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		<title>Machiavelli e l&#8217;utopia. Hegel allievo tardivo di Nicolò</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Oct 2026 15:52:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1664" height="936" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Machiavelli_e_Hegel_16x9.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Machiavelli_e_Hegel_16x9.jpg 1664w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Machiavelli_e_Hegel_16x9-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Machiavelli_e_Hegel_16x9-1024x576.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Machiavelli_e_Hegel_16x9-768x432.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Machiavelli_e_Hegel_16x9-1170x658.jpg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/10/Machiavelli_e_Hegel_16x9-585x329.jpg 585w" sizes="(max-width: 1664px) 100vw, 1664px" /></p>
<p>Machiavelli è ancora uno scandalo: strappa alla politica la maschera della morale e mostra che il potere si misura con la realtà, non con le buone intenzioni. Hegel ne raccoglie&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/10/10/machiavelli-e-lutopia-hegel-allievo-tardivo-di-nicolo/">Machiavelli e l&#8217;utopia. Hegel allievo tardivo di Nicolò</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-pm-slice="1 1 []"><em>Machiavelli è ancora uno scandalo: strappa alla politica la maschera della morale e mostra che il potere si misura con la realtà, non con le buone intenzioni. Hegel ne raccoglie la lezione e la porta dentro la storia dello Stato.Una riflessione sulla democrazia e sull’utopia del bene comune di Pierfranco Bruni. <img decoding="async" class="alignright wp-image-111760 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1-300x169.jpg" alt="" width="192" height="108" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1-300x169.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1-585x329.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/11/Pierfranco-Bruni-1-1-678x381-1.jpg 678w" sizes="(max-width: 192px) 100vw, 192px" /></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono comparazioni mai risolte completamente. Ma che insistono. Nei miei studi filosofici ho vissuto la provvisoria dimensione dell&#8217;idea politica in Machiavelli. Una politica che non supera la soglia della filosofia. Possibile ciò? Un esempio piuttosto letterario all&#8217;inizio. Machiavelli e la visione di Dante della politica. Bisogna partire da qui. Da un confronto che non è mai stato davvero fatto. Dante pensa la politica come ordine. Ordine cosmico, morale, teologico. La Monarchia è idea di giustizia universale. L&#8217;Impero è garante di pace perché orientato al bene. La politica in Dante è architettura. Ha un fondamento metafisico. Senza quel fondamento crolla. Anzi precipita.</p>
<p>Machiavelli rovescia tutto. Non perché è immorale. Perché è moderno. Per la prima volta guarda la politica non come deve essere ma come è. Non come ordine ma come fenomeno. Ed ecco la parola più idonea. Prima di Hegel, Machiavelli anticipa l&#8217;idea di fenomeno. Il potere è fenomenologia. Appare. Si mostra. Non è essenza. È manifestazione. È forza che si fa forma. Il Principe non è un trattato sul potere. È la descrizione di come il potere appare. Fenomenologia ideologica, appunto. Perché dietro l&#8217;apparire c&#8217;è sempre un&#8217;ideologia che lo giustifica. Il potere non è mai nudo. Si veste sempre di virtù, di religione, di popolo. Anticipa fortemente Hegel. Non ho dubbi. Ma non siamo a una fenomenologia. Siamo alla intuizione della &#8220;cosa&#8221;.</p>
<p>Cosa può rappresentare questo in un contesto democratico? Tutto. La democrazia per Machiavelli esiste? No. Non esiste come parola. Non esiste come sistema. Ma esiste come problema. Machiavelli non conosce la democrazia rappresentativa. Conosce la repubblica. Conosce i Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio. E lì c&#8217;è già tutto il dramma democratico che diventa sistema. La repubblica per Machiavelli è tumulto. È conflitto tra grandi e popolo. I grandi vogliono comandare, il popolo non vuole essere oppresso. La libertà nasce da questo conflitto. Non dalla pace. Dal conflitto regolato. Questa è già democrazia, ma non come la intendiamo noi. È democrazia come disaccordo che non distrugge la città ma la tiene viva. Fino a quando?</p>
<p>Oggi ci hanno insegnato che la democrazia è consenso. Machiavelli ci dice l&#8217;opposto. La democrazia è conflitto che diventa legge. Senza conflitto c&#8217;è tirannia o c&#8217;è indifferenza, che è la stessa cosa. Una contraddizione che porta al dissenso del rischio. Aspetto che Hegel non comprese nonostante la Ragione storica illuminista.</p>
<p>La domanda che mi sorge spontanea è: cosa rappresenta Machiavelli oggi? Rappresenta lo scandalo. Perché ci dice che la politica non è morale. Non è etica. È tecnica del potere. E noi, che abbiamo voluto moralizzare tutto, non lo sopportiamo. Abbiamo trasformato la politica in predica. Machiavelli ci riporta a terra. Ci dice: guarda come stanno le cose. Il Principe deve imparare a non essere buono. Non perché deve essere cattivo. Ma perché la bontà senza forza è vittima. Con la bontà non si governa. Anzi. Non si fa governo. Un&#8217;altra domanda si pone. Quanto Hegel deve a Machiavelli? Moltissimo. Tutto. Hegel legge Machiavelli. Lo cita. Lo ama. Perché in Machiavelli trova il primo pensatore dello Stato moderno. Lo Stato non come patto, come in Hobbes o Rousseau, ma come spirito che si fa storia. Debitrice però di misfatti.</p>
<p>Machiavelli è il primo a pensare la cosa. E qui vengo a una ulteriore domanda: cosa è la cosa? La cosa in Machiavelli è la realtà effettuale. Non la verità immaginata. La cosa è il potere per come si dà. È la verità che sta sotto il velo dell&#8217;ideologia. Quando Machiavelli dice: andare drieto alla verità effettuale della cosa, sta dicendo: smetti di sognare, guarda cosa c&#8217;è. La cosa è il nucleo duro. Non è idea. È fatto. È rapporto di forze.</p>
<p>Infatti Hegel prenderà questa cosa e la chiamerà fenomeno e poi spirito oggettivo. La Fenomenologia dello Spirito deve molto alla verità effettuale della cosa. Senza Machiavelli, Hegel non avrebbe potuto pensare che la storia è il luogo dove la verità si manifesta come potere, come Stato, come istituzioni. Sorge spontaneo un ulteriore interrogativo. Per Machiavelli e per Hegel la democrazia e la libertà sono la stessa cosa? Direi di no. E qui sta l&#8217;inganno del nostro tempo. Per Machiavelli la libertà non è democrazia. La libertà è non essere dominati. È vivere in una repubblica dove le leggi frenano i grandi. La democrazia può esistere senza libertà, se diventa governo di una parte che opprime l&#8217;altra. E la libertà può esistere senza democrazia, in una repubblica aristocratica ma giusta.</p>
<p>Dunque per Hegel la libertà non è fare ciò che si vuole. È riconoscersi in una comunità razionale. La libertà è obbedire a una legge che è anche mia. La democrazia, se è solo conta dei voti, non è libertà. È arbitrio della maggioranza. Può diventare infedeltà. Infedele a se stessa. La libertà resta utopia e la democrazia è infedeltà. Perché la libertà è sempre oltre. È utopia nel senso alto: luogo che non c&#8217;è ma che ci chiama. La democrazia invece, quando tradisce la libertà, diventa infedele. Tradisce il patto. Diventa gestione, amministrazione, procedura. Perde l&#8217;anima. Proprio per questo Hegel sembra un allievo di Machiavelli.</p>
<p>Ma costruire il bene comune è soltanto utopia? Sì, se per bene comune intendi una cosa già pronta, un oggetto da costruire. No, se per bene comune intendi un cammino. Machiavelli non crede al bene comune come armonia. Ci crede come equilibrio instabile. Come esito di una lotta che non finisce mai. Appunto un fenomeno nella contraffazione che Hegel fece inserendo il termine &#8220;spirito&#8221;, ovvero fenomenologia dello spirito.</p>
<p>E qui Machiavelli e Marx non sono il contrario distintivo. Bensì sono un incontro dialettico. Profondamente. Marx deve a Machiavelli più di quanto dica. Perché Machiavelli è il primo a pensare la politica come lotta tra classi, prima che si chiamassero classi. Grandi e popolo. Dominanti e dominati. Marx tradurrà: borghesia e proletariato. La differenza è che Machiavelli non vuole superare il conflitto. Vuole regolarlo. Vuole istituzioni che tengano insieme il conflitto senza farlo diventare guerra civile. Marx vuole superare il conflitto. Vuole una società senza classi. Machiavelli è realista. Marx è utopista. Ma entrambi sanno che la politica nasce dal conflitto, non dall&#8217;amore. Machiavelli è il pensatore della necessità. Marx è il pensatore della possibilità. Machiavelli dice: così stanno le cose. Marx dice: così potrebbero stare le cose se cambi i rapporti di produzione. Uno guarda la cosa. L&#8217;altro vuole trasformare la cosa. Allora la politica è un mezzo? E il pensiero è una via verso l&#8217;eredità delle eresie? La politica è sempre un mezzo. Non è mai un fine. Quando diventa fine, diventa idolatria. Diventa totalitarismo. Il Principe che fa della politica il fine, alla fine distrugge la politica stessa. La politica è mezzo per vivere liberi. Per abitare con e nelle differenze, come dicevo. E il pensiero è eresia. Sempre. Pensare veramente è eretico. Perché eresia vuol dire scelta. Scegliere. Chi pensa sceglie di non obbedire al pensiero dominante. Machiavelli fu eretico. Perché scelse di dire ciò che nessuno voleva sentire: che il potere non ha bisogno di essere buono per essere legittimo. Che la religione può essere usata come instrumentum regni.</p>
