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	<title>cura Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>cura Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Nel tempo del disumano. Cura, fragilità e responsabilità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Pira]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Oct 2026 17:56:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1600" height="1066" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1.jpg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1-300x200.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1-1024x682.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1-768x512.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1-1170x780.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1-585x390.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/pira1-263x175.jpg 263w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p>
<p>Il progresso scientifico e l’intelligenza artificiale ampliano le possibilità di intervento, mentre crescono solitudine ed esclusione. Dal richiamo di Zuppi alle riflessioni di Han, Floridi e Goffman emerge una domanda:&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><strong><em>Il progresso scientifico e l’intelligenza artificiale ampliano le possibilità di intervento, mentre crescono solitudine ed esclusione. Dal richiamo di Zuppi alle riflessioni di Han, Floridi e Goffman emerge una domanda: come tutelare la dignità della persona in una società che rischia di ridurla a dato, diagnosi o prestazione? Ascolto e relazioni indicano una direzione per l’innovazione</em></strong></p>
<p data-pm-slice="1 1 []"><strong>di Francesco Pira -Professore Associato di Sociologia, Università di Messina</strong></p>
<p>Viviamo una stagione contraddittoria. La scienza amplia le possibilità terapeutiche, le tecnologie collegano persone lontane e l’intelligenza artificiale accelera processi fino a poco tempo fa impensabili. Nello stesso scenario crescono solitudine, aggressività, guerre ed esclusione, mentre l’individuo rischia di essere ridotto a dato, profilo o prestazione.</p>
<p>L’aumento degli strumenti impone una domanda sulla direzione del loro impiego. Il progresso acquista valore quando migliora la vita, sostiene chi attraversa una condizione difficile e rafforza i legami. La capacità tecnica indica ciò che possiamo fare; la responsabilità chiede per chi, con quali finalità e con quali conseguenze scegliamo di farlo.</p>
<p>Una società può disporre di apparati sofisticati e restare povera di ascolto. Può elaborare quantità immense di informazioni e perdere di vista il volto di chi soffre. La sfida consiste nel ricondurre l’innovazione alla dignità della persona.</p>
<p>In questa prospettiva è particolarmente interessante l’articolo di Matteo Frascadore pubblicato su <em>Vatican News</em>, dal titolo “<em>Zuppi alla Cattolica: «Difendere l’umano anche dove prevale il disumano»”.</em> L’autore riporta le parole pronunciate dal <strong>cardinale Matteo Maria Zuppi</strong>, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, durante l’apertura del congresso internazionale “<em>Lo splendore dell’umano: custodire la fertilità, curare l’infertilità”</em>, ospitato nella sede romana dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-full is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-116933" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Matteo-Zuppi-cardinale-.jpg" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Matteo-Zuppi-cardinale-.jpg 656w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Matteo-Zuppi-cardinale--300x225.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Matteo-Zuppi-cardinale--326x245.jpg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/10/Matteo-Zuppi-cardinale--80x60.jpg 80w" alt="" width="519" height="389" /><figcaption class="wp-element-caption">Cardinale Matteo Maria Zuppi</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Il richiamo del cardinale supera il contesto dell’incontro</strong>: “<em>Lo splendore dell’umano è davvero così importante e affascinante, sempre nuovo, e non smettiamo mai di contemplarlo. Anche dove c’è il disumano</em>”. Queste parole invitano a cercare la persona nella malattia, nella sofferenza, nella solitudine e nelle ferite prodotte dalla violenza.</p>
<p>Il disumano appare nelle guerre e nelle sopraffazioni, ma assume anche forme quotidiane. Si manifesta quando l’essere umano viene valutato soltanto per ciò che produce, la debolezza diventa una colpa, la visibilità conta più della dignità e la velocità sostituisce la comprensione.</p>
<p>Il <strong>filosofo</strong> sudcoreano <strong>Byung-Chul</strong> <strong>Han</strong> ha descritto <strong>la società della prestazione</strong> come un ambiente che spinge l’individuo a migliorare continuamente e a dimostrare il proprio valore. L’efficienza diventa una misura dell’identità, mentre la vulnerabilità viene vissuta come un difetto. Da questa pressione possono nascere stanchezza, isolamento e incapacità di accogliere il limite. <strong>A questa deriva iper-performativa,</strong> che confina la fragilità a un tabù, risponde l’ecologia relazionale proposta da Zuppi, che ribalta radicalmente la prospettiva.</p>
