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	<title>Casa Vuota Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Roma. Una benedizione mascherata: a Casavuota la personale di Danilo Sciorilli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2025 20:55:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2362" height="1521" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316.jpeg 2362w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-300x193.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1024x659.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-768x495.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1536x989.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-2048x1319.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1920x1236.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1170x753.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-585x377.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2362px) 100vw, 2362px" /></p>
<p>Si inaugura sabato 25 gennaio alle ore 18 (e si può visitare fino al 23 marzo) la mostra &#8220;Una benedizione mascherata&#8221; di Danilo Sciorilli (1992), la prima personale romana dell&#8217;artista,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/01/21/roma-una-benedizione-mascherata-a-casavuota-la-personale-di-danilo-sciorilli/">Roma. Una benedizione mascherata: a Casavuota la personale di Danilo Sciorilli</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2362" height="1521" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316.jpeg 2362w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-300x193.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1024x659.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-768x495.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1536x989.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-2048x1319.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1920x1236.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-1170x753.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6316-585x377.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2362px) 100vw, 2362px" /></p><p><em>Si inaugura sabato 25 gennaio alle ore 18 (e si può visitare fino al 23 marzo) la mostra &#8220;Una benedizione mascherata&#8221; di Danilo Sciorilli (1992), la prima personale romana dell&#8217;artista, allestita negli spazi di Casa Vuota, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.</em></p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><i>Tele dipinte, installazioni, una serie di disegni proposti in modo installativo, tutti realizzati nell’ultimo anno appositamente per Casa Vuota, trovano nell’uso della grafite come cifra essenziale del linguaggio espressivo il minimo comune denominatore e in un immaginario stregonesco, onirico e cifrato </i>l’orizzonte entro il quale manifestarsi.</p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">La sfera e il girotondo, streghe e bambini, una stella che arde e un rito magico, uno stormo di corvi e una processione di scarabei: a partire da questi elementi disparati, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è misterioso e pieno di fascino l’alfabeto di simboli e immagini che l’artista Danilo Sciorilli sceglie per abitare Casa Vuota con la sua mostra personale intitolata “Una benedizione mascherata”</strong>, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. La mostra si inaugura sabato 25 gennaio 2025 dalle ore 18 alle 21 nello spazio espositivo domestico di <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1737546842139000&amp;usg=AOvVaw0PLlceReMhnlBXRQDaBirB" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Maia 12 a Roma</a>, nel quartiere Quadraro, e si può visitare fino al 23 marzo, prenotando un appuntamento ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vuotacasa@gmail.com</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Una benedizione mascherata”<strong> </strong>presenta tele dipinte, installazioni, un’animazione video e una serie di disegni proposti in modo installativo, tutti realizzati nell’ultimo anno appositamente per Casa Vuota, che trovano nell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">uso della grafite come cifra essenziale del linguaggio espressivo </strong>il minimo comune denominatore e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">in un immaginario stregonesco, onirico e cifrato</strong> l’orizzonte entro il quale manifestarsi.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">«È, sin dal titolo, l’ossimoro a dire la qualità dell’intervento di Danilo Sciorilli a Casa Vuota – scrivono i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – che trae forza dagli opposti e dalla loro respingente attrazione per accompagnare i visitatori in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un percorso scandito da visioni ed evocazioni di una sensibilità primordiale, di un richiamo ancestrale che si rinnova nella fitta stratificazione di riferimenti culturali, letterari e visuali disparati</strong>, unendo autobiografia e curiosità in un uso immersivo e coinvolgente degli inviti narrativi offerti a chi varca la soglia della casa. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La figura retorica dell’ossimoro viene scelta dall’artista per descrivere, attraverso un progetto site-specific incentrato sulla pratica del disegno che si fa linguaggio installativo, tutte le contraddizioni dell’umano</strong>. Tutto nasce dall’incontro tra Danilo Sciorilli e lo spazio: il vuoto della casa, il silenzio delle sue stanze, i segni della consunzione e gli echi della vita che aveva un tempo animato l’appartamento fanno emergere, nella fantasia dell’artista, una figura in controluce, quella di un abitante immaginario, fantasmatico, sfuggente. Quello che Sciorilli vagheggia è un suo ipotetico alter ego, la figura di un artista – a lui simile e dissimile, a lui vicino e lontanissimo – che potesse avere abitato lo spazio in un tempo remoto o futuro, possibile o impossibile. Ecco, così, profilarsi la sinopia di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un autoritratto travisato, fatto in contumacia, il più sincero possibile nella sua finzione</strong>, non alieno a quel bene dissimulato o a quel male rovesciato che, rubando un popolare modo di dire anglosassone, dà il titolo alla mostra e si fa manifestazione di un’esperienza prodigiosa, sorprendente come un gioco di prestigio».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Danilo Sciorilli dichiara: «Mi sono interrogato sul perché percepiamo la nostra vita come una linea retta, con l’idea di andare verso qualcosa; una linea tesa in direzione di una meta da raggiungere. Un fine, una fine. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Una benedizione mascherata” curva la linea della vita e ne fa un cerchio</strong>: fatto di ansie e speranze, di danze e gioco, di rituali scuri e “aenima” (termine coniato dal cantante Maynard James Keenan, leader del gruppo progressive metal Tool, crasi di anima ed enema, con sui si intende indicare un rito di purificazione estremo), di corpo e spirito, di quando gioiamo per essere al mondo e di ogni volta che ci sembra un tormento».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il pensiero esistenzialista che ispira la riflessione di Danilo Sciorilli lo porta a riflettere sui grandi temi della vita e della morte, nel racconto – spiega l’artista – di «un’esistenza umanamente umana, di un uomo in costante equilibrio tra l’essere carne e l’essere anima, tra il dover finire ma aspirare naturalmente all’infinito».</strong>Per esplicitare questa ossimorica dualità, ricorrono nella trama della mostra due elementi simbolici, la sfera e la danza circolare, fili conduttori in costante dialogo tra loro che si ripresentano, opera dopo opera, mutando di forma e di significato. «La sfera – racconta Sciorilli – che cambia incessantemente viaggiando da uno sguardo all’altro è il nulla ed è il tutto. È un buco nero ed è la luna, è una stella che arde o semplicemente un sasso inerme; varie figure poi danzano in tondo, girano e cantano, pregano, affidano le loro speranze a qualcosa al di là o, passo dopo passo, danno vita a riti magici».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">«Le stanze di Casa Vuota – proseguono Del Re e de Nichilo – conservano, grazie alle installazioni di Danilo Sciorilli, il ricordo della loro originaria destinazione d’uso, del loro essere casa. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Un tavolo, un materasso, un quadro al muro riducono ai minimi termini un vissuto domestico, che si trasforma però nel teatro di un mistero mormorato o gridato, in un bianco e nero che dice le luci e l’ombra, gli slanci e i contrappesi, i pieni e i vuoti che sono la vita stessa.</strong> Quintessenza di ogni ossimoro e di ogni dicotomia, la luce convive con il buio nel firmamento di una mostra che allinea astri e sassi, buchi bianchi e lune in fiamme. Sciorilli ha bisogno di argomentare un ordine per scatenare il caos. È un abbraccio, il suo, che circonda il suo pubblico come fanno le spire di un serpente mitologico. Si avvolge con il ritmo circolare di un gioco di bambini disegnati sulla tela a partire da una fotografia d’epoca e viene ripetuto in forma di sabba, di rincorrersi di scarabei portatori di luce e di uccelli in ceppi che non riescono a librarsi e fanno ressa come incubi in una stanza, circondando il visitatore. Questo procedere ad anello rimanda chiaramente al cinema, alla rotazione delle bobine di pellicola nelle vecchie sale di proiezione, ricordandoci che il medium filmico non è estraneo dai linguaggi che l’artista adopera, e più in generale alla ciclicità delle storie e dei miti che, di cultura in cultura, hanno figurato e trasfigurato i processi di trasformazione e di rigenerazione propri della natura, in un grande esorcismo della finitezza e in un anelito mai sazio di infinito».</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La ricerca di Danilo Sciorilli (nato nel 1992 ad Atessa, in provincia di Chieti, vive e lavora a Torino) ruota attorno al concetto di fine e al tentativo di superarlo</strong>. Per l’artista arte e scienza sono strumenti di conoscenza affini, capaci di predire gli scenari futuri attraverso differenti forme di creatività. Condizionato dall’immaginario cinematografico, realizza animazioni che danno un nuovo senso al tempo e manifestano la sconfitta dell’essere umano di fronte al destino o alla necessità. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le sue opere rappresentano cosmogonie contemporanee, che affrontano questioni legate all’origine, all’evoluzione e alla fine, in chiave spesso ironica.</strong> Installazioni, disegni e happening vengono presentati in contesti non istituzionali come in un cinema, in un treno in corsa o in una fiera funeraria. Nel 2024 ha vinto la sezione giovani del Premio Michetti ed è stato esposto alla Fondazione Michetti di Francavilla a Mare, nella mostra a cura di Simone Ciglia. Tra le mostre personali si ricordano: nel 2024 “Tuttisanti” curata da Francesca Disconzi e Federico Palumbo a Osservatorio Futura a Torino, nel 2023 “Distanze Comoventi” a cura di Davide Dall’Ombra e Alessandra Klimciuk alla Fondazione Stelline di Milano, nel 2022 “No Time To Die” a cura di Giacinto Di Pietrantonio in occasione di TanExpo nel padiglione centrale di Bologna Fiere, nel 2019 “The Big Crunch” a cura di Grazia Paganelli dentro il Cinema Massimo di Torino, in collaborazione col Museo Nazionale del Cinema. Ha esposto inoltre in numerose collettive, tra le quali nel 2023 “Born in Mac Mahon” a cura di Giuseppe Frangi a Casa Testori a Novate Milanese, “The Clown Spirit” a cura di Joanna De Vos alla Galleria Mucciaccia di Roma, nel 2021 “La Madonna di Foligno, il meteorite e il punctum. Come rileggere un capolavoro” a cura di Marta Silvi nel Museo Capitolare Diocesano di Foligno e nel 2020 “Straperetana” a cura di Saverio Verini nella sede di Pereto della Monitor Gallery.</p>
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		<title>RITORNO ALLE ORIGINI, Giulia Cotterli in mostra a Roma a CASA VUOTA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/16/ritorno-alle-origini-giulia-cotterli-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=ritorno-alle-origini-giulia-cotterli-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 May 2024 20:49:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Vuota]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Cotterli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="364" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/13AF391A-D656-4925-9624-E154005072C9.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/13AF391A-D656-4925-9624-E154005072C9.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/13AF391A-D656-4925-9624-E154005072C9-300x218.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>Giulia Cotterli presenta la sua prima mostra personale romana sabato 18 maggio 2024 a Casa Vuota, in via Maia 12 al Quadraro. La mostra si intitola Ritorno alle origini ed è curata&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/16/ritorno-alle-origini-giulia-cotterli-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota/">RITORNO ALLE ORIGINI, Giulia Cotterli in mostra a Roma a CASA VUOTA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giulia Cotterli presenta la sua prima mostra personale romana sabato 18 maggio 2024 a Casa Vuota, in <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1715860674094000&amp;usg=AOvVaw0iTgDDA-tHLiGqlEi1Avua" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">via Maia 12</a> al Quadraro</b>. <b data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">La mostra si intitola <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ritorno alle origini </i></b>ed è curata da Francesco Paolo Del Re, con un testo critico di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo).</p>
