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	<title>centenario nascita Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>A Los Angeles con Marilyn Monroe nel centenario della nascita e con una goccia di Chanel n. 5 sulla pelle</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 13:27:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="1683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-210x300.jpeg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-717x1024.jpeg 717w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-768x1096.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-1170x1670.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-585x835.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Los Angeles. Marilyn non è soltanto un mito. È emozione. È una giovinezza perduta in un tempo che non tornerà più. Resta tra i miei capelli una goccia di Chanel&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1179" height="1683" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-210x300.jpeg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-717x1024.jpeg 717w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-768x1096.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-1170x1670.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/06/IMG_3907-585x835.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p><p><em>Los Angeles. Marilyn non è soltanto un mito. È emozione. È una giovinezza perduta in un tempo che non tornerà più. Resta tra i miei capelli una goccia di Chanel n. 5. Un profumo che mi accompagna nelle sere di malinconia e di ricordi.</em></p>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p>Centenario di Marilyn Monroe.<br />
Arrivo a Los Angeles. È il mese di giugno. Il primo giugno. Una città tra le più importanti in una California immensa che ha connotati italo – spagnoli. Luoghi molto catalani. E la sua storia racconta simboli di una lingua che ha la Spagna nel cuore. La prima cosa che mi chiedono, prima di entrare nel mio albergo, è se desidero visitare i luoghi del mito di Marilyn. Sono un po’ distratto. Sapevo di entrare nella città del mito ma non pensavo che la mia interprete avesse questa velocità.</p>
<p>Giungo a Los Angeles quasi frastornato. Cambiamenti di orari, turbolenze lungo la rotta, confuso e con le  orecchie che sembrano aver subito un tuffo nell’Oceano. Dico subito: “Certo, sono qui proprio per lei ma ho bisogno di cambiarmi d’abito. Marilyn non avrebbe gradito un ospite vestito senza eleganza. Datemi il tempo di indossare il mio vestito di lino bianco con la camicia verde e poi si parte e a domani pensiamo domani …”. Così siamo tutti contenti.</p>
<p>Qui è nata e morta Marilyn Monroe. Era nata il 1 giugno del 1926. Era un anno più grande di mia madre. Un mito nell’attraversamento delle notti immaginate alla ricerca di un sogno. E Marilyn è stato un sogno. Nel velo della sua gonna bianca alzata dal vento un  eros tutto tuffato in una seduzione capricciosa. Amava e moriva nel caldo torrido di una città che ha finestre aperte sui mediterranei. Ma sì.</p>
<p>Los Angeles non poteva che essere la città di Marilyn. La bionda mediterranea che si è fatta seppellire con la parrucca bionda che portava nel film Gli spostati e vestita con un abitino verde. Il biondo e il verde. Il sole e il mare. Avevo sette anni quando morì Marilyn Monroe.</p>
<p>Eppure ho un ricordo molto lieve. Me la ricordo nelle foto in bianco e nero dei settimanali che non mancavano mai in casa mia. Le prime pagine “sparate” con le immagini che riportano scene dei suoi film. La bellezza che si faceva seduzione. Sì, perché può esserci anche una bellezza che ha la sua sobrietà da statua. Ma Marilyn portava una bellezza sconvolgente. Marilyn era l’attrazione.</p>
<p>Sono trascorse stagioni e gli anni hanno consumato persino le rughe ma il fascino dei ricordi dentro il mistero restano a solcare ancora una leggenda. Meglio così. Era una estate di tanti anni fa e c’era un forte caldo. Allora come ora. La bella dai capelli biondi e dagli occhi penetranti. Il vento tra i suoi capelli e capelli come radici intrecciate nella terra. Chiedeva amore ma l’amore era un incubo. Un sogno vissuto sotto la luna. Una luna sul mare e le vele lontane in un viaggio senza attese.</p>
<p>Forse Marilyn non ha mai atteso. L’attesa non era dentro la sua vita. È morta nel sonno degli dei con la nudità dei silenzi. Già, è stata trovata completamente nuda. Ma la fisicità era uno stile. La sua eleganza negli sguardi tremanti. Diceva spesso: “Sapevo di appartenere al pubblico e al mondo non perchè avessi bellezza o talento, ma perché non ero mai appartenuta a nessuno”.La sua morte resta ancora un mistero? Forse sì o forse no. Ma Marilyn rincorre giovinezza sui prati verdi e tra le stanze della sua villa. Quanti amori e alla fine uno strazio senza più amore. Si raccontano storie e le storie diventano finzioni o illusioni. Il passo è breve. Tra la finzione e l’illusione c’è il sogno: il solo che smette di essere vero. Ma Marilyn è morta. Suicidio? Omicidio? Cosa ha deturpato la sua bellezza?</p>
<p>C’è chi dice che è stato un assassinio con tutte le regole commesso da Cosa Nostra. Ad ucciderla pare che sia stata una supposta contenente un potente narcotico. Il sonno degli dei che corre tra le vene e il sangue è un fiume che crede nell’impossibile. Marilyn dormiva nuda. E’ così che l’hanno trovata. Con gli occhi nella morte e la morte nel cuore. In quell’agosto torrido del 1962. Tra il quattro e il cinque di agosto. Pare che a scoprire il suo corpo inerte sia stata la sua governante.</p>
