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	<title>comunicazione Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>USPI informa: News, tecnologia e progresso: OTT responsabili di editoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 May 2026 13:39:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="657" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-300x167.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-1024x571.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-768x428.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-1170x652.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_3490-585x326.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Di Tania Sabbatini  A 40 anni di distanza dal primo collegamento a Internet, a Pisa si raccolgono esperti e cariche politiche per celebrare un passaggio storico e fare il punto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/05/07/uspi-informa-news-tecnologia-e-progresso-ott-responsabili-di-editoria/">USPI informa: News, tecnologia e progresso: OTT responsabili di editoria</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Tania Sabbatini </strong></p>
<p>A 40 anni di distanza dal primo collegamento a Internet, a Pisa si raccolgono esperti e cariche politiche per celebrare un passaggio storico e fare il punto della situazione di oggi.</p>
<p>L’<strong><a href="https://www.cnr.it/it/evento/20509/40-anni-di-internet-in-italia" target="_blank" rel="noreferrer noopener">incontro</a></strong> non solo ha celebrato l’<strong>evoluzione di <a href="https://notiziario.uspi.it/agcom-osservatorio-sistema-informazione-internet-primo-canale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Internet</a></strong>, ma anche un’analisi delle sue origini e i possibili futuri sviluppi a cui andiamo incontro. Tematiche sollevate a riguardo comprendono infatti l’Intelligenza Artificiale (<strong>IA</strong>), le tecnologie quantistiche, i nuovi modelli di <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/lia-lavorera-per-noi-google-presenta-nuovi-strumenti-di-ricerca/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">query </a></strong>e l’<strong>impatto </strong>che tutto questo ha avuto e avrà nel <strong>campo editoriale</strong>.</p>
<p>Intervenuto in questo contesto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria, <strong>Alberto Barachini</strong>. Pisa, afferma il sottosegretario, è stato un luogo storico per l’<strong>avvento del web</strong>. Dagli impieghi  per risolvere problematiche lavorative all’utilità nella vita quotidiana, <strong>Internet </strong>è sempre più <strong>parte integrante delle vite dei cittadini</strong>.</p>
<p>Tuttavia, con il tempo ci si è resi conto che, è vero, “Internet ha cambiato la vita di tutti, ma è controllata da troppo pochi”.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Nuovo giro di boa</strong></h4>
<p>Per l’informazione Internet ha segnato una <strong>rivoluzione </strong>non solo nella produzione, ma anche e soprattutto nella ricerca di notizie e nella loro distribuzione. Il web ha cambiato il <strong>gioco di potere</strong> tra <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/comscore-trend-positivo-a-marzo-news-e-audience-crescono/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">audience </a></strong>e <strong>editori </strong>e ha dato forma a nuovi modelli di giornalismo.</p>
<p>Nuovi modelli di giornalismo che si sono formati soprattutto in un contesto in cui gli OTT tengono le redini dei contenuti online. Cambia così il rapporto tra <strong>informazioni</strong>, <strong>contenuti </strong>e <strong>OTT</strong>, che diventa sempre meno collaborativo e trasparente.</p>
<p>“Dobbiamo aiutare i cittadini a comprendere la differenza tra un’<strong>informazione prodotta dalle persone </strong>con costi e fatica, alla ricerca delle fonti accreditate, e la distribuzione delle <strong>pillole di informazione</strong>”.</p>
<p>Le cosiddette “pillole di informazione” sono per esempio gli snippet forniti dai <strong>motori di ricerca</strong>, dai riassunti prodotti dalle <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ue-bozza-del-codice-di-condotta-sulla-marcatura-di-contenuti-ia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">IA</a></strong>, dalle piattaforme <strong>social </strong>“che spesso utilizzano la stessa fonte che è stata trovata dai giornalisti, lavorata dai giornalisti, e che poi però viene distribuita in maniera gratuita”.</p>
<p>Con una <strong>catena di montaggio delle news online</strong> che sfrutta senza alcun pagamento l’industria delle notizie, come può l’editoria continuare a svolgere il suo lavoro di baluardo della democrazia, di fact-checking, di informare i cittadini?</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Soluzione di compartecipazione</strong></h4>
<p>“Sicuramente bisogna difendere il <strong>diritto d’autore</strong> e chi produce informazione, che è un bene costoso e raro, molto più di quanto si pensi, affinché i grandi Over-The-Top di Internet si rendano responsabili del <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ott-proposte-per-riconoscere-i-costi-di-produzione-delle-notizie/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">futuro dell’editoria</a></strong>”.</p>
<p>Per quanto le <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ue-contro-google-indagine-su-possibile-violazione-dma/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sanzioni </a></strong>fioccano in ogni Paese europeo, negli ultimi 40 anni di storia del “moderno” giornalismo la situazione non è cambiata, migliorando. Barachini infatti propone piuttosto che un “percorso punitivo” una loro “<strong>partecipazione alla produzione</strong>dei contenuti informativi”.</p>
<p>“Occorre tornare a <strong>valorizzare l’informazione tradizionale</strong>, quella <strong>professionale</strong>, quella dei giornalisti, difendere il diritto d’autore e lavorare in Europa perché i grandi over the top si rendano responsabili del futuro dell’editoria”, conclude Barachini.</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/uspi-il-partner-strategico-per-leditoria-che-cambia/"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