<p>L&#8217;eredità delle eresie è l&#8217;unica eredità viva del pensiero occidentale. Da Gioacchino da Fiore a Machiavelli, da Bruno a Spinoza, da Marx a Gramsci. Tutti eretici. Tutti cercatori di una verità effettuale della cosa. Machiavelli mi sembra un anti-utopista. E lo è, se per utopia intendiamo il sogno di Tommaso Moro. Un&#8217;isola che non c&#8217;è. Ma c&#8217;è un&#8217;altra utopia in Machiavelli. Un&#8217;utopia rovesciata. La sua utopia è la repubblica che dura. La Roma repubblicana che ha saputo vivere di conflitto per secoli. Quella è la sua utopia concreta. Non una città del sole. Una città che sa gestire la tempesta. Oggi, in un contesto democratico che non crede più a se stesso, Machiavelli ci serve per questo. Per toglierci il velo. Per dirci che la democrazia senza potere è retorica. Che la libertà senza istituzioni che la difendano è illusione. Che il bene comune non si costruisce con le buone intenzioni ma con leggi severe e con virtù civile. La democrazia per Machiavelli non esiste come parola. Esiste come compito. Come abitare il conflitto senza farsi divorare. E forse, alla fine, Machiavelli è più democratico dei democratici. Perché non ci inganna. Ma non ci dice neppure la verità. La quale verità in politica non esiste. Mi pare che in questo possa toccare tutte le temperie. Ma è certo che Machiavelli non è Hegel. È più di Hegel.</p>
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		<title>Dante in D&#8217;Annunzio. Un amoroso intreccio tra Beatrice e Eleonora nel DanteDì</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Mar 2024 09:26:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1536" height="2048" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A2D0CC72-1343-495C-B3CE-1C3EAF0B40CA.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A2D0CC72-1343-495C-B3CE-1C3EAF0B40CA.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A2D0CC72-1343-495C-B3CE-1C3EAF0B40CA-225x300.jpeg 225w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A2D0CC72-1343-495C-B3CE-1C3EAF0B40CA-768x1024.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A2D0CC72-1343-495C-B3CE-1C3EAF0B40CA-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A2D0CC72-1343-495C-B3CE-1C3EAF0B40CA-1170x1560.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/A2D0CC72-1343-495C-B3CE-1C3EAF0B40CA-585x780.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1536px) 100vw, 1536px" /></p>
<p>Cosa è stato Dante per Gabriele D’Annunzio? Ci sono numerose testimonianze che raccontano il senso della vita rinnovata nelle bifore dannunziane. Una di questa è certamente il legame tra il&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa è stato Dante per Gabriele D’Annunzio? Ci sono numerose testimonianze che raccontano il senso della vita rinnovata nelle bifore dannunziane. Una di questa è certamente il legame tra il V Canto dell&#8217;Inferno e l&#8217;opera teatrale. La Francesca da Rimini andata in scena il 1901 poeta sulla scena lo splendore di quella divina Eleonora Duse che ha la austera visione sublime e armoniosa di Francesca. <br dir="auto" />Una Francesca nella quale D’Annunzio intreccia la Beatrice di Beatrix con una griglia simbolica che nasce dalla lettura della manzoniana Gertrude. Metafisica e sensualità sono icone che Dante intaglia negli amanti del V Canto e che D’Annunzio recupera già con l&#8217;immaginario vissuto nei piaceri del suo romanzo. <br dir="auto" />Paolo e Francesca sono personaggi e simboli che si intrecciano in in amore fedele &#8211; infedeltà. Dante con la sua Vita Nova è sensualità  e desiderio in un percorso che si snocciola proprio attraverso i personaggi che Dante e D’Annunzio sono destini. Destino. Destini. Un mistero medievale tra le soglie di in tempo tra le città morte e le città delle piazze che vivono nei nostri cuori. <br dir="auto" />Dante è in D’Annunzio. Lo è nel fascino di Eleonora che si rappresenta nella Francesca e lo è nella seduzione dello strappo degli amori. Lo è nell&#8217;immaginario della pioggia che cade nel pineto. Lo è nel novellare i luoghi in un popolare che pone davanti a uno specchio l&#8217;antropologia di Boccaccio e la liricità di Petrarca sino al Poliziano. Un intreccio scavante:<br dir="auto" />A scuoter il canto <br dir="auto" />da una stella una voce <br dir="auto" />mi vive come gesto. <br dir="auto" />Ah nova vita accendi<br dir="auto" />le mie mani nelle tue mani..<br dir="auto" />I baci uno alla volta<br dir="auto" />per tutti quelli che verranno.<br dir="auto" />Ma Eleonora ha un suo Rinascimento nello sguardo. Quel Rinascimento che è rivoluzione come è stato rivoluzionario il suo modello innovativo in teatro. <br dir="auto" />D’Annunzio è teatro. Eleonora è poesia nel teatro della scena che diventa immediatamente ribalta ma anche retroscena. Il teatro è tempo. Forse è anche Tempio. Non della parola. Ma dei linguaggi complessi che chiedono alla parola silenzio. Immenso silenzio che si serve della &#8220;posa&#8221;. Ovvero della recita del corpo. D’Annunzio lo sa. Lo ha compreso penetrando quel prosimetro dantesco che ha la voce appunto nella seduzione.  <br dir="auto" />La Vita Nova è seduzione.  L&#8217;Alcyone è seduzione in cui il verso è tutto. La donna in Dante è santità seduzione e sensualità. In D’Annunzio non è forse seduzione nella santità? Maria di Magdala non è l&#8217;attraversamento tra Beatrice e Eleonora? Per D’Annunzio certamente. Per tirare la filigrana di tutto ciò: nel far trionfare la morte Gabriele aspetta il notturno che si incendia nel fuoco. Eleonora legge la morte come trionfo dannunziano. Diventa pratogonista e personaggio tra il fuoco e il notturno. <br dir="auto" />Eleonora è il fuoco nel quale vibra il piacere e si definisce nel notturno del tempo. Sembra recitare:<br dir="auto" />Mi immergi nell&#8217;abisso <br dir="auto" />per una luna in più. <br dir="auto" />Mi laceri per un tramonto <br dir="auto" />in meno sul filo del cuore.<br dir="auto" />Mi ami per un silenzio <br dir="auto" />mai raccontato.<br dir="auto" />Ti amo per raccontarti <br dir="auto" />la storia di noi due.<br dir="auto" />Il fuoco è nll&#8217;infinita lingua di fiamme che tocca la luna e scava nel gioco devastante degli amori. Una questione aperta alla giornata del Dantedì da rileggere.</p>
<p><mark class="has-inline-color has-vivid-red-color"><strong><img decoding="async" class="alignright size-thumbnail wp-image-85220" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E39785E-F4E5-42FB-8DB3-65CA0008CF83-150x150.jpeg" alt="" width="150" height="150" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E39785E-F4E5-42FB-8DB3-65CA0008CF83-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E39785E-F4E5-42FB-8DB3-65CA0008CF83-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E39785E-F4E5-42FB-8DB3-65CA0008CF83-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E39785E-F4E5-42FB-8DB3-65CA0008CF83-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/03/2E39785E-F4E5-42FB-8DB3-65CA0008CF83.jpeg 741w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" />Pierfranco Bruni</strong></mark> è nato in Calabria e vive tra Roma e la Puglia. Scrittore, poeta, italianista e critico letterario, già direttore archeologo presso il Ministero della Cultura. Esperto di Letteratura dei Mediterranei, vive la letteratura come modello di antropologia religiosa. Ha pubblicato diversi testi sulla cristianità in letteratura. Il suo stile analitico gli permette di fornire visioni sempre inedite su tematiche letterarie, filosofiche e metafisiche. Si è dedicato al legame tra letteratura e favola, letteratura e mondo sciamanico, linguaggi e alchimia. Ha pubblicato oltre 120 libri, tra poesia saggistica e narrativa. È presidente del Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi”. Ricopre incarichi istituzionali inerenti la promozione della cultura e della letteratura. Recentemente, con decreto del Ministro della Cultura, è stato nominato Presidente della Commissione per il conferimento del titolo di “Capitale italiana del Libro 2024“.<br />
@riproduzione riservata</p>
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		<title>Inferno 2023, alle Gole dell’Alcantara(ME) seguendo Francesca da Rimini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Aug 2023 18:08:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1538" height="865" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1.jpeg 1538w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1-1536x864.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1-1170x658.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/57BC7FC9-9268-4619-B875-8E37E0C01DA1-585x329.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1538px) 100vw, 1538px" /></p>
<p>Gole dell’Alcantara( ME)- da giovedì a domenica, doppio spettacolo alle 20.30 e alle 22.00. Drammaturgia e regia di Giovanni Anfuso. L’emozione del pubblico che, al termine della “passeggiata” nel fiume, scatta&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/07/inferno-2023-alle-gole-dellalcantarame-seguendo-francesca-da-rimini/">Inferno 2023, alle Gole dell’Alcantara(ME) seguendo Francesca da Rimini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Gole dell’Alcantara( ME)- da giovedì a domenica, doppio spettacolo alle 20.30 e alle 22.00. Drammaturgia e regia di Giovanni Anfuso.</p>
<p><em><br />
L’emozione del pubblico che, al termine della “passeggiata” nel fiume, scatta in un grande applauso. La prefetto di Messina Di Stani, “uno spettacolo magico in uno scenario incredibile”. La soddisfazione degli abitanti della Valle per il ritorno dello spettacolo che, con il suo indotto, secondo Alessandro Vaccaro porterà al territorio “notevoli ricadute economico-occupazionali”. Il suono della banda e l’orgoglio del sindaco di Motta Camastra, Blancato: “Uno spettacolo che desta grande interesse anche fuori dalla nostra regione e all’estero”. La direttrice, Tamburino, “il Parco Fluviale dell’Alcantara volano di sviluppo”.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-medium wp-image-75196 alignright" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/977F3D95-3EE9-4F03-AEF7-71A1E13C3491-300x300.jpeg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/977F3D95-3EE9-4F03-AEF7-71A1E13C3491-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/977F3D95-3EE9-4F03-AEF7-71A1E13C3491-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/977F3D95-3EE9-4F03-AEF7-71A1E13C3491-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/977F3D95-3EE9-4F03-AEF7-71A1E13C3491-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/977F3D95-3EE9-4F03-AEF7-71A1E13C3491-640x640.jpeg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/977F3D95-3EE9-4F03-AEF7-71A1E13C3491.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></em></p>
