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	<title>Dante. Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Bernhard Gillessen, dalle bellezze naturali alla Divina Commedia: il legame con l’Italia nell’arte salvifica del grande artista</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/03/bernhard-gillessen-dalle-bellezze-naturali-alla-divina-commedia-il-legame-con-litalia-nellarte-salvifica-del-grande-artista/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bernhard-gillessen-dalle-bellezze-naturali-alla-divina-commedia-il-legame-con-litalia-nellarte-salvifica-del-grande-artista</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Laura Giordano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2021 01:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/AA301D40-5F5D-4BF7-A785-9AEAAB23945E.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/AA301D40-5F5D-4BF7-A785-9AEAAB23945E.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/AA301D40-5F5D-4BF7-A785-9AEAAB23945E-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/07/AA301D40-5F5D-4BF7-A785-9AEAAB23945E-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Intervista al pittore, scultore e illustratore tedesco che vive a Trevi: le opere eclettiche e le riflessioni sull&#8217;arte che genera, protegge e cura Oltre mille illustrazioni della Divina Commediarealizzate nell’arco&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/03/bernhard-gillessen-dalle-bellezze-naturali-alla-divina-commedia-il-legame-con-litalia-nellarte-salvifica-del-grande-artista/">Bernhard Gillessen, dalle bellezze naturali alla Divina Commedia: il legame con l’Italia nell’arte salvifica del grande artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Intervista al pittore, scultore e illustratore tedesco che vive a Trevi: le opere eclettiche e le riflessioni sull&#8217;arte che genera, protegge e cura</em></p>
<p>Oltre mille illustrazioni della <strong>Divina Commedia</strong>realizzate nell’arco di 35 anni di lavoro, e poi le tavole del <strong>Palio di Trevi</strong>, della storica <strong>Giostra della Quintana di Foligno</strong>, le opere dedicate a Federico II, al Medioevo, ai paesaggi italiani. Un legame con l’Italia, quello del pittore, scultore e illustratore tedesco <strong>Bernhard Gillessen</strong>, espresso attraverso la sua arte e costruito nel tempo, da quando nel 1956, all’età di quattro anni, è arrivato a Varese per poi spostarsi in varie città della penisola, tra cui Rapallo, Genova, Napoli, Roma, Spoleto e infine Trevi, dove tuttora risiede dal 1982.</p>
<p>Un talento per la pittura che porta Gillessen a conquistarsi già nel 1964, a soli 12 anni, uno spazio espositivo al <strong>Deutsches Museum di Monaco di Baviera</strong> e nel 1967 <strong>al Palazzo Valadier di Roma</strong>. Un amore per il mondo dell’arte sviluppato sin da piccolo frequentando stimolanti ambienti artistici e culturali europei grazie al patrigno e mentore <strong>Adalbert Ustch</strong>, mediatore di collezioni d’arte e direttore di biblioteche sia in Germania che in Italia.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-35480" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/Bernhard_Gillessen1-828x1024.jpeg" sizes="(max-width: 399px) 100vw, 399px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/Bernhard_Gillessen1-828x1024.jpeg 828w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/Bernhard_Gillessen1-243x300.jpeg 243w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/Bernhard_Gillessen1-768x950.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/Bernhard_Gillessen1.jpeg 967w" alt="" width="399" height="493" /><figcaption>Il maestro Bernhard Gillessen</figcaption></figure>
</div>
<p>Influenzato dall’espressionismo tedesco di Ernest Ludwig Kirchner e dalla tradizione dei maestri incisori tedeschi del XVI secolo, tra cui Albrecht Durer, Gillessen delinea una sua personale ed eclettica impronta artistica votata ai grandi temi esistenziali meritando l’attenzione di saggisti e critici d’arte. Già nel 1974 <strong>Domenico Purificato</strong> ne sottolinea “l’empito e la fantasia” e la capacità di proporre non solo un modo “di intendere e sentire la vita, ma anche giudizio, avvertimento, condanna di una condizione umana, espressi usando i naturali, intramontabili mezzi tecnici e il linguaggio pregnante con i quali ogni autentico artista si inserisce stabilmente nel novero dei creatori”.<br />
