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	<title>Censis Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>USPI Informa: CENSIS, 21° Rapporto comunicazione: “Informazione nel mirino”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 12:52:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Censis]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="659" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3489.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3489.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3489-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3489-1024x572.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3489-768x429.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3489-1170x654.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3489-585x327.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Di Tania Sabbatini Non solo la trasformazione interna dell’editoria, ma i fattori esterni quali guerre, politica, economia e trend. Tutto questo sta dettando una crisi dell’informazione che sta attraversando ogni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/07/uspi-informa-censis-21-rapporto-comunicazione-informazione-nel-mirino/">USPI Informa: CENSIS, 21° Rapporto comunicazione: “Informazione nel mirino”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Di Tania Sabbatini</p>
<p>Non solo la <strong>trasformazione interna </strong>dell’<strong>editoria</strong>, ma i fattori esterni quali guerre, politica, economia e trend. Tutto questo sta dettando una <strong>crisi dell’informazione</strong> che sta attraversando ogni ramo del settore.</p>
<p>Così comincia il <strong>21° Rapporto</strong> sulla Comunicazione del <strong>CENSIS</strong>, intitolato “<strong><a href="https://www.censis.it/wp-content/uploads/2026/04/Sintesi-Rap-Com-2026.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">L’informazione nel mirino</a></strong>”, nel quale si analizzano i dati della relazione tra pubblico e notizie, della presenza degli utenti su siti di informazione e piattaforme, i social, l’Intelligenza Artificiale (IA) e i cambiamenti di abitudini negli ultimi decenni.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>I canali delle news: come sono cambiati in 20 anni?</strong></h4>
<p>Come si può notare dai continui <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ads-febbraio-positivita-che-sfiora-lo-zero-poche-testate-in-verde/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dati </a>mensili</strong>sulla distribuzione e diffusione dei quotidiani, il trend per i media a stampa è in <strong>negativo</strong>. E continuerà ad esserlo. Nel 2025 si è raggiunto il picco minimo con un valore percentuale del<strong>21%</strong>, un calo del <strong>-0,7%</strong> in un anno ma del <strong>-46%</strong> dal 2007. Ciò vuol dire che in 18 anni il traffico dei <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/censis-59-rapporto-sociale-problemi-per-edicole-e-deepfake/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quotidiani cartacei </a></strong>si è quasi dimezzato.</p>
<p>Pur avendo un bilanciamento con l’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/censis-20-rapporto-comunicazione-digitale-schiaccia-tradizionale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">online</a></strong>, i profitti non rimangono uguali e l’ambiente è totalmente stravolto. Abbiamo un decremento a livello annuale, infatti, con il -0,5% e scendono i <strong>siti di informazione</strong> (<strong>-4,3%</strong>).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>photocover: immagine ripresa dal report Censis</p>
<p>Il calo è dovuto a molti fattori, il principale dei quali è la <strong>frammentazione</strong> dei <strong>canali </strong>e delle <strong>forme </strong>di<strong> <a href="https://notiziario.uspi.it/gli-italiani-considerano-linformazione-primo-motore-di-valori-sociali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">comunicazione informativa</a></strong> che caratterizzano l’universo digitale. Il consumo mediatico di internet per gli italiani tocca il 90,4% di utenza. Lo <strong>smartphone </strong>rimane la categoria in costante aumento (+1% nel 2025, 90,3% di impiego) ma anche i <strong>social </strong>riescono a rimanere sulla cresta dell’onda, anche se in percentuale totale leggermente più bassa (+0,9% nel 2025, 86,2% di impiego).</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-115197 td-animation-stack-type0-2" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2026/04/image-21.png" sizes="(max-width: 650px) 100vw, 650px" srcset="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2026/04/image-21.png 650w, https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2026/04/image-21-252x300.png 252w, https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2026/04/image-21-126x150.png 126w, https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2026/04/image-21-352x420.png 352w" alt="" width="650" height="775" /></figure>
</div>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’informazione “a pezzetti”</strong></h4>
