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	<title>discriminazioni Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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	<title>discriminazioni Archivi - lafrecciaweb.it</title>
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		<title>La forza e il grido di battaglia delle donne afghane, iraniane e statunitensi “Figlie di Eva” il libro di Liliana Faccioli Pintozzi (Video )</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/01/infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Maccaglia]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 May 2024 09:54:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="531" height="440" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1.png" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1.png 531w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/eva-1-300x249.png 300w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></p>
<p>Si è svolta a Roma la  presentazione del libro di Liliana Faccioli Pintozzi, “Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2024/05/01/infiglie-di-eva-di-liliana-faccioli-pintozzi-la-forza-e-il-grido-di-battaglia-delle-donne-afghane-iraniane-e-statunitensi/">La forza e il grido di battaglia delle donne afghane, iraniane e statunitensi “Figlie di Eva” il libro di Liliana Faccioli Pintozzi (Video )</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400;"><strong>S</strong><em><strong>i è svolta a Roma la  presentazione del libro di Liliana Faccioli Pintozzi, “Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e Stati Uniti”. Le  interviste al prof. Antonello F. Biagini Rettore emerito dell’Università La Sapienza di Roma, (video) e all&#8217;autrice Liliana Faccioli Pintozzi (testo, video)  a  cura di </strong></em></span><em><strong> Francesca Maccaglia</strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Una delle battaglie principali della società contemporanea è quella sui diritti delle donne e l’uguaglianza di genere. Trovare soluzioni efficaci alla discriminazione contro le donne e alla violenza di genere, non solo sul piano delle leggi, ma soprattutto su quello della cultura e dell’educazione, è diventata una delle questioni più urgenti del nostro tempo. Le donne e le ragazze rappresentano più della metà della popolazione mondiale e subiscono le conseguenze delle crisi umanitarie e dei conflitti, dell’estremismo violento, dell’insicurezza alimentare e della mancanza di cure sanitarie. Nei contesti di conflitto e di fragilità, queste disuguaglianze sono ulteriormente inasprite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="font-weight: 400;">Martedì scorso  a Roma presso il <strong>Villino di Lola Mora Vega de Hernandez</strong>, una splendida residenza nota per il suo importante valore artistico e storico, si è tenuta la presentazione del libro di <strong>Liliana Faccioli Pintozzi</strong>, “<strong>Figlie di Eva. La battaglia delle Donne per la Vita e la Libertà in Iran, Afghanistan e Stati Uniti</strong>”, un evento a cura di <strong>Emanuele Muto e Karol Soprano</strong>.<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright wp-image-87084 size-medium" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-300x300.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-1024x1024.jpg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-150x150.jpg 150w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-768x768.jpg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-585x585.jpg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400-640x640.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/3f29048e-fc71-423e-807a-ebbf80f88400.jpg 1080w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><img decoding="async" class="alignright wp-image-87085 " src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-300x243.jpg" alt="" width="356" height="288" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-300x243.jpg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3.jpg 640w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2024/05/8a3b3550-8458-48e8-88f8-1ca7246a82a3-585x474.jpg 585w" sizes="(max-width: 356px) 100vw, 356px" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Al tavolo, insieme all’autrice nel ruolo di moderatore, il <strong>prof. Roberto Sciarrone, addetto stampa di UnitelmaSapienza, e il</strong> <strong>prof. Antonello F. Biagini, Rettore emerito dell’Università La Sapienza di Roma,</strong> <strong>docente di Storia dell’Europa Orientale</strong> e relatore delle Tesi di Laurea e di Dottorato dell’autrice.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Se ci sono delle similitudini, ci sono anche delle differenze. Quali sono le specificità, le grandi differenze che questi territori coltivano dentro se stessi? Cosa distingue queste culture in cui anche la femminilità è declinata in modo diverso?</strong></p>
