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	<title>crisi Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Gaza… scusate il ritardo: l’Occidente, un anno e mezzo di morti dopo, finge di svegliarsi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/10/gaza-scusate-il-ritardo-loccidente-un-anno-e-mezzo-di-morti-dopo-finge-di-svegliarsi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=gaza-scusate-il-ritardo-loccidente-un-anno-e-mezzo-di-morti-dopo-finge-di-svegliarsi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Massimo Reina]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Aug 2025 11:14:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Hanno letto i rapporti ONU, la Croce Rossa, le ONG. Hanno visto tutto, ma “denunciano” adesso. Per finta di Massimo Reina per Giornalisti Senza Frontiere Un anno e mezzo di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/10/gaza-scusate-il-ritardo-loccidente-un-anno-e-mezzo-di-morti-dopo-finge-di-svegliarsi/">Gaza… scusate il ritardo: l’Occidente, un anno e mezzo di morti dopo, finge di svegliarsi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824.jpeg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/IMG_9824-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Hanno letto i rapporti ONU, la Croce Rossa, le ONG. Hanno visto tutto, ma “denunciano” adesso. Per finta</em></p>
<p>di <em>Massimo Reina </em>per Giornalisti Senza Frontiere</p>
<p>Un anno e mezzo di stragi, 61mila morti, ospedali rasi al suolo, bambini sepolti sotto le macerie, fame indotta come arma di guerra. E solo adesso Australia, Germania, Francia, Italia, Nuova Zelanda e Regno Unito <strong>“scoprono” che Gaza esiste</strong> e che sotto le bombe israeliane ci sono esseri umani. Non dei pixel in un videogioco, non sagome indistinte da bombardare a distanza: persone vere. E lo dicono pure con aria indignata, come se fossero appena scesi da Marte e non avessero passato <strong>18 mesi a fare finta di niente</strong>.<br />
Adesso “respingeranno fermamente” (AHAHAHAH) il piano israeliano di occupare <strong>Gaza City</strong>, perché “viola il diritto internazionale” e “mette in pericolo i civili”. Che tenerezza. È come se un piromane, dopo un anno e mezzo a vendere benzina e accendini, all’improvviso si scandalizzasse perché la casa è in fiamme. E qui sta la tripla, schifosa ipocrisia. <strong>Lo sapevano dall’inizio</strong>: ogni bomba, ogni bambino morto, ogni ospedale sbriciolato è passato nei loro briefing quotidiani. Hanno letto i rapporti ONU, la Croce Rossa, le ONG. Hanno visto tutto.<br />
<strong>Hanno difeso Israele in tutte le sedi</strong>, votando contro risoluzioni ONU, giustificando ogni raid con il mantra “diritto a difendersi”. <strong>Continuano a fornire armi, tecnologia e intelligence</strong>. Quelle stesse armi con cui domani Israele potrà fare esattamente ciò che oggi loro fingono di condannare. Nel frattempo, <strong>Netanyahu</strong> ha appena avuto il via libera dal suo gabinetto di sicurezza per l’occupazione totale di Gaza City, con tanto di piano per deportare un milione di persone in campi controllati. Ma tranquilli: l’Occidente chiede il “cessate il fuoco immediato e permanente”. Come dire a un killer col coltello in mano: “Mi raccomando, non ammazzare più nessuno… quando hai finito”.<br />
E così si recita il solito rosario della “soluzione a due Stati” (ormai fantasma politico buono solo per lavarsi la coscienza), della “smilitarizzazione di Hamas” (che serve a giustificare la distruzione di tutto il resto), e della “necessità di aiuti umanitari” (che loro stessi bloccano approvando gli embarghi). La verità è che in questa storia <strong>non ci sono solo i carnefici e le vittime</strong>. Ci sono anche i complici. Quelli che si indignano a telecamere accese e firmano contratti di forniture militari a telecamere spente. Quelli che oggi piangono lacrime di coccodrillo e domani riforniranno il coccodrillo di nuove munizioni.<br />
La storia, questa volta, sarà spietata: <strong>non ricorderà solo chi ha premuto il grilletto</strong>. Ricorderà — e maledirà — anche chi ha caricato l’arma, chi ha girato la testa e chi ha applaudito.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
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		<title>USPI informa. Report AGCOM: importante l’equilibrio tra editoria e piattaforme</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/06/uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Aug 2025 20:11:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[IA]]></category>
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		<category><![CDATA[report AGCOM]]></category>
		<category><![CDATA[Unione Stampa Periodica Italiana]]></category>
