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	<title>Cinema Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>Cinema Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>PARIGI–ROMA: SGUARDI AL FEMMINILE-   le mostre di Agnès Varda e Nicole Gravier</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 14:43:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Agnes Varda]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
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		<category><![CDATA[Nicole Gravier]]></category>
		<category><![CDATA[Villa Medici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/villa-medici-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/villa-medici-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/villa-medici-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Per il settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma i due percorsi espositivi confermano la vocazione di Accademia di Francia a Roma Villa Medici come luogo di ricerca e dialogo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4><em>Per il <strong>settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma i due percorsi espositivi </strong>confermano la vocazione di <strong>Accademia di Francia a Roma Villa Medici</strong> come luogo di ricerca e dialogo tra arti, città e linguaggi. Dal 25 febbraio al 25 maggio 2026</em></h4>
<p>Dal <strong>25 febbraio 2026</strong> l&#8217;Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici apre al pubblico <strong>due mostre</strong> che, con linguaggi diversi ma complementari, attraversano il rapporto tra <strong>immagini e immaginario</strong>, tra <strong>vita quotidiana e rappresentazione</strong>, tra <strong>sguardo femminile</strong> e dispositivi della cultura di massa. Da una parte la prima grande retrospettiva in Italia dedicata all’opera fotografica di <strong>Agnès Varda (1928–2019)</strong>, intitolata <em><strong>Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma</strong></em> (25 febbraio – 25 maggio 2026), omaggio che si inserisce nelle celebrazioni per il <strong>settantesimo anniversario del gemellaggio tra Parigi e Roma (1956–2026)</strong>. Dall’altra <em><strong>Nicole Gravier. Fotoromanzo</strong></em>(25 febbraio – 4 maggio 2026), prima mostra istituzionale in Italia dell’artista francese che ha fatto del <em>détournement</em> e della decostruzione degli stereotipi mediatici una pratica pionieristica, con un lavoro che trova un’eco diretta nella rivoluzione femminista italiana degli anni Settanta.<img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-117767 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2.jpeg" alt="" width="435" height="290" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2.jpeg 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/B_RooQPg-2-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /></p>
<p>Il doppio appuntamento conferma la vocazione di <strong>Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</strong> come luogo di ricerca e di dialogo tra arti, città e linguaggi: la fotografia come campo di sperimentazione e memoria, il cinema come estensione naturale dello sguardo, l’immagine popolare come terreno di conflitto e consapevolezza. Due percorsi che invitano il pubblico a interrogarsi su come si costruiscono le narrazioni visive e su come, a partire da un dettaglio, da un volto, da una posa o da una didascalia, si possa raccontare un’epoca.</p>
<p><em><strong>Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma</strong></em></p>
<p><strong>25 febbraio – 25 maggio 2026</strong></p>
<p><strong><em>La Parigi di Agnès Varda</em></strong></p>
<p>Curatrice: Anne de Mondenard, musée Carnavalet – Histoire de Paris.</p>
<p>Con la collaborazione eccezionale del musée Carnavalet – Histoire de Paris, Paris Musées e Rosalie Varda.</p>
<p><strong><em>L’Italia di Agnès Varda</em></strong></p>
<p>Curatrice: Carole Sandrin, Institut pour la photographie.</p>
<p>In coproduzione con l’Institut pour la photographie des Hauts-de-France, sulla base del fondo fotografico e degli archivi della Succession Agnès Varda.</p>
<p>Con <strong>Agnès Varda. Qui e là, tra Parigi e Roma</strong>, Villa Medici rende omaggio all’artista e regista attraverso la <strong>prima grande retrospettiva italiana</strong> dedicata alla sua opera fotografica. È un invito a entrare in un universo in cui <strong>fotografia e cinema</strong> si richiamano costantemente, non come discipline separate ma come forme comunicanti di una stessa “scrittura per immagini”: la fotografia come taccuino, come prova, come gesto di osservazione; il cinema come eco e sviluppo narrativo di quel medesimo sguardo.<img decoding="async" class="size-full wp-image-117764 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-5.jpg" alt="" width="246" height="353" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-5.jpg 246w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/unnamed-5-209x300.jpg 209w" sizes="(max-width: 246px) 100vw, 246px" /></p>
<p>Il cuore simbolico della mostra è <strong>Parigi</strong>, e più precisamente il <strong>cortile-atelier di rue Daguerre</strong>, luogo di vita, di lavoro e di sperimentazione per quasi sette decenni, spazio inscindibile dall’identità artistica di Varda. Intorno a quel cortile &#8211; trasformato in studio di posa, laboratorio fotografico e sede della sua prima mostra nel 1954 &#8211; si costruisce un racconto che mette in scena una Parigi vissuta “dal basso”: il quartiere, le strade, i volti, le presenze marginali, le relazioni, l’ironia, la tenerezza e, insieme, la precisione con cui Varda sa cogliere il tempo storico nella trama della quotidianità.</p>
<p>Accanto agli anni parigini, il percorso si apre a un’altra geografia decisiva: <strong>l’Italia</strong>, vissuta e osservata da Varda in momenti cruciali della sua formazione e della sua maturità. Le fotografie realizzate durante i viaggi da <strong>Venezia a Roma</strong>, nelle ville e nei giardini rinascimentali o sui set cinematografici, risuonano come un controcampo che mette in luce la sua capacità di abitare i luoghi senza mai ridurli a scenario. Sono immagini in cui il pittoresco si intreccia con l’intelligenza compositiva, con un’attenzione quasi grafica per <strong>ombre, contrasti, geometrie</strong>, e con quella curiosità che la spinge a cercare &#8211; sempre &#8211; ciò che passa inosservato.</p>
<p>La mostra mette in dialogo l’opera della fotografa con quella della cineasta attraverso un insieme di <strong>130 stampe originali</strong>, estratti di film, pubblicazioni, documenti, manifesti, fotografie di scena e oggetti appartenuti all’artista. Il progetto nasce dal <strong>musée Carnavalet – Histoire de Paris</strong> (presentato a Parigi dal <strong>9 aprile al 24 agosto 2025</strong>) ed è curato da <strong>Anne de Mondenard</strong> con <strong>Paris Musées</strong>, con la collaborazione eccezionale del <strong>musée Carnavalet – Histoire de Paris</strong>, <strong>Paris Musées</strong> e <strong>Rosalie Varda</strong>. L’approfondimento dedicato all’Italia è curato da <strong>Carole Sandrin</strong> ed è realizzato in coproduzione con l’<strong>Institut pour la photographie des Hauts-de-France</strong>, sulla base del fondo fotografico e degli archivi della <strong>Succession Agnès Varda</strong>. Alla base del percorso, un lavoro di ricerca durato oltre due anni, costruito sul fondo fotografico di Varda e sugli archivi di <strong>Ciné-Tamaris</strong>, la società di produzione da lei fondata e oggi diretta dai figli <strong>Rosalie Varda</strong> e <strong>Mathieu Demy</strong>.</p>
<p>Il racconto espositivo è articolato in <strong>nove capitoli</strong>, che compongono una biografia per immagini, fatta di luoghi e di ossessioni poetiche: dagli esordi e dai primi paesaggi parigini (“Prima di rue Daguerre”) all’approdo nel suo spazio-mondo (“Il cortile di rue Daguerre”); dalla Parigi del dopoguerra attraversata con ironia e una sottile vena enigmatica (“Drôle de Paris”) alla pratica del reportage come regia e messa in scena (“Foto-scrittura”); fino alla città che diventa specchio emotivo e politico (“La città in eco”), e alla costante attenzione per <strong>donne e vite marginali</strong> (“Donne, persone”). Un focus speciale, naturalmente, è dedicato a <strong>“L’Italia”</strong>: il viaggio del 1959 tra Venezia e dintorni, con i suoi motivi ricorrenti e le sue scoperte visive; e il 1963 romano, quando Varda arriva con tre macchine fotografiche per ritrarre <strong>Luchino Visconti</strong>, appena insignito della Palma d’oro per <em>Il Gattopardo</em>, e visita <strong>Jean-Luc Godard</strong> sul set del <em>Disprezzo</em>, fotografando <strong>Brigitte Bardot, Jack Palance e Michel Piccoli</strong>. Il percorso si conclude con la trasformazione del cortile in corte-giardino (“La corte-giardino”), fino al modo in cui il suo sguardo attraversa lo spazio urbano tra finzione, documentario e frammenti di prova (“Viaggio in città”).</p>
<p>Nel dialogo con le fotografie e i film di Varda, la mostra riunisce inoltre opere di artisti come <strong>Giancarlo Botti, Michaële Buisson, Alexander Calder, Martine Franck, Dominique Genty, JR, Liliane de Kermadec, Michèle Laurent, Claude Nori, Laurent Sully-Jaulmes, Robert Picard, Valentine Schlegel, Collier Schorr</strong>, restituendo la rete di relazioni artistiche e l’orizzonte culturale in cui lo sguardo di Varda si è formato e continuamente reinventato.</p>
<p>A completare e ampliare questo omaggio, l’opera di Agnès Varda sarà protagonista anche di una grande esposizione in Italia che dialoga direttamente con il progetto romano: <em><strong>Viva Varda! Il cinema è donna</strong></em>, alla <strong>Galleria Modernissimo di Bologna</strong> <strong>dal</strong><strong>5 marzo 2026 al 10 gennaio 2027</strong>, una mostra monografica su <strong>1.200 mq</strong> dedicata alla cineasta, fotografa e artista, prodotta dalla <strong>Cineteca di Bologna</strong> e <strong>La Cinémathèque française</strong>, a cura di <strong>Florence Tissot</strong> con la direzione artistica di <strong>Rosalie Varda</strong>, in collaborazione con <strong>Ciné-Tamaris</strong>. Nel periodo di apertura, la Cineteca curerà anche al <strong>Cinema Modernissimo</strong> una <strong>retrospettiva completa</strong> delle opere di Varda, affiancata dalla pubblicazione, per le <strong>Edizioni Cineteca di Bologna</strong>, della traduzione italiana del volume <em><strong>Agnès Varda</strong></em> di <strong>Laure Adler</strong> (Gallimard, con il sostegno di Chanel).</p>
<p><strong>Accademia di Francia a Roma – Villa Medici</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-117779 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-16.29.53.png" alt="" width="448" height="306" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-16.29.53.png 448w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/Screenshot-2026-02-20-alle-16.29.53-300x205.png 300w" sizes="(max-width: 448px) 100vw, 448px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fondata nel 1666 da Luigi XIV, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, è un’istituzione francese che dal 1803 ha sede presso Villa Medici, una villa del XVI secolo circondata da un parco di 7 ettari che sorge sul Monte Pincio, nel cuore di Roma. Ente pubblico nazionale dipendente dal Ministero della Cultura, l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici adempie oggi a tre missioni complementari: accogliere artisti, creatori e ricercatori di alto livello in residenza per soggiorni lunghi – della durata di un anno –, o più brevi; realizzare una programmazione culturale e artistica che integri tutti i campi delle arti e della creazione e che si rivolga a un vasto pubblico; conservare, restaurare, studiare e far conoscere al pubblico il suo patrimonio architettonico e paesaggistico e le sue collezioni.</p>
<p>Il direttore dell’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici è Sam Stourdzé.</p>
<p><strong>L’Accademia di Francia a Roma &#8211; Villa Medici è un ente del Ministero della Cultura Francese.</strong></p>
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		<title>Il regista Christian Olcese tra sogno e poesia: “la ragazza delle Gardenie” al Catania Film Festival 2025</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/14/il-regista-christian-olcese-tra-sogno-e-poesia-la-ragazza-delle-gardenie-al-catania-film-festival-2025/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-regista-christian-olcese-tra-sogno-e-poesia-la-ragazza-delle-gardenie-al-catania-film-festival-2025</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Maria Sole Stancampiano e Antonella La Mantia]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Nov 2025 06:23:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Magazine]]></category>
		<category><![CDATA[Catania Film Festival 2025]]></category>
		<category><![CDATA[Christian Olcese]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[la ragazza delle Gardenie]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="436" height="363" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-13-at-20.04.30.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-13-at-20.04.30.jpg 436w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-13-at-20.04.30-300x250.jpg 300w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></p>