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		<title>Gesù non era un influencer. Era un comunicatore relazionale che liberava le persone dal silenzio interiore</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/gesu-non-era-un-influencer-era-un-comunicatore-relazionale-che-liberava-le-persone-dal-silenzio-interiore/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gesu-non-era-un-influencer-era-un-comunicatore-relazionale-che-liberava-le-persone-dal-silenzio-interiore</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2025 17:03:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesu’]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
		<category><![CDATA[valore dell'incontro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p>
<p>In un’epoca che misura il valore delle parole attraverso l’impatto algoritmico, la figura di Gesù ci ricorda che la vera comunicazione nasce dall’incontro e restituisce dignità Viviamo in un tempo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/11/22/gesu-non-era-un-influencer-era-un-comunicatore-relazionale-che-liberava-le-persone-dal-silenzio-interiore/">Gesù non era un influencer. Era un comunicatore relazionale che liberava le persone dal silenzio interiore</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="640" height="427" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/crucifixion-7205351_640-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></p><p><em>In un’epoca che misura il valore delle parole attraverso l’impatto algoritmico, la figura di Gesù ci ricorda che la vera comunicazione nasce dall’incontro e restituisce dignità</em></p>
<p>Viviamo in un tempo in cui la comunicazione sembra aver smarrito la sua origine più semplice: essere uno spazio di incontro. Ogni giorno veniamo travolti da un flusso continuo di parole, immagini, micro-contenuti, commenti e reazioni che parlano alla mente ma raramente al cuore. La comunicazione, nell’epoca dei social e della visibilità misurata in secondi, è diventata un palcoscenico dove ciò che conta non è la relazione, ma l’impatto. Non la verità, ma la risonanza. Non la profondità, ma l’immediatezza. Tutto deve essere veloce, persuasivo, attraente. E nel tentativo di dare senso a ciò che viviamo, a volte arriviamo a leggere persino il Vangelo con questa lente distorta, trasformando Gesù in un “influencer ante litteram”, un uomo capace di attirare folle e creare movimento come farebbe un creatore di contenuti oggi.</p>
<p>Ma questa interpretazione, per quanto possa sembrare intuitiva, tradisce l’essenza stessa della sua vita. Gesù non ha mai tentato di costruire un pubblico: ha cercato persone. Non ha mai cercato visibilità: ha cercato verità. Non ha mai voluto generare consenso: ha voluto generare libertà interiore. La sua comunicazione non era uno strumento di potere, ma un atto di amore radicale. E l’amore, lo sappiamo, non influenza: trasforma.</p>
<p>Per comprendere davvero la portata di questa differenza, dobbiamo partire da una domanda semplice: che cos’è un influencer? È qualcuno che parla per orientare il comportamento degli altri. Un comunicatore che cerca reazioni, che misura il valore del proprio messaggio dal numero di visualizzazioni, dal tasso di coinvolgimento, dal consenso ottenuto. La comunicazione dell’influencer è quasi sempre unidirezionale: io parlo, tu ascolti; io mostro, tu reagisci; io appaio, tu mi segui. È una comunicazione costruita affinché l’altro si muova verso di me.</p>
<p>La comunicazione di Gesù è l’esatto opposto. Lui non chiede alle persone di seguirlo per aumentare il proprio impatto: chiede alle persone di ritrovare sé stesse. La sua parola non spinge verso di sé, ma spinge verso l’interiorità. Non orienta alla dipendenza, ma alla libertà. È una comunicazione che nasce dall’ascolto, non dal desiderio di essere ascoltati. È un dialogo che inizia sempre dalla fragilità dell’altro, mai dal bisogno di confermare la propria identità.</p>
<p>Basta guardare come incontra le persone. Gesù non organizza eventi, non costruisce scenografie, non cerca la folla. Cammina nei luoghi della vita quotidiana: pozzi, case, strade, barche di pescatori, colline aperte al vento. Non sceglie i potenti, ma gli invisibili. Non cerca chi può fare da cassa di risonanza, ma chi ha bisogno di essere visto. E ogni persona che incontra riceve un linguaggio diverso, un ritmo diverso, un tono diverso. Perché la comunicazione autentica non ripete: accoglie. Non standardizza: ascolta. Non impone: accompagna.</p>
<p>L’incontro con Zaccheo è uno degli esempi più forti. Zaccheo non è un uomo amato, né rispettato. È un esattore, percepito come complice del potere romano. Sta su un albero, lontano, convinto di non meritare uno sguardo diretto. Gesù non lo ignora e non lo rimprovera. Lo chiama per nome. Entra in casa sua. Si espone al giudizio del pubblico senza preoccuparsi della reazione. È un gesto che oggi sarebbe considerato un errore di immagine, un suicidio mediatico. Ma Gesù non comunica per piacere alla folla: comunica per restituire dignità. E Zaccheo cambia non perché subisce un discorso potente, ma perché si sente finalmente visto davvero.</p>
<p>Anche la samaritana vive un incontro che oggi potremmo definire “antivirale”. Nessuno è presente. Non c’è pubblico, non c’è strategia, non c’è narrazione da costruire. Quel dialogo avviene nell’ora più invisibile del giorno, quando la donna va al pozzo per non incrociare nessuno. Gesù non la giudica, non la imbarazza, non la mette in difficoltà. Le restituisce una parola che non pesa ma sostiene. Non cerca di convincerla: cerca di liberarla da ciò che la imprigiona. È un dialogo che vive di autenticità, non di strategia.</p>