<p><strong>LFP</strong>&#8211; Servirebbe un trattato di dieci ore ed io non sono un’esperta delle varie culture; posso dire quello che ho visto, quello che mi hanno raccontato. Ho vissuto tanti anni negli Stati Uniti, sono andata in Afghanistan e ho studiato per scrivere questo libro, perché comunque bisogna sempre studiare prima di scrivere. L’Afghanistan è una sorta di <em>ground zero</em> dei diritti delle donne, è un luogo dove una certa visione della religione islamica si unisce al <strong>codice </strong><strong>Pashtunwali</strong>, che è il codice dell’etnia Pashtun, il quale ha delle solidissime basi, ma vede la donna ancora in un certo modo e poi c’è in più la visione talebana. E’ un luogo dove essere donna è un crimine,come dice  <strong>Zarifa Ghafari,</strong> &#8211; una delle protagoniste del mio libro, una delle prime donne sindache in Afghanistan quando ancora c’era la presenza occidentale, che ora è rifugiata in Germania.</p>
<p style="font-weight: 400;">L’Iran è un paese dalla cultura incredibile, con un movimento femminista tra i più antichi della storia, dove le imposizioni del <strong>regime degli Ayatollah</strong> sono arrivate in cima a una società che invece vedeva le donne estremamente attive e dove tuttora le donne studiano, lavorano, quindi non c’è quella componente del sociale così arretrata, c’è una componente di Islam politico molto forte, c’è il regime degli Ayatollah, che ha scelto di fare delle leggi che accompagnano l’imposizione del velo una sorta di pietra angolare del suo regime stesso. Gli Stati Uniti sono quello che siamo noi, una società laica, una società dove i diritti sono battaglie quotidiane, dove però stiamo vivendo un arretramento, o così lo vedono le donne americane, che per quel diritto, i diritti riproduttivi nella fattispecie, stanno combattendo, però raccontano un mondo molto più ampio. Non ci sono paragoni, come dicevamo prima, però c’è un filo rosso.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Quanta forza c’è nelle donne? La capacità di fare gruppo delle donne reagendo in questi Paesi alle sopraffazioni, alle violenze. Quali sono i casi più importanti ed emblematici di questo percorso?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Devo dire che tutte le donne che ho intervistato mi hanno impressionata. Da <strong>Suraya Pakzad</strong>, ora anche lei rifugiata in Germania, è una delle tante fondatrici delle scuole sotterranee a Kabul durante il primo regime dei talebani, donne che hanno rischiato la vita per insegnare a fare due più due alle proprie figlie e ai propri figli, perché il diritto all’istruzione è alla base per poter vivere, per essere delle persone. La stessa <strong>Zarifa Ghafari </strong>ha subito vari attentati alla sua vita. <strong>Masih Alinejad</strong> è una giornalista, adesso è rifugiata a New York, una ex giornalista politica, usa i social, viene da una famiglia molto conservatrice ma combatte per quello che lei ritiene essere naturale. Siamo uguali, dobbiamo avere gli stessi diritti. Sono tante le donne che hanno fatto questo libro.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Vorrei soffermarmi su tre capitoli del suo libro in particolare. L’Iran, o del diritto di scegliere; l’Afghanistan, o del diritto di esistere; e, gli Stati Uniti, o del dovere di resistere. Approfondiamo questa differenza.  </strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-L’Afghanistan o del diritto di esistere, perché in questo Paese essere donna è un crimine e quindi si afferma il diritto all’esistenza, un diritto primario. Il diritto di camminare da soli, di lavorare, di studiare, di imparare le basi. Il diritto di scegliere per l’Iran, perché chi protesta in Iran non è contro il velo, vuole poter scegliere, vuole dire lo metto o non lo metto. Ciò a cui una donna iraniana è contraria è il fatto che, ad esempio, la sua testimonianza valga meno di quella di un uomo in tribunale, di non avere gli stessi diritti ereditari, lo stesso diritto in caso di divorzio, non poter fare alcuni lavori, eccetera. Quindi il diritto di scegliere come vivere la propria vita. Il dovere di resistere, perché gli Stati Uniti stanno vivendo dal mio punto di vista e da quello che raccontano le donne che ho intervistato, una sorta di involuzione sui diritti delle donne e una mancata espressione di alcuni di questi diritti e quindi è un dovere, perché gli Stati Uniti sono una grande potenza mondiale, sono un Paese di riferimento per molti altri paesi, tra cui anche il nostro, e quindi è un dovere.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Noi possiamo avere fiducia nella capacità di autodeterminazione femminile? Possiamo essere ottimisti che la forza femminile non verrà sconfitta, ma anzi è in piena crescita in questi Paesi di grandi difficoltà?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Sono due domande diverse. Per quanto riguarda l’autodeterminazione femminile, le donne faranno sciocchezze come le fanno gli uomini, sono uguali, non vedo differenza. Tutti gli uomini fanno cose sagge? No. Tutte le donne fanno cose sagge? No. E’ semplicemente la richiesta di avere gli stessi identici diritti. Non dovrebbe neanche essere una richiesta, dovrebbe essere naturale, normale.   La fiducia nelle loro capacità? L’Iran ci sta insegnando molto, l’Afghanistan ha tanta strada da fare, i cambiamenti sociali richiedono tempo, però richiedono anche attenzione, ed è quello che cerchiamo di garantire.</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>Diversi sociologi tra i quali, in particolare, il franco-iraniano Khosrokhavar, sostiene che ormai c’è una differenza troppo grande tra la società iraniana e il regime politico degli Ayatollah. Ha riscontrato anche lei questa differenza?</strong></p>