<p>In tale quadro acquistano forza le parole di Zuppi: “<em>L’umano non fiorisce con il limite, ma attraverso il limite</em>”. La fragilità diventa uno spazio di consapevolezza e ricorda che ogni esistenza attraversa momenti nei quali dipende dalla sensibilità altrui.</p>
<p>Zuppi invita a comprendere come prendersi cura concretamente della dignità umana. Il rispetto diventa visibile nell’accoglienza, nella chiarezza delle spiegazioni e nel coinvolgimento della persona. La cura restituisce volto e voce a chi rischia di essere considerato soltanto un numero.</p>
<p>Proprio in questa tensione tra l’unicità della persona e la sua traduzione in dati numerici, si inserisce l’impatto dell’intelligenza artificiale, che sta trasformando ricerca, medicina e organizzazione sanitaria. Può analizzare dati, individuare correlazioni, affiancare la diagnosi e alleggerire attività ripetitive. Sono possibilità da sviluppare con competenza e consapevolezza.</p>
<p>Un sistema automatico elabora informazioni; la responsabilità appartiene a chi sceglie, applica e valuta i risultati. In ambito sanitario, ogni decisione coinvolge il corpo, la biografia e il futuro di qualcuno. Richiede spiegazioni e persone capaci di rispondere delle conseguenze.</p>
<p>Il filosofo italiano dell’informazione <strong>Luciano Floridi </strong>considera l’ambiente digitale un ecosistema nel quale dati, tecnologie ed esseri umani sono connessi. Un’informazione sanitaria rinvia sempre a una storia personale. Proteggere i dati significa tutelare riservatezza, libertà e fiducia.</p>
<p>Questa tutela non è solo giuridica, ma strutturale, poiché gli algoritmi riflettono criteri stabiliti da esseri umani. Informazioni incomplete possono produrre valutazioni parziali; obiettivi concentrati sull’efficienza rischiano di trascurare l’unicità individuale. La tecnologia diventa un’alleata quando sostiene il giudizio professionale e lascia spazio alla relazione.</p>
<p>Quando però questo spazio viene negato, la disumanizzazione comincia nel momento in cui l’altro diventa una categoria, un profilo o una diagnosi. Le piattaforme digitali possono accentuare questo processo, favorendo giudizi rapidi ed esposizione continua. Scorrono molte immagini, mentre diminuisce il tempo dedicato alle storie.</p>
<p><strong>A svelare la trappola di questo meccanismo </strong>è il <strong>sociologo</strong> canadese <strong>Erving Goffman </strong>ha studiato il riconoscimento dell’identità nelle interazioni quotidiane. Le sue analisi sullo stigma mostrano come una singola caratteristica possa oscurare la complessità di una persona. Negli ambienti digitali, un’immagine o un’etichetta possono fissare pubblicamente un’identità e continuare a circolare nel tempo.</p>
<p>Scardinare questo meccanismo significa tornare a guardare davvero, restituendo all’altro la sua interezza, e ad ascoltare, permettendogli di raccontarsi con parole proprie. Questa responsabilità riguarda in prima linea il giornalismo, chiamato a narrare sofferenza e innovazione con precisione e rispetto. Il linguaggio può creare vicinanza oppure trasformare il dolore in spettacolo.</p>
<p>“<em>Il limite diventa un’occasione di speranza e sapienza</em>”, afferma <strong>Zuppi</strong>. La frase indica un compito culturale: trasformare la vulnerabilità da motivo di isolamento a luogo d’incontro. La speranza acquista consistenza quando diventa ricerca, assistenza, solidarietà e presenza.</p>
<p><strong>Scienza e innovazione partecipano a questo cammino</strong> <strong>quando</strong> migliorano le possibilità terapeutiche e <strong>mantengono al centro il valore di ogni essere umano</strong>. L’intelligenza artificiale può affiancare il medico, sostenere il ricercatore e favorire l’accesso ai servizi. La direzione resta umana, perché umani sono gli effetti delle scelte.</p>
<p>Proprio in questo risiede la vera sfida: nell’unire  conoscenza, precisione, ascolto, sviluppo e responsabilità. Anche dove prevale il disumano, il valore della persona può riemergere attraverso uno sguardo che riconosce, una parola che accompagna e una mano che sceglie di restare.</p>
<p>@Riproduzione riservata</p>
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		<title>Ginecologia e ostetricia, verso cure sempre più personalizzate: il trattamento attuale dell&#8217;endometriosi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Silvia Gambadoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Oct 2026 10:06:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Medicina]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1920" height="1080" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/MUZII-COVER.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/MUZII-COVER.jpg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/MUZII-COVER-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/MUZII-COVER-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/MUZII-COVER-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/MUZII-COVER-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/MUZII-COVER-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /></p>
