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	<title>centenario Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il centenario della nascita di Yukio Mishima: Intrecciandolo con Pirandello, dall&#8217;eroica disciplina alla confessione della maschera tragica</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/01/17/il-centenario-della-nascita-di-yukio-mishima-intrecciandolo-con-pirandello-dalleroica-disciplina-alla-confessione-della-maschera-tragica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-centenario-della-nascita-di-yukio-mishima-intrecciandolo-con-pirandello-dalleroica-disciplina-alla-confessione-della-maschera-tragica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 13:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2048" height="1891" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068-300x277.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068-1024x946.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068-768x709.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068-1536x1418.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068-1920x1773.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068-1170x1080.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/01/IMG_6068-585x540.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></p>
<p>Si è sempre dentro il viaggio di Uno, nessuno e centomila perché si resta dei viandanti senza dimora. Perche’ ho voluto tratteggiare il centenario di Mishima  collegandolo  a Pirandello? Perché&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/01/17/il-centenario-della-nascita-di-yukio-mishima-intrecciandolo-con-pirandello-dalleroica-disciplina-alla-confessione-della-maschera-tragica/">Il centenario della nascita di Yukio Mishima: Intrecciandolo con Pirandello, dall&#8217;eroica disciplina alla confessione della maschera tragica</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Si è sempre dentro il viaggio di Uno, nessuno e centomila perché si resta dei viandanti senza dimora. Perche’ ho voluto tratteggiare il centenario di Mishima  collegandolo  a Pirandello? Perché si vive di maschere. Ogni maschera ha i suoi segreti e la sua confessione che nascono dalle ombre della vita”</p></blockquote>
<p>di Pierfranco Bruni</p>
<p>Si vive nella intermittenza delle confessioni. Tra la vita e la morte. Quando la confessione diventa una maschera il dato è già lanciato.<br />
Ma cos&#8217;è la maschera? Ciò che Mishima  sottolineó: &#8220;Nonostante avessi il cuore colmo d&#8217;inquietudine e d&#8217;una pena indicibile, atteggiai la faccia a un sorriso sardonico, sfrontato&#8221;.</p>
<p>L&#8217;inquietudine e il  volto. Il volto si specchia nello specchio o nell&#8217;anima?  Mishima resta il centro dell&#8217;esistente nell&#8217;abbaglio dell&#8217;esistere. O si va oltre? Siamo al centenario della nascita di Yukio Mishima (1925 &#8211; 1970). Uno scrittore soltanto? Non direi. È molto altro.</p>
<p>In &#8220;Lezioni per giovani samurai&#8221; scrisse: &#8220;Generalmente s&#8217;inizia a dedicarsi all&#8217;arte dopo aver vissuto. Ho l&#8217;impressione che a me sia accaduto il contrario, che io mi stia dedicando alla vita dopo avere iniziato la mia attività artistica&#8221;. È  certo che è altro. È anche linguaggio. Perché le epoche delle lingue costruiscono le epoche della letteratura in un parametro metaforico che può leggersi sia attraverso i segni estetici sia grazie ad una interpretazione che è, puramente, semantica. Penso a Luigi Pirandello.</p>
<p>In Luigi Pirandello è come se si intrecciassero i linguaggi, che nascono in quel mondo mediterraneo, arabo – islamico, che è la sua Girgenti e si fa, comunque, senso del tragico che diventa estetica della ricerca del personaggio. Il personaggio uomo diventa il personaggio maschera.</p>
<p>La maschera, nel suo mondo greco, è persona. Ma è anche l’incipit della teatralizzazione che si ascolta non soltanto nel teatro definito tale, bensì anche nella sua poesia o, meglio, nella sua espressione di un linguaggio in versi. Il teatro è una religiosa pazienza che vive la persona, che è assorbita dalla maschera, che è impregnata di solitudine.</p>
<p>Ma il mondo orientale di Mishima gli eroici fatti diventano i personaggi nati dal senso eroico. Già è proprio così in &#8220;La voce degli spiriti eroici&#8221;: &#8220;Nel mare che circonda il Giappone circola ancora il sangue. Il sangue versato da schiere di giovani forma il nucleo delle maree. Non l&#8217;avete mai veduto? Noi lo distinguiamo chiaramente sulla superficie, nelle notti di luna. Il sangue versato invano tinge i neri flutti. Ondeggia una rossa corrente, vaga intorno a queste piccole isole ululando tristemente come una belva&#8221;.</p>
<p>Credo che in Mishima  tutto sia vita.</p>
<p>In Pirandello è teatro. Capiamoci. Non mi riferisco al teatro considerato come rappresentazione teatrale tradizionale con un suo scenario e una sua ribalta e un suo pubblico. La teatralità, in Pirandello, è data dal linguaggio che cerca il personaggio e anche dalla funzione del personaggio, che ha bisogno della parola e delle forme per restare maschera fino in fondo.</p>
<p>La “confessione di una maschera”, ben identificata di Yukio Mishima, diventa in Pirandello ciò che Maria Zambrano ha chiamato “confessione come genere letterario”. La confessione di Pirandello è la traducibilità dell’assurdo di Ionesco, ma anche di Empedocle, suo conterraneo, che ha dettato la tragicità del linguaggio nella visione moderna del rapporto tra vita e morte.</p>
<p>Un sistema di idee che viene assunto dalla letteratura tradizionalista che va da Drieu La Rochelle a  Robert Brasillach sino a toccare la singolarità di Giuseppe Berto. Il teatro, per non smentire Diego Fabbri, ha sempre una profondità religiosa perché in esso il teatro della vita è il teatro del limite, ovvero della morte anche se, per sottolineare la Zambrano, “L’istante immediato lascia intravedere l’aldilà”.</p>
<p>In fondo i &#8220;Sei personaggi in cerca d’autore&#8221; sono l’interferenza del vuoto nella rappresentatività del reale e dell’assurdo della maschera – persona. Perché la maschera è persona.</p>
<p>Tutto questo trova in Mishima il senso di morte che nasce dalla decadenza della storia e della supremazia del futile. Infatti  in Mishima si legge: &#8221; Il mondo di certo finirà in rovina, però prima che ciò avvenga per alcuni attimi si materializzeranno splendide movenze che in un altrettanto breve intervallo scompariranno&#8221; (da &#8220;La casa di Kyōko&#8221;).</p>
<p>La cultura orientale è cultura dell’impassibile legame tra la verità, che non corrisponde alla realtà, e la menzogna, che non corrisponde alla bugia.</p>
<p>E in Occidente?</p>
<p>Antonio Machado, in alcuni versi, è come se “descrivesse” il destino di Mattia Pascal o di Enrico IV o di Pirandello stesso quando recita: “Si mente più del previsto per mancanza di fantasia: anche la verità si inventa”.</p>
<p>Certo, per Pirandello la fantasia è una verità, ma quella verità pirandelliana non solo resta un “gioco delle parti”, piuttosto si fa impossibile menzogna perché è il sogno che intrappola il senso tragico della vita che si respira nella complicata solitudine dei personaggi.</p>
<p>In Mishima la solitudine è deserto d&#8217;anima che bisogna colmare con il vento e il naufragio, il naufrago e il coraggio del naufrago perché &#8220;Solo gli uomini sono davvero capaci di rinunciare a tutto ciò che posseggono&#8221; (da &#8220;L&#8217;amore dell&#8217;abate di Shiga&#8221;).</p>
<p>In Pirandello c’è sempre un essere “nati a metà”. Ovvero, i personaggi tra l’essere maschera e l’essere persona sembrano vivere una favola, un senso tragico nella favola. Si pensi il sonaglio del berretto o &#8220;Liolà&#8221;  o alcuni versi di &#8220;Mal giocondo&#8221;.</p>
<p>Pirandello accoglie i personaggi che si agitano come fantasmi nel suo essere viandante nelle confessioni. Bene ha sottolineato ancora Maria Zambrano nel sostenere: “Aver dato accoglienza ai personaggi della favola dell’eterna favola nella tragedia dell’essere uomini, nient’altro che uomini, cioè essere nati a metà”. Si è sempre dentro il viaggio di Uno, nessuno e centomila perché si resta dei viandanti senza dimora. Si può vivere come “giganti della montagna” e non capire che si è tutti dei personaggi mancanti di una presenza o personaggi della mancanza?</p>
<p>In &#8220;Si gira&#8221; e poi con il titolo &#8220;Quaderni di Serafino Gubbio operatore&#8221; (1915 e poi 1925) si legge: “&#8230;l’uomo… può sfuggire all’eterno tormento dell’insaziabilità solo a patto che sappia estraniarsi dalla vita, guardandola dal di fuori”. Forse il Pirandello che abbiamo cercato nelle nostre sere di inquietudine era custodito nella verità dell’insaziabile.</p>
<p>Costantemente contemporaneo?</p>
<p>Certamente contemporaneo perché supera la storia e il suo “teatro” si infrange ai piedi della montagna sacra che è il tragico ineluttabile.</p>
<p>Mishima ci ha insegnato: “La vita è una danza nel cratere di un vulcano: erutterà, ma non sappiamo quando”. Pirandello non ha forse vissuto su questo palcoscenico?</p>
<p>Tale palco – scenico non è una verità o la verità, non è neppure una finzione o la finzione. È semplicemente la maschera. Non una maschera che costruiamo giorno dopo giorno, ma la maschera che ci è stata consegnata nel momento in cui siamo nati.</p>
<p>Il destino? Chiamiamola “danza” come dice Mishima con il sublime dell’alchimia.</p>
<p>Non tutti riescono a mantenere la danza con un passo tra il silenzio e la solitudine, perché se le maschere ci inseguono è difficile, in questa contemporaneità smarrita tra le allodole della memoria e l’ambiguità del moderno, poter vivere con dei volti: “… incontrerai tante maschere e pochi volti…” (Luigi Pirandello).</p>
<p>Ci è dato vivere un linguaggio che è furtivo, rubato alle radici, lacerato nel presente, definito nel dolore, eppure anche recitando a soggetto restiamo inevitabilmente dentro la nostra verità. Ed è così che la maschera si confessa e cerca di uscire dallo specchio per mostrarsi con il suo volto anche se “non si sa come” (da &#8220;Non si sa come&#8221;, dramma rappresentato nel 1934 e poi nel 1935).</p>
<p>In Mishima questo sancisce il fatto che &#8220;Le cose perdonabili sono, in verità, pochissime&#8221;, perché</p>
<p>&#8220;Come tutti sanno, il sapore della gloria è amaro&#8221; (da &#8220;Il sapore della gloria).</p>
<p>Perche ho voluto tratteggiare il centenario di Mishima con l&#8217;intrecciarlo a Pirandello? Perché si vive di maschere. Ogni maschera ha i suoi segreti e la sua confessione che nascono dalle ombre della vita. Ovvero Mishima ebbe a scrivere in &#8220;Colori proibiti&#8221;: &#8220;Quando pensiamo all&#8217;altrui felicità, affidiamo agli altri, e sogniamo a nostra insaputa, una nuova forma di realizzazione dei nostri desideri e ciò può renderci più egoisti di quando pensiamo alla nostra felicità personale&#8221;.</p>