<p>E poi il medico. La porta era chiusa a chiave. E la chiave? C’è sempre un problema di chiave. Il medico al suo arrivo non fece altro che constatare l’avvenuta morte. Ci fu l’autopsia. Anche questa un mistero. Come tutte le cose di questo mondo quando non si riesce a trovare la chiave, quella giusta, si parla di mistero. Ebbene si. Non guasta questo mistero nella morte di una donna che in vita è stata sempre un mistero. Lasciamola nel suo mistero. Perchè svelarlo?</p>
<p>Era bella in quella allegria che si faceva inquietudine in cui la passione giocava con i giorni e il suo corpo un alito nel tempo che non invecchia. Marilyn non è invecchiata.</p>
<p>Gli incontri, i viaggi, le vacanze dalla parola, i riposi vengono rivissuti con un pathos inarrestabile che è humus del linguaggio. E restano i ricordi – sensazioni che guidano le nostre distrazioni, le nostre smemoratezze. E poi non ricordiamo più perché tutto diventa una sensazione come la musica.</p>
<p>È possibile vedere la musica? Sentiamo e ascoltiamo la musica vivendola, rivivendola e così il tempo che non c’è più noi lo percepiamo nell’alito di quelle alchimie che sono parte integranti della nostra memoria – sogno. Fuori dalla storia perché, in fondo, il tempo non sa che farsene della storia.</p>
<p>La figura di Marilyn diventa la metafora di una giovinezza, di generazioni che hanno sognato con lei il tempo intramontabile e, appunto, gli amori impossibili. La metafora che coniuga l’impareggiabile transito nelle stagioni del tempo con il desiderio di essere catturati e catturare quel destino di continuare ad amare il volto, gli occhi, il corpo di donne per le quali ci siamo sentiti leggeri nelle brughiere o nelle acque tagliate dalle gondole con gondolieri che non si abbandonano alle tristezze ma si lasciano rapire dalle ironie. Questi amori ci lasciano la quieta e la tempesta ed ecco perché continuano ad insistere nella nostra vita – letteratura.</p>
<p>È vero: chi muore giovane il tempo non lo raccoglie. E resta nella sua giovinezza a cantare l’amore e l’inquietudine, l’angoscia e la tristezza, la disperazione e il bisogno di credere ai sogni infiniti e di viverli nella fantasia che chiede sogni e colori.</p>
<p>Il bianco e il rosso erano i suoi colori tanto che sulla sua tomba a Westwood Village Memorial Park Cementery si sono alternati per anni, e forse ancora oggi, fasci di rose rosse e poi rose bianche.</p>
<p>E quel suo sorriso. Marilyn è la giovinezza che resta nel tempo che invecchia e ci invecchia. Ma il suo sorriso sulla sua bocca aveva la carezza della luna. Chi troppo ama troppo perde e i suoi sconvolgimenti si intrecciavano in un tempo che non conosceva quotidiano.</p>
<p>I suoi amori erano le inquietudini. I Kennedy. I fratelli. Tanto si è parlato. Forse adesso fanno girotondo e Marilyn li ha presi per mano per un inarrestabile giro giro girotondo. E con loro c’è pure quel Miller, lo scrittore, il drammaturgo che sposo’ Marilyn nel 1956. E danzano sulla sabbia della luna. Finalmente stanno insieme. Si sono ritrovati per non perdersi più.</p>
<p>Quanti mariti. Almeno tre. Il primo nel 1942. Marilyn aveva soltanto sedici anni. E poi nel 1954 il secondo marito. Era un campione di baseball: Joe Di Maggio. E poi Arthur. Quel Miller già famoso scrittore che tentò di inserire Marilyn nel mondo della cultura ma non ci riuscì. Era fatta di un’altra pasta. Si abbandonava ai sogni, alle fantasie e poi ai sonniferi.</p>
<p>La madre era pazza tanto che al primo matrimonio di Marilyn non le fu concesso di assistere alla cerimonia. Non si seppe mai il nome del padre. La sua paura era quella di fare la fine della signora Gladys Pearl Monroe, cioè la madre di Marilyn.</p>
<p>E poi i suoi desideri si trasformarono in angosce, in inquietudini, in tragedia. C’era sempre una grande inquietudine che covava nel cuore di Marilyn. Una allegria fatta di inquietudine. Come in fondo erano i suoi films. Così anche il suo ultimo film &#8220;Gli spostati&#8221; risalente al 1961, che la vede insieme a Clarke Gable, a Montgomery Clift, a Thelma Ritter. Un film in bianco e nero. Come era stato quello del 1952 dal titolo La tua bocca brucia. Marilyn cominciò la sua carriera posando per un calendario. Le sue foto più belle. La sua giovinezza senza segni. Il segno di un destino. Un viaggio bruciato sull’onda di una grande notorietà. Ma per Marilyn la vita fu passione? O suoi amori furono vera vita?</p>
<p>Mi sono chiesto, spesse volte, se Marilyn non fosse morta come è morta, che cosa sarebbe stato di lei? Sarebbe invecchiata e sul suo viso le tracce del tempo e sulle mani le rughe abbrunate che contano gli anni. Ma così non è stato. E continua a vivere. Con la sua allegria, con la sua calda giovinezza e con gli occhi che guardano il mare.</p>
<p>Con gli occhi belli e disperati che chiedono amore e sono luci in una storia che è divenuta un enigma. Ma senza il mistero, Marilyn sarebbe ancora un mito? Perché continuo a domandami ciò. Perché insisto?</p>
<p>Io sono a Los Angeles per fare altro e non solo per visitare l’America del sogno di Marilyn. Vi ritornerò per il 4 agosto. 1962 l&#8217;anno della sua morte terribile e dolce. &#8220;Verrà la morte e avrà I tuoi occhi&#8230;&#8221;. Agosto&#8230; mese che ricorda la mia infanzia al mare e la scomparsa di Cesare Pavese.  Il mio immenso poeta.</p>