<p>Dalla formazione letteraria agli studi accademici fino al cinema, Christian Olcese si racconta in un’intervista intensa e sincera. In concorso alla XIV edizione del Catania Film Fest con La ragazza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/14/il-regista-christian-olcese-tra-sogno-e-poesia-la-ragazza-delle-gardenie-al-catania-film-festival-2025/">Il regista Christian Olcese tra sogno e poesia: “la ragazza delle Gardenie” al Catania Film Festival 2025</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="226" data-end="731"><strong><em>Dalla formazione letteraria agli studi accademici fino al cinema, Christian Olcese si racconta in un’intervista intensa e sincera. In concorso alla XIV edizione del Catania Film Fest con La ragazza delle Gardenie, il giovane regista genovese porta sullo schermo un racconto che intreccia memoria, identità e poesia visiva.</em></strong><br data-start="550" data-end="553" /><strong><em>Un dialogo sul valore della parola, sul rapporto tra cinema e letteratura, sul lavoro con gli attori e sul significato dei festival indipendenti come spazi di libertà creativa.</em></strong></p>
<p data-start="733" data-end="853" data-is-last-node="" data-is-only-node=""> A cura di <strong data-start="799" data-end="826">Maria Sole Stancampiano</strong> e <strong data-start="829" data-end="852">Antonella La Mantia</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>La ragazza delle gardenie</em> è il titolo del cortometraggio del regista genovese <strong>Christian Olcese</strong> in concorso alla XIV edizione del Catania Film Fest, manifestazione in programma fino al 15 novembre presso il Centro Culturale Zo a Catania. Abbiamo intervistato Olcese che ci ha raccontato della sua esperienza e del legame strettissimo tra il mondo del cinema e letteratura.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97937 aligncenter" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-1024x768.jpeg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-1024x768.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-300x225.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-768x576.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-1536x1152.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-678x509.jpeg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-326x245.jpeg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna-80x60.jpeg 80w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Christian-OlceseEdoardo-Nervie-Lisa-Castagna.jpeg 1600w" alt="" width="603" height="453" /><figcaption class="wp-element-caption">                        Christian Olcese, Edoardo Nervi e Lisa Castagna</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Lei è regista e poeta, nato a Genova nel 1995, autore del libro Venticinque e vincitore del premio “La via dei Libri” con<em> L’età della Resa</em>. Come è nata la sua passione per il cinema  e  In che modo la sua formazione letteraria ha influenzato e continua a influenzare il suo linguaggio cinematografico?</strong></p>
<p>La letteratura entra profondamente nel mio cinema, proprio perché la mia formazione è umanistica. Ho trascorso un periodo della mia vita, circa due anni, immerso nella lettura: leggevo e studiavo i grandi classici – Dante, Oscar Wilde, Guy de Maupassant, Emily Brontë e molti altri. Credo che questo mi abbia aiutato a costruire una mia immaginazione cinematografica. Il potere di un libro è quello di farti immaginare una storia, di offrirti la libertà di seguire la tua narrazione; il cinema, invece, ti conduce dentro un “canale” visivo preciso. Sono nato come scrittore e poi sono diventato anche regista, come naturale estensione della mia necessità di raccontare le immagini che vedo scorrere nella mente. Il timbro letterario è molto marcato nei miei lavori cinematografici: la voce fuori campo che legge testi poetici, ad esempio, nasce proprio da questo percorso. Oggi lavoro anche per il teatro, e sto imparando un nuovo linguaggio narrativo: è affascinante studiare e attraversare forme diverse di racconto — da quello letterario-descrittivo, a quello per immagini del cinema, fino a quello asciutto e d’azione del teatro. Ma, a parte tutto questo, l’importante è poi avere qualcosa da raccontare: sentire quella necessità capace di muoverti in un mondo già decisamente raccontato.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97938" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-768x1024.jpeg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-768x1024.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-225x300.jpeg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Marta-Gastini-e-Christian-Olcese.jpeg 1200w" alt="" width="566" height="755" /><figcaption class="wp-element-caption">Marta Gastini e Christian Olcese</figcaption></figure>
</div>
<p><strong><em>La Ragazza delle Gardenie</em> è in concorso al Catania Film Fest: qual è l’origine di questo progetto e cosa l’ha ispirata nella sua scrittura e regia?</strong></p>
<p><em>La Ragazza delle Gardenie</em> è un film nato dalla volontà di <strong>Sara Ciampi</strong>, poetessa genovese di 49 anni, di raccontare la storia della propria vita. In un giorno piovoso d’autunno ho ricevuto una sua chiamata: mi chiedeva di leggere un libro intitolato proprio <em>La Ragazza delle Gardenie</em>, scritto da sua madre, Lidia, e dedicato a lei. Incuriosito, l’ho acquistato e letto. Ciò che mi ha colpito di più nella narrazione è stato il tema del <strong>ricordo</strong>, quel legame sottile tra memoria e identità. Così ho chiamato Sara e le ho chiesto se potessi creare una nuova storia, mantenendo soltanto i nomi dei protagonisti e il titolo. Lei ha accettato, dandomi carta bianca. In pochi mesi è nata una sceneggiatura originale costruita su due piani temporali distinti ma profondamente connessi: <strong>il presente e il passato</strong>. Mi interessava raccontare la contemporaneità in relazione alla memoria, come se il tempo potesse dialogare con se stesso.Il film è ambientato in parte ai giorni nostri e in parte nel <strong>1901</strong>. La protagonista, <strong>Alessandra</strong> (interpretata da <em>Marta Gastini</em>), è un ministro di Roma che conduce una vita frenetica. È costretta a tornare nella sua terra d’origine, nell’Alessandrino, per decidere se vendere o meno la casa di una vecchia prozia poetessa, <strong>Rosa</strong>, vissuta a inizio Novecento e affetta da tubercolosi cronica. Entrando nella casa, Alessandra ritrova il diario di Rosa e, tra le pagine, scopre la storia d’amore ideale — e mai consumata — tra la poetessa e un contadino al servizio della famiglia, <strong>Antonio</strong> (interpretato da <em>Francesco Patanè</em>). Dal punto di vista <strong>registico</strong>, ho cercato di realizzare inquadrature <strong>semplici ma eleganti</strong>, lavorando molto con la <strong>soggettiva</strong>, il <strong>controcampo</strong> e alcune <strong>carrellate</strong>. Mi interessava soprattutto raccontare attraverso i <strong>dettagli</strong>, perché sono quelli che definiscono l’ambiente e risaltano il mescolarsi delle due epoche storiche differenti.<br />
Una delle inquadrature a cui sono più legato è quella che ritrae <strong>Rosa riflessa nella finestra della sua stanza</strong>, con in mano il diario: la poetessa gira una pagina, e in quell’istante vediamo <strong>Alessandra</strong> continuare a sfogliare lo stesso diario, come se il tempo avesse trovato un varco per unirle. Alla fine, Alessandra sceglie di <strong>non vendere</strong> la casa: la poesia, i sentimenti e quell’amore appassito tra le pagine del diario le ricordano l’importanza di rallentare, di fermarsi a respirare. Quella che doveva essere una semplice proprietà da vendere diventa un <strong>luogo da custodire</strong>, uno spazio di riflessione e di ritorno a se stessi.</p>
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<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97939 alignright" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Steve-della-CasaMrta-Gastini-e-Christian-Olcese.jpeg" sizes="(max-width: 380px) 100vw, 380px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Steve-della-CasaMrta-Gastini-e-Christian-Olcese.jpeg 380w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Steve-della-CasaMrta-Gastini-e-Christian-Olcese-300x164.jpeg 300w" alt="" width="380" height="208" /><figcaption class="wp-element-caption">Steve della Casa, Marta Gastini e Christian Olcese</figcaption></figure>
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<p><strong>Ha scelto interpreti di rilievo come Marta Gastini, Francesco Patanè e Steve Della Casa. Come ha costruito il cast e quali qualità cercava nei suoi protagonisti?</strong></p>
<p>Sì, e sono molto contento di aver lavorato con loro. <strong>Francesco Patanè</strong> è un amico da molti anni, da prima che io diventassi regista e lui attore. Per me è stato naturale sceglierlo per il ruolo di Antonio: è un interprete capace, sensibile e molto umile. Di solito porta i capelli lisci, ma nel corto l’ho voluto con i ricci, perché Antonio — contadino costretto alla fatica ma con un animo poetico — rappresenta un po’ me stesso. Io sono riccio, e in qualche modo volevo che ci fosse questa somiglianza simbolica. Antonio è un personaggio che amo particolarmente dal punto di vista drammaturgico, perché <strong>cambia</strong>: è costretto a subire le angherie dei suoi due compagni, Beppe ed Ettore (interpretati da <em>Raffaele Barca</em> ed <em>Ettore Scarpa</em>), ma trova forza nella poesia e non rinuncia al sogno di una vita diversa.<br />
La scommessa che Beppe gli propone — scrivere e consegnare una poesia alla poetessa Rosa e attendere una risposta che potrebbe liberarlo dal lavoro faticoso — diventa la sua occasione di crescita. È una metafora della vita: spingersi oltre, affrontare le proprie paure fino a farle diventare alleate.<br />
Come diceva <strong>Eduardo De Filippo</strong>, “gli esami non finiscono mai”, e credo sia profondamente vero. <strong>Marta Gastini</strong> è un’attrice splendida. Quando mi è stata proposta, ho guardato alcune sue foto e video e ho capito subito che doveva essere lei la protagonista. Marta ha un volto antico e raffinato, recita con naturalezza e precisione, e mi ha colpito la sua disponibilità, la sua voglia di mettersi in gioco con umiltà e curiosità. <strong>Steve Della Casa</strong>, infine, è stata la ciliegina sulla torta. Mi serviva un attore capace di incarnare il sindaco del paese, una figura autorevole e al tempo stesso popolare: chi meglio di Steve? È uno dei massimi esperti di cinema in Italia, ma anche una persona semplice, generosa e ironica. È stato perfetto per il ruolo, e lavorare con lui è stato un vero piacere: ogni momento sul set con Steve è stato un arricchimento e, soprattutto, un divertimento.</p>
<p><strong>Il rapporto tra regista e attori è fondamentale per la buona riuscita di un film. Quando si trova a dirigere degli attori su cosa lei basa questa relazione?</strong></p>
<p>Io, con gli attori con cui collaboro, cerco sempre un’intesa speciale. Non riesco a lavorare se non sento che c’è quel <strong>feeling autentico</strong>, fatto di ascolto reciproco e di scambio. Ho bisogno di conoscerli come esseri umani, per aiutarli a recitare in modo genuino; ma allo stesso tempo devo anche un po’ <strong>idealizzarli</strong>, per consentire la piena riconoscenza di un ruolo.<br />
Credo che la relazione tra regista e attore funzioni davvero solo quando c’è <strong>libertà espressiva</strong> all’interno di una struttura precisa. Ricordo, ad esempio, che sul set — durante la registrazione delle voci fuori campo, la parte più difficile per un attore — <strong>Marta</strong>faticava a ritrovare la giusta temperatura emotiva. Così le ho chiesto di chiudere gli occhi e di lasciarsi trasportare dalle mie parole: parafrasando la poesia che doveva leggere, ho cercato di farle arrivare quell’emozione che in quel momento le mancava. Ed è bastato poco, un istante di fiducia, perché la sua voce trovasse la verità che cercavamo.</p>
<p><strong>Qual è, secondo lei, il valore culturale e professionale di un festival come quello di Catania per il cinema indipendente? </strong>Indecifrabilmente altissimo, senza ombra di dubbio.<br />
I festival di cinema indipendente — la maggior parte in Italia — sono fondamentali per <strong>mostrare il proprio lavoro</strong>, per <strong>respirare l’ambiente del cinema</strong> e per <strong>capire con chi si vuole condividere il proprio percorso</strong>. Durante un festival possono nascere collaborazioni, confronti e persino nuove amicizie artistiche: è un terreno fertile per chi ama raccontare. <strong>Catania Film Fest</strong> è un festival che stimo molto per la sua <strong>scelta autoriale</strong>. <em>Emanuele Rauco</em> è un grandissimo critico e appassionato di cinema, capace, schietto e profondamente onesto nel suo sguardo. Ben vengano i festival <strong>senza tappeti rossi</strong>, senza glamour, ma costruiti <strong>attorno a un tavolo imbandito</strong>, con un bicchiere di vino e la voglia autentica di parlare di <strong>cinema, società e cultura</strong>. <strong>Viva il Catania Film Festival.</strong></p>
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<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-97887" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-1024x577.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-1024x577.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-300x169.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-768x432.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-1536x865.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina-678x381.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/11/Locandina.jpg 1600w" alt="" width="1024" height="577" /></figure>
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<p><strong>Il festival ospita il documentario Nuova alba, dedicato all’intelligenza artificiale. Qual è la sua posizione sul rapporto tra tecnologia e creatività artistica?</strong></p>
<p>Il mio rapporto con la tecnologia è abbastanza semplice, direi essenziale. Conosco le tecniche standard, quelle basilari, ma non vado oltre: non ho mai usato TikTok, per esempio, e sinceramente non saprei nemmeno da dove cominciare.<br />