<p style="font-weight: 400;"><strong>LFP</strong>-Assolutamente sì, ma è quella che vediamo anche tutti i giorni a Teheran, è l’ultima ondata di un giro di vite, è il riconoscimento di questo fatto: la società è differente! Una donna che ha una sessantina d’anni mi ha detto: “noi durante la Rivoluzione abbiamo sbagliato, non abbiamo lottato, abbiamo accettato quello che ci veniva imposto, però noi nelle nostre cucine abbiamo cresciuto questa generazione di rivoluzionari”. La società iraniana è una società estremamente colta, aperta, curiosa, sicura di sé, quindi non ha paura. Il regime forse non la rappresenta più in questo momento.</p>
<p style="font-weight: 400;">Il libro, edito da Paesi edizioni, è disponibile sia nelle librerie sia on line anche in e-book, si può comprare e leggere e spero sia in grado di dare il suo piccolo contributo a un dibattito che secondo me è estremamente attuale.</p>
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		<title>LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Jun 2023 18:32:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
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		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p>
<p>Un nuovo sondaggio condotto da Indeed &#8211; portale per chi cerca e offre lavoro &#8211; ha rilevato che oltre un lavoratore italiano su tre (35%) che si identifica come LGBTQIA+&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni/">LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="1280" height="853" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E.jpeg 1280w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1024x682.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2023/06/A4FE2BFF-ACFC-41B5-B159-83C334FC350E-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></p><p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Un nuovo sondaggio condotto da Indeed &#8211; portale per chi cerca e offre lavoro &#8211; ha rilevato che oltre un lavoratore italiano su tre (35%) che si identifica come LGBTQIA+ ha subìto discriminazioni sul posto di lavoro. Lo studio è stato realizzato su un campione di oltre mille persone, più della metà delle quali appartenenti alla comunità LGBTQIA+.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il sondaggio ha evidenziato come le discriminazioni più diffuse siano quelle “nascoste”, il 33% degli intervistati LGBTQIA+ riferisce di aver subito micro-aggressioni sul posto di lavoro a causa della propria identità, sottolineando la necessità di una sensibilizzazione continua e di una maggiore consapevolezza sui vari tipi di pregiudizi e discriminazioni. Oltre la metà degli intervistati LGBTQIA+ (55%) crede che il proprio datore di lavoro prenderebbe provvedimenti nel caso in cui dovessero denunciare, mentre uno su cinque (21%) non ne è sicuro.</span></p>
<p style="font-weight: 400;">Tra i cinquecento partecipanti al sondaggio che si sono identificati come LGBTQIA+, l&#8217;82% afferma di aver dichiarato il proprio orientamento e le proprie preferenze sessuali sul posto di lavoro. Di questi, il 38% assicura di aver fatto <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">coming out</i> con tutti i colleghi, mentre il 44% solo con quelli di cui si fida. In generale, chi lavora nell’ambito dell’arte, dell&#8217;istruzione è più propenso a rivelare il proprio orientamento ai colleghi.</p>
<p>Mentre chi sceglie di non dichiararsi lo fa per precise ragioni, tra le quali: scelta personale o desiderio di <i data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">privacy</i> su determinati aspetti della propria identità (46%), paura di essere discriminato (17%), perché non ha trovato il momento opportuno per parlarne (10 %) e per paura del giudizio dei colleghi (10%)</p>
<p>Interrogati sulle attività che li farebbero sentire più supportati nel proprio ambiente lavorativo, gli intervistati LGTBQIA+ hanno sottolineato l&#8217;importanza di: una forte politica aziendale contro il bullismo o la discriminazione (44%); un team aperto e inclusivo, in grado di valorizzare persone provenienti da contesti eterogenei (41%); formazione aziendale sui temi dell&#8217;inclusione e delle questioni LGBTQIA+ per tutto il personale (35%); un gruppo che accogliesse i membri e gli amici della comunità LGBTQIA+ (25%); la celebrazione attiva di eventi come il Pride (19%).</p>
<p style="font-weight: 400;"><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Tam Hanlon, Diversity Equity Inclusion and Belonging Manager </span></strong><strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">di Indeed</span></strong><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16"> ha commentato: <em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">&#8220;I risultati dello studio evidenziano i progressi che devono ancora essere fatti in molti luoghi di lavoro per creare un ambiente più inclusivo per i lavoratori LGBTQIA+. È importante che le organizzazioni non solo celebrino momenti come il mese del Pride, ma adottino misure per supportare la comunità durante tutto l&#8217;anno, compresa l&#8217;implementazione di politiche contro la discriminazione, la crescita di team aperti e inclusivi e l&#8217;educazione del personale su temi come i pregiudizi inconsci. Coltivando un ambiente inclusivo, i datori di lavoro possono garantire che ogni dipendente si senta apprezzato, rispettato e al sicuro.