stabile non edificato, ventiquattr’ore su ventiquattro, redazione, amministrazione, reparto di spedizione, tipografia con linotypes e rotativa. La Rosa si accostò al giornale a 16 anni, per tenermi compagnia, per aiutarmi nello spoglio dei tagliandi di un concorso pronostici, il totocalcio di allora. Poi cominciammo a correggere le bozze, e spesso, più che il direttore Ivanoe Fossati, era il proto, giovanissimo ma ricco di grintosa professionalità, Pasqualino Morgante, a farci notare i refusi che ci erano sfuggiti.</p>
<p>Passammo presto ai servizi sportivi, ai servizi di cronaca benevolmente indirizzati da giornalisti che della Gaz­zetta avevano fatto una scuo­la, una palestra, da Edoardo Enrico Morabito, il primo in­viato speciale a cadere nel corso di un combattimento in Etiopia, a Giuseppe Longo che dalla &lt;&lt;Gazzetta&gt;&gt; venne chiamato in importanti quo­tidiani, dal &lt;&lt;Resto del Carli­no&gt;&gt; di Bologna, al &lt;&lt;Gazzetti­no&gt;&gt; di Venezia dei quali fu apprezzato direttore, a Gaeta­no Baldacci che, nel dopo­guerra, promosse e diresse a Milano &lt;&lt;Il Giorno&gt;&gt; a Gaspare Gresti approdato con la qua­lifica di redattore capo al &lt;&lt;Corriere della Sera&gt;&gt;, a Pie­tro Manno, che concluse la sua attività a Roma da vice direttore del &lt;&lt;Messaggero&gt;&gt; a Giacomo Maugeri, a Giovan­ni Valentino, a Nino Malatino, a Biagio Starvaggi, ai fra­telli Giovanni e Luigi Ma­sciari, Nitto Scaglione, Folgo­re Brogioni ed Angelo Caola e altri che guardavano a noi giovani con fiducia.</p>
<p>Mario La Rosa realizzò la pagina &lt;&lt;Pensiero dei Giova­ni&gt;&gt;, una pagina tutta dedica­ta ai nostri coetanei perché potessero esercitarsi, giorna­listicamente, senza remore, senza interferenze, senza censure, così come d’altra parte, vicini, Mario ed io, a Vittorio Mussolini, il figlio del Duce, potevamo libera­mente fare collaborando al periodico &lt;&lt;La Penna dei Ra­gazzi&gt;&gt;, nel 1933 che, subito dopo, venne a chiamarsi &lt;&lt;An­no XII&gt;&gt; a significazione del­l’era fascista in cui ci trova­vamo. Era direttore Vittorio Mussolini, e la redazione. nell’arco di tempo fra il 1931 e il 1937, si trovava proprio a Villa Torlonia, la residenza ufficiale del Duce. Vi sarebbe da  scrivere tutta una pagina su quegli incontri di giovani tra i quali qualcuno s’era messo in testa idee fantasiose coincidenti con il suo trasformismo politico del dopoguerra. Erano giovani, parecchi dei quali poi collaborarono alla &lt;&lt;Gazzetta&gt;&gt;, e tra essi Franco Fortini, il messinese Mario Spinella, compagno al Ginnasio Maurolico mio e di La Rosa, Bruno Zevi, Carlo Cassola, Paolo Alatri, Mario Alicata e Ruggero Zangrandi.</p>
<p>Anticonformismo, quindi, a Villa Torlonia, come sotto­linea Sergio Palumbo ma anticonformismo anche a &lt;&lt;La Gazzetta&gt;&gt; il quotidiano che pubblicava la pagina &lt;&lt;Pensiero dei Giovani&gt;&gt; coordinata da Mario La Rosa al cui int­uito giornalistico si deve l’inizio della lotta al latifondo siciliano, con un’inchiesta che fece allora sobbalzare il Duce che volle sapere chi fosse ­quel La Rosa suscitatore di gravosi problemi.</p>
<p>Un giorno il direttore Iva­noe Fossani, che fu grande Maestro di giornalismo, ci inf­ormò che l’indomani sareb­be venuto a visitare il giornale il ministro della Cultura Popolare Alfieri. Ci presentammo all’ appuntamento chi in camicia nera, chi senza; il gerarca entrò di scatto, salu­tò tutti romanamente e venne subito colpito da un poster caricaturale che copriva tut­ta una parete della redazione e che, La Rosa ed io, avevamo elaborato nottetempo e che coinvolgeva lo stesso mini­stro Alfieri e perfino il Duce. Quando lo vedemmo sbian­carsi in viso fu un attimo, un attimo soltanto, ci