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	<title>Christian Olcese Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Christian Olcese Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Il regista Christian Olcese tra sogno e poesia: “la ragazza delle Gardenie” al Catania Film Festival 2025</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano e Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 06:23:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
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		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Catania Film Festival 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Olcese]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="436" height="363" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-13-at-20.04.30.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-13-at-20.04.30.jpg 436w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-13-at-20.04.30-300x250.jpg 300w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></p>
<p>Dalla formazione letteraria agli studi accademici fino al cinema, Christian Olcese si racconta in un’intervista intensa e sincera. In concorso alla XIV edizione del Catania Film Fest con La ragazza&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="226" data-end="731"><strong><em>Dalla formazione letteraria agli studi accademici fino al cinema, Christian Olcese si racconta in un’intervista intensa e sincera. In concorso alla XIV edizione del Catania Film Fest con La ragazza delle Gardenie, il giovane regista genovese porta sullo schermo un racconto che intreccia memoria, identità e poesia visiva.</em></strong><br data-start="550" data-end="553" /><strong><em>Un dialogo sul valore della parola, sul rapporto tra cinema e letteratura, sul lavoro con gli attori e sul significato dei festival indipendenti come spazi di libertà creativa.</em></strong></p>
<p data-start="733" data-end="853" data-is-last-node="" data-is-only-node=""> A cura di <strong data-start="799" data-end="826">Maria Sole Stancampiano</strong> e <strong data-start="829" data-end="852">Antonella La Mantia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La ragazza delle gardenie</em> è il titolo del cortometraggio del regista genovese <strong>Christian Olcese</strong> in concorso alla XIV edizione del Catania Film Fest, manifestazione in programma fino al 15 novembre presso il Centro Culturale Zo a Catania. Abbiamo intervistato Olcese che ci ha raccontato della sua esperienza e del legame strettissimo tra il mondo del cinema e letteratura.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-97937 aligncenter" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-1024x768.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-1024x768.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-300x225.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-768x576.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-678x509.jpeg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-326x245.jpeg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-80x60.jpeg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna.jpeg 1600w" alt="" width="603" height="453" /><figcaption class="wp-element-caption">                        Christian Olcese, Edoardo Nervi e Lisa Castagna</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Lei è regista e poeta, nato a Genova nel 1995, autore del libro Venticinque e vincitore del premio “La via dei Libri” con<em> L’età della Resa</em>. Come è nata la sua passione per il cinema  e  In che modo la sua formazione letteraria ha influenzato e continua a influenzare il suo linguaggio cinematografico?</strong></p>
<p>La letteratura entra profondamente nel mio cinema, proprio perché la mia formazione è umanistica. Ho trascorso un periodo della mia vita, circa due anni, immerso nella lettura: leggevo e studiavo i grandi classici – Dante, Oscar Wilde, Guy de Maupassant, Emily Brontë e molti altri. Credo che questo mi abbia aiutato a costruire una mia immaginazione cinematografica. Il potere di un libro è quello di farti immaginare una storia, di offrirti la libertà di seguire la tua narrazione; il cinema, invece, ti conduce dentro un “canale” visivo preciso. Sono nato come scrittore e poi sono diventato anche regista, come naturale estensione della mia necessità di raccontare le immagini che vedo scorrere nella mente. Il timbro letterario è molto marcato nei miei lavori cinematografici: la voce fuori campo che legge testi poetici, ad esempio, nasce proprio da questo percorso. Oggi lavoro anche per il teatro, e sto imparando un nuovo linguaggio narrativo: è affascinante studiare e attraversare forme diverse di racconto — da quello letterario-descrittivo, a quello per immagini del cinema, fino a quello asciutto e d’azione del teatro. Ma, a parte tutto questo, l’importante è poi avere qualcosa da raccontare: sentire quella necessità capace di muoverti in un mondo già decisamente raccontato.