<p><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Roma, Casa Vuota (<a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12,+int.+4A?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12,%2Bint.%2B4A?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1715860674094000&amp;usg=AOvVaw3M2Cx6frMvgfhn_HSJ0pra" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">via Maia 12, int. 4A</a>)</span></strong></p>
<p><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">18 maggio – 30 giugno 2024</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Inaugurazione sabato 18 maggio 2024 (orari 18-21)</span></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">La famiglia, reale o inventata, è una storia tutta da scoprire, da ricostruire e da raccontare per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giulia Cotterli</strong>, che presenta il suo <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ritorno alle origini</em></strong> in forma di mostra a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Casa Vuota a <a href="https://www.google.com/maps/search/Roma+(via+Maia+12?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Roma%2B(via%2BMaia%2B12?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1715860674094000&amp;usg=AOvVaw2jVaXHe4FP7j7DB-3dmtC5" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Roma (via Maia 12</a>)</strong>, con la cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo e un testo critico di Osservatorio Futura (Francesca Disconzi e Federico Palumbo).</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La personale si inaugura sabato 18 maggio 2024 dalle ore 18 alle 21 e si può visitare fino al 30 giugno 2024</strong>, prenotando un appuntamento ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vuotacasa@gmail.com</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Per anni Giulia Cotterli si è concentrata su una ricerca volta a interrogare il suo cognome paterno, che ha sempre significato per lei per molto poco perché il padre è stato adottato. A partire da scarni elementi anagrafici, l’artista ha cercato di ricostruire, tramite le sue opere, una storia familiare immaginaria, di avi inventati e provenienze ipotetiche. «Pensavo – racconta Cotterli – che, recuperando quello che non avevo mai potuto avere, avrei scoperto realmente chi sono, dando per scontato di sapere tutto sulla mia famiglia materna». Per la mostra di Casa Vuota, invece, il punto focale della sua attenzione cambia. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ritorno alle origini </em>evocato dal titolo è</strong>, stavolta, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un’immersione nella storia della sua famiglia materna, narrata con gli strumenti della scultura, della pittura, del disegno e dell’installazione</strong>, a partire da una vacanza trascorsa a casa dei nonni a Sermoneta, in provincia di Latina, nell’estate del 2023.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">«<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nelle stanze di Casa Vuota</strong> – scrivono Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giulia Cotterli porta la terra della campagna dove i genitori di sua madre vivono, reinventandola come elemento commestibile, impastato di farina, olio, acqua e cacao</strong>. Evoca il duro lavoro che esige per coltivarla, i sacrifici e gli scontri per il suo possesso, l’inizio e la fine, con lo stupore fiabesco dei giochi infantili, che trasformano gli ortaggi seminati dal nonno in sculture di stoffa che vivono in un tempo interiore slegato dal ciclo delle stagioni. In questa terra e nella casa che da generazioni su di essa si poggia l’artista si immerge, tra autobiografia e straniamento, specchiandosi nell’immagine di sé bambina e riecheggiando storie da sempre conosciute ma mai ascoltante con attenzione».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-87866" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10-219x300.jpeg" alt="" width="219" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10-219x300.jpeg 219w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10-747x1024.jpeg 747w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10-768x1053.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10-1121x1536.jpeg 1121w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10-1170x1603.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10-585x802.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/F4576D56-7EC4-4F0E-9AE5-2833F2251C10.jpeg 1293w" sizes="(max-width: 219px) 100vw, 219px" />Intorno a questo orto domestico coltivato nelle stanze di Casa Vuota, si dispiega un romanzo familiare per immagini. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">«Disegni e tele – spiega Giulia Cotterli – raccontano storie che parlano di amore, tradizioni, occasioni perse, litigi e dolore. Passato e presente si mescolano</strong>: il confine tra ciò che sono le mie memorie e quelle dei miei nonni è labile, il passaggio dall’interno all’esterno della mia persona è mescolato. Il tema centrale è la ricerca identitaria, la memoria come fondamento dell’essere e la famiglia come incubatrice della personalità».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">«Il lavoro di Cotterli – scrivono Francesca Disconzi e Federico Palumbo di Osservatorio Futura – parte da un microcosmo personale fatto di ricordi in grado di occupare uno spazio denso e tangibile, da cui l’artista può attingere materia da riplasmare. In questo processo, l’immaginazione ha il grande compito di colmare i vuoti dell’irrisolto e del rimosso, producendo un racconto verosimile e articolato, in bilico tra il dato oggettivo e l’immaginifico. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cotterli si muove su di un filo teso tra il personale e il collettivo: la storia della sua famiglia materna, filtrata dalla memoria personale e dai racconti della nonna, è in realtà una narrazione dell’Italia rurale novecentesca</strong>. Sullo sfondo della Storia, costellata di vicende terribili come l’ascesa del Fascismo, si librano con leggerezza le storie dei personaggi; esse vengono tramandate come si tramanda una tradizione: attraverso gesti semplici e quotidiani, scanditi da un tempo lontano dalla frenesia cittadina e più vicini al flusso naturale e vitale. Attraverso il filtro della memoria anche lo spazio in cui si districano le dinamiche familiari diventa un Eden privo di tracce antropiche, salvo la casa e l’orto del nonno».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">«Mi sono posta come uno spettatore esterno che guarda e studia la vita di qualcun altro», dichiara Giulia Cotterli. «La mostra si compone di alcune di queste storie, mischiate con frammenti di aneddoti e con gli stati d’animo dei miei nonni. Tre sculture in cartapesta evocano gli oggetti che hanno accompagnato mia nonna in vent’anni di convivenza nella casa in campagna con mio nonno: la sediolina dove sedeva per cucire, ricamare e lavorare a maglia, i calzettoni di lana che faceva per tutta la famiglia, secondo una tradizione familiare tramandatale da sua madre, e il telefono, la sua vera ancora, il mezzo con il quale mettersi in contatto con la famiglia mentre passava lì su le sue giornate».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vite, storie e legami si radicano nella terra e alla terra sempre riportano. «La terra, intesa sia come luogo di appartenenza ma anche come elemento organico dalla quale nasce la vita e sulla quale si può costruire, è uno degli elementi centrali all’interno della mostra», secondo Cotterli</strong>, che traccia per gli spettatori «una sorta di mappa del tesoro» fatta di «disegni di piante e funghi, di racconti, di giornate passate all’ombra di un albero e sensazioni scaturite dalla brezza estiva». È il suo modo di immaginare quel «posto sicuro» che si fa, per i curatori, «proiezione ideale di una casa anelata e ritrovata all’interno della casa dell’arte».</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giulia Cotterli</strong> (<a href="http://www.giuliacotterli.com/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.giuliacotterli.com/&amp;source=gmail&amp;ust=1715860674094000&amp;usg=AOvVaw1gZ0hNrfgx6aAW56fs8N0t" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">www.giuliacotterli.com</a>) è nata a Latina nel 1994 e vive a Torino. Si è diplomata in Arti Visive Contemporanee all’Accademia di Belle Arti di Urbino. La sua ricerca si sviluppa attorno al tema della memoria, con particolare attenzione all’elemento autobiografico. <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ritorno alle origini</em> a Casa Vuota a Roma nel 2024 è la sua seconda mostra personale, dopo <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ho fottuto le stelle (?)</em> tenutasi alla Galleria Moitre di Torino nel 2022 a cura di Federico Palumbo. Ha partecipato a diverse mostre collettive, tra le quali <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Biennolo – Talitha Kum</em> curata da Giacinto di Pietrantonio nello spazio Mosso di Milano <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">The Clown Sprit – the traveling exhibition</em> curata da Joanna De Vos alla Galleria Mucciaccia di Roma e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Antropomachie </em>a cura di Ado Brandimarte al Palazzo dei Capitani del Popolo di Ascoli piceno. È cofondatrice del progetto editoriale Zuper.</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F05%2F16%2Fritorno-alle-origini-giulia-cotterli-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota%2F&amp;linkname=RITORNO%20ALLE%20ORIGINI%2C%20Giulia%20Cotterli%20in%20mostra%20a%20Roma%20a%20CASA%20VUOTA" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F05%2F16%2Fritorno-alle-origini-giulia-cotterli-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota%2F&#038;title=RITORNO%20ALLE%20ORIGINI%2C%20Giulia%20Cotterli%20in%20mostra%20a%20Roma%20a%20CASA%20VUOTA" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/16/ritorno-alle-origini-giulia-cotterli-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota/" data-a2a-title="RITORNO ALLE ORIGINI, Giulia Cotterli in mostra a Roma a CASA VUOTA"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/16/ritorno-alle-origini-giulia-cotterli-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota/">RITORNO ALLE ORIGINI, Giulia Cotterli in mostra a Roma a CASA VUOTA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Roma. A Casa Vuota “L’ora del lupo”, la prima personale romana di  Giammarco Falcone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2024 20:57:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Vuota]]></category>
		<category><![CDATA[Gianmarco Falcone]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1815" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-300x213.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-1024x726.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-768x544.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-1536x1089.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-2048x1452.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-1920x1361.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-1170x829.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/4E6C9707-FCAC-4ED3-A851-3DE742C5CAEC-585x415.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Roma, Casa Vuota (via Maia 12, int. 4A) 27 gennaio – 3 marzo 2024 Inaugurazione sabato 27 gennaio 2024 (orari 18-21) In un orizzonte notturno denso di apparizioni e presagi,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/26/roma-a-casa-vuota-lora-del-lupo-la-prima-personale-romana-di-giammarco-falcone/">Roma. A Casa Vuota “L’ora del lupo”, la prima personale romana di  Giammarco Falcone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Roma, Casa Vuota (<a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12,+int.+4A?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12,%2Bint.%2B4A?