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	<title>diritti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>diritti Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La forza e il grido di battaglia delle donne afghane, iraniane e statunitensi “Figlie di Eva” il libro di Liliana Faccioli Pintozzi (Video )</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/01/infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2024 09:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Si è svolta a Roma la  presentazione del libro di Liliana Faccioli Pintozzi, “Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/01/infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi/">La forza e il grido di battaglia delle donne afghane, iraniane e statunitensi “Figlie di Eva” il libro di Liliana Faccioli Pintozzi (Video )</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><strong>S</strong><em><strong>i è svolta a Roma la  presentazione del libro di Liliana Faccioli Pintozzi, “Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e Stati Uniti”. Le  interviste al prof. Antonello F. Biagini Rettore emerito dell’Università La Sapienza di Roma, (video) e all&#8217;autrice Liliana Faccioli Pintozzi (testo, video)  a  cura di </strong></em></span><em><strong> Francesca Maccaglia</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Una delle battaglie principali della società contemporanea è quella sui diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. Trovare soluzioni efficaci alla discriminazione contro le donne e alla violenza di genere, non solo sul piano delle leggi, ma soprattutto su quello della cultura e dell’educazione, è diventata una delle questioni più urgenti del nostro tempo. Le donne e le ragazze rappresentano più della metà della popolazione mondiale e subiscono le conseguenze delle crisi umanitarie e dei conflitti, dell’estremismo violento, dell’insicurezza alimentare e della mancanza di cure sanitarie. Nei contesti di conflitto e di fragilità, queste disuguaglianze sono ulteriormente inasprite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Martedì scorso  a Roma presso il <strong>Villino di Lola Mora Vega de Hernandez</strong>, una splendida residenza nota per il suo importante valore artistico e storico, si è tenuta la presentazione del libro di <strong>Liliana Faccioli Pintozzi</strong>, “<strong>Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e Stati Uniti</strong>”, un evento a cura di <strong>Emanuele Muto e Karol Soprano</strong>.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-87084 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-300x300.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-768x768.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-640x640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignright wp-image-87085 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-300x243.jpg" alt="" width="356" height="288" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-300x243.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-585x474.jpg 585w" sizes="(max-width: 356px) 100vw, 356px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Al tavolo, insieme all’autrice nel ruolo di moderatore, il <strong>prof. Roberto Sciarrone, addetto stampa di UnitelmaSapienza, e il</strong> <strong>prof. Antonello F. Biagini, Rettore emerito dell’Università La Sapienza di Roma,</strong> <strong>docente di Storia dell’Europa Orientale</strong> e relatore delle Tesi di Laurea e di Dottorato dell’autrice.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se ci sono delle similitudini, ci sono anche delle differenze. Quali sono le specificità, le grandi differenze che questi territori coltivano dentro se stessi? Cosa distingue queste culture in cui anche la femminilità è declinata in modo diverso?</strong></p>