</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Lei aggiunge,<em data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16"> “Una nota positiva è data dall’elevata percentuale di persone che si sentono a proprio agio nel fare coming out con i colleghi. Ciò dimostra che c’è un cambio di mentalità e un atteggiamento positivo nei confronti delle persone che decidono di rivelare i propri orientamenti sul luogo di lavoro, il che è fondamentale per favorire il senso di appartenenza e promuovere un&#8217;autentica realizzazione personale”.</em></span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Un terzo (33%) degli oltre mille lavoratori che hanno partecipato al sondaggio afferma che la propria azienda celebra il Pride. Quando gli è stato chiesto come vorrebbero che si festeggiasse il Pride, le risposte più frequenti sono state: organizzando un evento per festeggiare (31%); con una donazione per supportare la causa LGBTQIA+ (30%); lasciando il giorno libero per celebrare l&#8217;occasione (29%); esponendo bandiere e decorazioni del Pride in ufficio e nel branding (26%). Questi risultati riflettono un forte desiderio di celebrare e riconoscere il Pride sia da parte di coloro che si identificano come LGBTQIA+ sia di tutti gli altri lavoratori.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span data-originalfontsize="12pt" data-originalcomputedfontsize="16">Il 45% degli intervistati si è detto complessivamente soddisfatto sul modo in cui il proprio datore di lavoro ha celebrato il Pride, un dato particolarmente significativo. La percentuale di soddisfazione sale al 59% tra le persone LGBTQIA+, sottolineando l’importanza cruciale che le attività di supporto e inclusione rivestono per questa comunità.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F28%2Flgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni%2F&amp;linkname=LGBTQIA%2B%3A%20un%20lavoratore%20italiano%20su%20tre%20afferma%20di%20aver%20sub%C3%ACto%20discriminazioni" title="Facebook" rel="nofollow noopener" target="_blank"></a><a class="a2a_dd addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.lafrecciaweb.it%2F2023%2F06%2F28%2Flgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni%2F&#038;title=LGBTQIA%2B%3A%20un%20lavoratore%20italiano%20su%20tre%20afferma%20di%20aver%20sub%C3%ACto%20discriminazioni" data-a2a-url="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni/" data-a2a-title="LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2023/06/28/lgbtqia-un-lavoratore-italiano-su-tre-afferma-di-aver-subito-discriminazioni/">LGBTQIA+: un lavoratore italiano su tre afferma di aver subìto discriminazioni</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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		<title>Inaudito. Indecente. Incredibile. Ma, purtroppo, reale</title>
		<link>https://www.lafrecciaweb.it/2022/01/25/inaudito-indecente-incredibile-ma-purtroppo-reale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=inaudito-indecente-incredibile-ma-purtroppo-reale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Francesca Lippi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jan 2022 21:17:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[bullismo]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornata della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Violenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/88478E44-584E-48B2-B475-4858E2948E2B.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/88478E44-584E-48B2-B475-4858E2948E2B.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/88478E44-584E-48B2-B475-4858E2948E2B-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A pochi giorni dal 27 gennaio, il giorno della Memoria che determina la fine della Shoah, due ragazze quindicenni in un parco di Venturina, cittadina a pochi chilometri da Livorno, hanno aggredito e insultato,&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="300" height="200" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/88478E44-584E-48B2-B475-4858E2948E2B.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/88478E44-584E-48B2-B475-4858E2948E2B.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2022/01/88478E44-584E-48B2-B475-4858E2948E2B-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p><p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">A pochi giorni dal </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">27 gennaio</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, il giorno della </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Memoria</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> che determina la fine della </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Shoah</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, due ragazze quindicenni in un parco di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Venturina</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, cittadina a pochi chilometri da Livorno, hanno aggredito e insultato, colpito con sputi e preso a calci un bambino di 12 anni. Il motivo? E’ semplice: il bambino è ebreo. “</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Ebreo di </span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">m..</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">.</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">, tu devi stare zitto perché sei un ebreo…devi morire nel forno..</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.”</span></span> <span class="s8"><span class="bumpedFont15">sono solo alcune tra le frasi pronunciate dalle ragazze. Sconcertanti a dir poco.</span></span></p>