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1706354211340000&amp;usg=AOvVaw1qhj49yiCe1s5kQSiZmRSC" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">via Maia 12, int. 4A</a>)</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">27 gennaio – 3 marzo 2024</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="13pt" data-originalcomputedfontsize="17.333334">Inaugurazione sabato 27 gennaio 2024 (orari 18-21)</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">In un orizzonte notturno denso di apparizioni e presagi, Casa Vuota apre le sue porte per ospitare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">L’ora del lupo</em>, la prima personale romana del pittore Giammarco Falcone</strong> (1990), che vive e opera a Bruxelles, in Belgio. La mostra, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, si inaugura sabato 27 gennaio 2024 dalle ore 18 alle 21 nello spazio espositivo indipendente di <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1706354211340000&amp;usg=AOvVaw2hU-Gfb74QBvV1LsrmYCAb" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">via Maia 12 a Roma</a> e si può visitare fino al 3 marzo, su appuntamento, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">vuotacasa@gmail.com</a>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">All’interno di un percorso di ricerca da sempre caratterizzato dalla ricerca costante di un dialogo con la storia e da un’attitudine metalinguistica, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">per il suo debutto sulla scena romana Giammarco Falcone sceglie di prendere la via di un confronto diretto con la grande tradizione pittorica italiana</strong>, a cui guarda da un punto di osservazione tanto defilato geograficamente – il Belgio – quanto eccentrico rispetto a quello che è il sentimento comune del revival pittorico presente.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">«</span><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Giammarco Falcone si appropria della latente potenza accumulata dallo scorrere del tempo negli ambienti dismessi di Casa Vuota, dove il fiato sta sospeso, per presentare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">una serie di dipinti inediti e ammalianti </strong>– spiegano Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">caratterizzati da una forte tensione narrativa che scaturisce dall’incontro tra il vissuto interiore dell’artista, finora trattenuto e non esplicitato, e la pratica di una pittura ricca di citazioni e di stratificazioni</strong>. Le singole visioni pittoriche che scandiscono il percorso della mostra si collocano nello spazio di Casa Vuota come <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">finestre spalancate su un unico e trascinante flusso di sogni</strong>, che scorre oltre le pareti nel momento in cui si abbassano le difese e si abdica all’esercizio del pensiero razionale. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">È il gorgo più profondo del sonno il luogo in cui Giammarco Falcone invita il pubblico a fermarsi e a sostare, nella casa scardinata, per ascoltare le confidenze più segrete di una pittura che più che dire non dice, ma semplicemente accade con tutta la sua magnetica e oscura voluttà</strong>. È il luogo in cui le reminiscenze di Caravaggio e la lezione appresa dallo studio dei maestri fiamminghi si mescolano alle suggestioni che l’artista attinge dalla sua esperienza diretta di vita nei paesi del Nord Europa. Paesaggi, ambientazioni e atteggiamenti, che sono espressione di una lontananza nella similitudine, amplificano una condizione psicologica di ascolto e di meditazione, di sedimentazione e di febbrile rielaborazione di stimoli molteplici</span><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">»</span><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">«</span><strong><em><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">L’ora del lupo</span></em></strong><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666"> – racconta Giammarco Falcone – è un’espressione che ha origini nella tradizione nordica e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">si riferisce all’ora più buia della notte, poco prima dell’alba</strong>. Si crede che durante questa fase notturna il mondo sia permeato da un’atmosfera particolare, con una maggiore propensione a eventi misteriosi o sovrannaturali».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Il teatro di figure e oggetti che Falcone dipinge sembra provenire dai recessi del sonno più profondo, dove gli incubi peggiori esaltano le emozioni più violente, senza possibilità di risveglio. Si manifesta nelle forme dettate da una sensibilità sovreccitata, che consente all’immaginazione e alle paure di prendere forma. L’ora del lupo è uno stato di estrema solitudine in un ambiente notturno, che si popola di figure, visioni, incubi, sogni e desideri</span></strong><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">: tutto prende forma e trova una traccia narrativa nella quale ogni figura prende il cammino e va.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">«</span><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Il punto di partenza è incerto – affermano i curatori della mostra – così come lo è la destinazione di questo viaggio onirico e allucinato. La misura di questa indeterminazione è già tutta scritta nel titolo della grande tela che dà il via al progetto, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">I don’t remember when it started</em> del 2023, un pic-nic notturno di fantasie apparecchiate che vede quattro figure femminili – cristallizzate e ferme nel tempo –<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-82869" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-211x300.jpeg" alt="" width="211" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-211x300.jpeg 211w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-721x1024.jpeg 721w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-768x1090.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-1082x1536.jpeg 1082w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-1442x2048.jpeg 1442w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-1920x2726.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-1170x1661.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-585x831.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/7B19A417-4C15-41EE-B204-3526AC882E39-scaled.jpeg 1803w" sizes="(max-width: 211px) 100vw, 211px" />io transitare dalla biografia dell’artista al regno delle immagini, occupando in tutta la sua estensione l’intera parete di una delle stanze di Casa Vuota e portando il visitatore direttamente al centro della scena dipinta, senza barriere. Dallo stesso intrico di sogni scaturiscono r<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">itratti e nature morte che si manifestano in ambienti altrettanto oscuri e indefiniti, costellati di piccoli elementi che si ripetono ossessivamente, cifre di un codice comprensibile nella sua interezza soltanto all’artista</strong>».</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Per Giammarco Falcone si compie, in questa mostra, il passaggio da una pittura che raccontava solo se stessa, un lavoro concettuale in forma di pittura, a una nuova forma di espressione che racconta l’incontro tra l’intimità dell’artista, la sua esperienza personale, e il più vasto discorso sul dipingere nel quale, sin dai suoi esordi, si impegna a prendere parola in modo personale e autentico, colto e rizomatico.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">«</span><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Il tema centrale della mia ricerca – argomenta l’artista – resta l’incessante ricerca di un dialogo tra il passato dell’uomo e il suo presente. I codici che creano il mio linguaggio fanno parte di un repertorio visivo che si fonda sulla storia dell’arte e allo stesso tempo si combina alle emozioni ed esperienze umane di un vissuto quotidiano, intimo e personale».<img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-82870" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-300x222.jpeg" alt="" width="300" height="222" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-300x222.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-1024x758.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-768x568.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-1536x1137.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-2048x1516.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-1920x1421.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-1170x866.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/EFEF517A-1E88-4C77-9246-D9815C51676E-585x433.jpeg 585w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Un pittore entra in simbiosi con la propria vita personale quando apre veramente gli occhi, sembra dire Falcone, mentre consente ai visitatori della mostra <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">L’ora del lupo</em> di scrutare con i suoi occhi lì dove si addensano i grumi più densi del suo inconscio, in una dimensione sospesa che permette l’incontro tra passato e presente, tra personale e universale.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">«</span><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">La pittura – conclude Giammarco Flacone – è uno strumento che mi tiene legato a un “elemento storico”, creando con esso una continuità. A oggi ho capito che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">per sentirmi in simbiosi con la pittura, mi devo completamente abbandonare e perdermi in essa. La pittura, come un amante, vuole tutto da te. “Dipingere per davvero” significa per me guardarmi e non mentirmi</strong>». </span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Giammarco Falcone (1990)</span></strong><span data-originalfontsize="12.5pt" data-originalcomputedfontsize="16.666666"> nasce a Palermo e cresce a Milano, dove nel 2008 si diploma al Liceo Artistico di Brera e poi studia Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2010 si trasferisce a Bruxelles, dove frequenta il corso di Pittura presso l’ERG (École de Recherche Graphique). Nel 2015 termina il Master in Belle Arti al KASK (Koninklijke Academie voor Schone Kunsten) di Gent. Dopo aver vissuto a Gent e Stoccolma, torna ad abitare e a lavorare Bruxelles. Tra le mostre personali si segnalano nel 2015 <em>Ermetism</em> alla Archiraar Gallery di Bruxelles ed <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Ermetism II</em> a Kroxhapox a Gent, nel 2016 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Dall’alto verso il basso</em> alla Galleria Giuseppe Pero di Milano (con Nicolò Bruno), nel 2016 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Matryoshka Principle</em> alla Archiraar Gallery (con Enneboi), nel 2017 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Facing the mirror</em> alla Archiraar Gallery, nel 2017 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Medusa</em> alla Archiraar Gallery, nel 2018 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Selected works</em> alla Jean-François Cazeau Gallery di Sanremo e nel 2020 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">La danse des ombres</em> sempre alla Archiraar Gallery. Ha esposto in collettive all’interno di spazi pubblici e museali come il BOZAR Museum e il Bruxelles Congress di Bruxelles, il Kask Conservatorium e il Gouvernement di Gent, il FOMU Fotomuseum di Antwerpen e il Jardin Botanique di Liegi. È stato in mostra inoltre a Parigi, a Copenhagen e a The Courtauld Institute of Art nella Somerset House di Londra. L’ultima collettiva, nel 2023, è <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">Ballroom Project #5</em> ad Anversa. Il suo sito internet è <a href="http://www.giammarcofalcone.com/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.giammarcofalcone.com&amp;source=gmail&amp;ust=1706354211341000&amp;usg=AOvVaw073PMzsI15REVwGCOucC82" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16.666666">www.giammarcofalcone.com</a>.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">
<table style="font-weight: 400;" width="661">
<tbody>
<tr>
<td width="661"><strong><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">INFORMAZIONI TECNICHE:</span></strong></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">TITOLO DELLA MOSTRA: L’ora del lupo</span></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">ARTISTA: Giammarco Falcone</span></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">LUOGO: Casa Vuota – <a href="https://www.google.com/maps/search/Roma,+via+Maia+12,+int.+4A?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Roma,%2Bvia%2BMaia%2B12,%2Bint.%2B4A?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1706354211341000&amp;usg=AOvVaw3JB4DPjg242iwn-CC_HJY2" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Roma, via Maia 12, int. 4A</a></span></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">QUANDO: dal 27 gennaio al 3 marzo 2024</span></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">ORARI: visitabile su appuntamento</span></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">VERNISSAGE: 27 gennaio 2024 (orari: 18-21)</span></p>
<p><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 – 328.4615638 | email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333">vuotacasa@gmail.com</a> | INGRESSO GRATUITO</span></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F01%2F26%2Froma-a-casa-vuota-lora-del-lupo-la-prima-personale-romana-di-giammarco-falcone%2F&amp;linkname=Roma.%20A%20Casa%20Vuota%20%E2%80%9CL%E2%80%99ora%20del%20lupo%E2%80%9D%2C%20la%20prima%20personale%20romana%20di%20%20Giammarco%20Falcone" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2024%2F01%2F26%2Froma-a-casa-vuota-lora-del-lupo-la-prima-personale-romana-di-giammarco-falcone%2F&#038;title=Roma.%20A%20Casa%20Vuota%20%E2%80%9CL%E2%80%99ora%20del%20lupo%E2%80%9D%2C%20la%20prima%20personale%20romana%20di%20%20Giammarco%20Falcone" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/26/roma-a-casa-vuota-lora-del-lupo-la-prima-personale-romana-di-giammarco-falcone/" data-a2a-title="Roma. A Casa Vuota “L’ora del lupo”, la prima personale romana di  Giammarco Falcone"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/26/roma-a-casa-vuota-lora-del-lupo-la-prima-personale-romana-di-giammarco-falcone/">Roma. A Casa Vuota “L’ora del lupo”, la prima personale romana di  Giammarco Falcone</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Cristiano De Gaetano. Biglietti agli amici: la mostra  a Casa Vuota -Roma</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/23/cristiano-de-gaetano-biglietti-agli-amici-la-mostra-inaugura-a-casa-vuota-a-roma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cristiano-de-gaetano-biglietti-agli-amici-la-mostra-inaugura-a-casa-vuota-a-roma</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jun 2023 17:20:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Biglietti agli amici]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Vuota]]></category>