Quando scrivo, preferisco sempre <strong>annotare a mano</strong> gli argomenti o le idee principali prima di passare al computer. Lo faccio soprattutto quando lavoro a un libro: mi serve il contatto fisico con la carta, la lentezza della scrittura manuale. Ovviamente, non amo l’idea che si usi l’intelligenza artificiale per <strong>scrivere sceneggiature o drammaturgie teatrali</strong>. Finora rimango un po’ guardingo, perché credo che la creatività umana non possa essere sostituita da un algoritmo. Detto questo, non voglio <strong>demonizzare la tecnologia</strong>: può essere uno strumento utile, se usato con misura. Deve rimanere un <strong>supporto</strong>, non un sostituto. Può aiutarci a <strong>semplificare certi processi</strong> o a ridurre lo stress del lavoro, ma il cuore di ogni opera deve restare umano.</p>
<p><strong>Ha già in cantiere nuovi progetti? Può anticipare qualcosa?</strong></p>
<p>Tra non molto uscirà un mio documentario sul tema della pesca consapevole nel 2025, co-diretto con <strong>Edoardo Nervi</strong>: <em>Elia – un racconto di mare e per il mare</em>. Racconta la storia di un pescatore genovese, <strong>Elia Orecchia</strong>, e il suo rapporto con il mare e la sostenibilità. A gennaio porterò in scena uno spettacolo teatrale che sto scrivendo con <strong>Massimo Olcese</strong> (non è mio padre), dedicato alla violenza di genere e digitale. Sarà in cartellone al <strong>Teatro Alessandrino</strong>, un grande onore e una responsabilità enorme. Sto inoltre ultimando un romanzo psicologico, <em>La Salita del Melograno</em>. Subito dopo, lavorerò a un documentario su una figura storica del teatro genovese, ma al momento non posso ancora svelare nulla. Infine, sto iniziando a pensare al mio <strong>primo lungometraggio</strong>, anche se forse è ancora presto per parlarne concretamente.</p>
<p>@<strong>Riproduzione Riservata</strong></p>
<p>…</p>
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<div id="attachment_86458" style="width: 286px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-86458" class="wp-image-86458" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Maria-Sole-Stancampiano--768x1024.jpg" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Maria-Sole-Stancampiano--768x1024.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Maria-Sole-Stancampiano--225x300.jpg 225w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Maria-Sole-Stancampiano--1152x1536.jpg 1152w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/04/Maria-Sole-Stancampiano-.jpg 1200w" alt="" width="276" height="368" data-id="86458" /><p id="caption-attachment-86458" class="wp-caption-text">Maria Sole Stancampiano</p></div><figcaption class="wp-element-caption"> </figcaption></figure>
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<div id="attachment_93828" style="width: 282px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-93828" class="wp-image-93828" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Antonella-La-Mantia-.jpg" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Antonella-La-Mantia-.jpg 729w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2025/09/Antonella-La-Mantia--273x300.jpg 273w" alt="" width="272" height="300" data-id="93828" /><p id="caption-attachment-93828" class="wp-caption-text">Antonella la Mantia</p></div></figure>
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		<title>Notte Bianca in Via Margutta: arte, cinema e creatività nel cuore di Roma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Oct 2025 14:32:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[notte bianca]]></category>
		<category><![CDATA[via Margutta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="800" height="600" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/MARGUTTA-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/MARGUTTA-1.png 800w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/MARGUTTA-1-300x225.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/MARGUTTA-1-768x576.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/MARGUTTA-1-585x439.png 585w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></p>
<p>Il 14 ottobre 2025 la storica “Strada degli Artisti” si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto con mostre, performance e incontri speciali. Un evento unico che ospita il “Fuori&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/10/notte-bianca-in-via-margutta-arte-cinema-e-creativita-nel-cuore-di-roma/">Notte Bianca in Via Margutta: arte, cinema e creatività nel cuore di Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="134" data-end="428"><em><strong>Il 14 ottobre 2025 la storica “Strada degli Artisti” si trasforma in un palcoscenico a cielo aperto con mostre, performance e incontri speciali. Un evento unico che ospita il “Fuori Sala” di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, dedicata alle nuove generazioni. Cinema, cultura e intrattenimento fino a mezzanotte.</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 14 ottobre 2025 <strong>Via Margutta</strong>, storica “Strada degli Artisti” nel cuore di Roma, si anima con la <strong>Notte Bianca</strong>, un evento speciale all’insegna dell’arte, della cultura e dell’intrattenimento. La celebre via romana ospiterà per l’occasione il <strong>&#8220;Fuori Sala&#8221; </strong>della XVIII Edizione di <strong><em>Alice nella Città </em></strong>il festival diretto da Fabia Bettini e Gianluca Giannelli, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, dedicata al cinema per ragazzi e alle nuove generazioni.</p>
<p>L’iniziativa, promossa dal <strong>Consiglio Direttivo dell’Associazione Internazionale di Via Margutta</strong>, patrocinata e sostenuta dell’<strong>Assessorato ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale</strong>, punta a valorizzare le attività e le realtà culturali di Via Margutta, attraverso, mostre, proiezioni, performance artistiche e incontri con autori, in una cornice suggestiva e ricca di fascino.</p>
<p>Un’opportunità unica per riscoprire uno dei luoghi più iconici della capitale, dove arte e creatività continuano a vivere nel presente e far visita nell’occasione alle oltre 30 attività commerciali presenti in Via Margutta, che hanno aderito con entusiasmo e spirito associativo all’iniziativa e che protrarranno fino alla mezzanotte la propria apertura.</p>
<p>Dalle ore <strong>18.00</strong>, l’avvio ufficiale della manifestazione con il monologo “Come tu mi vuoi” di Pirandello letto da <strong>Elena Sofia Ricci </strong>programmato alle 18.30 nella Maison Bosi in Via Margutta, 29. A seguire in tutta Via Margutta experience legate al mondo dell’arte, del design, della moda, del food &amp; wine e letture ad alta voce legate al femminile, come la presentazione del libro “Da parte di madre” di <strong>Federica De Paolis </strong>insiema a <strong>Mia Benedetta </strong>programmata alle 19.15 nella Galleria Russo in Via Alibert, 20 ed infine lo spettacolo di stand up comedy “Esagerate! Più che un aggettivo un’esortazione” di <strong>Cinzia Spanò</strong>, presidente dell’Associazione Amleta per il contrasto al divario di genere e agli abusi nel mondo dello spettacolo, che andrà in scena in due appuntamenti il primo alle ore 20.00 e il secondo alle ore 22.00 a Margutta Home in Via Margutta, 55.</p>
<p>La Notte Bianca di Via Margutta vedrà protagoniste le seguenti attività commerciali di Via Margutta, all’interno delle quali si susseguiranno le varie experience:<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-110091 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/locandina-marg-240x300.jpeg" alt="" width="296" height="370" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/locandina-marg-240x300.jpeg 240w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/locandina-marg-819x1024.jpeg 819w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/locandina-marg-768x960.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/locandina-marg-585x731.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/10/locandina-marg.jpeg 1080w" sizes="(max-width: 296px) 100vw, 296px" /></p>
<p><strong>Il Margutta Veggy Food &amp; Art </strong>&#8211; Via Margutta 112/118: Il Margutta Veggy Food &amp; Art presenta “RISVEGLI in Via</p>
<p>Margutta” Una performance tra pittura e musica dedicata al Maestro Federico Fellini. L’Artista Antonio La Rosa</p>
<p>realizzerà un’opera pittorica live ispirata al mondo onirico di Fellini, accompagnato dalle musiche eseguite dal vivo al pianoforte, dal maestro Antonio Nasca, tra omaggi a Nino Rota e atmosfere da Dolce Vita. Un’esperienza</p>
<p>immersiva nel cuore creativo di Via Margutta, che si concluderà con un brindisi dedicato all’Arte, al Cinema e a via</p>
<p>Margutta. Dalle ore 19,30 alle 21,00.</p>
<p><strong>Babette </strong>&#8211; Via Margutta, 1d.<br />
<strong>Margutta Design </strong>&#8211; Via Margutta 5/6:</p>
<p>Musica dal vivo con l’esecuzione delle più celebri colonne sonore con la contemporanea proiezione delle scene corrispondenti ai brani eseguiti. Un’esperienza immersiva per gli ospiti.</p>
<p><strong>Minicucine Desco Via Margutta </strong>Architetto Alessandro Palladino &#8211; Via Margutta, 109: Proiezione di un corto realizzato dall’Architetto Alessandro Palladino e mandato alla Biennale del Cinema di Venezia nel 2023 (CEMENTO), sulla sicurezza nei cantieri. L’Architetto Alessandro Palladino disegnerà dal vivo una scena di un film.</p>
<p><strong>Margutta &amp; Partners </strong>Via Margutta, 9: “Performance” “VIOLINO diVINO” 1-Artista 2-Violinista 3-Cantina di Vino.</p>
<p>Esposizione nello studio dei quadri dell’Artista –Live painting sulla Via –Cantina presente con un vino particolare che fa da cornice alla Performance.</p>
<p><strong>Full Project </strong>&#8211; Via Margutta,14: Protagonista l’artigianalità con la presentazione di gioielli e accessori realizzati</p>
<p>interamente a mano, donando il 50% del ricavato all’Associazione Rinascita Solidale.</p>
<p><strong>Sergio Nesci </strong>&#8211; Via Margutta, 18a: Experience dedicata alla tradizione sartoriale italiana, elemento distintivo del</p>
<p>nostro marchio. Allestimento includerà capi ispirati ad attori storici, un’esposizione sull’evoluzione dei macchinari</p>
<p>nel tempo, e un’area interattiva dove i visitatori potranno cimentarsi con ago e filo, sperimentando in prima</p>
<p>persona l’arte del cucito.</p>
<p><strong>Emme Restaurant </strong>&#8211; Via Margutta, 19.</p>
<p><strong>L Marine Group </strong>&#8211; Via Margutta, 34/35.</p>
<p><strong>Antichità Valerio Turchi </strong>&#8211; Via Margutta, 91.</p>
<p><strong>Coen Arazzi e Tappeti Antichi </strong>&#8211; Via Margutta 63/65.</p>
<p><strong>La Nuvola Arte Contemporanea </strong>&#8211; Via Margutta, 41 &#8211; Mostra personale dell’Artista contemporaneo Paolo Del Gallo.</p>
<p><strong>Sesto Senso art Gallery </strong>&#8211; Via Margutta, 43: Night Caffè: Presentazione al pubblico del nuovo dipinto di Antonio Tamburro e performance live del pittore Cristiano Quagliozzi, che realizzerà un’opera dedicata alla madre attrice, Stefania Menchinelli.</p>
<p><strong>Punto Pelle </strong>&#8211; Via Margutta, 45.<br />
<strong>HENRYTIMI </strong>&#8211; Via Margutta 47/A: HENRYTIMI roma “Origine dell’Originario”. <strong>Richard Saltoun Gallery </strong>&#8211; Via Margutta, 48: Mostra d’Arte in corso.</p>
<p><strong>Nikolas Art Gallery </strong>&#8211; Via Margutta, 85: Realizzazione live di un’opera scultorea/pittorica dell’Artista Nikolas Tsorpatzids.</p>
<p><strong>Medusa Art Gallery </strong>&#8211; Via Margutta, 55C: “Gran Tour di Marmi”.<br />
<strong>Ileana Licari </strong>&#8211; Vicolo Dell’Orto Di Napoli, 7 (angolo Via Margutta): La Designer del Brand &#8220;Ileana Licari&#8221; mostrerà</p>
<p>ai partecipanti come si applicano le borchie sugli accessori e sulle borse da lei realizzate. <strong>Trollbeads </strong>&#8211; Via Margutta, 83B: “Welcome to Trollbeads” promozione “Bracciale Notte Bianca”. <strong>Galleria W. Apolloni </strong>&#8211; Via Margutta, 53/b: Mostra di Erik Desmazière.</p>
<p><strong>Maison Bosi </strong>&#8211; Via Margutta, 29: Esposizione opere decollage (multipli) dell’Artista Mimmo Rotella, l’inventore</p>
<p>dello strappo e del decollare, con soggetti inerenti a temi del cinema italiano e internazionale.</p>
<p><strong>SPAZIO MARGUTTA </strong>&#8211; Via Margutta, 86: Realizzazione dal vivo della Jewelry Designer Gaia Caramazza di un</p>
<p>gioiello creato con la tecnica della cera persa ispirato al mondo del Cinema. Presentazione di Abiti di Alta Moda</p>
<p>della Maison Storica “Emilio Schuberth” indossati da Sophia Loren e da altre Dive del Cinema Italiano.</p>
<p><strong>Galleria d’Arte Marchetti </strong>&#8211; Via Margutta, 84: CARTE PER ORIENTARSI. Opere su carta del 900 italiano. In esposizione opere su carta di 28 artisti di diverse generazioni, fra i più importanti nella storia del XX secolo in Italia:</p>
<p>Angeli, Attardi, Balla, Bartolini, Boille, De Chirico, Fazzini, Festa, Fontana, Greco, Guttuso, Mambor, Maselli, Morlotti, Muccini, Notargiacomo, Paolini, Perilli, Pinelli Pirandello, Rotella, Schifano Scordia, Sughi Tamburi, Turcato, Vespignani, Ziveri.</p>
<p><strong>Il Marmoraro </strong>&#8211; Via Margutta, 53B.<br />
<strong>Ottica Vidi Margutta </strong>&#8211; Via Margutta, 79/80: Performance artistica accompagnata da un rinfresco. <strong>Babuino Viaggi </strong>&#8211; Via Margutta, 73.</p>
<p><strong>Serra Roma </strong>&#8211; Via Margutta, 57: Esposizione collezione di gioielli archeologici. Dal 1910 la famiglia Serra rende omaggio alla Città Eterna e ai suoi tesori. I talentuosi orafi di Serra utilizzano autentiche monete romane in oro e argento, pietre romane incise (intagli romani), marmi imperiali o piccoli bronzi per creare gioielli unici nel loro genere, realizzati a mano. Serra valorizza questi reperti archeologici, realizzando gioielli in stile classico romano o contemporaneo.</p>
<p><strong>Miu Miu </strong>&#8211; Via Margutta, 61b.<br />
<strong>Galleria Russo </strong>&#8211; Via Alibert, 20: Mostra di Sergio Fermariello.</p>