guardam­mo tremanti e Mario ebbe a sussurrarmi: Carmelino, così egli amava sempre chiamarmi, &lt;&lt;abbiamo fatto una bella frittata&gt;&gt;, ma il ministro sbot­tò in una risata, compiacendosi con quella che egli definì una gustosa goliardata. Lon­go, Manno e La Rosa si trasfe­rirono poi a Roma, La Rosa con le funzioni di redattore capo e di cronista parlamen­tare e quando l’Italia entrò in guerra, chiese a Fossani di fa­re l’inviato speciale su una nave. Silurata dal nemico l’u­nità navale, Mario La Rosa fi­nì in mare. Venne salvato a stento, curato in un letto del­l’ospedale militare dove gli fummo tutti affettuosamente vicini. Il 25 maggio 1943 la se­de della Gazzetta venne di­strutta dagli aerei alleati; quella notte, per la prima vol­ta, linotypisti, tipografi, com­positori e rotativisti che aspettavano di stampare il giornale, furono costretti ad abbandonare il loro posto di lavoro, e le macchine che in­neggiavano alla vita tacque­ro per sempre. L’incendio du­rò per tre giorni di seguito, simboleggiando l’ultima noti­zia, quella della morte del giornale data ai lettori sici­liani e calabresi.</p>
<p>Il fuoco estinse una scuola di giornalismo altamente qualificata, ma estinse anche un cenacolo di cultura e di li­bertà là, dove, nottetempo, quando era più intenso il la­voro per preparare il giorna­le che all’alba avrebbe rag­giunto i lettori di Messina e della dirimpettaia Calabria, per anni, in redazione, venivano a trovarci Vittorini, Quasimodo, Vann’Antò, Vittorio Lazzaro, i provveditori degli studi Luca Pignato e Angelo Cammarata e Salvatore Pugliatti.</p>
<p>Incontravamo soprattutto Longo, Gresti, Manno, i giornalisti già giornalisti, ma non ci estraniavamo dalle loro dispute e dai loro conversari. Si parlava in piena libertà, non v’erano né fascisti né antifascisti. Vi erano uomini di cultura, maestri insigni che dissertavano dei problemi politici e culturali senza imporsi, e senza imporre, alcuna censura. E quando ci si congedava, con dolce ironia Mario La Rosa scattava in posizione di attenti dicendo ad alta voce: &lt;&lt;Maestro quale onore&gt;&gt;.</p>
<p>Mimma Cucinotta, Domenica Puleio, Silvia Gambadoro</p>
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		<title>Shalom! da Messina Sera 10 Febbraio 1969</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 19:52:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Carmelo Garofalo]]></category>
		<category><![CDATA[Messina sera]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/garofalo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/garofalo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/garofalo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>&#160; Lungo il filo dei ricordi del Maestro Carmelo Garofalo, al quale è dedicata PaeseItaliaPress.it, nostra testata partner. Dalle pagine di Messina Sera del 10 marzo 1969 riaffiorano gli appunti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/12/shalom-da-messina-sera-10-febbraio-1969/">Shalom! da Messina Sera 10 Febbraio 1969</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong><em>Lungo il filo dei ricordi del Maestro Carmelo Garofalo, al quale è dedicata PaeseItaliaPress.it, nostra testata partner. </em><em>Dalle pagine di Messina Sera del 10 marzo 1969 riaffiorano gli appunti di viaggio in Israele dell&#8217; indimenticabile Professore Garofalo: non soltanto un Maestro di giornalismo, ma soprattutto di vita.<br />
Ripercorrendo oggi quelle righe, ritroviamo lo sguardo attento e umano di chi sapeva trasformare l’esperienza in racconto, l’inchiostro in emozione.</em></strong></p>
<p><strong><em>di Mimma Cucinotta e Domenica Puleio</em></strong></p>
<p><strong><em>Da Messina Sera 10/03/1969</em></strong> Fondato e diretto da Carmelo Garofalo</p>
