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	<title>deep fake Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>USPI informa. AI e digital forensics: cosa cambia con il reato di deepfake</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/03/06/uspi-informa-ai-e-digital-forensics-cosa-cambia-con-il-reato-di-deepfake/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uspi-informa-ai-e-digital-forensics-cosa-cambia-con-il-reato-di-deepfake</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gestione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 15:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
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		<category><![CDATA[deep fake]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uspi-.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uspi-.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/03/uspi--300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>AI e digital forensics: cosa cambia? È una domanda sempre più urgente per chi si occupa di diritto penale e indagini digitali. L’AI, infatti, trasforma sia il modo in cui si&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>AI e <em>digital forensics</em></strong>: cosa cambia? È una domanda sempre più urgente per chi si occupa di diritto penale e indagini digitali. L’AI, infatti, trasforma sia il modo in cui si commettono i reati sia quello in cui li si deve provare in tribunale. Un caso emblematico è quello del <a href="https://www.giuridicamente.com/l/reato-deepfake-art-612-quater-cp/#google_vignette" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>nuovo</strong> <strong>reato di <em>deepfake</em> illecito</strong></a>, introdotto in Italia con la <strong><a href="https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2025-09-23;132" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge n. 132/2025</a></strong>.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il nuovo reato: l’art. 612-quater del Codice penale</strong></h4>
<p>Dal 10 ottobre 2025 è in vigore l’<a href="https://www.brocardi.it/codice-penale/libro-secondo/titolo-xii/capo-iii/sezione-iii/art612quater.html" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>articolo 612-<em>quater </em>del Codice penale</strong></a>. Chi diffonde, senza consenso, immagini, voci o video falsificati con l’AI, causando un danno alla persona ritratta, rischia da uno a cinque anni di <strong>reclusione</strong>. Il reato scatta quando il <strong>contenuto falso</strong> è talmente<strong> convincente</strong> da trarre in inganno chi lo vede o lo ascolta.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>La prova digitale non è più quella di una volta</strong></h4>
<p>Per decenni, la digital forensics ha poggiato su tre pilastri: la <strong>copia <em>bit-per-bit </em></strong>del<strong> dispositivo</strong>, il <strong>calcolo </strong>dell’<strong><a href="https://www.ictsecuritymagazine.com/articoli/tecniche-di-acquisizione-delle-evidenze-digitali-copia-bit-a-bit-e-funzione-di-hash" target="_blank" rel="noreferrer noopener">hash</a></strong> per garantire l’integrità del dato, la <strong>catena di custodia </strong>dalla scena del crimine all’aula di tribunale. Con i <em>deepfake</em>, però, questo schema mostra tutti i suoi limiti. Infatti, chi crea un falso video su una piattaforma cloud lascia tracce — <em>log</em> di sistema, metadati, ID di sessione, indirizzi IP — che, però, scompaiono in fretta. I sistemi cloud sovrascrivono automaticamente i dati in pochi giorni, a volte in poche ore. L’investigatore forense deve, quindi, intervenire quasi in tempo reale: ogni ora persa può significare la <strong>perdita irreversibile della prova</strong>.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Il problema della “scatola nera”</strong></h4>
<p>Anche quando si riesce ad acquisire i dati, però, resta un nodo ancora più difficile da sciogliere: come si dimostra in tribunale che un video è falso? Se l’unico strumento disponibile è un altro algoritmo — un “<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/la-paura-della-tecnologia-diventa-notizia-il-rischio-dei-deepfake/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">rilevatore di <em>deepfake</em></a></strong>” — che non sa spiegare come arriva alle sue conclusioni, si crea un circolo vizioso pericoloso.</p>