<p><strong>Margutta Home </strong>&#8211; Via Margutta, 55: Margutta Home in collaborazione con la Galleria “Clode Art Gallery” ospiterà</p>
<p>le opere dell’Artista Emilio Leofreddi ispirate al mondo del cinema.</p>
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<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F10%2F10%2Fnotte-bianca-in-via-margutta-arte-cinema-e-creativita-nel-cuore-di-roma%2F&amp;linkname=Notte%20Bianca%20in%20Via%20Margutta%3A%20arte%2C%20cinema%20e%20creativit%C3%A0%20nel%20cuore%20di%20Roma" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F10%2F10%2Fnotte-bianca-in-via-margutta-arte-cinema-e-creativita-nel-cuore-di-roma%2F&#038;title=Notte%20Bianca%20in%20Via%20Margutta%3A%20arte%2C%20cinema%20e%20creativit%C3%A0%20nel%20cuore%20di%20Roma" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/10/notte-bianca-in-via-margutta-arte-cinema-e-creativita-nel-cuore-di-roma/" data-a2a-title="Notte Bianca in Via Margutta: arte, cinema e creatività nel cuore di Roma"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/10/10/notte-bianca-in-via-margutta-arte-cinema-e-creativita-nel-cuore-di-roma/">Notte Bianca in Via Margutta: arte, cinema e creatività nel cuore di Roma</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>I GRANDI FESTIVAL: DA VENEZIA A ROMA E NEL LAZIO: la XXX edizione dal 18 al 30 settembre 2025</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/i-grandi-festival-da-venezia-a-roma-e-nel-lazio-la-xxx-edizione-dal-18-al-30-settembre-2025/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=i-grandi-festival-da-venezia-a-roma-e-nel-lazio-la-xxx-edizione-dal-18-al-30-settembre-2025</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Sep 2025 04:45:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Da Venezia a Roma nel Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Grandi festival]]></category>
		<category><![CDATA[rassegna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1362" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-300x213.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-1024x726.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-768x545.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-1536x1090.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-1170x830.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-585x415.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Anteprime esclusive, opere premiate e incontri con registi e interpreti: torna I Grandi Festival – Da Venezia a Roma e nel Lazio, l’appuntamento che rende accessibile al grande pubblico il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1920" height="1362" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-300x213.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-1024x726.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-768x545.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-1536x1090.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-1170x830.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/09/IMG_0314-585x415.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p><p><i>Anteprime esclusive, opere premiate e incontri con registi e interpreti: torna I Grandi Festival – Da Venezia a Roma e nel Lazio, l’appuntamento che rende accessibile al grande pubblico il meglio della Mostra del Cinema di Venezia. Oltre 20 sale coinvolte tra la Capitale e la Regione, proiezioni in lingua originale sottotitolata e un programma che celebra trent’anni di dialogo tra i due poli della settima arte.</i></p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15"><br />
Dal 18 al 30 settembre 2025 torna a Roma e in numerose sale del Lazio la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">XXX edizione</strong> de <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">I GRANDI FESTIVAL: Da Venezia a Roma e nel Lazio</em></strong>, l’attesa rassegna cinematografica che ogni anno rende accessibile al grande pubblico una selezione prestigiosa di film provenienti direttamente dalla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Un’occasione unica per gli spettatori di immergersi nelle visioni, nelle storie e nei linguaggi del cinema contemporaneo, attraverso una programmazione attenta e coinvolgente che tocca tanto i titoli più premiati quanto le proposte delle sezioni parallele.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">«Trent’anni sono un traguardo importante, ma anche uno slancio verso il futuro. Questa rassegna continua a rinnovarsi, mantenendo però intatta la sua missione: far vivere il festival veneziano anche al di fuori del Lido, rendendolo parte integrante della vita culturale della nostra città e della nostra regione», dichiara <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Leandro Pesci</strong>, presidente di ANEC Lazio. «Il pubblico romano e laziale potrà vedere in anteprima film straordinari, spesso in lingua originale con sottotitoli, molti dei quali premiati o acclamati dalla critica, in sale che da sempre promuovono cultura e qualità».</span></p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">«Siamo felici di condividere con ANEC Lazio, e tutte le altre istituzioni coinvolte, la soddisfazione di rinnovare un appuntamento così atteso e apprezzato dal pubblico romano &#8211; afferma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Massimiliano Smeriglio</strong>, assessore alla cultura di Roma Capitale &#8211; L’opportunità di assistere in anteprima, in diverse sale capitoline, a una selezione delle opere più significative presentate all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, getta un ponte ideale tra due città che hanno fatto e fanno la storia della settima arte.  Dopo la rassegna dedicata a Cannes nel luglio scorso, realizzata sempre da ANEC e Circuito Cinema in collaborazione con Roma Capitale, e le tante iniziative che stiamo promuovendo per portare ancora di più le persone a godere della magia del grande schermo, come le arene estive in tutta la città, dal 18 settembre si apre una nuova finestra sul mondo che arricchirà ulteriormente la qualità dell’offerta culturale cinematografica della Capitale.».</span></p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">«Ringrazio ANEC per il grande lavoro che porta avanti – asserisce <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Antonello Aurigemma</strong>, presidente del Consiglio Regionale del Lazio &#8211; “I grandi festival” è una manifestazione di profondo valore, giunta alla 30ma edizione, dando la possibilità di vedere nei cinema di Roma e del Lazio alcuni film che hanno partecipato all’ultima edizione del festival di Venezia. Un’iniziativa di grande significato culturale: queste sono occasioni utili anche per ribadire l’importanza e il ruolo dei cinema, sia a livello culturale che sociale. Una sala aperta significa anche valorizzare il territorio. Senza dimenticare l’immenso valore dell’arte, come ogni forma d’espressione: in questo caso parliamo di opere cinematografiche, che racchiudono storie, emozioni, costituendo anche motivo di riflessioni su varie tematiche. Queste iniziative rappresentano importanti occasioni di confronto tra istituzioni e mondo produttivo, in questo caso il settore cinematografico, che costituisce una risorsa di rilevanza strategica per il nostro Paese e anche per la nostra regione».</span></p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">L’edizione 2025 si caratterizza per l’ampio spazio dedicato ai film che hanno ricevuto riconoscimenti ufficiali alla Biennale, a partire da <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Father Mother Sister Brother</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Jim Jarmusch</strong>, vincitore del Leone d’Oro al Miglior Film, e <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">The Voice of Hind Rajab</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Kaouther Ben Hania</strong>, che ha conquistato sia il Leone d’Argento sia il Gran Premio della Giuria. In programma anche il vincitore della Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile, <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">The Sun Rises on Us All</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Cai Shangjun</strong>, e <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Il rapimento di Arabella</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Carolina Cavalli</strong>, insignito del Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile. Tra gli altri titoli premiati, anche <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Sotto le nuvole</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Gianfranco Rosi</strong> (Premio Speciale della Giuria), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">À pied d’œuvre</em></strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Valérie Donzelli</strong> (Premio per la Miglior Sceneggiatura), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Short Summer</em></strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Nastia Korkia</strong> (Leone del Futuro &#8211; Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Lost Land</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Akio Fujimoto</strong> (Premio Orizzonti – Giuria Speciale), <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">A House of Dynamite</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Kathryn Bigelow</strong> (Premio Fanheart3 – Graffetta d’Oro), e <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Waking Hours</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Federico Cammarata</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Filippo Foscarini</strong>, premiato alla Settimana Internazionale della Critica per il Miglior Contenuto Tecnico.</span></p>
<p>Grande attenzione sarà dedicata anche alle <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Giornate degli Autori</em>, che si confermano uno dei cuori pulsanti della rassegna. In concorso, troveremo opere come <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Anoche conquisté Tebas</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Gabriel Azorín</strong>, premiato con il Bisato d’Oro, e <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">A Sad and Beautiful World</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Cyril Aris</strong>, vincitore del Premio del Pubblico GdA, lo stesso riconoscimento assegnato anche a <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Memory</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Vladlena Sandu</strong>. Spiccano inoltre <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Daroon-e Amir (Inside Amir)</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Amir Azizi</strong>, vincitore del GdA Director’s Award, e <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Arkoudotrypa (Bearcave)</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Stergios Dinopoulos</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Krysianna B. Papadakis</strong>, insignito del Label Europa Cinemas. Tra i premi speciali, <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Past Future Continuous</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Morteza Ahmadvand</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Firouzeh Khosrovani</strong>ha ricevuto una Menzione per il miglior artista multidisciplinare, mentre <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Vainilla</em></strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Mayra Hermosillo</strong> si è aggiudicato il Premio Autrici Under 40 Valentina Pedicini.</p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">Non mancheranno gli sguardi innovativi della sezione <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Orizzonti</em>, dove saranno proposte opere che esplorano linguaggi cinematografici nuovi e diversificati. Oltre ai già citati film premiati, in programma figurano titoli come <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Mother</em></strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Teona Strugar Mitevska</strong>, <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Father</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Tereza Nvotová</strong>, <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Hiedra</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Ana Cristina Barragan</strong>, <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Grand Ciel</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Akihiro Hata</strong> e <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Milk Teeth</em></strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Mihai Mincan</strong>. Si conferma anche quest’anno la varietà geografica e stilistica di questa sezione, capace di offrire uno spaccato significativo del cinema internazionale più recente.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">Anche la Settimana Internazionale della Critica avrà uno spazio dedicato, con la proiezione di <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Waking Hours</em></strong> e del programma speciale <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">SIC@SIC Short Italian Cinema</em></strong>, che include cortometraggi firmati da giovani autori italiani tra cui <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Simone Massi</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Nadir Taji</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Paoli De Luca</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Fabio Bobbio</strong>, offrendo così uno sguardo sulle nuove leve del nostro cinema.</span></p>