<p class="s7">Il resto è cronaca.</p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il padre del ragazzo, ancora sconvolto ma determinato, non si è fermato ed ha sporto denuncia per insulti e lesioni, perché come ha dichiarato a La Nazione “</span></span><span class="s10"><span class="bumpedFont15">Non si può scherzare su una cosa così tragica. Forse anche i genitori devono comprendere cosa è stato fatto da queste due ragazzine</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">.”</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Il padre ha informato dell’accaduto anche la sindaca di Campiglia Marittima, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Alberta </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Ticciati</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, la quale con l’Amministrazione Comunale che rappresenta non intende in alcun modo banalizzare l’accaduto che è di una gravità estrema, se si considera il fatto che, come ha riferito il padre, i presenti all’episodio non hanno mosso un dito per difendere il bambino. E questo è un fatto ancora più inconcepibile!</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Come riporta La Nazione, il padre del ragazzo ha raccontato di un altro episodio, accaduto durante il periodo in cui il figlio frequentava la scuola primaria, un episodio sconcertante a dir poco, che parlav</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">a con il linguaggio dei disegni</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">: una svastica e un paio di scarpe con scritto dal 39 al 42. Disegni scambiati tra bambini di 10 anni, forse 11. In quell’occasione il padre aveva contattato gli altri genitori per la gravità del gesto, ma la cosa era morta lì.</span></span></p>
<p class="s7">I genitori devono comprendere</p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">O forse i genitori, anzi sicuramente, devono educare. E la società, cioè il resto delle persone che gravitano intorno ai giovani, in questo caso alle due quindicenni, deve assolutamente essere partecipe della loro formazione, cominciando a non voltarsi dall’altra parte quando accadono episodi di questo genere. Agire con determinazione per fermare atti di </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">bullismo e razzismo</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> evidenti, e che due ragazze di quindici anni comprendono perfettamente, significa stare dalla parte giusta e non essere complici di atti che disonorano l’essere umano. A qualsiasi età, in qualsiasi momento.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s9"><span class="bumpedFont15">I</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ndagare, andare a fondo alla</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15"> q</span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">uestione</span></span><span class="s8"><span class="bumpedFont15">, </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">ma non sottovalutare.</span></span></p>
<p class="s7"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">Indagare e andare a fondo alla questione è di sostanziale importanza. Serve a scoprire come sia cresciuto nell’animo di queste adolescenti lo sprezzo dell’altro, il desiderio di insultare e aggredire con violenza una persona più piccola e indifesa. Un ragazzino di appena qualche anno più giovane, uno come loro. Ma scoprire e andare a fondo alla questione ha, inoltre, un significato ben più profondo e preciso, un significato che non sottovaluta l’accaduto ma, anzi, lancia un messaggio forte e chiaro: </span></span><span class="s9"><span class="bumpedFont15">Avete sbagliato e pagherete le conseguenze del vostro errore.</span></span></p>
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		<title>Intenzioni ottime, risultati discutibili: a forza di voler includere si finisce per escludere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Dec 2021 15:32:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[IL punto di vista]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
		<category><![CDATA[tradizioni negate]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Il punto di vista di Antonio Peragine &#8211; direttore corrierenazionale.net Stiamo vivendo una situazione paradossale perché è inaccettabile che le istituzioni europee pur di usare un linguaggio che non faccia&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.lafrecciaweb.it/2021/12/04/46833/">Intenzioni ottime, risultati discutibili: a forza di voler includere si finisce per escludere</a> proviene da <a href="https://www.lafrecciaweb.it">lafrecciaweb.it</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img width="2560" height="1707" src="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-scaled.