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	<title>destino Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>destino Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Non credo più che ci siano viaggi senza destino. Lo scontro tra Achab e la Balena bianca è metafora del destino</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/30/non-credo-piu-che-ci-siano-viaggi-senza-destino-lo-scontro-tra-achab-e-la-balena-bianca-e-metafora-del-destino/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=non-credo-piu-che-ci-siano-viaggi-senza-destino-lo-scontro-tra-achab-e-la-balena-bianca-e-metafora-del-destino</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Apr 2026 16:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Achab]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-3.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-3.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/04/Untitled-design-3-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>La verità è che ogni strada è già tracciata dentro le ossa. L&#8217;imprevisto non arriva da fuori. Erompe da quel pozzo nero che ci portiamo nel petto e che chiamiamo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/04/30/non-credo-piu-che-ci-siano-viaggi-senza-destino-lo-scontro-tra-achab-e-la-balena-bianca-e-metafora-del-destino/">Non credo più che ci siano viaggi senza destino. Lo scontro tra Achab e la Balena bianca è metafora del destino</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: left;"><em>La verità è che ogni strada è già tracciata dentro le ossa. L&#8217;imprevisto non arriva da fuori. Erompe da quel pozzo nero che ci portiamo nel petto e che chiamiamo anima.<br />
La balena bianca non era un mostro da trafiggere. Era lo specchio dell&#8217;abisso. Achab l&#8217;ha braccata credendo di essere cacciatore e non ha visto che il cappio era già al suo collo. Legato al dorso di Moby Dick, trascinato negli abissi, ha capito nell&#8217;ultimo soffio che non si uccide il proprio demone. Lo si serve.</em></p>
</blockquote>
<p style="text-align: right;">Pierfranco Bruni</p>
<p>Non credo più che ci siano viaggi senza destino. Bisogna sempre fare i conti con l&#8217;imprevisto. Diventa un agguato. Un sortilegio. Una ferita sempre aperta. Oppure può trattarsi di una maledizione. Le maledizioni non si sconfiggono con la pazienza della preghiera. Con la stregoneria. Quando la curandera è distante lo sciamano pur imprecando resta appeso alla luna. Anzi a sette lune. Non basta una benedizione. Occorre il coltello. Il capitano Achab sapeva bene ciò. Eppure la balena bianca lo ha sconfitto per essersi troppo fidato delle stelle.</p>
<p>Il viaggio non è mai un atto innocente. È una soglia che si varca senza ritorno. Un patto firmato con il sangue prima ancora di partire. L&#8217;uomo crede di muovere i passi, di scegliere l&#8217;orizzonte, di governare la prua. È una menzogna necessaria per non impazzire. La verità è che ogni strada è già tracciata dentro le ossa. L&#8217;imprevisto non arriva da fuori. Erompe da quel pozzo nero che ci portiamo nel petto e che chiamiamo anima. Lì sta l&#8217;agguato. Lì il sortilegio si compie.</p>
<p>Le maledizioni hanno una genealogia. Nascono da una parola non detta, da un gesto rinviato, da un debito contratto con il silenzio. Non si lavano con l&#8217;acqua santa. La preghiera è il linguaggio dei mansueti, di chi aspetta che il cielo si muova al posto loro. Ma il cielo è immobile da millenni. La maledizione esige un rito più antico, un alfabeto di fuoco e di carne. Per questo lo sciamano impreca. La curandera è lontana, oltre il confine dove la parola che cura non arriva più. E allora lui resta appeso alla luna. Anzi a sette lune, perché una sola luna non basta a contenere l&#8217;urlo. Servono sette cerchi nel cielo, sette invocazioni, sette notti di veglia perché il male ascolti. Sette aquile che girono intorno al vento.</p>
<p>Eppure anche le lune tacciono. Hanno il volto impassibile degli dèi che non intervengono. A quel punto resta il coltello. Non è arma, è liturgia. Il taglio è l&#8217;unica teologia che la vita comprende quando tutto il resto ha fallito. Tagliare per separare il vero dal falso. Tagliare per aprire la ferita e lasciarla sanguinare, perché solo ciò che sanguina dice la verità. Achab lo aveva compreso nel midollo. Aveva gettato la bussola, aveva maledetto le Scritture, aveva fatto della vendetta la sua unica fede. Il suo coltello era il rampone. La sua messa era l&#8217;inseguimento.</p>