E se per <strong>Ferruccio Ulivi </strong>si deve entrare nella officina di Gillessen “con rispetto”, <strong>Sandra Giannattasio</strong> definisce la sua arte come un “nobile esercizio di introspezione” che “riflette continuamente, nel processo stesso di formulazione e associazione intellettuale e formale delle proprie immagini, le capacità di uno spirito eccezionale, che è al tempo stesso poeta e filosofo, sognatore ed erudito”.</p>
<p>“Un solitario tra mondi diversi e un avventuroso cercatore”, come lo definisce <strong>Hocke</strong>, con le sue visioni e immagini oniriche restituite da disegni, incisioni, acquerelli e dipinti a olio, e che ha definito il suo percorso artistico nel tempo lungo due binari legati alle sue radici familiari: quello illustrativo, probabilmente ereditato dal nonno materno, stampatore, con un focus sull’uso del bianco e nero, sulla scrittura e l’arte della precisione; il secondo, quello più astratto e metaforico legato al nonno paterno, il pittore impressionista <strong>Friederich Wilhelm Utsch.</strong></p>
<p><strong>Maestro, lei è nato a Dusseldorf e nel ’56 è arrivato in Italia per il lavoro di sua madre, la stimata fisioterapista Thea Gillessen, e vi è poi rimasto. Che influenza hanno avuto sulla sua arte i luoghi del Bel Paese?</strong><br />
I luoghi in cui ho vissuto hanno influito tantissimo e sono stati per me fonte di ispirazione. In Liguria, ad esempio, ho vissuto anche a Villa Marzano a Nervi, una meravigliosa villa sul mare, e le mie prime opere sono infatti per lo più figurative ispirandosi proprio alle bellezze del paesaggio ligure. Poi sono arrivato a Roma nel 1967 e devo dire che sono stato fortunato e privilegiato perché grazie a mio padre, direttore allora alla Trewess di Roma (oggi Galleria Colonna, ndr), ho avuto modo di conoscere la “grande arte”, i grandi maestri del passato, non solo visitando i musei ma anche le collezioni d’arte private. Le mie opere inoltre sono spesso corredate, a livello catalogativo-visivo, da citazioni sulla cultura della città sacra, Caput mundi.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-35478" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/fasti_antico_romani_sul_tempio_del_Clitunno_Gillessen.jpeg" sizes="(max-width: 632px) 100vw, 632px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/fasti_antico_romani_sul_tempio_del_Clitunno_Gillessen.jpeg 960w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/fasti_antico_romani_sul_tempio_del_Clitunno_Gillessen-300x225.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/fasti_antico_romani_sul_tempio_del_Clitunno_Gillessen-768x576.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/fasti_antico_romani_sul_tempio_del_Clitunno_Gillessen-678x509.jpeg 678w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/fasti_antico_romani_sul_tempio_del_Clitunno_Gillessen-326x245.jpeg 326w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/fasti_antico_romani_sul_tempio_del_Clitunno_Gillessen-80x60.jpeg 80w" alt="" width="632" height="474" /><figcaption>Gillessen al lavoro con l’opera “I fasti antico romani sul Tempio del Clitunno”</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Dopo si è trasferito a Spoleto e poi a Trevi, in Umbria, in luoghi molto diversi dalla grande città e nei quali ha scelto di fermarsi.</strong><br />
Sì, a Spoleto all’inizio vivevo in un’affascinante torre medievale e c’era un ambiente culturale molto vivace anche grazie al Festival internazionale che si svolge ogni anno nella cittadina. L’Umbria poi ha una storia legata alla mistica perchè Trevi è stata per molti secoli il ritiro degli eremiti e pare che San Francesco abbia cominciato proprio da Trevi. Sono venuto qui per stare in contatto con i luoghi sacri e ho dedicato tantissime mie opere ai sommi percorsi di San Francesco, San Benedetto, del Beato Ventura, Sant’Angela da Foligno, Santa Ildegarda di Binga, Santa Rita. Tutte figure che prima di tutto ho studiato e approfondito e le cui vite mi hanno affascinato.</p>
<p><strong>Lei ha anche realizzato importanti illustrazioni di opere letterarie, come quella del “Quadriregio”, poema epico-didascalico del XIV secolo di Federico Frezzi, dell’Antico e del Nuovo Testamento, e infine, da appassionato di Dante e membro della Società Dantesca Germanica, l’opera più imponente, l’illustrazione della Divina Commedia. In quest’anno dedicato al settecentenario della morte del Sommo Poeta, ci sembra importante soffermarci in particolare su quest’ultima.</strong><br />