<p>E poi ci sono le parabole. Oggi siamo abituati a contenuti veloci, semplificati, pensati per essere condivisi. La parabola è l’opposto: richiede tempo, silenzio, maturazione. Non offre una risposta, offre una domanda. Non impone un’interpretazione, apre una strada. È un metodo narrativo che rispetta la libertà dell’altro e riconosce che nessuna verità può essere compresa se non viene accolta liberamente. Per questo le parabole continuano a parlare ancora oggi: non seducono, ma risvegliano.</p>
<p>Uno dei tratti più rivoluzionari della comunicazione di Gesù è la vulnerabilità. Chi costruisce un’immagine deve proteggerla. Chi cerca consenso deve evitare il fallimento. Chi vuole essere seguito deve piacere. Gesù invece non difende mai la propria immagine. Accetta il rifiuto, la solitudine, il fraintendimento. Non fugge dai momenti di crisi, ma li abita. Non edifica la propria credibilità attraverso il successo, ma attraverso la coerenza. È una comunicazione che non teme di essere ferita, perché non nasce dall’ego ma dalla verità.</p>
<p>Questa differenza è fondamentale oggi, perché viviamo in una società che confonde la visibilità con il significato. Confondiamo rumore con impatto, velocità con profondità, viralità con valore. Ma Gesù ci ricorda che la comunicazione autentica non nasce dal bisogno di apparire: nasce dal desiderio di incontrare. E quando l’incontro è vero, cambia tutto. Perché l’incontro genera relazione, e la relazione genera vita.</p>
<p>Eppure, la nostra epoca non è solo frenesia digitale: è anche un tempo affamato di autenticità. Si percepisce una stanchezza crescente verso messaggi costruiti, contenuti artificiosi, emozioni a comando. Molti giovani dichiarano di non fidarsi più delle piattaforme, dei leader, dei formatori che parlano dall’alto di un palco, e cercano invece voci capaci di stare accanto. È una sete di presenza, non di prestazione. Ed è proprio qui che il modo di comunicare di Gesù diventa sovversivo e attuale: non mette distanza, riduce le barriere, trasforma la vulnerabilità in ponte.</p>
<p>Ogni volta che parla, Gesù non punta a convincere ma a suscitare consapevolezza. Non vuole produrre dipendenza, ma libertà. Non mira alla perfezione apparente, ma alla sincerità. E in questo suo modo di stare, c’è una lezione urgente per la nostra epoca, in cui tanti si sentono invisibili pur parlando continuamente, e in cui tanti si sentono soli pur essendo circondati da voci. Gesù ci mostra che la comunicazione autentica non nasce dalla quantità, ma dalla qualità della presenza.</p>
<p>In ogni incontro mette al centro la persona, non il ruolo. È capace di fermarsi per un malato, per un bambino, per una donna considerata impura, per un uomo rifiutato dalla società. Nel suo sguardo non c’è selezione, non c’è target, non c’è algoritmo: c’è dignità. E la dignità non si comunica, si riconosce. Una comunicazione così è disarmata, ma proprio per questo è indistruttibile. Non può essere manipolata, perché non cerca ritorno. Non può essere comprata, perché non cerca vantaggio. Non può essere imitata, perché nasce da una coerenza interiore che non ha bisogno di dimostrazioni pubbliche.</p>
<p>Gesù entra nelle storie senza giudicare e senza pretendere. Non usa le fragilità altrui per accrescere la propria reputazione; al contrario, le accoglie come terreno fertile. Una comunicazione così non cerca la luce dei riflettori, ma quella che accende dentro. E proprio per questo, chi lo ascolta non si sente spettatore, ma protagonista della propria rinascita.</p>
<p>Oggi più che mai abbiamo bisogno di recuperare questo stile. La nostra società è piena di parole che feriscono e poche che guariscono. Piena di messaggi che catturano e pochi che liberano. Piena di contenuti che cercano pubblico e pochi che cercano persone. Se applicassimo alla comunicazione quotidiana anche solo una parte del suo sguardo – lo sguardo che non giudica, che non usa, che non strumentalizza – scopriremmo una forma nuova di connessione capace di ricostruire ciò che si è rotto: fiducia, ascolto, reciprocità.</p>
<p>Ed è qui che la comunicazione diventa un cammino. Ogni parola può essere costruzione o demolizione, apertura o chiusura, cura o ferita. E Gesù ci insegna che la parola che costruisce è sempre quella che si avvicina, mai quella che domina. La parola che libera è quella che lascia spazio all’altro; la parola che guarisce è quella che non teme il silenzio.</p>
<p>In un tempo che misura tutto in numeri, Lui ci ricorda che il valore della parola si misura in incontri. In un tempo che confonde la forza con il volume, Lui ci ricorda che la verità è spesso silenziosa. In un tempo che premia la performance, Lui ci mostra che la trasformazione nasce dalla delicatezza.</p>
<p>E allora, forse, il nostro compito è questo: comunicare per costruire, non per convincere. Comunicare per incontrare, non per apparire. Comunicare per amare, non per influenzare. Perché l’abbraccio – quello vero, quello che accoglie senza chiedere nulla in cambio – resta ancora oggi più potente di qualunque algoritmo.</p>
<p><strong>@Riproduzione riservata Francesco Mazzarella</strong></p>
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		<title>Venezia. Iusve: Giornata di studi. Comunicazione tra Saperi e Saper-Fare</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/17/venezia-iusve-giornata-di-studi-comunicazione-tra-saperi-e-saper-fare/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=venezia-iusve-giornata-di-studi-comunicazione-tra-saperi-e-saper-fare</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Nov 2024 22:21:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Iusve]]></category>
		<category><![CDATA[Università salesiana di Venezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="260" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-Gionata-studi-comunicazione-25-10-24.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-Gionata-studi-comunicazione-25-10-24.jpg 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-Gionata-studi-comunicazione-25-10-24-300x147.jpg 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>a cura di Luisa Trovato lI Futuro delle Professioni della Comunicazione: Il Cerimonialista ed Esperto di Galateo nella Società delle Reti. Nuovi scenari per la figura tradizionale del giornalista o&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/17/venezia-iusve-giornata-di-studi-comunicazione-tra-saperi-e-saper-fare/">Venezia. Iusve: Giornata di studi. Comunicazione tra Saperi e Saper-Fare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><b>a cura di Luisa Trovato</b></p>