<p>Ma Achab ha peccato di superbia e  di mistero. Si è fidato delle stelle. Le ha interrogate come fossero giudici, ha decifrato nelle costellazioni il disegno della sua rivalsa. Le stelle non rispondono. Brillano per ingannare i naviganti. La balena bianca non era un mostro da trafiggere. Era lo specchio dell&#8217;abisso. Era il volto di Dio diventato incomprensibile. Achab l&#8217;ha braccata credendo di essere cacciatore e non ha visto che il cappio era già al suo collo. Legato al dorso di Moby Dick, trascinato negli abissi, ha capito nell&#8217;ultimo soffio che non si uccide il proprio demone. Lo si serve. Achab ha sofferto di impazienza. Robinson di isola.</p>
<p>Così è ogni viaggio. Non conduce a Itaca. Conduce alla rivelazione della propria disfatta. Partire è già cadere. Ogni mappa è un inganno tracciato per illudere la paura. Ogni porto è un miraggio che si dissolve quando allunghi la mano. Resta la ferita sempre aperta, quella che nessuna benedizione rimargina, perché la benedizione è per chi non ha osato. Resta il coltello, inutile contro il destino e tuttavia necessario per non morire da vili.</p>
<p>Noi viaggiamo per essere disarcionati. Per incontrare il nostro Achab, per guardare negli occhi la nostra balena bianca, per restare appesi alle sette lune senza risposta. Il destino non è la meta. È l&#8217;agguato che ci attende dietro la curva dell&#8217;illusione. Era lì da sempre, acquattato nel nome che portiamo, nel primo passo che abbiamo mosso, nel primo sogno che abbiamo tradito.</p>
<p>Non ci sono viaggi senza destino perché non ci sono uomini senza ombra. E l&#8217;ombra cammina più veloce di noi. In essa c&#8217;è il tempo e la perdita del tempo. La caverna e il silenzio. Tutto si perde.  Ogni perdita è una eresia.  L&#8217;isola accoglie Robinson. Ma Robinson non è solo. Ha con sé la solitudine dalla quale non si può separare.  Chi arriva nell&#8217;isola vi resta per sempre.</p>
<p>….</p>
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<figure class="aligncenter size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-107154" src="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Pierfranco-Bruni-aprile-2026.jpg" sizes="(max-width: 736px) 100vw, 736px" srcset="https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Pierfranco-Bruni-aprile-2026.jpg 736w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Pierfranco-Bruni-aprile-2026-300x221.jpg 300w, https://www.paeseitaliapress.it/wp-content/uploads/2026/04/Pierfranco-Bruni-aprile-2026-80x60.jpg 80w" alt="" width="736" height="541" /></figure>
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<p><strong>Pierfranco Bruni</strong> è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.</p>
<p>Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.</p>
<p>Incarichi in capo al Ministero della Cultura:</p>
<p>Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;</p>
<p>Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;</p>
<p>Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.</p>
<p>È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.</p>
<p>Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.</p>
<p>Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.</p>
<p>Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.<br />
@<strong>Riproduzione riservata</strong></p>
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		<title>Se la filosofia è un viaggio il filosofo è un destino come il poeta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierfranco Bruni saggista, antropologo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Jun 2024 15:17:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/14/se-la-filosofia-e-un-viaggio-il-filosofo-e-un-destino-come-il-poeta/">Se la filosofia è un viaggio il filosofo è un destino come il poeta</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1600" height="1226" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF.jpeg 1600w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF-300x230.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF-1024x785.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF-768x588.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF-1536x1177.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF-1170x897.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/06/82518695-2C41-46C3-83CA-F8A9A4D223AF-585x448.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></p><blockquote><p>Il destino si lega al tentativo di salvezza e al vento del deserto. La questione che si pone si focalizza ancora sul tempo. Ma la parola è in grado di risolvere il presente e il passato attraverso il linguaggio.Per Sgalambro la filosofia non è mestiere. Ma un destino, come il mito in Pavese e la disperazione in Cioran e l&#8217;assurdo in Camus. Tre autori che intrecciano letteratura e filosofia. Se si inserisce Ceronetti il tracciato ha una poetica di base nella quale intercettare significanti e raccogliere esperienze e vissuti.</p></blockquote>