<p>Marylin. Ho negli occhi sempre il suo viso e tra le parole trovo costantemente quelle della mia interprete di origini madrilene: “Qui anche la letteratura porta il nome del mito di Marilyn. Come farà a parlare di letteratura del Mediterraneo senza citare la famosa frase di Marilyn: ‘Perchè non porto biancheria intima? Mi danno così fastidio tutte quelle piegoline’. Lei è uno scrittore e conosce bene le parole ma lei ama la bellezza e i profumi e Marilyn, inconsapevolmente, è anche il suo vocabolario. Le ricordo un altro episodio. Lei in un suo libro cita un profumo. Conoscerà certamente il profumo di Marilyn perché un suo personaggio usa lo stesso profumo di Marilyn, ovvero Chanel n. 5. Marilyn sosteneva che per andare a letto indossa soltanto una goccia di Chanel n. 5. Coincidenze?”</p>
<p>Poi mi guardò e riprese: “Ma so anche che lei non crede alle coincidenze. Non dirò più nulla”. Mi affascina e mi intimidisce sapere che domani dovrò parlare della bellezza nella letteratura nella città di Marilyn. Ho recuperato alcune riflessioni che avevo annotato tra i miei appunti che parlano della bellezza e sapevo, comunque, che giungendo a Los Angeles non mi sarei potuto sottrarre all’alchimia di Marilyn. Trovi foglietti piegati: “Ho sognato la bellezza per lo più a occhi aperti. Ho sognato di diventare tanto bella da far voltare le persone che mi vedevano passare”.</p>
<p>E ancora: “Non voglio essere ricca, voglio essere bellissima”. Ecco perché non smise mai di dire che alla sua morte non doveva mancare il trucco sul suo viso. Aveva timore di invecchiare e di invecchiare cedendo al tempo la sua bellezza.</p>
<p>“Solo gli amori impossibili sono per sempre” scrisse a mo’ di dedica Nantas Salvalaggio al suo libro su Marilyn. Proprio vero. Sottoscrivo, qui da Los Angeles, questa stupenda dedica di uno dei miei pochi amici scrittori al quale ho voluto molto bene.</p>
<p>Resterò a Los Angeles qualche altro giorno per conferenze con gli italiani che vivono qui e per gli americani che hanno desiderio di capire la cultura italiana. Vi ritornerò presto. Qui è nato un mito avvolto tra la bellezza e la morte. Non riesco a ricordare in quale mio romanzo ho citato il profumo di Marilyn. Forse in “Quando fioriscono i rovi”. Già, in quel romanzo in cui la bellezza conosce solo il profumo della giovinezza. Il profumo delle rose rosse e delle rose bianche.</p>
<p>C’è una frase del film &#8220;A qualcuno piace caldo&#8221; del 1959 con Marilyn, Tony Curtis e Jack Lemmon per la regia di Billy Wilder che mi scava nella mente con una impressionante audacia. In un dialogo Zucchero (Marilyn) chiede a Josephine(Tony Curtis) : “Aspetta da molto?” e Josephine risponde: “Non importa quanto si aspetta, ma chi si aspetta”.</p>
<p>Malinconie che ci rapiscono ma che ci fanno fare i conti con noi stessi. E gli amori vissuti e abbandonati, alla fine, ci impongono di fare i conti. Sempre con il tempo. Irraggiungibile come le meteore nelle quali viviamo da giovani. Per uno scrittore diventa sempre più difficile ritrovarsi in questi conti, perché fare i conti, attraverso il racconto e le parole che spingono alla confessione, significa creare uno spazio in quel tempo di ieri e nel tempo della scrittura stessa. Ovvero tra il tempo nel quale si sono vissute le avventure di un esistere e il tempo nel quali ci si trova con le emozioni che dettano, in una indefinibile nostalgia, percorsi di esistenza vissuta.</p>
<p>Non finisce qui il mio viaggio tra le immensità di Los Angeles. Ma resta una città, una grande città. Andare nel tempo dei filamenti sfilacciati è, comunque, restare lungo il fiume della salvezza della memoria. E la letteratura, nella profezia dei solchi traccianti, ci salva perché restituisce brandelli di tempo nell’archetipo delle memorie.</p>
<p>Los Angeles. Marilyn non è soltanto un mito. È emozione. È una giovinezza perduta in un tempo che non tornerà più. Resta tra i miei capelli una goccia di Chanel n. 5. Un profumo che mi accompagna nelle sere di malinconia e di ricordi. Molti anche se cominciano a sfilacciarsi.</p>
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		<title>Pierfranco Bruni guiderà il Progetto sull&#8217;antropologa e filosofa Ida Magli nel Centenario della nascita</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/22/pierfranco-bruni-guidera-il-progetto-sullantropologa-e-filosofa-ida-magli-nel-centenario-della-nascita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=pierfranco-bruni-guidera-il-progetto-sullantropologa-e-filosofa-ida-magli-nel-centenario-della-nascita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2025 11:58:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[centenario nascita]]></category>
		<category><![CDATA[Ida Magli]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/Untitled-design-7.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/Untitled-design-7.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/Untitled-design-7-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Se manca una visione della coscientizzazione culturale del mondo greco, latino e anche giudaico non è possibile creare un’Europa unitaria, ma solo un’Europa monetaria costruita a tavolino”    Pierfranco Bruni&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/22/pierfranco-bruni-guidera-il-progetto-sullantropologa-e-filosofa-ida-magli-nel-centenario-della-nascita/">Pierfranco Bruni guiderà il Progetto sull&#8217;antropologa e filosofa Ida Magli nel Centenario della nascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Se manca una visione della coscientizzazione culturale del mondo greco, latino e anche giudaico non è possibile creare un’Europa unitaria, ma solo un’Europa monetaria costruita a tavolino”    <span style="font-size: 14px; color: #313131;">Pierfranco Bruni</span></p></blockquote>