<p>Terapie farmacologiche, chirurgia, fertilità e qualità della vita: il prof. Ludovico Muzii, del Policlinico Umberto I di Roma, approfondisce le strategie di trattamento dell’endometriosi nella videointervista al convegno di Villa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/11/ginecologia-e-ostetricia-verso-cure-sempre-piu-personalizzate-il-trattamento-attuale-dellendometriosi-muzii/">Ginecologia e ostetricia, verso cure sempre più personalizzate: il trattamento attuale dell&#8217;endometriosi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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<p data-pm-slice="1 1 []">La medicina cambia, si evolve, diventa sempre più precisa e personalizzata. Ma la vera sfida è trasformare i progressi della ricerca scientifica e dell’innovazione tecnologica in percorsi di cura accessibili, efficaci e capaci di accompagnare le donne in ogni fase della vita.</p>
<p>È questo il filo conduttore della settima edizione del <strong>Congresso “Personalizzazione delle cure in ginecologia ed ostetricia dal territorio all’ospedale”</strong>, che si è tenuto il 9 ottobre 2026 a Villa Mondragone, a Monte Porzio Catone, con al centro il ruolo dell’<strong>Ospedale dei Castelli</strong> quale riferimento sanitario per il territorio dell’<strong>ASL Roma 6</strong>.</p>
<p>Presidente del Congresso e coordinatore scientifico <strong>Francesco Barletta</strong>, Direttore dell’UOC di Ostetricia e Ginecologia dell’Ospedale dei Castelli (ASL Roma 6). <strong>Presidenti onorari i professori Antonio Chiantera ed Enrico Vizza</strong>. Il congresso si è svolto con il patrocinio dell’<strong>AOGOI – Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani</strong>.</p>
<p>Tra i temi affrontati, anche l&#8217;endometriosi, una patologia che può incidere sulla qualità della vita e sulla fertilità femminile. L&#8217;evoluzione delle strategie terapeutiche offre oggi diverse possibilità di trattamento, dalla terapia farmacologica alla chirurgia, da valutare in relazione ai sintomi, alle condizioni cliniche e al desiderio di maternità.</p>
<p><strong>Nella nostra videointervista, il prof. Ludovico Muzii, Direttore della UOC di Ginecologia della Sapienza Università di Roma – Policlinico Umberto I, approfondisce le possibilità di trattamento dell&#8217;endometriosi, il ruolo della chirurgia e l&#8217;importanza dello stile di vita nella gestione della patologia.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>@riproduzione riservata</p>
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		<title>Cura con plasma iperimmune per Covid-19: ecco cosa sappiamo oggi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2020/05/12/cura-con-plasma-iperimmune-per-covid-19-ecco-cosa-sappiamo-oggi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=cura-con-plasma-iperimmune-per-covid-19-ecco-cosa-sappiamo-oggi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Caputo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 May 2020 19:27:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Scienza]]></category>
		<category><![CDATA[Covid 19 plasma iperimmune]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[Lombardia]]></category>
		<category><![CDATA[progetto pilota]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="900" height="675" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/3777A7A1-7BDD-46DD-BA3B-A8A5B33008AD.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/3777A7A1-7BDD-46DD-BA3B-A8A5B33008AD.jpeg 900w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/3777A7A1-7BDD-46DD-BA3B-A8A5B33008AD-300x225.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/3777A7A1-7BDD-46DD-BA3B-A8A5B33008AD-768x576.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/3777A7A1-7BDD-46DD-BA3B-A8A5B33008AD-585x439.jpeg 585w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></p>
<p>Diffusi ieri i risultati dello studio pilota in Lombardia Milano &#8211; Nel pomeriggio di ieri la conferenza stampa presso l&#8217;auditorium Testori di Palazzo Lombardia, dove Carlo Nicora, direttore generale del&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Diffusi ieri i risultati dello studio pilota in Lombardia</h4>