<p><em>lI Futuro delle Professioni della Comunicazione: Il Cerimonialista ed Esperto di Galateo nella Società delle Reti. Nuovi scenari per la figura tradizionale del giornalista o del marketer, al centro dell&#8217;incontro promosso dall&#8217;Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve)</em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">L’ Istituto Universitario Salesiano di Venezia (Iusve), lo scorso 25 ottobre, ha promosso un evento di grande rilevanza per il mondo delle professioni della comunicazione, intitolato: “<strong>Giornata di studi: Comunicazione tra Saperi e Saper-Fare</strong>”, suddiviso in sessione plenaria e sessioni parallele, con appositi <em>panel</em> di studio/approfondimento.Nell’ambito del <em>panel</em> “<strong>Le professioni della comunicazione per l’Italia: significato e ruolo del marketing e del marketer della comunicazione nel contesto nazionale</strong>”, coordinato dai <em>chairman</em><strong> Chiara Bertato</strong> e <strong>Massimiliano Moschin</strong> (IUSVE), è stato presentato il <em>paper</em> scientifico: <em>Il Futuro delle Professioni della Comunicazione: il Cerimonialista ed Esperto di Galateo nella Società delle Reti</em>.</p>
<p>Gli autori dell’elaborato accademico sono <strong>Samuele Briatore, Efisia Annunziata Fois e Luisa Maria AntoninaTrovato</strong> (Uniroma1), che hanno offerto un’analisi approfondita sulle sfide e opportunità che il progresso tecnologico e la digitalizzazione pongono alle professioni tradizionali, in particolare al ruolo del cerimonialista.</p>
<p>Previsto nel programma convegnistico il panel : Sfide dell’IA: Prospettive in Marketing e<br />
Comunicazione, coordinato dai chairman Nicolò Cappelletti e Umberto Rosin (Iusve), al<br />
cui interno è stato presentato il paper, intitolato: L’intelligenza artificiale a lezione di galateo<br />
e di cerimoniale Efisia A. Fois e Alessandra Pavesi (Uniroma1).</p>
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<figure class="aligncenter size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-78695" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-giornata-di-stud-cerimoniale-comunicazione--1024x867.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-giornata-di-stud-cerimoniale-comunicazione--1024x867.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-giornata-di-stud-cerimoniale-comunicazione--300x254.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-giornata-di-stud-cerimoniale-comunicazione--768x650.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-giornata-di-stud-cerimoniale-comunicazione--1536x1300.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-giornata-di-stud-cerimoniale-comunicazione-.jpg 1545w" alt="" width="1024" height="867" data-id="78695" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>da sinistra: Chiara Bertato, Massimiliano Moschin, Luisa Trovato, Efisia Fois, Alessandra Pavesi, M.aria Cristina Bussani, Umberto Rosin, Nicolò Cappelletti.<br />
</em></figcaption></figure>
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<p><strong>La Tradizione del Cerimonialista nell’Era della Digitalizzazione</strong></p>
<p>Con l’avvento dell’intelligenza artificiale (AI) e del Metaverso, le professioni della comunicazione stanno subendo un’evoluzione radicale. In questo scenario, il cerimonialista, una figura antica legata al protocollo, alla formalità e al galateo, si presenta alla stregua di una delle professioni capaci di adattarsi alle sfide del futuro, mantenendo comunque la singolare essenza. Il <em>paper </em>scientifico sottolinea come il cerimonialista, nell’odierno andare, possa trovare un innovativo ruolo nell’ambito delle nuove dinamiche sociali e digitali, proponendosi, tra le altre cose, in qualità d’esperto con capacità di mediazione tra tradizione e rinnovamento.</p>
<p>La ricerca esperita mette in evidenza la necessità di rivalutare il mestiere del cerimonialista, un professionista della comunicazione anche creativa, capace di interpretare e adattarsi ai linguaggi e alle forme espressive contemporanei, pur rimanendo ancorato a <em>limen</em>e principi di eleganza e correttezza sociale, che caratterizzano la sua professione. Sebbene la digitalizzazione e l’intelligenza artificiale, <em>in tandem</em>, plasmino profondamente le modalità di interazione nell’ambito relazionale sociale, può affermarsi pienamente che “<em>la forma, il rispetto per l’altro e la gestione delle relazioni formali continuano a essere valori imprescindibili</em>”.</p>
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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-78446" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/II-Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-da-sx.-Luisa-Maria-Antonina-Trovato-e-Efisia-Annunziata-Fois-977x1024.jpg" sizes="(max-width: 977px) 100vw, 977px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/II-Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-da-sx.-Luisa-Maria-Antonina-Trovato-e-Efisia-Annunziata-Fois-977x1024.jpg 977w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/II-Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-da-sx.-Luisa-Maria-Antonina-Trovato-e-Efisia-Annunziata-Fois-286x300.jpg 286w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/II-Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-da-sx.-Luisa-Maria-Antonina-Trovato-e-Efisia-Annunziata-Fois-768x805.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/II-Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-da-sx.-Luisa-Maria-Antonina-Trovato-e-Efisia-Annunziata-Fois.jpg 1440w" alt="" width="977" height="1024" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>Iusve – sessione parallela – Giornata studio sulla comunicazione 25 ottobre 2024 – da sx. Luisa Maria Antonina Trovato e Efisia Annunziata Fois</em></figcaption></figure>