		<category><![CDATA[Uspi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Aggiungi-un-titolo.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Aggiungi-un-titolo.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/08/Aggiungi-un-titolo-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Crescono TV e piattaforme online, ma l’editoria tradizionale è in crisi profonda. Ricavi pubblicitari sempre più assorbiti dai colossi digitali. &#160; Pubblicato il report annuale dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM)&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/06/uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme/">USPI informa. Report AGCOM: importante l’equilibrio tra editoria e piattaforme</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Crescono TV e piattaforme online, ma l’editoria tradizionale è in crisi profonda. Ricavi pubblicitari sempre più assorbiti dai colossi digitali.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pubblicato il <strong><a href="https://www.agcom.it/sites/default/files/documenti/relazione_annuale/RELAZIONE%20ANNUALE%202025_0.pdf" target="_blank" rel="noreferrer noopener">report annuale</a></strong> dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) sull’attività svolta e sui programmi di lavoro per il nuovo anno. Nella relazione si analizzano le performance dei settori media, tra cui TV, radio e stampa italiana, i mercati delle comunicazioni elettroniche, i servizi internet e piattaforme online, i servizi postali e infine lo status organizzativo e i programmi di lavoro del Garante.</p>
<p>In relazione al report AGCOM, la segretaria dell’Ordine dei giornalisti (OdG), Paola Spadari, ha sottolineato “l’<strong>importanza di sostenere </strong>l’<strong><a href="https://www.odg.it/agcom-la-relazione-evidenzia-limportanza-dellinformazione-professionale-e-dei-giornalisti/62490" target="_blank" rel="noreferrer noopener">informazione professionale</a></strong> a fronte della enorme quantità fruibile tramite il web”. Inoltre, riconosce il lavoro dell’Autorità che nel 2024 ha posto grande attenzione nel “riequilibrare lo strapotere delle grandi piattaforme digitali”. Il problema principale riscontrato dall’AGCOM è infatti il deficit di ricavi pubblicitari, assorbiti da grandi piattaforme nel campo dell’editoria nazionale.</p>
<p>È fondamentale “riconoscere la <strong>giusta retribuzione</strong> al comparto editoriale e il ruolo dei giornalisti. Un ruolo che deve, con urgenza, riposizionarsi rispetto ai nuovi scenari e ai nuovi trend di mercato, ma che al tempo stesso deve rimanere saldo nei suoi fondamentali”. Questo l’obiettivo per il prossimo anno.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Divario tra rete e media tradizionali </strong></h4>
<p>Crescita moderata per l’economia globale, secondo le analisi AGCOM dei <strong>mercati dei media</strong>, ma le tensioni geopolitiche hanno generato un’instabilità tale da pesare su cittadini e imprese. Queste le premesse del report sugli scenari dei mercati italiani, che nonostante la loro generalizzata debolezza, mostrano segnali di ripresa.</p>
<p>Complessivamente, infatti, sono <strong>aumentati i ricavi</strong> del <strong>+3,2%</strong>, grazie soprattutto ai ricavi delle vendite a pagamento di offerte televisive e di piattaforme online. Buono anche il rialzo delle <strong>inserzioni pubblicitarie</strong> del 2024 che si chiudono con un positivo <strong>+2,6%</strong>.</p>
<p>Un andamento positivo di certo non dettato dai quotidiani e dalla <strong>stampa</strong>, che invece ristagna in dati negativi che non vedono margine di miglioramento. La “<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-offerwall-la-risposta-agli-editori-in-crisi-di-traffico/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi irreversibile</a></strong>” di cui si parla nel report comprende sia il settore tradizionale cartaceo che quello digitale, visto che oramai sono i social i protagonisti dell’informazione. Infatti, il <strong>52,4%</strong> utilizza la <strong>rete per informarsi</strong>, anche se l’affidabilità e l’approfondimento rimangono prerogative associate alla stampa tradizionale.</p>
<p>Consistente il calo dei ricavi dalla <strong>vendita di copie cartacee e digitali</strong>, che sfiora il <strong>-16%</strong>. I dati <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ads-maggio-aiutato-da-sportivi-ma-negativita-anche-in-doppia-cifra/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Ads </a></strong>mensili confermano il trend, che non vede bollini verdi da mesi.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcw43NEOuHSJlfD-8CVqZ9X918X5xk30W3CkxExqFa_-X5Uu1zMNqAzKjbfdgud_G9MvVTlv9ra8HMwReD7iUduPRBw1WKZY_m2wkIbeDxat-_4FefqNkNj-F3dBxjtQ84U_mDD?key=daJwIey99CkwQXIo_Pt1IQ" alt="" /></figure>