		<category><![CDATA[Cristiano De Gaetano]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="615" height="932" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/511E9CAE-EDDD-4CD6-8E9A-1E56922EDFE2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/511E9CAE-EDDD-4CD6-8E9A-1E56922EDFE2.jpeg 615w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/511E9CAE-EDDD-4CD6-8E9A-1E56922EDFE2-198x300.jpeg 198w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/511E9CAE-EDDD-4CD6-8E9A-1E56922EDFE2-585x887.jpeg 585w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></p>
<p>Nel decennale della morte di Cristiano De Gaetano, enfant prodige dell&#8217;arte pugliese morto a 37 anni, Casa Vuota dedica un omaggio con la mostra-evento intitolata Cristiano De Gaetano. Biglietti agli&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/23/cristiano-de-gaetano-biglietti-agli-amici-la-mostra-inaugura-a-casa-vuota-a-roma/">Cristiano De Gaetano. Biglietti agli amici: la mostra  a Casa Vuota -Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div><em><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nel decennale della morte di Cristiano De Gaetano, enfant prodige dell&#8217;arte pugliese morto a 37 anni, Casa Vuota dedica un omaggio con la mostra-evento intitolata Cristiano De Gaetano. Biglietti agli amici,  curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.</span></em></div>
<div><span style="font-size: large;"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Inaugurazione domani sabato 24 giugno dalle ore 19 alle 22.</span></span></div>
<div><em><span style="font-size: large;">La mostra si  può visitare su appuntamento fino al 10 settembre (con chiusura ad agosto), in <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1687621437074000&amp;usg=AOvVaw0JiiFvkUFHFGGm9MLfp5UY" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">via Maia 12 a Roma</a>.</span></em></div>
<div></div>
<div>
<p style="font-weight: 400;">“Struggente come una canzone d’amore e vertiginosa come un fuoco d’artificio”, scrivono Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Biglietti agli amici” </em>è la mostra romana che Cristiano De Gaetano non ha mai fatto in vita e lo celebra nel decennale della sua morte, esponendo le sue opere accanto a quelle degli amici più cari che continuano a conservare le testimonianze della sua creatività inesauribile e poliedrica e a tenere viva la sua memoria, sodali, interlocutori e spesso anche collaboratori: tra gli altri, Natascia Abbattista, Pierluca Cetera, Nunzio Fucci, Stefania Pellegrini, Patrizia Piarulli, Giuseppe Rossetti, Loredana Savino</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">“Nelle forme di un vitale esorcismo che scongiuri il passaggio del tempo, viene evocata la fecondissima stagione creativa di un gruppo di artisti che iniziano a studiare insieme all’Accademia di Belle Arti di Bari tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio e continuano a frequentarsi anche dopo, vivendo alla velocità della luce esperienze di condivisione non solo dell’arte ma anche di un progetto esistenziale, una consonanza che va coinvolgendo nel tempo anche altre persone conosciute dopo gli anni accademici”, proseguono i curatori. “La vivacità e a volte la frenesia degli scambi costanti tra di loro, con Cristiano sempre al centro, polo di attrazione e snodo di comunicazione, viene ricostruita nelle forme di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">una mostra irregolare e polifonica</strong>, prendendo in prestito il titolo di un libro di Pier Vittorio Tondelli, attraverso <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">i biglietti agli amici restati sul fondo dei cassetti: le dediche, gli appunti, i progetti, le bozze, le carte, le testimonianze di un continuo work in progress che occupa le pareti di Casa Vuota con <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-73040" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7FA32B97-11AE-43BC-9CDD-8B67398B3E31-264x300.jpeg" alt="" width="264" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7FA32B97-11AE-43BC-9CDD-8B67398B3E31-264x300.jpeg 264w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7FA32B97-11AE-43BC-9CDD-8B67398B3E31-585x664.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/7FA32B97-11AE-43BC-9CDD-8B67398B3E31.jpeg 669w" sizes="(max-width: 264px) 100vw, 264px" />l&#8217;effetto di una moleskine esplosa</strong>, nel tentativo di seguire le concatenazioni mnemoniche potenzialmente infinite e coinvolgenti che rendono viva la figura di Cristiano De Gaetano e la sua arte. Sono opere spesso non ufficiali, precarie, transitorie e sospese in un tempo che è quello proprio del gioco e della sperimentazione fine a se stessa e che, tuttavia, nella loro incompiutezza o embrionalità testimoniano il fare incessante della ricerca dell’artista, il dietro le quinte, il percorso epifanico dell’invenzione e dell’occasione”.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-73039" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/54CF6B0F-E546-4E7A-A3FE-6B208B9FC0B7-221x300.jpeg" alt="" width="221" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/54CF6B0F-E546-4E7A-A3FE-6B208B9FC0B7-221x300.jpeg 221w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/54CF6B0F-E546-4E7A-A3FE-6B208B9FC0B7-585x794.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/54CF6B0F-E546-4E7A-A3FE-6B208B9FC0B7-480x650.jpeg 480w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/54CF6B0F-E546-4E7A-A3FE-6B208B9FC0B7.jpeg 652w" sizes="(max-width: 221px) 100vw, 221px" /></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">“<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Dipinti, fotografie e collage fotografici, sculture, disegni, feticci, ritratti e autoritratti si incontrano nelle stanze della casa che Cristiano De Gaetano si trova ad abitare in spirito</strong>, mostrandosi più vivo dei vivi e potente, anche nelle manifestazioni più rapsodiche della sua arte, della potenza di cento uragani. Materiali effimeri e antimuseali trovano una collocazione randomica a Casa Vuota, nello spazio domestico del Quadraro eletto a incubatore di progetti artistici, per raccontare la danza frenetica e trascinante dell’arte di un gruppo di amici, artisti, amanti e collaboratori e, soprattutto, di Cristiano De Gaetano, con la sua fame di vita smisurata”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cristiano De Gaetano</span></strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"> nasce nel 1975 a Taranto e muore nel 2013 a Martina Franca. Si forma prima all’Istituto d’Arte di Grottaglie e poi all’Accademia di Belle Arti di Bari, diplomandosi in pittura nel 2001. È del 2000 la sua prima mostra personale a Cosenza, alla quale seguiranno personali in Puglia, come <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Double </em>del 2005 allo Studio D’Arte Fedele di Monopoli, e a Milano, dove espone nel 2010 alla galleria The Flat di Massimo Carasi con il titolo <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Bas’n’Reliefs</em>. Sono numerose le collettive alle quali viene invitato, esponendo a Torino, Milano Bologna e a Roma, oltre che in vari centri della Puglia. Dal 2006 partecipa a fiere d’arte internazionali (Bologna, Londra, Parigi, Basilea, New York, Miami) e le sue opere vengono acquisite in importanti collezioni private. Tra le rassegne istituzionali si segnalano nel 2010 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Il Museo e il suo territorio</em> alla Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare e nel 2011 la 54° Biennale di Venezia, Padiglione Italia, Sezione Regione Puglia nell’Ex Convento dei Teatini di Lecce. Dopo la sua morte, nel 2013 lo Studio d’Arte Fedele di Monopoli gli dedica l’omaggio <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La bellezza come dono</em>. Nel 2017 la Fondazione Museo Pino Pascali di Polignano a Mare organizza l’importante retrospettiva intitolata <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Cristiano De Gaetano. Speed of life</em>, a cura di Christian Caliandro.</span></p>
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<p style="font-weight: 400;"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">INFORMAZIONI TECNICHE:</strong></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">TITOLO DELLA MOSTRA: CRISTIANO DE GAETANO. BIGLIETTI AGLI AMICI</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">LUOGO: Casa Vuota – <a href="https://www.google.com/maps/search/Roma,+via+Maia+12,+int.+4A?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Roma,%2Bvia%2BMaia%2B12,%2Bint.%2B4A?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1687621437074000&amp;usg=AOvVaw2XfLtsKB-lYIkxRHMDmxp3" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Roma, via Maia 12, int. 4A</a></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">QUANDO: dal 24 giugno al 10 settembre 2023 (chiusura nel mese di agosto)</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">ORARI: visitabile su appuntamento</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">VERNISSAGE: 24 giugno 2023 (orari: 19-22)</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 – 328.4615638 | email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vuotacasa@gmail.com</a> | INGRESSO GRATUITO</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F23%2Fcristiano-de-gaetano-biglietti-agli-amici-la-mostra-inaugura-a-casa-vuota-a-roma%2F&amp;linkname=Cristiano%20De%20Gaetano.%20Biglietti%20agli%20amici%3A%20la%20mostra%20%20a%20Casa%20Vuota%20-Roma" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F23%2Fcristiano-de-gaetano-biglietti-agli-amici-la-mostra-inaugura-a-casa-vuota-a-roma%2F&#038;title=Cristiano%20De%20Gaetano.%20Biglietti%20agli%20amici%3A%20la%20mostra%20%20a%20Casa%20Vuota%20-Roma" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/23/cristiano-de-gaetano-biglietti-agli-amici-la-mostra-inaugura-a-casa-vuota-a-roma/" data-a2a-title="Cristiano De Gaetano. Biglietti agli amici: la mostra  a Casa Vuota -Roma"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/23/cristiano-de-gaetano-biglietti-agli-amici-la-mostra-inaugura-a-casa-vuota-a-roma/">Cristiano De Gaetano. Biglietti agli amici: la mostra  a Casa Vuota -Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Roma. A Casa Vuota  il reading di poesie di Rossano Astremo</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/14/roma-a-casa-vuota-il-reading-di-poesie-di-rossano-astremo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=roma-a-casa-vuota-il-reading-di-poesie-di-rossano-astremo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Apr 2023 16:15:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Vuota]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[Rossano Astremo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="960" height="960" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C65760E1-0D08-4803-B710-A8738D647FC0.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C65760E1-0D08-4803-B710-A8738D647FC0.jpeg 960w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C65760E1-0D08-4803-B710-A8738D647FC0-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C65760E1-0D08-4803-B710-A8738D647FC0-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C65760E1-0D08-4803-B710-A8738D647FC0-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C65760E1-0D08-4803-B710-A8738D647FC0-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/C65760E1-0D08-4803-B710-A8738D647FC0-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></p>
<p>La lettura, all’interno della mostra di Alessandro Passaro Fuori Pieno, è uno degli eventi di Q44, Festival della memoria e della resistenza al Quadraro. Roma, Casa Vuota (via Maia 12, int. 4A) 15&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/14/roma-a-casa-vuota-il-reading-di-poesie-di-rossano-astremo/">Roma. A Casa Vuota  il reading di poesie di Rossano Astremo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">La lettura, all’interno della mostra di Alessandro Passaro <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">Fuori Pieno</em>, </span></strong><strong><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666">è uno degli eventi di Q44, Festival della memoria e della resistenza al Quadraro.</span></strong></p>