<p>La diversificazione dell’informazione online genera uno “<strong>frantumazione</strong>” delle masse. Questo fenomeno stabilisce <strong>nuove gerarchie</strong>, creando una flessione generale dei media.</p>
<p>I <strong>telegiornali</strong>, che continuano a rappresentare un punto di riferimento per una parte rilevante, ma quasi esclusivamente adulta, della popolazione, registrano una flessione di -3,8 punti percentuali e si collocano al 43,9%; <strong>Facebook </strong>diminuisce di -3,3 punti, attestandosi al 33,1%; sostanziale stabilità per i motori di ricerca che sono seguiti dal 23,2% della popolazione. D’altra parte, calano sia i <strong>siti di informazione</strong>(-2,5%) che le televisioni all news (-2,3%) (che si attestano rispettivamente al 14,7% e 16,6%). Tengono relativamente meglio i <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/meta-e-google-condannate-danni-psicologici-su-minori-per-dipendenza-da-social/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">social network</a></strong>: TikTok con un calo solamente dell’1,9% e Instagram dell’1,2% rispettivamente registrano il 12,5% e il 15,5% dell’utenza. Gli aumenti sono sporadici e raramente significativi.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’età conta</strong></h4>
<p>Altro fattore che va ad aumentare la stratificazione dei dati è l’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/reuters-insitute-come-cambia-il-modo-di-informarsi-dei-giovani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">età anagrafica</a></strong>. I giovani (14-29 anni) sono affezionati ad un’informazione veicolata dai social, dai video, dalle immagini. I 30-44enni fanno maggiormente riferimento a Facebook (41,4%) e ai telegiornali (35,6%), con una presenza significativa dei siti di informazione (20,1%). Nella fascia 45-64 anni il telegiornale torna a costituire il canale principale (44,5%), affiancato da Facebook (36,5%) e dai motori di ricerca (25,5%). Tra i sessantacinquenni e oltre, il telegiornale è una delle principali finestre sul mondo (67,4%), si collocano a distanza Facebook (29,0%) e le tv all news (25,4%).</p>
<p>L’<strong>universo social</strong> tuttavia si conferma un <strong>settore in crescita</strong>. Si guardano sempre più “<strong><em>reel</em></strong>” anche se considerati <strong>informazione impropria </strong>o <strong>superficiale </strong>(23,6% degli italiani). Sono quasi 3 italiani su 10 tra quanti usano i social a escludere i reel dall’universo dell’informazione (ma all’inverso 7 italiani su 10 li include).</p>
<p>Ad ogni modo, l’informazione e la <strong>percezione </strong>di cosa sia informazione cambia. Il rapporto CENSIS valuta che <strong>reel </strong>e <strong>meme </strong>fanno parte di una categoria “speciale” di informazione che viene percepita in maniera diversa a seconda dell’età dell’utente. Alla domanda se questi contenuti possano influenzare il modo in cui si percepiscono notizie ed eventi sociali e politici, il 43,5% risponde “a volte” e il 10,7% “sì, spesso”: sommati, più di una persona su due riconosce che il “<strong>meme non è uno strumento neutro</strong>“, ma può orientare – anche sottilmente – la lettura della realtà. Solo il 16,3% esclude categoricamente qualsiasi influenza. E sono proprio i giovani a mostrare più distanza critica da questo tipo di veicolo informativo.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’IA e l’informazione</strong></h4>
<p>Come riportato dal CENSIS, l’indicatore <strong>Eurostat </strong>registra che le aziende dell’Ue ad aver fatto maggior <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/report-pew-center-utilizzo-internet-gap-ce-ma-si-riduce-tra-giovani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">uso dell’IA</a></strong> nel 2025 sono quelle appartenenti al <strong>settore dell’informazione e comunicazione</strong>(62,5%).</p>
<p>Il tipo di IA maggiormente usato è stato il <strong><em>text mining</em></strong>, ovvero l’analisi del linguaggio scritto, di cui si sono servite il 42,2% delle aziende presenti nel settore e che si rivela un ottimo strumento per estrarre dati linguistici da commenti, post e recensioni dei clienti al fine di migliorare prodotti, servizi e processi.</p>
<p>La percezione dell’IA e dell’informazione che hanno gli italiani tuttavia mostra un futuro ben preciso. Nonostante il 61,1% degli italiani ha risposto negativamente alla domanda “Ti sentiresti a tuo agio a informarti attraverso un mezzo interamente generato dall’IA?”, le persone più propense ad <strong>accettare questo cambiamento</strong> sembrano in costante aumento nell’arco degli anni.</p>
<p>Di questa percentuale positiva (<strong>38,4%</strong>), il 30,1% si dichiara disposto a farlo a patto che i contenuti siano supervisionati da esseri umani, mentre un più fiducioso 8,3% accetterebbe anche nel caso in cui fosse completamente gestito dall’IA.</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/uspi-il-partner-strategico-per-leditoria-che-cambia/"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
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