</div>
<p>I <strong>lettori di quotidiani</strong> sono solo il <strong>22,1%</strong> della popolazione italiana, una percentuale che si abbassa di anno in anno e che rimane quasi un’esclusiva degli over 55, che sono il 48,9% su 11,2 milioni di lettori.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Mondo opposto e speculare per il virtuale</strong></h4>
<p>Inverso il trend dei <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/fcp-assointernet-maggio-rilancia-gli-investimenti-pubblicitari-digitali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ricavi pubblicitari</a></strong> per le <strong>piattaforme online</strong>, che incidono tutte in maniera positiva sul mercato e guadagnano sempre più rilevanza.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXe7OTLuTAlByyK8q7aa0PybdkIl-TJyrmA_0nDk-72zDK1jS1eQRPQgpwSfdjFiJBqHr3eAfOa1Pwitukr90Dn4Fl4xKZ9Mbk8xNUZQrlmbVH0QUetFstdUESRvASjGQ3AvaCrdFQ?key=daJwIey99CkwQXIo_Pt1IQ" alt="" /></figure>
</div>
<p>Infatti, come viene rappresentato dal grafico soprastante, in soli 5 anni si ha un aumento vertiginoso di <strong>12 punti percentuali </strong>sui ricavi pubblicitari, che mette <strong>Big Tech </strong>e fornitori di servizi online in una <strong>posizione di </strong><a href="https://notiziario.uspi.it/lettera-ex-leader-a-ue-stop-a-monopolio-google-per-tutela-democrazia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>privilegio</strong> </a>e dominio anche nel settore editoriale.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter is-resized"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcQ6nd7LRBN0R0u9zVyRMA2GQxZprKKYgvaeFMNzf1vos-NIK6c0megs2IeFp7-z8fILo-MKjhBHVqFwanR0frHVL8vKaDG5-DD_z3_on5QxOS80i_jr6h2adWFFhk4GaB1bdtLiA?key=daJwIey99CkwQXIo_Pt1IQ" alt="" /></figure>
</div>
<p>Nonostante lo <strong>strapotere degli OTT</strong>, l’AGCOM è intervenuta regolarmente nell’anno per supportare e attuare le legislazioni europee quali il Digital Services Act (<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/usa-vs-ue-dsa-strumento-di-censura-orwelliana/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">DSA</a></strong>) come Digital Services Coordinator, il Regolamento in materia di diritto d’autore online (<strong><a href="https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-680-13-cons" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delibera n. 680/13/CONS.</a></strong>), il <strong><a href="https://www.garanteprivacy.it/home/docweb/-/docweb-display/docweb/5306161" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Privacy Shield</a></strong>, Regolamento sulla remunerazione di autori e artisti (<strong><a href="https://www.agcom.it/provvedimenti/delibera-95-24-cons" target="_blank" rel="noreferrer noopener">delibera n. 95/24/CONS</a></strong>), l’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/meta-agcom-a-gedi-spetta-equo-compenso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">equo compenso</a></strong> e la <strong>tutela degli utenti online</strong>.</p>
<p>Articolo di T.S.</p>
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<div class="td-all-devices"><a href="https://notiziario.uspi.it/9-buoni-motivi-per-associarsi-a-uspi-2/"><img decoding="async" class="td-animation-stack-type0-2" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" /></a></div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F06%2Fuspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme%2F&amp;linkname=USPI%20informa.%20Report%20AGCOM%3A%20importante%20l%E2%80%99equilibrio%20tra%20editoria%20e%20piattaforme" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F08%2F06%2Fuspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme%2F&#038;title=USPI%20informa.%20Report%20AGCOM%3A%20importante%20l%E2%80%99equilibrio%20tra%20editoria%20e%20piattaforme" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/06/uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme/" data-a2a-title="USPI informa. Report AGCOM: importante l’equilibrio tra editoria e piattaforme"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/08/06/uspi-informa-report-agcom-importante-lequilibrio-tra-editoria-e-piattaforme/">USPI informa. Report AGCOM: importante l’equilibrio tra editoria e piattaforme</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Costruttori di Pace Oggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Mazzarella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 09:41:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[costruttori di pace]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Medio Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Pace]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1179" height="661" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3415.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3415.jpeg 1179w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3415-300x168.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3415-1024x574.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3415-768x431.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3415-1170x656.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/08/IMG_3415-585x328.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1179px) 100vw, 1179px" /></p>