Le mie opere sono sempre piene di citazioni che si riferiscono spesso anche al mondo della musica e della poesia. Un esempio è appunto la Divina Commedia di cui ho illustrato tutti i canti, tre o quattro illustrazioni per ogni canto, per un totale di circa mille tavole. Nel realizzarle, mi sono imposto una sorte di “autotortura” ascetica, di usare cioè una tecnica diversa per ogni tavola illustrativa. Questo perché se mi concentro solo su una modalità divento meccanico e questo è l’opposto dell’arte. Quindi tutte le tecniche utilizzate per realizzare le illustrazioni sono singole, separate. Negli anni ho venduto tutte le tavole ai collezionisti ed esistono delle pubblicazioni bibliografiche della mia opera da parte della Società Dante Alighieri, della Società Dantesca Germanica e del Goethe Institut. Purtroppo non ho mai pubblicato l’intera opera, ma sarei davvero felice se qualche editore d’arte o collezionista se ne occupasse.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img decoding="async" class="wp-image-35483" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/gillessen_Paradiso.jpeg" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/gillessen_Paradiso.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/gillessen_Paradiso-300x208.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/gillessen_Paradiso-768x532.jpeg 768w" alt="" width="729" height="504" /><figcaption>Il Paradiso, La Divina Commedia – B.Gillessen</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Qual è il suo rapporto con la città di Trevi e con le istituzioni locali?</strong><br />
Conosco benissimo Trevi, ne ho come una mappa stampata nel cervello. L’ho dipinta tantissime volte, spesso con una prospettiva dall’alto in cui si vedono tutte le abitazioni e i vicoli nei particolari. Sono tutte opere figurative in cui ho utilizzato molta materia e colori. Varie volte ho anche dipinto lo storico Palio di Trevi. Il rapporto con le istituzioni si basa sul rispetto, anche se nei miei 36 anni di mostre non ho mai ricevuto sostegno per le spese affrontate; soltanto la Curia ha appoggiato le mie mostre al museo di San Francesco. Certo sarei contento di ricevere più supporto dalle istituzioni culturali ma, dal canto mio, sono orgoglioso del percorso fatto perchè mi sono sempre sostenuto, seppur con sacrifici, con le mie sole forze finanziarie e quelle di Utsch, fin quando era in vita.</p>
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<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35476" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/palio-dei-terzieri-di-trevi-anno-2000-proprieta-del-terziere-del-piano.jpg" sizes="(max-width: 447px) 100vw, 447px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/palio-dei-terzieri-di-trevi-anno-2000-proprieta-del-terziere-del-piano.jpg 830w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/palio-dei-terzieri-di-trevi-anno-2000-proprieta-del-terziere-del-piano-243x300.jpg 243w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/palio-dei-terzieri-di-trevi-anno-2000-proprieta-del-terziere-del-piano-768x948.jpg 768w" alt="" width="447" height="552" /><figcaption>Palio dei Terzieri di Trevi, anno 2000 – B. Gillessen</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Come si definisce come artista e cosa è l’arte per lei?</strong><br />
Sono stato definito da alcuni saggisti come un pittore-pensatore. Io mi definisco simbolista-filosofico, ma è una definizione parziale perché io sono poliforme, ho tanti “binari creativi molto diversi tra loro. Quando devo definire l’arte, mi piace citare la metafora di Beethoven sulla chioccia, ovvero l’artista è come una grande madre che genera e protegge.</p>
<p><strong>In quali opere si identifica di più?</strong><br />
Nel “Teatro mistico”, che in realtà è un vero e proprio ciclo pittorico, un insieme di opere relative alle varie fasi del Medioevo, e in particolare afferenti a Federico II di Svevia, lo Stupor Mundi, per me un modello, un imperatore incredibile che rappresenta il custode di tutti i valori della cristianità. In una di queste opere, in cui unisco il grafico e il pittorico, lo rappresento come un cavaliere al centro, la cui anima trasfigurata diventa la Mistica che sconfigge con la spada un enorme parassita che rappresenta il male. Poi ci sono le varie arti intorno, tra cui la poesia e l’arte incoronata di spine che sta a significare che chi crea soffre. L’arte è anche questo, il piacere nel sacrificio per arrivare alla conoscenza. Come dice