<p>Si ricordi che il processo penale italiano richiede che ogni <strong>prova sia verificabile e confutabile</strong>. L’avvocato difensore deve, infatti, poter interrogare la logica che ha prodotto la conclusione accusatoria. Se quella logica è una rete neurale che elabora milioni di parametri senza lasciare traccia comprensibile del suo ragionamento, il <strong>diritto di difesa </strong>rischia di svuotarsi di contenuto. Per questo molti esperti chiedono che la cosiddetta <strong>Explainable AI (XAI)</strong> diventi un requisito di ammissibilità della prova, non un optional tecnico.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’AI come autore, strumento o vittima</strong></h4>
<p>AI e digital forensics: cosa cambia emerge con chiarezza anche quando si analizza il ruolo che l’AI può ricoprire in un reato. Non sempre è solo uno “strumento” nelle mani di un essere umano. In alcuni casi, <strong>l’AI agisce in autonomia</strong> e la responsabilità ricade su chi l’ha progettata o addestrata con dati distorti. In altri casi, è l’AI stessa a subire un attacco, per esempio attraverso <strong><em>input</em> manipolati</strong> che la inducono a prendere decisioni sbagliate. Ogni scenario richiede, quindi, un <strong>approccio investigativo diverso</strong> e competenze che vanno ben oltre la tradizionale informatica forense.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Serve un cambio di paradigma</strong></h4>
<p>La digital forensics del futuro non può limitarsi ad acquisire file e calcolarne l’hash. Deve essere in grado di <strong>analizzare dataset di addestramento</strong> distribuiti su server in tutto il mondo e di ricostruire le interazioni tra un utente e un modello generativo. Inoltre, deve saper tradurre in linguaggio giuridico comprensibile la logica di algoritmi complessi. Questo richiede <strong>obblighi di conservazione dei log</strong> imposti per legge ai fornitori di servizi AI; nuove figure di <strong>esperti forensi</strong> capaci di muoversi tra ingegneria informatica e diritto penale. E, infine, <strong>procedure di acquisizione d’urgenza</strong> applicabili anche in ambienti cloud e su giurisdizioni straniere.</p>
<p>Non si tratta, dunque, di bloccare il progresso tecnologico. La sfida è quella di fare in modo che la giustizia riesca a tenere il passo, ma senza sacrificare le <strong>garanzie fondamentali del processo</strong>.</p>
<p>Articolo di M.P.</p>
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		<title>USPI informa: 59° Rapporto Censis, sfide per edicole e rischi dei deepfake</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/uspi-informa-59-rapporto-censis-sfide-per-edicole-e-rischi-dei-deepfake/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uspi-informa-59-rapporto-censis-sfide-per-edicole-e-rischi-dei-deepfake</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 15:15:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[deep fake]]></category>
		<category><![CDATA[Edicole]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporto censis]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1715.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1715.webp 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1715-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1715-1024x576.webp 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1715-768x432.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1715-1170x658.webp 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/12/IMG_1715-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>Il Rapporto Censis 2025 segnala il crollo della stampa cartacea e la crescita del digitale. Internet e social sono centrali nell’informazione, ma aumentano dipendenza e sfiducia. Fake news e deepfake&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/uspi-informa-59-rapporto-censis-sfide-per-edicole-e-rischi-dei-deepfake/">USPI informa: 59° Rapporto Censis, sfide per edicole e rischi dei deepfake</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><i>Il Rapporto Censis 2025 segnala il crollo della stampa cartacea e la crescita del digitale. Internet e social sono centrali nell’informazione, ma aumentano dipendenza e sfiducia. Fake news e deepfake indeboliscono la credibilità dei contenuti. L’editoria affronta la sfida di innovare senza perdere affidabilità. L’analisi di USPI- Unione Stampa Periodica Italiana </i></p>
<p>Roma, dic. 2025 – L <a href="http://www.uspi.it/">’Unione Stampa Periodica Italiana </a>(USPI) analizza nel dettaglio l’annuale rapporto Censis sui principali fenomeni socio-economici, evidenziando criticità per le edicole e le nuove minacce della disinformazione digitale.</p>
