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	<title>corruzione Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Ucraina: la guerra dei santi e dei ladri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Nov 2025 11:41:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="766" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-300x144.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-1024x490.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-768x368.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-1536x735.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-1170x560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-585x280.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Quando la storia si ripete, la prima volta è tragedia, la seconda è farsa. Nel caso dell’Ucraina, siamo alla commedia nera&#8230; Si dice che quando la storia si ripete, la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="766" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-300x144.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-1024x490.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-768x368.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-1536x735.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-1170x560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/WhatsApp-Image-2025-11-22-at-19.50.27-585x280.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><p><strong><em>Quando la storia si ripete, la prima volta è tragedia, la seconda è farsa. Nel caso dell’Ucraina, siamo alla commedia nera</em></strong><strong><em>&#8230;</em></strong></p>
<p>Si dice che quando la storia si ripete, la prima volta è tragedia, la seconda è farsa. Nel caso dell’Ucraina, siamo alla commedia nera con finale da operetta: quella in cui i “paladini della libertà” finiscono sotto inchiesta per corruzione, mentre i loro sponsor occidentali fingono stupore, come se scoprire tangenti a Kiev fosse come trovare vodka in Siberia.</p>
<p>Sì, perché l’ennesimo scandalo non riguarda un oscuro funzionario locale o un colonnello con il vizio del cashmere, ma un certo <strong>Timur Mindich</strong>, stretto collaboratore di Sua Santità Volodymyr Zelensky, l’uomo che il mondo libero ci aveva venduto come un incrocio tra Churchill e Che Guevara, ma che a conti fatti assomiglia più a un Berlusconi in mimetica.</p>
<p>Mindich, dicono i media ucraini, sarebbe il supervisore delle politiche energetiche del presidente: tradotto, quello che decide chi si arricchisce con il gas e chi si congela. La <strong>NABU</strong>, l’agenzia anti-corruzione (una specie di Mani Pulite con meno giudici e più Kalashnikov), ha aperto un’inchiesta fiume: <strong>mille ore di registrazioni</strong> accumulate in quindici mesi di lavoro. Mille ore in cui, chissà, magari ogni tanto si sente anche il comico diventato presidente – quello che, ironia della sorte, aveva promesso di “ripulire” il Paese. Solo che a forza di ripulire, pare si sia tenuto qualcosa in tasca.</p>
<h3><strong>La guerra (e la borsa)</strong></h3>
<p>Zelensky, ricordiamolo, aveva provato a mettere il bavaglio alla NABU ponendola sotto la sua giurisdizione. Un po’ come se un premier italiano decidesse di comandare la Guardia di Finanza: una barzelletta da export. Il tentativo, però, è fallito. E ora l’inchiesta rischia di far saltare il banco, o meglio il bunker.</p>
<p>Nel frattempo, il Wall Street Journal – non esattamente la <em>Pravda</em> – ci racconta che <strong>il sabotaggio del Nord Stream 2</strong> non sarebbe stato un mistero degno di un romanzo di Le Carré, ma un’operazione su ordine diretto di Zelensky, eseguita da Valeriy Zaluzhny, all’epoca comandante dell’esercito. L’uomo che oggi, ironia del destino, Washington accarezza come possibile sostituto del presidente scomodo.</p>
<p>Insomma, pare che in Ucraina la vera guerra non sia contro i russi, ma tra chi deve prendersi la sedia più calda del potere. E che, in tutto questo, la <strong>Cia</strong> abbia detto “no” al sabotaggio mentre i suoi amici di Londra facevano “sì” con l’occhiolino.</p>
<p>Un cortocircuito perfetto tra la geopolitica e la farsa: da un lato i democratici americani che giurano di “difendere la libertà”, dall’altro gli stessi che foraggiano un regime che arresta i dissidenti, censura la stampa, mobilita uomini rapiti per strada e ruba più soldi di quanti ne arrivino dagli aiuti.</p>
<h3><strong>La resa dei conti</strong></h3>
<p>Nel frattempo, la realtà sul campo non la racconta CNN ma <strong>Ted Snider su Antiwar</strong>: <strong>Pokrovsk</strong> è quasi caduta, <strong>l’80% è in mano russa</strong>, e il resto è un cimitero a cielo aperto. Le “tenaglie” – che nei titoli dei nostri giornali sono sempre “in difficoltà” – si stanno chiudendo come la cerniera lampo di una bara.</p>
<p>Eppure, a leggere <em>Repubblica</em>, “la situazione è difficile ma sotto controllo”. Certo: come il Titanic dopo l’iceberg.<br />
Mentre i russi avanzano, <strong>l’Ucraina diserta</strong>. Letteralmente.<br />
Oltre <strong>110.000 soldati fuggiti solo nel 2025</strong>, quasi <strong>il 20% delle forze armate</strong>, e in totale oltre <strong>300.000 dall’inizio della guerra</strong>.<br />