<p><strong>Shalom!</strong></p>
<p>10 febb. 1969 – La carta da visita per un viaggio in Israele è data dalla EL – AL, la compagnia di bandiera che vanta una flotta aerea tra le più moderne e più sicure del mondo, non soltanto dal punto di vista tecnico ma anche di difesa dai terroristi che in questi ultimi tempi l’ hanno seriamente minacciata.<br />
A bordo dei suoi Boeing, che solcano i cieli del mondo, le hostess sono ambasciatrici di grazia e di cortesia, così come gli steward sono messaggeri di sollecitudine e di ospitalità. Tutto è lindo, luminoso, confortevole, in un mondo particolare, allietato da musiche israeliane in sottofondo, in un clima che anticipa tutta Israele.<br />
In un viaggio fantastico attraverso questa terra, le città modernissime, che svettano imponenti persino in pieno deserto, i luoghi santi, le dune giallo – oro trasformate in giardini rigogliosi, i kibutzim, le vecchie frontiere e le nuove, che dopo la guerra lampo dei sei giorni hanno data una sicurezza più concreta, gli incontri con uomini politici, con amministratori ebraici e arabi, con i generali dei posti chiave, con gli operatori economici e turistici, con onorevoli parlamentari, con funzionari dei Ministeri, con i cittadini di ogni rango, ci hanno dato di Israele una visione nuova, impensabile, che diamo ai nostri lettori, anche con la riproduzione di alcuni servizi del nostro Direttore editi dalla “Gazzetta del Sud”.<br />
Carmelo Garofalo ha compiuto un viaggio tra i più interessanti, soprattutto per i contatti avuti con personalità di ogni livello. Il nostro giornale, nell’elencare i nomi, <strong>in omaggio</strong> alla<strong> tradizione israeliana senza tener conto di gerarchie e di gradi, di precedenze protocollari e di differenze sociali,</strong> esprime un vivo ringraziamento per le <strong>cortesie</strong> e la larga <strong>ospitalità</strong>  prodigate al nostro <strong>Direttore</strong>, professor <strong>Carmelo Garofalo.</strong><br />
Tutti si sono cooperati per rendere confortevole sotto ogni aspetto il soggiorno in Israele, dai dirigenti e dal personale della compagnia aerea EL – AL  a Benjamin Bonney, Consigliere Stampa dell’Ambasciata d’Israele in Roma, al Direttore commerciale Cassuto, a Yochanana T. Erez, Direttore per l’Italia dell’Ufficio nazionale Israeliano del Turismo, a Jossef Hadas, vice direttore del Dipartimento dell’Europa Occidentale del Ministero degli Esteri, al dr. S. Colbi, Direttore degli Affari Cristiani del Ministero dei Culti, a Natan Ben – horin, del Dipartimento Informazioni degli Esteri, a Raphael Migdal, Direttore del Contenzioso del Ministero degli Esteri, a Richard Oestermann, Direttore del Servizio relazioni Pubbliche per l’Estero, al prof. Roberto Bachi, Direttore della Facoltà di Statistica e Demografia dell’Università Ebraica, al dott. Menahem, Direttore del Sacrario dei Martiri e degli Eroi a Yad Va’Shem, al Generale Gazzit.<br />
Interessanti ancora gli incontri con M. Abraham Tiar, Moshe Sardines e la elegante frizzante dinamica Matilda Guez (una polveriera di intelligenza e di abilità organizzativa), deputati de la Knesset (il Parlamento di Israele); con M. Gershon Avner e Joseph Hadas, Direttori generali aggiunti del Ministero degli Esteri, con il Direttore generale del Ministero del Turismo il cui slogan è “Siamo odiati ma non sappiamo odiare”.</p>
<p>Il Direttore generale del Ministero del Turismo, nel consegnarci una pregevole riproduzione artistica della Medaglia offerta a Sua Santità Paolo VI, ha sottolineato: “Israele apre i suoi cuori e le sue porte e dà il benvenuto ai pellegrini, ai turisti e agli stessi tedeschi che appena venti anni dopo la tragica guerra, sono accolti in Israele in un clima di amicizia”.</p>