<p><strong>LFP</strong>&#8211; Servirebbe un trattato di dieci ore ed io non sono un’esperta delle varie culture; posso dire quello che ho visto, quello che mi hanno raccontato. Ho vissuto tanti anni negli Stati Uniti, sono andata in Afghanistan e ho studiato per scrivere questo libro, perché comunque bisogna sempre studiare prima di scrivere. L’Afghanistan è una sorta di <em>ground zero</em> dei diritti delle donne, è un luogo dove una certa visione della religione islamica si unisce al <strong>codice </strong><strong>Pashtunwali</strong>, che è il codice dell’etnia Pashtun, il quale ha delle solidissime basi, ma vede la donna ancora in un certo modo e poi c’è in più la visione talebana. E’ un luogo dove essere donna è un crimine,come dice  <strong>Zarifa Ghafari,</strong> &#8211; una delle protagoniste del mio libro, una delle prime donne sindache in Afghanistan quando ancora c’era la presenza occidentale, che ora è rifugiata in Germania.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’Iran è un paese dalla cultura incredibile, con un movimento femminista tra i più antichi della storia, dove le imposizioni del <strong>regime degli Ayatollah</strong> sono arrivate in cima a una società che invece vedeva le donne estremamente attive e dove tuttora le donne studiano, lavorano, quindi non c’è quella componente del sociale così arretrata, c’è una componente di Islam politico molto forte, c’è il regime degli Ayatollah, che ha scelto di fare delle leggi che accompagnano l’imposizione del velo una sorta di pietra angolare del suo regime stesso. Gli Stati Uniti sono quello che siamo noi, una società laica, una società dove i diritti sono battaglie quotidiane, dove però stiamo vivendo un arretramento, o così lo vedono le donne americane, che per quel diritto, i diritti riproduttivi nella fattispecie, stanno combattendo, però raccontano un mondo molto più ampio. Non ci sono paragoni, come dicevamo prima, però c’è un filo rosso.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quanta forza c’è nelle donne? La capacità di fare gruppo delle donne reagendo in questi Paesi alle sopraffazioni, alle violenze. Quali sono i casi più importanti ed emblematici di questo percorso?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Devo dire che tutte le donne che ho intervistato mi hanno impressionata. Da <strong>Suraya Pakzad</strong>, ora anche lei rifugiata in Germania, è una delle tante fondatrici delle scuole sotterranee a Kabul durante il primo regime dei talebani, donne che hanno rischiato la vita per insegnare a fare due più due alle proprie figlie e ai propri figli, perché il diritto all’istruzione è alla base per poter vivere, per essere delle persone. La stessa <strong>Zarifa Ghafari </strong>ha subito vari attentati alla sua vita. <strong>Masih Alinejad</strong> è una giornalista, adesso è rifugiata a New York, una ex giornalista politica, usa i social, viene da una famiglia molto conservatrice ma combatte per quello che lei ritiene essere naturale. Siamo uguali, dobbiamo avere gli stessi diritti. Sono tante le donne che hanno fatto questo libro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Vorrei soffermarmi su tre capitoli del suo libro in particolare. L’Iran, o del diritto di scegliere; l’Afghanistan, o del diritto di esistere; e, gli Stati Uniti, o del dovere di resistere. Approfondiamo questa differenza.  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-L’Afghanistan o del diritto di esistere, perché in questo Paese essere donna è un crimine e quindi si afferma il diritto all’esistenza, un diritto primario. Il diritto di camminare da soli, di lavorare, di studiare, di imparare le basi. Il diritto di scegliere per l’Iran, perché chi protesta in Iran non è contro il velo, vuole poter scegliere, vuole dire lo metto o non lo metto. Ciò a cui una donna iraniana è contraria è il fatto che, ad esempio, la sua testimonianza valga meno di quella di un uomo in tribunale, di non avere gli stessi diritti ereditari, lo stesso diritto in caso di divorzio, non poter fare alcuni lavori, eccetera. Quindi il diritto di scegliere come vivere la propria vita. Il dovere di resistere, perché gli Stati Uniti stanno vivendo dal mio punto di vista e da quello che raccontano le donne che ho intervistato, una sorta di involuzione sui diritti delle donne e una mancata espressione di alcuni di questi diritti e quindi è un dovere, perché gli Stati Uniti sono una grande potenza mondiale, sono un Paese di riferimento per molti altri paesi, tra cui anche il nostro, e quindi è un dovere.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Noi possiamo avere fiducia nella capacità di autodeterminazione femminile? Possiamo essere ottimisti che la forza femminile non verrà sconfitta, ma anzi è in piena crescita in questi Paesi di grandi difficoltà?