<p>In &#8220;Mishima o la visione del vuoto&#8221; Marguerite Yourcenar scrisse: &#8220;Ci sono due specie di esseri umani: quelli che allontanano la morte dai loro pensieri per vivere meglio e più liberamente, e quelli che, al contrario, si sentono più vivi e saggi in quanto la spiano in ogni segnale che essa invia loro attraverso le sensazioni del loro corpo o le fatalità del mondo esterno. Queste due diverse mentalità non si amalgamano. Ciò che gli uni chiamano morbosa mania è per gli altri eroica disciplina&#8221;. A questa eroica disciplina appartiene Mishima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><img decoding="async" class="size-thumbnail wp-image-4345 alignleft lazyloaded" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/02/Pierfranco-Bruni.2-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" data-src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/02/Pierfranco-Bruni.2-2-150x150.jpg" />Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria.<br />
Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali, presidente del Centro Studi “Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.<br />
Nel 2024 Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.<br />
Per il Ministero della Cultura è attualmente:</p>
<p>• presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>• presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>• segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.<br />
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse”, presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con libri su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e la linea narrativa e poetica novecentesca che tratteggia le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.<br />
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale campeggia un percorso sulle matrici letterarie dei cantautori italiani, ovvero sul rapporto tra linguaggio poetico e musica. Un tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>INTERVISTA A PIERFRANCO BRUNI, PRESIDENTE DEL COMITATO NAZIONALE PER LE CELEBRAZIONI DEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI MANLIO SGALAMBRO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Sep 2024 04:23:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[filosofia]]></category>
		<category><![CDATA[Manlio Sgalambro]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3986.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3986.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3986-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/09/IMG_3986-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>La Filosofia che non offre risposte, ma a ogni domanda innalza una lingua di fuoco nelle nostre coscienze ci libera dalle paure e dai feticci&#8230; Manlio Sgalambro con il Comitato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/09/16/intervista-a-pierfranco-bruni-presidente-del-comitato-nazionale-per-le-celebrazioni-del-centenario-della-nascita-di-manlio-sgalambro/">INTERVISTA A PIERFRANCO BRUNI, PRESIDENTE DEL COMITATO NAZIONALE PER LE CELEBRAZIONI DEL CENTENARIO DELLA NASCITA DI MANLIO SGALAMBRO</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Filosofia che non offre risposte, ma a ogni domanda innalza una lingua di fuoco nelle nostre coscienze ci libera dalle paure e dai feticci&#8230; Manlio Sgalambro con il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita del Ministero della Cultura.<br />
Pierfranco Bruni</p>
<p><iframe  id="_ytid_34479"  width="1170" height="658"  data-origwidth="1170" data-origheight="658" src="https://www.youtube.com/embed/MdKCiFg9Jfg?enablejsapi=1&#038;autoplay=0&#038;cc_load_policy=0&#038;cc_lang_pref=&#038;iv_load_policy=1&#038;loop=0&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;playsinline=0&#038;autohide=2&#038;theme=dark&#038;color=red&#038;controls=1&#038;disablekb=0&#038;" class="__youtube_prefs__  epyt-is-override  no-lazyload" title="YouTube player"  allow="fullscreen; accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen data-no-lazy="1" data-skipgform_ajax_framebjll=""></iframe></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15"><b>Intervista di Rosaria Scialpi</b><br />
Con il </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">DM</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> del</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> 26 febbraio 2024</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è stato istituito il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Manlio Sgalambro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sgalambro </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">(Lentini, 9 dicembre 1924 – Catania, 6 marzo 2014)</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è stato uomo assai poliedrico, tanto da abbracciare l’arte in tutte le sue forme, passando dalla critica alla poesia, dalla scrittura saggistica a quella dei testi musicali, dal cantautorato agli aforismi. Tuttavia, egli è ricordato principalmente per avere dato un significativo apporto alla filosofia contemporanea.</span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Una figura sicuramente particolare e soprattutto fieramente indipendente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> che</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> però</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> oggi è spesso dimenticata. Per questo e per conoscere meglio la figura di Sgalambro, si è scelto di intervistare Pierfranco Bruni, Presidente del comitato sopra citato.</span></span></p>
<p class="s3"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Professor Bruni, è </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">possibile tracciare, a suo parere, una linea, un itinerario, nella storia della filosofia e del pensiero che comprenda Sgalambro e lo oltrepassi? In altre parole: nel solco di quale tradizione inscriverebbe, se possibile, l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">opera e il lavoro di Sgalambro e dove ritiene che, ancora oggi, lo si possa collocare, dove risiede la sua attualità?</span></span></b></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Manlio Sgalambro è un filosofo che nasce dentro la poesia. In quella greca ma anche medievale sicula. Non bisogna trascura</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">re </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">questo particolare e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">piccolo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> elemento. Il superamento di Epicuro lo avvicina a Eraclito. Ma in mezzo c</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">è il suo Gorgia viandante popolare che lascia però la caverna. Socratico? Non direi. Platonico non so. Aristotelico forse</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> ma a puntate alterne. Sgalambro sostanzialmente in un certo contesto è la sintesi di un legame che vuole l</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">empatia con la poesia ma anche la contraddizione. Abita per formazione la contraddizione ma il suo viaggio è dentro il concetto di tempo diviso tra Plotino e Agostino. È certo che il Paolo di Tarso lo aveva posto in crisi. Si avvicina così a Spinoza a Leibniz e in parte a Cartesio nella implosione tra il sono e l</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">essere. Però il suo pensare si im</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">patta</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> con Vico. Qui arriva il cortocircuito. Come molti filosofi. Si pensi a Gentile. È certo che non è un filosofo dentro la fenomenologia. Il paradosso che crea è con il superato ma sempre presente Kant. Certo che Hegel almeno nella prima stagione e secondo tempo è distante. Poi saranno Schopenhauer e Nietzsche che domineranno sino a Cioran</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Da non dimenticare che è un  </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">disistematico</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> pur restando in quegli studi del tragico e anche pensieri orientali di Schopenhauer.</span></span></p>
<p class="s7"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Schopenhauer</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> in </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il mondo come volontà e rappresentazione</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> si confrontò anche con il tema della musica, sulla quale dichiarò:</span></span></b></p>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">«La musica è dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">intera volontà oggettivazione e immagine, tanto diretta com</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è il mondo; o anzi come sono le idee: il cui fenomeno moltiplicato costituisce il mondo dei singoli oggetti. La musica non è quindi affatto, come le altre arti, l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">immagine delle idee, bensì immagine della volontà stessa, della quale sono </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">oggettità</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> anche le idee.»</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ora, come molti sapranno, fra Sgalambro e il cantautore Battiato vi fu un lungo sodalizio e il filosofo fu anche autore di alcuni suoi testi, fra cui ricordiamo </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">La cura</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">.<br />
</span></span></p>
<p class="s9"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Come riassumerebbe il rapporto fra Sgalambro e la musica? Crede che l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">avere scelto come maestro Schopenhauer abbia influito sulla sua produzione musicale e sul suo pensiero?</span></span></b></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La musica è Wagner perché è Nietzsche oltre la sua passione per Schopenhauer. Il mondo tedesco infatti è dentro Sgalambro. La filosofia è greca e tedesca. Pur non facendo mai una distinzione tra leggera e pesante. Nei suoi saggi sulla musica lo dice chiaramente</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> tanto che crea una </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">teoria della canzone</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. Qui, nel suo ricercare nella cultura tedesca, che incontra Battiato e con lui tutto un modello che è nella civiltà persiana. La poesia e la gestualità dei </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">dervishi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">: </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">è una magia alchemica. </span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ha lavorato moltissimo in questo campo. Con Battiato ha trovato l</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">espressività. La parola che è musica è diventata immaginario attraverso le note</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">, p</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">erò intreccia canzone popolare e canzone sommersa. In Sgalambro non c</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">è solo Battiato ma anche Franco Califano.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ci sono entrambi. </span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Certo, </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">“</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">La cura</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">”</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> è il testo che ha dato una certa notorietà. Battiato con l</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">esplosione di un tono barocco e Sgalambro con la raffinatezza ed eleganza del linguaggio. Ci dimostra sostanzialmente come è mutata la cultura filosofica.<br />