<p>È grande la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">commozione</strong> negli spettatori nel sentir pronunciare l’<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Amor, ch’a nullo amato amar perdona </em></strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Francesca Da Rimini</strong>, dopo esser rimasti<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> con il fiato sospeso per tutta la durata della passeggiata nel fiume</strong>, fino all’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">applauso liberatorio </strong>finale.</p>
<p>È l’attrice <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giovanna Mangiù</strong> a interpretare <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Francesca</strong> fin dal <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">debutto</strong>, nel <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">2018</strong>, di <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Inferno</em></strong>, che da allora è stato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">apprezzato</strong> da <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ben<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> cinquantatremila spettatori. </strong>Q</span>uesto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">successo </strong>è valso al lavoro teatrale, inserito nel festival <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Palco Al-Qantarah</strong>, il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">patrocinio</strong> del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">MiC</strong>, il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ministero della Cultura</strong>, dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ars</strong>, dell’Assessorato allo<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Spettacolo</strong> della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Regione Siciliana</strong>, dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Ente Parco Fluviale </strong>dell’Alcantara e del Comune di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Motta Camastra</strong>.<span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sponsor</em> dell’evento sono poi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Isola Bella Gioielli</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Amaro Herbae</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Bacco, tipicità al pistacchio</strong>. </span></p>
<p>“A <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">cinque anni</strong> di distanza dall’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">esordio</strong> – confessa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giovanna Mangiù</strong> &#8211; non si è per nulla affievolita l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">emozione</strong> che mi dà il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">recitare i versi danteschi</strong> attraversando<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">, di notte, al buio, le acque del fiume, gelide anche con il caldo torrido</strong>, accompagnata dalle <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">note di un pianoforte</strong>,”. (https://youtu.be/uW0VwQBJ1gI)</p>
<p>E sono state proprio le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">emozion</strong>i a rendere indimenticabile anche questa <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">nuova edizione</strong> di <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Inferno</em></strong>. La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">prefetto</strong> di Messina, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Cosima Di Stani</strong>, al termine della “prima” del 27 luglio ha parlato di “Uno <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">spettacolo magico, suggestivo</strong>, in uno <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">scenario incredibile</strong>, davvero <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">bellissimo</strong>”.(https://youtu.be/IODvuoe51jY)</p>
<p>“<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Complimenti al regista</strong> – ha aggiunto – per l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ambientazione in questo sito meraviglioso</strong>. E poi la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">bravura degli attori</strong>, il<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> coinvolgimento</strong> emotivo. Mi è piaciuto davvero <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">moltissimo</strong>”.</p>
<p><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giustificata, dunque, la <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">valanga di applausi</strong> che il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">pubblico </strong>ha tributato a chi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ha lavorato a </strong></span><strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">quest’edizione</strong>.</p>
<p>Una <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">nota a margine</strong>: la sera della “prima”, l’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">arrivo </strong>nella<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> struttura</strong> dei <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fratelli Vaccaro</strong> sia della <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">prefetto Di Stani</strong> che dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">assessore regionale </strong>al Turismo e allo Spettacolo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Elvira Amata</strong>, è stato <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">salutato dalle musiche della banda municipale di Motta Camastra</strong>. <img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-75193" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/761F4760-C953-4DD9-A05C-4BBF2F184470-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/761F4760-C953-4DD9-A05C-4BBF2F184470-300x169.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/761F4760-C953-4DD9-A05C-4BBF2F184470-1024x576.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/761F4760-C953-4DD9-A05C-4BBF2F184470-768x432.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/761F4760-C953-4DD9-A05C-4BBF2F184470-1170x663.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/761F4760-C953-4DD9-A05C-4BBF2F184470-585x329.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/08/761F4760-C953-4DD9-A05C-4BBF2F184470.jpeg 1200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><br />
E <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Alessandro Vaccaro</strong> ha spiegato come il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sindaco, Carmelo Blancato</strong>, avesse voluto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">salutare l’arrivo</strong> dei rappresentanti del Governo, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">come si faceva un tempo</strong>, ossia “con quella <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">banda musicale espressione della felicità collettiva</strong>”. (https://youtu.be/noiFy2WJ1Cc)</p>
<p>“La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ripresa</strong> dell’<strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Inferno</em></strong> qui alle <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Gole </strong>– ha aggiunto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Vaccaro</strong> &#8211; ha rinnovato l’interesse <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">delle popolazioni locali</strong>, non soltanto dei cittadini di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Motta</strong>, ma dell’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">intera Valle dell’Alcantara</strong>, per questo spettacolo che negli anni passati, con il suo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">indotto</strong>, consentì <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">notevoli ricadute economico-occupazionali</strong> sul nostro <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">territorio</strong>”.</p>
<p>E il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sindaco Blancato</strong> ha indicato come “<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">motivo d’orgoglio per l’Amministrazione comunale, la ripresa,</strong>dopo un anno di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">stop</strong>, di questo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">lavoro teatrale di notevole livello</strong>, tanto da aver meritato il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">patrocinio del Ministero della Cultura, </strong>e che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">desta grande interesse </strong>anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">fuori dalla nostra regione e all’estero</strong>, come dimostrano <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">email e telefonate </strong>giunte al <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">nostro Comune</strong>”.</p>
<p><strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Inferno</em></strong>, insomma, così come altri spettacoli prodotti da <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Buongiorno Sicilia e Vision Sicily</strong>, e, in questo caso, anche il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Parco Botanico e Geologico Gole Alcantara</strong>, hanno il merito di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">accendere i riflettori su un territorio</strong>, nelle sue varie articolazioni, come il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Parco Fluviale dell’Alcantara</strong>.</p>