Dante, “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-35477" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/teatro_Mistico_Gillessen-1024x671.jpeg" sizes="(max-width: 738px) 100vw, 738px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/teatro_Mistico_Gillessen-1024x671.jpeg 1024w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/teatro_Mistico_Gillessen-300x197.jpeg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/teatro_Mistico_Gillessen-768x503.jpeg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/teatro_Mistico_Gillessen-1536x1006.jpeg 1536w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2021/07/teatro_Mistico_Gillessen.jpeg 1600w" alt="" width="738" height="483" /><figcaption>Teatro Mistico – Apoteosi delle arti, B. Gillessen</figcaption></figure>
</div>
<p><strong>Che impatto ha avuto la pandemia sulla sua creatività e la sua sensibilità di artista?</strong><br />
Io ho sempre dipinto l’apocalisse e in quest’ultimo anno colpito dalla pandemia, mi sembrava di rivedere i miei quadri. Tutto quello che è successo è simile alle mie tavole dipinte decenni prima. Si dice che gli artisti arrivino prima nelle cose, e io in effetti mi ritengo un po’ “sensitivo”. Potrei dire quindi che la pandemia ha accentuato il mio binario “apocalittico” per certi aspetti attuale. Per esempio durante il <strong>Festival del Ciarlatano di Cerreto di Spoleto </strong>del 2020, ho allestito la mia ultima mostra in cui propongo alcune immagini dell’incubo pandemico trasportato su tavole in olio. Il titolo che ho scelto per la mostra è stato <strong>“Centro Universale di Salute Mentale”</strong>.</p>
<p><strong>Un titolo particolare. A cosa si riferiva?</strong><br />
Al fatto che l’arte, o meglio tutte le forme artistiche come la pittura, la musica, la poesia, sono tra le più consistenti e formidabili medicine contro la distruzione e la lotta del bene e del male. San Francesco era anche poeta.</p>
<p><strong>L’arte come salvezza quindi…</strong><br />
Sì, come ultima ancora di salvezza. Siamo in un’apocalisse che cresce, non diminuisce. La mia “ultima sfida” è proprio questo, cercare cioè di mettere quei punti di seme luminescente nel terreno giusto. È una grande responsabilità.</p>
<p><strong>A cosa sta lavorando adesso e quali progetti ha per il futuro?</strong><br />
Sto lavorando tantissimo a quella che definisco “l’ultima sfida”. L’obiettivo è dare risposte definitive archetipiche al percorso di tutti, dell’umanità. Sono opere trascendenti che hanno a che fare con la filosofia steineriana, la fenomenologia di Husserl, la filosofia di Pier Karl Jaspers, che stimo come l’autore moderno più valido. Vorrei dare delle sintesi ultime che parlano del “Vero” e di ciò che non lo è. È molto “pensiero”, perché le opere richiedono una grande responsabilità spirituale e ce la metterò tutta.</p>
<p>Per informazioni sull’artista:</p>
<p><a href="http://bernhardgillessen.altervista.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://bernhardgillessen.altervista.org/</a></p>
<p><a href="https://www.facebook.com/gillessen.bernhard">https://www.facebook.com/gillessen.bernhard</a></p>
<p>(Nella foto di copertina in alto, l’olio di B. Gillessen “Un mattino verso San Martino di Trevi)</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F07%2F03%2Fbernhard-gillessen-dalle-bellezze-naturali-alla-divina-commedia-il-legame-con-litalia-nellarte-salvifica-del-grande-artista%2F&amp;linkname=Bernhard%20Gillessen%2C%20dalle%20bellezze%20naturali%20alla%20Divina%20Commedia%3A%20il%20legame%20con%20l%E2%80%99Italia%20nell%E2%80%99arte%20salvifica%20del%20grande%20artista" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2021%2F07%2F03%2Fbernhard-gillessen-dalle-bellezze-naturali-alla-divina-commedia-il-legame-con-litalia-nellarte-salvifica-del-grande-artista%2F&#038;title=Bernhard%20Gillessen%2C%20dalle%20bellezze%20naturali%20alla%20Divina%20Commedia%3A%20il%20legame%20con%20l%E2%80%99Italia%20nell%E2%80%99arte%20salvifica%20del%20grande%20artista" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/03/bernhard-gillessen-dalle-bellezze-naturali-alla-divina-commedia-il-legame-con-litalia-nellarte-salvifica-del-grande-artista/" data-a2a-title="Bernhard Gillessen, dalle bellezze naturali alla Divina Commedia: il legame con l’Italia nell’arte salvifica del grande artista"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/07/03/bernhard-gillessen-dalle-bellezze-naturali-alla-divina-commedia-il-legame-con-litalia-nellarte-salvifica-del-grande-artista/">Bernhard Gillessen, dalle bellezze naturali alla Divina Commedia: il legame con l’Italia nell’arte salvifica del grande artista</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La scomparsa di Lawrence Ferlinghetti. Innovò come Dante? Non credo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Feb 2021 11:20:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dante.]]></category>