<p>Numerosi gli incontri con autori, registi e interpreti, che accompagneranno molte delle proiezioni. Tra i partecipanti attesi: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Antonio Morabito</strong> (<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Indietro così!</em></strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Anna Negri</strong> (<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Toni, mio padre</em></strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Loris G. Nese</strong> (<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Una cosa vicina</em></strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Gianluca Matarrese</strong> (<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Il quieto vivere</em></strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Luca Bianchini</strong> (<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Articolo 1</em></strong>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Roland Sejko (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Film di Stato</em>), Giovanni Troilo (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Life Beyond the Pine Curtain</em>), Monica Repetto (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Tevere Corsaro</em>), Nicolangelo Gelormini, Valeria Golino, Jasmine Trinca, Saul Nanni (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">La Gioia</em>), Tomaso Pessina (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">L&#8217;incanto</em>) </strong>e altri ancora. Particolare attenzione sarà riservata al convegno<em><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Intelligenza Artificiale: tutto quello che avreste voluto sapere e non avete mai osato chiedere</strong></em>, previsto domenica 21 settembre al Cinema Farnese, promosso da Giornate degli Autori, SIAE, ANAC, 100autori e AMCF, con il contributo del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">prof. Alfredo Valeri</strong>(Sapienza Università di Roma).</p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">Le proiezioni si svolgeranno in numerose sale della Capitale, tra cui <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Farnese</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> 4 Fontane</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> Nuovo Olimpia</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Giulio Cesare</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Adriano</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Greenwich, Eden</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> Intrastevere</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> Multisala Lux e Tibur</strong>. Coinvolti anche diversi cinema del Lazio: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Cinema Palma di Trevignano Romano, Cinema Mancini di Monterotondo</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> Multisala Moderno di Bolsena</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> Multisala Dream di Frosinone</strong>,<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> Politeama di Frascati </strong>e<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Multisala Rio di Terracina</strong>.</span></p>
<p>Tutti i film saranno proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano. L’ingresso per singola proiezione è di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">€ 7,00</strong>, mentre è disponibile un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">conveniente abbonamento</strong> per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">10 spettacoli al costo di € 40,00</strong>, acquistabile online sul sito ufficiale <a href="https://customer158.musvc2.net/e/tr?q=5%3dOXU%26D%3dO%26G%3dRXQV%26B%3dSQZUaX%26N%3d5LHI_Esqs_Pc_Ftpr_Pi_Esqs_OhKPJ.N7O6KD8GLy6BDC.BG%266%3dANFN1U.A7H%26BF%3dTWUUU%26HL%3dObPXWaOYNbQTQS3y4x%266%3dUT7T4OVW7VbTXzY471XX5SZS9ObzXxa4VO7T4zbVT3SU93S37ySXcWaX6z6O8zXX&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://customer158.musvc2.net/e/tr?q%3D5%253dOXU%2526D%253dO%2526G%253dRXQV%2526B%253dSQZUaX%2526N%253d5LHI_Esqs_Pc_Ftpr_Pi_Esqs_OhKPJ.N7O6KD8GLy6BDC.BG%25266%253dANFN1U.A7H%2526BF%253dTWUUU%2526HL%253dObPXWaOYNbQTQS3y4x%25266%253dUT7T4OVW7VbTXzY471XX5SZS9ObzXxa4VO7T4zbVT3SU93S37ySXcWaX6z6O8zXX%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1758105143421000&amp;usg=AOvVaw1I79GMQ-9KV4_zCEvJVTuM"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">www.vivispettacolo.it</strong></a>.</p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">Per il programma dettagliato delle proiezioni, l’elenco completo delle sale aderenti e tutte le informazioni aggiornate, è possibile consultare il sito <a href="https://customer158.musvc2.net/e/tr?q=A%3dMbM%26J%3dM%26K%3dJdOZ%264%3dYOdMgV%26R%3dwRFM_7yow_Hi_Dxhx_Nm_7yow_GnITB.90BrJwWxM.yL2%26B%3d9R8TyY.3CF%26F8%3dZUYMa%26FP%3dGhNbOgMcFhOXIY%264%3dZ9w8ps020GBUCugP9N9OepYOCIB2erePaHdUYICS9IaRbKgSCsay0G9NgHdPYKYMYuh1&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://customer158.musvc2.net/e/tr?q%3DA%253dMbM%2526J%253dM%2526K%253dJdOZ%25264%253dYOdMgV%2526R%253dwRFM_7yow_Hi_Dxhx_Nm_7yow_GnITB.90BrJwWxM.yL2%2526B%253d9R8TyY.3CF%2526F8%253dZUYMa%2526FP%253dGhNbOgMcFhOXIY%25264%253dZ9w8ps020GBUCugP9N9OepYOCIB2erePaHdUYICS9IaRbKgSCsay0G9NgHdPYKYMYuh1%26mupckp%3DmupAtu4m8OiX0wt&amp;source=gmail&amp;ust=1758105143421000&amp;usg=AOvVaw2P4mLsWTQPmaXq-otUSeXI"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">www.aneclazio.com</strong></a>.</span></p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">Le richieste di accrediti stampa, indicando il film prescelto, possono essere inviate all’indirizzo mail: <a href="mailto:info@elisabettacastiglioni.it" target="_blank" rel="noopener"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">info@elisabettacastiglioni.it</strong></a>. Sono esclusi gli accrediti stampa per i film per le proiezioni dei film <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Duse</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Sotto le nuvole</em> e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">The voice of Hind Rajab</em>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-originalfontsize="15px" data-originalcomputedfontsize="15">I GRANDI FESTIVAL: Da Venezia a Roma e nel Lazio<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15"> è un progetto ideato e realizzato da ANEC Lazio, con il contributo di Roma Capitale – Assessorato alla Cultura, il riconoscimento della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura, e il sostegno della Regione Lazio e della Fondazione Cinema per Roma, in collaborazione con Giornate degli Autori e SNCCI (gruppo Regione Lazio) &#8211; Settimana Internazionale della Critica.</em></span></p>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="15">Mobility partner: ATAC &#8211; Media partner: Iwelfare, Dimensione Suono Soft, Roma Today, Mymovies.it, Radio Roma Tv</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F18%2Fi-grandi-festival-da-venezia-a-roma-e-nel-lazio-la-xxx-edizione-dal-18-al-30-settembre-2025%2F&amp;linkname=I%20GRANDI%20FESTIVAL%3A%20DA%20VENEZIA%20A%20ROMA%20E%20NEL%20LAZIO%3A%20la%20XXX%20edizione%20dal%2018%20al%2030%20settembre%202025" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F09%2F18%2Fi-grandi-festival-da-venezia-a-roma-e-nel-lazio-la-xxx-edizione-dal-18-al-30-settembre-2025%2F&#038;title=I%20GRANDI%20FESTIVAL%3A%20DA%20VENEZIA%20A%20ROMA%20E%20NEL%20LAZIO%3A%20la%20XXX%20edizione%20dal%2018%20al%2030%20settembre%202025" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/i-grandi-festival-da-venezia-a-roma-e-nel-lazio-la-xxx-edizione-dal-18-al-30-settembre-2025/" data-a2a-title="I GRANDI FESTIVAL: DA VENEZIA A ROMA E NEL LAZIO: la XXX edizione dal 18 al 30 settembre 2025"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/09/18/i-grandi-festival-da-venezia-a-roma-e-nel-lazio-la-xxx-edizione-dal-18-al-30-settembre-2025/">I GRANDI FESTIVAL: DA VENEZIA A ROMA E NEL LAZIO: la XXX edizione dal 18 al 30 settembre 2025</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Gioia mia: l’estate siciliana che ha conquistato Locarno</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/17/gioia-mia-lestate-siciliana-che-ha-conquistato-locarno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gioia-mia-lestate-siciliana-che-ha-conquistato-locarno</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Aug 2025 05:40:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Locarno]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Gioia mia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="686" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-300x129.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-1024x439.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-768x329.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-1536x659.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-1170x502.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-585x251.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>&#8220;Il cinema non mostra la vita come è, ma come la sentiamo.&#8221; – Andrei Tarkovskij Oggi il Festival del Film di Locarno ha chiuso le sue porte, e la città,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/17/gioia-mia-lestate-siciliana-che-ha-conquistato-locarno/">Gioia mia: l’estate siciliana che ha conquistato Locarno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="686" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-300x129.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-1024x439.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-768x329.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-1536x659.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-1170x502.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9932-585x251.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;Il cinema non mostra la vita come è, ma come la sentiamo.&#8221;</em> – <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Andrei Tarkovskij</strong></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oggi il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Festival del Film di Locarno</strong> ha chiuso le sue porte, e la città, ancora avvolta nell’eco degli applausi, porta con sé il ricordo di storie che hanno emozionato, fatto riflettere e fatto sognare. Tra queste, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">spicca <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gioia mia</em></strong>, il film di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Margherita Spampinato</strong>, che nella sezione <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cineasti del Presente</strong> ha conquistato il cuore di critica e pubblico con la delicatezza di un racconto intimo e universale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nico, il giovane protagonista, arriva in Sicilia con lo smartphone in mano e lo sguardo già proiettato su mondi digitali. La zia <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gela</strong>, donna anziana, devota e legata alle tradizioni, lo introduce a un tempo diverso, lento e profondo. Il sole che si riflette sugli ulivi, il vento che muove le fronde e porta con sé l’odore della terra bagnata, il canto delle cicale che accompagna il tramonto: tutto diventa poesia.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ogni giornata trascorsa con Gela è una lezione di vita: imparare a fare il pane, raccogliere le arance, ascoltare storie di antiche leggende siciliane. Ogni gesto semplice diventa sacro, ogni silenzio un invito a osservare e sentire. Nico scopre che il mondo reale può essere altrettanto affascinante di quello digitale, e che le piccole cose custodiscono <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">memorie, emozioni e legami</strong> che nessuna tecnologia potrà mai sostituire.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Sicilia di Spampinato non è solo uno sfondo, ma un vero e proprio personaggio. I vicoli stretti dei paesi, le piazzette illuminate dal sole, i balconi pieni di fiori e il mare che scintilla come un mosaico di luce liquida al tramonto: ogni elemento racconta la storia di un’isola sospesa tra mito e realtà. La regista costruisce una fotografia poetica e sensoriale: la luce calda del pomeriggio che filtra tra gli ulivi, le ombre che danzano sulle pietre, il fruscio dell’acqua nei canali e il profumo della terra dopo un temporale estivo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gioia mia</em> ha conquistato due prestigiosi riconoscimenti a Locarno:</p>
<ul>
<li data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Premio speciale della giuria</strong>: per il secondo miglior film del concorso, accompagnato da una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">campagna promozionale del valore di 25.000 franchi svizzeri</strong> sui canali Ciné+ in Francia.</li>
<li data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Premio per la miglior interpretazione</strong>: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Aurora Quattrocchi</strong>, interprete di Gela, che ha emozionato il pubblico con una performance intensa, delicata e memorabile.</li>
</ul>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gli applausi in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Piazza Grande</strong> sono stati lunghi, a volte interrotti da risate o sospiri di commozione. Lo schermo gigante, illuminando le facce del pubblico, ha creato un momento collettivo in cui storie e spettatori sembravano fondersi, un’esperienza di cinema che travalica le parole.</p>
