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		<title>La distinzione fra magistratura requirente e magistratura giudicante non indebolisce ma rafforza la giustizia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2026 11:51:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02.png 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-300x200.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-1024x683.png 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-768x512.png 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-1170x780.png 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-585x390.png 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/02/ChatGPT-Image-7-feb-2026-12_47_02-263x175.png 263w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Di Angela Casilli &#160; Il 22 e 23 marzo prossimo si andrà a votare per il referendum sulla giustizia, fortemente voluto dall’attuale governo, che prevede carriere separate fra giudici e pubblici ministeri.&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Angela Casilli</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Il 22 e 23 marzo prossimo si andrà a votare per il referendum sulla giustizia, fortemente voluto dall’attuale governo, che prevede carriere separate fra giudici e pubblici ministeri.</strong></em></p>
<p>I contrari al referendum, sostenitori del No ad oltranza, non ritengono importanti la separazione delle carriere, perché, a loro dire, essa esiste già dal 2023, contenuta nella legge Cartabia, dal nome del ministro di Grazia e Giustizia nel governo Draghi, dove è stabilito il passaggio da un ruolo all’altro, solo per una minima parte di magistrati e una sola volta in tutta la carriera.<br />
All’epoca, la riforma Cartabia fu duramente contestata, mentre oggi il consenso ad una ulteriore riforma della giustizia è più ampio di quanto non appaia, come è facile rilevare dai sondaggi fatti in merito al referendum.<br />
Forse, proprio per questa ragione, i sostenitori del NO preferiscono mettere in discussione altri importanti punti della riforma, come la divisione del CSM in due Consigli superiori, uno per i magistrati che accusano e uno per i magistrati che giudicano, entrambi presieduti dal Capo dello Stato, che già oggi preside il CSM.</p>
<p>Anche sulla composizione del nuovo CSM, non più uno ma due, si concentra la critica dei sostenitori del NO, perché la componente togata sarà sorteggiata e non più eletta da magistrati organizzati in correnti, e quindi purtroppo politicizzati, con l’evidente scopo di ridurre il peso della politica all’interno della magistratura.</p>
<p>Il sorteggio interesserebbe un elenco di nomi selezionati, in modo proporzionale, da tutti i partiti presenti nelle due camere, per quanto concerne i componenti laici del CSM, oggi eletti dal Parlamento con un quorum dei tre<br />
quinti.<br />
Inutile nasconderlo, la politica continuerebbe ad avere un ruolo importante, se i due terzi del CSM saranno magistrati sorteggiati e gli altri magistrati scelti dai partiti. E questo, per i sostenitori del NO, minerebbe ulteriormente la loro<br />
autonomia.<br />
Al di là di ogni giudizio negativo sul sorteggio, che però la nostra Costituzione<br />
già prevede per i 16 giudici da affiancare a quelli della Consulta, in caso di “messa in stato d’accusa del Presidente della Repubblica“, finora mai verificatosi perché il Presidente Leone si dimise “sua sponte”, la differenza tra laici e togati ha una sua ragione d’essere.</p>
<p>I magistrati nel nostro Paese sono meno di 10.000; si parla di magistrati con un concorso alle spalle, superato, grazie al quale si presuppone che siano in grado di far parte del CSM, come sono in grado di fare arrestare e<br />
condannare un imputato. Non sempre “reo confesso”, mentre 150.000 sarebbero i potenziali laici aventi diritto al sorteggio, con più di 15 anni di anzianità professionale, ai quali vanno aggiunti i professori universitariordinari di materie giuridiche,  tutti potenzialmente eleggibili al CSM.<br />
Il sorteggio, proprio per l’importanza che riveste, ci si augura che sia equilibrato, non aperto a tutti, per evitare di portare al CSM persone non in grado di esercitare il loro mandato con competenza, moderazione e dignità.<br />
In conclusione, che pubblici ministeri e giudici non possono essere considerati allo stesso modo è chiaro già dalla Costituente, dove il dibattito chiarì che “le funzioni del pubblico ministero dovevano essere separate da quelle del giudice, perché è proprio dei regimi totalitari considerare il pubblico ministero come un organo della giustizia, mentre nei regimi liberali esso è considerato come un organo del potere esecutivo “.</p>
<div id="attachment_80234" style="width: 160px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-80234" class="size-thumbnail wp-image-80234" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/11/Angela-Casilli-640x640.jpg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /><p id="caption-attachment-80234" class="wp-caption-text">Angela Casilli</p></div>
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