<p class="s3"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Milano &#8211; Nel pomeriggio di ieri la </span></span><a href="https://www.facebook.com/LombardiaNotizieOnline/videos/829439337546896"><span class="s7"><span class="bumpedFont15">conferenza stampa presso l&#8217;auditorium Testori di Palazzo Lombardia</span></span></a><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, dove </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Carlo Nicora</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, direttore generale del </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Policlinico San Matteo di Pavia</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, ha illustrato il progetto di studio pilota: “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Plasma da donatori guariti come terapia per pazienti critici</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”, i cui risultati saranno esposti anche in una pubblicazione scientifica che sarà diffusa nei prossimi giorni.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Lo studio</b></span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il titolo scientifico dello studio portato avanti dal Policlinico San Matteo di Pavia, l’Università di Pavia e l’Ospedale di Mantova, è “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">Plasma da donatori dalla malattia da nuovo Coronavirus 2019 (Covid-19) come terapia per i pazienti critici affetti da Covid-19</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”, ha avuto inizio lo scorso 17 marzo e si è concluso pochi giorni fa, l’8 maggio. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il professor</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> Fausto Baldanti</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, virologo del San Matteo di Pavia, ha evidenziato come la virologia classica ci insegna che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è possibile superare un’infezione virale quando l’organismo è in grado di produrre gli anticorpi neutralizzanti</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. Questi anticorpi riescono a neutralizzare il virus rivestendo la sua struttura superficiale (spike), ovvero quell’elemento che il virus utilizza per entrare nelle cellule e </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">infettarle</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Non avendo a disposizione test precedenti </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">i ricercatori hanno isolato il virus in vitro su cellule umane</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, osservando come  l’infezione </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">prolifera</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> rapidamente distruggendo le cellule stesse (esattamente come accade purtroppo nei polmoni dei pazienti). Successivamente hanno rilevato che </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">inserendo il siero dei pazienti guariti l’infezione cellulare subisce un arresto</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Ed ecco il primo dato certo, punto di partenza per le fasi successive: </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">esistono anticorpi neutralizzanti all’interno del siero dei guariti</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s5"><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">La titolazione</span></span></strong></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Baldanti continua affermando che sempre la virologia classica insegna che prima di poter usare il plasma a scopo terapeutico bisogna trovare un’unità di misura che caratterizza la potenza neutralizzante del plasma stesso, soprattutto in virtù del fatto che ogni persona è diversa e quindi può avere una carica più o meno alta di anticorpi neutralizzanti. La stessa letteratura scientifica mostra come in passato chi ha utilizzato il plasma senza prima effettuare questo importante passaggio si è poi trovato dinanzi a risultati sconfortanti. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Per dirla in termini scientifici, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">è necessario trovare</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> il “</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15">titolo</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”, ovvero </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">il parametro che consente di capire a che livello di diluizione il siero è ancora in grado di uccidere il virus</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> in coltura. I risultati hanno accertato che il rapporto è di 1:640, ovvero il plasma resta efficace diluendolo fino a 640 volte. Baldanti ha concluso che sono state considerate titolazioni efficaci quelle superiori a 160.</span></span></p>
<p class="s5"><strong><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Raccolta del plasma </span></span></strong></p>