<h3><span style="font-size: 14px; font-family: 'PT Serif', serif;">Il </span><strong style="font-size: 14px; font-family: 'PT Serif', serif;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Festival del Film di Locarno</strong><span style="font-size: 14px; font-family: 'PT Serif', serif;">trasforma ogni anno la città in un palcoscenico unico. Piazza Grande, con i suoi oltre 8.000 spettatori, diventa un luogo dove la luce dello schermo si fonde con quella naturale della sera, creando un’esperienza immersiva, sensoriale e collettiva.</span></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oltre alle proiezioni principali, il festival offre workshop, incontri con registi e attori, eventi collaterali e momenti di riflessione culturale. In questo contesto, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gioia mia</em> si inserisce come un’opera che parla di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">legami familiari, memoria, crescita e scoperta</strong>, emozionando spettatori di ogni età e provenienza.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questi anni vedono una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">grande fioritura di opere firmate da registe italiane</strong>, capaci di conquistare festival internazionali e attirare attenzione critica e pubblica. Film come <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gioia mia</em>testimoniano la forza e la sensibilità delle autrici italiane, che raccontano storie intime ma universali, con uno sguardo originale e poetico. Tra le protagoniste di questo fermento troviamo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Alice Rohrwacher</strong> (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le meraviglie</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lazzaro felice</em>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francesca Archibugi</strong> (<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il nome del figlio</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Viva la libertà</em>), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Laura Morante</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Martina Parenti</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cristiana Capotondi</strong>, tutte registe che con le loro opere stanno dando nuova linfa al cinema italiano contemporaneo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La storia di Nico e Gela insegna a guardare il mondo con occhi diversi. Le giornate trascorrono tra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">piccoli gesti, sguardi complici e momenti di pura contemplazione</strong>: il cucinare insieme, le passeggiate tra ulivi e aranci, le storie della zia che parlano di antiche credenze e di spiriti della natura. Ogni scena è un invito alla lentezza, a percepire i dettagli più piccoli, a trovare bellezza nelle cose ordinarie che spesso ignoriamo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La Sicilia raccontata da Spampinato è viva: il mare che riflette il cielo, il vento che porta profumi e suoni, le strade che respirano storia e memoria. Nico impara a sentire, a osservare, a comprendere che il tempo reale, quello fatto di emozioni e di relazioni, è il vero tesoro della vita.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Con il festival appena concluso, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Gioia mia</em> ci ricorda che il cinema non è solo narrazione, ma <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esperienza collettiva e sensoriale</strong>. È un viaggio emotivo che resta nel cuore molto tempo dopo l’ultima proiezione, un invito a rallentare, osservare, ascoltare e sentire.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Mentre le luci di Piazza Grande si spengono e il silenzio della notte avvolge Locarno, il ricordo di Nico e Gela rimane vivo. Rimane la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">meraviglia per la bellezza quotidiana</strong>, la gratitudine per i legami che ci definiscono e la consapevolezza che il cinema, come la vita, è fatto di dettagli, emozioni e sogni condivisi.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F17%2Fgioia-mia-lestate-siciliana-che-ha-conquistato-locarno%2F&amp;linkname=Gioia%20mia%3A%20l%E2%80%99estate%20siciliana%20che%20ha%20conquistato%20Locarno" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F17%2Fgioia-mia-lestate-siciliana-che-ha-conquistato-locarno%2F&#038;title=Gioia%20mia%3A%20l%E2%80%99estate%20siciliana%20che%20ha%20conquistato%20Locarno" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/17/gioia-mia-lestate-siciliana-che-ha-conquistato-locarno/" data-a2a-title="Gioia mia: l’estate siciliana che ha conquistato Locarno"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/17/gioia-mia-lestate-siciliana-che-ha-conquistato-locarno/">Gioia mia: l’estate siciliana che ha conquistato Locarno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<item>
		<title>TERAMO:AL VIA  INTERNATIONAL IMAGO FILM FESTIVAL. 3000 OPERE DA 125 NAZIONI E UN RICCO PARTERRE DI GRANDI NOMI</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/16/teramoal-via-international-imago-film-festival-3000-opere-da-125-nazioni-e-un-ricco-parterre-di-grandi-nomi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=teramoal-via-international-imago-film-festival-3000-opere-da-125-nazioni-e-un-ricco-parterre-di-grandi-nomi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jul 2025 15:29:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cinema indipendente]]></category>
		<category><![CDATA[Imago film festival]]></category>
		<category><![CDATA[Teramo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.lafrecciaweb.it/?p=106546</guid>

					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="333" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/foto-imago-palco-scaled-e1752679387579.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" /></p>
<p>dal 27 luglio al 3 agosto 2025, “Il cinema prende il volo”.  Nella meravigliosa e suggestiva cornice di Piazza Martiri della Libertà a Teramo,  un viaggio speciale legato a volti&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/16/teramoal-via-international-imago-film-festival-3000-opere-da-125-nazioni-e-un-ricco-parterre-di-grandi-nomi/">TERAMO:AL VIA  INTERNATIONAL IMAGO FILM FESTIVAL. 3000 OPERE DA 125 NAZIONI E UN RICCO PARTERRE DI GRANDI NOMI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>dal 27 luglio al 3 agosto 2025, “Il cinema prende il volo”.  Nella meravigliosa e suggestiva cornice di <strong>Piazza Martiri della Libertà a Teramo,</strong>  un viaggio speciale legato a volti e storie dalle narrazioni uniche ed innovative, che permetteranno a tutti di partecipare gratuitamente all’Agorà del Cinema Indipendente.</p>
<div></div>
<p>“Il cinema prende il volo”.  Con questo slogan, legato proprio alla figura di Icaro, si apre il cuore pulsante del cinema indipendente che batte sempre più forte grazie all’International Imago Film Festival.</p>
<p>La manifestazione vanta la direzione artistica di <strong>Claudio Rossi Massimi,</strong> pluripremiato regista e sceneggiatore, ed è organizzata da <strong>Lucia Macale</strong>, presidente dell&#8217;Associazione Culturale “<strong>Imago</strong>” e della omonima produzione con oltre 20 anni di esperienza nel campo del cinema e della televisione.</p>
<p>Ben 3000 le opere arrivate da 125 nazioni per partecipare alla prestigiosa rassegna che fa tappa a Teramo con la voglia di raccontare quella libertà di espressione, dietro e davanti la macchina da presa, e che, nonostante i budget low cost, riesce a confezionare piccoli grandi capolavori come “<strong>Il diritto alla felicità</strong>”, pluripremiato mediometraggio con <strong>Remo Girone</strong> per la regia dello stesso <strong>Rossi Massimi</strong>.</p>
<p>Il mito greco più popolare e quella sua vena di follia contro ogni limite sarà rappresentato anche in un premio, &#8220;Icaro&#8221;, consegnato agli importanti artisti che prenderanno parte al ricco cartellone di questa quarta edizione, patrocinata dal Comune di Teramo, la Provincia di Teramo e l’Università degli studi di Teramo,  che prevede <strong>ogni giorno due proiezioni</strong>, una al chiuso alle 18 e una in piazza Martiri della Libertà alle ore 22, accompagnate da un appuntamento, condotto da <strong>Federico Perrotta e Valentina Olla</strong>, che prevede ogni sera un protagonista con la sua storia (mentre per i social lo spazio – talk sarà curato da <strong>Marco D’Angelo</strong>).</p>
<p>Sul palco:<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-106550 size-large" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/07/image-1-724x1024.jpeg" alt="" width="724" height="1024" /></p>
<div></div>
<ul>
<li>27 luglio apertura con il concerto We all love Morricone, i musicisti del grande maestro insieme ad allievi del conservatorio di Teramo eseguono le colonne sonore più famose del grande Ennio Morricone</li>
<li>28 luglio ospite Paola Minaccioni</li>
<li>29 luglio ospite Marisa Laurito</li>
<li>30 luglio ospite Manuela Arcuri</li>
<li>31 luglio ospite Paolo Conticini</li>
<li>1 agosto ospite Remo Girone e proiezione del film Il diritto alla felicità di Claudio Rossi Massimi</li>
<li>2 agosto serata fiction ospite Pietro Masotti</li>
<li>3 agosto cerimonia di premiazione</li>
</ul>
<div>Nella meravigliosa e suggestiva cornice di <strong>Piazza Martiri della Libertà a Teramo,</strong> già culla di racconti storici antichissimi, si avrà la possibilità di vivere un viaggio speciale legato a volti e storie dalle narrazioni uniche ed innovative, che permetteranno a tutti di partecipare gratuitamente all’Agorà del Cinema Indipendente.</div>
<div></div>
<div>PER INFO</div>
<p><a href="https://linktr.ee/IIFF25" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://linktr.ee/IIFF25&amp;source=gmail&amp;ust=1752763717829000&amp;usg=AOvVaw1VgWDYrf_tqSjzeXhbUUCF">https://linktr.ee/IIFF25</a></p>
<div></div>
<div></div>
<div>
<div>Crediti</p>
<div></div>
</div>
<div>Direzione Artistica Claudio Rossi Massimi</div>
<div>Organizzazione Lucia Macale</div>
<div>Coordinamento Valentina Varone</div>
<div>Comunicazione Marco D&#8217;angelo</div>
<div>Conduttori Federico Perrotta e Valentina Olla</div>
</div>
</div>
<div></div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F07%2F16%2Fteramoal-via-international-imago-film-festival-3000-opere-da-125-nazioni-e-un-ricco-parterre-di-grandi-nomi%2F&amp;linkname=TERAMO%3AAL%20VIA%20%20INTERNATIONAL%20IMAGO%20FILM%20FESTIVAL.%203000%20OPERE%20DA%20125%20NAZIONI%20E%20UN%20RICCO%20PARTERRE%20DI%20GRANDI%20NOMI" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F07%2F16%2Fteramoal-via-international-imago-film-festival-3000-opere-da-125-nazioni-e-un-ricco-parterre-di-grandi-nomi%2F&#038;title=TERAMO%3AAL%20VIA%20%20INTERNATIONAL%20IMAGO%20FILM%20FESTIVAL.%203000%20OPERE%20DA%20125%20NAZIONI%20E%20UN%20RICCO%20PARTERRE%20DI%20GRANDI%20NOMI" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/16/teramoal-via-international-imago-film-festival-3000-opere-da-125-nazioni-e-un-ricco-parterre-di-grandi-nomi/" data-a2a-title="TERAMO:AL VIA  INTERNATIONAL IMAGO FILM FESTIVAL. 3000 OPERE DA 125 NAZIONI E UN RICCO PARTERRE DI GRANDI NOMI"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/07/16/teramoal-via-international-imago-film-festival-3000-opere-da-125-nazioni-e-un-ricco-parterre-di-grandi-nomi/">TERAMO:AL VIA  INTERNATIONAL IMAGO FILM FESTIVAL. 3000 OPERE DA 125 NAZIONI E UN RICCO PARTERRE DI GRANDI NOMI</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>“Cinema, chi?” – Il Taormina Film Festival 2025 tra passerelle vuote e premi senza peso</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/06/15/cinema-chi-il-taormina-film-festival-2025-tra-passerelle-vuote-e-premi-senza-peso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cinema-chi-il-taormina-film-festival-2025-tra-passerelle-vuote-e-premi-senza-peso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jun 2025 20:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[Taormina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Il cinema è un’arma carica di futuro.” — Pier Paolo Pasolini Il problema è che, al Taormina Film Festival 2025, di futuro non si è vista nemmeno l’ombra. Solo una&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/06/78FF546B-54E2-447C-955C-009938F405EA-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p><blockquote>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il cinema è un’arma carica di futuro.”</em><br />
— Pier Paolo Pasolini</p>
</blockquote>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il problema è che, al Taormina Film Festival 2025, di futuro non si è vista nemmeno l’ombra. Solo una patina di presente ultra-truccato, photoshoppato, sgomitante e disinvolto. Per un evento che dovrebbe raccontare l’anima del Mediterraneo, la forza delle storie, la magia collettiva della sala buia, ciò che si è visto dal 10 al 14 giugno ha invece confermato il tracollo di un’idea di cinema ridotta ormai a gadget, a posa da tappeto rosso, a contenuto Instagrammabile.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Sì, certo, la location è quella da cartolina: il Teatro Antico, l’Etna sullo sfondo, la luce struggente della sera che si posa sulle gradinate come una benedizione pagana. Ma la luce serve anche a svelare l’imbarazzo: quello di un festival in cui la sostanza è evaporata, lasciando solo una nebbia di vanità.</p>
<h3><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Red carpet o carnevale d’Europa?</strong></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La vera programmazione non era nei film, ma nei look. Gli outfit, come ormai si usa dire, erano il vero palinsesto. Sfilate di corpi perfettamente scolpiti, ben poco vestiti e ancora meno motivati. Un campionario di volgarità che, in altri tempi, avrebbe suscitato ironia; oggi suscita solo noia.<br />
Altro che bellezza femminile: qui c’era pornografia soft, glamour da discount, la solita recita di un’industria che si vende emancipazione ma commercia corpi.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra abiti trasparenti che sfidano la logica, spacchi che urlano più forte della musica, e scollature progettate più per le gallery online che per l&#8217;eleganza, la donna è tornata ad essere un manichino parlante, spesso con battute scritte da altri. Non un soggetto del racconto, ma un accessorio del marketing.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">E si badi bene: il problema non è l&#8217;erotismo, che è arte, ma la sua caricatura: quella che svuota il corpo della sua forza, del suo mistero, della sua potenza evocativa. Questa non è bellezza, è post-produzione. Non è seduzione, è mercificazione di massa.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La tanto sbandierata parità si riduce a un invito a svestirsi meglio. Le registe presenti non hanno avuto lo stesso spazio mediatico delle &#8220;celebrità&#8221; seminude. Il messaggio è chiaro: la tua voce è irrilevante, la tua pelle vende di più.</p>