Un filosofo che apre la filosofia alla comparazione. È un percorso affascinante ma che deve farci riflettere attentamente su come cambiano anche i modelli filosofici. Dici filosofico. Non della storia della filosofia. Sono due aspetti completamente diversi. Sgalambro da filosofo è anche letteratura e antropologia. Ecco perché il suo interesse per la musica è nel nostro tempo focale anche se non unico</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span></p>
<p class="s7"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Perché si è avvertita la necessità di un comitato nazionale di studi su Manlio Sgalambro? Quali nuove interpretazioni potrebbe apportare alla visione che abbiamo di questo filosofo “</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">solitario”?</span></span></b></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">È il Centenario di Sgalambro.  Sono occasioni che spingono involontariamente a proporre o riproporre una riflessione grazie a delle riletture più ampie. Sensibilizzare è fondamentale. Certo.</span></span></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">È un filosofo che ha scelto la solitudine ma negli ultimi non troppo perché i testi delle canzoni, i film </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">e </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">i concerti accanto a Battiato lo hanno condotto oltre. Chiaro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> la sua filosofia è nella solitudine. È stata sempre una sua scelta. Ma noi abbiamo il dovere di promuovere</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s4"><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">In quale direzione si sta muovendo il comitato e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">quali saranno i prossimi passi?</span></span></b></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ci sono alcuna attività e impegni. Pubblicazione e convegni. È quasi pronto un volume abbastanza robusto che ha il contributo di diversi studiosi con l</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">obiettivo di creare un legame tra didattica e scientificità. Questo per promuovere Sgalambro ma anche per aprire una dialettica sul ruolo della filosofia oggi. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Infatti,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sgalambro</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> proprio contestualizzandosi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> parla di vivere un mondo pessimo e peggiore. Ci sarà un convegno a Catania fissato per il 16 novembre che vedrà coinvolti docenti di diverse università e storici della filosofia e filosofia oltre a un dibattito molto articolato. Si pubblicheranno gli atti. Ci sarà ancora un altro convegno su Sgalambro nel contesto attuale e poi un</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">altra pubblicazione.</span></span></p>
<p class="s8"><em><b><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Infine, riprendendo le parole dello stesso Sgalambro</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">, cosa resta</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">: l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">uomo o l</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">idea dell</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">uomo?</span></span></b></em></p>
<p class="s4"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Bella domanda. Io credo che dalle macerie e dalla rivolta che ha posto al centro Sgalambro l</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">idea dell</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">uomo ha la necessità di praticare il modello del labirinto. D</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">altronde un altro studioso che si inserisce nel quadro sgalambriano è Guido Ceronetti. Tempi moderni. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Comunque,</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> Sgalambro non ha mai dimenticato Leopardi. Il venditore di Almanacchi resta nella sua vita. Questo nostro tempo pessimo riuscirà a superare la siepe? L</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">uomo comunque vive nelle macerie. L</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">idea è un pensiero ancora </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">in fieri</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="s4"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-91362 size-thumbnail" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3241.jpeg 639w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Pierfranco Bruni</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">è</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> nato in Calabria, terra a cui è profondamente legato. È Presidente del Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi e Vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani.</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Scrittore prolifico, ha scritto saggi, poesie e romanzi ed è stato candidato due volte al Nobel per la Letteratura. Nel corso della sua carriera si è dedicato anche alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche. Bruni è inoltre stato Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero.</span></span></p>
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		<title>“La mia Eleonora”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jun 2024 18:39:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Duse]]></category>
		<category><![CDATA[La mia divina]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/E4965B5A-C630-4331-B5F1-DF6946BF66EF-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La poesia di Pierfranco Bruni dedicata alla “divina” La mia Eleonora Tu sei stata l’onda. L’onda nel meriggio lento sceso nel pineto. Di fuoco il nostro amore. Cercò il trionfo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/23/la-mia-eleonora/">“La mia Eleonora”</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>La poesia di Pierfranco Bruni dedicata alla “divina”</b></p>
<p><b>La mia Eleonora <img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-89727" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/2BF72CCB-BE72-4DE8-BA1B-2663B5D8C6E1-300x284.jpeg" alt="" width="300" height="284" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/2BF72CCB-BE72-4DE8-BA1B-2663B5D8C6E1-300x284.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/2BF72CCB-BE72-4DE8-BA1B-2663B5D8C6E1.jpeg 461w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b></p>
<p>Tu sei stata l’onda.</p>
<p>L’onda nel meriggio<br />
lento sceso nel pineto.<br />
Di fuoco il nostro amore.<br />
Cercò il trionfo e fu gloria<br />
nella recita della vita<br />
che sconfisse la noia<br />
tra i capelli straziati<br />
e le tende che caddero<br />
tra le tue mani.<br />
La Versilia fu la nostra festa<br />
nella leggerezza del vento<br />
che raccolse il tutto<br />
del notturno. Poi il trionfo<br />
divenne morte. Ti aspettai<br />
tra le rive del lago. Mai<br />
arrivasti. Tra le stanze<br />
gli echi di lontananze<br />
in gondole sfiorarono<br />
i giorni della pioggia.<br />
Nella sera stanca scivolò<br />
il velo e fosti Undulna.</p>
<p>Pierfranco Bruni</p>
<p><em><b>“Eleonora Duse. Come l’onda sulla duna, la Divina che divenne fuoco”, </b>q</em>uesto il titolo del saggio che giunge in libreria grazie a Solfanelli Editore, nella prestigiosa collana Aethnaeum  con  la  prefazione della curatrice <strong>Franca De Santis</strong> e l’introduzione del coordinatore e direttore scientifico <b>Pierfranco Bruni. </b>Il libro è presentato anche da<strong> Emanuele Merlino, </strong>Capo della segretera tecnica del Ministro della cultura.<br />
La copertina, invece, è stata elaborata magistralmente da <strong>Anna Montella.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-89725" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/56EC2652-833A-4D88-B9CC-6B4A9C233DFB-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/56EC2652-833A-4D88-B9CC-6B4A9C233DFB-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/56EC2652-833A-4D88-B9CC-6B4A9C233DFB-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/56EC2652-833A-4D88-B9CC-6B4A9C233DFB-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/56EC2652-833A-4D88-B9CC-6B4A9C233DFB-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/56EC2652-833A-4D88-B9CC-6B4A9C233DFB-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/56EC2652-833A-4D88-B9CC-6B4A9C233DFB.jpeg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p>Un volume poderoso, di forte impatto che reca i contributi di numerosi studiosi: Maria Teresa Alfonso, Arianna Angeli, Admira Brahja, Micol Bruni, Marilena Cavallo, Antonella Colonna Vilasi, Lucia Cucciarelli, Neria De Giovanni, Franca De Santis, Carmen De Stasio, Tonino Filomena, Rita Fiordalisi, Alberico Guarnieri, Maria Iannotti, Maristella Massari, Roberta mazzoni, Antonietta Micali, Annarita Miglietta, Anna Montella, Maria Pia Pagani, Ippolita patera, Giovanna Pezzilli, Tommaso Romano, Rosaria Scialpi, Gioia senesi, Patrizia Tocci, Matilde Tortora, Katia Trifirò.</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-thumbnail"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-62783" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/Pierfranco-Bruni-1-3-150x150.jpg" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/Pierfranco-Bruni-1-3-150x150.jpg 150w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/Pierfranco-Bruni-1-3-300x297.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/11/Pierfranco-Bruni-1-3.jpg 337w" alt="" width="150" height="150" /></figure>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Quest’anno con decreto del Ministero della Cultura Mic , è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“.Recente è inoltre l’<em>incarico </em>assegnato sempre dal <strong>Mic</strong> di <strong>Componente dellaGiunta</strong> del <strong>Comitato nazionale </strong>per il <strong>centenario</strong> della morte di Eleonora <strong>Duse</strong> (21 aprile 1914 – 21 aprile 2024)  direttore scientifico nazionale del <strong>Progetto Undulna Duse 100 e del </strong>Progetto nazionale<strong>Manlio Sgalambro a 100 anni dalla nascita. </strong>Entrambi indetti dal <strong>Mic</strong><br />