<p class="s5"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Cesare Perotti</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, direttore del servizio Immunoematologia al Policlinico San Matteo di Pavia, illustra la fase di raccolta, affermando che deve essere fatta “bene, in sicurezza e in modo rapido”. Gli strumenti che permettono di compiere con questi requisiti sono i </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">separatori cellulari</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, apparecchiature presenti in almeno 36 centri della Lombardia e che consentirebbero quindi anche una raccolta ampia. Naturalmente bisogna avere la garanzia assoluta che il plasma raccolto abbia gli anticorpi neutralizzanti, dunque </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">per l’individuazione dei donatori è previsto un percorso di triage</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. I soggetti individuati vengono sottoposti ad accurata visita medica a garanzia della loro stessa sicurezza, poi una volta ritenuti idonei vengono fatti sedere accanto ai separatori cellulari per iniziare la procedura di prelievo. </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">In circa 35 minuti si ottiene una quantità di plasma standardizzato pari a circa 600 ml</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. Perotti spiega anche il motivo di questo numero, perché si è stabilito che la quantità ottimale per curare un paziente è di 300 ml, in questo modo quindi </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">con un solo prelievo si avrebbero due dosi</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> per quella che lui stesso ha definito una “</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">terapia solidale</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>I pazienti curati con il plasma iperimmune</b></span></span></p>
<p class="s5"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Il campione individuato per testare l’efficacia della terapia al plasma è costituito da un numero di pazienti limitato, così come impongono le buone pratiche per questo tipo di studi e accertarsi di poter operare in sicurezza. A spiegarlo è il professor </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Raffaele Bruno</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, direttore di Malattie Infettive al Policlinico San Matteo di Pavia, che ha anche illustrato i criteri per la selezione. Tutti i pazienti individuati dovevano essere </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">maggiorenni</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, con </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">tampone positivo</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">distress respiratorio</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> (difficoltà di respirazione tali da necessitare supporto di ossigeno o intubazione) e </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">radiografia al torace positiva per la polmonite interstiziale bilaterale</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> (nota conseguenza del Covid-19). Sono stati arruolati </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">un totale di 46</span></span> <span class="s2"><span class="bumpedFont15">pazienti</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> tra Mantova e Pavia, con un solo paziente fuori regione, proveniente da Novara. Sette di questi pazienti erano intubati e tutti avevano necessità di ossigeno, nessuno di loro era in età avanzata.</span></span></p>
<p class="s5"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Risultati e obiettivi raggiunti</b></span></span></p>
<p class="s8"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Racconta ancora Nicora che quando lo studio ha preso il via, tra la seconda e la terza settimana di marzo, il Ministero della Salute Italiano il giorno 9 </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">segnalava</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> 8.514 persone positive, di cui il 59,2% ricoverati con sintomi, il 10,3% ricoverati in terapia intensiva; il 30,5% in isolamento domiciliare, il 9,9% guariti. </span></span></p>
<p class="s9"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Partendo proprio da questo ultimo dato riguardante i soggetti guariti i ricercatori hanno sviluppato una serie di riflessioni. Anzitutto in letteratura sono presenti dei precedenti circa l’uso del plasma a scopo terapeutico, in secondo luogo i soggetti guariti si trovavano in loco, ovvero nella stessa zona in cui era presente anche il ceppo virale, infine la </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">plasmaferesi</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> è una procedura ubiquitaria facilmente attivabile in molte strutture. Così si è pensato di </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">studiare l’effetto della immunizzazione passiva</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> somministrando anticorpi specifici contro il </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Coronavirus</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> contenuti nel plasma ottenuto dai soggetti guariti. Ma quanti e quali anticorpi?</span></span></p>