Uomini presi con la forza, trascinati al fronte e poi spariti nel nulla. E noi, da bravi alleati, continuiamo a mandar loro armi, mentre a casa nostra tagliamo la sanità e le pensioni.</p>
<h3><strong>Gli utili idioti del fronte occidentale</strong></h3>
<p>Il tutto mentre il “partito della guerra” – quello che da due anni ci racconta che la pace sarebbe una resa e la resa una bestemmia – continua a sabotare qualsiasi tentativo di negoziato. Lo stesso partito che ha ridotto l’Europa a un magazzino di rottami militari Usa, con l’entusiasmo servile di chi non capisce di essere lo zerbino della Casa Bianca.</p>
<p>L’America, in fondo, ha già vinto: <strong>ha dissanguato la Russia quel tanto che basta</strong>, <strong>ha reso la Ue una colonia economica</strong>, <strong>ha ingrassato l’apparato militare-industriale</strong> e adesso può pure permettersi di cambiare il burattino a Kiev. Quando l’affare è fatto, il pupo si butta via.</p>
<p>E Zelensky, che nel frattempo si credeva Napoleone con la tuta verde, rischia di finire come tutti i personaggi da palcoscenico: inghiottito dal buio appena le luci si spengono.</p>
<h3><strong>Fine atto unico</strong></h3>
<p>L’Ucraina sta perdendo la guerra non solo contro la Russia, ma contro se stessa. Le diserzioni non sono codardia: sono il segnale che un popolo ha capito di essere carne da macello per interessi altrui.</p>
<p>E mentre i nostri giornaloni continueranno a titolare che “la resistenza continua” e che “Putin è in difficoltà”, qualcuno dovrebbe ricordare che <strong>la verità non muore mai sul campo di battaglia: muore in redazione</strong>.</p>
<p>Finché l’Occidente non troverà il coraggio di guardarsi allo specchio – e vedere, dietro la bandiera gialla e blu, il riflesso della propria ipocrisia – questa guerra continuerà a produrre solo due cose: morti e menzogne. E di entrambe, francamente, ne abbiamo già abbastanza.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Questo pazzo mondo!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giuseppe Arno’ direttore de La Gazzetta Italo brasiliana]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Mar 2023 15:37:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Siamo alla frutta? Macché! Ormai siamo all’amaro: il gusto più italiano che ci sia! D’altronde è il gusto che meglio caratterizza la cucina italiana, anche se non è di culinaria che desideriamo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/360A550F-5A11-4E6B-8F11-5908B59B4719-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Siamo alla frutta? Macché!</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20"> </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Ormai</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20"> </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">siamo all’amaro: il gusto più italiano che ci sia! D’altronde è il gusto che meglio caratterizza la cucina italiana, anche se non è di culinaria che desideriamo parlare: l’antifona si riferisce, ahinoi, a come ci siamo ridotti!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Un nostro anziano professore di filosofia, quasi novantenne ma tuttora lucido e attivo, afferma che oggi il mondo va alla rovescia, così come decritto da </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Ovidio </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">nelle </span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont20">Metamorfosi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">. Il poeta sulmonese, infatti, in pochi versi descrive mirabilia della natura, cose le più impossibili: gli uccelli deambulano; i fiumi scorrono verso il cielo perdendosi tra le nuvole; i pesci volteggiano; e un marcato obnubilamento della coscienza si diffonde nell’atmosfera. La malvagità umana ha provocato il furore di Giove ed ecco le conseguenze!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Oggi, però, a causare lo scompaginamento del consesso dei popoli, aggiunge il professore, è la corruzione: la patologia più</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20"> antica che conosca la società. </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Conseguenza della corruzione è la degenerazione delle ambizioni degli esseri umani, condizionata da bramosie e dissolutezze varie.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont20">O tempora, o </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">mores</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Francamente noi, cresciuti negli anni del boom economico italiano, non ci riconosciamo più in questo mondo! La bimillenaria civiltà giudaico-cristiana ansima, sta morendo mentre una nuova &#8216;cultura’, quella dell’indifferenza, dell’inverecondia, del globalismo vorace, della deriva della politica, del disprezzo dei valori e delle tradizioni, dell’appiattimento sociale e del qualunquismo dilagante avanza frantumando le vestigia di ciò che di più caro abbiamo ereditato: cultura, tradizioni, senso del pudore e bon ton.