@riproduzione riservata</p>
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		<title>Nella Capitale Italiana Città del Libro,  Taurianova, si discuterà con il Comitato Nazionale celebrazioni Duse del Mic della Divina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jun 2024 10:01:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>di Marilena Cavallo*  Una poetessa nella femminilità degli incontri e degli spazi tra le parole e il tempo.…Non so se Sibilla Aleramo è silenzio nella notte o silenzio nell’ora che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/10/nella-capitale-italiana-citta-del-libro-taurianova-si-discutera-con-il-comitato-nazionale-celebrazioni-duse-del-mic-della-divina/">Nella Capitale Italiana Città del Libro,  Taurianova, si discuterà con il Comitato Nazionale celebrazioni Duse del Mic della Divina</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/74BD73AB-8255-43AF-BD32-05E557B6BCF2-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">di Marilena Cavallo*</p>
<blockquote>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Una poetessa nella femminilità degli incontri e degli spazi tra le parole e il tempo.…Non so se Sibilla Aleramo è silenzio nella notte o silenzio nell’ora che annuncia l’alba. Molto dusiana in questo percorso. Certo non ci sono dubbi, sono delle donne tango non valzer, donne “attrazione fatale” e come tali anche evanescenti, fuggevoli su un mare di onde di carta o di vento”.</p>
</blockquote>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Durante la Fiera del Libro di Taurianova (25/28 luglio 2024), Città Capitale Italiana del Libro, si discuterà anche del Centenario della scomparsa di Eleonora Duse, celebrazioni dusiane, con il Comitato Nazionale del Ministero della Cultura e con il Progetto Undulna. Una tematica di grande interesse: &#8220;Eleonora Duse tra Grazia Deledda, Sibilla Aleramo e la grecità di Alvaro&#8221;. Una lettura aperta straordinaria.</p>
<p>Sibilla Aleramo (ovvero Rina Faccio). Una poetessa nella femminilità degli incontri e degli spazi tra le parole e il tempo. Si ritorna a parlare della Aleramo in occasione delle celebrazioni del centenario della morte di Eleonora Duse tra la fisicità dell’amore e la metafora dell’amore stesso. In un saggio di Monika Antes si centralizza quasi tutto nel <br dir="auto" />titolo &#8220;Amo, dunque sono. Sibilla Aleramo, pioniera del femminismo in Italia&#8221; (pp. 144, euro 15) pubblicato da Mauro Pagliai nella collana &#8220;Italianistica nel mondo&#8221;. Si tratta di un volume pubblicato in Germania e tradotto e in italiano da Riccardo Nanini.  <br dir="auto" />La poesia, con la sua epifania e con il suo misterioso giorno incastonato nella vita, resta sempre un indefinibile sentiero graffiato dalle parole e nelle parole. Ma sono le parole che danno vita. <br dir="auto" />La poesia, come il teatro della poesia che Eleonora Duse ha trovato in Gabriele d’Annunzio, è solitudine nel silenzio notturno o adamantino dell’ora antelucana.<br dir="auto" />      Non so se Sibilla Aleramo è silenzio nella notte o silenzio nell’ora che annuncia l’alba. Molto dusiana in questo percorso.Un gioco non ad incastro. Ma un gioco, comunque, che sa di voci e di ritmi musicali. Siamo a volte al valzer e a volte al tango. Ovvero al tragico sul palcoscenico. <br dir="auto" />Ma Sibilla Aleramo sembra danzare i passi del tango in una giravolta in cui le parole sono lame e riposo. Quella poesia che è solitudine e grido non è una metafora ma un colpo violento assestato ai ricordi che però si dipanano lungo i giorni. E di ricordi la  vita di Sibilla e di Aleramo, nonostante gli amori, è piena e sono questi ricordi che cessano la vita. Ma prima di essere ricordi le immagini e il vissuto sono stati viaggi nella vita. Quella di Eleonora è un costante viaggio tra città e interpretazioni. Restando sempre se stessa.<br dir="auto" />La poesia e la vita sono leggibili tra i fili di un erotismo sottile e pervasivo che resta intagliato nei gorghi delle giornate che si consumano con le battaglie della delizia. <br dir="auto" />“Fra il mio seno/e il petto forte che amo/sta una rosa,/sola”.<br />
Non la prosa dusiana che descrive, ma la poesia che travalica il movimentismo letterario per rendersi movimentismo esistenziale. Perché tutta la vita di Sibilla Aleramo e della Divina è un cercare  non la parola che racconta ma il linguaggio che si fa diario.<br dir="auto" />   Il suo romanzo dal titolo “Una donna” è una di quelle testimonianze emblematiche che lasciano il segno e lacerano  la coscienza.  Viene pubblicato nel 1906. Eleonora è già dentro il teatro ma senza urli. Bensì con la movenza del corpo, con i silenzi, con lo sguardo e le mani.<br dir="auto" />Aleramo era nata nel 1876 ad Alessandria. È morta a Roma il 13 gennaio del 1960. Una vita vissuta  nella ricerca (o nella richiesta o nell’offerta) di un amore che lo si legge tra gli intagli del suo linguaggio.<br dir="auto" /> Dall’incipit del suo romanzo: “La mia fanciullezza fu libera e gagliarda. Risuscitarla nel ricordo, farla riscintillare dinanzi alla mia coscienza, è un vano sforzo”. Recuperare una vita dentro la letteratura. Ma arte e letteratura per la Aleramo resta un binomio inscindibile perché in ogni goccia di vita e in ogni goccia d’amore vi campeggia sempre una profonda mobilitazione letteraria.</p>
<p style="text-align: left;"> I suoi amori con Cardarelli, Campana, Cena, Papini, Gobetti sono frammenti di una esistenza che trova la sua compiutezza in un dialogo forte e pressante sempre con la letteratura.<br />
Bene ha fatto a sottolineare Silvio Raffo nel suo saggio introduttivo a Tutte le poesie (Mondadori, 2004). Infatti ha così sottolineato: “Se cerchiamo un modello letterario del ventesimo secolo in cui il binomio ‘ arte-vita’, per di più coniugato al femminile, si presenta e si mantenga inscindibile superando qualsiasi ostacolo e resistendo a qualsiasi tentazione di normalità, c’è solo un nome che soddisfa il nostro desiderio: Sibilla Aleramo”.<br dir="auto" />Eleonora Duse ha sofferto i suoi amori a cominciare da Cafiero sino a Gabriele, il quale racconta l&#8217;esistenza e il tempo della sua compagna di cinque anni più grande di lui.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      D&#8217;altronde questa melodia o questa fragile tragedia diventa per Sibilla Aleramo la Divina un viaggio che non è soltanto da chiamarsi amore (così come l&#8217;amore di Sibilla per Dino Campana) ma da definirsi nel contesto delle grandi inquietudini che hanno campeggiato nella agonia umanamente e letterariamente belligerante del ‘900. Ma è l’eros che è passione indefinibile che travolge la sua vita e la sua poesia. Tutto scompare e tutto riappare sotto quelle forme che sono insistenti penetrazioni del linguaggio.<br dir="auto" /><br dir="auto" />      Certo non ci sono dubbi, sono delle donne tango non valzer. Una donna attrazione fatale e come tale anche evanescenti, fuggevoli su un mare di onde di carta o di vento. Ti parlo con le parole dell&#8217;acqua in una dannunziana visione per Eleonora. Fuggente. Come la sua poesia o come le onde che invadono la sua poesia che si fanno tenerezza ma anche angoscia, si fanno notte ma anche alba, si fanno luna e si fanno stella, per Sibilla. <br dir="auto" />Il suo amore immenso o l’immenso amore che cercava con Cardarelli, il poeta della malinconia, o con Campana, il poeta della follia…Malinconia e follia sono dentro quel pellegrinaggio disperante ma anche giocoso che è stato la sua vita-poesia o la sua poesia-vita. Si ascolta: “ Era il tuo riso/fuggente/come il lucido raso delle acque…”.<br dir="auto" />      Ecco il verseggiare di Sibilla che non deve e non può cadere nel prosastico perché se così fosse svanirebbe tutta quella ebbrezza che custodisce il mistero di una sola parola. Aveva ragione Cardarelli quando in una lettera del maggio 1915 le aveva scritto : “…pensa che tu sei esalazione assoluta e che non puoi permetterti composizioni, per così dire, strofiche. Allora cadi nel vieto e nel falso…”. Eh si perché la rarefazione della parola trova nella esalazione il maggiore accento di quel rapporto tra arte e vita. Ciò le permette di non scivolare nella retorica perché la retorica appunto uccide la poesia. Bisogna parlare nel caso di Aleramo di bellezza inquietudine soprattutto quando si focalizza l’attenzione sulla poesia. Si ascolta: “…tu mio bene segreto, tu che mio non sei,/ tu alto sovra quanto amai,alto amore,/ e dal ungi il tuo sorriso di carità dolce/ vita e morte ugualmente mi illumina,/ colme e preziose di pianto e gloria”.<br dir="auto" /> I suoi versi come i suoi amori. Il suo recitare e gli amori. I loro amori come i la loro vita poesua.  <br dir="auto" />Da una lettera della Aleramo a Dino Campana : “ I nostri corpi sulle zolle dure, le spighe che frusciano sopra la fronte, mentre le stelle incupiscono il cielo” (risalente al 6-7 agosto 1916). Una donna immensa in una poesia ritagliata tra le pieghe della sua vita e degli amori. Amata e amante di Vincenzo Cardarelli, Giovanni Papini, Jullius Evola, Franco Matacotta. Dove finisce allora il tempo della parola e dove inizia il tempo della vita? Forse la certezza del dubbio infervora i cuori e lascia tutto sospeso come quel finale del suo romanzo Una donna, che sottolinea : “O io forse non sarò più…non potrò più raccontargli la mia vita, la storia della mia anima…e dirgli che lo ho atteso per tanto tempo?/ ed è per questo che scrissi. Le mie parole lo raggiungeranno”. Ma il suo pensare nella vita stava nella bellezza maledetta della vita stessa tanto che aveva posto come paesaggio questo inciso: “Io sono certa di vivere come devo. Questa certezza mi fa superiore alla maggioranza, ed e&#8217; [una certezza] costante”.<br dir="auto" />La Duse: &#8220;“Se la vista di cieli azzurri ti riempie di gioia, se le cose semplici della natura hanno un messaggio che tu comprendi, rallegrati, perché la tua anima è viva&#8221;.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Quante somiglianze tra le due. Eleonora scrive: &#8220;Il fatto è che mentre tutti diffidano delle donne, io me la intendo benissimo con loro! Io non guardo se hanno mentito, se hanno tradito, se hanno peccato – o se nacquero perverse – perché io sento che hanno pianto – hanno sofferto per sentire o per tradire o per amare&#8230; io mi metto con loro e per loro e le frugo, frugo non per mania di sofferenza, ma perché il mio compianto femminile è più grande e più dettagliato, è più dolce e più completo che non il compianto che mi accordano gli uomini&#8221;. E il tutto è compiuto. Eleonora Duse era nata nel 1858. È morta nel 1924. Di questo e altro si discuterà a Taurianova, Città Capitale italiana del Libro 2024, durante l&#8217;importante fase della Fiera del Libro.</p>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">*Ordinaria di letteratura</div>