<p>Una Sfida Globale tra Crisi e Opportunità In un mondo segnato da conflitti persistenti, crisi umanitarie e tensioni geopolitiche, il ruolo dei costruttori di pace è oggi più cruciale che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/08/11/costruttori-di-pace-oggi/">Costruttori di Pace Oggi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Una Sfida Globale tra Crisi e Opportunità</em></p>
<p>In un mondo segnato da conflitti persistenti, crisi umanitarie e tensioni geopolitiche, il ruolo dei costruttori di pace è oggi più cruciale che mai. Essere un costruttore di pace nel ventunesimo secolo richiede non solo un impegno profondo, ma anche un’abilità nel navigare complessità senza precedenti, dove la diplomazia tradizionale si intreccia con nuove sfide globali, come il cambiamento climatico, le migrazioni di massa e l’erosione delle istituzioni democratiche.</p>
<p>I Nuovi Scenari di Conflitto</p>
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<figure class="alignright size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-72874" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/08/1Rocket_fire.jpeg" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/08/1Rocket_fire.jpeg 720w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/08/1Rocket_fire-300x167.jpeg 300w" alt="" width="720" height="400" /></figure>
</div>
<p>Nel corso degli ultimi decenni, la natura dei conflitti è cambiata in modo sostanziale. Se durante la Guerra Fredda la minaccia principale era rappresentata dalle guerre interstatali, oggi assistiamo a un aumento dei conflitti intra-statali, delle guerre civili e degli scontri etnici e religiosi. Questi conflitti, spesso alimentati da diseguaglianze economiche, lotte per le risorse e identità culturali contrastanti, richiedono strategie di pace innovative e una comprensione profonda delle dinamiche locali.</p>
<p>Il Medio Oriente, l’Africa subsahariana e alcune regioni dell’Asia continuano a essere teatri di violenze protratte, ma anche aree come l’Europa, un tempo sinonimo di stabilità, sono oggi attraversate da tensioni sociali e politiche che minacciano la coesione interna. L’aumento del nazionalismo, il risorgere di politiche identitarie e il disfacimento del consenso internazionale sulle regole che governano i conflitti sono tutte sfide che i costruttori di pace devono affrontare con urgenza.</p>
<p>Il Ruolo dei Mediatori Internazionali</p>
<p>Essere un costruttore di pace oggi significa essere un mediatore efficace, capace di creare spazi di dialogo anche nelle situazioni più tese. Organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, l’Unione Africana e l’Unione Europea continuano a svolgere un ruolo centrale, ma è evidente che la sola diplomazia ufficiale non basta più. È necessaria un’azione concertata che coinvolga la società civile, le ONG, i leader religiosi e le comunità locali. Solo attraverso un approccio multilivello, che vada oltre la semplice negoziazione tra stati, è possibile costruire una pace duratura.</p>
<p>L’accordo di pace in Colombia del 2016, ad esempio, è stato il risultato di un processo lungo e complesso che ha coinvolto non solo i negoziatori ufficiali, ma anche le vittime del conflitto, la società civile e le organizzazioni internazionali. Tuttavia, anche nei casi di successo, la costruzione della pace non termina con la firma di un trattato: è un processo che richiede tempo, risorse e, soprattutto, una volontà politica costante.</p>
<p>Le Nuove Frontiere della Pace</p>
<p>Una delle sfide emergenti per i costruttori di pace è il legame sempre più evidente tra conflitti e crisi ambientali. Il cambiamento climatico, con il suo impatto su risorse come l’acqua e il cibo, sta diventando un fattore scatenante per nuove forme di conflitto, specialmente nelle regioni già instabili. La crescente competizione per risorse scarse richiede una nuova visione della pace, che integri la sostenibilità ambientale come elemento centrale della stabilità globale.</p>
<p>Un altro fronte critico è rappresentato dalle migrazioni forzate. I milioni di rifugiati e sfollati interni sono spesso sia vittime che cause di instabilità. I costruttori di pace devono affrontare la sfida di proteggere questi gruppi vulnerabili, promuovendo al contempo l’integrazione e la coesione sociale nei paesi di accoglienza, che possono essere destabilizzati da ondate migratorie non gestite adeguatamente.</p>
