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		<title>Cristina Campo. Una poesia in un canto di esistenze e di amori A cento anni dalla nascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Apr 2023 21:02:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Ci sono vite nelle nostre vite.  Amori nei nostri amori. Incontri di tenerezze e sensualità che le parole forse non riescono a raccontare a sufficienza. Lo sguardo è più della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/04/27/cristina-campo-una-poesia-in-un-canto-di-esistenze-e-di-amori-a-cento-anni-dalla-nascita/">Cristina Campo. Una poesia in un canto di esistenze e di amori A cento anni dalla nascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/04/CBF1E963-FB80-44BA-B5BF-0E4F49A9A75F-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p>Ci sono vite nelle nostre vite.  Amori nei nostri amori. Incontri di tenerezze e sensualità che le parole forse non riescono a raccontare a sufficienza. Lo sguardo è più della parola? Gli occhi sono più della bocca che pronuncia i linguaggi? Sono troppo dentro gli Orienti per non lasciarmi affascinare da uno sguardo che si specchia nel mio sguardo. Donna che porti l&#8217;Oriente nel passo del tuo passo. Troppo sono tentato da Cristina per non affidarmi ad un gomitolo di occhi  inebrianti e di labbra che si piegano all&#8217;immagine di un bacio. Tuttavia resto ad ascoltare.<br dir="auto" />Ecco Cristina Campo: &#8221; Ci viene insegnato che nella lingua araba classica una radice comune lega tappeto e farfalla e certo non soltanto per la fascinazione dei colori. Il tessere e l&#8217;annodare alludono di per sé alle vicende ordite per gli uomini da invisibili mani. E si sa come il vocabolo greco che indica l&#8217;attimo senza ritorno, da cogliere come un fiore miracoloso − kairos – sia usato per definire un altro indefinibile: la momentanea, lampeggiante fissura tra l&#8217;ordito e la trama in cui la spola penetra fulmineamente, come la lama mortale tra i due pezzi di un&#8217;armatura&#8221;. La speranza e la preghiera sono nella vita. Sono la vita. &#8220;Se ancora due uomini incontrandosi si inchinano l&#8217;uno all&#8217;altro, la civiltà è salva&#8221;. La speranza, la preghiera, le voci del silenzio sono i tracciati dentro i percorsi di una esistenza fatta di poesia, di mistero, di simboli.<br dir="auto" /> Linguaggi che danno senso a un &#8220;vocabolario&#8221; di sentimenti, in cui il tempo è primordiale viaggio di tensioni tra destini che si intrecciano o si incontrano. La poesia è un&#8217;anima di vocazioni indefinibili.<br dir="auto" />La poesia di Cristina Campo, pseudonimo di Vittoria Guerrini, (Bologna, 1923 – 1977) è sempre un travaglio dove il &#8220;passo d&#8217;addio&#8221; è un navigare lungo le meridiane della attesa. Anima religiosa, religiosa anima che non dimentica il passo di San Paolo nel tremore di una religiosità in cui non mancano le nostalgie e il tempo, sempre il tempo, è un incastro infinito nel gioco del vivere quotidiano.<br dir="auto" />Dunque siamo al centenario della nascita di Cristina Campo.<br dir="auto" />      Il tema degli addii è una metafora fondamentale nella poesia di Cristina Campo. In essa ci sono le tempeste e le inquietudini ma anche i riposi. E&#8217; nel 1956 che pubblica il suo primo testo di versi dal titolo, appunto, &#8220;Passo d&#8217;addio&#8221;. Immagini  danzanti sul davanzale delle parole che non raccontano ma offrono specchi e recita. Gli echi e i suoni del Mediterraneo sono processi linguistici e tensioni esistenziali.<br dir="auto" />      Il Mediterraneo come poesia e come cultura. Come nei versi della poesia dal titolo: &#8220;Diario bizantino&#8221;: &#8220;Due mondi – e  io vengo dall&#8217;altro&#8221;. Perché &#8220;La soglia, qui, non è tra mondo e mondo/né tra anima e corpo…&#8221;. Questo viaggio bizantino mette a confronto epoche e mondi. Storie e destini in un unico viaggio. Il diario accentua un orizzonte nel quale le proiezioni delle stesse immagini sono tasselli di un mosaico che ha fatto di spicci di ricordi. E i ricordi sono ansie, sentieri incantati e deserti. La religiosità e devozione e le voci sono echi che giungono da lontano.<br dir="auto" />      Le distanze misurano sempre le solitudini perché sono le solitudine che segnano le rughe e incidono solchi. Ci sono solchi nella consapevolezza degli addii e gli addii sono comprensione delle distanze. &#8220;Devota come ramo/curvato da molte nevi/allegra come falò/per colline d&#8217;oblio,//su acutissime làmine/in bianca maglia d&#8217;ortiche,/ti insegnerò, mia anima,/questo passo d&#8217;addio…&#8221;.<br dir="auto" />      Dunque, un passo di addio. Una parola che è sempre una preghiera. Il 24 luglio del 1958 Cristina Campo osserva: &#8220;…io non ho,davvero, che la poesia come preghiera – ma posso offrirla?