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		<title>Centenario  Kafka: tra letteratura e filosofia il nuovo libro di Pierfranco Bruni edito da Solfanelli</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/01/05/tra-letteratura-e-filosofia-nel-centenario-nazionale-il-nuovo-libro-di-pierfranco-bruni-edito-da-solfanelli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tra-letteratura-e-filosofia-nel-centenario-nazionale-il-nuovo-libro-di-pierfranco-bruni-edito-da-solfanelli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jan 2024 08:54:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Kafka]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Novità editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-2048x1152.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-1920x1080.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/01/E97491A9-6C3C-4947-829A-8BBD5852F251-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Un’avventura letteraria ed ermeneutica, un baule che racchiude ribellione e rivolta nel saggio di Pierfranco Bruni dedicato a Kafka:  una nuova interpretazione dei romanzi dello scrittore praghese, in cui l’amore&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Un’avventura letteraria ed ermeneutica, un baule che racchiude ribellione e rivolta nel saggio di Pierfranco Bruni dedicato a Kafka:  una nuova interpretazione dei romanzi dello scrittore praghese, in cui l’amore ne è il labirinto e il cerchio, e riconcilia <strong>Franz Kafka </strong>con i suoi personaggi.</i></p>
<p>Roma, 3 gen. 2024 – “<strong>Kafka. La verità tragica”. </strong>Un centenario tra letteratura e filosofia nel racconto di <strong>Pierfranco Bruni</strong> pubblicato in questi giorni dall’editore Solfanelli. Questo lavoro sul narrato kafkiano apre una nuova interpretazione dei romanzi dello scrittore praghese, in cui l’amore ne è il labirinto e il cerchio, e riconcilia <strong>Franz Kafka</strong>(Praga, 3 luglio 1883 – Kierling, 3 giugno 1924) con i suoi personaggi in un’avventura letteraria ed ermeneutica.</p>
<p>L’ermeneutica può avere personaggi? È qui la non ovvietà di questo lavoro. Un vicolo didascalico che ci conduce “per una vita altra e una vita oltre”.<br />
Questo Kafka di <strong>Pierfranco Bruni</strong> è un baule che racchiude ribellione e rivolta. <strong>Camus</strong> è di casa. Lo straniero – che, chissà, potrebbe essere identificato con l’Autore stesso – viaggia verso l’isola e giunge all’esilio. In tal senso, questo <strong>Kafka</strong> è anche un simbolico mosaico in cui gli echi e le voci giungono da un navigante che si trova spinto dalle onde omeriche verso il ritorno o verso le Colonne d’Ercole.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-64297" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Kafka-la-verita-del-tragico-di-Pierfranco-Bruni-.jpg" sizes="(max-width: 194px) 100vw, 194px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Kafka-la-verita-del-tragico-di-Pierfranco-Bruni-.jpg 532w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/01/Kafka-la-verita-del-tragico-di-Pierfranco-Bruni--193x300.jpg 193w" alt="" width="194" height="301" /></figure>
</div>
<p>Così <strong>Bruni</strong> ci provoca: “<em>Chi vuole realmente capire ciò che ho cercato di dire, forse senza ovvietà, legga il libro. Sono disposto a mettere tutto in discussione in un’altra vita, in quella immortale che non conosce, a mio avviso bonario, accuse, colpe e procedimenti. Solo in questa vita sono ammessi gli avvisi di garanzia. Non è la bellezza che si consuma nel passaggio di un attimo. Siamo noi che ci illudiamo di poter fermare l’attimo in una eternità. Da qui le nostalgie si incavano nella vita</em>”.</p>
<p>[ISBN-978-88-3305-519-0]</p>
<p>Pagg. 152 – € 12,00</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Kafka. Centenario. Oltre una lettura tradizionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Dec 2023 06:27:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Franz Kafka]]></category>
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<p>Franz Kafka è un enigma? O forse è una disperazione?Antichi dilemmi hanno sempre circondato in un cerchio immaginario (e esistenziale) l’opera di Kafka. È una scrittura “ingovernabile”, ovvero offre il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Franz Kafka è un enigma? O forse è una disperazione?Antichi dilemmi hanno sempre circondato in un cerchio immaginario (e esistenziale) l’opera di Kafka. È una scrittura “ingovernabile”, ovvero offre il pretesto per intrecciare stili e labirinti dai quali non è facile uscirne se si ha la presunzione di accostarsi ai suoi racconti e ai suoi romanzi con l’idea di una spiegazione.</i></p>
<p>Siamo al centenario. Il 2024 sarà dedicato a lui. Cercherò di comprenderlo oltre la disperante dettatura tradizionale.<br />
Franz Kafka è un enigma? O forse è una disperazione? Antichi dilemmi hanno sempre circondato in un cerchio immaginario (e esistenziale) l’opera di Kafka. È una scrittura “ingovernabile”, ovvero offre il pretesto per intrecciare stili e labirinti dai quali non è facile uscirne se si ha la presunzione di accostarsi ai suoi racconti e ai suoi romanzi con l’idea di una spiegazione. Nessuna interpretazione è possibile.<br />
Si accetta il suo mondo.<br />
Si accoglie la sua drammaticità. Si ascolta la sua solitudine. In fondo è il personaggio Kafka che si trova in un delirio incantato a narrare e a mettere in discussione i suoi e i nostri fantasmi.<br />
Il processo cosa è? Essere processati è essere giudicati. L’uomo può sostenersi in un giudizio?<br />
Si viene già condannati a priori. Siamo tutti colpevoli perché siamo esseri finiti e mortali. Non c’è enigma. C’è tremore.<br />
Kierkegaard è di casa perché lo intrappola in una malattia mortale che è l’angoscia.<br />
Perché si ha angoscia? Perché a una certa data della nostra età ci rendiamo conto di non essere immortali.<br />
Viviamo come se non si dovesse mai morire, mai finire. In quel momento e in quell’attimo veniamo catturati. Tutto sembra perdersi. Anzi tutto sembra fallire.<br />
Si fallisce. Non siamo per sempre. Qui è l’eterna disperata visione dei nostri cortocircuiti. Si muore. Kafka pur accettando il processo in un castello di anime perse, non accetta la consapevolezza della fine. Il drammatico senso dell’onirico è proprio qui. Anche le metamorfosi sono uno strumento disperante.<br />
Si vive dentro questo disperante atto di timore e tremore. Vogliamo trasformarci per essere altro cercando di abitare una durata. Possibile? L’uomo accetta il processo per tutta una vita intera ma non la fine.<br />
Certo. Dal punto di vista letterario è un innovatore. Un narratore nella teatralità del quotidiano. Riduce il tempo in un solo istante. Poi potrà arrivare l’inferno…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>….</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-63735" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/12/Screenshot_20231218-150042_Chrome-817x1024.jpg" sizes="(max-width: 189px) 100vw, 189px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/12/Screenshot_20231218-150042_Chrome-817x1024.jpg 817w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/12/Screenshot_20231218-150042_Chrome-239x300.jpg 239w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/12/Screenshot_20231218-150042_Chrome-768x963.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2023/12/Screenshot_20231218-150042_Chrome.jpg 1080w" alt="" width="189" height="236" /></figure>
</div>
<p><strong>Pierfranco Bruni</strong>, nato in Terra Calabra cui è profondamente legato, vive tra Roma e la Puglia da molto tempo. Presidente Commissione Conferimento del titolo “Capitale italiana del Libro 2024“, con decreto del Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano del 28 Novembre 2023. Archeologo, antropologo, letterato e linguista, fecondo saggista e poeta è presidente del Centro Studi Francesco Grisi e vicepresidente del Sindacato Libero Scrittori Italiani. Dal carismatico e sopraffine stile letterario, Bruni è alla seconda candidatura al Nobel per la Letteratura. Già Archeologo direttore del Ministero Beni Culturali e componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’Estero, nel corso della sua carriera è stato docente in Sapienza Università di Roma ed ha appronfondito lo studio rivolto alla tutela e alla conoscenza delle comunità di minoranze etnico-linguistiche.Archeologo già direttore del Ministero Beni Culturali, Direttore responsabile del Dipartimento Demoetnoantropologico, Direttore Responsabile unico della Biblioteca del Ministero dei Beni Culturali. Membro Commissione Premio Internazionale di Cultura per l’Antropologia presieduta da Luigi Lombardi Satriani, decano dell’antropologia contemporanea Ordinario Sapienza Università di Roma.</p>
<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Cristina Campo. Una poesia in un canto di esistenze e di amori A cento anni dalla nascita</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/27/cristina-campo-una-poesia-in-un-canto-di-esistenze-e-di-amori-a-cento-anni-dalla-nascita/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cristina-campo-una-poesia-in-un-canto-di-esistenze-e-di-amori-a-cento-anni-dalla-nascita</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 21:02:40 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Cristina Campo]]></category>
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		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Ci sono vite nelle nostre vite.  Amori nei nostri amori. Incontri di tenerezze e sensualità che le parole forse non riescono a raccontare a sufficienza. Lo sguardo è più della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/27/cristina-campo-una-poesia-in-un-canto-di-esistenze-e-di-amori-a-cento-anni-dalla-nascita/">Cristina Campo. Una poesia in un canto di esistenze e di amori A cento anni dalla nascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Ci sono vite nelle nostre vite.  Amori nei nostri amori. Incontri di tenerezze e sensualità che le parole forse non riescono a raccontare a sufficienza. Lo sguardo è più della parola? Gli occhi sono più della bocca che pronuncia i linguaggi? Sono troppo dentro gli Orienti per non lasciarmi affascinare da uno sguardo che si specchia nel mio sguardo. Donna che porti l&#8217;Oriente nel passo del tuo passo. Troppo sono tentato da Cristina per non affidarmi ad un gomitolo di occhi  inebrianti e di labbra che si piegano all&#8217;immagine di un bacio. Tuttavia resto ad ascoltare.<br dir="auto" />Ecco Cristina Campo: &#8221; Ci viene insegnato che nella lingua araba classica una radice comune lega tappeto e farfalla e certo non soltanto per la fascinazione dei colori. Il tessere e l&#8217;annodare alludono di per sé alle vicende ordite per gli uomini da invisibili mani. E si sa come il vocabolo greco che indica l&#8217;attimo senza ritorno, da cogliere come un fiore miracoloso − kairos – sia usato per definire un altro indefinibile: la momentanea, lampeggiante fissura tra l&#8217;ordito e la trama in cui la spola penetra fulmineamente, come la lama mortale tra i due pezzi di un&#8217;armatura&#8221;. La speranza e la preghiera sono nella vita. Sono la vita. &#8220;Se ancora due uomini incontrandosi si inchinano l&#8217;uno all&#8217;altro, la civiltà è salva&#8221;. La speranza, la preghiera, le voci del silenzio sono i tracciati dentro i percorsi di una esistenza fatta di poesia, di mistero, di simboli.