<p>Il Ruolo delle Tecnologie Digitali</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignleft size-full is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-72882" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/08/trasformazione-digitale.jpg" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/08/trasformazione-digitale.jpg 980w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/08/trasformazione-digitale-300x200.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2024/08/trasformazione-digitale-768x513.jpg 768w" alt="" width="980" height="654" /></figure>
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<p>Le tecnologie digitali offrono nuove opportunità, ma anche nuovi rischi per la costruzione della pace. Da un lato, i social media possono facilitare il dialogo e mobilitare rapidamente il sostegno internazionale a favore di iniziative di pace. Dall’altro, però, possono essere utilizzati per diffondere disinformazione e alimentare l’odio, contribuendo all’escalation dei conflitti. I costruttori di pace del futuro dovranno imparare a navigare questo doppio filo, sfruttando le tecnologie per promuovere la comprensione reciproca e contrastare le narrative di divisione.</p>
<p>Un Impegno Globale e Continuo</p>
<p>Essere costruttori di pace oggi significa non solo intervenire per risolvere conflitti esistenti, ma anche lavorare preventivamente per eliminare le cause profonde delle tensioni, promuovendo giustizia sociale, equità economica e sostenibilità ambientale. Richiede una visione globale, che riconosca l’interconnessione tra le diverse sfide che il mondo affronta, e un impegno continuo per coltivare la pace a livello locale e internazionale.</p>
<p>Nel mio lavoro di facilitatore relazionale , ho visto come la pace non sia mai un risultato acquisito, ma un processo dinamico che richiede adattamento, resilienza e collaborazione. Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di leader, diplomatici e cittadini che si impegnino a costruire ponti di comprensione, affrontando con coraggio le sfide globali per creare un futuro di pace duratura.</p>
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		<title>UE e UNICEF: istruzione sicura e di qualità per i minori in situazioni di crisi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Mar 2023 19:44:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1706" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-2048x1365.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/C3228B73-B59B-44AC-B9EC-70C940F6D17B-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>I crescenti livelli di sfollamento e la durata prolungata dei conflitti stanno gravando su minori e giovani in tutto il mondo. Si stima che gli adolescenti e i bambini in&#8230;</p>
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<p>La Commissione europea e l’UNICEF invitano a rafforzare l’impegno collettivo e ad aumentare i finanziamenti pubblici per aiutare i minori in contesti umanitari fragili a restare o a tornare a scuola. L’invito è stato pronunciato durante la conferenza congiunta di alto livello sull’istruzione nelle situazioni di emergenza tenutasi <u data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="12">il 22 marzo 2023</u> a Bruxelles, in concomitanza con il Forum umanitario europeo.</p>
<p>Nel 2023 l’UE mira a fornire 158 milioni di € a sostegno di progetti per l’istruzione nelle situazioni di emergenza in tutto il mondo.</p>
<p>L’Unione destina il 10% del bilancio iniziale per gli aiuti umanitari all’istruzione in contesti di emergenza. Lo stesso vale per gli aiuti allo sviluppo: con il 10% del bilancio iniziale stanziato per l’istruzione, l’obiettivo è assicurare una base solida che permetta ai minori di sviluppare i loro talenti e realizzare il loro potenziale.</p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12">Nel periodo 2015-2022 l’UE ha stanziato 970 milioni di € a sostegno dell’istruzione in situazioni di emergenza, a favore di oltre 20 milioni di bambini e giovani.<br />