<p>“La<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> Regione</strong> – ha sottolineato la sua direttrice, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Valentina Tamburino</strong> &#8211; ci ha sempre <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">creduto</strong>, nel <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">nostro Parco</strong>. E <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">i Siciliani ci credono</strong>: anche se a volte l’ente viene visto come un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">vincolo</strong>, è invece un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">volano di sviluppo sotto tutti i punti di vista</strong>. Ricco com’è di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">tradizioni e cultura è una risorsa per il territorio e qui lo sanno tutti</strong>. Si tratta di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">educare, invitando alla fruizione</strong> del <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Parco</strong> in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">serenità e sicurezza</strong>, svolgendo <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">attività sportive</strong> o <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">passeggiando </strong>alla scoperta di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">luoghi splendidi</strong> o sedendosi <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sotto un albero</strong> a leggere un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">libro</strong>. È vero che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">qui alle Gole si rappresenta l’<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Inferno</em></strong>, ma per me il Parco è un <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">paradiso</strong>”.</p>
<p>Gli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">attori</strong> di <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Inferno</em></strong> sono, in <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ordine d’apparizione</strong>, <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Liliana Randi</strong> (Narratrice), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Francesco Bonaccorso</strong>(Turista e Caronte) <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Angelo D’Agosta</strong>, (Dante), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Salvo Piro</strong> (Virgilio), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Giovanna Mangiù</strong> (Francesca da Rimini, Messo dal Cielo), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Davide Pandolfo</strong> (Ciacco), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Luca Fiorino</strong> (Farinata degli Uberti), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Rosario Minardi</strong> (Ulisse), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Davide Sbrogiò </strong>(Ugolino), <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Gabriele D’Astoli</strong> (Paolo, Diomede, Arcivescovo Ruggeri).  <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">I</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">dannati</strong> sono invece <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Beatrice Caudullo, Manuela Grimaldi, Marta Marino, Valeria Mazzaglia, Enrica Pandolfo, Davide Peluso, Alfio Raiti, Lucio Rapisarda, Francesco Rizzo</strong> e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Gloria Trischitta</strong>. Le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">coreografie</strong> sono di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Fia Di Stefano</strong>, i <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">costumi </strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Riccardo Cappello</strong>, le <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">musiche </strong>di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nello Toscano</strong> e gli <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">effetti speciali</strong> di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Alfredo Vaccalluzzo</strong>. Vanno poi citati l’aiuto regista <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Agnese Failla</strong>, il <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">light designer</em> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Davide La Colla</strong>, il <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sound designer</em> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Enzo Valenti</strong>, e <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Simone Trischitta</strong> , che si occupa dell’organizzazione generale.</p>
<p>Riguardo, infine, alla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">vendita dei biglietti</strong>, anche per questa settimana il <strong><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">trend</em></strong>, secondo il rapporto di<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Boxoffice Sicilia</strong> <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"><em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">è </em>estremamente positivo</strong> e si va verso il <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">sold out</em>. La <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Produzione</strong> però, visto il <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">gran numero di spettatori </strong>che <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">preferisce acquistare i biglietti <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">in loco</em></strong>, ne ha <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">riservato una cospicua quota per il Botteghino delle Gole</strong> aperto <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">ogni giorno</strong> dalle <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">19.30</strong>. L’<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">organizzazione</strong> ricorda poi che, se per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">informazioni</strong> sulla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">vendita via web</strong> ci si può collegare al sito <a href="http://www.boxofficesicilia.it/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://www.boxofficesicilia.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1691494157475000&amp;usg=AOvVaw3BjvWbc-BVIkBqZHaRljHg" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">www.boxofficesicilia.it</a>, per quelle dei <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">biglietti al botteghino </strong>è possibile chiamare il numero di <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Buongiorno Sicilia </strong>(<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">347 638 0512) </strong>attivo<strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18"> tutti i giorni dalle nove alle ventuno </strong>per <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">telefonate </strong>o <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">messaggi Whatsapp</strong>. Altre notizie, anche <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">curiosità sullo spettacolo</strong>, potrete trovarle infine sulla <strong data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">pagina Facebook</strong> <a href="https://www.facebook.com/InfernoDiDanteOfficial/" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.facebook.com/InfernoDiDanteOfficial/&amp;source=gmail&amp;ust=1691494157475000&amp;usg=AOvVaw05vbyRjeGPGXj-DyVBBu6n" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">https://www.facebook.com/InfernoDiDanteOfficial/</a> .</p>
<p><strong><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Le foto di scena sono di Santo Consoli.</span></strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/08/07/inferno-2023-alle-gole-dellalcantarame-seguendo-francesca-da-rimini/">Inferno 2023, alle Gole dell’Alcantara(ME) seguendo Francesca da Rimini</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>La lingua come identità nazionale dal De Vulgari ai Promessi Sposi</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/03/la-lingua-come-identita-nazionale-dal-de-vulgari-ai-promessi-sposi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=la-lingua-come-identita-nazionale-dal-de-vulgari-ai-promessi-sposi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni Vice Presidente Nazionale Sindacato Libero Scrittori]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 20:15:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[Identità Nazionale]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