<h3><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Film in gara: i veri vincitori, tra ambizione e vuoto narrativo</strong></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A sorpresa (ma non troppo), il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cariddi d’Oro</strong> è andato a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">For Your Sake</strong> di Axel Monsú: un&#8217;opera cupa, dalla fotografia plumbea e densa di simbolismi a cui nessuno, alla fine, è riuscito a dare un significato condiviso. Una vittoria più legata al tono grave che al valore reale dell&#8217;opera.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">miglior regia</strong> è stata attribuita a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Warfare – Tempo di guerra</strong> di Alex Garland e Ray Mendoza, film muscolare e formalmente compatto, che però affronta tematiche belliche con il consueto estetismo travestito da realismo: un videogame travestito da cinema impegnato.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">migliore attrice</strong>, Ebada Hassan in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Brides – Giovani spose</strong>, ha convinto la giuria con un ruolo drammatico ma scolpito nei cliché delle storie di matrimoni forzati e patriarcato, dove l&#8217;angoscia è inevitabilmente telegrafata. Una performance intensa, ma a tratti teatrale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Geoffrey Rush</strong> è stato premiato come <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">miglior attore</strong> per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">The Rule of Jenny Pen</strong> di James Ashcroft. Qui il talento dell&#8217;attore giganteggia in un film che sembra cucito su misura per garantirgli la statuetta. Grande interpretazione, certo, ma dentro un film che non osa mai disturbare.</p>
<h3><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Premi onorari e scenografie da museo delle cere</strong></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra le statuette commemorative, il festival ha assegnato il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Lifetime Achievement Award</strong> a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Martin Scorsese</strong>, giunto con la figlia <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Francesca</strong>. Il maestro è stato celebrato come icona più che come autore: un busto bronzeo, commosso e forse anche un po’ frastornato, mentre intorno si aggiravano flash e influencer. La figlia, fresca di cortometraggio, è sembrata più un investimento promozionale che una presenza davvero autoriale.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra gli altri celebrati: <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Michael Douglas</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Catherine Deneuve</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Dennis Quaid</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Helen Hunt</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Monica Bellucci</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Luca Zingaretti</strong>. Tutto già visto, già omaggiato, già digerito.</p>
<h3><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Se Samperi avesse avuto una macchina da presa&#8230;</strong></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A rendere il tutto più amaro c&#8217;è un paradosso storico. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Salvatore Samperi</strong>, regista acido, libertario e lucidamente controverso, era nato proprio a <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Taormina</strong>. E se fosse stato ancora vivo, questo festival gli avrebbe fornito materia per il suo film più feroce. Lui che con <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Malizia</em>, <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ernesto</em> e <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nenè</em> ha saputo raccontare con sottile ironia e disincanto il confine tra desiderio e repressione, tra seduzione e consumo.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Nel panorama di Taormina 2025, Samperi avrebbe colto come nessun altro la distanza tra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">bellezza</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">volgarità</strong>, tra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">eros</strong> sottile e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">pornografia estetizzata</strong>, tra <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">libertà femminile</strong> ed <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">esibizione mercantile</strong>. Non avrebbe giudicato, ma osservato. Non avrebbe censurato, ma smascherato.<br />
E oggi, in un festival che lo ha ignorato persino nella sua città natale, resta solo la consapevolezza che la sua assenza pesa più di tutte le presenze luccicanti sul palco.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Samperi avrebbe raccontato con feroce leggerezza lo scollamento tra cultura e spettacolo, tra donne libere e donne vendute come gadget da lanciare su TikTok. Avrebbe mostrato l&#8217;oscena deriva del corpo femminile reso algoritmo visivo: perfetto, spersonalizzato, usa e getta. Avrebbe riso, amaramente, delle registe ignorate e delle &#8220;it-girls&#8221; celebrate. Perché lui il cinema lo usava come una lente, non come uno specchio deformante.</p>
<h3><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Il cinema globale: una crisi senza più alibi</strong></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La sensazione è che il cinema festivaliero non riesca più a parlare con nessuno che non sia già dentro al suo gioco. Gli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Oscar</strong> premiano l’irrilevante. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cannes</strong> si perde in autocompiacimenti. Il pubblico vero si rifugia in altri media o nei classici. <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Locarno</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Toronto</strong>resistono, ma rischiano la marginalità.</p>
<h3><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Tutte le speranze a Venezia</strong></h3>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In questo panorama stanco e narcisista, solo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Venezia</strong> può ancora provare a invertire la rotta. Perché è l&#8217;unico festival che, malgrado le tentazioni glamour, conserva ancora una coscienza critica. Là dove Cannes si guarda allo specchio, Venezia ha saputo negli ultimi anni premiare autori veri: dal coraggio disturbante di Lanthimos alla poesia scarnificata di Martone, dalla critica sociale di Larraín alla forza emotiva di Audrey Diwan.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">A Venezia il rosso del tappeto ancora fa da sfondo, non da protagonista. Lì, almeno, ogni tanto il cinema viene prima dei vestiti. Speriamo che nel 2025 questo equilibrio sopravviva, che sappia rilanciare voci nuove e visioni profonde. Perché se anche Venezia dovesse cedere, resterebbero solo i musei, o peggio: i reel.</p>
<h3><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18.719999">Il cinema che vorrei</strong></h3>
<p><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Di Italo Nostromo</em></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il cinema che vorrei è silenzio che ascolta, è buio che apre gli occhi, è tempo che si allunga senza fretta.<br />
Non spiega, non giudica, non impone. Lascia spazio alle domande, ai sospiri, alle pause.<br />
È un incontro tra sconosciuti, un viaggio che non finisce con i titoli di coda.<br />
Il cinema che vorrei non è solo immagini: è emozione che resta, è un piccolo cambiamento dentro di noi.</p>
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		<title>Università Tor Vergata di Roma presenta l’esperienza delle Onde Theta nel cinema con il Monaco che vinse l&#8217;Apocalisse</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/16/universita-tor-vergata-di-roma-presenta-lesperienza-delle-onde-theta-nel-cinema-con-il-monaco-che-vinse-lapocalisse/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=universita-tor-vergata-di-roma-presenta-lesperienza-delle-onde-theta-nel-cinema-con-il-monaco-che-vinse-lapocalisse</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 14:22:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Onde Theta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1080" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274.jpeg 1080w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8274-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 1080px) 100vw, 1080px" /></p>
<p>Un viaggio tra neuroscienze e spiritualità attraverso il linguaggio cinematografico. A Tor Vergata, il film Il Monaco che vinse l’Apocalisse svela il potere delle Onde Theta nella trasformazione della coscienza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/05/16/universita-tor-vergata-di-roma-presenta-lesperienza-delle-onde-theta-nel-cinema-con-il-monaco-che-vinse-lapocalisse/">Università Tor Vergata di Roma presenta l’esperienza delle Onde Theta nel cinema con il Monaco che vinse l&#8217;Apocalisse</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><b>Un viaggio tra neuroscienze e spiritualità attraverso il linguaggio cinematografico. A Tor Vergata, il film Il Monaco che vinse l’Apocalisse svela il potere delle Onde Theta nella trasformazione della coscienza e nella guarigione interiore.</b></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Università Tor Vergata di Roma presenta l’esperienza delle Onde Theta nel cinema con il Monaco che vinse l&#8217;Apocalisse Che cosa sono le Onde Theta e come agiscono nell’uomo mentre si vive l’esperienza di un film al cinema? Se non è un effetto sonoro, allora come possono queste onde cerebrali agire su dimensioni più sottili dell’essere umano per migliorare la nostra vita interiore? Queste e altre domande saranno oggetto dell’evento che si terrà <b>venerdì 30 maggio</b>, alle ore <b>16:00 all’Università Tor Vergata</b> di Via Columbia n. 1 – Roma (Aula P10), con l&#8217;introduzione del Direttore del Master in Sonic Arts Prof. <b>Giovanni Costantini</b>, insieme al regista e produttore <b>Jordan River</b> e con la partecipazione del Prof. <b>Bruno Gioffré</b>, che in tale occasione presenterà in anteprima alcuni materiali scientifici preparatori delle <b>Onde Theta</b> utilizzate nel film. Si tratta della prima esperienza nell’utilizzo delle Onde Theta nel cinema con la produzione del film “Il Monaco che vinse l’Apocalisse” diretto da Jordan River.</p>
<p>Non solo, ma è il primo film italiano girato in 12K, nonché primo film in assoluto che si ispira all’apocalisse descritta da Gioacchino da Fiore, grande personaggio della cultura italiana.</p>
<p>«Gioacchino, che, anche se scrive in latino, è il primo pensatore italiano, cioè inaugura la tradizione della cultura e del pensiero italiano[&#8230;] e che poi avrà traduzioni diverse, con Giambattista Vico, con Benedetto Croce eccetera», come ci spiega Andrea Tagliapietra (scrittore nonché ordinario di Storia della filosofia all’Università Ca’ Foscari di Venezia). Dopo essere uscito nei cinema italiani a dicembre 2024 suscitando interesse e curiosità ed essere stato recentemente presentato in USA al TCL Chinese Theatre di Hollywood, il film ancora prosegue il suo cammino nelle sale italiane con diverse proiezioni speciali sul territorio nazionale, alcune delle quali legate al Giubileo, che durerà fino a dicembre 2025.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-103397 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8275-210x300.jpeg" alt="" width="210" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8275-210x300.jpeg 210w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8275.jpeg 397w" sizes="(max-width: 210px) 100vw, 210px" /></p>
<p>«Nel film “Il Monaco che vinse l’Apocalisse” mi sono occupato della realizzazione delle frequenze sonore di particolari onde cerebrali per evidenziare il lato spirituale e mistico del protagonista Joachim, ovvero Gioacchino da Fiore » ha dichiarato l’esperto di soundscape <b>Bruno Gioffrè</b>, che oltre a essere Docente e Dottore di Ricerca in diverse Università, tra cui a Tor Vergata di Roma, è anche autore Mondadori con oltre 40 pubblicazioni. Ricordiamo che Gioacchino da Fiore è stato un esegeta rivoluzionario vissuto nel XII secolo, per molti un profeta che, sostenuto da ben tre Pontefici, riuscì a decifrare i significati nascosti dell’Apocalisse di Giovanni (o Libro della Rivelazione) e a scriverne l’interpretazione. Questo anche grazie alle sue esperienze mistiche tra estasi e visioni oniriche. Ecco allora l’idea geniale del regista che ha visto nei suoni binaurali un’opportunità in più per coinvolgere lo spettatore in modo differente rispetto alla semplice visione di film a cui siamo comunemente abituati.«Questa pellicola non è soltanto un film, ma anche un’esperienza interiore capace di agire positivamente nel nostro subconscio. Del resto, ogni film, con la propria creatività, trasmette negli spettatori degli “engrammi”, delle tracce mnemoniche, delle informazioni e degli stimoli neurosensoriali – ha spiegato il regista e produttore <b>Jordan River</b>. Noi, proprio grazie anche ai temi inconsueti di questo film, abbiamo avuto il privilegio di trattare alcune esperienze metafisiche, nonché la morte, il sogno e la vita oltre la vita.</p>