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-97938" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-768x1024.jpeg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-768x1024.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-225x300.jpeg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese.jpeg 1200w" alt="" width="566" height="755" /><figcaption class="wp-element-caption">Marta Gastini e Christian Olcese</figcaption></figure>
</div>
<p><strong><em>La Ragazza delle Gardenie</em> è in concorso al Catania Film Fest: qual è l’origine di questo progetto e cosa l’ha ispirata nella sua scrittura e regia?</strong></p>
<p><em>La Ragazza delle Gardenie</em> è un film nato dalla volontà di <strong>Sara Ciampi</strong>, poetessa genovese di 49 anni, di raccontare la storia della propria vita. In un giorno piovoso d’autunno ho ricevuto una sua chiamata: mi chiedeva di leggere un libro intitolato proprio <em>La Ragazza delle Gardenie</em>, scritto da sua madre, Lidia, e dedicato a lei. Incuriosito, l’ho acquistato e letto. Ciò che mi ha colpito di più nella narrazione è stato il tema del <strong>ricordo</strong>, quel legame sottile tra memoria e identità. Così ho chiamato Sara e le ho chiesto se potessi creare una nuova storia, mantenendo soltanto i nomi dei protagonisti e il titolo. Lei ha accettato, dandomi carta bianca. In pochi mesi è nata una sceneggiatura originale costruita su due piani temporali distinti ma profondamente connessi: <strong>il presente e il passato</strong>. Mi interessava raccontare la contemporaneità in relazione alla memoria, come se il tempo potesse dialogare con se stesso.Il film è ambientato in parte ai giorni nostri e in parte nel <strong>1901</strong>. La protagonista, <strong>Alessandra</strong> (interpretata da <em>Marta Gastini</em>), è un ministro di Roma che conduce una vita frenetica. È costretta a tornare nella sua terra d’origine, nell’Alessandrino, per decidere se vendere o meno la casa di una vecchia prozia poetessa, <strong>Rosa</strong>, vissuta a inizio Novecento e affetta da tubercolosi cronica. Entrando nella casa, Alessandra ritrova il diario di Rosa e, tra le pagine, scopre la storia d’amore ideale — e mai consumata — tra la poetessa e un contadino al servizio della famiglia, <strong>Antonio</strong> (interpretato da <em>Francesco Patanè</em>). Dal punto di vista <strong>registico</strong>, ho cercato di realizzare inquadrature <strong>semplici ma eleganti</strong>, lavorando molto con la <strong>soggettiva</strong>, il <strong>controcampo</strong> e alcune <strong>carrellate</strong>. Mi interessava soprattutto raccontare attraverso i <strong>dettagli</strong>, perché sono quelli che definiscono l’ambiente e risaltano il mescolarsi delle due epoche storiche differenti.<br />
Una delle inquadrature a cui sono più legato è quella che ritrae <strong>Rosa riflessa nella finestra della sua stanza</strong>, con in mano il diario: la poetessa gira una pagina, e in quell’istante vediamo <strong>Alessandra</strong> continuare a sfogliare lo stesso diario, come se il tempo avesse trovato un varco per unirle. Alla fine, Alessandra sceglie di <strong>non vendere</strong> la casa: la poesia, i sentimenti e quell’amore appassito tra le pagine del diario le ricordano l’importanza di rallentare, di fermarsi a respirare. Quella che doveva essere una semplice proprietà da vendere diventa un <strong>luogo da custodire</strong>, uno spazio di riflessione e di ritorno a se stessi.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-97939 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Steve-della-CasaMrta-Gastini-e-Christian-Olcese.jpeg" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Steve-della-CasaMrta-Gastini-e-Christian-Olcese.jpeg 380w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Steve-della-CasaMrta-Gastini-e-Christian-Olcese-300x164.jpeg 300w" alt="" width="380" height="208" /><figcaption class="wp-element-caption">Steve della Casa, Marta Gastini e Christian Olcese</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Ha scelto interpreti di rilievo come Marta Gastini, Francesco Patanè e Steve Della Casa. Come ha costruito il cast e quali qualità cercava nei suoi protagonisti?</strong></p>