&#8221;. Un interrogativo che non smette di vivere nelle dimensioni dell&#8217;essere. La sua poesia è un essere che ha parole di luna e di fuoco. Tutto avviene nella memoria della parola stessa perché è qui che la letteratura è un destino mistico e la mistica è un vagare nella letteratura. Il sacro si nutre di liturgia ma anche di miti. Le sue pagine sono ricche di dimensioni metafisiche nelle quali la metafora è un incessante desiderio di penetrare la realtà non con gli strumenti del rappresentare o del definire ma con lo sguardo della contemplazione. E tutto si nutre di rito. Il rito è una antica liturgia nel cammino dell&#8217;uomo.<br dir="auto" />      &#8220;Il rito è per eccellenza questa esperienza di morte – rigenerazione attraverso la bellezza… I riti) sono… io credo, i veri modelli, gli archetipi della poesia, che è figlia della liturgia…&#8221;, così scrive Cristina Campo il 16 aprile del 1972 sul &#8220;Tempo&#8221;. Siamo costantemente alla preghiera. La parola che si fa preghiera  è un canto di recita. Cristina Campo si è sempre interrogata in quel vivere di &#8220;stelle spente&#8221;. Le &#8220;Lettere a Mita&#8221; del 1999, chiaramente postume come gran parte dei suoi scritti, sostengono un cantico di esistenze e di passione. La passione redentrice nella spiritualità della memoria che non si abbandona solo al travaglio di un inquieto esistere ma si lascia catturare da quel paesaggio mai fisico perché è sempre mitico. Così si riscontra nelle pagine  di testi come &#8220;La tigre assenza&#8221; o &#8220;Gli imperdonabili&#8221;, o &#8220;Sotto falso nome&#8221;.<br dir="auto" />      Il ricercare la perfezione è nel cavo del cuore di un tempo indissolubile. Il sentimento della cristianità che si riscontra in Cristina Campo è un travolgere l&#8217;indefinibilità del tutto perché il tutto resta nell&#8217;eternità della parola rivelazione. E Cristina Campo ha fatto della poesia il filo che unisce il senso della rivelazione alla parola rivelata. Si ascolta: &#8220;…/Ti cercherò per questa terra che trema/lungo i ponti che appena ci sorreggono ormai/sotto i meli profusi, le viti in fiamme./Volevo andarmene sola al Monte Athos/dicevo: restano pagine come torri/negli alti covi difesi da un rintocco.//…/Ma ora non sei più là, sei tra le grandi ali incerte/trapassate dal vento, negli aeroporti di luce.//…/nei denti disperati degli amanti che non disserta/più il dolce fiotto, la vita d&#8217;oro del figlio…&#8221;.<br dir="auto" />      Una poesia da &#8220;Poesie sparse&#8221; che porta un titolo emblematico. Appunto: &#8220;Emmaus&#8221;. Non siamo oltre il tempo ma dentro il tempo e la recita della vita si svolge nel teatro immenso che offre scenari impareggiabili. E&#8217; la voce che giunge dal deserto nel vento che porta misericordia e meraviglia: &#8220;voglio destarmi sulla via di Damasco&#8221;. Questa via è l&#8217;urlo della salvezza o il silenzio che ci fa capire i messaggi della profezia. Cristina Campo, in fondo, è il poeta della profezia e della preghiera. Come tutti i grandi poeti che sono sulla strada dell&#8217;ontologia vive di vissuto perché il vissuto è oltre il presente stesso perché sigilla l&#8217;istante al tempo. La grandezza di Cristina Campo: &#8220;Io non prego mai per i morti, io prego i morti. L&#8217;infinita sapienza e clemenza dei loro volti – come si può pensare che abbiano ancora bisogno di noi? – Ad ogni amico che se ne va io racconto di un amico che resta; a quella infinita cortesia senza rughe ricordo un volto di quaggiù, torturato, oscillante&#8221;.<br dir="auto" />      Un sigillo che ci riporta al Cantico biblico in un paesaggio di ombre che tentano di penetrare la luce ma è la luce che rende luminosa l&#8217;ombra senza mascherarla nel riflesso ma rendendola propria di luce viva. Ed è questo l&#8217;andare verso il vero cammino: &#8220;(Ora tutta la vita è nel mio sguardo,/stella su te, sul mondo che il tuo passo rinchiude)&#8221;. Non solo una metafora ma quella metafisica dell&#8217;anima che è singolare ricchezza testamentaria. La poesia di Cristina Campo è il testamento di un&#8217;anima. Quei segni sono i simboli di un camminamento che si fa vita e favola tra i passi della nostalgia o di un Nostos. Ci saranno altre ore che faranno dei giorni un tempo incommensurabile e gli amori non potranno raccontarsi se non si vivono con il cuore che ricorda e con il corpo che &#8220;stropiccia&#8221; un altro corpo. Cristina lo sapeva. Leone. Emile. Corrado. Lettere. A Maria (Zambrano) sembra aver raccontato tutto? Una donna che ha amato con il coraggio degli amori che resistono.<br dir="auto" />A Cristina: Mai racconterai il viaggio nella sua fedeltà/hanno bisogno di segreti gli amori veri/che si raccolgono nel mistero del vento/che tocca gli argini/superando i limiti. Un giorno/dirai che amare è stato un gesto unico/nel canto delle sere.<br dir="auto" /></p>
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