<p class="s9"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">A questo punto </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">lo studio pilota si è posto tre obiettivi</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">:</span></span></p>
<div class="s11"><span class="s10">&#8211; </span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Verificare l’efficacia del plasma iperimmune per la riduzione della mortalità a breve termine in terapia intensiva </span></span></div>
<div class="s11"><span class="s10">&#8211; </span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Verificare l’efficacia del plasma iperimmune sul miglioramento dei parametri della situazione respiratoria </span></span></div>
<div class="s12"><span class="s10">&#8211; </span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">Verificare l’efficacia del plasma iperimmune sul miglioramento dei parametri legati all’infezione</span></span></div>
<p class="s13"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">A esporre i risultati è ancora il prof. Baldanti: </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">la mortalità dei pazienti in terapia intensiva, che si </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">attestava</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15"> tra il 13 e il 20%, è scesa al 6%</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">. Questo vuol dire che si è passati da un decesso atteso ogni 6 persone a un decesso ogni 16 persone. Allo stesso tempo si è avuto un </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">netto miglioramento della situazione respiratoria e un drastico calo della polmonite bilaterale</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, tutto nell’arco della prima settimana. </span></span></p>
<p class="s13"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Ľ esperienza di Mantova</b></span></span></p>
<p class="s8"><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Raffaello Stradoni</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, Direttore Generale dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale di Mantova, ha evidenziato come c’è stato un netto cambio di passo quando sono arrivate in struttura le prime sacche da Pavia. Ringraziando <img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-5662" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/AFA1CC79-EF1E-4952-BC0E-831F0A271582-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/AFA1CC79-EF1E-4952-BC0E-831F0A271582-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/AFA1CC79-EF1E-4952-BC0E-831F0A271582-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2020/05/AFA1CC79-EF1E-4952-BC0E-831F0A271582-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />l’Università per l’egregio lavoro svolto dal punto di vista scientifico, ha aggiunto che questo studio è stato come un raggio di speranza e si dichiara fiducioso rispetto agli esiti positivi. Quello che più ha colpito il Direttore è stata la facilità </span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">nell&#8217;applicabilità</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">del trattamento e il fatto che sia </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">ampiamente alla portata di tutti</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, come dimostra la loro stessa esperienza. </span></span></p>
<p class="s5"><span class="s2"><span class="bumpedFont15"><b>Una banca del plasma iperimmune</b></span></span></p>
<p class="s8"><span class="s6"><span class="bumpedFont15">A latere della conferenza stampa l’assessore al Welfare, </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Giulio Gallera</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, annuncia il lancio da parte della Regione Lombardia della “</span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Banca del plasma iperimmune</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">”. Verrà dunque definito un </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">protocollo per la donazione</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> e successivamente si provvederà alla raccolta del plasma e del sangue. Le </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Ats</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15"> (Agenzie di Tutela della Salute) Lombarde contatteranno i pazienti guariti e successivamente </span></span><span class="s2"><span class="bumpedFont15">Avis</span></span><span class="s6"><span class="bumpedFont15">, che ha già collaborato nella fase sperimentale con Mantova, procederà con la raccolta a partire dalle aree più colpite.</span></span></p>
<p>Ph. Credits Lombardia Notizie.online</p>
<p class="s8">
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2020/05/12/cura-con-plasma-iperimmune-per-covid-19-ecco-cosa-sappiamo-oggi/">Cura con plasma iperimmune per Covid-19: ecco cosa sappiamo oggi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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