<p><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.666666"><u>Roma, Casa Vuota (<a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12,+int.+4A?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12,%2Bint.%2B4A?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1681554654142000&amp;usg=AOvVaw2SnP8pUd5LZsySkrd1AjfM" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.666666">via Maia 12, int. 4A</a>) </u>15 marzo aprile 2023, ore 17:30</span></b></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Rossano Astremo è protagonista di una lettura di poesie a Casa Vuota</strong>, lo spazio espositivo domestico di <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1681554654142000&amp;usg=AOvVaw1jqbCsR_WkcZp9NEOTb5_F" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Maia 12 a Roma</a>, nato nel 2017 e diretto da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il reading ha luogo sabato 15 aprile 2023 alle ore 17:30, all’interno della mostra <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fuori Pieno</em> di Alessandro Passaro</strong>, visitabile su appuntamento fino al 28 maggio (per informazioni 3928918793 – <a href="mailto:vuotacasa@gmal.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vuotacasa@gmal.com</a>).</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">La lettura di Astremo è uno degli eventi di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Q44, Festival della memoria e della resistenza al Quadraro</strong>, l’unico quartiere di Roma ad aver ricevuto la medaglia d’oro al Valor Civile, organizzato in ricordo del rastrellamento del 1944.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Mettendo a confronto i linguaggi dell’arte e della poesia contemporanea, i versi letti da Rossano Astremo da una parte e i dipinti di Alessandro Passaro dall’altra intrecciano un dialogo inedito e profondo, capace di far vibrare la mostra di accenti peculiari e nuovi.</p>
<p style="font-weight: 400;">Rossano Astremo è nato nel 1979. È pugliese, ma vive a Roma dal 2007. Insegna Lingua e Letteratura Italiana in un Liceo Internazionale. Collabora con “Il Manifesto”, “La Repubblica – Bari” e “Maremosso”, il magazine di libri del gruppo <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Feltrinelli</em>. Ha pubblicato 10 libri, tra cui tre raccolte poetiche, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Corpo poetico irrisolto </em>(Besa Editrice, 2003), con prefazione di Mario Desiati, e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’incanto delle macerie </em>(Icaro, 2007), introdotto da Flavio Santi e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Hai fatto burrasca </em>(Collettiva, 2020), con una nota di Maria Grazia Calandrone.</p>
<p style="font-weight: 400;">LA MOSTRA – Il potere immaginifico della pittura viene magnificato da una mostra di buchi che trasforma il vuoto in pieno. Scimpanzé, rinoceronti e animali esotici popolando visioni surreali e metalinguistiche ambientate nelle stanze di un appartamento che mostra se stesso e le fantasie che può contenere, innescando una catena infinita di aperture, citazioni e rimandi. Una Casa Vuota trasformata in spazio espositivo si ribalta nel suo contrario, ovvero in un <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fuori Pieno</em> affollato di bizzarrie, immaginando scenari fantasiosi oltre i muri grazie all’intervento <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">site specific</em> dell’artista Alessandro Passaro.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-69134" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92-300x284.jpeg" alt="" width="300" height="284" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92-300x284.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92-1024x970.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92-768x728.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92-1536x1455.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92-1170x1109.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92-585x554.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/E85854EB-1A83-4AAF-AA2B-6F16A3AB7E92.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Passaro progetta buchi e pratica aperture che si affacciano in una pluralità di direzioni: in alcuni casi nella mente dell’autore, in altri nella sua assenza e in altri ancora nelle stanze accanto. Vengono presentati al pubblico otto grandi dipinti a olio su tela, senza telaio e realizzati nel 2023, che vogliono farsi osservare non come opere in sé, ma come elementi di una grande installazione che abbraccia tutta la casa. Nelle intenzioni dell’artista, sono metafore semplici di che cos’è un quadro, ovvero uno squarcio che si affaccia in un’altra dimensione. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-69136" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/47B004AF-8BDC-4E4D-B9E6-39EB646EE6D0-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/47B004AF-8BDC-4E4D-B9E6-39EB646EE6D0-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/47B004AF-8BDC-4E4D-B9E6-39EB646EE6D0-1019x1024.jpeg 1019w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/47B004AF-8BDC-4E4D-B9E6-39EB646EE6D0-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/47B004AF-8BDC-4E4D-B9E6-39EB646EE6D0-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/47B004AF-8BDC-4E4D-B9E6-39EB646EE6D0-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Alessandro Passaro – spiegano i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – fa un uso concettuale e progettuale della pittura, concependola come un dispositivo in grado di sfondare le pareti dello spazio espositivo domestico e affidando alle sue prodezze illusionistiche l’immaginazione di mondi possibili e impossibili che si aprono al di là delle pareti della casa. L’idea nasce nel 2022 guardando le stanze spoglie e le loro carte da parati sdrucite. A partire da una riflessione sullo spazio e sulla sua incompletezza, Passaro si impegna a rivelare il potenziale immaginifico che lo spazio racchiude, facendo dei suoi limiti un’opportunità e immaginando un altrove pieno e brulicante di vita al posto di un vuoto che delle storie passate e della vita consumata al suo interno conserva soltanto una traccia svanita”.</p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Photocover: <span data-originalfontsize="22pt" data-originalcomputedfontsize="29.333334">Rossano Astremo</span></p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F04%2F14%2Froma-a-casa-vuota-il-reading-di-poesie-di-rossano-astremo%2F&amp;linkname=Roma.%20A%20Casa%20Vuota%20%20il%20reading%20di%20poesie%20di%20Rossano%20Astremo" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F04%2F14%2Froma-a-casa-vuota-il-reading-di-poesie-di-rossano-astremo%2F&#038;title=Roma.%20A%20Casa%20Vuota%20%20il%20reading%20di%20poesie%20di%20Rossano%20Astremo" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/14/roma-a-casa-vuota-il-reading-di-poesie-di-rossano-astremo/" data-a2a-title="Roma. A Casa Vuota  il reading di poesie di Rossano Astremo"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/14/roma-a-casa-vuota-il-reading-di-poesie-di-rossano-astremo/">Roma. A Casa Vuota  il reading di poesie di Rossano Astremo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>FUORI PIENO, la pittura surreale di Alessandro Passaro in mostra a Casa a Vuota a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Mar 2023 17:04:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1592" height="1600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F.jpeg 1592w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F-1019x1024.jpeg 1019w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F-768x772.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F-1528x1536.jpeg 1528w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F-1170x1176.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/6C9C8168-9039-4B7D-8904-914E2B1AE39F-585x588.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1592px) 100vw, 1592px" /></p>
<p>“L’arte siamo noi, il coraggio di diventare dei capolavori passa attraverso scelte sociopolitiche, umane, antropologiche”. ( Alessandro Passaro). Si può visitare su appuntamento fino al 28 maggio la mostra Fuori&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> “L’arte siamo noi, il coraggio di diventare dei capolavori passa attraverso scelte sociopolitiche, umane, antropologiche”. ( Alessandro Passaro).</span></b></p>
<p><b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Si può visitare su appuntamento fino al 28 maggio la </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">mostra <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fuori Pieno</i> di Alessandro Passaro <i>a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo </i>&#8211; Casa Vuota</span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">, lo spazio espositivo di <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1679741090345000&amp;usg=AOvVaw2v6pGiztWNnoT_o7sXTW8e" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Maia 12 a Roma</a></span></b><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">.</span></p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><span style="font-weight: 400;">Il potere immaginifico della pittura viene magnificato da una mostra di buchi che trasforma il vuoto in pieno. Scimpanzé, rinoceronti e animali esotici popolano visioni surreali e metalinguistiche ambientate nelle stanze di un appartamento che mostra se stesso e le fantasie che può contenere, innescando una catena infinita di aperture, citazioni e rimandi. Una </span><b>Casa Vuota</b>, trasformata dal 2017 in spazio espositivo, si ribalta nel suo contrario, ovvero in un <em style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fuori Pieno</em> affollato di bizzarie, immaginando scenari fantasiosi oltre i muri grazie all’intervento <em style="font-weight: 400;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">site specific</em> dell’artista Alessandro Passaro.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fuori Pieno</em> è il titolo della mostra personale di Alessandro Passaro ospitata dal 25 marzo al 28 maggio al secondo piano di <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1679741090345000&amp;usg=AOvVaw2v6pGiztWNnoT_o7sXTW8e" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Maia 12 a Roma</a></strong>, in zona Quadraro, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo</strong>. La mostra è visitabile su appuntamento (prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vuotacasa@gmail.com</a>),</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Per la sua personale a Casa Vuota, Alessandro Passaro progetta buchi e pratica aperture che si affacciano in una pluralità di direzioni: in alcuni casi nella mente dell’autore, in altri nella sua assenza e in altri ancora nelle stanze accanto. Vengono presentati al pubblico otto grandi dipinti a olio su tela, senza telaio e realizzati nel 2023, che vogliono farsi osservare non come opere in sé, ma come elementi di una grande installazione che abbraccia tutta la casa. Nelle intenzioni dell’artista, sono metafore semplici di che cos’è un quadro, ovvero uno squarcio che si affaccia in un’altra dimensione.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Alessandro Passaro – spiegano i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – fa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">un uso concettuale e progettuale della pittura, concependola come un dispositivo in grado di sfondare le pareti dello spazio espositivo domestico e affidando alle sue prodezze illusionistiche l’immaginazione di mondi possibili e impossibili che si aprono al di là delle pareti della casa.</strong> L’idea nasce nel 2022 guardando le stanze spoglie e le loro carte da parati sdrucite. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A partire da una riflessione sullo spazio e sulla sua incompletezza, Passaro si impegna a rivelare il potenziale immaginifico che lo spazio racchiude, facendo dei suoi limiti un’opportunità e immaginando un altrove pieno e brulicante di vita al posto di un vuoto che delle storie passate e della vita consumata al suo interno conserva soltanto una traccia svanita</strong>”.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Caricandosi di un potere divinatorio – proseguono i due curatori – l’artista è un medium che materializza visioni, producendo discontinuità nell’esperienza della realtà, in una sottrazione di autorialità che è apertura verso la meraviglia dell’accadere”. L’autorialità è una prigione per Passaro ed è questa la prima gabbia da abbattere, facendosi abitare dai demoni di una sensibilità surreale.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">La prima emozione suggerita dallo spazio è un’ipotesi distruttiva: abbattere i muri per oltrepassarli, superare i limiti. “Ho avuto il bisogno – racconta Alessandro Passaro – di aprire quelle stanze, di bucare le pareti. È così che nasce <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fuori Pieno</em>, con l’identità di un buco che possa affacciarsi nell’altra stanza, come nella mente dell’autore, come nell’assenza dell’autore. Ho sempre pensato che la nostra identità sia uno strumento per imparare a mettersi da parte. Intitolare <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fuori Pieno</em> una mostra di pittura a Casa Vuota è un modo di esaltare ciò che nel presente è già fatto ma è anche un modo di gestire il mio ego creativo non considerandolo autore totale ma collaboratore, vigile e presente alla propria assenza. Ovviamente è anche un modo di tirare dentro il valore contemporaneo che hanno termini come casa, vuoto, pieno, fuori”.