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Papa Francesco</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont20">in occasione del suo recente viaggio in Africa, a </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Giuba</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">, nel corso della messa celebrata al Mausoleo &#8220;John Garang&#8221;, ha detto a migliaia e migliaia di fedeli presenti: &#8220;Noi cristiani, pur essendo fragili e piccoli, anche quando le nostre forze ci paiono poca cosa di fronte alla grandezza dei problemi e alla furia cieca della violenza, possiamo offrire </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">un contributo decisivo per </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">cambiare la storia</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">&#8220;. Ha di seguito precisato: &#8220;Gesù desidera che lo facciamo come il sale: ne basta un pizzico che si scioglie per dare un sapore diverso all&#8217;insieme&#8221;.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Magari fosse possibile contribuire a cambiare la storia! Forse… in un mondo fantastico, ma non nel mondo bisl</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">acco in cui ci siamo cacciati.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Questo pazzo mondo!</span></span></p>
<p class="s7"><a name="_Hlk126960517"></a><span class="s5"><span class="bumpedFont20">«</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Gabbia de’ matti</span></span> <span class="s6"><span class="bumpedFont20">è il mondo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">» così diceva </span></span><a name="_GoBack"></a><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Tommaso Campanella</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">, che, per scappare al rogo, dopo trent’anni tra processi, fughe, torture e carcere, si è fatto passare per pazzo. Il filosofo stilese, che pazzo non er</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">a, semplicemente dissentiva dal </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">pensiero unico dominante</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont20">dell’epoca, quello dei matti (a suo dire e… non solo), così come accadeva </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont20">col filosofo e frate domenicano </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Giordano Bruno,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont20">che, purtroppo per lui, finiva al rogo per le sue teorie, giudicate eretiche dal tribunale dell&#8217;Inquisizione dello Stato Pontificio.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont20">In sostanza, i due illustri disallineati di allora, e certamente non furono i soli, finirono male per il semplice fatto di non aver condiviso la linea di opinione e l’orientamento ideologico, politico o religioso, all’epoca prevalenti.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont20">I matti s’inciviliscono</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">Naturalmente, negli anni a venire continuò p</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">arimenti la supremazia del </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">pensiero dominante</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont20">(chiaro, nessun riferimento alla poesia del recanatese Leopardi!), come anche il proliferare dei disallineati di turno, ma la contrarietà all’ortodossia cattolica non venne più perseguita dagli inquisitori e le forme di dissenso politico vennero definite semplicemente &#8216;opposizione&#8217;: beh, col tempo,</span></span><a name="_Hlk127393167"></a> <span class="s9"><span class="bumpedFont20">i matti</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont20">quantomeno s’inciviliscono!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">Tant’è e il mondo cambia: l’opposizione, infatti, rappresenterà per gli opposti il «bastian contrario»; i disallineati non rischieranno più il rogo (la transizione ecologica e Bruxelles oggi non lo permetterebbero!); e la globalizzazione ci trasformerà in massa omologata e impecorita. E non solo, quest’ultima metamo</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">rfizza il pensiero dominante in </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">pensiero unico</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">, che, secondo </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Ignacio </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Ramonet</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">, coniatore del termine, altro non è che «la trasposizione in termini ideologici, che si pretendono universali, degli interessi di un insieme di forze economiche, e specificamente di quelle del capitale internazionale». In altre parole il pensiero unico è l’astrazione della superiorità del potere economico su quello politico, ovvero il requiem </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">della politica o, se preferite, </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">l’apoteosi della follia</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s6"><span class="bumpedFont20">Sulla correttezza politica</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s5"><span class="bumpedFont20">Ma non è