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	<title>diritto d’autore Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>Uspi informa.Indagine Ue-Google: IA sbircia in articoli e non dà views: chi paga?</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/01/uspi-informa-indagine-ue-google-ia-sbircia-in-articoli-e-non-da-views-chi-paga/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=uspi-informa-indagine-ue-google-ia-sbircia-in-articoli-e-non-da-views-chi-paga</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Jan 2026 22:05:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoria/Giornalismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1200" height="675" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859.webp" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859.webp 1200w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-300x169.webp 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-1024x576.webp 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-768x432.webp 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-1170x658.webp 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2026/01/IMG_1859-585x329.webp 585w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></p>
<p>di Tania Sabatini “L’editoria vive una fase critica legata alle risorse. Nel mondo, tre OTT detengono oltre l’80% della raccolta pubblicitaria globale”. Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, centra&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2026/01/01/uspi-informa-indagine-ue-google-ia-sbircia-in-articoli-e-non-da-views-chi-paga/">Uspi informa.Indagine Ue-Google: IA sbircia in articoli e non dà views: chi paga?</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b>di Tania Sabatini</b></p>
<p>“L’editoria vive una <strong>fase critica</strong> legata alle risorse. Nel mondo, tre <strong>OTT </strong>detengono oltre l’<strong>80% della raccolta pubblicitaria</strong> globale”.</p>
<p>Antonio Marano, presidente di Confindustria Radio Televisioni, centra uno snodo fondamentale del settore editoriale e della sua economia. Ai microfoni di Radio24 parla della <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/barachini-crisi-editoria-ma-non-giornalismo-servono-aiuti-e-fiducia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">crisi </a>del sistema</strong>, della difficoltà di editori e giornalisti di far rispettare il loro lavoro in un mondo regolato dagli Over-The-Top (OTT) e del problema di <strong>copyright </strong>sempre più pressante.</p>
<p>Tutte problematiche che affliggono la<strong> stampa digitale</strong> di tutti i Paesi del mondo, ma che vediamo da vicino le conseguenze anche qui in Italia. “L’erosione” infatti, come la chiama Marano, “è ormai inarrestabile” anche nel nostro Paese. “Entro due o tre anni rischiamo che oltre 600 milioni di euro si spostino ulteriormente verso le piattaforme. Questo significa una crisi conclamata non solo per gli editori, ma per il <strong>lavoro </strong>dei giornalisti, per la <strong>libertà di informazione</strong> e per il <strong>pluralismo</strong>”.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>Copyright: un diritto sfuggente </strong></h4>
<p>L’Europa e l’Italia hanno le loro <strong>leggi sul copyright</strong>, per farlo rispettare e per essere rispettato. Già dal 1886, con la <strong><a href="https://www.interlex.it/testi/convberna.htm" target="_blank" rel="noreferrer noopener">convenzione di Berna</a></strong>, si è instaurata l’importanza del copyright in Europa. La normativa stipulata a Berna è stata poi rivisitata e aggiornata in questo ultimo secolo e mezzo, fino ad arrivare alla sua ultima stesura del 1971. Un’attenzione tutta europea che poi ha visto la sua concretizzazione con molte <strong>norme </strong>e <strong><a href="https://digital-strategy.ec.europa.eu/it/policies/copyright-legislation" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttive </a></strong>volte anche all’aspetto digitale già a cavallo tra i due secoli.</p>
<p>In <strong>Italia</strong>, la prima normativa di riferimento che abbiamo è la <strong><a href="https://www.altalex.com/documents/codici-altalex/2014/06/26/legge-sul-diritto-d-autore" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Legge del 22 aprile 1941, n. 633</a></strong>, sulla protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio. Una legge che poi si è evoluta, o meglio espansa anche ad altri ambiti ed esercizi anche grazie all’armonizzazione con le direttive Ue. Recentemente approvata la <strong><a href="https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/ALL/?uri=celex:31993L0098" target="_blank" rel="noreferrer noopener">direttiva CEE n.2019/790/UE</a></strong>, che riguarda i diritti d’autore nel mercato unico digitale.</p>
<p>La nuova <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-sotto-indagine-ue-danni-a-piccoli-editori-su-search/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">indagine </a></strong>che l’Ue ha avviato nei confronti di <strong>Google </strong>sul suo motore di ricerca va ad incastrarsi esattamente nella terra di mezzo tra l’editoria, l’economia di un settore fondamentale alla democrazia e al copyright, con annessa problematica dell’equo compenso.</p>
<h4 class="wp-block-heading"><strong>L’indagine Ue vs la policy di Google Search</strong></h4>
<p>Il sospetto di una <strong>recessione dei piccoli editori </strong>e delle loro news nell’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/lia-cambia-il-mondo-della-visibilita-digitale-dalla-seo-alla-geo/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">algoritmo </a></strong>di Google andrebbe a toccare il <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/meta-agcom-a-gedi-spetta-equo-compenso/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">trattamento equo </a></strong>imposto dal Digital Markets Act (DMA).</p>
<p>Questa <strong>discriminazione dei contenuti </strong>è non solo un problema di algoritmi, ma anche dalle nuove modalità di <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/ia-e-giornalismo-ce-spazio-per-i-piccoli-editori-nel-mondo-dellia/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Intelligenza Artificiale </a></strong>(IA) applicate al Search di Google. L’<strong><a href="https://notiziario.uspi.it/google-ai-overviews-sta-cambiando-il-modo-di-fare-ricerca-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">AI Overviews</a></strong> e l’<strong>AI Mode</strong> di Google, infatti, riuscirebbero a leggere tra i video e gli articoli online e creare un riassunto fornito direttamente all’utente. Fenomeno che quindi fa <strong>perdere </strong>spesso e volentieri <strong>visualizzazioni </strong>ai siti d’informazione. Secondo una recente <strong><a href="https://www.avantgrade.com/intelligenza-artificiale/il-crollo-del-traffico-organico-la-rivoluzione-di-google-con-ai-overview" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi </a></strong>di avantgrade.com, organizzazione di studio di IA e innovazione digitale strategica, hanno stimato delle<strong> perdite di traffico </strong>tra il<strong> 10% </strong>e il <strong>20%</strong> con alcune punte di <strong>40%</strong> in alcuni settori. Nonostante questo, sembra che gli errori che occasionalmente le IA ancora compiono, spingano gli utenti a cercare conferme su siti, che quindi oramai hanno la funzione di approfondimento. Visto che le <strong>fonti </strong>più citate dalle IA sembrano essere Wikipedia, YouTube e Reddit.</p>
<p>“Il problema del copyright riguarda il lavoro di ogni giornalista e di ogni editore” sottolinea ancora Antonio Marano. Una chiamata per le istituzioni dunque a regolare per garantire la giusta <strong>convivenza tra digitale, IA e mercato editoriale</strong>. Altrimenti, “quando un articolo viene utilizzato dall’IA per elaborare risposte nelle ricerche, di fatto quel contenuto viene ceduto, senza che vi sia un riconoscimento dei diritti autoriali, che rappresentano l’asset strategico del mestiere”.</p>
<p>Non può e non deve essere “accettabile che questa ricchezza [di editori, radio e tv] venga prelevata senza riconoscere alcun ritorno. Le <strong><a href="https://notiziario.uspi.it/australia-remunerazione-contenuti-gli-ott-paghino-anche-i-piccoli-editori/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Big Tech</a></strong> non seguono le stesse regole degli editori: non hanno sedi legali nel nostro Paese, non pagano giornalisti, non rispondono civilmente o penalmente su ciò che pubblicano. Questa è <strong>concorrenza sleale</strong>”.</p>
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