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<p><strong>Nuove Figure Professionali nell’Era delle Reti</strong></p>
<p>L’aspetto innovativo del lavoro presentato si articola nell’idea di inserire e/o creare nuovi mercati per figure professionali che possano fluire nelle dinamiche moderne. Come il cerimonialista, altre figure creative possono emergere nell’ambito della comunicazione, soprattutto per quanto attenga alla gestione delle interazioni in contesti virtuali e ibridi, come quelli sviluppati, ad esempio, nella realtà immersiva del Metaverso.</p>
<p>Le professioni della comunicazione, infatti, sono in procinto di espandersi verso nuovi<br />
orizzonti, nonché verso la rivisitazione di antichi e nuovi mestieri legati all’evoluzione<br />
digitale. La ricerca evidenzia che il novero di queste emergenti figure si trova immerso in un “emisfero liquido”, in cui la flessibilità e l’adattamento sono essenziali. Eppure, si deve pur sempre mantenere un rigoroso rispetto per le norme di presentazione e di comportamento; norme che definiscono l’eleganza e la professionalità!</p>
<p>Si parla, in pratica, di una “nuova formalità”, che conserva la tradizione, ma si adatta in estemporanea alle esigenze diacroniche e sincroniche, anche in un contesto liquido e altamente tecnologico.</p>
<p><strong>La Tecnologia come Catalizzatore del Cambiamento Sociale</strong></p>
<p>Nel contesto prescelto del <em>paper</em>, lo sviluppo tecnologico e la rivoluzione digitale sono visti come fattori che stanno radicalmente trasformando le professioni e ‘<em>modi e mode</em>’ di lavorare.  La digitalizzazione non è solo un cambio di strumenti, ma un’espressione di mutamenti più profondi nella società. Come evidenziato nel contributo di Manuel Castells, “la tecnologia non è solo uno strumento, ma un vero e proprio veicolo di cambiamento sociale ed economico”.</p>
<p>In questo scenario, le professioni della comunicazione devono essere pronte a evolversi, rispondendo alla crescente domanda di competenze digitali, ma anche conservando quelle qualità relazionali che hanno sempre contraddistinto il loro valore.</p>
<p>L’evoluzione dei mezzi di comunicazione ha originato nuove modalità lavorative, più flessibili e interattive, ma anche più sfidanti.</p>
<p>Il cerimonialista e l’esperto di galateo, unitamente alla rinnovata veste del giornalista, con la loro capacità di regolare e guidare le interazioni sociali, possono risultare professionisti chiave in un’epoca in cui la forma e il contenuto si intrecciano in modo sempre più complesso e sfumato.</p>
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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-78462" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-1024x768.jpg" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-1024x768.jpg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-768x576.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-1536x1152.jpg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-2048x1536.jpg 2048w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-678x509.jpg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-III-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-80x60.jpg 80w" alt="" width="1024" height="768" /></figure>
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<p><strong>Il Cerimonialista come Professionista del Futuro</strong></p>
<p>In sintesi, il <em>paper</em> accademico presentato all’Università Iusve ha posto l’accento sull’importanza di figure professionali tradizionali come quella del cerimonialista, che, lungi dal diventare obsoleta, può evolvere e adattarsi ai cambiamenti tecnologici, mantenendo un ruolo centrale nelle dinamiche comunicative del futuro.   In un mondo che cambia repentinamente, la ‘capacità di saper mediare’ tra innovazione e tradizione, tra la tecnologia e l’interazione umana, diverrà fondamentale!</p>
<p>Il fine di tale <em>capability</em> è, altresì, ‘termine garante’ per le professioni della comunicazione.    Difatti esse, consapevoli di peculiari <em>expertise</em>, possono scendere in campo e rispondere alle sfide poste dalla digitalizzazione, senza comunque perdere di vista i valori fondamentali della comunicazione formale e relazionale.</p>
<p><strong>Photocover</strong>: <em>da Sx 1. Iusve Giornata studio sulla comunicazione 25 ottobre 2024. Tavolo Sessione plenaria . 2. Sessione parallela – Chairman e studiosi, accomunati dallo specifico panel su comunicazione e marketing</em></p>
<p>@<strong>Riproduzione</strong> <strong>riservata</strong></p>
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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-78448" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-Chairman-e-studiosi-accomunati-dallo-specifico-panel-su-comunicazione-e-marketing-982x1024.jpg" sizes="(max-width: 982px) 100vw, 982px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-Chairman-e-studiosi-accomunati-dallo-specifico-panel-su-comunicazione-e-marketing-982x1024.jpg 982w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-Chairman-e-studiosi-accomunati-dallo-specifico-panel-su-comunicazione-e-marketing-288x300.jpg 288w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-Chairman-e-studiosi-accomunati-dallo-specifico-panel-su-comunicazione-e-marketing-768x801.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-Chairman-e-studiosi-accomunati-dallo-specifico-panel-su-comunicazione-e-marketing-1474x1536.jpg 1474w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/11/Iusve-sessione-parallela-Giornata-studio-sulla-comunicazione-25-ottobre-2024-Chairman-e-studiosi-accomunati-dallo-specifico-panel-su-comunicazione-e-marketing-1965x2048.jpg 1965w" alt="" width="982" height="1024" /><figcaption class="wp-element-caption"></figcaption></figure>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/11/17/venezia-iusve-giornata-di-studi-comunicazione-tra-saperi-e-saper-fare/">Venezia. Iusve: Giornata di studi. Comunicazione tra Saperi e Saper-Fare</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La bulimia numerica saccheggia il sapere</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/07/la-bulimia-numerica-saccheggia-il-sapere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-bulimia-numerica-saccheggia-il-sapere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Carlo Di Stanislao]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 Aug 2024 19:20:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[Social]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="500" height="281" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3376.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3376.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3376-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p>