<p>Sì, e sono molto contento di aver lavorato con loro. <strong>Francesco Patanè</strong> è un amico da molti anni, da prima che io diventassi regista e lui attore. Per me è stato naturale sceglierlo per il ruolo di Antonio: è un interprete capace, sensibile e molto umile. Di solito porta i capelli lisci, ma nel corto l’ho voluto con i ricci, perché Antonio — contadino costretto alla fatica ma con un animo poetico — rappresenta un po’ me stesso. Io sono riccio, e in qualche modo volevo che ci fosse questa somiglianza simbolica. Antonio è un personaggio che amo particolarmente dal punto di vista drammaturgico, perché <strong>cambia</strong>: è costretto a subire le angherie dei suoi due compagni, Beppe ed Ettore (interpretati da <em>Raffaele Barca</em> ed <em>Ettore Scarpa</em>), ma trova forza nella poesia e non rinuncia al sogno di una vita diversa.<br />
La scommessa che Beppe gli propone — scrivere e consegnare una poesia alla poetessa Rosa e attendere una risposta che potrebbe liberarlo dal lavoro faticoso — diventa la sua occasione di crescita. È una metafora della vita: spingersi oltre, affrontare le proprie paure fino a farle diventare alleate.<br />
Come diceva <strong>Eduardo De Filippo</strong>, “gli esami non finiscono mai”, e credo sia profondamente vero. <strong>Marta Gastini</strong> è un’attrice splendida. Quando mi è stata proposta, ho guardato alcune sue foto e video e ho capito subito che doveva essere lei la protagonista. Marta ha un volto antico e raffinato, recita con naturalezza e precisione, e mi ha colpito la sua disponibilità, la sua voglia di mettersi in gioco con umiltà e curiosità. <strong>Steve Della Casa</strong>, infine, è stata la ciliegina sulla torta. Mi serviva un attore capace di incarnare il sindaco del paese, una figura autorevole e al tempo stesso popolare: chi meglio di Steve? È uno dei massimi esperti di cinema in Italia, ma anche una persona semplice, generosa e ironica. È stato perfetto per il ruolo, e lavorare con lui è stato un vero piacere: ogni momento sul set con Steve è stato un arricchimento e, soprattutto, un divertimento.</p>
<p><strong>Il rapporto tra regista e attori è fondamentale per la buona riuscita di un film. Quando si trova a dirigere degli attori su cosa lei basa questa relazione?</strong></p>
<p>Io, con gli attori con cui collaboro, cerco sempre un’intesa speciale. Non riesco a lavorare se non sento che c’è quel <strong>feeling autentico</strong>, fatto di ascolto reciproco e di scambio. Ho bisogno di conoscerli come esseri umani, per aiutarli a recitare in modo genuino; ma allo stesso tempo devo anche un po’ <strong>idealizzarli</strong>, per consentire la piena riconoscenza di un ruolo.<br />
Credo che la relazione tra regista e attore funzioni davvero solo quando c’è <strong>libertà espressiva</strong> all’interno di una struttura precisa. Ricordo, ad esempio, che sul set — durante la registrazione delle voci fuori campo, la parte più difficile per un attore — <strong>Marta</strong>faticava a ritrovare la giusta temperatura emotiva. Così le ho chiesto di chiudere gli occhi e di lasciarsi trasportare dalle mie parole: parafrasando la poesia che doveva leggere, ho cercato di farle arrivare quell’emozione che in quel momento le mancava. Ed è bastato poco, un istante di fiducia, perché la sua voce trovasse la verità che cercavamo.</p>
<p><strong>Qual è, secondo lei, il valore culturale e professionale di un festival come quello di Catania per il cinema indipendente? </strong>Indecifrabilmente altissimo, senza ombra di dubbio.<br />