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“È un grande omaggio al dipingere come atto creativo e liberatorio, quello di Passaro, nel quale gli animali, estrapolati dallo scenario naturale che gli è proprio e <img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-68088 aligncenter" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348-300x285.jpeg" alt="" width="300" height="285" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348-300x285.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348-1024x972.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348-768x729.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348-1536x1457.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348-1170x1110.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348-585x555.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/FC82E3DE-1B51-42DD-9B0C-AD69A3CF5348.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />ricontestualizzati nello spazio domestico, si offrono come simulacri e mettono in luce le incongruenze della società contemporanea”, commentano Del Re e de Nichilo. “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La sua ricerca porosa e rabdomantica accoglie l’incidente, l’incursione nella realtà, l’accadere randomico dei segni e delle visioni nel cammino della pittura, caricandosi di una forza espressiva e affabulatoria di rara potenza.</strong> In <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">questo incedere tra segni e sogni, tra slabbrature e fantasticherie che portano il reale nell’irreale, che mette da parte l’autore per fare emergere la sorpresa di narrazioni sorgive, spontanee e accavallantesi in una simultaneità antinarrativa</strong>, trova posto anche un ospite speciale con la sua creatività giocosa e spontanea, ovvero la figlia del pittore, una bambina di quattro anni”.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-68089" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35-300x288.jpeg" alt="" width="300" height="288" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35-300x288.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35-1024x983.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35-768x737.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35-1536x1475.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35-1170x1123.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35-585x562.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/25EF9E31-F772-4C27-89E6-E2970E558E35.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Ho fatto realizzare un paio di disegni colorati a mia figlia Marta”, racconta Passaro. “Intorno questi disegni, con il mio limite linguistico, ho rappresentato ciò che lei aveva già rappresentato”. Quadri nei quadri, dunque, visioni dentro altre visioni, astrazione nella rappresentazione del reale, per cogliere la realtà “come si sa che è, non come la si vede”. Perché, per Alessandro Passaro, “se la pittura parla della vita, la vita stessa deve essere all’altezza della pittura. Bisogna essere opere d’arte nella vita così come lo si è quando si gioca con la rappresentazione”. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Insieme al gesto liberatorio che questa mostra rende possibile, un messaggio etico si ritrova dentro la forma e prima della forma. “L’arte siamo noi, il coraggio di diventare dei capolavori passa attraverso scelte sociopolitiche, umane, antropologiche”, conclude l’artista. “Con l’arte mi piace parlare di questo perché mi sembra il senso più profondo di tutto, oggi”.</strong></p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alessandro Passaro</strong> nasce nel 1974 a Mesagne, in provincia di Brindisi, e si forma all’Accademia di belle arti di Lecce. Prende dalla sua terra il temperamento sanguigno e la franchezza emotiva che caratterizzano il suo lavoro. La sua pittura si orienta tra il figurale e l’informale, con un atteggiamento di costante esplorazione delle potenzialità espressive del colore e del segno, affascinato dall’idea di un limite che si trasforma in ricchezza linguistica. La sua prima personale, nel 2007, è <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Infuori</em> curata da Ivan Quaroni alla Galleria Paolo Erbetta di Foggia. Tra le personali più recenti si annoverano nel 2022 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Essere cellulare</em> alla Gigi Rigliaco Gallery di Galatina curata da Nicola Zito, nel 2021 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Via la pittura</em> e nel 2017 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Identity</em> a Mesagne, nel 2013 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Uno</em> alla Galleria Statuto 13 di Milano a cura di Massimiliano Bisazza, nel 2012 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Perdita di tempo</em> ai Cantieri Teatrali Koreja di Lecce a cura di Marinilde Giannandrea. Tra le collettive si segnalano nel 2020 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una serie di esercizi inutili e altre storie</em> nell’Opificio Puca di Sant’Arpino, in provincia di Caserta, organizzata dalla Galleria Studiolegale, nel 2018 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ritratti</em> al Museo Pino Pascali di Polignano a Mare e la residenza <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bocsart</em> di Cosenza curata da Alberto Dambruoso, dal 2013 al 2016 il ciclo di mostre <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sistema</em> organizzato dal Ministero degli affari esteri, nel 2014 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Artsiders</em> alla Galleria nazionale dell’Umbria di Perugia a cura di Fabio De Chirico e Massimo Mattioli. Nel 2011 espone nel padiglione delle accademie alla Biennale di Venezia, nel 2012 è a <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Open space</em> alla Galleria nazionale di Cosenza e a <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Overture</em> al Museo Pino Pascali e nel 2005 alla Biennale del Mediterraneo a Napoli a cura di Achille Bonito Oliva.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">INFORMAZIONI TECNICHE:</span></strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">TITOLO DELLA MOSTRA: FUORI PIENO</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">AUTORE: ALESSANDRO PASSARO</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">LUOGO: Casa Vuota – <a href="https://www.google.com/maps/search/Roma,+via+Maia+12,+int.+4A?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/Roma,%2Bvia%2BMaia%2B12,%2Bint.%2B4A?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1679741090345000&amp;usg=AOvVaw11rWtCMmmW8VFaHjDHzHS4" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333">Roma, via Maia 12, int. 4A</a></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">QUANDO: dal 25 marzo al 28 maggio 2023</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">ORARI: visitabile su appuntamento</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">VERNISSAGE: 25 marzo 2023 (orari: 17-21)</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="10pt" data-originalcomputedfontsize="13.333333">INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 – 328.4615638 | email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="13.333333">vuotacasa@gmail.com</a> | INGRESSO GRATUITO</span></p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">
<p style="font-weight: 400;">
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F26%2Ffuori-pieno-la-pittura-surreale-di-alessandro-passaro-in-mostra-a-casa-a-vuota-a-roma%2F&amp;linkname=FUORI%20PIENO%2C%20la%20pittura%20surreale%20di%20Alessandro%20Passaro%20in%20mostra%20a%20Casa%20a%20Vuota%20a%20Roma" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F26%2Ffuori-pieno-la-pittura-surreale-di-alessandro-passaro-in-mostra-a-casa-a-vuota-a-roma%2F&#038;title=FUORI%20PIENO%2C%20la%20pittura%20surreale%20di%20Alessandro%20Passaro%20in%20mostra%20a%20Casa%20a%20Vuota%20a%20Roma" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/26/fuori-pieno-la-pittura-surreale-di-alessandro-passaro-in-mostra-a-casa-a-vuota-a-roma/" data-a2a-title="FUORI PIENO, la pittura surreale di Alessandro Passaro in mostra a Casa a Vuota a Roma"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/26/fuori-pieno-la-pittura-surreale-di-alessandro-passaro-in-mostra-a-casa-a-vuota-a-roma/">FUORI PIENO, la pittura surreale di Alessandro Passaro in mostra a Casa a Vuota a Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>cinque anni di Casa Vuota: la celebrazione con inaugurazione mostra BOSCO SACRO di Paola Zampa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jun 2022 16:29:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sabino de Nichilo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/B979B79C-07BA-4737-A608-2279F393D930-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Casa Vuota, progetto curatoriale e spazio espositivo domestico creato nel 2017 a Roma dal curatore Francesco Paolo Del Re e dall&#8217;artista Sabino de Nichilo, compie cinque anni.Per festeggiare questo compleanno,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Casa Vuota, progetto curatoriale e spazio espositivo domestico creato nel 2017 a Roma dal curatore Francesco Paolo Del Re e dall&#8217;artista Sabino de Nichilo, compie cinque anni.</span><span style="font-size: large;">Per festeggiare questo compleanno, mercoledì 22 giugno alle ore 18:30 si inaugura la mostra BOSCO SACRO, personale dell&#8217;artista Paola Zampa, un&#8217;unica grande installazione piena di meraviglia e di mistero.</span></em></p>
<div>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Immagini sospese nell’aria, simili a foglie agitate da un vento inquieto, accolgono i visitatori della mostra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bosco sacro</em>, la personale di Paola Zampa a Casa Vuota a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, che si inaugura mercoledì 22 giugno 2022 a partire dalle 18:30 </strong>nello spazio espositivo di <strong><a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1655875813803000&amp;usg=AOvVaw2uelV1JfNi1sfPanAPFfp4" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Maia 12 a Roma</a></strong> e si può visitare su appuntamento <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">fino al 31 luglio</strong>, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vuotacasa@gmail.com</a>.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Con l’approccio installativo e avvolgente che caratterizza da sempre i progetti di Casa Vuota, l’intervento di Paola Zampa si offre come un’unica grande installazione, ponendosi in dialogo con i vari ambienti dello spazio domestico. Nell’appartamento del Quadraro trasformato in spazio espositivo l’artista inventa un bosco millenario scandito dalla tensione verticale di tronchi svettanti, tra i quali baluginano fantasmi e presenze divine. “Ho immaginato – racconta Paola Zampa – un bosco arcaico, con alberi vecchi e spogli, abitato da fantastiche e mitologiche presenze e da antiche divinità, dove si incontrano resti di riti nascosti e crudeli, reliquie di primitive religioni, frammenti d’ossa di chimerici animali”.</p>
<p style="font-weight: 400;" data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Paola Zampa – scrivono i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – porta a Casa Vuota un bosco d’ombra e d’oro, un luogo mentale e letterario, di un tempo anteriore o ulteriore, in cui si sperimenta la presenza del divino. Reliquie, ossicini, bucrani di gusto rinascimentale, offerte devozionali si ritrovano lungo i tracciati appena accennati di sentieri misteriosi da seguire. Conducono a quinte teatrali che modificano la percezione degli spazi e il loro utilizzo, fino al luogo segreto dove danzano i Satiri ebbri di una sensualità ferina, dove le Veneri si fanno <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-55477 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A2A42466-8B11-4897-827E-C3DF02659995-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A2A42466-8B11-4897-827E-C3DF02659995-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A2A42466-8B11-4897-827E-C3DF02659995-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/06/A2A42466-8B11-4897-827E-C3DF02659995-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />scheletro e i fasti dei culti antichi si sbiadiscono in una reminiscenza remota, inondata di luce. Nella corsa incalzante di una poesia che assomiglia a un incantesimo, il visitatore che in punta di piedi si addentra entro i confini del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bosco sacro</em> può imbattersi nelle tracce di sacrifici rituali, smembramenti, offerte agli dei. Terrificanti eppure intrisi di una meravigliosa esaltazione. Sono plurali i linguaggi che l’artista utilizza per il suo racconto, sempre in modo personale, dalle piccole sculture in piombo ai disegni cotti nella cera, dalle grandi pitture su carta agli struggenti ricami, fino ad arrivare agli assemblaggi di oggetti trovati. Ramificazioni di un unico tronco, tutti gli elementi dell’installazione di <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bosco sacro</em> concorrono a formulare un grande esorcismo della morte e della malattia, dando corpo a un mistero che, nel suo svelarsi, inevitabilmente sfugge, dentro la casa e fuori di essa, nel bosco smemorato”.</p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105"><b>L’artista</b></span></p>