</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="9pt" data-originalcomputedfontsize="12"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F22%2Fistruzione-sicura-e-di-qualita-per-i-minori-in-situazioni-di-crisi%2F&amp;linkname=UE%20e%20UNICEF%3A%20istruzione%20sicura%20e%20di%20qualit%C3%A0%20per%20i%20minori%20in%20situazioni%20di%20crisi" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F03%2F22%2Fistruzione-sicura-e-di-qualita-per-i-minori-in-situazioni-di-crisi%2F&#038;title=UE%20e%20UNICEF%3A%20istruzione%20sicura%20e%20di%20qualit%C3%A0%20per%20i%20minori%20in%20situazioni%20di%20crisi" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/22/istruzione-sicura-e-di-qualita-per-i-minori-in-situazioni-di-crisi/" data-a2a-title="UE e UNICEF: istruzione sicura e di qualità per i minori in situazioni di crisi"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/22/istruzione-sicura-e-di-qualita-per-i-minori-in-situazioni-di-crisi/">UE e UNICEF: istruzione sicura e di qualità per i minori in situazioni di crisi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>L’aumento record del gas e l’effetto sui consumi, i nuovi poveri</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/08/26/laumento-record-del-gas-e-leffetto-sui-consumi-i-nuovi-poveri/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=laumento-record-del-gas-e-leffetto-sui-consumi-i-nuovi-poveri</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Aug 2022 10:55:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Gas]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="740" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23.jpeg 740w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23-585x379.jpeg 585w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></p>
<p>di Alessandro Salamena In Puglia 440mila le famiglie che avranno bisogno di un aiuto per i pasti. “L’aumento record del gas ha un effetto valanga sulla spesa alimentare con l’esplosione&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/08/26/laumento-record-del-gas-e-leffetto-sui-consumi-i-nuovi-poveri/">L’aumento record del gas e l’effetto sui consumi, i nuovi poveri</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="740" height="480" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23.jpeg 740w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23-300x195.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/08/C03238EC-0DF4-4830-8614-5B247FB28F23-585x379.jpeg 585w" sizes="(max-width: 740px) 100vw, 740px" /></p><p><em><b>di Alessandro Salamena</b><br />
In Puglia 440mila le famiglie che avranno bisogno di un aiuto per i pasti.</em></p>
<p><strong>“L’aumento record del gas ha un effetto valanga sulla spesa alimentare </strong>con l’esplosione dei costi per l’acquisto dei fertilizzanti a base di azoto necessari per far crescere le coltivazioni”. La stima diffusa da Coldiretti è terrificante e sulle famiglie italiane si abbatterà un aggravio di<strong> “9 miliardi di euro</strong> soltanto per la spesa alimentare, a causa dell’effetto dell’inflazione che colpisce soprattutto le categorie più deboli”. Il mix del caro tavola e caro spesa nasce da una spirale viziosa: “nelle campagne si registrano infatti rincari che vanno dal +170% dei fertilizzanti al +129% per il gasolio ma rincari aumenti l’intera filiera”.</p>
<p><strong>Se i rincari pesano sulle tasche dei consumatori, le cose non vanno meglio per le imprese.</strong> Giorni fa ad alzare un grido d’allarme sul futuro di tante imprese a rischio è stata <strong>Confesercenti</strong>: “Il rischio è che il 10% delle imprese esca dal mercato, ovvero circa 90mila imprese per un totale di 250mila posti di lavoro”. Ed ecco un esempio per tutti: “Se nel 2020 e 2021 un bar spendeva in media 6.700 euro per le bollette di luce e gas, nei prossimi dodici mesi, ipotizzando che gli aumenti attuali restino costanti, lo stesso bar spenderà 14.740 euro. Un aumento del 120% e un’incidenza sui ricavi aziendali che passa dal 4,9% al 10,7%”.</p>
<p><strong>La campagna elettorale</strong> tira da una parte e dall’altra il tema dei consumi e dell’autunno al freddo, ma le urne del 25 settembre non fermeranno le bollette e le testimonianze sempre più frequenti in tv lo denunciano, tra chi pensa che sarà il reddito di cittadinanza a soccorrere le persone e chi chiede il lavoro.</p>
<p>I poveri già aumentati in tempi di pandemia, cresceranno ancor di più in questo tempo di guerra. Soltanto in <strong>Puglia scrive Coldiretti “sono 440mila le famiglie in difficoltà economica</strong> e che avranno bisogno di un aiuto per i pasti”.</p>