<p><i>In una conferenza stampa, che si terrà a Roma, verranno annunciati gli studiosi che parteciperanno alla pubblicazione.</i></p>
<p>Affidato a <b>Pierfranco Bruni</b>, esperto di culture del Mediterraneo e scrittore, il Progetto <b>Ida Magli Cento</b>. Cade quest&#8217;anno il centenario della antropologa e filosofa <b>Ida Magli</b> nata il 1925 e scomparsa il 2016. Ida Magli e il Centenario della nascita. Un personaggio che ha saputo raccontare il tempo della modernità nelle crisi costanti. Ha affrontato con molto anticipo le problematiche inerenti l&#8217;Europa. Ha scritto numerosi libri toccando aspetti che vanno dal mito al ruolo della donna nella società occidentale. Li’dea di Europa si forma sulle culture e l’Italia è al centro di queste culture europee e in particolare mediterranee. Se manca una visione della coscientizzazione culturale del mondo greco, latino e anche giudaico non è possibile creare un’Europa unitaria, ma solo un’Europa monetaria costruita a tavolino. In una conferenza stampa, che si terrà a Roma, verranno annunciati gli studiosi che parteciperanno alla pubblicazione.</p>
<p>…..</p>
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<figure class="alignleft size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-50751" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/Pierfranco-Bruni.jpg" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/Pierfranco-Bruni.jpg 635w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/01/Pierfranco-Bruni-300x189.jpg 300w" alt="" width="635" height="399" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Quest’anno con decreto del Ministero della Cultura Mic , è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“. Recente è inoltre l’<em>incarico </em>assegnato sempre dal <strong>Mic</strong> di <strong>Componente della</strong><strong>Giunta</strong> del <strong>Comitato nazionale </strong>per il <strong>centenario</strong> della morte di Eleonora <strong>Duse</strong> (21 aprile 1914 – 21 aprile 2024)  direttore scientifico nazionale del <strong>Progetto Undulna Duse 100 e del Progetto nazionale Manlio Sgalambro a 100 anni dalla nascita. Entrambi indetti dal Mic</strong><br />
@riproduzione riservata</p>
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		<title>Giuseppe Selvaggi a cento anni dalla nascita. Il giornalista poeta calabrese: dal &#8220;Tempo&#8221; al &#8220;Messaggero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jul 2023 20:12:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/F05B3404-6D6B-4D49-A259-55FCD8E638EA-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Un incontro tra scrittori calabresi lungo i fili generazionali che hanno raccontato una terra di paesi tra mari e montagne. Un rapporto, allora, tra corregionali legati da un unico interesse&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Un incontro tra scrittori calabresi lungo i fili generazionali che hanno raccontato una terra di paesi tra mari e montagne. Un rapporto, allora, tra corregionali legati da un unico interesse che è quello del senso di una appartenenza i cui valori di fondo diventano non solo testimonianza ma espressione letteraria. Questo e molto altro nel libro di Pierfranco Bruni  dedicato a Giuseppe Selvaggi,  pubblicato dalla casa editrice Il Coscile. Nel centenario della nascita di Giuseppe Selvaggi, il Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi porterà avanti un progetto su Giuseppe Selvaggi istituendo anche un premio.</em></strong></p>
<p>Giuseppe Selvaggi, Corrado Alvaro e Giuseppe Troccoli. Una Calabria che intreccia vita, storia e letteratura.<br dir="auto" />In una lettera inedita in cui si parla di una Calabria dai piccoli casati e personaggi  che recitano, Corrado Alvaro è tra Giuseppe Selvaggi e Giuseppe Troccoli.<img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-74812" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/lettera-jpg-146278.660x368-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/lettera-jpg-146278.660x368-300x167.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/lettera-jpg-146278.660x368-585x326.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/lettera-jpg-146278.660x368.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br dir="auto" />Un incontro tra scrittori calabresi lungo i fili generazionali che hanno raccontato una terra di paesi tra mari e montagne. Nel centenario della nascita di Giuseppe Selvaggi, nato il 29 agosto del 1923 a Cassano Ionio, Cosenza, morto a Roma il 26 febbraio 2004, si propone una lettera inedita di Troccoli indirizzata proprio a Selvaggi in riferimento a Corrado Alvaro.<br dir="auto" />Infatti in una confessione rilasciata da Giuseppe Troccoli (Lauropoli – Cosenza, 1901 – Firenze, 1962), uno scrittore che ha raccontato il tempo e i paesi del Sud, a Giuseppe Selvaggi, e pubblicata dallo stesso Selvaggi in un articolo apparso su “il Tempo” dei 28 ottobre 1951, si parla della Calabria, di una Calabria che non c’è più ma di una Calabria il cui sentire nostalgico ci porta indubbiamente al tempo dei ricordi. Troccoli aveva pubblicato il libro di racconti dal titolo: &#8220;Lauropoli&#8221;.  <br dir="auto" /><img decoding="async" class=" wp-image-74811 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/20230725_201336.jpg" alt="" width="268" height="389" />Alla domanda di Selvaggi che chiedeva: “Come ha visto il suo paese natale per il romanzo Lauropoli, dalla Toscana?” Troccoli così rispondeva: “in maniera semplicissima: attraverso il ricordo suscitato in me, nel turbine della guerra, per legge di contrasto. Ero sfollato in un paese di montagna e specie dopo l’8 settembre, le notizie tragiche si susseguivano con crescendo pauroso”. Spaccati di storia e di letteratura. un intreccio importante.