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Sono due domande diverse. Per quanto riguarda l’autodeterminazione femminile, le donne faranno sciocchezze come le fanno gli uomini, sono uguali, non vedo differenza. Tutti gli uomini fanno cose sagge? No. Tutte le donne fanno cose sagge? No. E’ semplicemente la richiesta di avere gli stessi identici diritti. Non dovrebbe neanche essere una richiesta, dovrebbe essere naturale, normale.   La fiducia nelle loro capacità? L’Iran ci sta insegnando molto, l’Afghanistan ha tanta strada da fare, i cambiamenti sociali richiedono tempo, però richiedono anche attenzione, ed è quello che cerchiamo di garantire.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Diversi sociologi tra i quali, in particolare, il franco-iraniano Khosrokhavar, sostiene che ormai c’è una differenza troppo grande tra la società iraniana e il regime politico degli Ayatollah. Ha riscontrato anche lei questa differenza?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Assolutamente sì, ma è quella che vediamo anche tutti i giorni a Teheran, è l’ultima ondata di un giro di vite, è il riconoscimento di questo fatto: la società è differente! Una donna che ha una sessantina d’anni mi ha detto: “noi durante la Rivoluzione abbiamo sbagliato, non abbiamo lottato, abbiamo accettato quello che ci veniva imposto, però noi nelle nostre cucine abbiamo cresciuto questa generazione di rivoluzionari”. La società iraniana è una società estremamente colta, aperta, curiosa, sicura di sé, quindi non ha paura. Il regime forse non la rappresenta più in questo momento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il libro, edito da Paesi edizioni, è disponibile sia nelle librerie sia on line anche in e-book, si può comprare e leggere e spero sia in grado di dare il suo piccolo contributo a un dibattito che secondo me è estremamente attuale.</p>
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		<title>Eurovisioni 2019, la XXXIII edizione chiude con un appello al recupero della sovranità digitale e culturale dell’Europa</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2019/10/20/eurovisioni-2019-la-xxxiii-edizione-chiude-con-un-appello-al-recupero-della-sovranita-digitale-e-culturale-delleuropa/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=eurovisioni-2019-la-xxxiii-edizione-chiude-con-un-appello-al-recupero-della-sovranita-digitale-e-culturale-delleuropa</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Oct 2019 15:32:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia, Arte, Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Eurovision]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1632" height="942" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329.jpeg 1632w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-300x173.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-768x443.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-1024x591.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-1170x675.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-585x338.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1632px) 100vw, 1632px" /></p>
<p>Eurovisioni 2019, due giornate di dibattito all&#8217;Accademia di Francia a Roma Successo anche per le anteprime Rai &#8220;Tutto il giorno davanti&#8221; e i film tv internazionali da Francia, Germania e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/10/20/eurovisioni-2019-la-xxxiii-edizione-chiude-con-un-appello-al-recupero-della-sovranita-digitale-e-culturale-delleuropa/">Eurovisioni 2019, la XXXIII edizione chiude con un appello al recupero della sovranità digitale e culturale dell’Europa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1632" height="942" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329.jpeg 1632w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-300x173.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-768x443.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-1024x591.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-1170x675.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2019/10/F8214F83-0181-4144-A952-E539ABF5E329-585x338.jpeg 585w" sizes="(max-width: 1632px) 100vw, 1632px" /></p><h4>Eurovisioni 2019, due giornate di dibattito all&#8217;Accademia di Francia a Roma</h4>