<p>I libri andrebbero scritti non quando si vuol dire qualcosa, ma quando si ha qualcosa da dire&#8221; Francis Bacon   &#8220;Non è difficile scrivere un libro, difficile è leggerlo&#8221; Luigi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/07/la-bulimia-numerica-saccheggia-il-sapere/">La bulimia numerica saccheggia il sapere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="500" height="281" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3376.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3376.jpeg 500w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3376-300x169.jpeg 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></p><div dir="auto"><i><span style="color: #000000;">I libri andrebbero scritti non quando si vuol dire qualcosa, ma quando si ha qualcosa da dire&#8221;</span></i></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"><b>Francis Bacon</b><br />
</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"><i><span style="color: #000000;">&#8220;Non è difficile scrivere un libro, difficile è leggerlo&#8221;</span></i></div>
<div dir="auto"><b><span style="color: #000000;">Luigi Malerba </span></b></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Parafrasando <b>Calvino</b>, su Gulliver nel 1982, oggi si scrivono e si ricercano troppe cose inutili, sia in campo umanistico (dove ogni libro è un masticato di seconda mano di cose precedenti), sia sia scientifico. Penso che buona parte della ricerca che si fa, in ogni campo,  sia del tutto inutile, sia dal punto di vista applicativo che fondamentale, e non solo per quando riguarda il mondo dei teorici, ma anche per gli sperimentali. <span style="color: #000000;"><br />
</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto">L’argomento è naturalmente già stato affrontato, specie negli ultimi tempi, nefandi per l’increscioso dilagare dell’uso (e dell’abuso) dei cosiddetti social. Il grande <b>Umberto Eco</b> sentenziò, a tal proposito: <i>“I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli.</i>”</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">Su facebook e dintorni, schiere di “esperti” (imbecilli, Eco docet) dispensano giudizi sui più disparati argomenti del giorno. Moltitudini si sentono in diritto/dovere di sentenziare sulla dinamica del disastro del Mottarone, presumibilmente tutti laureati su youtube in ingegneria, specializzazione teleferiche e cabinovie; subito dopo, i dottorati acquisiti all’Università della Vita (cit.) in medicina generale, virologia e chimica consentono alle medesime schiere di deliziarci con illuminati consigli medici e analisi del CV 19, di solito urlati scrivendo in caps lock con mezza dozzina di punti esclamativi; recentemente le lauree acquisite su fb hanno prodotto schiere di esperti di geopolitica e scienze militari che trattano della nota crisi est europea (ma anche della situazione nell’Indo-Pacifico) al pari, anzi, meglio del direttore di Limes.</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">Non è finita. Nei social esistono blog più o meno seri ove si pubblicano centinaia di citazioni (di letterati, filosofi, ma anche artisti del rock o del cinema) e legioni di navigatori si industriano a riportarli, per intero o con adatto link, nella propria pagina fb; ovviamente oltre non si spingono, non sia mai detto che riportare una frase di <b>Nietzsche</b> comporti averne letto un’opera, o quantomeno conoscere per sommi capi il suo pensiero. Verrebbe da consigliare agli appassionati di<b> Kant</b> o<b> Leopardi </b>l’acquisto dell’opera omnia dell’autore da leggere in poltrona, magari con sottofondo di classica o di new age, con un buon bicchiere da meditazione sul tavolino.</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">Poi, l’italiano (eufemismo) usato per la bisogna dai novelli <b>Quasimodo</b> è generalmente quello che in prima elementare usavamo per scrivere i pensierini, tipo “la mamma cucina bene. Punto. A me piace il mare. Punto.”; il passo successivo, una serie di frasi più complesse, che costruivano il “tema”, pare ormai caduto in disuso. Due parole, punto. Tre parole, punto. E magari condite con l’aggettivo scoperto di recente e usato in quantità industriale, sicché tutto è “prezioso”; un post, un affetto, un amico, un risotto, uno spritz. Per non dire della terrificante usanza importata dall’uso dello smartphone, di scrivere tagliando le parole, come se il risparmio di decimi di secondi nello scrivere “tt” in luogo di “tutto” o “xkè” allungasse la vita; oltre alla scoperta del “K”, usato in luogo della C, sicché leggo (fresca di giornata) “qualkosa” e qui non c’è nemmeno, a scusante, l’accorciamento del vocabolo, siamo alla follìa. Naturalmente esistono anche moltitudini di cosiddetti analfabeti funzionali, tecnicamente in grado di leggere, ma difficilmente in grado di scrivere qualcosa di senso compiuto, non avendo più preso in mano una penna dopo la scuola dell’obbligo (sono però fruitori compulsivi dei tasti dello smart con l’italiano di cui sopra).