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		<category><![CDATA[Manzoni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/9114E9B6-4923-4E08-B747-E5451A5D10B5-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>La questione della lingua da Dante in poi ha significato sempre un fattore politico. Ha inciso all&#8217;interno dei processi storici con una pragmatica soluzione identitaria. Si pensi al Dante del&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/07/03/la-lingua-come-identita-nazionale-dal-de-vulgari-ai-promessi-sposi/">La lingua come identità nazionale dal De Vulgari ai Promessi Sposi</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La questione della lingua da Dante in poi ha significato sempre un fattore politico. Ha inciso all&#8217;interno dei processi storici con una pragmatica soluzione identitaria. Si pensi al Dante del &#8220;De Vulgari Eloquentia&#8221; o al Machiavelli che intreccia una lingua amministrativa fiorentina con spartiti letterari. Si pensi al Manzoni delle prime opere e alla rivisitazione ultima del suo romanzo. Si cercò il senso della patria come valore proprio nel linguaggio tra popolare-volgare ed estetico-aristocratico. Chi fuse i due emisferi fu proprio Manzoni.<img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-73622" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-scaled.jpeg" alt="" width="2560" height="2560" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/07/AF10FC99-3E5C-424B-978F-C24B9E77B074-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Alessandro Manzoni resta, chiaramente, un punto di una importanza notevole sul piano della identità nazionale. Di una destra &#8220;liberale&#8221; nella storia dell&#8217;unità d&#8217;Italia ha sancito un &#8220;patto&#8221; indelebile tra la lingua italiana e i linguaggi considerati espressione etnica delle aree, micro e macro, del tessuto territoriale nel concetto di &#8220;Patria&#8221;.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Fu il costruttore di una lingua che sancì, proprio nel suo incarico istituzionale della Commissione nazionale sulla lingua, una koinè ufficiale assorbendo la lezione di Dante filtrandola attraverso la tradizione che passa dall&#8217;Umanesimo ad un Rinascimento non per nulla omogeneo (si pensi a Machiavelli, a Bembo, e al linguaggio allegorico da Ariosto a Tasso) e da qui a tutta la &#8220;rivoluzione&#8221; illuministica: dalla cultura napoletana a quella lombarda, a quella spagnola in una sintesi che tocca le sponde di Parini, Foscolo e Leopardi sino al dialettismo di Porta che supererà addirittura il Novecento come intreccio di metafore che saranno contestazione ermeneutica negli anni che preparano il Futurismo.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Profetico il suo dare filosofia filologica alla lingua e ai linguaggi. Manzoni, dunque, è lo snodo, oltre al dettato del romanzo e del tragico, che suggella una lingua che non è soltanto semantica o linguistica pura ma è definizione di una linea in cui la lingua deve essere un sapere universale in una contestualizzazione profondamente storica.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">L&#8217;unità d&#8217;Italia trova nel suo lavoro un percorso che si trasporterà nella istruzione con una forza metodologica che darà la direttrice anche ad una pedagogia della lingua e soprattutto ad un insegnamento che ha come riferimento l&#8217;educazione al ben parlare. Ovvero il parlare corretto, educato e unico.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Di questo ne terrà giusta considerazione la Riforma Gentile della scuola del 1923 sulla quale si è imposta la base di una discussione interdisciplinare per innovarla dentro le società in transizione sino ad oggi.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Prima della visione di una &#8220;comunicazione totale&#8221; Manzoni è stato il pilastro di un vocabolario della lingua italiana filtrata successivamente dalla creatività dannunziana entrata nel cinema e nella canzone. Ma il cinema si è servito dell&#8217;immagine. La canzone della musica.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Manzoni aveva come strumento la comparazione: il suono della parola, la conoscenza delle radici del significante, la storicità delle diverse parlate. Da una eloquentia volgare si è passati, con Manzoni, ad una eloquentia verbale raffinata e ad una scrittura necessaria apprendibile e comprensibile a tutti. L&#8217;obiettivo aveva questo indirizzo e comunque ebbe un ruolo di straordinaria valenza politica perché si capì l&#8217;importanza di una lingua comune anche in termini di linguaggi amministrativi e burocratici.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">In fondo Manzoni siglò l&#8217;idea di comunità linguistica identitaria che diede il senso a quella chiave di lettura del Risorgimento che si aprì alla realtà identitaria, nazionale e patriottica. Non solo (o non tanto) la politica poté dare un orizzonte alla italianità quanto il Manzoni linguista, italianista, filologo della parola. Il suo romanzo resta l&#8217;emblema di tutto ciò.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Questo è uno dei temi portanti del lavoro e saggio su &#8220;Manzoni. La tradizione in viaggio&#8221; edito da Solfanelli (Marco Solfanelli editore). L&#8217;unità politica è nel progetto manzoniano dell&#8217;Italia unitaria. Certo, ci fu la trincea sopratutto della Grande Guerra a creare un mosaico delle parlate. Ed è appunto dalla parlata dell&#8217;Ottocento che si  entra nel vocabolario delle trincee dove si incontrarono le diverse Italie. Ma a dare una dimensione semi omogenea alla lingua, non alle parlate, ci pensò proprio Manzoni dal 1861 in poi. Da Dante ai Promessi Sposi la lingua ebbe sempre l&#8217;obiettivo precipuo di dare voce all&#8217;identità nazionale.</p>
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		<title>IL MEDIOEVO RICONSIDERATO: DANTE E L’ISLAM</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nicola F. Pomponio]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Mar 2023 07:34:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[Islam]]></category>
		<category><![CDATA[Medioevo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="828" height="1244" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4.jpeg 828w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-200x300.jpeg 200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-682x1024.jpeg 682w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-768x1154.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/03/4192AB64-12B4-433C-9C40-E47E3977F9A4-585x879.jpeg 585w" sizes="(max-width: 828px) 100vw, 828px" /></p>
<p>Il 25 marzo, diventato il “Dantedì”, il giorno in cui si ricorda l’inizio del suo pellegrinaggio, la riflessione sui rapporti fra “Dante e l’Islam” . Il libro di Miguel Asìn&#8230;</p>
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<p>Il 25 marzo di 723 anni fa iniziava, come eruditi studi hanno accertato, uno dei viaggi più entusiasmanti della storia dell&#8217;umanità. Un viaggio nella realtà e nella fantasia, nella mistica e nel pentimento, nel perdono e nella Gloria: il percorso di purificazione del poeta <strong>Dante Alighieri</strong> attraverso i tre regni dell&#8217;oltretomba.</p>
<p>Così il 25 marzo è diventato il “<strong>Dantedì</strong>”, ovvero il giorno in cui si ricorda l&#8217;inizio del suo pellegrinaggio. Non si vuole certo in questa sede neanche lontanamente accennare a una nostra presentazione o interpretazione o, addirittura, commento alla “<em>infinita sensuum silva</em>” della <strong>Divina Commedia</strong>.</p>
<p>Più modestamente si vuole additare una lettura dell&#8217;opera dantesca che ha avuto poca fortuna in Italia, dove si è riusciti a parlare di <strong>Dante</strong>, grazie soprattutto alla vulgata risorgimentale, come “poeta nazionale”, quando il concetto stesso di nazione (nato quattrocento anni dopo di lui) non esisteva ancora.</p>
<p>Il testo a cui facciamo riferimento venne pubblicato in <strong>Spagna</strong> nel 1919 a cura di un sacerdote cattolico, grande arabista e conoscitore sia del pensiero di San Tommaso d&#8217;Aquino sia della mistica musulmana: <strong>Miguel Asìn Palacios</strong>. Il titolo è già di per sé esplicativo: “<em>La escatologìa musulmana en la Divina Comedia</em>”.</p>
<p>Il libro, edito col titolo “<strong><em>Dante e l&#8217;Islam</em></strong>” da Luni Editrice nel 2015 con un&#8217;illuminante introduzione di <strong>Carlo Ossola</strong>, si fonda sulla tesi di un rapporto diretto, puntuale, preciso tra la tradizione musulmana del viaggio del profeta <strong>Maometto</strong> nell&#8217;oltretomba, descritto nel “<em>Libro della scala</em>”, e l&#8217;opera del poeta fiorentino.</p>
<p>Non possiamo certo entrare nei dettagli, ma ci preme sottolineare che questa tesi ci appare di estremo interesse. Se è vero che l&#8217;autore, con una acribia esegetica ammirabile, lavora fin nei minimi dettagli della <strong>Commedia</strong> per stabilire rapporti di consonanza, parallelismi e vera e propria dipendenza dal testo arabo, d&#8217;altro lato resta difficile dimostrare in modo cogente l&#8217;effettiva conoscenza da parte di <strong>Dante</strong> di tale testo: <strong>Asìn Palacios</strong> lavora sulle assonanze.</p>
<p>Però è certo che il musulmano “<em>Libro della scala</em>” venne tradotto in latino già nel XIII secolo in <strong>Castiglia</strong> e ormai molti studiosi ritengono quasi sicura la conoscenza del testo mistico arabo da parte di <strong>Dante</strong>. Non siamo, ovviamente, in grado di esprimere un parere su questa tesi, ma ci appare interessante soprattutto un aspetto, si potrebbe dire, storico-culturale: “<em>Dante e l&#8217;Islam</em>” apre uno squarcio sul Mediterraneo medievale che libera da asfittici campanilismi.</p>
<p>Il presupposto del testo è che esisteva all&#8217;epoca (ma solo all&#8217;epoca?) uno scambio sotterraneo non solo a livello filosofico “alto” (si pensi ai grandi nomi di <strong>Avicenna</strong>, <strong>Averroè</strong>, al conseguente problema dell&#8217;averroismo latino, alla “<em>vexata quaestio</em>” di <strong>Sigieri di Brabante</strong>), ma anche e soprattutto in termini di leggende, racconti, credenze popolari tra le culture e religioni del Libro: la musulmana, la cristiana, l&#8217;ebraica.</p>
<p>E&#8217; una tesi che permette di pensare i rapporti non necessariamente mediati solo dalla violenza o, peggio ancora, dallo “scontro di civiltà”, bensì vivificati da un&#8217;osmosi sotterranea, si direbbe giornaliera, di pensieri travalicanti dogmatismi opposti e che fanno del <strong>Mediterraneo</strong> un luogo di incontro, confronto, reciproco arricchimento. Questo ci sembra l&#8217;aspetto più interessante del testo, giustamente sostenuto con esempi convincenti nella suddetta, interessantissima introduzione dell&#8217;<strong>Ossola</strong>.</p>