		<category><![CDATA[LAwrence Ferlinghetti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="620" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1.jpg 620w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1-300x165.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1-585x321.jpg 585w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>La scomparsa di Lawrence Monsanto Ferlinghetti è una linea che diventa interlinea tra ricerca, tradizione e innovazione.Ha contribuito a rivoluzionare il linguaggio poetico restituendo alla parola la forza innovativa della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/02/25/la-scomparsa-di-lawrence-ferlinghetti-innovo-come-dante-non-credo/">La scomparsa di Lawrence Ferlinghetti. Innovò come Dante? Non credo</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="620" height="340" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1.jpg 620w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1-300x165.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/02/ferlinghetti-1-585x321.jpg 585w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></p>
<p>La scomparsa di Lawrence Monsanto Ferlinghetti è una linea che diventa interlinea tra ricerca, tradizione e innovazione.<br>Ha contribuito a rivoluzionare il linguaggio poetico restituendo alla parola la forza innovativa della ricerca. La sperimentazione per Ferlinghetti significava penetrare il senso della tradizione linguistica, a partire da Dante, e rinnovarlo con un vocabolario della lingua tra quotidiano e percezioni.&nbsp;<br>Dante è stato un esempio importante perché ha analizzato il verso e la prosa della &#8220;Vita Nova&#8221; contestuallizzando la rima di Dante nella speculazione lirica. In fondo Ferlinghetti è il poeta che ha dato la voce al verseggiare tra musica e canto.</p>



<p>La Canzone di Dante viene proiettata nei processi che si leggono in Ginsberg e nella modernità della metafora colloquiale che giunge sino alla fine degli anni anni Sessanta del Novecento. Ma trasforma la parola per renderla percezione della intuizione. Egli stesso poeta ma è soprattutto il poeta che intuisce la necessità dei nuovi poeti e dei cantori.</p>



<p>La sua casa editrice propone autori e metafore di testi che hanno la dimensione di un onirico sostegno alla semantica dei segni. La poeta è fatta di segni che costituiscono,&nbsp; appunto, il linguaggio della semantica metaforizza.</p>



<p>Ferlinghetti vive in questi versi proprio il senso nell&#8217;onirico: &#8220;&#8230;di questa sorprendente vita quaggiù/e degli strani clown che la controllano&#8230;&#8221;. Il clown è una metafora del reale che insiste nel poeta della spazialità infinita. In questa spazialità la parola cerca la vita nuova come desiderio, come necessità, come sistemazione del tempo delle parole</p>



<p>Un gioco che Dante adottò per le rime e che Ferlinghetti&nbsp; stimola e rimodula come proposta di avanguardia tra una proposta in cui la beat generazione ha trasformato in un pop linguistico sul ritmo della tavola della musicalità immediata. Una ricerca comparativa tra parola e pittura.&nbsp;<br>Un esercizio fondamentale che ha ha fatto di Ferlinghetti il primo innovatore. In fondo intrecciò la pittura e la parola. Usò l&#8217;immagine come immaginario soffuso e sommesso: &#8220;&#8230;poggiò la tela a terra/E giacque solo con lei/E a lungo giacque con quella vergine/desiderando una purezza tutta per sé&#8221;.&nbsp;<br>L&#8217;immaginario diventa simbolo. Un archetipo che ha sempre legato &#8220;Poesie. Questi sono i miei fiumi. Antologia personale 1955/1993&#8221;&nbsp;(Newton Compton, 1996) alle &#8220;Rime&#8221; di Dante. Una interlinea che vale una poesia, un poeta, un poeta e pittore. Dante è stato un riferimento ma anche una contraddizione. Qui i limiti. Non seppe andare oltre.</p>



<p>Ferlighetti è&nbsp; nato il 24 marzo del 2019 a Bronxville, New York, Stati Uniti e morto il 22 febbraio del 2021. La domanda resta. Innovò. Innovò come Dante? Non credo.</p>
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