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" srcset="https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-scaled.jpeg 2560w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-300x200.jpeg 300w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1024x683.jpeg 1024w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-768x512.jpeg 768w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1536x1024.jpeg 1536w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-2048x1366.jpeg 2048w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1920x1280.jpeg 1920w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-1170x780.jpeg 1170w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-585x390.jpeg 585w, https://www.lafrecciaweb.it/wp-content/uploads/2021/12/2CA6930C-0161-4C6D-ADD5-60EBF7ABB306-263x175.jpeg 263w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p><p><span class="s5"><span class="bumpedFont15"><i><b>Il punto di vista di Antonio Peragine &#8211; direttore <a href="http://corrierenazionale.net/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=http://corrierenazionale.net&amp;source=gmail&amp;ust=1638607781101000&amp;usg=AOvVaw3e617irZedS6_486b3EEDN" data-removefontsize="true" data-originalcomputedfontsize="16">corrierenazionale.net</a></b></i></span></span></p>
<p><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Stiamo vivendo una situazione paradossale perché è inaccettabile che</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">le istituzioni europee pur di usare un linguaggio che non faccia</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">sentire nessuno discriminato finisce col tagliare fuori chi si</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">identifica in valori e parole giudicati &#8220;escludenti&#8221;.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Io sono cristiano e celebrare il Natale e usare nomi e simboli</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">cristiani fa parte del ricco patrimonio personale ed europeo.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Aldilà dei chiarimenti che sono intervenuti abbastanza rapidamente in</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">cui si è specificato che ‘Il documento a cui si fa riferimento è un</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">documento interno preparato a livello tecnico e che quelle linee guida</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">sono raccomandazioni al personale per il proprio lavoro </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">q</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">uotidiano’,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">sento il dovere di prendere una chiara </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">posizione .</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">È d&#8217;uopo sottolineare che eliminare le identità personale e nazionale</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">significa produrre nuove discriminazioni: Il caso più eclatante è</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">stato proprio quello di vietare l&#8217;uso della parola &#8220;Natale&#8221; per</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">evitare di dare per scontato che tutti siano cristiani. Dunque è bene</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">«evitare» di usare frasi come &#8216;il Natale può essere un periodo</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">impegnativo &#8216;e preferirgli&#8217; le vacanze possono essere un periodo</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> impegnativo. Ma l&#8217;affondo e l’</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">affronto non si ferma qui va </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">oltre!</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Nello stesso specchietto di parole da usare e da scansare l&#8217;indicazione di «non usare negli esempi e nelle storie solo nomi che</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">sono tipici di una religione»: e dunque via «Maria e Giovanni», meglio</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">«</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Malika</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> e Julio».</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">A questo punto la domanda nasce spontanea: sarebbe questa un Unione</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">di eguaglianza nella quale sentirci uniti nella diversità?</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Onestamente io, vecchio democristiano, mi sento in un regime</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">autoritario che impone e nega i valori con i quali sono nato e formato</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">e che soprattutto costituiscono parte integrante della ricca eredità</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">nazionale italiana ed europea.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ovviamente è cosa buona e giusta la preoccupazione di cancellare tutte</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">le discriminazioni soprattutto sul terreno pratico, però, a mio</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">parere, questa non è certamente la strada per raggiungere questo</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">scopo.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">I rischi intrinsechi sono enormi, mi limito per ragioni di tempo e</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">spazio ad enucleare solo quel</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">li che mi appaiono più evidenti</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">,</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">restando disponibile a discutere ad ogni livello il problema:</span></span></p>