<p>*Foto Pixabay</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F08%2F26%2Flaumento-record-del-gas-e-leffetto-sui-consumi-i-nuovi-poveri%2F&amp;linkname=L%E2%80%99aumento%20record%20del%20gas%20e%20l%E2%80%99effetto%20sui%20consumi%2C%20i%20nuovi%20poveri" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2022%2F08%2F26%2Flaumento-record-del-gas-e-leffetto-sui-consumi-i-nuovi-poveri%2F&#038;title=L%E2%80%99aumento%20record%20del%20gas%20e%20l%E2%80%99effetto%20sui%20consumi%2C%20i%20nuovi%20poveri" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2022/08/26/laumento-record-del-gas-e-leffetto-sui-consumi-i-nuovi-poveri/" data-a2a-title="L’aumento record del gas e l’effetto sui consumi, i nuovi poveri"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/08/26/laumento-record-del-gas-e-leffetto-sui-consumi-i-nuovi-poveri/">L’aumento record del gas e l’effetto sui consumi, i nuovi poveri</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>SICILIA:Si è fermata la Gipsos Raddusa srl, azienda leader nella estrazione e lavorazione del gesso</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/03/26/si-e-fermata-la-gipsos-raddusa-srl-azienda-leader-nella-estrazione-e-lavorazione-del-gesso/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=si-e-fermata-la-gipsos-raddusa-srl-azienda-leader-nella-estrazione-e-lavorazione-del-gesso</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Mar 2022 18:17:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[aziende]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
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<p>In Sicilia le aziende soffrono la crisi e si fermano La Gipsos Raddusa srl, azienda leader nella estrazione e lavorazione industriale di prodotti a base gesso, a causa dell’elevato costo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1330" height="1057" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/00-Gipsos-GESSO-IN-SICILIA.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/00-Gipsos-GESSO-IN-SICILIA.jpg 1330w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/00-Gipsos-GESSO-IN-SICILIA-300x238.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/00-Gipsos-GESSO-IN-SICILIA-1024x814.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/00-Gipsos-GESSO-IN-SICILIA-768x610.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/00-Gipsos-GESSO-IN-SICILIA-1170x930.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/03/00-Gipsos-GESSO-IN-SICILIA-585x465.jpg 585w" sizes="(max-width: 1330px) 100vw, 1330px" /></p><p style="text-align: left;" align="center"><b>In Sicilia le aziende soffrono la crisi e si fermano</b></p>
<p>La Gipsos Raddusa srl, azienda leader nella estrazione e lavorazione industriale di prodotti a base gesso, a causa dell’elevato costo del gas e dell’energia elettrica, ha deciso di sospendere, per la prima volta nella sua ultracinquantennale storia, la produzione sulla linea gesso. L’annuncio è stato dato dall’amministratore unico, dott. Nicola Grasso, il quale ha osservato che: <i>“E’ da mesi che, purtroppo, il prezzo del gas è in continuo aumento, ma dallo scoppio della crisi in Ucraina la situazione è peggiorata in maniera notevole e repentina; consideriamo che rispetto ad un anno fa il prezzo è più che decuplicato. Essendo la nostra un’azienda gasivora, l’impatto sul costo di produzione diventa insostenibile e, nostro malgrado, abbiamo dovuto adottare questa decisione per evitare di produrre in perdita. Un’autentica beffa, posto che, anche da recente, la proprietà ha inteso sostenere sacrifici non indifferenti attraverso investimenti mirati, innanzitutto, alla sostenibilità, secondo il cosiddetto principio “green”, considerato che il gesso è un prodotto naturale e riciclabile all’infinito. Non sfugge, poi, come la nostra azienda, al pari delle altre, soffre da tempo in misura elevata degli aumenti legati ai costi dei trasporti”.</i></p>
<p>La Gipsos Raddusa srl è costituita alla fine degli anni ’60 e rappresenta da allora una delle industrie più importanti del Centro-sud Italia. Il proprio stabilimento si trova localizzato ai margini di uno dei bacini minerari di gesso più importanti dell’intera Sicilia. Nel corso degli anni ha costantemente valorizzato la propria attività di ricerca, con un continuo sviluppo di nuovi prodotti ed il controllo e l’aggiornamento costante delle proprie formulazioni ed oggi è una realtà consolidata nel settore dei prodotti premiscelati per l’edilizia. Tra maestranze dirette e indotto, la Gipsos coinvolge circa cinquanta persone, altrettante famiglie che, con il venir meno della produzione, rischiano di perdere il loro sostentamento finanziario, con grave pregiudizio anche per la proprietà che ha creduto nel settore del prodotto “green” e che oggi si ritrova a dovere fare i conti con una situazione contingente di assoluta precarietà. “Anche per questa ragione – ha concluso l’amministratore unico dell’azienda – facciamo appello alle istituzioni di ogni livello, affinché comprendano la gravità della situazione attuale ed i risvolti negativi che può determinare. Urge, dunque, un intervento concreto e tale da lenire i disagi sin qui sopportati dalla proprietà, ma ormai giunti ad un livello insostenibile che, purtroppo, disegna scenari imprevedibili”.</p>