<p>Il <strong>Dantedì</strong> può così essere un&#8217;occasione di riflessione sulla “<strong>Divina Commedia</strong>” ma anche, forse soprattutto, sull&#8217;inesauribile ricchezza negli scambi tra gli uomini; scambi che spesso nelle ricostruzioni specialistiche, il cui valore è comunque fondamentale e ineliminabile, si corre talvolta il rischio di smarrire.</p>
<p>Se ci si chiude all&#8217;interno di formulette pronte all&#8217;uso si può non notare quanto queste formulette impediscano di cogliere la vitalità, la ricchezza, l&#8217;esuberanza, la profondità degli avvenimenti. Così come quando rimasi, scioccamente, stupito vedendo una mia conoscente iraniana che, da brava musulmana sciita, pregava con ardore, in una delle più belle chiese torinesi, davanti alla statua della Madonna.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/03/24/il-medioevo-riconsiderato-dante-e-lislam/">IL MEDIOEVO RICONSIDERATO: DANTE E L’ISLAM</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>D&#8217;Annunzio è il Novecento. Verso i 160 anni dalla nascita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2022 20:21:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[D'annunzio]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[Eleonora Duse]]></category>
		<category><![CDATA[letterature comparate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Cosa resta di Gabriele D&#8217;Annunzio a 160 anni dalla nascita (anniversario importante per il 2023)? Io direi cosa non è rimasto! Ha rivoluzionato le arti e la letteratura oltre che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/10/30/dannunzio-e-il-novecento-verso-i-160-anni-dalla-nascita/">D&#8217;Annunzio è il Novecento. Verso i 160 anni dalla nascita</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/10/F99E80E6-F1B0-49FF-A379-07653CFD67DF-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Cosa resta di Gabriele D&#8217;Annunzio a 160 anni dalla nascita (anniversario importante per il 2023)? Io direi cosa non è rimasto! Ha rivoluzionato le arti e la letteratura oltre che i costumi e il modo di approccio ai linguaggi ma anche ai modelli politici pre Fiume e dal 1921 in poi. Certo, la sua poesia rompe gli steccati del tardo Ottocento ed è già verso moderno. La sua narrativa è il tragico che diventa inquieta bellezza nella malinconia ferita dei personaggi. Da Sperelli a quell&#8217;io narrante delle pagine del &#8220;Notturno&#8221;. </span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">D&#8217;Annunzio resta il Novecento, o meglio inventa un Novecento delle arti che raccontano la modernità. La sua filosofia non sta nei piaceri ma nella conoscenza delle sensualità tra emozioni, percezioni, sentimenti. Il suo incontro con Eleonora Duse è &#8220;fatale&#8221;. È teatro nella vita oltre ogni altra donna ogni altro amore. È il fuoco nella pioggia che cade nel Pineto e scandisce il tempo nelle metafore del notturno. </span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Certo, è la recita ma è anche la vita che lascia il palcoscenico tra la scena esistenziale e la ribalta. È il Novecento. Senza di lui il Novecento tra culture e politiche non sarebbe stato quello che è stato anche tra Futurismo e avanguardie. La drammaturgia in teatro ha pervaso la grecità profonda in una profonda classicità che dai Greci giunge sino a Dante.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: large;"> </span></div>
<p><span dir="auto" style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Sono passati anni dalla prima messa in scena al Teatro Costanzi di Roma con la Duse nelle vesti del personaggio del V Canto dell’Inferno di Dante. Il teatro è anche nel romanzo. Dante e D’Annunzio per una Francesca da Rimini portata in teatro da una splendida Eleonora Duse. Eleonora si abita nel suo destino il tragico del canzoniere che sembra recitare la Laura di Petrarca nelle vesti di Francesca da Rimini. Francesca sarà nel suo viaggio e nella teatralità di amante dolorante. Penetra profondamente il personaggio dantesco riportato sulla scena dal suo Gabriele. <br dir="auto" /><br dir="auto" />La Francesca da Rimini sarà una interpretazione affascinante ma anche con velature mistiche. Cerca, in Francesca, il proprio volto. La propria lacerazione si trasferisce sulla scena. Vede in Paolo il suo amante Gabriele. Recita come sul teatro ci fossero solo due personaggi. 1901. Gabriele la dedica completamente alla sua Eleonora.<br dir="auto" /><br dir="auto" />È il 9 dicembre al Teatro Costanzi di Roma. D&#8217;Annunzio vede in Eleonora l&#8217;impasto tra Beatrice, Francesca ed Eloisa. Una sensualità allo specchio nel quale la Divina riflette non solo la sua fisicità ma sente soprattutto anche il tremore dell&#8217;anima. È come se si ripetessero le antiche frasi che dicono: <br dir="auto" /><br dir="auto" />Lei: &#8220;Gli perdono di avermi sfruttata, rovinata, umiliata. Gli perdono tutto, perché ho amato&#8221;.<br dir="auto" />Lui, alla notizia della morte di lei: &#8220;E’ morta quella che non meritai&#8221;.<br dir="auto" /> <br dir="auto" />Un amore tutto carnale. La cui sensualità esplode in un lanciare di sguardi e di passione che Eleonora riesce a manifestare con una sorprendente e straordinaria interpretazione. Una superba interpretazione per una Divina che manifesta in teatro, direi pubblicamente, tutto il suo amore per Gabriele, che diventa Paolo. Una completa trasfigurazione in un immaginario che è manifestazione di una reale passione.<br dir="auto" /><br dir="auto" />D&#8217;Annunzio diventa, così, Paolo e nel cuore di lei il fuoco divampa e si fa fiamma. Un trionfo e una morte in una Roma che ricorda quel V Canto di Dante in un infernale e invernale stagione in cui il tempo e la storia si intrecciano per tutta la città che sembra abbuiata dalle luci spente di una notte senza stelle e con un filo di falce di luna. La tragedia è composta in cinque atti in versi. Riccardo Zandonai successivamente la musicò nel 1914. A Torino si svolse la prima ed ebbe come ribalta il Teatro Regio.  La Francesca da Rimini segna il vero teatro della (di) poesia.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Paolo e Francesca: “Dammi la bocca. Ancora! Ancora! Ancora!”.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Siamo al colmo di una indefinibile passione. Prende il sopravvento su tutto. Come nel Canto di Dante anche in D’Annunzio l’amore non è più soltanto emozione. È oltre. Il fuoco immenso. Il fuoco che accende tutto e si aggrappa ad una carnalità morbosa.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Paolo:<br dir="auto" /><br dir="auto" />“Francesca, io piango; io de’ mortali<br dir="auto" /><br dir="auto" />Sono il più sventurato! Anche la pace<br dir="auto" /><br dir="auto" />De’ lari miei non m’è concessa. Il core<br dir="auto" /><br dir="auto" />Assai non era lacerato? assai<br dir="auto" /><br dir="auto" />Non era il perder&#8230;. l’adorata donna?<br dir="auto" /><br dir="auto" />Anche il fratello, anche la patria io perdo!”.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Francesca:<br dir="auto" /><br dir="auto" />“Cagion mai non sarò ch’un fratel l’altro<br dir="auto" /><br dir="auto" />Debba fuggir. Partir vogl’io; tu resta.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Uopo ha Lanciotto d’un amico”.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Paolo:<br dir="auto" /><br dir="auto" />“Francesca,<br dir="auto" /><br dir="auto" />Se tu m’abborri che mi cale? e il chiedi?<br dir="auto" /><br dir="auto" />E l’odio tuo la mia vita non turba?<br dir="auto" /><br dir="auto" />E questi tuoi detti funesti?&#8230; — Bella<br dir="auto" /><br dir="auto" />Come un angel, che Dio crea nel più ardente<br dir="auto" /><br dir="auto" />Suo trasporto d’amor&#8230;. cara ad ognuno&#8230;.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Sposa felice&#8230; e osi parlar di morte?<br dir="auto" /><br dir="auto" />A me s’aspetta, che per vani onori<br dir="auto" /><br dir="auto" />Fui strascinato da mia patria lunge,<br dir="auto" /><br dir="auto" />E perdei&#8230;. — Lasso! un genitor perdei.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Riabbracciarlo ognor sperava. Ei fatto<br dir="auto" /><br dir="auto" />Non m’avrebbe infelice, ove il mio cuore<br dir="auto" /><br dir="auto" />Discoperto gli avessi&#8230;. e colei data<br dir="auto" /><br dir="auto" />M’avria&#8230;. colei, che per sempre ho perduta”.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Francesca:<br dir="auto" /><br dir="auto" />“Cho vuoi tu dir? Della tua donna parli&#8230;.<br dir="auto" /><br dir="auto" />E senza lei si misero tu vivi?<br dir="auto" /><br dir="auto" />Sì prepotente è nel tuo petto amore?<br dir="auto" /><br dir="auto" />Unica fiamma esser non dee nel petto<br dir="auto" /><br dir="auto" />Di valoroso cavaliero; amore.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Caro gli è il brando e la sua fama; egregi<br dir="auto" /><br dir="auto" />Affetti son. Tu seguili; non fia<br dir="auto" /><br dir="auto" />Che t’avvilisca amor”.<br dir="auto" /><br dir="auto" />Ma questo è il grande amore inteso non solo di Paolo e Francesca, bensì di Gabriele e Eleonora. Si amarono con la tenerezza selvaggia e con la immensità fragile di un Dante e Beatrice. Un amore in versi che diventa un canto tra i Cantici del sublime e inebriante virgulto di un vento violento tra le imposte sul mare della Versilia e tra le strade di Toscana e di Roma. </span></p>