<p><span data-originalfontsize="11pt" data-originalcomputedfontsize="14.666666984558105">Paola Zampa, nata a Civitavecchia (Roma) nel 1951, vive e lavora a Roma, dove è stata professore ordinario di Storia dell’Architettura presso l’Università “La Sapienza”. Sin dagli anni Ottanta, nel suo lavoro artistico sperimenta, senza limitazioni, tematiche e tecniche diverse. Rappresenta elementi naturali prototipici: alberi, vulcani, pietre, montagne, fiumi. Riproduce parti del corpo umano. Usa la scrittura nel suo valore decorativo o come traccia di una narrazione. Costruisce assemblaggi con resti di esistenze animali e vegetali. Le sue opere sono frammenti di una genesi. Nella sua produzione impiega anche la tecnica femminile e domestica del ricamo: riproduce immagini delle più drammatiche cronache quotidiane su pezzi di biancheria per la casa o figure tratte dalla grande produzione pittorica del passato e dalla tradizione popolare su radiografie e lastre di piombo. L’arte permette di guardare l’inguardabile e mette ordine nel caos e l’amore per la bellezza, in tutte le sue forme, tenta un esorcismo nei confronti della precarietà e drammaticità della condizione umana che, tuttavia, affiorano in controluce.</span></p>
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		<title>Mozzarella Light. Domovoi, tra suggestione e fascinazione. Mostra a Casa Vuota a Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 19:36:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Vuota]]></category>
		<category><![CDATA[Domovoi]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[mozzarella light]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="886" height="664" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/8917B545-F371-4B3D-9D06-FD3F767B92BF.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/8917B545-F371-4B3D-9D06-FD3F767B92BF.jpeg 886w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/8917B545-F371-4B3D-9D06-FD3F767B92BF-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/8917B545-F371-4B3D-9D06-FD3F767B92BF-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/8917B545-F371-4B3D-9D06-FD3F767B92BF-585x438.jpeg 585w" sizes="(max-width: 886px) 100vw, 886px" /></p>
<p>Si inaugura venerdì 8 aprile e prosegue fino al 31 maggio, la prima personale di Mozzarella Light, duo artistico composto da Giulia Ciappi e Marco Frassinelli, intitolata Domovoi. Un progetto espositivo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><i>Si inaugura venerdì 8 aprile e prosegue fino al 31 maggio, la prima personale di Mozzarella Light, duo artistico composto da Giulia Ciappi e Marco Frassinelli, intitolata <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Domovoi. Un progetto espositivo che evoca la </span> presenza di numi tutelari che si manifestano in forme tanto effimere quanto insolite e affascinanti.</i></b></p>
<p>Roma – Lo spirito domestico tradizionalmente impersonato dai numi tutelari della casa è il motivo ispiratore della <strong>prima mostra personale di Mozzarella Light, duo artistico composto da Giulia Ciappi e Marco Frassinelli, intitolata <em>Domovoi</em> e progettata su misura per gli spazi di Casa Vuota a Roma</strong>, in via Maia 12, a cura di Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.</p>
<p>La mostra si inaugura venerdì 8 aprile 2022 alle ore 17:00 e si può visitare fino al 31 maggio, previo appuntamento, prenotando ai numeri telefonici 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com.</p>
<p>“<strong>Un’unica grande installazione, composta di enunciati di luce, riflessi, sculture cinetiche, elementi portanti che puntellano le superfici e di una membrana traslucida, definisce gli spazi di Casa Vuota, in un intervento che è insieme esperienziale, scultoreo, architettonico e poetico</strong>”, spiegano i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo. I differenti ambienti espositivi sono caratterizzati da una variazione di forme e colori, all’interno di un continuum dinamico in costante movimento.</p>
<p><strong>Nelle credenze popolari slave, i Domovoi sono creature invisibili, protettrici del focolare</strong>, benevole nei confronti degli umani e custodi dell’unità familiare, capaci avvertire gli abitanti della casa di pericoli imminenti e ingraziate da questi tramite piccole offerte di cibo, così legate alla famiglia da essere invitate a seguirla nella nuova abitazione in caso di trasloco.</p>
<p><strong>L’incontro con i Domovoi si impone ai Mozzarella Light in modo misterioso, con il sapore di un presagio</strong>. Mentre la mostra è in fase di progettazione, infatti, in una pausa del lavoro, il duo incontra al Quadraro, il quartiere romano in cui sorge Casa Vuota, un misterioso uomo dell’Est, un viandante senza nome con il quale si intrattiene in una breve conversazione. Alla domanda dello sconosciuto su cosa stessero facendo lì, i Mozzarella Light raccontano della mostra e di Casa Vuota e, in risposta, l’uomo racconta la leggenda dei Domovoi, consigliando loro di ingraziarseli per la buona riuscita del progetto. Da questo nome e da questo incontro nasce il titolo della personale.</p>
<p>“A partire dalla suggestione arcana e immaginifica dei Domovoi – scrivono Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – che arriva da un passato e da un territorio lontano ma che si connette con le nostre tradizioni e con la nostra storia, fino a riecheggiare i Lari e i Penati venerati nella Roma antica, <strong>il progetto espositivo dei Mozzarella <img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-51724 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-1536x1023.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB-263x175.jpeg 263w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/04/F5DAD98E-6F6F-410C-8695-C932A696E3FB.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Light evoca negli ambienti espositivi di Casa Vuota la presenza di numi tutelari che si manifestano in forme tanto effimere quanto insolite e affascinanti</strong>. Il dispositivo della mostra si configura come una soglia, confine tra il visibile e l’invisibile, dove si palesano fasci luminosi che costruiscono volumi immateriali o che sembrano indicare costellazioni incognite. In una penombra scandita da tempi e ritmi ripensati e autonomi, che sembrano dettati dalle stesse mura domestiche, dalle quali fuoriescono bracci meccanici simili a protesi o fantascientifiche superfetazioni, Casa Vuota si fraziona e si riflette, attraverso membrane e specchi, facendosi spazio altro, offerto all’esperienza della fruizione tra la vertigine dello schermo e l’insorgenza di una vita non umana, remota e artificiale. I Domovoi trovano così il loro habitat a Roma.</p>
<p><strong>L’intervento di Mozzarella Light evoca la vita più intima e primigenia dell’abitazione, ponendo il pubblico nella condizione scomoda di chi si trova a spiare un evento portentoso e segreto, a essere testimone sacrilego del numinoso esperito in una leggenda quotidiana</strong>. La casa si anima di presenze inquiete, robotiche o lampeggianti, la cui comunicazione è fatta di rumori, movimenti, accensioni, spegnimenti, pause, ripetizioni, incidenti di percorso, nell’intermittenza di presenze e assenze che abitano lo spazio e lo risignificano, trasformandolo con la loro ritmica vitalità. Un insieme di regole, scritte e codificate dagli artisti e proposte all’inizio del percorso espositivo, guida il pubblico e determina le modalità della visita, distinguendo <em>fas</em> e <em>nefas</em>. Nell’inevitabile destino di obsolescenza della tecnologia, per i Mozzarella Light il sentimento della meraviglia si unisce alla malinconia, nel ribaltamento di un paradigma di perfezione ed efficienza in una esausta riproposizione di algoritmi nella cui logica difficilmente penetriamo. Nell’incontro tra il futuribile e l’antico, le mappe delle abitudini incontrano lo smarrimento fiabesco, lungo la deriva delle storie portate dai flussi dell’identità globale e connessa. Nel recinto magico di Casa Vuota, l’alterazione dello spazio trasforma l’impressione di estraneità in una rinnovata tensione medianica, in cui i concetti spaziali inglobano gli ospiti nel ventre di un racconto che fa parlare la pelle, gli strappi e i vuoti dell’appartamento, illuminandoli di una luce che sembra abissale e interiore, investita del potere di accendere il sentimento del luogo”.</p>
<p>“Con il progetto <em>Domovoi</em>, creiamo la nostra realtà della casa – spiegano i Mozzarella Light – che viene vissuta da presenze che hanno un tempo e un rumore proprio. Presenze riflettenti, con movimenti discontinui, interiorizzano il luogo mostrando le loro personali routine di veri e forse unici abitanti della casa. L’umano si trova a essere non più padrone, non più protagonista, ma un semplice invitato che si deve adattare a delle regole e dei ritmi imposti dall’atmosfera di Casa Vuota. L’utilizzo della luce e del colore sono un mezzo impalpabile in grado di creare diversi ambienti che raccontano le dimensioni domestiche con suggestioni inconsuete”.</p>
<p><strong>Mozzarella Light</strong> è il nome del duo artistico composto da Giulia Ciappi (1997) e Marco Frassinelli (1992), che vive e opera a Roma. Si formano nelle Accademie di Belle Arti di Firenze e di Roma, dove entrambi conseguono il diploma di Scultura, e presso la Universidad del País Vasco di Bilbao in Spagna, facendo workshop e residenze negli USA, in Grecia e in Israele. Il nome scelto per designare il sodalizio artistico punta sullo spaesamento e su un’apparente anti-artisticità, con un’ambiguità semantica che fa anche riferimento alla luce, elemento essenziale del loro linguaggio espressivo. A partire dal 2019 portano avanti il progetto installativo <em>Spazi intermedi</em> all’interno di luoghi abbandonati.</p>
<p>La curiosità nella sperimentazione dei materiali, la duttilità degli interventi e una profonda e circostanziata riflessione sullo spazio e sulle sue possibilità di trasformazione sono le linee guida della ricerca di Mozzarella Light. I loro progetti nascono da un incontro e uno scontro, da una tensione continua che trova la propria materializzazione in forme espressive di volta in volta diverse. I materiali utilizzati sono molteplici e variano in funzione al contesto e al concetto investigati. Tra tutti, la luce e le nuove tecnologie sono i linguaggi più ricorrenti, mezzi poetici per esprimere l’immaterialità che va oltre la semplice apparenza e capaci di fare da ponte tra presente e futuro.</p>
<p>…………………..</p>
<p><strong>INFORMAZIONI TECNICHE:</strong></p>
<p>TITOLO DELLA MOSTRA: DOMOVOI</p>
<p>AUTORE: MOZZARELLA LIGHT</p>
<p>A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo</p>
<p>LUOGO: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A</p>
<p>QUANDO: dall’8 aprile – al 31 maggio 2022</p>
<p>ORARI: visitabile su appuntamento</p>
<p>VERNISSAGE: 8 aprile 2022 (orari: 17:00-20:30)</p>
<p>INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 – 328.4615638 | email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">vuotacasa@gmail.com</a> | INGRESSO GRATUITO</p>
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		<title>ALTRI FIORI PER CAMERA TUA. Dario Nanì per la prima volta in mostra a Roma a Casa Vuota</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/29/altri-fiori-per-camera-tua-dario-nani-per-la-prima-volta-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=altri-fiori-per-camera-tua-dario-nani-per-la-prima-volta-in-mostra-a-roma-a-casa-vuota</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Jan 2022 23:01:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Casa Vuota]]></category>
		<category><![CDATA[Dario Nanì]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="787" height="1006" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/67225366-2A68-4828-BE8D-34985174B954.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/67225366-2A68-4828-BE8D-34985174B954.jpeg 787w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/67225366-2A68-4828-BE8D-34985174B954-235x300.jpeg 235w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/67225366-2A68-4828-BE8D-34985174B954-768x982.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/67225366-2A68-4828-BE8D-34985174B954-585x748.jpeg 585w" sizes="(max-width: 787px) 100vw, 787px" /></p>
<p>Arriva per la prima volta in mostra nella capitale la pittura cristallina e sensuale di Dario Nanì (1993), artista siciliano operante a Bologna. Casa Vuota, lo spazio espositivo indipendente di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arriva per la prima volta in mostra nella capitale la pittura cristallina e sensuale di Dario Nanì <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">(1993), artista siciliano operante a Bologna. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Casa Vuota, lo spazio espositivo indipendente di <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1643471184807000&amp;usg=AOvVaw3LlvebW6I5CR3liJgPgczd" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">via Maia 12</a>, ospita dal 29 gennaio al 20 marzo 2022, la sua prima mostra personale, intitolata <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Altri fiori per camera tua</em> e curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo.</strong></span></p>