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		<title>Pandemia e crisi economica globale: Annus horribilis</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Mimma Cucinotta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Mar 2021 20:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[mercati finanziari]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="678" height="365" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/crisi-covid-678x365-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/crisi-covid-678x365-1.jpg 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/crisi-covid-678x365-1-300x162.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/03/crisi-covid-678x365-1-585x315.jpg 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p><p><em>Una domanda alla quale non sappiamo dare a noi stessi una risposta convincente: quali prospettive ad un presente segnato dal dolore di una crisi sanitaria implosa improvvisamente, seminando morte e disperazione, alterando la nostra vita e quella dei nostri giovani . Brexit e presidenziali americane, due incognite politiche che hanno mandato in fibrillazione i mercati già travolti dal Covid-19</em></p>
<p>21 marzo 2021 – Un anno difficile, fuori dal comune, ha colto di sorpresa il mondo e in particolare l’Occidente non abituato ad una gestione sanitaria di portata emergenziale. Se non definitivamente stroncate dal virus, le nostre vite, quella dei nostri giovani, hanno improvvisamente subito una pausa d’arresto con ricadute negative sulle interazioni sociali, al centro di misure altamente restrittive di contenimento della pandemia adottate nei vari Paesi, giunte fino al blocco totale anche delle attività economiche. Introdotte nei primi mesi del 2020 fortemente impattati dall’esplosione del Covid-19, le misure sono state emanate con l’obiettivo di ridurre il numero dei contagi, la pressione sui sistemi sanitari e frenare così il tasso di mortalità.</p>
<p>Al fermo totale delle attività lavorative in genere, professionali, d’impresa, ritenuto necessario in molti Paesi per la rapida espansione della pandemia da Covid-19 è seguita una forte contrazione del PIL (prodotto interno lordo) che ha registrato una profonda crisi economica globale.</p>
<p>La società nel suo insieme, in lotta con un nemico invisibile protagonista letale della nostra salute, annaspa dal 2020 alla ricerca di un punto di forza e di contrasto alla diffusione del nuovo virus, a distanza di un anno ancora in corso. 2 milioni e 700 mila sono ad oggi le vittime nel mondo mietute dalla pandemia. Per numero assoluto di decessi i Paesi più colpiti sono Stati Uniti, Brasile, Messico e India, mentre per contagi l’India è al terzo posto. Cento mila morti in Italia. Presi alla sprovvista, i governi hanno cercato di rispondere rapidamente mettendo a punto ingenti misure fiscali nel tentativo, non sempre riuscito, di realizzare politiche socio-economiche a sostegno di famiglie e imprese fiaccate, se non azzerate dalla Sars-2. Da parte loro le Banche Centrali svolgendo una politica di affiancamento agli Stati coinvolti dal deficit finanziario legato all’emergenza sanitaria, hanno puntato su manovre di iniezione di liquidità dirette al riassorbimento del debito addizionale emesso per fronteggiare le misure di sostegno fiscale, studiate per le aziende e i cittadini stravolti dagli effetti devastanti della pandemia. Tra disequilibri sociali inaspriti dalla seconda ondata post estiva della crisi pandemica e piano vaccinale, l’ultimo anno è stato vissuto anche in attesa della chiusura della Brexit e delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Due incognite che hanno influenzato non poco l’andamento dei mercati finanziari. La prima ha contribuito a tenere alta l’attenzione sulla sfida tra Europa e Londra sempre sotto la lente d’ingrandimento di analisti sul piano degli scambi commerciali internazionali al limite della pericolosità in ambito valutario sottoposto alle interferenze provenienti dai tavoli negoziali. Situazione aggravata dalla trasformazione del Covid-19 nella nuova e temibile variante virale che ha allarmato il Regno Unito e tutta l’Unione europea.  Le evoluzioni dei due eventi politici avvenute durante il periodo pandemico hanno provocato fermento nei mercati con rapide accellerazioni e brusche fermate sortendo una fase di stabilizzazione sul fronte americano per l’ingresso alla Casa Bianca del candidato democratico Joe Biden.   Un annus Horribilis, lacerato dalla soffocante implosione della crisi emergenziale  prefigura scenari di recupero verso la normalità sanitaria sociale e finanziaria non troppo rassicuranti. Malgrado le misure di contenimento del contagio e la prospettiva di piani vaccinali globali, dall’efficacia speriamo più certa nel prossimo futuro, affiora la domanda …. quali prospettive????!!!!!</p>
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