<br dir="auto" />E ancora Troccoli: “Sedato nel dolore che tutti soffrivano in quei momenti, costretto nei mesi successivi a starmene tappato in casa, trovai conforto e sollievo nel riprendere le pagine dei mio manoscritto, sapendomi con l’animo nell’epoca felice della mia fanciullezza. Così rividi, potrei dire, casa per casa, vicolo per vicolo, il mio paese natale, nei suoi personaggi, nella sua vita quotidiana semplice e molteplice a un tempo nella sua atmosfera tanto più incantata quanto più essa rappresentava un mondo insensibilmente passato per sempre”.<br dir="auto" />La favola della Calabria, vista da Firenze, dava l’immagine di una terra, come lo stesso Selvaggi annota, i cui segni sono mítici, antichi e favolosi. E con la Calabria Troccoli ebbe sempre un dolce rapporto. Oltre ai suoi testi ciò è testimoniato dalla corrispondenza che mantenne proprio con Selvaggi.<br dir="auto" />Ci sono lettere che risalgono al 1939. In una. datata Firenze, 24. 11. 1945, annota scrivendo a Selvaggi: “Andrai in Calabria per Natale? lo sì. Passando per Roma, t’avvertirò se mai ci si possa vedere almeno alla stazione”.<br dir="auto" />Tra Troccoli e Selvaggi ci fu sempre un dialogo molto aperto. Vita e letteratura. Storia ed emozione. Dalle lettere di Troccoli a Selvaggi si può evincere anche lo stato d’animo con il quale il Troccoli lavorava e preparava i suoi libri. Erano rispettosi amici e si stimavamo.</p>
<div id="attachment_74813" style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-74813" class="size-medium wp-image-74813" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/selvaggi-bruni-gasparri-fava-187476.660x368-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/selvaggi-bruni-gasparri-fava-187476.660x368-300x167.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/selvaggi-bruni-gasparri-fava-187476.660x368-585x326.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/selvaggi-bruni-gasparri-fava-187476.660x368.jpg 660w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><p id="caption-attachment-74813" class="wp-caption-text">Selvaggi-Bruni-Gasparri-Fava-</p></div>
<p><br dir="auto" />Un breve epistolario che comunque ci dà la dimensione di un dialogo costante tra due intellettuali e tra due poeti che hanno segnato il corso letterario calabrese di questi anni.<br dir="auto" />In un passo di una lettera datata Firenze 3. 12. 1945 si legge: “Spero rivederti a Roma al più presto. Mandami, per piacere, il recapito preciso di Alvaro, che mi saluterai alla prima occasione. (… ) lo sono intento all’ultima revisione dei miei manoscritti: Verga (studio) e L’ombra che nella mente posso (liriche)”.<br dir="auto" />In una dedica al Purgatorio dantesco Troccoli incide: “A Giuseppe Selvaggi, con affetto di compaesano e di amico”.<br dir="auto" />Era il 1951. Il sentimento di appartenenza è certamente un valore. Un valore forte che passa attraverso il recupero di quel tempo perduto che si fa identità.<br dir="auto" />In Selvaggi, appunto, Troccoli trovava quella “paesanità” che lo portava alle sue origini, alle sue radici, al suo mondo dell’infanzia e della fanciullezza.<br dir="auto" />Sempre nell’articolo dei 1951 (apparso su “il Tempo”) Selvaggi annotava, riferendosi a Lauropoli e in particolare ai personaggi che vi campeggiano, delle sottolineature che hanno un senso non solo letterario: “Tutte queste figure sono la Calabria , è fatta così la Calabria : un ammasso di figure umane contorte dalla miseria, dalla superstizione, dalla vanità dei piccoli casati paesani, dal dolore accumulato in secoli di rinunzie, contorte dalla necessità di andare lontano (…)”.<br dir="auto" />E ancora è importante questo inciso di Selvaggi al mondo di Troccoli, che era lo stesso mondo di Selvaggi: “i calabresi nel mondo: quegli esuli che siamo tutti noi fuori dalla Calabria, che con una rapidità assimiliamo quello che nelle altre regioni troviamo di utile alla nostra affermazione di uomini. Nasce così quello stacco evidente che un calabrese riesce a produrre nella propria vita e negli usi con un semplice viaggio oltre i monti della Lucania”.<br dir="auto" />Un rapporto, allora, tra corregionali legati da un unico interesse che è quello del senso di una appartenenza i cui valori di fondo diventano non solo testimonianza ma espressione letteraria. Un rapporto, inoltre, anche tra due generazioni. Generazioni che hanno vissuto l’età della diaspora e hanno raccontato il dolore della separazione, un dolore che si è fatto consapevolezza ma anche mistero.<br dir="auto" />Ho parlato di questo e di altro, in riferimento a Giuseppe Selvaggi, in un libro edito alcuni fa e pubblicato dalla casa editrice Il Coscile. Come Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi porteremo avanti un progetto su Giuseppe Selvaggi istituendo anche un premio.<br dir="auto" />Selvaggi, giornalista del &#8220;Tempo&#8221;, del &#8220;Messaggero&#8221;, del &#8220;Giornale d&#8217;Italia&#8221;, incontrò Alvaro a Roma negli anni Quaranta del &#8216;900. Fece una delle sue prime interviste ad Alvaro nel 1945.<br dir="auto" />In Selvaggi il tempo della poesia resta sempre il tempo del viaggio.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-74814" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/Pierfranco-Bruni-1-300x264-1.jpg" alt="" width="223" height="196" />Pierfranco Bruni è nato in Calabria, terra a cui è profondamente legato, ma vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Antropologo, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e raffinato stile linguistico Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente alla Sapienza Università di Roma ed ha aapprondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.</p>