<p>Dopo l’inaugurazione, l’esposizione è visitabile sempre su appuntamento.</p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">Una pittura intensa e potente, di vivida chiarezza e profonda carnalità, nella quale risuonano echi di estati stratificate nella memoria e l’intenso struggimento degli amori mai finiti: vive nella precaria condizione di un trasloco velato di ricordi e nell’emozione trattenuta degli addii la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">prima mostra personale romana di Dario Nanì</strong>, artista siciliano di stanza a Bologna, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">intitolata <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Altri fiori per camera tua</em> e curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo</strong>. Dal 29 gennaio al 20 marzo 2022 la mostra abita negli spazi di Casa Vuota, in <a href="https://www.google.com/maps/search/via+Maia+12+a+Roma?entry=gmail&amp;source=g" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.google.com/maps/search/via%2BMaia%2B12%2Ba%2BRoma?entry%3Dgmail%26source%3Dg&amp;source=gmail&amp;ust=1643471184808000&amp;usg=AOvVaw289OPedg8WZrlthmHKalgK" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">via Maia 12 a Roma</a>.</p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“La cadenza dell’endecasillabo che il titolo della mostra scandisce – spiegano i curatori Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – racchiude in sé tutta la poesia delle stanze abitate e poi svuotate in cui Dario Nanì ci conduce, l’odore delle case in cui si consumano i giorni e che poi vengono dismesse come una pelle. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel rumore dei traslochi che mettono le vite nelle scatole risuonano gli amori incominciati e poi finiti e la reminiscenza vaga di un mazzo di fiori visto una volta in una camera da letto perduta nella memoria, rispetto al quale confrontare il valore dell’offerta e del dono, del corpo dato in pasto ai giorni, del desiderio impellente che balugina nel teatro di una giovinezza permanente</strong>”.</p>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Nell’immaginare questa mostra mi ha guidato l’idea del trasloco”, racconta Nanì. “Quando svuotiamo i nostri cassetti, ci accorgiamo di avere conservato nel tempo oggetti appartenenti a diverse persone. Oggetti smarriti, ognuno dei quali si porta dietro un nome, una sensazione. Così sono i miei dipinti, che si trascinano dietro la memoria di persone che ho incontrato e luoghi che ho visitato, che di volta in volta si rinnova”.</p>
<div id="attachment_48892" style="width: 291px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-48892" class="wp-image-48892 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5ACF0466-7316-422B-B49A-BCF086F1E4CD-281x300.jpeg" alt="" width="281" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5ACF0466-7316-422B-B49A-BCF086F1E4CD-281x300.jpeg 281w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5ACF0466-7316-422B-B49A-BCF086F1E4CD-768x821.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5ACF0466-7316-422B-B49A-BCF086F1E4CD-585x625.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5ACF0466-7316-422B-B49A-BCF086F1E4CD.jpeg 787w" sizes="(max-width: 281px) 100vw, 281px" /><p id="caption-attachment-48892" class="wp-caption-text">Dario Nanì, Per quello che ricordo, 2021, olio su tela, 120(h)x100(b)</p></div>
<p>A farsi scenario di questo trasloco in forma di mostra è Casa Vuota, progetto curatoriale ideato da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo all’interno dell’appartamento di un condominio del quartiere Quadraro a Roma, che dal 2017 ospita progetti personali e collettivi di arte contemporanea. Non semplici mostre, ma esperienze di fruizione coinvolgenti per i visitatori vengono costruite su misura per le stanze della casa, che conservano le impronte della vita che si è consumata al suo interno e le tracce del passaggio dei vecchi proprietari. Stanze in cui le storie e le memorie si stratificano si fanno ambiente immersivo, dove non c’è soluzione di continuità tra l’intervento dell’artista e lo spazio. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra le carte da parati consumate dal tempo dell’appartamento trovano quindi posto i dipinti, i disegni e i collage di Dario Nanì. Realizzati tra il 2020 e il 2021, hanno un forte contenuto autobiografico e presentano al pubblico alcuni grandi temi che ricorrono nella ricerca dell’artist</strong>a. “Sono le mie storie e quelle dei miei amici, l’argomento dei racconti delle nostre uscite serali”, spiega Nanì. “Non so se possono interessare a tutti ma abbracciano tante persone. Succede come guardando un film, alcuni ci si rivedono e altri no, dipende da chi guarda”.</p>
<div id="attachment_48893" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-48893" class="wp-image-48893 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/DFE4ECA5-D057-47BA-AE6F-589464DC84E7-300x245.jpeg" alt="" width="300" height="245" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/DFE4ECA5-D057-47BA-AE6F-589464DC84E7-300x245.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/DFE4ECA5-D057-47BA-AE6F-589464DC84E7-768x627.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/DFE4ECA5-D057-47BA-AE6F-589464DC84E7-585x478.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/DFE4ECA5-D057-47BA-AE6F-589464DC84E7.jpeg 787w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-48893" class="wp-caption-text">Dario Nanì, Senza Titolo, 2020, olio su tela, 61(h)x46(b).</p></div>
<p>Il ciclo sui fiori che dà il titolo alla mostra trae origine dall’ossessione per un mazzo di fiori finti rimasti sull’armadio della casa della persona amata, residuo di una precedente relazione, un’immagine rimasta impressa nella mente e rievocata nel tentativo di esorcizzarne la presenza e il ricordo ricorrente, nella volontà di barattare quel dono con un altro o milioni di altri che la pittura rende possibili. “Evocati come un mormorio, come una presenza immateriale che perde ogni necessità descrittiva – raccontano i curatori – gli echi di queste corolle suppletive e risarcitorie sono impregnati di tutto il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">potere affabulatorio e molcente della pittura che vale per se stessa, superando la realtà nell’esuberanza del colore</strong>”.</p>
<div id="attachment_48897" style="width: 268px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-48897" class="wp-image-48897 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6B2D6841-A0D8-4CDE-BEBC-1530150A9C0F-258x300.jpeg" alt="" width="258" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6B2D6841-A0D8-4CDE-BEBC-1530150A9C0F-258x300.jpeg 258w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6B2D6841-A0D8-4CDE-BEBC-1530150A9C0F-880x1024.jpeg 880w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6B2D6841-A0D8-4CDE-BEBC-1530150A9C0F-768x894.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6B2D6841-A0D8-4CDE-BEBC-1530150A9C0F-1170x1362.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6B2D6841-A0D8-4CDE-BEBC-1530150A9C0F-585x681.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/6B2D6841-A0D8-4CDE-BEBC-1530150A9C0F.jpeg 1181w" sizes="(max-width: 258px) 100vw, 258px" /><p id="caption-attachment-48897" class="wp-caption-text">Dario Nanì, Senza Titolo, 2021, olio su carta, 30(h)x21/b)</p></div>
<p data-originalfontsize="medium" data-originalcomputedfontsize="16">“Alla stessa dimensione trasfigurata e rarefatta, nella quale la materia pittorica ora si addensa e ora si fa sottile e quasi sognata, appartengono le visioni delle spiagge rosa e della fitta vegetazione dei boschetti e dei giovani corpi nudi che si dispongono all’amore”, proseguono Del Re e de Nichilo. “Sono <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">dipinti invernali, nati nel freddo di Bologna e nella sua umidità frondosa, che ripensano le visioni estive di una Sicilia nativa e vibrante, con i suoi cieli aperti e sconfinati. Queste coordinate geografiche sono due poli entro i quali si sviluppa l’immaginario del pittore, la sua biografia, il suo desiderio.</strong> Ambienti diversi che risuonano per un identico sentimento, con una vibrazione impregnata di una sensualità irrequieta e furtiva. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ragazzi attendono tra il mare e la boscaglia, un grande autoritratto emerge dal passato e poi fughe mediterranee, spiagge nudiste, facce piene di sogni, Narcisi indolenti che sarebbero piaciuti al barone Wilhelm von Gloeden, forse inconsapevoli della loro bellezza. </strong>Alla complessa tessitura della pittura su tela si accostano dei ritratti su carta eseguiti con segno veloce, quasi fanciullesco, ricoperti da una colata di colore, abbinando un tono a ogni volto”.<br />
I collage, infine, nati dalla giustapposizione casuale di fogli di riviste e post-it oppure dall’accumulo di lacerti di immagini precedenti, in cui un certo gusto per la citazione si accompagna al gesto manuale di schiacciare le carte alla ricerca di toni e accostamenti intimamente pittorici, sono appunti di un diario visuale e poetico che segnano le coordinate di luoghi,</p>
<div id="attachment_48896" style="width: 284px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-48896" class="wp-image-48896 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/94A5969D-10C6-4F76-86CC-7A53C5E07E75-300x297.jpeg" alt="" width="274" height="271" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/94A5969D-10C6-4F76-86CC-7A53C5E07E75-300x297.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/94A5969D-10C6-4F76-86CC-7A53C5E07E75-768x759.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/94A5969D-10C6-4F76-86CC-7A53C5E07E75-585x578.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/94A5969D-10C6-4F76-86CC-7A53C5E07E75.jpeg 787w" sizes="(max-width: 274px) 100vw, 274px" /><p id="caption-attachment-48896" class="wp-caption-text">Dario Nanì, Senza Titolo, 2021, olio su carta, 30(h)x21 /b)</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>appuntamenti, persone da incontrare, azioni da fare. “La spoglia residuale delle vite – secondo i curatori – che si prova a trattenere fissando un punto sulla mappa inventata dei giorni ancora da contare”.</p>
<p><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dario Nanì</strong> nasce a Ragusa nel 1993 e vive e a Bologna. Studia all’Accademia di Belle Arti prima a Catania e poi a Bologna. Prima della mostra di Casa Vuota, la sua personale più recente <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">è <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Confessioni poco intelligenti</em> a cura di Giuseppe Giordano tenutasi nel 2019 presso Prima Classe a Ragusa</span>. Del 2018 è la mostra <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I ragazzi di città intelligenti non dipingono</em>, doppia personale di Dario Nanì e Rosario Calabrese a cura di Paolo Nifosì presso il Movimento Culturale Vitaliano Brancati a Scicli (RG). Tra le esposizioni collettive più recenti alle quali è stato invitato, si segnalano nel 2021 il <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Premio Fausto Pirandello</em> a cura di Manuel Carrera presso il Civico Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Anticoli Corrado (RM) e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Diario di bordo I &#8211; II atto</em> a cura di Giuseppe Cona presso Scalamatrice33 a Caltagirone (CT), nel 2020 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Super Sacca</em> a cura di Giovanni Scucces alla Sacca Gallery di Pozzallo (RG), nel 2018 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Before and After Nature</em> a cura di Alessia Calarota alla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La bellezza è fragile</em> a cura di Angelo Crespi nel Salone dei Convegni del Comune di Santa Marina Salina (ME), nel 2017 <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Opere recenti</em> a cura di Paolo Nifosì presso il Movimento Culturale Vitaliano Brancati a Scicli (RG) e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tributo a Salvo Monica</em> a cura di Francesco Lauretta presso Sciabica e Madre Crocifissa Curcio (ex Sant’Anna) a Ispica (RG).</p>
<p>La presentazione al pubblico avviene in due giorni, sabato 29 gennaio dalle ore 16:30 alle ore 20 e domenica 30 gennaio dalle ore 16:30 alle ore 19. Per la visita è necessario prenotarsi al numero di telefono 3928918793 oppure all’email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">vuotacasa@gmail.com</a>. Dopo l’inaugurazione, l’esposizione è visitabile sempre su appuntamento.</p>
<p><strong>INFORMAZIONI TECNICHE:</strong></p>
<p>TITOLO DELLA MOSTRA: ALTRI FIORI PER CAMERA TUA</p>
<p>AUTORE: DARIO NANÌ</p>
<p>A CURA DI: Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo</p>
<p>LUOGO: Casa Vuota – Roma, via Maia 12, int. 4A</p>
<p>QUANDO: dal 29 gennaio – al 20 marzo 2022</p>
<p>ORARI: visitabile su appuntamento</p>
<p>VERNISSAGE: 29 gennaio 2022 (orari: 16:30-20) e 30 gennaio (orari: 16:30-19) INFORMAZIONI: cell. 392.8918793 – 328.4615638 | email <a href="mailto:vuotacasa@gmail.com">vuotacasa@gmail.com</a> | INGRESSO GRATUITO</p>
<p>&nbsp;</p>
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