finita</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">: c’è di più; la pazzia continua! Al pensiero unico si aggiunge una nuova linea di opinione, che noi definiremmo un &#8216;meme&#8217;, ovvero la correttezza politica (</span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont20">political</span></span> <span class="s11"><span class="bumpedFont20">correctness</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">). Detto termine, di antica data, è variamente inteso nelle diverse epoche e, secondo la definizione corrente, designa &#8216;una linea di opinione, un orientamento ideologico, nonché un atteggiamento sociale con lo scopo inteso soprattutto nel rifuggire l&#8217;offesa o lo svantaggio verso determinate categorie di persone all&#8217;interno di una data società&#8217;.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">Bene, per alcuni si tratta di un conformismo linguistico e di una dittatura ideologica che circoscrive il diritto alla libertà d’espressione e, per altri, di preferenze linguistiche che costituiscono sovente una presentazione rannobilita della circonlocuzione (eufemismo) che maschera i contenuti importuni. Questa è la dicotomia che si è aperta tra i glottologi e i sociologi che s’interessano alla questione. In realtà, dispute a parte, va evidenziato che del politicamente corretto si è fatto cattivo uso e abuso in quanto strumentalizzato per propri fini da determinate correnti di pensiero politico. In sostanza, riassumendo il già detto: tanta prosopopea e pochi fatti! Oltre a ciò, a noi, all’antica, legati a tradizioni e a schemi passati, fatti salvi e impregiudicati i diritti degli odierni interessati, l’abuso del politicamente corretto provoca sconforto e talvolta ci fa pure scappare, tanto per rimanere in tema, un bel «roba da matti!».</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">In sostanza, il </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">pensiero unico</span></span> <span class="s9"><span class="bumpedFont20">e il </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">politicamente corretto</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">, imposti da quei signori temuti e obbediti, che reggono le sorti della «Gabbia de’ matti», ci infilano in una doppia dittatura: la prima ideologica e la seconda limitatrice della libertà d’espressione. E vi pare poco? Ma, che fare! Il popolo massificato, come narcotizzato, con rassegnata sottomissione sa solo annuire e obbedire!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Il capolinea dell’insensatezza</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">Morale della favola, il mondo, a fasi alterne, è stato sempre mezzo o tutto matto, ma ora, bisogna convenire, si è giunti al capolinea dell’insensatezza e il guaio è che nella &#8216;gabbia&#8217; ci stanno, ancor peggio di prima, più matti che savi. Guerre, degenerazioni dei costumi, crisi varie (economiche, climatiche, politiche, religiose, morali) e per finire minacce nucleari altro non sono che le conseguenze della follia umana.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">I giovani ormai vivono senza ideali in un mondo alienato e peri</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">turo; gli adulti, d’accordo con </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Giovanni Verga</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">, sono ridotti a materia, la cui unica brama è l&#8217;accumulo e il possesso di beni e piaceri materiali; e gli anziani, moralmente stomacati, se ne strafregano di tutto, tanto loro il futuro non lo vivranno!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Insomma, peggio di così…!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">Ciononostante, il mondo alla rovescia, per </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Ovidio</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">, non durerà per sempre: dopo il Diluvio nascerà un’umanità migliore!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">Beh, questa è dura da credere: pensate che oggi come oggi ci sia davvero qualcosa in cui sperare? Nel diluvio, col clima «matto» che ci ritroviamo, probabilmente sì, ma nel mondo migliore, con così tanti svitati in giro…!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">«Il dubbio è scomodo, ma solo gli im</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">becilli non ne hanno», asseriva </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Voltaire</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont20">Siamo dunque scettici, è pur vero, ma l’incredibile istinto di sopravvivenza e la sua imprescindibile forza ci spingono, in certi casi, a pensare positivo: stavolta ci lasciamo trasportare sull’onda di un noto aforisma del filosofo </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Seneca</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont20">: «Il timore avrà sempre più argomenti, scegli la speranza».</span></span></p>
<p class="s3"><span class="s10"><span class="bumpedFont20">Giuseppe Arnò</span></span></p>