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		<title>Luciano Salce, il Centenario dalla nascita. Omaggio al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/27/luciano-salce-il-centenario-dalla-nascita-omaggio-al-museo-etrusco-di-villa-giulia-a-roma/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=luciano-salce-il-centenario-dalla-nascita-omaggio-al-museo-etrusco-di-villa-giulia-a-roma</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 04:15:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centenario nascita]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Salce]]></category>
		<category><![CDATA[Mostre]]></category>
		<category><![CDATA[museo di Villa Giulia]]></category>
		<category><![CDATA[Rima]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/494BED53-3A83-4BFC-BCF6-777E8144C581.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/494BED53-3A83-4BFC-BCF6-777E8144C581.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/494BED53-3A83-4BFC-BCF6-777E8144C581-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/494BED53-3A83-4BFC-BCF6-777E8144C581-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Luciano Salce il 25 settembre, avrebbe compiuto, cento anni. Attore, regista, sceneggiatore, commediografo, paroliere, conduttore radiofonico e televisivo, Luciano Salce una delle figure più multiformi della cultura italiana, sarà ricordato da una&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Luciano Salce il 25 settembre, avrebbe compiuto, cento anni. Attore, regista, sceneggiatore, commediografo, paroliere, conduttore radiofonico e televisivo, Luciano Salce una delle figure più multiformi della cultura italiana, sarà ricordato da una esposizione contenitore di una serie di eventi. In collaborazione con ETRU e Centro Sperimentale di Cinematografia, dal 6 al 27 ottobre al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma: Mostra Luciano Salce: L&#8217;Ironia è una cosa seria &#8211; Edizione Centenario. Il programma </em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>Il 25 settembre Luciano Salce avrebbe compiuto cento anni. In occasione dell’anniversario, una serie di iniziative ricorderà una delle figure più multiformi della cultura italiana del Novecento, capace di spaziare in ogni forma di spettacolo con un talento smisurato celato dietro l’ironia.</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-47768 alignnone" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-300x290.jpg" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-300x290.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce.jpg 538w" alt="" width="300" height="290" /></figure>
</div>
<p>Tali iniziative ruoteranno attorno alla <strong>Mostra Luciano Salce, L’ironia è una cosa seria – Edizione Centenario, </strong>curata dal figlio dell’artista, Emanuele Salce insieme ad Andrea Pergolari organizzata dal 6 al 27 ottobre dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, dal Centro Sperimentale di Cinematografia dal Centro Sperimentale di Cinematografia e da Sycamore T Company, con il patrocinio di Roma Capitale e l’Accademia d’Arte Drammatica, il supporto di Fondazione Cinema per Roma, Rai Teche e Istituto Luce/Cinecittà. La Mostra fa da contenitore a una serie di eventi tra cui il Primo Convegno dedicato all’artista, una serata dedicata alle donne del suo cinema e due proiezioni con approfondimenti sulle pellicole</p>
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<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-47766" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-587x1024.jpg" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-587x1024.jpg 587w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-172x300.jpg 172w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-768x1339.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-881x1536.jpg 881w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-1175x2048.jpg 1175w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-scaled.jpg 1468w" alt="" width="283" height="493" /></figure>
</div>
<p>Tra i colonnati, il giardino e il ninfeo del Museo Etrusco di Villa Giulia, la Mostra prenderà forma con la sua combinazione di lettere, articoli, il diario privato degli anni dell’Accademia d’Arte Drammatica, i materiali d’archivio dell’Istituto Luce/Cinecittà, filmati da Rai Teche, e soprattutto i documenti provenienti dall’Archivio Salce, conservati al Centro Sperimentale presso la Biblioteca Luigi Chiarini, e moltissime immagini dell’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale.</p>