<br dir="auto" /> Linguaggi che danno senso a un &#8220;vocabolario&#8221; di sentimenti, in cui il tempo è primordiale viaggio di tensioni tra destini che si intrecciano o si incontrano. La poesia è un&#8217;anima di vocazioni indefinibili.<br dir="auto" />La poesia di Cristina Campo, pseudonimo di Vittoria Guerrini, (Bologna, 1923 – 1977) è sempre un travaglio dove il &#8220;passo d&#8217;addio&#8221; è un navigare lungo le meridiane della attesa. Anima religiosa, religiosa anima che non dimentica il passo di San Paolo nel tremore di una religiosità in cui non mancano le nostalgie e il tempo, sempre il tempo, è un incastro infinito nel gioco del vivere quotidiano.<br dir="auto" />Dunque siamo al centenario della nascita di Cristina Campo.<br dir="auto" />      Il tema degli addii è una metafora fondamentale nella poesia di Cristina Campo. In essa ci sono le tempeste e le inquietudini ma anche i riposi. E&#8217; nel 1956 che pubblica il suo primo testo di versi dal titolo, appunto, &#8220;Passo d&#8217;addio&#8221;. Immagini  danzanti sul davanzale delle parole che non raccontano ma offrono specchi e recita. Gli echi e i suoni del Mediterraneo sono processi linguistici e tensioni esistenziali.<br dir="auto" />      Il Mediterraneo come poesia e come cultura. Come nei versi della poesia dal titolo: &#8220;Diario bizantino&#8221;: &#8220;Due mondi – e  io vengo dall&#8217;altro&#8221;. Perché &#8220;La soglia, qui, non è tra mondo e mondo/né tra anima e corpo…&#8221;. Questo viaggio bizantino mette a confronto epoche e mondi. Storie e destini in un unico viaggio. Il diario accentua un orizzonte nel quale le proiezioni delle stesse immagini sono tasselli di un mosaico che ha fatto di spicci di ricordi. E i ricordi sono ansie, sentieri incantati e deserti. La religiosità e devozione e le voci sono echi che giungono da lontano.<br dir="auto" />      Le distanze misurano sempre le solitudini perché sono le solitudine che segnano le rughe e incidono solchi. Ci sono solchi nella consapevolezza degli addii e gli addii sono comprensione delle distanze. &#8220;Devota come ramo/curvato da molte nevi/allegra come falò/per colline d&#8217;oblio,//su acutissime làmine/in bianca maglia d&#8217;ortiche,/ti insegnerò, mia anima,/questo passo d&#8217;addio…&#8221;.<br dir="auto" />      Dunque, un passo di addio. Una parola che è sempre una preghiera. Il 24 luglio del 1958 Cristina Campo osserva: &#8220;…io non ho,davvero, che la poesia come preghiera – ma posso offrirla?&#8221;. Un interrogativo che non smette di vivere nelle dimensioni dell&#8217;essere. La sua poesia è un essere che ha parole di luna e di fuoco. Tutto avviene nella memoria della parola stessa perché è qui che la letteratura è un destino mistico e la mistica è un vagare nella letteratura. Il sacro si nutre di liturgia ma anche di miti. Le sue pagine sono ricche di dimensioni metafisiche nelle quali la metafora è un incessante desiderio di penetrare la realtà non con gli strumenti del rappresentare o del definire ma con lo sguardo della contemplazione. E tutto si nutre di rito. Il rito è una antica liturgia nel cammino dell&#8217;uomo.<br dir="auto" />      &#8220;Il rito è per eccellenza questa esperienza di morte – rigenerazione attraverso la bellezza… I riti) sono… io credo, i veri modelli, gli archetipi della poesia, che è figlia della liturgia…&#8221;, così scrive Cristina Campo il 16 aprile del 1972 sul &#8220;Tempo&#8221;. Siamo costantemente alla preghiera. La parola che si fa preghiera  è un canto di recita. Cristina Campo si è sempre interrogata in quel vivere di &#8220;stelle spente&#8221;. Le &#8220;Lettere a Mita&#8221; del 1999, chiaramente postume come gran parte dei suoi scritti, sostengono un cantico di esistenze e di passione. La passione redentrice nella spiritualità della memoria che non si abbandona solo al travaglio di un inquieto esistere ma si lascia catturare da quel paesaggio mai fisico perché è sempre mitico. Così si riscontra nelle pagine  di testi come &#8220;La tigre assenza&#8221; o &#8220;Gli imperdonabili&#8221;, o &#8220;Sotto falso nome&#8221;.<br dir="auto" />      Il ricercare la perfezione è nel cavo del cuore di un tempo indissolubile. Il sentimento della cristianità che si riscontra in Cristina Campo è un travolgere l&#8217;indefinibilità del tutto perché il tutto resta nell&#8217;eternità della parola rivelazione. E Cristina Campo ha fatto della poesia il filo che unisce il senso della rivelazione alla parola rivelata. Si ascolta: &#8220;…/Ti cercherò per questa terra che trema/lungo i ponti che appena ci sorreggono ormai/sotto i meli profusi, le viti in fiamme./Volevo andarmene sola al Monte Athos/dicevo: restano pagine come torri/negli alti covi difesi da un rintocco.//…/Ma ora non sei più là, sei tra le grandi ali incerte/trapassate dal vento, negli aeroporti di luce.//…/nei denti disperati degli amanti che non disserta/più il dolce fiotto, la vita d&#8217;oro del figlio…&#8221;.<br dir="auto" />      Una poesia da &#8220;Poesie sparse&#8221; che porta un titolo emblematico. Appunto: &#8220;Emmaus&#8221;. Non siamo oltre il tempo ma dentro il tempo e la recita della vita si svolge nel teatro immenso che offre scenari impareggiabili. E&#8217; la voce che giunge dal deserto nel vento che porta misericordia e meraviglia: &#8220;voglio destarmi sulla via di Damasco&#8221;. Questa via è l&#8217;urlo della salvezza o il silenzio che ci fa capire i messaggi della profezia. Cristina Campo, in fondo, è il poeta della profezia e della preghiera. Come tutti i grandi poeti che sono sulla strada dell&#8217;ontologia vive di vissuto perché il vissuto è oltre il presente stesso perché sigilla l&#8217;istante al tempo. La grandezza di Cristina Campo: &#8220;Io non prego mai per i morti, io prego i morti. L&#8217;infinita sapienza e clemenza dei loro volti – come si può pensare che abbiano ancora bisogno di noi? – Ad ogni amico che se ne va io racconto di un amico che resta; a quella infinita cortesia senza rughe ricordo un volto di quaggiù, torturato, oscillante&#8221;.<br dir="auto" />      Un sigillo che ci riporta al Cantico biblico in un paesaggio di ombre che tentano di penetrare la luce ma è la luce che rende luminosa l&#8217;ombra senza mascherarla nel riflesso ma rendendola propria di luce viva. Ed è questo l&#8217;andare verso il vero cammino: &#8220;(Ora tutta la vita è nel mio sguardo,/stella su te, sul mondo che il tuo passo rinchiude)&#8221;. Non solo una metafora ma quella metafisica dell&#8217;anima che è singolare ricchezza testamentaria. La poesia di Cristina Campo è il testamento di un&#8217;anima. Quei segni sono i simboli di un camminamento che si fa vita e favola tra i passi della nostalgia o di un Nostos. Ci saranno altre ore che faranno dei giorni un tempo incommensurabile e gli amori non potranno raccontarsi se non si vivono con il cuore che ricorda e con il corpo che &#8220;stropiccia&#8221; un altro corpo. Cristina lo sapeva. Leone. Emile. Corrado. Lettere. A Maria (Zambrano) sembra aver raccontato tutto? Una donna che ha amato con il coraggio degli amori che resistono.<br dir="auto" />A Cristina: Mai racconterai il viaggio nella sua fedeltà/hanno bisogno di segreti gli amori veri/che si raccolgono nel mistero del vento/che tocca gli argini/superando i limiti. Un giorno/dirai che amare è stato un gesto unico/nel canto delle sere.<br dir="auto" /></p>
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		<title>Nel centenario della nascita di Rocco Scotellaro gli eterni Sud dei Mediterranei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2023 15:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Basilicata]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[contadini del sud]]></category>
		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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		<category><![CDATA[Rocco Scotellaro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/1D9A756C-7829-4A1F-ABBA-8DECFFF35CE6-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>di Pierfranco Bruni,Presidente nazionale Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi “Sono stato a Tricarico. Tanta solitudine e i versi di Rocco nel vento e tra le margherite e i rosolacci&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/01/15/nel-centenario-della-nascita-di-rocco-scotellaro-gli-eterni-sud-dei-mediterranei/">Nel centenario della nascita di Rocco Scotellaro gli eterni Sud dei Mediterranei</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">
di Pierfranco Bruni,Presidente nazionale Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">“<i>Sono stato a Tricarico. Tanta solitudine e i versi di Rocco nel vento e tra le margherite e i rosolacci e le ginestre avevano la violenza del giallo. Il giallo da queste parti inonda le campagne. Le viti basse e le terre hanno colori nell’arcobaleno. E questo paese dove “<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">siamo entrati in gioco anche noi/ con i panni e le scarpe e le facce che avevamo</span>” si raccoglie nella storia in questa Basilicata che sembra recintare la favola dei contadini del Sud”.<br />
</i><br />