<p><span class="s12">direttore</span><span class="s12"> rivista La Gazzetta italo brasiliana  &#8211; </span><span class="s13">http://rivistalagazzettaonline.info</span></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F04%2Fquesto-pazzo-mondo%2F&amp;linkname=Questo%20pazzo%20mondo%21" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F04%2Fquesto-pazzo-mondo%2F&#038;title=Questo%20pazzo%20mondo%21" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/04/questo-pazzo-mondo/" data-a2a-title="Questo pazzo mondo!"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/04/questo-pazzo-mondo/">Questo pazzo mondo!</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Jan 2022 21:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Eurispes]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="510" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg 510w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p>
<p>Conoscere un fenomeno come la corruzione richiede innanzitutto una misurazione quali-quantitativa affidabile. Intendere correttamente un fenomeno criminale consente di calibrare al meglio il sistema di prevenzione e di repressione. Sotto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/24/corruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno/">Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="510" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379.jpeg 510w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/20CE5368-EDBC-47E9-B04D-CD0C67147379-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></p><p dir="ltr">Conoscere un fenomeno come la corruzione richiede innanzitutto una misurazione quali-quantitativa affidabile. Intendere correttamente un fenomeno criminale consente di calibrare al meglio il sistema di prevenzione e di repressione.</p>
<p dir="ltr">Sotto la <a href="https://www.esteri.it/it/politica-estera-e-cooperazione-allo-sviluppo/temi_globali/anticorruzione/"><strong>Presidenza italiana del G20</strong></a>, ha trovato accoglimento ufficiale il Compendio di buone pratiche sulla misurazione della corruzione, volto a raccogliere le tecniche di rilevazione e misurazione adatte al contrasto.</p>
<p dir="ltr">Altri indicatori si propongono sul piano internazionale, sia da parte di primarie Organizzazioni internazionali non Governative (Transparency International) sia da qualificati attori del <em>business sector</em>(Global Risk Profile).</p>
<p dir="ltr">Le Istituzioni nazionali maggiormente impegnate nel settore della prevenzione della corruzione e della sua misurazione (Anac ed Istat) proseguono in un’incessante opera di analisi e proposta, degna di ogni attenzione ed approfondimento.</p>
<p dir="ltr">L’Eurispes, forte di una pluriennale esperienza in materia, avviata con un’importante ricerca che ha aperto il dibattito internazionale e multilaterale sulla misurazione della corruzione, ritiene opportuno promuovere un confronto a più voci sull’argomento.</p>
<h2 dir="ltr">Il webinar sulla misurazione del fenomeno della corruzione</h2>
<p dir="ltr">L’evento, in formato webinar, avrà luogo su piattaforma Zoom e sarà trasmesso sui nostri canali Social (<a href="https://www.facebook.com/Eurispes">Facebook</a>, <a href="https://twitter.com/Eurispes">Twitter</a>, <a href="https://www.linkedin.com/company/eurispes-istituto-di-studi-politici-economici-e-sociali/">Linkedin</a>) e su <a href="https://www.youtube.com/channel/UCPAbTlV0tB-KEjdMbla624A">Youtube</a> <strong>il prossimo 27 gennaio dalle ore 11,00 alle ore 14,00</strong>.</p>
<p dir="ltr">I lavori saranno introdotti dal Presidente dell’Eurispes, <a href="https://eurispes.eu/listituto-di-ricerca-degli-italiani-eurispes/presidente/"><strong>Gian Maria Fara</strong></a>. A seguire la tavola rotonda alla quale prenderanno parte:</p>
<p dir="ltr"><strong>Nikolas Giannakopoulos</strong>, Presidente del Comitato Scientifico Global Risk Profile – Grp  Italia srl, <strong>Mario Carlo Ferrario</strong>, Vice Presidente Transparency International – Italia , <strong>Giovanni Tartaglia Polcini</strong>, Magistrato, Consigliere giuridico MAECI e componente del Comitato Scientifico dell’Eurispes, <strong>Maria Giuseppina Muratore</strong>, Primo ricercatore Istat.</p>
<p dir="ltr">Le considerazioni conclusive sono affidate al Presidente dell’Anac, <strong>Giuseppe Busia</strong>.</p>
<p dir="ltr">Modera l’incontro: <strong>Paolo Mazzanti</strong>, Direttore editoriale dell’agenzia di stampa Askanews.</p>
<p dir="ltr">Per informazioni: istituto@eurispes.eu</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F24%2Fcorruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno%2F&amp;linkname=Corruzione%3A%20dialogo%20sulla%20misurazione%20del%20fenomeno" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F01%2F24%2Fcorruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno%2F&#038;title=Corruzione%3A%20dialogo%20sulla%20misurazione%20del%20fenomeno" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/24/corruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno/" data-a2a-title="Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/24/corruzione-dialogo-sulla-misurazione-del-fenomeno/">Corruzione: dialogo sulla misurazione del fenomeno</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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