<div dir="auto"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Cosa resterà allora? Non un ricordo. La trasparenza del velo che cade dal capo nel momento in cui Gabriele sente l’ora dell’immortalità. Il tempo di D&#8217;Annunzio non finisce perché è nel profondo delle civiltà che non trasferiscono e non trascrivono. Rappresentano come arte e si fanno arte. Il linguaggio anzi i linguaggi diventano definizioni di una innovazione non solo sul piano critico. Ma su quello delle umane lettere. </span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Qui umane lettere e civiltà dell&#8217;umanesimo sono un attraversamento, inteso come ho cercato di sottolineare nei tanti libri scritti e pubblicati su D&#8217;Annunzio, su Eleonora Duse e tra D&#8217;Annunzio e Dante, il tragico nella bellezza. </span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: large;" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Nato il <span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">12 marzo del  1863 a Pescara.  </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">Morto il </span><span data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="18">1 marzo 1938, a Gardone Riviera. Ho voluto portare solo un esempio, la Francesca da Rimini, perché credo che resta fondamentale. Una pietra miliare nel sogno avventura tra poesia, teatro e vita. Un unicum.</span></span></div>
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		<title>Tremestieri Etneo. Poesia sotto le stelle: giovani autori nel 7° centenario della nascita di Dante</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/07/05/tremestieri-etneo-poesia-sotto-le-stelle-giovani-autori-nel-7-centenario-della-nascita-di-dante/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=tremestieri-etneo-poesia-sotto-le-stelle-giovani-autori-nel-7-centenario-della-nascita-di-dante</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Jul 2022 02:51:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia sotto le stelle]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="678" height="381" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/BAA6AF2C-8B87-4DE8-9500-9367536ED638.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/BAA6AF2C-8B87-4DE8-9500-9367536ED638.png 678w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/BAA6AF2C-8B87-4DE8-9500-9367536ED638-300x169.png 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/07/BAA6AF2C-8B87-4DE8-9500-9367536ED638-585x329.png 585w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></p>
<p>Sabato 16 luglio alle 20:30, sul sagrato della parrocchia della chiesa madre Santa Maria della Pace, promotrice della nona edizione dell&#8217;evento culturale. Al centro, la figura del Sommo Poeta, gli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Sabato 16 luglio alle 20:30, sul sagrato della parrocchia della chiesa madre Santa Maria della Pace, promotrice della nona edizione dell&#8217;evento culturale. Al centro, la figura del Sommo Poeta, gli elaborati degli studenti del Convitto Cutelli di Catania per &#8220;La poesia dei giovani d’oggi”. Gli interventi delle docenti Milly Bracciante e Zina Bianca. </em></p>
<div class="mh-meta entry-meta">
<p>La nona edizione di “Poesia sotto le stelle”, l’evento culturale organizzato dalla parrocchia chiesa madre Santa Maria della Pace di Tremestieri Etneo (Catania), avrà luogo Sabato 16 luglio alle ore 20:30 sul sagrato della chiesa, con l’impareggiabile sfondo dell’Etna, la frescura dell’aria della collinetta e le note musicali di intermezzo del duo Giovanni Seminerio al violino e Giuseppe Caruso al piano.</p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-medium"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-45434" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/Poesia-sotto-le-stelle-2022-212x300.jpg" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/Poesia-sotto-le-stelle-2022-212x300.jpg 212w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/Poesia-sotto-le-stelle-2022-724x1024.jpg 724w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/Poesia-sotto-le-stelle-2022-768x1086.jpg 768w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/Poesia-sotto-le-stelle-2022-1086x1536.jpg 1086w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2022/07/Poesia-sotto-le-stelle-2022.jpg 1131w" alt="" width="212" height="300" /></figure>
</div>
<p>Tema della serata “I giovani e la poesia” nel 7° centenario della nascita di Dante (1321-2021) celebrato nel 2021 nella trentatreesima edizione del “Premio Natale-Città di Tremestieri Etneo” che la stessa parrocchia ha organizzato per il Natale passato.<br />
Dopo i saluti del parroco p. Gaetano Sciuto e del sindaco Santi Rando, che ha concesso il patrocinio gratuito del Comune, interverranno le professoresse Milly Bracciante e Zina Bianca sulla figura del Sommo Poeta “Dante, profeta di speranza e testimone della sete d’infinito dell’uomo” e “La poesia dei giovani d’oggi” sugli elaborati prodotti dagli studenti del Liceo Classico del Convitto Nazionale “Mario Cutelli” di Catania, partecipanti al Premio Natale sotto la guida della docente Giusi Gattuso.<br />
Saranno gli stessi studenti autori delle poesie a declamare le loro opere nel corso della serata.</p>
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		<title>Sulle orme del pellegrino il Dante dell&#8217;impossibile pietà di Pierfranco Bruni</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/26/sulle-orme-del-pellegrino-il-dante-dellimpossibile-pieta-di-pierfranco-bruni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=sulle-orme-del-pellegrino-il-dante-dellimpossibile-pieta-di-pierfranco-bruni</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Jan 2022 21:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[dante]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>di Marilena Cavallo Se quello di Dante è  un &#8220;itinerarium mentis in Deum&#8221;, Bruni non si stanca di seguirlo. È  questo il quarto libro su Dante in un anno dedicato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/26/sulle-orme-del-pellegrino-il-dante-dellimpossibile-pieta-di-pierfranco-bruni/">Sulle orme del pellegrino il Dante dell&#8217;impossibile pietà di Pierfranco Bruni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/7F55E7A7-F193-4B7B-A681-86409FE41928-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">di Marilena Cavallo</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">
Se quello di Dante è  un &#8220;itinerarium mentis in Deum&#8221;, Bruni non si stanca di seguirlo. È  questo il quarto libro su Dante in un anno dedicato alla celebrazione del Dante 700.<br />
Uno studio che continua in una modernità di visioni e di letture che portano ad un legame sempre più stretto tra poesia, filosofia ed escatologica in un Dante riferimento della cultura occidentale. Ma dei libri su Dante che Pierfranco Bruni ha pubblicato nel corso di questi mesi, &#8220;L&#8217;impossibile pietà di Dante&#8221; (Solfanelli editore) ha un fascino singolare che sembra fare la sintesi di tutto il suo lavoro su un Dante dentro la tradizione di quella metafisica della parola molto cara a Maria Zambrano e che Bruni richiama in un modo costante e decisivo.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ma questo Dante della impossibile pietà è  già prefigutato nel precedente saggio dostoevskijano dal titolo &#8220;Il sottosuolo dei demoni. Filosofia e dissolvenza&#8221;  edito sempre nelle eleganti collane della Solfanelli. Qual è il filo rosso che unisce il sottosuolo e l&#8217;impossibilità? È l&#8217;interrogativo che dovremmo porci alla luce della dimensione ontologica e antropologica del concetto di &#8220;patire&#8221;. Infatti la trama è nella contestualizzazione di un Dante non solo pre-umanista, ma completamente contemporaneo, perché con Dante le letterature europee, e non solo, hanno dovuto fare i conti.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Pierfranco Bruni crea il &#8220;suo&#8221; mosaico proprio in una matrice in cui il modello della comparazione diventa fondamentale. Soprattutto il Novecento ha adottato, partendo da Bruno Nardi sino a Massimo Cacciari passando tra Giovanni Gentile, Adriana Mazzarella, René Guenon e Maria Zambrano, appunto, il metodo del riflesso e dello specchio. Ovvero della filosofia aristotelica e della letteratura agostiniana in cui il tempo non è mai un superamento dell&#8217;essere e l&#8217;essere e tempo è una percezione non analitica ma emozionale. D&#8217;altronde Heidegger e Proust insieme a Bachelard e Borges restano i maggiori interpreti dell&#8217;intreccio tra letteratura e filosofia in Dante.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La parola e il pensiero sono l&#8217;innesto innovativo di una impossibile pietà che diventa la pietà necessaria per dare non un volto, ma una coscienza ad un Dante che resta in amore e in esilio la Profezia e la Grazia, lo sguardo in attesa e la ricordanza che Leopardi ha recuperato nell&#8217;enigma della selva-siepe ben tratteggiata da Emanuele Severino e recuperata nell&#8217;attrazione-attenzione del saggio di Pierfranco Bruni.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Bruni conduce un &#8220;suo&#8221; viaggio insieme e dentro Dante iniziando ad osservarlo come &#8220;mezzo del cammino&#8221; proseguendo come &#8220;raggio divino&#8221;, soffermandosi sul &#8220;patire&#8221; come raccoglimento dell&#8217;esilio in una metafora ovidiana sino a toccare le sponde di questa sua ultima &#8220;impossibile pietà&#8221;. Un libro articolato e filosoficamente complesso sin dalle prime pagine, a volte volutamente deviante e sviante nel momento in cui immerge completamente il Divino Poeta nella contemporaneità tra De Andrè e Leonardo Cohen, creando uno spazio dialogante tra l&#8217;Oriente e l&#8217;Occidente, sino a toccare l&#8217;esilio e l&#8217;eresia.</div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Infatti Bruni considera Dante l&#8217;esiliato per eresia. Guinizzelli e Cavalcanti fanno da controcanto. Marsilio Ficino diventa il continuatore fino a Vico. Ma Vico, per Bruni, significa Gentile. Il mosaico è l&#8217;agorà in cui il pensiero diventa, dunque, linguaggio. Ed è qui che si apre la discussione de &#8220;L&#8217;impossibile pietà di Dante&#8221;: lo studioso sulle orme del pellegrino.</div>
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		<title>Leonard Cohen e Dante. Alla ricerca di un amore in esilio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Jan 2022 22:54:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