<p>Grazie anche ai dirigenti dei kibutzim di Ayelet Hashahar, di Yavneh, di Guaresh, a M. Bert Ekert, membro del villaggio collettivista religioso, a M. Nadim Batchis, Segretario del Municipio di Nazareth, a M. Ahmad Sharif Halila, Sindaco di Yafat El Nasira, a M. Yonathan Saboni, del Municipio di Ashdod, a M. Avraham Ofer del Municipio di Tel Aviv – Yafo.<br />
Un ricordo per M. Ben – Horin, che già Consigliere dell’Ufficio stampa a Roma, ci è stato guida preziosissima e cortese; un ricordo ancora per Beniamin Fortis, per Esther Rosemberg, per Mrs. Hanni Arel, per Mrs. Magda Schossberger, per la graziosa Ruth Hanuka che si è accompagnata per la faticosa ascesa a Masada, per Dalia Kisiel, ambasciatrice dell’Alitalia a Tel – Aviv.</p>
<p>Un riconoscimento all’ Hotel du Roi David di Gerusalemme, al ristorante Chez Simon di Gerusalemme all’ Hotel Ayelet Hashahar, all’ Hotel Dan di Tel – Aviv, all’ Hotel Mai Ami di Ashdod, all’Albergo Neot Midbar di Beer – Sheva, all’ Hotel Nof Arad di Arad, al ristorante Tarshish di Yafo a Tel – Aviv: una catena di ospitalità tra le più moderne e le più ricche di ogni comfort per il turista e di squisite caratteristiche pietanze.<br />
Grazie, ancora, un grazie particolare alle molto reverende Suore del Monastero di Sion a Gerusalemme e del Monte delle Beatitudini che ci hanno fatto soprattutto comprendere, con mistiche funzioni nel corso delle quali ci siamo accostati con riverente devozione alla Mensa Eucaristica, come in terra di Israele, in un mondo di contraddizioni e di contrasti, poteva avere avuto i natali Gesù Cristo e vivere il dramma umano il Figlio di Dio.</p>
<p>…</p>
<p><em>Lungo il filo dei ricordi del nostro Maestro Carmelo Garofalo, al quale è dedicata la testata PaeseItaliaPress.it.</em></p>
<p><em>Dalle pagine di Messina Sera del 10 marzo 1969 riaffiorano gli appunti di viaggio in Israele del nostro indimenticabile Professore Carmelo Garofalo, che per noi non fu soltanto un Maestro di giornalismo, ma soprattutto di vita.<br />
Ripercorrendo oggi quelle righe, ritroviamo lo sguardo attento e umano di chi sapeva trasformare l’esperienza in racconto, l’inchiostro in emozione.<br />
Abbiamo voluto riproporre il suo reportage dal titolo “Shalom!”, riportandolo alla luce grazie al lavoro di ricerca che nella seconda metà degli anni 2000 abbiamo svolto nella rinnovata redazione de “L’Eco del Sud (Messina Sera)”, di quella redazione di Viale Principe Umberto, 67 che sapeva di carta oleata e profumo di giornalismo vissuto.</em></p>
<p><em>Un omaggio affettuoso e riconoscente a chi ci ha insegnato che fare giornalismo significa vivere ogni storia con passione e autenticità</em></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-97862" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--1024x768.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--1024x768.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--300x225.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--768x576.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--1536x1152.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--2048x1536.jpeg 2048w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--678x509.jpeg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--326x245.jpeg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Domenica-Puleio-Mimma-Cucinotta-giornaliste--80x60.jpeg 80w" alt="" width="297" height="223" /><figcaption class="wp-element-caption">Domenica Puleio e Mimma Cucinotta</figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/12/shalom-da-messina-sera-10-febbraio-1969/">Shalom! da Messina Sera 10 Febbraio 1969</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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