</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">Si scrive troppo. E qua viene in soccorso un libriccino scritto nel 1771, dunque in epoca non sospetta: “Si scrivono cose inutili. (…) Si scrive su argomenti che bisognerebbe evitare quando non se ne ha il compito (…). Voi direte che sono autori: hanno scritto un libro. Dite, piuttosto che hanno sprecato della carta oltre ad aver perso il loro tempo. Diciamo tutt’al più – per non sembrare troppo critici – che sono rimasti gli stessi di prima. E’ questa la condizione dei fabbricanti di romanzi, di aneddoti, di racconti, di versi burleschi e licenziosi, eccetera. Rimarrà loro almeno il piacere di credersi autori” (<b>Abate Dinouart</b>, <i>L’arte di tacere</i>).</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">Annota ancora <b>Dinouart</b> in fondo al libretto, i “Principi necessari per esprimersi nei libri”, dei quali vanno ricordati almeno i primi due:</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">– E’ bene trattenere la penna, se non si ha da scrivere qualcosa che valga più del silenzio</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">– Esiste un momento per scrivere come esiste un momento per trattenere la penna</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">Il secondo principio fa ovviamente riferimento al noto versetto biblico “Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo” (Ecclesiaste, 3,1).</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">L’esortazione biblica è citata già nella prima parte del libriccino, nei “Principi necessari per tacere”, con i primi due che recitano:</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">– E’ bene parlare solo quando si deve dire qualcosa che valga più del silenzio</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">– Esiste un momento per tacere, così come esiste un momento per parlare.</span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;">Qualcuno obietterà che, in fondo, anche lo scritto presente e gli altri miei non sono  strettamente necessari. E’ vero, ma me ne rendo conto; è un vezzo e lo so. E confesso candidamente che a volte anch’io copio-incollo, di solito per burlarmi degli imbecilli di <b>Umberto Eco</b>, il quale, per sua fortuna ora diversamente occupato ed è esentato dall’irritarsi per le nefandezze umane. </span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000;"> </span></div>
<div dir="auto"><span style="color: #000000; font-family: arial, sans-serif;">Esce proprio mentre scrivo queste cose una ennesima biografia su <b>Bill Gates</b>: Billionaire, Nerd, Savior, King: Bill Gates and his quest to shape our world’ ,  scritto dalla giornalista del New York Times <b>Anupreeta Das</b>, che racconta i dettagli intimi delle relazioni del miliardario con le donne. L’agenda di <b>Bill Gates</b> sarebbe stata piena di “impegni” senza spiegazione e la moglie Melinda avrebbe almeno una volta cambiato l’intero staff di sicurezza del consorte perché non si fidava di loro. Ma la decisione di lasciarlo sarebbe stata presa per un altro motivo: la rivelazione dei dettagli del suo legame con <b>Epstein</b> il pedofilo. Ora mi chiedo: c&#8217;era bisogno di un nuovo libro per ciò che da tempo è più che chiaro? </span></div>
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		<title>Il professor Francesco Pira nominato Delegato alla Comunicazione dell’Università di Messina</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/03/03/il-professor-francesco-pira-nominato-delegato-alla-comunicazione-delluniversita-di-messina/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-professor-francesco-pira-nominato-delegato-alla-comunicazione-delluniversita-di-messina</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Mar 2020 09:03:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Pira]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="400" height="192" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/ED3C2169-FF15-4E9F-97FF-4626BC65995E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/ED3C2169-FF15-4E9F-97FF-4626BC65995E.png 400w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/ED3C2169-FF15-4E9F-97FF-4626BC65995E-300x144.png 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p>Messina – Il Rettore dell’Università di Messina, professor Salvatore Cuzzocrea, con proprio decreto ha nominato il prof. Francesco Pira, docente del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne, Delegato alla Comunicazione.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="400" height="192" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/ED3C2169-FF15-4E9F-97FF-4626BC65995E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/ED3C2169-FF15-4E9F-97FF-4626BC65995E.png 400w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/03/ED3C2169-FF15-4E9F-97FF-4626BC65995E-300x144.png 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p><p style="font-weight: 400;">Messina – Il Rettore dell’Università di Messina, professor Salvatore Cuzzocrea, con proprio decreto ha nominato il prof. Francesco Pira, docente del Dipartimento di Civiltà antiche e moderne, Delegato alla Comunicazione.</p>
<p style="font-weight: 400;">Sociologo della comunicazione, il professor Pira è docente e ricercatore di ruolo in sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Ateneo peloritano.</p>
<p style="font-weight: 400;">Coordinatore Didattico del Master in “Social Media Manager” e Delegato per il job placement del DICAM. È visiting professor presso l’Università Re Juan Carlos di Madrid in Spagna e Docente Erasmus presso l’Università di Wroclaw in  Polonia. E’ revisore dell’importante rivista scientifica internazionale del Ministero della Giustizia della Repubblica di Polonia “Probacja”. Svolge attività di ricerca nell’ambito della sociologia dei processi culturali e comunicativi. Ha intrapreso una battaglia personale con il bullismo, il cyberbullismo, il sexting, le fake news e la violenza sulle donne. Sulle questi temi ha svolto ricerche e tenuto seminari in Italia e all’Estero per studenti, docenti e genitori. Il quotidiano Avvenire l’ha definito uno dei maggiori analisti italiani del fenomeno Fake News. Proprio sul proliferare delle fake news ha promosso un gruppo di ricerca a livello europeo lanciando la proposta al Congresso Internazionale della FES Federazione Spagnola di Sociologia. E’ Componente del Comitato Promotore e componente del Comitato Scientifico dell&#8217;Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale di PA Social e Istituto Piepoli ed è Vice Presidente con delega alla Comunicazione dell&#8217;Osservatorio Professioni e Imprese 4.0 di Confassociazioni. Saggista è autore di numerosi articoli e pubblicazioni scientifiche.  Giornalista, oltre alle altre prestigiose collaborazioni, è Columnist del quotidiano americano La Voce di New York.</p>