<p>Parallelamente alla Mostra si svolgeranno una serie di incontri e proiezioni collaterali nella Sala della Fortuna del Museo Etrusco di Villa Giulia: un <strong>convegno di studi </strong>(5-6 ottobre), il primo in Italia,moderato da<strong> Mario Sesti</strong> e dedicato a ogni aspetto della multiforme produzione artistica di Salce, con interventi fra gli altri di <strong>Valerio Caprara</strong>, <strong>Franco Cordelli</strong>, <strong>Steve Della Casa</strong>, <strong>Laura Delli Colli</strong>, <strong>Rocco Moccagatta</strong>, <strong>Guido Vitiello, Christian Uva</strong>; un <strong>approfondimento </strong>specifico (11 ottobre), moderato da<strong> Andrea Pergolari</strong>, sulla partecipazione a uno dei filoni di maggior successo degli anni ’60, <strong>la commedia a episodi</strong>, di cui verranno analizzati origini, temi, personaggi; una <strong>serata all’insegna del Brasile </strong>(25 ottobre) con la proiezione dei due film girati nel paese sudamericano da Salce, ai suoi esordi, <em>Uma pulga na balança</em> e <em>Floradas na serra</em>, in versione originale con sottotitoli in italiano; <strong>un incontro conclusivo </strong>(27 ottobre), moderato da <strong>Marco Giusti</strong>, con una straordinaria reunion delle sue attrici: <strong>Enrica Bonaccorti</strong>, <strong>Barbara Bouchet</strong>, <strong>Maria Grazia Buccella</strong>, <strong>Orchidea De Santis</strong>, <strong>Gabriella Giorgelli</strong>, <strong>Eleonora Giorgi</strong>, <strong>Anna Mazzamauro</strong>.</p>
<p><a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/2022/09/26/luciano-salce-1922-2022-il-centenario-dalla-nascita-alla-casa-del-cinema-di-roma-presentazione-degli-eventi-il-28-settembre/">L’evento sarà presentato in anteprima il <strong>28 settembre alle ore 19.00</strong> presso la <strong>Casa del Cinema di Roma</strong>,</a> alla presenza dei curatori della mostra, del Conservatore della Cineteca Nazionale <strong>Alberto Anile e </strong>dei referenti di enti istituzionali coinvolti e dialtri ospiti. A seguire verrà proiettata la <strong>versione restaurata de <em>La voglia matta </em>(1962)</strong>, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia; il film è stato restaurato da CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Compass Film S.r.l. che ha messo a disposizione i negativi scena e colonna.</p>
<div class="wp-block-image is-style-rounded">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-47788" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce2-1024x710.jpg" sizes="(max-width: 321px) 100vw, 321px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce2-1024x710.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce2-300x208.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce2-768x533.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce2.jpg 1443w" alt="" width="321" height="222" /></figure>
</div>
<p>Tutto per raccontare una carriera proteiforme e autoironica come strumento per governare un’esistenza non facile: oltre quarant’anni senza mai dimenticare la passione per la scrittura, drammaturgica e narrativa, vissuti con la ritrosia pungente di un uomo fuori dagli schemi. Una figura che lega la Seconda Guerra Mondiale, i campi di prigionia in Germania, l’Accademia d’Arte Drammatica e Cinecittà, la televisione e la radio, Vittorio Gassman e Luigi Squarzina, Franca Valeri e i Gobbi, Ugo Tognazzi e Antonello Falqui, Mina e Monica Vitti, Paolo Villaggio e Fantozzi…</p>
<p><strong>LUCIANO SALCE 1922/2022 – IL CENTENARIO</strong></p>
<p>Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia</p>
<p>Piazzale di Villa Giulia 9 Roma</p>
<p>dal 6 al 27 ottobre 2022</p>
<p>Orari: dalle ore 10 alle ore 19. Chiusa il 14 ottobre e tutti i lunedì</p>
<p>La Mostra è inclusa nel costo del biglietto d’ingresso ai Giardini di Villa Giulia (4 euro)</p>
<p>Proiezioni a ingresso gratuito</p>
<p>Una mostra a cura di Emanuele Salce e Andrea Pergolari</p>
<p>Ideazione Scenografica: Marianna Sciveres ed Enrico Serafini</p>
<p>Ufficio stampa: Rocchina Ceglia</p>
<p>Produzione: Sycamore T Company</p>
<p>Web: <a href="http://www.lucianosalce.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.lucianosalce.it</a> e <a href="https://www.museoetru.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.museoetru.it/</a></p>
<p>Fb: Luciano Salce: l’ironia è una cosa seria</p>
<p>Mail: mostralucianosalce@gmail.com</p>
<p><strong>MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA</strong></p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/27/luciano-salce-il-centenario-dalla-nascita-omaggio-al-museo-etrusco-di-villa-giulia-a-roma/">Luciano Salce, il Centenario dalla nascita. Omaggio al Museo Etrusco di Villa Giulia a Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Roma.  Al Pigneto la videoinstallazione di Matteo Casilli: Pasolini100</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Feb 2022 20:50:58 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="1872" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29.jpeg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-192x300.jpeg 192w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-656x1024.jpeg 656w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-768x1198.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-985x1536.jpeg 985w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-1170x1825.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-585x913.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Lo sguardo di Pasolini di nuovo sul Pigneto All’interno del programma delle celebrazioni del Centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, sarà presentato il progetto installativo Pasolini100 di Matteo Casilli,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/02/25/roma-al-pigneto-la-videoinstallazione-di-matteo-casilli-pasolini100/">Roma.  Al Pigneto la videoinstallazione di Matteo Casilli: Pasolini100</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1200" height="1872" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29.jpeg 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-192x300.jpeg 192w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-656x1024.jpeg 656w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-768x1198.