<div class="s10">1. <span class="s5"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rischia di distruggere e annientare la persona;</span></span></div>
<div class="s10">2. <span class="s5"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rischia di omologare tutto, non sapendo rispettare invece anche le </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">giuste differenze, che naturalmente non devono diventare </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">contrapposizione o fonte di discriminazione, ma devono integrarsi </span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">proprio per costruire una umanità piena e integrale;</span></span></div>
<div class="s10">3. <span class="s5"><span class="bumpedFont15">si</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> rischia di cancellare quelle che sono le radici, le nostre radici.</span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><br />
</span></span></div>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">A</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> tal proposito vale la pena sottolineare la mia esperienza di vita</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> personale</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">: chi scrive, infatti, ha sulla spalle 15 anni di emigrazione</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> in Venezuela</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">In particolare ho passato la gioventù in un paese dove la libertà era</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">molto limitata, ma nonostante ciò si è sempre e dico sempre celebrato</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> il Natale</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ricordo perfettamente il dolce suono della pronuncia dei nomi</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> di ‘Giuseppe e Maria’ soprattutto in occasione delle feste</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">cris</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">tiane</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">In altri termini è stata sempre salvaguardata e giammai</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">mortificata la dimensione cristiana della nostra Europa.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Concludo con l&#8217;amara verità che quindi, distruggere la differenza e</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">distruggere le radici vuol dire proprio distruggere la persona.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Accetto come tutti gli opportuni intervenuti chiarimenti dinnanzi ai</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">quali non bisogna dimostrare ignoranza ma allo stesso tempo bisogna</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">pungere e dire ciò che ci ferisce profondamente.</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Sono italiano fiero ed orgoglioso di esserlo e rimango italiano con il</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> mio N</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">atale e con i miei ‘Santi’.</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">Ringrazio la Dott.ssa Nunzia Bernardini per le foto di alcuni dei</span></span> <span class="s5"><span class="bumpedFont15">presepi della sua collezione</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">. </span></span><span class="s4"><span class="bumpedFont15"><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Antonio </span></span><span class="s11"><span class="bumpedFont15">Peragine</span></span><br />
</span></span></p>
<p class="s6"><span class="s5"><span class="bumpedFont15">Direttore del Corriere Nazionalele.net</span></span></p>
<p><a href="http://www.corrierenazionale.net/"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">http://www.corrierenazionale.net</span></span></a></p>
<p><span class="s7"><span class="bumpedFont15">leggi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> anche</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> </span></span><a href="https://www.corrierenazionale.net/tempo-di-presepi/"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">https://www.corrierenazionale.net/tempo-di-presepi/</span></span></a></p>
<p><span class="s7"><span class="bumpedFont15">leggi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> anche</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15">  </span></span><a href="https://www.corrierepl.it/2020/12/22/tempo-di-presepi-2/"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">https://www.corrierepl.it/2020/12/22/tempo-di-presepi-2/</span></span></a></p>
<p><span class="s7"><span class="bumpedFont15">leggi</span></span><span class="s7"><span class="bumpedFont15"> anche</span></span><span class="s5"><span class="bumpedFont15"> </span></span><a href="https://www.corrierenazionale.net/musica-in-francia-un-concerto-di-natale-dedicato-allitalia"><span class="s8"><span class="bumpedFont15">https://www.corrierenazionale.net/musica-in-francia-un-concerto-di-natale-dedicato-allitalia</span></span></a></p>
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