<h4>Successo anche per le anteprime Rai &#8220;Tutto il giorno davanti&#8221; e i film tv internazionali da Francia, Germania e Spagna, presentate in anteprima a Palazzo Farnese ed a Villa Medici</h4>
<p>La trentatreesima edizione di <strong>Eurovisioni</strong> si è conclusa con un grande appello comune a riguadagnare la “sovranità digitale e culturale” dell’Europa.</p>
<p>Un appello lanciato dai partecipanti alla giornata internazionale di Eurovisioni delle due giornate di dibattito all&#8217;Accademia di Francia a Roma, cosi come echeggiato dalle <strong>proiezioni di 4 fiction europee</strong> (Italia &#8211; RAI, Francia-France Télévisions, Germania-ZDF e Spagna-RTVE) <strong>presentate in anteprima a Palazzo Farnese ed a Villa Medici</strong>.</p>
<p>Lo ha espresso con grande chiarezza nel suo intervento conclusivo di sabato <strong>Jean-Noel Tronc</strong>, Direttore Generale della SACEM (la SIAE francese), che &#8211; nel presentare il suo volume appena edito da Seuil in Francia (“<strong>Et si on recommençait par la culture?</strong>”) &#8211; ha invitato l’Europa, i suoi governanti ma anche i suoi cittadini, a preservare la propria identità culturale messa in pericolo dalla tempesta congiunta della trasformazione digitale e della globalizzazione.</p>
<p>Lo stesso messaggio emerso dalla <strong>giornata internazionale, promossa insieme ad AGCOM</strong>, in cui il presidente <strong>Cardani</strong>, insieme al Presidente della RAI, <strong>Foa</strong>, al presidente dell’<strong>ERGA</strong> (le autorità di regolazione europee), ai rappresentanti del governo francese e dell’autorità di controllo francese (<strong>CSA</strong>) hanno tutti invitato i legislatori italiani in primis, e quelli degli altri paesi europei ad agire presto e bene.</p>
<p>Principale fonte di preoccupazione di tutti gli oratori presenti (<a href="http://customer158.musvc2.net/e/t?q=A%3dLYM%26J%3dL%26H%3dHaLZ%264%3dfRYLc%26F%3dB9RA_Lf1k_Wp_Plwe_Z1_Lf1k_VuCFL4T4MxM9C.rM8_Lf1k_VuB0Q3J05s_Plwe_Z1VOYT_Lf1k_VuxmsVzVqbi-d9v5pxP.Ny0%26s%3dKFMAAM.HtR%264M%3dFfRaF" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vedi programma</a>) è la presenza delle <strong>piattaforme internet globali</strong> (tutte rigorosamente non europee: da Google a Facebook, da Twitter ad Amazon, da Netflix ad Alibaba) che hanno goduto fino ad oggi di condizioni di estremo favore. Grazie al loro status non europeo, infatti, hanno potuto beneficiare di tasse estremamente ridotte (in media del 3% sui loro profitti contro il 45% imposto alle imprese italiane e francesi), del non rispetto delle regole sulla privacy, del non assoggettamento alle regole europee in materia di quote di produzione e di contributi alla produzione nazionale. Numerose procedure di infrazione sono state aperte in diversi paesi europei ed alcune multe miliardarie sono state comminate sino ad oggi (ma nessuna o quasi risulta ancora pagata), mentre &#8211; a causa di questa concorrenza irregolare &#8211; il settore europeo dei media è da anni in crisi e sta procedendo a massicci licenziamenti, piani sociali e chiusure.</p>
<p>Un rischio che si sta estendendo alche al settore della produzione cinematografica e televisiva, come denunciato dai rappresentanti delle imprese dei media presenti al dibattito: oltre alla già citata RAI; anche da <strong>Giuliano Berretta</strong>, di Oberon media e Presidente A.H. di Eutelsat; da <strong>France Télévisions</strong> e dal gruppo di imprese italiane rappresentate dalla <strong>Fondazione Technomedia</strong> (partner e sponsor di Eurovisioni 2019) e dai membri di <strong>Confindustria Radio e TV</strong> (Mediaset, La 7, emittenti locali).</p>
<p>La sfida e l’invito urgente ai Governi ed ai parlamenti di Italia e Francia è quella di t<strong>rasformare subito le numerose direttive e raccomandazioni europee approvate nell’ultimo anno a Bruxelles in leggi nazionali coerenti e armonizzate</strong>: dalla revisione della direttiva “Tv senza frontiere” (oggi chiamata Servizi Media Audiovisivi) alla Direttiva sul Diritto d’autore su Internet alle raccomandazioni in materia di lotta alla disinformazione.</p>