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-985x1536.jpeg 985w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-1170x1825.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/02/155B37F6-1AA8-49E3-9AA5-86F2CBA8DE29-585x913.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p><p><em><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Lo sguardo di Pasolini di nuovo sul Pigneto</span></em></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">All’interno del programma delle celebrazioni del Centenario della nascita di Pier Paolo Pasolini, sarà presentato il progetto installativo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Pasolini100</strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Matteo Casilli</strong>, accompagnato da un testo di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Federica Tardani</strong> e con il patrocinio del <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Municipio V- Roma Capitale</em>. </span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Il video dell’installazione sarà visibile sul canale youtube dell’artista <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">dal giorno 2 marzo 2022</strong>, data di apertura delle celebrazioni del Centenario.</span><br />
<a href="https://melaseccapressoffice.us17.list-manage.com/track/click?u=15d7731e1ea3a7099135ee769&amp;id=19f5be415c&amp;e=aab35778a9" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://melaseccapressoffice.us17.list-manage.com/track/click?u%3D15d7731e1ea3a7099135ee769%26id%3D19f5be415c%26e%3Daab35778a9&amp;source=gmail&amp;ust=1645881774639000&amp;usg=AOvVaw1iftBMVF52B07Wv97sy2mE"><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">https://www.youtube.com/c/<wbr />MatteoCasilli/videos</span></a></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">“Via Fanfulla Da Lodi è un frammento di Roma che mostra la vera Roma di PPP. Il progetto di Matteo Casilli dedicato a Pier Paolo Pasolini, in occasione dei 100 anni dalla nascita dello scrittore e regista, muove da una commistione di ritrovamenti e ce ne restituisce forte l&#8217;eco: rivivere un incontro profondo e lontano nella piena originalità del luogo che lo ha ospitato la prima volta. Matteo Casilli (Roma, 1983), artista e fotografo estremamente attento nel catturare da anni l’intensità degli sguardi che si trovano oltre il suo obiettivo, ritrova la terrazza del famoso bar del film d’esordio di Pasolini, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Accattone </em>(1961), sulla quale poggia un ritratto del regista che traduce in un’immagine fotografica in vettoriale su carta, estesa fino a coprire una superficie di 4 x 5 m. </span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Una ripresa aerea ci dà la possibilità di vedere lo sguardo di Pasolini rivolto verso il cielo di Roma e di nuovo in contatto con il luogo dove abbiamo visto nascere la sua “cinematografia sgrammaticata”, come lui stesso la definiva. Un omaggio potente e delicato. Senza dubbio un progetto appassionato alla “piccola grandiosità”di una certa Roma, a quell&#8217;universo che nel film emerge dalle tonalità di un bianco e nero dai forti contrasti, dalle pose fisse, dai primi piani intensi, e nell’installazione di Casilli è tradotto sottolineando i lineamenti forti di Pasolini con lievi note di colore in contatto con le ombre della borgata romana, nella quale vive oggi lo stesso fotografo. L’intervento di Casilli al Pigneto ci dà il privilegio di rivivere l’originarietà di un incontro che ha iniziato la storia della cinematografia pasoliniana, nella messa a fuoco, nella delineazione e nella moltiplicazione di ogni suo dettaglio.” (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">testo critico di Federica Tardani</em>)</span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">“<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Lo sguardo di Pasolini è rimasto sul Pigneto, che lui per primo ha visto e &#8220;inventato&#8221; letterariamente. Si tratta oggi di proteggere e adattare al presente quell&#8217;acume, quella freschezza. Di rendere arte viva alla sua arte, con riconoscenza e nuovi sguardi, come fa qui Matteo Casilli.</em>” (Nadia Terranova &#8211; scrittrice) </span></p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="14">Matteo Casilli</strong> nasce a Roma nel 1983. Dopo aver conseguito la Laurea in Lettere e Filosofia, si diploma nel 2009 presso la &#8220;Scuola Romana di Fotografia”. La sua fotografia è focalizzata sulla presentazione di suggestivi ritratti umani, per sottolineare la psicologia umana che tanto lo affascina. Il suo è uno sguardo delicato e mai invadente. I soggetti che sceglie sono pensosi e sognanti, soggetti che sembrano celare qualche impercettibile segreto. Tra le sue maggiori collaborazioni fotografiche spiccano quelle con Oliviero Toscani, nella realizzazione del libro &#8220;Firenze Santo Spirito&#8221; e di Terry Richardson nel suo periodo newyorkese. Matteo ha esposto in numerose mostre collettive, nazionali ed internazionali. Ha inoltre pubblicato nel 2016 il libro &#8220;MUSICIAN&#8221; dove ha raccontato con una serie di ritratti in bianco e nero la nuova generazione di musicisti emergenti e nel 2019 il libro “ROMA PIGNETO” dove ha immortalato, attraverso ritratti, le personalità più rappresentative del quartiere Pigneto. </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/02/25/roma-al-pigneto-la-videoinstallazione-di-matteo-casilli-pasolini100/">Roma.  Al Pigneto la videoinstallazione di Matteo Casilli: Pasolini100</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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