<p>L’annuale <strong><a href="https://www.censis.it/rapporto/rapporto-2025/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Rapporto </a>Censis</strong> sui principali fenomeni e processi socio-economici è stato pubblicato nella sua 59esima edizione.</p>
<p>Diviso come sempre in 4 parti, si tracciano le considerazioni generali che dipingono i parametri del Report e il profilo del Paese. Nella seconda parte si descrive in grandi linee l’andamento della società italiana in relazione ai fenomeni e problematiche emerse durante l’ultimo anno trascorso. Nel terzo e ultimo capitolo si passa alla presentazione delle <strong>analisi settoriali</strong>: dal lavoro alla formazione, dalla rappresentanza alla sanità, dal territorio alle reti, dalla comunicazione e media alla sicurezza e sviluppo.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>La stampa: il cartaceo sempre più a fondo</strong></h4>
<p>Il <strong>mercato delle vendite </strong>dei giornali peggiora di anno in anno. Secondo i <strong>dati </strong>pubblicati dal Censis, nel 2024 i <a href="https://notiziario.uspi.it/ads-settembre-tabelle-tutte-in-negativo-piccola-ripresa-sul-mensile/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>quotidiani cartacei</strong> </a>hanno toccato il <a href="https://notiziario.uspi.it/censis-58-rapporto-sociale-cartacei-di-nicchia-digital-diminuisce/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>minimo storico</strong> </a>delle vendite. Guardando senza distinzioni tra online e cartaceo, la variazione reale negli ultimi 20 anni è quasi pari a un dimezzamento della spesa per ogni famiglia. Infatti, arriviamo a un <strong>-48,3%</strong> di spesa nel periodo analizzato tra il 2004 e il 2024. Tra tutte le spese culturali ricavate dai dati Censis, i giornali sono la tipologia di bene che riceve l’esito più negativo. <strong>Smartphone </strong>e computer aumentano del <strong>+723,3%</strong> ma migliorano anche beni e servizi culturali. Anche il mercato dei <strong>libri </strong>non dà segno di positività (-24,6%).</p>
<p>Andando più nello specifico, nel <strong>2024 </strong>si è raggiunto il <strong>21,7%</strong> di <strong>lettori di quotidiani cartacei</strong> dalla vendite in edicola, un calo del -45,3% dal 2007. Meglio i settimanali che calano solo del -2,2%, con il 18,8% di lettori. I mensili rimangono stabili con 16,9% di assidui lettori.</p>
<p>Per quanto riguarda l’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/comscore-settembre-in-salita-migliorano-le-audience-dopo-lestate/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">online</a></strong>, gli utenti dei quotidiani sono il <strong>30,5%</strong> della popolazione italiana, che sale al 61% quando si considerano anche i siti web di informazione.</p>
<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" class="wp-image-113511" src="https://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/12/image-3.png" alt="" /></figure>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Internet, social e la vita online</strong></h4>
<p>9 italiani su 10 utilizzano giornalmente <strong>internet</strong>, l’89,3% usa prevalentemente lo smartphone e l’86,1% entra giornalmente sui social media.</p>
<p>Nonostante <strong>tv </strong>e <strong>radio </strong>rimangano i media audiovisivi più accreditati e seguiti, la vita virtuale degli italiani si amplia anno dopo anno. Infatti è proprio tramite la tv che gli italiani si informano (<strong>47,7%</strong>) seguito da Facebook (36,4%), motori di ricerca (23,3%), tv all news (18,9%) e siti web d’informazione (17,2%).</p>
<p>Instagram rimane il <strong>social </strong>più usato con il 78,1% di engagement, seguito da YouTube (77,6%) e TikTok (64,2%). Facebook oramai piattaforma più utilizzata dalle generazioni più grandi (sopra i 35 anni usata dal 66,3%; scende al 55,2% per i più giovani).</p>
<p>Sul <strong>tempo speso</strong>, si ha una media  di <strong>4 ore al giorno</strong>. Si superano infatti le 4 ore quotidiane per il 64,5% degli adolescenti, si contano oltre le 7 ore per l’11,3 dei 18-34enni e oltre le 9 ore per 8,5% dei 35-49enni. Nonostante molti più <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/la-generazione-z-e-linformazione-di-parte-noiosa-e-falsa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ragazzi </a></strong>sono sugli schermi, il tempo trascorso online aumenta di pari passo con l’età e non solo per lavoro.</p>