<p>I tempi sono stretti (la direttiva SMA &#8211; Servizi media audiovisivi deve essere convertita in legge entro settembre 2020, quella sul diritto d’autore entro giugno 2020) e la strada si annuncia tutta in salita. Lo ha spiegato bene il rappresentante del governo francese, <strong>Jean Baptiste Gourdin</strong>, che ha denunciato la pressione esercitata da Google la scorsa settimana. Non appena il governo francese ha anticipato in legge l’obbligo per le piattaforme commerciali di pagare delle royalties ai giornali francesi per l’utilizzo dei loro titoli, Google ha subito annunciato che non intende pagare le somme dovute e che preferisce ,invece, sospendere la pubblicazione dei titoli dei giornali francesi sul suo motore di ricerca. La querelle probabilmente finirà in tribunale, ma &#8211; come ha sottolineato Michel Boyon &#8211; presidente di Eurovisioni nel suo intervento di chiusura &#8211; tutto dipende da quanto faranno gli altri paesi europei. “Se tutti i paesi adotteranno la direttiva europea introducendo questo obbligo nelle leggi nazionali quanto prima &#8211; ha dichiarato &#8211; allora anche le piattaforme Internet non avranno altra scelta che adeguarsi. Se, invece, qualche paese UE adotterà delle leggi meno chiare e più “morbide”, allora il rischio che comportamenti di questo tipo si estendano, diventerà assai alto”.</p>
<p>Un esempio assai chiaro di cosa intendesse dire Jean Noel Tronc nel suo discorso citato in apertura, con l’invito a “ristabilire la sovranità culturale europea”.</p>
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<p>Per approfondire, si prega consultare i documenti che verranno pubblicati sul sito</p>
<p><a href="http://customer158.musvc2.net/e/t?q=A%3dAaN%26J%3dA%26J%3dIaAb%265%3dfGaMc%265%3dD09k7qRz_Ng1Z_Yq_Payf_Zp_Ng1Z_XvU7S.uS2KBG3E5Ls.E0%26B%3dwQ9TmX.4C4%26E9%3dYHcMY" target="_blank" rel="noopener noreferrer">www.eurovisioni.it</a> nei prossimi giorni nella sezione “download”.</p>
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<p>Si consiglia inoltre di leggere lo studio sull’importanza dell’industria creativa nell’economia italiana, al sito: <a href="http://customer158.musvc2.net/e/t?q=8%3d2YT%26G%3d2%26H%3dOX2Z%26A%3dc8YSZ%26v%3dBFOq_LmxQ_Ww_MRwl_Wg_LmxQ_V2RxQ.5ObF56dL16uCH6.fO_DvTt_NAe5FD-jH-EDoN1Nj_LmxQ_V2%269%3dnOEQdV.6b5w00u%26CE%3dV9aSV" target="_blank" rel="noopener noreferrer">http://www.italiacreativa.eu/dati-in-sintesi/</a></p>
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<p>e gli estratti dal libro di Tronc a questo <a href="http://customer158.musvc2.net/e/t?q=8%3dKXO%26G%3dK%26G%3dJXKY%266%3dcQXNZ%26E%3dAAO0L_9vms_J6_Btju_L9_9vms_IAxKzQy.06J1Ev.89F_9vms_IA9IvI_Btju_M9z9_Btju_M7Hw5wGCNxZ3EAM7v6u4rdSnAju7AT-ctx6xiKM%26u%3dHELC8L.GvO%263L%3dHcQZH" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2019%2F10%2F20%2Feurovisioni-2019-la-xxxiii-edizione-chiude-con-un-appello-al-recupero-della-sovranita-digitale-e-culturale-delleuropa%2F&amp;linkname=Eurovisioni%202019%2C%20la%20XXXIII%20edizione%20chiude%20con%20un%20appello%20al%20recupero%20della%20sovranit%C3%A0%20digitale%20e%20culturale%20dell%E2%80%99Europa" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2019%2F10%2F20%2Feurovisioni-2019-la-xxxiii-edizione-chiude-con-un-appello-al-recupero-della-sovranita-digitale-e-culturale-delleuropa%2F&#038;title=Eurovisioni%202019%2C%20la%20XXXIII%20edizione%20chiude%20con%20un%20appello%20al%20recupero%20della%20sovranit%C3%A0%20digitale%20e%20culturale%20dell%E2%80%99Europa" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2019/10/20/eurovisioni-2019-la-xxxiii-edizione-chiude-con-un-appello-al-recupero-della-sovranita-digitale-e-culturale-delleuropa/" data-a2a-title="Eurovisioni 2019, la XXXIII edizione chiude con un appello al recupero della sovranità digitale e culturale dell’Europa"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2019/10/20/eurovisioni-2019-la-xxxiii-edizione-chiude-con-un-appello-al-recupero-della-sovranita-digitale-e-culturale-delleuropa/">Eurovisioni 2019, la XXXIII edizione chiude con un appello al recupero della sovranità digitale e culturale dell’Europa</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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