I festival di cinema indipendente — la maggior parte in Italia — sono fondamentali per <strong>mostrare il proprio lavoro</strong>, per <strong>respirare l’ambiente del cinema</strong> e per <strong>capire con chi si vuole condividere il proprio percorso</strong>. Durante un festival possono nascere collaborazioni, confronti e persino nuove amicizie artistiche: è un terreno fertile per chi ama raccontare. <strong>Catania Film Fest</strong> è un festival che stimo molto per la sua <strong>scelta autoriale</strong>. <em>Emanuele Rauco</em> è un grandissimo critico e appassionato di cinema, capace, schietto e profondamente onesto nel suo sguardo. Ben vengano i festival <strong>senza tappeti rossi</strong>, senza glamour, ma costruiti <strong>attorno a un tavolo imbandito</strong>, con un bicchiere di vino e la voglia autentica di parlare di <strong>cinema, società e cultura</strong>. <strong>Viva il Catania Film Festival.</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97887" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-1024x577.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-1024x577.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-1536x865.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina.jpg 1600w" alt="" width="1024" height="577" /></figure>
</div>
<p><strong>Il festival ospita il documentario Nuova alba, dedicato all’intelligenza artificiale. Qual è la sua posizione sul rapporto tra tecnologia e creatività artistica?</strong></p>
<p>Il mio rapporto con la tecnologia è abbastanza semplice, direi essenziale. Conosco le tecniche standard, quelle basilari, ma non vado oltre: non ho mai usato TikTok, per esempio, e sinceramente non saprei nemmeno da dove cominciare.<br />
Quando scrivo, preferisco sempre <strong>annotare a mano</strong> gli argomenti o le idee principali prima di passare al computer. Lo faccio soprattutto quando lavoro a un libro: mi serve il contatto fisico con la carta, la lentezza della scrittura manuale. Ovviamente, non amo l’idea che si usi l’intelligenza artificiale per <strong>scrivere sceneggiature o drammaturgie teatrali</strong>. Finora rimango un po’ guardingo, perché credo che la creatività umana non possa essere sostituita da un algoritmo. Detto questo, non voglio <strong>demonizzare la tecnologia</strong>: può essere uno strumento utile, se usato con misura. Deve rimanere un <strong>supporto</strong>, non un sostituto. Può aiutarci a <strong>semplificare certi processi</strong> o a ridurre lo stress del lavoro, ma il cuore di ogni opera deve restare umano.</p>
<p><strong>Ha già in cantiere nuovi progetti? Può anticipare qualcosa?</strong></p>
<p>Tra non molto uscirà un mio documentario sul tema della pesca consapevole nel 2025, co-diretto con <strong>Edoardo Nervi</strong>: <em>Elia – un racconto di mare e per il mare</em>. Racconta la storia di un pescatore genovese, <strong>Elia Orecchia</strong>, e il suo rapporto con il mare e la sostenibilità. A gennaio porterò in scena uno spettacolo teatrale che sto scrivendo con <strong>Massimo Olcese</strong> (non è mio padre), dedicato alla violenza di genere e digitale. Sarà in cartellone al <strong>Teatro Alessandrino</strong>, un grande onore e una responsabilità enorme. Sto inoltre ultimando un romanzo psicologico, <em>La Salita del Melograno</em>. Subito dopo, lavorerò a un documentario su una figura storica del teatro genovese, ma al momento non posso ancora svelare nulla. Infine, sto iniziando a pensare al mio <strong>primo lungometraggio</strong>, anche se forse è ancora presto per parlarne concretamente.</p>
<p>@<strong>Riproduzione Riservata</strong></p>
<p>…</p>
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<div id="attachment_93828" style="width: 282px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-93828" class="wp-image-93828" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Antonella-La-Mantia-.jpg" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Antonella-La-Mantia-.jpg 729w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Antonella-La-Mantia--273x300.jpg 273w" alt="" width="272" height="300" data-id="93828" /><p id="caption-attachment-93828" class="wp-caption-text">Antonella la Mantia</p></div></figure>
<p>&nbsp;</figure>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/14/il-regista-christian-olcese-tra-sogno-e-poesia-la-ragazza-delle-gardenie-al-catania-film-festival-2025/">Il regista Christian Olcese tra sogno e poesia: “la ragazza delle Gardenie” al Catania Film Festival 2025</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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