		<category><![CDATA[Leonard Cohen]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[musica]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
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<p>C&#8217;è sempre un viaggio inascoltato lungo gli argini del tempo che intreccia memorie Abitano il tempo e l&#8217;esilio della parola. La cognizione dell&#8217;esistere oltre il dolore. C&#8217;è sempre un viaggio&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/5F3B6B72-B384-47FD-B405-697B682221F0-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><h4><i><b>C&#8217;è sempre un viaggio inascoltato lungo gli argini del tempo che intreccia memorie</b></i></h4>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Abitano il tempo e l&#8217;esilio della parola. La cognizione dell&#8217;esistere oltre il dolore. C&#8217;è sempre un viaggio inascoltato lungo gli argini del tempo che intreccia memorie tra Dante e Cohen&#8230;</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">“…il cuore errante è finalmente senza dimora&#8221;. Il tema dell’erranza è un principio fondante nel viaggio letterario, musicale e umano di Leonard Cohen. L’errante ebreo che cammina e viaggia lungo i passi dei deserti è un pellegrino dell’anima e della parola. Si serve dell’ascolto per capire. Si serve del vento per farsi trasportare lungo le eredità spirituali.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> Leonard Cohen segue, dunque, il viaggio di Dante e lo raggiunge proprio sul piano metafisico e regge agli urti ontologici con i versi dedicati a Giovanna d’Arco. Dante spiritualista ed esoterico è il Dante eretico ed errante che si legge nel paesaggio mistico di Cohen. Mistico come è mistico il suo vivere tra i linguaggi.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> La Giovanna d’Arco è il racconto di un misticismo eretico. Ma Dante non è forse nel misticismo eretico che mostra allo specchio la sua Beatrice nella quale vede la suprema purezza ma anche l’eresia? “Attraverso il buio Giovanna d&#8217;Arco precedeva le fiamme cavalcando nessuna luna per la corazza, nessun uomo nella sua fumosa notte al suo fianco”. Siamo non alla poesia ma al poema. Ad un incipit che è sacro e mito. Ma la “Vita nova” non è forse un andare nella nuova vita in cui Beatrice non è solo bellezza ma anche finzione che appartiene al mistico dell’errante? Come Suzanne.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Ancora una volta è il mistico immaginario dantesco. “Suzanne ti ha voluto accanto nel suo posto in riva al fiume puoi sentire le barche che si allontanano puoi passare la notte al suo fianco,e lo sai che lei è un po’ pazza ma per questo sei con lei”. Beatrice è un po’ pazza. La pazzia è il dono di Dio. Ci siamo mai chiesti perché l’amore tra Dante e Beatrice non è un amore casto? Non lo è! Diventano due amanti e uccidono la tradizione. Sono due amanti. E Cohen ama gli amanti come li ama Prévert.<br />
Il Prevert che si impasta di Dante e dell’amore dolce e sensuale è nel Cohen di “Ah, ma un uomo non è mai riuscito a riconquistare una donna di certo non implorando in ginocchio altrimenti verrei da te strisciando/ E cadrei ai tuoi piedi /E ululerei alla tua bellezza /Come un cane in calore”.<br />
Certo c’è una storia in questo percorso. Una storia che parte da Saffo e giunge a Dante per toccare i luoghi delle parole di Vinicio de Morales, Brel, appunto Leonardo Cohen, Jaques Prevert, Fabrizio De Andrè.  Questi hanno stabilito un rapporto così armonico tra la parola e la musica che ha innovato il pensare alla poesia. Ma hanno anche restituito un linguaggio cantabile alla poesia stessa.<br />
Perché la poesia vive se ha ritmo. E il ritmo è la musicalità del verso, l&#8217;accentuazione di alcune parole, l&#8217;appoggio di alcuni aggettivi o di sostantivi. E quindi da qui l&#8217;impostazione di un modello di linguaggi. Neppure bisogna dimenticare il contributo di personaggi come Bob Dylan o come Jack Kerouac nel panorama delle esperienze della poesia italiana.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">La poesia del Novecento fino agli anni Cinquanta ha vissuto un intreccio di fenomeni tutti legati al testo scritto, al testo classico all’interno di una dimensione mistico – onirica. Ma è la tradizione che resta e rende tutto paesaggio tragico e sentimentale attraverso i segni del distacco. Credo che sia stato Leonard Cohen a svincolare il Dante dantista e a renderlo fruibile nella canzone tra i ritmi francesi e anglo – americani. Ma egli non diventa errante. È errante  tra la sua storia e le antiche identità che hanno voce nel mistico e spesso ha bisogno della solitudine per ritrovarsi nel suo esilio. Il suo esilio è l’erranza. L’esilio di Dante non è forse anche l’erranza per riscoprirsi nella poesia.</p>
<p dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Scrive Coehn: “Resteremo soli/finché i tempi non cambieranno/ e coloro che hanno tradito/torneranno come pellegrini a questo momento/in cui noi non ci arrendiamo/e chiameranno quest’oscurità poesia”. Pellegrini. Siamo pellegrini per bisogno di solitudine.<br />
Dante nonostante tutto è la solitudine dell’esilio che canta con voce consumata.  “…In effetti la mia anima si è tolta un peso/Ho imparato che l’amore è ben oltre il mio controllo”, questo e Leonard. “lo disio che li mena quivi è stinto: però proveggia a lo mio stato Amore”.Dante è il poeta dell’amore non “angelicato”. No. È l’amore degli amanti. Quando si riuscirà a capire ciò si comprenderà il ruolo dell’eros e della sensualità nella donna con il cor gentile.<br />
Leonard Cohen lo aveva ben capito proprio scavando Dante. Quando gli chiesero cosa fosse il sesso Leonard rispose: “&#8221;Un momento di riposo su un letto di spine”.  Dante: “…esser baciato da cotanto amante… la bocca mi baciò tutto tremante…”. Perché si sostiene che il Paradiso è un albergo a sei stelle e l’Inferno è a zero stelle? L’ipocrisia della teologia è un vanto dell’ambiguità.<br />
Già! Dante: “Amor condusse noi ad una morte”. ma amore e morte non sono l’estasi. Il sublime tra gli amanti non sta tra l’incipit e la fine? “Una donna guarda il suo corpo con difficoltà, come se fosse un inaffidabile alleato nella battaglia per l&#8217;amore”.<br />
L’amore degli amanti vive sempre di sublime e di morte, di passione e perdizione, di bellezza e di tragico. Dante. Coehn sono sempre alla ricerca di una impossibile pietà che va oltre ogni nostalgia o rimpianto ma tutto resta in una memoria inossidabile. Una ricerca di un amore in esilio o di un esilio in amore.</p>
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		<title>Il Dante dell&#8217;impossibile pietà di Pierfranco Bruni offre una innovativa rilettura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 28 Nov 2021 21:28:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[dante]]></category>
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		<category><![CDATA[Pierfranco Bruni]]></category>
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<p>Entrare nella cognizione del patire è un viaggio nel destino di Dante. Il patire è un partire alla ricerca della Luce. Va oltre ogni porto e supera il sottosuolo delle&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="2560" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-300x300.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-1024x1024.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-150x150.jpeg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-768x768.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-1536x1536.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-2048x2048.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-1920x1920.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-1170x1170.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-585x585.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/11/0B1D9679-C465-422F-ADC0-5953B5AB167E-640x640.jpeg 640w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">Entrare nella cognizione del patire è un viaggio nel destino di Dante. Il patire è un partire alla ricerca della Luce. Va oltre ogni porto e supera il sottosuolo delle ombre.<br />
Il nuovo libro di Pierfranco Bruni dedicato a Dante dal titolo &#8220;L&#8217;impossibile  pietà di Dante&#8221;, edito da Solfanelli, un pellegrinaggio tra le voci e i segreti della filosofia e della Canzone di Dante. Sottolinea la necessità di superare il bene e il male cercando di convivere con una impossibile pietà.<br />
Una lettura che ha due riferimenti esistenziali e ontologici. Da una parte Nietzsche e dall&#8217;altra Maria Zambrano. Anche quando si tratta di argomentare linguaggi, come quelli del canto moderno, Pierfranco Bruni penetra il senso della verità delle &#8220;anime salve&#8221;, che vagano nel regno di una drammatica Spoon River. Ma è l&#8217;impossibile pietà che domina tutto il contesto nel quale Bruni esplora i dettagli metafisici dell&#8217;Opera di Dante. La stessa pietà è un patire.<br />
Una lettura singolare e originale si compie in questo coinvolgente pensare. Porta sulla scena il naufragio, l&#8217;esilio, la compassione, il tragico, il perduto, la ri-nascita. L’impossibile pietà è il labirinto filosofico di un Dante poeta.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">(Pierfranco Bruni<br />
L&#8217;IMPOSSIBILE PIETÀ DI DANTE<br />
Edizioni Solfanelli<br />
[ISBN-978-88-3305-362-2]<br />
Pagg. 144 &#8211; € 11,00<br />
<a href="https://www.edizionisolfanelli.it/limpossibilepietadidante.htm" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.edizionisolfanelli.it/limpossibilepietadidante.htm&amp;source=gmail&amp;ust=1638175071392000&amp;usg=AOvVaw1DBGTqITkmETQVyb3lGlc0" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">https://www.<wbr />edizionisolfanelli.it/<wbr />limpossibilepietadidante.htm</a>)</div>
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