<p>Il 20% degli adulti dichiara che metà del tempo di veglia lo trascorre online per svago o per informarsi. Anche se il poi il 77,6% degli italiani ritiene che i <strong>media digitali </strong>vogliono creare <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/stop-social-sotto-i-16-anni-l-ue-contro-la-dipendenza-digitale/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dipendenza </a></strong>e ridurre la capacità di attenzione. Più della metà degli intervistati (65,6%) sente la <strong>necessità di disconnettersi</strong>, il 63% si sente dipendente dalle tecnologie.</p>
<p>Da qui le domande sul lato negativo del mondo virtuale, i <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/gpdp-e-deepfake-vademecum-e-atti-su-fenomeno-dilagante/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">deepfake</a></strong>. Truffe, misinformazione e <strong>disinformazione</strong>, fake news, contenuti artefatti: il 60,5% dichiara dia verne visto e riconosciuto almeno uno. Tra la marea di informazioni, è diventata prassi anche quella di districarsi tra i possibili e vari contenuti falsi. Un’altra skill richiesta agli utenti ma che non tutti possiedono. Si crede ai deepfake per <strong>fiducia nelle fonti </strong>(35,6%), per la qualità alta dei contenuti (28%), perché mancano le <strong>competenze </strong>(27,8%), distrazione (19,6%) o per convinzioni personali (18,4%).</p>
<p>La poca regolazione e <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/coe-obbliga-social-a-fact-checking-e-moderazione-x-e-meta-pronte/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">moderazione </a></strong>dei contenuti fake, ha portato a un esponenziale aumento della <strong>sfiducia dei contenuti </strong>e delle informazioni online per quasi il 44,9% degli italiani.</p>
<p>In questo clima di confusione e diffida, l’informazione ne esce affaticata. Nonostante il Censis riporta brutti numeri del cartaceo e l’ascesa sempre florida dei social media, l’editoria si sta barcamenando tra Intelligenza Artificiale, aderenza alle regolamentazioni, attualità di comunicazione e verità informativa.</p>
<figure class="wp-block-image"><a href="https://notiziario.uspi.it/uspi-il-partner-strategico-per-leditoria-che-cambia/"><img decoding="async" src="http://notiziario.uspi.it/wp-content/uploads/2025/01/9-motivi.jpg" alt="" /></a></figure>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F23%2Fuspi-informa-59-rapporto-censis-sfide-per-edicole-e-rischi-dei-deepfake%2F&amp;linkname=USPI%20informa%3A%2059%C2%B0%20Rapporto%20Censis%2C%20sfide%20per%20edicole%20e%20rischi%20dei%20deepfake" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2025%2F12%2F23%2Fuspi-informa-59-rapporto-censis-sfide-per-edicole-e-rischi-dei-deepfake%2F&#038;title=USPI%20informa%3A%2059%C2%B0%20Rapporto%20Censis%2C%20sfide%20per%20edicole%20e%20rischi%20dei%20deepfake" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/uspi-informa-59-rapporto-censis-sfide-per-edicole-e-rischi-dei-deepfake/" data-a2a-title="USPI informa: 59° Rapporto Censis, sfide per edicole e rischi dei deepfake"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2025/12/23/uspi-informa-59-rapporto-censis-sfide-per-edicole-e-rischi-dei-deepfake/">USPI informa: 59° Rapporto Censis, sfide per edicole e rischi dei deepfake</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Voci clonate e deepfake: MDC denuncia il dilagare delle truffe e la scarsa informazione per i cittadini</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2025/02/10/voci-clonate-e-deepfake-mdc-denuncia-il-dilagare-delle-truffe-e-la-scarsa-informazione-per-i-cittadini/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=voci-clonate-e-deepfake-mdc-denuncia-il-dilagare-delle-truffe-e-la-scarsa-informazione-per-i-cittadini</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Feb 2025 09:46:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[deep fake]]></category>
		<category><![CDATA[Movimento difesa del cittadino]]></category>
		<category><![CDATA[Truffe]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F.webp 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-300x300.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-150x150.webp 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-768x768.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-585x585.webp 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-640x640.webp 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p>