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		<title>GUIDA SICURA. AL VIA I MINI-FILM DI POLIZIA DI STATO E AUTOSTRADE PER L’ITALIA</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2019/11/14/guida-sicura-al-via-i-mini-film-di-polizia-di-stato-e-autostrade-per-litalia/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=guida-sicura-al-via-i-mini-film-di-polizia-di-stato-e-autostrade-per-litalia</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Nov 2019 17:17:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[autostradeper l'italia]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[minivideo]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza stradale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="470" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori-300x138.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori-768x353.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori-585x269.jpg 585w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>L&#8217;uso dello smartphone al volante, la guida sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti e alcool, la dimenticanza di cinture e seggiolini sono i temi protagonisti dei video, che saranno diffusi su&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/11/14/guida-sicura-al-via-i-mini-film-di-polizia-di-stato-e-autostrade-per-litalia/">GUIDA SICURA. AL VIA I MINI-FILM DI POLIZIA DI STATO E AUTOSTRADE PER L’ITALIA</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="470" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori-300x138.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori-768x353.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/11/esattori-585x269.jpg 585w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><h4><i>L&#8217;uso dello smartphone al volante, la guida sotto l&#8217;effetto di sostanze stupefacenti e alcool, la dimenticanza di cinture e seggiolini sono i temi protagonisti dei video, che saranno diffusi su web e social. Per la prima volta testimonial della campagna sono gli esattori di Autostrade per l&#8217;Italia.</i></h4>
<p>E&#8217; l&#8217;ironia il fil rouge della nuova iniziativa di comunicazione ideata da Autostrade per l&#8217;Italia e Polizia di Stato per sensibilizzare gli automobilisti a guidare con attenzione e prudenza, evitando comportamenti alla guida che potrebbero essere pericolosi per sé e per gli altri. L&#8217;uso improprio del telefonino mentre si è al volante, la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di sostanze stupefacenti, il mancato uso delle cinture e del seggiolino per bambini sono i principali fattori di rischio che vengono raccontati in tre &#8220;mini-film&#8221; girati, con un linguaggio ispirato alla sit-com, presso il casello autostradale di Vergiate (A8).<br />
Nei video compare il guidatore palesemente alticcio che, tornando a casa dopo una festa, viene pesantemente redarguito dal casellante e si rende conto di aver caricato in auto un perfetto sconosciuto. Oppure l&#8217;appassionato di selfie al volante che, prima di ritirare il biglietto, scopre durante un dialogo surreale con l&#8217;esattore che la sua passione instancabile per lo smartphone non solo è fortemente pericolosa mentre guida, ma addirittura provocherà un tremendo litigio con la sua fidanzata. Infine la terza pillola video è dedicata alla storia di una famiglia abituata a viaggiare senza cinture e senza usare i seggiolini per i bimbi: sarà proprio il padre alla guida a farne le spese, una volta arrivato al casello.<br />
Protagonisti dei tre mini-film sono per la prima volta gli esattori di Autostrade per l&#8217;Italia. Tre di loro – Emanuela Quatrini, Francesco Ragni e Giacomo Malacchi &#8211; compaiono nei video: prima di approdare davanti alla macchina da presa, hanno dovuto superare un casting interno di oltre 100 colleghi. Accanto a loro recitano Alessandro Federico, attore formato alla New York Film Accademy e all&#8217;Accademia Filodrammatici Milano, e Vicky Piria, l&#8217;unica pilota italiana che corre nella &#8220;W Series&#8221;, la &#8220;Formula 1&#8221; dedicata alle donne: la nota influencer è da tempo impegnata su Instagram per promuovere la filosofia della guida corretta e della massima attenzione al volante.<br />
L&#8217;uso del telefonino (e più in generale la distrazione alla guida), il mancato uso delle cinture e dei dispositivi di sicurezza a bordo e l&#8217;uso di alcool e droghe sono tra le principali cause di incidentalità. Le varie forme di distrazione al volante, insieme alla velocità troppo elevata e al mancato rispetto della precedenza, rappresentano circa il 41% del totale delle cause di incidente sulla strada.<br />
Le infrazioni al Codice della Strada più sanzionate nell&#8217;ultimo anno riguardano invece l&#8217;uso del cellulare alla guida, il mancato uso delle cinture e l&#8217;eccesso di velocità, fenomeno quest&#8217;ultimo che in autostrada viene costantemente monitorato dall&#8217; ormai reticolare tutor.<br />
Nel complesso, gli incidenti stradali con lesioni a persone hanno registrato un calo nel corso dell&#8217;ultimo anno: -1,4% di incidenti con vittime e -1,6% di incidenti con feriti.<br />
I mini-film di ASPI e della Polizia di Stato portano ancora una volta la firma di Luz, giovane agenzia di produzione e di content marketing specializzata nella realizzazione di contenuti per i nuovi media. Il regista è Ermanno Menini, l&#8217;autore è Cristian Micheletti.</p>
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