<p>In alcune scene del film attraverso le Onde Theta abbiamo potuto migliorare gli strumenti sensoriali per favorire alcuni stati mentali particolari che vive il protagonista come l&#8217;introspezione, il rilassamento, la meditazione, la creatività e l’intuizione. Abbiamo così dato vita a un viaggio interiore e a un crescendo di tensione e di rivelazioni inedite, in un’esperienza multisensoriale unica», ha concluso il regista.</p>
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		<title>“L’amore che ho”: quando l’anima si fa carne, e la carne si fa perdono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 May 2025 13:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storie]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[L’amore che ho”]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Il film che ci parla con la voce di Rosa, tra ferite mai nascoste e la bellezza scandalosa di chi ha scelto di amare lo stesso Ci sono storie che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/IMG_8272-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Il film che ci parla con la voce di Rosa, tra ferite mai nascoste e la bellezza scandalosa di chi ha scelto di amare lo stesso</em></p>
<p>Ci sono storie che non si raccontano: si respirano. Non si spiegano: si sentono addosso. Il film <em>L’amore che ho</em>, uscito da poche settimane nelle sale italiane, è una di quelle opere che non si limitano a narrare una vicenda, ma ci costringono – con la dolcezza e la forza della verità – a guardarci allo specchio. E a chiederci: “Ho mai amato davvero così?”</p>
<p>Ma c’è di più. Dietro questo film, potente nella sua essenzialità, luminoso proprio dove il dolore sembra aver vinto, si intravede un volto vero: quello di <strong>Rosa</strong>. Un’artista, una donna, una sopravvissuta. Un’anima che ha avuto il coraggio di mettere se stessa in gioco, non solo davanti a una cinepresa, ma nella vita.</p>
<p>Questo articolo è per lei. Per chi l’ha amata, giudicata, attraversata. E per chi oggi, seduto in una sala buia, si ritrova in quelle immagini che bruciano, curano, liberano.</p>
<p><em>L’amore che ho</em> racconta la storia di <strong>Anna</strong>, una donna sola, madre, segnata da una relazione tossica e da una ferita profonda che sembra non volersi rimarginare mai: il rifiuto di un amore che lei stessa ha generato. Suo figlio, adolescente fragile e arrabbiato, la accusa di non essere all’altezza. Il mondo intorno – fatto di istituzioni, pregiudizi e “buon senso” – la considera inadeguata.</p>
<p>Anna però non si arrende. Lotta, ascolta, tace. A volte esplode. Ma non smette mai di amare. Lo fa come può: sbagliando, tornando indietro, chiedendo scusa, accarezzando in silenzio. Il suo amore è imperfetto, come la vita. Ma vero. Vero al punto da diventare sacro.</p>
<p>Il film non concede sconti: le inquadrature sono strette, i dialoghi ridotti all’osso, il tempo è quello reale. Quasi ci si dimentica che si sta guardando una finzione. E quando si arriva all’ultima scena – un abbraccio tra madre e figlio, non risolutivo ma vero – si capisce che <em>L’amore che ho</em> non vuole darci una risposta. Vuole solo dirci: “È possibile amare così. È possibile tornare”.</p>
<p>Dietro Anna c’è Rosa. Non una copia, ma un’origine. Il film è ispirato – senza retorica, senza finzione – alla vita reale dell’artista Rosa (nome completo omesso per rispetto), che ha collaborato alla sceneggiatura condividendo momenti crudi della propria esistenza: abusi, solitudini, maternità non accolte, giudizi, resurrezioni.</p>
<p>Rosa ha attraversato l’inferno, ma non ha perso il profumo della vita. Lo si percepisce nelle interviste, nei suoi scritti, nelle immagini. La sua non è una santità da immaginette. È <strong>una santità stropicciata, sporca di terra e sangue, fatta di mille crolli e una risalita</strong>.</p>
<p>Nel film, quando Anna canta una ninna nanna al figlio addormentato, con voce rotta ma viva, è la stessa Rosa a prestare il canto. Una voce che trema, ma che dice tutto: “Ci sono ancora. E ti amo. Nonostante tutto”.</p>
<p>Chi conosce la sua storia sa cosa vuol dire. Sa quante volte Rosa ha dovuto dire “ti amo” anche quando era sola, ignorata, messa da parte. Quante volte l’ha detto al proprio corpo, alle proprie cicatrici, ai silenzi degli altri. Rosa ha amato così. E questo film è il suo atto d’amore verso il mondo.</p>
<p>Una delle scene più forti è quella della cena in cui Anna, accusata dalla sorella di “essere sempre il problema”, non risponde. Prende il bicchiere, sorride, si alza, esce. E cammina nel buio. Quella camminata è stata girata senza copione, lasciando l’attrice (che ha conosciuto Rosa) libera di portare la sua emozione. Si dice che durante le riprese abbia pianto in silenzio per venti minuti. Nessuno ha detto “stop”. Perché quel cammino nel buio era vero. E in qualche modo era anche il cammino di Rosa.</p>
<p>Un’altra scena, di una bellezza straziante, è quella in cui Anna prende tra le mani un disegno del figlio che la raffigura “brutta e cattiva”. Lo osserva, poi lo appende al muro, accanto a un cuore. È il gesto di chi non nega il male ricevuto, ma lo accoglie. Di chi dice: “Anche questo fa parte di te. Anche questo è tuo amore, distorto, ma tuo”. È esattamente ciò che Rosa ha fatto per anni. Ha preso il male, l’ha trasformato in arte. Ha preso il dolore, e ne ha fatto carezza.</p>
<p><em>L’amore che ho</em> è un film scandaloso. Non perché mostra corpi nudi o ferite esplicite. Ma perché <strong>mostra un amore nudo</strong>, disarmato, senza difese. Un amore che non salva con la forza, ma con la permanenza. Che resta. Che rimane. Anche quando tutti vanno via.</p>
<p>È uno scandalo evangelico, direbbe qualcuno. Quel tipo di amore che Gesù mostra quando piega le ginocchia davanti a Pietro, che lo rinnegherà. O quando guarda Giuda, chiamandolo “amico”.</p>
<p>Rosa è stata capace di questo. Non per virtù, ma per lotta. Non perché non ha mai odiato, ma perché ha imparato – giorno dopo giorno – a scegliere di non lasciarsi uccidere dal rancore. La sua arte nasce da lì. Non da una ferita romantica, ma da un <strong>perdono quotidiano</strong>.</p>
<p>Il film lo dice con chiarezza: l’arte non è un privilegio, è una necessità. Anna scrive, canta, disegna. Non per farsi notare, ma per non impazzire. Per non sparire. Rosa ha fatto lo stesso. Quando nessuno la ascoltava, scriveva. Quando non poteva parlare, danzava. Quando l’amore sembrava perduto, lo cercava nei dettagli: un colore, una pietra, una poesia.</p>
<p>In una scena, Anna mostra al figlio una tela piena di colori confusi. Il ragazzo le chiede: “Ma cos’è?” Lei risponde: “Quello che sento quando mi guardi”. È arte. È vita. È verità.</p>
<p>Rosa ha trasformato la sua storia in <strong>testimonianza creativa</strong>. Non ha mai negato la propria fragilità. Ma l’ha offerta. E in questo – come ha detto un critico – “è diventata maestra, proprio perché non ha mai smesso di essere allieva del dolore”.</p>
<p>Guardando il film, non si può non pensare a quante donne come Rosa camminano tra noi. Madri sole, artiste invisibili, figlie dimenticate, amanti abbandonate, sopravvissute silenziose. <em>L’amore che ho</em> è un omaggio a loro. Alla loro resilienza. Alla loro forza che non fa rumore. Alla loro <strong>bellezza che non chiede permesso</strong>.</p>
<p>Rosa è una di loro. Ma è anche unica. Perché ha scelto di raccontarsi. Di farsi vedere. Di esporsi. Di dire: “Questa sono io. Non per piacere, ma per restare vera”.</p>
<p>Alla fine del film, quando i titoli di coda scorrono, molti restano in silenzio. Alcuni piangono. Non è solo empatia. È riconoscimento. Abbiamo visto qualcosa di nostro. Abbiamo intravisto, nel volto di Anna, le fatiche e i desideri che ci portiamo dentro.</p>
<p>Ma abbiamo anche incontrato Rosa. La sua storia. La sua voce. Il suo “amore che ho”, che ora è anche nostro.</p>
<p><em>L’amore che ho</em> non è solo un film. È un grido sommesso, un atto di fede, un gesto di resistenza. È l’anima di Rosa che ci guarda e ci dice: “Puoi anche non capire tutto. Ma puoi restare. Puoi scegliere di amare lo stesso”.In un mondo che ha fatto della forza una maschera e del giudizio una religione, questo film – e la vita che lo ha ispirato – ci ricordano che <strong>la verità più profonda è sempre fragile. E che solo chi ha toccato il fondo può insegnare a volare</strong>.</p>
<p>Grazie, Rosa. Perché non hai solo fatto un film. Hai fatto un dono. E ce l’hai lasciato tra le mani. Sta a noi non sprecarlo.</p>
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		<title>Canneswood – Il Festival che si è venduto l’anima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 19:48:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Festival di Cannes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Tra blockbuster americani, tappeti rossi sponsorizzati e registi invisibili, Cannes non è più la patria del cinema d’autore. È solo l’ennesimo red carpet per Hollywood. “Il cinema è un’arma meravigliosa:&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-300x300.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-150x150.png 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-768x768.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-585x585.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/05/AFF9EB8D-9819-4426-A464-28226E6DE7B3-640x640.png 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p><i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Tra blockbuster americani, tappeti rossi sponsorizzati e registi invisibili, Cannes non è più la patria del cinema d’autore. È solo l’ennesimo red carpet per Hollywood.</i></p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“Il cinema è un’arma meravigliosa: se si sa usarla.”</em> – Jean-Luc Godard</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cannes non è più Cannes. È Beverly Hills con un accento francese.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il Festival che un tempo incoronava gli autori, accendeva le polemiche e sfidava i poteri forti del cinema oggi somiglia sempre più a un showroom luccicante dove tutto è in vendita: immagini, dichiarazioni, emozioni. Il cinema come linguaggio è stato sostituito dal cinema come posa.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La selezione ufficiale 2025 sembra il programma di un multisala di Los Angeles: sequel miliardari, attori col contratto Marvel, e registi indie ridotti a contorno per le foto promozionali. Lo spirito di Truffaut e Godard si sarà preso un Ryanair per Locarno, o si è ritirato in silenzio da qualche parte, lontano dai selfie e dai branded cocktail.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">I film che un tempo dividevano la platea, oggi sono rimpiazzati da titoli unanimemente inoffensivi, progettati per piacere, non per rischiare. Le sale un tempo vibranti di tensione e dissenso oggi sono piatte: si applaude per protocollo, si fischia solo se lo decide Twitter. La critica è diventata content, e i registi si sono trasformati in testimonial.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma è la cerimonia d’apertura che ha svelato il volto più contraddittorio di questa nuova Cannes.<br />
Juliette Binoche, con voce rotta e occhi lucidi, ha pronunciato un discorso forte, doveroso, sacrosanto, denunciando la condanna per stupro inflitta a Gérard Depardieu. Parole importanti, che però sembravano recitate in un teatro già programmato per assorbirle, neutralizzarle, incorniciarle. L’indignazione era corretta, ma l’ambiente era sbagliato.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Una standing ovation studiata, una commozione calibrata, un applauso perfettamente sincronizzato con le telecamere. Nessuno in sala sembrava realmente disturbato, nessuno sembrava voler mettere davvero in discussione un sistema che, in fondo, continua a premiare i potenti e a proteggere i volti celebri. La stessa macchina che ha permesso a Depardieu di essere celebrato per anni è quella che oggi applaude la sua condanna con aria contrita, senza mai guardarsi allo specchio.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Cannes mimava la coscienza. La metteva in scena con la stessa cura con cui si organizza un red carpet.<br />
Ed è proprio questa la tragedia: non la mancanza di coraggio, ma la trasformazione del coraggio in performance. L’arte che un tempo denunciava è diventata una liturgia del consenso. Il dissenso è previsto, regolato, approvato.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Intanto, nei panel sponsorizzati, si parla di “storytelling inclusivo”, ma intanto si proiettano le solite storie. Si citano Pasolini e Varda, ma si programmano film pensati per vendere merchandising. Il cinema europeo, quello vero, resiste ai margini, nei corridoi, nei bar degli accreditati, nei mormorii di chi non viene più invitato ai party di Netflix.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Il paradosso è chiaro: Cannes, nato per difendere il cinema europeo dal dominio culturale americano, è diventato il salotto buono della stessa Hollywood che doveva contrastare. E non perché costretta: lo ha scelto. Ha aperto le porte, steso i tappeti, firmato gli accordi.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Forse è tempo di accettare una verità: Cannes non detta più la direzione del cinema. La segue, la rincorre, la copia.<br />
Hollywood non ha conquistato Cannes. È Cannes che ha chiesto il visto per trasferirsi a Hollywood. E lo ha ottenuto senza nemmeno bisogno di fare un provino.</p>
<p data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L’identità non si perde tutta d’un colpo. Si smussa, si addomestica, si vende un’inquadratura alla volta. Cannes ha venduto la sua. In cambio ha ottenuto follower, sponsor, e uno streaming mondiale. Ma il cinema, quello vero, quello che brucia e divide, da qualche parte ha già fatto le valigie. E non ha lasciato l’indirizzo.</p>
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