<p>In una temperie di ostinate precipitazioni di macerie porre l&#8217;attenzione sulla filosofia come destino non so sia un fatto complesso o una visione come idea oraziana. È certo che il pensiero e il pensare pongono un problema.</p>
<p>Se non si lascia ingabbiare dalle forme militanti del sistema la filosofia resta la ricerca della verità o il dubbio che la stessa ricerca si pone. E quindi entra nella sfida e si incornicia come destino ma anche come mistero. Altrimenti cade nella dimensione del vuoto e si lascia catturare non dalle Idee ma dalle ideologie.<br />
Non sono più le &#8220;cose&#8221; al centro del suo tempo essere. C&#8217;è, invece, un orizzonte di senso della vita stessa. Non si tratta del nascere e del morire. Ma dell&#8217;uomo come linguaggio di espressione tra l&#8217;assoluto e il nulla.<br />
Vivere il nulla ha già un suo orizzonte. L&#8217;assoluto è il tutto della infinitudine. Ma entrambe sono distanti dalle cose. Chiamiamole per nome. Diamo un nome alle cose. Si vive abitandosi o ci si lascia vivere. Il concetto di abitare o farsi abitare è fondamentale.<br />
Ma si abita nella propria casa non dimenticando, comunque, di stare in affitto. La differenza è qui. Ma anche l&#8217;indifferenza. Sgalambro ha recitato la sua parte come un individuatore del dubbio nella verità. Un filosofo che, come Maria Zambrano, ha chiesto al linguaggio e al pensare di non focalizzarsi sulla storia, ma di disarticolarla per mezzo del tempo.<br />
Non un tempo utile. Ma un tempo al limite. È certo che il tragico è un incipit fondamentale tra la spezzatura di un esilio dalla realtà o un assurdo del reale o l&#8217;isola nel paradosso tra il mito e il destino.<br />
Pur convivendo con il mito, il destino non è una credenza ma una consapevolezza. Soprattutto per chi crede di affidarsi alla parola come volontà di potenza. Certo Nietzsche è fondamentale.<br />
Ma soprattutto Schopenhauer che trova nella rappresentazione del tragico l&#8217;Oriente. La capacità di avvertire la salvezza nei nodi slegati dagli Orienti. E perché non parlare di Gozzano che cerca di superare il crepuscolo con la luce dell&#8217;India?<br />
Il destino si lega al tentativo di salvezza e al vento del deserto. La questione che si pone si focalizza ancora sul tempo. Ma la parola è in grado di risolvere il presente e il passato attraverso il linguaggio.<br />
La parola del filosofo, che è una parola pensante, è un linguaggio, dunque, non delle cose e sulle cose ma del superamento del fattore soltanto fenomenologico. È qui il punto. Senza alcuna metafisica, quella zambraniana, neppure il dato fenomenologico può trovare una sua azione pensante efficace. Sgalambro non rompe con la tradizione. Ma vorrebbe legarla alla vita del quotidiano.<br />
Il fatto che scriva un testo sulla Teoria della canzone testimonia che quel filosofo della caverna o della grotta oggi non capirebbe il contesto delle variazioni e si correrebbe il rischio di far marcire ogni pensiero nascente. Bisogna non lasciare il presente per comprendere la tradizione e quella eredità greca dei greci pre italici ma siculi.<br />
Il riferimento a Gorgia è fondamentale. Ma con la canzone riprende, infatti, una tradizione siciliana e dello stil novo sino a Dante a tutto il Barocco e primo Novecento.<br />
Nel suoi testi gli aforismi come inserti che trovano in Epicuro e anche Cicerone e Seneca la variante delle Variazioni. Per Sgalambro la filosofia non è mestiere. Ma un destino, come il mito in Pavese e la disperazione in Cioran e l&#8217;assurdo in Camus. Tre autori che intrecciano letteratura e filosofia. Se si inserisce Ceronetti il tracciato ha una poetica di base nella quale intercettare significanti è raccogliere esperienze e vissuti.<br />
È certo che insistono formazioni e letture greco orientali e sciamaniche che nella morte del sole si racconta in una memoria di civiltà compresa quella completamente mediterranea degli dei e degli archetipi.<br />
Comunque resta ben saldo un valore di fondo che è quello, appunto, del tempo che non si supera, ma si attraversa e si abita. L&#8217;essere e il tempo di cui parla Heidigger, ma dell&#8217;Heidigger soprattutto di Rachel Bespalloff. Non si inventa. Si soffre il pensiero. La filosofia è un viaggio.<br />
Il filosofo è un destino. A volte viaggio e destino sono imprescindibili dal tempo dell&#8217;uomo. A volte. Non sempre. Ma il filosofo è un destino. Come il poeta.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/06/14/se-la-filosofia-e-un-viaggio-il-filosofo-e-un-destino-come-il-poeta/">Se la filosofia è un viaggio il filosofo è un destino come il poeta</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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