I luoghi diventano geografia di esistenze. In un intreccio tra ricordanze, tentativi di dimenticanza e tempo. Tempo &#8211; Memoria. Tricarico. La storia di Rocco Scotellaro. Il destino di un poeta a 100 anni dalla nascita. Rocco Scotellaro nasce a Tricarico, in provincia di Matera, novanta anni fa. Muore <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-64991" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/5DC153C9-CB8E-474B-AE07-D4FE0F7F3712-202x300.jpeg" alt="" width="202" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/5DC153C9-CB8E-474B-AE07-D4FE0F7F3712-202x300.jpeg 202w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/5DC153C9-CB8E-474B-AE07-D4FE0F7F3712-690x1024.jpeg 690w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/5DC153C9-CB8E-474B-AE07-D4FE0F7F3712-768x1139.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/5DC153C9-CB8E-474B-AE07-D4FE0F7F3712-1036x1536.jpeg 1036w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/5DC153C9-CB8E-474B-AE07-D4FE0F7F3712-585x868.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/01/5DC153C9-CB8E-474B-AE07-D4FE0F7F3712.jpeg 1109w" sizes="(max-width: 202px) 100vw, 202px" />a Portici settanta anni fa.  È necessario ripensare il poeta delle “tomaie” e della madre che cuciva con la sua “Singer”.  <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">È fatto giorno …</em> Una pioggia a fili e un paese vuoto che cerca a stento di ricordare. Un paese ormai come tanti di una Basilicata che si raccoglie tra le pietre e le tondeggianti colline. Gli sguardi dei vecchi hanno onde di nostalgia e sembrano raccontare fatti di secoli, avvenimenti lontanissimi, giorni in cui appartengono ad epoche distanti.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">E qui tra queste case, tra i vicoli stretti, in un paesaggio di angoli affollati, la gente lo ricorda, perché è necessario ricordarlo. Una strada dedicata a lui. La vecchia Via Roma. La casa natale, lungo questa strada, con una lapide. Un’altra lapide ancora in una piazza dove vi è il monumento dei caduti di tutte le guerre, una scuola che porta il suo nome. Ma neanche un busto per dire che questo paese è il paese dove è nato e vissuto, tutto sommato, il poeta.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">      Un libro dal titolo “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Rocco Scotellaro. Poeta del Mediterraneo contadino</em>”, curato da Gerardo Picardo, ha raccolto, un decennio fa, testimonianze importanti e significative (per il Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”), oltre che delle pagine inedite dello stesso Scotellaro, della madre Francesca, di Leonardo Sciascia e di lettere ancora di Scotellaro indirizzate ai coniugi Leone – Padula.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Il poeta dei “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Contadini del Sud</em>”. Il poeta di “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">È fatto giorno</em>”. Il poeta di “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Margherite e rosolacci</em>”. Il poeta di “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">L’uva puttanella</em>”. E sì, voglio ricordare il poeta e non il sindaco. Voglio ricordare: “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Mamma, tu sola sei vera. / E non muori perché sei sicura</em>”.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Rocco Scotellaro. Amico di Carlo Levi. Il Levi della Lucania dai volti stanchi e dei paesi abbandonati in una conca di terra. Tricarico. Si trova quasi a metà strada tra Potenza e Matera. Nel materano. Percorrere la strada che va da Potenza a Tricarico è un penetrare la campagna fitta, gli alberi che visualizzano immagini silane con la pioggia lenta e un vento leggero ma pungente. Aria fresca e ancora volti contadini e contadine nelle terre. E Rocco Scotellaro è ancora tra questa gente. Ma non lo si riconosce abbastanza. È un qualcosa che c’è e basta.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Sulla lapide dove è nato si legge questa scritta: “A Rocco Scotellaro – Sindaco socialista di Tricarico – Poeta della libertà contadina”. Via Rocco Scotellaro, numero civico 37. Tricarico. E poi? Era nato il <a data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">19 aprile 1923 e morto a Portici il 15 dicembre 1953</a>.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Sono stato a Tricarico. Tanta solitudine e i versi di Rocco nel vento e tra le margherite e i rosolacci e le ginestre avevano la violenza del giallo. Il giallo da queste parti inonda le campagne. Le viti basse e le terre hanno colori nell’arcobaleno. E questo paese dove “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">siamo entrati in gioco anche noi/ con i panni e le scarpe e le facce che avevamo</em>” si raccoglie nella storia in questa Basilicata che sembra recintare la favola dei contadini del Sud. Ma Scotellaro voleva renderla realtà, quella favola: “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Noi non ci bagneremo sulle spiagge/ a mietere andremo noi / e il sole ci cuocerà come la crosta del pane</em>”. Il fatalismo, il sonno, il sogno, la stanchezza: “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Ognuno ha le ossa torte /non sogna di salire sulle donne / che dormono fresche nelle vesti corte</em>”. Il racconto di un mondo che recita una preghiera antica è nell’immagine di un paese che intreccia presente e memoria: “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Dormono sulle aie / attaccati alle cavezze dei muli</em>”. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Si sente l’asina nel sottoscala, / i suoi brividi, il suo raschiare./ In un altro sottoscala / dorme mia madre da settant’anni</em>”.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">È tutto passato. Si potrebbe dire: è proprio passato il tempo. Ma resta a filigrana una pioggia che tocca le pietre della piazza e i vicoli dai quali, come fantasmi, compaiono gli uomini e vanno oltre. Ci sono ricordi che restano e che si perdono. Ma ci sono ricordi che sono ancora realtà.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">I segni di quel mondo sono onde vellutate. Ci parlano e le parole sono fiumi di silenzio che tracciano destini. “<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">Ho capito fin troppo gli anni e i giorni e le ore / gli intrecci degli uomini, chi ride e chi urla / … / Sole d’oro, luna piena, le ore dell’inverno / le mattine degli uccelli a primavera / le maledizioni e le preghiere</em>”.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">È come se il tempo fosse ieri. Tricarico è immobile. E nelle stagioni ascolta il vento. Il vento che viene da Portici. Lì, dove Scotellaro è morto, lì dove cercava qualcosa di diverso dalle sue colline tondeggianti e dal giallo delle ginestre.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Il tempo che cerchiamo in Scotellaro è il tempo della poesia che vive anche tra le pagine di saggistica. Ed è quello lo Scotellaro che lascia tracciati, che continua nella sua storia letteraria, che ci ha spinto sino a Tricarico a vivere per un pomeriggio il fascino che non c’è mai ma che si ascolta solo nei suoi versi e nelle sue malinconie.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Ancora sassi. Anzi più sassi. Un camminare lento.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17"> “… <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">ognuno canta una storia / e insieme viene l’armonia</em>”. “… <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">il paese continua la sua storia / sotto il cielo stellato a foglia a foglia / per chi parte se vuol ritornare</em>”.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Tricarico deve riscoprire il suo poeta. E forse deve amarlo di più. Si agita nella memoria, nei ricordi di alcuni o di molti; ma occorre altro. Di più.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Si è fatto notte. Il giorno lo si è depositato dietro i monti. Entriamo nella città dei sassi. Il caso o il destino? La prima strada che <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">incocciamo</em> è quella che porta il nome di Rocco Scotellaro. Strano? È il segnale preciso in questa terra di contadini antichi e di amori folli. Amori folli.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">Questa Basilicata è anche la terra di Isabella Morra, la poetessa cantata da Benedetto Croce. Il castello di Valsinni, quelle strade che angustiano. Un altro paese nella poesia e nei ricordi. Siamo stati anche lì. In un’altra occasione. Il tempo scorre e traccia colori nella memoria delle parole. Ma questa è un’altra storia che non so se racconterò.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">“<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="17">È rimasto l’odore / della tua carne nel mio letto. / È calda così la malva / che ci teniamo ad essiccare / per i colori dell’inverno</em>”. Era il 1948 quando Scotellaro scriveva questi versi. Il destino si fa avventura e i ricordi non bastano più se la memoria non li raccoglie. Forse mi appartengono. Sono parte di una mia storia. Della mia storia. Questo Sud infinito nei Mediterranei è un viaggio lungo non quando la storia,  ma oltre il ricordo la memoria e la nostalgia. È oltre la storia anche in Scotellaro c&#8217;è il tempo.</p>
<p dir="auto" data-originalfontsize="17px" data-originalcomputedfontsize="17">*Presidente nazionale Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi</p>
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		<title>Luciano Salce 1922/2022. Il centenario dalla nascita. Alla Casa del Cinema di Roma, presentazione degli eventi il 28 settembre</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Sep 2022 04:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Centro sperimentale di cinematografia]]></category>
		<category><![CDATA[La voglia matta]]></category>
		<category><![CDATA[Luciano Salce]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="538" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/0BB4928F-1534-4B66-BE05-D0F7704DCD16.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/0BB4928F-1534-4B66-BE05-D0F7704DCD16.png 538w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/09/0BB4928F-1534-4B66-BE05-D0F7704DCD16-300x212.png 300w" sizes="(max-width: 538px) 100vw, 538px" /></p>
<p>Dopo la presentazione sarà proiettato La voglia matta (1962) di Luciano Salce, nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale, in collaborazione con Compass Film, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia.&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/09/27/luciano-salce-1922-2022-il-centenario-dalla-nascita-alla-casa-del-cinema-di-roma-presentazione-degli-eventi-il-28-settembre/">Luciano Salce 1922/2022. Il centenario dalla nascita. Alla Casa del Cinema di Roma, presentazione degli eventi il 28 settembre</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo la presentazione sarà proiettato La voglia matta (1962) di Luciano Salce, nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale, in collaborazione con Compass Film, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Una serie di eventi per raccontare una carriera proteiforme e autoironica come strumento per governare un’esistenza non facile: oltre quarant’anni senza mai dimenticare la passione per la scrittura, drammaturgica e narrativa, vissuti con la ritrosia pungente di un uomo fuori dagli schemi, con un talento smisurato celato dietro l’ironia.</em></p>
<p>In occasione del centenario della nascita di <a href="https://www.paeseitaliapress.it/storia-arte-cultura/2022/09/26/luciano-salce-1922-2022-il-centenario-dalla-nascita-omaggio-al-museo-etrusco-di-villa-giulia-a-roma/">Luciano Salce (25 settembre 1922) </a>il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale organizza, in collaborazione con il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e Sycamore T Company, Luciano Salce 1922/2022 – Il centenario, una serie di iniziative volte a ricordare una delle figure più multiformi della cultura italiana del Novecento. Gli eventi saranno presentate alla Casa del Cinema mercoledì 28 settembre alle ore 19 dai curatori Emanuele Salce e Andrea Pergolari, e da Alberto Anile, Conservatore della Cineteca Nazionale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-47766" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-587x1024.jpg" sizes="(max-width: 261px) 100vw, 261px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-587x1024.jpg 587w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-172x300.jpg 172w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-768x1339.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-881x1536.jpg 881w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-1175x2048.jpg 1175w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/09/Luciano-Salce-Edizione-Centenario-scaled.jpg 1468w" alt="" width="261" height="455" /></figure>