<p>Roma, 10 febbraio &#8211; “La velocità con cui si diffondono le truffe basate su deepfake vocali e video, unita alla difficoltà per i cittadini di riconoscerle, rende urgente un’azione di&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1024" height="1024" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F.webp 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-300x300.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-150x150.webp 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-768x768.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-585x585.webp 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2025/02/1A58279A-045B-4D3D-9A69-297AD77F418F-640x640.webp 640w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></p><p dir="ltr">Roma, 10 febbraio &#8211; “La velocità con cui si diffondono le truffe basate su deepfake vocali e video, unita alla difficoltà per i cittadini di riconoscerle, rende urgente un’azione di informazione e sensibilizzazione massiccia. È fondamentale che le istituzioni intervengano tempestivamente sia attraverso leggi più severe sia attraverso campagne educative”. Così l’avvocato Francesco Luongo, esperto del Movimento Difesa del Cittadino, commentando le recenti truffe compiute tramite l’uso improprio dell’IA. Imprenditori italiani sono stati contattati da una voce clonata del ministro della Difesa, Guido Crosetto, con richieste di ingenti somme. Ma non è un caso isolato. Recentemente, il celebre cantante napoletano Nino D’Angelo è stato vittima di un video deepfake a scopo truffaldino. Molti anziani sono stati ingannati da voci clonate che imitavano familiari in difficoltà, con richieste urgenti di denaro. Questi episodi dimostrano come l’intelligenza artificiale venga sfruttata per raggirare e danneggiare i cittadini. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) lancia un allarme urgente per la crescente diffusione di truffe basate su deepfake vocali e video, sottolineando la scarsa informazione disponibile per i cittadini su come difendersi efficacemente. MDC ha già affrontato il tema dell’impatto dell’Intelligenza Artificiale sui consumatori nella Guida disponibile al link: <a href="https://www.difesadelcittadino.it/wp-content/uploads/2023/12/GUIDA-CONSUMATORI-ED-INTELLIGENZA-ARTIFICIALE_13-MG.pdf" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.difesadelcittadino.it/wp-content/uploads/2023/12/GUIDA-CONSUMATORI-ED-INTELLIGENZA-ARTIFICIALE_13-MG.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1739352003735000&amp;usg=AOvVaw3mAfAMibIBQZ-cYUya7NuY">https://www.<wbr />difesadelcittadino.it/wp-<wbr />content/uploads/2023/12/GUIDA-<wbr />CONSUMATORI-ED-INTELLIGENZA-<wbr />ARTIFICIALE_13-MG.pdf</a>. Questa guida fornisce utili indicazioni su come navigare nel mondo digitale in modo sicuro.</p>
<p dir="ltr">Per compiere questo tipo di truffe vengono usati software avanzati come Speechify Voice Cloning, Resemble.ai e Vidnoz AI Voice Changer per creare cloni vocali realistici in pochi secondi. Anche app come Voicemod (principalmente utilizzato nel gaming), Adobe Audition (software professionale per l’editing audio) e MorphVOX Pro (utilizzato sia nel gaming che in contesti professionali) possono essere sfruttate a scopo illegale. “Siamo consapevoli che queste tecnologie hanno anche usi legittimi,” continua Luongo “ma è cruciale educare i cittadini sui rischi associati al loro uso improprio”.</p>
<p dir="ltr">Il Movimento Difesa del Cittadino raccomanda ai cittadini le seguenti precauzioni: verificare l’identità del chiamante e in caso di telefonate o messaggi sospetti porre domande personalizzate che solo la persona reale potrebbe conoscere; interrompere immediatamente la conversazione se si nutrono dubbi sulla veridicità della comunicazione; diffidare delle richieste urgenti e non inviare mai denaro o fornire informazioni sensibili senza aver verificato accuratamente; utilizzare strumenti anti-deepfake, informandosi sulle tecnologie emergenti come DeepSona; sensibilizzare i più vulnerabili come anziani e persone fragili sui rischi associati alle truffe AI. Inoltre, il MDC suggerisce ai consumatori di mantenere aggiornati gli strumenti antivirali ed antivirus sul proprio dispositivo mobile o fisso ed evitando click casualmente su link provenienti da fonti non sicure. Il MDC chiede alle autorità competenti un intervento immediato volto a migliorare la legislazione esistente contro le truffe basate sull’intelligenza artificiale. È necessario prevedere sanzioni severe contro chi utilizza queste tecnologie a scopo fraudolento.</p>
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