</div>
<p>Dopo la presentazione sarà proiettato La voglia matta (1962) di Luciano Salce, nella versione restaurata dalla Cineteca Nazionale, in collaborazione con Compass Film, presentata all’ultima Mostra del Cinema di Venezia. Saranno presenti in sala gli interpreti Diletta D’Andrea, Fabrizio Capucci e Gianni Garko, che interverranno per rievocare la magica atmosfera di un film che ha fatto epoca.</p>
<p>ore 19 Incontro moderato da Alberto Anile con Diletta D’Andrea, Fabrizio Capucci, Gianni Garko, Andrea Pergolari, Emanuele Salce.</p>
<p>a seguire<br />
La voglia matta di Luciano Salce (1962, 110’)<br />
Durante un fine settimana l’industriale milanese Antonio Berlinghieri (Ugo Tognazzi) riparte in autostrada da Roma per recarsi da suo figlio a bordo di una fuoriserie. Lungo in tragitto s’imbatte in Francesca (Catherine Spaak), una maliziosa sedicenne che gli chiede un po’ di benzina per gli amici rimasti in panne. Un po’ per scherzare, un po’ perché interessato alla ragazzina, Antonio si lascia coinvolgere dal gruppo di giovani e passa con loro la domenica in uno chalet sul mare. Affiorano differenze di mentalità e di gusti che l’ingegnere cerca di colmare in tutti i modi, oltrepassando più volte il senso del ridicolo.<br />
Acuto ritratto della borghesia dei primi anni del boom, incarnata da un suo tipico rappresentante alle prese con una società che cambia in modo disarmante sotto i suoi occhi, attratti e insieme atterriti dalla spregiudicatezza della giovinezza.<br />
Restauro realizzato da CSC – Cineteca Nazionale in collaborazione con Compass Film</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Roma. nel Salone d&#8217;onore del CONI, la Conferenza per il Centenario FISR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2022 20:32:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[centenario]]></category>
		<category><![CDATA[Conferenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1920" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-1024x768.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-2048x1536.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-1920x1440.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-1170x878.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/087D9F6E-9051-4746-B4C2-9FDB7A61C6C4-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Al Salone d’onore del CONI, presenti Malagò, Vezzali, Lollobrigida. Sabatino Aracu: “Abruzzo perfetto per ospitare il nostro sport”. ROMA &#8211; “Siamo una realtà affermata nel panorama mondiale. I nostri sport&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/22/a-roma-nel-salone-donore-del-coni-la-conferenza-per-il-centenario-fisr/">Roma. nel Salone d&#8217;onore del CONI, la Conferenza per il Centenario FISR</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b><span data-originalfontsize="14pt" data-originalcomputedfontsize="18.66666603088379"><br />
Al Salone d’onore del CONI, presenti Malagò, Vezzali, Lollobrigida. Sabatino Aracu: “Abruzzo perfetto per ospitare il nostro sport”.</span></b></p>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">ROMA &#8211; “Siamo una realtà affermata nel panorama mondiale. I nostri sport sono già nel futuro, con una forte connotazione urban e una presa costante nel mondo dei giovani. Sono orgoglioso, da abruzzese, di ricoprire un ruolo dirigenziale così importante per lo sport italiano. La nostra regione ha delle potenzialità uniche. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sarebbe bellissimo nei prossimi anni riuscire ad organizzare l’Italian Roller Game proprio in Abruzzo</strong>”. </span></p>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Sono le parole di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sabatino Aracu,</strong> presidente <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">FISR</strong>, durante la Conferenza del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Centenario </strong>della stessa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Federazione Italiana Sport Rotellistici</strong>. L’evento si è tenuto oggi nel suggestivo e storico <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Salone D’Onore del CONI </strong>di Roma. Nel corso della manifestazione sono intervenuti, tra gli altri, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Giovanni Malagò</strong>, presidente del CONI, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Valentina Vezzali</strong>, sottosegretario PdCM con delega allo sport, la pluricampionessa del mondo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francesca Lollobrigida</strong> (pattinaggio corsa), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Vito Cozzoli</strong>, presidente Sport e Salute, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Luca Lucaroni</strong>, campione del mondo di pattinaggio artistico, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ale Mazzara</strong>(skateboarding), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mario Pescante</strong>, storico dirigente dello sport italiano. Presenti anche diversi campioni del passato, protagonisti nelle altre discipline della FISR.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-51113" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B9C462D4-644D-4D50-B974-3B7040043163-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B9C462D4-644D-4D50-B974-3B7040043163-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B9C462D4-644D-4D50-B974-3B7040043163-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/B9C462D4-644D-4D50-B974-3B7040043163-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Federazione Italiana Sport Rotellistici</strong>, nata nel 1922, gestisce e promuove le sue attività in Italia sotto l&#8217;egida del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">CONI</strong> ed è presente su tutto il territorio nazionale. Per lo svolgimento dell&#8217;attività internazionale aderisce alla World Skate e alla World Skate Europe. È una delle Federazioni più longeve di Italia, da sempre contribuisce maggiormente al medagliere complessivo del CONI con un media di oltre 50 titoli l’anno tra mondiali ed europei. </span></p>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">“Sono le persone che fanno le Federazioni – ha detto<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Giovanni Malagò</strong>– e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sabatino Aracu</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">grazie alla sua positiva testardaggine da abruzzese, è riuscito ad elevare il movimento rotellistico ad un livello altissimo, coronando il sogno di portare una disciplina come lo Skateboarding alle Olimpiadi di Tokyo 2020, riconfermata anche per Parigi 2024 e Los Angles 2028</strong>”. Alle discipline sportive tradizionali del pattinaggio artistico, pattinaggio corsa, hockey pista, hockey inline, negli ultimi anni si sono aggiunte specialità particolarmente amate dai giovani come il Freestyle Inline, il Roller Freestyle, il Downhill, l&#8217;Inline Alpin e soprattutto lo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Skateboarding</strong>. </span><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">E proprio sull’aspetto urban che la Federazione punta per sviluppare l’appeal del movimento rotellistico. </span></p>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">“Il nostro è uno sport giovane – </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">ha sottolineato Aracu</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> &#8211; nato sulla strada e praticabile nelle città, che si integra alla perfezione con il tessuto urbano delle stesse. Vogliamo portare ad un pubblico sempre più vasto le nostre discipline. </span><strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">L’Abruzzo</strong> <strong data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">è perfetto in questo senso. Ha delle città bellissime, piene di arte, con piazze suggestive come a Sulmona o a L’Aquila, e una costa, con Pescara, che si adatterebbe alla perfezione agli eventi sportivi della nostra Federazione</strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">”. La Conferenza stampa è stata anche occasione per annunciare che nel mese di Giugno Roma ospiterà il World Skateboarding Tour Roma 2022 prima tappa del percorso di qualificazione olimpica verso Parigi 2024.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Questo è l’elenco dei principali avvenimenti celebrativi in programma nel 2022</span></p>
<ul>
<li><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Festa celebrativa della Federazione 18 giugno – Milano</span></li>
<li><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Italian Roller Games 2022 (giugno/luglio &#8211; varie <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">location</em>in Lombardia)</span></li>
<li><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Roller day (25 settembre – 100 anni in 100 piazze)</span></li>
<li><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Stati Generali Federali  (novembre – Webinar online)</span></li>
</ul>
<p><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">A coronamento sono inoltre previsti incontri istituzionali con il Santo Padre e la Presidenza del Consiglio, due bandi di interesse pubblico rivolti alle società sportive (10&#215;100 racconta la tua storia) e al mondo universitario (tesi sulle discipline federali), una Partita «vecchie glorie» Hockey Pista in collaborazione con Aeronautica militare e la presentazione del Libro celebrativo dei 100 anni al Festival dello Sport di Trento.</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F03%2F22%2Fa-roma-nel-salone-donore-del-coni-la-conferenza-per-il-centenario-fisr%2F&amp;linkname=Roma.%20nel%20Salone%20d%E2%80%99onore%20del%20CONI%2C%20la%20Conferenza%20per%20il%20Centenario%20FISR" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F03%2F22%2Fa-roma-nel-salone-donore-del-coni-la-conferenza-per-il-centenario-fisr%2F&#038;title=Roma.%20nel%20Salone%20d%E2%80%99onore%20del%20CONI%2C%20la%20Conferenza%20per%20il%20Centenario%20FISR" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/22/a-roma-nel-salone-donore-del-coni-la-conferenza-per-il-centenario-fisr/" data-a2a-title="Roma. nel Salone d’onore del CONI, la Conferenza per il Centenario FISR"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/22/a-roma-nel-salone-donore-del-coni-la-conferenza-per-il-centenario-fisr/">Roma. nel Salone d&#8217;onore del CONI, la Conferenza per il Centenario FISR</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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